METE EUROPEE SARDEGNA SEGRETA / EUROPEAN DESTINATIONS SECRET SARDINIA / DOVE E COME IN NORMANDIA SULLE ORME DI CLAUDE MONET / WHERE AND HOW IN NORMANDY, FOLLOWING IN CLAUDE MONET’S FOOTSTEPS / RILASSA LA MENTE BURNOUT, CHE PROFILO SEI? / RELAX YOUR MIND BURNOUT, WHAT’S YOUR PROFILE?
THAILANDIA
IL FASCINO SENZA TEMPO DEL SUD-EST ASIATICO/ SOUTHEAST ASIA’S TIMELESS CHARM
Mensile n.64/2026 5,00
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N. 64 - 2026 – PERIODICITÀ MENSILE/MONTHLY PERIODICITY
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BUON VIAGGIO
L’estate porta con sé qualcosa che va oltre le vacanze. Porta una sospensione. Un rallentamento, almeno potenziale, in un tempo che per gran parte dell’anno sembra invece chiederci di correre continuamente. Per molti, le vacanze estive coincidono con una partenza: un volo prenotato da mesi, una valigia preparata all’ultimo minuto, l’attesa di un luogo capace di offrirci mare, silenzio, scoperta o semplicemente riposo. Ma ogni viaggio, in fondo, comincia molto prima del decollo. Inizia nel momento in cui smettiamo, anche solo per un istante, di essere completamente assorbiti dalle urgenze quotidiane. Viaggiare non significa soltanto spostarsi nello spazio; significa concedersi la possibilità di cambiare prospettiva.
Gli aeroporti raccontano bene questo passaggio. Sono luoghi di transizione, sospesi tra ciò che lasciamo e ciò che stiamo per incontrare. Ogni partenza contiene una promessa: quella di tornare, forse, con uno sguardo leggermente diverso.
In questo numero di Gate abbiamo voluto accompagnarvi proprio in quella promessa: suggerendo destinazioni, esperienze, idee e ispirazioni per vivere un’estate fatta non solo di movimento, ma di presenza. Buone vacanze. E buon viaggio, ovunque vi porti.
HAVE A GOOD TRIP
Summer brings something that goes beyond holidays. It brings a pause. A slowing down, at least potentially, in a time that for most of the year seems to demand that we keep moving faster and faster.
For many, summer holidays mean departure: a flight booked months in advance, a suitcase packed at the last minute, the anticipation of a place able to offer sea, silence, discovery or simply rest. Yet every journey, in many ways, begins long before takeoff.
It begins the moment we stop—even briefly—being completely absorbed by the urgencies of daily life. Travelling is not only about moving through space; it is about allowing ourselves the chance to shift perspective. Airports capture this transition perfectly. They are places suspended between what we leave behind and what we are about to encounter. Every departure carries a promise: the possibility of returning with a slightly different way of seeing the world. In this issue of Gate, we wanted to accompany you within that promise, offering destinations, experiences, ideas and inspiration for a summer defined not only by movement, but by presence.
Enjoy your holidays. And have a wonderful journey, wherever it may take you.
VIAGGI NEL MONDO
TRAVELING IN THE WORLD
METE EUROPEE
EUROPEAN DESTINATIONS
VIAGGI SLOW
SLOW TOUR
DOVE E COME
WHERE AND HOW
BRAND AT WORK
BRAND AT WORK
TUTTO QUANTO FA TENDENZA
BRAND AT WORK, ALBEISA
CINEMA HI-TECH PER VIAGGIATORI
LA PELOSA, SARDINIA
CINEMA HI-TECH FOR TRAVELERS
EVENTI E MOSTRE
EVENTS AND EXHIBITIONS
BELLEZZA IN VIAGGIO
BEAUTY ON THE GO
CONSIGLI DI BENESSERE
RILASSA LA MENTE
Landscape of Two Pagodas at Doi Inthanon, Chiang Mai - Thailand
VIAGGI NEL MONDO
WORLD
THAILANDIA DA VIVERE
Tra metropoli vibranti, isole segrete e rituali antichi, il fascino senza tempo del Sud-Est asiatico.
LIVING THAILAND | Between vibrant cities, hidden islands and ancient rituals, Southeast Asia’s timeless charm.
di Rajan Gualtieri
La Thailandia continua a essere una delle destinazioni più desiderate dai viaggiatori italiani, ma il motivo non è soltanto la bellezza delle sue spiagge o il fascino dei templi dorati. Il vero segreto del Paese sta nella sua straordinaria capacità di offrire esperienze profondamente diverse all’interno di un unico viaggio: metropoli iperconnesse e caotiche, foreste tropicali, isole da cartolina, villaggi rurali e una cultura millenaria che convive con una modernità sorprendente. Per chi parte dall’Italia, la porta d’ingresso naturale resta Bangkok, una città che spesso viene vissuta solo come scalo ma che meriterebbe almeno due o tre giorni pieni. Bangkok non è una metropoli da osservare superficialmente: va capita per contrasti. Da un lato i grattacieli, i rooftop bar e i centri commerciali giganteschi; dall’altro i mercati tradizionali, i canali interni e le piccole cucine di strada che ancora rappresentano l’anima autentica della città. Il primo errore che molti fanno è sottovalutare le distanze urbane. Bangkok può risultare estenuante se affrontata male. Il consiglio è scegliere con attenzione la zona in cui soggiornare. Sukhumvit è perfetta per chi cerca hotel internazionali, ristoranti e nightlife. Riverside offre un’atmosfera più elegante e rilassata. Silom resta una soluzione strategica per chi vuole spostarsi facilmente tra business district e aree turistiche. Un aspetto spesso poco considerato riguarda il clima. La Thailandia non ha semplicemente una stagione secca e una piovosa: il meteo cambia molto a seconda delle aree geografiche. Il periodo generalmente migliore per visitare gran parte del Paese va da novembre a marzo, quando temperature e umidità sono più gestibili. Tra aprile e maggio, invece, il caldo può diventare particolarmente intenso, soprattutto nelle città. Dopo Bangkok, molti italiani si dirigono immediatamente verso il mare. Ma anche qui conviene ragionare per esperienze, non per nomi famosi. Le destinazioni del Golfo e quelle del Mare delle Andamane offrono vacanze molto diverse. Phuket resta l’isola più conosciuta e collegata, ideale per chi cerca comfort elevato, resort di livello internazionale e grande facilità logistica. Negli ultimi anni ha però consolidato una forte anima luxury, con beach club, hotel di design e un’offerta gastronomica sempre più sofisticata.
EN. Thailand remains one of the most desirable destinations for Italian travellers, but the reason goes far beyond its beaches or golden temples. The country’s true magic lies in its extraordinary ability to offer radically different experiences within a single journey: hyper-connected cities, tropical forests, postcard-perfect islands, rural villages and a millennia-old culture coexisting with surprising modernity.
For travellers arriving from Italy, the natural gateway is Bangkok, a city often treated merely as a stopover but deserving at least two or three full days. Bangkok is a city of contrasts: skyscrapers, rooftop bars and mega malls on one side; traditional markets, canals and vibrant street food culture on the other. One common mistake is underestimating urban distances. Bangkok can become exhausting if planned poorly. Choosing the right area to stay in makes all the difference. Sukhumvit is ideal for international hotels, dining and nightlife. Riverside offers a more elegant and relaxed atmosphere, while Silom remains strategically located.
Climate is another factor often misunderstood. Thailand does not simply have a dry and wet season—the weather varies significantly depending on the region. Generally, the best time to visit most of the country is from November to March, when temperatures and humidity are easier to manage. April and May can be particularly hot, especially in cities.
After Bangkok, many travellers head straight to the sea. Here too, choosing based on travel style rather than famous names makes a big difference. Gulf destinations and Andaman Sea islands offer very different experiences.
Damnoen Saduak, Thailand
Chi cerca un equilibrio tra servizi e atmosfera più rilassata guarda spesso a Koh Samui. L’isola ha un’identità più morbida rispetto a Phuket, con una forte presenza di wellness retreat, spa e strutture orientate al benessere. Non a caso è diventata una delle mete più apprezzate da chi cerca vacanze rigenerative. Per chi desidera invece una Thailandia più autentica, il consiglio è uscire dalle rotte più battute. Koh Yao Noi, situata tra Phuket e Krabi, rappresenta una delle sorprese più interessanti degli ultimi anni. Qui il ritmo rallenta drasticamente: niente caos, poco traffico, villaggi di pescatori e panorami spettacolari sulla baia di Phang Nga. Anche Krabi merita attenzione, soprattutto per chi ama un mix tra mare e paesaggi spettacolari. Le grandi formazioni calcaree che emergono dal mare sono diventate iconiche e regalano scenari quasi cinematografici. Railay Beach, raggiungibile solo via mare, resta uno dei luoghi più scenografici dell’intero Paese.
La Thailandia, però, non è soltanto mare. Il Nord rappresenta forse la parte più sottovalutata dai viaggiatori italiani. Chiang Mai offre un volto completamente diverso del Paese: più lento, spirituale e profondamente legato alle tradizioni. Qui il turismo non ruota intorno alle spiagge ma ai templi, ai mercati artigianali, alla cucina locale e al rapporto con la natura. Negli ultimi anni Chiang Mai è diventata anche un hub internazionale per digital nomads, creativi e pro-
Phuket remains the best-known and most connected island, ideal for travellers seeking comfort, international-standard resorts and easy logistics. In recent years it has strengthened its luxury identity with beach clubs, design hotels and increasingly sophisticated gastronomy. Those looking for a more balanced and relaxed atmosphere often choose Koh Samui. The island has a softer identity, with a strong focus on wellness retreats, spas and restorative travel experiences. For a more authentic Thailand, it is worth leaving the most popular routes. Koh Yao Noi, located between Phuket and Krabi, has become one of the country’s most interesting hidden gems. Life slows down dramatically here: little traffic, fishing villages and spectacular views over Phang Nga Bay. Krabi also deserves attention, especially for those who appreciate a mix of beaches and dramatic landscapes. Its limestone formations rising from the sea create almost cinematic scenery. Railay Beach, accessible only by boat, remains one of the country’s most spectacular locations. Thailand is not just about the sea. Northern Thailand is perhaps the most underrated region for Italian travellers. Chiang Mai offers a completely different side of the country: slower, more spiritual and deeply rooted in tradition. Tourism here revolves around temples, artisan markets, local
Bangkok Wat Arun,Thailand
Royal grand palace in Bangkok
fessionisti che lavorano da remoto. Questo ha portato all’apertura di boutique hotel, coworking di alto livello e concept café molto curati, creando un equilibrio particolare tra tradizione e contemporaneità.
Un tema che sta cambiando molto il turismo thailandese è la gastronomia. Per anni la cucina locale è stata percepita all’estero quasi esclusivamente attraverso pochi piatti iconici come Pad Thai o Tom Yum. In realtà il Paese possiede una ricchezza culinaria straordinaria, con forti differenze regionali. Il Nord predilige sapori più erbacei e speziature secche, il Sud introduce maggiore intensità aromatica, peperoncino e latte di cocco. Anche il rapporto con il lusso è cambiato profondamente. La Thailandia oggi non è più soltanto una destinazione “conveniente”. Rimane accessibile rispetto ad altre mete asiatiche premium, ma ha sviluppato un’offerta hospitality di livello altissimo. Brand internazionali e gruppi locali hanno alzato enormemente gli standard, soprattutto nel segmento resort e wellness. Per il viaggiatore italiano c’è poi un vantaggio importante: la qualità del servizio. L’ospitalità thailandese mantiene una naturale predisposizione all’accoglienza che continua a rappresentare uno dei principali asset del Paese. Il celebre sorriso thailandese non è soltanto uno stereotipo turistico, ma un elemento culturale profondamente radicato. Vale infine un consiglio pratico: non comprimere troppo l’itinerario. La Thailandia viene spesso affrontata cercando di vedere tutto in dieci giorni: Bangkok, templi, mare, escursioni, isole. Il risultato è spesso un viaggio frammentato. Molto meglio scegliere due anime del Paese e viverle bene: città e mare, Nord e Sud, oppure metropoli e wellness retreat. Il vero lusso in Thailandia, oggi, non è accumulare tappe, ma concedersi tempo. Tempo per fermarsi in un mercato al tramonto, per osservare il traffico dei longtail boat lungo un canale, per gustare uno street food preparato davanti ai propri occhi o per ascoltare il silenzio di un tempio alle prime luci del mattino.
cuisine and nature. In recent years Chiang Mai has also become an international hub for digital nomads, creatives and remote professionals. This has encouraged the growth of boutique hotels, premium coworking spaces and highly curated cafés.
Thai gastronomy is another evolving dimension.
For years, Thai cuisine abroad was reduced to a handful of iconic dishes such as Pad Thai or Tom Yum. In reality, the country offers extraordinary culinary diversity with strong regional differences. Northern cuisine leans toward herbs and dry spices, while the South embraces stronger aromatics, chilli and coconut milk. Luxury travel in Thailand has also evolved significantly. The country is no longer just a “cheap destination.” While still accessible compared with other premium Asian destinations, Thailand now offers worldclass hospitality. International brands and local groups have dramatically raised standards, especially in resorts and wellness experiences. Italian travellers also benefit from one key factor: service quality. Thai hospitality retains a natural warmth and attentiveness that remains one of the country’s greatest strengths. The famous Thai smile is not merely a tourism cliché but a deeply rooted cultural trait.
One final practical recommendation: avoid overloading the itinerary. Thailand is often approached with the goal of seeing everything in ten days—Bangkok, temples, islands, beaches, excursions. The result is frequently a fragmented journey.
A better approach is to choose two distinct sides of the country and experience them fully. Today, Thailand’s real luxury is not about ticking off destinations, but about allowing time—time to pause at a market at sunset, watch longtail boats moving along canals, enjoy street food prepared before your eyes, or absorb the silence of a temple at sunrise.
Ko Angthong islands in Thailand
SARDEGNA SEGRETA
Dove il mare incontra la Sardegna più autentica, tra scogliere selvagge, borghi sospesi e ritmi dimenticati.
SECRET SARDINIA | Where the sea meets Sardinia’s most authentic soul, among wild cliffs, suspended villages and forgotten rhythms.
di Rajan Gualtieri
Praia da Bordeira, Algarve, Portugal
Quando si pensa alla Sardegna, l’immaginario corre quasi sempre verso le stesse immagini: yacht ormeggiati in Costa Smeralda, spiagge iconiche come La Pelosa o Cala Brandinchi, acque turchesi e lidi affollati nei mesi centrali dell’estate. Eppure esiste un’altra Sardegna, meno fotografata ma spesso molto più intensa da vivere. Una Sardegna che richiede tempi più lenti, strade panoramiche percorse senza fretta e una disponibilità a lasciarsi sorprendere.
Uno dei territori che meglio rappresenta questa dimensione è l’Ogliastra, sulla costa centro-orientale dell’isola. Per molti sardi è da sempre uno dei luoghi più affascinanti del territorio regionale, ma al di fuori dell’isola continua a essere relativamente poco conosciuta. Qui il mare convive con montagne severe, canyon, grotte e altopiani, creando un paesaggio raro nel Mediterraneo: nel raggio di pochi chilometri si passa da falesie verticali a boschi antichi, da spiagge di ciottoli bianchi a paesi arroccati nell’entroterra.
L’Ogliastra ha anche una particolarità che incuriosisce studiosi di tutto il mondo: rientra nelle cosiddette “Blue Zones”, le aree del pianeta con la più alta concentrazione di ultracentenari. In comuni come Villagrande Strisaili, Perdasdefogu o Seulo, la longevità non viene interpretata come un semplice dato genetico, ma come il risultato di un equilibrio tra alimentazione, movimento quotidiano, relazioni sociali e ritmo di vita. Per il viaggiatore questo si traduce in qualcosa di percepibile: qui il tempo sembra davvero scorrere in modo diverso.
Tra le località costiere più interessanti c’è Santa Maria Navarrese, piccola e raccolta, perfetta come base per esplorare l’area. Ha il vantaggio di offrire servizi, porto turistico e una dimensione ancora autentica, senza perdere il contatto con il paesaggio naturale. Da qui partono molte escursioni in barca verso il Golfo di Orosei, uno dei tratti costieri più spettacolari d’Europa.
Il Golfo di Orosei è famoso per cale che sembrano quasi irraggiungibili. Cala Goloritzé, con il suo pinnacolo calcareo alto oltre 140 metri, è diventata un simbolo della Sardegna più selvaggia. Raggiungerla richiede impegno: o via trekking oppure via mare con accessi contingentati. Ed è proprio
EN. When people think of Sardinia, the same images usually come to mind: yachts moored in Costa Smeralda, iconic beaches such as La Pelosa or Cala Brandinchi, turquoise waters and crowded shores during peak summer. Yet there is another Sardinia—less photographed, but often far more rewarding to experience. It is a Sardinia that demands slower rhythms, scenic roads travelled without hurry, and a willingness to be surprised.
One region that perfectly embodies this spirit is Ogliastra, on the island’s central-eastern coast. For many Sardinians, it has long been one of the most fascinating areas of the island, yet outside Sardinia it remains relatively unknown. Here the sea coexists with dramatic mountains, canyons, caves and plateaus, creating a rare Mediterranean landscape where vertical cliffs, ancient forests, white pebble beaches and hilltop villages all coexist within a short distance.
Ogliastra also holds a remarkable distinction: it belongs to the world’s so-called Blue Zones, regions with exceptionally high concentrations of centenarians. In towns such as Villagrande Strisaili, Perdasdefogu and Seulo, longevity is not seen merely as genetics but as the result of balanced nutrition, daily movement, strong social bonds and a slower pace of life. Visitors can sense this almost immediately: time seems to flow differently here.
Among the most interesting coastal villages is Santa Maria Navarrese, a small yet charming town that serves as an excellent base for exploring the area. It offers good services, a marina and an authentic atmosphere while remaining deeply connected to nature. From here, many boat excursions depart toward the Gulf of Orosei, one of Europe’s most spectacular stretches of coastline.
The Gulf of Orosei is famous for coves that feel almost unreachable. Cala Goloritzé, with its 140-metre limestone pinnacle, has become a symbol of Sardinia’s wild side. Reaching it requires effort, either via trekking or by sea with restricted access. That difficulty helps preserve its magic.
Cala Mariolu, with its tiny white pebbles and crystal-clear waters, offers stunning colours that shift throughout the day.
Cala Luna, framed by vast natural caves, remains one of the
Baia dei Gabbiani, Sardegna
questa difficoltà a preservarne il fascino. Cala Mariolu, con i suoi minuscoli sassolini bianchi e l’acqua trasparente, regala sfumature cromatiche che cambiano durante la giornata. Cala Luna, incorniciata da grandi grotte naturali, rimane una delle baie più scenografiche dell’intero Mediterraneo. Ma limitarsi al mare sarebbe un errore. La Sardegna meno conosciuta si scopre anche all’interno. Baunei, per esempio, è un balcone naturale affacciato sul blu. Il paese è diventato negli ultimi anni una meta molto amata dagli appassionati di trekking, grazie ai percorsi che portano al Selvaggio Blu, considerato uno dei trekking più impegnativi e spettacolari d’Italia. Chi cerca invece esperienze più contemplative può spingersi nei piccoli borghi dell’entroterra ogliastrino. Ulassai merita una tappa speciale. Negli ultimi anni questo paese ha saputo costruire un’identità culturale sorprendente, legata soprattutto all’opera dell’artista Maria Lai. Il suo lascito è ancora visibile nel tessuto urbano, dove arte contemporanea, tradizione e paesaggio dialogano in modo raro. La Sardegna segreta non è fatta solo di luoghi, ma anche di rituali quotidiani. In molti piccoli centri il pane viene ancora preparato secondo gesti tramandati da
most scenic bays in the Mediterranean. Yet focusing only on the sea would be a mistake. Sardinia’s hidden side is equally compelling inland. Baunei, for example, overlooks the sea like a natural balcony. In recent years it has become a favourite among trekking enthusiasts thanks to routes leading to Selvaggio Blu, widely considered one of Italy’s most spectacular and demanding hikes.
Those seeking a more contemplative experience should venture into Ogliastra’s inland villages. Ulassai deserves special mention. In recent years, this small town has developed a remarkable cultural identity closely tied to the work of artist Maria Lai. Her legacy remains visible throughout the village, where contemporary art, tradition and landscape interact in extraordinary harmony. Secret Sardinia is not only about places but also about daily rituals. In many villages, bread is still made using techniques passed down through generations. Pane carasau, originally created for shepherds because of its long shelf life, remains far more than a culinary product. The same is true for culurgiones, the traditional stuffed pasta sealed by hand with a characte-
Red Rocks in Arbatax, Sardinia
O cina BV Milano - Via Rovello, 18 - 20121 - Milano
O cina BV Milano
Eleganza Quotidiana
generazioni. Il pane carasau, nato come alimento dei pastori per la lunga conservazione, continua a rappresentare molto più di un semplice prodotto gastronomico. Lo stesso vale per i culurgiones ogliastrini, pasta ripiena chiusa a mano con una caratteristica cucitura a spiga che richiede abilità e precisione.
Anche l’esperienza balneare qui cambia rispetto alle mete più celebri del nord Sardegna. Il consiglio, se possibile, è evitare le ore centrali e vivere il mare all’alba o nel tardo pomeriggio. In Ogliastra la luce trasforma completamente il paesaggio: le falesie assumono tonalità dorate, il mare passa dal turchese al blu profondo e le spiagge ritrovano una dimensione quasi intima. Per chi ama guidare, una delle esperienze più sottovalutate è percorrere la strada panoramica tra Baunei, Arbatax e Santa Maria Navarrese. Curve, scorci improvvisi e punti panoramici regalano una Sardegna diversa da quella da cartolina: meno patinata, più vera. Arbatax, spesso conosciuta soprattutto come porto di collegamento, merita a sua volta attenzione.
Le celebri Rocce Rosse, formazioni di porfido che emergono dal mare con tonalità intense, creano un contrasto visivo spettacolare soprattutto al tramonto. È uno di quei luoghi in cui natura e materia sembrano raccontare la storia geologica dell’isola. Un altro aspetto poco noto riguarda la stagionalità. La Sardegna meno conosciuta dà il meglio non necessariamente ad agosto, ma nei mesi di giugno, settembre e persino ottobre. Il mare conserva temperature piacevoli, l’affluenza cala sensibilmente e l’isola torna a mostrare il suo ritmo naturale.
Scegliere la Sardegna segreta significa anche cambiare approccio alla vacanza. Non puntare a “vedere tutto”, ma lasciare spazio all’imprevisto: una caletta trovata per caso, una trattoria di paese, una festa patronale, un racconto ascoltato da chi vive lì da sempre. È spesso in questi momenti che l’isola mostra il suo volto più autentico. La vera ricchezza dell’Ogliastra, e più in generale della Sardegna meno conosciuta, è forse proprio questa: la capacità di offrire bellezza senza ostentarla. Qui il lusso non è l’esclusività costruita, ma lo spazio, il silenzio, il tempo.
HAPPY TRAVELS!
BUON VIAGGIO!
ristic wheat-spike pattern requiring patience and skill. Even the beach experience differs from the more famous northern destinations. Whenever possible, the best advice is to avoid midday and enjoy the sea at sunrise or late afternoon. In Ogliastra, light completely transforms the landscape: cliffs turn golden, the sea shifts from turquoise to deep blue, and beaches regain an intimate atmosphere.
For those who love driving, one underrated experience is the panoramic road linking Baunei, Arbatax and Santa Maria Navarrese. Curves, sudden viewpoints and breathtaking landscapes reveal a Sardinia far removed from glossy postcards—less polished, more authentic.
Arbatax, often known mainly as a ferry port, also deserves attention. Its famous Red Rocks, striking porphyry formations rising from the sea, create a dramatic visual contrast, especially at sunset. It is one of those places where nature and raw matter seem to narrate the island’s geological story.
Another little-known factor is seasonality. Secret Sardinia is not necessarily at its best in August, but rather in June, September and even October. Sea temperatures remain pleasant, crowds drop significantly, and the island returns to its natural rhythm. Choosing Sardinia’s hidden side also means changing the way you travel. Rather than trying to see everything, leave room for the unexpected: a hidden cove, a countryside trattoria, a village festival, or a conversation with a local. Those moments often reveal the island’s most authentic soul.
Cala Mariolu, Sardegna
LE ISOLE DELL’ISOLA
di Rita Leone
Eccomi di nuovo in barca per iniziare una nuova avventura che dura da oltre sessant’ anni. A 14 anni ho deciso che volevo imparare ad andare in barca a vela e oggi, a 75, continuo a navigare. Per anni ho noleggiato cabinati a vela e ho accompagnato decine di persone a scoprire questo mondo che può affascinarti e te ne innamori come è successo a me, oppure lo senti ostile, ne hai paura e non vedi l’ora di finire questa esperienza. Ora navigo su un Bavaria 39, barca molto affidabile, come il suo armatore Marco, un buon amico con il quale andare alla scoperta di posti incontaminati. A luglio, la barca è in Sardegna per un mese, circa. “Marco, che ne dici se per un paio di settimane facciamo le isole dell’Isola?” mi guarda con aria interrogativa e io proseguo sorridendo “la tappa di cambio equipaggio la facciamo ad Alghero, giusto?” lui annuisce e cerca di seguire il mio pensiero: “Perfetto, a sud, nell’oristanese c’è un’isola disabitata, parco marino, dove sono stata quarant’anni fa! Penso che sarebbe bello andare a rivederla. Poi, risalendo e superando nuovamente Alghero possiamo approdare su diverse isole minori, quasi tutte riserve naturali, penso all’Asinara e all’isola Piana. È luglio e probabilmente in queste zone ci sono meno imbarcazioni e ci potremmo godere un po’ di pace! Che ne dici?” “Mi hai convinto, andiamo!”
Due giorni dopo, arrivo ad Alghero con volo diretto da Milano Linate in poco più di 1 ora (e ho anche usufruito dello sconto per gli “over 65”!). Poi, un bus, in circa 30 minuti, dall’aeroporto mi porta a Marina di Alghero, dove Marco mi aspetta. Ha già stabilito l’itinerario: tappe di 20-25 miglia, per goderci le baie che incontreremo, in tutto relax. Parola d’ordine: dormire in rada! Tutte le volte che le condizioni meteo lo permetteranno si dormirà in rada, per goderci il silenzio, i colori dei tramonti e i profumi intensi del mirto e delle altre piante della macchia mediterranea.Quindi, ecco l’equipaggio al completo, 4 persone, pronti per fare la lista della cambusa, la cassa comune e andare a uno dei numerosi supermercati della città. È importantissimo che le persone a bordo non rinuncino alle proprie abitudini,
THE ISLANDS OF THE ISLAND
EN. Here I am again, stepping aboard to begin a new adventure – one that has lasted for more than sixty years. When I was fourteen, I decided I wanted to learn how to sail, and now, at seventy-five, I’m still out on the water.
For years I chartered cabin sailboats and introduced dozens of people to this world. Some fall completely under its spell, just as I did, while others find it hostile, feel intimidated by it, and can’t wait for the experience to end. These days, I sail on a Bavaria 39, a very reliable boat, just like her owner Marco, a good friend and the perfect companion for exploring unspoiled places. In July, the boat spends about a month in Sardinia. “Marco, what do you think about spending a couple of weeks exploring the islands around the Island?” I ask. He looks at me quizzically, and I continue with a smile. “The crew change is in Alghero, right?” He nods, trying to follow my train of thought. “Perfect. Down south, in the Oristano area, there’s an uninhabited island that’s part of a marine reserve. I visited it forty years ago, and I’d love to see it again. Then, after sailing back north past Alghero, we could stop at several smaller islands, most of them protected nature reserves. I’m thinking of Asinara and Isola Piana. It’s July, so there will probably be fewer boats in those waters, and we might even enjoy a bit of peace and quiet. What do you think?”
“You’ve convinced me. Let’s go!” Two days later, I arrive in Alghero on a direct flight from Milan Linate, taking just over an hour (and I even took advantage of the over-65 discount!). From the airport, a thirty-minute bus ride brings me to Marina di Alghero, where Marco is waiting for me. He has already planned the itinerary: daily legs of twenty to twenty-five nautical miles, leaving plenty of time to enjoy the bays we’ll encounter, all at a relaxed pace. Our motto is simple: sleep at anchor. Whenever the weather allows, we’ll spend the night in midstream, enjoying the silence, the colours of the sunsets, and the intense scents of myrtle and the other plants of the Mediterranean scrub. Our crew is now complete: four people, ready to draw up the shopping list, collect the common fund, and head to one of the city’s many supermarkets. It’s important that life on board doesn’t force people to give up their usual habits unless absolutely necessary. Of course, you can’t expect fresh bread every morning if you’re only going ashore every three or four days! Back on the boat, we put away the provisions with Marco’s help. As a good skipper and host, he knows exactly where everything should go. By now, evening has fallen and to reward ourselves for the work we’ve done, we decide to go out for dinner. Luckily, Alghero offers plenty of excellent restaurants to choose from. Today, we set sail. After filling up with water and fuel, we’re ready for the adventure. A N/W wind, the last trace of the Mistral that had been blowing over the previous days, leads us to Bosa, five hours and twenty-four nautical miles late. The bay in front
se non strettamente necessario. Certo non si può pretendere di avere il pane fresco tutte le mattine, se si va a terra ogni 3-4 giorni! Tornati in barca “cambusiamo” tutto con l’aiuto di Marco che da buon padrone di casa sa come sistemare le provviste. Ormai si è fatta sera e, per gratificarci del lavoro fatto, decidiamo di uscire a cena. Per il ristorante non c’è che l’imbarazzo della scelta. Oggi si parte! Dopo aver fatto rifornimento di acqua e carburante, siamo pronti per l’avventura. Vento N/W, residuo di maestrale che c’era nei giorni precedenti, si decide di fare tappa a Bosa, dove arriviamo in 5 ore circa e 24 miglia fatte. La baia di fronte alla spiaggia è ben protetta e ci permette di dare ancora e fermarci. Notte in rada, la prima di una lunga serie. Questo è uno degli aspetti più belli di andare per mare: il silenzio che entra nelle orecchie e il corpo che si rilassa guardando le stelle! Il secondo giorno inizia, almeno per me, con un tuffo in un mare trasparente e freschino! Colazione in pozzetto ed eccomi pronta per ripartire. Il vento non è cambiato, superiamo capo Mannu e in lontananza ci appare l’Isola di Mal di Ventre, o Maluentu (cattivo vento), come probabilmente si chiamava in origine. È un’isola piatta, di 80 h e fa parte dell’Area Marina Protetta “Penisola del Sinis”. A Nord dell’isola si vedono delle barche al gavitello. Ne troviamo anche noi uno libero e ormeggiamo. Al massimo possono starci 10 barche della nostra dimensione. Meglio prenotare se si viene nel fine settimana o in agosto. Sono passati 40 anni da quando sono stata sull’isola, arrivati in gommone, trovammo un piccolo gioiello di natura incontaminata. Spero che sia ancora così. È ancora disabitata, come allora, mentre ci avviciniamo guardo l’acqua del mare, sembra di essere in un’immensa piscina, acqua trasparente e macchie di Poseidonia che cresce indisturbata. Sono curiosa di vedere l’isola e quindi chiedo a Marco se possiamo andare a riva con il tender. Mi ha letto nel pensiero, non mi fa neanche finire la richiesta che già ha preso il motore fuoribordo da installare sul gommone! È tutto come nei ricordi: roccia granitica, profumi mediterranei e distese di… aglio!
Rimaniamo qui 2 giorni e 2 notti. Quando ci ricapita di avere un’oasi di pace come questa a luglio? Ripartiamo a malincuore. Ci aspetta un primo rientro ad Alghero per carburante, acqua e cambio di persone a bordo. Nuovamente ci fermiamo a Bosa, ma questa volta attracchiamo all’inglese nel porto canale (si può stare gratuitamente per 1 notte), così da poter visitare Bosa. Una bella passeggiata ed eccoci in città: tante case colorate, sovrastate da un grande castello. L’indomani ci svegliamo con cielo nuvoloso e piatta di vento. Usciti dal porto canale abbiamo 10-12 nodi e vento portante. In poche ore arriviamo a Alghero Fertilia, a Cala Lazzaretto, dove diamo ancora. Il tempo è migliorato, si può fare l’ennesimo bagno e decidere di concederci ancora una notte di pace in rada. Da oggi rimaniamo in 3 per qualche giorno.
of the beach is well sheltered, allowing us to drop anchor for the night. It’s the first of many nights at anchor. This is one of the greatest pleasures of life at sea: the silence filling your ears while your body relaxes beneath a sky full of stars. The second day begins, at least for me, with a swim in the clear, cool water. Breakfast is served in the cockpit, and soon we’re under way again. The wind hasn’t changed.
We round Capo Mannu, and in the distance Mal di Ventre Island comes into view – or Maluentu, “bad wind,” as it was probably called originally. It’s a flat island covering about eighty hectares and forms part of the Sinis Peninsula Marine Protected Area. On its northern side we can see several boats moored to buoys. Luckily, we find one free and tie up. Only about ten boats of our size can stay here, so booking ahead is advisable during weekends or in August. Forty years have passed since my first visit. Back then, we landed by inflatable dinghy and discovered a tiny jewel of untouched nature. I hope it is still the same. As we approach, I realise that it is. The island is still uninhabited. Looking down at the water, it feels as though we’re floating in a giant swimming pool, with crystal-clear seas and patches of Posidonia seagrass growing undisturbed. I’m eager to explore the island, so I ask Marco if we can go ashore with the tender. He has already guessed what I’m thinking. Before I can even finish asking, he’s taking out the outboard motor to fit it onto the dinghy. Everything is exactly as I remember it: granite rocks, Mediterranean fragrances, and fields of... wild garlic! We stay here for two days and two nights. How often do you get to enjoy an oasis of peace like this in the middle of July? We leave reluctantly. It’s time to return to Alghero for fuel, fresh water, and a crew change.
Once again, we stop in Bosa, but this time we moor alongside in the canal harbour, where it’s possible to stay free of charge for one night, giving us the chance to visit the town. A pleasant walk brings us into the historic centre, with its colourful houses overlooked by a magnificent castle.
The following morning we wake to cloudy skies and almost no wind. Once out of the canal harbour, however, we have 10-12 knots and quartering wind and within a few hours we reach Cala Lazzaretto, near Alghero Fertilia, where we drop anchor. The weather has improved, making it the perfect excuse for yet another swim and another peaceful night at anchor.
From today on, there are only three of us aboard. Anna has left, and we’re preparing to sail to Asinara Island. We round Capo Caccia, and the wind allows us to sail downwind. To reach the island, we must pass through a narrow channel called I Fornelli, between Asinara and Isola Piana, following a transit marked by two black beacons with white stripes. Two much larger yachts are about to make the passage, and we simply follow them. A completely new landscape opens before us. Asinara is long and narrow, with low hills and sparse vegetation. It
Isola di Mal Di Ventre
Anna è partita e noi ci prepariamo per andare all’isola dell’Asinara. Superiamo Capo Caccia, il vento ci permette di navigare in poppa. Per raggiungere l’isola c’è un passaggio, “i Fornelli”, tra Asinara e Isola Piana, che dobbiamo fare con un allineamento tra 2 dromi neri con barra bianca. Due barche molto più grandi della nostra si preparano per passare e noi le seguiamo. Ed eccoci di fronte a un nuovo panorama. L’Asinara è un’isola lunga e stretta, con limitate montuosità e bassa vegetazione. Il suo nome è dato dalla presenza di molti asinelli che ci danno il benvenuto. Area protetta, con alcune baie preposte all’ancoraggio tramite gavitelli. Ne troviamo uno libero a Baia Bianco, accanto a Baia Oliva dove si deve arrivare con il tender per poter visitare l’isola. Il tramonto è spettacolare e, più tardi, una coperta di stelle e i ragli degli asinelli ci augurano una buona nottata. Un nuovo giorno ci accoglie con la curiosità di visitare l’ex carcere, in funzione fino al 1985. Unici abitanti del territorio erano poliziotti e asini. Ora gli abitanti sono gli asini e un artista che crea bellissime sculture lignee a tema marino e i proprietari di una locanda/ristorante dove si può dormire e mangiare.
Sulla strada che ci porta al penitenziario si trova la casa dell’artista, provo a suonare, non c’è, peccato, mi avrebbe fatto piacere conoscerlo.
Continuiamo la salita, un leprotto ci taglia la strada veloce, ma allora non ci sono solo asini! La visita al penitenziario è interessante perché si ritrova la struttura originale: i magazzini, l’infermeria, le celle, la scuola; bello pensare che qualcuno abbia ripreso studi interrotti o mai iniziati! Girando nell’edificio arrivo in due stanze che ospitano le opere di Enrico Mereu, lo scultore del legno. Non solo sono belle, dobbiamo pensare che il legno usato viene dal mare, portato dalle onde e dalle correnti, non abbattendo alberi ancora in vita. Ritorniamo a bordo, è tempo di ritorno. Facciamo tappa a Castelsardo, in porto, perché vengono a trovarci degli amici che ci hanno promesso… spaghetti cozze e bottarga! Il giorno successivo, viste le condizioni favorevoli, approfittiamo per ancorare all’Isola Piana, che si trova tra l’Asinara e la spiaggia più fotografata della Sardegna : “la Pelosa”. Questa spiaggia ha un numero di visitatori contingentato: 1500 al giorno. Meglio l’isola, bassa e senza rilievi che crea un panorama di bellezza caraibica, protetta da Capo Falcone. L’acqua è di una trasparenza inimmaginabile e moltitudini di occhiate fanno festa intorno alla barca. Emozionante! Ormai il viaggio sta per finire, almeno per me che devo rientrare a Milano per qualche settimana. Approfittiamo del mare calmo e del vento favorevole per regalarci ancora una notte in rada, a “Le Bombarde”, poche miglia da Alghero. È tempo di riflessioni, che dire? Bello girovagare, scoprendo che anche in piena stagione si può trovare pace, relax, paesaggi invidiabili e profumi inebrianti. Buon vento a tutti coloro che vorranno provare.
Il diario che avete appena letto ha vinto, insieme ad altri quattro, il Premio Letterario per Caso TV, pensato per celebrare la nostra tv digitale dedicata ai viaggi.
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takes its name from the many white donkeys that seem to welcome us ashore. The island is a protected area, with designated mooring buoys in several bays. We find one available in Baia Bianco, next to Baia Oliva, from where visitors can go ashore by tender. The sunset is spectacular, and later that night a blanket of stars and the braying of the donkeys wish us sweet dreams.
A new day begins with our curiosity leading us to visit the former prison, which remained in operation until 1985. For many years, the island’s only inhabitants were prison officers and donkeys. Today, the donkeys remain, joined by a local artist who creates beautiful marine-themed wooden sculptures and by the owners of a small inn and restaurant where visitors can eat and stay overnight.On the road leading to the prison stands the artist’s home. I knock on the door, but nobody is there. I would have loved to meet him.
As we continue uphill, a hare darts across the path. So, there are more than just donkeys here! The prison tour is fascinating because much of the original structure has been preserved: the warehouses, the infirmary, the cells, and even the school. It’s nice to imagine that someone might have resumed studies that had been interrupted or perhaps never even begun. While wandering through the buildings, I come across two rooms displaying the works of Enrico Mereu, the wood sculptor. His creations are not only beautiful, but also sustainable: the wood he uses comes from the sea, carried ashore by waves, without cutting down living trees. We return to the boat. It’s time to head back. We stop at Castelsardo harbour because some friends are coming to visit us, bringing what they’ve promised: spaghetti with mussels and bottarga. The next day, with the weather still on our side, we take the opportunity to anchor off Isola Piana, which lies between Asinara and Sardinia’s most photographed beach, La Pelosa. Access to La Pelosa is limited to 1,500 visitors a day.
We prefer the island itself: low and flat, protected by Capo Falcone, creating a Caribbean-like landscape of extraordinary beauty. The water is unbelievably clear, and schools of saddled seabream dance around the boat. Magical!
The journey is almost over, at least for me, as I have to return to Milan for a few weeks. Taking advantage of the calm sea and favourable wind, we treat ourselves to one final night at anchor off Le Bombarde, just a few miles from Alghero. It’s time for a few reflections. What can I say? It’s wonderful to wander, discovering that even in the height of the tourist season it’s still possible to find peace, relaxation, breathtaking scenery, and heady scents.
Fair winds to everyone who decides to give it a try.
The diary you have just read won, together with four others, the Per Caso TV Literary Prize, created to celebrate our digital travel TV channel.
C’È TUTTO UN MONDO FRIULI VENEZIA GIULIA
C’È TUTTO UN MONDO DI ROMANTICISMO
Un abito bianco, una promessa preziosa, un bacio. Un panorama mozzafiato ad incorniciare la vostra storia, insieme ai sorrisi delle persone più care, in uno spettacolo naturale che chiamiamo amore. C’è tutto un mondo di romanticismo, in Friuli Venezia Giulia
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IN NORMANDIA SULLE ORME DI CLAUDE MONET
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Claude Monet è tra i pittori più famosi al mondo e proprio nel 2026 si celebra il centenario della sua morte, avvenuta il 5 dicembre 1926 a Giverny, in Normandia. La casa-atelier dove visse per ben quarant’anni oggi, insieme al suo celebre giardino e alle ninfee, è uno dei musei più visitati di Francia, ma in tutto il dipartimento del Nord della Francia, si possono ripercorrere le orme del suo passaggio. Il fondatore della pittura Impressionista francese ha dipinto i suggestivi panorami della valle della Senna, l’Eure, una regione agricola che sorprende per i suoi tesori naturali, storici e culturali. Esplorare la zona e partecipare agli eventi del Festival Impressionista della Normandia è uno dei più bei viaggi che si possano fare d’estate. Il viaggio prende il via da Le Havre, il luogo dove Monet dipinse “Impressione, sole nascente”, l’opera più iconica che diede il nome al movimento. Il Museo d’Arte Moderna André Malraux (MuMa) ospita la seconda più grande collezione di opere Impressioniste di Francia, dopo il Musée d’Orsay di Parigi. Nell’ambito del Festival Impressionista della Normandia, viene
IN NORMANDY, FOLLOWING IN CLAUDE MONET’S FOOTSTEPS
EN. Claude Monet is among the most celebrated painters in the world, and 2026 marks the centenary of his death, which occurred on December 5, 1926, in Giverny. The housestudio where he lived for forty years is now, together with its famous gardens and water lilies, one of the most visited museums in France. Yet throughout this region of northern France, visitors can still retrace the footsteps of the master. The founder of French Impressionism painted the evocative landscapes of the Seine Valley and the Eure region, an agricultural territory that surprises visitors with its natural, historical, and cultural treasures. Exploring the area and taking part in the Normandy Impressionist Festival is one of the most rewarding summer journeys imaginable. The itinerary begins in Le Havre, where Monet painted Impression, Sunrise, the iconic work that gave
organizzata una mostra di circa cento opere che l’artista dedicò agli anni della sua formazione proprio nella città portuale. Da qui si prosegue per Les Andelys, un borgo che offre un magnifico panorama sulla valle della Senna, con il Castello di Gaillard, l’iconica fortezza – ormai in rovina - di Riccardo Cuor di Leone. L’affascinante quartiere di Petit-Andely è ricco di ristoranti, negozi di souvenir e gallerie d’arte. Si prosegue, poi, verso Vernon, a soli 25 minuti da Les Andelys. Passeggiando in questa incantevole cittadina si scoprono i suoi tesori storici: la Torre degli Archivi, un residuo del castello fortificato di Filippo Augusto, l’antico mulino e altri siti di interesse storico. Questa è anche l’occasione per visitare il Museo Blanche-Hoschedé-Monet e ammirare la mostra “Lionel Sabatté – Mémoire de limon”, un omaggio a Claude Monet. Infinite, si raggiunge Giverny - anche in autobus, in bicicletta o a piedi - per esplorare questo luogo iconico dell’Impressionismo. Si può visitare la casa di Monet ed esplorare soprattutto i giardini, dove ammirare le famose ninfee, i ponti giapponesi e le aiuole che ispirarono la sua grande serie di dipinti. Nella cittadina di Giverny c’è anche il Museo dell’Impressionismo. Per una full immersion di arte che ricorderete per tutta la vita.
the movement its name. The Musée d’Art Moderne André Malraux (MuMa) houses the second-largest collection of Impressionist works in France, after Paris’s Musée d’Orsay. As part of the Normandy Impressionist Festival, the museum hosts an exhibition featuring around one hundred works dedicated to Monet’s formative years in the port city.
From there, the journey continues to Les Andelys, a charming village offering magnificent views over the Seine Valley, dominated by the iconic ruins of Château Gaillard, the fortress built by Richard the Lionheart. The picturesque district of Petit-Andely is filled with restaurants, souvenir shops, and art galleries. The next stop is Vernon, just 25 minutes away. Walking through this enchanting town reveals its historical treasures: the Archive Tower, a remnant of the fortified castle of Philip II of France, the old mill, and other heritage landmarks. It is also an opportunity to visit the Musée Blanche HoschedéMonet and admire the exhibition Lionel Sabatté – Mémoire de limon, a tribute to Monet. Finally, the journey reaches Giverny—accessible by bus, bicycle, or on foot—to explore one of Impressionism’s most iconic places. Visitors can tour Monet’s house and, above all, his gardens, where the famous water lilies, Japanese bridges, and flowerbeds that inspired his masterpieces still bloom. Giverny is also home to the Museum of Impressionisms Giverny, completing an artistic immersion that will remain unforgettable.
Incastonato nel cuore selvaggio delle Dolomiti di Brenta, il Lago di Tovel compare tra gli abeti e offre uno spettacolo emozionante che da solo vale il viaggio. All’interno del parco naturale Adamello, a 1.178 metri di quota, è uno dei luoghi simbolo della Val di Non e di tutto il Trentino. Nelle giornate senza vento, la superficie diventa così immobile da rendere difficile distinguere le montagne dalla loro immagine riflessa sull’acqua. Questo specchio d’acqua cela alcune leggende: dal mito del “lago rosso” alla fiaba di una principessa. Per scoprire, però, bisogna andarci. L’accesso è limitato ed è necessario prenotare il parcheggio e le navette online.
Nestled in the wild heart of the Brenta Dolomites, Lake Tovel appears among the fir trees as a breathtaking spectacle worth the journey on its own. Located within the Adamello Brenta Natural Park at 1,178 meters above sea level, it is one of the symbolic landmarks of Val di Non and of all Trentino. On windless days, the lake’s surface becomes so still that it is almost impossible to distinguish the surrounding mountains from their reflections in the water. This mirror-like lake is also steeped in legend—from the myth of the “red lake” to the tale of a princess. To uncover its mysteries, however, you must visit in person. Access is limited, and parking as well as shuttle services must be booked online in advance.
Nel centro storico di Tirano, in Valtellina, Palazzo Salis, costruito tra il 1630 e il 1703, è una delle residenze nobiliari più importanti e suggestive delle Alpi. Da quasi 500 anni questo straordinario palazzo appartiene alla famiglia Salis (oggi Sertoli Salis) e conserva intatto il fascino della sua storia, tra sale affrescate, arredi d’epoca e uno dei più celebri giardini all’italiana della Lombardia. Grazie a un lungo e accurato intervento di restauro durato vent’anni, oggi il palazzo ha riaperto le porte al pubblico per la stagione 2026 e costituisce una delle principali attrazioni culturali della provincia di Sondrio. Un gioiello incastonato tra le montagne.
In the historic center of Tirano, in Valtellina, Palazzo Salis—built between 1630 and 1703—is one of the most important and evocative noble residences in the Alps. For nearly 500 years, this extraordinary palace has belonged to the Salis family (today the Sertoli Salis family), preserving the charm of its history through frescoed rooms, period furnishings, and one of Lombardy’s most celebrated Italian-style gardens. Thanks to a meticulous restoration lasting twenty years, the palace reopened to the public for the 2026 season and is now one of the leading cultural attractions in the province of Sondrio. A true jewel nestled among the mountains.
Nel cuore del Roero, il Castello di Monticello, un maniero dell’XI secolo che sorge in posizione panoramica nel cuore delle colline patrimonio Unesco e che quest’anno festeggia i 650 anni, conserva intatto il suo fascino, grazie alla famiglia dei Conti Roero che, ininterrottamente dal 1376, ancora lo abita. D’estate apre le porte all’arte contemporanea con “I racconti dell’acqua. Sculture nel paesaggio tra natura e artificio”, una mostra diffusa nella natura del parco secolare firmata dal collettivo internazionale Cracking Art. Protagoniste sono 68 sculture di animali giganteschi e colorati sparsi in tutto il magnifico parco all’inglese, progettato nel 1827 dal paesaggista Xavier Kurten: delfini, pinguini, oche selvatiche, rane, tartarughe, chiocciole e persino un elefante. Il castello e il parco sono aperti al pubblico, l’interno è visitabile solo con una guida.
Info: https://www.roerodimonticello.it/
THE CASTLE
In the heart of the Roero stands Castello di Monticello, an 11th-century manor perched on the UNESCO-listed hills, celebrating its 650th anniversary this year. The castle has preserved its timeless charm thanks to the Roero family, who have lived there continuously since 1376. During summer, it opens its doors to contemporary art with Tales of Water: Sculptures in the Landscape Between Nature and Artifice, an exhibition spread across the natural setting of the centuries-old park, created by the international collective Cracking Art. The exhibition features 68 giant colorful animal sculptures scattered throughout the magnificent English-style park designed in 1827 by landscape architect Xavier Kurten: dolphins, penguins, wild geese, frogs, turtles, snails, and even an elephant. The castle and park are open to the public, while the interiors can only be visited with a guided tour.
Info: https://www.roerodimonticello.it/
MADALINA CAMINSCHI , LA NUOVA GRAMMATICA DEL LUSSO
Una giovane stilista che con metodica passione interpreta lo stile contemporaneo
In un mondo della moda sempre più affollato da eccessi, provocazioni e rumore mediatico, emerge una giovane stilista che sceglie una strada diversa, quella dell’eleganza silenziosa, Madalina Caminschi appartiene a quella nuova generazione di designer che non inseguono le tendenze, ma costruiscono una propria identità attraverso una visione autentica, raffinata e profondamente contemporanea, nata in Romania e cresciuta tra cultura manageriale e sensibilità artistica, Madalina Caminschi ha scelto Milano per trasformare un sogno in progetto, dopo una laurea in Business Administration e un Master in Fashion Design all’Istituto Marangoni, la giovane designer ha dato vita a una maison che interpreta il lusso contemporaneo con eleganza silenziosa, disciplina creativa e una profonda devozione al Made in Italy” è un dettaglio che arricchisce molto il racconto perché mostra come il suo percorso non sia quello tradizionale della stilista cresciuta nelle accademie della moda, ma quello di una giovane imprenditrice che ha saputo unire strategia, cultura del business e creatività, la sua moda non urla, ma lascia il segno, una moda che dialoga con l’architettura, con l’arte e con la sensibilità di una donna moderna che non ha bisogno di ostentare per affermare la propria presenza, le sue creazioni raccontano un equilibrio affascinante in un mix di rigore e leggerezza, forza e femminilità, tradizione e innovazione. Il debutto alla Milano Fashion Week ha rappresentato molto più di una semplice presentazione di collezione, è stato l’ingresso ufficiale di una nuova firma nel panorama internazionale del lusso contemporaneo, una firma che guarda al futuro senza dimenticare il valore dell’artigianalità italiana, della qualità dei materiali e del tempo necessario per creare qualcosa destinato a durare, le silhouette sono scolpite, i volumi studiati con precisione quasi architettonica e la ricerca materica testimoniano una maturità creativa sorprendente per una stilista giovane e ancora agli inizi del proprio percorso, nei suoi abiti convivono sensualità e disciplina,
MADALINA CAMINSCHI, THE NEW GRAMMAR OF LUXURY | A young designer interpreting contemporary style with methodical passion.
EN. In a fashion world increasingly crowded with excess, provocation, and media noise, a young designer is emerging by choosing a different path—the path of quiet elegance. Madalina Caminschi belongs to a new generation of designers who do not chase trends, but instead build their own identity through an authentic, refined, and deeply contemporary vision.
Born in Romania and shaped by both managerial culture and artistic sensitivity, Madalina Caminschi chose Milan to transform a dream into a project. After earning a degree in Business Administration and completing a Master’s in Fashion Design at Istituto Marangoni, the young designer founded a maison that interprets contemporary luxury through silent elegance, creative discipline, and a deep devotion to Made in Italy.
This detail enriches her story significantly, as it highlights how her path differs from the traditional narrative of designers raised exclusively within fashion academies. Hers is the journey of a young entrepreneur who successfully combines strategic thinking, business culture, and creativity. Her fashion does not shout—it leaves a lasting impression. It is a fashion language that dialogues with architecture, art, and the sensibility of a modern woman who does not need to flaunt in order to affirm her presence. Her creations embody a fascinating balance between rigor and lightness, strength and femininity, tradition and innovation. Her debut at Milan Fashion Week represented far more than the presentation of a collection. It marked the official arrival of a new signature within the international landscape of contemporary
di Paolo Gelmi
emozione e metodo, in una sintesi che appare già riconoscibile e distintiva, “nelle creazioni di Madalina Caminschi la materia diventa racconto, sete preziose, mikado, shantung e pelli lavorate da artigiani italiani convivono con nylon tecnici e tessuti innovativi in un dialogo continuo tra tradizione e futuro, i suoi trench-scultura e le iconiche bralette architettoniche trasformano il corpo femminile in un’opera contemporanea, dove rigore e sensualità trovano un equilibrio raro, una moda che non
cerca l’effetto immediato, ma costruisce emozioni destinate a durare nel tempo.”
Madalina Caminschi non sembra interessata alla moda usa e getta, la sua visione parla di un lusso più consapevole, fatto di pezzi capaci di accompagnare chi li indossa nel tempo, trasformandosi in parte della propria identità, una filosofia che intercetta perfettamente le nuove esigenze del mercato internazionale, sempre più orientato verso autenticità, qualità e sostenibilità, forse è ancora presto per parlare di una nuova stella della moda europea, ma osservando la coerenza del suo linguaggio creativo, la determinazione del suo percorso e la capacità di costruire un immaginario riconoscibile, viene spontaneo pensare che il nome Madalina Caminschi sia destinato a tornare spesso nelle cronache delle prossime Fashion Week, perché al vero talento non serve fare rumore, gli basta brillare di luce propria.
luxury—a signature looking toward the future without losing sight of Italian craftsmanship, material excellence, and the time required to create something designed to endure.
The silhouettes are sculpted, volumes are studied with almost architectural precision, and the material research reveals remarkable creative maturity for a designer still at the beginning of her journey.
Within her garments, sensuality coexists with discipline, emotion with method, in a synthesis that already feels distinctive and recognizable. In Madalina Caminschi’s creations, materials become narrative. Precious silks, mikado, shantung, and leather crafted by Italian artisans coexist with technical nylons and innovative fabrics in a continuous dialogue between tradition and future.
Her sculptural trench coats and iconic architectural bralettes transform the female body into a contemporary work of art, where rigor and sensuality find a rare equilibrium. Hers is a fashion that does not seek instant effect, but instead creates emotions meant to endure over time.
Madalina Caminschi seems uninterested in disposable fashion. Her vision speaks of a more conscious form of luxury, built around pieces designed to accompany the wearer over time, gradually becoming part of personal identity. This philosophy perfectly aligns with the evolving demands of the international luxury market, increasingly oriented toward authenticity, quality, and sustainability. Perhaps it is still too early to call her the next great star of European fashion. Yet, observing the coherence of her creative language, the determination of her path, and her ability to build a recognizable aesthetic universe, one naturally senses that the name Madalina Caminschi will return often in future Fashion Week conversations. Because true talent does not need to make noise. It simply shines with its own light.
Madalina Caminschi
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AMI PARIS , E L’ELEGANZA DELLA NORMALITÀ
di Andrea Bertolucci
Per molto tempo la moda maschile ha vissuto una contraddizione difficile da ignorare: da una parte le grandi maison, impegnate a costruire immaginari sempre più sofisticati e lontani dalla quotidianità; dall’altra milioni di persone che, ogni mattina, continuavano a vestirsi seguendo logiche semplici, fatte di abitudini. Tra questi due mondi sembrava esserci una distanza quasi naturale, incolmabile. Eppure, è proprio all’interno di questo solco che inizia il percorso di AMI Paris, un marchio che nel corso degli anni è riuscito a costruire la propria identità senza rivoluzioni estetiche, ma partendo da un’idea molto più concreta: disegnare la normalità e la quotidianità.
Prima di fondare AMI, Alexandre Mattiussi aveva già attraversato alcuni dei luoghi più importanti della moda francese. Dopo gli studi e i primi anni di formazione, lavora infatti per maison come Dior, Givenchy e Marc Jacobs, entrando in contatto con il lato più competitivo dell’industria. È un percorso che gli permette di affinare il proprio linguaggio creativo, ma che allo stesso tempo lo porta a maturare una precisa convinzione: gran parte della moda maschile sembra ormai parlare più alle passerelle e agli addetti ai lavori, che alle persone.
Quando nel 2011 decide di lanciare AMI Paris, Mattiussi sceglie quindi una strada diversa. Già dal nome emerge una filosofia precisa: “AMI” non è soltanto l’acronimo delle sue iniziali, ma significa anche “amico” in francese, un dettaglio che racconta bene l’approccio con cui nasce il marchio. Le prime collezioni sono costruite attorno a capi essenziali, ispirati alla vita quotidiana parigina: cappotti morbidi, maglieria, camicie, pantaloni dalla vestibilità rilassata. Non c’è la volontà di ridefinire il guardaroba maschile, quanto piuttosto quella di renderlo più spontaneo e
AMI PARIS AND THE ELEGANCE OF EVERYDAY LIFE
EN. For a long time, menswear has lived with a contradiction that was difficult to ignore: on one side, the great fashion houses, committed to building increasingly sophisticated worlds far removed from daily life; on the other, millions of people who, every morning, continued to dress according to simple routines shaped by habit and practicality. Between these two worlds, there seemed to be an almost natural, unbridgeable distance. Yet it is precisely within this gap that the story of AMI Paris begins—a brand that, over the years, has built its identity not through aesthetic revolutions, but through a much more concrete idea: designing normality and everyday life. Before founding AMI, Alexandre Mattiussi had already worked within some of the most influential names in French fashion. After his studies and early professional years, he joined prestigious maisons such as Dior, Givenchy, and Marc Jacobs, gaining firsthand experience of the industry’s most competitive environments. This journey allowed him to refine his creative language, but it also led him to a clear realization: much of menswear had begun speaking more to runways and industry insiders than to real people. When he launched AMI Paris in 2011, Mattiussi deliberately chose a different path. Even the name reflects a precise philosophy: “AMI” is not only the acronym of his initials, but also means “friend” in French—a detail that perfectly captures the spirit behind the brand. The first collections were built around essential garments inspired by
vicino alla realtà. In un periodo in cui gran parte del settore sembrava inseguire la spettacolarizzazione, AMI sceglie la normalità come elemento distintivo. Una scelta apparentemente semplice, ma tutt’altro che scontata: anche le campagne del brand iniziano a raccontare amici, coppie, famiglie e momenti quotidiani, contribuendo a costruire un immaginario molto distante dall’esclusività spesso associata al lusso francese. Anche il celebre logo con il cuore e la lettera “A”, introdotto subito dopo, riesce a diventare uno dei simboli più riconoscibili della moda contemporanea grazie alla sua immediatezza. Con il passare del tempo, AMI inizia a crescere ben oltre i confini della Francia. Le collezioni vengono distribuite sui principali mercati internazionali e il marchio trova una particolare sintonia con una nuova generazione di consumatori che non si riconosce né nel formalismo della tradizione né nelle derive più estreme dello streetwear. In un momento in cui i confini tra lusso e abbigliamento quotidiano diventano sempre più sfumati, il brand riesce a occupare uno spazio preciso, costruendo
everyday Parisian life: soft coats, knitwear, shirts, and relaxed-fit trousers. There was no ambition to reinvent the male wardrobe, but rather to make it more spontaneous, effortless, and connected to reality.
At a time when much of the industry was embracing spectacle, AMI made normality its distinctive signature. A choice that appeared simple, yet was far from obvious.
Even the brand’s campaigns began telling stories of friends, couples, families, and everyday moments, helping shape an imagery far removed from the exclusivity traditionally associated with French luxury. The now-iconic logo featuring the heart and the letter “A,” introduced shortly afterward, quickly became one of the most recognizable symbols in contemporary fashion thanks to its immediacy and emotional clarity.
Over time, AMI expanded well beyond the borders of France. Its collections reached major international markets and found particular resonance with a new generation of consumers—people who identify neither with the rigid formality of
una proposta capace di dialogare con entrambi i mondi. Negli ultimi anni questa crescita è stata accompagnata anche da collaborazioni e iniziative che hanno contribuito ad ampliare ulteriormente la visibilità del marchio. Tra le più rilevanti c’è sicuramente la partnership con Puma, che ha unito il linguaggio rilassato di AMI con l’eredità sportiva del brand tedesco, oltre a una presenza sempre più costante nelle settimane della moda internazionali. Parallelamente, Alexandre Mattiussi ha continuato a sviluppare il progetto senza alterarne i principi originari, mantenendo al centro una visione della moda accessibile, inclusiva e profondamente legata alla vita quotidiana.
traditional luxury nor with the more extreme expressions of streetwear. At a time when the boundaries between luxury and everyday clothing are increasingly blurred, AMI succeeded in occupying a distinct space, creating a proposition capable of speaking to both worlds. In recent years, this growth has been further strengthened by collaborations and initiatives that expanded the brand’s visibility. Among the most notable is its partnership with PUMA, which merged AMI’s relaxed aesthetic with the German sportswear brand’s athletic heritage, alongside an increasingly strong presence at international fashion weeks. At the same time, Alexandre Mattiussi has continued to develop the brand without compromising its founding principles, keeping at its core a vision of fashion that is accessible, inclusive, and deeply connected to everyday life.
Perhaps this is AMI Paris’s greatest achievement: proving that contemporary luxury does not need to be loud or excessive to be desirable. Sometimes, true elegance lies simply in making the ordinary feel extraordinary.
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GIOIELLI ARIANNA FABIANO
STYLIST ASSISTANT ALESSIA CAPITANIO, ELISA SCIARRINI MODEL EBRIMA NYASS E NINA TRAVERSI FROM INFINITY MANAGEMENT, MATTIA ROSSETTI FROM ROW MODEL MANAGAMENT
the movie ODISSEA / ODYSSEY
di Enza Pietrangelo
Il countdown per il ritorno in sala di Christopher Nolan è terminato: il 16 luglio 2026 uscirà Odissea, un kolossal epico da 250 milioni di dollari che promette di ridefinire il genere mitologico. Il regista britannico non ha badato a spese e, soprattutto, a livello visivo ha girato interamente la pellicola con una nuovissima tecnologia IMAX, garantendo un’esperienza viscerale e immersiva per tutta la sua durata, di circa 2 ore e 52 minuti. Nolan ripercorre il tormentato viaggio di ritorno di Ulisse verso Itaca dopo la caduta di Troia.
Lo stile impresso al film è realistico, cupo e potente, con un omaggio dichiarato agli storici effetti visivi di Ray Harryhausen per la gestione di creature iconiche come Polifemo e le Sirene. A supportare questa visione c’è un cast stellare che vede Matt Damon nei panni del tormentato Odisseo, Anne Hathaway nel ruolo della fedele Penelope, Tom Holland come Telemaco e Zendaya nelle vesti della dea Atena; completano il gruppo Robert Pattinson nel ruolo di Antinoo, Charlize Theron in quello della maga Circe e Lupita Nyong’o in quello di Calipso.
EN. The countdown to Christopher Nolan’s return to the big screen is over: on July 16, 2026, The Odyssey will be released, a $250 million epic blockbuster set to redefine the mythological genre. The British director has spared no expense and, above all, has pushed visual ambition to new heights, shooting the entire film using groundbreaking IMAX technology, ensuring a visceral and deeply immersive cinematic experience throughout its approximately 2-hour-and-52-minute runtime. Nolan revisits the troubled journey of Odysseus as he struggles to return to Ithaca after the fall of Troy.
The film adopts a realistic, dark, and powerful visual language, with a clear homage to the legendary visual effects of Ray Harryhausen in its portrayal of iconic creatures such as Polyphemus and the Sirens.Supporting Nolan’s ambitious vision is an all-star cast featuring Matt Damon as the tormented Odysseus, Anne Hathawayas the loyal Penelope, Tom Holland as Telemachus, and Zendaya as the goddess Athena. The cast is further strengthened by Robert Pattinson as Antinous, Charlize Theron as the sorceress Circe, and Lupita Nyong’o as Calypso.
LE 5 APP INDISPENSABILI IN VIAGGIO
Connessione, sicurezza e mobilità: i cinque strumenti digitali da avere sempre prima di partire.
Viaggiare all’estero oggi è diventato paradossalmente più semplice e più complesso allo stesso tempo. Da una parte, la tecnologia ha eliminato molte barriere: prenotare un taxi, tradurre una conversazione o trovare un ristorante è questione di pochi secondi. Dall’altra, proprio l’enorme quantità di servizi disponibili rende fondamentale sapere quali strumenti scegliere davvero. Tra centinaia di applicazioni scaricabili, ce ne sono alcune che possono fare una differenza concreta tra un viaggio fluido e una vacanza piena di piccoli stress. Ecco cinque app che meritano un posto fisso sullo smartphone di chi viaggia fuori dall’Italia.
La prima riguarda un tema spesso sottovalutato fino al momento dell’atterraggio: la connessione dati. Restare senza internet oggi significa perdere accesso a mappe, prenotazioni, boarding pass e sistemi di pagamento. Per questo una delle app più utili è Airalo, piattaforma specializzata in eSIM internazionali. Il funzionamento è semplice: si acquista un pacchetto dati digitale prima della partenza e lo si attiva all’arrivo, evitando SIM fisiche o roaming spesso costoso. I prezzi variano in base al Paese. In Europa si trovano pacchetti da 1 GB intorno ai 5 euro, mentre per Stati Uniti o Asia i piani da 5–10 GB si collocano generalmente tra 15 e 35 euro. Per chi viaggia frequentemente, è una soluzione che riduce drasticamente lo stress logistico.
Seconda app essenziale: la navigazione. Molti utilizzano già Google Maps, ma il vero vantaggio spesso ignorato è la possibilità di scaricare intere mappe offline. Questo dettaglio può salvare in aree con rete debole, in metropolitana o durante road trip internazionali.
Oltre alle classiche indicazioni stradali, Google Maps oggi è diventato un vero strumento di intelligence di viaggio. Tempi di percorrenza in tempo reale, recensioni, foto e affluenza dei luoghi aiutano a evitare errori di pianificazione. Il costo? Totalmente gratuito, purché si disponga di spazio sufficiente sul dispositivo per salvare le mappe.
THE 5 MUST-HAVE TRAVEL APPS | Connectivity, safety and mobility: the five digital tools every international traveler should install.
EN. Travelling abroad today is both easier and more complex than ever. Technology has removed many barriers: booking a taxi, translating a conversation or finding a restaurant now takes seconds. Yet the sheer number of available services makes choosing the right tools essential.
Among hundreds of downloadable apps, a few can truly make the difference between a smooth trip and a stressful one. Here are five apps worth keeping on every traveler’s smartphone.
The first addresses something many underestimate until landing: mobile data connectivity. Without internet, travelers lose access to maps, bookings, boarding passes and digital payments.
This makes Airalo one of the most useful travel apps available. It allows users to purchase digital eSIM data plans before departure and activate them upon arrival, avoiding physical SIM cards
di Rodolfo Mangiagalli
Il terzo alleato è linguistico. Viaggiare in Paesi con alfabeti o lingue molto diverse può creare difficoltà immediate: menu, cartelli, indicazioni locali. Qui entra in gioco Google Translate. L’app consente traduzione testuale, vocale e soprattutto tramite fotocamera. Puntare lo smartphone su un menu in giapponese o su una segnaletica in thailandese e ottenere una traduzione immediata può sembrare banale, ma sul campo cambia davvero l’esperienza. La versione base è gratuita. Alcune funzioni AI avanzate dipendono dall’ecosistema Google, ma per il viaggiatore medio la modalità free è più che sufficiente.
Quarta app: i pagamenti e il controllo delle spese. Molti viaggiatori si accorgono troppo tardi di quanto commissioni bancarie e cambi valuta possano incidere sul budget. In questo senso Revolut è diventata una delle soluzioni più apprezzate. Revolut permette di pagare in valuta estera con tassi generalmente competitivi rispetto alle banche tradizionali, monitorando spese in tempo reale. Il piano standard è gratuito, con cambio valuta entro soglie mensili. I piani premium partono da circa 9–10 euro al mese e aggiungono benefit come assicurazioni viaggio, limiti più alti e lounge access in alcuni pacchetti.
or expensive roaming. Prices vary by destination, from around €5 for 1 GB in Europe to €15–35 for larger packages in Asia or the United States.
The second essential app is navigation. Many travelers already use Google Maps, but one often-overlooked feature is offline map downloads. This can be invaluable in areas with weak signal, underground transport systems or during international road trips. Google Maps has evolved into a full travel intelligence tool, combining route planning, reviews, photos and real-time crowd insights. Best of all, it remains free.
The third key ally solves language barriers. In countries using unfamiliar alphabets or languages, immediate translation can become critical. Google Translate remains one of the most useful tools. Its text, voice and camera translation functions make it possible to instantly understand menus, signs and local instructions. For most travelers, the free version is more than sufficient.
The fourth essential app focuses on payments and expense control. Many travelers underestimate how much banking fees and exchange rates affect overall budgets. This is where Revolut stands out. Revolut enables foreign currency payments at competitive exchange rates while tracking expenses in real time. The standard plan is free, while premium plans starting at around €10 per month add travel insurance and extra benefits.
Infine, la quinta app non serve a spostarsi né a spendere, ma a viaggiare meglio. TripIt è uno dei migliori strumenti per centralizzare l’intero itinerario. Voli, hotel, transfer, meeting e prenotazioni possono essere raccolti in un’unica timeline.
Per chi affronta viaggi multi-stop o itinerari complessi, avere tutto in un solo spazio riduce enormemente il carico mentale. La versione base è gratuita. Il piano Pro costa circa 45–50 euro l’anno e aggiunge alert in tempo reale su gate, ritardi e cambi operativi. Esiste poi una riflessione più ampia. Le app non stanno semplicemente supportando il viaggio: stanno cambiando il modo stesso di viaggiare. Sempre meno tempo viene dedicato alla gestione dell’incertezza pratica e sempre più alla qualità dell’esperienza. Il rischio, semmai, è opposto: dipendere troppo dal digitale. La tecnologia funziona al meglio quando semplifica senza sostituire completamente l’istinto del viaggiatore. Avere le app giuste significa essere più liberi, non più dipendenti dallo schermo.
Il vero kit di viaggio del 2026, in fondo, non passa più solo da passaporto, carta di credito e valigia. Passa anche dallo smartphone. Purché dentro ci sia davvero l’essenziale.
The fifth app improves overall travel organization. TripIt remains one of the best tools for centralizing entire itineraries. Flights, hotels, transfers and bookings can all be gathered into a single timeline.
For complex multi-stop journeys, having everything in one place dramatically reduces mental load. The basic version is free, while the Pro version costs around €45–50 per year and adds real-time alerts for delays and gate changes.
More broadly, apps are no longer simply supporting travel—they are transforming how we travel. Less time is spent managing practical uncertainty, and more time can be dedicated to the quality of the experience. The real risk today may be the opposite: becoming too dependent on digital tools. Technology works best when it simplifies travel without replacing the traveler’s instincts.
In 2026, the true travel kit no longer consists only of passport, wallet and suitcase. It also includes a smartphone—provided it contains the right essentials.
EFFICIENZA E FLESSIBILITÀ PER OGNI LAVORAZIONE IN LAMIERA
EFFICIENCY AND FLEXIBILITY FOR EVERY SHEET METAL PROCESSING NEED
Dalla produzione di semplici componenti alla realizzazione di strutture complesse, l’approccio di Casta Srl alla lavorazione della lamiera si distingue per efficienza, versatilità e attenzione al cliente. Nata nel 2005 a Lecce come azienda familiare, Casta ha saputo ritagliarsi un ruolo da protagonista nel panorama europeo della carpenteria meccanica, operando oggi in settori strategici come il ferroviario, l’agricolo e il movimentazione terra. Con circa 300 dipendenti e un parco macchine in costante evoluzione, l’azienda si è dotata di tecnologie all’avanguardia, anche grazie alla collaborazione con TRUMPF, partner nella fornitura di sistemi di taglio e piegatura e nella gestione automatizzata del magazzino.
La produzione è fortemente verticalizzata: ogni fase, dal taglio alla piega fino all’assemblaggio, avviene internamente, con vantaggi tangibili in termini di qualità, tempi e controllo. Tutti i componenti sono realizzati secondo le specifiche del cliente, utilizzando materiali certificati e rifiniti con cura, pronti per l’inserimento immediato nelle linee di montaggio. Innovazione, formazione interna e un servizio post-vendita rapido e affidabile completano il profilo di un’azienda che ha fatto della reattività e della precisione i propri tratti distintivi.
From the production of simple components to the creation of complex structures, Casta Srl stands out for its efficient, versatile and customer-focused approach to sheet metal processing. Founded in 2005 in Lecce as a family-run business, Casta has quickly carved out a key role in the European mechanical carpentry market. Today it operates in several strategic sectors, including railways, agriculture and earth-moving machinery. With around 300 employees and a constantly evolving machine fleet, the company has equipped itself with cutting-edge technologies, also thanks to its partnership with TRUMPF, supplier of advanced cutting and bending systems and automated warehouse management solutions. Production is highly verticalized: every phase — from cutting to bending and assembly — is handled in-house, ensuring advantages in terms of quality, lead times and process control. All components are manufactured according to customer specifications, using certified materials and finished with great care, ready to be integrated directly into assembly lines. Innovation, internal training and a fast, reliable after-sales service complete the profile of a company that has made responsiveness and precision its defining traits.
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FROM ROME TO MILAN | Music, art and cinema
Musica, arte e cinema DA ROMA A MILANO
MARIO RACITI. OPERE 1952 – 2025
La mostra offre l’occasione di attraversare oltre settant’anni di ricerca artistica di uno dei protagonisti della pittura italiana contemporanea. L’esposizione ripercorre l’intero cammino creativo dell’artista, dagli esordi nell’informale milanese degli anni Cinquanta alle più recenti opere dedicate al mito, al mistero e alla dimensione evocativa dell’immagine. Un percorso che mette in luce la coerenza di un linguaggio fondato sul segno, sulla rarefazione della figura e sulla costante tensione tra presenza e assenza, visibile e invisibile.
Nato a Milano nel 1934, Mario Raciti è considerato una delle figure più importanti dell’astrazione significativa italiana. Dopo la laurea in Giurisprudenza e l’avvio della professione legale, dagli anni Sessanta si dedica completamente alla pittura, sviluppando una ricerca intensa e personale che lo porta a esporre in prestigiose istituzioni e musei in Italia e all’estero, tra cui la Biennale di Venezia, il PAC di Milano e il MART di Rovereto. Attraverso cicli fondamentali come Presenze-assenze, Mitologie e Mistero, fino alle più recenti indagini sui Fiori del Profondo e sulle enigmatiche figure degli ultimi anni, la sua opera continua a interrogare il rapporto tra realtà, memoria e trascendenza, confermandone il ruolo centrale nel panorama artistico contemporaneo.
Dove Palazzo Reale - Milano Quando fino al 20 Settembre Orari dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 19.30. Giovedì fino alle 22.30. Lunedì chiuso - ingresso libero. Info www.palazzorealemilano.it
MARIO RACITI. OPERE 1952 –
2025
The exhibition offers a unique opportunity to explore more than seventy years of artistic research by one of the leading figures of contemporary Italian painting. It traces the artist’s entire creative journey, from his beginnings in Milan’s Informal movement of the 1950s to his most recent works devoted to myth, mystery, and the evocative power of the image. The exhibition highlights the coherence of a visual language grounded in the expressive mark, the rarefaction of form, and a constant tension between presence and absence, the
visible and the invisible. Born in Milan in 1934, Mario Raciti is regarded as one of the foremost exponents of Italian “significant abstraction.” After earning a degree in Law and beginning a legal career, he devoted himself entirely to painting from the 1960s onward, developing an intense and highly personal artistic practice. His work has been exhibited in major institutions and museums in Italy and abroad, including the Venice Biennale, the PAC in Milan, and the MART in Rovereto. Through seminal series such as Presenze-assenze (Presences-Absences), Mitologie (Mythologies), and Mistero (Mystery), as well as more recent investigations such as Fiori del Profondo (Flowers from the Depths) and the enigmatic figures of his latest works, Raciti continues to explore the relationship between reality, memory, and transcendence, confirming his central role in the landscape of contemporary art.
Where Palazzo Reale - Milan
When until September 20
Opening hours from tuesday to sunday, 10.00 am – 7:30 pm. Thursday: extended opening until 10.30 pm. Monday: closed - Free admission Info www.palazzorealemilano.it
ANISH KAPOOR A VENEZIA
In occasione della 61ª Biennale di Venezia, Anish Kapoor presenta una grande mostra personale a Palazzo Manfrin, storico edificio cinquecentesco nel sestiere di Cannaregio e sede della fondazione dell’artista. L’esposizione, visitabile fino all’8 agosto, attraversa oltre cinquant’anni di ricerca e mette in dialogo scultura, architettura e materia. Modelli, studi progettuali e installazioni monumentali raccontano opere iconiche come la stazione Monte Sant’Angelo di Napoli, l’ArcelorMittal Orbit di Londra e Ark Nova, la sala concerti gonfiabile realizzata con Arata Isozaki. Particolarmente suggestivo è il rapporto tra la mostra e il palazzo, ancora in fase di restauro: gli ambienti incompleti, i tavoli di lavoro e i modelli architettonici trasformano il percorso in una sorta di cantiere permanente, dove opere e spazio sembrano evolversi insieme. Accanto alle celebri superfici specchianti e ai lavori in pigmento e sabbia, emergono le installazioni in silicone e cera rossa, che evocano forme organiche, ferite e interiorità corporee.
Più che una tradizionale retrospettiva, la mostra si configura come un’esperienza immersiva e sensoriale, in cui la materia altera continuamente la percezione dello spazio e del corpo, confermando Kapoor come uno dei più influenti interpreti dell’arte contemporanea.
Dove
Fondazione Anish Kapoor, Palazzo Manfrin - Venezia
Quando
fino all’8 Agosto
Orari
dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 18.00. Ultimo ingresso alle 17.30 Info www. biglietteria.culturatela.it
ANISH KAPOOR IN VENICE
On the occasion of the 61st Venice Biennale, Anish Kapoor presents a major solo exhibition at Palazzo Manfrin, a historic sixteenth-century building in Venice’s Cannaregio district and home to the artist’s foundation. Open until August 8, the exhibition spans more than fifty years of artistic research, bringing together sculpture, architecture, and material experimentation. Models, architectural studies, and monumental installations trace the development of iconic projects such as the Monte Sant’Angelo Metro Station in Naples, the ArcelorMittal Orbit in London, and Ark Nova, the inflatable concert hall created in collaboration with Arata Isozaki.
Particularly striking is the relationship between the exhibition and the palace itself, which is still undergoing restoration. Unfinished rooms, worktables, and architectural models transform the exhibition into a kind of permanent construction site, where artworks and space appear to evolve together. Alongside Kapoor’s celebrated mirrored surfaces and works in pigment and sand, visitors encounter installations made of silicone and red wax that evoke organic forms, wounds, and
bodily interiors. More than a traditional retrospective, the exhibition unfolds as an immersive sensory experience in which matter continuously reshapes the perception of space and the human body, reaffirming Kapoor’s position as one of the most influential figures in contemporary art.
Where
Anish Kapoor Foundation, Manfrin Palace - Venice
When until August 8
Opening hours
Opening hours: from tuesday to sunday, 10.00 am – 6.00 pm. Last admission at 17.30
Info www. biglietteria.culturatela.it
ARNALDO POMODORO. UNA VITA
Le Gallerie d’Italia di Milano ospitano Arnaldo Pomodoro. Una vita, una grande mostra dedicata a uno dei protagonisti dell’arte contemporanea italiana e internazionale del secondo Novecento. Curata da Luca Massimo Barbero e Federico Giani, l’esposizione ripercorre oltre sessant’anni di attività artistica attraverso circa quarantacinque opere provenienti dalle collezioni di Intesa Sanpaolo e della Fondazione Arnaldo Pomodoro. Il percorso accompagna i visitatori attraverso le tappe fondamentali della ricerca del maestro, dagli esordi degli anni Cinquanta alle sperimentazioni più recenti, affiancando ai celebri lavori scultorei materiali d’archivio e opere meno conosciute che offrono nuove prospettive sulla sua produzione. Completano la mostra alcune delle sue sculture monumentali più iconiche, tra cui Sfera grande e Disco in forma di rosa del deserto n. 1, esposte negli spazi esterni del museo. Realizzata in occasione del centenario della nascita dell’artista, l’esposizione si configura come un omaggio alla visione innovativa e alla straordinaria eredità creativa di Arnaldo Pomodoro.
Dove Gallerie d’Italia - Milano Quando fino al 18 Ottobre Orari
dal martedì alla domenica, dalle 9.30 alle 19.00. Lunedì: chiuso. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Info
www.gallerieditalia.com
ARNALDO POMODORO. UNA VITA
Gallerie d’Italia in Milan presents Arnaldo Pomodoro. Una vita, a major exhibition dedicated to one of the leading figures of Italian and international contemporary art in the second half of the twentieth century. Curated by Luca Massimo Barbero and Federico Giani, the exhibition retraces more than sixty years of the artist’s career through approximately forty-five works drawn from the collections of Intesa Sanpaolo and the Arnaldo Pomodoro Foundation. The exhibition guides visitors through the key stages of Pomodoro’s artistic journey, from his beginnings in the 1950s to his most recent experiments, combining celebrated sculptures with archival materials and lesser-known works that offer new perspectives on his practice. The display is complemented by some of his most iconic monumental sculptures, including Sfera grande and Disco in forma di rosa del deserto n. 1, installed in the museum’s outdoor spaces. Created to mark the centenary of the artist’s birth, the exhibition stands as a tribute to Pomodoro’s innovative vision and extraordinary creative legacy.
Where
Gallerie d’Italia - Milan
When until October 18
Opening Hours
rom tuesday to sunday, 9.30 am – 7.00 pm. Monday: closed. Last admission one hour before closing time
Info
www.gallerieditalia.com
FIRENZE DÉCO. ATMOSFERE DEGLI ANNI VENTI
La mostra Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti, ospitata a Palazzo Medici Riccardi, racconta il ruolo centrale di Firenze nel panorama artistico e produttivo italiano degli anni Venti del Novecento, quando la città si affermò come laboratorio di arti decorative, moda, grafica e design in dialogo con le principali capitali internazionali del gusto moderno, in particolare Parigi dopo l’Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes del 1925.
Il percorso espositivo ricostruisce il clima culturale dell’epoca attraverso un ricco insieme di ceramiche, arredi, tessuti, gioielli, abiti, manifesti pubblicitari, fotografie e materiali d’archivio, mettendo in relazione artisti, artigiani e manifatture che seppero reinterpretare la tradizione in chiave moderna. Un’attenzione particolare è dedicata alla manifattura Richard-Ginori, rilanciata negli anni Venti da Gio Ponti, che introdusse un linguaggio decorativo innovativo capace di coniugare eleganza classica e modernità. Accanto a essa emergono le esperienze delle fornaci di Galileo Chini, delle produzioni Cantagalli e del vivace tessuto di botteghe e laboratori fiorentini. La mostra approfondisce inoltre il contributo degli artisti fiorentini alle Biennali di arti decorative di Monza, fondamentali per la definizione del gusto Déco italiano, e dedica ampio spazio alla grafica pubblicitaria, influenzata dal Futurismo, con i manifesti di autori come Lucio Venna e altri protagonisti della nuova comunicazione visiva. Un focus specifico è riservato anche al mondo della moda e dell’artigianato, dalle sartorie d’alta gamma ai tessuti pregiati amati da Gabriele D’Annunzio, fino alle innovazioni di Salvatore Ferragamo e alle prime produzioni di Gucci. Tra gli esempi più emblematici figura la celebre Tuta di Thayaht, simbolo di un’idea di abito moderno, funzionale e accessibile.
Dove Palazzo Medici Riccardi - Firenze Quando fino al 25 Agosto Orari dalle 9.00 alle 19.00, chiuso il mercoledì Info www.palazzomediciriccardi.it
FIRENZE DÉCO. ATMOSPHERES OF THE 1920S
The exhibition Firenze Déco. Atmospheres of the 1920s, hosted at Palazzo Medici Riccardi from April 2 to August 25, 2026, explores Florence’s central role in the Italian artistic and productive landscape of the 1920s, when the city established itself as a laboratory for decorative arts, fashion, graphic design, and design in dialogue with major international capitals of modern taste, particularly Paris following the 1925 Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes. The exhibition reconstructs the cultural climate of the period through a rich selection of ceramics, furniture, textiles, jewelry, clothing, advertising posters, photographs, and archival materials, highlighting the collaboration between artists, artisans, and workshops that reinterpreted tradition in a modern key. Special attention is given to the Richard-Ginori manufactory, which in the 1920s was revitalized by Gio Ponti, who introduced an innovative decorative language combining classical elegance with modern sensibilities. Alongside it are the works of Galileo Chini’s San Lorenzo workshops, the Cantagalli production, and the vibrant network of Florentine craft laboratories. The exhibition also explores the contribution of Florentine artists to the Monza Biennials of Decorative Arts, key events in defining Italian Déco taste, and includes a significant section devoted to advertising graphics, influenced by Futurism, featuring posters by artists such as Lucio Venna and other leading figures of visual communication. A further focus is placed on fashion and craftsmanship, from high-end tailoring and luxurious textiles admired by Gabriele D’Annunzio to the innovations of Salvatore Ferragamo and the early production of Gucci. One of the most emblematic examples is Thayaht’s Tuta, a symbol of a modern, functional, and accessible idea of clothing.
Where Palazzo Medici Riccardi - Florence
When until August 25 Opening Hours
9.00 am –7.00 pm, closed on wednesdays Info www.palazzomediciriccardi.it
MC MEDIA GROUP
ACCELERA SULLA RADIO
DEL FUTURO
Nuovi format, informazione integrata e un ecosistema editoriale sempre più strategico
MC Media Group consolida il proprio posizionamento nel panorama radiofonico italiano attraverso una strategia editoriale che integra informazione, intrattenimento e contenuti lifestyle ad alto valore percepito. Il gruppo sta costruendo un modello di radio contemporaneo, capace di superare il concetto tradizionale di emittente per trasformarsi in un vero ecosistema mediatico multipiattaforma.
Tra le novità di maggiore rilievo spicca Lounge Royale, il nuovo programma in onda su MC2 Radio ogni sabato e domenica dalle 19 alle 21. Firmato dal sound designer Lello Mascolo, segna il ritorno in radio di una figura storica della club culture italiana. Il format propone un viaggio sonoro raffinato tra lounge, deep, nu-jazz, chill-house e nu-soul, rivolgendosi a un pubblico internazionale che vive la musica come esperienza di stile, atmosfera e identità.
Sul fronte informativo debutta invece Sport Time, la nuova fascia quotidiana dedicata all’attualità sportiva condotta da Riccardo Este, storica voce radiofonica oggi Direttore Generale del gruppo. Il programma rafforza la sinergia tra le emittenti regionali e il network nazionale, offrendo approfondimenti, interviste esclusive e letture del territorio con uno sguardo sempre aperto ai grandi scenari nazionali. Con cinque reti integrate, una struttura news attiva sette giorni su sette e partnership editoriali di alto profilo, MC Media Group conferma una visione chiara: fare della radio un hub editoriale evoluto, capace di connettere territori, contenuti, brand e community in modo sempre più efficace e crossmediale
MC MEDIA GROUP ACCELERATES TOWARD THE FUTURE OF RADIO
New formats, integrated news, and an increasingly strategic editorial ecosystem
MC Media Group is strengthening its position within the Italian radio landscape through an editorial strategy that combines news, entertainment, and premium lifestyle content. The group is building a contemporary radio model that goes beyond the traditional concept of broadcasting, evolving into a true multi-platform media ecosystem. Among its most significant new launches is Lounge Royale, airing on MC2 Radio every Saturday and Sunday from 7 to 9 PM. Created by sound designer Lello Mascolo, the show marks the return to radio of a key figure in Italian club culture.
The format offers a refined sonic journey through lounge, deep, nu-jazz, chill-house, and nu-soul, targeting an international audience that experiences music as style, atmosphere, and identity.
On the news side, Sport Time has launched as the group’s new daily sports program, hosted by Riccardo Este, a historic radio voice and now the Group’s General Manager. The program strengthens the synergy between regional stations and the national network through exclusive interviews, insights, and in-depth local coverage. With five integrated networks, a seven-day news structure, and high-level editorial partnerships, MC Media Group confirms a clear vision: transforming radio into an advanced editorial hub capable of connecting territories, content, brands, and communities in an increasingly effective cross-media way.
LA BELLEZZA DEL CALDO
di Vanna Greggio
La bellezza, nel caldo di luglio, non è sempre nei grandi paesaggi. Sta nell’aria che vibra sopra l’asfalto, nel profumo dell’erba secca, nelle finestre socchiuse durante il pomeriggio. Sta nell’ombra cercata sotto un albero, in una bevanda fresca tra le mani, nel cielo che rimane chiaro fino a tardi. Luglio rende tutto più lento e più intenso: i colori sembrano più vivi, i tramonti più lunghi, i ricordi più facili da conservare. E forse la sua bellezza è proprio questa: trasformare il calore in un invito a fermarsi e osservare. E, soprattutto, a prendersi cura di sé, coccolando un pochino di più la nostra pelle e i nostri capelli. Qualche cura mirata, una buona protezione solare, un make up più leggero, un profumo fresco… questi i semplici trucchi per vivere il mese di luglio.
YVES ROCHER LANCIA I NUOVI PRODOTTI DELL’ICONICA LINEA MONOÏ
Ispirata ai rituali di bellezza tradizionali polinesiani, la linea Monoï di Yves Rocher esalta il fiore di Tiaré in trattamenti per il corpo e i capelli dalle texture sensoriali e avvolgenti. Questa linea si colloca nella continuità del mitico Olio Tradizionale, già rinomato per le sue proprietà idratanti e nutrienti.
IL RITUALE MONOÏ UN VIAGGIO SENSORIALE PER IL CORPO E I CAPELLI
Il fiore di Tiaré, un’icona di Yves Rocher, esercita questo effetto ammaliante. Emblema di un universo a sé stante, rappresenta anche la firma olfattiva e sensoriale di una linea di bellezza che continua tuttora a emozionare e sedurre tutte le generazioni, regalando un viaggio sensoriale unico. Il concetto di rituale assume il suo pieno significato con questo prodotto: una promessa di evasione ogni volta che lo si usa.
THE BEAUTY OF HEAT
EN. Beauty, in the heat of July, is not always found in grand landscapes. It lives in the air shimmering above the asphalt, in the scent of dry grass, in half-open windows during the afternoon. It lies in the shade sought beneath a tree, in a cold drink held in your hands, in the sky that stays bright until late.
July makes everything slower and more intense: colors seem more vivid, sunsets longer, memories easier to preserve. And perhaps this is its true beauty: turning warmth into an invitation to pause and observe. And above all, to take care of ourselves—giving a little extra attention to our skin and hair. A few targeted treatments, good sun protection, lighter makeup, a fresh fragrance… these are the simple tricks to fully enjoy the month of July.
YVES ROCHER LAUNCHES NEW PRODUCTS FROM ITS ICONIC
MONOÏ LINE
Inspired by traditional Polynesian beauty rituals, Yves Rocher’s Monoï line enhances the precious Tiaré flower in body and hair treatments with rich, sensory textures. This collection continues the legacy of the brand’s iconic Traditional Oil, already renowned for its nourishing and moisturizing properties.
GHD-ONCE AGAIN
Shampoo secco rinfrescante dalla formula leggera, studiato per assorbire l’eccesso di sebo e rivitalizzare capelli e cuoio capelluto tra un lavaggio e l’altro. Dona immediatamente una sensazione di freschezza e pulizia senza bisogno di acqua, lasciando i capelli visibilmente più corposi, morbidi al tatto e naturalmente leggeri, senza effetto opaco.
WYCON-GLOWMANCE LIP OIL
Olio labbra dal finish extra brillante che dona una luminosità irresistibile e valorizza le labbra con un effetto naturalmente più pieno e levigato. La texture morbida e confortevole avvolge le labbra in un velo luminoso non appiccicoso, esaltandone il colore naturale e lasciandole visibilmente più morbide, idratate e radiosamente glossy.
YVES ROCHER-GRAND SOIN HYDRA WATER PLUMP
Trattamento idratante intenso formulato per rimpolpare immediatamente la pelle e rafforzare la barriera cutanea, aiutando a mantenere un livello di idratazione ottimale e duraturo. Giorno dopo giorno, la pelle appare più levigata, morbida e luminosa, mentre le rughette da disidratazione risultano visibilmente attenuate.
THE MONOÏ RITUAL: A SENSORIAL JOURNEY FOR BODY AND HAIR
The Tiaré flower, a true Yves Rocher icon, carries a uniquely enchanting allure. Symbol of an entire sensory universe, it also represents the olfactory signature of a beauty line that continues to captivate and inspire every generation, offering a truly unique sensory escape. The concept of ritual finds its fullest expression here: each application becomes a promise of escape.
GHD — ONCE AGAIN
A refreshing dry shampoo with a lightweight formula designed to absorb excess oil and revitalize both hair and scalp between washes. It instantly delivers a feeling of freshness and cleanliness without water, leaving hair visibly fuller, soft to the touch, and naturally lightweight, without dull residue.
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YVES ROCHER-LATTE PROTEZIONE SOLARE SPF50+
Latte solare invisibile SPF 50+ che combina una protezione molto alta dai raggi UVA/UVB con un’azione idratante, contribuendo a preservare la bellezza della pelle durante l’esposizione al sole. La texture leggera e invisibile si assorbe rapidamente, lasciando la pelle morbida, confortevole e protetta senza residui visibili.
Nell’atelier TONKA KUMARU nasce una creazione luminosa e golosa che celebra la fava tonka in tutte le sue sfaccettature. La fragranza si apre con note di testa di bergamotto, mandorla amara e cardamomo, un’introduzione fresca ma sofisticata. Le sfumature di mandorla brillano con un sottile calore goloso, preparando il terreno per un viaggio olfattivo più profondo.
process carried out in collaboration with German nutritional scientists. It combines cutting-edge research with premium ingredients to create a unique supplement designed to support cognitive function, mood, and stress management.
GHD — GLIDE+
The ghd glide+ hot brush is the ideal tool for quick touch-ups and professional-looking results, leaving hair instantly smoother, softer, and sleeker.
WYCON COSMETICS — SEASON CRUSH
A harmonious selection of shades designed to create both natural and more intense looks, adapting perfectly to every moment of the day. The powders blend effortlessly, allowing intensity to be built gradually without harsh transitions. This palette is ideal for experimenting with versatile color combinations, from soft everyday makeup to bolder looks.
YVES ROCHER — SUN PROTECTION MILK SPF50+
An invisible SPF 50+ sunscreen milk combining very high UVA/UVB protection with hydrating action, helping preserve skin beauty during sun exposure. Its lightweight, invisible texture absorbs quickly, leaving skin soft, comfortable, and protected without visible residue.
At the TONKA KUMARU atelier comes a luminous and indulgent creation celebrating tonka bean in all its facets. The fragrance opens with top notes of bergamot, bitter almond, and cardamom—a fresh yet sophisticated introduction. Almond nuances shine with a subtle gourmand warmth, setting the stage for a deeper olfactory journey.
ADVICE ON THE FLY
Abbiamo chiesto a Alberto Di Domenico, Direttore Artistico JOICO Italia, quale fosse il segreto per capelli sani, belli e forti: “In estate i capelli perdono idratazione molto più velocemente. L’esposizione continua al sole, al calore e agli agenti esterni tende a impoverire la fibra capillare, che diventa progressivamente più secca e fragile. Spesso ci si concentra sulla riparazione solo quando il danno è già visibile. Oggi la vera cura del capello passa dalla prevenzione. Mantenere il giusto livello di idratazione significa preservare la qualità della chioma giorno dopo giorno, aiutandola a restare sana, luminosa e vitale anche nei periodi più stressanti”. Nasce da qui la crescente attenzione verso trattamenti idratanti capaci di accompagnare la haircare routine quotidiana con formule leggere ma performanti, pensate per nutrire senza appesantire. Texture sensoriali e gesti semplici diventano così alleati indispensabili per mantenere i capelli morbidi, setosi e visibilmente più sani per tutta l’estate.
La linea JOICO HYDRASPLASH è pensata per donare idratazione, morbidezza e luminosità senza appesantire. Grazie alla sua formula arricchita con acqua di cocco, aiuta a mantenere la fibra capillare idratata fino a 24 ore, lasciando i capelli più leggeri, elastici e setosi. La routine comprende HYDRASPLASH Hydrating Shampoo, Hydrating Conditioner e HYDRASPLASH Replenishing Leave-In Treatment il trattamento senza risciacquo ideale prima della piega per nutrire i capelli, controllare il crespo e donare luminosità e setosità immediata.
QUICK TIPS
– JOICO: THE JOI OF HEALTHY HAIR
We asked Alberto Di Domenico, Artistic Director of JOICO Italy, what the secret to healthy, beautiful, strong hair is: “In summer, hair loses hydration much faster. Continuous exposure to sun, heat, and external agents gradually weakens the hair fiber, making it drier and more fragile. People often focus on repair only once damage becomes visible. Today, true hair care begins with prevention.
Maintaining proper hydration helps preserve hair quality day after day, keeping it healthy, radiant, and full of vitality even during the most stressful periods.”
This growing awareness has increased attention toward hydrating treatments designed to support daily haircare routines with lightweight yet high-performance formulas that nourish without weighing hair down.
Sensory textures and simple gestures become essential allies for keeping hair soft, silky, and visibly healthier all summer long. The JOICO HydraSplash line is specifically designed to deliver hydration, softness, and shine without heaviness. Thanks to its coconut water-enriched formula, it helps keep hair hydrated for up to 24 hours, leaving it lighter, more elastic, and silky. The routine includes HydraSplash Hydrating Shampoo, Hydrating Conditioner, and HydraSplash Replenishing Leave-In Treatment, the ideal leave-in treatment before styling to nourish hair, control frizz, and provide immediate shine and softness.
JOICO: THE JOI OF HEALTHY HAIR
IL LUSSO DI FERMARSI
Sempre più italiani scelgono la spa come vacanza: non fuga, ma un autentico gesto di cura verso se stessi
di Rajan Gualtieri
Per anni la vacanza estiva è stata associata quasi esclusivamente a movimento, scoperta e attività. Viaggiare significava vedere luoghi, accumulare esperienze, riempire giornate e itinerari. Oggi qualcosa sta cambiando. Sempre più persone iniziano a cercare l’opposto: rallentare.
Dormire meglio. Respirare profondamente. Recuperare energia fisica e mentale. In questo scenario, la vacanza in spa sta vivendo una trasformazione profonda. Non si tratta più soltanto di concedersi un massaggio o qualche ora in piscina termale. La spa contemporanea è diventata un luogo dove benessere, prevenzione e qualità del tempo si incontrano. Una pausa rigenerativa che sempre più spesso viene vissuta come una forma concreta di amore verso se stessi.
In un’epoca dominata da iperconnessione, notifiche continue e ritmi professionali intensi, il vero lusso sta cambiando significato. Non è più solo esclusività materiale, ma disponibilità di spazio interiore. Potersi fermare senza sensi di colpa, disconnettersi e ritrovare un ritmo fisiologico più naturale è diventato un privilegio raro. La scienza del benessere conferma ciò che molte persone percepiscono intuitivamente. Calore controllato,
THE LUXURY OF SLOWING DOWN |
More travelers are choosing spa holidays—not as escape, but as a meaningful act of self-care.
EN. For years, summer holidays were almost exclusively associated with movement, discovery and activity. Travelling meant seeing places, collecting experiences and filling every day with plans. Today, something is changing. More and more people are looking for the opposite: slowing down, sleeping better, breathing deeply and restoring physical and mental energy. In this context, spa holidays are undergoing a remarkable transformation.
It is no longer just about enjoying a massage or spending a few hours in thermal pools. The modern spa has become a place where wellness, prevention and quality of time converge. Increasingly, it is experienced as a concrete expression of self-love. In an era dominated by hyperconnectivity, constant notifications and intense work rhythms, luxury itself is changing meaning. It is no longer defined only by exclusivity, but by
Sirmione
idroterapia, immersione in acqua termale, sauna e rituali di rilassamento aiutano a ridurre stress, tensioni muscolari e livelli di cortisolo. Ma il beneficio più interessante riguarda forse la mente. Il corpo rallenta, e spesso la mente lo segue.
L’Italia, da questo punto di vista, offre alcune delle migliori destinazioni wellness d’Europa. Il patrimonio termale italiano è vastissimo e sempre più strutture stanno reinterpretando il concetto tradizionale di terme in chiave contemporanea, integrando design, medicina preventiva, nutrizione e percorsi mindfulness. Una delle destinazioni più iconiche resta Terme di Saturnia, in Toscana. Le acque sulfuree che sgorgano naturalmente a 37,5 gradi rappresentano una delle esperienze termali più celebri d’Italia. Il contesto naturale aggiunge un elemento fondamentale: la sensazione di immersione totale nel paesaggio. Qui il benessere non arriva solo dall’acqua, ma dall’interazione tra natura, silenzio e ritmo lento. Per chi cerca un’esperienza più alpina, l’Alto Adige è diventato negli ultimi anni una delle capitali europee del wellness. Strutture di alto livello nella zona di Merano e della Val Pusteria hanno elevato enormemente gli standard del settore. Il concetto di spa qui si fonde con la montagna: rituali aufguss, piscine panoramiche, bagni di vapore aromatici e ampie aree relax affacciate sulle Dolomiti.
Meritano attenzione anche le Terme di Sirmione, sul Lake Garda, dove l’acqua termale si combina con il fascino del lago. La presenza dell’acqua, delle brezze lacustri e di un microclima particolarmente mite crea un ambiente naturalmente predisposto al recupero psicofisico.
inner space. Being able to stop without guilt, disconnect and return to a more natural rhythm has become a rare privilege. Wellness science confirms what many people intuitively feel. Controlled heat, hydrotherapy, thermal water immersion, saunas and relaxation rituals help reduce stress, muscular tension and cortisol levels. Yet perhaps the most powerful benefit concerns the mind. As the body slows down, the mind often follows. Italy offers some of Europe’s finest wellness destinations. Its thermal heritage is vast, and many properties are reinterpreting traditional spas through contemporary wellness, design, preventive care and mindfulness.
Terme di Saturnia in Tuscany remains one of Italy’s most iconic destinations. Its naturally flowing sulphurous waters at 37.5°C create one of the country’s most celebrated thermal experiences. Here, wellbeing comes not only from water, but from the interaction between nature, silence and slow rhythms.
For a more alpine experience, South Tyrol has become one of Europe’s wellness capitals. Premium resorts around Merano and Val Pusteria combine mountain landscapes with spa rituals, panoramic pools and aromatic steam baths.
The thermal spas of Sirmione on Lake Garda also deserve attention, where healing waters meet the calming influence of the lake and its unique microclimate.
Luxury wellness is also expanding in Tuscany and Umbria, where historic villages and countryside estates are being transformed into sanctuaries dedicated to recovery. Spa experiences now include sleep therapy, personalized nutrition, yoga and anti-stress programs.
Saturnia
Chi desidera una spa experience più esclusiva può guardare alla Toscana rurale o all’Umbria, dove molti resort hanno trasformato antichi borghi, masserie o dimore storiche in sanctuary dedicati al benessere. Qui il concetto si amplia ulteriormente: non solo trattamenti, ma sleep therapy, nutrizione personalizzata, yoga, meditazione e percorsi anti-stress.
Un trend in forte crescita riguarda proprio il wellness integrato. Sempre meno ospiti cercano la spa come semplice relax passivo. Cresce invece la domanda di esperienze che aiutino a ritrovare equilibrio in modo più profondo. Breathwork, sound healing, forest bathing e mindfulness stanno entrando stabilmente nell’offerta di molte strutture di alto livello. Questo cambiamento racconta qualcosa di più ampio sul nostro tempo. Per molti anni il self-care è stato percepito come un gesto accessorio, quasi un lusso secondario. Oggi emerge una consapevolezza diversa: prendersi cura di sé non è egoismo, ma manutenzione necessaria. Anche il concetto di vacanza estiva sta cambiando in questa direzione. Non tutti sentono il bisogno di tornare dalle ferie con centinaia di fotografie e un’agenda piena di attività. Cresce invece il desiderio di rientrare con qualcosa di meno visibile ma più prezioso: energia, lucidità, qualità del sonno, presenza mentale. Forse è proprio questa la rivoluzione più interessante del wellness travel. Trasformare il tempo libero in uno spazio di recupero reale, non in un’altra performance da ottimizzare. Perché la vera rigenerazione non nasce dal fare di più, ma dal concedersi finalmente il permesso di fare meno. Scegliere una vacanza in spa, in fondo, significa anche questo: smettere per qualche giorno di rincorrere il mondo e tornare ad ascoltare il proprio ritmo. E in un tempo che premia continuamente velocità e produttività, fermarsi può diventare uno degli atti più radicali di amore verso se stessi.
One of the strongest emerging trends is integrated wellness. Guests increasingly seek more than passive relaxation. Breathwork, sound healing, forest bathing and mindfulness are becoming central offerings in high-end resorts.
This shift reveals something deeper about our times. For years, self-care was treated as optional or indulgent. Today, awareness is changing: taking care of oneself is not selfishness—it is essential maintenance. Summer holidays are evolving accordingly. Not everyone wants to return from vacation with hundreds of photos and a packed schedule. Increasingly, people seek something less visible yet more valuable: restored energy, mental clarity, better sleep and greater presence. Perhaps that is the most meaningful transformation of wellness travel. It turns leisure into genuine recovery instead of another performance to optimize. Real regeneration begins not by doing more, but by allowing ourselves to do less.
Choosing a spa holiday ultimately means stepping out of constant pursuit and reconnecting with one’s own rhythm. In a world that constantly rewards speed and productivity, slowing down may be one of the most radical acts of self-love.
Merano
BURNOUT: QUALE PROFILO SEI?
Non sempre crolla chi appare fragile. Spesso si esaurisce prima chi sembra più forte.
Quando si parla di burnout, l’immagine che molti hanno in mente è quella di una persona visibilmente esausta, sopraffatta dal lavoro e incapace di reggere ulteriormente la pressione. Nella realtà, però, il burnout raramente si presenta in modo così evidente. Molto spesso arriva in silenzio. Si insinua dentro abitudini che dall’esterno sembrano persino virtuose: essere affidabili, ambiziosi, efficienti, sempre disponibili. Ed è proprio questo il paradosso più interessante. Le persone più esposte non sono necessariamente quelle che appaiono fragili, ma spesso quelle che tutti considerano solide. Nel mio lavoro di mindfulness coach osservo spesso cinque profili ricorrenti. C’è il Risolutore, quello che si sente responsabile di tutto e fatica a delegare. C’è il Perfezionista, che non si concede mai di essere davvero soddisfatto. C’è il Leader Silenzioso, che sostiene tutti ma non mostra mai le proprie fragilità. Poi troviamo l’Iperperformante, che misura il proprio valore in base a risul-
di Rajan Gualtieri
tati, agenda e produttività. Infine esiste il profilo più subdolo: quello di chi apparentemente “sta bene”. Continua a lavorare, raggiunge obiettivi, rispetta scadenze… ma dentro sente meno energia, meno entusiasmo, meno presenza.
Il punto centrale è questo: i nostri punti di forza possono trasformarsi nelle nostre vulnerabilità.
Responsabilità, disciplina, ambizione e capacità di sacrificio sono qualità preziose. Diventano però pericolose quando perdono equilibrio. Il burnout, infatti, raramente arriva come un collasso improvviso. Più spesso è una lenta erosione di energia mentale, lucidità e connessione con sé stessi. La buona notizia è che riconoscere il proprio profilo permette di intervenire prima. La consapevolezza resta il primo vero antidoto.
BURNOUT: WHAT’S YOUR PROFILE? | Those who burn out first are often not the fragile ones— but the strongest-looking people.
EN. When people think about burnout, they often imagine someone visibly exhausted and overwhelmed by work. In reality, burnout rarely appears that clearly. More often, it develops quietly. It hides inside habits that may even look admirable from the outside: being reliable, ambitious, efficient and constantly available. That is the real paradox. The people most at risk are often not the fragile ones, but those everyone sees as strong. In my work as a mindfulness coach, I frequently observe five recurring profiles. There is the Problem Solver, who feels responsible for everything and struggles to delegate. The Perfectionist, who never feels truly satisfied. The Silent Leader, who supports everyone while hiding personal struggles.
Then comes the High Performer, who measures self-worth through productivity and achievement. Finally, there is the most subtle profile: the one who “seems fine.” Work continues, goals are achieved, deadlines are met—but enthusiasm, energy and presence gradually fade. The key insight is simple: our strengths can become our vulnerabilities. Responsibility, discipline, ambition and sacrifice are valuable qualities—but without awareness, they can become dangerous. Burnout rarely arrives as a sudden collapse. More often, it is a slow erosion of mental energy, clarity and connection with oneself. The good news? Recognizing your profile is the first step toward preventing burnout.
QUALE PROFILO BURNOUT TI ASSOMIGLIA DI PIÙ?
WHICH BURNOUT PROFILE ARE YOU?
Per ogni domanda scegli la risposta che ti rappresenta di più / Choose the answer that feels most like you.
1. QUANDO NASCE UN PROBLEMA AL LAVORO…
A. Mi attivo subito per risolverlo
B. Voglio che venga gestito nel modo migliore possibile
C. Evito di mostrare stress agli altri
D. Aggiungo il problema alla mia lista e vado avanti
E. Penso “nessun problema”, ma mi sento più scarico
2. IL RIPOSO PER TE È…
A. Difficile da concedermi
B. Spesso poco meritato
C. Qualcosa che rimando
D. Poco produttivo
E. Sempre meno rigenerante
3. SE RALLENTI, COSA SENTI?
A. Ansia
B. Frustrazione
C. Vulnerabilità
D. Inquietudine
E. Vuoto
4. COME REAGISCI AGLI ERRORI?
A. Li correggo subito
B. Mi pesano molto
C. Li tengo per me
D. Li supero facendo di più
E. Mi lasciano stanchezza
5. LA FRASE CHE SENTI PIÙ TUA È…
A. “Se non lo faccio io…”
B. “Può essere fatto meglio.”
C. “Non posso crollare.”
D. “Devo restare performante.”
E. “Sto bene… credo.”
RISULTATI
• Prevalenza A — Il Risolutore
Ti senti indispensabile. Il rischio è vivere in costante iper-responsabilità.
• Prevalenza B — Il Perfezionista L’eccellenza ti motiva, ma può trasformarsi in auto-pressione continua.
• Prevalenza C — Il Leader Silenzioso Sostieni tutti, ma fatichi a condividere il tuo peso emotivo.
• Prevalenza D — L’Iperperformante Il tuo valore è troppo legato alla produttività e al fare.
• Prevalenza E — Il Burnout Invisibile
Il profilo più subdolo: tutto sembra funzionare, ma l’energia interiore si sta abbassando.
1. WHEN A PROBLEM ARISES AT WORK…
A. I solve it immediately
B. I want it handled perfectly
C. I hide my stress
D. I keep pushing forward
E. I feel more drained
2. REST FEELS LIKE…
A. Hard to allow myself
B. Often undeserved
C. Something to postpone
D. Unproductive
E. Less restorative than before
3. WHEN YOU SLOW DOWN, YOU FEEL…
A. Anxiety
B. Frustration
C. Vulnerability
D. Restlessness
E. Emptiness
4. HOW DO YOU REACT TO MISTAKES?
A. Fix them immediately
B. They weigh heavily on me
C. I keep them inside
D. I compensate by doing more
E. They leave exhaustion
5. WHICH SENTENCE FEELS MOST LIKE YOURS?
A. “If I don’t do it…”
B. “It could be better.”
C. “I can’t afford to break.”
D. “I must stay productive.”
E. “I’m fine… I think.”
RESULTS
• Mostly A: Problem Solver
• Mostly B: Perfectionist
• Mostly C: Silent Leader
• Mostly D: High Performer
• Mostly E: Invisible Burnout
SCAN
IL BEL PAESE… MA CHE PAESE STIAMO DIVENTANDO?
Una volta si diceva con orgoglio: “L’Italia è il Paese più bello del mondo”. E forse è ancora vero. Abbiamo storia, cultura, creatività, cucina, paesaggi unici e persone capaci di rialzarsi sempre. Però oggi sempre più italiani si fanno una domanda semplice: perché vivere e lavorare qui sta diventando così complicato?
Basta guardarsi intorno. Prenotare una visita medica può voler dire aspettare mesi. E allora chi può paga privatamente, chi non può spesso rinuncia. Un pensionato dopo quarant’anni di lavoro si ritrova a fare i conti fino a fine mese, mentre tante famiglie hanno paura anche solo di affrontare una spesa imprevista. Chi vuole aprire un’attività o investire si scontra con una montagna di carte, uffici che non rispondono e autorizzazioni infinite. Per aprire un piccolo bar servono mesi, ma per ricevere una multa basta un attimo. E intanto tanti giovani preparati scelgono di andare all’estero perché lì trovano stipendi migliori, più opportunità e meno ostacoli. Anche sulla sicurezza cresce il disagio. Sempre più persone hanno la sensazione che chi sbaglia spesso resti impunito, mentre chi lavora onestamente o prova a difendersi rischia di trovarsi da solo davanti ai problemi. È una percezione che alimenta rabbia e sfiducia. Poi ci sono i trasporti, le infrastrutture, i cantieri eterni, le opere bloccate da anni di discussioni e ricorsi. In un mondo che corre veloce, l’Italia spesso sembra ferma. E questo pesa sulla vita quotidiana delle persone, ma anche sull’economia. Molti cittadini hanno anche l’impressione che la meritocrazia conti sempre meno. Troppo spesso si pensa che vadano avanti le conoscenze, le raccomandazioni o gli interessi politici, invece delle capacità e dell’impegno. E allora la domanda è inevitabile: che Paese vogliamo lasciare ai nostri figli? L’Italia resta una nazione straordinaria, ma ha bisogno di tornare credibile. Credibile per i cittadini che chiedono servizi funzionanti, sicurezza e opportunità. Credibile anche per gli investitori e le aziende che vogliono creare lavoro e sviluppo, ma cercano regole chiare, tempi certi e stabilità. Perché quando un Paese perde fiducia, non si fermano solo gli investimenti: si ferma anche la speranza delle persone.
THE BEAUTIFUL COUNTRY… BUT WHAT KIND OF COUNTRY ARE WE BECOMING?
There was a time when people proudly said, “Italy is the most beautiful country in the world.” And perhaps that is still true. We have history, culture, creativity, cuisine, breathtaking landscapes, and people who have always shown the ability to rise again. Yet today, more and more Italians are asking themselves a simple question: why is living and working here becoming so complicated?
Just look around. Booking a medical appointment can mean waiting months. As a result, those who can afford it turn to private healthcare, while those who cannot often give up altogether. After forty years of work, many pensioners find themselves counting every euro until the end of the month, while countless families fear even the possibility of facing an unexpected expense. Anyone trying to start a business or invest faces mountains of paperwork, unresponsive offices, and endless approvals. Opening a small café can take months, yet receiving a fine can happen in an instant. Meanwhile, many talented young people choose to move abroad, where they find better salaries, greater opportunities, and fewer obstacles. Concerns about safety are also growing. Increasingly, people feel that those who break the rules often go unpunished, while those who work honestly or try to defend themselves are left alone to face their problems. This perception fuels anger and distrust. Then there are transport systems, infrastructure, endless construction sites, and projects stalled by years of disputes and appeals. In a world moving at high speed, Italy often seems stuck in place. This affects not only daily life, but also the broader economy.
Many citizens also feel that meritocracy matters less and less. Too often, people believe that personal connections, favoritism, or political interests matter more than competence and hard work. So the question becomes inevitable: what kind of country do we want to leave to our children?
Italy remains an extraordinary nation, but it needs to regain credibility—credibility in the eyes of citizens asking for functioning services, safety, and opportunities. It also needs credibility for investors and businesses willing to create jobs and growth, but seeking clear rules, predictable timelines, and stability. Because when a country loses trust, it is not only investments that come to a halt—it is also the hope of its people.
di Roberto Del Conte
NUOVA JAECOO 7
Design premium, tecnologia e ambizione globale: il SUV cinese
che punta a ridefinire il concetto di valore.
Negli ultimi anni il mercato automotive europeo ha assistito a un cambiamento che fino a poco tempo fa sembrava improbabile: l’ingresso sempre più deciso dei marchi cinesi nel segmento delle vetture a medio-alta gamma. Tra i brand che stanno attirando maggiore attenzione c’è Jaecoo, marchio del gruppo Chery, che con la nuova Jaecoo 7 punta a conquistare un pubblico sempre più ampio anche in Europa.
La Jaecoo 7 arriva con un posizionamento molto chiaro: offrire contenuti da SUV premium a un prezzo più competitivo rispetto ai brand tradizionali europei, giapponesi o coreani. Una strategia che non punta semplicemente al low cost, ma a ridefinire il concetto di rapporto qualità-prezzo. Dal primo sguardo, la vettura comunica immediatamente solidità. Le linee sono pulite, muscolose e contemporanee. Il frontale è dominato da una griglia verticale di forte impatto visivo, mentre la firma luminosa LED contribuisce a dare al veicolo una presenza scenica molto marcata. Il linguaggio stilistico è chiaramente internazionale: richiami al mondo luxury SUV si mescolano a un design pensato per risultare immediatamente riconoscibile. Le proporzioni giocano un ruolo importante. Con dimensioni generose ma non eccessive, Jaecoo 7 si colloca in un segmento estremamente competitivo, quello dei SUV medi, dove il cliente oggi cerca un equilibrio preciso tra estetica, comfort, tecnologia e versatilità d’uso. Non basta più apparire robusti: bisogna anche offrire qualità percepita.
NEW JAECOO 7 | Premium design, advanced technology and global ambition: the Chinese SUV redefining value.
EN. In recent years, the European automotive market has witnessed a shift that once seemed unlikely: the increasingly strong arrival of Chinese brands in the mid-to-premium vehicle segment. Among the names attracting growing attention is Jaecoo, a brand from the Chery Group, which aims to win over European customers with the new Jaecoo 7.
The Jaecoo 7 enters the market with a clear positioning: delivering premium SUV features at a more competitive price than traditional European, Japanese or Korean brands. This strategy is not about low-cost positioning, but about redefining value for money. At first glance, the vehicle immediately conveys solidity. Its lines are clean, muscular and contemporary. The front fascia is dominated by a bold vertical grille, while LED lighting gives the SUV a distinctive road presence. The styling language is clearly international, blending luxury SUV references with a design meant to stand out instantly.
Its proportions also matter. With generous yet manageable dimensions, the Jaecoo 7 fits into the highly competitive midsize SUV segment, where buyers seek a careful balance between aesthetics, comfort, technology and versatility. The cabin is where Jaecoo aims to impress further. The interior adopts a
Ed è proprio nell’abitacolo che Jaecoo sembra voler sorprendere. Gli interni adottano un’impostazione minimalista ma sofisticata, dominata da grandi superfici digitali e da una plancia pulita. Il display centrale verticale rappresenta il cuore dell’esperienza utente, integrando infotainment, connettività e gran parte delle funzioni di bordo. Negli ultimi anni il settore auto ha capito che la battaglia competitiva non si gioca solo su motori o consumi, ma sempre di più sull’esperienza digitale. L’auto viene percepita come uno spazio tecnologico in movimento, e Jaecoo 7 si inserisce perfettamente in questa trasformazione. Interfaccia intuitiva, sistemi di assistenza avanzata e connettività estesa diventano elementi centrali della proposta. Un altro aspetto interessante è il comfort. I costruttori cinesi stanno lavorando molto sulla qualità percepita dell’abitacolo, sapendo che il cliente europeo è particolarmente sensibile a finiture, silenziosità e materiali. La Jaecoo 7 trasmette una sensazione di cura superiore a quella che molti ancora associano ai marchi emergenti. Sul fronte motorizzazioni, la strategia riflette la transizione che sta vivendo l’intero mercato. Benzina elettrificata, ibrido e soluzioni orientate all’efficienza diventano strumenti essenziali per rispondere a normative sempre più stringenti e a consumatori più attenti ai costi di utilizzo. Ma il vero elemento distintivo della Jaecoo 7 potrebbe essere un altro: la percezione del brand. Fino a pochi anni fa, per molti clienti europei l’origine cinese rappresentava un limite psicologico importante. Oggi quello scenario sta cambiando rapidamente. Elettrificazione, digitalizzazione e nuova mobilità stanno ridisegnando le gerarchie del settore, riducendo il vantaggio storico dei costruttori tradizionali. Jaecoo intercetta proprio questo momento di trasformazione. Il brand non comunica aggressivamente “economia”, ma costruisce una narrazione basata su design, tecnologia e lifestyle. È un cambio di paradigma importante: non vendere solo un mezzo di trasporto, ma un’esperienza di mobilità contemporanea. Anche il naming non è casuale. Il nome Jaecoo nasce dalla combinazione di “Jäger”, richiamo all’esplorazione, e “cool”, riferimento a uno stile moderno e urbano. Una scelta che racconta bene il posizionamento del marchio: robustezza da SUV e appeal cosmopolita. In un mercato in cui il consumatore è sempre meno fedele ai marchi storici e sempre più orientato al valore reale dell’offerta, modelli come la Jaecoo 7 potrebbero diventare protagonisti di una nuova fase dell’automotive. Perché oggi il lusso non coincide più necessariamente con il blasone del logo sul cofano, ma con la qualità dell’esperienza quotidiana. La Jaecoo 7 arriva dunque in Europa in un momento particolarmente favorevole: quello in cui molti automobilisti sono pronti a mettere in discussione abitudini consolidate e ad aprirsi a nuovi player capaci di combinare tecnologia, comfort e accessibilità.
minimalist yet sophisticated layout dominated by digital surfaces and a clean dashboard. The large vertical central display acts as the core of the user experience, integrating infotainment, connectivity and most onboard functions.
The automotive industry increasingly competes on digital experience rather than just engines or efficiency. Cars are now seen as mobile technological environments, and the Jaecoo 7 reflects this transformation perfectly.
Comfort is another key area. Chinese manufacturers are investing heavily in perceived quality, understanding that European customers pay close attention to materials, silence and finishing. The Jaecoo 7 delivers a sense of refinement that challenges outdated perceptions of emerging brands. Powertrain strategy also reflects the market transition toward electrification and efficiency, aligning with stricter regulations and evolving consumer expectations.
Perhaps the most interesting aspect, however, is brand perception. Until recently, Chinese origins were often seen as a psychological barrier for European buyers. That is changing rapidly. Electrification and digital mobility are reshaping industry hierarchies, reducing the historical advantage of legacy manufacturers.
Jaecoo enters precisely at this turning point. Rather than promoting affordability alone, the brand builds its identity around design, technology and lifestyle—a major shift in automotive storytelling.
In a market where customers are becoming less loyal to traditional brands and more focused on real value, models like the Jaecoo 7 may define a new automotive era. Today, luxury is no longer just about the badge on the hood, but about everyday experience.
ALBEISA, L’ANIMA CONTEMPORANEA DI UNA STORIA ANTICA
Tra radici profonde e sguardo internazionale, il consorzio che continua a dare voce all’identità delle Langhe e del Roero
Nelle Langhe il vino non è mai stato soltanto vino, è paesaggio, memoria, cultura, identità, riscatto, è il racconto di colline scolpite dal tempo e di uomini che da generazioni custodiscono un sapere antico, ed è proprio da questo legame profondo con il territorio che nasce Consorzio Albeisa: non un semplice consorzio, ma un simbolo condiviso dell’anima delle Langhe. La storia di Albeisa affonda le sue radici nel Settecento, quando i produttori del territorio albese decisero di distinguere i propri vini attraverso una bottiglia unica, riconoscibile, elegante, un contenitore capace di dare prestigio ai vini delle Langhe al pari delle grandi bottiglie francesi, nacque così la bottiglia Albeisa, forgiata dagli storici maestri vetrai di Poirino in provincia di Torino e caratterizzata dalla sua inconfondibile spalla pronunciata. Per anni quella forma iconica rischiò di scomparire, travolta
di Paolo Gelmi
ALBEISA, THE CONTEMPORARY SOUL OF AN ANCIENT STORY | Deep roots and an international vision: the consortium that continues to give voice to the identity of Langhe and Roero.
EN. In the Langhe, wine has never been just wine. It is landscape, memory, culture, identity, and redemption. It tells the story of hills shaped by time and of people who, for generations, have preserved ancient knowledge. It is precisely from this deep bond with the land that the Consorzio Albeisa was born: not simply a consortium, but a shared symbol of the soul of the Langhe. Albeisa’s history dates back to the 18th century, when producers from the Alba area decided to distinguish their wines through
dall’industrializzazione del vetro, ma nel 1973 avvenne la rinascita: grazie alla visione di Renato Ratti e di 16 produttori albesi, la bottiglia Albeisa tornò a vivere, trasformandosi in un marchio territoriale disciplinato e protetto, non era più soltanto una bottiglia, ma una dichiarazione di appartenenza, oggi Consorzio Albeisa rappresenta una delle più autentiche espressioni del territorio di Langa e Roero, con circa 300 produttori che condividono un progetto comune che unisce tradizione, qualità e visione internazionale, esportando milioni di bottiglie nel mondo, ogni Albeisa racconta un territorio preciso, un’identità riconoscibile, una cultura del vino che mette al centro eccellenza e autenticità, oggi il Consorzio è guidato da Marina Marcarino, produttrice storica delle Langhe e pioniera del biologico nel territorio delle Lange. La forza di Albeisa sta proprio nella sua unicità: un simbolo collettivo che valorizza le singole cantine senza omologarle, ogni etichetta mantiene la propria anima, ma tutte parlano la stessa lingua: quella delle Langhe, una bottiglia che diventa ambasciatrice del territorio sulle tavole internazionali, immediatamente riconoscibile grazie al nome “ALBEISA” impresso in rilievo sul vetro, negli ultimi anni il consorzio ha saputo evolversi anche sul fronte della sostenibilità, introducendo la versione “Albeisa Leggera”, più leggera del modello tradizionale e pensata per ridurre consumi energetici ed emissioni, una scelta concreta che dimostra come innovazione e rispetto della tradizione possano convivere armoniosamente, Albeisa non è soltanto una bottiglia, è il volto elegante delle Langhe, la forma del territorio, un patrimonio condiviso che racconta al mondo la cultura, il prestigio e l’identità del vino piemontese. Il ruolo del Consorzio Albeisa va molto oltre quello di “gestire una bottiglia”, in realtà Albeisa è uno dei più forti progetti di marketing territoriale del vino italiano: un sistema creato per dare identità, prestigio e riconoscibilità internazionale ai vini delle Langhe, le sue funzioni principali si possono riassumere in alcuni punti chiave: tutela dell’identità del territorio albese e delle sue DOC/ DOCG; protezione e regolamentazione dell’utilizzo della botti -
a unique bottle—recognizable, elegant, and capable of giving the wines of the Langhe the same prestige as the great French bottles. Thus, the Albeisa bottle was born, crafted by the historic master glassmakers of Poirino, near Turin, and distinguished by its unmistakable pronounced shoulder.
For years, this iconic shape risked disappearing, overwhelmed by the industrialization of glass production. But in 1973 came its rebirth: thanks to the vision of Renato Ratti and sixteen producers from Alba, the Albeisa bottle returned to life, transforming into a regulated and protected territorial trademark. It was no longer just a bottle, but a declaration of belonging.
Today, the consortium represents one of the most authentic expressions of the Langhe and Roero territories, bringing together around 300 producers under a shared vision that combines tradition, quality, and international ambition. Millions of bottles are exported worldwide, and each Albeisa bottle tells the story of a precise territory, a recognizable identity, and a wine culture centered on excellence and authenticity.
The consortium is now led by Marina Marcarino, a historic producer in the Langhe and a pioneer of organic viticulture in the region. Albeisa’s strength lies precisely in its uniqueness: a collective symbol capable of enhancing individual wineries without standardizing them. Each label preserves its own soul, yet all speak the same language—that of the Langhe. The bottle becomes an ambassador of the territory on international tables, instantly recognizable thanks to the name “ALBEISA” embossed on the glass. In recent years, the consortium has also evolved in sustainability, introducing the Albeisa Leggera, a lighter version of the traditional bottle designed to reduce energy consumption and emissions. It is a concrete choice demonstrating how innovation and respect for tradition can coexist harmoniously.
Albeisa is far more than a bottle—it is the elegant face of the Langhe, the physical form of the territory, a shared heritage telling the world the culture, prestige, and identity of Piedmontese wine. The role of the consortium goes well beyond managing a bottle.
glia Albeisa; promozione internazionale dei produttori associati; organizzazione di eventi, degustazioni e iniziative culturali; valorizzazione del legame tra vino, paesaggio e tradizione; sostegno a progetti di sostenibilità ambientale e innovazione.
La vera intuizione di Albeisa è stata trasformare un contenitore in un simbolo collettivo, normalmente ogni cantina comunica solo sé stessa; Albeisa invece crea un’immagine comune del territorio, lasciando comunque libertà e personalità ai singoli produttori, una sorta di “marchio culturale” delle Langhe, il consorzio lavora molto anche sul concetto di esperienza: degustazioni, narrazione del paesaggio, percorsi enoturistici, eventi dedicati a Barolo, Barbaresco e ai grandi vini di Langa, non comunica soltanto il prodotto, ma uno stile di vita legato alle colline UNESCO, alla gastronomia piemontese e alla cultura del vino di alta gamma. Dal punto di vista strategico, Albeisa ha anche una funzione di “rete” tra produttori, mette insieme grandi nomi storici e realtà più piccole sotto una visione condivisa: rafforzare il valore percepito del vino delle Langhe nel mondo, questo è uno dei molti motivi per cui la bottiglia Albeisa è diventata negli anni un segno distintivo immediatamente riconoscibile da importatori, ristorazione e appassionati internazionali.
Negli ultimi anni il consorzio ha inoltre investito molto sulla sostenibilità: alleggerimento del vetro, riduzione delle emissioni, sensibilizzazione ambientale e progetti simbolici come il “Bosco Albeisa, tra i tanti progetti sostenuti dal Consorzio troviamo il vigneto “Collezione di Grinzane Cavour” uno dei progetti più affascinanti legati al patrimonio vitivinicolo delle Langhe, non è una vigna “produttiva” nel senso classico del termine, ma un vero museo vivente della vite, nato per salvare e studiare vitigni rari, antichi o addirittura scomparsi, si trova ai piedi del Castello di Grinzane Cavour, in uno dei luoghi simbolo della cultura del Barolo, e raccoglie centinaia di varietà provenienti non solo dal Piemonte, ma anche da Liguria, Valle d’Aosta e da altri territori europei e internazionali, alcuni vitigni conservati qui non esistono più nei vigneti commerciali.
L’idea nasce nel 1992 grazie al lavoro del CNR-IPSP e di ricercatori come Anna Schneider e Stefano Raimondi, con l’obiettivo di preservare la biodiversità viticola del Nord-Ovest italiano, oggi la collezione è considerata una delle più importanti d’Europa nel suo genere, il valore del progetto è enorme perché permette di: conservare il patrimonio genetico della vite, studiare origini e parentele dei vitigni, recuperare uve dimenticate, capire quali va-
In reality, Albeisa is one of the strongest territorial marketing projects in Italian wine. It was created to provide identity, prestige, and international recognition to the wines of the Langhe. Its main functions include protecting the identity of the Alba area and its DOC/DOCG appellations, regulating the use of the Albeisa bottle, promoting member producers internationally, organizing events and tastings, strengthening the link between wine, landscape, and tradition, and supporting sustainability and innovation projects.
Albeisa’s greatest insight was transforming a container into a collective symbol. Normally, each winery communicates only its own identity. Albeisa instead creates a shared image of the territory while preserving the freedom and individuality of each producer—essentially becoming a cultural brand for the Langhe. The consortium also invests heavily in the concept of experience: tastings, storytelling of the landscape, wine tourism itineraries, and events dedicated to Barolo, Barbaresco, and the great
rietà possano adattarsi meglio ai cambiamenti climatici futuri, in questo luogo, sono custodite varietà che hanno contribuito alla nascita di vini storici piemontesi come Dolcetto e Barbera, alcuni filari raccontano letteralmente secoli di storia agricola piemontese, il Consorzio Albeisa sostiene molto questo progetto perché rappresenta perfettamente la sua filosofia: difendere identità, storia e cultura del territorio senza fermarsi soltanto alla produzione commerciale del vino, la collezione infatti ha anche una forte funzione educativa e culturale, con visite guidate, percorsi divulgativi e attività dedicate agli appassionati e agli studiosi, dal punto di vista narrativo, il vigneto collezione è quasi un “archivio vivente” delle Langhe: ogni pianta custodisce un pezzo di memoria contadina, di ricerca scientifica e di evoluzione del vino piemontese, un luogo dove il passato del vino incontra il futuro della viticoltura, oggi l’attuale responsabile della “collezione” è il dott. Giorgio Gambino. Tra le colline delle Langhe sta crescendo una generazione speciale di vignaioli appartenenti al Consorzio Albeisa, sono ragazzi seri, preparati, spesso arricchiti da esperienze formative e professionali all’estero, che hanno scelto di tornare a casa portando con sé idee nuove e una visione aperta del mondo, li accomuna una passione autentica per il vino e per il territorio che li ha visti crescere, guardano alle vigne con rispetto, alla tradizione con gratitudine e al futuro con coraggio, forse non sono ancora pienamente consapevoli delle loro straordinarie potenzialità, ma possiedono una qualità rara: la voglia sincera di farle emergere attraverso il lavoro, l’impegno e la dedizione quotidiana, ragazzi sensibili, umili e profondamente legati alle proprie radici, rappresentano il volto più bello delle Langhe di domani, un patrimonio umano prima ancora che enologico.
wines of the Langhe. It communicates not just a product, but a lifestyle tied to UNESCO hills, Piedmontese gastronomy, and premium wine culture. Strategically, Albeisa also serves as a network among producers, bringing together historic great names and smaller wineries under a common mission: strengthening the perceived value of Langhe wines worldwide. This is one of the many reasons why the Albeisa bottle has become a distinctive mark instantly recognized by importers, restaurateurs, and wine enthusiasts around the world. In recent years, the consortium has also invested heavily in sustainability: lighter glass, emissions reduction, environmental awareness, and symbolic projects such as the “Bosco Albeisa.” Among the many initiatives supported by the consortium is the Grinzane Cavour Collection Vineyard, one of the most fascinating projects linked to the viticultural heritage of the Langhe. It is not a productive vineyard in the traditional sense, but a living museum of vines, created to preserve and study rare, ancient, or even extinct grape varieties. Located at the foot of the Castle of Grinzane Cavour—one of the symbolic places of Barolo culture—it houses hundreds of varieties from Piedmont, Liguria, Valle d’Aosta, and other European and international territories. Some of the grape varieties preserved here no longer exist in commercial vineyards. The project was launched in 1992 thanks to the work of CNR-IPSP researchers such as Anna Schneider and Stefano Raimondi, with the aim of preserving the viticultural biodiversity of northwestern Italy. Today, the collection is considered one of Europe’s most important of its kind. Its value is enormous: it helps preserve the genetic heritage of vines, study grape origins and relationships, recover forgotten varieties, and understand which grapes may better adapt to future climate change. Some of the varieties preserved here contributed to the birth of historic Piedmontese wines such as Dolcetto and Barbera. Entire rows literally tell centuries of agricultural history. The consortium strongly supports this project because it perfectly represents its philosophy: protecting identity, history, and culture beyond commercial wine production.
The collection also serves an educational purpose through guided tours, educational paths, and activities for enthusiasts and scholars. Narratively, this collection vineyard is almost a living archive of the Langhe: each vine preserves a fragment of rural memory, scientific research, and the evolution of Piedmontese wine—a place where the past of wine meets the future of viticulture. Today, the collection is managed by Dr. Giorgio Gambino. Across the hills of the Langhe, a special new generation of winemakers within Albeisa is emerging. They are serious, skilled young people, often enriched by study and professional experiences abroad, who have chosen to return home carrying new ideas and an open vision of the world. They share a
Nel nostro viaggio straordinario sulle colline delle Langhe ringraziamo anche Piercarlo Vacchina per l’esperienza alla ricerca del Tartufo nero, lo Chef Marc Lanteri per la giornata dedicata alla preparazione dei piatti da noi realizzati presso la sua struttura, i ristoratori della zona che ci hanno ingolosito con i loro piatti tipici del territorio e per ultimo, ma non in termini d’importanza, il Presidente del Consorzio Albeisa “Marina Marcarino”, per la sua generosa ospitalità a nome e per conto di tutti i 300 consociati e dei suoi collaboratori.
genuine passion for wine and for the land where they grew up. They look at vineyards with respect, tradition with gratitude, and the future with courage. Perhaps they are not yet fully aware of their extraordinary potential, but they possess a rare quality: the sincere desire to reveal it through hard work, commitment, and daily dedication. Sensitive, humble, and deeply rooted in their heritage, they represent the most beautiful face of tomorrow’s Langhe—a human heritage even before an enological one. During our extraordinary journey through the Langhe hills, we would also like to thank Piercarlo Vacchina for the black truffle experience, Chef Marc Lanteri for the day dedicated to preparing dishes at his venue, the local restaurateurs who delighted us with traditional regional cuisine, and last—but certainly not least—Marina Marcarino, President of the Albeisa Consortium, for her generous hospitality on behalf of all 300 members and collaborators.
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HEINEMANN ITALIA
Il duty free del futuro tra esperienza, innovazione e nuove abitudini di viaggio
Negli ultimi anni il mondo del travel retail sta vivendo una trasformazione profonda. Gli aeroporti non sono più soltanto luoghi di passaggio, ma spazi sempre più orientati all’esperienza, al lifestyle e alla relazione con il viaggiatore. In questo scenario, Heinemann Italia rappresenta uno dei protagonisti più interessanti del settore, grazie a una visione che unisce retail internazionale, attenzione al consumatore e sviluppo di nuovi format commerciali. Abbiamo incontrato Fulvio Fassone, Managing Director di Heinemann Italia, per parlare dell’evoluzione del duty free, delle nuove abitudini dei viaggiatori e delle sfide che attendono il settore nei prossimi anni.
Negli ultimi anni il travel retail è cambiato profondamente. Quali sono oggi le principali trasformazioni che state osservando nel comportamento dei viaggiatori? Il cambiamento nella nostra Industry è una caratteristica peculiare ; un business model dinamico, legato alle nazionalità, al viaggio, alle destinazioni e ai luoghi di provenienza dei nostri potenziali clienti. Questo modello implica avere sempre una visione aggiornata del mercato e migliorarsi continuamente per soddisfare le aspettative dei nostri partner e dei viaggiatori. Essere in grado di cogliere e intercettare i cambiamenti sociali e le loro ricadute nel contesto del nostro mercato è fondamentale per non perdere velocità nelle soluzioni commerciali da presentare ai passeggeri dei nostri aeroporti . In questo momento il contesto di analisi è, da una parte, generazionale ,con la transizione tra quello che è stato per decenni lo zoccolo duro dei nostri principali clienti e le nuove generazioni , una transizione in volumi e nelle modalità con cui i nostri clienti si approcciano ai punti vendita e alla nostra offerta commerciale , dall’altra , capire bene come si sta evolvendo l’interazione tra retail fisico e digitale e trovare
il giusto equilibrio tra i vari fattori , non dimenticando le altre variabili del marketing mix.
Gli aeroporti stanno diventando sempre più luoghi di esperienza oltre che di transito. Quanto conta oggi l’aspetto emozionale all’interno di uno store duty free?
Uscendo dagli schemi di commento tradizionali che prevedono un tipo di risposta business-standard devo dire che mi è sempre piaciuto, fin da quando ho “incontrato” questo mondo 35 anni fa , pensare e paragonare il travel retail a un mercato , certamente un luogo , dove similmente ad un oasi si “incontrano” carovane di viaggiatori che provengono da tutto il mondo. Incontrarsi è una parola che ha molti significati ma nel caso specifico del Travel retail e delle sue caratteristiche di format ,più che in altri contesti commerciali, è la capacità di aiutare i viaggiatori a “incontrare” nelle nostre “oasi” (oasi indica un luogo, un ambiente o un momento di grande tranquillità e sollievo rispetto a un contesto caotico o difficile), un oggetto che realizza un piccolo o grande desiderio e genera una emozione. Proporre questo scambio nel migliore dei modi passa però attraverso la conoscenza culturale dei nostri viaggiatori che si acquisisce con le analisi e i dati oltre che capitalizzando l’esperienza global e regional di chi , come il nostro Gruppo, esercita questo lavoro in tutto il mondo. Questi fattori: analisi dei dati, competenza dei processi, professionalità dell’interazione e certamente un po’ di passione se ben sintetizzati in format, prodotti, esperienze generano sensazioni ed emozioni. Quanto più questo luogo, questa oasi, riesce ad essere incantata tanto più rende l’esperienza emotiva del passeggero, nel frame di tempo passato in aeroporto, positiva e soddisfacente.
Oggi il viaggiatore è sempre più internazionale ma anche molto più esigente. Come stanno cambiando le aspettative del cliente aeroportuale?
Direi che assistiamo sempre di più ad una richiesta di esclusività
intesa come proposta commerciale volta a soddisfare l’unicità cioè a diventare parte integrante dell’esperienza personale del cliente. Questo avviene con una modalità che si contestualizza o come fidelizzazione, cioè ritrovare un prodotto che è già parte del mio background o come innovazione , cioè trovare e conoscere un nuovo prodotto che soddisfi una mia curiosità , stimolata anche dalla interazione digitale. Questa seconda modalità è oggi molto più vicina alle nuove generazioni che vivono l’innovazione come un fenomeno dinamico, quotidiano, sorprendente. Questa modalità implica avere una capacità continua di lettura dei trend e dei fenomeni di mercato e mettere in pratica un processo “time to market” molto rapido. Avendo a che fare con clienti / passeggeri con mindset culturali molto diversi, contrariamente al retail tradizionale , è chiaro che gli strumenti di analisi devono essere in grado di intercettare i cambiamenti molto più rapidamente.
In che modo Heinemann Italia sta lavorando per differenziarsi rispetto ai tradizionali modelli di retail aeroportuale? L’utilizzo dell’AI sta rapidamente diventando un must perché consente di avere ,per le aziende che operano a livello globale , risposte in tempo reale molto più puntuali e geolocalizzate, veloci e nel contempo in grado di modificare e migliorare i processi di backoffice, della supply chain, del dynamic pricing in maniera più efficiente ed efficace. Oltre a questo che si sta affermando sotto i nostri occhi non dimentichiamo la “centralità della persona”, l’attenzione e il rispetto che i nostri staff, i veri ambasciatori della nostra policy commerciale, devono mostrare ai passeggeri. Può sembrare scontato ma in una azienda che da 147 anni è guidata da una famiglia questo aspetto è parte integrante del nostro DNA e si riflette nella gestione e nei rapporti all’interno della nostra organizzazione e verso i clienti . In questo senso facciamo davvero la differenza.
Il settore del food & beverage premium e degli spirits sta vivendo una forte evoluzione. Quali tendenze vede emergere nei prossimi anni?
Questo settore , in particolare quello dei vini e degli spirits ,è quello che oggi sta facendo più fatica a leggere i cambiamenti
Fulvio Fassone, Managing Director di Heinemann Italia
delle nuove generazioni. Banalizzando si può dire che ci sia una tendenza a diminuire il consumo di prodotti alcolici verso bevande low alchol anche se in realtà non c’è un vero e proprio effetto sostitutivo probabilmente perché le aziende produttrici stesse stanno cercando di capire quale tipologia, quale posizionamento di prezzo etc devono assumere i nuovi prodotti. Anche sulla qualità il lavoro è da completare. Il vero cambiamento in questo momento è nei volumi di consumo ed è dovuto soprattutto alla diminuzione del numero di consumatori considerando anche che molte nazionalità di passeggeri emergenti culturalmente non consumano prodotti alcolici. Su questo probabilmente siamo partiti un po’ in ritardo nell’intercettare le nuove tendenze e dobbiamo recuperare in fretta. Per quanto riguarda i prodotti food sono in grande crescita e sempre di più parte fondamentale del nostro settore e dell’esperienza del passeggero di cui abbiamo parlato. Nel nostro caso unire alta qualità, made in Italy e regionalità, far conoscere la storia delle aziende e delle persone è la chiave vincente.
La sostenibilità è ormai centrale anche nel travel retail. Come si traduce concretamente questo tema nelle strategie di Heinemann Italia?
Ho un rapporto controverso con questa parola che spesso sento essere utilizzata più come strumento di “self marketing” che come azioni concrete e misurabili.
Per quanto ci riguarda il punto è focalizzarsi da una parte sulle misure che limitano i consumi e gli sprechi a tutti i livelli ,supply chain: dai prodotti a km zero ai trasporti , energia, materiali ecosostenibili, dall’altra sempre di più mettere in atto progetti di collaborazione con i nostri partner aeroportuali condividendo traiettorie di miglioramento possibilmente anche… a costi sostenibili. È un tema molto importante, non a costo zero, su cui tutte le aziende si concentrano ma il modello di miglioramento continuo passa a mio avviso soprattutto dall’efficientamento di diversi processi e dalla interazione con i nostri partner: produttori da una parte , società di gestione dall’altra.
Guardando ai prossimi cinque anni, come immagina l’evoluzione degli aeroporti e del duty free?
Credo che condividere con i nostri partner l’outlook dei prossimi 10 anni sia fondamentale. Il rapporto tra retailers e landlords ma anche con brand e produttori probabilmente ha bisogno di un colpo di reni , un nuovo business model che esca dai canoni tradizionali della monopolistica burocraticità della subconcessione e si avvii di più in un contesto di analisi condivise, scambio ,confronto, fast decision making .Non c’è una ricetta migliore in assoluto ma l’interazione tra le varie parti della nostra industry deve essere più efficace ed essere sostenibile per tutti.
La marginalità già molto compressa per non dover ricorrere al cost saving e quindi ad interventi sulla qualità del nostro lavoro, deve svilupparsi grazie al miglioramento continuo (che è un approccio mentale ma anche un investimento) e al raggiungimento dell’ottimale in termini di spesa per passeggero .Per fare questo serve, non solo una lettura del mercato in tempo reale e le conseguenti azioni commerciali, ma a monte di questo informazioni più puntuali su passeggeri, network dei voli , pianificazione degli spazi condivisa, lavorare sui progetti infrastrutturali che negli aeroporti richiedono anni, e a valle sistemi logistici molto più efficienti di quanto non siano oggi. Per fare questo ci vuole innanzitutto tempo, progetti condivisi ed è fondamentale passare da un rapporto orientato agli economics intesi come royalties e minimi garantiti a economics intesi come sviluppo della redditività in senso assoluto
BOLOGNA
DESTINAZIONI / DESTINATIONS
BOLOGNA MILANO TORINO BARI
MILANO E TORINO, FUGA DALL’ AFA / MILAN AND TURIN: ESCAPE
THE HEAT / BARI E BOLOGNA, CONTRO IL CALDO / BARI AND BOLOGNA, BEAT THE HEAT
FUGA DALL’AFA
Milano e Torino svelano i loro rifugi più freschi per sopravvivere all’estate in città.
ESCAPE THE HEAT | Milan and Turin reveal their coolest summer hideaways for surviving the urban heat.
L’estate in città non è più soltanto una parentesi scomoda: negli ultimi anni, tra ondate di calore sempre più frequenti e temperature che superano regolarmente i 35 gradi, Milano e Torino si trasformano spesso in vere e proprie isole di calore urbane. Eppure, anche nelle settimane più torride, esistono luoghi capaci di offrire refrigerio, quiete e perfino una sorprendente sensazione di evasione.
A Milano, il primo rifugio dal caldo resta il verde. Il più iconico è senza dubbio Parco Sempione, che grazie alla presenza di alberature mature e ampie zone d’ombra regala temperature percepite sensibilmente più basse rispetto alle aree circostanti. Al mattino presto o nel tardo pomeriggio diventa uno dei punti migliori per camminare, leggere o semplicemente rallentare.
Chi cerca qualcosa di meno centrale può scoprire il fascino quasi inatteso del Boscoincittà, una grande area verde a ovest della città dove l’atmosfera cambia radicalmente. Sentieri sterrati, specchi d’acqua e silenzio creano una sensazione più vicina alla campagna che a una metropoli. Milano offre però anche rifugi climatici meno ovvi. Le corti interne dei palazzi storici del centro, spesso invisibili dalla strada, custodiscono microclimi sorprendenti. Zone come Brera, Corso Magenta o le Cinque Vie nascondono cortili ombreggiati dove la temperatura può scendere di diversi gradi. Non è un caso che molti boutique hotel e caffè di design abbiano valorizzato proprio questi spazi. Anche l’acqua resta un alleato prezioso. I Navigli, nonostante il turismo e la movida, mantengono un vantaggio microclimatico nelle
EN. Summer in the city is no longer just an inconvenience. In recent years, with increasingly frequent heatwaves and temperatures regularly exceeding 35°C, both Milan and Turin often turn into true urban heat islands. Yet even during the hottest weeks, both cities offer places where visitors can find cool air, quiet and even a surprising sense of escape. In Milan, green spaces remain the most immediate refuge. The iconic Parco Sempione, with its mature trees and shaded areas, offers noticeably cooler temperatures than surrounding streets. Early mornings and late afternoons are ideal for walking, reading or simply slowing down.
Those looking for something less central can discover Boscoincittà, a vast green area in western Milan where the atmosphere feels dramatically different. Dirt paths, water features and silence create a setting closer to countryside than metropolis. Milan also hides less obvious climate refuges. Historic inner courtyards, often invisible
ore serali grazie alla presenza dell’acqua e alle correnti d’aria che si generano lungo il canale. Per chi può permettersi una fuga di poche ore, l’Idroscalo rimane un classico intramontabile, oggi sempre più orientato a sport acquatici, relax e attività open air.
Torino, dal canto suo, gioca una carta diversa ma altrettanto efficace: la vicinanza immediata alle Alpi. Poche città europee possono vantare un rapporto così diretto con la montagna. Questo si traduce in un vantaggio concreto durante l’estate, perché bastano brevi spostamenti per guadagnare altitudine e abbassare sensibilmente le temperature.
Nel cuore urbano, uno dei migliori antidoti al caldo è il Parco del Valentino. Affacciato sul Po, beneficia della combinazione tra ombra e umidità del fiume, offrendo una sensazione di freschezza particolarmente piacevole nelle ore serali. La presenza del borgo medievale aggiunge inoltre un fascino scenografico raro in un parco cittadino. Anche i portici torinesi rappresentano un piccolo capolavoro di urbanistica climatica. Oltre 18 chilometri di percorsi coperti consentono di attraversare buona parte della città restando protetti dal sole diretto. Nati per ragioni architettoniche e sociali, oggi si rivelano perfetti anche per affrontare le giornate più afose. Chi desidera un’esperienza più esclusiva può salire
from the street, preserve surprising microclimates. Areas such as Brera, Corso Magenta and Cinque Vie conceal shaded courtyards where temperatures can drop significantly. Water also plays an important role. The Navigli district, despite its lively nightlife, benefits from a cooling effect during evening hours thanks to canal breezes. For a short escape, Idroscalo remains a timeless option, increasingly focused on water sports and outdoor leisure.
Turin offers a different but equally effective advantage: immediate proximity to the Alps. Few European cities enjoy such a direct relationship with the mountains. Even short journeys uphill can dramatically lower temperatures. Within the city, Parco del Valentino remains one of the best heat escapes.
Overlooking the Po River, it combines shade and river humidity, creating especially pleasant evening conditions. The medieval village inside the park adds a unique atmosphere. Turin’s arcades are another climatic masterpiece. More than 18 kilometres of covered walkways allow residents and visitors to cross much of the city protected from direct sun. For a more exclusive experience, the Turin hills offer immediate relief. Areas such as Cavoretto and Superga enjoy better ventilation, less heat accumulation and breathtaking views. Reaching the Basilica
verso la collina torinese. In zone come Cavoretto o Superga l’aria cambia rapidamente: più ventilazione, meno accumulo di calore e viste spettacolari sulla città. La salita alla Basilica di Superga, soprattutto nel tardo pomeriggio, resta una delle esperienze estive più appaganti. Esiste poi un segreto che accomuna Milano e Torino: il fresco più sorprendente spesso non si trova all’aperto ma sottoterra. Musei, fondazioni culturali, gallerie d’arte e spazi espositivi offrono ambienti climatizzati che diventano una risorsa preziosa durante i picchi di calore. Visitare una mostra nelle ore centrali non è soltanto una scelta culturale, ma una vera strategia urbana. Il vero lusso estivo in città, oggi, non è necessariamente partire. È conoscere i ritmi giusti, evitare le ore peggiori e sapere dove rifugiarsi. Tra parchi ombrosi, cortili nascosti, colline ventilate e rive d’acqua, anche Milano e Torino sanno offrire un’estate sorprendentemente vivibile.
of Superga in late afternoon remains one of the city’s most rewarding summer experiences. There is also one shared secret between Milan and Turin: some of the most effective cooling spots are underground or indoors. Museums, art foundations and exhibition spaces provide air-conditioned environments that become invaluable during heat peaks. Today, the true luxury of summer in the city is not necessarily leaving—it is knowing where to go, when to move and how to find cool refuge. Between shaded parks, hidden courtyards, breezy hills and riverside paths, both Milan and Turin can offer a surprisingly enjoyable summer.
Founded in Lecce in 2005, Casta SRL has carved out a space in the European market over the past 15 years, establishing itself as one of the most dynamic companies in the mechanical carpentry sector. Led by siblings Andrea and Chiara Cazzolla, this family-run business in steel sheet machining has grown into a compact multinational with nearly 200 employees. Today, Casta plays a key role in sectors such as forklift manufacturing, agricultural machinery, earthmoving, and railway equipment.
A Cutting-Edge Company
Casta prioritizes flexibility and rapid adaptation to market conditions. It meets European quality standards (UNI EN ISO 9001:2008, ISO 3834-2:2006) and holds Quality Certification, reflecting its commitment to continuous improvement and customer satisfaction. Its IATF 16949-based Quality Management System promotes risk-based thinking and lean manufacturing practices like kaizen and proactive problem-solving to support ongoing growth.
Casta Lab
Casta Lab, founded by Casta srl, is a research and development hub focused on innovative metal perforation designs. Inspired by Renaissance workshop methods, it oZers customizable solutions for ventilated and decorative facades enhancing both new architecture and the regeneration of existing buildings. These facades act as thermal "skins," improving energy eZiciency through natural airflow. Casta Lab’s initial catalogue includes metal sheets for cladding, shading, and architectural elements like verandas and porches, aimed at combining functionality with aesthetic design.
Casta SRL
Lecce, Italy
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castasrl.it
0832332376
CONTRO IL CALDO
Tra vicoli di pietra, colline e mare, Bari e Bologna offrono rifugi sorprendenti dall’afa estiva
BEAT THE HEAT | Between stone alleys, hills and sea breezes, Bari and Bologna reveal surprising summer refuges
L’estate a Bari e Bologna può essere intensa. L’afa, il sole verticale e le alte temperature trasformano entrambe le città in luoghi dove imparare a muoversi con intelligenza diventa quasi un’arte. Ma proprio il tessuto urbano, spesso considerato un limite durante i mesi più caldi, nasconde soluzioni sorprendenti per ritrovare comfort e freschezza.
A Bari il primo alleato è naturalmente il mare. Non soltanto come destinazione balneare, ma come vero regolatore climatico urbano. Le zone del lungomare, soprattutto nelle prime ore del mattino e al tramonto, beneficiano di brezze costanti che abbassano sensibilmente la temperatura percepita. Camminare sul Lungomare Nazario Sauro nelle ore serali significa riscoprire una città più respirabile, luminosa e sorprendentemente rilassata. Il cuore più interessante, però, resta Bari Vecchia. Quello che può sembrare un semplice centro storico è in realtà un perfetto esempio di architettura climatica mediterranea.
I vicoli stretti, le facciate in pietra chiara e la densità del costruito non sono casuali: per secoli hanno rappresentato una risposta concreta al calore. L’ombra si crea naturalmente per gran parte della giornata, limitando l’irraggiamento diretto. Anche la pietra calcarea gioca un ruolo
EN. Summer in Bari and Bologna can be intense. Heat, humidity and strong sunlight turn both cities into places where moving wisely becomes almost an art. Yet their urban fabric hides surprising ways to find comfort and coolness.
In Bari, the sea is the city’s greatest ally. Not only as a beach destination, but as a real climate regulator. The seafront areas, especially early in the morning and at sunset, benefit from constant breezes that significantly lower the perceived temperature. Walking along the waterfront in the evening reveals a calmer and more breathable city. The most interesting area remains Bari Vecchia. More than just a historic district, it represents an extraordinary example of Mediterranean climate-responsive architecture. Narrow alleys, pale stone façades and dense urban design naturally create shade throughout much of the day. The limestone itself plays an important role. While absorbing heat during daylight, it releases
importante. Pur assorbendo calore durante il giorno, rilascia gradualmente la temperatura, rendendo alcune zone più tollerabili nelle ore serali. Non a caso, la vita sociale barese si riaccende soprattutto dopo il tramonto, quando piazze e vicoli tornano a popolarsi. Per chi desidera una pausa dal centro, esistono rifugi meno scontati. Il quartiere di Torre a Mare, poco distante dalla città, offre un’atmosfera completamente diversa: porticciolo, ventilazione marina e ritmi più lenti. Anche pochi chilometri possono cambiare radicalmente la percezione del caldo.
Se Bari trova sollievo nell’acqua, Bologna affida gran parte del proprio comfort estivo a una delle sue caratteristiche più iconiche: i portici. Portici di Bologna non sono solo patrimonio architettonico, ma una straordinaria infrastruttura climatica. Oltre 60 chilometri di percorsi coperti permettono di attraversare gran parte della città restando protetti dal sole. Camminare sotto i portici durante una giornata torrida fa capire quanto l’urbanistica storica sapesse già rispondere alle condizioni ambientali. L’ombra continua riduce drastica-
it gradually, making certain areas more comfortable in the evening. It is no coincidence that Bari’s social life truly comes alive after sunset. For those seeking relief beyond the centre, Torre a Mare offers a different atmosphere altogether: a small harbour, sea breeze and slower rhythms.
If Bari relies on water, Bologna depends largely on one of its most iconic features: its arcades. The Porticoes of Bologna are not only an architectural treasure but also an extraordinary climate infrastructure. More than 60 kilometres of covered walkways allow movement across much of the city while protected from direct sunlight. Bologna also benefits from something often underestimated: its hills. Just minutes away from the centre, higher areas offer lighter air and stronger ventilation. San Luca and the surrounding hills provide a noticeably cooler
mente la temperatura percepita e rende gli spostamenti molto più sostenibili. Bologna possiede però un secondo vantaggio spesso sottovalutato: la collina. Basta allontanarsi di pochi minuti dal centro per ritrovare aria più leggera e maggiore ventilazione. Le zone di San Luca, Monte Donato o i colli bolognesi offrono un microclima nettamente diverso rispetto al cuore cittadino. La salita al Santuario della Madonna di San Luca rappresenta uno degli esempi migliori. Oltre al celebre portico monumentale, l’altitudine regala una ventilazione costante che rende l’esperienza particolarmente piacevole nel tardo pomeriggio. Un altro segreto bolognese riguarda l’acqua, anche se spesso invisibile. Molti non sanno che sotto la città scorre un sistema storico di canali che per secoli ha contribuito alla vita economica e produttiva del territorio. Ancora oggi alcune aree beneficiano indirettamente di microcorrenti d’aria legate alla presenza dell’acqua. C’è poi un elemento che accomuna Bari e Bologna: il fresco migliore spesso non coincide con il pieno giorno, ma con il cambio di ritmo urbano. In entrambe le città l’estate insegna a vivere diversamente: pause più lunghe nelle ore centrali, attività serali, cene all’aperto e passeggiate dopo il tramonto. Il vero lusso, durante l’estate urbana, non è soltanto cercare l’aria condizionata. È saper leggere la città. Capire dove si muove il vento, dove la pietra protegge, dove l’ombra dura più a lungo. Bari e Bologna, in modi molto diversi, ricordano che il caldo non si combatte soltanto fuggendo, ma imparando ad abitare meglio lo spazio.
microclimate. The climb to the Sanctuary of San Luca remains one of the best summer experiences. Beyond its iconic portico, elevation creates pleasant airflow, especially in late afternoon. Another hidden Bolognese secret involves water. Beneath the city runs a historic canal system that once powered much of its economic life. Even today, some areas indirectly benefit from cooler air currents linked to this hidden water network. Bari and Bologna share one important lesson: the best coolness often comes not from escaping the city, but from understanding how to live within it—following shade, breeze and slower rhythms.
Guida Monaci dal 1870 il punto di riferimento del Sistema Italia
Il nos tro purpos e è “Gene rare val ore” . I ser vizi knowle dg e i n te n s i v e c h e fo rn i a mo a l l e Imp re s e Pu b b l i c h e e Pri v a te contribuiscono a creare fiducia e reputazione nei confronti del Sistema Italia Grazie alle competenze dei nostri consulenti garantiamo il raggiungimento degli obiettivi richiesti dai nostri s ta k e h o l d e r. Ve ri fi c h e d o c u me n ta l i , Re p o rt re p u ta z i o n a l i , Audit ed analisi investigative per guidare il cambiamento.
UN libro DA LEGGERE / A BOOK TO READ
di Paolo Gelmi
IL VIAGGIO VISIONARIO
DI FRANCESCO CASILE
Un libro, un patto tra chi c’era, chi c’è e chi verrà.
Dalla Calabria a Milano, inseguendo un sogno che aveva il sapore dell’orizzonte, la storia di Francesco Casile è il racconto di un uomo che ha scelto di non accontentarsi dei confini visibili, spinto dal desiderio di scoprire cosa si nascondesse oltre, dove le ambizioni incontrano il coraggio e i sogni diventano progetti di vita, Milano, capitale della moda e delle opportunità, diventa il palcoscenico della sua crescita personale e professionale, partendo dal basso e affrontando sacrifici, sfide e rinunce, Casile costruisce nel tempo una carriera di primo piano nel mondo della moda e del retail, un percorso costellato di successi, incontri determinanti e continua evoluzione, un viaggio vissuto sempre nel segno del Made in Italy, dell’eccellenza e di quel “Ben Fatto” che rappresenta uno dei patrimoni più autentici del nostro Paese. Raggiunto l’apice della propria esperienza professionale, Francesco Casile sceglie di fermarsi per osservare il cammino compiuto e trasformarlo in una testimonianza capace di parlare alle nuove generazioni, nasce così un libro che guarda alla vita con lo stesso spirito con cui Dante osservava il suo viaggio nella Divina Commedia, una ricerca dell’“Oltre”, di ciò che si cela dietro le apparenze, i successi, le cadute e le conquiste dell’esistenza, non una semplice autobiografia, ma un’opera che si propone come bussola
per i giovani che desiderano avvicinarsi al mondo della moda e costruire il proprio percorso professionale, un racconto che diventa al tempo stesso manuale di vita, sussidiario di esperienze e vocabolario di valori, passioni, errori, intuizioni e speranze. Tra le pagine del suo libro emerge il ritratto autentico di un uomo che ha dedicato la propria vita a un settore straordinario e che oggi desidera lasciare in eredità il bene più prezioso accumulato lungo il cammino: l’esperienza, un patrimonio costruito giorno dopo giorno, alimentato dalla passione per il Made in Italy e dalla convinzione che il successo non sia mai un punto di arrivo, ma una continua ricerca di ciò che si trova oltre l’orizzonte, Questo libro non è un’autobiografia, tantomeno memoria o teoria, ma un patto tra chi c’era, chi c’è e chi ci verrà.
EN. THE VISIONARY JOURNEY OF FRANCE -
SCO CASILE | A book, a pact between those who were there, those who are here, and those who are yet to come.
From Calabria to Milan, in pursuit of a dream that carried the taste of the horizon, the story of Francesco Casile is the story of a man who chose not to settle for the boundaries he could see. Driven by the desire to discover what lay beyond them, where ambition meets courage and dreams become life projects, Casile found in Milan — the capital of fashion and opportunity — the stage for his personal and professional growth. Starting from the bottom and facing sacrifices, challenges and renunciations, he gradually built a leading career in the world of fashion and retail: a path marked by success, defining encounters and constant evolution. It was a journey always lived in the spirit of Made in Italy, of excellence, and of that “well-made” culture that represents one of the most authentic treasures of our country. Having reached the height of his professional experience, Francesco Casile chose to pause, look back on the road he had travelled and transform it into a testimony capable of speaking to new generations. Thus was born a book that looks at life with the same spirit with which Dante observed his journey in the Divine Comedy: a search for the “Beyond”, for what lies behind appearances, success, falls and achievements.
This is not a simple autobiography, but a work conceived as a compass for young people who wish to approach the world of fashion and build their own professional path. It is a story that becomes, at the same time, a life manual, a compendium of experiences and a vocabulary of values, passions, mistakes, intuitions and hopes.Across the pages of his book, the authentic portrait emerges of a man who has devoted his life to an extraordinary industry and who now wishes to leave behind the most precious legacy gathered along the way: experience. A heritage built day after day, nourished by a passion for Made in Italy and by the belief that success is never a final destination, but a continuous search for what lies beyond the horizon. This book is not an autobiography, nor is it a memoir or a theory, but a pact between those who were there, those who are here, and those who are yet to come.
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