DESTINAZIONI DA SOGNO MARCHE / DREAMING DESTINATIONS MARCHE / BRAND AT WORK VEL ASCA, IL SAPER FARE DELL A TR ADIZIONE ARTIGIANALE / BRAND AT WORK VEL ASCA: THE CR AFTSMANSHIP OF ITALIAN TR ADITION / FASHION TINTED HALOS / DESIGN MFW E IL FUORISALONE / DESIGN MFW AND ITS FUORISALONE
Mensile n.50/2025 5,00
UN VIAGGIO TRA SOUK, DESERTO, HAMMAM, OCEANO E SPEZIE
COPIA OMAGGIO
ISSN 2611-965X
MAROCCO
MOROCCO
A JOURNEY THROUGH SOUKS, DESERT, HAMMAMS, OCEAN AND SPICES
www.brettjohnson.co @brettjohnsonofficial
QUESTO MESE
www.gatemag.it N. 50 - 2025 – PERIODICITÀ MENSILE/MONTHLY PERIODICITY DIREZIONE E AMMINISTRAZIONE/DIRECTION AND ADMINISTRATION Piazza G. Grandi 3, 20129Milano, Italia direzione@gatemag.it amministrazione@gatemag.it DIRETTORE RESPONSABILE/EDITOR IN CHIEF Francesca Noto REALIZZAZIONE GRAFICA/GRAPHIC DESIGNER Rachele Tonioni grafica@gatemag.it Tel +39 340 783 3557 HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO/ COLLABORATORS OF THIS ISSUE Lucilla Biffi, Syusy Blady, Alessandro Cecchi Paone, Idra Editing, Cristiana Gentileschi, Rajan Gualtieri, Rodolfo Mangiagalli, Enza Pietrangelo, Vanna Greggio, Asia Mangione, Chiara Viti, Virginia Merlini, Patrizio Roversi, Ilaria Santi, Chiara Valle, Bianca Humoceanu CONSULENTE MODA/FASHION CONSULTANT Paolo Gelmi EDITORE/PUBLISHING COMPANY GATE s.r.l. Piazza G.Grandi 3 20129 Milano AMMINISTRATORE UNICO Sabina Premoli PUBBLICITA’ DIRETTA/DIRECT ADVERTISING GATE s.r.l. Piazza G.Grandi 3 20129 Milano Tel + 39 347 277 5347 info@gatemag.it TRAFFICO/ADVERTISING TRAFFIC traffico@gatemag.it BUSINESS PARTNER EQUIPE INTERNATIONAL SRL Corso Sempione,30 - Milano Responsabile del trattamento dei dati personali (D.L. 196/2003) Francesca Noto Contenuto pubblicitario non superiore al 45% Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte della rivista può essere in alcun modo riprodotta senza autorizzazione scritta da Gate s.r.l. Registration at the Court of Milan n. 5 of 1/4/2018. Responsible for processing personal data (Legislative Decree 196/2003) Francesca Noto. Advertising content not exceeding 45%. All rights reserved. No part of the magazine can be reproduced in any way without written authorization from Gate s.r.l. COMUNICATI STAMPA E INFO VANNO INVIATI A/PRESS RELEASES AND INFO MUST BE SENT TO direzione@gatemag.it
THIS MONTH
IN PARTENZA Maggio è il mese del partire. Non ha ancora il caos dell’estate, ma ha già la luce lunga delle giornate che invitano al fuori. Chi viaggia in questo periodo lo fa con uno spirito diverso: meno fretta, più voglia di guardarsi intorno. In questo numero parliamo di mete, ma anche di modi. Dalla Costa Azzurra alla Costa Azzurra italiana — le Marche — passando per il Marocco, Roma e la Riviera francese, proviamo a raccontare viaggi che non siano solo spostamenti, ma pause vere, esperienze, cambi di ritmo. C’è spazio per il tennis, con gli Internazionali di Roma e l’effetto Sinner che ha trasformato il Foro Italico in un’arena collettiva. Ma anche per chi cerca il silenzio, con un approfondimento sul valore di un retreat di mindfulness: pochi giorni, nessuna distrazione, molto più di quanto sembra. E poi i luoghi di passaggio, come gli aeroporti. Perché anche lì — tra un volo e l’altro — si nascondono storie, idee e trasformazioni. Sempre più green, sempre più smart, sempre più simili a città in miniatura, gli scali italiani stanno cambiando volto. E forse anche il nostro modo di viaggiare. Buona lettura e, ovunque stiate andando, buon viaggio.
INDICE |QUESTO INDEX MESE
THIS MONTH
DESTINAZIONI DA SOGNO DREAMING DESTINATIONS
CAPITALI EUROPEE EUROPEAN CAPITALS
VIAGGI NEL MONDO
READY FOR TAKEOFF May is a month for taking off. It doesn’t yet have the rush of summer, but the days are longer, lighter — calling us outside. People who travel now do it differently: less hurry, more curiosity. In this issue, we explore not just destinations, but the ways we move. From the French Riviera to its Italian counterpart — the Marche — through Morocco, Rome and the Mediterranean coast, we highlight journeys that feel like more than just travel. Real pauses. New rhythms. We look at tennis too, with Rome’s Internazionali and the “Sinner effect” that’s turned the Foro Italico into a national stage. And for those seeking stillness, there’s a deep dive into the value of a mindfulness retreat — just a few days, no distractions, and more impact than expected. We also zoom in on airports — those inbetween places where transformation often begins. Now greener, smarter, and increasingly like miniature cities, Italy’s airports are changing fast. And maybe so is the way we travel. Enjoy the read — and wherever you’re headed, buon viaggio.
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TRAVELING IN THE WORLD
VIAGGI SLOW SLOW TOUR
DOVE E COME WHERE AND HOW
TUTTO QUANTO FA TENDENZA EVERYTHING THAT IS TRENDING
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SOMMARIO
FASHION FASHION
CINEMA CINEMA
BRAND AT WORK DESIGN
SUMMARY
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BRAND AT WORK DESIGN
HIGH-TECH PER VIAGGIATORI
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HIGH-TECH FOR TRAVELERS
EVENTI EVENTS
BELLEZZA IN VIAGGIO BEAUTY ON THE GO
CONSIGLI DI BENESSERE WELLNESS TIPS
RILASSA LA MENTE RELAX YOUR MIND
ROMA: UNA CITTÀ DA SCOPRIRE ROME: A CITY TO DISCOVER
CONSIGLI DI LETTURA READING TIPS
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BRAND AT WORK VELASCA, LOOKBOOK PE25
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FROM THE EXHIBITION “FROM THEN TILL NOW “ BY HUGH FINDLETAR AKA MR.FLOWERHEADZ
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15 - 16 OTTOBRE 2025
Teatro degli Arcimboldi MILANO Il Leadership Forum è il grande business event dedicato ai temi della leadership e del management che, da 14 anni, attrae migliaia di decision maker, imprenditori e top manager. Business thinker del panorama globale, esperti di management, del mondo accademico e culturale, in un evento unico per ispirare il cambiamento, trasformare le imprese e ripensare insieme il futuro del business.
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SPEAKER INTERNAZIONALI
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PARTECIPANTI
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AZIENDE
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PARTECIPANTI ONLINE
©PascalPerich
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by Michael Wuertenberg
©World Economic Forum swiss-image.ch/Photo
I protagonisti dell’edizione 2025
Daniel Goleman
Paul Polman
Hubert Joly
MINDSET
INTELLIGENZA EMOTIVA
VISIONE E SOSTENIBILITÀ
PURPOSE
La prima persona a compiere a nuoto la traversata Cuba-Florida senza gabbia per gli squali
Una delle figure più eminenti della psicologia moderna, è il padre dell’Intelligenza Emotiva
Per 10 anni CEO di Unilever, è tra i più influenti leader aziendali del XXI secolo
Uno dei 100 migliori CEO al mondo secondo Harvard Business Review
Ferzan Ozpetek
Kim Scott
Paolo Benanti
Erica Dhawan
TALENTO
CORPORATE CULTURE
ETICA & AI
TEAM WORK
Uno dei più influenti maestri del cinema contemporaneo italiano
Pioniera dell’approccio Radical Candor che sta rivoluzionando le HR nel mondo
Teologo e docente, è consigliere di Papa Francesco sui temi dell’AI
Autorità mondiale in materia di dinamiche di collaborazione dei team
Howard Yu
Enrico Bartolini
Nathalie Nahai
Gianmarco Tamberi
INNOVAZIONE
ECCELLENZA
CUSTOMER TRENDS
ALTE PRESTAZIONI
LEGO® Professor of Management all’IMD Business School
Lo chef più stellato d’Italia, con 14 Stelle in 9 ristoranti
Esperta di economia comportamentale, ha coniato il concetto di web psychology
Uno degli atleti più carismatici e vincenti dell’atletica leggera mondiale
©PaoloChiodini
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DESTINAZIONI DA SOGNO | DREAMING DESTINATIONS
MARCHE Una regione intera da scoprire, tra mare, colline, piatti veri e borghi che sembrano fermi nel tempo. Senza folla, senza fretta. MARCHE | An entire region waiting to be discovered
— from beaches to hills, real food, and towns that feel frozen in time. No crowds, no rush. di Rajan Gualtieri
DESTINAZIONI DA SOGNO | DREAMING DESTINATIONS
Ci sono regioni che si raccontano da sole. E poi ci sono le Marche. Non perché non abbiano niente da dire, anzi. Ma perché qui nessuno ha mai avuto fretta di mettersi in vetrina. Non è snobismo. È un altro passo. Un altro ritmo. Le Marche non sgomitano. Ti aspettano. E quando ci arrivi, capisci perché chi le scopre tende a tornarci. A maggio, quando la stagione inizia ma l’assalto non è ancora cominciato, è il momento perfetto.
EN. Some regions sell themselves. Marche doesn’t. Not because it lacks anything to say — quite the opposite. But here, no one’s ever been in a hurry to shout about it. It’s not snobbery. It’s just a different rhythm. Marche doesn’t push. It waits. And when you get there, you understand why people who find it once usually come back. May is the sweet spot — before the crowds, when everything is in bloom.
DAL CONERO AI SIBILLINI: UN’ITALIA IN MINIATURA
FROM THE CONERO CLIFFS TO THE SIBILLINI PEAKS: A MINI VERSION OF ITALY
Pochi posti in Italia offrono un paesaggio così vario in così poco spazio. Il Parco del Conero è un angolo di Grecia piantato sull’Adriatico. Falesie bianche, spiagge nascoste raggiungibili solo a piedi o in barca, acqua trasparente. Sirolo e Numana sembrano pensati per chi cerca il mare ma senza la confusione. In un’ora e mezza puoi salire di quota e arrivare nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Rocche, boschi, laghi alpini, sentieri da trekking e leggen-
Gradara
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Few places in the country offer so much variety in such a short distance. The Conero Natural Park feels like a slice of Greece dropped onto the Adriatic coast — white cliffs, hidden beaches, crystal-clear water. Towns like Sirolo and Numana are perfect if you want the sea without the chaos. Drive 90 minutes inland and you’re in the Sibillini Mountains, a national park of wild peaks, old legends, al-
Urbino
de medievali. La montagna qui è vera, ma a misura d’uomo. E in mezzo? Un reticolo di colline coltivate, strade panoramiche, borghi arroccati. L’interno delle Marche è un mosaico che cambia colore a ogni curva: in primavera è verde brillante, in estate vira al giallo grano, poi si fa ruggine. Sempre pulito, ordinato, ma mai artefatto.
BORGHI DA CARTOLINA, MA VERI
Corinaldo, Offida, Gradara, Mondavio, San Ginesio, Sassoferrato. L’elenco dei “più belli d’Italia” qui è lungo. Ma non sono musei a cielo aperto. Sono luoghi vivi, abitati. La bellezza è spontanea, mai ostentata. Ci sono mura medievali, teatri storici, logge rinascimentali, vicoli fioriti, ma anche panifici aperti dalle 6 del mattino e circoli dove si gioca a briscola. Urbino è l’unica vera città d’arte della regione: casa di Raffaello, città universitaria da secoli, con un’architettura intatta e un’atmosfera sospesa.
pine lakes, and hiking trails that feel undiscovered. In between? Rolling hills, patchwork fields, winding panoramic roads, and ancient villages perched on hilltops. The inland landscape shifts with the seasons: bright green in spring, golden in summer, earthy in autumn. Clean, orderly, never artificial.
PICTURE-PERFECT VILLAGES. BUT REAL
Corinaldo, Offida, Gradara, Mondavio, San Ginesio — the list of “most beautiful villages in Italy” goes on and on. But these aren’t museum towns. They’re lived in. You’ll find medieval walls, Renaissance loggias, tiny theaters, cobbled alleys. But also bakeries that open at 6am and old men playing cards in the main square. Urbino, a UNESCO World Heritage site, is the jewel: home of Raphael, a centuries-old university town, with a skyline that hasn’t changed in 500 years.
FORGET TRENDS. JUST EAT
The food here doesn’t beg to be photographed. It just shows up, warm, rich, full of history. The olive all’ascolana (stuffed and fried olives) come with a
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DESTINAZIONI DA SOGNO | DREAMING DESTINATIONS
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UNA CUCINA CHE NON CHIEDE SCUSA
Qui si mangia per vivere, ma anche per ricordare chi sei. I piatti raccontano il territorio senza tanti fronzoli. Le olive all’ascolana nascono ripiene di carne e fritte come si deve, il ciauscolo si spalma sul pane e sa di fumo e cantina. La crescia è una via di mezzo tra piadina e focaccia, ma ogni valle la fa a modo suo. Il brodetto – zuppa di pesce adriatica – cambia ricetta ogni 20 chilometri di costa. I vincisgrassi, versione locale delle lasagne, sono un rito. Non c’è bisogno di prenotare stellati: vai dove vedi i furgoni parcheggiati fuori, e sei a posto. A maggio, iniziano le prime sagre: nei paesi si celebra di tutto, dal pecorino alle lumache, dai carciofi alla fava. Gli stand sono veri, i prezzi onesti, la fila si fa con piacere. Le Marche non sono gourmet, sono generose.
TRADIZIONE, INDUSTRIA, GENIALITÀ
Questa regione non è solo bella: lavora. E bene. È una terra di artigiani, manifattura e piccole eccellenze. A Castelfidardo si costruiscono fisarmoniche esportate in tutto il mondo. A Recanati e Jesi si coltiva la cultura con scuole musicali, biblioteche, licei classici ancora affollati. Ci sono aziende che producono scarpe per le grandi firme in capannoni seminascosti, laboratori tessili a conduzione familiare, marchi storici di cucine e mobili.
story. Ciauscolo is a smoky spreadable salami you eat with rough bread. Crescia is a rustic flatbread — something between focaccia and piadina, and every valley has its own twist. The local brodetto is a fisherman’s stew that changes recipe every 20 km of coastline. And vincisgrassi, a deep, layered lasagna, is a meal and a memory in one. Come May, village festivals pop up everywhere. Some celebrate fava beans, others cheese, snails, or wild boar. You’ll see signs on the road for “Festa della Crescia” or “Sagra del Carciofo.” Pull over. No need to ask questions. Just eat.
CRAFT, TRADITION, AND QUIET BRILLIANCE
Marche doesn’t just look good. It works. This is a land of artisans, small factories, skilled hands. Castelfidardo is world-famous for its handcrafted accordions. Towns like Recanati and Jesi are rich with music schools and literary heritage. Family-owned companies make luxury shoes, fine furniture, and top-quality kitchens — often in workshops that look humble from the outside. It’s not unusual for a town of 3,000 to have a perfectly restored 18th-century theater — often brought back to life by locals. And it’s still in use, with plays, concerts, amateur choirs.
NAMES, MYTHS, AND LOCAL LEGENDS
Valentino Rossi, the motorbike legend, is from Tavullia. Giacomo Leopardi, Italy’s great romantic poet, was born in Recanati, where you can visit his childhood library and the real “Hill of Infinity.” Rossini lived in Pesaro, which still breathes opera. Maria Montessori, whose teaching method changed the world, came from Chiaravalle. And Jesi is home to the most successful fencing school on the planet. And then there are the myths. Like the Sibyl of the Apennines, said to sleep beneath the mountains, or the medieval tales of knights and hermits that live in the stones and stories of every valley.
Non è raro che un paesino di 3.000 anime abbia un teatro all’italiana in perfette condizioni, magari restaurato da volontari locali. E dentro ci trovi ancora spettacoli, concerti, prove di cori amatoriali.
LE STORIE DIETRO I NOMI
Valentino Rossi è di Tavullia, a due passi dal confine con la Romagna. Giacomo Leopardi è nato a Recanati, e ancora oggi puoi vedere il Colle dell’Infinito e la sua biblioteca. Rossini a Pesaro ha lasciato una casa museo e una cultura musicale radicata. Maria Montessori era di Chiaravalle.
UNEXPECTED GEMS
Near Fermo, there’s a cluster of high-end shoe outlets that international buyers visit before fashion week. Macerata has the Sferisterio, an open-air opera venue with perfect acoustics — unique in the world. In Pesaro, the 2024 Italian Capital of Culture, there’s a futuristic library facing the sea, and art installations scattered around the city. Ascoli Piceno offers one of Italy’s most beautiful squares — Piazza del Popolo — with Renaissance loggias and elegant cafés. Not far away, Fabriano is still making paper by hand after seven centuries.
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DESTINAZIONI DA SOGNO | DREAMING DESTINATIONS
E a Jesi, oltre a una lunga storia medievale, è nata la scuola schermistica più premiata al mondo. Poi ci sono leggende: come quella della Sibilla Appenninica, una maga che vivrebbe sotto la montagna, oppure le storie legate ai templari a San Leo (già in Romagna, ma storicamente molto legato alle Marche). Ogni valle ha la sua mitologia, tramandata a voce o scritta in qualche libretto impolverato in biblioteca.
Macerata
COSE STRANE, COSE BELLE
Vicino a Fermo, nella zona di Montegranaro e Porto Sant’Elpidio, trovi uno degli outlet distrettuali più interessanti d’Italia: scarpe di alta gamma a prezzi da saldo. Ma serve l’occhio, e magari un po’ di anticipo: gli addetti ai lavori arrivano prima. A Macerata, lo Sferisterio è uno dei teatri all’aperto più affascinanti e acusticamente perfetti al mondo. Ogni estate ospita una stagione lirica che attira melomani da tutta Europa. A Pesaro, nel 2024 Capitale Italiana della Cultura, trovi installazioni contemporanee e una biblioteca nuova che sembra un’astronave,
Le Due Sorelle Beach
progettata per stare davanti al mare. Ad Ascoli Piceno, puoi bere un caffè sotto le logge di Piazza del Popolo, una delle più eleganti d’Italia, e poco dopo perderti tra i vicoli del quartiere medievale. A Fabriano, la carta si fa a mano da secoli. Ancora oggi .
LA MARCHE EXPERIENCE
Che tu voglia camminare, mangiare, nuotare, fotografare, dormire in agriturismo, chiacchierare con i vecchi al bar o fare shopping di qualità senza stress, qui c’è spazio. Spazio fisico e mentale. Nessuno ti corre dietro. Nessuno ti vende un’esperienza preconfezionata. Spesso chi ci capita per caso – magari per un evento sportivo, una vacanza in famiglia, una deviazione da Roma o Bologna – finisce per tornarci. E ogni volta scopre un pezzetto in più. Le Marche non hanno bisogno di slogan. Ti ci portano le strade secondarie, quelle con i cartelli blu e i campi ai lati. Quelle che non si fanno per fretta, ma per scelta. 18 |
THE MARCHE EXPERIENCE
Whether you want to hike, swim, eat, photograph, sleep in an old farmhouse, chat with locals at the bar, or just get lost on purpose, you’ll find space — physical and mental. No one will rush you. Nothing is sold as a “package.” It’s just real. Often, people come here by chance — for a family trip, a music festival, a detour between Rome and Bologna — and leave with a new favorite place. Then they come back. And every time, they discover something else. Marche doesn’t need a slogan. You find it on the small roads, the blue-signed ones that wind through hills and fields. The ones you don’t take in a hurry — but by choice.
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CAPITALI EUROPEE | EUROPEAN CAPITALS
COSTA AZZURRA Un weekend tra mare, mercati, arte e colazioni con vista: il Mediterraneo chic a due passi dal confine FRENCH RIVIERA | A weekend of sea views, open-
air markets, art, and slow breakfasts: the chic side of the Mediterranean, just across the border di Rajan Gualtieri
Nice, French Riviera 20 |
Basta varcare la frontiera per capire che in Costa Azzurra l’aria cambia. È sempre Mediterraneo, ma ha un altro profumo: profuma di sapone alla lavanda, baguette appena sfornate, sale e profumo da boutique. Nizza, Antibes, Cannes, Mentone: nomi che evocano jet set e spiagge glamour, ma che fuori stagione — e maggio lo è ancora — si lasciano esplorare con calma, tra un aperitivo al sole e un salto al mercato.
EN. Crossing into the French Riviera, you instantly feel the change in the air. It’s still the Mediterranean — but different. The scent is soapier, saltier, with hints of lavender, espresso, and just-baked baguettes. Nice, Antibes, Cannes, Menton: names that conjure up yachts, sunglasses, and seaside glamour. But in May — just before the summer rush — these places open up in a softer, quieter way. Ideal for a weekend escape that’s close but feels far.
VENERDÌ: NIZZA, CROISSANT E COLORI
FRIDAY: NICE, CROISSANTS AND COLORS
Se si parte di buon’ora, la prima tappa obbligata è Nizza. Si lascia l’auto e ci si muove a piedi, tra i palazzi Belle Époque e la lunga Promenade des Anglais. Il mercato dei fiori di Cours Saleya è già vivo dalle prime ore del mattino: fiori, spezie, frutta perfetta da fotografare (e mangiare). A pochi passi, il quartiere del Vieux-Nice è un intreccio di vicoli dove trovare botteghe, gallerie, pasticcerie che servono ancora la tarte tropézienne come una volta. Per una vista da cartolina: salire sulla Collina del Castello, che castello non ha più, ma regala una panoramica totale sulla baia. E per pranzo? Si può provare la socca, una sorta di farinata croccante, accompagnata da un bicchiere di rosé. Si trova anche in versione street food: calda, arrotolata in carta oleata, da mangiare passeggiando.
Start early and aim for Nice. Park the car and walk: this is a city made for wandering, with Belle Époque buildings and the long curve of the Promenade des Anglais. The Cours Saleya market is already buzzing in the morning — flowers, spices, picture-perfect produce. A few streets away, the old town (Vieux Nice) is a maze of narrow alleys filled with galleries, food shops, and bakeries that still serve a proper tarte tropézienne. For a postcard view, climb up to Castle Hill. There’s no castle left, but the panoramic view over the bay is worth every step. Hungry? Try a slice of socca — a crispy chickpea flatbread — with a glass of rosé. You’ll find it at food stalls or tucked-away bistros, often wrapped in paper and eaten on the go. In the afternoon, head to the Matisse Museum, set among olive trees in Cimiez, or cool down with a scoop from
Nice, Massena square
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CAPITALI EUROPEE | EUROPEAN CAPITALS
Plage de la Garoupe, Antibes
Nel pomeriggio, si può visitare il Museo Matisse, immerso in un uliveto nel quartiere di Cimiez, oppure scendere verso il mare per un gelato da Fenocchio, che propone gusti come lavanda, birra o pomodoro-basilico. Non è obbligatorio provarli, ma fanno parlare.
Fenocchio, the legendary gelateria known for flavors like lavender, beer, or tomato-basil. You don’t have to try them — but they’re good conversation starters.
SABATO: ANTIBES E LA CALMA DORATA
Saturday is made for Antibes, just 30 minutes from Nice. Less flashy than Cannes, more authentic than most, its historic center is edged by 16th-century sea walls and a yacht-filled harbor. At the covered Provençal market, you’ll find cheese, olives, tapenade, dried fruit — everything you need for a picnic on Plage de la Gravette, just steps away. The Cap d’Antibes coastal trail is perfect in the afternoon — a winding path between pine trees, rocky cliffs, and secret coves. Bring a swimsuit: in May, the sea is often inviting. Art lovers shouldn’t miss the Picasso Museum, housed in the Grimaldi Castle where the artist once lived and painted. In the evening, dinner comes easy — many local bistros offer affordable fixed menus with regional dishes like pissaladière(onion and anchovy tart) or a simplified bouillabaisse.
Il sabato è perfetto per esplorare Antibes, a mezz’ora da Nizza. Meno chiassosa di Cannes, più autentica nel centro storico, con le sue mura sul mare e le barche a vela ormeggiate a due passi dal mercato coperto. Il marché provençal è un piccolo paradiso per chi ama formaggi, olive, tapenade e frutta secca. Ci si può fermare a comprare qualcosa e fare un picnic improvvisato sulla spiaggia della Gravette. Il pomeriggio è ideale per passeggiare lungo il sentiero litoraneo del Cap d’Antibes, tra ville nascoste, scogliere e pini marittimi. Se il tempo regge (e a maggio spesso regge), vale la pena anche un tuffo. Da non perdere: il Museo Picasso, ospitato nel castello Grimaldi, con opere del periodo in cui il pittore visse proprio qui, affacciato sul Mediterraneo. A sera, si cena bene anche con poco: molti bistrot propongono menu a prezzo fisso, con piatti tipici come il pissaladière o le bouillabaisse in versione semplificata. 22 |
SATURDAY: ANTIBES, GOLDEN CALM
SUNDAY: MENTON, LEMONS AND SILENCE On Sunday, head east toward the Italian border. Menton is the lemon capital of France, with a mild microclimate and a
Promenade des Anglais, Nice
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CAPITALI EUROPEE | EUROPEAN CAPITALS
DOMENICA: MENTONE, LIMONI E SILENZI
La domenica si viaggia verso est, quasi al confine italiano. Mentone è la città dei limoni, con un microclima unico e un fascino discreto. Il centro è elegante ma senza eccessi, con facciate pastello, giardini esotici e fontane zampillanti. Il giardino di Val Rahmeh, ex residenza coloniale, ospita piante rare da tutto il mondo e invita alla lentezza. La passeggiata sul lungomare regala angoli silenziosi, perfetti per un caffè (o una tarte au citron) con vista sulle barche. E se si ha voglia di salire, il cimitero del vecchio castello è forse uno dei più scenografici della Riviera: vista mare garantita, silenzio assoluto. Per un pranzo rilassato, ci si può fermare in una delle brasserie lungo rue SaintMichel. Il servizio è gentile, i tavolini sono vicini tra loro, le conversazioni si mischiano: è la Costa Azzurra che non fa la diva.
Mentone
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quiet elegance. The town is refined without being flashy — pastel façades, lush gardens, the sound of fountains in small courtyards. The Val Rahmeh botanical garden is a colonial-era retreat filled with rare plants and slow corners. The seaside promenade is peaceful — a great spot for a coffee or a tarte au citron with a view of sailboats. If you feel like walking uphill, the Old Castle Cemetery is worth the climb: dramatic sea views and total silence. For lunch, stop at one of the brasseries on rue Saint-Michel. Tables are close together, service is relaxed, and conversations float in the air — this is the Riviera at its most human scale.
EXTRA IDEAS IF YOU HAVE TIME
If you want to stretch the weekend, head west to Cannes. In mid-May, the Film Festival brings paparazzi, red carpets, and pop-up events. Or visit Èze, a tiny hilltop village with views
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CAPITALI EUROPEE | EUROPEAN CAPITALS
Cannes
SPUNTI EXTRA PER CHI HA TEMPO
Se si vuole allungare, poco più a ovest c’è Cannes, con il suo Croisette style e il Festival in avvicinamento (si tiene a metà maggio): in quel periodo la città si popola di fotografi, set improvvisati, barche-evento. Oppure Eze, minuscolo borgo a picco sul mare, dove si sale a piedi e si scende più leggeri. O ancora Saint-Paul-de-Vence, rifugio d’artisti, pieno di gallerie e stradine in pietra. Ovunque si vada, basta poco per sentire il cambio di passo: la Costa Azzurra è a due ore da Milano, a tre da Roma, ma pare un altro mondo. E a maggio, non serve neppure prenotare con mesi d’anticipo.
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HAPPY TRAVELS!
BUON VIAGGIO! straight from a movie. Or go inland to Saint-Paul-de-Vence, a favorite of artists, packed with galleries and stone-paved alleys. No matter where you go, the pace changes. The French Riviera is just two hours from Milan, three from Rome — but it feels like another dimension. And in May, it’s still yours to explore without a reservation made months in advance.
VIAGGI NEL MONDO | TRAVELING IN THE WORLD
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MAROCCO
Un viaggio tra souk, deserto, hammam, oceano e spezie: profumi e paesaggi intensi, a poche ore di volo
MOROCCO | A journey through souks, desert,
hammams, ocean and spices: intense landscapes and scents just a few hours from Europe di Rajan Gualtieri
Kasbah Ait Ben Haddou, Morocco
VIAGGI NEL MONDO | TRAVELING IN THE WORLD
Il Marocco è vicino ma ti catapulta lontano. Bastano tre o quattro ore d’aereo per passare da un aeroporto europeo alle voci del souk, all’odore di menta, al colore arancio delle mura di Marrakech o all’azzurro accecante di Chefchaouen. Un viaggio in Marocco non è mai lineare: è un puzzle di città caotiche, silenzi desertici, spiagge battute dal vento e montagne dove il tempo si è fermato. Maggio è un momento perfetto: caldo secco, cieli tersi, niente folla.
EN. Morocco is close, yet it takes you far. Just a three- or four-hour flight and you’re in another world: the hum of the souk, the scent of mint tea, the deep orange of Marrakech’s walls, the blinding blue of Chefchaouen. A trip to Morocco is never linear — it’s a patchwork of chaotic cities, desert silence, windblown beaches, and mountains where time seems stuck. May is the perfect time: dry heat, clear skies, and no crowds.
MARRAKECH: LABIRINTI, TERRAZZE E HAMMAM
MARRAKECH: ROOFTOPS, HAMMAMS AND GETTING LOST
FÈS E IL TEMPO CHE NON SCORRE
FÈS, WHERE TIME DOESN’T MOVE
Tutto può partire da qui. Marrakech non è una città da “vedere”, è da vivere. Il cuore è la Medina, con i suoi souk a incastro: tessuti, lampade, spezie, sandali, ceramiche. Niente ha un prezzo esposto, tutto si contratta, tutto profuma di qualcosa. Chi si perde, è nel posto giusto. La Piazza Jemaa el-Fna, patrimonio UNESCO, cambia volto a ogni ora: di giorno incantatori di serpenti, succhi d’arancia, bancarelle di henné; la sera bracieri fumanti, tamburi, storie raccontate in cerchio. Per respirare, basta salire su una delle tante terrazze panoramiche: la vista sui tetti, tra satelliti e minareti, è unica. Da non perdere un pomeriggio in un hammam tradizionale (meglio se fuori dai circuiti turistici): sapone nero, guanto di kessa e acqua calda a volontà. Si esce rinati. E se si vuole scappare per un giorno, la Palmeraie offre giri in dromedario, palmeti infiniti e, con poco sforzo, anche riad lussuosi dove fermarsi per un tè o un pranzo slow.
Più caotica, meno filtrata, Fès è la città ideale per chi cerca il Marocco più autentico. La sua medina, una delle più antiche e grandi del mondo arabo, è un vero labirinto: niente auto,
Fès
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Start here. Marrakech isn’t a city to “see” — it’s a city to feel. The heart of it is the Medina, with souks stacked one over the other: textiles, spices, lamps, sandals, ceramics. Nothing has a price tag. Everything is negotiated. Everything smells like something. Getting lost is part of the experience. Jemaa el-Fna Square, a UNESCO site, shifts identity by the hour: snake charmers, orange juice stalls, henna artists by day; smoky grills, drums and storytellers by night. For a break, climb to one of the many rooftop terraces. The view over satellite dishes and minarets is unforgettable. Treat yourself to a traditional hammam — black soap, scrubbing glove, hot steam, and buckets of water. You’ll walk out new. Need a breather from the medina? Head to the Palmeraie, a palm oasis outside the city. You’ll find camels, dust roads, and — if you want — upscale riads serving slow lunches in the shade.
Busier, denser, and less curated, Fès shows you the raw, historic Morocco. Its medina is one of the largest and oldest in the Arab world — a true maze with no cars, only mules, carts, and your feet. The Chouara tanneries, with
Le Jardin Secret, Marrakech
solo muli, carretti e piedi. Qui si trova la conceria Chouara, con le vasche colorate dove il cuoio si lavora ancora a mano, tra odori intensi e una tecnica che non è cambiata da secoli. In città ci sono madrase da visitare, botteghe di ceramiche, cortili nascosti e riad da Mille e una Notte. Chi vuole imparare qualcosa può partecipare a corsi di cucina, calligrafia araba o mosaico zellige. A Fès non si corre. Si osserva.
CHEFCHAOUEN, LA CITTÀ BLU
Piccola, raccolta e decisamente fotogenica. Chefchaouen è tutta in salita e tutta azzurra. Le case, le porte, le scale, le pareti: ogni sfumatura di blu è rappresentata. Non c’è molto da “fare”, ed è proprio il bello. Si cammina, si fotografa, si beve tè alla menta, si entra nei negozietti che vendono saponi artigianali, spezie, coperte tessute a mano. La città è a nord, tra le montagne del Rif, e ha un’aria rarefatta, tranquilla, quasi irreale. È anche un ottimo punto di partenza per chi vuole esplorare le valli intorno o fare brevi trekking.
DESERTO: DOVE FINISCE LA STRADA La parte più spettacolare arriva a sud. Da Marrakech si può partire in jeep verso Merzouga, al confine con il Sahara. Ci
their rows of stone dyeing vats, are as visually striking as they are intense-smelling. Leather is still processed here by hand, the same way it’s been done for centuries. You’ll find madrasas, ceramic workshops, hidden courtyards, and riads out of a storybook. Want to go deeper? Take a crash course in Moroccan cooking, Arabic calligraphy, or zellige tile making. Fès isn’t fast. It makes you slow down and look.
CHEFCHAOUEN, THE BLUE TOWN
Tiny, hilly, and unmistakably blue. Chefchaouen is painted in every possible shade of blue — doors, walls, stairs, arches. There’s not much to “do,” and that’s exactly the point. You wander, take photos, sip mint tea, browse shops full of handmade soaps, woven blankets, and jars of spices. Tucked into the Rif Mountains in the north, it has a rare, calm atmosphere. A perfect base for day hikes or just a long pause between cities.
THE DESERT: END OF THE ROAD
The real spectacle is south. From Marrakech, you can take a jeep to Merzouga, near the edge of the Sahara. It’s a long drive, but every kilometer is worth it: red
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VIAGGI NEL MONDO | TRAVELING IN THE WORLD
In order from the top: Essaouira A camel on the beach Tagine
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vogliono ore, ma ogni chilometro vale. Si attraversano gole rosse, palmeti, villaggi berberi, kasbah di fango che sembrano scolpite. Una notte nel deserto dell’Erg Chebbi è una di quelle esperienze che restano: tende sotto le stelle, sabbia che sembra seta, silenzio assoluto. I più avventurosi possono arrivare in dromedario, ma anche in 4x4 o quad. Al tramon-
canyons, palm oases, Berber villages, clay kasbahs carved from the earth. A night in the Erg Chebbi dunes is unforgettable. Canvas tents under the stars, fine sand that feels like silk, and absolute silence. You can get there by camel, quad, or 4x4. At sunset, the dunes shift from orange to pink to violet. Photos won’t do it justice.
to, le dune diventano arancioni, rosa, poi viola. Nessuna foto potrà rendergli giustizia.
ESSAOUIRA: WIND, FISH, AND WIDE SKIES
ESSAOUIRA, VENTO E PESCE ALLA GRIGLIA
Sul lato atlantico, Essaouira è la destinazione ideale per rallentare. Ex porto portoghese, con bastioni e case bianche, è oggi una città d’artisti, surfisti e viaggiatori tranquilli. Il vento qui soffia quasi sempre: meglio saperlo prima. Il porto è pieno di barche blu e pesce fresco. I ristoranti grigliano sul momento: scegli il pesce, lo pesano davanti a te, lo cuociono con limone, olio e poco altro. La spiaggia è lunga, perfetta per passeggiare, cavalcare, o solo guardare i kite volare. Dentro le mura, la medina è calma e ordinata. Le botteghe vendono legno di thuya intagliato, olio d’argan puro, chitarre artigianali. Non ci sono auto, solo gabbiani e bambini che giocano. Al tramonto, ci si siede su un tetto a bere qualcosa e a guardare il sole scendere sull’oceano. Un piccolo lusso.
On the Atlantic coast, Essaouira is the place to exhale. A former Portuguese port, it’s now a low-key city of artists, surfers, and slow travelers. Wind is part of the package — best to know before you go. The harbor is full of blue boats and fresh catch. Most restaurants grill fish on the spot: pick your fish, watch it get weighed and cooked with just lemon and oil. The beach is long, great for walking, riding, or just watching the kites soar. Inside the old walls, the medina is quiet and well-kept. Shops sell carved thuya wood, pure argan oil, handmade guitars. No traffic, just seagulls and kids playing soccer. At sunset, rooftops become the best seats in town for a drink and an ocean view. A simple pleasure.
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COSE CHE NON TI ASPETTI
In Marocco si può sciare (a Oukaïmeden, vicino a Marrakech), si può fare surf (ad Agadir, a Taghazout, a Sidi Kaouki), si può dormire in ecolodge in mezzo alle montagne dell’Atlante o tra le rocce rosse della Valle del Draa. Si possono visitare studi cinematografici a Ouarzazate, dove hanno girato “Il Gladiatore” e “Game of Thrones”. Oppure imparare a fare il couscous in una casa di campagna, dove il forno è di terra cruda e il ritmo è dettato dal canto del muezzin. Anche nei luoghi più turistici, il Marocco riesce a sorprendere. È caotico e gentile. Colorato e polveroso. Pieno e silenzioso. Un paese che si lascia
THINGS YOU DON’T EXPECT
In Morocco, you can ski (yes, at Oukaïmeden, near Marrakech), you can surf (Agadir, Taghazout, Sidi Kaouki), or stay in eco-lodges high in the Atlas Mountains or deep in the red rocks of the Draa Valley. You can visit film studios in Ouarzazate, where Gladiator and Game of Thrones were shot. Or you can learn to cook couscous in a clay house in the countryside, where time moves to the rhythm of the call to prayer. Even in the most touristy spots, Morocco surprises. It’s chaotic and kind. Dusty and vibrant. Loud and peaceful. A country that reveals itself — but only if you’re really looking.
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In this page Chefchaouen, the blue town The Desert in Morocco
VIAGGI SLOW | SLOW TOUR
MONTEGROTTO E LE SUE TERME, TRA IERI E OGGI MONTEGROTTO AND ITS THERMAL BATHS, BETWEEN PAST AND PRESENT di Syusy Blady
“I bagni, il vino e l’amore corrompono il nostro corpo, ma sono proprio i bagni, il vino e l’amore a renderci la vita piacevole.” Questa citazione descrive perfettamente il ruolo che le terme avevano nella società romana: luoghi di piacere, benessere… e, a volte, anche di eccessi. Durante l’epoca romana, Montegrotto Terme — conosciuta allora come Mons Aegrotorum, la “collina dei malati” — era celebre per le sue acque termali curative. L’intera zona termale dei Colli Euganei veniva chiamata Aquae Patavinae, comprendendo sia Abano che Montegrotto. Perfino Marco Valerio Marziale, il famoso poeta latino del I secolo d.C., le menziona nei suoi epigrammi! È un luogo ricco di storia, certo, ma anche di piacere. Come potevo non venirci anch’io? Ma prima di raccontarti la mia esperienza, facciamo un passo indietro nel tempo… Montegrotto Terme, ai piedi dei Colli Euganei, è uno dei centri termali più antichi d’Italia. Le sue acque calde erano già conosciute in epoca preistorica, come dimostrano i reperti archeologici risalenti almeno all’Età del Bronzo (2000-1000 a.C.). Già nel Neolitico (6000-3000 a.C.), gruppi di cacciatori-raccoglitori iniziarono a stanziarsi nella zona, sfruttando le sorgenti termali per usi quotidiani e forse anche rituali. Gli scavi hanno restituito utensili in pietra, ceramiche e tracce di strutture palafitticole. Tra il X e il V secolo a.C., la zona fu abitata dai Veneti antichi, un popolo profondamente legato alle sorgenti naturali, considerate sacre. Sebbene non ci siano prove dirette di un culto a Montegrotto, è plausibile che queste acque fossero ritenute luoghi spirituali.
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EN. “Baths, wine, and love may corrupt the body, but it is precisely baths, wine, and love that make life enjoyable.” This quote perfectly captures the role that thermal baths played in Roman society: places of pleasure, wellness... and sometimes even excess. During Roman times, Montegrotto Terme — then known as Mons Aegrotorum, or “Hill of the Sick” — was famous for its healing thermal waters. The entire spa area of the Euganean Hills was referred to as Aquae Patavinae, encompassing both Abano and Montegrotto. Even Marco Valerio Marziale, the renowned Latin poet from the 1st century AD, mentioned them in his epigrams! It’s a place rich in history, yes, but also
Montegrotto, Piazza Roma
Scal
in pleasure. How could I not come here too? But before I tell you about my experience, let’s take a step back in time... Montegrotto Terme, nestled at the foot of the Euganean Hills, is one of the oldest spa towns in Italy. Its warm waters were already known in prehistoric times, as evidenced by archaeological finds dating back at least to the Bronze Age (2000–1000 BC). As early as the Neolithic period (6000–3000 BC), groups of hunter-gatherers began settling in the area, using the thermal springs for daily needs — and possibly for ritual purposes too. Excavations have uncovered stone tools, pottery, and traces of stilt house structures. Between the 10th and 5th centuries BC, the area was inhabited by the ancient Veneti people, who had a deep connection to natural springs, which they considered sacred. Although there’s no direct evidence of a cult at Montegrotto, it’s plausible that these waters were seen as spiritual places. The goddess Reitia — a symbol of healing, fertility, and wisdom — was one of the most important deities of this culture. Her main sanctuary
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VIAGGI SLOW | SLOW TOUR
La dea Reitia, simbolo di guarigione, fertilità e sapienza, era una delle divinità più importanti di questa cultura. Il suo santuario principale si trovava a Este, non lontano da qui. È molto probabile che anche le sorgenti di Montegrotto venissero vissute come un dono divino. Sotto Giulio Cesare, le Aquae Patavinae raggiunsero grande notorietà, diventando una meta ambita per i cittadini dell’Impero alla ricerca di benessere. Ed eccoci al presente. Oggi mi trovo alle Terme Preistoriche, e sì, il nome dice già molto. Se chiedi in giro perché si chiamino così, le risposte sono vaghe… ma basta guardarsi attorno: il paesaggio, il rivo d’acqua termale che scorre accanto, la collina alle spalle — tutto profuma di storia e di mito. Naturalmente, ne approfitto. Oltre ai pasti deliziosi, ci sono due piscine — una interna e una esterna — e una spa che offre, oltre ai trattamenti tradizionali, anche il rito finlandese. In cosa consiste? Una vera immersione nei rituali nordici: si entra in sauna avvolti solo da un asciugamano (come da tradizione, per mantenere la purezza dell’acqua e vivere con più libertà il proprio corpo), si alternano saune con essenze naturali, bagni ghiacciati e scrub completi nel bagno turco.
was located in Este, not far from here. It’s very likely that the springs of Montegrotto were also regarded as a divine gift. Under Julius Caesar, the Aquae Patavinae rose to great fame, becoming a sought-after destination for citizens of the Empire in search of wellness. And now, back to the present. Today I’m at the Terme Preistoriche — and yes, the name says it all. If you ask around why they’re called that, you’ll get vague answers... but just look around: the landscape, the stream of thermal water flowing nearby, the hill rising behind — everything smells of history and myth. Naturally, I’m taking full advantage. Alongside delicious meals, there are two pools — one indoor and one outdoor — and a spa that, in addition to traditional treatments, offers the Finnish ritual. What’s that about? A true immersion in Nordic rituals: you enter the sauna wrapped only in a towel (as tradition dictates, to preserve the purity of the water and embrace a freer connection with your body), alternating between saunas with natural essences, ice baths, and full-body scrubs in the steam room. But the experience doesn’t end there. In Montegrotto, you
Terme Preistoriche
SCAN ME TG del Turismo e sul Sistema Digitale di La7: ogni settimana le Syusy & Patrizio News su viaggi, eventi e destinazioni Tourism News and La7 Digital System: every week the Syusy & Patrizio News on travel, events and destinations
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L’esperienza non finisce qui. A Montegrotto puoi anche visitare il Museo del Termalismo Antico e del Territorio, oppure goderti passeggiate rigeneranti. Nella zona ci sono diverse attrazioni interessanti: il parco di Villa Draghi, con il suo suggestivo Viale dell’Amore; la Butterfly Arc, la prima Casa delle Farfalle d’Italia, una serra tropicale in cui le farfalle volano libere; e Y-40®, la piscina più profonda d’Italia, perfetta per gli appassionati di immersioni e per chi desidera fare fisioterapia nell’acqua termale. Un territorio veramente affascinante, posto sotto lo sguardo benevolo della Dea Reitia, che da millenni veglia su queste acque e sul potere della guarigione.
can also visit the Museum of Ancient Thermalism and the Region, or enjoy rejuvenating walks. There are several interesting attractions in the area: Villa Draghi’s park, with its romantic Viale dell’Amore; the Butterfly Arc, Italy’s first butterfly house — a tropical greenhouse where butterflies fly freely; and Y-40®, the deepest pool in Italy, ideal for diving enthusiasts and for those seeking thermal water physiotherapy. A truly fascinating area, under the benevolent gaze of Goddess Reitia, who has watched over these waters and their healing power for millennia.
Villa Draghi
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DOVE E COME | WHERE AND HOW
In collaborazione con/ In collaboration with
ATLANTA La città dai mille volti
ATLANTA | The city of a thousand faces di Ilaria Santi
Raggiungibile con voli diretti dall’Italia, Atlanta è una metropoli da 6 milioni di abitanti con una moderna downtown, dominata dall’iconico Bank of America Plaza, ma anche con quartieri storici ampie zone riqualificate e tanti highlight che meritano un viaggio. Innanzitutto, è la città della Coca-Cola. È proprio in una piccola farmacia, la Jacobs’ Pharmacy, che esiste tutt’oggi, che il farmacista John Stith Pemberton ha inventato, nel 1886, la bevanda più famosa al mondo, nata come medicinale, tanto che la formula viene ancora oggi conservata in un caveau. Inutile dire, quindi, che la prima tappa di un viaggio ad Atlanta è sicuramente World of Coca-Cola, dove oltre a scoprirne la storia si possono assaggiare tutti i tipi di Coca-Cola inventati finora e, in anteprima, quelli che arriveranno nei prossimi anni sugli scaffali dei supermercati. Uno stop finale nello shop durerà anche più della visita, statene certi. Il museo si trova nel bel mezzo del Centennial Olympic Park, l’enorme parco pubblico nato in occasione delle
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EN. Easily reachable with direct flights from Italy, Atlanta is a metropolis of 6 million people. It boasts a modern downtown skyline dominated by the iconic Bank of America Plaza, alongside historic neighborhoods, revitalized districts, and plenty of highlights worth the trip. First of all, it’s the city of Coca-Cola. It was right here, in a small pharmacy—Jacobs’ Pharmacy, still standing today—where pharmacist John Stith Pemberton invented the world’s most famous drink in 1886. It started as a medicinal tonic, and its original formula is still kept in a vault. So naturally, the first stop on any trip to Atlanta is World of Coca-Cola, where you can explore the brand’s history and taste every version of Coke ever made—including upcoming ones that haven’t hit shelves yet. And don’t be surprised if you spend more time in the gift shop than in the museum itself. The museum is located in the heart of Centennial Olympic Park, the massive public space created for the 1996 Summer Olympics. It’s the go-to venue for major
Olimpiadi estive che si sono tenute ad Atlanta nel 1996. È il luogo dove si svolgono gli eventi più importanti della città, dai concerti all’aperto d’estate alla grande festa del Giorno dell’Indipendenza del 4 luglio. Al centro della piazza, a ricordare i Giochi olimpici, c’è la scultura Gateway of Dreams che raffigura Pierre de Coubertin, padre delle moderne Olimpiadi, inaugurata proprio per Atlanta ’96. Qui si trova anche il Georgia Aquarium, il più grande acquario degli Stati Uniti d’America, con otto aree tematiche e milioni di pesci, dagli squali martello ai dugonghi. È davvero meraviglioso. Il parco comprende anche uno dei templi del calcio americano, il Mercedes-Benz Stadium, che ospiterà ben otto degli incontri della Coppa del Mondo FIFA 26. Questo bellissimo edificio da 71mila posti costruito nel 2017 è famoso per il suo tetto retraibile ispirato dal Pantheon di Roma, che varia la trasparenza a seconda dell’intensità della luce esterna. Una parte della struttura è stata studiata in modo da lasciare libera la vista sullo skyline di Atlanta. Ma Atlanta è anche una città che ha un’importante storia da raccontare. Prima di tutto, è qui che è nato, vissuto ed è sepolto Martin Luther King, uomo simbolo dei diritti civili americani (e non solo). Si può visitare la sua casa-museo in Auburn Avenue, nel quartiere storico di Old Fourth Ward, a poco più di un chilometro dalla centralissima Peachtree Street, dove si trovano gli edifici più antichi della città, mentre nel vicino quartiere di Inman Park, dove un tempo vivevano i cittadini più benestanti, si possono ammirare ancora oggi le più belle ville e mansion della città, incluso Callan Castle, appartenuto al proprietario della Coca-Cola, Asa Griggs
city events—from open-air concerts in the summer to the massive Fourth of July celebrations. In the middle of the square stands the Gateway of Dreams sculpture, depicting Pierre de Coubertin, father of the modern Olympics, unveiled for the Atlanta ’96 Games. Nearby is the Georgia Aquarium, the largest in the U.S., home to eight themed zones and millions of sea creatures—from hammerhead sharks to dugongs. It’s truly spectacular. Also in the park is one of American football’s modern temples: the Mercedes-Benz Stadium, which will host eight matches of the FIFA World Cup 2026. This stunning 71,000-seat venue, opened in 2017, is known for its retractable roof inspired by the Pantheon in Rome—it adjusts its transparency based on the intensity of the outdoor light. Part of the structure was specifically designed to offer views of the Atlanta skyline. A City with History Atlanta also has a powerful story to tell. It’s the birthplace, home, and final resting place of Martin Luther King Jr., a global icon of civil rights. You can visit his house-turned-museum on Auburn Avenue, in the historic Old Fourth Ward, just over a kilometer from central Peachtree Street, where you’ll find some of the city’s oldest buildings. In nearby Inman Park, once home to Atlanta’s wealthiest residents, you’ll see some of the city’s most beautiful mansions—including Callan Castle, once owned by Coca-Cola’s founder Asa Griggs Candler (who bought the formula for just $238.98). The home is now used as a filming location. To explore the city, you can take a guided tour in electric vehicles or walk and cycle along the BeltLine—one of
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DOVE E COME | WHERE AND HOW
UN MUSEO CON VISTA SU PIAZZA SAN MARCO
In piazza San marco a Venezia apre a maggio lo SMAC, il nuovo centro artistico che ospiterà un ricco programma di mostre ed eventi dalle arti visive all’architettura, dalla moda al cinema. Ubicato al secondo piano delle Procuratie, questo enorme ambiente di mille metri quadrati è stato restaurato dall’architetto David Chipperfield, vincitore del premio Pritzker. Il programma espositivo sarà realizzato in collaborazione con istituzioni e curatori internazionali di livello mondiale e ogni volta che andrete a Venezia ci sarà un’esposizione diversa. Info: www.smac.org
A MUSEUM WITH A VIEW OF PIAZZA SAN MARCO
Opening in May in Venice’s Piazza San Marco, SMAC is a new arts center set to host a rich lineup of exhibitions and events—from visual arts to architecture, fashion to film. Located on the second floor of the Procuratie, the vast 1,000-square-meter space has been restored by Pritzker Prize-winning architect David Chipperfield. The exhibition program will be developed with leading global institutions and curators, ensuring a different show every time you visit Venice. More info: www.smac.org
TOUR DELLE MALGHE IN VAL PUSTERIA
La Val Pusteria è famosa per la bellezza dei paesaggi, come quello del celebre Lago di Braies. Conosciuta come la “valle verde”, è un vero e proprio paradiso per chi ama il relax e le attività all’aperto. Dai sentieri escursionistici alle cittadine medievali, ogni angolo affascinante offre un’esperienza indimenticabile. Ogni anno, tra maggio e giugno, a Rio Pusteria si celebra la primavera con Malghe in Fiore, tra escursioni nella natura ed eventi gastronomici, un’occasione per scoprire i tesori dell’Alto Adige attraverso i suoi panorami mozzafiato. Info: https://www.riopusteria.it/it SiViaggia: https://siviaggia.it/cammini/rio-di-pusteria-percorso-nuovo-natura-accessibilita/486699/
ALPINE HUT TOUR IN VAL PUSTERIA
Val Pusteria is known for its stunning landscapes— like the famous Lake Braies. Nicknamed the “Green Valley,” it’s a paradise for those who love relaxation and the outdoors. From hiking trails to medieval villages, every corner offers something memorable. Each year between May and June, Rio Pusteria celebrates spring with Malghe in Fiore—a series of nature walks and food events that highlight the treasures of South Tyrol through its breathtaking views. More info: https://www.riopusteria.it/it SiViaggia: https://siviaggia.it/cammini/rio-di-pusteria-percorso-nuovo-natura-accessibilita/486699/
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Candler, che comprò la formula per 238,98 dollari dall’inventore e oggi usata come location per girarvi film. Per muoversi in città si può fare un tour a bordo di auto elettriche con tanto di guida turistica oppure si può percorrere a piedi o in bicicletta la BeltLine, uno dei più grandi esempi di riqualificazione urbana degli Stati Uniti, che segue per 35 km l’itinerario un tempo coperto dalla linea ferroviaria attraverso 45 quartieri. È un ottimo modo per esplorare Atlanta attraverso parchi, locali, ristoranti, gallerie d’arte e murales che raccontano la storia della città. Si può raggiungere anche la casa-museo di Margaret “Peggy” Mitchell, autrice del bestseller “Via col vento” del 1936, con cui ha vinto il Pulitzer e che ha ispirato il kolossal cinematografico. Insomma, Atlanta è una città dai mille volti, a ciascuno il suo.
the largest urban redevelopment projects in the U.S. This 35-kilometer trail follows the path of a former railway, weaving through 45 neighborhoods. It’s a great way to see Atlanta’s parks, cafes, restaurants, art galleries, and murals that tell its story. You can also visit the Margaret “Peggy” Mitchell House, where the author of Gone with the Wind lived and wrote her Pulitzer Prize-winning 1936 novel that inspired the famous film. In short, Atlanta is a city with many faces—each visitor will discover their own. More info: https://discoveratlanta.com/ SiViaggia: https://siviaggia.it/idee-di-viaggio/tour-atlanta-capitale-georgia-usa/188306/
Info: https://discoveratlanta.com/ SiViaggia: https://siviaggia.it/idee-di-viaggio/tour-atlanta-capitale-georgia-usa/188306/
SCAN ME
Ph Tommaso Blaestra
BIKE & BOAT TOUR SULL’ADRIATICO
BIKE & BOAT TOUR ON THE ADRIATIC
La primavera è la stagione ideale per godersi l’Alto Adriatico. A Lignano Sabbiadoro, la più grande destinazione balneare del Friuli-Venezia Giulia, si possono fare escursioni in giornata tra bicicletta e barca. Questo territorio, chiamato da Hemingway la “Florida d’Italia”, comprende la Laguna di Marano, costeggiata da una ciclabile rialzata, ma anche due fiumi che disegnano la penisola: il Tagliamento, con le sue dolci anse, e lo Stella, dalle cui foci si può percorrere una ciclovia sopraelevata con vista sulla laguna. E, una volta scesi dalla due ruote, si può salire a bordo di un’imbarcazione e proseguire navigando. Un’esperienza decisamente insolita, ma il bello dell’Italia è proprio questo.
Spring is the perfect time to enjoy the Upper Adriatic. In Lignano Sabbiadoro, Friuli Venezia Giulia’s top beach destination, you can take day trips that combine biking and boating. This region—once dubbed the “Florida of Italy” by Hemingway—includes the Marano Lagoon, which is lined by an elevated bike path, and two rivers that shape the peninsula: the Tagliamento, with its gentle curves, and the Stella, whose mouth is crossed by a raised cycleway overlooking the lagoon. And once you’re off the bike, you can hop on a boat and continue your adventure on the water. It’s a truly unique experience—and that’s the beauty of Italy.
Info: www.lignanosabbiadoro.it
More info: www.lignanosabbiadoro.it
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BRAND AT WORK
VELASCA,
IL SAPER FARE DELLA TRADIZIONE ARTIGIANALE Incontro con Enrico Casati cofondatore di un brand che fa leva sull’omnicanalità tra retail digitale e fisico.
VELASCA: THE CRAFTSMANSHIP OF ITALIAN TRADITION | A Conversation with Enrico Casati, Co-founder of a Brand that Thrives on Omnichannel Retail between Digital and Physical Stores
di Paolo Gelmi
Il Brand Velasca nasce nel 2013 per volontà di 2 giovani milanesi appassionati di Made in Italy, Enrico Casati (classe 1897) e Jacopo Sebastio (classe 1982) i valori della bellezza e del “saper fare” guidano i 2 giovani imprenditori in questa entusiasmante avventura. Il loro è un progetto guidato con passione e determinazione, basato su un’ambiziosa sfida imprenditoriale: creare un’azienda e un brand moderno che potessero coniugare la tradizione artigianale italiana e un innovativo modello di vendita diretta. Questo è stato possibile grazie a un approccio che fa leva sull’omnicanalità tra retail digitale e fisico e un’accurata comunicazione digitale che ha permesso di creare una vera e propria community di persone che apprezzano il “bello e fatto bene all’italiana”.
EN. The Velasca brand was born in 2013, founded by two young Milanese entrepreneurs passionate about Made in Italy: Enrico Casati (born 1987) and Jacopo Sebastio (born 1982). Their project, driven by passion and determination, was based on an ambitious entrepreneurial challenge: to create a modern company and brand that could combine Italian artisanal tradition with an innovative direct-to-consumer sales model. This was made possible by leveraging an omnichannel approach between digital and physical retail and through careful digital communication, which helped create a true community of people who appreciate Italian “beauty and craftsmanship.”
Le creazioni Velasca sono caratterizzate da uno stile senza tempo che punta su raffinatezza ed eleganza, due peculiarità tanto ricercate – in ufficio ma anche nel tempo libero – dai professionisti di tutto il mondo, I due fondatori girano l’Italia in lungo e in largo alla ricerca del miglior distretto calzaturiero in cui creare i propri modelli. Il viaggio si conclude quando approdano a Montegranaro nelle Marche, culla della tradizione centenaria del saper fare le scarpe. Si tratta di un mestiere di famiglia che viene tramandato di generazione in generazione e che anche oggi si replica con lo stesso amore e la stessa meticolosità di un tempo. Dal primo modello del 2013 alle 450 referenze e le 100.000 paia di scarpe vendute, tutto avviene manualmente grazie alle maestrie di 14 famiglie di artigiani – circa 150 persone – e di un indotto di oltre 900 persone. Velasca vuole distinguersi sul mercato come artefice di una piena rinascita dell’artigianato, attività che, dopo essere stata per molti anni al centro dell’industria nazionale, risulta notevolmente sfavorita dalla diffusione di una produzione manifatturiera di stampo industriale. I prodotti di Velasca nascono, infatti, nei piccoli laboratori artigianali stanziati tra le colline marchigiane. Le collezioni non vengono semplicemente prodotte, bensì create: ogni articolo viene ideato grazie a un continuo confronto tra gli artigiani e l’azienda. Dal disegno alla scelta
Velasca’s creations are characterized by a timeless style focusing on refinement and elegance—qualities highly sought after by professionals worldwide, both in the office and during leisure time. The founders traveled extensively across Italy searching for the best shoe-making district to produce their models. They found it in Montegranaro, in the Marche region—an area known for its century-old shoemaking tradition. The craftsmanship is a family heritage, passed down through generations and still practiced today with the same love and precision. From the first model in 2013 to the current 450 references and 100,000 pairs sold, everything is handcrafted by 14 artisan families—around 150 people—with an extended network of over 900 workers. Velasca aims to position itself as a leader in the revival of craftsmanship, an activity that was once central to Italy’s national industry but has been sidelined by industrial-scale manufacturing. Velasca’s products are born in small artisanal workshops nestled in the Marche hills. The collections are not simply produced; they are created through constant collaboration between artisans and the company, from design to model selection, leather choice, sewing techniques, and sole application. Since opening their first shoe store in Milan in 2013, the brand has grown significantly. Many stores have opened
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Jacopo Sebasti e Enrico Casati founder
dei modelli, dall’individuazione del pellame per raggiungere la qualità che contraddistingue tutti i prodotti di Velasca, fino alla tecnica di cucitura e all’applicazione della suola. Dal 2013 con l’apertura del loro marchio di calzature a Milano ad oggi le cose sono decisamente cambiate in meglio per il brand, numerosi i negozi aperti in Italia e nel mondo e nel 2021 nasce anche Velasca Women dedicato all’universo femminile con l’apertura del primo negozio di scarpe da donna nel capoluogo meneghino, mentre nel 2022 il marchio milanese presenterà sul mercato la sua prima collezione Total Look uomo con la stessa filosofia e valori che hanno caratterizzato la creazione delle calzature e del brand stesso, nella stagione FW 23/24 alle collezioni già presenti si aggiungerà anche l’abbigliamento Total Look donna. Velasca ha dimostrato inconfutabilmente che il suo approccio alla moda e al mercato attraverso il retail digitale e off line è vincente. Anno dopo anno i fatturati della società sono in crescita e le nuove aperture di negozi monomarca Velasca si moltiplicano sia in Italia che all’estero in città come Milano, Torino, NY, Londra e Parigi per citarne alcune, per l’occasione Gate Magazine ha incontrato Enrico Casati cofondatore del brand Velasca per farsi raccontare dettagli e aneddoti di un brand italiano capace di esportare il “ben fatto” e l’eccellenza del nostro Made in italy nel mondo. Il nome del vostro brand si ispira alla mitica torre di Milano? Il brand prende il nome dalla famosa Torre Velasca di Milano, tutto nasce da un articolo del 2013 sul Sole24ore che raccontava della storia di questa struttura simbolo della città di Milano e bandiera di una rinascita nazionale nel dopoguerra, un ponte tra tradizione e futuro attraverso l’innovazione, questi aspetti sono esattamente rappresentativi della filosofia del nostro brand, quindi essendo noi milanesi ci siamo immediatamente rispecchiati in quei bellissimi valori e dopo aver verificato che il dominio fosse libero, abbiamo dato vita al nome del nostro marchio. Cosa significa “Modello direct to consumer”? Siamo partiti con le idee ben chiare, togliere dalla nostra
across Italy and the world. In 2021, Velasca Women was launched, dedicated to the female market with the opening of the first women’s shoe store in Milan. In 2022, the brand introduced its first Men’s Total Look collection with the same philosophy and values that characterized its footwear. In the FW23/24 season, Velasca also added a Women’s Total Look clothing line. Velasca has proven that its approach—combining digital and offline retail—is successful. Year after year, the company’s revenue continues to grow, and Velasca’s mono-brand stores are multiplying both in Italy and abroad, in cities like Milan, Turin, New York, London, and Paris. For this occasion, Gate Magazine interviewed co-founder Enrico Casati to learn more about the brand that is exporting Italian craftsmanship and excellence worldwide. Is the name of your brand inspired by Milan’s iconic Velasca Tower? Yes, the brand is named after the famous Velasca Tower in Milan. It all started from an article we read in 2013 in Il Sole24Ore, which recounted the story of this building, a postwar symbol of Milan and Italian rebirth, a bridge between tradition and future through innovation. Those values perfectly reflect our philosophy, so as Milanese ourselves, we immediately connected with them. After checking that the domain was available, we chose the name for our brand. What does “Direct to Consumer” model mean for you? We had a clear idea from the start: eliminate intermediaries between our company and the final consumer. No showrooms, no distributors—only our own stores and digital channels. It was a tougher and more expensive route, but it’s the reason for our success. Every time we launch shoes or apparel, we get immediate feedback from the market. Online and offline retail work together, allowing us to monitor customer preferences and sales trends daily. For us, customer relationships are an absolute priority. Thanks to this approach, Velasca can deliver the quality of Italian craftsmanship worldwide at highly competitive prices through direct contact with consumers. ENJOY YOUR TRIP | 45
BRAND AT WORK
attività tutti quelli che potevano essere degli intermediari tra la nostra società e il consumatore finale, quindi nessun showroom e nessun distributore, puntando su negozi di proprietà e sul digitale, certo questa scelta è stata più difficile e onerosa ma è stata la ragione del nostro successo, ogni volta che lanciamo delle calzature o dei capi d’abbigliamento abbiamo la risposta immediata di come reagisce il mercato, la parte retail off line si sposa con quella on line per darci risposte e permetterci di monitorare quotidianamente il desiderata dei nostri consumatori e l’andamento delle vendite, per noi il rapporto con il nostro cliente è una priorità assoluta. Grazie a questo tipo di approccio al mercato Velasca è in grado di portare nel mondo la qualità del manufatto italiano a prezzi estremamente competitivi attraverso un contatto diretto tra azienda e consumatori.
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Perché la scelta di partire con le calzature? Nasce un po’ per passione mia e del mio socio e un po’ per esigenza, tutto parte da un mio viaggio a Singapore, dovevo presenziare a una riunione molto importante e mi resi conto di non avere una scarpa elegante in stile italiano o che fosse adatta per quella situazione formale, decisi di uscire a cercarne una, purtroppo non trovai nulla di pregevole, quindi preso dal panico chiesi al mio socio e a mio fratello che nel frattempo stavano per arrivare a Singapore di portami un mocassino o una scarpa allacciata elegante, in modo da poter far bella figura, dopo quell’esperienza ci venne l’idea di creare delle calzature artigianali e Made in Italy da esportare in tutto il mondo, scarpe che rappresentassero l’eccellenza del nostro Made in Italy e del “saper fare” ad un giusto prezzo. Quali sono state le leve che vi hanno fatto scegliere gli artigiani del polo calzaturiero marchigiano? Abbiamo avuto subito le idee ben chiare, cercare artigiani con una forte tradizione calzaturiera quindi come non andare a cercare queste figure nel distretto più famoso e simbolo dell’eccellenza calzaturiera nel mondo come le Marche ed esattamente a Montegranaro? Chi disegna i vostri modelli di calzature? Abbiamo un team di creativi molto bravi che insieme ai nostri artigiani creano le nostre collezioni, anche il mio socio Jacopo contribuisce alla parte creativa pur non essendo un designer, ma ha ottime intuizioni e buon gusto, abbiamo anche dei creativi dedicati solo alla parte abbigliamento che sta crescendo stagione dopo stagione. Quanto è importante per voi e-commerce e quanto invece la vendita off line? Come detto in precedenza per noi la parte retail on line e off line hanno lo stesso valore, perché entrambe le situazioni ci portano direttamente a comunicare con il nostro target e a vendere le nostre collezioni, dandoci su mezzi diversi le risposte che la nostra azienda si aspetta. Nel 2022 avete presentato la prima collezione Total Look uomo ne vogliamo parlare? È stata una scommessa davvero ardua e da molti sconsigliata, alla fine è risultata comunque vincente, molti ci dicevano che dovevamo restare nell’ambito delle calzature e di non lanciarci nel creare collezioni di capispalla, pantaloni, maglie e accessori vari, invece ha vinto la nostra ambizione e deter46 |
Why did you start with footwear? It was partly due to passion and partly necessity. The idea came during a trip to Singapore. I had an important meeting but no elegant Italian-style shoes for the occasion. Searching locally, I couldn’t find anything suitable, so I asked my business partner and my brother, who were about to arrive, to bring me a pair of loafers or formal shoes. That experience sparked the idea: to create artisanal Made in Italy footwear that could be exported globally, representing Italian excellence at the right price. Why did you choose the Marche region’s footwear district? We immediately knew we wanted artisans rooted in strong shoemaking traditions, and there’s no better place than the Marche region, particularly Montegranaro—the world’s symbol of shoemaking excellence. Who designs your shoe models? We have a talented team of creatives who work closely with artisans to design our collections. Even my partner Jacopo contributes to the creative side, although he’s not a designer—he has great instincts and taste. We also have a separate creative team focused solely on clothing, which grows season after season. How important are e-commerce and offline retail for you? Both online and offline retail are equally important. They both allow us to communicate directly with our target customers and sell our collections while gathering valuable feedback.
minazione, quella di voler creare dei capi che si sposassero perfettamente con le nostre scarpe, inizialmente abbiamo fatto molta ricerca in tutta Italia per scoprire i migliori produttori di tessuti e nello stesso tempo trovare degli artigiani che sapessero confezionare i nostri capi, la risposta del mercato è stata davvero positiva, i nostri primi clienti per l’abbigliamento erano gli stessi delle calzature, successivamente abbiamo acquisito cliente nuovi che compravano in primis i nostri capi e poi scoprivano le scarpe, questi fattori hanno decretato il successo di questa operazione, oggi il fatturato di Velasca è dato ancora per la maggior parte dalle calzature, ma l’abbigliamento sta crescendo in modo importante. Chi è l’uomo che veste Velasca? L’uomo Velasca è una persona amante dell’artigianalità e della qualità, attenta al giusto prezzo, un uomo dallo stile italiano, che spazia dal classico al casual con una certa eleganza sussurrata e non ostentata.
In 2022 you launched your first Men’s Total Look collection. Can you tell us more? It was a big gamble—many advised against it—but it turned out to be a winning move. We wanted to create garments that perfectly complemented our shoes. We researched Italy’s best fabric manufacturers and artisans to produce our clothing. The market response was very positive. Initially, our first clothing customers were existing shoe buyers; later, new customers discovered Velasca through our apparel and then bought the shoes. Today, footwear still represents the majority of our revenue, but apparel is growing significantly. Who is the Velasca man? The Velasca man appreciates craftsmanship and quality, seeks fair prices, and embraces a refined yet understated Italian style that moves between classic and casual with effortless elegance.
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Cosa vi ha portato a creare anche una linea donna? Ci siamo resi conto che molte donne con un piede un po’ più grande erano già nostre clienti comprando i modelli maschili, quindi abbiamo deciso di realizzare anche scarpe femminili con la stessa artigianalità e gusto del “ben fatto”, modelli per una donna metropolitana e moderna che ama l’eleganza, non creiamo certo scarpe con il tacco 12 per intenderci, poiché rispettiamo i canoni e valori del brand Velasca, la donna che indossa le nostre calzature e lo specchio del nostro uomo, una persona che fa dell’eleganza italiana senza tempo il proprio stile di vita. Quali sono le caratteristiche dei vostri negozi? Sono degli spazi conviviali, arredati con il tipico gusto dello stile di un salotto italiano, cerchiamo di renderli vivi con eventi o aperitivi che danno allo spazio quella sensazione di casa. Non tutti i negozi sono uguali, quelli di nuova generazione sono stati costruiti per ospitare collezioni di abbigliamento e calzature, invece i primi monomarca erano pensati solo come botteghe eleganti adatte per le calzature e solo successivamente sono state adattate ad ospitare anche collezioni Total Look, ad oggi abbiamo 30 negozi uomo e 3 donna, ma presto aumenteranno entrambi. Parlando di AI credete possa essere un valore aggiunto per la vostra realtà oppure un pericolo? In piccola parte la stiamo utilizzando come supporto, per esempio nell’e-commerce perché ci aiuta nelle rapide traduzioni in lingue difficili, oppure per accelerare un lavoro come nel caso ci servisse di modificare una foto nata in un formato verticale e la si volesse in orizzontale, con AI possiamo farlo in un secondo, aggiungendo ad esempio uno sfondo che cambi di conseguenza il formato della foto senza modificarne l’immagine, un risparmio di tempo e danaro.
Why did you decide to create a women’s line? Many women with slightly larger feet were already buying our men’s models. So, we decided to create a women’s line with the same craftsmanship and attention to detail. We design for the modern, metropolitan woman who values elegance—without creating stiletto heels, respecting Velasca’s core values. The Velasca woman shares the same understated, timeless Italian style as the Velasca man. What are the characteristics of your stores? Our stores are designed to feel like cozy Italian living rooms. We often host events and aperitifs to make them lively and welcoming. The newer stores are built to display both shoes and apparel, while the first mono-brand stores were designed mainly for footwear and later adapted to host the Total Look collections. Today, we have 30 men’s stores and 3 women’s stores, with more to come soon.” Speaking of AI, do you see it as an opportunity or a threat? “We already use AI modestly as a support tool—for example, in e-commerce, for quick translations into difficult languages, or to speed up tasks like resizing images from vertical to horizontal format without altering the quality. It’s a real time and money saver.” What are you doing in terms of sustainability? “Since 2013, we’ve embraced a socially responsible mindset, even before sustainability became a buzzword. We focused on our artisans and suppliers, putting them at the center of our concerns. Today, Velasca is a Benefit Corporation, promoting values for artisans, suppliers, and customers alike. We educate customers about our products’ nature and care through our website. We also created welfare packages—for example, we provide
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Bottega Velasca, Verona
In tema di sostenibilità come vi state muovendo? Noi abbiamo iniziato nel 2013 a ragionare in questo senso, senza pensare alla sostenibilità, partendo dal rapporto con i nostri artigiani con un concetto di responsabilità sociale e di come la nostra azienda avesse un impatto sui piccoli artigiani e la rete dei nostri fornitori, grazie a queste riflessioni abbiamo imparato a mettere queste persone al centro dei nostri interessi, con il tempo in Velasca ci siamo evoluti sino a diventare società Benefit, creando alcune finalità di beneficio comune, verso gli artigiani, i fornitori, ma anche i clienti, alimentando la loro consapevolezza all’acquisto, attraverso il nostro sito informiamo della natura e qualità dei nostri prodotti, del loro miglior utilizzo e di come conservarli al meglio, abbiamo anche creato pacchetti di Welfare sostenendo ad esempio la genitorialità dei nostri collaboratori, per ogni bambino nato diamo un sostegno economico alle famiglie di 300 € al mese per i primi tre anni di vita. Per noi la sostenibilità parte dalle persone per poi proiettarsi verso la produzione, che deve essere sempre meno impattante per l’ambiente. I vostri mercati di riferimento? Direi l’Italia e gli Stati Uniti, ma anche l’Europa sta crescendo bene, il nostro fatturato è 60% Italia e 40% estero, fuori dai nostri confini e soprattutto in America il Made in Italy è davvero apprezzato e super richiesto. Come avete chiuso il 2024? Nonostante la crisi del settore moda, il nostro fatturato cresce anno dopo anno, siamo passati da più di 22 milioni nel 2023 (+ 20% sul 2022) a 23,5 milioni nel 2024. Progetti per il futuro? Nuove aperture? In pentola bollono molte idee e novità ma è prematuro parlarne, sicuramente tra i nostri progetti c’è la volontà di implementare le collezioni di abbigliamento e calzature, ma anche sviluppare ancora meglio la parte on-line/e-commerce, aprire nuovi negozi, magari un terzo negli Stati Uniti a NY, in Europa inaugurare altri negozi nelle principali capitali europee dove non siamo ancora presenti.
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€300 per month for three years to support employees’ families with newborns. For us, sustainability starts with people and extends to reducing environmental impact through production. What are your main markets? Italy and the United States are key, but Europe is growing well too. Currently, 60% of our revenue comes from Italy and 40% from abroad. Outside Italy—especially in the U.S.— Made in Italy is highly valued and in great demand. How did you close 2024? Despite the fashion sector crisis, our turnover keeps growing year after year. We went from over €22 million in 2023 (+20% over 2022) to €23.5 million in 2024. Future projects? New store openings? We have many exciting ideas and projects in the works—although it’s still early to talk details. We aim to expand our clothing and footwear collections, further develop our online and e-commerce channels, and open new stores. We’re planning a third U.S. store in New York and more stores across major European capitals where we’re not yet present.
AVAILABLE NOW
“Enotria” is a registered trademark of Jyamma Games S.r.l. All rights reserved. “Jyamma Games” is a registered trademark of Jyamma Games S.r.l. All rights reserved. ©2024 Jyamma Games ©Enotria: The Last Song. Additional copyright and trademark rights reserved by their respective owners. ENJOY YOUR TRIP | 51
TUTTO QUANTO FA TENDENZA | EVERYTHING THAT IS TRENDING
In collaborazione con/ In collaboration with
VLONE,
UN MARCHIO FORGIATO DALLA STRADA VLONE, A BRAND FORGED BY THE STREETS di Andrea Bertolucci
In un angolo pulsante di Harlem, tra i palazzi che si stagliano come giganti e le strade che brulicano di automobili, nasce un marchio la cui storia non può essere raccontata in modo semplice e lineare. Si tratta di Vlone, un brand che non ha solo vestito intere generazioni, ma le ha raccontate, le ha urlate, le ha vissute. Dietro quel logo (l’iconica V che siamo abituati a vedere sul dorso delle tee indossate da molti rapper), diventato oggi simbolo di esclusività e ribellione, c’è un giovane ragazzo nero che, come tanti, ha cercato di farsi strada in un mondo che sembrava non volerlo ascoltare. È il 2011 quando A$AP Bari, membro del collettivo hip-hop A$AP Mob, per intenderci quello da cui proviene anche A$AP Rocky, getta le basi di uno dei marchi più iconici dell’attuale panorama street. Il suo non è solo il sogno riduttivo di fare soldi o di lanciare una linea di abbigliamento, ma il desiderio più concreto e lungimirante di creare qualcosa che possa rappresentare la sua essenza, la sua identità. E, come ogni grande storia, anche questa non nasce sulla scrivania di un designer o durante una riunione, ma scaturisce unicamente dalla strada. Dalle esperienze vissute pienamente e dalle sfide quotidiane di un ragazzo cresciuto in uno dei quartieri più difficili di New York. Anche il nome Vlone non è stato scelto a caso. Nasconde infatti dentro di sé un’idea che si fonde con un messaggio potente: la solitudine di ogni individuo che, pur nella sua unicità, è parte di una comunità più ampia, plasmata da sogni, aspirazioni e, soprattutto, sovversioni. In quelle lettere vi è tutta l’essenza di una dichiarazione pura: non sei come gli altri, e non devi esserlo; un’idea di vita che rifiuta la conformità e celebra la solitudine creativa di chi ha il coraggio di essere diverso. È anche per questo che il rapporto tra Vlone e la cultura hip-hop non è stato una semplice coincidenza,
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EN. In a vibrant corner of Harlem, where towering buildings loom and traffic fills the streets, a brand was born—one whose story can’t be told in a straight line. That brand is Vlone. It’s not just a clothing label; it’s a voice, a movement, a lifestyle that’s dressed entire generations, screamed their truths, and lived their struggles. Behind the logo—that iconic “V” often spotted on the backs of tees worn by rappers—stands a young Black man who, like many others, fought to carve out space in a world that didn’t seem to want to hear him. It’s 2011 when A$AP Bari, a member of the hip-hop collective A$AP Mob (the same crew that gave us A$AP Rocky), lays the foundation for one of today’s most iconic streetwear brands. But this isn’t just about making money or launching a fashion line. It’s about creating something real, something that reflects who he is. And like all great stories, this one doesn’t start in a design studio or at a boardroom table—it starts in the streets. In the lived experiences and daily struggles of a kid raised in one of New York’s toughest neighborhoods. Even the name Vlone wasn’t randomly chosen. It carries a deeper idea—a powerful message: the solitude of the individual, who, despite being alone, belongs to a larger community shaped by dreams, ambition, and rebellion. Those letters hold a raw declaration: you’re not like the others, and you’re not supposed to be. It’s a life philosophy
ma la naturale evoluzione di due intenti paralleli. A$AP Bari e i compagni dell’A$AP Mob intuiscono fin dall’inizio che la moda non doveva e non poteva essere separata dalla musica. Al contrario, era una sua estensione, un canale attraverso il quale raccontare le storie, le emozioni e le rivoluzioni quotidiane. Quando A$AP Rocky, con il suo stile inconfondibile, diventa portavoce di Vlone, il marchio oltrepassa l’iconicità del simbolismo e diventa un vero e proprio movimento. E mentre i testi delle canzoni rap parlano di lotta, crescita, solitudine e riscatto, Vlone diventa il vestito migliore per raccontare quelle stesse storie. I suoi capi, con un logo minimalista, sono il riflesso di un modo di pensare, di vivere e di stare al mondo. Ogni felpa, ogni t-tee e ogni giacca diventa una tela sulla quale dipingere una narrazione di resistenza. La consacrazione di Vlone nel contesto della moda
that rejects conformity and celebrates the creative solitude of anyone bold enough to stand out. That’s also why Vlone’s bond with hip-hop culture wasn’t just a coincidence—it was inevitable. A$AP Bari and the rest of A$AP Mob understood from the start that fashion and music weren’t separate worlds. Fashion was an extension of music, another way to tell stories, express emotions, and fight daily battles. When A$AP Rocky—with his unmistakable style—becomes Vlone’s frontman, the brand evolves beyond its logo and becomes a full-blown movement. Just as rap lyrics speak of struggle, growth, isolation, and redemption, Vlone becomes the perfect outfit to echo those themes. Every hoodie, tee, and jacket becomes a canvas for telling stories of resistance and survival. Vlone’s rise in the fashion world, like many streetwear success stories, hinges on one key factor: collaborations. The first big one—with
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avviene, come in molti casi, grazie a un connubio che ancora oggi è il cuore pulsante del fenomeno streetwear: le collab. In particolare, il primo incontro con Nike è decisivo: una collaborazione che non è soltanto il lancio di una linea di sneakers, ma un vero e proprio atto d’invasione. Le scarpe Nike x Vlone diventano da subito oggetti di culto, pezzi da collezione che si trasformano in simboli di un’epoca, di una generazione che, finalmente, ha trovato un canale per esprimere la propria identità. Ma Vlone non collabora solo con Nike: la sua connessione con molti altri brand dei quali abbiamo parlato in precedenza, come Off-White e gli Antwerp Six, trasporta il brand nell’Olimpo della moda, in maniera tutt’altro che convenzionale. Anziché assimilarsi alle regole del lusso, prova a ripensarle, a giocarci, a sovvertirle. Perché, in fondo, Vlone non è soltanto un marchio di vestiti: è una dichiarazione di intenti, una sfida contro l’omologazione, un invito a vivere (ancora meglio) fuori dagli schemi.
Nike—changes everything. It wasn’t just about launching a sneaker line. It was a takeover. The Nike x Vlone shoes instantly became cult items—collectibles that symbolized a generation finally finding a way to express its identity. But Vlone didn’t stop with Nike. Its partnerships with other key players—like Off-White and the Antwerp Six—pushed the brand into fashion’s upper ranks, but not in a traditional way. Instead of fitting into the rules of luxury fashion, Vlone challenged them, played with them, flipped them on their head. Because in the end, Vlone isn’t just a clothing brand. It’s a statement. A challenge to conformity. A bold invitation to live, think, and move outside the box.
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REPORTAGE D’AUTORE | AUTHOR’S REPORTAGE
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EARRINGS - KOH GIOIELLI RING - KOH GIOIELLI TOP - STYLIST ARCHIVE
CINEMA | CINEMA
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the movie MARIA di Enza Pietrangelo
Attraverso flashback e momenti di riflessione, vediamo una Maria Callas vulnerabile, alle prese con la sua interiorità: rimpianti, delusioni e il peso della sua fama. Il film non elude la passione e il dolore causati dalla sua storia d’amore con l’armatore, culminata con il matrimonio di quest’ultimo con Jacqueline Kennedy. Il racconto si sofferma sulla sua vita isolata a Parigi, circondata dai ricordi e dalla presenza fedele della sua governante e amica. Nonostante il declino della sua carriera sul palcoscenico, il film sottolinea l’immortalità della sua arte e il suo impatto duraturo sulla musica. In sostanza, “Maria” offre uno sguardo intimo e malinconico sulla fine della vita di una delle più grandi artiste del XX secolo, cercando di catturare la sua essenza umana al di là dell’icona. Il film non ripercorre l’intera biografia della Callas, ma si immerge in un periodo specifico e cruciale della sua esistenza, quando la sua carriera operistica era in declino e la sua vita privata era segnata dalla solitudine e dai ricordi del suo passato glorioso e delle sue intense relazioni, in particolare quella tormentata con l’armatore greco Aristotele Onassis. Si concentra dunque sugli ultimi e solitari anni di vita della leggendaria soprano Maria Callas a Parigi negli anni ‘70. Vengono evocati i momenti salienti della sua carriera, le sue interpretazioni iconiche e il suo impatto rivoluzionario nel mondo dell’opera. Angelina Jolie ha dedicato sette mesi di preparazione per questo ruolo, prendendo anche lezioni di canto lirico, anche se nel film sono state utilizzate in gran parte le registrazioni originali di Maria Callas per le scene delle sue performance. L’interpretazione di un’icona come Maria Callas da parte di una star come Angelina Jolie ha suscitato molta attenzione.
EN. Through flashbacks and moments of introspection, we witness a vulnerable Maria Callas, grappling with her inner world—regrets, disappointments, and the weight of her fame. The film does not shy away from the passion and heartbreak of her love affair with the shipping magnate, which ended with his marriage to Jacqueline Kennedy. The narrative focuses on her isolated life in Paris, surrounded by memories and the loyal presence of her housekeeper and friend. Though her stage career was in decline, the film emphasizes the immortality of her art and her lasting impact on music. At its core, Maria offers an intimate and melancholic look at the final chapter of one of the 20th century’s greatest artists, aiming to capture her human essence beyond the legend. It doesn’t trace Callas’s entire biography but dives into a specific, pivotal period in her life—when her operatic career was waning, and her private life was marked by solitude and reflections on her once-glorious past and intense relationships, particularly the tormented one with Greek tycoon Aristotle Onassis. The film centers on the legendary soprano’s final and solitary years in 1970s Paris. Key moments of her career, her iconic performances, and her revolutionary influence on the opera world are evoked throughout. Angelina Jolie dedicated seven months to preparing for the role, even taking opera singing lessons—though most of the performance scenes use original recordings of Maria Callas. Jolie’s portrayal of such an iconic figure has attracted significant attention.
ABOUT THE MOVIE • Year: 2024 • Director: Pablo Larraín • Screenplay: Steven Knight • Main Cast: Angelina Jolie, Pierfrancesco Favino, Alba Rohrwacher, Valeria Golino • Italy Release Date: January 1, 2025 • Production: Italy, Germany, Chile, United States • Premiere: The film was presented in competition at the 81st Venice International Film Festival in 2024
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ARTE E DESIGN | ART AND DESIGN
the exhibition
FROM THEN TILL NOW BY HUGH FINDLETAR AKA MR.FLOWERHEADZ MUSEO BAGATTI VALSECCHI di Enza Pietrangelo
In occasione di Orticola 2025, il cui tema principale è Bio, bio, bio, in giardino c’è vita!, il Museo Bagatti Valsecchi partecipa alla settima edizione di Fuori Orticola presentando, dal 7 maggio all’8 giugno, la mostra di Hugh Findletar From then till now | Da allora ad oggi. Hugh Findletar, giamaicano di origine, newyorkese di formazione, adottato da Milano e conquistato dal vetro di Murano, è un fotografo di professione, in particolare ritrattista. Proprio da questa sua vocazione ha iniziato a creare icone in vetro. Le sue teste in vetro soffiato si ispirano alle maschere dei faraoni egizi e alle oinochoe greche, a volte bifronti, così come alle fiasche da vino dell’Impero Romano. Allo stesso tempo, sono anche vasi che richiamano le nature morte barocche del XVII secolo, simboli di vanitas e caducità, pur rappresentandone l’opposto: sono nature vive, da mantenere vitali secondo il proprio desiderio. Nascono così le FLOWERheadZ di Hugh Findletar, che dialogano con la collezione permanente del Museo Bagatti Valsecchi, offrendo al pubblico un’esperienza inedita dove il gusto rinascimentale incontra la natura e il vetro. Una mostra che si inserisce
nel solco delle celebrazioni per i trent’anni di apertura della casa museo, proseguendone lo spirito di apertura al contemporaneo. L’arte di Findletar è il risultato di un intreccio di suggestioni e influenze: la sua cultura giamaicana, ricca di leggende e tradizioni, dona ai suoi lavori un’impronta unica; la passione per l’orticoltura, trasmessagli dalla bisnonna, ha completato il percorso. Gli mancava solo il medium ideale, che ha scoperto durante un viaggio in Kenya, dove si è avvicinato per la prima volta alla soffiatura del vetro, la materia che gli mancava per dare forma al suo immaginario. Da quel momento ha intrapreso un lungo cammino di sperimentazione che lo ha condotto a Murano, nella storica vetreria Zanetti, dove ha affinato la tecnica e dato vita ai suoi celebri volti modellati a caldo. Ogni soffio è un gesto creativo, intimo e irripetibile, che trasforma la materia incandescente in icona, in presenza viva e pulsante. Il vetro gli ha così permesso di trasformare il suo interesse per la fisiognomica in una lettura ironica, a tratti impietosa, ma sempre affettuosa, di una grande varietà di volti umani. Le opere di Hugh Findletar entrano così in dialogo diretto con le stanze del Museo Bagatti Valsecchi, intrecciandosi con gli arredi neorinascimentali in un gioco di rimandi visivi e simbolici. I vasi della Generation Collection, insieme a quelli antropomorfi, zoomorfi e a opere inedite e site-specific, si disseminano tra gli ambienti della dimora storica, posandosi su tavoli, camini e mobili d’epoca, in un raffinato equilibrio tra antico e contemporaneo.
EN. As part of Orticola 2025, themed Bio, bio, bio – Life in the Garden!, the Bagatti Valsecchi Museum takes part in the seventh edition of Fuori Orticola, presenting From then till now | Da allora ad oggi, an exhibition by Hugh Findletar running from May 7 to June 8. Hugh Findletar—Jamaican by birth, New Yorker by training, adopted by Milan, and captivated by Murano glass—is a professional photographer, especially known for his portraits. This passion led him to start creating glass icons. His blown glass heads draw inspiration from ancient Egyptian pharaoh masks, Greek oinochoai (some with two faces), and Roman wine flasks. At the same time, they function as vases reminiscent of 17th-century Baroque still lifes—symbols of vanitas and transience—yet they embody the opposite: living compositions meant to remain vibrant, shaped by the viewer’s own desire. Thus were born Findletar’s FLOWERheadZ, which engage in dialogue with the Bagatti Valsecchi Museum’s permanent collection, offering a unique experience where Renaissance taste meets nature and glass. The exhibition also joins the celebration of the museum’s 30th anniversary, continuing its tradition of embracing the contemporary. Findletar’s art reflects a mix of influences and inspirations: his Jamaican heritage, rich in legend and tradition, gives his work a distinctive identity; his love for horticulture—passed down from his great-grandmother—completes the picture. All that was missing was the right medium, which he discovered during a trip to Kenya, where he encountered glassblowing for the first time. It became the perfect material to shape his vision. From there, he began a long journey of experimentation that led him to Murano, to the historic Zanetti glassworks, where he refined his technique and brought to life his now-famous hot-sculpted glass faces. Each breath is a creative, intimate, and unrepeatable act, transforming molten material into icon—into a vibrant, living presence. Glass has allowed him to turn his interest in physiognomy into an ironic, at times unforgiving, but always affectionate interpretation of the human face. Findletar’s works engage directly with the rooms of the Bagatti Valsecchi Museum, weaving into the Neo-Renaissance furnishings in a play of visual and symbolic references. The vases from the Generation Collection, along with anthropomorphic, zoomorphic, and newly created site-specific works, are placed throughout the historic home—resting on tables, fireplaces, and antique furniture—in a refined balance between past and present.
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In collaborazione con/ In collaboration with
BRAND AT WORK DESIGN
MILANO DESIGN WEEK
FUORISALONE
L’evento più esclusivo e inclusivo a livello internazionale dedicato al design.
di Paolo Gelmi
Si è appena conclusa a Milano la settimana dedicata al Design che ha visto l’invasione della città da parte di aziende, operatori del settore, estimatori del design e giornalisti di tutto il mondo, abbiamo avuto da una parte la location istituzionale, con sede presso Rho Fiera Milano progettata dall’archistar Massimiliano Fuksas, che ha portato in fiera aziende da ogni parte del globo per presentare le novità del settore, dall’altra il Fuorisalone con più di 1300 eventi che hanno coinvolto nella loro globalità tutto il capoluogo meneghino. La settimana dedicata al design ha regalato e fatto vivere ai propri visitatori uno dei momenti più frizzanti, stimolanti, creativi e inclusivi dell’intero anno, dove arredamento, design, arte, tecnologia e moda si sono dati appuntamento per condividere all’unisono la più grande vetrina internazionale dedicata al design, donando al pubblico il meglio che questi segmenti sono stati in grado di pensare, creare e proporre, ognuno con il proprio linguaggio espressivo e la propria filosofia. Grazie a questo evento Milano si è trasformata in un vivace palcoscenico di creatività e innovazione con il supporto di fantasmagoriche installazioni che hanno raccontato il design sotto mille sfaccettature diverse, Il tema del Fuorisalone 2025 è stato “Connected Worlds” e ha esplorato l’interconnessione dell’Ai con il design, tecnologia e sostenibilità, tra le tendenze emerse si è notata una crescente attenzione verso i materiali eco-sostenibili e soluzioni progettuali orientate al benessere e alla circolarità, Gate Magazine ha partecipato a questo importante appuntamento internazionale con l’obiettivo di catturare alcune novità presentate durante l’edizione del 2025. 68 |
MILAN DESIGN WEEK AND ITS FUORISALONE | The most exclusive and inclusive international event dedicated to design. EN. Milan has just wrapped up its Design Week, during which the city was taken over by companies, industry professionals, design enthusiasts, and journalists from around the world. On one side, there was the official venue at Rho Fiera Milano, designed by star architect Massimiliano Fuksas, where companies from across the globe presented their latest innovations. On the other side, the Fuorisalone featured over 1,300 events spread throughout the city. Design Week offered one of the most vibrant, stimulating, creative, and inclusive moments of the year, bringing together furniture, design, art, technology, and fashion in the world’s largest international showcase dedicated to design. It offered visitors the very best of these industries, each expressing themselves through their own style and philosophy. Thanks to this event, Milan turned into a lively stage of creativity and innovation, with stunning installations presenting design through countless perspectives. The 2025 Fuorisalone theme was “Connected Worlds,” exploring the intersections of AI with design, technology, and sustainability. Emerging trends showed a growing focus on eco-friendly materials and design solutions promoting wellbeing and circular economy principles. Gate Magazine participated in this important event to capture some of the highlights from the 2025 edition.
Pietre rappresenta un punto di riferimento nel panorama della lavorazione delle pietre naturali, unendo tradizione, qualità e sostenibilità contribuendo a creare spazi unici e raffinati. GRASSI PIETRE THE LUXURY OF STONE A family-run company based in the heart of Vicenza, Grassi Pietre is renowned for the processing and sale of marble and natural stones. Founded in 1850 with passion and dedication, the company has successfully combined artisan tradition with technological innovation, offering top-quality products for construction and design. Grassi Pietre’s strength lies in its wide range of materials sourced from the best quarries in Veneto and across Italy. Its flagship product is Vicenza stone, but the company also offers fine marbles, limestones, and granites, all carefully selected for beauty and durability, suitable for both indoor and outdoor projects as well as furniture and design solutions. Grassi Pietre stands out for its project customization, working closely with internationally renowned architects and designers to create bespoke solutions that meet the needs of the most demanding clients, turning stone into a true luxury material. Environmental responsibility is a key pillar for the company, which adopts sustainable practices, focusing on recycling and low-impact technologies. Grassi Pietre remains a benchmark in the natural stone industry, combining tradition, quality, and sustainability to help create unique, sophisticated spaces. Grassi Pietre, Tetide
GRASSI PIETRE IL LUSSO DELLA PIETRA
Un’azienda di famiglia con sede nel cuore del Vicentino, rinomata per la lavorazione e la commercializzazione di marmi e pietre naturali, fondata nel 1850 con passione e dedizione, l’azienda ha saputo coniugare tradizione artigianale e innovazione tecnologica, offrendo prodotti di altissima qualità per il settore dell’edilizia e del design. La forza di Grassi Pietre risiede nella vasta gamma di materiali che propone, provenienti dalle migliori cave venete e del resto d’Italia. Tra i prodotti principali spicca la pietra di Vicenza fiore all’occhiello della società veneta, ma troviamo anche marmi pregiati, pietre calcaree, graniti, tutti selezionati con grande cura, per garantire l’estetica e la durabilità, sia per soluzioni interne che esterne, oppure per complementi d’arredo o soluzioni di design. Grassi Pietre si distingue anche per la personalizzazione dei progetti, collaborando con architetti e designer di fama internazionale che attraverso il loro talento e la loro professionalità realizzano soluzioni su misura in grado di soddisfare le esigenze dei clienti più esigenti e raffinati, perché grazie a questa azienda le pietre diventano un materiale di lusso. L’attenzione per l’ambiente è un pilastro fondamentale di questa società che adotta pratiche sostenibili nella propria attività, ponendo particolare enfasi ai ricicli dei materiali e nell’uso di tecnologie a basso impatto ambientale. Grassi
Grassi Pietre, Tetide
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BRAND AT WORK DESIGN
MICHELA CATTAI, VETRO CUCITO E ARBOREA VITREA
L’artista e designer Michela Cattai apre le porte del suo studio in Via Brera 4, nel cuore del Brera Design District, presentando due progetti inediti che fondono la maestria vetraria muranese con una visione artistica contemporanea e poetica: “Vetro Cucito” e la nuova collezione “Arborea Vitrea”. VETRO CUCITO Un modulo in vetro soffiato di Murano che nasce dal desiderio di “ricucire” memoria e presente. Le superfici, attraversate dalla luce, si trasformano in fondali pittorici e scenografie fluide, evocative, in continuo mutamento. I moduli possono essere cuciti tra loro in composizioni verticali e sospese, diventando divisori, quinte sceniche o percorsi immersivi. Ideali per spazi pubblici e privati, grazie alla loro leggerezza visiva e alla ricchezza materica. Vetro Cucito è più di un oggetto: è un’esperienza sensoriale che invita a rallentare e abitare lo spazio con uno sguardo rinnovato. La collezione Arborea Vitrea esplora il dialogo tra arte e natura attraverso una serie di sculture in vetro soffiato, lavorate interamente a mano con tecniche muranesi d’eccellenza. La collezione si distingue per le sue forme organiche, i cromatismi sofisticati, le texture materiche e i contrasti tra luce e opacità che richiamano la complessità degli ecosistemi naturali. Tra le novità: Foresta, una lampada scultorea che si erge come una pianta autoctona lagunare, creando un gioco continuo di riflessi e trasparenze. Salice e Cespo, due sculture dinamiche che celebrano la trasformazione e la forza poetica del vetro. Arborea Vitrea è un atto di metamorfosi, un linguaggio plastico che fonde creatività contemporanea e memoria delle fornaci. Michela cattai, Vetro Cucito
photo from fuorisalone.it 70 |
Terre d Aenor da Galleria Michela Cattai MDW 2025
MICHELA CATTAI, VETRO CUCITO AND ARBOREA VITREA Artist and designer Michela Cattai opened her studio at Via Brera 4, in the heart of the Brera Design District, presenting two new projects blending Murano glass craftsmanship with a contemporary, poetic artistic vision: “Vetro Cucito” and the new “Arborea Vitrea” collection. Vetro Cucito is a Murano-blown glass module born from the desire to “stitch” together memory and the present. Lit surfaces become pictorial backgrounds and fluid, evocative, ever-changing stage sets. The modules can be stitched together into vertical or suspended compositions, acting as partitions, scenic backdrops, or immersive pathways—ideal for both public and private spaces thanks to their visual lightness and material richness. Vetro Cucito is more than an object; it’s a sensory experience that invites visitors to slow down and experience space with renewed vision. The Arborea Vitrea collection explores the dialogue between art and nature through blown glass sculptures, crafted entirely by hand using Murano excellence techniques. The collection stands out for its organic forms, sophisticated color palettes, rich textures, and interplay between light and opacity, evoking the complexity of natural ecosystems. Highlights include Foresta, a sculptural lamp resembling a native lagoon plant; Salice and Cespo, two dynamic sculptures celebrating the transformative power and poetic nature of glass. Arborea Vitrea is an act of metamorphosis—a plastic language blending contemporary creativity with the memory of the glass furnaces.
In the courtyard of via Brera 4, photo by ©Sara Piazzolla
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BRAND AT WORK DESIGN All the photos in this page: Richmond by Formitalia
“THE PROFESSOR CHAIR” LA COLLABORAZIONE TRA JOHN RICHMOND E FORMITALIA
Molto più di un semplice incontro tra due brand: è la fusione tra lusso senza compromessi e spirito ribelle, un equilibrio perfetto tra estetica e audacia, eleganza e provocazione. Un dialogo tra design e moda che sfida le convenzioni e ne scrive di nuove. A un anno dall’inizio della partnership, John Richmond torna alla Milan Design Week con The Professor Chair, una collezione che incarna pienamente il DNA del brand. Più di una semplice poltrona, The Professor Chairè un manifesto di personalità e stile, un’opera di design capace di raccontare identità ed espressione individuale. Ogni modello della collezione interpreta una diversa sfumatura dello spirito Richmond, attraverso materiali, forme e dettagli distintivi. Il damasco viola ei dettagli argentati di Purple Orchid Rain evocano un lusso teatrale e sofisticato, mentre The Eskimo gioca con il contrasto tra pelle nera e pelliccia, fondendo comfort estremo e attitudine rock. The Brighton Rocker celebra il mondo delle moto con un deciso Total Black, borchie e grafiche audaci, mentre Professor Glitzy affascina con il suo nero assoluto punteggiato da borchie dorate, trasformandosi in un elemento scenografico iconico. The Original richiama l’arte del tatuaggio Old School, perfetto per chi vive lo stile come un’estensione della propria pelle, mentre Pretty in Pink rompe ogni convenzione con il suo rosa shock decorato da simboli iconici, pensato per chi non ha paura di osare. Ogni pezzo è stato progettato per trasformare lo spazio in un’esperienza, unendo artigianato, innovazione e carattere.
“THE PROFESSOR CHAIR” THE COLLABORATION BETWEEN JOHN RICHMOND AND FORMITALIA This is more than a brand collaboration: it’s a fusion of uncompromising luxury and rebellious spirit, a perfect balance of elegance and provocation. A dialogue between design and fashion rewriting the rules. One year into their partnership, John Richmond returned to Milan Design Week with The Professor Chair, a collection fully embodying the brand’s DNA. More than just a chair, it’s a manifesto of personality and style—design pieces expressing individual identity. Each model showcases a different side of the Richmond spirit through materials, shapes, and signature details: • Purple Orchid Rain: purple damask and silver details evoke theatrical, sophisticated luxury. • The Eskimo: a mix of black leather and fur fuses extreme comfort with a rock attitude. • The Brighton Rocker: all-black, with studs and bold graphics, inspired by motorcycle culture. • Professor Glitzy: full black punctuated with golden studs, iconic and dramatic. • The Original: honors traditional old-school tattoo art for those who wear style on their skin. • Pretty in Pink: breaks all rules with shocking pink and iconic symbols, for those unafraid to stand out. Every piece is crafted to transform spaces into experiences, merging craftsmanship, innovation, and character.
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GREENTA, TRA MODA E DESIGN: UN APPUNTAMENTO CON EPICENTRO LA SOSTENIBILITÀ
Durante la Design Week a Milano presso la prestigiosa location del Hotel 5 stelle “Magna Pars” in zona Tortona si è tenuto un evento dedicato alla moda e al design con epicentro il tema della sostenibilità e del passaporto digitale, strumento che per normativa dell’Unione Europea diventerà obbligatorio nel 2030 costringendo le aziende che producono capi d’abbigliamento o accessori di design a comunicare il proprio impatto ambientale e a rendere nota la tracciabilità di tutte le fasi di lavorazione. L’evento GreenTa ha ospitato brand della moda, dello sportswear, del lusso e del design che non solo hanno proposto le loro collezioni o le loro capsule a negozianti, buyer e giornalisti del settore moda, ma hanno anche affrontato il tema della sostenibilità con serietà, sensibilità e autorevolezza.
GREENTA: WHERE FASHION MEETS DESIGN A SUSTAINABILITY-FOCUSED EVENT During Milan Design Week, the prestigious 5-star hotel “Magna Pars” in the Tortona area hosted an event focused on fashion, design, and sustainability. At the center was the topic of the Digital Product Passport, which will become mandatory under EU law by 2030. Companies producing clothing or design accessories will be required to disclose their environmental impact and ensure full traceability of their production processes. GreenTa hosted fashion, sportswear, luxury, and design brands who not only showcased their collections to retailers, buyers, and journalists but also seriously addressed sustainability with sensitivity and authority.
ABIMIS E LA PARTNERSHIP CON COLTELLERIE BERTI.
2 aziende leader ognuna nel proprio settore per una collaborazione unica. Acciaio inox, lavorato artigianalmente per dare vita ad eccellenze. È questo materiale, ma anche l’approccio nel trasformarlo e l’idea di costruire strumenti attraverso i quali esaltare il valore dell’alta cucina, che tracciano le analogie tra Abimis e Coltellerie Berti e ne suggeriscono la naturale collaborazione. Il know-how dei due brand e la loro filosofia si intrecciano così per la prima volta, in una collezione di accessori dove si crea un rimando di finiture e dettagli condivisi, ma soprattutto l’idea di una costante personalizzazione. Ad esprimere la sinergia sono due set, simboli del catalogo e della produzione Berti, che riportano su ogni lama il logo dei due marchi, inciso. Il primo, dedicato ai coltelli da taglio, è composto da cinque elementi, destinati al taglio di pane, carne, pesce, verdure e formaggi; il secondo invece comprende un corredo di 6 coltelli da bistecca, della collezione Convivio Nuovo dell’azienda toscana, da usare nella mise en place per i commensali. “Se le cucine Abimis, interamente in acciaio inox, sono pensate per integrare nel mondo domestico le dotazioni delle cucine professionali, i coltelli firmati Berti permettono allo stesso modo di lavorare con strumenti dalle prestazioni elevate, identiche a quelle impiegate nel mondo della ristorazione” racconta Anna Ongaro, alla guida di Abimis.
ABIMIS AND COLTELLERIE BERTI COLLABORATION Two Leading Companies, One Unique Collaboration Handcrafted stainless steel turned into excellence. That’s the shared philosophy that brought together Abimis and Coltellerie Berti. For the first time, the expertise of these two brands merged in a unique collection of kitchen accessories, where shared finishes and customizable details are key. Two iconic Berti sets symbolize the collaboration, with both brands’ logos engraved on every blade: • A set of five knives for cutting bread, meat, fish, vegetables, and cheese. • A set of six steak knives from Berti’s “Convivio Nuovo” collection, perfect for elegant table settings. As Anna Ongaro, head of Abimis, explains: “If Abimis kitchens integrate professional kitchen standards into the domestic environment, Berti knives provide the same high-performance tools used in professional cooking.”
Abimis - Lame collection ENJOY YOUR TRIP | 73
BRAND AT WORK DESIGN
INTERVISTA CON BRALCO: LA QUALITÀ E IL DESIGN DELL’ARREDO DA UFFICIO.
Nel cuore del design italiano, Bralco si distingue come una delle aziende più dinamiche e innovative nel settore dell’arredamento da ufficio, con una storia di 30 anni radicata nella tradizione veneta, l’azienda ha saputo evolversi costantemente, puntando sul design contemporaneo, sulla sostenibilità e la funzionalità dei propri arredi per rispondere alle richieste di un mercato sempre più esigente, un’azienda la Bralco figlia del nostro miglior Made in Italy con un attenzione particolare al mondo giovanile che è fonte d’ispirazione e portatore d’innovazione, durante il Fuorisalone abbiamo incontrato il Presidente dell’azienda Alex Bressan per farci raccontare qualche dettaglio in più di questa rinomata azienda che ha fatto dello stile, della qualità dei materiali, dell’ergonomia e del benessere posturale un valore aggiunto dei propri arredi per ufficio. Nel 2024 avete festeggiato i vostri primi 30 anni come è cambiato il mondo dei produttori di mobili per ufficio nel frattempo? I Produttori di Arredamento per ufficio si son evoluti profondamente in questi ultimi 30 anni perché è cambiato il mercato di riferimento a più riprese. In particolare, negli ultimi 10 anni stiamo assistendo ad una profonda trasformazione dettata sia dai nuovi modi di operare in ufficio (vedi lavoro da remoto o meglio ibrido: presenza e remoto) sia dalla richiesta di organizzazioni aziendali più flessibili, meno gerarchiche, sia dalla necessità di rendere gli spazi di lavoro più confortevoli in termini di ergonomia, acustica, confort: l’Ambiente ufficio è divenuto più “ambiente casa”. Per questo i Produttori specializzati come Bralco han dovuto sviluppare nel tempo nuovi sistemi, nuove tecnologie, utilizzare materiali innovativi, approfondire tematiche trasversali. Quali sono i materiali con cui preferite lavorare? I materiali che utilizziamo sono molto vari e dialoganti tra loro: pannelli nobilitati, metalli, polimeri, laccati, essenze di legno, tessuti, vetro, per passione amiamo lavorare il legno nelle sue tante varianti, come da tradizione artigiana che si è voluta nel tempo in industria. Come è cambiata la concezione di ufficio dopo il COVID-19? Si arriva a dire che oggi “l’ufficio, il posto di lavoro è ovunque”: dal salotto di casa al bar, dal treno al parco...questo favorito senza dubbio dall’esperienza del Covid19 che ha generato il boom del lavoro da remoto. In realtà oggi stiamo assistendo ad una richiesta delle aziende e degli esperti al ritorno in “presenza” delle persone per riprendere concetti come lavoro in team, il confronto, il senso di appartenenza, lo spirito di gruppo ed evitare fenomeni di alienazione ed isolamento.
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Bralco, Nuvola
INTERVIEW WITH BRALCO QUALITY AND DESIGN IN OFFICE FURNITURE In the heart of Italian design, Bralco stands out as one of the most dynamic and innovative office furniture companies. With 30 years of experience rooted in Veneto tradition, the company continually evolves, focusing on contemporary design, sustainability, and functionality to meet increasingly demanding markets. Bralco is a shining example of Made in Italy excellence, with a special focus on the younger generations as sources of innovation and inspiration. During Fuorisalone, we met with President Alex Bressan to learn more about this renowned company. In 2024, you celebrated your 30th anniversary. How has the office furniture industry changed? The sector has evolved dramatically. In the last 10 years, remote and hybrid work have transformed office needs. Companies now demand more flexible, less hierarchical setups. Offices have become more like home environments, emphasizing comfort, acoustics, and ergonomics. That’s why companies like Bralco had to innovate with new systems, new technologies, and new materials. What materials do you prefer to work with? We work with many materials—laminated panels, metals, polymers, lacquers, wood veneers, fabrics, and glass. But wood remains our passion, rooted in our artisan tradition. How has the idea of the office changed post-COVID? Today, the workplace can be anywhere—from the living room to a café, a train, or a park. COVID boosted remote work, but now companies push for in-person presence to revive teamwork, collaboration, and group spirit, avoiding alienation.
Chi sono i vostri clienti? I nostri Partner, come amiamo definirli, sono essenzialmente rivenditori specializzati che operano come consulenti dell’utenza finale spesso insieme a studi di progettazione d’interni. Quali sono i vostri mercati di riferimento? La nostra distribuzione è su scala mondiale con un focus sul mercato domestico ed europeo. Sul tema della sostenibilità come vi state attrezzando? La sostenibilità è un tema che ci sta veramente a cuore, è soprattutto una mentalità che si va costruendo giorno dopo giorno e che tocca tutta la filiera aziendale: dalla progettazione al procurement, agli imballi e alla gestione del fine vita di prodotto. Certificazioni Ambientali di prodotto e di processo sono la testimonianza dell’attenzione in tal senso. Avete negozi monomarca oppure la vostra distribuzione e nei multimarca? La vastità di prodotti necessari a soddisfare un moderno progetto di interni ufficio porta ad una distribuzione multimarca con però una crescente tendenza al mono marca dettata dalla ricerca di prodotti coordinati tra loro per finiture e design. Quali sono le novità del 2025? E’ previsto un ulteriore ampliamento della gamma con nuovi sistemi regolabili elettricamente che garantiscono ergonomia e benessere posturale all’utilizzatore (Nuvola e Eleva), sistemi di “soft seating” polifunzionali per attesa, meeting e lavoro “touch down” predisposti ed elettrificati per pc portatili, tablet, smartphone e molto altro.
Bralco, Eleva
Who are your clients? Our partners are mainly specialized retailers who act as consultants, often working alongside interior designers. Which markets do you focus on? Our distribution is global, with a strong focus on the domestic and European markets. How do you address sustainability? Sustainability is at the heart of our operations—from design to procurement, packaging, and end-of-life management. Our environmental product and process certifications prove our commitment. Are your products sold in single-brand stores or multi-brand stores? Given the diversity required for modern office design projects, we mainly use a multi-brand distribution system, but there’s a growing trend toward coordinated, single-brand solutions. What’s new for 2025? We’re expanding our range with electrically adjustable systems like ‘Nuvola’ and ‘Eleva’ for better ergonomics and posture. We’ll also introduce multifunctional ‘soft seating’ systems for waiting areas, meetings, and ‘touch down’ workspaces, all ready for portable electronics.
Bralco, Trillo ENJOY YOUR TRIP | 75
EMBARK ON AN UNFORESEEN JOURNEY With each sip, the harmonious blend of Saharan-inspired flavors whisks you to the endless horizons of the desert's boundless dunes.
thedesertrosegin.com
Chi viaggia lo sa: lo smartphone è ormai il compagno di scatto più fedele. Niente zaini pesanti, niente obiettivi da cambiare. Basta un telefono potente, con un buon sensore e un software capace di “leggere” la luce meglio di noi. E oggi i modelli di fascia alta competono seriamente con le mirrorless. Ecco cinque smartphone top di gamma, usciti o aggiornati nel 2025, perfetti per chi vuole tornare da un viaggio con uno scatto da copertina.
1. Apple iPhone 15 Pro Max
3 fotocamere da 48 + 12 + 12 MP | Prezzo: da 1499 € Il re dell’ecosistema Apple punta tutto su precisione e stabilità. Il nuovo sensore principale da 48 MP cattura dettagli nitidi anche in controluce, mentre il teleobiettivo periscopico offre uno zoom ottico 5x senza perdita di qualità. La modalità “ProRAW” resta insuperata per chi ama post-produrre. E ora si scatta anche in formato HEIF a 48 MP, leggero ma pronto per la stampa. Il chip A17 Pro rende tutto fluido, anche con video 4K HDR.
Seasoned travelers know: your best travel camera is the one in your pocket. No heavy bags, no lens swapping — just a powerful phone with the right sensor and smart software that understands light better than you do. Today’s flagship smartphones go head-to-head with mirrorless cameras. Here are five top models released or updated in 2025 that can turn your trip shots into gallery-worthy images.
1. Apple iPhone 15 Pro Max
Triple lens: 48 + 12 + 12 MP | Starting at €1499 Apple’s king of consistency gets sharper and smarter. The main 48 MP sensor captures crisp details, even in tricky lighting, while the new periscope telephoto offers clean 5x optical zoom. The ProRAW mode remains unbeaten for post-editing lovers, and now you can also shoot 48 MP HEIF files — lighter, but ready to print. The A17 Pro chip keeps everything smooth, even while filming in 4K HDR.
SCATTI IN TASCA
CINQUE SMARTPHONE DEL 2025 CHE SFIDANO LE REFLEX POCKET SHOOTERS: FIVE 2025 SMARTPHONES THAT RIVAL DSLRS di Rodolfo Mangiagalli
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HI-TECH PER VIAGGIATORI | HI-TECH FOR TRAVELERS
2. Samsung Galaxy S24 Ultra
Quad lens: 200 + 12 + 10 + 50 MP | Starting at €1499 Specs to impress — and real results to match. The massive 200 MP main sensor delivers sharpness and clarity in any light, thanks to pixel binning tech. The 10x optical zoom (and up to 100x digital) is still the best in class. Samsung’s AI boosts night mode and real-time edits. Portraits look more natural too. Bonus: RAW shooting with integrated Lightroom profiles.
3. Google Pixel 9 Pro
2. Samsung Galaxy S24 Ultra
4 fotocamere da 200 + 12 + 10 + 50 MP | Prezzo: da 1499 € Numeri da capogiro e risultati all’altezza. Il sensore principale da 200 MP impressiona in ogni condizione di luce, grazie alla tecnologia pixel binning. Lo zoom ottico fino a 10x (e digitale fino a 100x) è il migliore sul mercato. L’AI Samsung potenzia la modalità notturna e corregge le foto in tempo reale. Anche i ritratti guadagnano naturalezza. Bonus: si può scattare in RAW con profili Lightroom integrati.
Triple lens: 50 + 48 + 48 MP | Starting at €1099 What sets it apart? Computational photography. Despite smaller sensors, the Pixel 9 Pro produces stunning images: realistic colors, well-handled shadows, and lively portraits. The “Best Take” AI blends multiple shots to create the perfect group photo. Its legendary Night Sight mode is still one of the best for low-light captures. Sleek, smart, and effortless to use.
3. Google Pixel 9 Pro
Made with Google Pixel 9 Pro
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3 fotocamere da 50 + 48 + 48 MP | Prezzo: da 1099 € Il punto forte? La fotografia computazionale. Anche con sensori più piccoli, il Pixel 9 Pro tira fuori scatti mozzafiato. I colori sono realistici, le ombre leggibili, i ritratti vibranti. L’AI “Best Take” crea un’unica foto da più scatti, scegliendo automaticamente le espressioni migliori dei soggetti. La modalità “Night Sight” resta una delle più convincenti per foto in condizioni difficili. Compatto, elegante, intuitivo.
4. Xiaomi 14 Ultra
4. Xiaomi 14 Ultra
4 fotocamere da 50 + 50 + 50 + 50 MP (ottica Leica) | Prezzo: da 1399 € Frutto della collaborazione con Leica, il 14 Ultra punta su fedeltà cromatica e flessibilità. Il design ricorda una fotocamera compatta e include una ghiera fisica per il controllo manuale. Lo zoom 5x è nitido e il grandangolo distorce pochissimo. Il sensore principale da 1” garantisce profondità e pulizia dell’immagine. Per i creativi, c’è anche la modalità “Documentary Style”, con curve colore ispirate ai film analogici.
Quad lens: 50 + 50 + 50 + 50 MP (Leica optics) | Starting at €1399 Built in partnership with Leica, this phone is a photographer’s dream. It focuses on color accuracy and creative flexibility. The design feels like a compact camera, complete with a physical control ring. The 5x telephoto is crisp, and the ultrawide lens has minimal distortion. The 1-inch main sensor delivers impressive depth and clarity. Bonus for creatives: “Documentary Style” mode offers film-inspired color curves.
5. Sony Xperia 1 VI
Triple lens: 48 + 12 + 12 MP | Starting at €1399 Made for photography purists. Borrowing tech from Sony’s Alpha cameras, the Xperia 1 VI offers a full manual interface: ISO, shutter speed, white balance — all under your control. But even in auto mode, it excels. The new 48 MP stacked sensor handles tricky lighting and dynamic range beautifully. The 21:9 format and 4K OLED display make it ideal for content creators and videographers.
3 fotocamere da 48 + 12 + 12 MP | Prezzo: da 1399 € Pensato per chi sa cosa vuole da una foto. L’Xperia 1 VI eredita il know-how delle fotocamere Alpha e propone un’interfaccia manuale completa: ISO, tempo di scatto, bilanciamento del bianco. Ma anche in automatico stupisce. Il nuovo sensore stacked da 48 MP migliora la resa nei controluce e nella gamma dinamica. Il formato 21:9 e il display OLED 4K lo rendono perfetto anche per chi ama fare video.
5. Sony Xperia 1 VI
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INDICE | INDEX
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EVENTI E MOSTRE | EVENTS AND EXHIBITIONS
FROM ROME TO MILAN | Music, art and cinema
DA ROMA A MILANO Musica, arte e cinema
DEEP BEAUTY. IL DUBBIO DELLA BELLEZZA DAL 5 APRILE AL 25 MAGGIO 2025
Dal 5 aprile al 25 maggio 2025, il MUDEC Photo di Milano ospita Deep Beauty. Il dubbio della bellezza, una mostra fotografica che indaga il concetto di bellezza e le sue trasformazioni nel tempo. A cura di Denis Curti e ideata dal team creativo di Ogilvy Italia, la mostra è realizzata grazie al sostegno di KIKO Milano, in collaborazione con MUDEC, Comune di Milano e 24 ORE Cultura. L’esposizione riunisce oltre sessanta opere iconiche che spaziano dalla fotografia alla video arte, fino all’impiego dell’intelligenza artificiale. Tra gli artisti in mostra: Marina Abramović, David Hockney, Michel Comte, David LaChapelle, Michelangelo Pistoletto, Helmut Newton e Robert Mapplethorpe. L’allestimento, impreziosito dal contributo straordinario dell’artista Paolo Ventura, si articola in sei sezioni tematiche: Trasfigurazioni, Incanti, Vertigini, Labirinti, Nuovi Mondi, Artifici. Il progetto è reso possibile anche grazie alla collaborazione con collezionisti come Paolo Clerici, Giampaolo Paci, Ettore Molinario e Pier Luigi Gibelli, creando un ponte tra arte, società e tessuto economico urbano. Per chi non potrà visitarla di persona, Deep Beauty è disponibile anche online in formato esperienza virtuale immersiva, sviluppata con AQuest, accessibile tramite QR Code direttamente in mostra. Dove Mudec Photo, Via Tortona 56, Milano Orario Lunedì 14.30 – 19.30 Martedì – domenica 10.30 – 19.30 Giovedì 10:30 – 22:30 ULTIMO INGRESSO UN’ORA PRIMA DELLA CHIUSURA Biglietti Ingresso gratuito Info 0254917 (lun-ven 9.00-18.00) helpdesk@ticket24ore.it (singoli) ufficiogruppi@ticket24ore.it (gruppi e scuole) DEEP BEAUTY. THE DOUBT OF BEAUTY APRIL 5 – MAY 25, 2025 From April 5 to May 25, 2025, MUDEC Photo in Milan will host Deep Beauty. The Doubt of Beauty, a photography exhibition exploring the concept of beauty and how it has evolved over time. Curated by Denis Curti and conceived by the creative team at Ogilvy Italia, the exhibition is made possible with the support of KIKO Milano, in collaboration with MUDEC, the City of Milan, and 24 ORE Cultura. The exhibition brings together over sixty iconic works, ranging from photography 82 |
to video art, and even incorporating artificial intelligence. Featured artists include Marina Abramović, David Hockney, Michel Comte, David LaChapelle, Michelangelo Pistoletto, Helmut Newton, and Robert Mapplethorpe. The display, enriched by the exceptional contribution of artist Paolo Ventura, unfolds across six thematic sections: Transfigurations, Enchantments, Vertigo, Mazes, New Worlds, and Artifices. The project is also made possible thanks to the collaboration of collectors such as Paolo Clerici, Giampaolo Paci, Ettore Molinario, and Pier Luigi Gibelli, creating a bridge between art, society, and the urban economic fabric. For those unable to attend in person, Deep Beauty is also available online as an immersive virtual experience, developed with AQuest and accessible via QR code directly at the exhibition. Where MUDEC Photo, Via Tortona 56, Milan When Monday: 2:30 PM – 7:30 PM Tuesday – Sunday: 10:30 AM – 7:30 PM Thursday: 10:30 AM – 10:30 PM LAST ENTRY ONE HOUR BEFORE CLOSING TIME Tickets Free Admission Info Tel: 0254917 (Mon–Fri, 9:00 AM – 6:00 PM) Email (individual visitors): helpdesk@ticket24ore.it Email (groups and schools): ufficiogruppi@ticket24ore.it
SALONE DEL LIBRO DI TORINO 2025 DAL 15 AL 19 MAGGIO 2025
Dal 15 al 19 maggio 2025, il Lingotto Fiere di Torino si trasforma ancora una volta in un universo di storie, incontri e riflessioni. Il Salone Internazionale del Libro (tra gli eventi culturali più attesi dell’anno in Italia) è pronto a celebrare la sua 37ª edizione, rinnovando l’appuntamento con centinaia di case editrici, migliaia di libri e una programmazione fittissima di eventi. Il Salone è molto più di una fiera editoriale: è un luogo d’incontro tra scrittori e lettori, tra grandi nomi della letteratura internazionale e nuove voci emergenti. L’edizione 2024 ha visto oltre 222.000 visitatori e più di mille ospiti da tutto il mondo. Numeri che testimoniano un’affezione crescente e una comunità viva, che si ritrova ogni anno per condividere pensieri, visioni e passione per la parola scritta. Gli spazi del Lingotto (storica sede dell’ex fabbrica Fiat, oggi cuore pulsante della cultura torinese) saranno suddivisi in padiglioni tematici, aree per
bambini e ragazzi, arene per i talk, zone relax e firmacopie. Il tutto accompagnato da bookshop, food corner e spazi per editoria indipendente e innovazione digitale. Per chi ama la lettura, la scrittura, il pensiero critico e il confronto tra culture, il Salone è un’esperienza irrinunciabile. Ma anche per chi vuole scoprire la Torino più vibrante, quella che fa dialogare la tradizione con il futuro, l’arte con la parola, la memoria con il cambiamento. Dove Lingotto Fiere, Via Nizza 294 - Torino Orari Tutti i giorni dalle 10:00 alle 20.00 Biglietti Da 6 euro a 15 euro (+ diritti di prevendita) disponibili su https://www.vivaticket.com/it TURIN INTERNATIONAL BOOK FAIR 2025 MAY 15 – 19, 2025 From May 15 to 19, 2025, Lingotto Fiere in Turin will once again transform into a universe of stories, encounters, and reflections. The Turin International Book Fair—one of the most eagerly awaited cultural events of the year in Italy—is ready to celebrate its 37th edition, renewing its commitment to hundreds of publishing houses, thousands of books, and an intense schedule of events. But the Fair is much more than a publishing event: it’s a meeting ground for writers and readers, where world-renowned literary voices and emerging talents come together. The 2024 edition welcomed over 222,000 visitors and more than a thousand guests from around the world. These numbers reflect a growing affection and a vibrant community that gathers each year to share thoughts, perspectives, and a deep passion for the written word. The spaces of Lingotto (a former Fiat factory turned cultural hub of Turin) will be organized into themed pavilions, areas for children and young adults, talk arenas, signing zones, as well as bookshops, food corners, and spaces dedicated to independent publishing and digital innovation. For lovers of reading, writing, critical thinking, and intercultural dialogue, the Fair is an unmissable experience. And for those looking to discover the most dynamic side of Turin where tradition meets the future, art speaks through words, and memory fuels change it’s the place to be.
Location Lingotto Fiere, Via Nizza 294 – Turin Opening Hours Daily from 10:00 AM to 8:00 PM Tickets From €6 to €15 (+ presale fees) available at: https://www. vivaticket.com/it
NOTTE EUROPEA DEI MUSEI 2025 ROMA-MILANO 17 MAGGIO 2025
In contemporanea con la Nuit Européenne des Musées, sabato 17 maggio 2025 torna in Italia l’atteso appuntamento con la Notte Europea dei Musei, un evento diffuso che coinvolge le principali città europee, trasformando musei e spazi culturali in palcoscenici aperti fino a tarda notte. A Roma, la manifestazione si svolgerà come da tradizione negli spazi del Sistema Musei di Roma Capitale, nei musei statali e in molti altri luoghi d’arte della città, con apertura straordinaria dalle 20:00 alle 02:00 (ultimo ingresso ore 01:00). Un’occasione imperdibile per cittadini e turisti per vivere il patrimonio culturale romano sotto una luce inedita, tra eventi, spettacoli, performance artistiche e mostre, il tutto al simbolico costo di 1 euro. Anche Milano aderisce con entusiasmo all’iniziativa. Diversi musei cittadini, tra cui il Museo del Novecento, le Gallerie d’Italia, il PAC (Padiglione d’Arte Contemporanea) e molti altri, apriranno le porte in notturna, offrendo programmi speciali, visite guidate ed eventi collaterali in un’atmosfera suggestiva e coinvolgente. La città si prepara così ad accogliere migliaia di visitatori, offrendo un mix di arte, musica e cultura diffusa sul territorio urbano. La Notte dei Musei si svolge ogni anno in prossimità della Giornata Internazionale dei Musei (18 maggio), promossa dal Consiglio d’Europa, dalla Commissione Europea e dall’ICOM (International Council of Museums). L’obiettivo è nobile: rendere la cultura accessibile a tutti, coinvolgendo anche chi non frequenta abitualmente gli spazi museali, stimolando al contempo turismo, economia locale e senso di comunità. Dalla capitale alla città meneghina, questa straordinaria notte dell’arte promette di essere un’occasione di scoperta, bellezza e condivisione per tutti. ENJOY YOUR TRIP | 83
EVENTI E MOSTRE | EVENTS AND EXHIBITIONS
Dove Roma- Milano Prezzo Biglietti 1 euro (simbolico)
EUROPEAN NIGHT OF MUSEUMS 2025 – ROME & MILAN MAY 17, 2025 Simultaneously with the Nuit Européenne des Musées, the highly anticipated European Night of Museums returns to Italy on Saturday, May 17, 2025 an event celebrated across major European cities that transforms museums and cultural spaces into nighttime stages open late into the evening. In Rome, the event will take place as per tradition throughout the Musei in Comune di Roma network, state museums, and numerous other art venues across the city, with special opening hours from 8:00 PM to 2:00 AM (last admission at 1:00 AM). It’s a unique opportunity for both locals and tourists to experience Rome’s cultural heritage in a new light, through events, performances, exhibitions, and artistic happenings— all for the symbolic price of €1. Milan is also enthusiastically joining the initiative. Several of the city’s museums, including the Museo del Novecento, Gallerie d’Italia, PAC (Pavilion of Contemporary Art), and many others, will open their doors after dark, offering special programs, guided tours, and immersive events in an atmospheric and engaging setting. The city is preparing to welcome thousands of visitors with a blend of art, music, and culture spread across its urban landscape. The Night of Museums takes place each year around the International Museum Day (May 18), an initiative promoted by the Council of Europe, the European Commission, and ICOM (International Council of Museums). Its noble aim: to make culture accessible to all, including those who don’t typically visit museums, while also encouraging tourism, supporting the local economy, and strengthening community bonds. From the capital to the heart of Milan, this extraordinary night of art promises discovery, wonder, and shared experience for everyone. Where Rome – Milan Ticket Price Symbolic entry: €1
PIANO CITY MILANO 23-25 MAGGIO 2025
Dal 23 al 25 maggio 2025, Milano si trasformerà in un immenso palcoscenico a cielo aperto con il ritorno di Piano City Milano, il festival che celebra il pianoforte e la sua musica in ogni angolo della città. Giunto alla sua quindicesima edizione, Piano City Milano offre un’esperienza musicale unica, portando oltre 400 concerti gratuiti in luoghi insoliti e affascinanti: dai parchi verdi ai musei storici, dai cortili nascosti alle terrazze panoramiche, fino alle abitazioni private che aprono le loro porte al pubblico per l’occasione. Il festival non si limita al centro cittadino, ma abbraccia l’intero tessuto urbano, coinvolgendo quartieri periferici e spazi meno noti, creando un ponte musicale che unisce
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diverse realtà e comunità. Ogni concerto è pensato per valorizzare il contesto che lo ospita, offrendo al pubblico non solo performance di alto livello, ma anche la possibilità di riscoprire Milano attraverso la musica. Il programma spazia tra vari generi musicali, dalla musica classica al jazz, dal pop all’elettronica, soddisfacendo i gusti di un pubblico eterogeneo. Artisti di fama internazionale si esibiranno accanto a talenti emergenti, creando un dialogo musicale che attraversa epoche e stili. Il cuore pulsante del festival sarà, come di consueto, il GAM (Galleria d’Arte Moderna), i cui giardini ospiteranno concerti ed eventi speciali. Tuttavia, l’intera città sarà coinvolta, con esibizioni in luoghi simbolici e in spazi inediti, offrendo un’esperienza immersiva e diffusa. Piano City Milano rappresenta un’opportunità imperdibile per vivere la città in modo diverso, lasciandosi trasportare dalle note del pianoforte in un viaggio musicale che coinvolge e sorprende. Biglietti Ingresso libero e gratuito Informazioni pianocitymilano.it. PIANO CITY MILANO MAY 23–25, 2025 From May 23 to 25, 2025, Milan will transform into a massive open-air stage with the return of Piano City Milano, the festival that celebrates the piano and its music in every corner of the city. Now in its 15th edition, Piano City Milano offers a truly unique musical experience, with over 400 free concerts taking place in unusual and enchanting locations: from lush parks to historic museums, hidden courtyards to rooftop terraces, and even private homes that open their doors to the public for the occasion. The festival extends beyond the city center, embracing the entire urban landscape. It brings music to outlying neighborhoods and lesser-known spaces, creating a musical bridge that connects diverse communities and realities. Each concert is designed to enhance the unique setting in which it takes place, offering not only top-level performances but also the chance to rediscover Milan through the language of music. The program spans a wide range of musical genres from classical to jazz, pop to electronic catering to a broad and diverse audience. Internationally acclaimed artists will perform alongside emerging talents, creating a musical dialogue that crosses styles, genres, and generations. The beating heart of the festival will once again be the GAM – Galleria d’Arte Moderna, whose gardens will host concerts and special events. However, the entire city will be involved, with performances in symbolic and unexpected locations, delivering an immersive and widespread cultural experience. Piano City Milano is a not-to-be-missed opportunity to experience the city in a new way letting yourself be carried away by the sound of the piano on a musical journey full of wonder and connection. Tickets Free admission Information pianocitymilano.it.
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BELLEZZA IN VIAGGIO | BEAUTY ON THE GO
NON C’È PIÙ LA MEZZA STAGIONE A maggio prepariamo corpo e capelli per l’estate di Vanna Greggio
Con il cambio di stagione è possibile sperimentare il fenomeno fisiologico, che colpisce indistintamente sia gli uomini sia le donne, della caduta dei capelli. Per prevenire o minimizzare l’intensità di questo fenomeno, è importante prestare una particolare attenzione alla propria hair-care routine. Utilizzare prodotti specifici, mirati e adatti alle esigenze del proprio cuoio capelluto può contribuire in modo significativo alla riduzione della caduta. In aggiunta, l’adozione di semplici ma efficaci accorgimenti, come il massaggio delicato al cuoio capelluto, è utile per stimolare la circolazione sanguigna e favorire il rinvigorimento delle radici capillari, migliorando il microcircolo e la salute del capello. IL SIERO CUOIO CAPELLUTO BALANCE rivoluziona la routine di cura dei capelli con una formula innovativa che combina gli estratti di 8 piante coltivate in agricoltura biologica e un complesso saccaridico botanico brevettato per un cuoio capelluto sano ed equilibrato. Realizzato con il 96% di ingredienti naturali, questo siero riequilibrante rafforza la barriera cutanea, lenisce istantaneamente, idrata in profondità e protegge dalle aggressioni esterne. Il Siero rappresenta il primo step della routine haircare che attenua immediatamente le sensazioni di fastidio del cuoio capelluto, rendendo i capelli luminosi, morbidi e leggeri. IL BOOSTER RIDENSIFICANTE ANTI-CADUTA è un trattamento innovativo pensato per chi desidera una chioma più folta e sana La sua texture leggera e acquosa si assorbe rapidamente senza lasciare residui garantendo un’applicazione piacevole e senza effetto grasso. APIVITA presenta il nuovo My Beeloved Oil: un olio secco multiuso 100% naturale che nutre, protegge e ripara la pelle del corpo e del viso e anche i capelli, lasciandoli delicatamente profumati, morbidi e luminosi. Con Propoli + 6 Oli preziosi e 7% di Squalano nutre profondamente e rigenera pelle e capelli. La sua texture a rapido assorbimento lascia la pelle morbida come la seta e dona un effetto glow naturale.
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THERE’S NO SUCH THING AS MID-SEASON ANYMORE | In May, we get our body and hair ready for summer
EN. With the change of season, it’s common to experience hair loss – a natural phenomenon that affects both men and women. To prevent or reduce this, it’s essential to pay close attention to your hair care routine. Using targeted products that suit your scalp’s needs can significantly help reduce hair loss. Simple yet effective habits – like gently massaging the scalp – can stimulate blood circulation and strengthen hair roots by improving microcirculation and overall scalp health.
BALANCE SCALP SERUM The Balance Scalp Serum transforms your hair care routine with an innovative formula combining extracts from 8 organically grown plants and a patented botanical sugar complex for a healthy, balanced scalp. Made with 96% natural ingredients, this rebalancing serum strengthens the skin barrier, soothes instantly, deeply hydrates, and protects against environmental stress. It’s the first step in your hair care routine, immediately easing discomfort and leaving your hair soft, shiny, and light.
THE ANTI-HAIR LOSS DENSIFYING BOOSTER is a cutting-edge treatment designed for those who want fuller, healthier hair. Its lightweight, watery texture absorbs quickly without leaving residue, ensuring a pleasant, non-greasy application.
APIVITA introduces the new My Beeloved Oil: A 100% natural multi-purpose dry oil that nourishes, protects, and repairs the skin on your body and face – and your hair too – leaving it softly scented, smooth, and radiant. With Propolis, 6 precious oils, and 7% squalane, it deeply nourishes and regenerates both skin and hair. Its fast-absorbing texture leaves skin silky and gives a naturally glowing finish.
Il trucco deve essere leggero e performante, come NOT JUST a Tinted Cream / Il trucco deve essere leggero e performante, come NOT JUST a Tinted Cream Il fondotinta di nuova generazione per un glow multidimensionaledi Clarins, che reinventa il “no make-up” Ultima innovazione della linea Skin Illusion, questa crema colorata di nuova generazione veste la pelle di luce, rivelandone tutto il suo splendore. Come tutti i prodotti make-up Clarins, SKIN ILLUSION TINTED MOISTURIZER garantisce una doppia performance innovativa, distinguendosi per una formula ricca di principi attivi. Risultato: make-up immediato e texture sensoriale e impalpabile. Un sottile velo di colore uniforma e sublima l’incarnato, mentre la formula skincare potenzia la luminosità della pelle. Per un glow straordinario, con e senza trucco!
A new-generation foundation for a multidimensional glow by Clarins that reimagines the “no makeup” look. The latest from the Skin Illusion line, this new TINTED MOISTURIZER wraps skin in light, revealing its natural radiance. Like all Clarins makeup, it delivers dual performance, combining makeup with skincare. The result: instant coverage with an ultra-light, sensorial texture. A sheer veil of color evens out and enhances the complexion, while the skincare-infused formula boosts the skin’s brightness. For an extraordinary glow – with or without makeup!
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BELLEZZA IN VIAGGIO | BEAUTY ON THE GO
Eisenberg introduces MASQUEESSENTIEL ARGENT. Blending the powerful properties of micronized pure silver with a cocktail of active ingredients, this multifunctional face and eye mask is an easy addition to any men’s skincare routine. Did you know just a few minutes are enough to take care of your skin? Wake up your senses and enjoy a relaxing ritual with Eisenberg Paris. Formulated for immediate, visible results, this ultra-effective mask works even better when paired with a healthy diet, regular physical activity, and proper rest. The secret to even healthier skin – and a healthier body! A perfect fit for your skincare routine.
Combinando lo straordinario potere dell’argento puro micronizzato con un cocktail di ingredienti attivi, Eisenberg presenta la MASQUE ESSENTIEL ARGENT. Una maschera viso e occhi multifunzionale, facile da inserire all’interno della beauty routine maschile. Sapevi che bastano pochi minuti per prenderti cura della tua pelle? Risveglia i tuoi sensi e immergiti in un rituale rilassante con EISENBERG Paris. Combinando lo straordinario potere dell’argento puro micronizzato con un cocktail di ingredienti attivi, Eisenberg presenta la Masque Essentiel Argent. Una maschera viso e occhi multifunzionale formulata per ottenere risultati visibili e immediati, i benefici di questa esclusiva maschera super efficace aumentano se associati ad una alimentazione sana, ad un regolare esercizio fisico e a un sufficiente riposo. Il segreto per una pelle ancora più sana, in un corpo sano! L’elemento ideale e perfetto per la tua skincare routine. J’ADORE EAU DE PARFUM, incontestata icona dei profumi femminili della Maison, presenta un flacone impreziosito da un collier reinventato. L’emblematica anfora di J’adore viene reimmaginata attraverso una linea inedita, più preziosa che mai. Con il suo sillage esclusivo, J’adore Eau de Parfum è contraddistinto da un bouquet floreale perfettamente* armonico in cui nessun fiore prevale, creando così la sensazione di un unico fiore immaginario.
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J’ADORE EAU DE PARFUM The undisputed icon of feminine fragrance by the Maison reveals a redesigned bottle adorned with a reimagined golden collar. The signature J’adore amphora gets a new, even more precious look. Its exclusive scent trail is defined by a perfectly harmonious floral bouquet where no single flower dominates – creating the impression of one imaginary, ideal flower.
ADVICE ON THE FLY Diorshow Overvolume Mascara, per uno sguardo grandioso. Chi meglio della Maison Dior può conoscere il significato della parola grandeur? Rivoluzionando la storia della moda, la collezione che ha svelato l’iconico New Look ha subito consacrato Christian Dior come maestro indiscusso del volume. Oggi, quello stesso talento si traduce nella promessa del nuovo Diorshow Overvolume, il mascara studiato per coniugare un volume estremo a ciglia perfettamente definite, una ad una. Diorshow Overvolume Mascara – for a bold, unforgettable gaze. Who better than Dior to embody the meaning of grandeur? The fashion house revolutionized style with the iconic New Look, instantly cementing Christian Dior as the master of volume. Today, that same mastery is captured in the new Diorshow Overvolume Mascara – designed to deliver extreme volume with perfectly defined lashes, one by one.
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CONSIGLI DI BENESSERE | WELLNESS TIPS
RELAX VISTA MARE
Cinque Spa italiane dove benessere e onde si incontrano: trattamenti, panorami e silenzi rigeneranti a pochi metri dalla riva di Rajan Gualtieri
SEA, SPA & SILENCE | Five Italian
Non serve volare in Thailandia o alle Maldive per regalarsi un’esperienza wellness da sogno. Anche in Italia esistono Spa sul mare capaci di fermare il tempo: luoghi dove l’acqua salata non è solo panorama, ma parte attiva del benessere. Da Nord a Sud, ecco cinque Spa affacciate sul Mediterraneo in cui vale la pena fermarsi. Anche solo per un giorno.
seaside spas where well-being meets the waves: rituals, views and the sound of the sea just steps from your room
1. LEFAY RESORT & SPA DOLOMITI – LIMONE SUL GARDA (BS)
EN. No need to fly to Thailand or the Maldives for a dream wellness experience. Italy has its own seaside spas where time seems to pause — places where the sea isn’t just scenery, but an active part of the healing process. From north to south, here are five Italian coastal spas worth a visit. Even just for a day.
Non è mare, ma è quasi oceano. Il Lago di Garda visto dalla Lefay SPA ha un’energia unica. Trattamenti olistici ispirati alla medicina cinese, piscina a sfioro esterna con vista sull’acqua, sauna panoramica in legno d’olivo. Il tutto immerso in un contesto eco-luxury dove il silenzio è parte della cura. Ideale per chi vuole distacco completo (e un detox digitale).
2. HOTEL IL PELLICANO – PORTO ERCOLE (GR)
Leggendario rifugio di charme in Maremma, con una Spa discreta e sofisticata firmata Pelliclub. Qui i trattamenti utilizzano prodotti botanici locali e oli essenziali del territorio. La sala massaggi si affaccia direttamente sul mare, mentre il percorso umido include bagno turco vista scogli. Non è raro vedere celebrità in accappatoio sorseggiare tè al limone sotto i pini.
Capovaticano Resort Thalasso & Spa, Ricadi 90 |
1. LEFAY RESORT & SPA DOLOMITI – LIMONE SUL GARDA (BS) Not technically the sea, but it feels like one. The Lefay SPA overlooks Lake Garda with a unique, calming energy. Holistic treatments inspired by Chinese medicine, an infinity pool facing the water, and an olivewood sauna with a view. All within an eco-luxury setting where silence is part of the therapy. Ideal for a full digital detox.
2. HOTEL IL PELLICANO – PORTO ERCOLE (GR) A legendary hideaway in Tuscany’s Maremma coast. The Pelliclub Spa is discreet and refined, offering treatments with local botanicals and essential oils. The massage room opens directly onto the sea, and the steam bath looks out
over the cliffs. Don’t be surprised to spot a celebrity in a robe sipping lemon tea under the pine trees.
3. MEZZATORRE HOTEL & THERMAL SPA – ISCHIA (NA) Built into the cliffs of volcanic Ischia, the Mezzatorre Spa harnesses the island’s natural thermal waters for detox and anti-inflammatory treatments. Open-air baths, warm mud therapies, and panoramic hydro-massage tubs with views over the Bay of Naples. Interiors are elegant and minimal, recalling Roman bathhouses. Open to non-guests by reservation.
4. CAPOVATICANO RESORT THALASSO & SPA – RICADI (VV) Thalassotherapy taken seriously. Seawater is warmed and used for targeted treatments, steam sprays, and sensory showers. The Spa overlooks the deep blue waters of Calabria through floor-to-ceiling winMezzatorre Hotel & Spa, Ischia Hotel il Pellicano, Porto Ercole
3. MEZZATORRE HOTEL & THERMAL SPA – ISCHIA (NA)
A picco sul mare, tra pinete e rocce vulcaniche, la Mezzatorre Spa sfrutta le acque termali dell’isola per trattamenti detossinanti e antinfiammatori. Vasche naturali, fanghi caldi e idromassaggi esterni con vista sul Golfo di Napoli. Gli interni, minimal ed eleganti, richiamano le antiche terme romane. Aperta anche agli esterni, su prenotazione.
4. CAPOVATICANO RESORT THALASSO & SPA – RICADI (VV)
Qui il concetto di thalasso è preso sul serio: l’acqua di mare viene utilizzata riscaldata per bagni, nebulizzazioni, getti mirati. Il tutto all’interno di un’area Spa con pareti vetrate e vista sull’azzurro più intenso della Calabria. Da provare il rituale “Mare & Sale”, combinazione di scrub, massaggio e rilassamento in vasca salina. A due passi da Tropea.
5. ALMAR JESOLO RESORT & SPA – LIDO DI JESOLO (VE)
A pochi metri dalla spiaggia, l’Almar Spa è una delle più estese e moderne d’Italia: 2000 mq di puro relax tra piscine riscaldate, docce emozionali, area umida e zona silence. Il plus è il programma personalizzato: si può costruire il proprio percorso in base all’obiettivo (energia, sonno, detox). E dopo il trattamento, tisaneria fronte mare.
dows. Don’t miss the “Sea & Salt” ritual — a mix of scrubs, massage and saline water relaxation. Just minutes from Tropea.
5. ALMAR JESOLO RESORT & SPA – LIDO DI JESOLO (VE) Just steps from the beach, Almar Spa is one of Italy’s largest and most modern: 2,000 square meters of pure wellness with heated pools, multi-sensory showers, a steam zone, and silence area. The highlight is the personalized program — tailor your experience based on your needs (energy, sleep, detox). Finish with a herbal tea in front of the sea.
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GUIDA MONACI, LEADER DELLE INFORMAZIONI INDIPENDENTI, 100% MADE IN ITALY GUIDA MONACI, A LEADER IN INDEPENDENT INFORMATION, 100% MADE IN ITALY Dal 1870 la storia di una family business company al servizio delle imprese nel complesso mondo delle informazioni professionali di qualità. Nel 2024 è stato emesso un francobollo ordinario dedicato all’azienda, appartenente alla serie tematica “Il Patrimonio artistico e culturale italiano”. Come nasce un’idea di Impresa? Da una esigenza di mercato. Fu cosi che un giovane con trascorsi da militante garibaldino durante il Risorgimento, di nome Tito Monaci, il 15 novembre del 1870, a Roma, iniziò a lavorare alla prima edizione della Guida commerciale, scientifica e artistica della città di Roma, diventando editore. Ma quale fu la geniale intuizione del giovane imprenditore nato nella provincia di Viterbo da padre tipografo e trasferitosi appena maggiorenne a Roma? Lo lasciamo dire direttamente a lui, attraverso l’editoriale che scrisse nella sua prima opera: “Gli avvenuti cambiamenti politici e l’incremento commerciale che andrà indubitatamente a svilupparsi nella nuova Capitale d’Italia, mi fecero decidere ad intraprendere la compilazione della presente Guida. Nulla omisi onde questa riuscisse il più precisa ed esatta; che, se incorsi in qualche errore od omissione, il breve tempo occupatovi, onde darla alla luce nel trasferimento della Capitale, e la non ancora compita organizzazione degli Uffici mi siano in parte di scusa.” Tito Monaci creò quindi, con intelligente tempismo e tenacia, un’impresa che oggi chiameremmo “start up” che permettesse di guidare e orientare italiani e forestieri nella scoperta della Capitale d’Italia, di conoscere a fondo la Città e la sua organizzazione, le sue arti ed i mestieri, i professionisti, i protagonisti del commercio, ma non solo. In una Europa già ampiamente industrializzata, in una Italia che si stava impegnando a recuperare un distacco imponente dalle nazioni vicine, c’era Roma, una città dove la sua economia ruotava in gran parte intorno alla Corte Papale, ai cardinali ed alla aristocrazia. Alle dipendenze delle grandi famiglie patrizie, dai Colonna ai Borghese, dai Chigi ai Torlonia, viveva una vasta clientela di artisti e artigiani, impiegati e segretari, avvocati e medici, architetti e letterati. Dalla prima edizione contenente ben 12.000 indirizzi utili, la Guida Monaci non ha mai smesso di evolversi e, a cavallo di tre secoli, rappresenta un vero e proprio caso di successo nel panorama imprenditoriale italiano. Il modello di business si basava, ed in parte ancora oggi, sulla vendita del prodotto e sulla vendita degli spazi pubblicitari. Spazi richiesti dalle aziende che avevano interesse di farsi conoscere per ricercare clienti, creare partnership virtuose, ma anche per cercare fornitori affidabili con cui instaurare solidi rapporti commerciali. La Guida Monaci divenne fin da subito un punto di riferimento, un oggetto familiare capace di costruire relazioni commerciali e sviluppare business. Come in tutte le società di stampo familiare, anche in Guida Monaci viene affrontato il delicato tema del passaggio generazionale. Tito Monaci non aveva eredi e prima della sua morte, avvenuta il 12 gennaio del 1910, lasciò in eredità la sua Impresa a colui che credette fin da subito nel progetto d’impresa, Arturo Zapponini. A lui presto si affiancò il fratello minore Alberto Zapponini, che nel frattempo a soli 25 anni divenne un noto industriale nel settore dolciario su Roma, specializzandosi in prodotti da forno e confetteria. Presto divenne anche fornitore ufficiale della Real Casa. Fu grazie all’impegno di Alberto Zapponini, che nel secondo dopoguerra la Guida Monaci ampliò il proprio raggio d’interesse e si trasformò in una Guida nazionale, includendo quindi tutte le informazioni commerciali, industriali e sulla Pubblica Amministrazione di tutta la Nazione. A supporto di questo sviluppo che ha comportato la necessità di ampliare gli uffici
Since 1870, the story of a family business serving companies in the complex world of high-quality professional information. In 2024, a commemorative postage stamp was issued in honor of the company, as part of the thematic series “Italian Artistic and Cultural Heritage.” How does a business idea come to life? From a market need. That’s how a young man, formerly a Garibaldi volunteer during the Italian unification, named Tito Monaci, on November 15, 1870, in Rome, began working on the first edition of the Commercial, Scientific, and Artistic Guide to the City of Rome, becoming a publisher. But what was the brilliant intuition of the young entrepreneur, born in the province of Viterbo to a printer father and who had moved to Rome as soon as he came of age? We’ll let him explain in his own words, through the editorial he wrote for his first publication: “The recent political changes and the commercial growth that will undoubtedly develop in the new Capital of Italy led me to undertake the compilation of this Guide. I omitted nothing to make it as precise and accurate as possible; if there are any errors or omissions, let the short time taken to publish it during the transfer of the Capital, and the not yet complete organization of the Offices, serve as partial excuses.” With intelligent timing and perseverance, Tito Monaci created what we would today call a “start-up”—a business aimed at guiding Italians and foreigners alike through the discovery of Italy’s capital, offering deep insight into the city and its organization, its arts and crafts, professionals, and commercial players. In a Europe already widely industrialized, and an Italy striving to bridge a significant gap with neighboring countries, stood Rome— an economy still revolving largely around the Papal Court, cardinals, and aristocracy. A vast network of artists and artisans, clerks and secretaries, lawyers and doctors, architects and intellectuals lived under the employment of the great noble families—from the Colonnas to the Borgheses, from the Chigis to the Torlonias. From its first edition with a remarkable 12,000 useful addresses, Guida Monaci has never stopped evolving. Straddling three centuries, it remains a true success story in the Italian entrepreneurial landscape. The business model was—and still partly is—based on the sale of the product and the sale of advertising space. These spaces were sought after by companies eager to promote themselves, find new customers, build strategic partnerships, or connect with reliable suppliers. Guida Monaci quickly became a reference point—a familiar tool capable of building business relationships and supporting commercial growth. Like all family-run companies, Guida Monaci also faced the delicate issue of generational transition. Tito Monaci had no heirs, and before his death on January 12, 1910, he passed on the company to Arturo Zapponini, who had believed in the project from the very beginning. Arturo was soon joined by his younger brother, Alberto Zapponini, who at just 25 had already made a name for himself in Rome’s confectionery industry, specializing in baked goods and candies—and eventually became the official supplier to the Royal Household. Thanks to Alberto Zapponini’s efforts, Guida Monaci expanded after World War II to become a national directory, including commercial, industrial, and public administration information from across the country. To support this growth, which required larger offices and staff, Alberto’s son, Alberto Giorgio, joined the company and became President in 1963. He quickly realized that Italy’s borders were too narrow and decided to form a network with European publishers. In 1966, he coordinated several major publishers to establish the European Association of Directory and Database Publishers in Brussels. His efforts earned him a royal honor from King Baudouin of Belgium. The professional publishing sector continued to evolve. Managing vast amounts of data became increasingly complex, with frequent updates and revisions. To maintain the high-quality service that had become the hallmark of the Guida Monaci brand, the Zapponini family made a major investment in 1968, transitioning from hot metal typesetting to pho-
• e l’organico, entra in azienda il figlio di Alberto, Alberto Giorgio, che diventa Presidente della Società nel 1963. Fin da subito intuisce che i confini italiani erano troppo limitati e decide di fare sistema con gli Editori europei. Nel 1966 coordina alcuni dei maggiori editori per fondare a Bruxelles l’Associazione Europea di Editori di Annuari (European Association of Directory and Database Publishers). La scelta di Bruxelles quale sede associativa gli valse una onorificenza concessagli da Re Baldovino. Il settore dell’editoria professionale evolve, le informazioni da gestire aumentano, diventa complesso governare gli innumerevoli dati, le modifiche, le integrazioni, gli aggiornamenti. Per continuare ad offrire un servizio di qualità, ormai divenuto un segno caratterizzante il marchio “Guida Monaci”, La famiglia Zapponini decide di fare un importante investimento nel 1968 passando dalla composizione a piombo alla fotocomposizione, innovazione che comportò un notevole sforzo per la migrazione dell’intera base di dati. Nel 1970 la Guida Monaci festeggia i suoi primi 100 anni per i quali fu istituito un concorso internazionale di giornalismo e innumerevoli furono gli attestati di stima provenienti dal mondo delle Istituzioni e dal tessuto imprenditoriale. La gestione delle informazioni raccolte divenne sempre più un fattore strategico per l’impresa e la famiglia Zapponini decise di organizzarsi in gruppo di aziende, ciascuna focalizzata su ambiti verticali per rispondere alle crescenti esigenze informative del mercato. Nel 1993, Alberto Giorgio Zapponini, dopo 30 anni al comando, divenne Presidente Onorario e passò il testimone ai figli Giancarlo, Stefano, Alessandro e Gianalberto, affidando a ciascuno di loro un ruolo ben definito per presidiare il gruppo proiettato verso le sfide del futuro. Anche questo passaggio di generazione è caratterizzato da avvenimenti esogeni di rilevante importanza, forse i più significativi. Il settore dell’editoria professionale (business information) caratterizzato dalla fisicità del prodotto, risente dell’avvento di internet e la famiglia decide di coglierlo come un’opportunità, con non pochi sacrifici, ampliando l’offerta editoriale e definendo nuove soluzioni e progettualità che potessero rispondere alle nuove esigenze del mercato. Nei primi anni duemila infatti l’azienda intuisce l’importanza che può avere un player indipendente ed affidabile nella gestione delle informazioni e decide di affiancare le imprese nella gestione delle proprie informazioni, dal popolamento alla manutenzione degli albi fornitori alla verifica delle informazioni presenti nei fascicoli di gara, dagli audit sulle informazioni dichiarate dai fornitori ai dossier aziendali con dati di bilancio ai Report reputazionali ed investigativi. Per la riconosciuta reputazione, le principali Stazioni Appaltanti richiedono alla Guida Monaci di fornire un supporto, nell’ambito del Public Procurement, attraverso la fornitura di servizi professionali in outsourcing che impattano il Codice dei Contratti Pubblici, quali, ad esempio, la gestione delle verifiche documentali (requisiti generali, requisiti speciali) ma anche servizi di controllo su garanzie fideiussorie e di verifica di congruità della manodopera. Impresa storica d’Italia iscritta al registro delle imprese storiche di UNIONCAMERE, con oltre 1.000 collaboratori negli anni ai quali la Famiglia è grata per la dedizione e la professionalità espressa con una customer base consolidata, Guida Monaci è riconosciuta come un partner esperto ed affidabile dalle Stazioni Appaltanti italiane e dalle imprese private, sia di grandi che di piccole dimensioni nella gestione di contenuti informativi, a supporto delle funzioni di marketing, compliance, audit, security e procurement. L’azienda è costantemente chiamata a fornire supporto ad alto impatto fiduciario e qualitativo alle maggiori Imprese nazionali coinvolte negli imponenti investimenti del PNRR. La qualità si riproduce con il costante innesto di sfidanti prove, sottoposte da parte di clienti appartenenti a molteplici settori di attività con elevatissime esigenze di performance qualitative. Da qui la necessità di avvalersi di provider dalla comprovata affidabilità professionale, corroborata da un portato esperenziale nel document management, unico in Italia. L’azienda festeggia i primi 155 anni di attività ininterrotta e tante sono le iniziative in programma per celebrare questo ulteriore importante traguardo. Un primo riconoscimento ricevuto è l’emissione di un francobollo ordinario dedicato alla Guida Monaci, appartenente alla serie tematica “Il Patrimonio artistico e culturale italiano”. La cerimonia di emissione e annullo filatelico del francobollo si è tenuta presso il Salone degli Arazzi di Palazzo Piacentini, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. “Con questo francobollo rendiamo omaggio a un’opera che ha accompagnato e segnato la storia dell’Italia – ha sottolineato il ministro Urso nel suo intervento, durante la cerimonia.
totypesetting—an innovation requiring the migration of the entire data system. In 1970, Guida Monaci celebrated its centenary by launching an international journalism competition and receiving countless tributes from institutions and business leaders. Information management became a strategic asset, and the Zapponini family restructured into a group of companies, each focused on specific vertical markets to meet the growing needs of the information economy. In 1993, after 30 years at the helm, Alberto Giorgio Zapponini became Honorary President and passed the leadership to his sons Giancarlo, Stefano, Alessandro, and Gianalberto—each with a well-defined role in guiding the group into the future. This generational shift was marked by transformative external events—perhaps the most significant. The professional publishing sector, once defined by its physical products, was heavily impacted by the rise of the internet. The family embraced this as an opportunity, despite the challenges, expanding their editorial offering and developing new solutions to meet emerging market needs. In the early 2000s, the company recognized the value of being an independent and trustworthy player in the field of business information. It began assisting companies in managing their data—populating and maintaining supplier registers, verifying tender documentation, conducting audits on supplier declarations, compiling company profiles with financial data, and producing investigative and reputational reports. Due to its strong reputation, Italy’s main Contracting Authorities began requesting Guida Monaci’s support in Public Procurement processes— outsourced services impacting the Public Contracts Code. These include document verification (general and specific requirements), surety bond checks, and workforce compliance assessments. Registered as a Historic Italian Company in the UNIONCAMERE Registry, Guida Monaci has employed over 1,000 professionals through the years—whom the family gratefully acknowledges for their dedication and professionalism. With a solid customer base, the company is recognized as an expert and reliable partner by Italian Contracting Authorities and private companies, both large and small, for managing content in support of marketing, compliance, audit, security, and procurement. Guida Monaci is frequently called upon to provide high-trust, high-quality support to Italy’s major companies involved in large-scale projects funded by the NRRP (National Recovery and Resilience Plan). The company’s hallmark quality is continually tested by demanding clients from a wide range of sectors. These needs require highly reliable professional providers with a unique depth of experience in document management—one that Guida Monaci uniquely offers in Italy. The company is now celebrating its 155th year of uninterrupted activity, with many initiatives planned to commemorate this important milestone. One of the first recognitions is the issuance of a commemorative postage stamp dedicated to Guida Monaci, part of the Italian Artistic and Cultural Heritage series. The official stamp release and cancellation ceremony was held in the Arazzi Room of Palazzo Piacentini, the seat of the Ministry of Enterprises and Made in Italy. “With this stamp, we pay tribute to a work that has accompanied and shaped the history of Italy,” said Minister Urso during the ceremony.
RILASSA LA MENTE | RELAX YOUR MIND
STACCA
Silenzio, respiro, natura: perché un retreat di mindfulness fa bene anche a chi non ha mai meditato UNPLUG | Silence, breath, nature: why a mindfulness retreat can benefit even those who’ve never meditated
di Rajan Gualtieri
C’è chi lo chiama “ritiro”, chi “retreat”, chi lo considera una pausa rigenerante, chi un atto necessario. Ma una cosa è certa: sempre più persone scelgono di prendersi qualche giorno fuori dal rumore per rientrare meglio dentro di sé. I ritiri di mindfulness non sono moda. Sono uno strumento potente — semplice e accessibile — per disconnettersi dall’automatico e riconnettersi all’essenziale. Non servono tappetini costosi, incensi esotici o esperienze mistiche. Basta avere voglia di ascoltare, anche solo per un weekend. E il luogo giusto.
EN. Some call it a “retreat,” others a “reset,” a regenerative pause or a necessary break. One thing’s for sure: more and more people are choosing to step away from the noise in order to reconnect with themselves. Mindfulness retreats aren’t a trend. They’re a powerful, simple and accessible way to unplug from autopilot and tune back into what really matters. You don’t need fancy mats, exotic incense, or mystical experiences. Just a willingness to listen — even for a weekend. And the right place.
COS’È UN RETREAT, DAVVERO
WHAT A RETREAT REALLY IS
Non è una vacanza. E non è nemmeno una lezione di yoga. Un retreat di mindfulness è un tempo “fuori dal tempo”, in cui si riducono stimoli esterni (parole, notifiche, impegni) e si attivano presenza, attenzione, ascolto. Si medita — a volte seduti, a volte camminando. Si mangia in silenzio. Si dorme tanto. Si cammina. Si respira. In alcuni casi si parla pochissimo, in altri si condivide molto. Dipende dalla guida, dal gruppo, dal contesto. Ma il principio resta: rallentare per sentire. E quello che si sente — se si ha il coraggio di non scappare — spesso cambia prospettiva.
COSA SUCCEDE AL CORPO (E ALLA TESTA)
Dopo le prime ore, quando cala l’irrequietezza iniziale (“dove ho messo il telefono?”, “cosa faccio adesso?”), il corpo entra in uno stato diverso. Il respiro si regolarizza, il battito rallenta, i muscoli si sgonfiano. Anche il cervello cambia marcia. I pensieri si fanno meno densi, le emozioni più stabili, la soglia di reattività si abbassa. La scienza lo conferma: anche pochi giorni di mindfulness intensa riducono i livelli di cortisolo, migliorano la qualità del sonno, aumentano la capacità di concentrazione e favoriscono una gestione più lucida dello stress.
PER CHI È (E PER CHI NO)
Non serve “essere spirituali” per fare un retreat. Basta voler stare un po’ con sé stessi. Chi lo fa spesso sono professionisti 94 |
It’s not a vacation. And it’s not a yoga class. A mindfulness retreat is time outside of time. A space where external stimuli (words, notifications, to-do lists) are reduced, and presence, attention and awareness are activated. You meditate — sometimes sitting, sometimes walking. You eat in silence. You sleep. You walk. You breathe. Sometimes, there’s very little talking. Other times, there’s deep sharing. It depends on the guide, the group, the setting. But the principle remains the same: slow down to feel. And what you feel — if you’re brave enough not to run away — can shift your entire perspective.
WHAT HAPPENS TO THE BODY (AND THE MIND) After the first few hours, when the initial restlessness fades (“Where’s my phone?” “What do I do now?”), the body settles into a different rhythm. Breathing deepens, the heart rate slows, tension melts away. Even the brain shifts gears. Thoughts feel less dense, emotions stabilize, and reactivity drops. Science backs this up: even a few days of focused mindfulness can reduce cortisol levels, improve sleep quality, boost concentration, and enhance emotional regulation.
WHO IT’S FOR (AND WHO IT’S NOT) You don’t need to be “spiritual” to attend a retreat. You just need the desire to spend some time with yourself. Regular
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@rajan_mindfulness iperconnessi, genitori sopraffatti, creativi in burnout, persone in fase di transizione (relazionale, lavorativa, emotiva). Ma anche semplici curiosi, coppie, solitari, viaggiatori. L’unico requisito è lasciare il giudizio a casa: quello verso sé stessi (“non sono capace a meditare”), verso gli altri (“questa gente parla con gli alberi”), verso l’esperienza (“non è servito a niente”). Il retreat non promette miracoli. Ma può insegnare a non pretendere tutto subito. E questo, già, è molto.
COSA ASPETTARSI
– Routine semplice: sveglia presto, meditazione, pasti leggeri, momenti di ascolto e silenzio. Spesso senza telefono, orologio, notizie. – Contatto con la natura: i retreat si svolgono quasi sempre in campagna, montagna, vicino al mare. Camminare tra gli alberi con consapevolezza è già meditazione. – Cibo genuino: vegetariano, biologico, sobrio. Non si digiuna, ma si mangia con presenza. Anche questo può essere una scoperta. – Attività “minime”: respirazione, meditazione guidata, yoga dolce, journaling, lavoro sul corpo. Nessuna performance richiesta. – Un gruppo piccolo: dai 10 ai 20 partecipanti, spesso di età e background diversi. Eppure, dopo due giorni, il senso di connessione è sorprendente. Domande frequenti (che tutti si fanno) – “E se non riesco a stare in silenzio?” Va bene lo stesso. Il silenzio non è un obbligo, è uno spazio. E si impara a starci dentro poco a poco.
attendees include over-connected professionals, overwhelmed parents, creatives in burnout, and people going through life transitions (relationship, career, identity). But you’ll also find curious newcomers, couples, solo travelers. The only requirement: leave judgment at the door — self-judgment (“I’m bad at meditating”), judgment of others (“these people talk to trees”), or of the experience itself (“I didn’t get anything out of it”). A retreat doesn’t promise miracles. But it can teach you to let go of instant expectations. And that alone is huge.
WHAT TO EXPECT – Simple routines: early mornings, meditation, light meals, moments of silence and mindful listening. Often, without phones, clocks, or news. – Connection to nature: most retreats take place in the countryside, in the mountains, or by the sea. Walking among trees with awareness is already a form of meditation. – Wholesome food: vegetarian, organic, simple. No fasting — just conscious eating. That, too, can be a revelation. – Minimal practices: breathwork, guided meditation, gentle yoga, journaling, somatic work. No performance required. – Small groups: usually 10 to 20 participants, from diverse backgrounds and ages. And yet, after two days, the sense of connection can be surprising. Common questions (everyone asks them) – “What if I can’t stay silent?” That’s fine. Silence isn’t a rule — it’s a space. You’ll learn to be with it, bit by bit. ENJOY YOUR TRIP | 95
RILASSA LA MENTE | RELAX YOUR MIND
– “Devo avere esperienza?” No. I retreat sono pensati anche per principianti. L’unica cosa da portare è un po’ di apertura. – “Ma poi cosa me ne faccio, nella vita vera?” La pratica non risolve tutto, ma insegna a stare meglio nel presente. E il presente, bene o male, è dove viviamo ogni giorno. – “Si può piangere?” Sì. Può succedere. Ed è normale.
DOVE TROVARLI: ECCONE ALCUNI
• Relaxing Retreat by the sea 30 maggio-1 giugno, Sabaudia - Roma • Relaxing Retreat 13-15 giugno, Martano - Puglia Ci sono anche formule più “soft”, come le day retreat, giornate singole di pratica intensa per chi non può allontanarsi troppo o ha solo un sabato libero. E per chi preferisce la solitudine, esistono anche retreat individuali, con programma personalizzato e ritmi propri. – “Do I need experience?” Not at all. Retreats are designed for beginners too. All you need is a bit of openness. – “Will it help in real life?” Mindfulness doesn’t fix everything, but it helps you feel better in the present. And the present, like it or not, is where we live every day. – “Can I cry?” Yes. It happens. It’s normal.
WHERE TO FIND THEM : • Relaxing Retreat by the sea 30 May-1 June, Sabaudia - Roma • Relaxing Retreat 13-15 June, Martano - Puglia For those short on time, day retreats are a great option: oneday intensives that fit into even the busiest schedules. Prefer solitude? Many centers also offer individual retreats, with custom schedules and private guidance — the same peace, on your own terms.
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PASSION SUCCESS
ACCENDIAMO I MOTORI | START UP YOUR ENGINES
SEAL U / Il SUV elettrico di BYD che punta dritto
all’Europa: design curato, interni hi-tech e fino a 500 km di autonomia
Non è un prototipo, non è un esperimento, e non è solo “l’alternativa cinese”. La nuova BYD Seal U arriva in Europa per giocare sul serio nel segmento dei SUV elettrici di medie dimensioni, lo stesso dove si muovono Tesla Model Y, Ford Mustang Mach-E e Volkswagen ID.4. E lo fa con argomenti solidi: qualità costruttiva, tecnologia avanzata, batteria proprietaria e un prezzo competitivo. Due versioni, un solo obiettivo La BYD Seal U è disponibile in due versioni, entrambe con trazione anteriore: – Comfort: batteria da 71,8 kWh, autonomia dichiarata 420 km (ciclo WLTP) – Design: batteria da 87 kWh, autonomia fino a 500 km (WLTP) Entrambe usano la tecnologia proprietaria Blade Battery al litio-ferro-fosfato (LFP), sviluppata da BYD per offrire maggiore stabilità termica e durata nel tempo, riducendo il rischio di surriscaldamento. La potenza del motore è identica: 218 CV (160 kW), con uno scatto da 0 a 100 km/h in circa 9,3 secondi. Le prestazioni non puntano alla sportività, ma a una guida fluida e ben controllata. Ricarica e gestione energetica La Seal U supporta la ricarica in corrente alternata 98 |
SEAL U | The electric SUV from BYD built for Europe: sleek design, hi-tech interior, and up to 500 km of range EN. It’s not a prototype, not a beta test, and definitely not “just another Chinese alternative.” The new BYD Seal U arrives in Europe ready to compete head-on in the mid-size electric SUV segment — the same space dominated by the Tesla Model Y, Ford Mustang Mach-E, and Volkswagen ID.4. And it’s coming with solid credentials: high build quality, advanced tech, a proprietary battery system, and a competitive price. Two versions, one clear target The BYD Seal U comes in two front-wheel drive variants: – Comfort: 71.8 kWh battery, up to 420 km range (WLTP) – Design: 87 kWh battery, up to 500 km range (WLTP) Both use BYD’s proprietary Blade Battery technology with lithium iron phosphate (LFP) chemistry — known for better thermal stability, long lifespan, and reduced fire risk. Both variants deliver 218 hp (160 kW), with 0–100 km/h in about 9.3 seconds. Not made for speed, but for smooth, confident driving. Charging and energy management Seal U supports AC charging up to 11 kW and DC fast charging up to 115 kW — on par with competitors. Fast chargers can boost the battery from 30% to 80% in about 30 minutes. There’s also
fino a 11 kW e in corrente continua fino a 115 kW: numeri nella media, con tempi di ricarica dal 30 all’80% in circa 30 minuti alle colonnine veloci. Presente anche la funzione Vehicle-to-Load (V2L), utile per alimentare dispositivi esterni direttamente dall’auto (elettrodomestici, bici elettriche, computer portatili). Esterni sobri, interni sorprendenti A colpire subito è il design, firmato dal centro stile BYD europeo: linee morbide ma robuste, firma luminosa LED a tutta larghezza e cerchi fino a 19 pollici. Ma è dentro che la Seal U sorprende davvero. L’abitacolo è spazioso, ben rifinito e dominato da un enorme display centrale da 15,6 pollici, ruotabile in orizzontale o verticale, in base all’uso.
Vehicle-to-Load (V2L) capability, letting you power external devices (e-bikes, laptops, appliances) directly from the car. Understated outside, impressive inside The design — crafted by BYD’s European studio — is clean and solid, with soft curves, full-width LED lighting, and wheels up to 19 inches. But it’s the interior that really sets it apart. Spacious and well-finished, the cabin features a huge 15.6-inch central display, which rotates vertically or horizontally based on your preference. The 12.3-inch digital instrument cluster is crisp and fast, and the BYD software feels smooth and responsive. Standard features include a panoramic sunroof, heated seats, a 10-speaker audio system, and a heat pump for better winter efficiency. Tech and safety No compromises on driver assistance systems here: automatic emergency braking, adaptive cruise control, traffic sign recognition, blind spot monitoring, lane keep assist — all included and tuned for European roads. There’s also an upgraded voice recognition system, along with wireless Apple CarPlay and Android Autocompatibility.
La strumentazione digitale da 12,3 pollici è chiara e fluida, e il software proprietario risponde con reattività. Sono di serie il tetto panoramico, i sedili riscaldabili, l’impianto audio a 10 altoparlanti e la pompa di calore per migliorare l’efficienza invernale.
Pricing and market position The Seal U starts at around €41,000 for the Comfort version, with the Design trim closer to €46,000. Given the generous equipment, solid range, and full in-house manufacturing (battery, software, platform), it’s well-positioned in the increasingly crowded EV landscape.
Tecnologia e sicurezza A bordo non manca nulla in fatto di assistenza alla guida: frenata automatica d’emergenza, cruise control adattivo, riconoscimento segnali stradali, monitoraggio angolo cieco, mantenimento corsia. Il pacchetto ADAS è completo e ben tarato per il traffico europeo. Presente anche un sistema di riconoscimento vocale evoluto e compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto (finalmente disponibili anche in versione wireless). Prezzo e posizionamento La Seal U parte da 41.000 euro circa per la versione Comfort, mentre la Design sfiora i 46.000 euro. Prezzi che, a fronte di dotazione ricca e buona autonomia, posizionano il modello in modo competitivo, soprattutto considerando che BYD produce internamente batteria, software e piattaforma. ENJOY YOUR TRIP | 99
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LE OPPORTUNITÀ FISCALI PER IL RIENTRO DEGLI ITALIANI IN PATRIA Negli ultimi anni, l’Italia ha cercato di rendere più attrattivo il ritorno dei suoi cittadini dall’estero, introducendo incentivi fiscali per chi decide di riportare in patria competenze ed esperienze acquisite oltreconfine. Il decreto legislativo 209/2023 ha modificato in modo significativo il regime fiscale agevolato per i cosiddetti “lavoratori impatriati”, introducendo nuovi requisiti e riducendo alcuni vantaggi. Il Regime Agevolato Dal 1° gennaio 2024, chi trasferisce la propria residenza fiscale in Italia può beneficiare di una riduzione del reddito imponibile del 50%. La normativa aggiornata ridefinisce i principi previsti dal precedente articolo 16 del D.Lgs. 147/2015 (ad oggi abrogato), introducendo criteri più stringenti e nuove opportunità fiscali. Chi Può Beneficiare dell’Incentivo? Per poter usufruire del regime fiscale agevolato, occorre soddisfare alcuni requisiti fondamentali: • Essere stati residenti all’estero nei tre anni precedenti il rientro (sei o sette anni se il rientro avviene con lo stesso datore di lavoro o gruppo societario); • Trasferire la residenza fiscale in Italia per almeno quattro anni; • Svolgere l’attività lavorativa prevalentemente in Italia; • Avere un livello elevato di qualificazione o specializzazione professionale. Queste condizioni restringono l’accesso agli incentivi, rendendoli principalmente appetibili per professionisti e lavoratori altamente specializzati. Vantaggi per le Famiglie e Durata dell’Agevolazione Il regime fiscale di favore prevede una riduzione del 50% del reddito imponibile per cinque anni. Tuttavia, è possibile ottenere un aumento del beneficio fino al 60% nel caso in cui il lavoratore abbia figli minori o ne abbia durante il periodo agevolato, inclusa l’adozione. L’agevolazione, però, non è illimitata: il reddito massimo
dura lex, sed lex
Legum omnes servi sumus, ut liberi esse possimus
Cavaliere Piero Salussolia Esq. LLM
TAX INCENTIVES FOR ITALIANS RETURNING HOME In recent years, Italy has introduced tax incentives to encourage its citizens living abroad to return, aiming to bring back skills and experiences gained overseas. Legislative Decree 209/2023 has significantly changed the favorable tax regime for so-called “inpatriate workers,” introducing new requirements and reducing some of the previous benefits. The Favorable Tax Regime As of January 1, 2024, individuals who transfer their tax residence to Italy can benefit from a 50% reduction on their taxable income. The updated regulation redefines the rules previously set by Article 16 of Legislative Decree 147/2015 (now repealed), introducing stricter criteria and new tax opportunities. Who Can Benefit from the Incentive? To qualify for the favorable tax regime, individuals must meet several key requirements: • They must have been tax residents abroad for the three years prior to returning (six or seven years if returning with the same employer or corporate group); • They must transfer their tax residence to Italy for at least four years; • They must carry out most of their work activity in Italy; • They must possess a high level of professional qualification or specialization. These conditions limit access to the incentives, making them mainly appealing to highly skilled professionals and specialists. Family Benefits and Duration of the Incentive The favorable tax regime allows for a 50% reduction in taxable income for five years. This benefit can increase to 60% if the worker has minor children or becomes a parent (including through adoption) during the incentive period. However, the benefit has a cap: the reduced tax rate applies only to income up to €600,000 per year. Any amount exceeding this threshold is taxed at the ordinary rate.
Dott. Niccolò Poggio
Scope of Application The regime applies to income from: • Employment;
•
su cui si applica è fissato a 600.000 euro annui, con l’eventuale eccedenza tassata secondo l’aliquota ordinaria. Ambito di Applicazione Il regime si applica ai redditi derivanti da: • Lavoro dipendente • Redditi assimilati al lavoro dipendente • Lavoro autonomo derivante da arti e professioni Diversamente dal passato, i redditi d’impresa sono esclusi dal beneficio, il che penalizza chi vuole rientrare per avviare un’attività imprenditoriale. Rischi di Decadenza dal Beneficio Un aspetto cruciale da considerare è che l’agevolazione decade nel caso in cui il lavoratore non mantenga la residenza fiscale in Italia per almeno quattro anni, con la conseguenza che i redditi che hanno beneficiato dell’agevolazione fiscale in commento saranno ripresi a tassazione con l’aggiunta degli interessi legali. Questo rende fondamentale pianificare attentamente il rientro, evitando di trovarsi in situazioni di incertezza fiscale. Un’opportunità da Valutare con Attenzione Questo regime fiscale punta a rendere l’Italia più attrattiva per i lavoratori qualificati che desiderano tornare, contribuendo allo sviluppo economico del Paese. Tuttavia, le restrizioni introdotte e la riduzione dei benefici rispetto al passato potrebbero scoraggiare alcuni potenziali rientri. Chi sta pensando di trasferirsi nuovamente in Italia farebbe bene a valutare attentamente i requisiti e i vincoli previsti dalla normativa, magari affidandosi ad un consulente fiscale per comprendere appieno le opportunità e le eventuali criticità di questo regime.
• Income treated as employment income; • Self-employment from arts and professions. Unlike the previous rules, business income is excluded from the benefit. This is a disadvantage for those planning to return to Italy to start their own business. Risk of Losing the Benefit A critical point to consider is that the incentive is revoked if the worker fails to maintain tax residency in Italy for at least four years. In such cases, the previously reduced income becomes subject to full taxation, along with legal interest. This makes careful planning essential to avoid tax uncertainty. An Opportunity Worth Evaluating Carefully This tax regime is designed to make Italy more attractive to qualified professionals looking to return and contribute to the country’s economic growth. However, the stricter requirements and reduced benefits compared to the past may deter some potential returnees. Anyone considering moving back to Italy should carefully assess the eligibility criteria and restrictions of the new rules—ideally with the help of a tax advisor—to fully understand the opportunities and potential pitfalls of this regime.
Facta lex inventa fraus
Con la collaborazione di Giada Pivano
Perchè non parli Inglese? Per imparare davvero, non serve tanto tempo: serve tempo speso bene. Perché ci chiamiamo Velocemente Inglese: non saltiamo i passaggi, li mettiamo nell’ordine giusto. Che senso ha partire da verbi e pronuncia se ancora non conosci le parole? Sarebbe come mettere le scarpe prima di indossare pantaloni attillati.. una inutile perdita di tempo. Ti faccio una domanda: sai perché l’inglese sembra complicato? Non ci crederai mai..
Why you don't speak English? It doesn’t take much time to really learn; it takes time spent well. That’s why we call ourselves Fast English: we don’t skip the steps, we put them in the right order. What is the point of starting from verbs and pronouncing if you do not know the words yet? It would be like putting on shoes before wearing tight pants. a useless waste of time. Let me ask you a question: do you know why English sounds complicated? You will not believe it.
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..è impossibile! La nostra esperienza ci ha insegnato che le persone non imparano per mancanza di tempo, per paura di fare figuracce, o perché qualcuno le ha fatte sentire “non portate”. Basta tornare a quel modo naturale con cui da bambino imparavi senza sforzo. Sbaglierai? Sì, certo! È parte del gioco! Quante volte hai ripetuto “precipitevolissimevolmente” prima di impararla? Ma tranquillo: nessuna parola inglese è così difficile.
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Our experience has taught us that people don’t learn because of lack of time, fear of making a mess, or because someone made them feel "not carried". Just go back to that natural way you learned as a child without effort. Will you miss? Yes, of course! It’s part of the game! How many times did you repeat "precipitevolissimevolmente" before learning it? But don’t worry: no English word is that difficult.
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LIFE ON THE GROUND
SCALI IN MOVIMENTO / AIRPORT IN MOTION / ROMA IN GIOCO/ ROME: GAME ON / UNA VISITA DA NON PERDERE: COLOSSEO / A VISIT NOT TO BE MISSED: COLOSSEUM
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LE NOTIZIE DALL’AEROPORTO | NEWS FROM THE AIRPORT
SCALI IN MOVIMENTO Restyling, tecnologie smart e nuovi servizi: cosa cambia negli aeroporti italiani per chi parte, rientra o fa solo scalo AIRPORTS IN MOTION | Upgrades, smart tech, and new services: what’s changing at Italy’s main airports for travelers passing through in 2025
C’è chi li attraversa di fretta, chi ci passa metà giornata, chi ci lavora e chi ci si perde volentieri. Gli aeroporti italiani non sono più solo luoghi di transito: si evolvono, si rinnovano, puntano su sostenibilità e comfort. E nel 2025, i cambiamenti si vedono e si toccano. Alcuni sono grandi, altri invisibili ma decisivi. Ecco cosa c’è di nuovo, da Milano a Palermo.
FIUMICINO (ROMA): PIÙ VERDE, MENO STRESS Il Leonardo da Vinci continua a investire sull’esperienza del passeggero. La novità più evidente è l’ampliamento del Terminal 1, ora con spazi più aperti, luci naturali e nuovi gate intercontinentali. Per chi viaggia in business, la nuova Plaza Premium Lounge è un piccolo hotel con vista pista: docce, cucine a vista, zona riposo. Fiumicino ha introdotto un sistema di biometria facciale per i voli Schengen: basta una scansione del volto per passare i controlli. Niente più boarding pass. E per chi viaggia leggero, c’è la nuova “Silent Area” con poltrone ergonomiche, luci soffuse e zero annunci audio.
MALPENSA (MILANO): DESTINAZIONE ASIA Il 2025 è l’anno del ritorno dei voli a lungo raggio su Malpensa. Con il boom del turismo tra Europa e Estremo Oriente, sono ripresi i collegamenti diretti con Tokyo, Shanghai e Seoul. Il Terminal 1 è stato aggiornato con nuove aree di sosta, prese USB ovunque e zone “tech-free” per chi cerca silenzio. In arrivo anche una food court firmata Eataly, con piatti express ispirati alle regioni italiane, pensata per chi ha poco tempo ma non vuole rinunciare al gusto. Per le famiglie, c’è un nuovo spazio bimbi con giochi interattivi e zona relax per i genitori.
VENEZIA: SCALO BOUTIQUE Il Marco Polo punta su eleganza e servizi sartoriali. È appena stato inaugurato il nuovo percorso Fast Track + Luxury Lounge, disponibile anche per i passeggeri economy che vogliono un’esperienza 104 |
EN. Some rush through them, others spend half a day inside, some work there, and a few even enjoy getting lost. Italian airports are no longer just gateways — they’re evolving into smarter, more comfortable spaces with better design and upgraded services. In 2025, these changes are both visible and behind-the-scenes. Here’s what’s new, from Milan to Palermo.
FIUMICINO (ROME): GREENER AND CALMER Leonardo da Vinci Airport continues to improve the passenger experience. The most visible upgrade is the expanded Terminal 1, now brighter, more open, and with additional gates for intercontinental flights. Business travelers can now access the new Plaza Premium Lounge, more like a boutique hotel than a waiting room — complete with showers, live cooking stations, and nap
areas. Fiumicino has also introduced facial recognition boarding for Schengen flights: just a face scan to breeze through security — no boarding pass required. For those traveling light, there’s a new Silent Area with ergonomic seating, soft lighting, and absolutely no audio announcements.
MALPENSA (MILAN): LONG-HAUL IS BACK
In 2025, long-haul routes are back at Malpensa. With rising demand between Europe and Asia, direct flights to Tokyo, Shanghai, and Seoul have resumed. Terminal 1 has added more seating areas, universal USB outlets, and “tech-free” quiet zones. A new Eataly food court is opening this spring, offering quick regional Italian dishes for travelers on tight schedules. Families can now enjoy a new interactive play area and a relaxation zone for parents.
VENICE: BOUTIQUE AIRPORT VIBES
Marco Polo Airport is leaning into elegance. A new Fast Track + Luxury Lounge package is now available to all passengers,
including economy class. It includes a private entrance, multilingual staff, and welcome drinks. The new water terminal offers direct boat transfers to the city center in about 25 minutes — with views included. Inside the terminal, travelers will find a preview of the Venice Biennale, curated by the city’s museum foundation — a small but stylish touch of culture between flights.
BOLOGNA: EVERYTHING GOES AUTOMATIC
At Bologna’s Marconi Airport, the new “Smart Departures” project streamlines the journey: automated check-in, baggage drop, and security. A single QR code on your smartphone takes you from entrance to gate with no human interaction. For those who prefer face-to-face service, traditional counters remain available. ENJOY YOUR TRIP | 105
LE NOTIZIE DALL’AEROPORTO | NEWS FROM THE AIRPORT
premium. Si accede da un ingresso dedicato, con personale multilingue e drink di benvenuto. Da segnalare anche il nuovo terminal acqueo per i collegamenti diretti in barca verso il centro città. Tempo stimato: 25 minuti, panorama garantito. E per chi ama l’arte, all’interno del terminal è ospitata un’anteprima in miniatura della Biennale, a cura della Fondazione Musei Civici.
BOLOGNA: IL CHECK-IN DIVENTA AUTOMATICO All’aeroporto Marconi è partito il progetto “Smart Departures”, che automatizza tutto: dal check-in al drop-off del bagaglio, fino ai controlli di sicurezza. Con un QR code sullo smartphone si può passare da ingresso a gate senza contatto umano. Per chi preferisce l’assistenza fisica, però, gli sportelli tradizionali restano. La vera chicca è l’arrivo dei robot concierge: piccoli assistenti mobili che girano tra i gate rispondendo a domande in tempo reale, in quattro lingue.
NAPOLI: VISTA VESUVIO, RITMO LENTO Il Capodichino cambia volto con un’area arrivi completamente ristrutturata: più luce, più spazi, più servizi. Il nuovo corridoio “green”, con giardini verticali e sedute in legno naturale, è pensato per chi vuole prendersi qualche minuto prima di affrontare la città. In attesa del volo, si può approfittare della nuova pasticceria airport edition di Scaturchio, istituzione partenopea: sfogliatelle calde e babà monoporzione da portare in cabina.
PALERMO E CATANIA: SICILIA CHE SI MUOVE Nel 2025 gli aeroporti siciliani sono in piena trasformazione. A Palermo, il Falcone-Borsellino si è rifatto il look con nuovi banchi check-in, più gate nazionali e un sistema di smistamento bagagli più veloce. Interessante l’accordo con startup locali per promuovere tour e attività da prenotare direttamente in aeroporto. A Catania, dopo la riapertura completa post-incendio, il terminal ha aggiunto una zona coworking con Wi-Fi potenziato, postazioni singole e ricariche wireless. Pensata per i digital nomads in transito, ma perfetta anche per chi deve rispondere a un’email prima del decollo.
CURIOSITÀ SPARSE (DA TENERE D’OCCHIO) – A Torino Caselle è in fase di test un sistema che riconosce il passeggero dalla voce per attivare servizi personalizzati. – A Bari è stato installato il primo gate “carbon neutral” d’Italia: impatto ambientale zero, materiali riciclati, sensori intelligenti. – A Firenze, l’area partenze ospita ogni mese un micro-concerto jazz o classico con musicisti locali, tra gate e librerie.
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One fun addition: robot concierges now roam the terminals, ready to answer questions in four languages and point travelers in the right direction.
NAPLES: VESUVIO VIEW AND SLOW RHYTHM
Capodichino Airport has a brand-new arrivals area: brighter, more spacious, and more welcoming. A new “green corridor” with vertical gardens and wooden seating is designed for travelers who want to pause and reset before hitting the city. While waiting for a flight, don’t miss the airport version of Scaturchio, Naples’ iconic pastry shop — offering warm sfogliatelle and mini babà you can take onboard.
PALERMO AND CATANIA: SICILY ON THE MOVE
Sicily’s two main airports are both evolving. At Palermo, Falcone-Borsellino Airport now has more check-in desks, new domestic gates, and faster baggage systems. A partnership with local startups lets travelers book tours and experiences directly at the terminal. At Catania, now fully reopened after last year’s fire, a new coworking space offers fast Wi-Fi, single desks, and wireless charging — ideal for digital nomads, or just to squeeze in one last email.
BONUS DETAILS TO KEEP IN MIND
– Turin Airport is testing voice recognition to personalize traveler services. – Bari just opened Italy’s first carbon-neutral gate, built with recycled materials and low-impact sensors. – Florence Airport’s departure lounge hosts monthly jazz or classical mini-concerts between gates and bookstores, featuring local musicians.
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UNA CITTÀ DA SCOPRIRE | A CITY TO DISCOVER
ROMA IN GIOCO Due settimane di tennis e stile al Foro Italico: Sinner al centro, ma anche Musetti, Paolini & co. in cerca di gloria GAME ON | Two weeks of tennis and lifestyle at Rome’s Foro Italico: all eyes on Sinner, but Musetti, Paolini & co. are ready to shine
A maggio, Roma cambia passo. Il traffico si sposta verso il Foro Italico, gli aperitivi diventano a bordo campo, e gli Internazionali BNL d’Italia si trasformano in un evento che va ben oltre il tennis. Dal 6 al 19 maggio 2025, le racchette dominano la scena, con Jannik Sinner come assoluto protagonista, ma con una pattuglia italiana agguerrita pronta a far rumore. Non solo sport: è un rito collettivo fatto di sole, sudore, outfit curati, street food di qualità e selfie con il Centrale alle spalle.
SINNER MANIA
Il più atteso, inutile dirlo, è lui. Jannik, 23 anni, numero 2 del mondo, già vincitore Slam, è il volto (e il cuore) degli Internazionali 2025. Ogni suo ingresso in campo è un’ovazione, ogni allenamento si trasforma in un evento. I biglietti per vederlo? Sold out in poche ore. Roma lo coccola, lo spinge, lo aspetta. Nel 2024 si era fermato a un passo dalla finale. Quest’anno, con il fisico a posto e una stagione brillante alle spalle, l’obiettivo è uno solo: vincere. Il pubblico romano lo adora: perché è forte, ma anche perché è autentico. Parla poco, si allena tanto, sorride quando serve. La sua presenza ha cambiato la dimensione del torneo: più visibilità, più pubblico giovane, più attesa. EN. In May, Rome shifts gears. Traffic heads toward the Foro Italico, aperitivos happen courtside, and the Internazionali BNL d’Italia take over the scene. From May 6 to 19, 2025, tennis is king — and Jannik Sinner is its crown prince. The atmosphere? A perfect mix of top-level sport, style, energy, and gelato. But it’s not just about tennis: it’s a Roman ritual blending sunshine, curated outfits, street food, and the occasional selfie with the Centrale in the background.
THE SINNER EFFECT No doubt about it — Jannik Sinner is the headline act. At 23, he’s world No. 2, a Grand Slam winner, and the face of Italian tennis. Every time he steps on court, it’s a sold-out show. Fans camp out just to watch him practice. In Rome, the fever is red — like the clay. Sinner has changed the tone of the tournament. More attention, more young fans, more buzz. And he’s not just a star — he’s relatable. Quiet, focused, genuine. Last year, injury stopped his run in the semis. This year, he’s healthy, sharp, and hunting for his first Rome title.
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UNA CITTÀ DA SCOPRIRE | A CITY TO DISCOVER Giordano Bruno in Campo de’ Fiori square, Rome
Stadium Pietrangeli 112 |
GLI ALTRI AZZURRI: STILE E SOSTANZA
Ma non c’è solo Sinner. A Roma il tifo è per tutti. Lorenzo Musetti, talento puro e rovescio da collezione, torna sul rosso con ambizioni serie. Se entra in fiducia, diventa poesia. Matteo Arnaldi ha energia, corsa e fame: il pubblico romano lo carica. Flavio Cobolli, romano vero, gioca in casa e si farà sentire. E occhio alle sorprese: tra qualificazioni e wild card, ogni anno spunta un nuovo nome. Nel femminile, Jasmine Paolini è reduce da una stagione in crescita e arriva a Roma da testa di serie. Lucia Bronzetti, grinta e regolarità, è sempre una garanzia. Le italiane sono tante, motivate e ben volute: il Centrale si infiamma anche per loro.
UNA SETTIMANA NEL TENNIS LIFESTYLE
Vivere gli Internazionali è un’esperienza che va oltre il match. Il Foro Italico è uno scenario unico: pini altissimi, statue di marmo, campi incastonati nella storia. Il Campo Centrale è imponente, ma è il Pietrangeli il preferito da chi vuole atmosfera vera e match a pochi metri. L’area food è curata, variegata e mai banale: panini gourmet, gelati artigianali, spritz con vi-
Rafael Nadal
TEAM ITALY IS DEEP But he’s not alone. Lorenzo Musetti, with that single-handed backhand and effortless flair, is always a fan favorite. Matteo Arnaldi brings speed and fire — Rome loves his fight. And keep an eye on Flavio Cobolli, a true Roman, playing in his own backyard. On the women’s side, Jasmine Paolini arrives as a seeded player, after a season that turned heads. Lucia Bronzetti adds grit and consistency. And then there’s the future: young wild cards and qualifiers who can light up the court and win over the crowd in a heartbeat.
LIVING THE TOURNAMENT, ROME STYLE The Foro Italico isn’t just a tennis venue — it’s a Roman open-air lounge. Tall pines, white marble statues, legendary courts. The Centrale is iconic, but insiders love the Pietrangeli, surrounded by statues and electric with atmosphere. The food area keeps it classy: gourmet panini, artisanal gelato, spritz with a view. The Fan Village
Jannik Sinner
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UNA CITTÀ DA SCOPRIRE | A CITY TO DISCOVER
sta sul campo. Il Fan Villageè una zona viva anche per chi il tennis lo guarda solo ogni tanto: DJ set, gadget, firmacopie, partite simulate in realtà aumentata. E poi ci sono gli allenamenti: vedere da vicino i campioni provare schemi, scambiare battute col coach, è spesso più interessante del match stesso.
DOVE VA CHI SA DOVE ANDARE
Chi conosce il torneo sa che il vero after si fa a Ponte Milvio, tra ristoranti pieni di giocatori, manager e giornalisti. Il bistrot preferito dai coach? Il Locale, cucina romana rivisitata, perfetto per chi vuole sentirsi nel giro giusto. Per una pausa più rilassata, meglio spostarsi verso il MAXXI: cocktail, design, aria buona. La mattina, chi è davvero fan fa colazione nei bar vicino al Foro per provare a incrociare giocatori e staff prima dell’ingresso. I più “fashion” fanno sosta allo shop ufficiale: cappellini, felpe e borsoni da sfoggiare anche fuori dal campo.
DETTAGLI CHE FANNO LA DIFFERENZA
– Il match di Sinner viene programmato quasi sempre in sessione serale: atmosfera elettrica, luci perfette, pubblico carico. – Le Dunlop Fort Clay Court sono le palline ufficiali: più leggere, ideali per il gioco aggressivo e di ritmo che Jannik ama. – Le prime giornate del torneo sono le migliori per vedere tutto da vicino: campi liberi, spalti accessibili, giocatori rilassati. – La moda è ovunque: look da tennis urbano, occhiali da sole, sneakers limited edition. Il Foro è anche una passerella. – Il campo 5 resta il preferito dagli addetti ai lavori per vedere scambi ravvicinati senza ressa. Sinner ci si allena spesso, a orari poco prevedibili.
offers DJ sets, VR tennis, and autograph ops — great even for the casually curious. Best tip? Catch a training session. Watching the pros up close, talking with their coaches, rehearsing shots — often more engaging than the match itself.
WHERE THE INSIDERS GO After the matches, the scene moves to Ponte Milvio, where players, agents, and tennis people wind down over dinner. The insider spot? Il Locale, a low-key bistro with elevated Roman cuisine. For a stylish break, try the MAXXI district: cocktails, architecture, and a crowd that knows what’s up. Mornings? Hardcore fans grab espresso near the Foro hoping to spot a player on their way in. And the fashion-minded head straight to the official tournament shop: logo caps, stylish hoodies, limited-edition gear — tennis as streetwear.
DETAILS TO WATCH FOR – Sinner’s matches are usually slotted in prime time: night sessions, packed stands, big energy. – The Dunlop Fort Clay Court is the official ball — lighter, ideal for fast-paced aggressive play (right in Jannik’s wheelhouse). – The early rounds are perfect for roaming: open access to outer courts, relaxed players, great seats. – Style is part of the show: sporty-chic outfits, rare sneakers, designer shades. The Foro is as much catwalk as court. – The #5 practice court remains a favorite for pros looking for focus and shade. Sinner trains there often — unannounced.
MAXXI, Rome
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UNA VISITA DA NON PERDERE | VISIT NOT TO BE MISSED
COLOSSEO Sotto l’arena, oltre la leggenda: storia, misteri e dettagli nascosti dell’anfiteatro più famoso del mondo COLOSSEUM | Beneath the arena and beyond the myth: hidden stories and ancient secrets of the world’s most iconic amphitheatre
Lo conoscono tutti, ma lo conoscono davvero in pochi. Il Colosseo è il monumento italiano più visitato, fotografato, venduto in miniatura e riprodotto su magliette e portachiavi. Eppure, a ogni livello, nasconde qualcosa che sfugge anche a chi ci è passato mille volte. Non è solo pietra e gloria imperiale. È un palinsesto vivente di ingegneria, propaganda, sangue, teatro e riscatto.
NON SI CHIAMA COLOSSEO
Il nome originale era Anfiteatro Flavio, dal nome della dinastia che lo fece costruire: i Flavi. Il soprannome “Colosseo” arrivò solo dopo, e non per la sua grandezza — anche se è enorme — ma per la statua colossale di Nerone alta circa 35 metri che sorgeva lì accanto. Di quella statua non resta nulla. Del nome, invece, tutto.
UN’OPERA COSTRUITA PER DIMENTICARE
L’anfiteatro fu iniziato da Vespasiano intorno al 70 d.C., come risposta politica e simbolica al passato recente. Nerone, imperatore odiato, aveva costruito una villa personale nel cuore di Roma, la Domus Aurea. Vespasiano la cancellò, restituendo il terreno al popolo romano con uno spazio pubblico: un’arena per giochi, spettacoli e grandi eventi. In poche parole, il Colosseo nacque per cambiare narrazione.
EN. Everyone knows it, but few truly know it. The Colosseum is Italy’s most visited and photographed monument — printed on souvenirs, T-shirts, postcards. Yet behind its arches and fame, it hides layers of detail that even repeat visitors miss. It’s not just stone and imperial pride. It’s a living story of engineering, propaganda, blood, theatre, and reinvention.
IT WAS NEVER CALLED “COLOSSEUM”
Its original name was the Flavian Amphitheatre, built by the Flavian dynasty. The nickname “Colosseum” came later — not because of its size (though it is colossal), but because of a giant statue of Nero, over 35 meters tall, that once stood nearby. The statue is gone. The name stuck.
A PROJECT MEANT TO ERASE THE PAST
Construction began under Emperor Vespasian around 70 AD. It wasn’t just architecture — it was politics. Nero had built his private palace, the Domus Aurea, on land taken from the Roman people. Vespasian tore it down and replaced it with a public space: a grand arena for games and shows. The Colosseum was, essentially, a message of power — and a reset of the imperial image.
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UNA VISITA DA NON PERDERE | VISIT NOT TO BE MISSED
Colosseum
ASCENSORI, BOTOLE E QUINTE MOBILI
TRAPDOORS, ELEVATORS, AND STAGECRAFT
Il Colosseo non era solo una struttura monumentale. Era un congegno teatrale. Sotto l’arena, nei sotterranei oggi visitabili, c’era un sistema complesso di montacarichi, carrucole e passaggi per far comparire all’improvviso belve feroci, scenografie o gladiatori. Le botole venivano azionate da decine di uomini, nascosti al pubblico, in un lavoro coreografato con precisione. All’esterno, si aprivano 80 ingressi numerati: il pubblico romano entrava, si sedeva (in base al rango) e usciva in pochi minuti. Nessuna arena moderna è altrettanto efficiente.
The Colosseum wasn’t just big — it was technically advanced. Beneath the arena was a network of tunnels, lifts, and mechanical systems used to raise animals, sets, or gladiators into the arena. Trapdoors opened suddenly. Lions and leopards could appear mid-fight. Dozens of workers below the surface operated everything in perfect sync. Outside, 80 numbered entrances allowed the Roman crowd to enter and exit quickly. Modern stadiums still struggle to be this efficient.
GLADIATORI, SÌ. MA NON SOLO
Yes, gladiator combat was the headline event. But the Colosseum also hosted wild animal hunts, public executions, dramatic reenactments of Roman victories, and even mock naval battles (naumachiae). Some sources say the arena was flooded during its early years for these water spectacles. Every event was free. The emperor paid. In return, he got loyalty. “Bread and circuses” wasn’t just a saying — it was policy.
Le lotte tra gladiatori erano il piatto forte, ma il Colosseo ospitava anche cacce esotiche, rievocazioni storiche, esecuzioni pubbliche e persino naumachie, cioè battaglie navali simulate. Sì: secondo alcune fonti, almeno nelle prime fasi, l’arena veniva allagata per inscenare scontri tra imbarcazioni. Ogni evento era gratuito. L’imperatore pagava tutto, in cambio di consenso. Il motto “panem et circenses” (pane e giochi) qui diventava realtà quotidiana.
LE DONNE NON POTEVANO SEDERSI DOVE VOLEVANO
L’arena era una fotografia fedele della gerarchia sociale romana. I posti migliori (vicino all’arena) erano per i senatori. Più in alto, c’erano cavalieri, cittadini comuni, ex schiavi. Le donne sedevano in alto, lontano dall’azione. Solo le Vestali, le sacerdotesse del culto di Vesta, avevano un posto privilegiato: una tribuna tutta per loro, con vista perfetta sul centro dell’arena. 118 |
NOT JUST GLADIATORS
WOMEN SAT IN THE NOSEBLEEDS
The seating was a mirror of Roman society. Senators sat closest. Then equestrians, merchants, citizens. At the very top, in the least desirable rows, sat the women — except for the Vestal Virgins, priestesses with a privileged view just above the arena.
IT SURVIVED ALMOST EVERYTHING
Over the centuries, the Colosseum became many things: a Christian shrine, a quarry, a fortress, a warehouse, even
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UNA VISITA DA NON PERDERE | VISIT NOT TO BE MISSED
SOPRAVVISSUTO A TUTTO (QUASI)
Nei secoli, il Colosseo è stato tempio cristiano, cava di marmo, fortezza, magazzino, rifugio, perfino stalla. Dopo il crollo dell’Impero, molte delle sue pietre furono riutilizzate per costruire chiese e palazzi. Solo tra ‘700 e ‘800 si iniziò a conservarlo come simbolo dell’antichità. Le croci che ancora oggi si vedono all’interno sono state aggiunte molto più tardi, per commemorare i cristiani martirizzati. Ma secondo molti storici, non ci sono prove certe che il Colosseo sia mai stato teatro sistematico di persecuzioni religiose.
IL NUMERO PERFETTO
L’arena poteva contenere circa 50.000 spettatori, ma secondo alcuni calcoli si arrivava anche a 70.000. E il dato sorprendente è che il Colosseo aveva un tetto mobile. Si chiamava velarium: una copertura di stoffa manovrata da marinai della flotta imperiale, con corde e pali, per ombreggiare il pubblico nelle giornate più calde.
UN’ACUSTICA (QUASI) PERFETTA
La forma ellittica e l’inclinazione delle gradinate non erano solo sceniche: servivano ad amplificare la voce e i rumori. Un ruggito, un fischio o un grido venivano sentiti ovunque. Il Colosseo era una macchina da spettacolo. Senza microfoni, senza schermi, senza replay.
DETTAGLI DA CERCARE
– I numeri degli ingressi originali si vedono ancora scolpiti sopra alcune arcate. – Sul lato esterno, un piccolo rilievo rappresenta una nave da guerra: ricordo delle naumachie o semplice firma di un artista? Non si sa. – Vicino all’arena, un’antica fontana pubblica è ancora in funzione. L’acqua è potabile. – In alcune pareti interne si leggono incisioni medievali: nomi, simboli, croci. Tracce di chi ha vissuto o dormito lì, secoli dopo la caduta dell’Impero.
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a stable. After the empire fell, its stone was recycled to build churches and palaces. Only in the 18th and 19th centuries did efforts begin to preserve it as a symbol of the ancient world. The crosses seen inside today were added later to honor Christian martyrs, though historians debate whether systematic executions of Christians ever took place here.
THE PERFECT NUMBER
The Colosseum held around 50,000 spectators — some estimates say 70,000. It even had a retractable roof: the velarium, a giant awning managed by sailors from the imperial fleet, using ropes and masts to shade the audience from the sun.
AN ANCIENT SOUND SYSTEM
The elliptical shape and the steep stands weren’t just for show. They created near-perfect acoustics. Roars, chants, cries — everything could be heard from every seat. No speakers, no mics, no replays. Just raw sound and human energy.
DETAILS WORTH HUNTING DOWN
– You can still see the original entrance numbers carved into some of the outer arches. – One small relief sculpture outside shows a warship — maybe a reference to naval shows, maybe an artist’s mark. No one’s sure. – An old public fountain near the arena still works. The water is drinkable. – On some inner walls, you’ll spot medieval graffiti: names, crosses, symbols — traces of those who lived or took shelter inside long after the empire collapsed.
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CONSIGLI DI LETTURA | READING TIPS
UN
libro DA LEGGERE una nuova avventura per Miss Bee
A BOOK TO READ | A new adventure for Miss Bee di Enza Pietrangelo
mori improvvisi, sussurri nel buio e presenze inquietanti… forse un fantasma? Le cose si aggravano, tanto da rendere necessario l’intervento della polizia nella persona dell’ispettore capo Archer Blackburn, vecchia e intrigante conoscenza di Beatrice. E tra amori e tremori sarà proprio Miss Bee a svelare il mistero. Un libro pensato per chi ama i gialli ma non disdegna sentimenti più dolci e più potenti. Alessia Gazzola, Miss Bee and the Embassy Ghost, Longanesi (€14.90)
Alessia Gazzola, Miss Bee e il fantasma dell’ambasciata, Longanesi (euro 14,90) Una nuova avventura per l’amatissima Miss Bee che vive nella Londra nella Londra degli Anni Venti. Leonida Bernabò, per tentare di limitare i guai che combina la sua vivace secondogenita Beatrice, individua finalmente per lei una solida sistemazione presso l’ambasciata italiana. Miss Bee si trova dunque a barcamenarsi fra impegni segretariali ed eventi prestigiosi, come il ricevimento in onore di una delegazione proveniente da Firenze, sua città natale. Tra i presenti il direttore degli Uffizi e la sua collega archeologa; Edoardo, figlio dell’ambasciatore italiano, con la fidanzata, Elisa; il visconte Julian Lennox, verso cui Beatrice prova ancora sentimenti più travolgenti di quanto vorrebbe, e la sua promessa sposa Lady Octavia. Ma nei giorni e soprattutto nelle notti successive, tra ricevimenti sfarzosi, nobili inglesi e delegati fiorentini, il mistero si insinua come un’ombra nella notte; in ambasciata accadono fenomeni strani: ru-
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A new adventure for the beloved Miss Bee, set in 1920s London. In an effort to limit the chaos caused by his lively second daughter Beatrice, Leonida Bernabò finally finds her a stable position at the Italian embassy. Miss Bee now finds herself juggling secretarial duties and prestigious events, such as a reception in honor of a delegation from Florence, her hometown. Among the guests: the director of the Uffizi Gallery and his archaeologist colleague; Edoardo, the Italian ambassador’s son, with his fiancée Elisa; Viscount Julian Lennox—toward whom Beatrice still harbors stronger feelings than she’d like—and his fiancée, Lady Octavia. But in the days—and especially the nights—that follow, amid lavish receptions, English nobility, and Florentine delegates, mystery creeps in like a shadow in the dark. Strange phenomena begin to occur at the embassy: sudden noises, whispers in the dark, and eerie presences… could it be a ghost? Things escalate to the point where the police must intervene, in the form of Chief Inspector Archer Blackburn, an old and intriguing acquaintance of Beatrice. Between love and suspense, it will be Miss Bee herself who uncovers the truth. A novel for those who enjoy mysteries but also appreciate sweeter, more powerful emotions.
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