DESTINAZIONI DA SOGNO CASTELMEZZANO, SOSPESO TRA ROCCIA E CIELO / DREAMING DESTINATIONS CASTELMEZZANO, SUSPENDED BETWEEN ROCK AND SKY / DOVE E COME TOKYO, LA META TOP PER OGNI STAGIONE / WHERE AND HOW TOKYO, THE TOP DESTINATION FOR EVERY SEASON / FASHION PERFORMANCE COUTURE
Mensile n.62/2026 5,00
IL CONTINENTE DEI CONTRASTI THE CONTINENT OF CONTRASTS
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N. 62 - 2026 – PERIODICITÀ MENSILE/MONTHLY PERIODICITY
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VIAGGIARE A MAGGIO
Maggio è il mese delle partenze che iniziano nella testa prima ancora che nei bagagli. È il momento in cui il viaggio torna a essere progetto, desiderio, possibilità concreta. Le giornate si allungano, la luce cambia ritmo e anche il tempo sembra offrire più spazio: non necessariamente per fare di più, ma per scegliere meglio. In questo numero abbiamo cercato di seguire proprio questa idea di viaggio. Non solo destinazioni, ma esperienze: luoghi da attraversare con attenzione, città da osservare con uno sguardo nuovo, pause da concedersi senza fretta. Dall’Australia più lontana ai borghi italiani meno battuti, fino ai musei e agli spazi del benessere, ogni proposta nasce da una stessa esigenza: ritrovare un equilibrio tra movimento e presenza. Viaggiare, oggi, non significa più soltanto spostarsi. Significa anche rallentare, selezionare, dare valore al tempo. Maggio, in questo senso, è un invito silenzioso ma preciso: uscire, sì, ma con consapevolezza. E forse è proprio da qui che iniziano i viaggi migliori.
MAY ON THE GO
May is the month when journeys begin in the mind before they take shape in a suitcase. It is a time when travel returns to being a plan, a desire, a real possibility. The days grow longer, the light shifts, and time itself seems to open up—offering not necessarily more to do, but more freedom to choose. In this issue, we followed that idea of travel. Not just destinations, but experiences: places to move through with awareness, cities to observe with fresh eyes, pauses to allow without rushing. From distant Australia to lesser-known Italian villages, from museums to spaces of wellbeing, each suggestion is guided by the same intention: to restore a balance between movement and presence. Today, traveling is no longer just about going somewhere else. It is also about slowing down, selecting carefully, and giving value to time. In this sense, May becomes a quiet but clear invitation: to go out, yes—but with awareness. And perhaps that is where the best journeys truly begin.
VIAGGI NEL MONDO
TRAVELING IN THE WORLD
METE EUROPEE
EUROPEAN DESTINATIONS
DESTINAZIONI DA SOGNO
DREAMING DESTINATIONS
VIAGGI SLOW
DOVE E COME
SLOW TOUR WHERE AND HOW
BRAND AT WORK
BRAND AT WORK
ARTE
HI-TECH PER VIAGGIATORI
FOR TRAVELERS
EVENTI E MOSTRE BELLEZZA IN VIAGGIO CONSIGLI DI BENESSERE
AND EXHIBITIONS
VIAGGI
AUSTRALIA, IL CONTINENTE DEI CONTRASTI
Dalle metropoli oceaniche alle terre rosse dell’Outback, un viaggio tra natura estrema, città vibranti e culture millenarie
AUSTRALIA, A CONTINENT OF CONTRASTS | From oceanfront cities to the red heart of the Outback, a journey through wild nature, vibrant urban life and ancient cultures
di Rajan Gualtieri
L’Australia non è solo una destinazione: è un’esperienza che ridefinisce il concetto stesso di viaggio. Isolata geograficamente ma profondamente connessa al resto del mondo, questa enorme isola-continente sorprende per la varietà dei suoi paesaggi, la qualità della vita urbana e la presenza costante di una natura potente e spesso selvaggia. Il primo impatto, per chi arriva in città come Sydney o Melbourne, è quello di una modernità rilassata. A Sydney, l’iconica Opera House e il ponte Harbour Bridge si affacciano su una baia che sembra progettata per essere fotografata. Le spiagge, come Bondi e Manly, fanno parte della quotidianità: qui si surfa prima di andare in ufficio e si vive all’aria aperta tutto l’anno. Melbourne, invece, conquista con la sua anima europea: caffè raffinati, gallerie d’arte, quartieri creativi e una scena gastronomica tra le più interessanti dell’emisfero sud. Ma basta allontanarsi di poche ore dalle città per entrare in un altro mondo. L’entroterra australiano, conosciuto come Outback, è una distesa sconfinata di terra rossa, cieli immen-
EN. Australia is not just a destination—it’s an experience that reshapes the very idea of travel. Geographically isolated yet globally connected, this vast island continent stands out for its striking diversity of landscapes, its high quality of urban life, and the constant presence of powerful, often untamed nature. For first-time visitors arriving in cities like Sydney or Melbourne, the immediate impression is one of relaxed modernity. In Sydney, the iconic Opera House and Harbour Bridge overlook a bay that feels almost cinematic. Beaches such as Bondi and Manly are part of everyday life—surfing before work is not unusual, and outdoor living is embraced year-round. Melbourne, on the other hand, captivates with its European flair: refined cafés, art galleries, creative districts, and one of the most dynamic food scenes in the Southern Hemisphere. Just a few hours beyond the cities, the landscape changes dramatically.
The Australian interior, known as the Outback, stretches endlessly with red earth, vast skies, and profound silence.
Great Ocean Road and Twelve Apostoles in Australia
VIAGGI
si e silenzi assoluti. Qui si trova uno dei luoghi più simbolici del paese: Uluru, il monolite sacro per gli aborigeni Anangu. Vederlo cambiare colore all’alba e al tramonto è un’esperienza quasi mistica, che racconta una storia millenaria fatta di spiritualità e legame con la terra. L’Australia è anche sinonimo di biodiversità unica. La Grande Barriera Corallina, il più grande sistema corallino del mondo, si estende per oltre 2.300 chilometri lungo la costa del Queensland ed è uno dei luoghi più spettacolari per immersioni e snorkeling. Tartarughe marine, squali, pesci tropicali e coralli dai colori intensi creano un ecosistema fragile e straordinario, oggi al centro di importanti progetti di conservazione.
Per chi ama i viaggi on the road, l’Australia offre itinerari iconici. La Great Ocean Road, nello stato di Victoria, è una delle strade panoramiche più belle al mondo: scogliere a picco sull’oceano, formazio-
At its heart lies one of the country’s most symbolic landmarks: Uluru. Sacred to the Anangu people, this massive monolith transforms in color at sunrise and sunset, offering a deeply spiritual experience tied to ancient traditions and connection to the land.
Australia is also synonymous with unique biodiversity. The Grande Barriera Corallina (Great Barrier Reef), the world’s largest coral reef system, stretches for over 2,300 kilometers along the Queensland coast and ranks among the most extraordinary places for diving and snorkeling. Marine turtles, sharks, tropical fish, and vibrant corals form a delicate ecosystem that is both breathtaking and increasingly protected. For road trip enthusiasts, Australia delivers some of the world’s most iconic drives. The Great Ocean Road in Victoria offers dramatic coastal scenery, towering cliffs, rock formations like the Twelve Apostles, and stretches of lush rainforest. Further north in Queensland, the landscape becomes tropical, with destinations such as the Whitsunday Islands and the ancient Daintree Rainforest, believed to be one of the oldest rainforests on Earth.
The Daintree Jindalba Boardwalk in Australia
Panoramic view over Yarra River and City Skyscrapers in Melbourne, Australia
VIAGGI NEL MONDO
ni rocciose come i Twelve Apostles e foreste pluviali che si alternano lungo il percorso. Più a nord, nel Queensland, la costa si fa tropicale, con isole come le Whitsundays e foreste antichissime come la Daintree Rainforest, considerata tra le più antiche del pianeta.
Un altro aspetto fondamentale del viaggio in Australia è il contatto con la cultura aborigena, una delle più antiche civiltà viventi. Attraverso tour guidati, centri culturali e esperienze immersive, è possibile conoscere il Dreamtime, il sistema di credenze che racconta la creazione del mondo secondo le popolazioni indigene. Questa dimensione aggiunge profondità al viaggio, trasformandolo in un percorso anche culturale e spirituale. Dal punto di vista pratico, il periodo migliore per visitare l’Australia dipende dalle regioni. Le città del sud, come Sydney e Melbourne, sono ideali durante la primavera e l’autunno (da settembre a novembre e da marzo a maggio), quando le temperature sono miti. Il nord tropicale, invece, è più piacevole durante la stagione secca (da maggio a ottobre), evitando così piogge intense e umidità elevata. Per gli spostamenti interni, l’aereo è spesso la soluzione più efficiente, considerando le distanze notevoli. Tuttavia, noleggiare un’auto resta la scelta migliore per chi vuole esplorare in libertà le aree costiere o i parchi nazionali. È importante ricordare che si guida a sinistra e che alcune zone remote richiedono una pianificazione accurata, soprattutto per quanto riguarda carburante e approvvigionamenti.
Dal punto di vista gastronomico, l’Australia riflette la sua natura multiculturale. Accanto a piatti tipici come la meat pie o il barramundi, si trovano influenze asiatiche, mediterranee e mediorientali. Le città offrono ristoranti di altissimo livello, mentre le regioni vinicole, come la Barossa Valley o la Yarra
A key dimension of traveling in Australia is engaging with Aboriginal culture, one of the oldest continuous cultures in the world. Through guided tours, cultural centers, and immersive experiences, visitors can explore the concept of the Dreamtime—the spiritual framework that explains creation and existence according to Indigenous traditions. This adds a meaningful cultural layer to the journey.
From a practical perspective, the best time to visit Australia varies by region. Southern cities like Sydney and Melbourne are ideal in spring and autumn (September to November and March to May), when temperatures are mild. Northern tropical areas are best visited during the dry season (May to October),
Kangaroos in Australia
Valley, sono tappe ideali per degustazioni e tour enogastronomici. L’Australia è una destinazione che richiede tempo. Non si visita in pochi giorni, ma si scopre lentamente, lasciandosi sorprendere da paesaggi che cambiano radicalmente nel giro di poche centinaia di chilometri. È un viaggio che alterna avventura e comfort, natura estrema e città sofisticate, e che riesce a rimanere impresso nella memoria per la sua intensità e autenticità.
avoiding heavy rains and high humidity. Due to the vast distances, domestic flights are often the most efficient way to travel across the country. However, renting a car is highly recommended for exploring coastal routes and national parks. Keep in mind that driving is on the left, and remote areas require careful planning, especially in terms of fuel and supplies. Australia’s cuisine reflects its multicultural identity. Alongside local staples like meat pies and barramundi, there are strong Asian, Mediterranean, and Middle Eastern influences. Cities boast high-end restaurants, while wine regions such as Barossa Valley and Yarra Valley offer excellent opportunities for tastings and foodfocused itineraries.
Australia is not a destination to rush. It reveals itself gradually, through landscapes that shift dramatically within a few hundred kilometers. It is a journey that blends adventure with comfort, wild nature with sophisticated cities—leaving a lasting impression through its intensity and authenticity.
Outback Landscape in Northern Territory
MONACO DI BAVIERA, ELEGANZA BAVARESE TRA TRADIZIONE E MODERNITÀ
Birrerie storiche, architettura raffinata e grandi spazi verdi: il volto autentico della capitale bavarese
MUNICH, BAVARIAN ELEGANCE BETWEEN TRADITION AND MODERN LIFE | Historic beer halls, refined architecture and vast green spaces in Germany’s southern capital
di Rajan Gualtieri
Monaco di Baviera è una città che riesce a combinare con naturalezza due anime apparentemente opposte: da un lato l’eleganza ordinata e la solidità della tradizione tedesca, dall’altro una vivacità contemporanea fatta di cultura, innovazione e qualità della vita. Capitale della Baviera, rappresenta una delle mete più interessanti d’Europa per chi cerca un viaggio equilibrato tra storia, gastronomia e atmosfere autentiche. Il cuore pulsante della città è Marienplatz, la piazza principale dominata dal Neues Rathaus, il municipio neogotico con il celebre carillon del Glockenspiel. Più volte al giorno, le figure meccaniche si animano rievocando episodi storici, attirando visitatori da tutto il mondo. Da qui si diramano le principali vie pedonali, perfette per esplorare il centro tra negozi, caffè e edifici storici. A pochi passi si trova uno dei simboli più riconoscibili di Monaco: la Frauenkirche, con le sue due torri gemelle sormontate da cupole a cipolla. L’interno, sobrio ma imponente, riflette lo stile gotico tardivo e offre un momento di pausa dal ritmo vivace del centro cittadino. Monaco è profondamente legata alla sua tradizione birraria, che non è solo un elemento gastronomico ma un vero e proprio aspetto culturale. La storica Hofbräuhaus è il luogo ideale per immergersi in questa atmosfera: lunghi tavoli condivisi, musica dal vivo e piatti tipici come lo stinco di maiale e i brezel accompagnano le celebri birre locali. Ma le birrerie non sono solo spazi chiusi: i biergarten, disseminati nei parchi cittadini, rappresentano un punto di incontro conviviale dove residenti e visitatori si mescolano sotto grandi alberi, soprattutto nei mesi più caldi. Tra i punti di forza di Monaco c’è anche l’attenzione agli spazi verdi. L’Englischer Garten è uno dei parchi urbani più grandi al mondo, persino più esteso di Central Park a New York.
Qui si può passeggiare lungo sentieri ombreggiati, rilassarsi sui prati o osservare un fenomeno sorprendente: surfisti che cavalcano un’onda artificiale sul fiume Eisbach, nel cuo-
EN. Monaco di Baviera seamlessly blends two seemingly contrasting identities: the structured elegance of German tradition and a vibrant contemporary spirit defined by culture, innovation, and a high quality of life. As the capital of Bavaria, it stands out as one of Europe’s most appealing destinations for travelers seeking a balanced mix of history, gastronomy, and authentic atmosphere.
At the heart of the city lies Marienplatz, the main square dominated by the Neues Rathaus, a neo-Gothic town hall famous for its Glockenspiel. Several times a day, mechanical figures reenact historical scenes, drawing crowds of visitors. From here, pedestrian streets extend outward, ideal for exploring the historic center among shops, cafés, and architectural landmarks. Just a short walk away is one of Munich’s most recognizable symbols: the Frauenkirche, with its twin towers topped by onion-shaped domes. Its interior, both simple and imposing, reflects late Gothic style and offers a quiet contrast to the lively city center. Munich’s identity is closely tied to its beer culture, which goes far beyond gastronomy. The historic Hofbräuhaus is a perfect place to experience this tradition: long communal tables, live music, and classic dishes such as pork knuckle and pretzels accompany locally brewed beers. Equally important are the biergartens scattered throughout the city, where people gather under chestnut trees, especially during warmer months. Green spaces play a key role in Munich’s urban landscape. The Englischer Garten is one of the largest urban parks in the world, even bigger than New York’s Central Park. Visitors can stroll along shaded paths, relax on open lawns, or watch an unusual sight: surfers riding an artificial wave on the Eisbach river in the middle of the city. Culturally, Munich offers a rich and diverse experience. The Kunstareal museum district hosts some of Germany’s most important institutions, including Alte Pinakothek, Neue Pinakothek,
Englischer Garten in Munich
re della città. La dimensione culturale è altrettanto rilevante. Il quartiere dei musei, noto come Kunstareal, ospita alcune delle istituzioni più importanti della Germania, tra cui la Alte Pinakothek, la Neue Pinakothek e la Pinakothek der Moderne. Le collezioni spaziano dai maestri antichi all’arte contemporanea, offrendo un percorso completo attraverso secoli di storia artistica europea. Un’altra tappa imperdibile è il Castello di Nymphenburg, residenza estiva dei sovrani bavaresi. Il complesso, con i suoi interni sontuosi e i vasti giardini, racconta il passato aristocratico della città e offre uno scenario ideale per una visita rilassante lontano dal centro. Monaco è anche una città dinamica e innovativa. Sede di importanti aziende internazionali, tra cui il gruppo BMW, rappresenta uno dei principali poli economici della Germania. Il museo BMW e il BMW Welt sono tappe interessanti anche per chi non è appassionato di motori, grazie all’allestimento moderno e interattivo. Dal punto di vista pratico, Monaco è facilmente raggiungibile dall’Italia grazie a voli diretti e collegamenti ferroviari efficienti. L’aeroporto internazionale Franz Josef Strauss si trova a circa 30 chilometri dal centro ed è collegato da treni rapidi. Una volta in città, il sistema di trasporti pubblici – metropolitana, tram e autobus – è capillare e puntuale, rendendo semplice spostarsi anche senza auto. Il periodo migliore per visitare Monaco va dalla primavera all’inizio dell’autunno, quando il clima è più mite e i parchi sono nel pieno della loro vivibilità. Settembre e ottobre coincidono con l’Oktoberfest, l’evento più famoso della città, che attira milioni di visitatori. Durante queste settimane, Monaco si trasforma in un grande palcoscenico di tradizioni, musica e convivialità, ma è consigliabile prenotare con largo anticipo.
TRAVELS!
BUON VIAGGIO!
and Pinakothek der Moderne. These collections span from classical masters to contemporary works, providing a comprehensive journey through European art history.
Another must-see is Castello di Nymphenburg, the former summer residence of Bavarian rulers. With its opulent interiors and expansive gardens, it reflects the city’s aristocratic past and offers a peaceful escape from the urban core. Munich is also a hub of innovation and industry. Home to major international companies such as BMW, it ranks among Germany’s leading economic centers. The BMW Museum and BMW Welt provide engaging and modern exhibitions, appealing even to those with little interest in automobiles. From a practical standpoint, Munich is easily accessible from Italy via direct flights and efficient rail connections. The international airport Franz Josef Strauss is located about 30 kilometers from the city center and is well connected by train. Within the city, public transport—subways, trams, and buses—is reliable and extensive, making it easy to get around without a car. The best time to visit Munich is from spring to early autumn, when the weather is mild and parks are at their most enjoyable. September and October coincide with the Oktoberfest, the city’s most famous event, attracting millions of visitors. During this period, Munich becomes a vibrant celebration of tradition, music, and social life, and early booking is strongly recommended. Bavarian cuisine is hearty and fla-
Wellenflug carousel in motion at Oktoberfest
le specialità locali spiccano le Weißwurst (salsicce bianche), spesso servite con senape dolce, il Leberkäse e i canederli. Non mancano proposte più leggere e internazionali, soprattutto nei quartieri più moderni, dove ristoranti e bistrot riflettono la crescente multiculturalità della città.
Monaco è una destinazione che sorprende per equilibrio e qualità. Non è una città che punta sugli eccessi, ma su una bellezza discreta e su un’armonia che si percepisce nei dettagli: nell’ordine delle strade, nella cura degli spazi pubblici, nella convivenza tra tradizione e innovazione. Un luogo che si lascia scoprire con lentezza, tra una passeggiata nel verde, una visita a un museo e una sosta in birreria.
vorful. Local specialties include Weißwurst (white sausages), often served with sweet mustard, Leberkäse, and dumplings. At the same time, the city offers a wide range of lighter and international options, especially in more modern districts that reflect Munich’s growing multicultural character. Munich stands out for its balance and understated charm. It is not a city of excess, but of refined harmony—visible in its well-kept streets, its green spaces, and the seamless coexistence of tradition and innovation. A destination best experienced at a relaxed pace, between a walk in the park, a museum visit, and a stop at a traditional beer hall.
Oktoberfest fairgound in Munich, Germany
Castelmezzano, Basilicata
CASTELMEZZANO, SOSPESO TRA ROCCIA E CIELO
Nel cuore delle Dolomiti Lucane, un borgo che unisce natura, storia e adrenalina
CASTELMEZZANO, SUSPENDED BETWEEN ROCK AND SKY | In the heart of southern Italy, a village where nature, history and adventure meet
di Rajan Gualtieri
Nel cuore della Basilicata, incastonato tra le spettacolari guglie delle Dolomiti Lucane, Castelmezzano è uno di quei luoghi che non si incontrano per caso. Ci si arriva con intenzione, percorrendo strade che si arrampicano tra curve e panorami improvvisi, fino a quando il borgo appare all’improvviso, come un presepe scolpito nella roccia. È una destinazione che si lascia scoprire lentamente, dove ogni angolo racconta una storia e ogni scorcio sembra costruito per sorprendere. Inserito tra i Borghi più belli d’Italia e insignito della Bandiera Arancione del Touring Club, Castelmezzano rappresenta perfettamente una nuova idea di viaggio, lontana dai circuiti più affollati e orientata verso esperienze autentiche, sostenibili e profondamente legate al territorio. Qui il tempo sembra seguire un ritmo diverso: più lento, più umano, scandito dai gesti quotidiani e da una comunità che conserva un forte senso di identità.
Le origini del borgo affondano nel Medioevo, con tracce legate ai Normanni e ai Cavalieri Templari, il cui simbolo – due cavalieri su un unico cavallo – è ancora visibile nello stemma cittadino. Passeggiando tra i vicoli, si incontrano scalinate scavate nella roccia, archi, supportici e resti dell’antica fortezza normanna che domina dall’alto la valle del Basento, un punto strategico che un tempo serviva per il controllo del territorio. Il paesaggio è uno degli elementi più sorprendenti.
EN. Some destinations are visited, others are truly experienced. Costa Rica undoubtedly belongs to the latter: a compact yet incredibly diverse country where nature dominates every landscape and travel becomes total immersion.
Bordered by two oceans and crossed by a volcanic mountain range, Costa Rica is a mosaic of ecosystems. Rainforests, wild beaches, rivers, waterfalls and protected reserves unfold across relatively short distances, making it possible to create a rich itinerary even within a limited timeframe.
San José, the capital, is often considered just a transit point, yet it deserves a brief stop to experience the country’s urban dimension. Local markets, museums and cafés reveal a more everyday Costa Rica, beyond the tourist routes. From here, however, the call of nature is immediate. One of the first recommended stops is the Arenal Volcano area in the north. Its near-perfect cone dominates the landscape, creating a striking view, especially in the early morning when clouds lift. The surrounding area offers trails, hanging bridges and natural hot springs, ideal for balancing activity and relaxation. Soaking in thermal waters surrounded by lush vegetation is one of the most rejuvenating experiences of the trip.
Mauntain view and Angel’s Flight in Castelmezzano
Le montagne che circondano Castelmezzano si alzano in forme irregolari e suggestive, tanto da essere state battezzate con nomi evocativi come l’Aquila Reale, l’Incudine o il Becco della Civetta. Lo sguardo si perde tra queste forme scolpite dal vento e dal tempo, mentre il borgo si sviluppa in verticale, con case addossate l’una all’altra, balconi fioriti e vicoli che si aprono all’improvviso su piccoli spazi raccolti. Ma Castelmezzano non è solo contemplazione: è anche adrenalina e movimento. L’esperienza più famosa è il Volo dell’Angelo, una delle attrazioni più spettacolari d’Italia. Si tratta di un volo sospeso su un cavo d’acciaio che collega Castelmezzano al vicino borgo di Pietrapertosa, permettendo di attraversare la valle a oltre 100 km/h. Un’esperienza che unisce il brivido della velocità alla bellezza del paesaggio, regalando la sensazione di volare tra le montagne. Accanto a questa, un’altra attrazione contribuisce a rendere il borgo una meta dinamica: la Slittovia delle Dolomiti Lucane. Un percorso su rotaia lungo oltre un chilometro che scende dalla montagna fino al paese, tra curve e pendenze importanti, raggiungendo velocità fino a 40 km/h. L’impianto, progettato con attenzione alla sostenibilità, utilizza energia rinnovabile e si integra perfettamente nel paesaggio circostante, attraversando boschi e scorci panoramici. Per chi preferisce un approccio più lento, il territorio offre percorsi naturalistici di grande fascino. Tra questi, il Percorso delle Sette Pietre collega Castelmezzano a Pietrapertosa attraverso un antico tratturo. Lungo circa due chilometri, è arricchito da installazioni
For a deeper immersion into tropical forest, Monteverde offers something unique. Its cloud forest creates an almost surreal environment, where humidity and filtered light support extraordinary biodiversity. Walking along suspended walkways or joining guided tours allows visitors to spot rare species, including the iconic quetzal. Moving towards the coast, the scenery shifts once again. On the Pacific side, destinations like Manuel Antonio combine national parks with beaches. Although popular, the park still offers close encounters with wildlife: capuchin monkeys, sloths, iguanas. For a quieter experience, nearby beaches provide more secluded settings where the forest meets the sand.
Those seeking a more authentic side of Costa Rica should head to the Nicoya Peninsula or the Caribbean coast. The latter, with towns like Puerto Viejo, has a completely different character: Afro-Caribbean influences, slower rhythms and vibrant colors. Here, the sea feels wilder and the beaches less structured, perfect for a direct connection with nature.
Among the lesser-known yet remarkable destinations, Tortuguero stands out. Accessible only by boat or small aircraft, this network of canals and lagoons is one of the most important nesting sites for sea turtles. Navigating slowly through dense vegetation, observing wildlife in its natural habitat, creates a sense of complete immersion. Costa Rica is also a leading example of sustainable
Pietrapertosa, Basilicata
artistiche ispirate a racconti e leggende locali, creando un’esperienza immersiva tra natura e narrazione. Il centro del borgo invita alla scoperta senza fretta. Piazza Emilio Caizzo si apre come una terrazza naturale da cui osservare il dedalo di case e tetti spioventi, mentre la sera l’illuminazione trasforma Castelmezzano in uno scenario suggestivo, quasi teatrale. A pochi passi, la Chiesa Madre di Santa Maria, risalente al XIII secolo, custodisce opere d’arte di grande valore, tra cui una Madonna con Bambino in legno del Trecento e un altare barocco.
La vita culturale del borgo si arricchisce anche di eventi contemporanei. Tra questi, iniziative artistiche come residenze creative e spettacoli di light mapping portano nuove forme espressive tra le strade di pietra, creando un dialogo tra tradizione e innovazione. A questo si aggiunge un progetto museale dedicato alle migrazioni, che racconta la storia degli abitanti partiti tra Ottocento e Novecento per lavorare alla costruzione dei grattacieli di New York, un legame inatteso tra un piccolo borgo lucano e una delle metropoli più iconiche del mondo.
Anche la gastronomia riflette l’identità del territorio. Nei ristoranti locali si possono assaggiare piatti semplici ma ricchi di sapore, come i peperoni cruschi, i salumi artigianali e i formaggi tipici, espressione di una cucina che valorizza ingredienti locali e tradizioni contadine. Castelmezzano è una destinazione che si colloca fuori dalle rotte più battute, ma proprio per questo riesce a offrire un’esperienza più autentica. Un luogo dove il paesaggio non è solo sfondo, ma protagonista, e dove ogni elemento – dalla pietra alla luce, dal silenzio al vento – contribuisce a costruire un viaggio intenso e memorabile.
tourism. A significant portion of its territory is protected, and many accommodations follow ecofriendly practices, allowing travelers to enjoy lowimpact experiences. Activities such as guided hikes and birdwatching are designed to enhance, rather than disturb, the natural environment.
From a culinary perspective, the cuisine is simple and rooted in local ingredients. Gallo pinto, made with rice and beans, is a staple dish, often served with eggs, avocado and tortillas. Fresh fish, especially along the coasts, features in straightforward yet flavorful preparations, while tropical fruits—pineapple, papaya, mango—offer remarkable variety.
Traveling in Costa Rica also means embracing a different pace, captured in the expression “pura vida.”
More than a greeting, it reflects a way of life. Time slows down, priorities shift, and travel takes on a more mindful dimension.
It is not a destination to rush through, but one to explore with care, guided by nature and its rhythms. Between a breathing forest, an ever-changing ocean and unexpected encounters along the way, a more essential and authentic way of traveling emerges.
CIGALA'S
5062 - CIGALA’S
IL MIO VIAGGIO A ZANZIBAR
di Stefania Doronzo
Ad aprile 2025 ricevo per email una proposta di viaggio multisensoriale a Zanzibar, dal 3 settembre al 13 settembre 2025 e dentro di me esclamo “WOW!” anche se la mia voce interiore mi ripeteva: “Puoi leggere ma non fa per te…”. La geografia non è mai stata il mio forte poiché da non vedente il mappamondo non è esattamente l’immagine più nitida che ho nella mente, per cui, dopo aver appurato tramite Alexa dove si trovasse quest’isola, decido di chiedere più dettagli. Il programma di viaggio mi sembrava fantastico e in linea con le mie aspettative avventurose, essendo però il mio primo viaggio all’estero di dieci giorni con persone che non conoscevo (tranne una), mi manca il coraggio e rimando alla prossima occasione. A maggio arriva un’altra email che recita in oggetto: “Ultimo posto per Zanzibar”, ovvero il posto a cui avevo rinunciato era ancora lì ad aspettarmi. A quel punto raccolgo tutta la fiducia in me stessa, chiudo a chiave in un cassetto tutti i miei dubbi, metto a tacere il mio Gollum e prenoto il volo con il gruppo: partenza da Milano Malpensa, 2 settembre alle 23:50. Una volta prenotato, ho cominciato la preparazione del viaggio. Sono abituata a programmare tutto e per quanto possibile ad avere tutto sotto controllo, quindi ho iniziato a studiare la qualunque per far fronte a tutte le evenienze: il clima, imprevisti di salute, abbigliamento per tutte le occasioni, piano B e in alcuni casi anche piano C, oltre al fatto che nella mia valigia volevo che ci fosse spazio per tutto ciò che desideravo portare ai bambini del posto; poi quello spazio al ritorno è stato riempito di souvenir. Essendo pugliese, la mia avventura inizia la mattina del 2 settembre a bordo di un Intercity: nove ore di viaggio con sciopero della sete non richiesto, giacché non riuscivo ad aprire il tappo
MY ZANZIBAR JOURNEY
EN. In April 2025 I get an email with a proposal for a multisensory trip to Zanzibar, from September 3 to September 13, 2025 and I instantly think: “WOW!” even though my inner voice keeps telling me “You can read it, but it’s not for you…”
Geography has never been my strong suit since, as a blind person, a globe is not exactly the clearest image in my mind. So after asking Alexa where Zanzibar actually is I decide to ask for more details. The itinerary sounded amazing and perfectly aligned with my adventurous expectations.
However, since it would have been my first ten-day trip abroad with people I didn’t know (except for one), I lose my nerve and postpone it to the next opportunity. In May, another email arrives with the subject line: “Last spot for Zanzibar”, meaning that the place I had given up was still there waiting for me. At that point, I gather all my self-confidence, lock all my doubts away in a drawer, silence my inner Gollum and book the flight with the group: departure from Milan Malpensa, September 2 at 11:50 PM. Once the trip was booked, I started preparing for it. I’m used to planning everything and, as much as possible, keeping things under control, so I started looking into everything to handle any situation: the climate, potential health issues, outfits for every occasion, a plan B and sometimes even a plan C, as well as making sure my suitcase had space for everything I wanted to bring to the local children; that space, on the way back, was filled with souvenirs. Being from Puglia, my adventure begins on the morning of September 2 aboard an Intercity train: nine hours of travel with an unintentional thirst strike, since I couldn’t open the plastic cap of my water bottle. Anyway, those were incredible days, also and above all thanks to the connection we built and our efficient guides. We stayed in a village in the south of Zanzibar, in a sustainable tourism facility that also organizes vocational training workshops for the local community; not exactly the most touristy part of the island, but the connection with local people was exactly what I would have wanted if I had planned the trip myself. We were also just a few steps from the sea, with waves at night threatening to enter our bungalow and the sound of the coral reef in the background keeping us company all day long.
A journey marked by the rhythm of the Indian Ocean tides, immersed in local sounds, smells and flavors; I won’t write about colors because I cannot see them, but I believe they are what stays most in the hearts and minds of those who arrive in this enchanted place. We visited the Kuza Cave, a natural pool carved into the rock. We went to Prison Island in search of giant tortoises and, of course, we couldn’t miss the spice tour, since Zanzibar is famous for its spices, cinnamon, ginger and so on. We went to Stone Town, the island’s capital and birthplace of the great Freddie Mercury. We spent a morning at
di plastica della bottiglia d’acqua. A ogni modo sono stati giorni fantastici, anche e soprattutto grazie al feeling che si è creato tra di noi e le nostre efficienti guide. Abbiamo soggiornato in un villaggio al sud di Zanzibar, in una struttura di turismo sostenibile che organizza anche laboratori di formazione professionale per la comunità locale; non proprio la parte più turistica dell’isola, ma il contatto con la gente del posto era giusto quello che avrei voluto se avessi dovuto organizzare io il viaggio. Eravamo, inoltre, a pochi passi dal mare con le onde che la notte minacciavano di entrare nel nostro bungalow e il rumore della barriera corallina in sottofondo che ci faceva compagnia tutto il giorno. Un viaggio al ritmo delle maree dell’oceano Indiano, immersi nei suoni, negli odori e sapori locali; non scrivo anche dei colori perché non vedendoli non posso testimoniare, ma credo che è ciò che più rimane nel cuore e nella mente delle persone che arrivano in questo posto incantato. Abbiamo visitato le Kuza Cave, una piscina d’acqua scavata nella roccia, siamo andati a Prison Island alla ricerca delle tartarughe di terra e non poteva mancare il tour delle spezie, giacché Zanzibar è famosa per le sue spezie, cannella, zenzero e così via. Siamo andati a Stone Town, la capitale dell’isola e anche città natale del grande Freddie Mercury; abbiamo trascorso una mattina a Mtende Beach, sabbia bianca e mare cristallino dove il tempo si ferma a contemplare il miracolo della natura. Preciso che parlo di colori per le sensazioni vissute tramite il racconto delle nostre accompagnatrici, non certo perchè anch’io sia stata oggetto di un miracolo, INTENDIAMOCI… ; nel pomeriggio siamo andati a fare un bagno con le tartarughe marine. E comunque, per non farci mancare nulla, abbiamo fatto anche un’escursione in barca a vela, siamo andati alla foresta di Jozani, in visita alle scimmie e al Butterfly Center. Tutto questo accompagnati da fantastiche guide locali, la vera ricchezza di questo viaggio, con cui ci siamo cimentati anche a imparare lo swahili, la lingua dell’isola. Sono stati giorni intensi e vissuti al massimo, proprio come prescrive la mia filosofia “carpe diem”, nell’ottica: goditi tutto quel che puoi, perché poi non si potrà recuperare. Le attività che porto nel cuore in cima alla classifica di preferenza sono la giornata dedicata alla visita del villaggio e quella in barca a vela. Per la prima, abbiamo conosciuto dove vivono, come lavorano e come si sostentano gli
Mtende Beach, with white sand and crystal-clear water where time stands still to contemplate the miracle of nature. Just to be clear, when I talk about colors, I’m referring to sensations described by our guides, not because I personally witnessed a miracle, JUST TO BE CLEAR… in the afternoon, we went swimming with sea turtles.
And to make sure we didn’t miss anything, we also went on a sailing excursion, we visited Jozani Forest to see the monkeys and the Butterfly Center. All of this accompanied by fantastic local guides, the real richness of this experience, with whom we even tried learning some Swahili, the island’s language. They were intense days, lived to the fullest, exactly as my “carpe diem” philosophy dictates: enjoy everything you can, because later you won’t be able to make up for it.
The experiences closest to my heart are the day dedicated to visiting the village and the sailing trip. During the first, we learned where people live, how they work and how they sustain themselves; we visited a nursery school and in the evening we were guests of local Zanzibari families: we had dinner together and learned about their customs and traditions. For me, this was the most beautiful day, both for the wonders we explored and for their simplicity of life, which gave me so much to reflect on. The sailing trip also holds a special place in my heart, because I love being rocked by the sea. At the edge of the world, with that feeling of freedom mixed with the fear of diving in, worried I might have forgotten how to swim, I tried to overcome my resistance: everyone was already in the water and I was the only one hesitating between trying or regretting it. Then courage took over and, once again, I drowned my doubts in the ocean while I dove in and stayed afloat.
As a blind person, I admit that, although I have a fairly strong ability to adapt, it was a demanding trip for all the times I had
abitanti del posto; siamo andati in un asilo e la sera siamo stati ospiti di zanzibarini: abbiamo cenato insieme e conosciuto i loro costumi e le loro tradizioni. Questa giornata è stata per me la più bella, per le meraviglie del posto esplorate e la loro semplicità di vita mi ha fatto tanto riflettere. Anche il giro in barca a vela ha un posto speciale nel mio cuore, poiché adoro lasciarmi dondolare dalle onde del mare. Ai confini del mondo, con quella sensazione di libertà mista alla paura di tuffarmi per il timore di aver dimenticato come si nuotasse, ho provato a vincere la mia resistenza: erano tutti in mare e solo io meditavo se provarci o avere rimpianti, poi il coraggio ha preso il sopravvento e, ancora una volta, ho fatto annegare nell’oceano le mie perplessità mentre io mi sono tuffata e sono rimasta a galla. Da non vedente ammetto che, sebbene io abbia uno spirito di adattamento direi abbastanza elevato, è stato un viaggio faticoso per tutte le volte che bisognava mettere alla prova la capacità di essere comunque efficienti in condizioni non esattamente comodissime per noi; penso alle volte che bisognava cambiarsi nel giro di poco tempo, ai sentieri non facili da attraversare o alle intemperie. La sera arrivavo distrutta ma felice. È una vacanza questa che se l’affronti con la giusta apertura mentale e metti in stand by la vita a cui sei abituato, ti dona tanto! Soprattutto se non progetti il solito itinerario turistico preconfezionato sull’aspettativa “Voglio fare a casa degli altri come a casa mia”. Sì, devi fare i conti con gli insetti e con la natura selvaggia, ma per quanto mi riguarda poco male, anzi andare in Africa pensando da occidentali non ha senso! Queste esperienze insegnano tanto se ti lasci avvolgere da loro, tuttavia per fare questo devi essere predisposto anche al viaggio interiore! Quando sono tornata a casa mi sono portata inconsapevolmente una quantità indefinita di sabbia oltre a una sensazione di mal d’Africa che mi ha accompagnato per più di un mese.
Costo del viaggio circa 5000 euro… Zanzibar mi ha scalfito l’anima, quindi presto tornerò, anche perché ho lasciato tante cose che non ho potuto comprare a causa di tempo e spazio in valigia.
Il diario che avete appena letto ha vinto, insieme ad altri quattro, il Premio Letterario per Caso TV, pensato per celebrare la nostra tv digitale dedicata ai viaggi, che potete vedere sulle applicazioni Rakuten TV, Plex TV, Samsung TV Plus (canale 4526), Xiaomi, Whale TV +, Titan Os delle vostre Smart tv o dei vostri smartphone.
to prove I could still be efficient in conditions that were not exactly comfortable for us; I’m thinking of the times we had to change quickly, the difficult paths or the bad weather. In the evening, I would arrive exhausted but happy. This is a kind of trip that gives you so much, if you approach it with the right mindset and put your usual life on standby! Especially if you don’t plan the typical pre-packaged tourist itinerary based on the expectation “I want things to be like they are at home”.
Yes, you have to deal with insects and wild nature, but honestly that’s hardly a problem, in fact going to Africa with a Western mindset makes no sense!
These experiences teach you so much if you let yourself be enveloped by them, however, to do that you also need to be open to an inner journey! When I came back home, I unknowingly brought back an endless amount of sand, along with a kind of African blues that stayed with me for over a month. The cost of the trip was around 5000 euros… Zanzibar left its mark on my soul, so I’ll be going back soon, also because I left behind so many things I couldn’t buy due to lack of time and space in my suitcase.
The diary you have just read won, together with four others, the Per Caso TV Literary Prize, created to celebrate our digital travel TV channel, which you can watch on the Rakuten TV, Plex TV, Samsung TV Plus (channel 4526), Xiaomi, Whale TV + and Titan OS apps, on your Smart TVs or smartphones.
Inquadrando il QR Code avete accesso a Per Caso TV, con 100 ore di intrattenimento e di viaggi.
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TOKYO, LA META TOP DOVE ANDARE IN OGNI STAGIONE
di Ilaria Santi
Nel 2025, Tokyo si è aggiudicata il premio come Migliore destinazione al mondo ai Tourise Awards, la prima edizione del prestigioso premio internazionale già molto ambito. Il trionfo della capitale del Giappone sottolinea il suo ruolo di città dinamica, innovativa e culturalmente ricca. Tokyo è una città unica al mondo, dove la tradizione di Edo convive da secoli con l’innovazione. E tutto ciò si rispecchia nei suoi 23 quartieri, tra cui i più famosi e frequentati dai turisti come Shibuya, Minato, Shinjuku e Chiyoda, dove si trova il Palazzo Imperiale. Tokyo è famosa per essere la città dei contrasti, delle sorprese che ti aspettano a ogni angolo, dei grattacieli tra i più alti al mondo e dei templi buddisti immersi nel verde dei meravigliosi parchi cittadini, degli incroci più affollati e delle viuzze nascoste tra casette di legno e lanterne colorate. Tokyo è una metropoli che non dorme mai, affollata e sempre in movimento, ma che sa ancora ricordarci di rallentare e di assaporare i piccoli dettagli a passo lento. Tra le tantissime esperienze originali che si possono fare a
TOKYO, THE TOP DESTINATION FOR EVERY SEASON
EN. In 2025, Tokyo won the award for Best Destination in the World at the Tourise Awards, the first edition of this already highly prestigious international prize. The triumph of Japan’s capital highlights its role as a dynamic, innovative and culturally rich city. Tokyo is truly unique: a place where Edo tradition has coexisted with innovation for centuries. This duality is reflected in its 23 districts, including the most famous and visited such as Shibuya, Minato, Shinjuku and Chiyoda, home to the Imperial Palace.
Tokyo is renowned as a city of contrasts, full of surprises at every corner: some of the tallest skyscrapers in the world alongside Buddhist temples surrounded by lush urban parks; crowded crossings and hidden alleys lined with wooden houses and colorful lanterns. It is a metropolis
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Tokyo (perché ricordiamo che il Giappone è un mondo a sé) c’è la scoperta della sua baia, che sta vivendo una nuova rinascita. Se avete già avuto modo di visitare Tokyo, non potete perdervi questa zona, ma anche se ci andate per la prima volta è un’esperienza da accontare. Grazie ai grandi progetti di riqualificazione urbana, il panorama del waterfront si è trasformato in un mix affascinante di architettura futuristica e stile di vita raffinato. Osservare la città dalla monorotaia che scivola sopra l’acqua, tra la Tokyo Tower e il Rainbow Bridge, è un’esperienza unica: sembra di viaggiare dentro il film della Coppola Lost in Translation. Questo sviluppo si inserisce nel Tokyo Bay eSG Project, parte della Tokyo Vision 2050, il piano strategico del governo che punta a rendere Tokyo una città che sia esempio per il mondo: sostenibile, innovativa e aperta alla creatività.
Simbolo di questo skyline è la Blue Front Shibaura Tower, un grattacielo di acciaio e vetro al cui interno cresce un vero bosco, mentre ha da poco aperto il Tokyo Dream Park, un hub del divertimento con cinema e sale concerti. Nei pessi del mercato di Toyosu sorge Toyosu Senkyaku Banrai, che si ispira alle strade dell’epoca Edo, con una settantina tra negozi e ristoranti con piatti stagionali a base di prodotti freschi e artigianato tradizionale, oltre a un’area di ashiyu (pe-
that never sleeps—busy and constantly moving—yet still capable of reminding us to slow down and appreciate the smallest details. Among the many unique experiences Tokyo offers (because Japan is truly a world of its own), discovering its bay is a must. This area is currently undergoing a remarkable revival. Even for first-time visitors, it is an experience worth telling. Thanks to major urban redevelopment projects, the waterfront has transformed into a fascinating blend of futuristic architecture and refined lifestyle. Observing the city from the monorail gliding above the water, between Tokyo Tower and Rainbow Bridge, feels like stepping into Sofia Coppola’s Lost in Translation. This development is part of the Tokyo Bay eSG Project, included in Tokyo Vision 2050, the government’s strategic plan to make the city a global model—sustainable, innovative and open to creativity.
A symbol of this evolving skyline is the Blue Front Shibaura Tower, a steel-and-glass skyscraper that houses an actual forest inside. Nearby, the recently opened Tokyo Dream Park offers entertainment spaces with cinemas and concert halls. Close to Toyosu Market stands Toyosu Senkyaku Banrai, inspired by Edo-era streets, featuring around seventy shops and restaurants serving seasonal dishes based on fresh ingredients, along with traditional crafts and an ashiyu (foot bath) area overlooking the bay. Then there is teamLab Planets TOKYO DMM, an immersive museum that entered the Guinness World Records as the most visited for a single art collective. Its installations change depending on the presence of visitors,
diluvi in acqua termale) con vista panoramica sulla baia. E poi c’è il teamLab Planets TOKYO DMM, un museo immersivo che è entrato nel Guinness dei Primati come il più visitato al mondo per un singolo collettivo artistico. Le opere d’arte cambiano a seconda della presenza dei visitatori e la loro esistenza è in continuità con il corpo di chi le visita e con quello degli altri. Un progetto che solo a Tokyo poteva nascere. E se ci capitate di sera, non perdetevi una passeggiata sul ponte ferroviario di Harumi, trasformato in un passaggio pedonale che collega Toyosu e Harumi. Le luci che si specchiano sulla baia rendono questo luogo romantico e suggestive, un nuovo percorso per scoprire Tokyo a ritmo lento.
existing in continuous interaction with their bodies and those of others—a concept that could only be born in Tokyo. If you visit in the evening, don’t miss a walk along the Harumi railway bridge, now transformed into a pedestrian path connecting Toyosu and Harumi. The reflections of lights on the bay create a romantic and evocative atmosphere, offering a new way to explore Tokyo at a slower pace.
Il Leadership Forum è l’evento di riferimento in Italia sui temi della leadership e del management
Da 15 anni, i più grandi business thinker del panorama globale, 2.000 decision maker e top manager, 700 aziende: lo spazio ideale per acquisire ispirazioni, fare networking e generare nuove opportunità di crescita
Yuval Noah
Harari
Giovanni Allevi
Compositore, scrittore e filosofo
Sarah Harper
Ha fondato e dirige l’Oxford Institute of Population Ageing
Sheena Iyengar
Voce di riferimento nel campo del decision making
Storico e filosofo, tra i più influenti pensatori contemporanei
Alex Osterwalder
Ideatore del Business Model Canvas
Andrea Pontremoli CEO di Dallara
29-30 Settembre Teatro degli Arcimboldi Milano e
Tiffani
Bova
Specialista in strategie di crescita e innovazione
Michael Morris
Ha ideato e dirige il Leadership Lab della Columbia
Amy Cuddy
Riferimento globale nella psicologia sociale
Charles Conn Presidente del Board di Patagonia
Fabiola
Gianotti
Già direttrice generale del CERN
James Kerr
Già coach delle forze speciali USA e America’s Cup
VAL
GARDENA,
CUORE DELLE DOLOMITI
Immersa nel Parco naturale Puez-Odle, nelle Dolomiti Patrimonio mondiale UNESCO, la Val Gardena regala esperienze di montagna uniche al mondo e in qualunque momento dell’anno. Ciò che rende unica questa valle è il panorama straordinario degli spettacolari gruppi delle Odle, Stevia, Altopiano del Puez, del Cir, del Sella e dell’incomparabile Sassolungo. Dopo i mesi invernali, la valle si ricopre di vegetazione da metà maggio. La primavera è la stagione in cui la Val Gardena mostra la più elevata ricchezza di contrasti: le cime innevate delle Dolomiti svettano nel cielo, mentre, più in basso, i rigogliosi prati e pascoli alpini si riempiono di fiori variopinti. Con l’acqua del disgelo si formano, come dal nulla, laghetti di un blu brillante che, nel giro di poche settimane, scompaiono nuovamente sottoterra per lasciare spazio al verde vivace dei prati. I tre paesi della valle, Ortisei, Santa Cristina e Selva di Val Gardena, sono il punto di partenza per andare a scoperta di questo autentico paesaggio alpino che in primavera è un’esplosione di colori e di profumi floreali.
Nestled in the Puez-Odle Nature Park, within the UNESCO-listed Dolomites, Val Gardena offers unique mountain experiences in every season. What makes this valley extraordinary is its breathtaking scenery, with the dramatic peaks of Odle, Stevia, Puez Plateau, Cir, Sella and the iconic Sassolungo. After winter, the valley comes alive with greenery from mid-May. Spring is when Val Gardena reveals its most striking contrasts: snow-capped peaks rise against the sky, while below, lush meadows and alpine pastures bloom with colorful flowers. Meltwater forms bright blue ponds that disappear within weeks, giving way to vibrant green landscapes. The three villages—Ortisei, Santa Cristina and Selva di Val Gardena—are ideal starting points for exploring this authentic alpine setting, which in spring becomes an explosion of colors and floral scents.
In order from this page: Val Gardena Valley of Aosta Valley Crespi d’Adda Castello di Agliè
NELLE VALLI MINORI DELLA VALLE D’AOSTA
La regione più piccola d’Italia è costellata di piccole valli tutte da scoprire. Come la Valle di Rhêmes nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, con la sua fauna unica, i sentieri da percorrere che seguono gli itinerari dei pastori e i rifugi tipici o la Valsavarenche, selvaggia e autentica, dove gli stambecchi, simbolo del parco, salvati dall’estinzione proprio grazie all’istituzione di quest’area protetta nel 1922, danno il benvenuto a chi arriva o la Valle di Saint-Barthélemy con gli alpeggi, i boschi di larici e il profilo inconfondibile delle Alpi Pennine sempre sullo sfondo. Un vero paradiso.
Italy’s smallest region is dotted with hidden valleys waiting to be explored. The Rhêmes Valley, in the Gran Paradiso National Park, offers unique wildlife, trails following ancient shepherd routes and traditional mountain huts. The Valsavarenche, wild and authentic, is home to ibex—the park’s symbol—saved from extinction thanks to the creation of the protected area in 1922. Then there is the Saint-Barthélemy Valley, with its alpine pastures, larch forests and the unmistakable profile of the Pennine Alps in the background. A true natural paradise.
A meno di un’ora da Torino, esiste un luogo capace di far viaggiare tra secoli di storia, eleganza sabauda e scenografie da romanzo. Il Castello di Agliè è una delle dimore storiche più affascinanti del Piemonte e una meta perfetta per chi cerca una gita culturale fuori città, con interni sontuosi e un parco monumentale che sembra uscito da un film in costume (non a caso è entrato anche nell’immaginario pop italiano come set della celebre serie Tv “Elisa di Rivombrosa”). Con oltre 300 stanze, giardini immensi e collezioni che spaziano dall’archeologia agli oggetti orientali, questa residenza sorprende per la ricchezza dei dettagli e per quell’atmosfera autentica che si percepisce appena varcato il cancello. Da visitare.
CASTELLO DI AGLIÈ, A FAIRYTALE RESIDENCE AND FILM SET
Less than an hour from Turin lies a place that transports visitors through centuries of history, Savoy elegance and cinematic atmospheres. Castello di Agliè is one of the most fascinating historic residences in Piedmont and a perfect destination for a cultural day trip. Its sumptuous interiors and monumental park seem straight out of a period film—unsurprisingly, it became widely known as the set of the famous Italian TV series Elisa di Rivombrosa. With over 300 rooms, vast gardens and collections ranging from archaeology to oriental objects, this residence captivates with its richness of detail and the authentic atmosphere felt from the moment you pass through its gates. A must-visit.
Incontro con uno stilista che con eleganza traduce il pensiero in forma
C’è una linea sottile tra chi disegna abiti e chi costruisce un immaginario, Alberto Zambelli appartiene con rigore e discrezione, alla seconda categoria, il brand nasce ufficialmente nel 2013 in un momento in cui il sistema moda iniziava già a mostrare i segni di una sovraesposizione estetica, ma Zambelli sceglie una traiettoria opposta, non l’urgenza di apparire, ma la necessità di definire un linguaggio, lo fa da subito con una precisione quasi editoriale, lo stilista affonda le radici in un percorso più silenzioso e stratificato, fatto di studio, osservazione e una disciplina rara, prima ancora della ribalta, Zambelli costruisce il suo linguaggio lontano dal rumore, definendo un’estetica che rifugge l’eccesso e privilegia l’essenza. La consacrazione arriva attraverso le piattaforme più esigenti, le sue collezioni sfilano più volte durante la Milano Fashion Week, entrando in dialogo con un pubblico attento e internazionale, trovando spazio anche nel calendario della Paris Fashion Week, dove il suo codice estetico è fatto di sottrazione e profondità, la sua non è una presenza fine a sé stessa, ogni partecipazione è un tassello di un percorso coerente della sua raffinata cifra stilistica, la critica parla di “intelligenza sartoriale”, di un minimalismo che non è mai freddo, ma attraversato da tensioni emotive sottili. Il brand si sviluppa e crea come un laboratorio di sottrazione, le linee si asciugano, i volumi si disciplinano, i colori si muovono in palette controllate, è una grammatica visiva che parla a chi è capace di riconoscere il lusso attraverso la coerenza, non nell’eccesso, Zambelli non rincorre il tempo, lo osserva, lo analizza, lo restituisce filtrato da una sensibilità colta e raffinata. Il suo lavoro è profondamente radicato nella ricerca, arte, architettura, suggestioni industriali e memoria tessile convivono in un dialogo continuo ed equilibrato, ogni collezione parte da un impianto concettuale preciso e si traduce in capi che mantengono una tensione narrativa costante in un mix equilibrato tra visioni occidentali e cultura asiatica, i materiali sono selezionati con rigore, le costruzioni raccontano una grande disciplina progettuale, poi c’è quella dimensione emotiva, trattenuta con pudore ma sempre presente e viva, questo lo si nota ad esempio in una cucitura che diventa segno, in un volume che si spezza, in una texture che interrompe
ALBERTO ZAMBELLI, THE INTELLIGENCE OF TAILORING | Meeting a designer who elegantly translates thought into form
EN. There is a fine line between those who design clothes and those who build an imaginary. Alberto Zambelli belongs, with rigor and discretion, to the latter category. His brand was officially founded in 2013, at a time when the fashion system was already beginning to show signs of aesthetic overexposure. Zambelli chose a different path: not the urgency to appear, but the need to define a language. From the outset, he did so with almost editorial precision.
His roots lie in a quieter, more layered journey, shaped by study, observation, and rare discipline. Even before gaining visibility, Zambelli developed his language away from the noise, defining an aesthetic that avoids excess and privileges essence. Recognition came through the most demanding platforms. His collections have been presented multiple times during Milan Fashion Week, engaging an attentive international audience, and have also found space within the Paris Fashion Week calendar, where his aesthetic code is built on restraint and depth. His presence is never an end in itself; each participation is part of a coherent path. Critics speak of “tailoring intelligence,” a minimalism that is never cold, but charged with subtle emotional tension. The brand develops like a laboratory of subtraction: lines are refined, volumes disciplined, and colors move within controlled palettes. It is a visual grammar that speaks to those who recognize luxury through coherence rather than excess. Zambelli does not chase time—he observes it, analyzes it, and returns it filtered through a cultivated and refined sensitivity.
His work is deeply rooted in research. Art, architecture, industrial influences, and textile memory coexist in a continuous and balanced dialogue. Each collection begins with a precise conceptual framework and translates into garments that maintain a constant narrative tension, blending Western perspectives with Asian
di Paolo Gelmi
la linearità, è qui che il brand rivela la sua identità più pura ed autentica. Nel ritmo accelerato del sistema moda, il lavoro di Alberto Zambelli rappresenta una pausa consapevole, un invito a rallentare e a osservare, il suo storytelling non ha bisogno di slogan, si costruisce stagione dopo stagione, tra passerelle internazionali e una coerenza quasi ostinata è proprio questa coerenza oggi che si trasforma in vero lusso, perché nel mondo Zambelli, la moda non è mai rumore ma pensiero che prende forma, per l’occasione noi di Gate Magazine abbiamo incontrato Alberto Zambelli per farci raccontare qualche dettaglio in più del suo brand.
Il suo brand nasce nel 2013, come è cambiato il suo modo di interpretare la moda in questi primi 13 anni?
Dalla nascita del brand Alberto Zambelli la mia visione è rimasta fedele all’interpretazione della moda come forma d’arte e fusione di cultura asiatica con quella occidentale.
La sua moda è un mix equilibrato tra “couture” e “prêt-à-porter”, ci racconta qualche dettaglio in più?
Ogni capo della mia collezione viene progettata sui manichini dando vita a capi da una forte identità e da un’anima unica.
Quando si parla del suo stile si dice “minimal decorativo”, che cosa s’intende e da dove nasce questa definizione?
Il minimal è sicuramente dato da linee e volumi essenziali, spesso arricchiti da dettagli decorativi con finiture artigianali.
culture. Materials are selected with rigor, and construction reflects strong design discipline. Alongside this, there is an emotional dimension—restrained yet always present. It can be seen in a seam that becomes a sign, in a volume that breaks, in a texture that interrupts linearity. This is where the brand reveals its most authentic identity. In the accelerated rhythm of the fashion system, Alberto Zambelli’s work represents a conscious pause—an invitation to slow down and observe. His storytelling does not rely on slogans; it is built season after season, through international runways and a nearly stubborn coherence. And it is precisely this coherence that today becomes true luxury. In Zambelli’s world, fashion is never noise, but thought taking shape. On this occasion, we at Gate Magazine met Alberto Zambelli to learn more about his brand.
Your brand was founded in 2013. How has your way of interpreting fashion changed over these first 13 years?
Since the beginning, my vision has remained faithful to interpreting fashion as a form of art and as a fusion between Asian and Western culture.
Alberto Zambelli, Founder
La sua passione per l’oriente l’ha portata ad avere una visione della moda completamente nuova, ci vuole raccontare qualche dettaglio? Vivendo in parte in Italia e in parte in Oriente trovo nuova energia nell’incontro delle due culture che amo fondere tra materia-forma-colore.
Chi, tra gli stilisti del passato è stato un suo punto di riferimento?
Giorgio Armani per lo stile inconfondibile Made in Italy, Martin Margiela per la concettualità sperimentale e Yohji Yamamoto per la poesia e il lavoro tailoring contemporaneo.
Quali sono i materiali con cui predilige lavorare?
I materiali naturali come la seta, il lino, il cotone e la canapa.
Nelle sue collezioni si nota molta ricerca e sperimentazione, vogliamo approfondire l’argomento?
La sperimentazione è legata soprattutto all’utilizzo dei materiali, che non sempre provengono dal tessile e dall’abbigliamento ma dal settore dell’arredamento, oppure tecniche antiche di tintura con utilizzo di vegetali o ancora dipinti a mano e piazzati in modo che ogni abito sia diverso dall’altro.
In tema di sostenibilità come si sta muovendo?
Ricerca di materiali e riciclo, come ad esempio organze prodotte da scarti di bottiglie di plastica, un altro aspetto legato alla sostenibilità riguarda la prototipia e le produzioni limitate che vengono realizzate nel mio Headquarter di Cremona.
Chi è la sua donna di riferimento?
Non ho ancora una donna di riferimento, mi piace pensare che i miei capi vengono indossati da donne con una spiccata personalità e che con la loro attitudine e gestualità interpretano il mio stile.
Che cosa non deve assolutamente mancare nel guardaroba di una donna?
Una camicia bianca.
Your fashion is a balanced mix between couture and prêt-à-porter. Can you tell us more?
Each piece is designed directly on mannequins, giving life to garments with a strong identity and a unique soul.
Your style is often described as “decorative minimalism.”
What does that mean?
Minimalism comes from essential lines and volumes, often enriched with decorative details and artisanal finishes.
Your passion for the East has shaped your vision of fashion. Can you elaborate?
Living partly in Italy and partly in the East, I find new energy in the meeting of these two cultures, which I like to blend through material, form, and color.
Which designers from the past have influenced you the most?
Giorgio Armani for his unmistakable Made in Italy style, Martin Margiela for experimental conceptuality, and Yohji Yamamoto for poetry and contemporary tailoring.
Which materials do you prefer to work with?
Natural materials such as silk, linen, cotton, and hemp.
Your collections show strong research and experimentation. Can you tell us more?
Experimentation is mainly linked to materials, which don’t always come from fashion but sometimes from interior design, or from ancient dyeing techniques using plants, or even hand-painted elements placed so that each garment is unique.
How are you approaching sustainability?
Through research and recycling—for example, organza made from plastic bottle waste. Another aspect is limited production and prototyping carried out in my headquarters in Cremona.
Who is your reference woman?
I don’t have a specific reference. I like to think my garments are worn by women with strong personalities who interpret my style through their attitude and gestures.
What should never be missing from a woman’s wardrobe?
A white shirt.
IL FUTURO DELLA BELLEZZA SFILA A ROMA
Elite Model Look celebra la sua 41ª World Final tra storia rinascimentale e nuovi volti destinati a diventare icone globali
Roma torna al centro della scena internazionale e lo fa con l’eleganza visionaria di Elite Model Look, il contest che da oltre quarant’anni intercetta e definisce i codici della bellezza contemporanea, un osservatorio privilegiato da cui sono emerse alcune delle top model più iconiche di sempre, da Cindy Crawford a Gisele Bündchen, fino alle protagoniste e ai protagonisti della moda di oggi come Vittoria Ceretti e Mona Tougaard, un’eredità potente, costruita grazie allo sguardo lungimirante degli scout Elite, capaci di individuare personalità in grado di riscrivere estetica e linguaggi, il prossimo 17 luglio, la 41ª World Final approda nella Capitale scegliendo una cornice di rara suggestione: le Corsie Sistine dell’Arcispedale di Santo Spirito in Sassi, un luogo simbolo del Rinascimento, voluto
THE FUTURE OF BEAUTY TAKES THE RUNWAY IN ROME | Elite Model Look celebrates its 41st World Final between Renaissance heritage and new faces destined to become global icons
EN. Rome returns to the center of the international stage, and it does so with the visionary elegance of Elite Model Look, the contest that for over forty years has captured and defined the codes of contemporary beauty. A privileged observatory from which some of the most iconic supermodels of all time have emerged—from Cindy Crawford to Gisele Bündchen, to today’s leading names such as Vittoria Ceretti and Mona Tougaard—this legacy has been built thanks to the far-sighted vision of Elite
di Paolo Gelmi
da Papa Sisto IV nel 1475, dove affreschi, architetture monumentali e atmosfere sospese dialogheranno con l’energia contemporanea della passerella, un contrasto scenografico che promette di amplificare il racconto visivo della serata. Saranno cinquanta i finalisti, arrivati da ogni parte del mondo, a contendersi l’ingresso nel network internazionale Elite, volti diversi, identità complementari, accomunati da un talento ancora in divenire ma già capace di farsi notare. In palio, non solo un contratto, ma l’accesso a una piattaforma globale che da sempre rappresenta un trampolino verso il successo, prima del debutto ufficiale, i candidati vivranno un percorso immersivo che unisce formazione e lifestyle, dal 13 al 16 luglio, la settecentesca Villa Cornetto-Bourlot, immersa nella Tenuta Sant’Antonio a Tivoli, diventerà il cuore pulsante dell’Elite Model Look Bootcamp, un rifugio esclusivo dove natura, storia e disciplina si intrecciano per plasmare i protagonisti di domani, in equilibrio tra memoria e visione, Elite Model Look continua così a raccontare il futuro della moda, trasformando ogni edizione in un rito di passaggio verso nuove icone globali.
scouts, capable of identifying personalities able to reshape aesthetics and visual language. On July 17, the 41st World Final arrives in the Italian capital, choosing a setting of rare charm: the Corsie Sistine of the Arcispedale di Santo Spirito in Sassia. A symbolic Renaissance landmark commissioned by Pope Sixtus IV in 1475, where frescoes, monumental architecture and suspended atmospheres will dialogue with the contemporary energy of the runway. A striking contrast that promises to enhance the visual narrative of the evening. Fifty finalists from around the world will compete for a place within the Elite international network—diverse faces and complementary identities, united by a talent still evolving but already capable of standing out. At stake is not just a contract, but access to a global platform that has long represented a gateway to success. Before the official debut, candidates will take part in an immersive experience combining training and lifestyle. From July 13 to 16, the 18th-century Villa Cornetto-Bourlot, set within the Tenuta Sant’Antonio in Tivoli, will become the heart of the Elite Model Look Bootcamp—an exclusive retreat where nature, history and discipline come together to shape the talents of tomorrow.
Balancing memory and vision, Elite Model Look continues to narrate the future of fashion, transforming each edition into a rite of passage toward new global icons.
DAILY PAPER E LA COSTRUZIONE
DI UN NUOVO SGUARDO EUROPEO
di Andrea Bertolucci
C’è stato un momento in cui una parte dello streetwear europeo ha smesso di cercare legittimazione altrove e ha iniziato, più semplicemente, a guardarsi attorno. Non dichiaratamente, né attraverso le sembianze di un movimento organizzato, ma sparsa in una serie di realtà che nascevano per necessità più che per ambizione, progetti che non provavano a costruire un’estetica nuova bensì a dare forma a qualcosa che già esisteva, e che semplicemente non era ancora stato raccontato nel modo giusto. È in questo passaggio, difficile da collocare con precisione, che si inserisce il percorso di Daily Paper, prima ancora che un marchio un punto di osservazione, un tentativo di mettere insieme immagini, riferimenti e identità che fino a quel momento erano rimasti profondamente frammentati. All’inizio, Daily Paper non è un brand nel senso classico del termine, con una direzione commerciale definita, ma un’attività costante di raccolta che prende forma all’interno di un blog e che lavora come un archivio aperto sul patrimonio africano. Hussein Suleiman, Jefferson Osei e Abderrahmane Trabsini – i tre creatori nonché amici d’infanzia - non partono da un’idea di prodotto, bensì da una realtà di contesto, fatta di musica, linguaggi visivi e riferimenti che difficilmente trovavano spazio in altri circuiti. I tre iniziano a documentare, senza preoccuparsi troppo della forma che questo materiale avrebbe preso poi nel tempo e nello spazio. Nel frattempo, lo streetwear europeo sta continuando a muoversi in una zona incerta, oscillando tra l’influenza dei modelli americani e il tentativo di costruire una propria autonomia,
DAILY PAPER AND THE CONSTRUCTION OF A NEW EUROPEAN PERSPECTIVE
EN. There was a moment when part of European streetwear stopped looking elsewhere for validation and simply began to look around itself. Not explicitly, nor through the form of an organized movement, but scattered across a series of projects born out of necessity rather than ambition. These were not attempts to build a new aesthetic, but to give shape to something that already existed—something that simply had not yet been told in the right way. It is within this difficult-to-pinpoint transition that the path of Daily Paper takes form: before being a brand, it was a point of observation, an attempt to bring together images, references and identities that had long remained deeply fragmented. In its early stages, Daily Paper was not a brand in the traditional sense, with a defined commercial direction, but rather an ongoing process of collecting. It took shape through a blog that functioned as an open archive of African heritage. Hussein Suleiman, Jefferson Osei and Abderrahmane Trabsini—the three founders and childhood friends—did not begin with a product idea, but with a cultural context made up of music, visual languages and references that rarely found space elsewhere. They started documenting, without worrying too much about
spesso senza riuscire a trovare un equilibrio stabile. Ben presto e in maniera naturale arrivano i primi capi, t-shirt che rendono visibile questo sguardo, portando su un oggetto qualcosa che già era presente altrove. Le grafiche sono dirette, spesso legate a simboli misteriosi che non vengono spiegati, ed è proprio questa mancanza di mediazione a diventare uno degli elementi più riconoscibili del progetto. Daily Paper si crea il proprio spazio senza dichiararsi apertamente, evitando sia l’emulazione che una presa di distanza diretta dalla fashion industry. Il contesto da cui nasce resta centrale anche quando non viene esplicitato, e la città, pur presente, non diventa mai un elemento decorativo o una scorciatoia narrativa, ma rimane sullo sfondo come parte di un sistema più ampio. Con il passare degli anni il progetto si struttura, le collezioni diventano decisamente più articolate, la distribuzione si amplia e il nome Daily Paper inizia a circolare con maggiore frequenza anche fuori dall’Europa, entrando progressivamente in un circuito internazionale che ne aumenta la visibilità e il fatturato. Eppure, a differenza di ciò che era accaduto a molti percorsi simili, questa crescita non comporta una semplificazione del linguaggio né un adattamento alle dinamiche più immediate del mercato: profondamente radicate in un immaginario che attinge al patrimonio africano, le collezioni di Daily Paper si muovono lungo una linea sottile in cui identità e streetwear contemporaneo si incontrano senza forzature. Ogni capo diventa così un dispositivo narrativo, più che un semplice indumento: un fram-
what form this material would eventually take. At the same time, European streetwear continued to exist in an uncertain space, oscillating between the influence of American models and the attempt to build its own identity, often without finding a stable balance. Soon, and quite naturally, the first garments appeared—T-shirts that made this perspective visible, translating onto an object something that already existed elsewhere. The graphics were direct, often tied to symbolic elements that were not explained, and it was precisely this lack of mediation that became one of the project’s most recognizable traits. Daily Paper carved out its own space without openly declaring itself, avoiding both imitation and direct opposition to the fashion industry. The context it emerged from remained central, even when not explicitly stated, and the city—though present—never became a decorative element or narrative shortcut, but stayed in the background as part of a broader system. Over the years, the project became more structured. Collections grew more complex, distribution expanded, and the name Daily Paper began circulating beyond Europe, gradually entering an international circuit that increased both its visibility and revenue. Yet, unlike many similar trajectories, this growth did not lead to a simplification of its language or an adaptation to more immediate market dynamics. Deeply rooted in an imaginary that draws from African heritage, Daily Paper’s collections move along a subtle line where identity and contemporary streetwear meet without force.
Hussein Suleiman, Jefferson Osei e Abderrahmane Trabsini, the three founders
Daily Paper FW23 Holiday Collection
Daily Paper Spring Summer 2023
Daily Paper’s SS24 Resort Collection
Paper SS26 “OFF-ROAD” Collection
mento di storia personale e collettiva, capace di tenere insieme l’eredità culturale dei tre creatori e la tensione verso il futuro.
Oggi Daily Paper costruisce il proprio racconto attraverso due collezioni annuali, pensate per uomo e donna, in cui prêt-à-porter, accessori e capsule stagionali convivono in un sistema coerente. Le silhouette, essenziali e riconoscibili, vengono continuamente rielaborate con un approccio contemporaneo che spinge i codici dello streetwear oltre i loro confini tradizionali, senza mai perdere l’autenticità. Un’attitudine che si riflette anche nelle collaborazioni, diventate parte integrante del linguaggio del brand: dalla recente partnership con Oakley, che ha dato vita a una montatura dalle suggestioni afro-futuriste, fino al progetto per Converse, un omaggio dichiarato all’immaginario e ai valori del panafricanismo.
Each garment becomes a narrative device rather than a simple item of clothing—a fragment of personal and collective history capable of holding together the cultural legacy of its founders and a forward-looking tension toward the future.
Today, Daily Paper builds its story through two annual collections for men and women, where ready-to-wear, accessories and seasonal capsules coexist within a coherent system. The silhouettes, essential and recognizable, are constantly reworked with a contemporary approach that pushes streetwear codes beyond their traditional boundaries without ever losing authenticity. This attitude is also reflected in its collaborations, now an integral part of the brand’s language: from the recent partnership with Oakley, which resulted in frames with Afro-futurist influences, to the project with Converse, a clear homage to the imagery and values of pan-Africanism.
MODEL KATE MASLENOK BY INFINITY MANAGEMENT, NYAKUER KUC
SPECIAL THANKS TO ASD CITTÀ DI CINISELLO
FROM THE RIGHT
TRENCH ARCHIVIO MARCATO
REGGISENO ARCHIVIO MARCATO
MAGLIA U.S. POLO ASSN.
LEGGINS SOLIDEA
CALZE NIKE
SCARPE VSTARS MILANO
OCCHIALI NIKE
CAPPELLO NIKE
MAGLIA U.S. POLO ASSN.
PANTALONI IMPERIAL
SCARPE VSTARS MILANO
MAZZA U.S. POLO ASSN.
ORECCHINI
FROM THE TOP GIACCA ZEYBRA
TOP NIKE
CAMICIA ZEYBRA
GONNA IMPERIAL
ANELLO U.S. POLO ASSN.
ORECCHINI U.S. POLO
OROLOGIO U.S. POLO ASSN.
CANOTTA CABAN ROMANTIC
CALZINI POMPEA
SCARPE VSTARS MILANO
BOMBER + PANTS NIKE
CINTURA
ABITO PATRIZIA PEPE
CIABATTINE ATELIER EMÉ
COLLANA PON PON ARTHUR ARBESSER CALZINI RICAMATI
MAGLIA NIKE
FROM THE LEFT GIACCA KARL MOMMOO HOMME
MAGLIA RIGHE U.S. POLO ASSN. SHORTS NIKE
CINTURA ARCHIVIO MARCATO
CALZE NIKE
SCARPE VSTARS MILANO
BOMBER PIZZO AKAHAI
TOP AKAHAI
CANOTTA ARCHIVIO MARCATO
PANTALONI PIZZO AKAHAI
SCARPE VSTARS MILANO
the movie IL PRINCIPE DELLA FOLLIA
di Enza Pietrangelo
Il principe della follia diretto da Dario D’Ambrosi, è un’opera potente e cruda che fonde i toni del noir grottesco con una profonda indagine sociale sulla disabilità e la salute mentale. Presentato alla Festa del Cinema di Roma 2025, il film è stato accolto dalla critica come un atto d’amore necessario e privo di pietismo verso la diversità. La trama segue un tassista che, dopo aver accompagnato un travestito (Mauro Cardinali) nella sua fatiscente abitazione, assiste casualmente a una inquietante televendita notturna. Il presentatore, Luca (Stefano Zazzera), è un uomo paralitico che “mette in vendita” i propri familiari: un anziano clown malinconico (Alessandro Haber) e una ex ballerina del Teatro dell’Opera (Carla Chiarelli). Il film traspone sul grande schermo l’esperienza di D’Ambrosi con il suo Teatro Patologico, dove la follia diventa un linguaggio poetico e la diversità una risorsa.
Girato nelle Marche, il film utilizza spazi angusti e claustrofobici per riflettere le tensioni interiori di una famiglia segnata dal dolore e dall’emarginazione. La pellicola si muove tra thriller psicologico e allegoria sociale, mantenendo una forte impronta teatrale nella recitazione e nella messa in scena. Con un cast d’Eccellenza, l’opera riesce a mostrare come la disabilità non sia solo un dolore individuale, ma un peso che ricade sull’intera cerchia sociale, trasformando però questa sofferenza in dignità e coraggio. È considerato una delle opere più originali della stagione per la sua capacità di guardare “dentro l’altro” senza filtri edulcorati.
EN. The Prince of Madness, directed by Dario D’Ambrosi, is a powerful and raw work that blends grotesque noir tones with a deep social exploration of disability and mental health. Presented at the Festa del Cinema di Roma 2025, the film was welcomed by critics as a necessary act of love toward diversity, free from any trace of sentimentality. The story follows a taxi driver who, after taking a drag performer (Mauro Cardinali) to his dilapidated home, accidentally witnesses a disturbing late-night TV sales show. The host, Luca (Stefano Zazzera), is a paralyzed man who “puts up for sale” his own family members: an elderly, melancholic clown (Alessandro Haber) and a former opera house dancer (Carla Chiarelli). The film brings to the big screen D’Ambrosi’s experience with his Teatro Patologico, where madness becomes a poetic language and diversity a resource. Shot in the Marche region, it uses confined and claustrophobic spaces to reflect the inner tensions of a family marked by pain and marginalization.
The narrative moves between psychological thriller and social allegory, maintaining a strong theatrical imprint in both acting and staging. With an outstanding cast, the film shows how disability is not only an individual struggle, but a burden that affects an entire social circle—yet transforms this suffering into dignity and courage.
It is considered one of the most original works of the season for its ability to look “inside the other” without softened or filtered perspectives.
the artist ALESSIO STORTI
di Enza Pietrangelo
Dagli abissi di plastica alla rinascita: l’etica estetica dei #pescidistorti/ From plastic depths to rebirth: the aesthetic ethics of #DistortedFish
Il mare non dimentica. Restituisce, trasforma e, talvolta, urla attraverso il linguaggio silenzioso dell’arte. È in questo solco di consapevolezza che nuotano i #pescidistorti di Alessio Storti, artista vicentino che ha scelto di dare voce a ciò che solitamente ignoriamo. Le sue creature non nascono dall’acqua, ma da ciò che nell’acqua non dovrebbe mai finire: il PET. Queste sculture sono simulacri vitrei di una responsabilità collettiva; frammenti di plastica che si ricompongono per ricordarci che ogni rifiuto abbandonato è un boomerang destinato a tornare verso di noi, alterando il ciclo stesso della vita. La forza dei #pescidistorti risiede nel contrasto tra la loro apparente fragilità e la resistenza del materiale di cui sono fatti. Storti utilizza un processo di lavorazione meticoloso che parte dal recupero di bottiglie e scarti destinati alla discarica. La plastica viene ridotta in micro-scaglie e frammenti, modellati poi attraverso il calore e la manipolazione manuale. Questa tecnica permette di ricreare texture che mimano la complessità delle squame e delle pinne, trasformando un materiale inquinante in una struttura semitrasparente che cattura la luce, evocando la purezza dell’acqua proprio attraverso il suo opposto sintetico. È un’arte che parla di “dignità restituita allo scarto”, dove la plastica diventa metafora delle cadute e delle ripartenze
EN. The sea does not forget. It returns, transforms, and at times cries out through the silent language of art. It is within this current of awareness that the #distortedfish by Alessio Storti swim—an artist from Vicenza who has chosen to give voice to what we usually ignore. His creatures are not born from water, but from what should never end up in it: PET plastic. These sculptures are glass-like simulacra of a collective responsibility; fragments of plastic reassembled to remind us that every piece of waste abandoned is a boomerang destined to return to us, altering the very cycle of life.
The strength of the #distortedfish lies in the contrast between their apparent fragility and the resilience of the material they are made from. Storti employs a meticulous process that begins with the recovery of bottles and discarded plastic waste. The material is reduced into micro-flakes and fragments, then shaped through heat and manual manipulation. This technique recreates textures that mimic the complexity of scales and fins, transforming a polluting material into a semi-transparent structure that captures light, evoking the purity of water through its synthetic opposite. It is an art that speaks of “restored dignity to waste,” where plastic becomes a metaphor for human falls and renewals. The progenitor of this ecological fauna is Aurora, a manifesto work carrying
Dettaglio della texture superficiale: la plastica viene ridotta in micro-frammenti e scaglie per simulare la complessa struttura organica delle squame. La semitrasparenza del materiale permette alla luce di attraversare l’opera, evocando la fragilità degli ecosistemi marini soffocati dai rifiuti sintetici.
EN. Surface texture detail: plastic is reduced into micro-fragments and flakes to simulate the complex organic structure of scales. The semi-transparency of the material allows light to pass through the work, evoking the fragility of marine ecosystems suffocated by.
umane. Il capostipite di questa fauna ecologica è Aurora, un’opera manifesto che porta con sé un’eredità simbolica d’eccezione. La sua genesi è stata infatti suggellata dall’incontro con Marco Martalar, il celebre autore del Drago di Vaia. Ricevere la “benedizione” di Martalar ha significato, per Storti, unire idealmente due visioni: quella del recupero del legno schiantato dalla tempesta e quella del salvataggio del PET che soffoca gli oceani. Entrambi gli artisti estraggono bellezza dalle ferite della natura, trasformando la distruzione in un monito tangibile e poetico. Recentemente, il progetto ha trovato il suo habitat ideale in contesti di rilievo nazionale dedicati all’economia circolare. Dopo il successo riscosso al RiscArti Festival presso lo spazio La Vaccheria a Roma, le opere continuano a viaggiare per sensibilizzare il pubblico. Ogni esemplare è un pezzo unico nato dalla manipolazione manuale di scarti plastici. L’obiettivo dell’artista è trasformare il “rifiuto” in un “monito estetico”, restituendo dignità a ciò che il mare rigetta a riva.
Guardare un #pescedistorti significa oggi accettare un invito silenzioso a cambiare rotta, prima che il mare finisca per restituirci solo i fantasmi di ciò che abbiamo gettato.
a remarkable symbolic legacy. Its creation was marked by an encounter with Marco Martalar, the renowned creator of the Vaia Dragon. Receiving Martalar’s “blessing” meant, for Storti, uniting two visions: the recovery of wood shattered by a storm and the rescue of PET suffocating the oceans. Both artists extract beauty from nature’s wounds, transforming destruction into a tangible and poetic warning.
Recently, the project has found its ideal habitat in major contexts dedicated to the circular economy. After its success at the RiscArti Festival at La Vaccheria in Rome, the works continue to travel, raising awareness among the public.
Each piece is unique, born from the manual transformation of plastic waste. The artist’s goal is to turn “refuse” into an “aesthetic warning,” restoring dignity to what the sea casts back onto the shore. To look at a #distortedfish today is to accept a silent invitation to change course—before the sea returns to us nothing but the ghosts of what we have thrown away.
QUANDO L’INGEGNERIA INCONTRA INSTAGRAM
L’idea di Gabriele Venturini e il suo Metodo Solution per veri asset aziendali
di Paolo Gelmi
Nel panorama fluido e spesso imprevedibile dei social media, dove le logiche della viralità sembrano dettare le regole del gioco, c’è chi ha scelto di cambiare approccio, non più intuizione, ma metodo. Non più tentativi, ma analisi, è da questa visione che nasce il percorso di Gabriele Venturini, ingegnere informatico e imprenditore digitale, che sta ridefinendo il modo in cui Instagram viene utilizzato dalle aziende e dai professionisti. Conosciuto online come GabrySolution, Venturini ha sviluppato il “Metodo Solution”, un sistema data-driven che trasforma i profili social in veri e propri asset aziendali, capaci di generare valore concreto e continuativo, un approccio che si discosta nettamente dalle strategie basate su trend momentanei, puntando invece su una struttura rigorosa, misurabile e replicabile. Questa visione non è rimasta confinata al mondo digitale, al contrario, ha trovato spazio anche in ambito accademico e istituzionale. Venturini ha infatti portato la sua competenza all’interno dell’Università degli Studi di Bergamo, dove ha insegnato le dinamiche più avanzate del marketing digitale, contribuendo a formare una nuova generazione di professionisti, il suo percorso nella formazione d’eccellenza include anche l’Accademia della Pubblicità di Lucca, realtà di riferimento per creativi e strateghi. Parallelamente, la sua voce si è fatta strada nei principali contesti economici e imprenditoriali italiani, dai forum de Il Sole 24 Ore agli incontri con Confcommercio, fino ai palchi del Festival dell’Economia di Trento e del Marketers World 2025, Venturini si è affermato come una delle figure più autorevoli nell’ambito dell’economia digitale e dell’intelligenza artificiale applicata al marketing, una credibilità ulteriormente consolidata dalla collaborazione con Forbes, con cui contribuisce alla diffusione di contenuti innovativi e alla formazione interna. Al centro del suo lavoro c’è una convinzione chiara: i dati sono l’unico vero punto di riferimento, il Metodo Solution
WHEN ENGINEERING MEETS INSTA-
GRAM | The vision of Gabriele Venturini and his Solution Method for real business assets
EN. In the fluid and often unpredictable landscape of social media, where the logic of virality seems to dictate the rules of the game, there are those who have chosen to change the approach: no longer intuition, but method. No longer attempts, but analysis. It is from this perspective that the journey of Gabriele Venturini begins—an IT engineer and digital entrepreneur who is redefining how Instagram is used by companies and professionals. Known online as GabrySolution, Venturini has developed the “Solution Method,” a data-driven system that transforms social profiles into real business assets capable of generating consistent and measurable value. This approach clearly distances itself from strategies based on fleeting trends, focusing instead on a structured, measurable, and replicable framework. This vision has not remained confined to the digital world; on the contrary, it has also found space in academic and institutional contexts. Venturini has brought his expertise to the University of Bergamo, where he has taught advanced digital marketing dynamics, contributing to the training of a new generation of professionals. His path in high-level education also includes the Advertising Academy of Lucca, a key institution for creatives and strategists. At the same time, his voice has gained recognition across major Italian economic and business platforms—from Il Sole 24 Ore forums to meetings with Confcommercio, and stages such as the Trento Festival of Economics and Marketers World 2025. Venturini has established himself as one of the most authoritative figures in digital economy and AI-driven marketing, a credibility further strengthened by his collabora-
nasce infatti dall’applicazione dei principi ingegneristici al marketing digitale, trasformando Instagram in un sistema governabile, dove ogni azione è tracciabile e orientata a un risultato preciso, l’obiettivo non è semplicemente aumentare i follower, ma costruire ecosistemi digitali in grado di generare fatturato reale.
A supporto di questa visione, Venturini ha sviluppato un’offerta formativa articolata e altamente specializzata, tra i programmi più avanzati spicca Instagram Interstellar 3.0, un percorso pensato per scalare i profili e trasformarli in business strutturati, accanto a questo, Reesolution si concentra sulla creazione di Reel ad alto impatto, combinando tecnica e strategia per massimizzare la portata organic, infine, con AI Solution, Venturini si posiziona come pioniere nell’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi di marketing, offrendo strumenti concreti per ottimizzare tempi, flussi di lavoro e qualità dei contenuti, i risultati raccontano meglio di qualsiasi teoria l’efficacia del metodo, come nel caso di Silvia, insegnante di yoga e meditazione, che ha visto il proprio profilo crescere da 20.000 a 191.000 follower, riuscendo al contempo ad avviare collaborazioni con brand di rilievo, in un’epoca in cui l’algoritmo sembra spesso un enigma, il lavoro di Gabriele Venturini rappresenta un cambio di paradigma: riportare il marketing digitale su un terreno più solido, dove la creatività incontra la scienza e i risultati non sono più casuali, ma progettati.
tion with Forbes, where he contributes to innovative content and internal training. At the core of his work lies a clear conviction: data is the only true point of reference. The Solution Method is based on applying engineering principles to digital marketing, transforming Instagram into a controllable system where every action is traceable and goal-oriented. The objective is not simply to increase followers, but to build digital ecosystems capable of generating real revenue. Supporting this vision is a highly structured and specialized training offering. Among the most advanced programs is Instagram Interstellar 3.0, designed to scale profiles and turn them into structured businesses. Alongside it, Reesolution focuses on creating high-impact Reels, combining technique and strategy to maximize organic reach. Finally, with AI Solution, Venturini positions himself as a pioneer in integrating artificial intelligence into marketing processes, providing concrete tools to optimize time, workflows, and content quality. The results speak for themselves. One example is Silvia, a yoga and meditation teacher who grew her profile from 20,000 to 191,000 followers while also securing collaborations with major brands. In an era where algorithms often seem like an unsolvable puzzle, Gabriele Venturini’s work represents a shift in paradigm: bringing digital marketing back onto solid ground, where creativity meets science and results are no longer accidental, but designed.
Gabriele Venturini
FOTOGRAFARE IL VIAGGIO: LE 5 MACCHINE DA SCEGLIERE OGGI
Compatte, leggere e performanti: i modelli più interessanti del 2026 per raccontare ogni destinazione
Rodolfo Mangiagalli
Viaggiare oggi significa anche scegliere come conservare e raccontare ciò che si vive. Se lo smartphone resta lo strumento più immediato, le fotocamere dedicate continuano a offrire una qualità d’immagine, una profondità e una flessibilità difficili da eguagliare. Negli ultimi anni, il mercato ha premiato modelli compatti e mirrorless capaci di unire prestazioni elevate e portabilità, caratteristiche fondamentali per chi si sposta spesso. La scelta della macchina fotografica da viaggio non dipende
solo dalla qualità tecnica, ma dalla capacità di adattarsi al ritmo del viaggio: deve essere leggera, veloce da usare e sempre pronta. Ecco cinque modelli attuali, affidabili e particolarmente indicati per il 2026.
La Fujifilm X100VI è una delle fotocamere più apprezzate del momento. Dotata di un sensore APS-C da 40 megapixel e di stabilizzazione interna, offre una qualità d’immagine molto elevata in un corpo compatto. La lente fissa equivalente a 35mm la rende perfetta per street photography e reportage, ideale per chi ama viaggiare leggero senza rinunciare a uno stile fotografico preciso. Il prezzo medio si colloca tra i 1.700 e i 1.800 euro.
CAPTURING THE JOURNEY: THE 5 CAMERAS TO CHOOSE NOW | Compact, lightweight and powerful models for travel photography in 2026
EN. Travel today also means choosing how to capture and preserve experiences. While smartphones remain the most immediate option, dedicated cameras still provide superior image quality, depth and creative flexibility. In recent years, the market has focused on compact and mirrorless models that combine high performance with portability—essential features for frequent travelers. Choosing a travel camera is not just about technical specifications, but about how well it fits into the rhythm of a journey: it should be light, responsive and always ready to use. Here are five reliable and up-to-date models for 2026.
The Fujifilm X100VI stands out as one of the most popular options. With a 40MP APS-C sensor and in-body stabilization, it delivers excellent image quality in a compact design. Its fixed 35mm-equivalent lens makes it ideal for street photography and travel reportage. Average price: €1,700–1,800.
di
Per chi cerca la massima versatilità in formato tascabile, la Sony RX100 VII resta una scelta solida. Il suo punto di forza è lo zoom integrato 24-200mm, che consente di passare da ampie vedute a dettagli lontani senza cambiare obiettivo. L’autofocus è rapido e preciso, mentre il video in 4K la rende adatta anche alla creazione di contenuti dinamici. Il prezzo medio è compreso tra i 1.100 e i 1.200 euro.
Chi si avvicina al mondo delle mirrorless può trovare un ottimo equilibrio nella Canon EOS R50 Leggera e intuitiva, offre un sensore APS-C da 24 megapixel e un sistema autofocus evoluto, pensato anche per chi non ha grande esperienza. La possibilità di cambiare obiettivi la rende una scelta flessibile, capace di adattarsi a diversi tipi di viaggio. Il prezzo, in kit con obiettivo, si aggira tra i 650 e i 750 euro.
Per i viaggi più dinamici e all’aperto, la OM System OM-5 è progettata per resistere a condizioni difficili. Tropicalizzata contro pioggia e polvere, è dotata di un sistema di stabilizzazione tra i più
For maximum versatility in a pocket-sized format, the Sony RX100 VII remains a strong choice. Its 24–200mm zoom lens allows a wide range of shooting situations without changing lenses. Fast autofocus and 4K video capabilities make it suitable for both photography and video. Average price: €1,100–1,200.
Those entering the mirrorless world can consider the Canon EOS R50. Lightweight and user-friendly, it features a 24MP APS-C sensor and advanced autofocus. Its interchangeable lens system offers flexibility for different types of travel. Average price (with kit lens): €650–750.
For outdoor and adventure travel, the OM System OM-5 is built to withstand harsh conditions. Weather-sealed and highly stabi-
efficaci della categoria. È una macchina pensata per trekking, natura e viaggi attivi, dove robustezza e affidabilità diventano essenziali. Il prezzo medio si colloca tra i 1.200 e i 1.300 euro.
Infine, per chi privilegia la discrezione e la portabilità assoluta, la Ricoh GR III rappresenta una scelta minimalista ma potente. Nonostante le dimensioni ridotte, integra un sensore APS-C e una lente fissa grandangolare, perfetta per fotografia urbana e spontanea. Sta in tasca e si accende rapidamente, diventando ideale per catturare momenti senza preparazione. Il prezzo medio è compreso tra i 1.000 e i 1.100 euro.
lized, it is ideal for hiking, nature and active trips. Average price: €1,200–1,300.
Scegliere una fotocamera da viaggio significa trovare un equilibrio personale tra qualità e libertà. Non esiste un modello perfetto in assoluto, ma esiste quello più adatto al proprio modo di viaggiare. Leggerezza, immediatezza e piacere d’uso diventano criteri fondamentali, perché la macchina fotografica migliore è sempre quella che si ha con sé nel momento giusto.
Finally, for those who prioritize portability and discretion, the Ricoh GR III offers a minimalist yet powerful solution. Despite its small size, it features an APS-C sensor and a wide-angle fixed lens, perfect for spontaneous street photography. Average price: €1,000–1,100.
Choosing a travel camera ultimately means finding the right balance between quality and freedom. The best model is not necessarily the most advanced, but the one that fits your way of traveling—light enough to carry, intuitive enough to use, and always ready when the moment happens.
EFFICIENZA E FLESSIBILITÀ PER OGNI LAVORAZIONE IN LAMIERA
EFFICIENCY AND FLEXIBILITY FOR EVERY SHEET METAL PROCESSING NEED
Dalla produzione di semplici componenti alla realizzazione di strutture complesse, l’approccio di Casta Srl alla lavorazione della lamiera si distingue per efficienza, versatilità e attenzione al cliente. Nata nel 2005 a Lecce come azienda familiare, Casta ha saputo ritagliarsi un ruolo da protagonista nel panorama europeo della carpenteria meccanica, operando oggi in settori strategici come il ferroviario, l’agricolo e il movimentazione terra. Con circa 300 dipendenti e un parco macchine in costante evoluzione, l’azienda si è dotata di tecnologie all’avanguardia, anche grazie alla collaborazione con TRUMPF, partner nella fornitura di sistemi di taglio e piegatura e nella gestione automatizzata del magazzino.
La produzione è fortemente verticalizzata: ogni fase, dal taglio alla piega fino all’assemblaggio, avviene internamente, con vantaggi tangibili in termini di qualità, tempi e controllo. Tutti i componenti sono realizzati secondo le specifiche del cliente, utilizzando materiali certificati e rifiniti con cura, pronti per l’inserimento immediato nelle linee di montaggio. Innovazione, formazione interna e un servizio post-vendita rapido e affidabile completano il profilo di un’azienda che ha fatto della reattività e della precisione i propri tratti distintivi.
From the production of simple components to the creation of complex structures, Casta Srl stands out for its efficient, versatile and customer-focused approach to sheet metal processing. Founded in 2005 in Lecce as a family-run business, Casta has quickly carved out a key role in the European mechanical carpentry market. Today it operates in several strategic sectors, including railways, agriculture and earth-moving machinery. With around 300 employees and a constantly evolving machine fleet, the company has equipped itself with cutting-edge technologies, also thanks to its partnership with TRUMPF, supplier of advanced cutting and bending systems and automated warehouse management solutions.
Production is highly verticalized: every phase — from cutting to bending and assembly — is handled in-house, ensuring advantages in terms of quality, lead times and process control. All components are manufactured according to customer specifications, using certified materials and finished with great care, ready to be integrated directly into assembly lines. Innovation, internal training and a fast, reliable after-sales service complete the profile of a company that has made responsiveness and precision its defining traits.
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• CONSULENZA MARKETING: operazioni (anche targettizzate) di engagement con i passeggeri presenti aeroporto.
• EVENTI: in spazi comuni aeroportuali o in lounge (degustazioni, esposizione prodotto, presentazioni, etc.)
FROM ROME TO MILAN | Music, art and cinema
Musica, arte e cinema DA ROMA A MILANO
ROTHKO A FIRENZE
La mostra dedicata a Mark Rothko è una grande retrospettiva che riunisce oltre 70 opere provenienti da importanti musei internazionali. Curata da Christopher Rothko ed Elena Geuna, si estende anche al Museo di San Marco e alla Biblioteca Medicea Laurenziana, creando un dialogo con il contesto artistico fiorentino. Il percorso segue un andamento cronologico e documenta tutte le fasi della produzione dell’artista. Le prime sale presentano opere figurative degli anni Trenta e Quaranta, come Interior (1936), influenzate dall’arte europea e caratterizzate da una forte dimensione simbolica e psicologica. A queste si affiancano dipinti neo-surrealisti ispirati alla mitologia antica, con forme biomorfiche e segni dinamici.
Un momento centrale è rappresentato dalle opere di transizione degli anni Quaranta, le cosiddette Multiforms, in cui le figure si dissolvono in campi di colore fluttuanti. Questa ricerca conduce alle celebri tele degli anni Cinquanta e Sessanta, costruite con due o tre rettangoli cromatici sovrapposti: qui il colore, steso in velature sottili, diventa il principale mezzo espressivo, capace di creare profondità, luce interna e un’intensa esperienza emotiva.
La mostra include anche studi preparatori per importanti cicli decorativi, come i Seagram Murals e gli Harvard Murals, che evidenziano l’attenzione di Rothko per proporzioni, ritmo e rapporto con lo spazio architettonico. Negli ultimi lavori emerge una tavolozza più scura e drammatica, con rossi profondi, bruni e neri, fino alle opere finali della serie Black and Grey, caratterizzate da campiture essenziali e contemplative. Completano il percorso opere su carta dagli ultimi anni, con tonalità più delicate, e un allestimento che mette in relazione i dipinti con gli spazi rinascimentali, sottolineando come Rothko abbia trasformato la pittura in un’esperienza immersiva, sospesa tra emozione, spiritualità e percezione dello spazio.
Dove
Palazzo Strozzi, Firenze
Quando
fino al 23 agosto 2026
Orari
tutti i giorni 10.00-20.00 | giovedì fino alle 23.00
Info https://www.palazzostrozzi.org/mostra/mark-rothko/
ROTHKO IN FLORENCE
The exhibition dedicated to Mark Rothko is a major retrospective bringing together over 70 works from leading international museums. Curated by Christopher Rothko and Elena Geuna, extends to the Museo di San Marco and the Biblioteca Medicea Laurenziana, creating a dialogue with Florence’s artistic heritage.
The exhibition follows a chronological path, tracing all phases of Rothko’s artistic production. The first rooms present figurative works from the 1930s and 1940s, such as Interior (1936), influenced by European art and marked by a strong symbolic and psychological dimension. These are accompanied by Neo-Surrealist paintings inspired by ancient mythology, featuring biomorphic forms and dynamic marks.
A central moment is represented by the transitional works of the 1940s, the so-called Multiforms, in which figures dissolve into floating fields of color. This research leads to the iconic canvases of the 1950s and 1960s, composed of two or three overlapping rectangles of color. Here, color—applied in thin layers—becomes the primary expressive tool, creating depth, inner light, and an intense emotional experience.
The exhibition also includes preparatory studies for major decorative cycles, such as the Seagram Murals and the Harvard Murals, highlighting Rothko’s attention to proportion, rhythm, and the relationship with architectural space. In his later works, a darker and more dramatic palette emerges, with deep reds, browns, and blacks, culminating in the final Black and Grey series, characterized by essential and contemplative compositions. The exhibition is completed by works on paper from the artist’s final years, featuring softer tones, and
by an installation that connects the paintings with Renaissance spaces, emphasizing how Rothko transformed painting into an immersive experience suspended between emotion, spirituality, and spatial perception.
Where
Palazzo Strozzi, Florence
When until August 23, 2026
Opening hours daily 10:00-20:00 | Thursdays until 23:00 Info https://www.palazzostrozzi.org/mostra/mark-rothko/
PIANO CITY MILANO 2026
Dal 15 al 17 maggio 2026 torna Piano City Milano 2026, il celebre festival diffuso che trasforma Milano in una grande mappa sonora dedicata al pianoforte.
Giunta alla sua sedicesima edizione, la manifestazione coinvolge l’intera città con centinaia di concerti gratuiti, portando la musica in luoghi tradizionali e spazi inaspettati, dai teatri ai cortili, dai parchi alle case private. Nato nel 2011, il festival si distingue per il suo format partecipativo e inclusivo: la musica non resta confinata nei luoghi istituzionali, ma invade il tessuto urbano, creando un dialogo diretto tra artisti e pubblico. Il programma, come sempre, attraversa generi diversi dalla classica al jazz fino al pop e alla musica contemporanea offrendo un’esperienza accessibile e trasversale. Per tre giorni,
Milano diventa così un grande palcoscenico a cielo aperto, dove il pianoforte si fa strumento di incontro e condivisione, capace di ridisegnare la città attraverso il suono e di coinvolgere un pubblico sempre più ampio e diversificato.
Dove
Milano
Quando
dal 15 al 17 maggio 2026
Sito
www.pianocitymilano.it
PIANO CITY MILAN 2026
From May 15 to 17, 2026, Piano City Milan 2026 returns— the renowned citywide festival that transforms Milan into a vast soundscape dedicated to the piano. Now in its sixteenth edition, the event engages the entire city with hundreds of free concerts, bringing music to both traditional venues and unexpected spaces, from theaters and courtyards to parks and private homes. Founded in 2011, the festival stands out for its participatory and inclusive format: music is not confined to institutional settings but spreads throughout the urban fabric, creating a direct dialogue between artists and audiences. As always, the program spans a wide range of genres—from classical and jazz to pop and contemporary music—offering an accessible and diverse experience. For three days, Milan becomes a grand open-air stage, where the piano serves as a tool for connection and shared experience, reshaping the city through sound and engaging an ever broader and more diverse audience.
Where Milan
When May 15–17, 2026
Info
www.pianocitymilano.it
GIANNI BERENGO GARDIN. LA VENEZIA DEL MAESTRO
DEL BIANCO E NERO
La mostra, ospitata a Palazzo Flangini e promossa dalla Fondazione di Venezia, rende omaggio a Gianni Berengo Gardin, tra i più importanti fotografi del Novecento italiano. Curata da Denis Curti e visitabile fino al 30 giugno 2026, segna anche l’apertura al pubblico della nuova sede della Fondazione. Il percorso riunisce 34 fotografie in bianco e nero dedicate a Venezia, offrendo uno sguardo poetico e al tempo stesso documentario sulla città. Il nucleo centrale dell’esposizione nasce da un dialogo ideale con Pietro Aretino: dalle stesse finestre affacciate sul Canal Grande da cui lo scrittore osservava la città nel Cinquecento, Berengo Gardin costruisce immagini che mettono in relazione passato e presente, mostrando una Venezia sospesa tra continuità e trasformazione. Le fotografie raccontano la vita quotidiana, i cambiamenti sociali e le contraddizioni della città: dai riti collettivi agli scorci urbani, dalla Regata storica ai momenti più intimi restituendo un’immagine autentica e stratificata. Alcuni scatti, come il celebre “bacio rubato” sotto i portici di Piazza San Marco, rivelano la capacità dell’autore di cogliere attimi fugaci e carichi di poesia, trasformando gesti ordinari in immagini iconiche.
Accanto alla dimensione documentaria emerge anche una forte componente etica e civile, che attraversa tutta la carriera del fotografo, attento a raccontare non solo la bellezza ma anche le criticità e i paradossi della città contemporanea. Completa il percorso la proiezione del film dedicato all’artista, che approfondisce il suo metodo e il suo sguardo. La rassegna si configura così come un omaggio non solo all’artista, ma anche a Venezia stessa: una città viva, complessa e ancora capace di sorprendere, osservata attraverso uno sguardo attento, consapevole e profondamente umano.
Dove
Palazzo Flangini Cannaregio, Calle Flangini 252, Venezia Quando fino al 30 giugno
Orari
dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00, il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 17.00 Website www.fondazionedivenezia.org
GIANNI BERENGO GARDIN. THE VENICE OF THE MASTER OF BLACK AND WHITE
The exhibition, hosted at Palazzo Flangini and promoted by the Fondazione di Venezia, pays tribute to Gianni Berengo Gardin, one of the most important Italian photographers of the 20th century. Curated by Denis Curti and open until June 30, 2026, it also marks the public opening of the Foundation’s new headquarters. The exhibition brings together 34 black-and-white photographs dedicated to Venice, offering a perspective that is both poetic and documentary. At its core is an imagined dialogue with Pietro Aretino: from the same windows overlooking the Grand Canal from which the writer observed the city in the 16th century, Berengo Gardin creates images that connect past and present, portraying a Venice suspended between continuity and change. The photographs capture everyday life, social transformations, and the city’s contradictions—from collective rituals to urban views, from the Historical Regatta to more intimate moments—returning an authentic and layered image of Venice. Some shots, such as the famous “stolen kiss” under the arcades of St. Mark’s Square, reveal the artist’s ability to capture fleeting, poetic moments, turning ordinary gestures into iconic images. Alongside the documentary dimension, a strong ethical and civic component also emerges, running throughout the photographer’s career, as he seeks to portray not only the beauty but also the challenges and paradoxes of the contemporary city. The exhibition is completed by the screening of a film dedicated to the artist, which delves into his method and perspective. Thus, the showcase stands as a tribute not only to the artist but also to Venice itself: a living, complex city still capable of surprising, observed through a gaze that is attentive, aware, and deeply human.
Monday–Friday 9:00 am–1:00 pm and 2:00 pm–5:00 pm; Saturday and Sunday 10:00 am–5:00 pm Website www.fondazionedivenezia.org
CHIHARU SHIOTA: THE SOUL TREMBLES
Il MAO Museo d’Arte Orientale ospita la grande mostra monografica dedicata a Chiharu Shiota, curata da Mami Kataoka e Davide Quadrio. Il percorso, ampio e articolato, attraversa tutta la produzione dell’artista, includendo disegni, fotografie, sculture e alcune delle sue più celebri installazioni monumentali. Le opere di Shiota, spesso nate da esperienze autobiografiche, indagano l’intangibile, memoria, sogni, emozioni e pongono interrogativi profondi su identità, relazioni e destino, coinvolgendo lo spettatore in una dimensione sospesa tra introspezione e universalità. Elemento distintivo sono le installazioni immersive realizzate con fitte trame di fili rossi e neri, che avvolgono gli spazi trasformandoli in ambienti carichi di tensione emotiva. In queste architetture fragili e avvolgenti convivono opposti come presenza e assenza, movimento e immobilità, generando un’esperienza sensoriale che oscilla tra fascinazione e inquietudine. Tra le opere più significative emergono Uncertain Journey, con le sue imbarcazioni sospese in una rete di fili rossi che evocano il viaggio e l’incontro, In Silence, dove un pianoforte bruciato diventa simbolo di memoria e perdita, e Accumulation – Searching for the Destination, una potente installazione composta da centinaia di valigie fluttuanti, metafora di migrazione, ricordo e identità. Concepita come un’unica grande installazione diffusa, l’istallazione si estende dagli spazi temporanei alle gallerie permanenti del museo, instaurando un dialogo diretto con le collezioni del MAO e includendo opere realizzate appositamente per questa occasione. Il progetto si completa con un ricco palinsesto fatto di performance, incontri e attività educative. Ne risulta un’esperienza immersiva e fortemente emotiva, capace di trasformare lo spazio espositivo in un luogo di contemplazione, dove lo spettatore è invitato a confrontarsi con la dimensione più fragile e profonda dell’esistenza.
Dove
Museo d’Arte Orientale, Via San Domenico 11, Torino Quando
Giovedì dalle ore 10 alle ore 20, con ultimo ingresso alle ore 19. Lunedì chiuso.
Sito www.maotorino.it
CHIHARU SHIOTA: THE SOUL TREMBLES
The MAO Museo d’Arte Orientale hosts the major monographic exhibition dedicated to Chiharu Shiota, curated by Mami Kataoka and Davide Quadrio. The exhibition unfolds as a rich and comprehensive journey through the artist’s entire body of work, featuring drawings, photographs, sculptures, and some of her most renowned large-scale installations. Often rooted in autobiographical experiences, Shiota’s works explore the intangible—memory, dreams, and emotions—while raising profound questions about identity, relationships, and destiny, drawing viewers into a space suspended between introspection and universality. A defining element of the exhibition is the immersive installations made of dense webs of red and black threads, which envelop the spaces and transform them into emotionally charged environments. Within these fragile yet powerful structures, opposites such as presence and absence, movement and stillness coexist, creating a sensory experience that oscillates between fascination and unease. Among the most significant works are Uncertain Journey, with its boats suspended in a network of red threads evoking travel and encounters; In Silence, where a burned piano becomes a symbol of memory and loss; and Accumulation – Searching for the Destination, a striking installation composed of hundreds of floating suitcases, representing migration, memory, and identity. Conceived as a single, large-scale installation, the exhibition extends from the temporary exhibition areas into the museum’s permanent galleries, establishing a direct dialogue with the MAO’s collection and including works created specifically for the occasion. The project is further enriched by a dynamic public program featuring performances, talks, and educational activities. The result is a deeply immersive and emotional experience that transforms the exhibition space into a place of contemplation, where visitors are invited to engage with the most fragile and profound dimensions of human existence.
Where
MAO Museum of Oriental Art, Via San Domenico 11, Torino When until June 28, 2026
Opening hours
Tuesday, Wednesday, Friday, Saturday, Sunday: 10:00 am –6:00 pm. Thursday: 10:00 am – 8:00 pm (last entry at 7:00 pm). Monday: closed Website www.maotorino.i
HOKUSAI
In programma fino al 29 giugno 2026, la grande mostra dedicata a Katsushika Hokusai trasforma Palazzo Bonaparte in un viaggio immersivo nell’universo visivo del più celebre maestro dell’ukiyo-e. Considerata la più ampia esposizione mai realizzata in Italia sull’artista, riunisce oltre 200 opere tra xilografie, dipinti, libri illustrati e oggetti rari, ripercorrendo l’intero arco della sua produzione.
Protagonista assoluta è la celebre Grande Onda presso Kanagawa, icona universale capace ancora oggi di sorprendere per la sua forza dinamica e la modernità della visione. Accanto a questa, sono presenti le celebri Trentasei vedute del Monte Fuji e altre serie meno note, offrendo uno sguardo completo su un artista che ha saputo trasformare il paesaggio, la natura e la vita quotidiana giapponese in immagini di straordinaria potenza evocativa. Il percorso mette in luce anche gli aspetti più innovativi della sua tecnica: dall’uso del blu di Prussia, pigmento di origine europea, alla costruzione di prospettive non convenzionali che hanno profondamente influenzato l’arte occidentale, ispirando artisti come Monet e Van Gogh. Non meno affascinante è la possibilità di osservare da vicino il processo creativo, grazie alla presenza di matrici xilografiche e materiali preparatori. Più che una semplice retrospettiva, l’esposizione si configura come un ponte culturale tra Oriente e Occidente, restituendo tutta la vitalità di un artista instancabile, capace di reinventarsi continuamente e di inseguire, per tutta la vita, l’essenza più profonda della natura e dell’immagine.
HOKUSAI
On view until June 29, 2026, the major exhibition dedicated to Katsushika Hokusai transforms Palazzo Bonaparte into an immersive journey through the visual universe of the most celebrated master of ukiyo-e. Considered the most extensive exhibition ever held in Italy on the artist, it brings together over 200 works, including woodblock prints, paintings, illustrated books, and rare objects, retracing the full span of his career.
At the heart of the exhibition is the iconic The Great Wave off Kanagawa, a universally recognized image that continues to captivate with its dynamic power and modern vision.
Alongside it, the show features the famous Thirty-Six Views of Mount Fuji and other lesser-known series, offering a comprehensive insight into an artist who transformed landscape, nature, and everyday Japanese life into images of extraordinary evocative strength.
The exhibition also highlights the most innovative aspects of Hokusai’s technique, from his use of Prussian blue—a pigment of European origin—to his unconventional perspectives, which deeply influenced Western art and inspired artists such as Claude Monet and Vincent van Gogh. Equally fascinating is the opportunity to explore his creative process through the display of woodblock matrices and preparatory materials.
More than a simple retrospective, the exhibition acts as a cultural bridge between East and West, capturing the vitality of a tireless artist who continuously reinvented himself in pursuit of the deepest essence of nature and image.
Palazzo
Quando fino al 29 giugno 2026
Orari
Da lunedì a giovedì 9.00-19.30 | venerdì, sabato e domenica 9.00-21.00 Website www.mostrepalazzobonaparte.it
Bonaparte, Piazza Venezia 5, Rome When until June 29, 2026
Sei fragranze, sei capitoli: un viaggio olfattivo tra natura, visione e identità italiana
Non è una semplice collezione di fragranze, ma un racconto. Con MEMORIE, ZEGNA costruisce un progetto che va oltre il profumo, trasformandolo in esperienza narrativa. Sei fragranze, sei capitoli, un’unica storia che affonda le radici nelle Alpi italiane e attraversa oltre un secolo di visione, artigianalità e paesaggio. Ogni creazione nasce da un momento preciso, da un luogo o da un gesto legato alla vita del Fondatore, Ermenegildo Zegna. Non si tratta di evocazioni astratte, ma di ricordi concreti che prendono forma attraverso le note olfattive: dall’intimità dello studio de Il Calamaio, dove le idee si trasformano in visione, al ritmo produttivo de Il Lanificio, cuore pulsante della materia che diventa tessuto. Il viaggio continua con A Trivero, che racconta la partenza e l’apertura verso il mondo, per poi entrare nella dimensione più sensoriale de Il Sottobosco, dove la natura diventa esperienza immersiva. La Panoramica restituisce invece il senso del percorso costruito nel tempo, mentre Saga del Piemonte chiude il racconto con
ZEGNA MEMORIE, THE SCENT OF TIME | Six fragrances, six chapters: an olfactory journey through nature, vision and Italian identity
MEMORIE is not just a fragrance collection—it is a narrative. With this project, ZEGNA transforms scent into storytelling, creating an immersive experience rooted in over a century of vision, craftsmanship and landscape.
Each fragrance is inspired by a specific moment, place or gesture from the life of the Founder, Ermenegildo Zegna. These are not abstract concepts, but tangible memories translated into olfactory compositions: from the intimate atmosphere of Il Calamaio, where ideas take shape, to the dynamic environment of Il Lanificio, where raw material becomes fabric.
The journey continues with A Trivero, capturing the impulse to move forward and explore, followed by Il Sottobosco, where
un tono intimo e conviviale, trasformando la memoria in eredità. MEMORIE non è pensata come una semplice sequenza di profumi indipendenti, ma come un racconto continuo, che segue il ritmo di una vita in movimento: dal pensiero all’azione, dalla creazione alla contemplazione. È un modo di intendere il lusso profondamente italiano, dove estetica e responsabilità convivono e dove la bellezza non è mai disgiunta dal legame con la natura. A rafforzare questa dimensione narrativa contribuisce anche il progetto cinematografico realizzato per il lancio: un film diretto da Roman Coppola e interpretato da Mads Mikkelsen, ambientato nella Casa Zegna, nell’Oasi Zegna. Un viaggio visivo e contemplativo che traduce in immagini ciò che le fragranze suggeriscono, lasciando che siano ritmo, spazio e silenzio a raccontare la memoria. Anche il design riflette questa filosofia. I flaconi, eleganti e raffinati, sono realizzati in vetro con dettagli ispirati ai paesaggi evocati, completati da un tappo in legno di frassino. La scelta della ricaricabilità sottolinea una visione del lusso come valore duraturo, pensato per essere preservato e tramandato nel tempo.
Con MEMORIE, ZEGNA non propone semplicemente una collezione, ma invita a un’esperienza personale: quella di riconoscere, attraverso il profumo, il legame tra passato e presente, tra identità e trasformazione.
nature becomes a sensory immersion. La Panoramica reflects a vision built over time, while Saga del Piemonteconcludes with a warm, intimate tone, turning memory into legacy. Rather than a series of standalone scents, MEMORIE unfolds as a continuous story, mirroring the rhythm of a life in motion—from thought to action, from creation to contemplation. It embodies a distinctly Italian approach to luxury, where aesthetics and responsibility coexist, and beauty is inseparable from a connection to nature. The narrative is further enhanced by a cinematic project directed by Roman Coppola and starring Mads Mikkelsen, set within Casa Zegna in the Oasi Zegna. This visual journey translates the fragrances into imagery, allowing memory to emerge through rhythm, space and silence. The design reflects the same philosophy. Each bottle is crafted in refined glass with details inspired by its emotional landscape, topped with an ash wood cap. The refillable concept reinforces a vision of luxury as something meant to endure, to be preserved and passed on.
With MEMORIE, ZEGNA goes beyond creating fragrances—it offers an invitation to reconnect with memory, identity and transformation through scent.
BELLEZZA DI MAGGIO
di Vanna Greggio
Essere “bella” a maggio non è solo una questione di aspetto: è più un mix di energia, cura di sé e piccoli dettagli che ti fanno sentire bene.
Con la primavera nel pieno, puoi sfruttare tante cose a tuo favore. Per avere pelle luminosa come la primavera, La Prairie svela un nuovo capitolo della COLLEZIONE WHITE CAVIAR con l’ampliamento della scienza cellulare e l’introduzione del nuovo White Caviar Light Infusion Eye Serum. La collezione White Caviar - illuminante e rassodanteagisce su macchie scure e discromie cutanee, grazie a straordinari progressi scientifici. Potenziata dal Complesso Cellulare Esclusivo™ di La Prairie, dal caviale e dal Thiamidol in alcune formulazioni, ridefinisce l’arte della luminosità della pelle. Idratati, bevi più acqua e usa una crema leggera, ed esfoliazione almeno 1-2 volte a settimana per eliminare il grigiore dell’inverno.
MAY BEAUTY
EN. Being “beautiful” in May isn’t just about appearance—it’s more a mix of energy, self-care, and small details that make you feel good. With spring in full bloom, you can take advantage of many elements working in your favor.
For radiant, spring-like skin, La Prairie unveils a new chapter of its WHITE CAVIAR COLLECTION, expanding cellular science with the introduction of the new White Caviar Light Infusion Eye Serum. The White Caviar collection—brightening and firming— targets dark spots and uneven skin tone thanks to advanced scientific innovation. Enhanced by La Prairie’s Exclusive Cellular Complex™, caviar, and Thiamidol in selected formulations, it redefines the art of skin luminosity. Hydrate well, drink more water, use a lightweight moisturizer, and exfoliate at least once or twice a week to eliminate the dullness left by winter.
La protezione solare è fondamentale già a maggio, con prodotti specifici come UV PLUS SKIN BARRIER SPF50+, di CLARINS, lo schermo di ultima generazione per una protezione a 360°. Dal formato ultra-pratico e facile da portare sempre con sé, ha una texture quasi impercettibile per una protezione multipla contro i sei principali fattori responsabili dell’invecchiamento cutaneo: raggi UVA e UVB, inquinamento indoor e outdoor, foto inquinamento, luce blu e pollini. Grazie a un nuovo studio clinico esclusivo, Clarins ha perfezionato la formula UV Plus Skin Barrier per rispondere alle sfide urbane di oggi. UV Plus Skin Barrier aiuta la pelle a funzionare come dovrebbe, anticipando, contrastando e mitigando i danni prima ancora che si verifichino. Non appesantire, opta per un tTrucco fresco e naturale, punta su un look “glowy”: base leggera, blush rosato o pesca.
Sun protection is already essential in May. Products like UV PLUS SKIN BARRIER SPF50+ by Clarins offer next-generation, 360° protection. With an ultra-practical format easy to carry, it has an almost imperceptible texture while shielding the skin from the six main factors responsible for skin aging: UVA and UVB rays, indoor and outdoor pollution, photo-pollution, blue light, and pollen. Thanks to a new exclusive clinical study, Clarins has refined the formula to meet today’s urban challenges, helping the skin function at its best by anticipating and mitigating damage before it occurs. Avoid heavy makeup—opt instead for a fresh, natural look. Aim for a “glowy” effect with a light base and a soft pink or peach blush.
LESS IS MORE: THE GOAL IS TO LOOK RESTED, NOT OVERLY MADE-UP.
Schwan Cosmetics introduces a new generation of liquid liner pens, combining a wide range of high-performance shades with a highly stable formula and customizable packaging, perfect for evolving color trends and distinctive eye looks.
MENO È MEGLIO: L’IDEA È SEMBRARE RIPOSATA, NON “TRUCCATA”
Schwan Cosmetics presenta la nuova generazione di liquid liner pens, per accompagnare la costante evoluzione delle tendenze colore e la crescente richiesta di look occhi distintivi, la nuova linea di liquid liner pens unisce un’ampia palette di tonalità ad alte prestazioni, una formula altamente stabile e un packaging personalizzabile.
RISVEGLIA I CAPELLI, TAGLIA LE DOPPIE PUNTE E USA PRODOTTI LEGGERI PER NON APPESANTIRE
Per capelli perfetti senza sforzo, ghd rinnova e arricchisce la sua iconica gamma di hot brush virali, con le nuove GHD GLIDE+, GHD GLIDE DE+MAX, e L’INCONFONDIBILE GHD RISE, già tra le più amate di sempre. Lea alleate ideale per una routine mattutina facile e veloce.
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For effortless styling, GHD its iconic range of viral hot brushes with the new GHD Glide+, GHD Glide DE+MAX, and the unmistakable GHD Rise— already among the most loved tools—ideal allies for a quick and easy morning routine.
Muoviti
all’aperto
camminate
all’aria aperta o un po’ di sport, e soprattutto, dormi bene: si vede subito sul viso
Cambia profumo: una fragranza più fresca e leggera, ma intensa come CASAMORATI TEMPIO D’ACQUA , che invita a immergersi in un rifugio senza tempo, trasformando vetrate vibranti e decori in un’esperienza di pura serenità sensoriale. Comincia con la carezza di un raggio di luce che filtra dai vetri colorati. Una nota di pesca succosa e vellutata, resa più complessa e luminosa dalla freschezza del bergamotto, illumina l’apertura. Mentre ci si addentra nel cuore di questo santuario materico, il profumo rivela un carattere più botanico e rigenerante. Le sfumature erbacee del finocchio e la forza ancestrale dell’olio di cisto aggiungono una dimensione selvatica, evocando una riconnessione profonda con gli elementi naturali.
La cosa più importante per essere bella? sorridi di più, postura dritta, che equivale subito a più sicurezza, e fai cose che ti fanno stare bene: quando ti senti bene, si vede
MOVE OUTDOORS—WALKS IN THE FRESH AIR OR LIGHT EXERCISE—AND, ABOVE ALL, SLEEP WELL: IT SHOWS IMMEDIATELY ON YOUR FACE.
Change your fragrance: choose something fresher and lighter, yet still intense, like CASAMORATI TEMPIO D’ACQUA . It invites you into a timeless refuge, transforming vibrant glass and decorative elements into a sensory experience of pure serenity. It begins with the gentle touch of light filtering through colored glass: a juicy, velvety peach note, brightened by the freshness of bergamot. As the fragrance develops, it reveals a more botanical and regenerating heart, where the herbal nuances of fennel and the ancestral strength of cistus oil add a wild dimension, evoking a deep reconnection with natural elements.
The most important thing to be beautiful? Smile more, keep a straight posture—it immediately conveys confidence—and do things that make you feel good. When you feel good, it shows.
BENESSERE FUORI DAGLI SCHEMI: 5 SPA ITALIANE DA SCOPRIRE
Dalle terme in grotta alle oasi alpine, esperienze uniche dove il relax diventa viaggio
In un tempo in cui il viaggio è sempre più legato alla ricerca di equilibrio, le SPA non sono più semplici luoghi dedicati al relax, ma vere e proprie destinazioni. In Italia, il patrimonio termale e del benessere si arricchisce di strutture che reinterpretano il concetto di cura del corpo e della mente in modo originale, integrandosi con il paesaggio e offrendo esperienze immersive. Non si tratta solo di trattamenti, ma di ambienti pensati per rallentare, rigenerarsi e vivere il tempo in modo diverso. Tra le realtà più suggestive, QC Terme Bagni Vecchi, in Alta Valtellina, rappresenta un perfetto incontro tra storia e natura. Situata all’interno di antiche terme romane e medievali, offre percorsi che si sviluppano tra gallerie scavate nella roccia, vasche panoramiche e ambienti sospesi tra interno ed esterno. La posizione, a oltre 1.400 metri di altitudine, amplifica la sensazione di isolamento e quiete, mentre l’acqua termale diventa il filo conduttore di un’esperienza che attraversa i secoli.
BEYOND RELAXATION: 5 OF ITALY’S MOST UNIQUE SPAS | From thermal caves to alpine retreats, where wellness becomes an experience
EN. In a time when travel is increasingly linked to the search for balance, spas are no longer just places for relaxation— they have become destinations in their own right. In Italy, the wellness landscape is enriched by locations that reinterpret the concept of self-care in original ways, blending architecture, nature and immersive experiences. Among the most evocative is QC Terme Bagni Vecchi, in the Alps. Built within ancient Roman and medieval thermal baths, it offers a journey through stone tunnels, panoramic pools and spaces suspended between history and nature.
In Tuscany, Terme di Saturnia Natural Spa & Golf Resort represents a different approach, deeply connected to natural thermal waters that flow at a constant temperature, creating open-air pools and mineral formations.
In South Tyrol, Forestis Spa takes wellness into a more minimalist and contemplative dimension, with treatments inspired by alpine elements and architecture designed to enhance silence and space. In Umbria, Borgobrufa Spa Resort combines wellness with landscape, offering panoramic pools and sensory experiences overlooking vineyards and rolling hills. Finally, Grotta Giusti Thermal Spa Resort stands out for its uni-
di Rajan Gualtieri
In Italy, the wellness landscape is enriched by locations that reinterpret the concept of self-care in original ways
Spostandosi in Toscana, Terme di Saturnia Natural Spa & Golf Resort offre un’altra interpretazione del benessere, legata alla natura più autentica. Qui le acque sulfuree scorrono da millenni a una temperatura costante di 37,5 gradi, creando piscine naturali e cascate calcaree immerse nel paesaggio della Maremma. Il percorso SPA si sviluppa tra vasche termali, trattamenti e spazi aperti, in un dialogo continuo tra ambiente naturale e struttura. In Alto Adige, Forestis Spa porta il concetto di benessere in una dimensione quasi contemplativa. Affacciata sulle Dolomiti, questa SPA si distingue per l’approccio essenziale e per l’utilizzo di materiali naturali come legno, pietra e acqua pura di montagna. I trattamenti si ispirano agli elementi della
que underground thermal cave, where natural steam and mineral waters create a distinctive and deeply relaxing environment. What these destinations share is their ability to offer more than treatments—they offer context. Whether in caves, mountains or natural springs, the environment becomes an integral part of the experience. From a practical point of view, these spas are accessible year-round, with different seasons offering distinct atmospheres. Winter enhances the contrast between hot water and cold air in alpine settings, while spring and autumn highlight natural landscapes. Italy’s most original spas transform wellness into a journey—one that invites you to slow down, reconnect and experience time in a more meaningful way.
DENTAL MED AUSTRIA: IL SORRISO
COME ESPERIENZA DI VIAGGI
A Tirana, tecnologia, accoglienza e qualità europea ridefiniscono il turismo dentale
C’è un nuovo modo di prendersi cura del proprio sorriso, che unisce qualità clinica, tecnologia e la possibilità di vivere un’esperienza di viaggio. Dental Med Austria, clinica odontoiatrica con sede a Tirana, interpreta il turismo dentale in chiave contemporanea, offrendo ai pazienti internazionali un percorso completo, sicuro e personalizzato. Fondata e diretta dal Dr. Mentor Zeqja, professionista con oltre trent’anni di esperienza e formazione accademica a Vienna, la clinica si distingue per un approccio che integra protocolli odontoiatrici europei, tecnologie avanzate e una forte attenzione alla persona. L’implantologia rappresenta uno dei principali ambiti di specializzazione: impianti in titanio certificato, pianificazione digitale e diagnostica 3D consentono interventi precisi e risultati duraturi. Nei casi più complessi, la rigenerazione ossea permette di ricostruire le condizioni ideali per l’inserimento degli impianti, sempre con materiali biocompatibili e tecniche consolidate. Accanto alla funzionalità, grande spazio è dedicato all’estetica del sorriso. Faccette dentali, sbiancamenti professionali e corone in ceramica o zirconia permettono di ottenere risultati naturali e armoniosi, studiati in base alle caratteristiche del volto. Protesi personalizzate e trattamenti restaurativi completano l’offerta, restituendo comfort, sicurezza e qualità della vita.
Non meno importante è la prevenzione: i trattamenti parodontali e i percorsi di igiene orale aiutano a mantenere gengive sane e denti forti nel tempo, mentre ortodonzia e allineatori trasparenti consentono di correggere disallineamenti in modo discreto ed efficace. Ciò che rende Dental Med Austria una realtà distintiva è però l’esperienza complessiva. La clinica offre un servizio dedicato ai pazienti internazionali che include organizzazione del viaggio, trasferimenti dall’aeroporto, assistenza multilingue e supporto costante durante tutto il trattamento. Un approccio che semplifica ogni fase e permette di affrontare il percorso con serenità.
Il risultato è un modello di cura che va oltre l’intervento odontoiatrico: un’esperienza completa, in cui tecnologia, competenza e accoglienza si incontrano per offrire soluzioni affidabili e durature, in un contesto accessibile e organizzato.
Per informazioni e prenotazioni/ For information and bookings: Website: https://dentalmedtravel.com/ Telefono/Telephone: +355 67 55 62 354
Email: dentalmedaustria@gmail.com
Sede/Office: Rruga Kristo Luarasi, Tirana, Albania
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natura alpina, mentre gli spazi, ampi e silenziosi, favoriscono un’esperienza immersiva che va oltre il semplice relax. Un’altra realtà originale si trova nel cuore dell’Umbria, presso Borgobrufa Spa Resort. Qui il benessere si intreccia con il paesaggio collinare e con una forte attenzione alla dimensione sensoriale. Le piscine panoramiche affacciate sulle vigne, i percorsi emozionali e l’offerta dedicata al relax di coppia rendono questa struttura particolarmente apprezzata da chi cerca un’esperienza intima e rigenerante.
Infine, nel sud Italia, Grotta Giusti Thermal Spa Resort propone una delle esperienze più singolari: una SPA all’interno di una grotta naturale. Questo ambiente sotterraneo, con laghetti termali e vapori naturali, crea un microclima unico, dove il calore e l’umidità favoriscono il rilassamento profondo. Il percorso si sviluppa tra stalattiti e cavità naturali, trasformando il benessere in un’esperienza quasi primordiale. Ciò che accomuna queste destinazioni è la capacità di offrire qualcosa di diverso: non solo trattamenti, ma contesti. Che si tratti di una grotta, di una montagna o di una sorgente naturale, l’ambiente diventa parte integrante dell’esperienza. Questo approccio risponde a una crescente esigenza di autenticità, dove il benessere non è standardizzato, ma legato al territorio e alle sue caratteristiche.
Dal punto di vista pratico, molte di queste strutture sono accessibili tutto l’anno, con stagionalità diverse che influenzano l’esperienza. L’inverno, ad esempio, esalta il contrasto tra acqua calda e aria fredda nelle SPA alpine, mentre la primavera e l’autunno valorizzano i contesti naturali collinari e termali.
Prenotare in anticipo è consigliato, soprattutto nei fine settimana e nei periodi di alta affluenza. Molte SPA offrono ingressi giornalieri oltre a soggiorni completi, permettendo di adattare la visita alle proprie esigenze di viaggio.
Le SPA italiane più originali non si limitano a offrire relax: costruiscono esperienze. Sono luoghi in cui il tempo rallenta, i sensi si riattivano e il viaggio assume una dimensione più intima, fatta di ascolto e rigenerazione.
Italy’s most original spas transform wellness into a journey
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RITROVARE SPAZIO: MINDFULNESS E BURNOUT, SECONDA TAPPA
Dalla consapevolezza all’equilibrio: strategie semplici per gestire energia, tempo e attenzione
di Rajan Gualtieri
Dopo aver introdotto la mindfulness come strumento concreto per interrompere il ritmo automatico che porta al burnout, il passo successivo è capire come trasformare questa consapevolezza in un equilibrio più stabile. Non si tratta di cambiare vita radicalmente, ma di imparare a gestire meglio energia, attenzione e confini personali, spesso messi alla prova da una quotidianità sempre più densa.
Il burnout, come abbiamo visto, non nasce all’improvviso. Si costruisce nel tempo, attraverso una somma di micro-sovraccarichi che non trovano spazio di recupero. Per questo motivo, uno degli aspetti più importanti su cui intervenire è la gestione dell’energia, più ancora del tempo. Non tutte le ore della giornata hanno lo stesso valore: ci sono momenti in cui la mente è più lucida e altri in cui è naturalmente più affaticata. Imparare a riconoscere questi ritmi permette di distribuire meglio le attività, evitando di concentrare compiti impegnativi nei momenti meno adatti. Un elemento centrale è anche il concetto di “confine”. Nel contesto attuale, in cui lavoro e vita personale tendono a sovrapporsi, diventa difficile stabilire quando una giornata finisce davvero. Le notifiche continuano, le richieste si estendono oltre l’orario, e la sensazione è quella di non staccare mai completamente. Inserire piccoli rituali di chiusura può aiutare a segnare un passaggio netto tra le diverse fasi della giornata. Un esempio semplice: dedicare gli ultimi cinque minuti della giornata lavorativa a rivedere ciò che è stato fatto, annotare ciò che resta e chiudere consapevolmente. Non è solo un gesto organizzativo, ma un modo per dire alla mente che è possibile fermarsi. Questo tipo di pratica riduce la tendenza a portare mentalmente il lavoro anche nel tempo libero.
FINDING SPACE: MINDFULNESS AND BURNOUT, PART TWO | From awareness to balance: simple strategies to manage energy, time and attention
EN. After introducing mindfulness as a practical tool to interrupt the automatic pace that leads to burnout, the next step is learning how to transform that awareness into a more stable sense of balance. This does not require radical life changes, but rather a different way of managing energy, attention and personal boundaries—often challenged by increasingly dense daily routines. Burnout does not happen suddenly. It develops over time through a series of small overloads without proper recovery. For this reason, one of the most important aspects to address is energy management, even more than time management. Not all hours of the day are equal: some are naturally more productive, others more tiring. Recognizing these rhythms helps distribute tasks more effectively.
A key concept is that of boundaries. In a context where work and personal life tend to overlap, it becomes difficult to clearly end the day. Notifications continue, demands extend beyond working hours, and the mind never fully disconnects. Introducing small closing rituals can help create a clear transition. For example, spending the last five minutes of the workday reviewing completed tasks, noting what remains, and consciously closing the day. This is not just organizational—it signals to the mind that it is allowed to stop.
Attention quality is another crucial factor. Constant interruptions fragment focus and increase mental fatigue. Mindfulness
Accanto ai confini, un altro aspetto fondamentale riguarda la qualità dell’attenzione. Vivere costantemente interrotti – da notifiche, messaggi, stimoli esterni – frammenta la concentrazione e aumenta la fatica mentale. La mindfulness, in questo senso, diventa un allenamento quotidiano alla continuità: restare su una cosa per volta, anche solo per brevi periodi, permette di recuperare profondità e ridurre la dispersione.
ESERCIZIO 1 – FINESTRA DI ATTENZIONE (10 MINUTI)
Scegli un’attività che richiede concentrazione. Imposta un tempo limitato, anche solo dieci minuti, durante i quali elimini tutte le possibili interruzioni. Lavora restando su quella singola attività. Quando emergono distrazioni, prendine atto e riporta l’attenzione. Al termine, fai una breve pausa prima di riprendere. Questo esercizio aiuta a ricostruire una relazione più stabile con la concentrazione. Un altro elemento spesso trascurato è il recupero. Non basta interrompere l’attività: è necessario che la pausa sia reale. Scorrere il telefono o passare da un impegno all’altro senza soluzione di continuità non permette alla mente di rigenerarsi. Inserire pause consapevoli, anche brevi, può fare la differenza.
ESERCIZIO 2 – PAUSA SENZA STIMOLI
Per alcuni minuti, allontanati da qualsiasi schermo o attività strutturata. Siediti, osserva ciò che ti circonda, o semplicemente resta in
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becomes a daily practice of continuity: staying with one task at a time, even briefly, helps rebuild concentration and reduce dispersion.
EXERCISE 1 – FOCUS WINDOW (10 MINUTES)
Choose a task that requires attention. Set a limited time, even just ten minutes, during which you eliminate all interruptions. Stay fully with that activity. When distractions arise, notice them and return to the task. At the end, take a short break before continuing. This exercise helps rebuild sustained focus. Recovery is equally important. Taking a break is not enough—it must be a real one. Scrolling on a phone or switching tasks without pause does not allow the mind to regenerate. Even short, mindful pauses can make a difference.
EXERCISE 2 – STIMULUS-FREE PAUSE
For a few minutes, step away from screens and structured activities. Sit quietly, observe your surroundings, or simply stay still. The goal is not to do something, but to allow the nervous system to slow down.
silenzio. L’obiettivo non è “fare qualcosa”, ma permettere al sistema nervoso di rallentare. Anche questo è un allenamento, soprattutto in un contesto che spinge continuamente verso l’azione.
Il corpo, come nella prima fase del percorso, resta un indicatore fondamentale. Tensioni, rigidità, stanchezza persistente sono segnali da non ignorare. Portare attenzione alla postura, al respiro, ai piccoli segnali fisici durante la giornata permette di intervenire prima che il sovraccarico diventi più profondo.
Infine, è utile introdurre un principio semplice ma spesso dimenticato: non tutto deve essere ottimizzato. La ricerca continua di efficienza può diventare essa stessa una fonte di stress. Lasciare margini, accettare momenti non produttivi, concedersi pause senza obiettivo contribuisce a creare uno spazio mentale più sostenibile. Integrare queste pratiche non significa aggiungere ulteriori impegni, ma modificare la qualità di quelli già presenti. È un processo graduale, fatto di piccoli aggiustamenti che, nel tempo, possono ridurre la sensazione di sovraccarico e restituire una percezione più equilibrata della propria giornata.
La mindfulness, in questa seconda fase, diventa quindi uno strumento di regolazione: non solo per fermarsi, ma per scegliere come stare dentro ciò che si vive.
The body remains a key indicator. Tension, stiffness, and persistent fatigue are signals that should not be ignored. Bringing attention to posture, breathing, and physical sensations throughout the day helps prevent deeper overload.
Finally, it is useful to introduce a simple principle: not everything needs to be optimized. The constant pursuit of efficiency can itself become a source of stress. Allowing space, accepting unproductive moments, and taking breaks without a goal contribute to a more sustainable mental state. Integrating these practices does not mean adding more tasks, but changing the quality of existing ones. It is a gradual process of small adjustments that, over time, can reduce overload and restore a more balanced perception of daily life.
In this second phase, mindfulness becomes a tool for regulation—not just to stop, but to choose how to be present in what we experience.
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TOYOTA YARIS CROSS 2026, IL SUV URBANO CHE EVOLVE SENZA CAMBIARE NATURA
Ibrida, compatta e concreta: la nuova versione punta su efficienza e stile aggiornato
La nuova Toyota Yaris Cross 2026 arriva sul mercato con un aggiornamento mirato, che non stravolge il progetto originale ma ne rafforza i punti di forza. È una scelta coerente: la Yaris Cross è già uno dei modelli più diffusi nel segmento dei B-SUV, e il restyling 2026 interviene soprattutto su design, tecnologia e motorizzazione, lasciando intatta la filosofia di base. Esteticamente, il cambiamento più evidente riguarda il frontale. La nuova griglia a nido d’ape, più ampia e integrata nella carrozzeria, conferisce un aspetto più moderno e deciso. Anche la firma luminosa è stata rivista, con luci diurne più riconoscibili e un design complessivamente più pulito. Il risultato è una vettura che mantiene proporzioni compatte – circa 4,18 metri di lunghezza – ma con una presenza visiva più marcata su strada. All’interno, l’approccio resta funzionale, con un miglioramento delle tecnologie a bordo. Gli aggiornamenti riguardano soprattutto i sistemi di infotainment, ora più ampi e intuitivi, e una dotazione di assistenza alla guida più completa già negli allestimenti intermedi. I materiali restano solidi più che raffinati, ma alcune versioni introducono finiture eco-sostenibili, segno di una maggiore attenzione alla sostenibilità. Il vero cuore della Yaris Cross 2026 è però la motorizzazione. In Italia viene proposta principalmente con il sistema full hybrid da circa 130 CV, evoluzione della tecnologia Toyota di quinta generazione. Il sistema combina un motore benzina tre cilindri da 1.5 litri con un’unità elettrica, permettendo frequenti fasi
TOYOTA YARIS CROSS 2026, THE URBAN SUV THAT EVOLVES WITHOUT CHANGING ITS NATURE | Hybrid, compact and efficient: a balanced update focused on everyday driving
EN. The Toyota Yaris Cross 2026 enters the market with a targeted update that strengthens its core qualities rather than reinventing them. Already one of the most popular models in the compact SUV segment, the 2026 version focuses on design, technology and efficiency.
Visually, the most noticeable change is the redesigned front end, featuring a larger honeycomb grille and updated lighting signature, giving the car a more modern and assertive look while maintaining compact proportions.
Inside, improvements focus on technology, with larger infotainment displays and enhanced driver assistance systems. Materials remain practical rather than premium, but new eco-conscious finishes appear in higher trims.
The key highlight is the hybrid powertrain. In most markets, including Italy, the Yaris Cross 2026 is powered by a 130 hp full hybrid system combining a 1.5-liter petrol engine with an electric motor. Performance is adequate for daily use, with acceleration from 0 to 100 km/h in about 10.7 seconds and fuel consumption among the best in its class, around 4.4–4.7
di guida in elettrico soprattutto in città. Le prestazioni non sono sportive, ma adeguate all’uso quotidiano: lo 0-100 km/h avviene in circa 10,7 secondi, mentre i consumi restano uno dei punti di forza, con valori dichiarati tra 4,4 e 4,7 litri ogni 100 km. Alla guida, la Yaris Cross si conferma facile e intuitiva. La posizione rialzata offre una buona visibilità, mentre il cambio automatico e-CVT privilegia la fluidità rispetto alla sportività. In città è particolarmente a suo agio, grazie alla silenziosità e alla gestione dell’ibrido, mentre nei percorsi extraurbani mostra un comportamento stabile e prevedibile. Resta però il tipico “effetto scooter” in accelerazione, caratteristico delle trasmissioni a variazione continua, che può non piacere a tutti. Un elemento distintivo è la possibilità, rara nel segmento, di scegliere la trazione integrale AWD-i su alcune versioni. Questo sistema, basato su un secondo motore elettrico al posteriore, migliora l’aderenza su fondi difficili senza incidere eccessivamente sui consumi, rendendo la vettura più versatile anche fuori dall’ambiente urbano. Dal punto di vista pratico, la Yaris Cross offre un abitacolo ben organizzato e una buona abitabilità per quattro adulti, mentre il bagagliaio resta nella media della categoria, con qualche limite nelle versioni a trazione integrale. La qualità costruttiva è solida, coerente con la tradizione Toyota, e la percezione generale è quella di un’auto progettata per durare nel tempo più che per impressionare al primo sguardo. Il capitolo prezzi riflette il posizionamento del modello. La gamma 2026 parte da circa 29.600 euro per le versioni base, con allestimenti più completi che superano i 34.000 euro. In presenza di promozioni o incentivi, è possibile scendere sotto i 25.000 euro per le versioni d’ingresso, rendendo la Yaris Cross competitiva rispetto ad altri SUV compatti ibridi.
Nel complesso, la Yaris Cross 2026 non è una rivoluzione, ma un’evoluzione intelligente. Migliora dove serve – design, tecnologia, efficienza – senza tradire la propria identità. È una vettura pensata per chi cerca praticità, bassi consumi e affidabilità, più che emozioni di guida o soluzioni estreme. In un mercato sempre più affollato, continua a distinguersi per equilibrio: non eccelle in un singolo aspetto, ma riesce a fare bene quasi tutto, ed è proprio questa coerenza a rappresentare il suo punto di forza.
l/100 km. Driving experience is smooth and user-friendly. The elevated driving position improves visibility, and the automatic e-CVT transmission ensures comfort, though it produces the typical continuous acceleration feel that may not appeal to all drivers.
A notable feature is the optional AWD-i system, which adds a rear electric motor for improved traction, enhancing versatility without significantly increasing fuel consumption. In terms of space, the cabin is practical and well organized, suitable for everyday use, while the trunk remains average for the segment. Build quality is solid and consistent with Toyota’s reputation for reliability. Pricing starts from around €29,600, with higher trims exceeding €34,000. Promotional offers can bring entry-level versions below €25,000, making it competitive within the hybrid SUV segment. Overall, the Yaris Cross 2026 is not a radical redesign but a thoughtful evolution. It improves where needed while maintaining its core strengths: efficiency, practicality and reliability. A balanced choice for everyday mobility rather than a statement of performance.
Whyyoudon't speakEnglish?
It doesn’t take much time to really learn; it takes time spent well.
That’s why we call ourselves Fast English: we don’t skip the steps, we put them in the right order. What is the point of starting from verbs and pronouncing if you do not know the words yet?
It would be like putting on shoes before wearing tight pants. a useless waste of time.
Let me ask you a question: do you know why English sounds complicated? You will not believe it.
Perchè non parliInglese?
Per imparare davvero, non serve tanto tempo: serve tempo speso bene.
Perché ci chiamiamo Velocemente Inglese: non saltiamo i passaggi, li mettiamo nell’ordine giusto.
Che senso ha partire da verbi e pronuncia se ancora non conosci le parole?
Sarebbe come mettere le scarpe prima di indossare pantaloni attillati.. una inutile perdita di tempo.
Ti faccio una domanda: sai perché l’inglese sembra complicato?
Non ci crederai mai..
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La nostra esperienza ci ha insegnato che le persone non imparano per mancanza di tempo, per paura di fare figuracce, o perché qualcuno le ha fatte sentire “non portate”.
Basta tornare a quel modo naturale con cui da bambino imparavi senza sforzo. Sbaglierai?
Sì, certo! È parte del gioco!
Quante volte hai ripetuto “precipitevolissimevolmente” prima di impararla?
Ma tranquillo: nessuna parola inglese è così difficile.
..èimpossibile! 1
Our experience has taught us that people don’t learn because of lack of time, fear of making a mess, or because someone made them feel "not carried".
Just go back to that natural way you learned as a child without effort.
Will you miss?
Yes, of course! It’s part of the game!
Con il nostro metodo inneschiamo una “reazione a catena” nella tua mente, e le parole si fissano nella memoria… e ci restano.
How many times did you repeat "precipitevolissimevolmente" before learning it?
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With our method we trigger a "chain reaction" in your mind, and the words are fixed in memory... and remain there.
A storm of memories, emotions, sounds, images and... your voice that is expressed in English with an amazing naturalness.
Because the perfect tool did not exist, we created it: 3000 Fast Words, a smart and intuitive tool that teaches you the essentials, even if you think you are not good at it, even if you doubt you will succeed or feel like you are hopeless.
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Founded in Lecce in 2005, Casta SRL has carved out a space in the European market over the past 15 years, establishing itself as one of the most dynamic companies in the mechanical carpentry sector. Led by siblings Andrea and Chiara Cazzolla, this family-run business in steel sheet machining has grown into a compact multinational with nearly 200 employees. Today, Casta plays a key role in sectors such as forklift manufacturing, agricultural machinery, earthmoving, and railway equipment.
A Cutting-Edge Company
Casta prioritizes flexibility and rapid adaptation to market conditions. It meets European quality standards (UNI EN ISO 9001:2008, ISO 3834-2:2006) and holds Quality Certification, reflecting its commitment to continuous improvement and customer satisfaction. Its IATF 16949-based Quality Management System promotes risk-based thinking and lean manufacturing practices like kaizen and proactive problem-solving to support ongoing growth.
Casta Lab
Casta Lab, founded by Casta srl, is a research and development hub focused on innovative metal perforation designs. Inspired by Renaissance workshop methods, it oZers customizable solutions for ventilated and decorative facades enhancing both new architecture and the regeneration of existing buildings. These facades act as thermal "skins," improving energy eZiciency through natural airflow. Casta Lab’s initial catalogue includes metal sheets for cladding, shading, and architectural elements like verandas and porches, aimed at combining functionality with aesthetic design.
Casta SRL
Lecce, Italy
info@castasrl.it
castasrl.it
0832332376
DESTINAZIONI / DESTINATIONS
BOLOGNA MILANO TORINO BARI
MAGGIO 2026, NOVITÀ IN PARTENZA / MAY 2026, NEW DEPARTURES MILANO E TORINO, VIAGGIO TRA I MUSEI DEL MOMENTO / TURIN, A JOURNEY THROUGH THIS SEASON’S MUST-SEE MUSEUMS / BARI E BOLOGNA, MUSEI E MOSTRE DA VEDERE ORA / BARI AND BOLOGNA, THE MUSEUMS TO VISIT RIGHT NOW
MAGGIO 2026, NOVITÀ IN PARTENZA
Nuovi servizi, rotte e esperienze: cosa cambia negli aeroporti italiani per i viaggiatori
MAY 2026, NEW DEPARTURES | Routes, services and experiences: what’s changing in Italian airports
Maggio segna, ogni anno, un momento di passaggio per il sistema aeroportuale italiano. Non è ancora alta stagione, ma è il mese in cui tutto si prepara ad accelerare: aumentano i flussi, si aprono nuove rotte e si introducono servizi pensati per accompagnare un viaggiatore sempre più attento, digitale e consapevole. Il 2026 non fa eccezione, e gli aeroporti italiani si presentano con una serie di novità che puntano a migliorare l’esperienza complessiva, dal check-in all’imbarco. Tra le principali tendenze di quest’anno emerge un’attenzione crescente alla semplificazione dei processi. In molti scali, tra cui quelli di Roma Fiumicino e Milano Malpensa, si rafforzano i sistemi di controllo automatizzato dei documenti e di riconoscimento biometrico. L’obiettivo è ridurre i tempi di attesa e rendere più fluido il passaggio tra le diverse fasi del viaggio. L’introduzione di gate intelligenti e corsie dedicate ai passeggeri digitali rappresenta un passo concreto verso un’esperienza più veloce e meno frammentata. Parallelamente, cresce l’offerta di servizi personalizzati. Le lounge aeroportuali, sempre più diffuse anche negli scali regionali, si trasformano in spazi multifunzionali: non solo aree relax, ma ambienti pensati per lavorare, ricaricare dispositivi e trovare momenti di pausa prima del volo. Aumentano anche le proposte legate al benessere, con corner dedicati alla cura del corpo, aree silenziose e servizi di assistenza pensati per chi viaggia frequentemente. Un’altra novità significativa riguarda l’ampliamento delle rotte. Maggio 2026 segna
EN. Each year, May represents a transition period for Italy’s airport system. It is not yet peak season, but it is the moment when everything begins to accelerate: passenger flows increase, new routes are launched, and services evolve to meet the needs of a more digital and aware traveler. In 2026, Italian airports introduce a range of innovations aimed at improving the overall travel experience, from check-in to boarding. One of the key trends is the simplification of processes. Major hubs such as Rome Fiumicino and Milan Malpensa are expanding automated document control systems and biometric recognition technologies. The goal is to reduce waiting times and create a smoother journey through the airport. Smart gates and dedicated digital lanes represent a concrete step toward a faster and more seamless experience. At the same time, personalized services are becoming more prominent. Airport lounges are evolving into multifunctional spaces—not only for relaxation, but also for working, recharging devices and taking a break before boarding. Wellness services are also expanding, with dedicated areas for relaxation and assistance tailored to frequent travelers. Another important development is the expansion of routes. May 2026 sees the introduction of new direct connections to European and
l’apertura di nuovi collegamenti diretti verso destinazioni europee e intercontinentali, con un focus particolare su Asia e Medio Oriente. Compagnie tradizionali e low cost continuano a espandere la propria presenza, offrendo maggiore flessibilità e nuove opportunità di viaggio anche da aeroporti secondari. Non meno importante è l’evoluzione degli spazi commerciali. Gli aeroporti diventano sempre più luoghi di esperienza, dove lo shopping si intreccia con la scoperta del territorio. Nei principali hub italiani si rafforza la presenza di brand locali e artigianali, accanto alle grandi firme internazionali, creando un’offerta più diversificata e rappresentativa dell’identità italiana. Ristorazione e food court seguono la stessa direzione, con proposte che valorizzano la qualità e la stagionalità. La sostenibilità resta uno dei temi centrali. Sempre più aeroporti investono in infrastrutture a basso impatto ambientale, sistemi di efficientamento energetico e riduzione delle emissioni. Dalla gestione dei rifiuti all’utilizzo di energie rinnovabili, l’obiettivo è rendere il viaggio non solo più comodo, ma anche più responsabile. Per i passeggeri, tutto questo si traduce in un’esperienza più fluida e articolata.
L’aeroporto non è più soltanto un luogo di transito, ma uno spazio che anticipa il viaggio e ne riflette i cambiamenti. Maggio, con il suo equilibrio tra movimento e attesa, diventa così il momento ideale per osservare questa trasformazione: un sistema in evoluzione, che prova a rispondere alle esigenze di chi parte, ma anche di chi torna.
intercontinental destinations, with particular attention to Asia and the Middle East. Both traditional and low-cost airlines continue to expand their networks, offering greater flexibility and more travel options, even from smaller airports. Commercial areas are also undergoing transformation. Airports are increasingly becoming experiential spaces, where shopping is combined with a sense of place. Italian hubs are strengthening the presence of local and artisanal brands alongside international names, creating a more diverse and representative offering. Food and dining follow the same direction, with an emphasis on quality and seasonal products. Sustainability remains a central focus. Airports are investing in low-impact infrastructure, energy efficiency systems and emission reduction. From waste management to renewable energy, the aim is to make travel not only more comfortable but also more responsible.
For passengers, these changes translate into a more fluid and engaging experience. Airports are no longer just transit points, but spaces that anticipate and reflect the journey itself. In May, with its balance between movement and anticipation, this transformation becomes particularly visible—a system evolving to meet the needs of those who depart and those who return.
S O L U Z I O N I
E C O N O M I C O
F I N A N Z I A R I E
P E R I M P R E S E
E D E N T I D E L
T E R Z O
S E T T O R E
C O R P O R A T E F I N A N C E
MILANO E TORINO, VIAGGIO TRA I MUSEI DEL MOMENTO
Mostre, collezioni e nuovi percorsi espositivi tra le due capitali culturali del Nord Italia
MILAN AND TURIN, A JOURNEY THROUGH THIS SEASON’S MUST-SEE MUSEUMS | Exhibitions, collections and new perspectives in Northern Italy’s cultural capitals
Tra primavera e inizio estate, Milano e Torino si confermano due poli culturali di primo piano, capaci di rinnovarsi continuamente attraverso mostre temporanee, riallestimenti e nuovi progetti espositivi. Visitare i loro musei in questo periodo significa entrare in un dialogo vivo tra passato e contemporaneità, in un itinerario che attraversa arte, design, storia e innovazione.
A Milano, il percorso può iniziare dalla Pinacoteca di Brera, uno dei luoghi simbolo dell’arte italiana. Oltre alla collezione permanente – che include capolavori di Raffaello, Caravaggio e Mantegna –la primavera 2026 porta nuovi focus espositivi e approfondimenti tematici, pensati per rileggere i grandi maestri con uno sguardo attuale. Il quartiere circostante, con le sue strade eleganti e i caffè storici, contribuisce a rendere l’esperienza ancora più immersiva.
A pochi minuti, il Museo del Novecento offre un viaggio nell’arte italiana del XX secolo, con una collezione che va dal Futurismo all’arte concettuale. Le grandi vetrate affacciate su Piazza Duomo creano un dialogo continuo tra interno ed esterno, tra opere e
EN. During spring and early summer, Milano and Torino reaffirm their role as leading cultural destinations, continuously evolving through temporary exhibitions, new curatorial approaches, and innovative museum projects. Visiting their museums at this time of year offers a dynamic dialogue between tradition and contemporary creativity.
In Milan, a natural starting point is the Pinacoteca di Brera, one of Italy’s most iconic art institutions. Alongside its permanent collection—featuring masterpieces by Raphael, Caravaggio, and Mantegna—new seasonal exhibitions provide fresh interpretations of classical works. The surrounding Brera district enhances the experience with its refined atmosphere.
Nearby, the Museo del Novecento presents a comprehensive overview of 20th-century Italian art, from Futurism to conceptual movements. Its large windows overlooking Piazza Duomo create a constant connection between the artworks and the city itself, while thematic displays make the visit engaging and accessible.
città. In questo periodo, l’attenzione è rivolta anche a percorsi tematici che mettono in relazione artisti e movimenti, rendendo la visita dinamica e accessibile.
Milano è anche la capitale del design, e il ADI Design Museum ne è la sintesi più efficace. Qui sono esposti i progetti premiati con il Compasso d’Oro, riconoscimento tra i più prestigiosi del settore. La visita permette di comprendere come il design italiano abbia influenzato il modo di vivere contemporaneo, tra oggetti iconici e soluzioni innovative. Per chi cerca uno sguardo più sperimentale, la Fondazione Prada propone mostre temporanee di respiro internazionale, spesso dedicate all’arte contemporanea e alla ricerca visiva. Gli spazi, progettati dall’architetto Rem Koolhaas, sono parte integrante dell’esperienza, con un dialogo costante tra architettura e contenuto.
Design enthusiasts will appreciate the ADI Design Museum, which showcases projects awarded the prestigious Compasso d’Oro. The museum highlights how Italian design has shaped modern living, combining functionality with aesthetics. For a more experimental perspective, the Fondazione Prada hosts international contemporary art exhibitions in architecturally striking spaces designed by Rem Koolhaas. The interplay between architecture and content is a key part of the experience. In Turin, the museum scene takes on a strong historical and scientific dimension. The Museo Egizio is one of the world’s most important collections dedicated to ancient Egypt, offering an immersive journey through artifacts, papyri, and everyday objects.
Equally compelling is the Museo Nazionale del Cinema, located inside the iconic Mole Antonelliana. More than a tra-
Spostandosi a Torino, il panorama museale si arricchisce di una dimensione storica e scientifica particolarmente forte. Il Museo Egizio è uno dei più importanti al mondo dedicati alla civiltà faraonica, secondo solo a quello del Cairo. Le nuove modalità di allestimento e narrazione rendono la visita coinvolgente anche per chi non è esperto, con un percorso che accompagna il visitatore tra sarcofagi, papiri e oggetti di uso quotidiano.
ditional museum, it offers an immersive exploration of cinema history through installations and interactive displays, culminating in a panoramic view over the city.
Contemporary art finds a home in the GAM Torino, where historical works coexist with temporary exhibitions focusing on current artistic practices. Meanwhile, the OGR Torino represents a dynamic cultural hub, hosting exhibitions and events that blend art, technology, and music.
Pinacoteca di Brera, Milan
GAM, Turin
Museo del Novecento, Milan
Sempre a Torino, il Museo Nazionale del Cinema, ospitato nella Mole Antonelliana, rappresenta un’esperienza unica nel suo genere. Non si tratta solo di una collezione, ma di un vero e proprio viaggio immersivo nella storia del cinema, tra scenografie, installazioni e percorsi interattivi. La salita panoramica all’interno della Mole completa la visita con una vista spettacolare sulla città.
L’arte contemporanea trova spazio nella GAM Torino, la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, che propone sia opere storiche sia mostre temporanee dedicate agli artisti del presente. Il calendario primaverile include esposizioni che mettono in dialogo linguaggi diversi, dalla pittura alle installazioni multimediali.
Un altro punto di riferimento è il OGR Torino, ex complesso industriale trasformato in centro culturale. Qui si alternano mostre, eventi e installazioni immersive che spesso intrecciano arte, tecnologia e musica, offrendo un’esperienza contemporanea e multidisciplinare.
Dal punto di vista pratico, Milano e Torino sono facilmente collegate tra loro grazie all’alta velocità ferroviaria, con tempi di percorrenza inferiori all’ora. Questo rende possibile costruire un itinerario combinato, alternando le due città anche in un breve soggiorno. Entrambe offrono sistemi di trasporto pubblico efficienti e una vasta scelta di strutture ricettive. Il periodo primaverile è particolarmente favorevole: le temperature miti invitano a muoversi a piedi tra un museo e l’altro, mentre gli eventi culturali si moltiplicano, creando un’atmosfera vivace e stimolante. Tra cortili nascosti, architetture storiche e spazi contemporanei, Milano e Torino offrono un’esperienza museale completa, capace di soddisfare interessi diversi e di sorprendere anche chi le conosce già.
From a practical perspective, Milan and Turin are easily connected by high-speed trains, with travel times of under an hour, making it simple to combine both cities into a single itinerary. Public transport systems are efficient, and accommodation options are varied.
Spring is an ideal time to visit: mild temperatures encourage walking between venues, and the cultural calendar is particularly rich. Between historic buildings, hidden courtyards, and contemporary spaces, Milan and Turin offer a museum experience that is both diverse and constantly evolving.
Fondazione Prada, Milan
Turin
FILIERA TURISMO ITALIA
Trasformare una difficoltà in un’opportunità. Il settore del Turismo è stato l’emblema economico e culturale della capacità italiana di rinnovarsi anche in momenti di grande crisi come la Pandemia del 2020. I viaggiatori hanno modificato radicalmente le proprie abitudini nell’arco dei pochi mesi in cui tutto sembrava inaccessibile e irrevocabile. Dal canto loro, gli operatori del settore, tra paura e resilienza, hanno riscritto comportamenti professionali e tessuto relazioni, per sostenere un settore che vale oltre il 20% del PIL nazionale, con un contributo di ospiti stranieri che supera il 50% del totale. In tempi record e con un approccio pragmatico, per far fronte a difficoltà sociali ed economiche mai affrontate, imprese e professionisti del mondo del Turismo hanno compreso il valore delle relazioni ed hanno affrontato con slancio una nuova fase di sviluppo. In questo contesto, è stata significativa la nascita di Filiera Turismo Italia, un Think Tank dinamico che accoglie operatori turistici e professionisti, in grado di confrontarsi su soluzioni strategiche, operative rivolte a valorizzare le attività dell’intero comparto turistico. Gli operatori che ne fanno parte, affrontano i temi delle Relazioni Istituzionali, del Networking tra imprese e soprattutto si confrontano congiuntamente sui temi importanti dello sviluppo, delle frontiere tecnologiche e della sostenibilità dei territori. Appuntamenti rapidi online, meeting nei territori e presenza nei principali appuntamenti di settore nazionali ed esteri per affrontare le frenetiche dinamiche del settore e per applicare soluzioni in grado di migliorare i risultati di ognuno. “La Filiera del Turismo è il tessuto connettivo della
nostra bella Italia, vale oltre il 20% del nostro PIL, impiega oltre 5 milioni di lavoratori ed composta da un Ecosistema di imprese e professionisti molto articolato, che necessita di una forte componente di interazioni. Una partecipazione dal basso, senza bandiere ideologiche, che favorisce il forte interscambio di idee e soluzioni - ci ha dichiarato Enzo Carella, Presidente di FILIERA TURISMO ITALIA e di Federterziario Turismo, già impegnato come imprenditore e fondatore di Life Hotels & Resorts - nulla può essere riferito al passato, i mercati evolvono freneticamente e bisogna dare supporto costante alle imprese della Filiera per farsi trovare pronte alle nuove sfide economiche e sociali. Lucio Starace, Direttore Marketing di BreakPointMKT, attivo a supporto di Filiera Turismo Italia dichiara: sono cambiate le regole di comportamento, le strutture ricettive ad esempio hanno evoluto la capacità di ascolto per essere più vicine alle esigenze degli ospiti: dall’accoglienza ai servizi, dalla ristorazione all’assistenza in loco. Tutto questo ha dato vita a nuove logiche di marketing, nuove logiche operative che hanno migliorato le performance delle imprese turistiche, con un impatto evidente anche sulla tracciabilità della spesa del viaggiatore. Filiera Turismo Italia è la prova evidente della resilienza italiana, da un evento fortemente negativo infatti sono nate grandi opportunità per lo sviluppo di un settore irrinunciabile dell’economia.
Tra fotografia, arte contemporanea e grandi maestri, due città che sorprendono per energia culturale
BARI AND BOLOGNA, THE MUSEUMS TO VISIT RIGHT NOW | From photography to contemporary art and great masters, two cities full of cultural energy
Tra primavera e inizio estate, Bari e Bologna offrono un panorama museale dinamico, capace di coniugare identità locale e apertura internazionale. Non si tratta solo di visitare collezioni permanenti, ma di entrare in un sistema culturale in continua evoluzione, dove mostre temporanee e nuovi progetti espositivi ridefiniscono l’esperienza del visitatore.
A Bari, il punto di partenza è la Pinacoteca Metropolitana Corrado Giaquinto, affacciata sul lungomare e custode di una delle più importanti collezioni pittoriche del Sud Italia. Accanto al patrimonio permanente, negli ultimi mesi lo spazio ha ospitato mostre dedicate all’arte contemporanea, come quella dell’artista Pamela Diamante, incentrata su temi sociali e identitari. Questo tipo di programmazione conferma una linea curatoriale attenta al dialogo tra passato e presente. Il sistema museale barese si articola anche attorno a luoghi meno convenzionali ma altrettanto significa-
EN. Between spring and early summer, Bari and Bologna offer a vibrant museum scene, blending local identity with international perspectives. Visiting them today means engaging with a constantly evolving cultural landscape shaped by temporary exhibitions and innovative curatorial approaches.
In Bari, a key starting point is the Pinacoteca Metropolitana Corrado Giaquinto, home to one of southern Italy’s most important painting collections. Recent programming has included contemporary exhibitions such as the one by Pamela Diamante, focusing on social and identity themes.
Another important venue is the Museo del Teatro Margherita, a contemporary exhibition space set in a striking building over the sea. Its program focuses on visual arts, photography, and installations, offering immersive experiences. The Castello Normanno-Svevo adds a historical dimension, combining monu-
Teatro Margherita, Bari
tivi, come il Museo del Teatro Margherita, uno spazio espositivo contemporaneo ospitato in un edificio iconico sospeso sull’acqua. Qui le mostre si concentrano su arte visiva, fotografia e installazioni, offrendo un’esperienza immersiva che dialoga con l’architettura stessa del luogo. A pochi passi dal centro storico, il Castello Normanno-Svevo rappresenta invece la dimensione storica della città. Oltre alla struttura monumentale, ospita spazi espositivi e una gipsoteca che racconta la tradizione scultorea locale, inserendo la visita in un contesto più ampio di valorizzazione del patrimonio. Il percorso si completa con il Museo Archeologico di Santa Scolastica, dove reperti e collezioni rac-
mental architecture with exhibition spaces that highlight local artistic traditions. The Museo Archeologico di Santa Scolastica completes the cultural itinerary, showcasing archaeological collections and hosting temporary exhibitions that connect past and present. In Bologna, the museum scene is particularly rich. The Pinacoteca Nazionale di Bologna hosts a spring 2026 exhibition dedicated to Albrecht Dürer and his vision of the Apocalypse. At Palazzo Pepoli, a photographic exhibition on Frida Kahlo explores themes of identity and representation, offering a more intimate perspective on the artist. The Museo del Patrimonio Industriale highlights industrial heritage with
Bari
contano la stratificazione storica del territorio, dalla preistoria all’età romana. Accanto alle esposizioni permanenti, eventi e mostre temporanee contribuiscono a rendere il museo uno spazio vivo e in dialogo con il presente. Se Bari sorprende per la sua crescita culturale, Bologna si conferma una delle città italiane più attive sul fronte museale.
Il cuore di questo sistema è la Pinacoteca Nazionale di Bologna, che nella primavera 2026 ospita una mostra dedicata ad Albrecht Dürer, focalizzata sul tema dell’Apocalisse. Un progetto che permette di rileggere uno dei grandi maestri del Rinascimento nordico attraverso un percorso tematico e approfondito. Accanto alla pittura storica, Bologna propone anche percorsi legati alla fotografia e all’identità contemporanea. A Palazzo Pepoli, la mostra dedicata a Frida Kahlo esplora il rapporto tra immagine e identità attraverso una selezione fotografica che restituisce una visione intima dell’artista. Un approccio che va oltre la biografia per indagare la costruzione del mito.
La città emiliana si distingue anche per la capacità di valorizzare il patrimonio industriale. Il Museo del Patrimonio Industriale ospita una mostra dedicata alle Lambrette, che racconta non solo un oggetto iconico, ma un intero immaginario legato al design e alla mobilità italiana del dopoguerra. Tra le sedi espositive più suggestive, Palazzo Pallavicini propone una grande
a show dedicated to the Lambretta, reflecting Italy’s design and mobility culture. Meanwhile, Palazzo Pallavicini hosts a major retrospective on photographer Ruth Orkin, exploring themes of time and travel. The broader cultural landscape is enriched by citywide initiatives such as ART CITY, which connects museums, galleries, and historic buildings into a unified cultural experience. Both cities are easy to reach and ideal for short stays. Bari offers a seaside atmosphere and a relaxed pace, while Bologna’s compact layout makes it perfect for exploring on foot. Spring is the ideal season to visit: longer days and a rich cultural calendar allow for flexible itineraries that combine museum visits with urban exploration. Between historic collections, contemporary spaces, and temporary exhibitions, Bari and Bologna offer a diverse and engaging cultural journey.
Pinacoteca di Bologna
Teattro Anatomico, Bologna
Guida Monaci dal 1870 il punto di riferimento del Sistema Italia
Il nos tro purpos e è “Gene rare val ore” . I ser vizi knowle dg e i n te n s i v e c h e fo rn i a mo a l l e Imp re s e Pu b b l i c h e e Pri v a te contribuiscono a creare fiducia e reputazione nei confronti del Sistema Italia Grazie alle competenze dei nostri consulenti garantiamo il raggiungimento degli obiettivi richiesti dai nostri s ta k e h o l d e r. Ve ri fi c h e d o c u me n ta l i , Re p o rt re p u ta z i o n a l i , Audit ed analisi investigative per guidare il cambiamento.
retrospettiva sulla fotografa Ruth Orkin, con immagini che attraversano il Novecento e riflettono su tempo, viaggio e sguardo. L’intero sistema culturale bolognese trova un momento di sintesi in eventi diffusi come ART CITY, che coinvolgono musei, palazzi storici e spazi indipendenti, creando una rete di iniziative che rende la città particolarmente vivace dal punto di vista artistico. Dal punto di vista pratico, entrambe le città sono facilmente raggiungibili e visitabili anche in un breve soggiorno. Bari offre un clima mite e un rapporto diretto con il mare, mentre Bologna si distingue per la sua compattezza e per la possibilità di muoversi a piedi tra le principali sedi museali. Il periodo primaverile è ideale per esplorare questi luoghi: le giornate più lunghe e la ricchezza di eventi permettono di costruire itinerari flessibili, alternando visite culturali a momenti di scoperta urbana. Tra musei storici, spazi contemporanei e mostre temporanee, Bari e Bologna offrono un’esperienza completa, capace di raccontare l’Italia attraverso linguaggi diversi e sempre attuali.
Archiginnasio, Bologna
PASSION SUCCESS
UN libro DA LEGGERE / A BOOK TO READ
di Enza Pietrangelo
Niccolò Ammaniti, Il custode, Einaudi (16,50 euro)
In un angolo dimenticato della Sicilia, dove il mare lambisce seconde case abusive nate senza permesso e senza bellezza, la famiglia Vasciaveo sopravvive in un seminterrato umido che odora di muffa e di segreti antichi. Qui vive Nilo, quattordici anni, insieme alla madre Agata e alla zia Rosi. La loro esistenza è fatta di regole non dette e di una routine che nasconde molto più di quanto mostri: ufficialmente lavorano il marmo, lo tagliano, lo vendono e lo trasportano, ma da generazioni custodiscono qualcosa di terribile. Nel bagno del loro appartamento, dietro una porta sempre chiusa, c’è una creatura che possiede un potere che alcuni bramano a ogni costo. I Vasciaveo non sono solo custodi: sono prigionieri. Da anni si sacrificano per tenere quella cosa al sicuro, per impedire che esca, per impedire che il mondo sappia. Poi arriva la giovane Arianna, bellissima e smarrita, con una bambina di nome Saskia. L’arrivo delle due rompe l’equilibrio fragile che tiene in piedi la famiglia. E Nilo incontra l’amore per la prima volta: un sentimento dolce, confuso, che lo fa sentire vivo come non mai. E proprio quell’amore gli rende insopportabile il peso del segreto che porta dentro casa. Con “Il custode”, Niccolò Ammaniti torna a scavare nelle ombre più profonde dell’adolescenza, regalandoci una storia che fa paura e, allo stesso tempo, stringe il cuore.
EN. Niccolò Ammaniti, The Keeper, Einaudi (€16.50)
In a forgotten corner of Sicily, where the sea laps against illegal second homes built without permission or beauty, the Vasciaveo family survives in a damp basement that smells of mold and ancient secrets. This is where Nilo, fourteen, lives with his mother Agata and his aunt Rosi. Their existence is shaped by unspoken rules and a routine that hides far more than it reveals: officially, they work with marble—cutting, selling and transporting it—but for generations they have been guarding something far more terrible. In the bathroom of their apartment, behind a door that is always locked, there is a creature that possesses a power some people desire at any cost. The Vasciaveo are not only guardians: they are prisoners. For years they have sacrificed everything to keep that thing contained, to prevent it from escaping, to ensure the world never finds out.
Then Arianna arrives—young, beautiful, and lost—accompanied by a little girl named Saskia. Their arrival disrupts the fragile balance that holds the family together. And Nilo experiences love for the first time: a feeling that is tender and confusing, one that makes him feel alive like never before. Yet it is precisely that love that makes the weight of the secret he carries at home unbearable. With The Keeper, Niccolò Ammaniti once again delves into the darkest shadows of adolescence, delivering a story that is both terrifying and deeply moving.
Non possiamo cambiare
il passato di tutti, ma il loro futuro sì.
Ogni giorno, al canile UAI, arrivano cani abbandonati, feriti o spaventati. Li accogliamo, li curiamo, li nutriamo e restituiamo loro fiducia. Non riceviamo fondi pubblici: viviamo solo grazie ai volontari e alle persone che decidono di crederci con noi. Dietro ogni ciotola piena, ogni cuccia pulita e ogni coda che torna a muoversi, c’è una piccola grande donazione.
Il tuo aiuto può diventare cibo, cure veterinarie, calore. Può diventare una nuova vita.
sostieni uai
Dona, adotta, racconta la loro storia.
CODICE FISCALE: 97061160152
CODICE IBAN: IT92C0623001627000044664575
U.A.I. RIFUGIO ANIMALI ABBANDONATI ODV
BANCA CARIPARMA CREDIT AGRICOLE VIA ARMORARI 4 - 20123 MILANO
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A te, che vedi nel paesaggio la tua tavola imbandita preferita: mettiti in viaggio verso i migliori prodotti della regione, i piatti della tradizione, l’esperienza dei produttori del territorio, la sorpresa di ingredienti unici, belli e buoni, sulla Strada del Vino e dei Sapori. Inquadra il QR-CODE e scarica la nuova guida digitale per scoprire tutto un mondo di strade, vini e sapori, in Friuli Venezia Giulia