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EDITORIALE
Le Olimpiadi invernali del 2026 rappresentano, per l’Italia, molto più di un grande evento sportivo. Sono un’occasione narrativa e territoriale, un invito a guardare il Paese come una costellazione di luoghi interconnessi, capaci di parlare a viaggiatori diversi attraverso linguaggi complementari: città, montagne, vallate, infrastrutture, paesaggi.
Dal punto di vista turistico, Italia si presenta non come una destinazione unica, ma come un sistema. Le Olimpiadi distribuite tra Milano, Cortina d’Ampezzo, la Valtellina, la Val di Fiemme e Verona raccontano un modello di viaggio che supera la logica del “tutto in un solo luogo” e invita allo spostamento, alla scoperta progressiva, alla permanenza dilatata.
Milano offre l’accessibilità, i servizi, la dimensione internazionale. È la porta d’ingresso naturale per un pubblico globale, una città che sa accogliere, orientare, connettere. Cortina e le località alpine restituiscono invece l’immaginario più profondo dell’inverno italiano: paesaggi verticali, neve come esperienza, tradizioni di ospitalità che si rinnovano senza perdere identità. In mezzo, territori meno narrati ma fondamentali, che diventano protagonisti proprio grazie alla mappa olimpica. Per il turismo, questa Olimpiade è una sfida e insieme una possibilità. La sfida è quella della gestione dei flussi: distribuire i visitatori nel tempo e nello spazio, evitare concentrazioni eccessive, trasformare l’evento in un motore di scoperta anziché in un episodio isolato. La possibilità è quella di intercettare un viaggiatore più consapevole, disposto a muoversi, a fermarsi, a tornare. Le Olimpiadi, viste da questa prospettiva, non sono solo due settimane di gare, ma un acceleratore di immaginari. Chi arriva per assistere a una competizione può scoprire un territorio, chi programma un viaggio può farlo seguendo una geografia sportiva che diventa culturale, paesaggistica, gastronomica.
Il viaggio non è più un contorno dell’evento, ma parte integrante dell’esperienza. In un’epoca in cui il turismo cerca senso oltre la quantità, Milano Cortina 2026 ha l’opportunità di raccontare un’Italia plurale, accessibile e complessa, dove lo sport è il pretesto per muoversi, osservare, abitare temporaneamente luoghi diversi. Un’Olimpiade che non si consuma in uno stadio, ma si attraversa.
EDITORIAL
The 2026 Winter Olympics represent far more than a major sporting event for Italy. From a tourism perspective, they offer a powerful narrative opportunity: an invitation to view the country as a network of interconnected places, each speaking to different travellers through complementary languages of cities, mountains, valleys, infrastructure and landscape. Seen through this lens, Italy is not presented as a single destination, but as a system. The Games, spread between Milan, Cortina d’Ampezzo, Valtellina, Val di Fiemme and Verona, promote a model of travel that moves beyond the idea of staying in one place. They encourage movement, gradual discovery and longer, more meaningful stays.
Milan provides accessibility, services and an international outlook. It acts as a natural gateway for a global audience, a city equipped to welcome, guide and connect. The alpine locations, led by Cortina, offer a different narrative: winter landscapes, vertical scenery and a long-standing culture of mountain hospitality. Between these poles lie lesser-known territories that gain visibility and value precisely because of the Olympic map. From a tourism standpoint, this Olympics is both a challenge and an opportunity. The challenge lies in managing visitor flows, distributing them across locations and seasons, and ensuring the event becomes a catalyst rather than a fleeting peak. The opportunity is to attract a more conscious traveller, one willing to move, to stay longer, and to return.
Viewed this way, the Olympics are not limited to two weeks of competition. They become an accelerator of imagination. Visitors may arrive for a single event and discover an entire region; others may plan a journey guided by a sporting geography that unfolds into cultural, natural and gastronomic exploration. Travel is no longer a side effect of the Games, but an integral part of the experience.
At a time when tourism is increasingly searching for meaning beyond numbers, Milano Cortina 2026 has the chance to present a plural, accessible and layered Italy, where sport becomes the starting point for movement, observation and temporary belonging. An Olympics not confined to stadiums, but experienced through travel itself.
DESTINAZIONI DA SOGNO
DREAMING DESTINATIONS
METE EUROPEE
EUROPEAN DESTINATIONS
VIAGGI NEL MONDO
TRAVELING IN THE WORLD
VIAGGI SLOW
SLOW TOUR
DOVE E COME
WHERE AND HOW
BRAND AT WORK
BRAND AT WORK
CONSIGLI
ACCENDIAMO
MILANO CORTINA 2026
Molto più di una semplice destionazione
MILANO CORTINA 2026 | Much more than just a destination
di Rajan Gualtieri
Milano Cortina 2026 non è una sola destinazione, ma un viaggio che attraversa città e montagne, ghiaccio e Dolomiti, architetture contemporanee e vallate d’alta quota. Dal 6 al 22 febbraio 2026 l’Italia del Nord diventa una costellazione di arene, piste e stadi naturali, con le competizioni distribuite tra Milano, Cortina d’Ampezzo, la Valtellina, la Val di Fiemme, l’Alto Adige e Verona. Un’Olimpiade diffusa, che invita a spostarsi, scegliere, costruire il proprio itinerario sportivo ed emotivo.
Milano: la metropoli del ghiaccio
Milano è il grande hub urbano dei Giochi, il luogo dove le Olimpiadi si fondono con la vita cittadina, tra musei, design e serate post-gara. Qui dominano le discipline indoor, perfette anche per chi vuole assistere alle competizioni senza allontanarsi troppo dai servizi e dai collegamenti internazionali. Lo Stadio di San Siro ospita la Cerimonia di apertura, trasformandosi per una sera nel palcoscenico simbolico dell’inizio dei Giochi. Il nuovo PalaItalia di Santa Giulia è uno dei templi dell’hockey su ghiaccio, con partite di alto livello e sessioni decisive. L’area di Rho-Fiera accoglie un secondo impianto per l’hockey e il grande Ice Park, dove trova spazio anche il pattinaggio di velocità su pista lunga, disciplina che unisce potenza e precisione.
EN. Milano Cortina 2026 is not a single destination, but a journey that moves between cities and mountains, ice and Dolomite peaks, contemporary architecture and highaltitude valleys. From 6 to 22 February 2026, northern Italy becomes a constellation of arenas, slopes and natural stadiums, with competitions spread across Milan, Cortina d’Ampezzo, Valtellina, Val di Fiemme, South Tyrol and Verona. A truly widespread Olympic Games, inviting spectators to travel, choose and shape their own sporting and emotional itinerary.
Milan: the metropolitan capital of ice Milan is the urban hub of the Games, where the Olympic experience blends seamlessly with city life, between museums, design districts and post-event evenings. Here, indoor disciplines take centre stage, ideal for those who want to enjoy world-class competition without straying far from international connections and services.
San Siro Stadium hosts the Opening Ceremony, turning into the symbolic stage for the start of the Games.
The new PalaItalia arena in Santa Giulia is one of the main venues for ice hockey, featuring high-level matches and decisive sessions. The Rho-Fiera area accommodates a second ice hockey arena and the large Ice Park, which
Milano ospita inoltre le competizioni di pattinaggio artistico e short track, discipline spettacolari che dal vivo amplificano l’intensità del gesto tecnico e dell’esecuzione.
Per chi sceglie Milano come base, l’Olimpiade diventa un’esperienza urbana completa, con la possibilità di seguire più gare in pochi giorni, spesso anche in fascia serale.
Cortina d’Ampezzo: l’immagine iconica dei Giochi
Cortina è il volto più riconoscibile dell’Olimpiade invernale. Le Dolomiti fanno da cornice naturale alle discipline che incarnano la storia e il mito dello sport sulla neve. All’Olympia delle Tofane si disputano le gare di sci alpino femminile, con discese e prove tecniche su una delle piste più celebri al mondo. Il rinnovato Sliding Centre ospita bob, slittino e skeleton, discipline ad altissima velocità che regalano alcune delle immagini più adrenaliniche dei Giochi. Il Curling Olympic Stadium è la casa del curling, sport che conquista anche i non appassionati grazie al suo ritmo particolare e alla tensione silenziosa che accompagna ogni stone. Cortina è anche esperienza di territorio: rifugi, strade panoramiche, atmosfera alpina e una tradizione di ospitalità che rende il soggiorno parte integrante dell’evento sportivo.
also hosts long-track speed skating, a discipline combining power, precision and rhythm. Milan is also home to figure skating and short track, events that, when seen live, amplify the intensity and elegance of every movement. Choosing Milan as a base allows spectators to experience multiple competitions in just a few days, often in the evening, making the Olympic atmosphere part of everyday city life.
Cortina d’Ampezzo: the iconic Olympic image Cortina represents the most recognisable face of the Winter Games. The Dolomites provide a dramatic natural backdrop for disciplines deeply rooted in Olympic history. At the Tofane Alpine Skiing Centre, the women’s alpine skiing events take place, with speed and technical races on one of the world’s most famous slopes. The Sliding Centre hosts bobsleigh, luge and skeleton, among the fastest and most thrilling sports of the Games.
The Curling Olympic Stadium is dedicated to curling, a discipline that captivates even first-time spectators with its strategic tension and measured pace. Cortina also offers a full alpine experience, combining competition with panoramic landscapes, mountain hospitality and a long-standing sporting tradition.
Tina and Milo official mascots of the Milano Cortina 2026 Winter Olympic
Anterselva: il biathlon nella sua dimensione più autentica
In Alto Adige, la località di Anterselva/Antholz ospita tutte le competizioni di biathlon. Qui la disciplina trova uno dei suoi scenari più iconici: boschi, neve compatta, pubblico molto vicino al campo di gara. Dal vivo, il biathlon rivela tutta la sua complessità: lo sforzo sugli sci di fondo, l’ingresso nel poligono di tiro, il silenzio improvviso, la concentrazione assoluta. Un’esperienza intensa, che rende questa sede una delle più coinvolgenti dell’intero programma olimpico.
Valtellina: Livigno e Bormio, due anime della neve
La Valtellina porta in scena due località profondamente diverse ma complementari. Livigno è la capitale giovane e dinamica dei Giochi. Qui si svolgono le gare di snowboard e le prove di freestyle nello Snow Park e nell’area dedicata a salti e gobbe. Evoluzioni, musica, creatività e pubblico giovane rendono Livigno una delle sedi più contemporanee dell’Olimpiade. Bormio, con la leggendaria pista Stelvio, ospita lo sci alpino maschile. Le prove di velocità su questo tracciato sono tra le più attese, grazie a un dislivello e a una difficoltà tecnica che mettono alla prova anche i migliori atleti del mondo.
Val di Fiemme: il cuore dello sci nordico
La Val di Fiemme è la casa naturale delle discipline nordiche, dove lo sport dialoga con il paesaggio in modo continuo. A Tesero si disputano le gare di sci di fondo e parte delle competizioni del combinato nordico, mentre Predazzo ospita il salto con gli sci e la sezione di salto del combinato. Qui l’esperienza per lo spettatore è diffusa: ci si sposta tra diversi punti del tracciato, si seguono passaggi e distacchi, si vive il ritmo lungo e ipnotico delle gare di resistenza.
Verona: la chiusura in uno scenario senza tempo
La Cerimonia di chiusura si svolge nella Arena di Verona, uno dei luoghi più suggestivi dell’intero progetto olimpico. Un evento che unisce sport e patrimonio culturale, portando i Giochi fuori dalla neve per un ultimo, simbolico abbraccio.
Anterselva: biathlon at its purest
In South Tyrol, Anterselva/Antholz hosts all biathlon competitions. This venue embodies the authentic spirit of the discipline, set among forests and snowy landscapes, with spectators close to the action. Watching biathlon live reveals its true complexity: the physical effort of crosscountry skiing, the sudden stillness at the shooting range, the concentration required to control breath and precision. It is one of the most intense and immersive Olympic experiences.
Valtellina: Livigno and Bormio, two faces of winter sport
Valtellina showcases two distinct yet complementary destinations. Livigno represents the youthful, contemporary side of the Games. It hosts snowboard and freestyle events, with snow parks dedicated to jumps, tricks and aerial disciplines. Music, creativity and a dynamic atmosphere make Livigno one of the most vibrant Olympic venues. Bormio, with the legendary Stelvio slope, stages the men’s alpine skiing competitions. Known for its steep gradients and technical difficulty, the Stelvio is one of the most demanding courses on the World Cup circuit and a highlight of the Olympic programme.
Val di Fiemme: the heart of Nordic skiing
Val di Fiemme is the natural home of Nordic disciplines, where sport and landscape exist in constant dialogue. In Tesero, cross-country skiing events and part of the Nordic combined competitions take place, while Predazzo hosts ski jumping and the jumping phase of the Nordic combined. Spectators here experience a more immersive format, moving between different sections of the course, following athletes’ progress and feeling the long, rhythmic pulse of endurance racing.
Verona: a timeless finale
The Closing Ceremony is held at the Arena di Verona, one of the most evocative settings of the entire Olympic project. A moment that blends sport and cultural heritage, offering a final celebration beyond the snow.
Schema riassuntivo: sedi e discipline/
Overview: venues and disciplines
Località/ Locations
Milan
Milan
Milan
Cortina d’Ampezzo
Cortina d’Ampezzo
Cortina d’Ampezzo
Anterselva
Livigno
Bormio
Val di Fiemme (Tesero)
Val di Fiemme (Predazzo)
Verona
Impianto/ Venue
Stadio San Siro
PalaItalia Santa Giulia
Rho-Fiera / Ice Park
Olympia delle Tofane
Sliding Centre
Curling Stadium
Biathlon Arena
Snow Park
Pista Stelvio
Centro fondo
Stadio del salto
Arena di Verona
Programma delle gare: come orientarsi
Discipline/ Disciplines
Opening Ceremony
Ice hockey
Ice hockey, speed skating
Women’s alpine skiing
Bobsleigh, luge, skeleton
Curling
Biathlon
Snowboard, freestyle
Men’s alpine skiing
Cross-country skiing, Nordic combined
Ski jumping, Nordic combined
Closing Ceremony
Le Olimpiadi si svolgono dal 6 al 22 febbraio 2026. I primi giorni sono dedicati all’avvio delle discipline indoor e alle prime gare in montagna. La fase centrale concentra molte delle competizioni più attese, mentre l’ultima settimana vede le finali e le assegnazioni delle medaglie più prestigiose. Milano è ideale per chi vuole seguire più sport in pochi giorni, Cortina e la Valtellina per chi cerca le immagini simbolo dello sci alpino, Val di Fiemme e Anterselva per gli appassionati di resistenza e sport nordici.
Biglietti: come acquistare quelli ancora disponibili
I biglietti per Milano Cortina 2026 sono acquistabili esclusivamente attraverso la piattaforma ufficiale di ticketing. Per aumentare le possibilità di trovare disponibilità è consigliabile:
• creare un account personale sulla piattaforma;
• cercare per sede e fascia oraria, non solo per disciplina;
• valutare sessioni feriali o gare preliminari, spesso spettacolari quanto le finali;
• controllare eventuali pacchetti o soluzioni hospitality per alcune venue molto richieste.
La disponibilità varia frequentemente, con rilasci progressivi e ritorni di biglietti non confermati, rendendo utile un controllo costante nei mesi che precedono l’evento.
Competition schedule: how to navigate the Games
The Olympic Games run from 6 to 22 February 2026. The opening days mark the start of indoor competitions and the first mountain events. The central phase features many of the most anticipated races, while the final week is dedicated to finals and medal events. Milan suits those looking for a dense, urban programme; Cortina and Valtellina are ideal for iconic alpine events; Val di Fiemme and Anterselva appeal to fans of endurance and Nordic sports.
Tickets: how to secure the remaining availability
Tickets for Milano Cortina 2026 are available exclusively through the official ticketing platform. To increase the chances of finding availability, it is advisable to:
• create a personal account on the platform;
• search by venue and time slot, not only by discipline;
• consider weekday sessions or preliminary rounds, often just as spectacular as finals;
• explore hospitality packages for particularly popular venues. Availability may change frequently, with additional releases and returned tickets appearing in the months leading up to the Games.
13/16 GENNAIO 2026 PAD. CENTRALE - PIANO INFERIORE STAND S/7 T/8
ESTONIA
Silenzio nordico, città medievali e anima digitale
ESTONIA | Nordic silence, medieval cities and a digital soul
di Rajan Gualtieri
Tallinn
L’Estonia è una destinazione che si svela con discrezione. Piccola per dimensioni ma sorprendentemente densa di paesaggi, storia e visioni contemporanee, è uno di quei Paesi che non cercano di stupire con eccessi, ma conquistano attraverso l’equilibrio. Qui il tempo sembra rallentare, senza mai perdere il contatto con il futuro. La porta d’ingresso naturale è Tallinn, capitale compatta e affascinante, dove il Medioevo convive con una delle società digitali più avanzate d’Europa. Il cuore della città è la Città Vecchia, patrimonio UNESCO, un dedalo di vicoli acciottolati, torri difensive e facciate pastello che raccontano secoli di commerci anseatici. Dalla collina di Toompea lo sguardo abbraccia tetti rossi, guglie gotiche e il Baltico sullo sfondo, mentre a pochi minuti a piedi compaiono quartieri come Telliskivi Creative City, ex area industriale trasformata in polo creativo tra gallerie, caffè e street art. Tallinn è anche una città verde. Il Kadriorg Park, con il suo palazzo barocco voluto da Pietro il Grande, offre un contrappunto elegante alla severità nordica, mentre il lungomare e le piste ciclabili invitano a muoversi lentamente, anche in inverno, quando la luce radente disegna atmosfere quasi cinematografiche.
Fuori dalla capitale, l’Estonia cambia ritmo ma non intensità. Oltre il 50% del territorio è coperto da foreste, torbiere e aree naturali protette. Il Lahemaa National Park , a meno di un’ora da Tallinn, è un mosaico di paludi, sentieri costieri e antiche dimore nobiliari, perfetto per comprendere il rapporto profondo che gli estoni hanno con la natura. Camminare qui significa accettare il silenzio come parte del
EN. Estonia is a destination that reveals itself quietly. Small in size yet remarkably rich in landscapes, history and contemporary vision, it is a country that captivates through balance rather than excess. Time seems to slow down here, without ever losing touch with the future.
The natural gateway is Tallinn, a compact and atmospheric capital where medieval heritage coexists with one of Europe’s most advanced digital societies. The heart of the city is the UNESCO-listed Old Town, a network of cobbled streets, defensive towers and pastel façades recalling centuries of Hanseatic trade. From Toompea Hill, views stretch across red rooftops and Gothic spires toward the Baltic Sea, while just minutes away districts such as Telliskivi Creative Cityshowcase a different Tallinn, shaped by design studios, cafés and street art in former industrial spaces.
Tallinn is also a remarkably green city. Kadriorg Park, with its baroque palace commissioned by Peter the Great, offers an elegant contrast to northern austerity, while coastal promenades and cycling paths encourage a slower pace, even in winter, when the low light creates a distinctly cinematic atmosphere.
Beyond the capital, Estonia shifts rhythm but not depth. More than half of the country is covered by forests, wetlands and protected natural areas. Lahemaa National Park , less than an hour from Tallinn, is a patchwork of bogs, coastal trails and historic manor houses, offering insight into the deep bond between Estonians and their natural environment. Walking here means embracing silence as part of the journey. To the west, the country fragments into more than two thou-
Lahemaa National Park, Estonia
viaggio. A ovest, il Paese si frantuma in oltre duemila isole. Saaremaa è la più grande e la più visitata: piatta, ventosa, punteggiata da mulini, fari e chiese romaniche. Il castello vescovile di Kuressaare domina la cittadina principale, mentre l’interno dell’isola alterna boschi e laghi, con un senso di isolamento che diventa subito rigenerante. Più piccole e ancora più intime, isole come Hiiumaa offrono un’esperienza quasi ascetica, fatta di mare, legno e cielo.
L’Estonia è anche una destinazione culturale sottile. La musica corale, elemento identitario fortissimo, risuona durante festival e celebrazioni collettive; l’artigianato contemporaneo dialoga con forme tradizionali; la cucina valorizza ingredienti locali come pesce affumicato, pane nero, bacche e
sand islands. Saaremaa is the largest and most accessible: flat, windswept, dotted with windmills, lighthouses and Romanesque churches. The episcopal castle of Kuressaare dominates the main town, while the island’s interior alternates forests and lakes, creating an immediate sense of restorative isolation. Smaller islands such as Hiiumaa offer an even more intimate experience, shaped by sea, wood and sky.
Estonia also expresses itself through a refined cultural identity. Choral music, a powerful national symbol, resonates during festivals and collective celebrations; contemporary craftsmanship engages in dialogue with traditional forms; local cuisine highlights ingredients such as smoked fish, dark rye bread, berries and wild mushrooms, resulting in dishes
Old windmills at Angla Windmill Hill in Saaremaa, Estonia
A Folkmusic and dance on a festival in the old Town of Tallinn , Estonia
funghi, in piatti essenziali ma profondi. Nei mesi freddi, saune e caffè diventano rifugi sociali, luoghi in cui il viaggio assume un tono più introspettivo.
Visitare l’Estonia significa accettare un diverso rapporto con lo spazio e con il tempo, imparare a leggere le sfumature, lasciarsi guidare dalla luce e dal silenzio, attraversare una terra che non si impone ma resta.
that are simple yet deeply expressive. During the colder months, saunas and cafés become social refuges, places where travel turns inward and contemplative. Travelling through Estonia means accepting a different relationship with space and time, learning to notice nuances, following light and silence, and moving through a land that never demands attention, yet lingers long after.
Streets of old Tallinn
FRIULI VENEZIA GIULIA
C’È TUTTO UN MONDO
C’È TUTTO UN MONDO DI SCOPERTE A UDINE
Udine, una città dal cuore gentile, che vive di rogge, musei e atmosfere conviviali, sovrastata da un castello che ancora oggi la osserva e la protegge dall’alto della sua collina. C’è tutto un mondo di scoperte a Udine, in Friuli Venezia Giulia
Foto:
F. Gallina
MAR ROSSO
Dove il deserto incontra il mare
RED SEA | Where desert meets water
di Rajan Gualtieri
Muttrah Corniche, Muscat, Oman
Il Mar Rosso non è soltanto una meta balneare, ma un paesaggio completo, dove l’acqua e la terra sembrano dialogare senza interruzioni. Qui il colore del mare cambia più volte al giorno, passando dal turchese lattiginoso all’indaco profondo, mentre alle spalle delle coste il deserto disegna linee nette, montuose, quasi astratte. È una destinazione che parla a chi cerca bellezza immediata, ma anche a chi desidera silenzio, spazio e immersione. La costa egiziana è il punto di accesso più conosciuto e articolato. Sharm el-Sheikh rappresenta il volto più dinamico del Mar Rosso: una località costruita intorno al turismo, con resort affacciati su baie protette, centri diving, passeggiate serali e un mare facilmente accessibile anche per chi si avvicina per la prima volta allo snorkeling. Le acque del Parco Marino di Ras Mohammed, poco distante, offrono uno degli ecosistemi corallini più ricchi della regione, con pareti che scendono rapidamente nel blu e una biodiversità sorprendente. Più a sud, Marsa Alam cambia completamente registro. Qui il turismo è più rarefatto, i resort sono distanziati e il contatto con la natura diventa diretto. Le barriere coralline iniziano spesso dalla riva e si estendono in acque
EN. The Red Sea is far more than a beach destination. It is a complete landscape, where water and land seem to exist in constant dialogue. The sea shifts colour throughout the day, from pale turquoise to deep indigo, while behind the coastline the desert rises in sharp, sculptural lines. It is a destination that offers immediate beauty, yet rewards those seeking space, silence and immersion.
Egypt’s Red Sea coast is the most established gateway to the region. Sharm el-Sheikh represents its most vibrant expression: a purpose-built resort town with protected bays, diving centres, evening promenades and easily accessible reefs, ideal even for first-time snorkellers. Nearby Ras Mohammed Marine Park is home to some of the richest coral ecosystems in the area, with dramatic drop-offs and remarkable marine biodiversity. Further south, Marsa Alam offers a completely different atmosphere. Tourism here is low-key and dispersed, resorts are spaced far apart and nature takes centre stage. Coral reefs often begin directly from the shore, extending into crystal-clear waters frequented by sea turtles, dugongs and vibrant schools of tropical fish.
Sharm El Sheikh, downtown. Sinai, Egypt. East Bazaar with minarets.
cristalline, frequentate da tartarughe marine, dugonghi e banchi di pesci tropicali. Marsa Alam è il luogo ideale per chi cerca immersioni lente, ritmi essenziali e un senso di isolamento che diventa parte integrante dell’esperienza.
Il Mar Rosso non è solo superficie. Sotto il livello dell’acqua si apre un mondo verticale, fatto di coralli duri e molli, canyon sommersi e relitti. Questo mare è considerato uno dei più interessanti al mondo per le immersioni, grazie alla visibilità elevata e alla temperatura dell’acqua stabile durante tutto l’anno. Anche chi non pratica diving resta spesso colpito dalla facilità con cui la vita marina si manifesta già a pochi metri dalla riva.
Allontanandosi dalla costa, il paesaggio cambia radicalmente. Il deserto orientale egiziano è fatto di montagne rocciose, wadi asciutti e distese minerali che raccontano una dimensione primordiale. Escursioni in fuoristrada o a piedi permettono di scoprire villaggi beduini, antiche rotte carovaniere e un silenzio assoluto, interrotto solo dal vento. Il contrasto tra il mare vivo e il deserto immobile è uno degli elementi più potenti del viaggio.
Anche il tempo ha un ritmo particolare. Le giornate scorrono lente, scandite dalla luce e dalla marea, mentre le notti, soprattutto lontano dai centri più turistici, restituisco -
Marsa Alam appeals to travellers looking for simplicity, quiet rhythms and a strong sense of seclusion. The Red Sea is not only about the surface. Beneath the water lies a vertical world of hard and soft corals, underwater canyons and historic shipwrecks. It is considered one of the world’s most fascinating diving destinations, thanks to excellent visibility and consistently warm water throughout the year. Even non-divers are often struck by the abundance of marine life visible just a few metres from the shore.
Moving inland, the landscape changes abruptly. Egypt’s Eastern Desert is shaped by rocky mountains, dry wadis and mineral plains that feel almost primordial. Guided excursions reveal Bedouin settlements, ancient caravan routes and an overwhelming silence, broken only by the wind. The contrast between the vibrant sea and the still desert is one of the most powerful aspects of the journey. Time follows a different rhythm here. Days unfold slowly, guided by light and tides, while nights, especially away from built-up resorts, offer clear skies filled with stars. The Red Sea encourages a pared-back approach to travel, one that values observation over movement. Culturally, the region is a subtle crossroads. Bedouin
Port Ghalib, Marsa Alam, Egypt
From the top of this page: Coastline in National park Ras Mohammed, Egypt
The view from the Big Brother Island
no cieli limpidi e stelle visibili a occhio nudo. Il Mar Rosso è una destinazione che invita a ridurre, a semplificare, a osservare. Dal punto di vista culturale, la regione è un crocevia discreto. Le tradizioni beduine convivono con il turismo internazionale, la cucina locale si basa su pesce, riso, spezie leggere e pane appena sfornato, spesso con -
traditions coexist with international tourism, while local cuisine focuses on fresh fish, rice, mild spices and freshly baked bread, often enjoyed informally with views over the water. Hospitality, whether in large resorts or small ecolodges, remains relaxed and unobtrusive.
The Red Sea suits a wide range of travellers: couples
sumati in modo informale, con vista sul mare. Nei resort come nei piccoli eco-lodge, l’ospitalità assume una forma rilassata, mai invadente. Il Mar Rosso è adatto a viaggiatori diversi: coppie in cerca di quiete, appassionati di natura, subacquei esperti, ma anche chi desidera semplicemente fermarsi, galleggiare, guardare il fondale muoversi lentamente sotto di sé. È un luogo che non chiede di essere attraversato in fretta, ma abitato, anche solo per pochi giorni.
seeking tranquillity, nature lovers, experienced divers, and those who simply want to pause, float and watch the reef drift slowly beneath them. It is a place that resists haste and invites presence.
SLOW TOUR AMBASSADOR
A luglio 2025 abbiamo lanciato, insieme a Digital United Studios, la nostra tv digitale dedicata al viaggio, ai viaggi di Patrizio e Syusy in Italia e nel mondo. A sei mesi dal lancio, Per Caso TV ospita oltre 100 ore di filmati: il passato e il presente di Patrizio e Syusy, instancabili viaggiatori e divulgatori “per caso”. Per caso, cioè al motto di: “Se possiamo farlo noi, possono farlo tutti”.
Oggi, e da tre mesi a questa parte, possiamo dire che questo invito “a tutti” è stato raccolto, perché all’interno della ricchissima proposta di Per Caso TV ha fatto la sua apparizione un format nuovo, prodotto da Mediaadv con licenza di marchio, che merita un approfondimento e un invito speciale alla visione. È Slow Tour Ambassador. Il nome dice tutto, o quasi. Si tratta di racconti – filmati brevi, che vanno dai 15 ai 30 minuti – di ambassador, di complici, che si riconoscono nella filosofia del viaggio slow e ci portano con loro in viaggi senza mappa, che prendono forma dagli incontri, dai consigli, attraverso le deviazioni. Lo spirito, e il gusto per il racconto, la curiosità di avvicinare l’anima dei luoghi e delle persone che abitano e lavorano nei territori, sono gli stessi dei Turisti per Caso, di Syusy e Patrizio (oggi cuori pulsanti del progetto Italia Slow Tour: in ef-
EN. In July 2025, together with Digital United Studios, we launched our digital TV channel dedicated to travel and to the journeys of Patrizio and Syusy, both in Italy and around the world. Six months later, Per Caso TV hosts more than 100 hours of footage: the past and present of Patrizio and Syusy, tireless travellers and popularisers “by chance”. By chance meaning, in line with their motto: “If we can do it, anyone can”. Today, and for the past three months, we can say that this invitation “to everyone” has truly been taken up. Within the rich and varied offering of Per Caso TV, a brand-new format has made its debut – produced by Mediaadv under brand licence – and it deserves a closer look and a special invitation to watch. It is Slow Tour Ambassador
The name says it all, or almost. These are stories – short films ranging from 15 to 30 minutes – told by ambassadors, accomplices who recognise themselves in the philosophy of slow travel and take us with them on journeys without maps, shaped by encounters, suggestions and detours.
The spirit, the love of storytelling and the curiosity to get closer to the soul of places, and of the people who live and work there, are the same that have always animated Turisti per Caso, Syusy and Patrizio (now they are the beating hearts
di Federica Monterisi, della redazione di Italia Slow Tour
Castiglione del Lago
fetti, i complici sono anche veri e propri Ambassador di Italia Slow Tour). Quello che cambia, negli episodi di Slow Tour Ambassador, è il modo del racconto: conosciamo uno dopo l’altro i titolari dell’offerta turistica, coloro che gli ambassador incontrano sulla propria strada, grazie a un consiglio, a una domanda ben posta, o al caso. E se gli ambassador tessono il racconto dietro la telecamera, sono costoro che prendono la parola – e mettono la faccia – per condividere con noi i propri progetti di accoglienza, all’insegna dell’autenticità e del saper fare italiano. Sono albergatori, ristoratori, artigiani e agricoltori: le persone che ogni giorno lavorano per valorizzare il proprio territorio e i suoi prodotti, richiamandosi alla tradizione e innovandola, mossi dalla passione e dal coraggio.
Al momento potete vedere gli episodi della prima stagione, che ci conducono in Alto Adige, tra Bolzano e Bressanone, in Umbria – con tre episodi dedicati –, in Liguria – tre episodi –, Piemonte, Valle D’Aosta e Friuli Venezia Giulia. E a partire da marzo sarà disponibile la nuova stagione, che entro giugno 2026 porterà il totale degli episodi a venticinque. La prima puntata della prima stagione, per esempio, è dedicata a Bolzano: una città che vi accoglie con il suo viavai ordinato, il profumo del pane appena sfornato che si mescola a quello dello speck, le facciate color pastello che raccontano secoli di storia – dove gli ambassador incontrano un fornaio bolzanino al suo chiosco del pane, fatto con farine tipiche del territorio. E dalla conversazione emergono consigli preziosi: ecco allora che svoltando in un vicolo dietro la piazza, scoprono un ristorante che propone una cucina tipica ma non turistica, un birrificio artigianale in un locale
of the “Italia Slow Tour” project; in fact, these accomplices are also true Ambassadors of Italia Slow Tour).
What changes, in the episodes of Slow Tour Ambassador, is the way the story is told. Episode after episode, we meet the people behind the tourism offer, those the ambassadors encounter along their path thanks to a suggestion, a well-placed question, or pure chance. And while the ambassadors weave the narrative behind the camera, it is these people who step forward – and put their faces on screen – to share their hospitality projects with us, in the name of authenticity and Italian craftsmanship. They are hoteliers, restaurateurs, artisans and farmers: people who work every day to enhance their territory and its products, drawing on tradition while innovating it, driven by passion and courage.
At the moment, you can watch the episodes of the first season, which take us to South Tyrol, between Bolzano and Bressanone; to Umbria, with three dedicated episodes; to Liguria, also with three episodes; as well as to Piedmont, Valle d’Aosta and Friuli Venezia Giulia. Starting in March, a new season will be released, which by June 2026 will bring the total number of episodes to twenty-five.
The first episode of the first season, for example, is dedicated to Bolzano: a city that welcomes you with its orderly comings and goings, the scent of freshly baked bread mingling with that of speck, pastel-coloured façades that tell centuries of history – where the ambassadors meet a local baker at his bread kiosk, made with flours typical of the area. From the conversation, valuable tips emerge: turning down a small alley behind the square, they discover a restaurant offering traditional but non-touristy cuisine, and a craft brewery housed in a venue
Assisi, Umbria
che era già osteria nel 1500. L’oste è un esempio dell’integrazione tra due culture: preciso come un tedesco e loquace come un italiano. Racconta che la birra viene prodotta in casa, proprio nell’impianto alle sue spalle, a mano, senza l’intervento dell’elettronica o dei computer, grazie alla conoscenza e alla passione del mastro birraio. E dipinge una realtà come ne sono rimaste poche in Europa. L’oste offre anche informazioni preziose sul dormire: consiglia un hotel e un B&B decisamente particolare, con stanze che nascono dalla creatività e dalla passione per gli interni delle proprietarie. Insomma, c’è tanto da scoprire, lentamente. Questa puntata, e le altre di Slow Tour Ambassador, tutte ricchissime di ispirazione – perché l’idea è anche quella di raccontare itinerari facilmente riproducibili da chi ascolta – sono visibili gratuitamente all’interno del palinsesto live 24/7 sulle piattaforme Samsung TV Plus, Rakuten, Plex, Whale TV e sulla maggior parte delle smart TV di nuova generazione. Un accesso velocissimo e semplice è possibile anche direttamente dal sito www.italiaslowtour.it/, cliccando sul grande logo Per Caso TV presente nella Homepage. Ma i contenuti sono disponibili on demand anche su YouTube e Amazon Prime Video.
Insomma se cercate i contenuti Per Caso TV, li trovate facilmente e dappertutto. Sono per tutti i gusti, e chissà, magari vi offriranno l’ispirazione per rimettervi in viaggio, vicino o lontano.
that was already a tavern in the 1500s. The innkeeper is a perfect example of the integration of two cultures: as precise as a German and as talkative as an Italian. He explains that the beer is brewed on site, in the system behind him, by hand and without the aid of electronics or computers, thanks to the knowledge and passion of the brewmaster. He paints a picture of a reality that has become rare in Europe. The innkeeper also shares valuable advice on where to stay, recommending a hotel and a decidedly unusual B&B, with rooms born from the owners’ creativity and passion for interiors. In short, there is so much to discover – slowly.
This episode, and all the others of Slow Tour Ambassador, brimming with inspiration – because the idea is also to tell itineraries that viewers can easily recreate themselves – are available to watch for free within the 24/7 live schedule on Samsung TV Plus, Rakuten, Plex, Whale TV and on most new-generation smart TVs. Fast and easy access is also available directly from the website www.italiaslowtour.it/, by clicking on the large Per Caso TV logo on the homepage. The content is also available on demand on YouTube and Amazon Prime Video.
In short, if you are looking for Per Caso TV content, you will find it easily and everywhere. There is something for every taste, and who knows – it might just inspire you to set off travelling again, near or far.
Inquadrando il QR Code avete accesso a Per Caso TV, con 100 ore di intrattenimento e di viaggi.
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Piazza Danti, Perugia - Umbria
UN TUFFO NEL MAR ROSSO SAUDITA
Da qualche anno, l’Arabia Saudita è una delle mete più in vista. Infatti, è la destinazione con la più veloce crescita turistica al mondo degli ultimi anni. In particolare, la costa sul Mar Rosso è quella che, in questo momento, viene considerata la più esclusiva in assoluto. Vi trascorrono le vacanze i calciatori che si sono trasferiti a giocare nel Paese arabo, ci vanno celebrity e vip, ma, soprattutto, i più grandi archistar mondiali e i più grandi gruppi dell’hôtellerie hanno aperto il resort più belli, di design ed esclusivi che esistano. Con 1.800 chilometri di costa incontaminata, isole vergini e un’infinità di nuovi resort che fanno a gara a qual è il più incredibile, questa nuova meta mare è ideale per i viaggiatori più esigenti del mondo. Oltre all’architettura da Oscar e a un’ospitalità senza pari, il Mar Rosso saudita offre resort mai visti prima e sevizi da mille e una notta, che trasformano quest’area in un parco giochi di lusso. Sospeso sopra una laguna sull’isola di Shebara, lo Shebara Resort è unico al mondo, con solo 38 ville a forma di globo in acciaio inox. Alcune galleggianti sull’acqua, altre sulla spiaggia fine, brillano come perle sul mare turchese. Ha solo ville ispirate alla forma delle conchiglie il Ritz-Carlton Reserve Nujuma. Ognuno dei 63 alloggi ha la propria piscina e il maggiordomo privato.
A DIVE INTO THE SAUDI RED SEA
EN. For the past few years, Saudi Arabia has been one of the most talked-about destinations. In fact, it has been the world’s fastest-growing tourism market in recent years. Right now, the Red Sea coast is widely considered the country’s most exclusive area. It is where footballers who have moved to play in the Kingdom spend their holidays; it is where celebrities and VIPs go—but above all, it is where the world’s most renowned star architects and leading hotel groups have opened some of the most spectacular, design-driven and exclusive resorts in existence. With 1,800 kilometres of unspoilt coastline, pristine islands and an ever-growing selection of new resorts competing to outdo each other, this emerging seaside destination is ideal for the world’s most demanding travellers. Beyond award-worthy architecture and unparalleled hospitality, the Saudi Red Sea offers never-seen-before resorts and “Arabian Nights” levels of service, turning the area into a true luxury playground. Suspended above a lagoon on the
di Ilaria Santi
Arabia Saudita St. Regis Red Sea
Ma la cosa più esclusiva è la Conservation House del resort, dove i biologi marini di Galaxea guidano progetti di restauro dei coralli ed esplorazioni della barriera. Le serate si trasformano in sessioni private di osservazione delle stelle, rendendo il resort un vero santuario naturale. Il cuore pulsante di The Red Sea è Shura Island, un’isola molto rappresentativa di questa pionieristica meta turistica. Chi trascorre le vacanze qui sicuramente godrà di un’ospitalità di altissimo livello. Il progetto ideato dal noto studio di architettura Foster + Partners, che si è occupato anche del progetto del nuovo aeroporto saudita, il Red Sea International Airport, dove atterrano anche voli diretti dall’Italia, ed è noto in tutto il mondo per aver disegnato, tra i tanti, anche i cubi di vetro della Apple. Sull’isola sono nati i primi tre resort (ne sorgeranno undici. Shura Island è anche una meta family friendly (premesso che spesso e volentieri i bambini saranno affidati alle tate). Le famiglie possono usufruire dell’Athletic Kids e del Beach Club e di un centro immersioni dedicato ai più piccoli.
Nel frattempo, ha aperto anche il primo campo da golf da campionato del Regno saudita, il Shura Links, tra le
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island of Shebara, Shebara Resort is unique in the world, with only 38 globe-shaped villas in stainless steel. Some float on the water, others sit on fine sand, shining like pearls against the turquoise sea. The Ritz-Carlton Reserve Nujuma, on the other hand, features only villas inspired by the shape of seashells. Each of the resort’s 63 accommodations has its own private pool and personal butler.
Yet the most exclusive element is the resort’s Conservation House, where marine biologists from Galaxea lead coral restoration projects and reef exploration activities. Evenings become private stargazing sessions, turning the resort into a true natural sanctuary.
The beating heart of The Red Sea destination is Shura Island, an emblematic island that represents this pioneering tourism project. Anyone vacationing here is guaranteed an exceptional hospitality experience. The project was designed by the renowned architecture studio Foster + Partners, also responsible for the new Saudi airport, Red Sea International Airport, which receives direct flights from Italy and is internationally known for designing, among many other landmarks, Apple’s iconic glass cubes.
The island has welcomed its first three resorts (eleven are planned).
Shura Island is also a family-friendly destination(although children are often placed in the care of nannies).
Families can enjoy the Athletic Kids programme and the Beach Club, as well as a diving centre dedicated to younger guests.
dune di sabbia e la costa. Inoltre, sta per essere ultimata la Shura Marina che avrà 118 ormeggi per altrettanti superyacht, ma anche per le imbarcazioni usate per l’esplorazione del Mar Rosso, dove saranno offerte escursioni in barca a vela, immersioni - il Mar Rosso saudita ospita oltre 500 siti di immersione, molti dei quali incontaminati da secoli - e crociere attraverso l’arcipelago. E, come in ogni meta di lusso che si rispetti, non manca la via dello shopping con i migliori brand della moda internazionale. The Village è un lungo viale dedicato alle boutique esclusive e al tempo libero, con ristoranti e temporary store. Non mancano location per matrimonio da sogno e ambienti per convention aziendali.
Meanwhile, the Kingdom’s first championship golf course has also opened: Shura Links, set between sand dunes and coastline. In addition, Shura Marina is nearing completion and will offer 118 berths for superyachts, as well as boats used to explore the Red Sea. Sailing excursions, diving experiences—Saudi Arabia’s Red Sea is home to over 500 dive sites, many untouched for centuries—and cruises through the archipelago will all be available. And, as in any luxury destination worthy of the name, shopping plays its part. The Village is a long avenue dedicated to exclusive boutiques and leisure, featuring restaurants and temporary stores. Dream wedding venues and spaces for corporate conventions are also included.
A Livigno, il Piccolo Tibet delle Alpi italiane, sede delle gare di Snowboard e Freestyle delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, le coppie avventurose possono provare un’esperienza da brivido in una spa fatta di ghiaccio. La Snow SPA Experience consiste in un igloo a forma di chalet di montagna, dove ci si può scaldare nella vasca idromassaggio colma di acqua calda oppure con un rituale di coppia, nel caso l’amore non bastasse. A 1816 metri di quota e dove le temperature possono spingersi anche oltre i -30°C sotto lo zero, è un’esperienza per temerari, ma sicuramente indimenticabile.
In Livigno, the “Little Tibet” of the Italian Alps and host of the Snowboard and Freestyle competitions for the Milano-Cortina 2026 Winter Olympics, adventurous couples can try a thrilling experience inside an ice spa. The Snow SPA Experience consists of an igloo shaped like a mountain chalet, where guests can warm up in a hot whirlpool tub or enjoy a couple’s ritual, just in case love alone is not enough. At 1,816 metres above sea level, where temperatures can drop below -30°C, it is an experience for the brave—but certainly unforgettable.
In order from this page: Little Tibet, Livigno Green train of the Alps Sacile town
SUL TRENINO VERDE DELLE ALPI
C’è un treno che parte da Domodossola e che arriva in Svizzera che attraversa paesaggi da fiaba. Dai grandi finestrini del Trenino Verde delle Alpi i paesaggi montani cambiano con le stagioni, dai pendii innevati dell’inverno ai prati fioriti della primavera, fino ai colori caldi dell’autunno alpino. Il percorso attraversa borghi dal fascino autentico tra il Piemonte e la Svizzera, dove fermarsi per una passeggiata, una pausa gourmand o una visita culturale tra musei, eventi tradizionali e sapori locali. Tra sentieri immersi nella natura, laghi silenziosi e città eleganti come Briga o Berna, dove termina il viaggio, questo itinerario romantico si può fare anche in giornata.
There is a train that departs from Domodossola and reaches Switzerland, travelling through fairytale landscapes. From the large windows of the Green Train of the Alps, mountain scenery changes with the seasons—from winter’s snow-covered slopes to spring meadows in bloom, and finally to the warm colours of Alpine autumn. The route crosses charming villages between Piedmont and Switzerland, perfect for a walk, a gourmet break, or a cultural stop among museums, traditional events and local flavours. With nature trails, quiet lakes and elegant cities such as Brig or Bern (the final stop), this romantic itinerary can also be enjoyed as a day trip.
In Italia esiste un circuito di borghi e di cittadine accomunati da un fil rouge: il miele. L’associazione delle Città del miele che è nata 25 anni fa ha lo scopo di promuovere la conoscenza dei nostri territori che danno origine e identità ai mieli italiani. Con 60 diverse tipologie di miele, l’Italia detiene il record mondiale per varietà e si classifica al quarto posto tra i paesi della UE per numero di alveari, oltre un milione e mezzo su tutto il territorio nazionale (solo la Valle d’Aosta conta quasi 600 apicoltori per un totale di circa 9.000 alveari) con quasi 238 mila tonnellate di miele prodotto. E al miele sono dedicate sagre ed eventi on ogni stagione.
TIn Italy, there is a network of towns and villages connected by a shared theme: honey. The Association of the “Honey Towns”, founded 25 years ago, aims to promote awareness of the territories that shape and define Italian honey. With 60 different honey varieties, Italy holds the world record for diversity and ranks fourth among EU countries in number of beehives, with over 1.5 million hives nationwide (Valle d’Aosta alone counts almost 600 beekeepers with around 9,000 hives), producing nearly 238,000 tonnes of honey. Festivals and events dedicated to honey take place in every season.
KANUK: IL LINGUAGGIO DEL FREDDO, TRA FUNZIONE E STILE
Un brand canadese dallo stile internazionale, tra estetica e funzionalità
Nel panorama della moda contemporanea, dove il racconto spesso precede il prodotto, Kanuk rappresenta un’eccezione significativa, è un brand che nasce nel 1970 in un piccolo laboratorio di Montréal, Kanuk ha come missione quella di creare capispalla pensati per il clima e lo stile di vita unici del Québec, la sua necessità è reale, concreta, quasi primaria, proteggere dal freddo estremo, un’esigenza che nel contesto canadese, non è stagionale né occasionale, ma parte integrante della vita quotidiana, da qui prende forma un’idea di outerwear autentica, solida, priva di artifici narrativi.
Kanuk affonda le sue radici in un territorio dove l’abbigliamento non è un accessorio, ma uno strumento, parka e piumini diventano così elementi centrali di un guardaroba funzionale, progettati per resistere, durare nel tempo e accompagnare chi li indossa in condizioni climatiche complesse, ma è proprio in questa funzione primaria che il brand costruisce il suo linguaggio stilistico: essenziale, urbano, contemporaneo, la produzione interamente realizzata in Canada è uno dei pilastri identitari del marchio, non si tratta solo di un dato industriale, ma di una scelta culturale che significa controllo della qualità, attenzione ai materiali, responsabilità nei processi produttivi e rispetto per il contesto in cui il brand è nato. In un mercato sempre più globalizzato, Kanuk sceglie la coerenza come valore distintivo.
Estetica e performance convivono senza sovrapporsi, le linee sono pulite, i volumi studiati, i dettagli funzionali ma discreti, il design non cerca l’effetto immediato, ma costruisce riconoscibilità nel tempo, un approccio che parla a un pubblico evoluto, consapevole, che considera la moda come investimento e non come consumo rapido, negli ultimi anni, Kanuk ha saputo dialogare con una dimensione internazionale, inserendosi con naturalezza nel lifestyle urbano globale, i suoi capi attraversano le città, dal Nord
KANUK: THE LANGUAGE OF COLD, BETWEEN FUNCTION AND STYLE | A Canadian brand with an international attitude, balancing aesthetics and performance.
EN. In today’s fashion landscape—where storytelling often comes before the product—Kanuk stands as a meaningful exception. Founded in 1970 in a small workshop in Montréal, Kanuk was created with a clear mission: to design outerwear suited to the unique climate and lifestyle of Québec. Its purpose is real, concrete, almost primary: protecting the body from extreme cold. In Canada, this is not a seasonal or occasional need, but an essential part of everyday life. From this necessity emerged an idea of authentic outerwear—solid, functional, free from artificial narratives.
Kanuk is rooted in a territory where clothing is not an accessory, but a tool. Parkas and down jackets become central elements of a truly functional wardrobe, designed to resist, endure and accompany those who wear them through demanding climate conditions. Yet it is precisely within this primary function that the brand develops its stylistic language: essential, urban, contemporary. Entirely made in Canada, Kanuk’s production is one of the brand’s defining pillars. This is not only an industrial fact, but a cultural choice that implies quality control, careful material selection, responsibility in manufacturing processes and respect for the context in which the brand was born. In an increasingly globalised market, Kanuk chooses coherence as a distinguishing value. Aesthetics and performance coexist without overlapping. Lines are clean, volumes thoughtfully designed, functional details discreet yet precise. The design does not aim for immediate effect, but builds recognisability over time—an approach that
di Paolo Gelmi
Elisa Dahan - President of Kanuk
Flocon Sweater
America all’Europa, mantenendo intatta la propria identità, un outerwear pensato per chi vive la metropoli, viaggia, lavora, si muove tra contesti diversi, senza rinunciare a comfort, protezione e stile. In un sistema moda spesso dominato dall’eccesso e dalla sovraesposizione, Kanuk sceglie una strada più misurata. Il suo è un lusso silenzioso, che si esprime attraverso la qualità, la funzionalità e una visione chiara del prodotto, un brand che dimostra come il vero stile non abbia bisogno di essere urlato, ma semplicemente riconosciuto, Kanuk non segue il freddo come tendenza, lo trasforma in identità dove in un’epoca in cui l’autenticità è il vero elemento distintivo, questa coerenza diventa la sua forza più attuale, sotto la guida del Presidente Elisa Dahan, Kanuk continua ad evolversi da storica casa di capispalla a un vero e proprio marchio “total look rivolto al mondo” lifestyle, ispirato allo spirito della vita rurale canadese, Questo nuovo capitolo prende forma con la sua prima partecipazio-
appeals to an evolved, conscious audience, one that sees fashion as an investment rather than fast consumption. In recent years, Kanuk has naturally entered the international scene, becoming part of global urban lifestyle culture. Its garments move through cities, from North America to Europe, without losing identity: outerwear designed for those who live in the metropolis, travel, work and shift between different environments, without giving up comfort, protection or style. In a fashion system often dominated by excess and overexposure, Kanuk takes a more measured path. Its luxury is quiet, expressed through quality, functionality and a clear product vision. It is a brand that demonstrates how true style does not need to be shouted—it simply needs to be recognised. Kanuk does not follow cold weather as a trend: it turns it into identity. In an era where authenticity is the true differentiator, this coherence becomes its most contemporary strength. Under the leadership of President Elisa Dahan, Kanuk continues to evolve from a historic outerwear house into a full “total look” lifestyle brand with a global outlook, inspired by the spirit of rural Canadian life. This new chapter takes shape with the brand’s first participation at Pitti Immagine Uomo, presenting the Heritage
Antonio De Matteis, CEO Kiton
Bienlong Coat
Bromont
ne al Pitti Immagine Uomo con la “Heritage Collection Autunno/ Inverno 2026”, che amplia l’offerta ready-to-wear del brand con nuovi maglioni, set in maglia, modelli in lana, capispalla in velluto a coste e un uso maggiore della sherpa distintiva di Kanuk—pensata per completare i suoi iconici parka, dai valori farm-to-table alle attività all’aria aperta, FW26 incarna un’espressione moderna senza tempo dell’identità canadese, attraverso texture raffinate, sovrapposizioni e silhouette funzionali pensate per la vita invernale quotidiana.
Men’s Coyote Parka
Collection Fall/Winter 2026. The collection expands Kanuk’s ready-to-wear offering with new knitwear pieces, coordinated sets, wool styles, corduroy outerwear and a broader use of Kanuk’s signature sherpa—designed to complement its iconic parkas. From farm-to-table values to outdoor activities, FW26 embodies a timeless modern expression of Canadian identity through refined textures, layering and functional silhouettes tailored for everyday winter life.
MUST-HAVE & TENDENZE DELLA PROSSIMA
PRIMAVERA-ESTATE
Piccolo report e consigli sui capi di tendenza della prossima stagione
di Paolo Gelmi
La primavera–estate 2026 dell’uomo parla chiaro, meno ostentazione, più carattere, è una stagione che mescola funzionalità e stile con capi pensati per durare e distinguersi senza urlare, il guardaroba maschile si alleggerisce, ma acquista personalità, il primo must have è la giacca destrutturata, morbida, quasi fluida, vista sulle passerelle di Giorgio Armani e Zegna, diventa il capo chiave per affrontare la giornata con eleganza rilassata, indossata su T-shirt di qualità o camicie in lino ultra leggere, immancabile il pantalone ampio ma pulito, con vita comoda e piega accennata, Prada e Hermès lo propongono in tessuti naturali e
MUST-HAVES AND TRENDS FOR NEXT SPRING–SUMMER
| A short report and style tips on next season’s key pieces.
EN. Menswear Spring–Summer 2026 speaks clearly: less show, more character. It is a season that blends function and style through pieces designed to last and stand out without shouting. The male wardrobe becomes lighter, yet gains personality.
The first must-have is the deconstructed jacket—soft, almost fluid. Seen on the runways of Giorgio Armani and Zegna, it becomes the key piece for moving through the day with relaxed elegance, worn over quality T-shirts or ultra-light linen shirts. Equally essential is the wide but clean-cut trouser, with a comfortable waist and a subtle crease. Prada and Hermès present it in natural fabrics and dusty tones: sand, butter, warm grey. It is the new balance between comfort and urban refinement. Summer knitwear takes a step forward, with polo shirts in technical yarns or silk-cotton blends, often featuring zips or minimal collars. Bottega Veneta and Ferragamo focus on tactile surfaces and solid colours, perfect for a modern, athletic elegance—never excessive.
Footwear is dominated by clean, lightweight sneakers, yet there is also the confident return of the soft loafer, worn without socks. Tod’s and Loro Piana interpret it as the symbol of effortless luxury, ideal from day to evening.
The look is completed by the right accessory: bold yet essential sunglasses, soft hand-held or crossbody bags, as
BORSA MONTBLANC
colori polverosi: sabbia, burro, grigio caldo è il nuovo equilibrio tra comfort e raffinatezza urbana, la maglieria estiva fa un passo avanti, polo in filato tecnico o seta-cotone, spesso con zip o colli minimal, Bottega Veneta e Ferragamo puntano su superfici tattili e colori solidi, perfetti per un’eleganza moderna e atletica, senza eccessi.
seen at Saint Laurent and Louis Vuitton—details that communicate style and awareness.
Spring–Summer 2026 does not ask men to appear, but to be. The man who embraces these must-haves chooses intelligent, recognisable pieces that speak on his behalf, giving his personality a stronger and more authentic presence.
BOWLING-KNIT-SHIRT SVEVO
MOCASSINO FRATELLI ROSSETTI
T-SHIRT ECOALF
JEANS SS 26 JOHN RICHMOND
SS 26 LODENFREY
MEN SS 26 LOUIS VUITTON
PIUMINO LEGGERO BLAUER
This season also tells the story of a man who has learned the value of lightness—not as renunciation, but as achievement. Glamour becomes subtle, almost whispered. It lives in fluid lines, in volumes that follow the body without restricting it, in tailoring that dialogues with freedom of movement. Jackets become deconstructed and turn into travel companions; trousers fall softly; shirts open up to new proportions.
It is a wardrobe designed to move between cities and distant horizons, where each garment supports rather than dominates.
carattere forte e veritiero, questa stagione racconta anche di un uomo che ha imparato il valore della leggerezza, non come rinuncia ma come conquista, il glamour si fa sottile, quasi sussurrato, vive nelle linee fluide, nei volumi che seguono il corpo senza costringerlo, in una sartorialità che dialoga con la libertà del gesto, le giacche si destrutturano e diventano compagne di viaggio, i pantaloni scivolano morbidi, le camicie si aprono a nuove proporzioni, un guardaroba pensato per muoversi tra città e orizzonti lontani, dove ogni capo accompagna e non domina.
Le palette cromatiche evocano luce e silenzio: toni sabbiosi, avorio, grigi chiarissimi accesi da sfumature naturali di verde salvia e azzurro cielo, i materiali parlano al tatto prima ancora che allo sguardo: lino evoluto e tecnico, cotoni impalpabili, lane leggere come aria, materiali che diventano protagonisti silenziosi, mischie innovative che respirano e accarezzano la pelle, le superfici sono tattili, vissute, mai lucide in modo artificiale, anche lo sportswear si raffina, contaminando il tailoring con zip invisibili, coulisse sartoriali e costruzioni ibride, superfici autentiche che raccontano tempo e cura, il mood della stagione è la misura, capi pensati per durare, per essere indossati con disinvoltura dal mattino alla sera, uno stile maturo e adulto, internazionale, che non cerca l’effetto ma lascia il segno, nel 2026 il vero lusso maschile è sentirsi a proprio agio nella propria immagine, un’eleganza consapevole, internazionale, che non cerca conferme ma lascia una traccia discreta, profonda, inevitabile.
Colour palettes evoke light and silence: sandy tones, ivory and very pale greys, brightened by natural shades of sage green and sky blue. Materials speak to the touch before they catch the eye: evolved and technical linen, weightless cottons, wools as light as air. These fabrics become silent protagonists—innovative blends that breathe and skim the skin.
Surfaces feel tactile and lived-in, never artificially glossy. Even sportswear becomes refined, contaminating tailoring through invisible zips, sartorial drawstrings and hybrid constructions. Authentic textures that tell a story of time and care.
The season’s mood is all about measure: pieces made to last, to be worn effortlessly from morning to night. A mature, adult and international style that does not chase effect, yet leaves a mark. In 2026, true menswear luxury is feeling at ease with one’s own image: a conscious elegance that seeks no confirmation, yet leaves a discreet, deep and inevitable trace.
MEN SS 2025 GUCCI
MEN SS 2026 GUCCI
Riccardo: 27/09/2023
CIGALA'S
5062 - CIGALA’S
PATTA , QUELLO CHE RESTA DELLA STRADA
PATTA, WHAT REMAINS OF THE STREET
di Andrea Bertolucci
Ci sono brand che nascono sapendo già ciò che vogliono diventare, e altri che si formano col tempo, per accumulo, per tentativi. Patta appartiene senza dubbio alla seconda categoria. La sua storia non procede per svolte nette o momenti iconici riconoscibili, ma per continuità, con la sua presenza e una serie di piccoli gesti che, sommati insieme, hanno finito per costruire qualcosa di solido e difficile da scalfire.
Fondato ad Amsterdam da Edson Sabajo e Guillaume Schmidt, Patta nasce all’inizio degli anni Duemila come un progetto fluido, ancora prima che come brand strutturato. Come spesso accade - anche nelle storie che abbiamo raccontato in precedenza - si forma come punto di incontro: un negozio, una piattaforma, un luogo di scambio in cui musica, sneakers e parole convivono in maniera naturale. È in questo contesto che prende forma una nuova idea di streetwear profondamente europea, capace di dialogare con l’eredità afro-diasporica senza ridurla a mera estetica, ma mantenendone intatta la complessità culturale.
Quando Patta inizia a produrre i propri capi, lo fa con un approccio misurato, lontano dagli eccessi e dalle spettacolarizzazioni che caratterizzano gran parte della moda street contemporanea. Le silhouette sono essenziali, i riferimenti chiari ma mai didascalici, l’immaginario costruito per stratificazione: quello di Patta è uno streetwear che non pretende di imporsi, ma che si lascia riconoscere nel tempo, attraverso una coerenza ininterrotta. Patta non rincorre il linguaggio globale: lo filtra e lo restituisce attraverso il suo accento. Amsterdam, in questo senso, non è solo il punto di partenza geografico del brand, ma una condizione mentale. Una città aperta, ibrida, attraversata da identità multiple, diventa la lente attraverso cui Patta osserva il mondo. Edson e Guillaume crescono mantenendo un equilibrio sottile tra il locale e l’internazionale, tra appartenenza e apertura, costruendo una narrazione che parla di Europa senza mai chiudersi in una definizione rigida. Lo dimostrano in particolare le numerose collaborazioni — da Nike a Adidas, fino a Stüssy — che non rappresentano una deviazione dal percorso, ma una sua na-
EN. There are brands that are born already knowing what they want to become, and others that take shape over time—through accumulation, through trial and error. Patta undoubtedly belongs to the second category. Its story is not built around sharp turning points or easily identifiable iconic moments, but rather around continuity: a steady presence and a series of small gestures which, added together, have ended up creating something solid, resilient, difficult to erode.
Founded in Amsterdam by Edson Sabajo and Guillaume Schmidt, Patta emerged in the early 2000s as a fluid project—before it ever became a fully structured brand. As often happens (including in many of the stories we have previously told), it formed as a meeting point: a store, a platform, a place of exchange where music, sneakers and conversations naturally coexisted. Within that context, a new idea of profoundly European streetwear began to take shape—one capable of engaging with Afro-diasporic heritage without reducing it to mere aesthetics, preserving instead its cultural complexity. When Patta began producing its own garments, it did so with a measured approach, far from the excess and spectacle that characterise much of contemporary street fashion. Silhouettes were essential, references clear but never didactic, and the imagery built through layering. Patta’s streetwear does not demand to impose itself: it allows itself to be recognised over time, through uninterrupted coherence. Patta does not chase a global language—it filters it, and gives it back with its own accent. In this sense, Amsterdam is not merely the brand’s geographical point of origin, but a mental condition. An open, hybrid city crossed by multiple identities becomes the lens through which Patta looks at the world. Edson and Guillaume grow the brand while maintaining a subtle
turale evoluzione. In ognuna di esse, Patta mantiene una posizione chiara, evitando l’effetto celebrazione e privilegiando una forma di dialogo tra sistemi culturali affini. Accanto alla sua produzione, Patta è uno dei rarissimi marchi streetwear ad aver sviluppato nel tempo una dimensione sociale autentica, concreta, che prende forma nella Patta Foundation. Qui la moda smette di essere un esercizio autoreferenziale e diventa un mezzo, uno spazio di scambio, un veicolo educativo e culturale. Non è una scelta costruita a tavolino né un’operazione di immagine: nasce piuttosto come un’estensione naturale del percorso del brand, come se a un certo punto sia stato inevitabile allargare lo sguardo e assumersi nuove responsabilità. In un sistema dominato dall’iperproduzione, dall’accelerazione costante e dall’ossessione per il nuovo, Patta rappresenta una forma di maturità sempre più rara. Preferisce una rilevanza che si sedimenta nel tempo, costruita sulla presenza e sulla continuità, piuttosto che su improvvisi momenti di hype. È uno streetwear che accetta l’invecchiamento come valore, che non cancella il proprio passato ma lo porta
balance between the local and the international, between belonging and openness, building a narrative that speaks of Europe without ever locking itself into a rigid definition. This is especially evident in the brand’s many collaborations—from Nike to Adidas, all the way to Stüssy—which do not represent a deviation from its path, but rather its natural evolution. In each one, Patta maintains a clear stance, avoiding celebratory effects and privileging instead a form of dialogue between kindred cultural systems.
Alongside its product output, Patta is one of the very few streetwear labels to have developed, over time, an authentic and concrete social dimension—embodied in the Patta Foundation. Here, fashion stops being a self-referential exercise and becomes a tool: a space of exchange, an educational and cultural vehicle. It is not a decision made at the table, nor a branding operation. Rather, it appears as a natural extension of the brand’s journey, as if at a certain point it became inevitable to broaden the gaze and take on new responsibilities. In a system dominated by overproduction, constant acceleration and an obsession with the new, Patta represents a
Patta x Nike Air Max
Patta Release 2019 Soundsystem Appelsap Football Jersey - SoccerBible
Patta x Alpha Industries - Fucking Young!
addosso come un segno identitario, come una stratificazione di esperienze, errori e conquiste. Per questo oggi Patta non è più soltanto un marchio: è diventato un punto di riferimento nel racconto della moda urbana europea. Questo perché ha scelto di restare, di osservare, di crescere senza fretta. In un momento storico in cui lo streetwear sembra interrogarsi sul proprio futuro, Patta suggerisce di cercare la risposta in strada, o almeno in quello che resta della strada.
form of maturity that is increasingly rare. It prefers relevance that settles over time—built on presence and continuity—rather than on sudden moments of hype. It is streetwear that accepts ageing as a value, that does not erase its past but wears it as an identity mark, as a layering of experiences, mistakes and achievements. That is why today Patta is no longer just a brand: it has become a key reference point in the story of European urban fashion. Because it chose to remain, to observe, to grow without haste. At a historical moment when streetwear seems to be questioning its own future, Patta suggests looking for the answer in the street—or at least in what remains of it.
STUDIO ZETA , LA TRADIZIONE CHE ISPIRA IL FUTURO DELLA MODA
Incontro con Mauro Galligari, fondatore e CEO dello showroom
Studio Zeta e promotore della nascita di Camera Showroom Milano
Nel mondo della moda ci sono realtà che non sono conosciute da tutti ma che esercitano un valore altissimo e strategico per i brand, grazie al loro lavoro atto a costruire e sviluppare l’espansione di un marchio, il marketing e il commerciale, una di queste realtà è lo showroom: uno spazio fisico o virtuale dove un brand può presentare in anteprima le proprie collezioni a un pubblico selezionato che a differenza di un negozio che vende direttamente al cliente finale è un punto di incontro tra il marchio e i suoi partner commerciali, si rivolge a Buyer e responsabili acquisti che accorrono a visionare i capi e fare eventualmente gli ordini per la stagione successiva per conto di boutique, multibrand o Department Store importanti, ma anche giornalisti e influencer hanno la possibilità di entrare in questi spazi per conoscere le nuove tendenze e ricevere i look book, oppure per selezionare i capi d’abbigliamento o accessori da fotografare e indossare per servizi e articoli.
Tra gli showroom di Milano capitale della moda mondiale abbiamo selezionato lo Studio Zeta uno dei più importanti e rappresentativi showroom della città meneghina, nato nel 1983 inizialmente nella città di Firenze per spostarsi nel 1988 a Milano, lo spazio si apre su un antico cortile, un portale discreto e silenzioso che conduce dall’asfalto urbano al silenzio luminoso di uno spazio perfetto, qui Studio Zeta svolge la propria attività, la sua forza è radicata nella curiosità, nella ricerca e scoperta non solo nel rappresentare marchi già conosciuti, ma nella grande capacità nell’individuare voci nuove, visionarie e non ancora diffuse nell’universo del retail, il team dello showroom scruta i segnali, le tendenze, i materiali e le attitudini che un marchio trasmette e quando qualcosa di questi emerge le cattura, perché Studio Zeta non è solo uno spazio espositivo ma un laboratorio, una stazione di osservazione, uno snodo cruciale dedicato ai buyer
STUDIO ZETA, WHERE TRADITION INSPIRES THE FUTURE OF FASHION |
A conversation with Mauro Galligari, Founder and CEO of Studio Zeta and promoter of Camera Showroom Milano that embraces comfort
EN. In the world of fashion, there are realities that are not widely known yet play an extremely valuable and strategic role for brands. Through their work, they help build and develop brand expansion, marketing and commercial growth. One of these realities is the showroom: a physical or virtual space where brands present their collections in advance to a selected audience. Unlike retail stores that sell directly to end customers, showrooms act as meeting points between brands and their commercial partners.
They are aimed primarily at buyers and purchasing managers, who attend to view collections and place orders for the upcoming season on behalf of boutiques, multi-brand stores and major department stores. Journalists and influencers also access these spaces to discover new trends, receive lookbooks, and select clothing and accessories for shoots and editorial features.
Among Milan’s many showrooms—within its role as a global fashion capital—we selected Studio Zeta, one of the city’s most important and representative spaces. Founded in 1983 in Florence and relocated to Milan in 1988, the showroom opens onto an ancient courtyard, a discreet and silent gateway leading from urban asphalt into a luminous, refined space. Here, Studio Zeta carries out its work. Its strength lies in curiosity, research and discovery—not only in representing
di Paolo Gelmi
di tutti i continenti che sanno che qui troveranno non solo le firme, ma la promessa di ciò che accadrà nella moda nel prossimo futuro.
Nonostante il respiro internazionale dettato dalle sedi di Milano e Parigi, Studio Zeta conserva una sensibilità profondamente artigianale e italiana grazie a una selezione minuziosa dei brand e alla cura dei dettagli, la sua capacità di cogliere il ritmo veloce della moda contemporanea, il saper interpretare le sfilate, il comprendere le collezioni sono tutti valori importanti e strategici che permettono a Studio Zeta di garantire ai buyer la fruibilità di uno spazio dove la gestione del brand, la strategia di crescita, l’espansione sul mercato vengono curate con la precisione di un atelier, lo showroom ha consolidato rapporti con buyer internazionali di oltre 90 paesi nel mondo con una rete che copre Europa, Asia, Medio Oriente e paesi dell’ex Unione Sovietica, questo spazio promuove anche l’eccellenza artigiana italiana sia nella scelta dei brand da rappresentare, che nelle strategie di marketing da utilizzare, offre anche un importante supporto ai giovani stilisti offrendo loro visibilità, spazio e connessioni con i mercati internazionali, con il passare del tempo Studio Zeta ha ampliato le sue funzioni non solo come showroom ma come piattaforma che assiste stilisti in licenze, produzioni, relazioni con i buyer globali e supporto alla progettazione. Per l’occasione Gate Magazine ha incontrato Mauro Galligari cofondatore e Ceo dello Studio Zeta e promotore della nascita di Camera Showroom Milano (CSM) con il ruolo di Direttore della Comunicazione per farsi raccontare come si svolge questa
established brands, but in identifying new, visionary voices not yet widely present in retail. The team carefully observes signals, trends, materials and attitudes, capturing emerging potential.
Studio Zeta is not merely an exhibition space, but a laboratory, an observatory and a key hub for buyers from all continents, who know they will find not only established names, but insights into the future of fashion. Despite its international presence in Milan and Paris, Studio Zeta maintains a deeply Italian, artisanal sensibility through meticulous brand selection and attention to detail. Its ability to interpret runways, understand collections and read market rhythms allows it to offer buyers a space where brand management, growth strategies and market expansion are handled with atelier-level precision.
Today, the showroom works with buyers from over 90 countries across Europe, Asia, the Middle East and former Soviet states. It promotes Italian craftsmanship and supports young designers by offering visibility, space and international connections.
Over time, Studio Zeta has expanded its role, becoming a platform assisting designers with licensing, production, global buyer relations and project development.
For this issue, Gate Magazine met Mauro Galligari, cofounder and CEO of Studio Zeta and promoter of Camera Showroom Milano (CSM), where he serves as Director of Communications, to explore his work and future trends.
Mauro Galligari - CEO & Cofounder of Studio Zeta
attività così importante per i brand della moda e le novità delle prossime stagioni.
Più di quarant’anni di storia, come è cambiato il lavoro dello showroom in questi anni?
Partiamo da un contesto storico, Studio Zeta nasce nel 1983 a Firenze dentro casa mia in Piazza della Signoria, in una realtà che è sempre stata una fucina di idee, ricordiamo che fino alla fine degli anni 70 la moda era concentrata su questa città e quella di Roma, nel 1988 mi trasferisco a Milano e in quel periodo tutto è cominciato a cambiare grazie all’arrivo delle nuove tecnologie, internet, dei social, delle mail, il nostro modus operandi ha subito molteplici variazioni, una volta era tutto molto più difficile sia nella comunicazione con i brand che verso i buyer, nella ricerca di nuove opportunità si era obbligati a spostarsi se si voleva avere la massima visibilità, oggi se si desidera rivedere una collezione basta un collegamento via internet, Studio Zeta negli anni successivi si è evoluta, si è messa al passo con i tempi. In origine eravamo solo un agenzia che curava l’aspetto commerciale dei brand presenti all’interno dello showroom, oggi invece abbiamo 3 settori importanti, il primo è sicuramente quello commerciale, poi abbiamo il customer service un insieme di servizi a disposizione dei nostri clienti, per ultimo ma non per importanza le consulenze, per quanto riguarda quest’ultimo aspetto ammetto che è quello che mi stimola di più, lo seguo personalmente, perché riesco a traferire ai miei clienti tutta l’esperienza acquisita in più di quarant’anni, consulenze commerciali e di marketing, ricerca di fornitori e produttori o nella scelta dei tessuti, studio delle tendenze e dei mercati di riferimento.
Over forty years of history: how has the showroom business changed?
Studio Zeta was founded in 1983 in Florence, in my home near Piazza della Signoria. At the time, Florence and Rome were the centres of fashion. In 1988, I moved to Milan, and everything began to change with new technologies, the internet, emails and social media.
Communication used to be much harder. Today, a collection can be reviewed online. Over time, we adapted. Originally, we were only a commercial agency. Today we have three key areas: sales, customer service and consultancy. Consultancy is what motivates me most, because it allows me to transfer forty years of experience to clients— marketing, supplier research, fabric selection, trend analysis and market studies.
What are the key qualities for success?
Curiosity, research, strong brand selection skills, solid commercial technique, intuition and deep market knowledge. We know every corner of the world and its key buyers.
Quali sono le caratteristiche fondamentali per aver successo nella sua attività?
Innanzi tutto una grande curiosità, molta ricerca e tanta competenza nella selezione dei brand, una buona tecnica commerciale, un forte intuito e conoscenza dei mercati, devo dire che noi conosciamo profondamente agni angolo del mondo e tutti i buyer di riferimento.
Come seleziona i brand da inserire in Studio Zeta?
Questa è la parte più delicata, riceviamo almeno tre chiamate al giorno da stilisti e brand che ci chiedono di essere seguiti dalla nostra agenzia, la prima cosa che facciamo e farci inviare immagini della collezione, dettagli tecnici e look-book, da quel momento inizia la prima fare dello studio del brand, per quanto mi riguarda per la selezione di un nuovo marchio da inserire si deve accendere una lampadina, devo intuire che c’è del valore aggiunto e delle potenzialità sia in termini di stile che di prodotto, dopodiché si fissa un incontro, comunque rispondiamo sempre a tutti anche a quei brand che non riteniamo interessanti, perché abbiamo un grandissimo rispetto dei nostri potenziali clienti.
Uomo o donna cambia il vostro modo di approcciare i mercati?
Con la donna è tutto più “semplice” ci sono molte più opzioni e gli stilisti sono più agevolati nel potersi districare tra tessuti, forme e colori, con la donna si può osare andare al limite della femminilità, mentre per l’uomo è tutto più difficile, uscire dagli standard classici della tradizione maschile non è facile e questo segmento è in notevole affanno, ci sono meno possibilità creative e il commerciale spesso limita la creatività a favore del capo vendibile, basti notare come la Milano Fashion Week Uomo sia in leggero calo, mentre quella della donna cresce anno dopo anno. Una cosa a favore dell’universo maschile è racchiusa nella fidelizzazione del consumatore, se un uomo si trova bene con un brand è molto difficile che cambi direzione, mentre la donna è meno fedele al singolo marchio, insegue molto di più tendenze e mode del momento.
Orgoglio e rimpianti, ci può dire qualcosa in merito alla sua attività?
Senza dubbio in termini di orgoglio posso vantare di aver lanciato sui mercati molti brand, ma uno in particolare mi rende profondamente orgoglioso Maison Martin Margiela, siamo stati i primi a portare al successo questo importantissimo marchio, per quanto riguarda i rimpianti invece è il non aver preso all’interno della mia agenzia il brand P.A.R.O.S.H che oggi è importantissimo, non l’ho selezionato perché ero troppo amico del suo fondatore e per quanto mi riguarda ho una regola fondamentale nella mia attività, non mischiare mai lavoro e amicizie, comunque è sicuramente un gran rimpianto.
Le sfilate e le fiere hanno ancora un’importanza strategica nel 2025?
Direi assolutamente di si, per molto tempo si è cercato di capire cosa potesse sostituire le sfilate, ma alla fine ci si è resi conto che nulla è più glamour e commercialmente incisivo di una sfilata di moda, la stessa cosa vale per le presentazioni che a differenza delle sfilate si svolgono con dei tempi più lunghi e permettono a buyer e stampa di toccare con mano le collezioni, per quanto riguarda le fiere sono in leggero affanno a parte il Pitti Immagine Uomo e Milano Unica, le altre soffrono e forse andrebbero riviste, ma non si è trovata ancora la formula giusta.
How do you select brands?
This is the most delicate phase. We receive at least three calls a day. We start by reviewing images, technical details and lookbooks. For me, a spark must light up—I must sense added value and potential. We always respond, even to those we don’t select, out of respect.
Does womenswear differ from menswear?
Womenswear offers more creative freedom. With men’s fashion, it’s harder to break traditions. The sector is struggling, and commercial pressure often limits creativity. Milan Men’s Fashion Week
Lei è stato promotore della nascita di Camera Showroom Milano e ne è Direttore della Comunicazione, ci vuole raccontare cosa l’ha portata in questa direzione e quali sono gli obiettivi? Tutto nasce da un esigenza, l’anno del Covid19 all’ultimo momento decidono di cancellare Pitti immagine Uomo, per noi quella fiera oltre che importantissima per mille motivazioni era strategica perché il giorno dopo la sua chiusura partiva a Milano la campagna vendita per tutti gli showroom e i brand del settore, non avendo più un punto e una data di riferimento si rischiava di perdere un momento commercialmente strategico e importantissimo per il settore, così decisi di inviare una mail a tutti gli showroom di Milano per coordinarci su una data, da quel momento abbiamo capito che non potevamo più considerarci solo competitor, ma che dovevamo ragionare da colleghi perché tutti avevamo gli stessi obiettivi, questo ci ha permesso di scambiarci informazioni, opinioni e di dare un servizio maggiore ai nostri clienti, uniti collaboriamo con la Camera Nazionale della Moda Italiana e con la Camera Buyer, la cosa che mi rende orgoglioso e che solo in Italia esiste una tale associazione a dimostrazione che il nostro paese è sempre un passo avanti, ad oggi siamo oltre i trentasei associati, tra gli showroom multibrand di Milano cito alcuni come: Casile&Casile Fashion Group, Panorama Moda, Gruppo Zappieri, Elisa Gaito e Daniela Ghiselli.
Milano e Parigi le vostre 2 sedi ne vogliamo parlare?
Milano è la nostra sede per eccellenza dal 1988, poi nel 2010 ho deciso di aprire anche a Parigi sugli Champs-Elysées, inizialmente era solo lo showroom di Studio Zeta, dopo la nascita della Camera Showroom Milano durante la Paris Fashion Week ospitiamo i brand della nostra associazione per la campagna vendita, insieme si è più forti.
Lei è famoso per credere molto nell’artigianalità italiana e nei giovani stilisti?
Vero, amo molto la tradizione italiana manifatturiera e credo moltissimo nelle giovani risorse, quando ne incontro una cerco di seguirlo, consigliarlo e promuoverlo al meglio, l’Italia continua ad essere una fucina di talenti creativi, non solo nella moda ma in moltissimi settori.
Che consiglio darebbe a un giovane che vuole intraprendere la sua professione?
Di armarsi di tanta pazienza, è un lavoro che al suo interno prevede varie figure professionali dal Brand Director al Marketing Manager sino al Visual Merchandiser per citarne alcune, consiglio anche passione e grandi capacità intuitive, a Brescia c’è una scuola che si chiama ITS Accademy Machina Lonati che ha istituito un corso per avvicinare gli studenti a questa professione, io insieme ad altri colleghi ho l’onore e il piacere d’insegnare in questa realtà.
reflects this. However, men are more loyal customers, while women follow trends more closely.
Pride and regrets?
I’m proud of launching many brands, especially Maison Martin Margiela—we were among the first to support it. My regret is not signing P.A.R.O.S.H, due to personal friendship with the founder. I never mix business and friendship.
Do fashion shows and trade fairs still matter in 2025? Absolutely. Nothing is more glamorous or commercially effective than a fashion show. Presentations also matter. As for fairs, only Pitti Uomo and Milano Unica remain strong—others are struggling.
Why did you create Camera Showroom Milano?
It started during Covid, when Pitti Uomo was cancelled. We risked losing a strategic sales moment. I contacted Milan showrooms to coordinate. We realised collaboration was essential. Today we work with the Italian Fashion Council and Buyer Council. We now have over 36 members.
Milan and Paris?
Milan has been our home since 1988. In 2010, we opened in Paris on the Champs-Élysées. During Paris Fashion Week, we host our association’s brands. Together, we are stronger.
Your commitment to craftsmanship and young designers?
I deeply believe in Italian craftsmanship and young talent. Italy remains a creative powerhouse, not only in fashion.
Advice for young professionals?
Be patient. This profession includes many roles—from Brand Director to Marketing Manager and Visual Merchandiser. Passion and intuition are essential. At ITS Machina Lonati Academy in Brescia, we teach students about this profession. I’m proud to be part of it.
NEW LANDS
FASHION ART DIRECTION ILARIA DAL PIVA
PHOTOGRAPHER ANDREA BENEDETTI
MAKEUP AND HAIR ALICE ROSSI
TRENCH L’IMPERMEABILE
CALZE A RETE CALZEDONIA CULOTTE INTIMISSIMI
POLTRONA FLORA CAPITAL COLLECTION ATMOSPHERA
ABITO BARBARA RIZZI
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LIBRERIA DIESIS CAPITAL COLLECTION ATMOSPHERA
GIACCA DESIGUAL
GONNA PENCE 1979
SCARPE SANTONI
CALZE MOODY MUMU
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the exhibition CLAUDE MONET: THE IMMERSIVE EXPERIENCE
di Enza Pietrangelo
Monet: l’esperienza immersiva è una mostra d’arte digitale a 360º a Milano che invita il visitatore ad entrare nel mondo del pittore francese Oscar-Claude Monet, uno dei più grandi geni artistici del XIX secolo. Considerato uno dei fondatori dell’Impressionismo francese, è certamente il più coerente e prolifico del movimento. I suoi lavori si distinguono per la rappresentazione della sua immediata percezione dei soggetti, in modo particolare per quanto riguarda la paesaggistica e la pittura en plein air. Un viaggio sorprendente nell’universo incomparabile di Claude Monet, che esplora la sua vita, la sua carriera e i suoi segreti con l’aiuto di proiezioni digitali a 360° e una rara esperienza di realtà virtuale. Scopri un nuovo modo di ammirare le opere di Claude Monet e immergiti nei capolavori dell’artista con una mostra digitale a 360 gradi. Vivi un’esperienza VR unica nel suo genere con display digitali, effetti sonori, projection mapping
Fino al 4 aprile 2026
Durata: circa 45–75 minuti
Location: Ventura Milano – Via Privata Giovanni Ventura, 15, 20134 Milano (MI), Italia (MM Lambrate)
Accessibilità: la sede è accessibile alle persone su sedia a rotelle
Info: monet.milan@exhibitionhub.com
EN. Monet: The Immersive Experience is a 360º digital art exhibition in Milan that invites visitors to step into the world of the French painter Oscar-Claude Monet, one of the greatest artistic geniuses of the 19th century. Considered one of the founders of French Impressionism, Monet is certainly the movement’s most consistent and prolific figure. His works stand out for their depiction of his immediate perception of reality, especially in landscapes and plein air painting.
A surprising journey into Claude Monet’s incomparable universe, exploring his life, career and secrets through 360° digital projections and a rare virtual reality experience.
Discover a new way to admire Claude Monet’s works Immerse yourself in the artist’s masterpieces through a 360-degree digital exhibition. Enjoy a one-of-a-kind VR experience. Digital displays, sound effects, projection mapping
Until 4 April 2026
Duration: approx. 45–75 minutes
Location: Ventura Milano – Via Privata Giovanni Ventura, 15, 20134 Milan (MI), Italy (MM Lambrate)
Accessibility: the venue is wheelchair accessible
Info: monet.milan@exhibitionhub.com
Il 2026 porta con sé innovazioni pensate per semplificare la vita del viaggiatore, rendere più fluidi gli spostamenti, aumentare l’autonomia energetica e migliorare l’esperienza complessiva. Dalle soluzioni di connettività globale agli accessori smart, ecco le cinque tecnologie più interessanti di quest’anno, con i loro punti di forza e indicazioni di prezzo per orientarsi.
1. Connettività globale ovunque: smartphone con satellite e adattatori smart
La capacità di restare connessi anche in aree remote è una delle novità più rilevanti del 2026 per chi viaggia. I moderni smartphone stanno adottando tecnologie di connettività satellitare, che consentono di inviare messaggi e in futuro anche dati essenziali fuori copertura cellulare tradizionale, grazie all’integrazione con reti dedicate. Questo significa poter comunicare in emergenza o restare raggiungibili in luoghi altrimenti isolati, trasformando il modo di viaggiare lontano dalle città e dalle infrastrutture tradizionali.
A complemento di questa evoluzione di rete, arrivano sul mercato adattatori universali smart con touchscreen che semplificano la ricarica in ogni Paese: modelli di ultima generazione offrono porte USB-C e USB-A multiple, display
EN. Travelling in 2026 means relying on technology that is no longer optional, but seamlessly integrated into the journey. Connectivity, energy independence, organisation and comfort have become essential companions, especially for travellers who move frequently, work remotely or explore less accessible destinations. Here are five of the most relevant technological innovations of the year, selected for their practical value and real impact on the travel experience.
1. Global connectivity beyond mobile networks
Staying connected while travelling is evolving rapidly. In 2026, the latest generation of satellite-enabled smartphonesallows travellers to send messages and share basic data even outside traditional mobile coverage. This feature proves invaluable in remote areas, during outdoor activities or when travelling across sparsely connected regions, offering an added layer of safety and independence. Supporting this shift are smart universal travel adapters, equipped with digital displays, USB-C and USB-A ports and high-power output. These adapters automatically adapt to different electrical standards worldwide and can charge multiple devices at once, including laptops. Prices generally range between €45 and €80, depending on power and build quality.
LE NUOVE TECNOLOGIE CHE RIVOLUZIONANO IL VIAGGIO NEL 2026
THE NEW TECHNOLOGIES REVOLUTIONISING TRAVEL IN 2026
di Rodolfo Mangiagalli
di stato e capacità elevate di erogazione di potenza, permettendo di alimentare contemporaneamente laptop, smartphone e altri dispositivi senza adattatori multipli.
2. Energia sempre a portata di mano: power bank e adattatori ultra-rapidi
Il 2026 vede anche il debutto di power bank e sistemi di ricarica pensati specificamente per il viaggiatore moderno. I nuovi power bank ultra-resistenti e portatili offrono funzioni di ricarica fast-charging per smartphone e accessori, con batterie più sicure e durature, così da non dover cercare prese di corrente in aeroporto o in treno. Il prezzo indicativo di queste unità si attesta attorno ai €45-€70 e spesso offre anche ricarica wireless per dispositivi compatibili. Sul fronte degli adattatori di rete, modelli con potenza fino a 140W permettono di caricare efficientemente il proprio laptop e più device contemporaneamente — una soluzione ideale per chi lavora on the go e non vuole dipendere dalle prese locali.
3. Organizzazione intelligente dei device
Viaggiare con più dispositivi elettronici richiede ordine e protezione. Le soluzioni di organizer tech del 2026 combinano scomparti per cavi, batterie, adattatori e accessori, realizzati con materiali robusti e design funzionale. Prodotti come AirCase – 9 Compartment Travel Tech Organiser (~49,99 €) o Urth Zeolite Tech Organiser UTPCHA (~65 €) offrono numerosi scomparti e imbottitura protettiva, rendendo semplice e veloce trovare ciò che serve durante i controlli in aeroporto o nei trasferimenti. Per un look più elegante c’è Victorinox Borsa
2. Portable energy with fast-charging power
Battery anxiety is becoming a thing of the past thanks to next-generation power banks designed specifically for travellers.
Compact, lightweight and airline-approved, the latest models support fast-charging protocols and wireless charging, ensuring smartphones, earbuds and accessories stay powered throughout long travel days.
High-capacity power banks suitable for travel typically cost between €45 and €70, while advanced wall chargers capable of delivering up to 140W can replace multiple adapters, charging laptops and phones simultaneously from a single outlet.
3. Smarter organisation for digital gear
As the number of travel devices increases, so does the need for smart organisation. Tech organisers in 2026 combine functional design with durable materials, offering dedicated compartments for cables, chargers, power banks and accessories.
Products such as the AirCase 9-Compartment Travel Tech Organiser (approx. €49.99), the Urth Zeolite Tech Organiser (around €65) or the Victorinox Travel Essentials Electronics Pouch (around €65) help streamline packing and reduce stress during airport security
elettronica Travel Essentials (~65 €), perfetta per chi predilige accessori dal taglio professionale.
4. Bagagli più intelligenti
I bagagli si evolvono con feature smart integrate. Oltre ai classici sistemi di tracciamento GPS già presenti in molti modelli, i trolley di nuova generazione migliorano organizzazione interna, leggerezza e sicurezza. Anche se i modelli completamente smart sono spesso sopra i €200, investire in un bagaglio di qualità — come Nobl Travel Carry On Luggage (~249 €) — può trasformare lunghe fermate in aeroporti in momenti di relax, grazie alla facilità di movimento e alla gestione interna ottimizzata.
5. Comfort e benessere in viaggio
Infine, la tecnologia 2026 punta anche al comfort: dagli auricolari con cancellazione attiva del rumore (perfetti per volare o viaggiare in treno), ai dispositivi che trasformano l’attesa in rel2wax, come maschere per dormire con audio integrato e generatori di rumore bianco portatili. Anche se non tutti questi dispositivi sono legati strettamente al viaggio, la loro presenza nel kit del viaggiatore moderno è sempre più diffusa, creando un equilibrio tra efficienza e benessere. In sintesi, il 2026 conferma come la tecnologia stia diventando un alleato imprescindibile per chi ama esplorare il mondo: connettività globale più stabile, energia affidabile, organizzazione intelligente, bagagli capaci e comfort personale elevato, i viaggiatori di oggi possono affrontare ogni itinerario con maggiore sicurezza e serenità.
checks or hotel transfers, while maintaining a clean, professional aesthetic.
4. Smarter luggage for smoother travel
Luggage design continues to evolve, focusing on lightness, internal organisation and mobility. While fully connected “smart suitcases” remain a premium option, high-quality carry-on luggage with reinforced shells, smooth-rolling wheels and optimised compartments has become a key investment for frequent travellers. Models such as the Nobl Travel Carry-On Luggage, priced around €249, offer durability and comfort, improving the travel experience during long layovers and crowded terminals without relying on unnecessary electronics.
5. Comfort technology for long journeys
Travel technology in 2026 increasingly addresses well-being. Noise-cancelling earbuds, sleep masks with integrated audio, and compact white-noise devices help travellers rest, focus or disconnect in transit. While not exclusively designed for travel, these tools are now considered part of the modern travel kit, particularly for long-haul flights or night trains.
Prices vary widely depending on features and brand, but even entry-level solutions offer noticeable improvements in comfort, turning travel time into a more balanced and restorative experience. Together, these innovations reflect a broader shift: travel technology is no longer about novelty, but about reliability, autonomy and ease. In 2026, the most valuable tools are those that quietly support the journey, allowing travellers to focus on movement, discovery and presence rather than logistics.
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FROM ROME TO MILAN | Music, art and cinema
DA ROMA A MILANO
Musica,
arte e cinema
GIOCHI OLIMPICI INVERNALI
MILANO-CORTINA 2026
Il mondo rivolge gli occhi verso l’Italia per i Giochi Olimpici
Invernali Milano-Cortina 2026. Milano non sarà solo un punto geografico sulla mappa: sarà cuore pulsante di emozioni, stile e celebrazione globale. In una cornice urbana fatta di design, moda, caffè all’aperto, il capoluogo lombardo si prepara a ospitare eventi sportivi, happening culturali e momenti sociali imperdibili. Tutto comincia allo Stadio San Siro il 6 febbraio, con una cerimonia di apertura che promette spettacolo e glamour. La città vedrà sfilare atleti da oltre 90 Paesi e accogliere una folla internazionale pronta a celebrare l’inizio dei Giochi. La cerimonia sarà un mix di energia, performance artistiche e celebrazione dello spirito olimpico — il momento perfetto per respirare l’atmosfera di festa e condividere momenti speciali. Per i milanesi e i visitatori, sarà il primo grande appuntamento da segnare in agenda. Durante i 16 giorni di gare, Milano diventerà una palestra urbana sul ghiaccio. Il Milano Ice Park nei padiglioni di Fiera Milano a Rho ospiterà discipline come pattinaggio di velocità e hockey su ghiaccio. La nuovissima Santagiulia Arena è pronta ad accogliere il pubblico per le partite clou di hockey, con una capienza di oltre 15.000 spettatori e un’atmosfera da grandi eventi. Le gare di pattinaggio artistico e short track regaleranno momenti ad alta tensione, perfetti per chi ama combinare sport e spettacolo. Questa fusione tra sport agonistico e paesaggio urbano renderà Milano un luogo di incontro tra sportivi, appassionati e curiosi, animando bar, boutique, ristoranti e piazze.
Dove
eventi a Milano e provincia
Quando 6-22 febbraio 2026
MILAN-CORTINA
2026 WINTER OLYMPIC GAMES
The world will be looking to Italy for the Milan-Cortina 2026 Winter Olympic Games. Milan will not just be a geographical point on the map: it will be the beating heart of excitement, style and global celebration. In an urban setting of design, fashion and outdoor cafés, the capital of Lombardy is preparing to host sporting events, cultural happenings and unmissable social occasions. It all begins at the San Siro Stadium on 6 February, with an opening ceremony that promises spectacle and glamour. The city will see athletes from over 90 countries parade and welcome an international crowd ready to celebrate the start of the Games. The ceremony will be a mix of energy, artistic performances and celebration of the Olympic spirit — the perfect moment to soak up the festive atmosphere and share special moments. For Milanese residents and visitors alike, it will be the first major event to mark in their diaries. During the 16 days of competition, Milan will become an urban ice rink. The Milano Ice Park in the Fiera Milano pavilions in Rho will host disciplines such as speed skating and ice hockey. The
brand new Santagiulia Arena is ready to welcome the public for key hockey matches, with a capacity of over 15,000 spectators and a big-event atmosphere. The figure skating and short track competitions will provide moments of high tension, perfect for those who love to combine sport and entertainment. This fusion of competitive sport and urban landscape will make Milan a meeting place for sports enthusiasts, fans and curious onlookers, bringing bars, boutiques, restaurants and squares to life.
Where
events in Milan and its province
When 6-22 February 2026
ROBERT MAPPLETHORPE. LE FORME DEL DESIDERIO
Milano si prepara ad accogliere uno degli eventi culturali più attesi della stagione invernale: “Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio”, una grande retrospettiva dedicata a uno dei fotografi più originali, raffinati e controversi del Novecento. Dal 29 gennaio al 17 maggio 2026, le sale storiche di Palazzo Reale si trasformano in un palcoscenico ricco di forma e sensualità, offrendo al pubblico milanese — e ai visitatori di tutto il mondo — un’esperienza visiva intensa e coinvolgente. Robert Mapplethorpe (New York, 1946-1989) è celebre per aver rivoluzionato la fotografia contemporanea con immagini dal forte impatto estetico ed emotivo. In questa mostra, curata da Denis Curti, il focus si concentra sulla sua ricerca estetica del corpo umano come forma e come tensione del desiderio.
I celebri nudi di Mapplethorpe, con la loro perfezione formale che ricorda una mimesi greca, restituiscono un equilibrio di forza, grazia e plasticità che va oltre il semplice ritratto per diventare scultura di luce. L’esposizione non è una semplice sfilata di immagini iconiche: è un percorso narrativo che invita il visitatore a riflettere sul corpo come linguaggio universale, spazio di identità e desiderio, in dialogo con la tradizione classica e l’avanguardia del Novecento.
Dove
Palazzo Reale (Milano, Piazza Duomo)
Quando fino al 17 maggio 2026
Orari da martedì a domenica, 10.00-19,30 (giovedì chiusura 22.30)
Sito e biglietti www.palazzorealemilano.it
ROBERT MAPPLETHORPE. THE FORMS OF DESIRE
Milan is preparing to host one of the most eagerly awaited cultural events of the winter season: ‘Robert Mapplethorpe. The Forms of Desire’, a major retrospective dedicated to one of the most original, refined and controversial photographers of the 20th century. From 29 January to 17 May 2026, the historic rooms of Palazzo Reale will be transformed into a stage rich in form and sensuality, offering the Milanese public — and visitors from all over the world — an intense and engaging visual experience. Robert Mapplethorpe (New York, 1946-1989) is famous for revolutionising contemporary photography with images of strong aesthetic and emotional impact. In this exhibition, curated by Denis Curti, the focus is on his aesthetic exploration of the human body as form and as tension of desire. Mapplethorpe’s famous nudes, with their formal perfection reminiscent of Greek mimesis, convey a balance of strength, grace and plasticity that goes beyond simple portraiture to become sculpture in light. This exhibition is not just a parade of iconic images; it is a narrative journey that examines the body as a universal language —a
space of identity and desire—bridging classical tradition and the avant-garde of the 20th century.
Where
Palazzo Reale (Milan, Piazza Duomo)
When until 17 May 2026
Opening hours
Tuesday to Sunday from 10 a.m. to 7.30 p.m. (Thursday closing at 10.30 p.m.)
Website and tickets www.palazzorealemilano.it
MILANO FASHION WEEK DONNA: LA MODA TORNA PROTAGONISTA
La Milano Fashion Week torna a essere il cuore pulsante del sistema moda, confermando il ruolo della città come punto di incontro tra creatività, industria e cultura. In passerella prende forma una femminilità contemporanea, che dialoga con la tradizione senza rinunciare alla sperimentazione. Le collezioni mettono al centro la qualità dei materiali, il valore della sartorialità e un’attenzione al dettaglio. Accanto alle grandi maison, i brand emergenti contribuiscono a un racconto fatto di visioni nuove e linguaggi personali. Milano si trasforma così in un palcoscenico diffuso, dove sfilate, presentazioni ed eventi animano la città. Una settimana che va oltre la moda intesa come immagine, diventando espressione autentica del nostro tempo.
Dove Milano
Quando
24 febbraio – 2 marzo 2026
Sito www.cameramoda.it
MILAN FASHION WEEK WOMENSWEAR: THE RETURN OF FASHION
The Milan Fashion Week once again stands at the heart of the fashion system, reaffirming the city’s role as a meeting point for creativity, industry and culture. On the runway, a contemporary femininity takes shape, engaging in a dialogue with tradition while embracing experimentation. The collections place a strong emphasis on material quality, the value of craftsmanship, and meticulous attention to detail. Alongside the major fashion houses, emerging brands contribute to a shared narrative shaped by new visions and distinctive voices. Milan thus becomes a city-wide stage, animated by shows, presentations and events. A week that moves beyond fashion as mere image, emerging instead as an authentic expression of our time.
Where Milan
When
February 24th – March 2nd
Website
www.cameramoda.it
Ulisse e Ugolino, alla speranza del Purgatorio con Pia de’ Tolomei e Matelda, fino alla luce del Paradiso guidato da Beatrice. Coreografie, luci e musica trasformano ogni canto in un quadro vivo e coinvolgente, capace di parlare a tutte le generazioni. Un ponte tra passato e presente che dimostra come l’universo dantesco continui, ancora oggi, a emozionare e interrogare l’animo umano.
Dove
Napoli, Genova, Roma, Reggio Calabria, Bari, Firenze
Quando
1 febbraio - 29 marzo 2026
Sito e biglietti
www.ticketone.it
EXPERIENCE DANTE’S TIMELESS JOURNEY: LA DIVINA COMMEDIA – THE MUSICAL
La Divina Commedia – Opera Musical returns to Italian theatres, ready to captivate audiences on a spectacular journey through Hell, Purgatory and Paradise. Directed by Andrea Ortis, with music by Marco Frisina and lyrics by Ortis and Gianmario Pagano, the production reimagines Dante Alighieri’s masterpiece in musical
LA DIVINA COMMEDIA – OPERA MUSICAL: IL
VIAGGIO ETERNO DI DANTE TORNA IN SCENA
La Divina Commedia – Opera Musical torna nei teatri italiani pronta a coinvolgere il pubblico in un viaggio spettacolare attraverso Inferno, Purgatorio e Paradiso. Diretta da Andrea Ortis, con musiche di Marco Frisina e testi firmati da Ortis e Gianmario Pagano, la produzione rilegge il capolavoro di Dante in chiave musicale, unen oltre 800.000 spettatori e di una tournée internazionale che ha toccato anche la Cina, lo spettacolo si presenta con un nuovo allestimento ricco di scenografie monumentali, maxi-proiezioni ed effetti speciali. Il cammino di Dante diventa così un percorso emotivo alla ricerca dell’Amore: dalle tenebre dell’Inferno, tra Francesca,
form, blending faithfulness to the original poem with a contemporary language. Having already attracted more than 800,000 spectators and toured internationally, including China, the show now comes back with a new staging featuring monumental sets, large-scale projections and striking special effects. Dante’s journey unfolds as an emotional quest for Love: From the darkness of Hell to the hope of Purgatory, and finally the radiant light of Paradise, guided by Beatrice, Dante encounters unforgettable figures along the way. Choreography, lighting and music turn each canto into a vivid, immersive tableau, capable of speaking to all generations. A bridge between past and present, the production proves that Dante’s universe continues to move and challenge the human spirit today.
Where Naples, Genoa, Rome, Reggio Calabria, Bari, Florence
When 1 February – 29 March 2026
Website www.ticketone.it
IL CARNEVALE DI VENEZIA 2026 DEDICATO A MILANO-CORTINA: OLYMPUS – ALLE ORIGINI DEL GIOCO
Il Carnevale di Venezia 2026 festeggia l’anno olimpico con un tema che intreccia storia, arte e sport, in un omaggio alla forza universale del gioco e della sfida. Con “Olympus – Alle origini del gioco” si intende celebrare lo spirito olimpico che animerà l’Italia nel 2026, ma anche ricordare che proprio a Venezia, tra le calli e le piazze, nacquero forme di spettacolo e di competizione che ancora oggi danno emozione. Il Carnevale rappresenta un abbraccio all’Italia che accoglie i Giochi di Milano-Cortina, un ponte simbolico tra la laguna e le montagne. La Serenissima vuole dare un’idea di festa che unisce, che rispetta e che valorizza ogni persona, come nello sport. Ogni luogo della città – dall’Arsenale a Piazza San Marco, dai campi di Venezia alle isole fino alla terraferma – è parte di un racconto corale che unisce arte, sport, mito, gioco e maschera. Olympus è un invito a credere nella forza dell’immaginazione, nella bellezza come competizione creativa e nella festa come rito universale che unisce tutti, dèi e mortali.
Quando
fino al 17 febbraio 2026
Sito e biglietti www.carnevale.venezia.it
THE 2026 VENICE CARNIVAL DEDICATED TO MILAN-CORTINA: OLYMPUS – THE ORIGINS OF THE GAME
The 2026 Venice Carnival celebrates the Olympic year with a theme that intertwines history, art and sport, in a tribute to the universal power of play and challenge. ‘Olympus – The origins of the game’ celebrates the Olympic spirit that will animate Italy in 2026, but also recalls that it was in Venice, among its streets and squares, that forms of entertainment and competition were born that still thrill us today. The Carnival represents an embrace of Italy welcoming the Milan-Cortina Games, a symbolic bridge between the lagoon and the mountains. La Serenissima wants to convey an idea of celebration that unites, respects and values every person, as in sport. Every part of the city – from the Arsenale to St Mark’s Square, from the fields of Venice to the islands and the mainland – is part of a choral narrative that combines art, sport, myth, play and masks. Olympus is an invitation to believe in the power of imagination, in beauty as creative competition and in celebration as a universal ritual that unites everyone, gods and mortals alike.
When until 17 February 2026 Website www.carnevale.venezia.it
I LOVE FEBBRAIO
Curare il proprio corpo e la propria pelle è un atto d’amore
di Vanna Greggio
Il mese dell’amore.
L’amore è fatto di incastri perfetti: anime che si incontrano, si riconoscono e si esaltano a vicenda. Chi ama vede la bellezza, come diceva Gustav Klimt, è l’amore la chiave per percepire la bellezza, non solo esteriore ma soprattutto interiore e spirituale. La bellezza che percepiamo negli altri e nel mondo è un riflesso della bellezza interiore che possediamo o che siamo in grado di coltivare attraverso l’amore e la connessione. Curare il proprio corpo e la propria pelle è dunque un atto d’amore. Mantenere le labbra morbide e idratate è un imperativo, come dice anche la Dottoressa Ines Mordente. Freddo, vento e riscaldamento degli ambienti interni contribuiscono infatti a secchezza e desquamazione e, nei casi più severi, alla comparsa di vere e proprie fissurazioni dolorose. «Le labbra hanno una barriera cutanea naturalmente più fragile rispetto al resto del viso», spiega la dottoressa dermatologa Ines Mordente. «Per questo motivo risentono in modo particolare degli sbalzi termici e della riduzione dell’umidità, andando incontro non solo a un disagio estetico, ma anche a possibili infiammazioni e infezioni».
La regola d’oro per affrontare l’inverno?
«Protezione, idratazione e delicatezza: tre semplici gesti quotidiani che permettono di mantenere le labbra sane, morbide e protette anche nei mesi più freddi».
Voglia di rosa e di tenerezza, di piaceri immediati e di colori, di ritmo e di impertinenza. Dior Addict si trasforma, travolto dall’avida golosità di una gioventù spregiudicata e spensierata. Per la prima volta, Anya Taylor-Joy, Jisoo e Willow Smith incarnano con una gioia contagiosa un universo in cui fragranze
I LOVE FEBRUARY | Taking care of your body and your skin is therefore an act of love
EN. The month of love
Love is made of perfect fits: souls that meet, recognise each other, and bring out the best in one another.
Those who love can see beauty. As Gustav Klimt once said, love is the key to perceiving beauty—not only outer beauty, but above all inner and spiritual beauty. The beauty we perceive in others and in the world is a reflection of the inner beauty we possess, or that we are able to cultivate through love and connection.
Taking care of your body and your skin is therefore an act of love. Keeping lips soft and hydrated is an absolute must, as Dr Ines Mordente also points out. Cold weather, wind and indoor heating contribute to dryness and flaking, and in more severe cases can even cause painful cracks. “Lips naturally have a more fragile skin barrier than the rest of the face,” explains dermatologist Dr Ines Mordente. “For this reason, they are particularly affected by temperature changes and lower humidity levels, leading not only to an aesthetic concern but also to possible inflammation and infections.”
The golden rule for winter?
“Protection, hydration and gentleness: three simple daily gestures that help keep lips healthy, soft and protected even during the coldest months.”
A craving for pink and tenderness, for immediate pleasures and vibrant colours, for rhythm and cheekiness. Dior Addict transforms, swept away by the eager, playful indulgence of a bold and carefree youth. For the first time, Anya Taylor-Joy, Jisoo and Willow Smith embody—with contagious joy—an entire universe where fragrance and make-up engage in effortless dialogue. Sexy and playful, the three become the unstoppable heroines of an exceptional encounter between the iconic Dior Addict Lip Glow Oil created by Peter Philips and a trio of exquisite scent trails created by Francis Kurkdjian. Dior Addict? More than ever, addict to Dior!
Wycon’s Valentine’s Day is an irresistible lip combo: THE PERFECT MATCH, the new collection by WYCON Cosmetics, dedicated to those who believe in the magic of encounters—both in make-up and in life. The meeting of two soulmates takes shape in a new lip combo designed to celebrate love in all its shades.
It is important not to stress our hair with harsh blow-drying and overly aggressive straighteners. This is why ghd speeds into a new era of professional styling with GHD SPEED, the ultra-fast hairdryer by ghd featuring ghd halo™ dual-airflow technology for controlled power and no heat damage. Achieve salon results with the perfect balance of strength and precision. It is not just a hairdryer: it is a revolutionary step forward in hair tech innovation. And if you want to celebrate surrounded by beauty and healthy living, Terme di Comano offers you a weekend of pampering and wellness. For more than thirty years, Terme di Comano has been a European reference point in thermal dermatology and applied research for sensitive skin care. From the clinical experience of the
Dermatology Centre and the scientifically validated value of Comano Thermal Water, a new generation of high-performance dermocosmetic products has been developed. Formulas combining advanced active ingredients, high tolerability and proven results, with one clear goal: supporting the skin over time.
Dior addicted? More than ever
e make-up dialogano amabilmente. Sexy e divertite, diventano le tre, incontenibili eroine di questo eccezionale incontro tra gli iconici Dior Addict Lip Glow Oil firmati da Peter Philips e un trio di squisiti sillage creati da Francis Kurkdjian. Dior Addict? Sempre più addict to Dior!
Il San Valentino di Wycon è una combo labbra irresistibile: THE PERFECT MATCH, la nuova collezione firmata WYCON Cosmetics, dedicata a chi crede nella magia degli incontri, nel make-up come nella vita. L’incontro di due anime gemelle prende forma in una nuova combo labbra, pensata per celebrare l’amore in tutte le sue sfumature. È importante non stressare i nostri capelli con asciugature e piastre troppo violente. Per questo GHD accelera verso la nuova era dello styling professionale con il nuovo GHD SPEED, l’asciugacapelli ultra-veloce firmato ghd, dotato della tecnologia ghd halo™ dual-airflow per una potenza controllata e nessun danno da calore. Ottieni risultati da salone con il giusto equilibrio tra forza e precisione. Non è un semplice asciugacapelli: è un passo avanti rivoluzionario nell’innovazione hair tech.
E se vuoi festeggiare circondato da beauty e healty, le Terme di Comano ti offrono un weekend di coccole e benessere. Da oltre trent’anni le Terme di Comano rappresentano un punto di riferimento europeo nella dermatologia termale e nella ricerca applicata alla cura della pelle sensibile. Dall’esperienza clinica del Centro Dermatologico e dal valore scientificamente validato dell’Acqua Termale di Comano, nasce una nuova generazione di prodotti dermocosmetici ad alta performance. Formule che coniugano ingredienti attivi evoluti, tollerabilità elevata e risultati dimostrati, con un obiettivo chiaro: sostenere la pelle nel tempo.
D.A.BALANCE PRO – CREMA
EMOLLIENTE LENITIVA CON LYSACOM BIOME
Dall’innovazione scientifica di Terme di Comano Skincare, un prodotto esclusivo formulato per donare sollievo e aiutare la pelle a ritrovare il naturale equilibrio, attraverso un nuovo livello di efficacia cosmetica.
AHA PEELING SERUM PEELING AH
Un siero multifunzione viso-collo dalla formula attiva e performante, ideato per un’esfoliazione efficace ma delicata. Un autentico trattamento di bellezza quotidiano che dona nuova luce alla pelle. Utilizzato con costanza, aiuta a migliorare la grana della pelle, rendendola più liscia, uniforme e luminosa. Aiuta anche a migliorare l’aspetto di rughe, linee d’espressione e piccole imperfezioni.
D.A. BALANCE PRO – Soothing Emollient Cream with Lysacom Biome
From the scientific innovation of Terme di Comano Skincare, an exclusive product formulated to provide relief and help the skin restore its natural balance through a new level of cosmetic effectiveness.
AHA PEELING SERUM
A multi-function face-and-neck serum with an active, highperformance formula designed for effective yet gentle exfoliation. A genuine daily beauty treatment that gives the skin renewed radiance. With consistent use, it helps improve skin texture, making it smoother, more even and luminous. It also helps improve the appearance of wrinkles, expression lines and minor imperfections.
ADVICE ON THE FLY
Nessuna creatura, divina o mortale, può sfuggire all’Eros : una volta colpita, perfino la saggezza svanisce di fronte all’istinto travolgente. Da questo incanto nasce SENZA RAGIONE di AGATHO PARFUM , una celebrazione della passione , un legame viscerale con il corpo e i sensi che accende l’anima.
La ciliegia si apre in modo seducente come un bacio improvviso, mentre le note marine si mescolano all’ambra e al benzoino, creando un vortice ipnotico e avvolgente . Più che una fragranza, è un’emozione vissuta , un’inebriante promessa di amore oltre la ragione, che invita ad abbandonarsi al desiderio puro e sconfinato.
Nella magica notte di San Valentino, Antonio Marras ti accompagna con un profumo inebriante, evocativo, impalpabile.
Oppure: sacro, misterioso, epifanico.
Il profumo, arma della dea Afrodite, accompagna l’umanità da millenni, intrecciandosi alla sua memoria sensoriale. Per gli antichi egizi era ponte tra sacro e profano, essenza che univa vivi e defunti; per i romani, “per fumum”, era linguaggio, rito e accoglienza. Oggi, come allora, è un accessorio invisibile ma potentissimo: racconta chi siamo, custodisce i nostri ricordi e
No divine or mortal creature can escape Eros: once struck, even wisdom fades before overwhelming instinct.
From this spell comes SENZA RAGIONE by AGATHO PARFUM, a celebration of passion—a visceral bond with the body and senses that ignites the soul.
Cherry opens seductively like an unexpected kiss, while marine notes blend with amber and benzoin, creating a hypnotic, enveloping swirl. More than a fragrance, it is a lived emotion— an intoxicating promise of love beyond reason, inviting you to surrender to pure, boundless desire.
On the magical night of Valentine’s Day, Antonio Marras accompanies you with an intoxicating, evocative, weightless perfume.
Or: sacred, mysterious, epiphanic. Fragrance—Aphrodite’s weapon—has accompanied humanity for millennia, interwoven with our sensory memory. For the ancient Egyptians, it was a bridge between sacred and profane, an essence connecting the living and the dead; for the Romans, “per fumum” was language, ritual and hospitality. Today, as then, it remains an invisible yet powerful accessory:
plasma le emozioni. È da questa visione poetica e universale che nasce la collezione in minikit di profumi Antonio Marras, un viaggio olfattivo che trasforma la Sardegna in memoria liquida. Ogni fragranza è un frammento di vita, un ricordo, un’immagine, una suggestione che restituisce la poesia della terra natia dello stilista — un’isola di luce, vento e silenzi che si fanno racconto.
Come resistere ad A-mors, i Profumi d’Amore di Via Stampatori Profumi?
Via Stampatori Profumi,brand di profumi artigianali torinese, presenta A-mors, un’Eau de Parfum che incarna l’essenza dell’amore eterno.
Il nome, dal latino A-mors — “senza morte” — evoca un sentimento assoluto, che supera il tempo e si rinnova sulla pelle. Unisex e avvolgente, A-mors si distingue per un profilo aromatico-fruttato e balsamico, intenso e appassionato. Le note vibranti e luminose si intrecciano a sfumature calde e profonde, creando una scia equilibrata ma decisa, capace di sedurre senza eccessi. È una fragranza che parla di legami autentici, di emozioni sincere, di una passione che non conosce fine. Con A-mors, Via Stampatori Profumi celebra l’amore nella sua forma più pura e contemporanea, trasformandolo in un’esperienza olfattiva raffinata e memorabile.
it tells who we are, preserves our memories and shapes emotions.
From this poetic and universal vision comes Antonio Marras’ mini-kit perfume collection: an olfactory journey transforming Sardinia into liquid memory. Each fragrance is a fragment of life, a recollection, an image, a suggestion that returns the poetry of the designer’s homeland—an island of light, wind and silences turned into storytelling.
How could anyone resist A-mors, the Love Perfumes by Via Stampatori Profumi?
Via Stampatori Profumi, a Turin-based artisanal fragrance brand, presents A-mors, an Eau de Parfum embodying the essence of eternal love. The name comes from Latin A-mors—“without death”— evoking an absolute feeling that overcomes time and renews itself on the skin. Unisex and enveloping, A-mors stands out for an aromatic-fruity and balsamic profile, intense and passionate. Vibrant, luminous notes intertwine with warm, deep nuances, creating a balanced yet decisive trail, capable of seducing without excess. It is a fragrance that speaks of authentic bonds, sincere emotions, and a passion with no ending.
With A-mors, Via Stampatori Profumi celebrates love in its purest and most contemporary form, transforming it into a refined and memorable olfactory experience.
CRIOTERAPIA Il freddo come strumento di benessere
di Rajan Gualtieri
La crioterapia è una pratica che utilizza il freddo estremo in modo controllato per stimolare il corpo e favorire una risposta fisiologica di adattamento. Nata in ambito medico e sportivo, negli ultimi anni si è progressivamente affermata anche nel mondo del wellness, diventando una delle esperienze più ricercate nei centri specializzati e nelle spa urbane.
Il principio alla base della crioterapia è semplice: esporre il corpo a temperature molto basse per un tempo limitato, generalmente da uno a tre minuti, in ambienti controllati o attraverso applicazioni localizzate. Questo shock termico attiva una serie di reazioni immediate: vasocostrizione, rilascio di endorfine, accelerazione del metabolismo e successiva vasodilatazione una volta terminata l’esposizione.
Uno degli ambiti in cui la crioterapia è più apprezzata è il recupero muscolare. Atleti professionisti e sportivi amatoriali la utilizzano per ridurre l’infiammazione, alleviare i dolori muscolari e favorire un recupero più rapido dopo allenamenti intensi. Il freddo contribuisce a diminuire la percezione del dolore e a migliorare la sensazione di leggerezza corporea, rendendola una pratica diffusa anche tra chi pratica attività fisica regolare.
Accanto ai benefici fisici, la crioterapia viene spesso associata a effetti positivi sul benessere mentale. L’esposizione al freddo stimola la produzione di endorfine e adrenalina, generando una sensazione di energia e lucidità che molti descrivono come immediata. Per alcune persone, la crioterapia diventa un modo
EN. Cryotherapy is a practice that uses extreme cold in a controlled way to stimulate the body and trigger physiological adaptation. Originally developed in medical and sports contexts, it has gradually entered the wellness world, becoming one of the most sought-after experiences in specialised centres and urban spas.
The principle behind cryotherapy is straightforward: exposing the body to very low temperatures for a short period, usually between one and three minutes, in controlled environments or through targeted applications. This thermal shock activates immediate responses such as vasoconstriction, endorphin release, metabolic acceleration and subsequent vasodilation once the exposure ends.
One of the most recognised uses of cryotherapy is muscle recovery. Professional athletes and active individuals rely on it to reduce inflammation, ease muscle soreness and support faster recovery after intense physical effort. Cold exposure helps decrease pain perception and promotes a feeling of physical lightness, making it appealing even to those who train recreationally. Beyond physical benefits, cryotherapy is often linked to positive effects on mental well-being. The cold stimulates the release of endorphins and adrenaline, creating a sensation of alertness and renewed energy that many descri-
per interrompere schemi di stanchezza mentale e ritrovare concentrazione, soprattutto nei periodi di stress prolungato. Dal punto di vista estetico, il freddo viene utilizzato anche per migliorare il tono della pelle e stimolare la microcircolazione. La pelle appare più compatta e reattiva, mentre il metabolismo accelerato contribuisce a una sensazione generale di vitalità. Non si tratta di risultati miracolosi, ma di un supporto che si inserisce in uno stile di vita attento al benessere complessivo. Esistono diverse forme di crioterapia. La più conosciuta è la crioterapia total body, che avviene all’interno di cabine o camere in cui la temperatura può scendere fino a -110°C o -140°C, con il corpo esposto e la testa generalmente all’esterno. Accanto a questa modalità, esistono applicazioni localizzate, bagni di ghiaccio e trattamenti mirati su specifiche aree corporee. Tra le curiosità più interessanti, c’è il fatto che il corpo non “sente” realmente la temperatura dell’aria, ma la velocità con cui il freddo viene trasferito alla pelle. Per questo motivo, l’esposizione è breve e sempre supervisionata. Nonostante le temperature estreme, la pratica è considerata sicura se effettuata in contesti professionali e con protocolli adeguati. La crioterapia richiede comunque attenzione e consapevolezza. Non è indicata per tutti e va sempre valutata in base alle condizioni individuali, soprattutto in presenza di patologie cardiovascolari o problemi di circolazione. Inserita correttamente nella routine di benessere, diventa però un’esperienza che invita a confrontarsi con il corpo in modo diretto, attraverso una stimolazione intensa ma controllata.
In un’epoca in cui il benessere è spesso associato al comfort, la crioterapia propone un approccio diverso: accettare una breve fase di disagio per ottenere una sensazione di riequilibrio e vitalità. Un rituale moderno che utilizza il freddo non come nemico, ma come alleato.
be as immediate. For some, cryotherapy becomes a way to interrupt patterns of mental fatigue and restore focus, particularly during periods of prolonged stress.From an aesthetic perspective, cold exposure is also used to improve skin tone and stimulate microcirculation. Skin may appear firmer and more responsive, while the metabolic boost contributes to an overall sense of vitality. These effects are not miraculous, but they can complement a balanced lifestyle centred on well-being.
There are different forms of cryotherapy. The most well-known is whole-body cryotherapy, performed inside chambers where temperatures can drop to -110°C or even -140°C, with the body exposed and the head usually outside. Other options include localised treatments, ice baths and targeted applications on specific body areas.
One of the more intriguing aspects of cryotherapy is that the body does not truly perceive air temperature, but rather the speed at which cold is transferred to the skin. This is why sessions are brief and always supervised. Despite the extreme temperatures, cryotherapy is generally considered safe when carried out in professional settings with appropriate protocols.
Cryotherapy nonetheless requires awareness and personal evaluation. It is not suitable for everyone and should be approached carefully, especially by individuals with cardiovascular conditions or circulation issues. When integrated mindfully into a wellness routine, it becomes an experience that invites a direct dialogue with the body through intense yet controlled stimulation.
In a time when well-being is often associated with comfort, cryotherapy offers a different perspective: embracing a moment of discomfort to access balance, clarity and renewed energy, using cold not as an adversary but as a tool.
Sirmione
Criosauna
MINDFULNESS PER BAMBINI
Imparare a riconoscere le emozioni, insieme
di Rajan Gualtieri
Parlare di mindfulness per bambini significa, prima di tutto, parlare di adulti. Genitori, educatori, figure di riferimento: sono loro a creare il contesto emotivo in cui i più piccoli imparano a dare un nome a ciò che sentono, a riconoscere le sensazioni del corpo, a distinguere tra un’emozione e un comportamento. La mindfulness, in questo senso, non è una tecnica da insegnare, ma un linguaggio da condividere.
Durante l’infanzia le emozioni arrivano spesso in modo improvviso e totalizzante. Rabbia, entusiasmo, paura o tristezza possono occupare tutto lo spazio interno del bambino, che non possiede ancora gli strumenti cognitivi per comprenderle o modularle. Il lavoro di consapevolezza serve allora a creare una prima mappa emotiva: non per eliminare le emozioni difficili, ma per renderle riconoscibili e quindi meno spaventose.
La mindfulness applicata ai bambini parte da elementi concreti e accessibili. Il corpo è il primo canale: il respiro che entra ed esce, il battito del cuore dopo una corsa, la tensione nelle spalle quando qualcosa non va come previsto. Aiutare un bambino a notare
MINDFULNESS FOR CHILDREN | Learning
to recognise emotions, together
EN. Talking about mindfulness for children inevitably means talking about adults. Parents, caregivers and educators shape the emotional environment in which children learn to name what they feel, recognise bodily sensations and distinguish emotions from behaviour. Mindfulness, in this context, is not a technique to be taught, but a shared language.
During childhood, emotions often arrive suddenly and with overwhelming intensity. Anger, excitement, fear or sadness can fill a child’s entire inner space, while the cognitive tools needed to understand or regulate them are still developing. Mindfulness helps create an early emotional map: not to eliminate difficult emotions, but to make them recognisable and therefore less frightening.
queste sensazioni significa offrirgli un ancoraggio al presente, una base sicura da cui osservare ciò che accade dentro di lui.
Per i genitori, il lavoro più importante è spesso quello di rallentare. Fermarsi prima di intervenire, ascoltare prima di correggere, osservare prima di spiegare. Un bambino impara a riconoscere le proprie emozioni soprattutto quando vede un adulto fare lo stesso, magari verbalizzando ciò che prova: “Sento che sono un po’ nervoso”, “Mi accorgo che sono stanca”. Questo modello implicito è uno degli strumenti più potenti della mindfulness familiare.
Le attività di consapevolezza emotiva possono essere integrate nella quotidianità senza trasformarsi in momenti strutturati o artificiali. Un esempio è l’uso delle domande aperte: “Dove senti questa emozione nel corpo?”, “Che colore avrebbe se fosse un colore?”, “È un’emozione forte o leggera?”. Queste domande non cercano risposte giuste, ma allenano il bambino a osservare e descrivere la propria esperienza interna.
Un altro aspetto centrale è la normalizzazione delle emozioni cosiddette “negative”. La mindfulness aiuta a trasmettere l’idea che tutte le emozioni hanno una funzione e una durata. La rabbia segnala un confine violato, la paura avverte di un pericolo, la tristezza chiede rallentamento. Quando un bambino comprende che un’emozione non lo definisce e non è permanente, sviluppa una maggiore sicurezza emotiva.
Strumenti semplici come il respiro consapevole, l’attenzione ai cinque sensi o brevi momenti di silenzio guidato possono diventare rituali familiari. Non servono lunghi esercizi: bastano pochi minuti per creare uno spazio di ascolto condiviso, magari prima di dormi-
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Mindfulness practices for children begin with what is concrete and accessible. The body is the first gateway: the rhythm of breathing, the heartbeat after running, the tightness in the shoulders when something feels wrong. Helping a child notice these sensations offers a sense of grounding in the present moment, a safe base from which to observe inner experiences. For parents, one of the most significant aspects of this work is slowing down. Pausing before intervening, listening before correcting, observing before explaining. Children learn emotional awareness largely by watching adults do the same, especially when adults verbalise their own inner states: “I notice I’m feeling tense”, “I feel a bit tired today”. This implicit modelling is a powerful mindfulness tool within the family. Emotional awareness activities can be woven into daily life without becoming formal or artificial. Open-ended questions are particularly effective: “Where do you feel this emotion in your body?”, “If it had a colour, what would it be?”, “Does it feel strong or light?”. These questions are not about finding the right answer, but about training attention toward inner experience.
Another key element is normalising so-called “negative” emotions. Mindfulness helps convey the idea that all emotions have a purpose and a natural duration. Anger signals
re o dopo una giornata intensa. L’obiettivo non è calmare a tutti i costi, ma creare familiarità con ciò che emerge. La mindfulness per bambini è anche un lavoro sulla relazione. Quando un adulto resta presente di fronte all’emozione del bambino, senza minimizzarla né amplificarla, comunica un messaggio fondamentale: “Quello che senti è importante e può essere attraversato”. Questo atteggiamento costruisce fiducia, autonomia emotiva e capacità di autoregolazione che accompagneranno il bambino nel tempo. Educare alla consapevolezza emotiva significa, in definitiva, offrire strumenti interiori prima ancora che comportamentali. È un investimento silenzioso, che non produce risultati immediati ma semina competenze profonde, utili per tutta la vita.
a crossed boundary, fear alerts us to danger, sadness invites slowing down. When a child understands that an emotion does not define who they are and will not last forever, emotional security grows.
Simple tools such as mindful breathing, awareness of the five senses or short guided moments of quiet can become family rituals. Long exercises are unnecessary; a few minutes are enough to create a shared space of listening, perhaps before bedtime or after a demanding day. The aim is not to calm emotions at all costs, but to build familiarity with whatever arises. Mindfulness for children is also relational work. When an adult remains present with a child’s emotion, without dismissing or amplifying it, a powerful message is communicated: “What you feel matters, and it can be experienced safely”. This attitude fosters trust, emotional autonomy and self-regulation skills that support the child over time. Teaching emotional awareness ultimately means offering inner resources before behavioural strategies. It is a quiet investment, one that does not deliver immediate results but gradually cultivates deep skills that remain valuable throughout life.
SCAN ME AND RELAX
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PORSCHE CAYENNE ELECTRIC: IL SUV CHE PORTA L’ELETTRICO NEL
LINGUAGGIO PORSCHE / Porsche Cayenne
Electric: redefining performance in electric form
Con la Cayenne Electric, Porsche compie un passaggio decisivo nella propria visione del futuro. Non si tratta semplicemente di elettrificare uno dei modelli più iconici della gamma, ma di tradurre l’identità del marchio – prestazioni, controllo, piacere di guida – in un linguaggio nuovo, silenzioso e ad alta efficienza. A colpire, fin dal primo sguardo, è l’equilibrio tra continuità e innovazione. Le proporzioni restano quelle di un SUV sportivo e solido, ma le superfici appaiono più pulite, aerodinamiche, scolpite per dialogare con l’aria e con l’autonomia. I dettagli sono ridotti all’essenziale, in una sintesi che evita l’effetto futuristico forzato e mantiene un’eleganza coerente con il DNA Porsche. L’esperienza di guida è il punto in cui la Cayenne Electric rivela la propria ambizione. L’erogazione di potenza è immediata e progressiva, tipica dell’elettrico, ma ciò che sorprende è la precisione con cui il veicolo risponde agli input. Sterzo diretto, assetto controllato, baricentro basso grazie alla disposizione delle batterie: elementi che restituiscono una sensazione di connessione con la strada rara per un SUV di queste dimensioni. Il silenzio non è assenza, ma spazio: amplifica la percezione del movimento e rende ogni accelerazione più consapevole. All’interno, la Cayenne Electric interpreta il concetto di lusso in chiave contemporanea. Materiali di alta qualità, superfici pulite, interfacce digitali intuitive. La tecnologia è presente ma non invadente, pensata per accompagnare il guidatore senza distrarlo. Il cockpit digitale
EN. With the Cayenne Electric, Porsche takes a decisive step toward its electric future. This is not simply the electrification of one of the brand’s most iconic SUVs, but a careful translation of Porsche’s core values – performance, precision and driving pleasure – into a new, silent and highly efficient language. Visually, the Cayenne Electric strikes a balance between continuity and innovation. Its proportions remain unmistakably those of a sporty, confident SUV, yet the surfaces appear cleaner and more aerodynamic, shaped to optimise airflow and efficiency. Design details are reduced to the essential, avoiding exaggerated futurism in favour of a refined aesthetic that feels authentically Porsche. On the road, the Cayenne Electric reveals its true ambition. Power delivery is immediate and smooth, as expected from an electric vehicle, but it is the accuracy of response that stands out. The steering is precise, the chassis well controlled, and the low centre of gravity – thanks to battery placement – enhances stability and cornering confidence. Silence becomes part of the experience, not as an absence of sound, but as a space that sharpens perception and heightens awareness of motion. Inside, the Cayenne Electric offers a contemporary interpretation of luxury. High-quality materials, clean surfaces and intuitive digital interfaces define the cabin. Technology is seamlessly integrated, supporting the driver without overwhelming them. The digital cockpit works in harmony with
dialoga con sistemi di assistenza evoluti, mentre l’abitacolo rimane accogliente, solido, progettato per viaggi lunghi e utilizzo quotidiano.
Dal punto di vista della versatilità, la Cayenne Electric mantiene la doppia anima che ha reso il modello un riferimento: comfort da grande viaggiatrice e dinamica da sportiva. È un’auto che si muove con disinvoltura in città, grazie alla fluidità dell’elettrico, ma che trova il proprio habitat naturale sulle lunghe percorrenze, dove stabilità e qualità di marcia diventano protagoniste.
Più che un semplice modello, la Cayenne Electric rappresenta una dichiarazione d’intenti. Porsche dimostra che la transizione elettrica non implica una rinuncia emotiva, ma richiede una nuova grammatica del piacere di guida. Un SUV che non cerca di stupire con l’eccesso, ma convince con coerenza, controllo e una visione chiara di ciò che significa performance oggi.
advanced driver assistance systems, while the overall atmosphere remains solid, comfortable and designed for long-distance travel as well as daily use. Versatility remains one of the model’s strongest traits. The Cayenne Electric preserves the dual character that made its predecessors so successful: the comfort of a long-distance cruiser combined with the composure of a performance-oriented vehicle. It feels at ease in urban environments, where electric smoothness shines, yet truly comes into its own on extended journeys, where ride quality and stability dominate.
More than a new model, the Cayenne Electric is a statement. Porsche demonstrates that electrification does not mean sacrificing emotion, but rather redefining how performance .is experienced. A SUV that avoids excess, relying instead on coherence, control and a clear vision of what driving pleasure can mean in the electric era.
Whyyoudon't speakEnglish?
It doesn’t take much time to really learn; it takes time spent well.
That’s why we call ourselves Fast English: we don’t skip the steps, we put them in the right order. What is the point of starting from verbs and pronouncing if you do not know the words yet?
It would be like putting on shoes before wearing tight pants. a useless waste of time.
Let me ask you a question: do you know why English sounds complicated? You will not believe it.
Perchè non parliInglese?
Per imparare davvero, non serve tanto tempo: serve tempo speso bene.
Perché ci chiamiamo Velocemente Inglese: non saltiamo i passaggi, li mettiamo nell’ordine giusto.
Che senso ha partire da verbi e pronuncia se ancora non conosci le parole?
Sarebbe come mettere le scarpe prima di indossare pantaloni attillati.. una inutile perdita di tempo.
Ti faccio una domanda: sai perché l’inglese sembra complicato?
Non ci crederai mai..
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Basta tornare a quel modo naturale con cui da bambino imparavi senza sforzo. Sbaglierai?
Sì, certo! È parte del gioco!
Quante volte hai ripetuto “precipitevolissimevolmente” prima di impararla?
Ma tranquillo: nessuna parola inglese è così difficile.
..èimpossibile! 1
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Just go back to that natural way you learned as a child without effort.
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LIFE ON THE GROUND
AEROPORTI ITALIANI E OLIMPIADI / ITALIAN AIRPORTS AND OLYMPICS / CARNEVALE A ROMA / CARNIVAL IN ROME / LE PIAZZE DI ROMA / ROME’S SQUARE
AEROPORTI ITALIANI E OLIMPIADI
Nuove infrastrutture per un’Italia che accoglie
ITALIAN AIRPORTS AND THE OLYMPICS | New gateways for a welcoming country
Le Olimpiadi invernali del 2026 non trasformano solo le montagne e le città sede delle competizioni, ma ridefiniscono anche il modo in cui il Paese accoglie chi arriva dall’estero. Gli aeroporti italiani coinvolti nel sistema Milano Cortina diventano veri e propri portali d’ingresso a un’esperienza turistica diffusa, chiamati a gestire flussi più intensi e un pubblico internazionale eterogeneo.
Il ruolo centrale spetta a Milano, con Aeroporto di Milano Malpensa come principale hub intercontinentale. In vista delle Olimpiadi, Malpensa ha potenziato l’organizzazione degli spazi, migliorato i percorsi interni e ampliato l’offerta di servizi digitali per agevolare il transito dei passeggeri. L’obiettivo è rendere più fluido l’arrivo,
EN. The 2026 Winter Olympics are not only reshaping mountain resorts and host cities, but also redefining how Italy welcomes international visitors. Airports connected to the Milano Cortina system are evolving into true gateways to a distributed travel experience, designed to handle increased traffic and a diverse global audience.
A central role is played by Milan, with Milan Malpensa Airport acting as the country’s main intercontinental hub. In preparation for the Olympics, Malpensa has enhanced passenger flows, upgraded internal layouts and expanded digital
riducendo i tempi di attesa e facilitando i collegamenti verso le località alpine e il centro città.
Accanto a Malpensa, Aeroporto di Milano Linate rafforza la sua vocazione city airport. Il recente rinnovamento dell’aerostazione punta su comfort, luce naturale e percorsi intuitivi, rendendo Linate ideale per chi arriva in città per brevi soggiorni o per seguire eventi olimpici indoor. La vicinanza al centro di Milano ne fa un punto di accesso strategico per il turismo urbano legato ai Giochi.
Sul fronte nord-orientale, Venezia e il suo Aeroporto Marco
Polo assumono un ruolo chiave per i collegamenti con Cortina d’Ampezzo. Qui l’attenzione si concentra sull’intermodalità: collegamenti più efficienti con ferrovia e trasporto su gomma
services to streamline arrivals and departures. The focus is on efficiency and smoother connections to both Milan and the alpine venues.
Alongside Malpensa, Milan Linate Airport strengthens its role as a city airport. Recently renovated, the terminal emphasises comfort, natural light and intuitive circulation, making it ideal for short stays and travellers attending indoor Olympic events. Its proximity to the city centre positions Linate as a strategic entry point for urban tourism linked to the Games.
In the north-east, Venice and Venice Marco Polo Airport serve as a key access point for Cortina
permettono ai viaggiatori di proseguire verso le Dolomiti in modo più semplice e sostenibile. L’aeroporto diventa così una tappa del viaggio, non solo un punto di passaggio.
Anche Verona rafforza la propria centralità grazie all’Aeroporto Valerio Catullo, che intercetta una parte significativa dei flussi diretti verso le sedi alpine e verso la città stessa, protagonista della cerimonia di chiusura. Gli interventi mirano a migliorare l’esperienza del passeggero, con spazi più funzionali, servizi rapidi e una maggiore attenzione all’accoglienza internazionale.
In tutti questi scali, il 2026 segna un’evoluzione anche dal punto di vista dell’esperienza. Gli aeroporti italiani investono in segnaletica multilingue, assistenza digitale, aree dedicate all’informazione turistica e spazi commerciali che raccontano il territorio. L’aeroporto non è più solo un’infrastruttura tecnica, ma il primo luogo in cui il viaggio prende forma.
d’Ampezzo. Here, the emphasis is on intermodality: improved rail and road connections allow travellers to continue their journey towards the Dolomites more efficiently and sustainably. The airport becomes an integral part of the travel narrative rather than a mere transit space.
Verona also gains prominence through Valerio Catullo Airport, which captures a significant share of traffic heading towards alpine venues and the city itself, host of the Closing Ceremony. Upgrades focus on passenger comfort, faster services and an increasingly international approach to hospitality.
Across all these airports, 2026 marks a broader shift in experience design. Investments in multilingual signage, digital assistance, tourist information areas and curated retail spaces help convey a sense of place from the moment of arrival. Airports are no longer purely functional infrastructures, but the first chapter of the journey.
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L’elemento comune è la volontà di trasformare l’arrivo in un momento coerente con il racconto olimpico: efficienza, bellezza, accessibilità. Gli aeroporti diventano così parte integrante dell’esperienza Milano Cortina 2026, contribuendo a costruire un’immagine dell’Italia capace di coniugare grandi eventi e qualità dell’accoglienza.
The shared objective is to align arrivals with the Olympic narrative itself: efficiency, beauty and accessibility. In doing so, Italian airports become an essential part of the Milano Cortina 2026 experience, shaping an image of Italy that seamlessly combines global events with a strong culture of hospitality.
CARNEVALE A ROMA
Maschere, corse e sapori della memoria
CARNIVAL IN ROME | Masks, races and the taste of tradition
Il Carnevale a Roma non è soltanto una festa, ma una stratificazione di storia, rituali popolari e trasformazioni urbane, a cui si intrecciano tradizioni gastronomiche semplici e fortemente identitarie. A differenza di altre città italiane, Roma non conserva oggi un Carnevale spettacolare e continuo, ma custodisce una memoria potente, fatta di corse di cavalli, maschere popolari, libertà temporanee e sapori legati alla convivialità. Per secoli, il cuore del Carnevale romano è stato Via del Corso, asse rettilineo tra Piazza del Popolo e Piazza Venezia. Qui si svolgeva la celebre corsa dei berberi, cavalli senza fantino lanciati al galoppo tra ali di folla. Lo spettacolo, abolito alla fine dell’Ottocento, rimane uno dei simboli più incisivi del Carnevale storico, insieme alle carrozze addobbate e ai balconi affollati di spettatori.
Accanto agli eventi ufficiali, il Carnevale viveva soprattutto nelle strade. Travestimenti improvvisati, maschere grottesche, scherzi e lanci di confetti mescolavano nobili e popolani in una temporanea sospensione delle gerarchie sociali. In quanto ca-
EN. Carnival in Rome is not merely a festive occasion, but a layered tradition shaped by history, popular rituals and urban transformation, closely intertwined with simple, deeply rooted culinary customs. Unlike other Italian cities, Rome does not maintain a continuous, visually striking Carnival today, yet it preserves a powerful legacy of horse races, masks, temporary freedom and shared flavours.
For centuries, the heart of Roman Carnival was Via del Corso, the straight axis linking Piazza del Popolo and Piazza Venezia. This was the stage for the famous horse race, in which riderless horses charged through the street amid cheering crowds. Although abolished in the late nineteenth century, the event remains one of the most iconic images of Rome’s historic Carnival, together with decorated carriages and balconies filled with spectators. Beyond official events, Carnival thrived in the streets. Improvised costumes, grotesque masks, playful pranks and showers of confetti blurred social boundaries, allowing aristocrats and common people to mingle freely. As the capital of
pitale dello Stato Pontificio, Roma concedeva durante il Carnevale una libertà controllata, un momento di eccesso collettivo prima del ritorno all’ordine quaresimale. Questa dimensione popolare si rifletteva anche nella cucina. Il Carnevale romano era un tempo di abbondanza prima delle restrizioni, e i dolci ne diventavano il simbolo più immediato. Le frappe, note anche come chiacchiere, sottili strisce di pasta fritta e cosparse di zucchero a velo, erano presenti in ogni casa e pasticceria.
Accanto a esse comparivano le castagnole, piccole frittelle morbide, talvolta aromatizzate con anice o scorza di agrumi, consumate calde e condivise in famiglia. Un altro dolce tipico erano i bocconotti romani, ripieni di crema o confettura, mentre nelle
the Papal States, Rome permitted a carefully controlled freedom during Carnival, a collective release before the discipline of Lent. This popular spirit was also reflected at the table. Carnival marked a time of abundance before fasting, and sweets became its most recognisable symbol. Frappe, also known as chiacchiere, thin strips of fried dough dusted with icing sugar, appeared in homes and pastry shops across the city.
Alongside them were castagnole, small, soft fritters, sometimes flavoured with anise or citrus zest, traditionally eaten warm and shared. Other typical sweets included Roman bocconotti, filled with custard or jam, while in
non mancavano preparazioni più rustiche, spesso fritte nello strutto, che richiamavano una cucina sostanziosa e conviviale. Il Carnevale, anche a tavola, era un momento di deroga alle regole quotidiane, in cui il piacere del cibo accompagnava quello dello stare insieme.
Tra le maschere più rappresentative spiccava Rugantino, figura irriverente e spavalda, incarnazione del romano arguto e polemico. Attraverso di lui si esprimeva una comicità diretta e spesso satirica, che prendeva di mira il potere e le contraddizioni della città.
homes heartier preparations were common, often fried in lard and rooted in a rustic culinary tradition.
Carnival, even at the table, represented a temporary suspension of restraint, where food enhanced the pleasure of gathering. Among the most emblematic Carnival figures was Rugantino, a bold and irreverent character embodying Roman wit and defiance. Through him, humour became direct and satirical, often targeting power and social contradictions. Carnival thus acted as a space for commentary and release, echoed in lively, informal meals.
Squares such as Piazza Navona and Piazza di Spagna hosted gatherings and spontaneous celebrations, while aristocratic palaces
Il Carnevale diventava così uno spazio di critica sociale, mascherata ma riconoscibile, che trovava eco anche nelle tavolate rumorose e informali.
Luoghi come Piazza Navona e Piazza di Spagna erano scenari privilegiati di feste spontanee, giochi e incontri, mentre i palazzi aristocratici ospitavano balli in maschera e ricevimenti, accompagnati da banchetti elaborati. Il Carnevale romano era uno spettacolo diffuso, vissuto allo stesso tempo negli spazi pubblici e nelle case.
Con l’Unità d’Italia e il mutare del ruolo della città, molte tradizioni carnevalesche si sono attenuate. Oggi il Carnevale a Roma assume forme diverse, spesso concentrate nei quartieri storici e negli eventi per famiglie, ma i dolci tradizionali continuano a segnare il calendario, comparendo puntuali nelle vetrine delle pasticcerie. Mangiare frappe o castagnole diventa così un gesto di continuità, un modo semplice per mantenere vivo un legame con il passato. Camminare per Roma durante il periodo di Carnevale significa leggere le tracce di ciò che è stato: immaginare Via del Corso gremita, riconoscere nei profumi di fritto e zucchero un’eco lontana, osservare una città che, anche senza grandi parate, conserva nel gusto e nella memoria la propria tradizione.
opened their doors to masked balls and lavish banquets. Roman Carnival unfolded as a city-wide performance, shared between public spaces and private interiors.
With Italian unification and the city’s changing role, many Carnival traditions gradually faded. Today, Carnival in Rome takes different forms, often centred on neighbourhood events and cultural initiatives, yet traditional sweets continue to define the season, reappearing faithfully in pastry shop windows. Eating frappe or castagnole becomes a simple act of continuity, keeping memory alive.
Walking through Rome during Carnival season means sensing what once was: imagining Via del Corso filled with crowds, catching the scent of fried dough and sugar, and recognising a city that preserves its Carnival not through spectacle, but through taste and remembrance.
S O L U Z I O N I
E C O N O M I C O
F I N A N Z I A R I E
P E R I M P R E S E
E D E N T I D E L
T E R Z O
S E T T O R E
C O R P O R A T E F I N A N C E
LE PIAZZE DI ROMA
Geometrie, storie e angoli inattesi
ROME’S SQUARES | Geometry, stories and hidden corners
Le piazze di Roma non sono semplici spazi urbani, ma stanze a cielo aperto, luoghi in cui la città si racconta attraverso architetture, rituali quotidiani e stratificazioni millenarie. Alcune sono celebri e immediatamente riconoscibili, altre restano ai margini dei flussi turistici, ma tutte contribuiscono a definire l’identità profonda della città.
Tra le più iconiche, Piazza Navona conserva la forma allungata dello stadio di Domiziano su cui sorge. Le sue fontane barocche, tra cui la Fontana dei Quattro Fiumi, trasformano lo spazio in una scena teatrale continua, animata da artisti di strada e caffè storici. È una piazza che vive di movimento e di sguardi, sempre diversa a seconda dell’ora e della luce.
Più solenne e raccolta è Piazza del Campidoglio, capolavoro rinascimentale progettato da Michelangelo. Qui l’orientamento non guarda verso il Foro, ma verso la Roma papale, scelta simbolica che racconta un momento preciso della storia cittadina. Il disegno ellittico della pavimentazione guida lo sguardo verso il Palazzo Senatorio, creando un senso di equilibrio e misura raro nel tessuto urbano romano.
EN. The squares of Rome are not merely urban spaces, but open-air rooms where the city reveals itself through architecture, daily rituals and centuries of layered history. Some are world-famous, others remain largely overlooked, yet all contribute to Rome’s deep and complex identity.
Among the most iconic is Piazza Navona, which preserves the elongated shape of the ancient Stadium of Domitian. Its baroque fountains, including the Fountain of the Four Rivers, turn the square into a permanent theatrical setting, animated by street performers and historic cafés. Light and time constantly redefine its character.
More restrained and monumental is Piazza del Campidoglio, a Renaissance masterpiece designed by Michelangelo. Unusually oriented away from the Roman Forum and towards papal Rome, the square reflects a precise political and cultural moment. The elliptical paving gently guides the eye toward the Palazzo Senatorio, creating a rare sense of balance.
Closer to the Tiber lies Piazza Farnese, elegant and austere, dominated by the imposing Palazzo Farnese. Its twin foun-
Scendendo verso il Tevere si incontra Piazza Farnese, elegante e severa, dominata dalla mole del Palazzo Farnese. Le due fontane gemelle provengono dalle Terme di Caracalla, esempio di come Roma riutilizzi continuamente se stessa. È una piazza silenziosa, amata da chi cerca una pausa lontano dalla folla. Tra le piazze meno conosciute, Piazza Mattei è un piccolo gioiello nascosto nel rione Sant’Angelo. Al centro si trova la Fontana delle Tartarughe, legata a una leggenda secondo cui sarebbe stata completata in una sola notte per dimostrare l’efficienza della famiglia Mattei. L’atmosfera è intima, quasi domestica, e restituisce l’immagine di una Roma discreta.
Poco distante, Piazza dei Mercanti è uno spazio minimo e irregolare, spesso ignorato dai percorsi turistici. Qui il tempo sembra sospeso: pochi tavolini, facciate consumate, un silenzio che contrasta con la vicinanza di arterie trafficate. È una piazza da scoprire per caso, senza cercarla.
Sul colle Aventino, Piazza dei Cavalieri di Malta è celebre per il suo portale, attraverso il quale si osserva la cupola di San Pietro perfettamente incorniciata. Meno noto è il senso di rarefazione che si prova nella piazza stessa, uno spazio chiuso, quasi astratto, che sembra separato dal resto della città.
Nel cuore popolare di Trastevere, Piazza Santa Maria in Trastevere è da secoli un punto di aggregazione spontanea. La fontana centrale, tra le più antiche di Roma, raccoglie intorno a sé residenti, studenti e viaggiatori. È una piazza vissuta, rumorosa, dove il confine tra quotidiano e straordinario si dissolve.
Ogni piazza romana custodisce una curiosità: orientamenti insoliti, materiali di spoglio, leggende minori, prospettive studiate per sorprendere. Visitare Roma attraverso le sue piazze significa attraversare una sequenza di atmosfere diverse, leggere la città non come un insieme di monumenti isolati, ma come un organismo continuo, fatto di pause, incontri e spazi condivisi.
Piazza del Campidoglio
Piazza Santa Maria in Trastevere
tains were originally part of the Baths of Caracalla, a reminder of Rome’s constant reuse of its own past. The square remains calm and understated, favoured by those seeking quieter corners.
Among the lesser-known spaces, Piazza Mattei is a hidden gem in the Sant’Angelo district. At its centre stands the Turtle Fountain, linked to a legend claiming it was completed overnight to impress a prospective bride. The atmosphere is intimate, offering a glimpse of a more discreet Rome.
Nearby, Piazza dei Mercanti is a tiny, irregular space rarely included in guidebooks. With its worn façades and subdued pace, it feels detached from the surrounding traffic, a place discovered by chance rather than intention.
On the Aventine Hill, Piazza dei Cavalieri di Malta is famous for its keyhole view framing the dome of St Peter’s Basilica. Less discussed is the square itself, an enclosed and almost abstract space that feels removed from the city’s bustle.
In the lively heart of Trastevere, Piazza Santa Maria in Trastevere has long served as a communal gathering place. One of Rome’s oldest fountains anchors daily life, drawing residents, students and visitors alike. It is a square defined by sound and movement, where everyday life becomes part of the spectacle.
Each Roman square holds its own curiosities: unexpected orientations, reused materials, minor legends and carefully constructed perspectives. Exploring Rome through its piazzas means moving through a sequence of atmospheres, understanding the city not as a collection of isolated monuments, but as a continuous fabric of shared spaces and lived moments.
Piazza Navona
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UN libro DA LEGGERE
A BOOK TO READ
di Enza Pietrangelo
Serena D’Incecco, RESET QUANTICO: 7 passi di trasformazione tra neuroscienze, mindset e spiritualità (15 euro)
Reset Quantico si distingue nel panorama della crescita personale per un approccio pragmatico e privo di retorica. Serena D’Incecco, unendo precisione a neuroscienze e spiritualità, propone un percorso in sette passi che scardina l’illusione del “pensiero positivo” a tutti i costi. Il cuore del libro è una verità liberatoria: se non riusciamo a cambiare, non è per mancanza di volontà, ma perché il nostro sistema nervoso è bloccato in modalità sopravvivenza. L’autrice sposta il focus dalla mente logica alla biologia, spiegando che l’autostima è prima di tutto uno stato fisiologico.
Il libro non offre “formule magiche”, ma un protocollo di lavoro concreto per interrompere i loop comportamentali e i circuiti neuronali tossici; connette efficacemente il funzionamento del cervello (neuroscienze) con la consapevolezza interiore (spiritualità). L’obiettivo non è un’euforia passeggera, ma la costruzione di una “stabilità calpestabile”, solida anche nelle difficoltà.
Un manuale essenziale per chi è stanco di teorie astratte e vuole “riprogrammare” la propria macchina interiore partendo dal corpo e dal sistema nervoso. È l’invito a smettere di cercare di “aggiustarsi” per iniziare finalmente a regolarsi e a guidare la propria vita con consapevolezza scientifica e profondità spirituale.
EN. Serena D’Incecco, QUANTUM RESET: 7 Steps of Transformation Between Neuroscience, Mindset and Spirituality (€15)
Quantum Reset stands out in the personal development landscape for its pragmatic, no-rhetoric approach. Serena D’Incecco combines precision with neuroscience and spirituality, offering a seven-step path that challenges the illusion of “positive thinking at all costs”.
At the heart of the book lies a liberating truth: if we struggle to change, it is not due to a lack of willpower, but because our nervous system is stuck in survival mode. The author shifts the focus from the logical mind to biology, explaining that self-esteem is, first and foremost, a physiological state.
The book offers no “magic formulas”, but rather a concrete working protocol designed to interrupt behavioural loops and toxic neural circuits. It effectively connects how the brain works (neuroscience) with inner awareness (spirituality). The goal is not fleeting euphoria, but the construction of a “walkable stability”, solid even in times of difficulty.
An essential manual for anyone tired of abstract theories and ready to “reprogramme” their inner machinery starting from the body and the nervous system. It is an invitation to stop trying to “fix yourself” and instead learn to regulate, and ultimately guide your life with scientific awareness and spiritual depth.
UN libro DA LEGGERE / A BOOK TO READ
L’ALGORITMO DI KOVACS
di Paolo Gelmi
L’Algoritmo di Kovacs.
Dalla penna di Barbara Fabbroni una nuova avventura del commissario Emma Antinori.
Barbara Fabbroni, giornalista, psicoterapeuta e criminologa. Laureata in Psicologia presso l’Università degli Studi di Firenze, si è specializzata in Terapia Breve Strategica e in Analisi Transazionale Clinica, approfondendo successivamente gli ambiti della criminologia e della psicopatologia. Autrice di numerosi saggi e romanzi, tra cui “Il Killer delle Bambole di Porcellana” e “L’algoritmo di Kovacs”, ha ricevuto importanti riconoscimenti letterari. Collabora con diverse testate giornalistiche e partecipa regolarmente, in qualità di esperta, a programmi televisivi e radiofonici di approfondimento, consolidando la sua autorevolezza nei campi della psicologia e della criminologia, recentemente è stata insignita del prestigioso “Premio Armando Curcio Editori” per la sezione Premio Autore: Scrittura dell’Enigma. Il personaggio dei suoi libri è Emma una donna che
da sempre è affascinata dal mistero e naturalmente incline alla ricerca della verità, psicologa specializzata in criminologia, si iscrive a un con¬corso per entrare in Polizia e lo vince, la sua è una carriera brillante che in pochissimo tempo la porta a diventare il commissario capo Emma Antinori. Le viene affidata una sede in Toscana, a Firenze, e si trova ad affrontare nu¬merosi casi di crimine, di omicidi, di delitti atroci che scuotono non solo la città dove lei lavora, ma anche l’in¬tera nazione.
L’algoritmo di Kovacs racconta del commissario Emma che è alle prese con una serie di crimini efferati e apparentemente inspiegabili, sicuramente non opera di un solo serial killer, ma di un’organiz-zazione internazionale. Intrighi, atmosfere cupe e personaggi enigmatici, si alternano nella vita di Emma e la fanno immergere sempre di più nei luoghi bui dell’anima ma, quando la nebbia comincia a diradar¬si, dal passato riaffiora qualcosa che la stupirà. Un libro da leggere in un fiato solo, lasciandosi trascinare dalle intuizioni e dal fiuto di un Commissario unico nel suo genere.
EN. L’Algoritmo di Kovacs.
From the pen of Barbara Fabbroni comes a new adventure featuring Commissioner Emma Antinori.
Barbara Fabbroni is a journalist, psychotherapist, and criminologist. She holds a degree in Psychology from the University of Florence and specialized in Brief Strategic Therapy and Clinical Transactional Analysis, later deepening her studies in criminology and psychopathology. She is the author of numerous essays and novels, including The Killer of the Porcelain Dolls and Kovacs’ Algorithm, and has received important literary awards. She collaborates with several newspapers and magazines and regularly appears as an expert on television and radio programs dedicated to in-depth analysis, further consolidating her authority in the fields of psychology and criminology. Recently, she was awarded the prestigious Armando Curcio Editori Award in the category Author Prize: Writing the Enigma. The central character of her books is Emma, a woman who has always been fascinated by mystery and naturally drawn to the search for truth. A psychologist specializing in criminology, she enters and wins a competitive exam to join the police. Her brilliant career quickly leads her to become Chief Commissioner Emma Antinori. Assigned to a post in Tuscany, in Florence, she finds herself facing numerous criminal cases—murders and atrocious crimes that shake not only the city where she works, but the entire nation. Kovacs’ Algorithm tells the story of Commissioner Emma as she confronts a series of brutal and seemingly inexplicable crimes, clearly not the work of a single serial killer but of an international organization. Intrigues, dark atmospheres, and enigmatic characters intertwine in Emma’s life, drawing her ever deeper into the shadowy places of the human soul. Yet, when the fog begins to lift, something from the past resurfaces that will astonish her. A novel to be read in one breath, carried along by the intuition and sharp instincts of a truly one-of-a-kind commissioner.
Non possiamo cambiare
il passato di tutti, ma il loro futuro sì.
Ogni giorno, al canile UAI, arrivano cani abbandonati, feriti o spaventati. Li accogliamo, li curiamo, li nutriamo e restituiamo loro fiducia. Non riceviamo fondi pubblici: viviamo solo grazie ai volontari e alle persone che decidono di crederci con noi. Dietro ogni ciotola piena, ogni cuccia pulita e ogni coda che torna a muoversi, c’è una piccola grande donazione.
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Leadership Forum
L’evento di riferimento in Italia sui temi della leadership e del management
Da oltre 15 anni, i più grandi business thinker del panorama globale, 2.000 decision maker e top manager, 700 aziende: lo spazio ideale per acquisire ispirazioni, fare networking e generare nuove opportunità di crescita.
Charles Conn Presidente del Board di Patagonia
Sheena Iyengar Voce di riferimento nel campo del decision making
Michael Morris
Ha ideato e dirige il Leadership Lab della Columbia University
Sarah Harper
Ha fondato e dirige l’Oxford Institute of Population Ageing
Amy Cuddy Riferimento globale nella psicologia sociale
Alex Osterwalder
Ideatore del Business Model Canvas
Tiffani Bova Specialista in strategie di crescita e innovazione
James Kerr Già coach delle forze speciali USA e America’s Cup
Yuval Noah Harari
Storico e filosofo, tra i più influenti pensatori contemporanei