METE DA SOGNO LE SETTE SORELLE DI SICILIA / DREAMING DESTINATIONS SICILY’S SEVEN SISTERS / SLOW TOUR ARMENIA / BRAND AT WORK PSYCHO BUNNY / BELLEZZA IN VIAGGIO AGOSTO, I SEGRETI PER UNA PELLE RADIOSA IN ESTATE / BEAUTY ON THE GO AUGUST: THE SECRETS TO RADIANT SKIN ALL SUMMER LONG
COPIA OMAGGIO
ISSN 2611-965X
Mensile n.65/2026 5,00
LE ALTRE CICLADI / THE OTHER CYCLADES
LE ISOLE GRECHE CHE POTREBBERO DIVENTARE IL VOSTRO VIAGGIO PIÙ BELLO/ THE GREEK ISLANDS THAT COULD BECOME YOUR MOST UNFORGETTABLE HOLIDAY
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QUESTO MESE
www.gatemag.it N. 65 - 2026 – PERIODICITÀ MENSILE/MONTHLY PERIODICITY DIREZIONE E AMMINISTRAZIONE/DIRECTION AND ADMINISTRATION Piazza G. Grandi 3, 20129Milano, Italia direzione@gatemag.it amministrazione@gatemag.it DIRETTORE RESPONSABILE/EDITOR IN CHIEF Francesca Noto REALIZZAZIONE GRAFICA/GRAPHIC DESIGNER Rachele Tonioni grafica@gatemag.it Tel +39 340 783 3557 HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO/ COLLABORATORS OF THIS ISSUE Lucilla Biffi, Syusy Blady, Alessandro Cecchi Paone, Idra Editing, Cristiana Gentileschi, Rajan Gualtieri, Rodolfo Mangiagalli, Enza Pietrangelo, Vanna Greggio, Asia Mangione, Chiara Viti, Virginia Merlini, Patrizio Roversi, Ilaria Santi, Chiara Valle, Bianca Humoceanu CONSULENTE MODA/FASHION CONSULTANT Paolo Gelmi EDITORE/PUBLISHING COMPANY GATE s.r.l. Piazza G.Grandi 3 20129 Milano AMMINISTRATORE UNICO Sabina Premoli PUBBLICITA’ DIRETTA/DIRECT ADVERTISING GATE s.r.l. Piazza G.Grandi 3 20129 Milano Tel + 39 347 277 5347 info@gatemag.it TRAFFICO/ADVERTISING TRAFFIC traffico@gatemag.it BUSINESS PARTNER EQUIPE INTERNATIONAL SRL Corso Sempione,30 - Milano Responsabile del trattamento dei dati personali (D.L. 196/2003) Francesca Noto Contenuto pubblicitario non superiore al 45% Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte della rivista può essere in alcun modo riprodotta senza autorizzazione scritta da Gate s.r.l. Registration at the Court of Milan n. 5 of 1/4/2018. Responsible for processing personal data (Legislative Decree 196/2003) Francesca Noto. Advertising content not exceeding 45%. All rights reserved. No part of the magazine can be reproduced in any way without written authorization from Gate s.r.l. COMUNICATI STAMPA E INFO VANNO INVIATI A/PRESS RELEASES AND INFO MUST BE SENT TO direzione@gatemag.it
THIS MONTH
IL LUSSO DI RALLENTARE Ogni estate ci promettiamo che questa sarà la vacanza giusta. Quella in cui riusciremo davvero a staccare, a dedicare tempo alle persone che amiamo, a leggere quel libro rimasto sul comodino per mesi o, semplicemente, a non fare nulla. Eppure viviamo in un’epoca in cui è facile portare con sé anche il rumore della quotidianità. Le notifiche ci seguono ovunque, le fotografie rischiano di sostituire i ricordi e perfino il tempo libero può trasformarsi in una corsa contro il tempo. Forse il vero viaggio non è quello che ci porta più lontano, ma quello che ci permette di tornare presenti. Di osservare un tramonto senza guardare l’orologio, di assaporare una cena senza fretta, di perdersi in una città sconosciuta senza l’ansia di arrivare. In questo numero abbiamo raccolto idee, destinazioni ed esperienze pensate per accompagnarvi durante l’estate, con un unico filo conduttore: vivere ogni momento con maggiore consapevolezza. Ovunque vi porteranno le vostre vacanze, vi auguriamo che possano regalarvi non solo nuovi luoghi da ricordare, ma anche il tempo, sempre più prezioso, di ritrovare voi stessi Buona estate e buon viaggio.
THE LUXURY OF SLOWING DOWN Every summer, we promise ourselves that this will be the holiday—the one where we’ll truly disconnect, spend quality time with the people we love, finally read that book that’s been sitting on the bedside table for months or simply enjoy doing nothing at all. Yet we live in an age where it’s all too easy to bring the noise of everyday life with us. Notifications follow us wherever we go, photographs often replace memories, and even our free time can become another race against the clock. Perhaps the greatest journey isn’t the one that takes us the farthest, but the one that brings us back to the present. The one that allows us to watch a sunset without checking the time, savour a leisurely dinner, or wander through an unfamiliar city without worrying about reaching the next destination. In this issue, we’ve gathered ideas, destinations and experiences designed to accompany you throughout the summer, all connected by a single theme: embracing every moment with greater awareness. Wherever your travels may take you, we hope your holiday brings you not only unforgettable places to remember, but also something even more valuable— the time to reconnect with yourself. Have a wonderful summer, and happy travels.
SOMMARIO
METE EUROPEE EUROPEAN DESTINATIONS
DESTINAZIONI DA SOGNO DREAMING DESTINATIONS
VIAGGI SLOW SLOW TOUR
DOVE E COME WHERE AND HOW
BRAND AT WORK BRAND AT WORK
TUTTO QUANTO FA TENDENZA EVERYTHING THAT IS TRENDING
FASHION FASHION
SUMMARY
8 16 20 26 32 36 40
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BRAND AT WORK FOOD, AKIRO
ARTE ART
HI-TECH PER VIAGGIATORI SYMI, GREECE
HI-TECH FOR TRAVELERS
EVENTI E MOSTRE EVENTS AND EXHIBITIONS
BELLEZZA IN VIAGGIO BEAUTY ON THE GO
CONSIGLI DI BENESSERE WELLNESS TIPS
RILASSA LA MENTE RELAX YOUR MIND
ITALIA DA SCOPRIRE DISCOVERING ITALY
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50 52 58 64 68 72 88
Officina BV Milano
Eleganza Quotidiana Officina BV Milano - Via Rovello, 18 - 20121 - Milano
METE EUROPEE | EUROPEAN DESTINATIONS
LE ALTRE CICLADI (E NON SOLO)
Le isole greche che gli italiani conoscono ancora poco, ma che potrebbero diventare il vostro viaggio più bello THE OTHER CYCLADES (AND BEYOND) | The Greek islands that remain largely undiscovered by Italian travellers - but could become your most unforgettable holiday di Rajan Gualtieri
METE EUROPEE | EUROPEAN DESTINATIONS
Quando si parla di Grecia, il pensiero corre immediatamente a Santorini, Mykonos, Rodi o Corfù. Sono isole straordinarie, ma anche tra le più frequentate del Mediterraneo. Eppure esiste un’altra Grecia, quella che i viaggiatori più curiosi custodiscono quasi come un segreto. Una costellazione di isole meno conosciute, dove il mare è lo stesso blu intenso delle cartoline, le taverne sono ancora frequentate dagli abitanti del posto e il tramonto non si divide con migliaia di persone armate di smartphone. La vera ricchezza della Grecia è proprio questa: oltre 6.000 isole e isolotti, di cui poco più di duecento abitati. Una varietà incredibile di paesaggi, tradizioni e atmosfere, capace di soddisfare chiunque, dagli escursionisti agli amanti del mare, fino a chi cerca semplicemente qualche giorno di autentica tranquillità. Ecco alcune isole che meritano di entrare nella lista dei prossimi viaggi.
EN. When people think of Greece, their minds immediately drift to Santorini, Mykonos, Rhodes or Corfu. These are extraordinary islands, but they are also among the busiest destinations in the Mediterranean. Yet there is another side of Greece—one that seasoned travellers tend to keep almost as a secret. It is a constellation of lesser-known islands where the sea is just as intensely blue as the postcards, tavernas are still frequented by locals, and sunsets are not shared with thousands of smartphones held aloft. This is Greece’s greatest treasure: more than 6,000 islands and islets, just over 200 of which are inhabited. An extraordinary variety of landscapes, traditions and atmospheres, offering something for everyone—from hikers and beach lovers to those simply looking for a few days of genuine tranquillity. Here are some islands that deserve a place on your next travel wish list.
Karpathos, dove la Grecia resiste al tempo
Karpathos, where Greece has stood still in time
Tra Rodi e Creta emerge Karpathos, un’isola che negli ultimi anni ha iniziato a farsi conoscere anche in Italia, pur conservando un’anima sorprendentemente autentica. La costa alterna lunghe spiagge di sabbia dorata a calette raggiungibili solo via mare. Ma il vero cuore dell’isola è Olympos, un villaggio arroccato sulle montagne dove molte donne indossano ancora gli abiti tradizionali durante le festività religiose e le ricette vengono tramandate da generazioni. Una curiosità poco nota riguarda la lingua: alcuni anziani parlano ancora un dialetto ricco di espressioni che derivano direttamente dal greco antico, diventato oggetto di studio da parte dei linguisti. Per chi ama il vento, Karpathos è considerata una delle migliori destinazioni europee per windsurf e kitesurf.
Lemnos, il Mediterraneo senza folla Pochissimi italiani scelgono Lemnos, nel nord dell’Egeo. Eppure è una delle sorprese più piacevoli della Grecia. Qui non esistono grandi resort, ma spiagge immense spesso quasi deserte, piccoli villaggi di pescatori e una cucina che molti greci considerano tra le migliori del Paese. Lemnos è anche una delle poche isole dove si produce un vino vulcanico di altissima qualità. Il vitigno Muscat di Alessandria trova qui condizioni climatiche ideali e regala vini premiati a livello internazionale. Una delle immagini più sorprendenti è il piccolo “deserto” di Gomati: dune di sabbia che sembrano appartenere al Sahara più che al Mar Egeo.
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Hozoviotissa Monastery in Amorgos.
Nestled between Rhodes and Crete, Karpathos has slowly begun to attract Italian travellers while preserving an authenticity that is increasingly rare. Its coastline alternates between long stretches of golden sand and secluded coves that can only be reached by boat. The true soul of the island, however, lies in Olympos, a mountain village where many women still wear traditional dress during religious celebrations and recipes have been handed down through generations. One fascinating detail is the local dialect: some elderly residents still speak expressions with roots in Ancient Greek, making the island a subject of interest for linguists. For wind lovers, Karpathos is also regarded as one of Europe’s finest destinations for windsurfing and kitesurfing.
Amorgos, l’isola del Grande Blu Chi ha visto il film Le Grand Bleu di Luc Besson ricorderà probabilmente le sue scogliere spettacolari. Molte di quelle immagini sono state girate proprio ad Amorgos. L’isola è una delle più montuose delle Cicladi e offre a\lcuni dei sentieri panoramici più belli della Grecia. Il simbolo è il monastero di Hozoviotissa, costruito letteralmente nella parete rocciosa a oltre trecento metri sul mare. Ancora oggi i monaci accolgono i visitatori offrendo un piccolo bicchiere di rakì e un dolce preparato secondo un’antica ricetta. Le acque intorno ad Amorgos sono tra le più limpide dell’Egeo e attirano ogni anno appassionati di immersioni provenienti da tutta Europa.
Ikaria, dove si vive più a lungo Ci sono luoghi che diventano famosi non per il mare, ma per le persone che li abitano. Ikaria è una delle cinque celebri “Blue Zones” del pianeta, le aree dove si registra la più alta concentrazione di ultracentenari. Gli studiosi attribuiscono questa longevità a una combinazione di alimentazione mediterranea, attività fisica quotidiana, forte socialità e livelli di stress particolarmente bassi. Ma c’è anche un altro aspetto curioso: gli abitanti dell’isola sembrano avere un rapporto molto rilassato con il tempo. Gli orari sono indicativi, le cene iniziano tardissimo e le feste popolari possono proseguire fino all’alba senza che nessuno sembri avere fretta di tornare a casa.
Karpathos
Lemnos, the Mediterranean without the crowds Very few Italian travellers choose Lemnos, in the northern Aegean. Yet it is one of Greece’s most rewarding surprises. There are no sprawling resorts here—only vast beaches that are often almost deserted, charming fishing villages and a cuisine that many Greeks consider among the country’s finest. Lemnos is also one of the few islands producing exceptional volcanic wines. The Muscat of Alexandria grape thrives in the island’s unique climate, yielding internationally acclaimed labels. One of its most unexpected sights is the small desert of Gomati, where rolling sand dunes create a landscape that seems more Saharan than Aegean.
Amorgos, the island of The Big Blue Anyone who has seen Luc Besson’s cult film The Big Blue will remember its breathtaking cliffs. Many of those unforgettable scenes were filmed on Amorgos. The island is one of the most mountainous in the Cyclades and offers some of Greece’s finest panoramic hiking trails. Its most iconic landmark is the Monastery of Hozoviotissa, built directly into a sheer cliff more than 300 metres above the sea. Even today, monks welcome visitors with a small glass of rakì and a traditional sweet prepared according to centuries-old recipes. The crystal-clear waters surrounding Amorgos attract divers from all over Europe.
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METE EUROPEE | EUROPEAN DESTINATIONS
Symi, Greece 12 |
Astypalea, la farfalla del Dodecaneso
Ikaria, where people live longer
Vista dall’alto ricorda una farfalla con le ali aperte. Astypalea rappresenta l’incontro perfetto tra le Cicladi e il Dodecaneso. Le case bianche contrastano con un grande castello veneziano che domina il porto, mentre le baie sembrano disegnate una a una. Negli ultimi anni è diventata un laboratorio europeo di mobilità sostenibile. Gran parte dei veicoli utilizzati sull’isola è elettrica e il progetto punta a trasformarla nella prima isola mediterranea completamente alimentata da energie rinnovabili. È uno dei pochi luoghi dove innovazione e tradizione convivono con assoluta naturalezza.
Some places become famous not because of their beaches, but because of the people who call them home. Ikaria is one of the world’s five renowned Blue Zones—regions where people consistently enjoy exceptionally long lives. Researchers attribute this remarkable longevity to a combination of Mediterranean cuisine, daily physical activity, strong social connections and unusually low levels of stress. There is another curious aspect of life here: time seems to flow differently. Schedules are flexible, dinners begin late in the evening and village festivals often continue until sunrise, with nobody appearing to be in any hurry.
Koufonisia, il paradiso a piedi nudi
Astypalea, the butterfly of the Dodecanese
Se esiste un’isola dove le scarpe diventano quasi inutili, quella è Ano Koufonisi. Lunga appena cinque chilometri, può essere attraversata interamente a piedi seguendo un sentiero costiero che collega una spiaggia all’altra. Le acque assumono tonalità caraibiche e la trasparenza è tale da rendere perfettamente visibile il fondale anche da diversi metri di profondità. Il bello è che non serve organizzare nulla. Si cammina, ci si ferma dove il mare sembra più invitante e si riparte quando il sole inizia a scendere. È probabilmente il lusso più grande rimasto nel Mediterraneo.
Seen from above, Astypalea resembles a butterfly with its wings spread. The island represents the perfect meeting point between the Cyclades and the Dodecanese. Whitewashed houses contrast beautifully with a Venetian castle overlooking the harbour, while its bays appear to have been carved one by one into the coastline. In recent years, Astypalea has become a European showcase for sustainable mobility. Much of its vehicle fleet is now electric, and ambitious plans aim to transform it into the Mediterranean’s first island powered entirely by renewable energy. It is one of the rare places where innovation and tradition coexist effortlessly.
Koufonisia, paradise barefoot If there is one island where shoes become almost unnecessary, it is Ano Koufonisi. Barely five kilometres long, the island can be explored entirely on foot along a coastal path linking one idyllic beach after another. The sea displays astonishing Caribbean-like shades of turquoise, while the water is so transparent that the seabed remains visible several metres below the surface. The beauty lies in its simplicity. There is no need to plan an itinerary. Just walk, stop wherever the sea looks irresistible, and continue whenever the sun begins to sink towards the horizon. It may well be the greatest luxury still remaining in the Mediterranean.
Symi, timeless elegance Symi, eleganza senza tempo A pochi chilometri da Rodi si trova Symi, spesso ignorata dai grandi itinerari turistici. L’arrivo in porto è uno dei più spettacolari della Grecia: centinaia di case neoclassiche color pastello risalgono la collina come un gigantesco anfiteatro affacciato sul mare. L’isola è famosa anche per le spugne naturali, attività che per oltre un secolo ha rappresentato la principale fonte di ricchezza locale. Passeggiando tra i vicoli si ha l’impressione che il tempo si sia fermato agli inizi del Novecento.
Just a short distance from Rhodes lies Symi, often overlooked by mainstream tourism. Its harbour offers one of Greece’s most spectacular arrivals: hundreds of pastel-coloured neoclassical houses climb the hillside like a vast amphitheatre overlooking the sea. The island is also famous for its natural sea sponges, an industry that represented its main source of prosperity for more than a century. Walking through its narrow streets feels like stepping back into the early twentieth century.
ENJOY YOUR TRIP | 13
METE EUROPEE | EUROPEAN DESTINATIONS
Le esperienze che fanno la differenza
Experiences that make all the difference
La Grecia meno conosciuta non si racconta soltanto attraverso le sue spiagge. A Karpathos vale la pena assistere a una festa patronale, dove musica e danze tradizionali possono continuare per tutta la notte. A Ikaria bisogna sedersi in una taverna senza guardare l’orologio: il tempo qui ha un significato completamente diverso. Ad Amorgos è quasi obbligatorio percorrere almeno uno dei vecchi sentieri dei muli, che collegavano i villaggi quando le automobili ancora non esistevano. A Lemnos, invece, la sera è il momento ideale per osservare un cielo incredibilmente stellato, grazie all’inquinamento luminoso praticamente inesistente.
Greece’s hidden islands are not defined solely by their beaches. In Karpathos, don’t miss a traditional village festival, where music and dancing often continue until dawn. On Ikaria, take your time over dinner in a local taverna and forget about the clock—here, time has an entirely different meaning. In Amorgos, walking at least one of the old mule paths that once connected the villages is almost a rite of passage. In Lemnos, evening brings another unforgettable experience: an astonishingly star-filled sky made possible by the island’s almost complete absence of light pollution.
Una Grecia ancora autentica
An authentic Greece
La bellezza di queste isole non sta soltanto nei paesaggi. Sta nella possibilità di parlare con un pescatore che sistema le reti al porto, di pranzare in una taverna dove il menù cambia ogni giorno in base al pescato, di attraversare un intero villaggio senza incontrare negozi di souvenir identici tra loro. Sono luoghi che ricordano la Grecia di qualche decennio fa, quando il turismo era un ospite e non ancora il protagonista. Forse è proprio questo il loro fascino più grande: permettono di sentirsi viaggiatori, non semplicemente turisti. E, in un Mediterraneo sempre più affollato, è un privilegio che vale il viaggio.
The true beauty of these islands goes far beyond their landscapes. It lies in chatting with a fisherman repairing his nets by the harbour, enjoying lunch in a family-run taverna where the menu changes according to the day’s catch, or strolling through a village without encountering rows of identical souvenir shops. These islands evoke the Greece of decades past, when tourism was still a welcome guest rather than the main attraction. Perhaps that is their greatest charm: they allow visitors to feel like travellers rather than tourists. And in an increasingly crowded Mediterranean, that is a privilege well worth discovering.
Astypalea
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ENJOY YOUR TRIP | 15
DESTINAZIONI DA SOGNO | DREAMING DESTINATIONS
LE SETTE SORELLE DI SICILIA Piccole isole, grandi emozioni: il Mediterraneo più autentico è a poche miglia dalla costa SICILY’S SEVEN SISTERS | Small islands, unforgettable experiences: the Mediterranean at its most authentic di Rajan Gualtieri
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C’è una Sicilia che tutti conoscono e una che pochi hanno davvero vissuto. La prima è fatta di città barocche, spiagge dorate e mercati profumati di agrumi. La seconda inizia quando la terra finisce e il mare prende il sopravvento. È lì che compaiono le isole minori siciliane: piccoli mondi sospesi, ciascuno con un carattere preciso, dove il tempo sembra seguire ancora il ritmo del vento, delle barche e dei tramonti. Sono quattordici isole abitate, distribuite in tre arcipelaghi principali – Eolie, Egadi e Pelagie – più Pantelleria, che da sola rappresenta un universo a parte. Luoghi diversi tra loro, ma accomunati da un elemento: regalano una sensazione di libertà sempre più rara nel Mediterraneo. La vera sorpresa? Non serve andare dall’altra parte del mondo per trovare acque trasparenti, silenzi profondi e paesaggi che sembrano usciti da un documentario naturalistico.
Le Eolie: quando la natura è ancora protagonista Chi arriva alle Eolie scopre immediatamente che ogni isola possiede una personalità completamente diversa. Lipari è la più vivace, con vicoli bianchi, terrazze sul mare e un castello che domina il porto. È il punto di partenza ideale per esplorare l’arcipelago, ma basta allontanarsi di qualche chilometro per ritrovare piccole baie quasi deserte. Salina è invece l’isola del verde. Qui crescono i capperi più famosi d’Italia e la celebre Malvasia delle Lipari. Le colline sono ricoperte da vigneti, ulivi e boschi di felci, un’anomalia sorprendente in mezzo al Tirreno. Non è un caso che molte scene de Il Postino siano state girate proprio qui. Poi c’è Panarea, la più piccola e mondana. Nessuna automobile per gli ospiti, case rigorosamente bianche, buganvillee ovunque e un’eleganza che non ha bisogno di essere ostentata. Curiosamente, negli anni Sessanta fu scoperta quasi per caso da artisti e intellettuali romani che la trasformarono nella meta simbolo della dolce vita mediterranea. Stromboli, invece, non assomiglia a nessun’altra isola europea. Il suo vulcano è tra i pochissimi al mondo in attività quasi continua da oltre duemila anni. Di notte, osservare dal mare le esplosioni di lava che illuminano il cielo resta una delle esperienze più emozionanti che si possano vivere nel Mediterraneo. Una curiosità poco nota: i marinai chiamavano Stromboli “il faro del Tirreno”, perché il bagliore delle eruzioni era visibile a decine di chilometri di distanza e aiutava la navigazione ben prima dell’invenzione dei fari moderni.
EN. There is a Sicily everyone knows, and another that only a few travellers truly experience. The first is made of Baroque towns, golden beaches and colourful markets scented with citrus fruits. The second begins where the mainland ends and the sea takes over. Here lie Sicily’s smaller islands: tiny worlds suspended between sky and water, each with its own identity, where life still follows the rhythm of the wind, fishing boats and spectacular sunsets. Fourteen inhabited islands belong to three main archipelagos – the Aeolian Islands, the Aegadian Islands and the Pelagie Islands – plus Pantelleria, an extraordinary island that forms a world of its own. Different in character, they all share one remarkable quality: they offer a rare sense of freedom that has become increasingly difficult to find around the Mediterranean. The greatest surprise is that travellers do not need to fly halfway across the globe to discover crystal-clear waters, breathtaking landscapes and genuine tranquillity. The Aeolian Islands: where nature still leads the way Every island in the Aeolian archipelago has its own distinctive personality. Lipari is the vibrant heart of the islands, with whitewashed streets, panoramic terraces and an impressive castle overlooking the harbour. It is the ideal base for exploring the archipelago, although hidden coves are never far away. Salina is the green island, home to Italy’s most famous capers and the renowned Malvasia wine. Vineyards, olive groves and lush vegetation create an unexpected landscape in the middle of the Tyrrhenian Sea. It also provided the unforgettable setting for the Oscar-winning film Il Postino. Panarea is elegant without trying to be. Visitors leave their cars behind, stroll through white villages covered in bougainvillea and enjoy an atmosphere that has attracted artists, writers and celebrities since the 1960s. Then comes Stromboli, unlike anywhere else in Europe. Its volcano has remained almost continuously active for over two thousand years, offering one of the world’s most extraordinary natural spectacles. Watching glowing lava erupt into the night sky from a boat offshore is an experience few travellers ever forget. Interestingly, ancient sailors nicknamed Stromboli “the Lighthouse of the Tyrrhenian Sea”, as its eruptions guided navigation centuries before modern lighthouses existed.
Lipari
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DESTINAZIONI DA SOGNO | DREAMING DESTINATIONS
The Tower Alba of Cala Rossa
Egadi, dove il mare detta ancora le regole Se le Eolie sono figlie del fuoco, le Egadi appartengono completamente al mare. Favignana è famosa per Cala Rossa, probabilmente una delle baie più fotografate d’Italia. Ma il vero spettacolo si scopre pedalando lungo le strade interne, tra cave di tufo abbandonate, fichi d’India e profumo di rosmarino selvatico. Pochi sanno che proprio qui si combatté, nel 241 a.C., la battaglia navale che pose fine alla Prima Guerra Punica tra Roma e Cartagine. Ancora oggi, sul fondale, continuano a emergere reperti archeologici straordinari che stanno riscrivendo la storia della navigazione antica. Levanzo è l’isola della quiete assoluta. Poco più di duecento abitanti, nessun traffico e una delle grotte preistoriche più importanti d’Europa: la Grotta del Genovese, dove sono conservati graffiti realizzati oltre dodicimila anni fa. Marettimo è forse il segreto meglio custodito dell’arcipelago. Montuosa, selvaggia e percorsa da antichi sentieri borbonici, rappresenta una delle mete preferite dagli escursionisti. Le sue grotte marine, raggiungibili soltanto via mare, regalano giochi di luce che ricordano quelli di Capri, ma con una differenza sostanziale: qui il turismo di massa non è ancora arrivato.
Pantelleria, l’Africa che parla italiano A metà strada tra la Sicilia e la Tunisia emerge Pantelleria, isola vulcanica modellata dal vento. Qui non esistono spiagge tradizionali. Si entra in acqua da scogli levigati dalla lava, ci si immerge in piscine naturali e si nuota in un mare di un blu quasi irreale. Le case tipiche, chiamate dammusi, sono costruite in pietra lavica con tetti bianchi a cupola. Non sono una scelta estetica, ma un antico sistema per raccogliere l’acqua piovana e mantenere freschi gli ambienti durante le estati più torride. Il giardino pantesco, invece, è un piccolo capolavoro di ingegneria agricola. Un muro circolare in pietra protegge un unico albero di agrumi dal vento africano. Questa tecnica è così particolare da essere stata riconosciuta patrimonio UNESCO.
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HAPPY TRAVELS!
BUON VIAGGIO! The Aegadian Islands: where the sea sets the pace While the Aeolian Islands were shaped by fire, the Aegadian Islands belong entirely to the sea. Favignana is famous for Cala Rossa, one of Italy’s most photographed bays, yet its true beauty lies inland among abandoned tuff quarries, prickly pears and fragrant Mediterranean herbs. Few visitors realise that the decisive naval battle ending the First Punic War between Rome and Carthage took place just off these shores in 241 BC. Archaeologists continue to recover remarkable artefacts from the seabed today. Levanzo is the island of silence, home to just a few hundred residents and to the extraordinary Grotta del Genovese, where prehistoric cave drawings dating back more than 12,000 years can still be admired. Marettimo remains one of Sicily’s bestkept secrets. Rugged mountains, ancient walking trails and spectacular sea caves make it one of Italy’s most rewarding destinations for nature lovers.
Pantelleria: where Italy meets Africa Halfway between Sicily and Tunisia lies Pantelleria, a volcanic island sculpted by the wind. There are no sandy beaches here. Instead, visitors dive from smooth lava rocks into impossibly blue water, relax in natural pools and discover a landscape unlike anywhere else in Italy. Traditional stone houses, known as dammusi, feature distinctive white domed roofs designed to collect rainwater and naturally cool the interiors during the hottest months. Another remarkable feature is the Pantelleria garden: a circular dry-stone wall protecting a single citrus tree from the powerful African winds. This unique agricultural technique has been recognised by UNESCO as part of the world’s cultural heritage.
VIAGGI SLOW | SLOW TOUR
PREZIOSA ARMENIA di Federica Monterisi
In order from this page Sevanavank - © Armenia Tourism Committee People in a church Geghard Monastery - inside - © Armenia Tourism Committee
Quello che è oggi un piccolo Paese del Caucaso meridionale, grande poco più della Sicilia e stretto tra Turchia e Iran, Georgia e Azerbaigian, è stato un regno estesissimo, da mare a mare, dal Caspio fino al Mar Nero. L’identità e la cultura armene sono nate e prosperate sulle terre alte dell’altopiano armeno ed entro una vasta area dell’Anatolia orientale dominata dall’Ararat. Ma se gran parte di quei territori sono persi da tempo, assorbiti da altri – e oggi in Turchia, Azerbaigian, Iran –, gli armeni hanno però saputo mantenere salda nel tempo la coscienza della propria identità. Nonostante secoli di dominazioni e confini riscritti. E ancora oggi hanno modi gioiosi e poetici di legarsi a quella storia antica e al proprio territorio, presente e passato. Per esempio attraverso i nomi: Ani, il nome della nostra guida armena, è quello di un’antica capitale del regno, una delle più importanti e avanzate. Le rovine della città, distrutta da un terremoto nel 1319, si trovano in Turchia e sono state dichiarate patrimonio UNESCO. Azat, un nome molto diffuso tra i ragazzi, che significa “libero”, è anche il nome di un fiume celebre per il canyon roccioso, noto come Gola di Garni, dove si trova il paesaggio unico della Sinfonia delle Pietre: una sorprendente formazione naturale di colonne di basalto che ricordano le canne di un organo. Proprio questa particolare memoria attiva, è capace di rendere questo popolo vitale, e prezioso, e colpisce il viaggiatore come l’incanto della sua cultura millenaria, la cucina deliziosa e la bellezza dei paesaggi d’Armenia. Ne troverete alcune tracce in questo piccolo itinerario alla scoperta del Paese, piccoli 20 |
PRECIOUS ARMENIA EN. Today Armenia is a small country in the South Caucasus, little larger than Sicily and wedged between Turkey, Iran, Georgia and Azerbaijan. Yet it was once a vast kingdom stretching from sea to sea, from the Caspian to the Black Sea. Armenian identity and culture were born and flourished across the highlands of the Armenian Plateau and throughout a broad swath of eastern Anatolia dominated by Mount Ararat. Although much of that territory has long since been lost – absorbed into what are now Turkey, Azerbaijan and Iran – the Armenian people have preserved a remarkably strong sense of their identity. They have done so despite centuries of foreign rule and borders repeatedly redrawn. Even today, Armenians maintain joyful and deeply poetic ties to their ancient history and homeland, both present and past. One example is found in their names. Ani, the name of our Armenian guide, is also the name of one of the kingdom’s ancient capitals, once among the most important and sophisticated cities of its time. Destroyed by an earthquake in 1319, its ruins now lie in Turkey and are a UNESCO World Heritage Site. Azat, a popular boys’ name meaning “free,” is also the name of the river that carved the spectacular Garni Gorge, home to the Symphony of Stones: an extraordinary natural formation of towering basalt columns that resemble the pipes of a giant organ. It is precisely this living, constantly renewed memory that gives the Armenian people such vitality
indizi di questo tratto del carattere che è tanto più significativo se si pensa al passato doloroso del popolo: dal genocidio di inizio Novecento, alle due recenti guerre con l’Azerbaigian per il controllo del Nagorno-Karabakh fino al tentativo di cancellazione che è ancora in corso e che riguarda proprio il patrimonio culturale armeno diffuso. In Turchia e in Azerbaigian, i toponimi di origine armena sono stati spesso sostituiti, le chiese distrutte, e il bellissimo ed elegante, unico, alfabeto armeno liquidato come “lingua morta”.
Yerevan Arriviamo a Yerevan che è tarda sera, e la novità assoluta della città non mi trattiene dal mettermi in cerca, affamata, di qualcosa da mettere sotto i denti. Una bella notizia per le viaggiatrici: Yerevan, e l’Armenia – come ci conferma anche la nostra guida – sono sicure, e la capitale è molto vivace anche di sera, in settimana come nel weekend. Gli armeni amano affollare i locali e i ristoranti prima di tornare a casa, passeggiare per il centro. Mentre riporto in albergo il mio bottino – un lahmajo, una pizza nell’aspetto ma condita con carne macinata su una pasta sottilissima e croccante – mi sento tranquilla, immersa in un’aria festosa e profumata di griglia, e mentre attraverso una costola della grandissima piazza della Repubblica, cuore della città, mi capita di ascoltare per la prima volta il duduk, strumento tradizionale armeno, realizzato in legno di albicocco, dalle origini antichissime: pare che abbia tra i 1500 e i 3000 anni. Il nostro, l’indomani, è un assaggio di Yerevan: si parte dall’alto, dal parco della Vittoria che sorge sulla collina di Kanaker. Qui si domina la città e si incontra, senza ostacoli, l’Ararat, il magnifico, con i suoi 5.137 m e le sue due cime Masis e Sis, bianche di neve e di nuvole. «Attraversa il mondo, non vi è simile all’Ararat vetta bianca», scriveva il poeta armeno Charents, a cui è dedicato l’Arco che, ad appena venti minuti di auto da Yerevan e già a 1500 m di altitudine, offre uno dei punti panoramici per eccellenza. L’Ararat è perso, non si trova in Armenia ma in Turchia, ad appena 30 chilometri dal confine – chiuso – tra i due Stati. Ma gli armeni continuano a custodirlo nel cuore come loro, e del resto è il simbolo dell’identità nazionale. Un armeno – ci rac-
– and makes them so precious. It is something that strikes visitors just as deeply as the enchantment of the country’s millennia-old culture, its delicious cuisine and the beauty of Armenia’s landscapes. This short itinerary offers glimpses of that spirit, a defining trait made all the more remarkable by the country’s painful history: from the Armenian Genocide at the beginning of the twentieth century to the two recent wars with Azerbaijan over Nagorno-Karabakh, and the ongoing attempts to erase Armenia’s widespread cultural heritage. In Turkey and Azerbaijan, Armenian place names have at times been replaced, churches destroyed, and the country’s elegant, distinctive alphabet dismissed as a “dead language.”
Yerevan We arrive in Yerevan late in the evening, but the novelty of the city is not enough to distract me from finding something to eat. Here’s good news for women travellers: Yerevan – and Armenia as a whole, our guide assures us – is a very safe destination. The capital remains lively well into the night, both during the week and at weekends. Armenians love filling cafés and restaurants before heading home and strolling through the city centre. As I carry my dinner back to the hotel – a lahmajo, which looks like a pizza but is topped with minced meat on an ultra-thin, crispy flatbread – I feel completely at ease, surrounded by a festive atmosphere scented with grilled food. Crossing one side of the vast Republic Square, the heart of the city, I hear the sound of the duduk for the first time. Made from apricot wood, this traditional Armenian wind instrument dates back somewhere between 1,500 and 3,000 years. The next morning offers us just a taste of Yerevan. We begin high above Yerevan at Victory Park on Kanaker Hill. Ahead, Mount Ararat fills the horizon, its twin snow-covered summits, Masis and Sis, often shrouded in clouds. “Travel the world, there is no peak like white Ararat,” wrote the Armenian poet Charents. His name graces the Charents Arch, just twenty minutes from Yerevan and already 1,500 metres above sea level, one of the country’s classic viewpoints. Ararat itself no longer lies within Armenia’s borders. It stands in Turkey, barely 30 kilometres beyond the closed frontier
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conta Ani – quando deve acquistare una casa prima di tutto chiede: «Si vede il monte?». Al parco della Vittoria si erge Madre Armenia, altro simbolo della città, che nel 1967 ha sostituito l’imponente statua di Stalin – l’Armenia fu una repubblica sovietica dal 1920 al 1991. Quindi ridiscendiamo, fino al complesso della Cascade, la «cascata», una scalinata monumentale che è oggi un museo di arte contemporanea a cielo aperto. Poi piazza della
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Libertà, con il Teatro dell’Opera, realizzato in epoca sovietica dall’architetto Tamanyan, una vera celebrità: è lui l’autore del piano urbanistico della città, colui che ebbe la visione di Yerevan «come il sole» e a cui si deve l’idea originaria della Cascade e di piazza della Repubblica, che guardata dall’alto riproduce il disegno di un tappeto armeno, in omaggio alla tradizione artigianale locale.
Oltre Yerevan, tra le regioni Il nostro percorso per il Paese ci porta poi, a 45 minuti di auto da Yerevan, al tempio di Garni, del I secolo d.C., unico tempio ellenestico di tutto il Caucaso. Qui ancora oggi una sparuta comunità di pagani si raccoglie per celebrare il rito del Fuoco il giorno del solstizio di primavera. È curioso che l’anima pagana possa continuare a vivere a fianco di quella cristiana, opposta. L’Armenia fu il primo Stato cristiano al mondo, e la fede cristiana ha contribuito in maniera determinante a costituire il nucleo dell’identità armena. Lo osserviamo poco più in là, a Geghard, un monastero millenario tra i più amati del Paese (patrimonio UNESCO), parzialmente scavato nel cuore della montagna, dove la luce filtra appena tra cupole di pietra. In questo buio, i nonni mostrano ai nipoti come accendere le candele, e si chinano con loro a bere dalla sorgente d’acqua santa che sgorga dalla roccia direttamente in chiesa. Lasciata la mistica Geghard, la strada si inerpica verso nord: taglia gole selvagge e costeggia l’azzurro immenso del Lago Sevan, il mare d’Armenia, dove si affaccia il maestoso monastero di Sevanavank. Poi, all’improvviso, oltre un tunnel scavato nella montagna, il paesaggio cambia pelle: la roccia vulcanica cede il passo ai boschi. Benvenuti a Dilijan, la
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between the two countries. Yet Armenians continue to hold it as their own, for it remains the ultimate symbol of their national identity. As Ani tells us, the first thing an Armenian asks when buying a house is: “Can you see the mountain?” Victory Park is also home to Mother Armenia, another of the city’s defining landmarks. Erected in 1967, it replaced the imposing statue of Stalin – Armenia was part of the Soviet Union from 1920 until 1991. From there we descend to the Cascade, the monumental stairway that today serves as an open-air museum of contemporary art. Next comes Liberty Square, dominated by the Opera House, built during the Soviet era by Alexander Tamanyan, one of Armenia’s most celebrated architects. Tamanyan devised Yerevan’s master plan, envisioning the city as a radiant sun. He also conceived the original designs for both the Cascade and Republic Square, whose layout, when viewed from above, resembles the pattern of a traditional Armenian carpet – a tribute to one of the country’s oldest crafts.
Beyond the capital, into Armenia’s regions Our journey then takes us, about 45 minutes outside Yerevan, to the Temple of Garni, built in the first century AD and the only surviving Hellenistic temple in the entire Caucasus. Even today, a small community of pagans gathers here to celebrate the fire ritual at the spring equinox. It is remarkable that the pagan spirit continues to live alongside its Christian counterpart. Armenia was the first nation in the world to adopt Christianity as its state religion, and the Christian faith became one of the foundations of Armenian identity. We experience this vividly at Geghard Monastery, one of Armenia’s most cherished monasteries and a UNESCO World Heritage Site. Partly carved into the mountainside, this thousand-year-old monastery is a place where
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“Svizzera armena”. Qui, nel polmone verde di un paese che non smette di stupire, circondati dalle storiche case di pietra dai balconi in legno intarsiato, si viene per rallentare, per fare “bagni di salute”. Tornando verso Yerevan una tappa imprescindibile è il monastero di Khor Virap, costruito sopra la fossa in cui fu imprigionato Gregorio l’Illuminatore, colui che convinse re Tiridate III a convertirsi e ad adottare il Cristianesimo come religione di Stato, nel 301 d.C. Il viaggio ci conduce infine a Echmiadzin, 20 km a ovest di Yerevan, il cuore spirituale del Paese, una sorta di “Vaticano armeno”, ma dall’aspetto di accademia. Anche questo, forse, in omaggio alla tradizione: i monasteri, anche in Armenia, furono fondamentali centri di cultura e di diffusione della cultura. Qui sorge la cattedrale che è tra le più antiche del mondo. Ed è in questo luogo sospeso, tra secolari mura e khachkar (croci in pietra finemente scolpite), che oggi riposa la Sacra Lancia con cui, secondo la tradizione, Gesù fu ferito una volta crocifisso. Prima di lasciare questa terra, c’è un ultimo rito che ci fa rimettere in fila i pezzi del viaggio: un calice di vino, che qui è archeologia liquida. Culla della viticoltura mondiale – con la grotta di Areni-1 che custodisce il più antico sito di vinificazione noto (di circa 6.100 anni fa) – questa nazione ha subito un lungo sonno enologico durante l’era sovietica, quando la produzione locale fu quasi interamente convertita in brandy. Oggi è in atto un vero Rinascimento del vino: grazie all’impulso di viticoltori locali e al ritorno dalla diaspora, antichi vitigni autoctoni come l’Areni Sev (un rosso elegante e speziato) e il Voskehat (la “goccia d’oro” dei bianchi) sono tornati a splendere. Cin cin! O meglio, come si dice qui, kenats! Grazie ad Armenia Tourism Committee per averci invitato a scoprire questo Paese sorprendente.
light barely filters through stone domes. In the dim interior, grandparents show their grandchildren how to light candles and bend down with them to drink from the spring of holy water that flows straight from the rock inside the church. Leaving mystical Geghard behind, the road climbs northwards through wild gorges before skirting the vast blue waters of Lake Sevan – the “Sea of Armenia” – overlooked by the majestic Sevanavank Monastery. Then, suddenly, beyond a tunnel cut through the mountain, the landscape transforms. Volcanic rock gives way to forests. Welcome to Dilijan, the “Armenian Switzerland.” Surrounded by historic stone houses with beautifully carved wooden balconies, visitors come here to slow down, breathe deeply and enjoy what locals call a “health bath” in nature. On our way back to Yerevan, one stop is simply unmissable: Khor Virap Monastery, built above the pit where Gregory the Illuminator was imprisoned. It was Gregory who persuaded King Tiridates III to convert and adopt Christianity as the state religion in AD 301. Our journey ends in Echmiadzin, 20 kilometres west of Yerevan, the country’s spiritual heart – a kind of Armenian Vatican, yet one that feels more like an academy. Perhaps this, too, is a tribute to tradition. In Armenia, monasteries were vital centres of culture, helping to preserve and spread it. Here stands one of the oldest cathedrals in the world. And it is here, among ancient walls and finely carved khachkar – Armenian cross-stones – that the Holy Lance is preserved, the spear that, according to tradition, pierced Christ’s side during the Crucifixion. Before leaving this land, there is one final ritual that brings the journey together: a glass of wine, which here is liquid archaeology. Widely regarded as one of the cradles of winemaking, the country is home to Areni-1 Cave, where the world’s oldest known winery – dating back around 6,100 years – was discovered. During the Soviet era, however, Armenian wine endured decades of neglect as production shifted overwhelmingly towards brandy. Today, the country’s vineyards are experiencing a genuine renaissance. Thanks to passionate local winemakers and members of the Armenian diaspora returning home, ancient indigenous grape varieties such as Areni Sev (which produces elegant, spicy reds) and Voskehat (the “golden drop” among white grapes) are once again flourishing. Cheers – or, as they say in Armenia, kenats! Thanks to the Armenia Tourism Committee for inviting us to discover this remarkable country.
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DOVE E COME | WHERE AND HOW
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VIAGGIO ON THE RAIL LUNGO IL GOLFO DEL MESSICO di Ilaria Santi
Amtrak Mardi Gras Service
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È stata l’ultima grande opera rinata dopo Katrina, l’uragano che ha causato ingenti danni lungo tutta la costa del Golfo del Messico 25 anni fa. Stiamo parlando dell’Amtrak Mardi Gras Service che ha preso servizio da meno di un anno e che corre lungo la costa del Mississippi. Parte da New Orleans, in Louisiana, costeggia il Golfo e termina a Mobile, nello Stato dell’Alabama. Il treno è fondamentalmente turistico, ma molti degli abitanti delle città che attraversa lo prendono molto volentieri per evitare il traffico autostradale. Viaggiare a bordo del Mardi Gras è come fare un salto indietro nel tempo. I vagoni vintage di Business e di Seconda classe, con ampi sedili di pelle reclinabili (con una grossa maniglia), tavolino e poggiapiedi, le due gigantesche locomotive da 4200 cavalli e del peso di 12mila kg ciascuna (una in testa al treno e l’altra in coda perché a Mobile non è possibile girare il convoglio), il vagone ristorante a metà treno che sembra un diner degli Anni ’50, il capotreno con cappello e fischietto… tutto a bordo è una magia. Il viaggio non è lungo, dura poco più di tre ore. La distanza ferroviaria tra le due città è di meno di 100 km e si può fare tranquillamente in giornata. Ma il bello è scendere alle varie fermate (quattro) per esplorare i dintorni e scoprire cosa offrono. La prima fermata è Bay St. Louis, una deliziosa cittadina costiera dove ha 24 |
RAIL JOURNEY ALONG THE GULF OF MEXIC EN. CIt is the latest great railway revival to emerge in the aftermath of Hurricane Katrina, the devastating storm that struck the entire Gulf Coast twenty years ago. We are talking about the Amtrak Mardi Gras Service, launched less than a year ago and now running along Mississippi’s spectacular coastline. Departing from New Orleans, Louisiana, the route follows the shores of the Gulf of Mexico before reaching Mobile, Alabama. While conceived primarily as a scenic rail experience for visitors, it has quickly become popular with local residents eager to avoid highway traffic. Travelling aboard the Mardi Gras is like stepping back in time. Vintage Business and Coach Class carriages feature spacious reclining leather seats with oversized handles, folding tables and footrests, while two imposing 4,200-horsepower locomotives, positioned at either end of the train because the convoy cannot be turned around in Mobile, add to the nostalgic atmosphere. Halfway through the train sits a dining car that feels like an authentic
Biloxi Lighthouse Tour
sede il Waveland’s Ground Zero Hurricane Museum, il museo dedicato all’uragano. Ricavato nell’ex scuola, l’unico edificio rimasto in piedi in città perché fatto di mattoni, è il racconto vivente di quel terribile giorno e di quelli a seguire. L’atmosfera rilassata e artistica, l’architettura storica e le viste panoramiche sul lungomare la rendono una località molto apprezzata dagli abitanti delle grandi città limitrofe che la frequentano nei weekend. Una tappa imperdibile è sicuramente lo storico locale dove suonano musica del vivo da cent’anni, 100 Men Hall. A inizio del XX secolo si cantavano gospel e durante gli anni della segregazione era l’unico locale a fare esibire musicisti afroamericani. I residenti ricordano spettacoli di Ray Charles, James Brown, B.B. King, Jimi Hendrix, Tina Turner e di molte altre star internazionali. La Bay St. Louis Beach è molto frequentata non soltanto per sdraiarsi al sole, quanto per i tantissimi beach bar dove servono giganteschi piatti di gamberi del Golfo rossi ed enormi, dove fare belle passeggiate con un lunghissimo pontile di legno, ancora più spettacolari all’ora del tramonto. La seconda tappa del treno è a Gulfport, la più grande delle città del Coastal Mississippi. Questa fermata della linea ferroviaria è molto richiesta perché offre tantissime attività per i turisti e per le famiglie che vi soggiornano, dalle attrazioni culturali alle attività legate al mare, comprese le escursioni alle isole. L’attrazione più recente è il gigantesco edificio che ospita il Mississippi Aquarium che ospita oltre 200 specie di animali, tra delfini, pinguini, squali e coccodrilli. Poi c’è il museo dei treni, Traintastic, uno dei più grandi degli Stati Uniti, con plastici ferroviari interattivi in diverse scale, vagoni storici a grandezza naturale su cui salire a bordo e aree gioco per i bambini. Le spiagge qui sono meravigliose: chilometri di sab-
1950s American diner, while even the conductor, complete with traditional cap and whistle, contributes to the timeless charm. Everything about the journey feels wonderfully cinematic. The journey itself lasts just over three hours, making it ideal as a day trip. Yet the true pleasure lies in getting off at each of the four intermediate stops to discover the surrounding landscapes, culture and attractions. The first stop is Bay St. Louis, an elegant coastal town that is home to the Waveland Ground Zero Hurricane Museum, dedicated to the memory of Hurricane Katrina. Housed inside the town’s former school—the only brick building left standing after the storm—the museum tells the powerful story of the disaster and the extraordinary resilience that followed. Bay St. Louis is equally appreciated for its relaxed artistic atmosphere, charming historic architecture and panoramic waterfront, making it a favourite weekend escape for residents of nearby cities. A must-visit is the legendary 100 Men Hall, where live music has been performed for over a century. Originally a venue for gospel music, it became one of the few places where African American musicians could perform during segregation. Local memories still celebrate performances by legends including Ray Charles, James Brown, B.B. King, Jimi Hendrix and Tina Turner. The town’s beach is another highlight—not only for relaxing by the sea but also for its lively beach bars serving enormous Gulf shrimp, long wooden piers perfect for evening strolls and unforgettable sunsets. The second stop is Gulfport, the largest city on Mississippi’s Gulf Coast. It is one of the route’s most popular destinations thanks to its wide range of attractions for both families and leisure travellers. Among the newest is the spectacular Mississippi Aquarium, home to more than 200 species, including dolphins, penguins, sharks and alligators.
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DOVE E COME | WHERE AND HOW
bia bianca, ideale per prendere il sole. Ma il meglio deve ancora arrivare, perché Gulfport è il punto di partenza per imbarcarsi verso le Gulf Islands, un piccolo arcipelago nel Golfo del Messico che fa parte del parco nazionale Gulf Islands National Seashore. Le isole sono quattro. La più visitata è Ship Island, letteralmente un paradiso terrestre, un’area protetta meta di birdwatching, ma sono molti anche i visitatori che la raggiungono in giornata per le sue candide spiagge, le dune di sabbia e il mare caldo e trasparente. C’è anche un antico forte, Fort Massachusetts, risalente all’epoca della Guerra Civile americana costruito dagli inglesi. Se si sale sulla cima del forte si può scorgere il punto in cui l’oceano si unisce alle acque del Golfo. La terza fermata è nella cittadina di Biloxi, la più famosa delle località costiere del Mississippi. Soprannominata la “Playground of the South” (il parco giochi del Sud), questa città ha una doppia anima: è famosa per i grandi casinò stile Las Vegas, ma la sua storia è legata al mare e alla pesca, in particolare di gamberi. Considerata la capitale mondiale della pesca, è qui che hanno deciso di aprire un museo dedicato al mare e all’industria attica, il Maritime & Seafood Industry Museum. Ma l’edificio più iconico della città è sicuramente quello dell’Ohr-O’Keefe Museum of Art, un museo di arte moderna progettato nientemeno che dall’archistar Frank O’Gehry che era appassionato delle opere di Ohr, un artista locale. Inconfondibile nel design per
le linee arrotondate dello stile architettonico decostruttivista, il museo consiste in quattro capsule di metallo – l’ultima realizzata nel 2025 – che catturano la luce del sole, facendo cambiare colore all’edificio a seconda delle ore del giorno. La quarta città dove si ferma il treno è Pascagoula. Situata quasi al confine con l’Alabama, è una città industriale con una lunghissima storia portuale, ma custodisce anche importanti riserve naturali. Qui si può visitare un rarissimo esempio di architettura coloniale francese, La Pointe - Krebs Museum, anche detto “Old Spanish Fort”, risalente al 1757. All’interno del museo si scopre la vita dei primi coloni europei e dei nativi americani della tribù dei Pascagoula che hanno dato il nome alla città. Ma c’è un altro luogo che appassionerà molti visitatori perché è legato agli UFO. Infatti, Pascagoula è famosissima in tutti gli Stati Uniti tra gli appassionati di ufologia in quanto, nel 1973, due operai del cantiere navale dichiararono di essere stati rapiti dagli extraterrestri mentre stavano pescando sul fiume. L’evento scatenò un enorme caso mediatico. Oggi, sul lungofiume è presente una targa che segnala il punto esatto del presunto rapimento alieno. La zona circostante è famosa per i pachi naturali, come il River Audubon Center, a pochi 28 |
Rail enthusiasts will enjoy Traintastic, one of the largest railway museums in the United States, featuring interactive model railways, full-size historic railcars and dedicated children’s play areas. Gulfport also boasts kilometres of white sandy beaches, but its greatest attraction lies offshore. From here, ferries depart for the Gulf Islands National Seashore, a protected archipelago of four islands. The best known is Ship Island, a true tropical paradise famous for birdwatching, pristine beaches, crystalclear waters and the historic Fort Massachusetts, built during the American Civil War. From the top of the fort, visitors can admire the point where the Gulf meets the open sea. The third stop is Biloxi, perhaps Mississippi’s best-known coastal destination. Nicknamed the “Playground of the South,” Biloxi combines two very different identities. It is famous for its Las Vegas-style casinos, yet its history is deeply rooted in the sea and, above all, the shrimp fishing industry. Often regarded as the seafood capital of the Gulf Coast, Biloxi is home to the Maritime & Seafood Industry Museum, dedicated to the region’s maritime heritage. The city’s architectural icon, however, is undoubtedly the Ohr-O’Keefe Museum of Art, designed by world-renowned architect Frank Gehry, who admired the work of local ceramic artist George Ohr. Its four sculptural metal pavilions—with the latest completed in 2025—capture and reflect the sunlight, changing colour throughout the day. The fourth and final stop before Alabama is Pascagoula, an industrial port city with a remarkably rich natural heritage. Visitors can explore the La Pointe-Krebs Museum, also known as the Old Spanish Fort, one of the oldest surviving examples of French colonial architecture in North America, dating back to 1757. The museum tells the story of both the first European settlers and the Native American Pascagoula people, from whom the city takes its name. Pascagoula is also famous among UFO enthusiasts. In 1973, two shipyard workers claimed they had been abducted by extraterrestrials while fishing on the river, an incident that became one of America’s best-known UFO cases. Today, a commemorative plaque marks the exact location of the alleged encounter. The surrounding area is equally fascinating for nature lovers. Just north of the city lies the Pascagoula River Audubon Center, where the Pascagoula River—one of the longest completely free-flowing river systems in the continental United States—winds through wetlands, bayous and botanical gardens. With more than 300 bird species, kayaking routes and elevated wooden boardwalks, it is a paradise for ecotourism. The train finally arrives at Mobile Amtrak Station, in the state of Alabama. Although still relatively unknown to many European travellers, Mobile deserves to be discovered. The city blends French and Creole influences with classic Southern architecture, earning it the nickname of a “little New Orleans.” Founded by the French in 1702, Mobile proudly claims another distinction: it was here that America’s first Mardi Gras celebration took place. The city offers a remarkable variety of attractions, from its famous shipyards—where vessels for the U.S. Navy are still built—to the historic USS
chilometri a Nord della città, dove corre il fiume Pascagoula, noto per essere il sistema fluviale più lungo degli Stati Uniti continentali ancora completamente selvaggio. Un parco dove si può praticare kayak e fare birdwatching (l’area ospita oltre 300 specie di uccelli) passeggiando lungo passerelle di legno che attraversano le paludi, i bayou e i giardini botanici di piante autoctone: il paradiso dell’ecoturismo e della natura incontaminata, insomma. Il treno termina alla Mobile Amtrak Station, nello Stato dell’Alabama. Mobile non è di certo tra le città più visitate dagli italiani negli USA, eppure merita assolutamente un viaggio. Qui si respira il mix di cultura franco-creola, a partire dall’architettura coloniale tipica del Sud (è una piccola New Orleans). Fondata dai francesi nel 1702, vanta un primato importante: è nato qui il primo Mardi Gras d’America. Sono tantissime le attrazioni da visitare. Prima di tutto, Mobile è famosa per i cantieri navali: qui vengono costruite tutte le navi della Marina Militare americana – se ne può visitare una, la USS Alabama, che ha combattuto nella Seconda Guerra Mondiale - ma anche sottomarini, portacontainer e navi da crociera. Molto interessante è il Maritime Museum a forma di una gigantesca nave container. Essendo il carnevale un tema molto sentito, c’è naturalmente un museo dedicato. Tanti anche gli itinerari tematici: come quello lungo il delta del fiume Mobile, il secondo più grande degli Stati Uniti, soprannominato l’”Amazzonia d’America” per via della sua eccezionale biodiversità o quello lungo il Civil Right Trail, un itinerario nato nel 2018 e in continua espansione di cui fa parte il quartiere di Africatown, dove furono sistemati gli ultimi schiavi arrivati dall’Africa nel 1860, quando la schiavitù ea già stata bandita negli Stati Uniti. Insomma, questo viaggio è una full immersion nel cuore degli Stati Uniti del Sud, dove il mix di influenze africane ed europee si sposa perfettamente con cittadine autentiche, stile di vita rilassato, spirito di resilienza, ottima cucina e un mood da vacanza slow e sostenibile.
Alabama, the battleship that served during the Second World War and is now open to visitors. Other highlights include the striking National Maritime Museum, designed to resemble a giant container ship, the Mardi Gras Museum, dedicated to the city’s carnival traditions, and a number of fascinating themed itineraries. These include excursions through the Mobile-Tensaw Delta, often called the “Amazon of America” because of its extraordinary biodiversity, and the Civil Rights Trail, which includes Africatown, the community established by some of the last enslaved Africans brought to the United States in 1860, after the slave trade had officially been outlawed. More than just a railway journey, the Mardi Gras Service offers a slow and immersive exploration of the authentic American South—a region where African and European traditions blend seamlessly with welcoming coastal towns, exceptional seafood, resilient communities and a relaxed way of life that perfectly embodies the spirit of sustainable travel.
RIAPRE IL FORTE DI GAVI
Dopo un progetto di recupero, accessibilità e valorizzazione, ha riaperto, in provincia di Alessandria, in mezzo a distese di vigneti, il meraviglioso Forte di Gavi. Nuovi spazi, percorsi inclusivi, tecnologie digitali e aree finora inaccessibili hanno riaperto alle visite di un castello le cui origini affondano nel Medioevo. Il forte seguì le vicende politiche del territorio, passando indenne dalla Repubblica di Genova al regno di Sardegna fino ai conflitti mondiali. Ubicato in una posizione strategica tra Liguria, Piemonte e Lombardia, svetta ancora oggi maestoso sulla cima di un colle come una fortezza inespugnabile. Le visite sono solo su prenotazione e con guida. Info: https://www.museiitaliani.it/
GAVI FORTRESS REOPENS
Following an extensive restoration and accessibility project, the magnificent Forte di Gavi, in the province of Alessandria, has reopened to visitors. Surrounded by vineyards, this impressive fortress dates back to the Middle Ages and now offers new exhibition spaces, inclusive visitor routes, digital technologies and previously inaccessible areas. Over the centuries, it passed from the Republic of Genoa to the Kingdom of Sardinia before surviving both World Wars. Perched atop a strategic hill between Liguria, Piedmont and Lombardy, it still dominates the landscape like an impregnable stronghold. Visits are by guided tour and advance reservation only. Information: www.museiitaliani.it ENJOY YOUR TRIP | 29
A ERCOLANO, RIAPRE LA GALLERIA MARTUSCIELLO A Ercolano torna accessibile uno dei percorsi più suggestivi del Parco Archeologico: ha riaperto al pubblico la Galleria Martusciello, il collegamento che accompagna i visitatori dall’area della città moderna fino all’Antica Spiaggia degli Scavi. Un itinerario di oltre 100 metri che attraversa la storia della città romana e permette di rivivere, passo dopo passo, l’antico rapporto tra Ercolano e il mare. Il percorso conduce verso i fornici, gli antichi ambienti destinati al ricovero delle imbarcazioni dove furono ritrovati i resti di circa 300 vittime dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. La discesa nella galleria diventa così un’esperienza immersiva: il visitatore attraversa fisicamente la coltre di materiali vulcanici che seppellì l’antica città, raggiungendo il livello dell’antico litorale su cui si affacciava Ercolano. Info: https://ercolano.cultura.gov.it/
THE MARTUSCIELLO GALLERY REOPENS IN HERCULANEUM
One of the most evocative routes within the Herculaneum Archaeological Park is once again open to the public. The restored Martusciello Gallery reconnects the modern town with the ancient beach of Herculaneum through a passage more than 100 metres long. The route retraces the relationship between the Roman city and the sea, leading visitors to the ancient boat shelters where the remains of around 300 victims of the AD 79 eruption of Mount Vesuvius were discovered. Walking through the gallery becomes an immersive experience, allowing visitors to physically descend through the layers of volcanic material that buried the city until reaching the level of the original coastline. Information: ercolano.cultura.gov.it
ITALY’S ART VILLAGES TO VISIT THIS SUMMER
BORGHI D’ARTE VISITARE QUEST’ESTATE IN ITALIA
L’estate italiana si veste di contemporaneo: nei borghi storici, tra piazze medievali, boschi, castelli e paesaggi rurali, l’arte esce dai musei e incontra il territorio. Installazioni monumentali, mostre diffuse e percorsi di arte pubblica trasformano alcuni dei luoghi più suggestivi del Paese in veri e propri musei a cielo aperto. Dalle Langhe alla valle d’Aosta, dalla Toscana all’Umbria, l’estate 2026 è una galleria a cielo aperto. Châtillon, Aosta e Courmayeur, Todi, Dogliani, Serralunga d’Alba, Mombarcaro, Paroldo e San Benedetto Belbo, Teolo, Pereto, Pietrasanta e Montespertoli sono solo alcuni dei borghi d’arte dell’estate. SiViaggia: https://siviaggia.it/borghi/borghi-arte-contemporanea-italia-2026/595784/
Italy’s summer embraces contemporary art as historic villages become open-air museums. Medieval squares, forests, castles and rural landscapes provide the backdrop for monumental installations, public art trails and exhibitions that bring creativity beyond museum walls. From the Langhe to the Aosta Valley, from Tuscany to Umbria, summer 2026 transforms the country into a vast outdoor gallery. Among the destinations worth discovering are Châtillon, Aosta, Courmayeur, Todi, Dogliani, Serralunga d’Alba, Mombarcaro, Paroldo, San Benedetto Belbo, Teolo, Pereto, Pietrasanta and Montespertoli—just a selection of Italy’s most inspiring art villages this season. SiViaggia : https://siviaggia.it/borghi/borghi-arte-contemporanea-italia-2026/595784/
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BRAND AT WORK
PSYCHO BUNNY:
L’IRRIVERENZA DI UN MARCHIO CHE HA CONQUISTATO IL MENSWEAR CONTEMPORANEO Un brand capace di evolversi senza perdere di vista il proprio DNA
di Paolo Gelmi
In un panorama fashion sempre più affollato, dove distinguersi è diventato una sfida, Psycho Bunny ha costruito la propria identità trasformando un semplice logo in un simbolo di stile riconoscibile in tutto il mondo, il celebre coniglio con il teschio rappresenta perfettamente il DNA del marchio: eleganza maschile, spirito ribelle e una forte personalità. Il brand nasce nel 2005 a New York e rilanciato a Montreal, Canada, nel 2016 con l’obiettivo di reinterpretare il guardaroba maschile classico attraverso un linguaggio più contemporaneo, la prima creazione è una polo premium realizzata con il pregiato cotone Pima, destinata a diventare il prodotto iconico della maison, da quel momento Psycho Bunny amplia progressivamente la propria offerta, affiancando alle polo, camicie, t-shirt, maglieria, felpe, pantaloni, capispalla, calzature e accessori, con il rilancio del brand Psycho Bunny amplia la propria offerta, aggiungendo una collezione rivolta al bambino e una linea di cravatte di nicchia permettendogli quindi, di rivolgersi a una realtà globale, oggi il brand è presente in Nord America, America Latina, Medio Oriente, Giappone, Europa e in una rete in rapida crescita in Sudafrica, grazie al suo inserimento in centinaia di punti vendita nel mondo e più di 200 monobrand stores. Il successo internazionale deriva da una filosofia precisa, unire qualità sartoriale, materiali selezionati e un design capace di rompere gli schemi senza rinunciare all’eleganza, le collezioni giocano con colori vivaci, dettagli grafici e finiture curate, rivolgendosi a un uomo dinamico che desidera distinguersi con naturalezza, negli ultimi anni il marchio ha accelerato la propria espansione internazionale con nuove boutique monomarca e una presenza sempre più forte nei principali department store e nelle piattaforme digitali, parallelamente ha rafforzato la proposta dedicata al tempo libero, interpretando il crescente successo dell’abbigliamento casual premium, uno dei segmenti più dinamici del mercato moda. 32 |
PSYCHO BUNNY: THE IRREVERENT BRAND THAT REDEFINED CONTEMPORARY MENSWEAR | A brand that continues to evolve without ever losing sight of its unmistakable DNA EN. In today’s increasingly crowded fashion landscape, where standing out has become a challenge in itself, Psycho Bunnyhas built a distinctive identity by transforming a simple logo into one of the most recognisable symbols in contemporary menswear. The brand’s iconic rabbit skull perfectly embodies its DNA: classic elegance infused with a rebellious spirit and a bold sense of individuality. Founded in New York in 2005 and relaunched from Montreal, Canada, in 2016, Psycho Bunny set out to reinterpret the traditional men’s wardrobe through a fresh, contemporary lens. Its very first creation—a premium polo shirt crafted from luxurious Pima cotton—quickly became the brand’s signature piece and remains one of its defining icons today. From that starting point, the collection expanded steadily to include shirts, T-shirts, knitwear, sweatshirts, trousers, outerwear, footwear and accessories. Following the brand’s relaunch, Psycho Bunny further broadened its offering with a children’s collection and a niche line of premium ties, allowing it to appeal to an increasingly global audience. Today, the brand has established a strong presence across North America, Latin America, the Middle East, Japan, Europe, and a rapidly expanding network in South Africa, with products available through hundreds of retailers worldwide as well as more than 200 mono-brand stores. Its international success is rooted in a clear philosophy: combining exceptional craftsmanship, carefully selected materials and a design language that challenges convention without sacrificing sophistication.
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BRAND AT WORK
Per il 2026, Psycho Bunny continua a puntare su collezioni che fondono comfort, performance e ricerca stilistica, le nuove linee privilegiano tessuti tecnici leggeri, cotoni di alta qualità, palette cromatiche energiche e capi pensati per accompagnare una giornata che passa con disinvoltura dal lavoro al tempo libero, l’attenzione alla qualità costruttiva rimane uno dei punti di forza del brand, insieme a una crescente sensibilità verso processi produttivi più responsabili.
Stefano Lora
Oggi Psycho Bunny rappresenta una delle realtà più interessanti del menswear premium internazionale, un marchio che ha saputo trasformare un’icona grafica in uno stile di vita, conquistando una clientela cosmopolita che ricerca qualità, carattere e una moda capace di esprimere individualità senza eccessi, per chi ama uno stile contemporaneo, raffinato ma fuori dagli schemi, il coniglio più irriverente della moda continua a essere una delle firme da seguire.
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Psycho Bunny collections are distinguished by vibrant colour palettes, bold graphic details and meticulous finishing, appealing to confident, modern men who want to express their individuality with effortless style. In recent years, the company has accelerated its global expansion through the opening of new flagship boutiques while strengthening its presence in leading department stores and digital platforms. At the same time, it has reinforced its position within the premium casualwear segment, successfully responding to one of the fastest-growing categories in today’s fashion industry. For 2026, Psycho Bunny continues to focus on collections that seamlessly blend comfort, performance and contemporary design. The latest lines feature lightweight technical fabrics, premium cottons, energetic colour combinations and versatile garments designed to transition effortlessly from business meetings to leisure time. The brand’s commitment to outstanding construction quality remains one of its defining strengths, complemented by an increasing focus on more responsible production processes and sustainability. Today, Psycho Bunny stands among the most compelling names in international premium menswear. It is a brand that has transformed an iconic graphic symbol into a genuine lifestyle, attracting a cosmopolitan clientele seeking quality, personality and fashion that expresses individuality without excess.For those who appreciate contemporary style with a refined yet unconventional edge, fashion’s most irreverent rabbit remains one of the industry’s most exciting names to watch.
italycarrent.com
TUTTO QUANTO FA TENDENZA | EVERYTHING THAT IS TRENDING
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AIMÉ LEON DORE,
E LA NOSTALGIA DI UNA NEW YORK CHE NON ESISTE PIÙ di Andrea Bertolucci
Per molto tempo New York è stata raccontata attraverso i suoi eccessi: una città che corre, che cambia continuamente pelle, che costruisce e distrugge quartieri nel giro di pochi anni. Esiste però contemporaneamente un’ altra New York, decisamente meno spettacolare, costellata da piccole attività di famiglia, campetti da basket, diner aperti fino a tardi e comunità che hanno imparato a convivere mantenendo intatta la propria identità. È una città che raramente finisce sulle copertine, ma continua a vivere nei quartieri popolari del Queens, dove per decenni migliaia di famiglie arrivate da ogni parte del mondo hanno costruito una quotidianità molto distante dagli stereotipi e dalle immagini verticali e vertiginose che abbiamo di Manhattan. È proprio in uno di questi quartieri popolari che cresce Teddy Santis, figlio di immigrati greci, circondato da una cultura che gli insegna fin da piccolo il valore delle radici, della comunità e delle piccole abitudini quotidiane. Dentro di lui si sedimenta tutto: basket, hip-hop, sneakers, ma anche il modo di vestire del padre e degli zii, le polo, i mocassini, le giacche sportive e quella sobrietà tipica della middle class americana degli anni Novanta. Un immaginario apparentemente ordinario che, molti anni dopo, sarebbe diventato il cuore del suo progetto creativo. Quando nel 2014 nasce Aimé Leon Dore, Santis non prova infatti a inventare un’ estetica completamente nuova. Fa qualcosa di molto più difficile: riorganizza i suoi ricordi e conferisce loro una forma. Lo streetwear americano, in quegli anni, è dominato da loghi sempre più enormi, continue collaborazioni e collezioni costruite per generare hype immediato. Aimé Leon Dore sceglie invece un’ altra direzione, riportando al centro capi classici del guardaroba maschile reinterpretati attra-
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AIMÉ LEON DORE AND THE NOSTALGIA FOR A NEW YORK THAT NO LONGER EXISTS EN. For decades, New York has been defined by its extremes: a city that never stops moving, constantly reinventing itself, building and demolishing neighborhoods within the span of just a few years. Yet there has always been another New York running parallel to that narrative—far less spectacular, but no less authentic. A city of family-owned businesses, neighborhood basketball courts, late-night diners, and close-knit communities that have managed to preserve their identities over generations. It is a version of the city that rarely appears on magazine covers, but continues to thrive in working-class neighborhoods across Queens, where thousands of immigrant families have built everyday lives far removed from the towering, dizzying skyline that has come to define Manhattan. It is in one of these neighborhoods that Teddy Santis grew up. The son of Greek immigrants, he was surrounded by a culture that taught him from an early age the importance of roots, community, and the rituals of everyday life. Basketball, hip-hop, and sneakers became part of his identity, but so did the way his father and uncles dressed: polo shirts, loafers, sport coats, and the understated elegance of the American middle class in the 1990s. What might have seemed like an ordinary visual language at the time would eventually become the foundation of his creative vision. When Santis launched Aimé Leon Dore in 2014, he was not trying to invent
Flagship in London - ©Stale_Eriksen
verso la sensibilità di chi è cresciuto tra il Queens e Manhattan, tra la cultura sportiva e la sartoria più vissuta. Felpe, varsity jacket, maglieria, sneakers e cappotti convivono senza gerarchie, raccontando una New York lontana tanto dal lusso quanto dalla nostalgia. Le campagne del brand sembrano piccoli reportage di quartiere più che tradizionali shooting di moda. Bar, negozi di alimentari, barber shop e campetti da basket: ogni collezione restituisce la sensazione che i vestiti arrivino dopo le persone, e non il contrario. Negli anni successivi Aimé Leon Dore cresce rapidamente, ma lo fa mantenendo un’ identità estremamente riconoscibile. Le collaborazioni con New Balance contribuiscono a ridefinire il linguaggio contemporaneo delle sneaker, mentre quelle con Porsche e Woolrich dimostrano la capacità del marchio di dialogare con mondi diversi senza perdere la propria coerenza. Parallelamente, il flagship store di Mulberry Street diventa uno dei luoghi simbolo della nuova cultura menswear newyorkese, più vicino a un punto di ritrovo che a un semplice negozio.
an entirely new aesthetic. Instead, he did something far more difficult: he gave shape to memory. At a time when American streetwear was increasingly dominated by oversized logos, endless collaborations, and collections designed to generate instant hype, Aimé Leon Dore chose a different path. The brand placed timeless menswear staples back at the center, reinterpreting them through the perspective of someone who grew up between Queens and Manhattan, where sports culture and classic tailoring naturally coexisted. Hoodies, varsity jackets, knitwear, sneakers, and tailored overcoats exist side by side without hierarchy, telling the story of a New York that feels equally distant from luxury clichés and romanticized nostalgia. The brand’s campaigns resemble neighborhood documentaries more than traditional fashion editorials. Coffee shops, corner stores, barbershops, and basketball courts become the backdrop for each collection, creating the impression that the clothes come after the people—not the other way around.
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DJ Premier poses in Aimé Leon Dore’s campaign
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Aimé Leon Dore Debut Women’s Capsule SS26
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Nel frattempo, la figura di Teddy Santis acquisisce un peso sempre maggiore anche fuori dal marchio. Nel 2021 viene infatti nominato direttore creativo della linea New Balance Made in USA, incarico che consolida ulteriormente la sua influenza all'interno della moda contemporanea e del settore footwear, confermando come il suo approccio progettuale possa dialogare con realtà molto più grandi senza perdere autenticità. Oggi Aimé Leon Dore rappresenta uno dei casi più interessanti del fashion contemporaneo proprio perché non nasce dall’ urgenza di rompere con il passato, ma dalla volontà di conservarne alcune parti. In un settore spesso ossessionato dalla novità, il marchio di Teddy Santis ha costruito il proprio successo attingendo alla memoria collettiva di New York e dimostrando che, a volte, innovare significa semplicemente guardare con maggiore profondità ciò che è sempre stato davanti ai nostri occhi. Over the following years, Aimé Leon Dore grew rapidly while maintaining an unmistakable identity. Its collaborations with New Balance helped redefine the contemporary sneaker landscape, while partnerships with Porsche and Woolrich demonstrated the brand’s ability to engage with vastly different worlds without compromising its own vision. At the same time, the Mulberry Street flagship evolved into one of the defining spaces of New York’s new menswear culture, functioning less as a retail store than as a community gathering place. Meanwhile, Teddy Santis’ influence continued to expand beyond his own label. In 2021, he was appointed Creative Director of New Balance’s Made in USA line, a role that further cemented his position within both contemporary fashion and the footwear industry. It also confirmed that his design philosophy could successfully translate to a global brand without losing the authenticity that made it distinctive in the first place. Today, Aimé Leon Dore stands as one of the most compelling success stories in contemporary fashion precisely because it was never built on the desire to break with the past, but rather on the determination to preserve parts of it. In an industry often obsessed with constant novelty, Teddy Santis has built his brand by drawing from New York’s collective memory, proving that true innovation sometimes comes simply from looking more closely at what has been there all along.
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ABITO ROMEO GIGLI SCARPE OVYÉ ZUCCOTTO LA STRAMBERIA
VENTO D’ESTATE PHOTOGRAPHER ANDREA BENEDETTI STYLIST ILARIA DAL PIVA MAKEUP AND HAIR LAURA RANDAZZO
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GILET MOLLY BRACKEN GONNA MOLLY BRACKEN BORSA VEEV BAGS
ABITO HENRI PARIS SCARPE MARSÈLL OCCHIALI ROMEO GIGLI
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ABITO ATELIER EMÉ CERCHIETTO ATELIER EMÉ COLLANA PATRIZIA PEPE
TOTAL LOOK ANDRÉ MAURICE BORSA BARINDELLI & TREZZI SCARPE MARSÈLL
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FELPA NUDE PROJECT CULOTTE NUDE PROJECT SCARPETTE DA CALCIO PANTOFOLA D’ORO CALZINI MOTHER ENJOY YOUR TRIP | 45
CAMICIA BLAUER BORSA DE MARQUET TWILLY MEVOY
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GIOIELLI ARIANNA FABIANO
STYLIST ASSISTANT ANNA LAMASTRA, EMMA DE GUARDA MODEL ANNA THIEM FROM OLYMPIA MODEL MANAGEMENT THANKS TO AREA2REZZONICO COMO ENJOY YOUR TRIP | 47
CINEMA | CINEMA
the artist
ANASTASIIA PRIBELSKA di Enza Pietrangelo
Schon Magazine - Soft Collapse
C’è un momento preciso in cui l’artigianato cessa di essere semplice tecnica e si trasforma in pura espressione artistica: così nasce a.pri, un progetto di gioielleria scultorea che non vuole semplicemente adornare il corpo, ma instaurare un dialogo intimo con chi lo abita. Dietro questo progetto c’è la visione di Anastasiia Pribelska, artista di origine ucraina residente a Firenze. Con un background radicato nell’interior design, non si riconosce nella definizione canonica di gioielliera; la sua vocazione affonda le radici nella pittura, nella grafica, nella scultura e nel ricamo. Il gioiello, per lei, è un pretesto volumetrico: una micro-scultura da portare con sé, un frammento di mondo interiore reso tangibile attraverso la materia. Ogni sua opera rifiuta la staticità dell’accessorio di moda per rivendicare lo status di opera d’arte che si muove. L’obiettivo non è colpire l’occhio dell’osservatore, ma risvegliare l’emozione di chi la indossa. Il progetto a.pri nasce fortuitamente in studio, mentre Anastasiia modella piccole sculture in argilla per puro diletto, ed il figlio le suggerisce di creare degli orecchini per sè. Quella sfida affettuosa innesca una ricerca formale immediata: la porcellana si lega indissolubilmente
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EN. There is a precise moment when craftsmanship transcends technique and becomes pure artistic expression. This is where a.pri was born—a sculptural jewellery project that seeks not merely to adorn the body, but to establish an intimate dialogue with the person who wears it. Behind the brand is the vision of Anastasiia Pribelska, a Ukrainian artist based in Florence. With a background rooted in interior design, she does not identify with the traditional definition of a jeweller. Her creative language is deeply informed by painting, graphic arts, sculpture and embroidery. For her, jewellery is simply a three-dimensional medium: a miniature sculpture to be worn, a fragment of one’s inner world made tangible through matter. Each of her creations rejects the static nature of a fashion accessory, instead claiming the status of a moving work of art. The intention is not to capture the attention of the observer, but to awaken emotion in the person who wears it. The a.pri project came into being almost by chance in her studio. While Anastasiia was modelling small clay sculptures purely for pleasure, her son suggested that she create a pair of earrings for herself. That affectionate challenge sparked an immediate formal exploration. Porcelain became inseparably united with the brilliance of gold, giving life to a distinctive combination of
alla lucentezza dell’oro, dando vita a un binomio materico unico nel suo genere. Osservando le creazioni di a.pri, si nota una ricorrenza di elementi antropomorfi e naturali: volti evocativi, mani che sembrano accennare a un segreto, piccoli animali e dettagli botanici. Nessuno di questi soggetti viene pianificato a tavolino, mentre la tecnica segue la filosofia della lentezza, un lusso necessario in un’epoca dominata dall’istantaneità. L’artista ama ripetere che il primo vero materiale utilizzato è l’amore; la porcellana e l’oro sono solo i mezzi per dargli una struttura. Non esistono stampi industriali o repliche seriali; ogni pezzo è un unicum irripetibile. Dall’impasto iniziale all’assemblaggio finale, ogni scultura segue il proprio ritmo biologico di asciugatura e cottura. Il retroterra culturale di Anastasiia è intriso di simbolismo. Lo studio approfondito delle fiabe slave ha lasciato un’impronta visibile nella sua poetica, un vero e proprio scrigno di archetipi millenari. Ma la sua fonte di ispirazione principale rimane la realtà circostante: il fruscio del vento tra le foglie fiorentine, la luce dell’alba, i piccoli miracoli quotidiani. Tra questi miracoli c’è anche il calore antropologico scoperto in Italia, come il legame viscerale tra le persone e i loro cani: sono sempre più numerosi i clienti che chiedono ad Anastasiia di immortalare il muso del proprio compagno a quattro zampe in raffinati ciondoli di porcellana personalizzati. Questa capacità di generare empatia spiega anche perché i gioielli a.pri abbiano già conquistato il mondo dello spettacolo e diverse star internazionali. Davanti alla bellezza, però, l’artista azzera ogni gerarchia sociale: che si tratti di una celebrità o di un appassionato, l’opera d’arte ha il solo compito di connettere gli esseri umani sotto il segno della meraviglia. Il nome del brand racchiude un imperativo e una promessa: apri. Ed è proprio verso l’apertura e il superamento dei confini che si muove il futuro del marchio.
Schon Magazine - Soft Collapse
materials that has since become the signature of the brand. Looking closely at a.pri creations, recurring anthropomorphic and natural elements quickly emerge: evocative faces, hands that seem to whisper untold secrets, small animals and delicate botanical details. None of these subjects is planned in advance. Instead, they arise naturally through the creative process, while the technique itself embraces a philosophy of slowness—a necessary luxury in an age dominated by immediacy. The artist often says that the first and most important material she works with is love; porcelain and gold are simply the means through which it takes shape. There are no industrial moulds and no serial reproductions. Every piece is entirely unique. From the initial preparation of the porcelain to the final assembly, each sculpture follows its own organic rhythm of drying and firing, allowing the creative process to unfold without haste. Anastasiia’s cultural heritage is deeply infused with symbolism. Her extensive study of Slavic fairy tales has left a visible imprint on her artistic language, offering an endless treasury of timeless archetypes. Yet her greatest source of inspiration remains the world around her: the rustling of the wind through the trees of Florence, the light of dawn and the quiet miracles of everyday life. Among those everyday miracles is something she discovered after moving to Italy: the extraordinary emotional bond between people and their dogs. An increasing number of clients now ask Anastasiia to immortalise the face of their beloved four-legged companion in bespoke porcelain pendants, transforming cherished memories into wearable works of art. This remarkable ability to create emotional connections also explains why a.pri jewellery has already found admirers within the world of entertainment and among several international celebrities. Yet, in the presence of beauty, the artist dissolves every social hierarchy. Whether the wearer is a famous actor or simply someone who appreciates authentic craftsmanship, the artwork serves one purpose alone: to connect human beings through a shared sense of wonder. The name of the brand itself carries both an invitation and a promise: a.pri—Italian for “open.” It is an invitation to open oneself to beauty, emotion and imagination. And it is precisely this openness, together with the desire to transcend boundaries, that continues to shape the future of the brand. ENJOY YOUR TRIP | 51
HI-TECH PER VIAGGIATORI | HI-TECH FOR TRAVELERS
LE 5 NOVITÀ HI-TECH DEL 2026 CHE CAMBIANO DAVVERO IL MODO DI VIAGGIARE Dalla traduzione in tempo reale ai localizzatori intelligenti, passando per la ricarica universale e gli accessori AI: ecco i dispositivi che meritano davvero un posto nel bagaglio di Rodolfo Mangiagalli
Ogni estate arrivano decine di nuovi gadget che promettono di rivoluzionare il modo di viaggiare. La realtà è che molti finiscono dimenticati in un cassetto dopo il primo utilizzo. Altri, invece, diventano compagni inseparabili perché risolvono problemi concreti: una valigia smarrita, una batteria scarica in aeroporto, una conversazione impossibile da sostenere in un Paese straniero o la difficoltà di lavorare in mobilità. Il 2026 segna una svolta importante: l’intelligenza artificiale è uscita dagli smartphone ed è entrata negli oggetti che utilizziamo ogni giorno. Ecco cinque dispositivi che stanno davvero cambiando il modo di partire.
1. Auricolari con traduzione simultanea Parlare con una persona che non conosce la nostra lingua non è più fantascienza. Gli auricolari con traduzione AI permettono conversazioni quasi in tempo reale in decine di lingue diverse. Non sostituiscono un interprete professionista, ma sono più che sufficienti per chiedere informazioni, parlare con un tassista, ordinare al ristorante o affrontare una riunione di lavoro all’estero. Uno dei modelli più interessanti è Timekettle M3 Translator. Prezzo indicativo: circa 112 euro.
2. Il localizzatore che salva la vacanza Perdere una valigia durante uno scalo è una delle esperienze più frustranti per qualsiasi viaggiatore. I nuovi localizzatori Bluetooth permettono di sapere in ogni momento dove si trova il bagaglio, direttamente dallo smartphone. Sempre più compagnie aeree accettano inoltre la condivisione della posizione del tracker per velocizzare il recupero delle valigie. Il riferimento del mercato rimane Apple AirTag, mentre chi utilizza smartphone Samsung può orientarsi sul Galaxy SmartTag2. Prezzo: da 30 euro per AirTag.
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THE 5 MUST-HAVE TECH INNOVATIONS FOR TRAVEL IN 2026 | From real-time translation to smart luggage trackers, universal charging and AI-powered accessories: these are the gadgets that truly deserve a place in your suitcase EN. Every year brings a wave of new gadgets promising to revolutionise the way we travel. The reality is that many end up forgotten in a drawer after the first trip. Others, however, become indispensable companions because they solve real problems: a lost suitcase, a dead phone battery at the airport, a conversation in a foreign language or the challenge of working efficiently while on the move. In 2026, travel technology has reached a turning point. Artificial intelligence has moved beyond smartphones and is now integrated into the devices we use every day. Here are five innovations that are genuinely changing the travel experience.
3. Power bank sempre più piccoli e potenti
1. AI Earbuds with Real-Time Translation
Tra mappe, fotografie, video e intelligenza artificiale, lo smartphone consuma oggi molta più energia rispetto a pochi anni fa. Le nuove batterie portatili da 10.000 o 20.000 mAh sono diventate sorprendentemente leggere e compatte, tanto da entrare facilmente nella tasca dello zaino o della giacca. Tra i modelli con il miglior rapporto qualità-prezzo spicca INIU Carry P51-E2 20.000 mAh, capace di ricaricare più volte uno smartphone moderno. Prezzo: circa 30 euro.
Talking to someone who doesn’t speak your language is no longer science fiction. AI-powered translation earbuds make conversations possible in dozens of languages with near real-time interpretation. They are not designed to replace professional interpreters, but they are more than capable of helping you ask for directions, speak with a taxi driver, order at a restaurant or even attend a business meeting abroad. One of the most interesting models currently available is the Timekettle M3 Translator. Approximate price: €112.
4. Un solo caricatore per tutto Chi viaggia porta ormai con sé smartphone, tablet, smartwatch, cuffie e spesso anche un computer. La nuova generazione di alimentatori GaN consente di ricaricare contemporaneamente più dispositivi occupando lo spazio di un caricatore tradizionale. Tra i più interessanti del momento troviamo il TESSAN 65W Universal Travel Adapter, adattatore universale compatibile con prese di oltre 200 Paesi, dotato di porte USB-C ad alta velocità. Prezzo indicativo: circa 45-60 euro.
5. L’organizzazione diventa smart Cavi, caricabatterie, adattatori, SSD, schede di memoria e batterie finiscono spesso sparsi nello zaino. I nuovi organizer tecnologici trasformano tutto questo in un unico spazio ordinato e facilmente accessibile. Uno
2. The Tracker That Can Save Your Holiday Losing a suitcase during a connecting flight remains one of every traveller’s biggest fears. The latest Bluetooth trackers allow you to monitor your luggage directly from your smartphone at any time. Many airlines now even accept location sharing from these devices, helping staff recover misplaced baggage more quickly. The market leader continues to be the Apple AirTag, while Samsung users may prefer the Galaxy SmartTag2. Price: from €30.
3. Power Banks That Are Smaller—and More Powerful With navigation apps, photography, video recording and AI-powered features, today’s smartphones consume considerably more power than they did only a few years ago. The newest 10,000 mAh and 20,000 mAh power banks are remarkably compact and lightweight, easily fitting into a jacket pocket or backpack while providing several full charges for modern smartphones. One of the best value-for-money options is the INIU Carry P51-E2 20,000
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HI-TECH PER VIAGGIATORI | HI-TECH FOR TRAVELERS
mAh, capable of recharging most smartphones multiple times before needing to be recharged itself. Approximate price: €30.
4. One Charger for Every Device
dei più riusciti è il Bellroy Tech Kit, che grazie agli elastici interni e alle tasche modulari permette di avere ogni accessorio immediatamente a portata di mano. Prezzo: circa 65 euro. La vera innovazione del 2026 non consiste nell’avere sempre più tecnologia, ma nell’avere quella giusta. I migliori accessori non sono quelli che attirano l’attenzione, bensì quelli che smettono di farsi notare perché funzionano così bene da diventare parte naturale del viaggio. Meno imprevisti, meno tempo perso e più spazio per concentrarsi sull’unica cosa che conta davvero: vivere l’esperienza.
Today’s travellers rarely carry just a smartphone. Tablets, smartwatches, wireless earbuds, cameras and laptops have become standard travel companions. The latest generation of GaN chargers makes it possible to recharge several devices simultaneously using a single compact adapter that occupies no more space than a traditional wall charger. Among the most versatile options is the TESSAN 65W Universal Travel Adapter, compatible with electrical outlets in more than 200 countries and equipped with high-speed USB-C ports. Approximate price: €45–60.
5. Smarter Organisation for Every Journey Charging cables, adapters, SSD drives, memory cards, batteries and accessories often end up tangled together at the bottom of a backpack. The newest generation of tech organisers transforms this chaos into a perfectly structured storage system. One of the standout products is the Bellroy Tech Kit, featuring elastic loops, modular compartments and thoughtfully designed pockets that keep every accessory neatly organised and immediately accessible. Approximate price: €65. The real innovation in 2026 is not about carrying more technology—it is about carrying the right technology. The best travel accessories are not those that constantly attract attention, but those that quietly become part of the journey because they work so seamlessly. Fewer inconveniences, less wasted time and more freedom to focus on what truly matters: enjoying the experience.
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EFFICIENZA E FLESSIBILITÀ PER OGNI LAVORAZIONE IN LAMIERA EFFICIENCY AND FLEXIBILITY FOR EVERY SHEET METAL PROCESSING NEED Dalla produzione di semplici componenti alla realizzazione di strutture complesse, l’approccio di Casta Srl alla lavorazione della lamiera si distingue per efficienza, versatilità e attenzione al cliente. Nata nel 2005 a Lecce come azienda familiare, Casta ha saputo ritagliarsi un ruolo da protagonista nel panorama europeo della carpenteria meccanica, operando oggi in settori strategici come il ferroviario, l’agricolo e il movimentazione terra. Con circa 300 dipendenti e un parco macchine in costante evoluzione, l’azienda si è dotata di tecnologie all’avanguardia, anche grazie alla collaborazione con TRUMPF, partner nella fornitura di sistemi di taglio e piegatura e nella gestione automatizzata del magazzino. La produzione è fortemente verticalizzata: ogni fase, dal taglio alla piega fino all’assemblaggio, avviene internamente, con vantaggi tangibili in termini di qualità, tempi e controllo. Tutti i componenti sono realizzati secondo le specifiche del cliente, utilizzando materiali certificati e rifiniti con cura, pronti per l’inserimento immediato nelle linee di montaggio. Innovazione, formazione interna e un servizio post-vendita rapido e affidabile completano il profilo di un’azienda che ha fatto della reattività e della precisione i propri tratti distintivi.
From the production of simple components to the creation of complex structures, Casta Srl stands out for its efficient, versatile and customer-focused approach to sheet metal processing. Founded in 2005 in Lecce as a family-run business, Casta has quickly carved out a key role in the European mechanical carpentry market. Today it operates in several strategic sectors, including railways, agriculture and earth-moving machinery. With around 300 employees and a constantly evolving machine fleet, the company has equipped itself with cutting-edge technologies, also thanks to its partnership with TRUMPF, supplier of advanced cutting and bending systems and automated warehouse management solutions. Production is highly verticalized: every phase — from cutting to bending and assembly — is handled in-house, ensuring advantages in terms of quality, lead times and process control. All components are manufactured according to customer specifications, using certified materials and finished with great care, ready to be integrated directly into assembly lines. Innovation, internal training and a fast, reliable after-sales service complete the profile of a company that has made responsiveness and precision its defining traits.
INDICE | INDEX
FAI VOLARE IL TUO BUSINESS IN AEROPORTO 56 |
GATE srl è la prima società italiana specializzata
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EVENTI E MOSTRE | EVENTS AND EXHIBITIONS
FROM ROME TO MILAN | Music, art and cinema
DA ROMA A MILANO Musica, arte e cinema
FRANCESCO CLEMENTE. IN BETWEEN
Una grande retrospettiva dedicata a Francesco Clemente esplora la sua pratica pittorica dalla fine degli anni Settanta fino a oggi, riunendo circa 70 opere tra lavori raramente esposti, produzioni inedite e nuovi dipinti. La mostra mette al centro la dimensione dell’in-between, intesa come condizione di sospensione tra mondi e dimensioni differenti, che attraversa l’intera sua produzione. Un costante senso di metamorfosi anima l’immaginario dell’artista, in un dialogo continuo tra interiorità ed esteriorità. L’arte di Clemente riflette una sensibilità cosmopolita e sperimentale, capace di muoversi liberamente tra culture e tradizioni occidentali e orientali. Le sue immagini affrontano temi legati all’identità e alla condizione umana, il sé, il corpo, la sessualità, la spiritualità, il mito e i paesaggi onirici, attraverso una pratica che non segue un andamento lineare, ma si sviluppa piuttosto in molteplici direzioni e linguaggi, in un continuo processo di trasformazione e riscrittura. Dove: Triennale - Milano Quando: fino al 6 settembre Orari: dal martedì alla domenica dalle 10.30 alle 20.00. Lunedì chiuso. Ultimo ingresso alle 19.00. Sito: www. triennale.org
FRANCESCO CLEMENTE. IN BETWEEN
MARIA CRISTINA CARLINI. MATERIE VIVENTI
A major retrospective dedicated to Francesco Clemente explores his painting practice from the late 1970s to the present day, bringing together around 70 works, including rarely exhibited pieces, unseen works, and new paintings. The exhibition highlights the concept of the in-between, understood as a condition of being suspended between different worlds and dimensions, which runs throughout his entire production. A constant sense of metamorphosis animates the artist’s imagery, in an ongoing dialogue between interior and exterior worlds.Clemente’s art reflects a cosmopolitan and experimental sensibility, moving freely between Western and Eastern cultures and traditions. His images address themes related to identity and the human condition, the self, the body, sexuality, spirituality, myth, and dreamlike landscapes, through a practice that does not follow a linear path but instead unfolds in multiple directions and languages, in a continuous process of transformation and rewriting.
Materie viventi è la mostra di Maria Cristina Carlini ospitata a Palazzo Reale di Milano in occasione di SUART 2026, manifestazione dedicata alla sostenibilità nell’arte contemporanea. Curata da Marco Eugenio Di Giandomenico, l’esposizione presenta due opere monumentali in dialogo con gli spazi esterni del palazzo: Bosco nel Cortile d’Onore e Filemone e Bauci nel Giardino. La prima è composta da diciannove elementi in ferro disposti a spirale, che evocano una comunità vegetale e un organismo in crescita. La seconda unisce legno di recupero, ferro e oro, richiamando il mito ovidiano dell’accoglienza e della fedeltà come simbolo di cura verso gli altri e la natura. Attraverso materiali naturali, industriali o recuperati, segnati dal tempo e dalla memoria, Carlini riflette sui temi della trasformazione, della rigenerazione e della sostenibilità. Le sculture diventano così presenze vive, capaci di mettere in relazione passato e presente, fragilità e durata, dimensione arcaica e contemporaneità.
Where: Triennale - Milan When: until September 6 Opening hours: tuesday to sunday 10.30 am – 8.00 pm. Monday closed. Last admission at 7.00 pm. Website: www. triennale.org
Dove: Palazzo Reale - Milano Quando: fino al 30 agosto Orari: dal lunedì alla domenica dalle 8.00 alle 20.30 - Ingresso gratuito Sito: www.palazzorealemilano.it
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MARIA CRISTINA CARLINI. MATERIE VIVENTI Materie viventi is an exhibition by Maria Cristina Carlini, hosted at Palazzo Reale in Milan as part of SUART 2026, an event dedicated to sustainability in contemporary art. Curated by Marco Eugenio Di Giandomenico, the exhibition presents two monumental works in dialogue with the palace’s outdoor spaces: Bosco in the Courtyard of Honour and Philemon and Baucis in the Garden. The first consists of nineteen iron elements arranged in a spiral, evoking a plant community and a growing organism. The second combines reclaimed wood, iron and gold, drawing on Ovid’s myth of hospitality and devotion as a symbol of care for others and for nature. Through natural, industrial and reclaimed materials marked by time and memory, Carlini explores themes of transformation, regeneration and sustainability. Her sculptures become living presences capable of connecting past and present, fragility and endurance, and the archaic with the contemporary. Where: Palazzo Reale - Milan When: until August 30 Opening hours: monday to sunday 8.00 am – 8.30 pm. Free entry Website: www.palazzorealemilano.it
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EVENTI E MOSTRE | EVENTS AND EXHIBITIONS
CONCERTI CANDLELIGHT A MILANO
Musica dal vivo, location suggestive e un’atmosfera avvolgente creata dalla luce di centinaia di candele: i concerti Candlelight tornano ad animare le serate milanesi con un calendario capace di attraversare generi ed epoche. La programmazione estiva propone appuntamenti all’aperto a Villa Clerici e alle Terme De Montel, con omaggi a Lucio Dalla, Ludovico Einaudi, Vasco Rossi e Cesare Cremonini, oltre alle celebri colonne sonore di Hans Zimmer e alle melodie di Coldplay e Imagine Dragons. Tra gli altri eventi in programma figurano concerti dedicati al Signore degli Anelli, ai Queen, agli ABBA, ai Beatles ed Ennio Morricone. Un’esperienza intima e multisensoriale, pensata tanto per gli appassionati di musica classica quanto per chi desidera riscoprire brani iconici in una veste nuova ed emozionante. Dove: Milano (Villa Clerici - Terme De Montel - Casa Cardinale Ildefonso Schuster) Quando: 6 -29 -30 Agosto Orari: orario serale Sito: www.feverup.com
CANDLELIGHT CONCERTS IN MILAN Live music, enchanting venues and an immersive atmosphere created by the glow of hundreds of candles: the Candlelight concerts return to illuminate Milan’s evenings with a programme spanning different genres and eras. The summer schedule
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features open-air performances at Villa Clerici and Terme De Montel, with tributes to Lucio Dalla, Ludovico Einaudi, Vasco Rossi and Cesare Cremonini, as well as Hans Zimmer’s celebrated film scores and the music of Coldplay and Imagine Dragons. Other events include concerts dedicated to The Lord of the Rings, Queen, ABBA, The Beatles and Ennio Morricone. An intimate, multisensory experience designed both for classical music lovers and for those wishing to rediscover iconic songs in a new and evocative setting. Where: Milan (Villa Clerici - Terme De Montel - Casa Cardinale Ildefonso Schuster) When: 6, 29 and 30 August Opening hours: evening performances Website: www.feverup.com Website: www.palazzorealemilano.it
QUEEN THE LAST TOUR. LE FOTO DI TORLEIF SVENSSON DAL MAGIC TOUR DEL 1986 Fino all’11 ottobre 2026 il Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna ospita QUEEN The Last Tour. Le foto di Torleif Svensson dal Magic Tour del 1986, prima mostra italiana dedicata all’ultima tournée dei Queen con la formazione storica composta da Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon. Curata da Pascal Casadei van
Raamsdonk, l’esposizione celebra i quarant’anni del Magic Tour attraverso trentasette fotografie di medio e grande formato. Grazie all’accesso diretto al palco e al backstage, Svensson ha documentato la potenza scenica della band, l’entusiasmo del pubblico e il carisma di Freddie Mercury, ritratto nel pieno della sua energia artistica, teatrale e umana. Il percorso ripercorre le ventisei date del tour, culminato il 9 agosto 1986 con lo storico concerto di Knebworth Park, davanti a circa 120.000 spettatori. Le fotografie, rimaste per decenni nell’archivio personale dell’autore e mostrate al pubblico solo a partire dal 2019, restituiscono l’atmosfera degli anni Ottanta e l’intensità dell’ultima grande stagione live dei Queen. Alle immagini si affianca una selezione di oggetti originali appartenuti a Freddie Mercury e agli altri membri del gruppo, tra cui alcuni materiali mai esposti prima. Una vera e propria “capsula del tempo”, pensata per gli appassionati di musica, fotografia e cultura rock, capace di raccontare da vicino il mito e l’eredità di una delle band più iconiche di sempre. Dove: Museo internazionale e biblioteca della musica - Bologna Quando: fino all’11 ottobre Orari: martedì, mercoledì, giovedì 11.00 - 13.30 / 14.30 18.30 Venerdì 10.00 - 13.30 / 14.30 - 19.00 Sabato, domenica, festivi 10.00 - 19.00 Chiuso lunedì feriali Sito: www.museibologna.it
QUEEN THE LAST TOUR. TORLEIF SVENSSON’S PHOTOGRAPHS FROM THE 1986 MAGIC TOUR Until October 11, 2026, the International Museum and Library of Music in Bologna hosts QUEEN The Last Tour. Torleif Svensson’s Photographs from the 1986 Magic Tour, the first exhibition in Italy dedicated to Queen’s final tour with the band’s classic line-up: Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor and John Deacon. Curated by Pascal Casadei van Raamsdonk, the exhibition celebrates the 40th anniversary of the Magic Tour through thirty-seven medium- and large-format photographs. Thanks to his direct access to the stage and backstage areas, Svensson documented the band’s powerful live presence, the audience’s enthusiasm and the charisma of Freddie Mercury, portrayed at the height of his artistic, theatrical and deeply human energy. The exhibition retraces the tour’s twenty-six dates, culminating in the historic concert at Knebworth Park on August 9, 1986, attended by approximately 120,000 people. Kept in the photographer’s personal archive for decades and first shown to the public in 2019, the images evoke the atmosphere of the 1980s and the intensity of Queen’s final great live chapter. The photographs are accompanied by a selection of original objects that belonged to Freddie Mercury and the other members of the band, including several items never previously displayed to the public. A true “time capsule” for fans of music, photography and rock culture, offering an intimate perspective on the legend and legacy of one of the most iconic bands of all time. Where: International Museum and Library of Music – Bologna When: until October 11, 2026 Opening hours: Tuesday, Wednesday and Thursday, 11:00 a.m.–1:30 p.m. / 2:30–6:30 p.m.; Friday, 10:00 a.m.–1:30 p.m. / 2:30–7:00 p.m.; Saturday, Sunday and public holidays, 10:00 a.m.–7:00 p.m. Closed on non-holiday Mondays. Website: www.museibologna.it
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MC MEDIA GROUP ACCELERA SULLA RADIO DEL FUTURO Nuovi format, informazione integrata e un ecosistema editoriale sempre più strategico MC Media Group consolida il proprio posizionamento nel panorama radiofonico italiano attraverso una strategia editoriale che integra informazione, intrattenimento e contenuti lifestyle ad alto valore percepito. Il gruppo sta costruendo un modello di radio contemporaneo, capace di superare il concetto tradizionale di emittente per trasformarsi in un vero ecosistema mediatico multipiattaforma. Tra le novità di maggiore rilievo spicca Lounge Royale, il nuovo programma in onda su MC2 Radio ogni sabato e domenica dalle 19 alle 21. Firmato dal sound designer Lello Mascolo, segna il ritorno in radio di una figura storica della club culture italiana. Il format propone un viaggio sonoro raffinato tra lounge, deep, nu-jazz, chill-house e nu-soul, rivolgendosi a un pubblico internazionale che vive la musica come esperienza di stile, atmosfera e identità. Sul fronte informativo debutta invece Sport Time, la nuova fascia quotidiana dedicata all’attualità sportiva condotta da Riccardo Este, storica voce radiofonica oggi Direttore Generale del gruppo. Il programma rafforza la sinergia tra le emittenti regionali e il network nazionale, offrendo approfondimenti, interviste esclusive e letture del territorio con uno sguardo sempre aperto ai grandi scenari nazionali. Con cinque reti integrate, una struttura news attiva sette giorni su sette e partnership editoriali di alto profilo, MC Media Group conferma una visione chiara: fare della radio un hub editoriale evoluto, capace di connettere territori, contenuti, brand e community in modo sempre più efficace e crossmediale
MC MEDIA GROUP ACCELERATES TOWARD THE FUTURE OF RADIO New formats, integrated news, and an increasingly strategic editorial ecosystem MC Media Group is strengthening its position within the Italian radio landscape through an editorial strategy that combines news, entertainment, and premium lifestyle content. The group is building a contemporary radio model that goes beyond the traditional concept of broadcasting, evolving into a true multi-platform media ecosystem. Among its most significant new launches is Lounge Royale, airing on MC2 Radio every Saturday and Sunday from 7 to 9 PM. Created by sound designer Lello Mascolo, the show marks the return to radio of a key figure in Italian club culture. The format offers a refined sonic journey through lounge, deep, nu-jazz, chill-house, and nu-soul, targeting an international audience that experiences music as style, atmosphere, and identity. On the news side, Sport Time has launched as the group’s new daily sports program, hosted by Riccardo Este, a historic radio voice and now the Group’s General Manager. The program strengthens the synergy between regional stations and the national network through exclusive interviews, insights, and in-depth local coverage. With five integrated networks, a seven-day news structure, and high-level editorial partnerships, MC Media Group confirms a clear vision: transforming radio into an advanced editorial hub capable of connecting territories, content, brands, and communities in an increasingly effective cross-media way.
BELLEZZA IN VIAGGIO | BEAUTY ON THE GO
AGOSTO: I SEGRETI PER UNA PELLE RADIOSA ANCHE IN ESTATE di Vanna Greggio
Agosto è il mese delle vacanze, del sole e delle giornate all’aria aperta. Tuttavia, il caldo intenso, l’esposizione ai raggi UV, il sale del mare e il cloro delle piscine possono mettere a dura prova la salute della pelle e dei capelli. Per mantenere un aspetto fresco e luminoso durante tutto il mese, è importante adottare una beauty routine semplice ma efficace.
Idratazione: il primo alleato della bellezza Hydra Water Plump, fino a 100 ore di idratazione a lunga durata: Yves Rocher ridefinisce la skincare idratante con una linea che agisce fino a 10 strati dell’epidermide grazie all’Acqua Cellulare di Edulis e al Bi-Hyaluron Complex, per una pelle più fresca, elastica e rimpolpata nel tempo.
AUGUST: THE SECRETS TO RADIANT SKIN ALL SUMMER LONG EN. August is the season of holidays, sunshine and long days spent outdoors. Yet intense heat, UV exposure, sea salt and swimming pool chlorine can all take their toll on the skin and hair. To maintain a fresh, healthy and radiant appearance throughout the summer, it’s essential to follow a beauty routine that is both simple and effective.
Hydration: Beauty’s First Essential Hydra Water Plump delivers up to 100 hours of long-lasting hydration. Yves Rocher redefines moisturising skincare with a range that acts through up to ten layers of the epidermis, thanks to its Edulis Cellular Water and Bi-Hyaluron Complex, leaving the skin feeling fresher, more supple and visibly plumper over time.
Sun Protection Without Compromise: Clarins Celebrates 50 Years of Caring for Skin in the Sun For over fifty years, Clarins Research has continuously refined its formulas to protect the skin from the harmful effects of the sun while preserving its beauty and
Protezione solare senza compromessi con Clarins: da 50 anni al servizio della pelle al sole La Ricerca Clarins migliora costantemente le proprie formule per proteggere la pelle dagli effetti dannosi del sole e preservarne bellezza e giovinezza, nel rispetto dell’ambiente. La nuova gamma riformulata proponendo trattamenti solari innovativi, con formule ad alta tollerabilità, ancora più rispettose dei coralli; texture ultra-sensoriali per viso e corpo associate a una fragranza fruttata per un’esperienza unica. Arricchiti con estratto di aloe vera e olio di argan bio, i trattamenti solari Clarins proteggono e idratano la pelle, assicurando una splendida abbronzatura.
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La protezione è il primo passo per capelli sani L’estate è il momento dell’anno in cui i capelli sono sottoposti al maggior numero di aggressioni esterne. I raggi UV, le alte temperature, la salsedine, il cloro e persino il vento contribuiscono infatti ad alterare l’equilibrio della fibra capillare, rendendola progressivamente più secca, fragile e opaca. Se da un lato il sole regala alla chioma riflessi luminosi e un aspetto naturalmente vissuto, dall’altro può compromettere la struttura del capello, favorendo disidratazione, perdita di elasticità e una più rapida ossidazione del colore. Proprio come avviene per la pelle, anche i capelli hanno bisogno di una protezione mirata, per questo è importante scegliere trattamenti che proteggano il capello prima che il danno si manifesti, aiutandolo a mantenere forza, elasticità e luminosità stagione dopo stagione. Oggi la protezione non è più un semplice plus, ma un passaggio essenziale per preservare la qualità e la bellezza dei capelli, soprattutto quando sono colorati o sottoposti a trattamenti tecnici” afferma Alberto di Doemnico, direttore artistico di JOICO Italia.
youthful appearance—all with respect for the environment. The newly reformulated sun care range features innovative products with highly skin-tolerant formulas that are even more respectful of coral reefs. Ultra-sensorial textures for both face and body are paired with a delicate fruity fragrance, transforming sun protection into a luxurious skincare ritual. Enriched with organic aloe vera extract and organic argan oil, Clarins sun care products both protect and deeply hydrate the skin while promoting a beautifully radiant tan.
Healthy Hair Starts with Protection Summer is undoubtedly the season when hair is exposed to the greatest number of external aggressors. UV rays, high temperatures, sea salt, chlorine and even the wind all contribute to disrupting the natural balance of the hair fibre, gradually leaving it drier, more fragile and lacking shine. While sunshine can enhance natural highlights and create that effortless beach look, it can also weaken the hair structure, causing dehydration, loss of elasticity and faster colour oxidation. Just like the skin, hair also requires targeted protection. “It is essential to choose treatments that protect the hair before damage occurs, helping it maintain strength, elasticity and shine season after season. Today, protection is no longer an optional extra—it has become an essential step in preserving the quality and beauty of the hair, especially when it has been coloured or chemically treated,” says Alberto Di Domenico, Artistic Director of JOICO Italy.
Freshness Meets Sustainability with Fler Summer naturally brings higher temperatures—and with them, more perspiration. To meet this everyday need, Flerintroduces its new deodorant: a daily selfcare essential that combines gentleness, long-lasting performance and sustainability.The new roll-on deodorant is refillable, skin-friendly and effective for up to 48 hours. It is already available in two fragrances selected by the Fler community, making it much more than just another deodorant—it represents the body care routine that, according to the brand, everyone deserves. Designed for long-term use, the deodorant comes in a reusable and refillable aluminium case, available in the colours Sicily and Blush. The starter kit includes
Freschezza e sostenibilità si incontrano con Fler In estate si suda, è evidente, ma Fler lancia il suo nuovo deodorante: un gesto di cura quotidiana che unisce delicatezza, efficacia e sostenibilità. Roll on, ricaricabile, skin friendly, efficace fino a 48 ore e già disponibile in due profumazioni scelte dalla community: non solo un deodorante, ma il simbolo della body routine che, secondo Fler, ci meritiamo. Pensato per durare nel tempo, il nuovo deodorante Fler si presenta in un case in alluminio riutilizzabile e ricaricabile, disponibile nelle colorazioni Sicily e Blush. Lo starter kit include già una ricarica deodorante con pack in fibre vegetali, acquistabile anche separatamente per consentire infiniti refill e quindi una riduzione degli sprechi.
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BELLEZZA IN VIAGGIO | BEAUTY ON THE GO
Il make up deve essere leggero e sensoriale, ma non possiamo rinunciarci. Per l’estate 2026, WYCON Cosmetics invita a vivere la bellezza come un rituale sensoriale e personale con INNER BEAUTY, la nuova Summer Capsule Collection, evoluzione naturale di Chill Out e suo proseguimento in una dimensione più intima e contemplativa, dove la bellezza diventa esperienza, percezione, equilibrio. Una collezione completa, pensata per un make-up a 360°, capace di accompagnare ogni gesto del viso e costruire un linguaggio estetico coerente, armonico e profondamente sensoriale. Ispirata alle atmosfere avvolgenti degli hammam orientali, ai mosaici preziosi e alle cromie profonde della terra e dell’acqua, la collezione costruisce un equilibrio delicato tra interiorità ed espressione estetica.
a deodorant refill packaged in plantbased fibres, while additional refills can be purchased separately, allowing for endless reuse and significantly reducing waste.
Lightweight Makeup with a Sensory Soul Summer makeup should feel light, effortless and comfortable—but that doesn’t mean giving it up altogether. For Summer 2026, WYCON Cosmetics invites us to experience beauty as a deeply personal sensory ritual with INNER BEAUTY, its new Summer Capsule Collection. Designed as the natural evolution of the previous Chill Out collection, it moves into a more intimate and contemplative dimension where beauty becomes experience, perception and balance. The collection offers everything needed for a complete 360-degree makeup routine, designed to enhance every feature of the face while creating a harmonious and refined aesthetic language. Inspired by the soothing atmosphere of traditional Oriental hammams, intricate mosaics and the rich earthy tones of water and stone, the collection creates a delicate balance between inner wellbeing and outer beauty.
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CONSIGLI DI BENESSERE | WELLNESS TIPS
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LA VACANZA CHE RIGENERA: I TRATTAMENTI BENESSERE CHE VALE DAVVERO LA PENA CONCEDERSI Dalle terme ai massaggi, dai bagni di foresta ai rituali del sonno: alcune esperienze hanno un effetto molto più profondo quando il corpo e la mente sono finalmente pronti a rallentare di Rajan Gualtieri
La vacanza non è soltanto il momento in cui cambiamo panorama. È anche il periodo dell’anno in cui il nostro organismo, finalmente lontano dalle scadenze quotidiane, entra in una condizione completamente diversa. Il battito rallenta, il sonno migliora, la respirazione diventa più profonda e persino il sistema nervoso inizia a uscire da quello stato di continua allerta che accompagna molti di noi per mesi. È proprio per questo che alcuni trattamenti benessere, fatti durante una vacanza, risultano molto più efficaci rispetto a quando vengono inseriti in una normale giornata lavorativa. Non sono semplici coccole: sono occasioni per aiutare il corpo a recuperare energie e la mente a ritrovare equilibrio.
Il massaggio: quando il corpo smette finalmente di difendersi Ricevere un massaggio dopo settimane di lavoro intenso è piacevole. Riceverlo dopo tre o quattro giorni di vacanza lo è ancora di più. Nei primi giorni di ferie il corpo impiega tempo ad abbandonare lo stato di tensione accumulato durante l’anno. È solo quando il sistema nervoso inizia realmente a rilassarsi che i muscoli diventano più ricettivi e il trattamento produce benefici più duraturi. Che si scelga un massaggio decontratturante, rilassante o ayurvedico, il consiglio è semplice: non prenotarlo appena arrivati, ma concederselo a metà soggiorno, quando il corpo ha già iniziato a cambiare ritmo.
Le terme: un rimedio antico che continua a funzionare L’acqua è da sempre uno dei più potenti strumenti di benessere. Immergersi in una piscina termale non significa soltanto rilassarsi. Le acque ricche di minerali favoriscono il recupero muscolare, migliorano la circolazione e regalano una piacevole sensazione di leggerezza, particolarmente apprezzabile dopo lunghi voli, ore trascorse in automobile o giornate dedicate alle escursioni. Sempre più strutture propongono inoltre percorsi che alternano acqua calda, acqua fredda, idromassaggi, bagni di vapore e aree relax. Un modo semplice ma efficace per stimolare la circolazione e ridurre la sensazione di stanchezza.
Il potere del silenzio Non tutti i trattamenti prevedono mani esperte o apparecchiature sofisticate. Sempre più hotel e resort stanno introducendo
THE HOLIDAY THAT TRULY RESTORES YOU: WELLNESS TREATMENTS WORTH EXPERIENCING WHILE YOU TRAVEL | From thermal spas and massages to forest bathing and sleep rituals, some wellness experiences are far more effective when both body and mind are finally ready to slow dow
EN. FA holiday is about much more than changing scenery. It is also the one time of year when our bodies, finally free from deadlines and daily routines, begin to function differently. Our heart rate slows, sleep improves, breathing becomes deeper and even the nervous system gradually emerges from the constant state of alertness that many of us experience for months on end. This is precisely why certain wellness treatments become significantly more effective when enjoyed during a holiday rather than squeezed into an ordinary working week. They are not simply indulgences—they are opportunities to help the body recover its energy and the mind regain its balance.
Massage: when the body finally lets go Receiving a massage after weeks of intense work feels wonderful. Receiving one after three or four days of holiday feels even better. During the first days of a vacation, the body is still releasing the tension accumulated over months of stress. Only once the nervous system truly begins to relax do the muscles become more receptive, allowing the treatment to deliver deeper and longer-lasting benefits. Whether you choose a deep tissue massage, a relaxing Swedish massage or an Ayurvedic treatment, one piece of advice makes all the difference: don’t book it on the day you arrive. Instead, enjoy it halfway through your stay, when your body has already begun adapting to a slower rhythm.
Thermal spas: an ancient remedy that still works Water has always been one of nature’s most powerful sources of wellbeing. Immersing yourself in thermal waters offers much more than simple relaxation. Mineral-rich pools help ease muscular tension, stimulate circulation and restore a welcome feeling of lightness—particularly after long flights, extended car journeys or days spent hiking and exploring. Many modern welENJOY YOUR TRIP | 69
CONSIGLI DI BENESSERE | WELLNESS TIPS
spazi dedicati al silenzio: sale relax, giardini meditativi, terrazze panoramiche o piccole aree dove telefoni e conversazioni vengono lasciati fuori. Trascorrere anche solo trenta minuti in un ambiente completamente silenzioso permette al cervello di abbassare il livello di stimolazione continua a cui è sottoposto ogni giorno. È una forma di benessere invisibile, ma spesso sorprendentemente efficace.
Forest bathing: la terapia che arriva dagli alberi In Giappone viene chiamato Shinrin-yoku, letteralmente “bagno nella foresta”. Non si tratta di fare trekking o attività sportiva. L’obiettivo è semplicemente camminare lentamente tra gli alberi, respirando profondamente e lasciando che tutti i sensi entrino in relazione con l’ambiente naturale. Numerosi studi hanno evidenziato come questa pratica possa contribuire a ridurre i livelli di stress, migliorare l’umore e favorire una sensazione generale di benessere. Molte destinazioni di montagna e diversi parchi naturali italiani organizzano oggi esperienze guidate di forest bathing, spesso abbinate a esercizi di respirazione o mindfulness.
Dormire bene può essere il miglior trattamento Una delle prime cose che cambia durante una vacanza è il sonno. Eppure raramente ci rendiamo conto di quanto questo influenzi il nostro stato di salute. Sempre più strutture alberghiere propongono oggi veri e propri sleep ritual: tisane rilassanti, aromaterapia, cuscini personalizzati, meditazioni guidate, luci soffuse e ambienti progettati per favorire un riposo profondo. Dormire bene per alcune notti consecutive rappresenta uno dei
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lness resorts now offer complete thermal circuits that alternate hot pools, cold plunge baths, whirlpools, steam rooms and quiet relaxation areas. This contrast gently stimulates circulation while reducing fatigue and leaving both body and mind deeply refreshed.
The healing power of silence Not every wellness treatment requires expert hands or sophisticated equipment. More and more hotels and resorts are creating spaces dedicated entirely to silence: meditation gardens, panoramic relaxation terraces, quiet rooms and digital-free areas where conversations and mobile phones are intentionally left outside. Spending just thirty minutes in complete silence allows the brain to recover from the constant stimulation of modern life. It is perhaps one of the most invisible forms of wellness—and often one of the most powerful.
Forest bathing: the therapy inspired by nature In Japan it is known as Shinrin-yoku, or “forest bathing.” Despite the name, it has nothing to do with swimming or strenuous hiking. The idea is beautifully simple: walk slowly through a forest, breathe deeply and allow every sense to reconnect with the natural world. Scientific research has shown that spending mindful time among trees may help reduce stress levels, improve mood and promote an overall sense of wellbeing. Today, many mountain destinations and nature parks across Europe offer guided forest bathing experiences, often combined with breathing exercises or mindfulness sessions that deepen the restorative effects of nature.
più potenti trattamenti rigenerativi che possiamo concederci, molto più efficace di quanto immaginiamo.
La respirazione come strumento di recupero Respirare è l’attività più naturale che esista, eppure quasi nessuno presta attenzione al proprio respiro. Durante una vacanza vale la pena dedicare qualche minuto al giorno a semplici esercizi di respirazione consapevole, magari all’alba davanti al mare o al tramonto in montagna. Bastano pochi minuti per percepire una diminuzione della tensione muscolare e una maggiore sensazione di presenza. Non servono competenze particolari. È sufficiente rallentare, osservare il ritmo naturale del respiro e lasciare che sia lui, lentamente, a guidare il rilassamento.
I benefici del freddo Negli ultimi anni le esperienze di contrasto termico stanno vivendo una nuova popolarità. Sauna, bagno turco e immersioni in acqua fredda, se praticati correttamente e in assenza di controindicazioni mediche, possono favorire il recupero muscolare e stimolare la circolazione. Sempre più centri benessere propongono percorsi che alternano il calore intenso a docce fredde o vasche refrigerate, regalando una piacevole sensazione di energia e vitalità.
Un trattamento che non compare nei listini Esiste però un’esperienza che nessuna spa inserisce nel proprio catalogo. Lasciare il telefono in camera. Passeggiare senza una meta precisa. Sedersi davanti al mare senza fotografarlo. Leggere un libro senza interrompersi ogni cinque minuti. Pranzare lentamente, ascoltando una conversazione invece delle notifiche. Sono gesti semplicissimi, eppure rappresentano probabilmente il trattamento benessere più efficace della nostra epoca. Perché il lusso più raro non è una spa esclusiva né un massaggio firmato da un grande resort. È concedersi il tempo di non fare nulla, senza sentirsi in colpa. Ed è proprio questo il regalo più prezioso che una vacanza può lasciare con sé: tornare a casa non solo riposati, ma con la sensazione di aver ritrovato qualcosa che, durante l’anno, avevamo quasi dimenticato.
Sleeping well may be the best treatment of all One of the first things that changes during a holiday is the quality of our sleep. Yet few people realise how profoundly restorative this can be. An increasing number of hotels now offer genuine sleep rituals, including relaxing herbal infusions, aromatherapy, personalised pillow menus, guided meditation, carefully designed lighting and bedrooms created specifically to encourage deep, uninterrupted rest. Sleeping well for several consecutive nights is one of the most powerful wellness treatments we can experience—far more beneficial than many people imagine.
Breathing as a tool for recovery Breathing is the most natural thing we do, yet very few of us pay attention to it. A holiday offers the perfect opportunity to dedicate just a few minutes each day to conscious breathing, perhaps while watching the sunrise over the sea or enjoying the quiet of a mountain sunset. Only a few minutes are needed to notice a reduction in muscular tension and a greater sense of presence. There is no technique to master. Simply slow down, observe the natural rhythm of your breath and allow it to guide your body gently towards relaxation.
The surprising benefits of cold In recent years, thermal contrast therapy has become increasingly popular. Alternating between a sauna, steam room and cold-water immersion—when practised safely and in the absence of medical contraindications—can stimulate circulation, promote muscle recovery and leave the body feeling remarkably energised. Many wellness centres now include these contrast experiences as part of their spa journeys, offering guests a renewed feeling of vitality that often lasts well beyond the holiday itself.
The treatment no spa can offer Yet perhaps the most valuable wellness experience is one that never appears on a spa menu. Leaving your phone in your room. Walking without a destination. Sitting by the sea without taking a photograph. Reading a book without checking notifications every few minutes. Enjoying lunch slowly while listening to the people around you instead of your smartphone. These gestures are wonderfully simple. And yet they may be the most effective wellness treatment of our time. Because true luxury is not found in an exclusive spa or a signature massage at a five-star resort. It is found in giving yourself permission to do absolutely nothing— without feeling guilty. That may well be the greatest gift any holiday can offer: returning home not only rested, but with the feeling of having rediscovered a part of yourself that everyday life had quietly taken away.
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RILASSA LA MENTE | RELAX YOUR MIND
LA VACANZA CHE INIZIA DENTRO DI TE L’estate può diventare il momento perfetto per scoprire la mindfulness e imparare a vivere davvero ogni istante
di Rajan Gualtieri
Per molti la vacanza è un luogo. Per altri è una data sul calendario. Eppure, quante volte capita di tornare a casa con la sensazione di aver corso anche durante le ferie? Si organizzano itinerari perfetti, si prenotano ristoranti mesi prima, si inseguono spiagge viste sui social e si riempie il telefono di fotografie che, spesso, non si riguarderanno mai. Il paradosso è evidente: partiamo per rallentare, ma continuiamo a vivere con la stessa fretta che ci accompagna durante l’anno. La mindfulness nasce proprio da questa semplice osservazione. Non è una tecnica per “svuotare la mente”, né una pratica riservata a chi medita da anni. È, molto più semplicemente, la capacità di portare l’attenzione a ciò che stiamo vivendo, momento dopo momento, senza lasciarci trascinare continuamente da pensieri, preoccupazioni o automatismi. E forse non esiste periodo migliore dell’estate per iniziare.
Lasciare a casa il pilota automatico Durante l’anno viviamo gran parte delle giornate in modalità automatica. Ci alziamo, controlliamo il telefono ancora prima di aprire completamente gli occhi, facciamo colazione senza accorgerci del sapore del caffè e passiamo da un impegno all’altro senza fermarci davvero. La vacanza interrompe questo schema. Cambiano gli orari, i paesaggi, le abitudini. È proprio questa interruzione che rende il cervello più disponibile ad apprendere nuovi modi di vivere l’esperienza. In altre parole, siamo già predisposti alla mindfulness senza nemmeno rendercene conto.
Cinque minuti possono bastare Uno degli errori più comuni è pensare che serva dedicare molto tempo alla meditazione. In realtà, bastano cinque minuti. Sedersi su una terrazza davanti al mare, su una panchina in un centro storico o sul balcone di un rifugio di montagna e portare l’attenzione al respiro rappresenta già un ottimo punto di partenza. Non bisogna modificare il respiro. Non bisogna rilassarsi a tutti i costi. È sufficiente osservare l’aria che entra e che esce, lasciando che il corpo ritrovi spontaneamente il proprio ritmo. Spesso, dopo pochi minuti, ci si accorge di un dettaglio sorprendente: il rumore delle onde, il vento tra gli alberi o il canto delle cicale erano sempre lì. Eravamo noi a non ascoltarli più.
Camminare senza avere fretta Ogni vacanza è fatta di passeggiate. Che si tratti di un sentiero 68 |
THE HOLIDAY THAT BEGINS WITHIN | Summer may be the perfect time to discover mindfulness and learn how to truly experience every moment EN. For many people, a holiday is simply a destination. For others, it is a date marked on the calendar. Yet how often do we return home feeling as though we have been rushing even while on vacation? We carefully plan every itinerary, reserve restaurants months in advance, chase the beaches we’ve seen on social media and fill our phones with hundreds of photographs that we may never look at again. The paradox is obvious: we travel to slow down, yet we continue to live at exactly the same pace that accompanies us throughout the rest of the year. Mindfulness begins with this simple observation. It is not a technique designed to “empty the mind,” nor is it a practice reserved for experienced meditators. Quite simply, it is the ability to bring our full attention to what we are experiencing, moment by moment, without constantly being carried away by thoughts, worries or automatic habits. And perhaps there is no better season than summer to begin.
Leaving the autopilot behind Throughout the year, much of our life is lived on autopilot. We wake up and check our phones before our eyes are fully open. We drink our morning coffee without noticing its flavour. We move from one appointment to another without ever truly pausing. A holiday interrupts this pattern. Our schedules change. The scenery changes. Our daily habits change. It is precisely this interruption that makes the brain more receptive to discovering new ways of experiencing life. In other words, we are already naturally prepared to practise mindfulness without even realising it.
Five minutes can be enough One of the most common misconceptions is that meditation requires long periods of practice. In reality, five minutes are enough to begin. Sitting quietly on a terrace overlooking the sea, on a bench in a historic town square or on the balcony of a mountain lodge while bringing your attention to your
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tra le Dolomiti, di un vicolo di Bari Vecchia o di una spiaggia delle Cicladi, la mindfulness propone un piccolo esperimento.Per dieci minuti smetti di camminare per arrivare da qualche parte.
Cammina soltanto per camminare. Senti il contatto dei piedi con il terreno. Osserva la temperatura dell’aria sulla pelle. Ascolta i suoni senza dare loro un nome. È sorprendente rendersi conto di quanti dettagli sfuggano quando l’unico obiettivo è raggiungere la destinazione successiva.
Una fotografia in meno, un ricordo in più Negli ultimi anni il numero di fotografie scattate durante un viaggio è aumentato in maniera impressionante. Ma c’è una domanda che vale la pena porsi: stiamo vivendo il panorama oppure stiamo cercando di catturarlo? Un piccolo esercizio consiste nel concedersi alcuni minuti davanti a uno scorcio particolarmente bello senza prendere in mano il telefono. Osservare semplicemente. Notare i colori. Seguire il movimento delle persone. Ascoltare i rumori. Molti scoprono che quel ricordo rimane molto più vivo rispetto a decine di immagini archiviate nella memoria dello smartphone.
Mangiare lentamente La vacanza è anche scoperta gastronomica. Eppure spesso assaggiamo piatti straordinari continuando a parlare, controllando
breathing is already a powerful first step. There is no need to change your breath. There is no need to force yourself to relax. Simply notice the air flowing in and out, allowing your body to rediscover its own natural rhythm. After only a few minutes, many people notice something remarkable: the sound of the waves, the wind moving through the trees or the song of the cicadas had always been there. They had simply stopped listening.
Walking without needing to arrive Every holiday includes walks. Whether you are following a mountain trail in the Dolomites, wandering through the narrow streets of Bari Vecchia or strolling along a beach in the Cyclades, mindfulness offers a simple experiment. For ten minutes, stop walking in order to get somewhere.
Walk simply for the pleasure of walking. Feel your feet making contact with the ground. Notice the temperature of the air against your skin. Listen to every sound without immediately naming or judging it. It is astonishing how many details we miss when our only goal is reaching the next destination.
One less photograph, one more memory In recent years, the number of photographs we take while travelling has increased dramatically. Yet one question is worth asking: are we truly experiencing the landscape, or are we simply trying to capture it? A simple exercise is to spend a few minutes in front of a breathtaking view without touching your phone. Simply observe. Notice the colours. Watch people moving through the scene. Listen to the surrounding sounds. Many people discover that this memory remains far more vivid than dozens of images stored in a smartphone gallery.
Eating more slowly Travelling is also about discovering new flavours. Yet we often enjoy extraordinary meals while talking continuously, checking notifications or already thinking about the next stop on our itinerary. Mindfulness suggests a different approach. Truly savour the first bite. ENJOY YOUR TRIP | 73
RILASSA LA MENTE | RELAX YOUR MIND
notifiche o pensando alla tappa successiva. La mindfulness suggerisce un approccio diverso. Assaporare davvero il primo boccone. Riconoscere consistenze, profumi e sapori. Accorgersi di come cambia il gusto durante la masticazione. È un esercizio semplice, ma capace di trasformare completamente l’esperienza di un pranzo in una trattoria sul mare o di una cena sotto le stelle.
Il tramonto come palestra di attenzione Esiste un momento che quasi tutti cercano durante una vacanza: il tramonto. Eppure capita spesso di viverlo attraverso lo schermo del telefono. Provate invece a fare il contrario. Sedetevi qualche minuto prima che il sole inizi a scendere. Lasciate il telefono nello zaino. Osservate semplicemente il cambiamento della luce. Scoprirete che nessun tramonto dura davvero pochi minuti. Sono le sue infinite sfumature a renderlo ogni volta diverso. Se vuoi maggiori informazioni, puoi contattarmi
Dormire meglio, senza fare nulla di speciale Molte persone raccontano di dormire meglio già dopo pochi giorni di vacanza. Non dipende soltanto dalla minore quantità di stress. Dipende anche dal fatto che il cervello riceve finalmente meno stimoli. Ridurre il tempo trascorso davanti allo smartphone nell’ultima mezz’ora della giornata e dedicare qualche minuto alla respirazione o all’ascolto dei suoni della sera può favorire un sonno più profondo e un risveglio più naturale.
Il souvenir più prezioso Alla fine di ogni viaggio riportiamo a casa qualcosa: una calamita, una bottiglia di vino, un oggetto artigianale. La mindfulness propone un souvenir diverso. La capacità di fermarsi. Di respirare. Di accorgersi di ciò che normalmente sfugge. Perché la vera ricchezza di una vacanza non è il numero di luoghi visitati, ma la qualità con cui li abbiamo vissuti. E forse il ricordo più bello non sarà una fotografia perfetta, ma quella sensazione, rara e preziosa, di esserci stati davvero.
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Notice the texture. Recognise the aromas. Observe how the flavours evolve as you chew. It is a remarkably simple exercise, yet one capable of transforming lunch in a seaside trattoria or dinner beneath the stars into a much richer experience.
Sunset as an exercise in awareness There is one moment almost everyone seeks while travelling: sunset. Yet it is often experienced through the screen of a mobile phone. Try doing the opposite. Sit quietly a few minutes before the sun begins to descend.Leave your phone in your bag. Simply observe the changing light. You may discover that no sunset truly lasts only a few minutes. It is the countless shades of colour, changing almost imperceptibly, that make every sunset completely unique.
Sleeping better without trying Many people find themselves sleeping more deeply after only a few days on holiday. This is not simply because stress levels decrease. It is also because the brain is finally receiving fewer stimuli. Reducing screen time during the final thirty minutes before going to bed and spending a few quiet moments focusing on your breathing or listening to the sounds of the evening can encourage deeper sleep and a more natural awakening.
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The most valuable souvenir Every journey ends with something brought home: a magnet, a bottle of wine or a handcrafted object. Mindfulness offers a different kind of souvenir. The ability to pause. To breathe. To notice what usually goes unseen. Because the true richness of a holiday is not measured by the number of places we have visited, but by the quality with which we have experienced them. Perhaps the most precious memory we will bring home will not be the perfect photograph, but the rare and wonderful feeling of having been completely present, exactly where we were.
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IL CORAGGIO DI VOLARE ALTO (NONOSTANTE TUTTO) di Roberto Del Conte
THE COURAGE TO FLY HIGH (AGAINST ALL ODDS)
Mentre aspettate il vostro volo o il vostro imbarco, guardatevi attorno. Cosa ci rende davvero italiani? Il colore del passaporto? No. È la grinta. È la volontà d’acciaio, l’amore viscerale per il nostro lavoro, la fantasia inesauribile. È la voglia di fare, di rischiare, di mettersi in gioco in prima persona quando tutto sembra remare contro. La nostra è una nazione fondata sui sogni, gli stessi che hanno costruito il futuro di migliaia di aziende. Abbiamo alle spalle generazioni che ci hanno insegnato l’ arte di fare gli imprenditori: persone che spesso non avevano nemmeno studiato, ma che possedevano un’intelligenza viva, pragmatica e geniale. Ma oggi, chi premia questo coraggio? Su questo punto dobbiamo essere spietati, perché la realtà va guardata in faccia. Chi fa impresa in Italia si scontra quotidianamente con un muro di gomma. Le banche, le finanziarie, uno Stato che spesso si comporta da esattore anziché da partner, frenando gli investimenti e i finanziamenti. E in tutto questo, c’è una grande, colpevole assente: la Politica vera. Siamo ostaggio di una classe dirigente selezionata esclusivamente nel comodo recinto degli “amici degli amici”.Subiamo un sistema elettorale che mortifica la meritocrazia e scippa ai cittadini la possibilità di scegliere. La regola democratica dovrebbe essere semplice: se prometti e non fai, io non ti voto più. Invece, assistiamo allo spettacolo indecoroso di politici impresentabili o che non hanno fatto nulla per il proprio territorio, candidati e blindati d’ ufficio in regioni dove non si faranno mai vedere. Serve il ritorno al voto di preferenza. Ora. Eppure, di fronte a questo pantano, non possiamo permetterci il lusso della rassegnazione. Bisogna avere coraggio. Dobbiamo aggrapparci a una sorta di “pensiero magico”: imparare a vivere e valorizzare solo le cose belle, concentrando le energie su ciò che funziona, per trovare la forza di non mollare mai. È la mentalità di chi sceglie di scendere in campo e affrontare le sfide di ogni giorno mettendo sempre, come ricordava Silvio Berlusconi, il Cuore e il Sorriso. Una visione del lavoro e dell’ impegno riassunta perfettamente in queste sue parole: «Bisogna avere fiducia in se stessi, porsi dei traguardi ambiziosi e poi fare sacrifici per raggiungerli. Quando si vuole il risultato finale, è sempre positivo. Bisogna continuare a sperare, impegnarsi e non fermarsi. Da ogni male si deve trarre un bene, questo è fondamentale per superare le difficoltà della vita». Buon viaggio. E, soprattutto, buon lavoro a tutti gli italiani che non si arrendono.
As you wait for your flight or your boarding call, take a moment to look around. What truly defines us as Italians? The color of our passport? Not at all. It is our determination. Our unwavering resolve, our deep passion for our work, and our boundless creativity. It is the willingness to build, to take risks, and to put ourselves on the line even when everything seems to be working against us. Italy is a nation built on dreams—the very dreams that have shaped the future of thousands of businesses. We are heirs to generations who taught us the art of entrepreneurship: men and women who often had little formal education, yet possessed extraordinary intelligence, practical wisdom, and remarkable ingenuity. But who rewards that courage today? This is where we must be brutally honest, because reality deserves to be faced head-on. Running a business in Italy often means confronting invisible barriers every single day. Banks, financial institutions, and a State that too often behaves more like a tax collector than a genuine partner, slowing investment and limiting growth. And above all, there is one glaring absence: real political leadership. We remain hostage to a ruling class too often selected within the comfortable circle of the “friends of friends”; We live under an electoral system that weakens meritocracy and deprives citizens of meaningful choice. Democracy should follow a simple principle: if you make promises and fail to deliver, you should not be re-elected. Instead, we witness the unedifying spectacle of politicians with little credibility—or with no tangible achievements for their communities— being safely placed on electoral lists in regions where they may never even set foot. Italy needs to restore the preference vote. Now. Yet, despite this stagnation, resignation is not an option. It takes courage. We must embrace a form of constructive optimism: learning to recognize and nurture what is good, focusing our energy on what works, and finding the strength never to give up. This is the mindset of those who choose to step onto the field every day and face life’s challenges with both heart and a smile—to borrow the words of Silvio Berlusconi. His philosophy of work and commitment is perfectly captured in this reflection: «You must believe in yourself, set ambitious goals, and be willing to make sacrifices to achieve them. When you keep your eyes on the final result, every effort becomes worthwhile. Never stop hoping, never stop working, never stop moving forward. Every hardship can become an opportunity for good—that is the key to overcoming life’ s difficulties». Have a wonderful journey. And above all, best wishes to all those Italians who refuse to give up.
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MG HS HYBRID+: IL SUV CHE PUNTA TUTTO SUL VALORE Il nuovo SUV ibrido di MG dimostra che oggi il rapporto qualità-prezzo può ancora fare la differenza Fino a pochi anni fa il marchio MG evocava soprattutto un glorioso passato britannico fatto di spider sportive. Oggi, sotto la proprietà del gruppo cinese SAIC, rappresenta una delle realtà che stanno cambiando più rapidamente il mercato europeo, proponendo automobili ricche di tecnologia a prezzi decisamente competitivi. La nuova MG HS Hybrid+ è forse il modello che meglio interpreta questa filosofia. Un SUV di segmento C, pensato per le famiglie e per chi percorre molti chilometri ogni anno, che abbina un sistema full hybrid di ultima generazione a una dotazione molto completa, senza raggiungere i prezzi dei marchi più blasonati.
Design: sobrio ma convincente La HS non cerca effetti speciali. Le linee sono pulite, proporzionate e moderne, con un frontale importante, gruppi ottici a LED e una fiancata equilibrata che trasmette immediatamente l’idea di solidità. Con i suoi quasi 4,7 metri di lunghezza offre una presenza importante senza risultare ingombrante da guidare.
Interni: qualità percepita sopra le aspettative È salendo a bordo che arriva una delle sorprese più piacevoli. La plancia è dominata dal doppio schermo digitale da 12,3 pollici, mentre materiali morbidi al tatto, assemblaggi curati e sedili confortevoli restituiscono una sensazione qualitativa superiore a quella che il prezzo potrebbe far immaginare. Lo spazio è abbondante anche per chi viaggia nei sedili posteriori e il bagagliaio da 507 litri permette di affrontare senza difficoltà le vacanze di una famiglia di quattro persone. 78 |
MG HS HYBRID+: THE SUV THAT DELIVERS OUTSTANDING VALUE | MG’s new hybrid SUV proves that exceptional value for money still matters EN. Until a few years ago, the MG name was synonymous with Britain’s glorious heritage of lightweight sports cars and iconic roadsters. Today, under the ownership of China’s SAIC Motor, the brand has become one of the fastest-growing players in the European automotive market, offering well-equipped vehicles with modern technology at highly competitive prices. The new MG HS Hybrid+ perfectly embodies this philosophy. Positioned in the highly competitive C-SUV segment, it has been designed for families and frequent travellers, combining a latest-generation full hybrid powertrain with an impressive level of standard equipment—without reaching the price levels of many established European and Japanese competitors.
Design: understated but confident The HS does not rely on dramatic styling to attract attention. Its design is clean, balanced and contemporary, featuring a bold front grille, full LED lighting and well-proportioned bodywork that immediately conveys solidity and refinement. At almost 4.7 metres in length, it has a commanding road presence while remaining surprisingly easy to manoeuvre in everyday driving.
Interior: quality beyond expectations Step inside and one of the MG HS Hybrid+’s greatest surprises immediately becomes apparent. The dashboard is dominated by twin 12.3inch digital displays, creating a modern and premium-looking cockpit. Soft-touch materials, solid build quality and comfortable seats provide a level of perceived quality that exceeds what many buyers would expect at this price point. Passenger space is generous, particularly in the rear
Come va su strada Sotto il cofano lavora un motore 1.5 turbo benzina abbinato a un sistema full hybrid che sviluppa una potenza complessiva di 224 CV. Lo 0-100 km/h viene coperto in 7,9 secondi, numeri che raccontano un’auto decisamente più brillante di quanto ci si aspetterebbe da un SUV votato alla famiglia. Ma la vera qualità della HS non è la velocità. È la facilità con cui affronta ogni situazione.In città procede spesso in modalità elettrica, con partenze silenziose e una guida molto fluida. Nel traffico il sistema ibrido lavora in maniera efficace, riducendo consumi e stress. Non è un SUV sportivo, né vuole esserlo. È un’auto costruita per accompagnare i passeggeri con tranquillità.
Consumi che convincono Secondo il ciclo WLTP il consumo medio dichiarato è di 5,5 l/100 km, mentre nelle prove su strada sono stati rilevati valori reali intorno ai 16,8 km/l, con punte di circa 21 km/l nell’utilizzo urbano, dove il sistema ibrido esprime il meglio delle proprie potenzialità. Per chi percorre molti chilometri senza la possibilità di ricaricare quotidianamente una plug-in hybrid, questa soluzione rappresenta probabilmente il miglior compromesso tra prestazioni, semplicità d’utilizzo e costi di gestione.
Tecnologia completa La dotazione è uno dei punti di forza della MG HS Hybrid+. Il sistema MG Pilot integra numerosi dispositivi di assistenza alla guida, tra cui cruise control adattivo, mantenimento attivo della corsia, frenata automatica d’emergenza e monitoraggio dell’angolo cieco. A bordo trovano spazio anche la connettività iSMART, la ricarica wireless per smartphone e un sistema di infotainment intuitivo con doppio display da 12,3”.
Quanto costa Il vero argomento della MG HS Hybrid+ resta però il prezzo. In Italia parte da 31.990 euro, una cifra che la rende particolarmente competitiva rispetto a molti SUV full hybrid della stessa categoria, spesso proposti con dotazioni meno ricche. Per chi cerca un SUV spazioso, ben equipaggiato, piacevole da guidare e con costi d’acquisto ancora accessibili, la MG HS Hybrid+ rappresenta una delle proposte più interessanti del 2026. Non punta a battere i concorrenti sul prestigio del marchio. Preferisce convincere con ciò che offre ogni giorno: tanto spazio, tanta tecnologia e un rapporto qualità-prezzo che oggi rimane uno dei migliori dell’intero segmento.
seats, making long journeys comfortable even for adult passengers. The 507-litre luggage compartment easily accommodates the suitcases and equipment required for a family holiday, making the HS an ideal travel companion.
Driving experience Under the bonnet sits a 1.5-litre turbocharged petrol engine working together with a full hybrid system to produce a combined output of 224 horsepower. The result is a 0–100 km/h time of just 7.9 seconds, making the HS considerably more responsive than many family-oriented SUVs in its class. Yet performance is not what defines this vehicle. Its greatest strength lies in how effortlessly it handles everyday driving. Around town, the hybrid system frequently operates in electric mode, delivering smooth, quiet acceleration and making urban traffic significantly more relaxing. This is not a sports SUV, nor does it try to be. It is a vehicle designed to transport its passengers comfortably, quietly and with confidence.
Efficiency that makes sense According to the official WLTP cycle, the MG HS Hybrid+ achieves an average fuel consumption of 5.5 litres per 100 kilometres. Real-world testing has produced figures of around 16.8 km/l, with even better efficiency during urban driving, where the hybrid system performs at its best. For drivers who cover significant annual mileage but do not wish to deal with the daily charging routine of a plug-in hybrid, the MG offers an excellent balance between performance, simplicity and low running costs.
Technology as standard One of the HS Hybrid+’s strongest selling points is its generous equipment list. The MG Pilot safety package includes Adaptive Cruise Control, Lane Keeping Assist, Autonomous Emergency Braking and Blind Spot Monitoring. The vehicle also features wireless smartphone charging, MG’s iSMART connected services and an intuitive infotainment system displayed across the dual 12.3-inch screens.
Price: its strongest argument Perhaps the MG HS Hybrid+’s most compelling feature is its pricing. In Italy, it starts from approximately €31,990, positioning it among the most competitively priced full hybrid SUVs in its segment, often while offering a richer standard specification than many rivals. Naturally, MG’s brand prestige and long-term resale value have not yet reached the levels of established German or Japanese manufacturers. However, the gap continues to narrow as the brand strengthens its reputation and expands its presence across Europe. For anyone looking for a spacious, comfortable and technologically advanced SUV without stretching the family budget, the MG HS Hybrid+ stands out as one of the most convincing choices of 2026. Rather than competing through heritage or prestige, it succeeds where it matters most: delivering generous space, modern technology, efficient hybrid performance and exceptional value for money—qualities that travellers and families will appreciate every day.
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BRAND AT WORK | WINE
LIBRANDI,
DOVE NASCE L’ECCELLENZA La famiglia Librandi ha portato il Cirò e la Calabria nei calici di tutto il mondo
di Paolo Gelmi
Quando si parla di vino in Calabria, c’è un nome che risuona prima di tutti gli altri, capace di evocare storie di terra, di mare e di intuizioni felici, quello della famiglia Librandi, cento anni di storia alle spalle non sono solo un traguardo temporale, ma il racconto di un’evoluzione aziendale che ha saputo trasformare un bagaglio di antiche conoscenze contadine in un caso di successo internazionale, un’impresa che è diventata, di fatto, il motore trainante di un intero territorio. A Cirò Marina, dove le vigne terrazzate e pianeggianti si specchiano nelle acque dello Ionio e si fondono con i profumi della macchia mediterranea, i Librandi gestiscono oggi circa 350 ettari di proprietà, di questi 232 sono dedicati alla vite e 80 all’uliveto, mentre la parte restante custodisce la biodiversità boschiva locale, qui batte il cuore antico del vino calabrese, ma è qui che si progetta anche il suo futuro. La svolta commerciale risale agli anni ‘50, quando la famiglia decide di strutturare l’imbottigliamento e la vendita, uscendo dai confini locali, l’azienda, fondata e portata al successo nel corso del Novecento dai fratelli Tonino e Nicodemo Librandi, vive oggi una transizione generazionale perfettamente riuscita, al timone ci sono i figli di Nicodemo, Raffaele e Paolo, insieme a quelli di Tonino, Francesco e Teresa, il cambio della guardia ha mantenuto intatta la filosofia originaria: agire come pionieri della ricerca scientifica applicata alla terra, i Librandi sono stati i primi a credere nel recupero dei vitigni au80 |
LIBRANDI: WHERE EXCELLENCE IS BORN | The family that brought Cirò—and Calabria—to wine glasses around the world. EN. When speaking of wine in Calabria, one name stands above all others, evoking stories of land, sea and remarkable vision: Librandi. A century of history is far more than a milestone in time— it is the story of a family business that transformed generations of farming knowledge into an international success, becoming the driving force behind the renaissance of an entire wine region. In Cirò Marina, where vineyards stretch across gentle hills overlooking the crystal waters of the Ionian Sea and mingle with the fragrances of Mediterranean scrubland, the Librandi family now manages approximately 350 hectares of estate land. Of these, 232 hectares are dedicated to vineyards, 80 hectares to olive groves, while the remaining land preserves the area’s natural woodland biodiversity. This is where the ancient soul of Calabrian wine continues to thrive—and where its future is being shaped. The company’s commercial breakthrough dates back to the 1950s, when the family decided to bottle and market its wines beyond the local territory. Founded and developed throughout the twentieth century by brothers Tonino and Nicodemo Librandi, the winery has successfully completed a seamless generational transition. Today, Nicodemo’s sons, Raffaeleand Pa-
toctoni calabresi dimenticati, avviando una mappatura rigorosa che continua ancora oggi, “lungi dal voler inventare o modificare alcunché, attraverso la scienza abbiamo semplicemente voluto capire meglio e in modo definitivo quello che di grande avevamo a disposizione.” Questo approccio unisce l’uso del classico alberello e dei portainnesti storici alle più moderne tecniche enologiche, dimostrando che l’identità non è un concetto statico, ma un valore da tutelare con gli strumenti della contemporaneità, per la famiglia Librandi la sostenibilità non è una strategia di marketing, ma un impegno misurabile, nel 2021 l’azienda ha ottenuto la certificazione Equalitas, riconfermata annualmente fino all’ultimo bilancio di Sostenibilità 2024, questo percorso ha visto l’introduzione di analisi stringenti come il calcolo della Carbon Footprint e della Water Footprint, finalizzate a ridurre e compensare l’impatto ambientale delle produzioni, un tassello fondamentale per la difesa del suolo è l’adesione al progetto Biopass (sviluppato da SATA Studio Agronomico), questo protocollo permette di monitorare la biodiversità della terra, scoprendo microambienti vitali che aumentano la resilienza delle piante di fronte alle minacce del riscaldamento globale. L’impegno si estende anche all’aspetto sociale e culturale, ne è un esempio il museo della Viticoltura e del Vino VI.TE.S. (Viticoltura, Territorio, Storia), uno spazio espositivo che raccoglie attrezzi, foto e reperti storici della famiglia Librandi e di altre co-
munità contadine locali, offrendo ai visitatori un viaggio ravvicinato nell’ingegno rurale cirotano, I numeri attuali confermano la bontà di questa visione lungimirante, con una produzione che ha superato i 2,5 milioni di bottiglie all’anno, la cantina esporta circa il 50% del proprio fatturato, le etichette di Cirò viaggiano verso oltre 40 nazioni: dai mercati storici come Germania, Regno Unito e Stati Uniti, fino alle piazze competitive di Giappone, Australia, Messico e Brasile, il segreto di questo successo globale risiede nella natura stessa dei vini proposti. Bottiglie capaci di garantire precisione tecnica ed emozione gustativa, caratterizzate da un profilo fortemente identitario, sono vini figli della luce dello Ionio e delle colline calabresi ma, proprio per questa loro fiera autenticità, risultano straordinariamente cosmopoliti e apprezzati in tutto il mondo e orgoglio nazionale.
olo, work alongside Tonino’s children, Francesco and Teresa, preserving the founding philosophy while looking confidently toward the future. That philosophy has always been remarkably clear: to become pioneers in applying scientific research to viticulture. The Librandi family was among the first to recognise the value of Calabria’s forgotten indigenous grape varieties, launching an extensive mapping and research programme that continues to this day. “Far from wanting to invent or alter anything, science has simply allowed us to better understand—and definitively appreciate—the extraordinary heritage we already possessed.” This approach combines traditional vineyard practices, including the classic alberello bush-trained vines and historic rootstocks, with the latest advances in winemaking technology. It demonstrates that identity is never static but something to be protected and enhanced through contemporary knowledge. For the Librandi family, sustainability is not a marketing slogan—it is a measurable commitment. In 2021, the winery obtained the prestigious Equalitas Certification, a recognition that has been renewed annually and confirmed in its latest 2024 Sustainability Report. This ongoing commitment includes rigorous environmental assessments such as Carbon Footprint and Water Footprint analyses, designed to reduce and offset the environmental impact of production. Another key initiative is participation in the Biopass Project, developed by SATA Studio Agronomico, which monitors soil biodiversity to identify vital micro-ecosystems capable of strengthening vineyard resilience in the face of climate change. The family’s commitment extends well beyond environmental responsibility, embracing culture and local heritage as well. A remarkable example is the VI. TE.S. Museum of Viticulture and Wine (Viticulture, Territory and History), an exhibition space preserving agricultural tools, photographs and historical artefacts belonging both to the Librandi family and to the farming communities of Cirò. The museum offers visitors a fascinating insight into the ingenuity and traditions that shaped rural Calabria. Today, the figures speak for themselves. With an annual production exceeding 2.5 million bottles, Librandi exports approximately 50 percent of its turnover. Wines from Cirò now reach more than forty countries, including long-established markets such as Germany, the United Kingdom and the United States, as well as highly competitive destinations including Japan, Australia, Mexico and Brazil. The secret behind this international success lies in the character of the wines themselves. They combine technical precision with genuine emotional appeal, expressing a powerful sense of place while remaining remarkably versatile and internationally appreciated. Born from the sunlight of the Ionian coast and the rolling hills of Calabria, Librandi wines carry the unmistakable identity of their homeland. Yet it is precisely this authenticity that has made them truly cosmopolitan, ambassadors of Calabria around the world and a source of pride for Italian winemaking.
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BRAND AT WORK | FOOD
L’EPOPEA DI AKIRO A MILANO
Il più famoso Nikkei Hand Roll Bar ha aperto nel capoluogo meneghino
di Paolo Gelmi
Milano accoglie una nuova dimensione gastronomica in via della Moscova, dove la precisione culinaria del Giappone si fonde con i colori e i sapori intensi del Sudamerica, Akiro Nikkei Hand Roll Bar rappresenta l’evoluzione del lusso informale milanese, portando in città un concetto di ristorazione dinamico e cosmopolita, l’identità del locale affonda le radici nella storia del suo chef, Luis Arévalo, originario di Iquitos, nell’Amazzonia peruviana, Arévalo ha trascorso dieci anni in Giappone per apprenderne le rigorose tecniche di taglio del pesce, da questo percorso nasce l’idea di unire la pulizia formale nipponica all’acidità e alle spezie del Perù, dando vita a una cucina Nikkei contemporanea. Nel 2023, insieme a Faisal Barakat e Lucas Leon, lo chef ha inaugurato il primo locale a Madrid, riscuotendo un successo che ha portato ad aperture a Barcellona e Chicago, nella primavera del 2026, il brand è arrivato a Milano in collaborazione con i partner locali Vittorio Mozzi e Giovanni Gottardi, l’approccio di Akiro scardina i canoni della ristorazione classica: ingresso Libero, non si accettano prenotazioni, l’accesso segue la filosofia del “first come, first served”, il Bancone: l’ambiente ospita tre
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AKIRO’S EPIC ARRIVAL IN MILAN | The world’s most celebrated Nikkei Hand Roll Bar has landed in Italy’s fashion capital EN. Milan welcomes a new culinary destination on Via della Moscova, where the meticulous precision of Japanese cuisine meets the vibrant colors and bold flavors of South America. Akiro Nikkei Hand Roll Bar embodies the evolution of Milan’s contemporary casual luxury, introducing a dynamic and cosmopolitan dining concept to the city. At the heart of Akiro’s identity is the story of its chef, Luis Arévalo, who was born in Iquitos, in the Peruvian Amazon. After spending a decade in Japan mastering the country’s exacting fish-cutting techniques, Arévalo developed a culinary vision that combines Japanese refinement with the acidity, spices, and intensity of Peruvian flavors, creating a contemporary interpretation of Nikkei cuisine. In 2023, together with Faisal Barakat and Lucas Leon, Arévalo opened the first Akiro in Madrid. The concept quickly became a success, leading to new openings in Barcelona and Chicago. In spring 2026, the brand
arrived in Milan in partnership with local entrepreneurs Vittorio Mozzi and Giovanni Gottardi. Akiro challenges the conventions of traditional fine dining. There are no reservations; guests are welcomed on a first-come, first-served basis, encouraging a more spontaneous and accessible experience. The restaurant is centered around three large counter islands, accommodating a total of 42 guests, who dine in close proximity to the sushi chefs. Inspired by the philosophy of omakase, the service is immediate and fast-paced, celebrating the exceptional freshness of ingredients prepared moments before they are served. The culinary experience revolves around a simple yet compelling sensory principle: maximum freshness enjoyed in the shortest possible time. The menu’s signature offering is the hand roll—a perfectly crafted cylinder in which crisp nori seaweed, carefully kept at the ideal temperature to preserve its delicate texture, envelops warm seasoned rice and expertly marinated raw or cooked fish. Each hand roll is passed directly from the chef’s hands to the guest’s, one at a time, ensuring the nori delivers its distinctive crispness before the moisture from the rice can soften it. Complementing the menu is an outstanding beverage program featuring rare sake, premium Japanese whiskies, and bespoke cocktails. Together, they create a dining experience that is both sophisticated and approachable, deeply intimate yet unmistakably cosmopolitan.
grandi penisole per un totale di 42 sedute, dove i clienti mangiano a stretto contatto con i sushiman, l’esperienza riprende la logica dell’omakase, basata su un servizio rapido e immediato che valorizza la freschezza assoluta delle materie prime appena preparate. La proposta culinaria di Akiro ruota attorno a un paradosso sensoriale: la massima freschezza consumata nel minor tempo possibile, il fulcro del menù è l’hand roll, un cilindro perfetto in cui l’alga nori, mantenuta a temperatura ottimale per preservarne la fragranza cristallina, avvolge un cuore di riso tiepido e pesce crudo o cotto sapientemente marinato, il roll viene servito direttamente dalle mani dello chef a quelle del cliente, singolo e immediato, per garantire che l’alga “scrocchi” al palato prima che l’umidità del riso ne comprometta la consistenza, ad accompagnare questo percorso, una selezione liquida d’eccellenza che spazia da sakè rari e whisky giapponesi fino a cocktail sartoriali, completando un’esperienza d’alto livello che sa essere, al contempo, profondamente intima e straordinariamente cosmopolita.
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HEINEMANN ITALIA Il duty free del futuro tra esperienza, innovazione e nuove abitudini di viaggio
Negli ultimi anni il mondo del travel retail sta vivendo una trasformazione profonda. Gli aeroporti non sono più soltanto luoghi di passaggio, ma spazi sempre più orientati all’esperienza, al lifestyle e alla relazione con il viaggiatore. In questo scenario, Heinemann Italia rappresenta uno dei protagonisti più interessanti del settore, grazie a una visione che unisce retail internazionale, attenzione al consumatore e sviluppo di nuovi format commerciali. Abbiamo incontrato Fulvio Fassone, Managing Director di Heinemann Italia, per parlare dell’evoluzione del duty free, delle nuove abitudini dei viaggiatori e delle sfide che attendono il settore nei prossimi anni. Negli ultimi anni il travel retail è cambiato profondamente. Quali sono oggi le principali trasformazioni che state osservando nel comportamento dei viaggiatori? Il cambiamento nella nostra Industry è una caratteristica peculiare ; un business model dinamico, legato alle nazionalità, al viaggio, alle destinazioni e ai luoghi di provenienza dei nostri potenziali clienti. Questo modello implica avere sempre una visione aggiornata del mercato e migliorarsi continuamente per soddisfare le aspettative dei nostri partner e dei viaggiatori. Essere in grado di cogliere e intercettare i cambiamenti sociali e le loro ricadute nel contesto del nostro mercato è fondamentale per non perdere velocità nelle soluzioni commerciali da presentare ai passeggeri dei nostri aeroporti . In questo momento il contesto di analisi è, da una parte, generazionale ,con la transizione tra quello che è stato per decenni lo zoccolo duro dei nostri principali clienti e le nuove generazioni , una transizione in volumi e nelle modalità con cui i nostri clienti si approcciano ai punti vendita e alla nostra offerta commerciale , dall’altra , capire bene come si sta evolvendo l’interazione tra retail fisico e digitale e trovare
il giusto equilibrio tra i vari fattori , non dimenticando le altre variabili del marketing mix. Gli aeroporti stanno diventando sempre più luoghi di esperienza oltre che di transito. Quanto conta oggi l’aspetto emozionale all’interno di uno store duty free? Uscendo dagli schemi di commento tradizionali che prevedono un tipo di risposta business-standard devo dire che mi è sempre piaciuto, fin da quando ho “incontrato” questo mondo 35 anni fa , pensare e paragonare il travel retail a un mercato , certamente un luogo , dove similmente ad un oasi si “incontrano” carovane di viaggiatori che provengono da tutto il mondo. Incontrarsi è una parola che ha molti significati ma nel caso specifico del Travel retail e delle sue caratteristiche di format ,più che in altri contesti commerciali, è la capacità di aiutare i viaggiatori a “incontrare” nelle nostre “oasi” (oasi indica un luogo, un ambiente o un momento di grande tranquillità e sollievo rispetto a un contesto caotico o difficile), un oggetto che realizza un piccolo o grande desiderio e genera una emozione. Proporre questo scambio nel migliore dei modi passa però attraverso la conoscenza culturale dei nostri viaggiatori che si acquisisce con le analisi e i dati oltre che capitalizzando l’esperienza global e regional di chi , come il nostro Gruppo, esercita questo lavoro in tutto il mondo. Questi fattori: analisi dei dati, competenza dei processi, professionalità dell’interazione e certamente un po’ di passione se ben sintetizzati in format, prodotti, esperienze generano sensazioni ed emozioni. Quanto più questo luogo, questa oasi, riesce ad essere incantata tanto più rende l’esperienza emotiva del passeggero, nel frame di tempo passato in aeroporto, positiva e soddisfacente. Oggi il viaggiatore è sempre più internazionale ma anche molto più esigente. Come stanno cambiando le aspettative del cliente aeroportuale? Direi che assistiamo sempre di più ad una richiesta di esclusività
intesa come proposta commerciale volta a soddisfare l’unicità cioè a diventare parte integrante dell’esperienza personale del cliente. Questo avviene con una modalità che si contestualizza o come fidelizzazione, cioè ritrovare un prodotto che è già parte del mio background o come innovazione , cioè trovare e conoscere un nuovo prodotto che soddisfi una mia curiosità , stimolata anche dalla interazione digitale. Questa seconda modalità è oggi molto più vicina alle nuove generazioni che vivono l’innovazione come un fenomeno dinamico, quotidiano, sorprendente. Questa modalità implica avere una capacità continua di lettura dei trend e dei fenomeni di mercato e mettere in pratica un processo “time to market” molto rapido. Avendo a che fare con clienti / passeggeri con mindset culturali molto diversi, contrariamente al retail tradizionale , è chiaro che gli strumenti di analisi devono essere in grado di intercettare i cambiamenti molto più rapidamente. In che modo Heinemann Italia sta lavorando per differenziarsi rispetto ai tradizionali modelli di retail aeroportuale? L’utilizzo dell’AI sta rapidamente diventando un must perché consente di avere ,per le aziende che operano a livello globale , risposte in tempo reale molto più puntuali e geolocalizzate, veloci e nel contempo in grado di modificare e migliorare i processi di backoffice, della supply chain, del dynamic pricing in maniera più efficiente ed efficace. Oltre a questo che si sta affermando sotto i nostri occhi non dimentichiamo la “centralità della persona”, l’attenzione e il rispetto che i nostri staff, i veri ambasciatori della nostra policy commerciale, devono mostrare ai passeggeri. Può sembrare scontato ma in una azienda che da 147 anni è guidata da una famiglia questo aspetto è parte integrante del nostro DNA e si riflette nella gestione e nei rapporti all’interno della nostra organizzazione e verso i clienti . In questo senso facciamo davvero la differenza. Il settore del food & beverage premium e degli spirits sta vivendo una forte evoluzione. Quali tendenze vede emergere nei prossimi anni? Questo settore , in particolare quello dei vini e degli spirits ,è quello che oggi sta facendo più fatica a leggere i cambiamenti
Fulvio Fassone, Managing Director di Heinemann Italia
delle nuove generazioni. Banalizzando si può dire che ci sia una tendenza a diminuire il consumo di prodotti alcolici verso bevande low alchol anche se in realtà non c’è un vero e proprio effetto sostitutivo probabilmente perché le aziende produttrici stesse stanno cercando di capire quale tipologia, quale posizionamento di prezzo etc devono assumere i nuovi prodotti. Anche sulla qualità il lavoro è da completare. Il vero cambiamento in questo momento è nei volumi di consumo ed è dovuto soprattutto alla diminuzione del numero di consumatori considerando anche che molte nazionalità di passeggeri emergenti culturalmente non consumano prodotti alcolici. Su questo probabilmente siamo partiti un po’ in ritardo nell’intercettare le nuove tendenze e dobbiamo recuperare in fretta. Per quanto riguarda i prodotti food sono in grande crescita e sempre di più parte fondamentale del nostro settore e dell’esperienza del passeggero di cui abbiamo parlato. Nel nostro caso unire alta qualità, made in Italy e regionalità, far conoscere la storia delle aziende e delle persone è la chiave vincente. La sostenibilità è ormai centrale anche nel travel retail. Come si traduce concretamente questo tema nelle strategie di Heinemann Italia? Ho un rapporto controverso con questa parola che spesso sento essere utilizzata più come strumento di “self marketing” che come azioni concrete e misurabili. Per quanto ci riguarda il punto è focalizzarsi da una parte sulle misure che limitano i consumi e gli sprechi a tutti i livelli ,supply chain: dai prodotti a km zero ai trasporti , energia, materiali ecosostenibili, dall’altra sempre di più mettere in atto progetti di collaborazione con i nostri partner aeroportuali condividendo traiettorie di miglioramento possibilmente anche… a costi sostenibili. È un tema molto importante, non a costo zero, su cui tutte le aziende si concentrano ma il modello di miglioramento continuo passa a mio avviso soprattutto dall’efficientamento di diversi processi e dalla interazione con i nostri partner: produttori da una parte , società di gestione dall’altra. Guardando ai prossimi cinque anni, come immagina l’evoluzione degli aeroporti e del duty free? Credo che condividere con i nostri partner l’outlook dei prossimi 10 anni sia fondamentale. Il rapporto tra retailers e landlords ma anche con brand e produttori probabilmente ha bisogno di un colpo di reni , un nuovo business model che esca dai canoni tradizionali della monopolistica burocraticità della subconcessione e si avvii di più in un contesto di analisi condivise, scambio ,confronto, fast decision making .Non c’è una ricetta migliore in assoluto ma l’interazione tra le varie parti della nostra industry deve essere più efficace ed essere sostenibile per tutti. La marginalità già molto compressa per non dover ricorrere al cost saving e quindi ad interventi sulla qualità del nostro lavoro, deve svilupparsi grazie al miglioramento continuo (che è un approccio mentale ma anche un investimento) e al raggiungimento dell’ottimale in termini di spesa per passeggero .Per fare questo serve, non solo una lettura del mercato in tempo reale e le conseguenti azioni commerciali, ma a monte di questo informazioni più puntuali su passeggeri, network dei voli , pianificazione degli spazi condivisa, lavorare sui progetti infrastrutturali che negli aeroporti richiedono anni, e a valle sistemi logistici molto più efficienti di quanto non siano oggi. Per fare questo ci vuole innanzitutto tempo, progetti condivisi ed è fondamentale passare da un rapporto orientato agli economics intesi come royalties e minimi garantiti a economics intesi come sviluppo della redditività in senso assoluto .
Founded in Lecce in 2005, Casta SRL has carved out a space in the European market over the past 15 years, establishing itself as one of the most dynamic companies in the mechanical carpentry sector. Led by siblings Andrea and Chiara Cazzolla, this family-run business in steel sheet machining has grown into a compact multinational with nearly 200 employees. Today, Casta plays a key role in sectors such as forklift manufacturing, agricultural machinery, earthmoving, and railway equipment.
A Cutting-Edge Company Casta prioritizes flexibility and rapid adaptation to market conditions. It meets European quality standards (UNI EN ISO 9001:2008, ISO 3834-2:2006) and holds Quality Certification, reflecting its commitment to continuous improvement and customer satisfaction. Its IATF 16949-based Quality Management System promotes risk-based thinking and lean manufacturing practices like kaizen and proactive problem-solving to support ongoing growth.
Casta Lab Casta Lab, founded by Casta srl, is a research and development hub focused on innovative metal perforation designs. Inspired by Renaissance workshop methods, it oZers customizable solutions for ventilated and decorative facades—enhancing both new architecture and the regeneration of existing buildings. These facades act as thermal "skins," improving energy eZiciency through natural airflow. Casta Lab’s initial catalogue includes metal sheets for cladding, shading, and architectural elements like verandas and porches, aimed at combining functionality with aesthetic design. Casta SRL Lecce, Italy info@castasrl.it castasrl.it 0832332376
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DESTINAZIONI / DESTINATIONS
MILANO BARI
BOLOGNA
TORINO
MILANO E TORINO AD AGOSTO: LE CITTÀ CHE SORPRENDONO / MILAN AND TURIN IN AUGUST: THE CITIES THAT SHINE / BARI E BOLOGNA: MILLE MODI DI VIVERE L’ESTATE / BARI AND BOLOGNA: ENDLESS WAY TO EXPERIENCE SUMMER
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MILANO E TORINO D’AGOSTO: LE CITTÀ CHE SORPRENDONO QUANDO TUTTI PARTONO Musei aperti fino a sera, rooftop panoramici, cinema sotto le stelle e angoli inaspettati: agosto è il momento ideale per riscoprire le due capitali del Nord MILAN AND TURIN IN AUGUST: THE CITIES THAT SHINE WHEN EVERYONE ELSE LEAVES | Open-air festivals, panoramic rooftops, evening museum visits and hidden corners: August is the perfect time to discover Northern Italy’s two great cities
Per molti agosto significa inevitabilmente mare o montagna. Eppure c’è un altro modo di vivere l’estate: restare in città, o concedersi un weekend urbano, quando il traffico diminuisce, il ritmo rallenta e Milano e Torino mostrano un volto completamente diverso. Le due grandi metropoli del Nord, spesso associate al lavoro, alla moda o all’industria, nei mesi estivi diventano sorprendentemente vivibili. Le file si accorciano, i parchi si riempiono di eventi, i cortili storici si trasformano in palcoscenici e le serate sembrano non finire mai. Per chi arriva in aeroporto e ha qualche giorno a disposizione, agosto può essere il momento perfetto per scoprire due città che, proprio quando sembrano svuotarsi, regalano il meglio di sé.
Milano, la città che rallenta senza fermarsi Chi pensa che Milano ad agosto sia una città chiusa commette un errore. Certo, alcune attività abbassano la serranda per ferie, ma proprio questa pausa restituisce ai visitatori una città più rilassata, dove è finalmente possibile passeggiare senza fretta. Il cuore dell’estate milanese continua a battere allo Sforzesco, dove la rassegna Estate al Castello porta concerti, teatro, danza e cinema all’aperto in uno dei luoghi simbolo della città. Assistere a uno spettacolo con le mura rinascimentali illuminate è un’esperienza che cambia completamente la percezione di Milano. Pochi sanno che agosto è anche uno dei mesi migliori per visitare il Duomo. Le terrazze sono aperte fino a sera in alcune giornate e, quando il sole cala, la vista sulle guglie che si colorano di rosa è tra le più suggestive dell’anno. Nelle giornate limpide lo sguardo arriva fino alle Alpi. Un’altra chicca riguarda il quartiere di Brera. Durante il
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EN. For many people, August is synonymous with the seaside or the mountains. Yet there is another way to experience summer: staying in the city—or planning a weekend escape—when traffic eases, life slows down and Milan and Turin reveal an entirely different personality. Often associated with business, fashion and industry, Northern Italy’s two great capitals become surprisingly relaxed during the summer months. Queues disappear, parks fill with cultural events, historic courtyards turn into open-air theatres and the evenings seem to stretch endlessly. For travellers arriving through the city’s airports with a few days to spare, August may well be the ideal moment to experience two destinations that offer their very best precisely when they appear at their quietest.
Milan: the city that slows down without ever stopping Anyone who believes Milan closes for August couldn’t be more mistaken. While some businesses do take their annual holidays, the city itself becomes calmer and far more enjoyable to explore at a leisurely pace. The heart of Milan’s summer beats inside Sforza Castle, where the annual Estate al Castello festival transforms one of the city’s most iconic landmarks into an open-air stage for concerts, theatre, dance performances and cinema screenings. Watching a performance beneath the illuminated Renais-
mese di agosto, quando molti milanesi sono in vacanza, le sue stradine acquistano un’atmosfera quasi parigina. Le botteghe artigiane, le librerie indipendenti e i piccoli dehors permettono di vivere il quartiere con una calma difficile da immaginare durante il resto dell’anno.
Il lato verde della capitale della moda Milano sorprende soprattutto per i suoi spazi verdi. Il Parco Sempione diventa il salotto estivo della città, mentre i Giardini Indro Montanelli offrono uno dei luoghi più piacevoli per una pausa all’ombra. Chi cerca qualcosa di meno conosciuto dovrebbe raggiungere la Biblioteca degli Alberi, il grande parco contemporaneo ai piedi di Porta Nuova. Al tramonto, tra grattacieli, prati e installazioni artistiche, si crea uno scenario che sembra più nord europeo che italiano. Per un aperitivo diverso dal solito, il consiglio è salire su uno dei tanti rooftop cittadini. Non soltanto quelli più famosi, ma anche terrazze meno conosciute da cui osservare il sole scendere dietro il profilo della città, mentre le luci iniziano ad accendersi una dopo l’altra.
Torino, l’eleganza dell’estate Torino vive agosto con una discrezione tutta sabauda. Le sue piazze monumentali, normalmente animate da studenti e professionisti, diventano improvvisamente spaziose e silenziose. È il momento ideale per apprezzarne l’architettura senza fret-
sance walls is an experience that completely changes the way visitors perceive Milan. Few people realise that August is also one of the best months to visit the Duomo. On selected evenings the rooftop terraces remain open until sunset, offering breathtaking views as the marble spires gradually turn shades of pink beneath the fading light. On particularly clear days, the Alps appear on the horizon. Another hidden gem is the district of Brera. During August, when many Milanese are away, its elegant streets take on an almost Parisian atmosphere. Artisan workshops, independent bookshops and intimate cafés invite visitors to enjoy the neighbourhood at a pace that would be impossible during the rest of the year.
The green side of Italy’s fashion capital Perhaps Milan’s greatest surprise is the abundance of its green spaces. Parco Sempione becomes the city’s outdoor living room, while the historic Indro Montanelli Gardens provide one of the most pleasant shaded retreats during hot summer afternoons. Those looking for something more contemporary should head to the Library of Trees Park (Biblioteca degli Alberi) at Porta Nuova. At sunset, surrounded by modern skyscrapers, landscaped gardens and public art installations, the setting feels more Scandinavian than Mediterranean. For an unforgettable aperitivo, choose one of Milan’s many
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rooftop terraces. Beyond the famous addresses lie lesser-known venues where the city’s skyline slowly lights up as the sun disappears behind the rooftops.
Turin: summer with timeless elegance
ta. Tra gli appuntamenti più interessanti torna Estate Reale, il calendario estivo dei Musei Reali che anima cortili e giardini con concerti, spettacoli e aperture straordinarie serali. Passeggiare tra Palazzo Reale, l’Armeria e i Giardini Reali dopo il tramonto regala una prospettiva completamente diversa sulla città. Pochi visitatori sanno che Torino possiede uno dei sistemi di portici più estesi d’Europa: oltre diciotto chilometri continui nel centro storico e più di quaranta considerando l’intera città. In agosto diventano il percorso ideale per esplorare il centro anche nelle ore più calde.
La città dei caffè storici Torino conserva un primato poco conosciuto: è una delle capitali europee della cultura del caffè. Sedersi in locali storici come quelli affacciati su Piazza San Carlo significa entrare in ambienti rimasti quasi immutati da oltre un secolo. Qui sono nate bevande iconiche come il Bicerin, miscela di caffè, cioccolato e crema di latte, ancora oggi preparata secondo la ricetta tradizionale. Un’altra curiosità riguarda il Museo Egizio, secondo al mondo per importanza soltanto a quello del Cairo.
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Turin embraces August with unmistakable Savoy refinement. Its grand piazzas, usually bustling with students and professionals, suddenly become spacious and peaceful, allowing visitors to appreciate the city’s remarkable architecture without distractions. One of the highlights of the season is Estate Reale, the summer programme organised by the Royal Museums. Historic courtyards and gardens come alive with concerts, performances and special evening openings. Wandering through the Royal Palace, the Armoury and the Royal Gardens after sunset offers an entirely new perspective on the city. Few visitors know that Turin boasts one of Europe’s longest systems of covered arcades: more than eighteen kilometres in the historic centre alone, extending to over forty kilometres across the city. During August they provide the perfect route for exploring comfortably, even during the hottest hours of the day.
The city of historic cafés Turin holds another little-known distinction: it is one of Europe’s great capitals of coffee culture. Taking a seat in one of the elegant historic cafés overlooking Piazza San Carlo feels like stepping back more than a century. It was here that the famous Bicerin was born—a delicious blend of espresso, chocolate and sweet cream that is still prepared according to its original recipe. Another fascinating highlight is the Egyptian Museum, second only to Cairo’s in terms of the importance of its collection. August offers an excellent opportunity to visit with fewer crowds than during the busy spring season, particularly in the early morning or during evening opening hours.
Open-air cinema and unforgettable evenings Both Milan and Turin transform summer into a season of culture. Outdoor cinemas bring classic films back to historic squares and hidden courtyards, while music festivals fill
Agosto rappresenta uno dei periodi migliori per visitarlo con maggiore tranquillità rispetto ai mesi primaverili, soprattutto scegliendo le prime ore della mattina o le aperture serali.
Cinema sotto le stelle e serate d’autore Sia Milano che Torino trasformano l’estate in una stagione culturale. Le arene cinematografiche all’aperto riportano il grande schermo nelle piazze e nei cortili, mentre numerosi festival musicali animano parchi e spazi industriali recuperati. È anche il periodo ideale per scoprire luoghi insoliti. A Milano, il quartiere Isola continua a essere uno dei laboratori creativi più interessanti della città, tra murales, gallerie indipendenti e bistrot contemporanei. A Torino, invece, vale la pena salire fino al Monte dei Cappuccini poco prima del tramonto. Da qui si gode probabilmente della vista più bella sulla città, con la Mole Antonelliana in primo piano e l’arco delle Alpi che, nelle giornate più limpide, disegna l’orizzonte.
Le esperienze che pochi mettono in programma Le due città custodiscono anche piccoli dettagli che sfuggono ai percorsi più turistici. A Milano si può partecipare a una visita guidata notturna del Cimitero Monumentale, autentico museo a cielo aperto dell’arte italiana tra Ottocento e Novecento. Statue monumentali, mausolei e sculture raccontano la storia della città attraverso i suoi protagonisti. A Torino, invece, è possibile salire sulla cupola della Mole Antonelliana nelle ore serali, quando la luce dorata del tramonto lascia spazio al panorama illuminato. Un’esperienza che permette di comprendere quanto questa città sia elegante anche vista dall’alto. Per chi ama lo shopping, agosto rappresenta inoltre uno dei mesi migliori grazie ai saldi estivi ancora in corso. Dal Quadrilatero della Moda milanese alle boutique sotto i portici torinesi, è il momento perfetto per unire cultura, gastronomia e qualche acquisto d’autore. In fondo, Milano e Torino condividono una qualità rara: non cercano di stupire con effetti speciali. Lo fanno con la loro capacità di farsi vivere lentamente. Ed è proprio ad agosto, quando il rumore si attenua e il tempo sembra rallentare, che questa eleganza diventa più evidente.
parks and regenerated industrial spaces with live performances. It is also the perfect time to explore neighbourhoods beyond the traditional tourist routes. In Milan, the Isola district continues to thrive as one of the city’s most creative areas, with colourful street art, independent galleries and contemporary bistros. In Turin, head to Monte dei Cappuccini shortly before sunset. The viewpoint offers what is arguably the city’s finest panorama, with the Mole Antonelliana rising above the rooftops and the Alps stretching across the horizon on clear evenings.
Experiences few travellers plan Both cities hide remarkable experiences that rarely appear in guidebooks. In Milan, evening tours of the Monumental Cemetery reveal one of Italy’s greatest open-air museums, where monumental sculptures and elaborate mausoleums tell the story of the city’s most influential families and artists. In Turin, visitors can ascend the Mole Antonelliana at sunset, watching the golden light gradually give way to thousands of city lights below. It is one of the finest ways to appreciate the city’s understated elegance. August also remains one of the best months for shopping, thanks to the summer sales. From Milan’s Fashion Quadrilateral to Turin’s elegant arcaded boutiques, visitors can effortlessly combine culture, gastronomy and designer shopping in a single itinerary. Rather than dazzling visitors with spectacle, Milan and Turin reveal their greatest strength through their ability to be experienced slowly. And it is precisely in August, when the noise fades and time seems to move at a gentler pace, that their quiet elegance becomes impossible to overlook.
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BOLOGNA E BARI D’AGOSTO: DUE CITTÀ, MILLE MODI DI VIVERE L’ESTATE Portici, piazze, mare, musica e sapori autentici: agosto è il momento ideale per scoprire due delle città più sorprendenti d’Italia BOLOGNA AND BARI IN AUGUST: TWO CITIES, ENDLESS WAYS TO EXPERIENCE SUMMER | Arcaded streets, lively squares, seaside promenades, open-air culture and unforgettable flavours: August is the perfect time to discover two of Italy’s most captivating cities.
Quando arriva agosto, molti immaginano città deserte e negozi chiusi. Bologna e Bari dimostrano esattamente il contrario. Pur rallentando il ritmo frenetico dell’anno, entrambe conservano una vitalità tutta particolare, fatta di piazze che si animano al tramonto, rassegne culturali, cinema all’aperto, locali frequentati dai residenti e un’atmosfera rilassata che permette di assaporare ogni angolo con calma. Sono due città profondamente diverse, unite però da una caratteristica: in estate diventano più autentiche. Meno traffico, meno folla e più tempo per osservare dettagli che durante il resto dell’anno passano quasi inosservati. Per chi atterra nei loro aeroporti, agosto rappresenta uno dei periodi migliori per concedersi un weekend all’insegna della cultura, della gastronomia e della scoperta.
Bologna, la città che vive sotto i portici Bologna è una città che non ha bisogno di effetti speciali. La sua forza sta nell’equilibrio tra storia, università, cucina e qualità della vita. Agosto è probabilmente il mese migliore per attraversare i suoi celebri portici, recentemente riconosciuti Patrimonio UNESCO. Con oltre sessanta chilometri soltanto nel centro storico, rappresentano una vera città nella città, offrendo ombra durante il giorno e una piacevole passeggiata anche nelle ore più calde. Il cuore dell’estate bolognese
EN. When August arrives, many people imagine deserted cities and shuttered shops. Bologna and Bari tell a completely different story. Although life slows down from its usual pace, both cities retain a unique vibrancy, with squares coming alive at sunset, cultural festivals, open-air cinemas, bustling cafés and a relaxed atmosphere that invites visitors to savour every corner at their own rhythm. Different in character yet similar in spirit, these two cities share one remarkable quality: summer reveals their most authentic side. With lighter traffic, fewer crowds and more time to notice the details that often go unnoticed during the rest of the year, August becomes one of the best times to explore them. For travellers arriving through their airports, it is the perfect opportunity to enjoy a weekend filled with culture, gastronomy and genuine Italian lifestyle.
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UNA VISITA DA NON PERDERE | A VISIT NOT TO BE MISSED
è Sotto le Stelle del Cinema, una delle rassegne cinematografiche all’aperto più affascinanti d’Italia. Piazza Maggiore si trasforma in una sala cinematografica a cielo aperto, dove migliaia di persone assistono gratuitamente ai grandi classici del cinema internazionale. Guardare un film seduti davanti alla Basilica di San Petronio è un’esperienza che da sola vale il viaggio. Chi desidera osservare Bologna da un punto di vista diverso dovrebbe salire fino al Santuario di San Luca, raggiungibile percorrendo il portico più lungo del mondo: quasi quattro chilometri e oltre seicento arcate che collegano il centro cittadino alla collina. All’alba o poco prima del tramonto il panorama si apre sui tetti rossi della città e sulla pianura emiliana.
I segreti della città più golosa d’Italia Bologna non è soltanto tortellini e ragù. Pochi visitatori sanno che il Quadrilatero, il quartiere medievale del mercato, nelle sere d’agosto assume un’atmosfera quasi spagnola. Le botteghe storiche, le enoteche e i piccoli ristoranti riempiono le strade di profumi e tavolini all’aperto, trasformando ogni passeggiata in un viaggio gastronomico. Una curiosità poco nota riguarda le sette finestre di Via Piella, da cui è possibile osservare uno dei canali nascosti della città. Non a caso Bologna viene spesso definita la “piccola Venezia”, perché sotto il centro storico scorre ancora una fitta rete di canali medievali oggi quasi invisibili. Chi ama l’arte contemporanea può invece approfittare delle aperture estive del MAMbo, mentre gli appassionati di musica trovano concerti e spettacoli nei cortili storici e nei giardini cittadini.
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Bologna: the city beneath the arcades Bologna has never needed spectacular landmarks to impress. Its charm lies in the perfect balance between history, academic life, exceptional cuisine and an enviable quality of life. August is arguably the best month to wander beneath its famous arcades, recognised as a UNESCO World Heritage Site. Stretching for more than sixty kilometres through the historic centre alone, they create a city within the city, providing welcome shade during the hottest hours and making every stroll enjoyable from morning until evening. The highlight of Bologna’s summer is Sotto le Stelle del Cinema (“Cinema Under the Stars”), one of Italy’s most celebrated open-air film festivals. Every evening, Piazza Maggiore becomes a giant outdoor cinema where thousands of spectators gather to watch classic masterpieces and international productions beneath the façade of the Basilica of San Petronio. Watching a film under the stars in one of Europe’s most beautiful squares is an experience worth travelling for. Those wishing to admire Bologna from above should make their way to the Sanctuary of San Luca, reached via the world’s longest continuous portico. Nearly four kilometres long and supported by more than six hundred arches, it connects the city centre with the hilltop sanctuary. At sunrise or just before sunset, the panoramic view stretches across Bologna’s terracotta rooftops and the vast Emilia plain.
The hidden secrets of Italy’s culinary capital Bologna is far more than tortellini and ragù. Few visitors realise that the Quadrilatero, the city’s medieval market district, takes on an almost Spanish atmosphere
Bari, dove l’estate profuma di mare Se Bologna conquista con la sua eleganza discreta, Bari seduce immediatamente con la luce del Mediterraneo. Il centro storico, conosciuto come Bari Vecchia, cambia completamente volto nelle sere estive. Le temperature diventano piacevoli, le piazzette si riempiono di famiglie e i vicoli si trasformano in un grande salotto all’aperto. Passeggiando tra le stradine si incontrano ancora le signore che preparano le celebri orecchiette davanti alla porta di casa, un’immagine diventata simbolo della città ma che continua a rappresentare una tradizione autentica. Il lungomare Nazario Sauro, lungo oltre quindici chilometri, è considerato uno dei più belli d’Italia. Al tramonto diventa il luogo preferito dai baresi per correre, passeggiare o semplicemente sedersi ad osservare il mare.
Tra cultura e sapori di Puglia Agosto è il periodo ideale per visitare la Basilica di San Nicola, meta di pellegrinaggio non soltanto per i cattolici ma anche per migliaia di fedeli ortodossi provenienti dall’Europa orientale. Pochi sanno che la cripta custodisce le reliquie di San Nicola, figura venerata in tutto il mondo e ispiratrice della leggenda di Santa Claus. A pochi minuti dal centro si raggiunge invece la spiaggia cittadina di Pane e Pomodoro, dove è possibile concedersi un bagno guardando il profilo della città. È una delle rare grandi città italiane che permette di alternare una visita culturale a qualche ora di mare senza utilizzare l’automobile. Per cena, il consiglio è allontanarsi leggermente dalle vie più turistiche e scegliere una trattoria frequentata dai residenti. Crudità di mare, polpo arrosto, focaccia barese appena sfornata e burrata raccontano la Puglia molto meglio di qualsiasi guida.
during August evenings. Historic food shops, wine bars and traditional restaurants spill onto the streets, filling the air with irresistible aromas and creating one of Italy’s most enjoyable culinary experiences. Another little-known curiosity can be found at the Seven Windows of Via Piella, where visitors can glimpse one of Bologna’s hidden canals. Often nicknamed “Little Venice”, Bologna still conceals an intricate network of medieval waterways beneath its streets—remnants of a forgotten chapter in the city’s history. Contemporary art lovers can also take advantage of the summer exhibitions at the MAMbo – Museum of Modern Art of Bologna, while music lovers will find concerts and performances taking place in historic courtyards and elegant public gardens throughout the season.
Bari: where summer smells of the sea If Bologna captivates with understated elegance, Bari enchants visitors with the unmistakable light of the Mediterranean. The historic centre, known as Bari Vecchia, transforms completely during summer evenings. Temperatures become pleasantly mild, squares fill with local families and the maze of narrow streets turns into one large open-air living room. Walking through its alleyways, it is still possible to see local women preparing the city’s famous orecchiette pasta by hand outside their homes. While this image has become an icon of Bari, it remains a genuine daily tradition rather than a performance for tourists. The city’s seafront promenade, Lungomare Nazario Sauro, stretches for more than fifteen kilometres and is widely considered one of Italy’s most beautiful waterfronts. At sunset it becomes the favourite meeting place for locals, whether jogging, strolling or simply sitting by the sea to enjoy the evening breeze.
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UNA VISITA DA NON PERDERE | A VISIT NOT TO BE MISSED
Where culture meets the flavours of Puglia
Le esperienze che pochi mettono in programma Sia Bologna sia Bari custodiscono esperienze poco conosciute. A Bologna vale la pena salire sulla Torre dell’Orologio in Piazza Maggiore. Dal suo terrazzo si gode una prospettiva insolita sulla città medievale, molto diversa da quella più celebre della Torre degli Asinelli. A Bari, invece, una delle passeggiate più suggestive inizia al tramonto dal Fortino di Sant’Antonio e prosegue lungo le mura della città vecchia. Quando il sole cala sull’Adriatico e la pietra bianca degli edifici riflette gli ultimi raggi di luce, l’atmosfera ricorda quella di molte città della Grecia. Per chi ama lo shopping, agosto coincide anche con gli ultimi giorni dei saldi estivi. Via dell’Indipendenza a Bologna e Via Sparano a Bari permettono di alternare boutique storiche, grandi marchi e negozi indipendenti in un percorso piacevole da vivere senza la frenesia delle altre stagioni. In entrambe le città l’estate invita a rallentare. A sedersi in una piazza con un calice di vino, ad ascoltare un musicista di strada, a lasciarsi guidare dal profumo di una panetteria o dal rumore del mare. È proprio questa dimensione più lenta che permette di scoprire il carattere autentico di Bologna e Bari, due città capaci di sorprendere chi decide di viverle senza fretta.
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August is also an ideal time to visit the magnificent Basilica of Saint Nicholas, one of Christianity’s most important pilgrimage destinations, attracting not only Catholic visitors but also thousands of Orthodox faithful from across Eastern Europe. Few people realise that the crypt houses the relics of Saint Nicholas, the beloved figure whose story eventually inspired the legend of Santa Claus. Just a few minutes from the historic centre lies Pane e Pomodoro Beach, where visitors can enjoy a refreshing swim while overlooking the city’s skyline. Few major European cities allow travellers to combine sightseeing and seaside relaxation so effortlessly. When evening arrives, venture beyond the busiest tourist streets and choose a family-run trattoria frequented by locals. Fresh seafood, raw fish, grilled octopus, warm focaccia barese and creamy burrata tell the story of Puglia far better than any guidebook ever could.
Experiences few travellers plan Both Bologna and Bari reward those willing to look beyond the obvious. In Bologna, climbing the Clock Tower overlooking Piazza Maggiore offers an extraordinary perspective across the medieval rooftops, quite different from the famous panoramic view from the Asinelli Tower. In Bari, one of the city’s most atmospheric walks begins at sunset from Fortino di Sant’Antonio, continuing along the ancient defensive walls of the old town. As the Adriatic reflects the last golden light of the day and the white limestone buildings glow beneath the evening sky, the scenery recalls many of Greece’s most beautiful coastal towns. August also coincides with the final weeks of Italy’s summer sales. Bologna’s Via dell’Indipendenza and Bari’s elegant Via Sparano offer the perfect combination of designer boutiques, historic shops and independent retailers, allowing visitors to enjoy shopping without the crowds typical of other seasons. In both cities, summer encourages visitors to slow down: to sit in a lively piazza with a glass of local wine, listen to a street musician, follow the irresistible aroma of a traditional bakery or simply pause to watch the sea. It is this gentler rhythm that reveals the true personality of Bologna and Bari—two cities that quietly reward those who take the time to experience them.
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CONSIGLI DI LETTURA | READING TIPS
libro
UN DA LEGGERE / A BOOK TO READ di Enza Pietrangelo
ti consacrati come Tiziano, Turner, Friedrich o Van Gogh, il testo accende i riflettori su straordinari maestri “di provincia” inspiegabilmente lasciati in ombra dalla critica di massa, da Ubaldo Oppi a Tullio Garbari, fino alle intuizioni novecentesche di Italo Mus e Dino Buzzati. L’opera non si limita alla pittura: segue l’evoluzione del linguaggio alpino fino alla modernità, accogliendo la fotografia e la grafica pubblicitaria legate alla nascita del turismo montano. Il cielo più vicino non è solo un libro di storia dell’arte, ma un’indagine filosofica sull’assoluto. Un volume consigliato sia agli amanti delle vette sia a chi cerca, tra le pagine e i colori, una risposta al senso del nostro limite umano.
EN. Vittorio Sgarbi, The Closest Sky: Mountains in Art
La Nave di Teseo (€21)
Vittorio Sgarbi, Il cielo più vicino. La montagna nell’arte, La nave di Teseo (€21) Esiste una dimensione della montagna che non appartiene semplicemente alla geografia, ma si radica direttamente nella nostra interiorità. È questo il fulcro pulsante di Il cielo più vicino. La montagna nell’arte, il volume in cui Vittorio Sgarbi si fa guida d’eccezione in un cammino che unisce l’ascesa fisica alla tensione spirituale verso l’eterno. Prendendo le mosse dalle suggestioni letterarie di René de Chateaubriand, l’autore costruisce una narrazione inedita e trasversale che attraversa sette secoli di storia dell’arte. La montagna cessa di essere un mero sfondo per diventare la chiave di lettura della fragilità umana di fronte all’infinito. Il viaggio parte da Giotto, il primo a strappare la roccia all’astrazione bizantina per restituirle una forza profondamente umana. Da lì, Sgarbi ci accompagna tra le geometriche Dolomiti di Mantegna, le vette aspre e misteriose di Leonardo da Vinci e i trasparenti acquerelli alpini di un Albrecht Dürer in cammino verso il Nord. Il vero punto di forza di questo saggio risiede però nella sua democrazia estetica. Accanto ai gigan98 |
There is a dimension of the mountain that belongs not merely to geography, but is deeply rooted in our inner world. This is the beating heart of The Closest Sky: Mountains in Art, the new book in which Vittorio Sgarbi becomes an exceptional guide on a journey that intertwines physical ascent with humanity’s spiritual quest for the eternal. Drawing inspiration from the writings of René de Chateaubriand, Sgarbi crafts an original and wide-ranging narrative that spans seven centuries of art history. Here, the mountain ceases to be a simple backdrop and becomes instead a powerful metaphor through which to explore human fragility in the face of the infinite. The journey begins with Giotto, the first artist to free the mountain from the abstract conventions of Byzantine art and endow it with a profoundly human presence. From there, Sgarbi leads readers through Mantegna’s geometric Dolomites, Leonardo da Vinci’s rugged and mysterious peaks, and the luminous Alpine watercolours of Albrecht Dürer as he travelled northward. The book’s greatest strength, however, lies in its democratic approach to art. Alongside universally celebrated masters such as Titian, J.M.W. Turner, Caspar David Friedrich and Vincent van Gogh, Sgarbi shines a light on remarkable yet often overlooked “provincial” artists who have been unjustly neglected by mainstream criticism. Figures such as Ubaldo Oppi and Tullio Garbari are rediscovered alongside the twentieth-century visions of Italo Mus and Dino Buzzati, enriching the narrative with fresh and unexpected perspectives. The volume extends well beyond painting, tracing the evolution of Alpine imagery into the modern era through photography and the graphic design that accompanied the rise of mountain tourism. The Closest Sky is far more than a book about art history. It is a philosophical reflection on the search for the absolute, exploring how mountains have inspired generations of artists to confront ideas of transcendence, beauty and human limitation. A compelling read for mountain lovers, art enthusiasts and anyone searching—through images, colour and history—for a deeper understanding of the limits, and the aspirations, of the human spirit.
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