L’ABBRACCIO n98 Rivista trimestrale di informazione del CEIS Genova
2020
Popoli in movimento
Lavoro, Festa, e Sviluppo Umano Integrale Editoriale del Cardinale Peter K. A. Turkson ........................................................... 3
La percezione dell’alterità di Francesco Surdich ........................................................... 8
I migranti oggi vengono definiti prevalentemente come coloro che scappano da guerre, carestie, persecuzioni politiche; è doveroso rammentare, però, che i popoli si muovono da sempre per traguardare obiettivi personali che spesso nulla hanno a che vedere con situazioni a “rischio vita”: perché poco si parla di questa naturale propensione al “viaggio”? Affidiamo questi spunti agli illustri autori che abbiamo l’onore di ospitare e che ringrazio di cuore. Un ringraziamento speciale a S.E. Cardinale Peter K.A. Turkson per la sua ispirata lettera che riceviamo e con immensa gioia pubblichiamo integralmente. Buona lettura! Enrico Costa
Le tre famiglie dei migranti: quando la politica ostacola la normalità di Maurizio Ambrosini ......................................................... 10
Politiche internazionali sulla gestione del fenomeno delle “immigrazioni” di Marina Pupella ..........................................................13
Le politiche migratorie necessarie. Qualche spunto di Andrea T. Torre ..........................................................15
16126 Genova • Via Asilo Garbarino, 6/B • Telefono 010.25.46.01 - Fax 010.25.46.002 r.a. N. 98 • 1° Trimestre 2020 • N. 1 del 2020 • Prezzo 1,00 euro Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 • Iscrizione al R.O.C. n° 16776 del 17/04/2008 Poste Italiane S.p.A. sped. abb. postale • D.L 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 N° 46) art 1 comma 1, DCB Genova
Immigrazione: a cosa dobbiamo pensare per costruire una società accogliente di Sergio (Pippo) Rossetti ..........................................................18
L’ABBRACCIO Dove possiamo Rivista trimestrale di informazione del CEIS Genova
incontrarci
Siamo anche in tutta Italia
Direttore responsabile Silvano Balestreri Caporedattore Alessandro Censi Buffarini In redazione Elisabetta Aicardi, Agnese Schiaffino Hanno collaborato Cardinale Peter K. A. Turkson, Francesco Surdich, Maurizio Ambrosini, Marina Pupella, Andrea T. Torre, Sergio (Pippo) Rossetti Direzione e redazione ASS. CENTRO DI SOLIDARIETÀ di GENOVA Via Asilo Garbarino, 6 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002
Fassolo
Via Asilo Garbarino, 6-9/B - 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 - Fax 010.25.46.002 ceisge@ceisge.org fondazione@pec.ceisge.org www.ceisge.org
Trasta
Salita Cà dei Trenta, 28 - 16161 Genova
LA NOSTRA FILOSOFIA Siamo qui perché non c’è alcun rifugio dove nasconderci da noi stessi. Fino a quando una persona non confronta se stessa negli
Impaginazione Xedum srl
occhi e nei cuori degli altri, scappa. Fino a che non permette loro di condividere i suoi
Stampa RESTART di Marina Cosco & C. sas Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 Sped. abb. postale 50% - Genova
segreti, non ha scampo da questi. Timoroso di essere conosciuto né può conoscere
Casa Bozzo
Via Edera 22 - 16144 Genova
se stesso né gli altri, sarà solo. Dove altro se non nei nostri punti comuni possiamo trovare un tale specchio? Qui insieme una persona può alla fine manifestarsi
Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana
chiaramente a se stessa non come il gigante dei suoi sogni né il nano delle sue paure, ma come un uomo parte di un tutto con il suo contributo da offrire. Su questo terreno
Presidente CEIS Genova Enrico Giuseppe Costa Direttore Generale CEIS Genova Paolo Merello
noi possiamo tutti mettere radici e crescere
Casa Apollaro
non più soli come nella morte, ma vivi a noi stessi e agli altri.
Via Cavassolo 23 - 16022 Davagna (GE) Aosta
Venezia
Roma
Ivrea
Mantova
Alba
Torino
Reggio
Varese
Emilia
Adriatica Pescara
Vercelli
Modena
Anzio
Sanremo
Bologna
Formia
Genova
Ravenna
Caserta
Milano
Avellino
Piacenza
La Spezia Pistoia
Parma
Prato
Gravina
Cremona
Firenze
Cosenza
Verona
Arezzo
Catanzaro
Vicenza
Jesi
Messina
Multiservice Società Cooperativa Sociale
Trento
Spoleto
Il Boschetto Di Campi – Societ’
Bolzano
Muccia
Belluno
Viterbo
Treviso
Anguillara
Padova
Civitavecchia
Chi siamo Fondazione Centro Di Solidarietà Bianca Costa Bozzo Onlus
Galata
Via Galata, 39 - 16121 Genova
Centro Di Solidarietà Di Genova Coop. Sociale Onlus Associazione Centro Di Solidarietà Di Genova Onlus
Cooperativa Agricola E Sociale Ceis Genova Sport- Societa Sportiva Dilettantistica A R.L. Unipersonale
2
L’ABBRACCIO
Loano
Via Sant’Agostino 13 - 17025 Loano (SV)
Bari
Reggio Calabria Catania Cagliari
Lavoro, Festa, e Sviluppo Umano Integrale Editoriale del Cardinale Peter K. A. Turkson
È
con gioia che colgo questa occasione per
d’incontro” (Compendio DSC, 273). Ogni giorno milioni
condividere alcuni pensieri sul lavoro nella
di persone collaborano allo sviluppo attraverso le loro
pubblicazione
mia
attività manuali o intellettuali, nelle grandi città o nelle
riflessione tocca tre punti: il lavoro, la festa, et lo sviluppo
aree rurali, con incarichi sofisticati o semplici. Tutti sono
umano integrale.
espressioni di un amore concreto per la promozione del
del
CEIS,
Genova.
La
1. LAVORO Cominciamo con la nozione di “lavoro”. Per la tradizione della Chiesa cattolica, il lavoro non è solo qualcosa che possiamo fare in cambio di qualcos’altro. Il lavoro non è semplicemente opus servile, ma piuttosto opus humanum; il lavoro è prima di tutto “una necessità, è parte del senso della vita su questa terra, via di maturazione, di sviluppo umano e di realizzazione personale” (Laudato Si’ [LS], 128). Infatti, “siamo chiamati al lavoro fin dalla nostra creazione” (LS, 128), a “coltivare e custodire” il giardino del mondo (cfr. Gn
bene comune, di un amore civile (cfr. LS, 231). Pertanto, il lavoro non può essere considerato una merce o un mero strumento nella catena di produzione di beni e servizi (Laborem Exercens, 7), ma piuttosto, poiché è la base dello sviluppo, ha la priorità su qualsiasi altro fattore di produzione, compreso il capitale (cfr. Compendio DSC, 276). Da qui l’imperativo etico di “difendere i posti di lavoro” (Evangelii Gaudium [EG], 203), e di crearne dei nuovi in proporzione all’aumento della redditività economica (cfr. EG, 204), oltre a garantire la dignità dell’opera stessa (cfr. EG, 205).
2,15), a collaborare con il Figlio di Dio, attraverso il nostro
Tuttavia, dobbiamo solo dare uno sguardo sincero ai
lavoro, per la redenzione dell’umanità (cfr. Laborem
fatti per vedere che il lavoro, molto spesso, ostacola
Exercens, 27). Come spiega Papa Francesco in Laudato
tristemente la realizzazione umana pur servendo a
Si’ (n.67), “mentre «coltivare» significa arare o lavorare
coltivare e mantenere la creazione di Dio. Una verifica
un terreno, «custodire» vuol dire proteggere, curare,
della realtà sul lavoro, anche nel nostro secolo, mostra
preservare, conservare, vigilare. Ciò implica una relazione
che abbiamo ancora gravi problemi di disoccupazione,
di reciprocità responsabile tra essere umano e natura”,
sfruttamento, tratta, salari ingiusti, ambienti di lavoro
una responsabilità che deriva dal dono di aver ricevuto
malsani, esaurimento di ambienti naturali e progressi
in affidamento la creazione di Dio. Quindi, il modo in cui
tecnologici discutibili. In realtà, non dobbiamo difendere
lavoriamo e il modo in cui trattiamo la creazione (il modo
o creare posti di lavoro che danneggino l’ambiente, la
in cui “la dominiamo”) è inestricabilmente collegato
nostra casa comune, o che distruggano i rapporti sociali
al modo in cui ci relazioniamo con il Creatore e ha un
e fomentino la guerra e non la pace, o non aumentino
effetto, nel bene e nel male, sulla nostra vocazione, sul
la dignità dei lavoratori. Quindi che tipo di lavoro
nostro personale sviluppo umano.
dovremmo difendere, creare e modellare? Questo è un
Il lavoro, oltre ad essere essenziale per la realizzazione
problema complesso che richiede una risposta saggia.
della persona, è anche una chiave per lo sviluppo sociale.
Rispondere a problemi sociali difficili o a ciò che è
San Giovanni Paolo II lo ha espresso meravigliosamente,
noto nella tradizione cattolica come “i segni dei tempi”,
quando ha spiegato che “oggi più che mai lavorare è un
è stato l’obiettivo delle encicliche sociali moderne.
lavorare con gli altri e un lavorare per gli altri: è un fare
La prima fu pubblicata nel 1891 per rispondere ai
qualcosa per qualcuno” (Centesimus Annus, 31), e i frutti
problemi dell’industrializzazione e dello sfruttamento
del lavoro offrono “occasione di scambi, di relazioni e
dei lavoratori. Nel mondo di oggi, rispondere alla
L’ABBRACCIO
3
complessità del problema del “lavoro” richiede un’analisi
quasi tutte le culture (cfr. Moran 2017)1, ma sono anche
approfondita e interdisciplinare.
associate a una comprensione più umana del lavoro.
È possibile affrontare questa complessità attraverso un’analisi basata sull’immagine biblica di conservare e coltivare il giardino. Si offre a noi una triplice immagine di questo giardino: (i) il giardino dell’Eden, dell’intera creazione (cfr. Gn 2, 8-15), da cui siamo stati espulsi perché, come esseri umani, fraintendemmo la nostra missione e fingemmo di occupare il posto di Dio, cosa che stiamo ancora facendo quando non rispettiamo i limiti della Terra; (ii) il giardino di Getsemani (cfr. Lc 39, 46), dove Cristo assunse le conseguenze del nostro peccato e pianse, anticipando la sua passione per la redenzione dell’intera creazione; e (iii) il giardino del Sepolcro (cfr. Gv 20, 1-11), l’immagine di un nuovo cielo e di una nuova terra (cfr. Ap 21, 1) come frutto della risurrezione di Cristo, da dove il Cristo risorto pronuncia il nostro nome, come ha fatto con Maria Maddalena, e ci manda a lavorare, a celebrare e vivere in un modo nuovo.
2. FESTA Cosa induce le persone a cambiare i loro abitudini e comportamenti in modo radicale, indipendentemente dal costo o dalle conseguenze che ciò comporta? La ricerca antropologica ci dice che la motivazione non deriva semplicemente da una logica economica di costi e benefici, e neanche da una logica scientifica di ricerca e conoscenza. Piuttosto, la motivazione per un cambiamento radicale (o una “conversione”) proviene da una combinazione di fonti collegate più al significato della vita e alla celebrazione dei rituali, in particolare di quelli religiosi. I rituali, infatti, hanno avuto un ruolo cruciale nella nostra evoluzione come “esseri sociali”, perché attraverso di essi gli individui nelle comunità umane sono diventati “come uno” per uno scopo comune, e, attraverso la partecipazione ai rituali, sono stati socializzati nel valore del bene comune, della condivisione, della solidarietà. Le
Un altro tentativo di rispondere alla complessità
feste o i rituali religiosi, quindi, favoriscono lo sviluppo
degli attuali problemi di “lavoro” è quello su cui il
integrale: cioè lo sviluppo per tutti gli esseri umani e per
nostro Dicastero ha lavorato con l’Organizzazione
tutte le dimensioni della persona umana (cfr. Populorum
internazionale del lavoro (ILO) negli ultimi anni. Il
Progressio, 14), e promuovono anche l’ecologia integrale:
progetto si chiama “Il Futuro dell’occupazione: Lavoro
cioè l’ecologia sia naturale che sociale (cfr. LS 137 ss).
dopo Laudato Si”, ed è stato avviato nel 2014, dopo
Ci sono molte ragioni per cui i rituali sono così influenti
che molti lavoratori, sindacati, movimenti sociali,
nella nostra comprensione e promozione dello sviluppo.
imprenditori ed esperti abbiano riconosciuto che
Permettetemi di evidenziare i seguenti:
la questione del lavoro aveva bisogno di un nuovo
(i) Primo, i rituali o le feste religiose tendono ad affermare
approccio in virtù delle nuove realtà socioeconomiche e politiche. Il progetto ha cinque linee di investigazione
i valori di gruppo, anche se ciò implica l’abbandono dei benefici individuali. In altre parole, i rituali religiosi
che cercano di rispondere a cinque aree chiavi che
ostacolano la logica dell’egoismo e rafforzano la logica del
influenzano il lavoro e lo sviluppo umano: (i) ecologia e
bene sociale; aiutano coloro che celebrano il passaggio
ambiente, e come lottare per creare posti di lavoro che
dal beneficio “mio” o “nostro” a un approccio inclusivo più
possano “prendersi cura” della nostra casa comune;
ampio. Ciò offre l’opportunità alle persone di entrare nella
(ii) pace e giustizia sociale, e come lottare per creare
logica di una causa comune che trascende gli individui e
posti di lavoro che non causino problemi sociali;
persino l’organizzazione a cui appartengono.
(iii) demografia e migrazione, e come affrontare le questioni sul lavoro considerando l’attuale movimento delle persone e la crescente popolazione mondiale; (iv) robotica, intelligenza artificiale e tecnologia, e in che modo la tecnologia può servire tutta l’umanità e non solo alcuni; e (v) creazione, innovazione e cambiamenti, e in che modo l’impresa può aiutare gli esseri umani a sviluppare la loro vocazione creativa al lavoro.
(ii) In secondo luogo, i rituali aiutano le persone a convertirsi dal vedere il loro comportamento da un punto di vista puramente pragmatico, a uno più olistico. Ad esempio, alcune domande che sentiamo spesso nei media riflettono questo approccio pragmatico preponderante alle questioni socio-ecologiche: è meglio per me o no? Aiuta i nostri interessi nazionali (italiani)? Sta rendendo il nostro Paese “great again”? Come se
A ciò che precede, bisogna aggiungere un punto
ciò che ferisce gli altri fosse meglio per me; o come se i
importante: quello della “festa”, del “banchetto”,
nostri interessi nazionali fossero scollegati dagli interessi
siccome le feste non sono solo legate al lavoro in
degli altri Paesi; o come se rendere un Paese più grande
4
L’ABBRACCIO
fosse accettabile ad ogni costo, soprattutto al costo di
nostra chiamata a vivere più semplice e in comunione,
danneggiare la nostra terra comune. In questo senso, le
in solidarietà, cioè a condividere (spezzare) il pane con
feste o i rituali hanno il potenziale di toccare emozioni
gli altri. Il frutto del lavoro delle mani dell’uomo non può
e sentimenti, che sono fondamentali per qualsiasi
essere il beneficio di alcuni a scapito di altri, come sta
cambiamento di comportamento, e per ideare una
accadendo con l’attuale modello di sviluppo. Nelle parole
comprensione diversa di ciò che dobbiamo fare, cioè
di Benedetto XVI, il pane dell’Eucaristia ci forma insieme
che tipo di lavoro dovremmo promuovere e difendere. Il
come comunità, permettendoci di “portare Dio all’uomo
lavoro, come abbiamo spiegato prima, non riguarda solo
e al mondo” (Benedetto XVI, Corpus Christi, 2011). D’altra
il “fare”, ma riguarda anche chi siamo come individui e
parte, il vino/sangue è anche un’espressione di gioia
come membri di una comunità.
e di dolore. Gioia di festa - noi beviamo vino quando
(iii) In terzo luogo, i rituali operano anche in un ordine
celebriamo (cfr. Gv 2, 1-12), e dolore dello spargimento
superiore dei significati che non sono necessariamente
di sangue, del sacrificio. Il lavoro richiede sacrificio, ma
basati sul ragionamento discorsivo. In alcune feste o
anche celebrazione. Il sacrificio, almeno in termini cristiani,
rituali, le persone condividono “storie” con le quali si
significa che lavoriamo per gli altri; la celebrazione
ricollegano allo scopo e alla passione del loro lavoro. Il
significa che condividiamo il frutto del nostro lavoro
lavoro, in questo senso, diventa qualcosa di più legato
con altri, mentre ci aiutiamo l’un l’altro a trovare il senso
alla loro vocazione e alla loro creatività. E questo non è
della nostra esistenza comune, della nostra origine e del
solo modellato da “storie”, ma anche da simboli come
nostro destino comune (cfr. LS 159, 202). Ecco perché
il pane e il vino nell’Eucaristia. Il pane e il vino sono il
Papa Francesco sottolinea il contributo che la spiritualità
frutto sia della terra/vite che del lavoro delle mani
cristiana offre per cambiare il mondo e lasciare questa
dell’uomo, quindi un’espressione di ecologia integrale,
terra in qualche modo migliore di come l’abbiamo trovata.
di come una dimensione chiave dell’umanità come il
Le feste cristiane, specialmente i sacramenti, basati sulla
lavoro è anche parte della natura, e diventano lo stesso corpo e sangue di Cristo risorto. Il pane simboleggia la semplicità della vita e ci ricorda la
nostra fede in un Dio Trinitario, possono ispirare questo cambiamento, questa conversione (cfr. LS, 15). In effetti, la nostra spiritualità basata sulla festa può proporre
L’ABBRACCIO
5
“un modo alternativo di intendere la qualità della vita…
inclusa) e riduce rapidamente tutto in spazzatura (cfr. LS
capace di gioire profondamente senza essere ossessionati
22), facilita la gratificazione istantanea egocentrica (cfr.
dal consumo”, che quindi “incoraggia uno stile di vita
LS, 162), corrodendo i fondamenti della vita sociale e
profetico e contemplativo” (LS, 222). In questo modo,
naturale (cfr. LS, 20-22; 146; 229).
la spiritualità cristiana e le sue feste accendono l’amore personale e sociale (cfr. LS, 231), perché favoriscono “sobrietà e umiltà” a livello personale (LS, 224), mentre aumentano la “ capacità di vivere insieme e di comunione” (LS, 228). In altre parole, la spiritualità cristiana e le sue feste, da un lato, ci invitano a praticare “la piccola via dell’amore”, emulando la spiritualità di Santa Teresa di Lisieux. Ciò significa l’amore nelle relazioni individuali espresse in “qualsiasi piccolo gesto che semini pace e amicizia”, contrastando così “la logica della violenza, dello sfruttamento, dell’egoismo” (LS, 230). D’altra parte, la spiritualità cristiana e le sue feste ci invitano anche a diffondere l’amore “civico e politico”, cercando “di costruire un mondo migliore”, migliorando le “macrorelazioni”, cioè “sociali, economiche e politiche”, per il bene comune e una “cultura della cura” che può permeare tutta la società (LS, 231). Le feste, infatti, possono aiutarci ad amare di più e a capire più profondamente cosa significa essere umani. (iv) In quarto luogo, la spiritualità derivante dalle feste cristiane può aiutarci a indirizzare l’armonia tra lavoro e riposo e ad approfondire il significato di entrambi. Le feste come i sacramenti ci ricordano l’importanza di “rendersi presenti serenamente davanti ad ogni realtà, per quanto piccola possa essere” (LS, 222), “senza stare a pensare a ciò che viene dopo”, accettando “ogni momento come un dono di Dio da vivere in pienezza” (LS, 226). Quando una festa è buona, nessuno la vuole lasciare. Questa è una buona base per superare quell’ansia malsana che ci rende consumatori superficiali, aggressivi e compulsivi “(LS, 226).
Quando proviamo a misurare il tempo solo come valore in termini di uso efficace e produttività misurabile, noi
stiamo
consapevolmente
o
inconsciamente
sopravvalutando l’individualismo (interessi individuali o di gruppo) sul bene comune e mettendo velocità e
competitività
su
altre
qualità
come
comunità,
dipendenza, lentezza e vulnerabilità. La fede e le feste cristiane possono aiutare a invertire questa mentalità e incomprensione a breve termine, fondamentale per una buona creazione di ricchezza. In breve, le feste cristiane e i Sacramenti in generale, ma in particolare l’Eucaristia domenicale, incorporano il valore del rilassamento e della festa e del “riposo contemplativo”, che non sono né improduttivi né inutili. Al contrario, ci aiutano a scoprire il significato del lavoro, fornendogli una dimensione di ricettività e gratuità, “che è diversa dall’inattività” (LS, 237). Il valore del riposo contemplativo che si trova nella celebrazione dei sacramenti “apre gli occhi sul quadro più ampio e ci dà una rinnovata sensibilità per i diritti degli altri”, mentre ““ci incoraggia a fare nostra la cura della natura e dei poveri” (LS, 237). Questo valore della festa domenicale o del Sabbath è, quindi, non solo importante per le persone religiose. Influisce sul modo in cui comprendiamo le nostre relazioni reciproche e con la natura, influenzando quindi la nostra comprensione del lavoro e dello sviluppo nella società più grande. Infine, la domenica (Sabbath) viene considerata come fonte per lo sviluppo umano reale. 3. SVILUPPO UMANO INTEGRALE Rivisitare il potenziale delle nostre feste cristiane
Oltre a raddrizzare l’effetto del “consumismo” (LS, 203),
non solo ci aiuterà a capire meglio il significato del
le feste cristiane possono anche aiutarci a correggere
lavoro e a difendere e promuovere il lavoro inclusivo
gli effetti della “rapidizzazione”, un “ritmo intensificato
e sostenibile, ma ci aiuterà anche a rivisitare l’intera
di vita e lavoro” che ostacola lo sviluppo (LS, 18) ed è
nozione di sviluppo umano, normalmente limitato alla
interessando tutti i lavoratori d’oggi. In effetti, la mentalità
crescita economica. Questa comprensione limitata della
a breve termine, sostenuta dalla “rapidizzazione”, non
crescita ha guidato il sistema economico moderno verso
ha riguardato solo le attività finanziarie, ma anche la
un percorso pericoloso, che ha valutato i progressi in
maggior parte di ciò che facciamo ogni giorno! Questa
termini di capacità di sfruttare e utilizzare risorse naturali
mentalità a breve termine ha anche fomentato una
e capitale umano, e si è concentrato sull’aumento della
cultura usa e getta, in cui abbiamo bisogno di produrre
produzione separato dalle preoccupazioni delle persone
velocemente,
scartare
e del pianeta. Ciò ha avuto devastanti conseguenze
velocemente, e su larga scala. Ciò riguarda coloro che
ambientali e sociali. Viceversa, se interiorizziamo ciò che
non sono veloci, quelli che ne hanno bisogno (la terra
celebriamo nelle nostre feste cristiane, ciò significa che
6
L’ABBRACCIO
consumare
velocemente
e
abbiamo un’origine comune, una casa comune condivisa
ricchi, ma come una vita più degna e rispettosa della
e un destino comune (cfr. LS, 202), quindi la nostra
persona umana . Tuttavia, per realizzare un tale sviluppo,
dignità individuale non può essere curata e sviluppata
non possiamo semplicemente fare affidamento sulla
senza curare e sviluppare la terra, i suoi beni e il nostro
nostra capacità di ragionare. Dobbiamo anche contare
futuro, che sono tutti interconnessi.
sulla nostra capacità di celebrare.
La Laudato Si’ (43) afferma che la nostra dignità umana si sviluppa attraverso “tre relazioni fondamentali e strettamente intrecciate: con Dio, con il nostro prossimo e con la terra stessa”. Primo, ogni persona umana è in una relazione con Dio, l’autore della nostra dignità; secondo, con altre persone, come sorelle e fratelli; e, infine, con il giardino, il mondo o la terra, la nostra casa comune.
BIBLIOGRAFIA BENEDETTO XVI, Omelia della Santa Messa nella Solennità del Corpus Domini, Basilica di San Giovanni in Laterano, Roma, giovedì 23 giugno 2011. DICASTERY
FOR
PROMOTING
INTEGRAL
HUMAN
DEVELOPMENT, Note of the Holy See regarding the 2030
Sto includendo le tre immagini del giardino, il giardino
Agenda
dell’Eden, del Getsemani e del Sepolcro, perché sono il
Vaticana, Città del Vaticano, 2017, 173 p.
mondo reale che Dio ci ha affidato: tutta la creazione,
FRANCESCO, Esortazione apostolica Evangelii gaudium ai
comprese le difficoltà del mondo e del lavoro, frutto del
vescovi, ai presbiteri e ai diaconi, alle persone consacrate
nostro peccato, ma anche la creazione di Dio redenta
e ai fedeli laici sull’ annuncio del vangelo nel mondo attuale,
da Cristo. Condividiamo la vocazione di costruire ora, ai
Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano, 2013, 134 p.
nostri tempi, i Nuovi Cieli e la Nuova Terra. Migliorando
-------------------, Lettera enciclica Laudato si’. Sulla cura della
tutte le nostre relazioni interconnesse, saremo meglio
casa comune, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano,
equipaggiati per rispondere a tale chiamata e per
2015, 225 p.
promuovere lo sviluppo umano effettivo, lo sviluppo per
GIOVANNI PAOLO II, Discorso alla Terrza Conferenza Generale
tutte le persone (non solo per pochi), per l’intera persona
dell’Episcopato Latino-Americano, Puebla (28 gennaio 1979),
umana (non solo per il suo / la sua dimensione materiale),
for
sustainable
development,
Libreria
Editrice
I/8, in AAS 71 (1979) 194-195.
e per la casa comune. Come dice Paolo VI, “lo sviluppo
-----------------------------, Laborem exercens (14 Septembre
non si riduce a una semplice crescita economica. Per
1981), in AAS 73 (1981) 577-647.
essere autentico, deve esser integrale, cioè promuovere
-----------------------------, Sollicitudo rei socialis (30 Décembre
ogni uomo e tutto l’uomo” . Lo sviluppo integrale e
1987), in AAS 80 (1988) 513-586.
solidale per l’umanità è “la promozione di ogni uomo e
-----------------------------, Centesimus annus (1er Mai 1991), in
di tutto l’uomo” . Un approccio olistico dello sviluppo
AAS 83 (1991) 793-867.
della persona umana copre tutti gli aspetti della vita, il
----------------------------, Messaggio per la Giornata Mondiale
sociale, l’economico, il politico, lo spirituale, il culturale e
della Pace 2000, 13-14, in AAS 92 (2000) 365-366.
il personale, e si stende ad ogni persona . Tale compito
MORAN, E.F., People and Nature. An Introduction to Human
richiede una concezione dell’economia che garantisca, a
Ecology Relations, Manchester and Oxford, Willey-Blackwell,
livello internazionale, l’equa distribuzione delle risorse e
2nd ed., 2017.
risponda alla coscienza dell’interdipendenza economica,
PAOLOVI, Lettera enciclica Populorum progressio, in AAS 59
politica e culturale che unisce ormai definitivamente i
(1967) 257-299.
2
3
4
popoli tra loro e li fa sentire legati ad un unico destino . Lo sviluppo si intende pure non solo come un elevamento di tutti i popoli al livello di cui godono oggi i Paesi i più
PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA GIUSTIZIA E DELLA PACE, Compendio della dottrina sociale della Chiesa, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano, 2013, 519 p.
1
MORAN, E.F., People and Nature. An Introduction to Human Ecology Relations, Manchester and Oxford, Willey-Blackwell, 2nd ed., 2017.
2
PAOLO VI, Lettera enciclica Populorum progressio, n. 14: AAS 59 (1967), p. 264 e DICASTERY FOR PROMOTING INTEGRAL HUMAN DEVELOPMENT, Note of the Holy See regarding the 2030 Agenda for sustainable development, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano, 2017, 173, p. 33.
3
Cfr. PAOLO VI, Lettera enciclica Populorum progressio, n. 14, Op. cit., p. 264.
4
Cfr. DICASTERY FOR PROMOTING INTEGRAL HUMAN DEVELOPMENT, Op. cit., p. 33.
L’ABBRACCIO
7
La percezione dell’alterità di Francesco Surdich, storico, docente di Storia e Filosofia UNIGE, Presidente di Unite - Università della Terza Età - di Genova
N
ell’Europa occidentale nei confronti delle
Lévi Strauss, è quasi sempre attraverso il modo
diverse alterità culturali con le quali questo
della violenza che è avvenuto l’incontro con l’uomo
mondo venne in contatto hanno operato per
primitivo”, le società diverse dalla nostra diventarono
secoli categorie concettuali aprioristiche del tutto
sistematicamente oggetto di discriminazione ed in
inadatte ad aprirsi alla comprensione e descrizione del
genere venne loro accordato uno “status marginale”.
mondo altro in quanto del tutto omogenee al processo
Questo
di aggregazione che a partire dalla fine del Quattrocento
sistema interpretativo fondato sulle assenze-negazioni,
si
con
simboleggiate da attitudini culturali che agli Europei
l’Europa come centro culturale e di coesione, al punto
sembravano particolarmente emblematiche da questo
da produrre situazioni ed atteggiamenti analoghi e
punto di vista e che portavano a sottolineare soprattutto
speculari da parte delle diverse realtà culturali che con
ciò che esse non erano rispetto a noi, premiando le
essa entrarono in contatto, come ci chiarisce questo
analogie e condannando le diversità. Così, fin dalle
aneddoto riferito da Claude Lévi-Strauss:
prime iniziative espansionistiche europee si andò
“Nelle Grandi Antille – scriveva infatti il più autorevole
definendo un repertorio piuttosto statico e stereotipato
antropologo del Novecento in Razza e storia -, pochi
di definizioni e di immagini sistematicamente ricorrenti
anni dopo la scoperta dell’America mentre gli Spagnoli
anche a distanza di secoli e pure concernenti aree
spedivano commissioni di inchiesta per stabilire se gli
geografiche e culturali lontane e ben diverse fra loro, in
indigeni fossero o no dotati di un’anima, questi ultimi
conseguenza di un approccio strumentale alle culture
si preoccupavano di immergere i prigionieri bianchi
“altre”, fortemente negativo e/o riduttivo.
venne
determinando
su
scala
planetaria
sott’acqua per verificare, con una sorveglianza prolungata, se il loro cadavere fosse o meno soggetto a putrefazioni”. Poiché, come osservava Pierre Clastres, allievo di
8
L’ABBRACCIO
rappresentava
il
frutto
di
un
collaudato
Viaggiatori, missionari, funzionari coloniali, avventurieri, ma anche studiosi e scienziati di tutte le epoche e delle più diverse nazionalità, ci hanno trasmesso infatti,
riguardo le popolazioni europee, una lunga serie di
dell’Ottocento alle sempre più raffinate e mistificanti
pregiudizi, incomprensioni e condanne a proposito
forme di omologazione ed appropriazione del “diverso”,
di consuetudini, riti, modi di vita, rapporti familiari
fondate, attraverso il ricatto economico, sulla persuasione
e sociali, ecc., di cui ci offre un eloquente esempio
propagandistica e sul recupero consumistico, finalizzati
fra i tantissimi dello stesso genere che potremmo
alla creazione ed al funzionamento di un mercato
citare, quello che scriveva nel 1866, a proposito delle
mondiale ed alla divisione internazionale del lavoro,
popolazioni da lui incontrate nella zona delle sorgenti
sul
del Nilo, l’esploratore inglese Samuel Baker:
dell’assimilazione e dell’integrazione ad ogni costo.
“La natura umana, vista nel suo stato primitivo tra i selvaggi di questo continente, non si eleva al di sopra del livello del bruto e non può essere paragonata alla nobiltà del cane; questi negri non hanno la nozione della riconoscenza, della pietà, dell’amore, del sacrificio; non hanno nessun concetto del dovere e della religione; l’avarizia, l’ingratitudine,
conformismo
dei
comportamenti,
sulla
logica
Perché questo atteggiamento si possa rovesciare dovrà svilupparsi un processo storico-culturale del rapporto con l’alterità, il solo capace di produrre quella sorta di partecipazione creativa e di adesione al mondo in grado di consentire un più corretto rapporto con esso in un’età come la nostra che soltanto sulla partecipazione
l’egoismo e la crudeltà sono le qualità che li caratterizzano.
e comprensione tra i popoli può gettare le basi di una
Sono tutti ladri, pigri, invidiosi e pronti a saccheggiare i loro
nuova antropologia, di un nuovo modo di rapportarsi
vicini più deboli od a farli schiavi”.
tra le società. Altrimenti continueranno ad essere
In questo modo vennero favorite la nascita e la diffusione
sempre valide le considerazioni trasmesseci da Manuel
di una tipologia descrittiva pseudoscientifica, elaborata in
Scorza in una breve nota introduttiva, dal significativo
funzione esclusiva del potere economico e politico e di un
titolo Il volto dei senza volto, al catalogo di una mostra
presunto diritto morale e giuridico di occupare i territori
di immagini fotografiche sull’America Latina, svoltasi a
degli indigeni e di disporre della loro vita e dei loro beni
Genova nel febbraio-marzo 1984, nella quale lo scrittore
in nome di astratte concezioni di civiltà e di progresso
peruviano faceva notare che:
col loro corredo di regole e di comportamenti cultuali e
“Fra realtà e fantasia, fra Europa e America, si sono
religiosi considerati in maniera automatica come unico ed
interposti, fino a poco tempo fa, i sogni, gli incubi, le
indiscutibile punto di riferimento:
speranze, le disillusioni, le utopie dell’Europa (…): Ma
“La società colonizzata – ci ha fatto rilevare a questo
fino a molto poco tempo fa l’Europa non ci vide. Ci
proposito Frantz Fanon ne I dannati della terra - non è
guardò ma non ci vide. Come poteva vederci se noi
solo descritta come una società priva di valori. Non basta
stessi non riuscivamo a guardarci perché ci vedevamo
al colono affermare che i valori hanno abbandonato, o
gli occhi dei nostri colonizzatori”.
meglio non hanno mai abitato, il mondo colonizzato.
Il fatto è che in ogni epoca – come osservava Carlo
L’indigeno lo si dichiara impermeabile all’etica, assenza di
Samonà a proposito della conquista del Nuovo Mondo
valori, ma anche negazione di valori (…). In questo senso,
– la scoperta e la conquista sono apparse “come una
è il male assoluto. Elemento corrosivo, che distrugge tutto
troppo rapida deflorazione dell’ignoto” in quanto “il
ciò che l’avvicina, elemento deformante, che travisa tutto
violatore ha avuto fretta di penetrare il suo nemico”,
ciò che l’avvicina, che travisa tutto quello che si riferisce
che “materialmente vinto e talora ridotto a passività, ha
all’estetica, depositario di forze malefiche, strumento
di fatto negato la sua più intima essenza”.
inconscio e irrecuperabile di forze cieche”.
Ma, proprio perché, come ci fa notare Serge Latouche
L’espansione europea, invece di creare un’occasione ed
in un suo saggio sul significato, la portata e i limiti
una possibilità di incontro e conoscenza, servì di fatto
dell’uniformazione planetaria, non c’è più “speranza di
a determinare una più o meno dissimulata gerarchia
fondare alcunché di durevole sulla truffa di una pseudo-
di culture e civiltà, che contribuì ad individuare ed a
universalità
definire un ordine evolutivo che andava dalla natura
dalla negazione dell’Altro”, varrebbe invece “la pena
alla civiltà ed alla modernità inteso come sviluppo dalla
di fare la scommessa che ci sia uno spazio comune
semplicità primordiale alla complessità. In questo modo
di coesistenza fraterna da scoprire e da costruire”,
l’espulsione del “selvaggio” dal consesso degli uomini
fondato “su un consenso veramente universale” e su
“civili” andò facendosi, di secolo in secolo, sempre
“un dialogo autentico tra le cultura”, punto di partenza
più sottile, passando dalle elaborazioni degli etnologi
per la “creazione di un’umanità pluralista”.
imposta
dalla
violenza
e
perpetuata
L’ABBRACCIO
9
Le tre famiglie dei migranti: quando la politica ostacola la normalità di Maurizio Ambrosini, scrittore, docente Università di Milano, responsabile scientifico del Centro Studi Medì e direttore ella rivista internazionale “Mondi Migranti”
L’
immigrazione in Italia, come è già avvenuto
ritorni, più o meno frequenti, in occasione delle vacanze.
negli altri paesi sviluppati, sta assumendo
Emergono qui fenomeni come quello della maternità a
sempre più un profilo familiare. Anche nel
distanza, ossia le modalità con cui le madri cercano di
2018, come negli anni precedenti, la maggioranza dei
mantenere viva la propria presenza presso i figli lasciati
nuovi permessi di soggiorno rilasciati a cittadini di
in patria, e insieme della sofferenza emotiva che da
paesi extra-UE (il 52,4%), sono stati concessi per motivi
entrambe le parti s’infiltra nella relazione. Una rilevanza
familiari.
corrispondente assume il cosiddetto triangolo della
La maggior parte degli immigrati anche in Italia vive ormai qui con la propria famiglia, e anche nei nuovi ingressi le ragioni familiari prevalgono sull’asilo, persino negli scorsi anni segnati dagli ingressi di richiedenti asilo arrivati dal mare. Questo fatto ha importanti conseguenze. Quando i migranti s’insediano stabilmente, s’infrange il sogno delle società riceventi di approvvigionarsi di manodopera senza pagare costi sociali .
cura, ossia il fatto che l’accudimento dei figli coinvolge figure terze, normalmente le nonne materne, chiamate a surrogare le madri e ad aiutarle a mantenere una presenza affettiva accanto ai figli. Infine arriva il momento del ricongiungimento e della ricomposizione del nucleo, o mediante il ritorno in patria o come accade più spesso oggi, con il trasferimento dei familiari nella società ricevente, se appena il (o la) primomigrante riesce a conseguire un accettabile livello di integrazione a livello economico e abitativo.
La traiettoria dal lavoratore migrante solo alla famiglia
Ma il ricongiungimento, anziché rappresentare il lieto
immigrata è però tutt’altro che lineare. La vita familiare
fine di una storia di sofferenza e di perseveranza, è
dei migranti si presenta come un percorso complesso
spesso un nuovo inizio, con tutte le incognite e i rischi
e accidentato, fatto di separazioni e di ritrovamenti, di
che ne derivano. Incide in proposito anche il fatto che i
nostalgie e di legami, di ostacoli imprevisti, di ritorni
ricongiungimenti sono percorsi complicati, avvengono
indietro, di nuove partenze. A volte le famiglie sono già
spesso a tappe, non di rado rimangono parziali. I
spezzate prima della partenza, altre volte si sfaldano,
tempi sono comunque lunghi, richiedono in genere
o si formano nuove unioni, in altri casi recuperano i
diversi anni. Come si può intuire, nel rapporto con i
rapporti e riescono a riassestarsi nel nuovo contesto di
figli queste lunghe parentesi di genitorialità a distanza
vita. Il ricongiungimento è lo sbocco di molti percorsi,
pesano parecchio sulla possibilità di ricostruire rapporti
ma pure un processo irto di ostacoli giuridici, economici
di confidenza e intimità. È la dinamica che può essere
e psicologici. Nei casi più diffusi, la migrazione familiare
descritta nei termini delle «tre famiglie» dell’immigrato:
è un processo a più stadi: la famiglia che vive insieme
la famiglia che si ricompone nel paese di destinazione,
al paese di origine deve affrontare la prova di una
infatti, non solo è diversa dalla seconda, quella che
separazione, allorquando parte colui (o colei) che ha
viveva nella nostalgia nel tempo della separazione
maggiori possibilità di oltrepassare i confini e trovare un
forzata, ma anche dalla prima, quella che si era formata
lavoro. Poi viene il tempo della lontananza e dei legami
nel paese di origine. Nel frattempo tutti i protagonisti
affettivi a distanza, rinsaldati ma anche deformati dai
sono cambiati: non solo i figli che sono cresciuti,
10
L’ABBRACCIO
ma anche i coniugi, che hanno dovuto condurre per
gli stranieri provenienti da paesi poveri la possibilità
anni una vita indipendente, assumere nuovi compiti,
di beneficiare del diritto alla vita familiare: vincoli di
sviluppare competenze che non avevano.
anzianità di residenza, di reddito, di requisiti abitativi,
Oggi però anche le famiglie immigrate, per un certo
di età per i figli, di grado di parentela per altri congiunti.
periodo abbastanza accettate, si vengono a trovare
L’immigrazione familiare è dunque coinvolta nell’irri-
in una posizione centrale del dibattito europeo su
gidimento della regolazione politica dell’immigrazione.
immigrazione,
multiculturalismo,
Appare in alcuni paesi come il luogo per eccellenza
sottoposte come sono a tensioni sempre più forti: il
della formazione di «vite parallele», ossia di comunità
rispetto dei diritti umani nel quadro delle legislazioni
impermeabili al contatto con la società ricevente
nazionali obbliga i governi democratici all’apertura nei
e chiuse nella riproduzione della propria diversità
confronti dell’arrivo dei familiari, mentre la paura di
culturale. Africani e mussulmani sono al centro delle
sopportare costi sociali aggiuntivi induce a introdurre,
polemiche. Le famiglie immigrate da certe aree del
e non di rado ad aggravare, vari vincoli che limitano per
mondo sono sospettate di essere l’ambito in cui,
integrazione
e
L’ABBRACCIO
11
al riparo delle mura domestiche, si riproducono
esercitata su di loro da padri e mariti. La stessa
l’oppressione patriarcale e le disuguaglianze di genere.
protezione loro accordata ha come contrappeso una
Sono temute come potenziali agenzie di introduzione
visione vittimistica e passivizzante della mobilità
di
la
migratoria al femminile. A loro volta, gli uomini sono
poligamia. Sono sotto osservazione per il timore che
sì investiti di un protagonismo, ma declinato in termini
alimenti pratiche illiberali e lesive della dignità umana,
oppressivi e patriarcali.
costumi
culturalmente
stigmatizzati,
come
dai matrimoni combinati alle mutilazioni genitali femminili.
Il paradosso è che certe tematiche femministe vengono oggi riprese in chiave anti-immigrati, ottenendo un
Si nota dunque una sorta di doppiopesismo in fatto
consenso trasversale a volte insospettabile. Si sostiene
di famiglia: malgrado molti governi e forze politiche
di voler difendere le donne, ma in realtà si imprigionano
proclamino ad alta voce il valore della famiglia, quando
gli immigrati, specie se provenienti da alcune aree del
si tratta di famiglie immigrate la loro voce si affievolisce
mondo, entro stereotipi preconfezionati: le donne come
o cambia di tono. Alle famiglie immigrate non viene
vittime, gli uomini come oppressori retrogradi.
riconosciuto il valore sociale attribuito alle famiglie native. Anzi, le famiglie immigrate possono essere temute e attaccate come protagoniste della cosiddetta “sostituzione etnica” della popolazione autoctona.
Il futuro della coesione sociale di un’Italia ormai multietnica
non
potrà
che
passare
attraverso
il
riconoscimento del ruolo delle famiglie immigrate come fattore di “normalizzazione” dell’immigrazione, di
Riaffiora qui, tra l’altro, una visione delle donne migranti
sviluppo delle relazioni interpersonali e con le istituzioni
come soggetti passivi delle migrazioni, e spesso come
pubbliche, di promozione della crescita di nuove
vittime: anche le campagne politiche contro il velo sono
generazioni ben inserite nei contesti di vita, istruzione,
state giustificate, con implicito paternalismo, come
lavoro. Abbiamo bisogno di politiche che promuovano
battaglie in difesa delle donne contro l’oppressione
la normalità, non l’emergenza permanente.
12
L’ABBRACCIO
Politiche internazionali sulla gestione del fenomeno delle “immigrazioni” di Marina Pupella, giornalista di Avvenire
«
Trasformare internazionale
il
modo risponde
in
cui
alle
la
comunità che
internazionale nel suo insieme verso una cooperazione
vedono coinvolti i rifugiati». La dichiarazione di
rafforzata e la solidarietà con i rifugiati e i paesi ospitanti
Filippo Grandi, Alto commissario delle Nazioni Unite per
interessati», che può considerarsi un equivalente del
i rifugiati (Unhcr) al primo Forum globale sui rifugiati
Global Compact for Migrations, che ha avuto il sostegno
tenutosi lo scorso dicembre a Ginevra, offre interessanti
di una larga maggioranza di paesi, ma non del governo
spunti di riflessione ma anche un’opportunità per
italiano. I flussi migratori continuano a spaventare o
dare una soluzione al fenomeno dell’immigrazione,
forse non sarebbe azzardato dire offrono il fianco alla
che vede ancora oggi grande disomogeneità di
propaganda di buona parte della compagine politica
intenti fra i Paesi occidentali. La cittadina svizzera
nazionale e in alcuni casi anche di quella internazionale,
ha riunito per tre giorni 750 delegazioni fra rifugiati,
incline a non far alcuna differenza fra migranti e rifugiati
capi di Stato e di governo, leader delle Nazioni Unite,
rispolverando così le antiche paure verso “l’altro”:
istituzioni internazionali, organizzazioni per lo sviluppo,
il “diverso”. Vale la pena ricordare a questo proposito
rappresentanti
società
le parole del sociologo Maurizio Ambrosini, in merito
civile. Agire collettivamente per migliorare inclusione,
alla drammatica vicenda della ‘Sea Watch 3’ affidate
istruzione e occupazione di chi cerca asilo è l’ambizioso
alle colonne di “Avvenire” lo scorso mese di luglio: « La
obiettivo assunto dai tremila partecipanti, un primo
tendenza a criminalizzare la solidarietà verso i migranti
passo verso una visione a lungo termine, intesa a non
è in atto in diversi Paesi del mondo, dall’Ungheria di
demandare più e solo alle singole comunità, spesso
Orbán agli Stati Uniti di Trump, ma non è un processo
dimenticate e trascurate, il compito di accogliere chi
incontrastato. La Corte costituzionale francese ha
fugge dagli orrori della guerra. Al Forum sono stati
emesso una sentenza esemplare, stabilendo che il
messi sul piatto impegni finanziari non da poco: oltre
principio di fraternità inscritto tra i valori cardine della
4,7 miliardi di dollari sono stati assicurati dal World
Repubblica, insieme alla libertà e all’uguaglianza,
bank group, con un finanziamento specifico destinato
impedisce di criminalizzare la solidarietà con i migranti.
a rifugiati e comunità di accoglienza e uno separato
Le norme che perseguono chi fornisce aiuto agli stranieri,
per sostenere il settore privato e la creazione di posti
ancorché privi di regolari permessi, sono state dichiarate
di lavoro. Un miliardo di dollari è stato annunciato dalla
incostituzionali. Così il Global Compact for Migration,
Banca interamericana di sviluppo. Altro non trascurabile
pur riconoscendo la sovranità degli Stati in materia di
proposito è l’implementazione del Global Compact
accessi al territorio, stabilisce il dovere di salvare le vite
on Refugees, la risoluzione dettante le linee guida
in pericolo e di concedere ai migranti l’accesso ai servizi
sulla gestione dei rifugiati nei paesi dove sono accolti,
essenziali. Le persone che arrivano dal mare in cerca di
approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite
asilo- prosegue Ambrosini - sono solo una componente
il 18 dicembre 2018, con 181 voti a favore, compreso
minoritaria della popolazione immigrata: in tutto, tra
quello dell’Italia. Quasi scontato il voto contrario di
richiedenti e rifugiati riconosciuti, si tratta di 300mila
Stai Uniti e Ungheria. «Un accordo non giuridicamente
persone su 5,5 milioni circa di immigrati regolari, più
vincolante - indica il rapporto dell’Alto Commissario -
una stima di 5-600.000 in condizione irregolare.
dell’imprenditoria
e
situazioni
ma che rappresenta la volontà politica della comunità
della
L’ABBRACCIO
13
Spesso si dimentica che l’unica immigrazione davvero
Somalia (0,9 milioni). Aree del mondo in cui intere
deregolata, del tutto libera, o se si vuole ‘disordinata’, è
popolazioni sono costrette a vivere e subire il dramma
quella che arriva da altri Paesi dell’Unione europea: 1,5
della guerra che, in alcuni casi, come per l’Afghanistan
milioni di persone in Italia, 16,9 milioni nella Ue. Senza
si prolunga da quattro decenni. Da qui l’esortazione
contare la relativa facilità d’ingresso da molti Paesi
della stessa Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati,
dell’Europa orientale candidati all’ingresso nell’Unione
a intensificare il sostegno a favore dei cittadini afghani
ed esentati dall’obbligo del visto per soggiorni turistici
costretti ancora oggi esodi forzati - malgrado le false
di durata inferiore ai tre mesi: dall’Albania all’Ucraina,
partenze di accordi di pace annunciati dalle principali
passando per la Moldova». Mentre preoccupa e non poco,
forze in campo, Taliban e Stati Uniti, ma mai definiti
il numero di persone che non hanno avuto altra scelta
- e delle comunità che li accolgono. L’anabasi afghana
se non quella di abbandonare la propria terra a causa
sta ormai entrando nel suo quinto decennio, sono 4,6
dei conflitti interni. L’ultimo Global trend presentato
milioni su scala globale i cittadini sradicati - dei quali
dall’Unhcr a Roma alla vigilia della Giornata mondiale
come ricordavamo 2,6 milioni registrati come rifugiati
del rifugiato, che si celebra in tutto il mondo, dovrebbe
e altri due milioni rimasti sfollati nel loro del Paese.
suonare come campanellino d’allarme per chi ha il pallino
È la popolazione sotto il mandato dell’Unhcr rimasta
di erigere muri: sono 70,8 milioni le persone fuggite dai
sfollata ed espropriata di tutto per più lungo tempo a
loro Paesi nel 2018, un nuovo record registrato, con un
livello mondiale. La maggior parte, circa il 90 per cento,
aumento di 2,3 milioni rispetto all’anno precedente. Di
continua a trovarsi in Pakistan e in Iran. Secondo l’Agenzia
questi 25,9 milioni hanno lo status di rifugiati, 41,3 milioni
Onu, gli afghani rappresentano il singolo gruppo più
sono sfollati interni, 3,5 milioni sono richiedenti asilo.
esteso di richiedenti asilo arrivati in Europa, in seguito
Complessivamente il 60% di tutti i rifugiati provengono
al netto peggioramento delle condizioni di sicurezza dei
da soli 5 Paesi: Siria (6,7 milioni), Afghanistan (2,7
loro territori, stretti nella morsa di incessanti attacchi
milioni), Sud Sudan (2,3 milioni), Myanmar (1,1 milione),
terroristici di matrice qaedista e jihadista.
14
L’ABBRACCIO
Le politiche migratorie necessarie. Qualche spunto di Andrea T. Torre, Direttore Centro Studi Medì. Migrazioni nel Mediterraneo
D
opo il cambio di Governo avvenuto lo scorso
i temi centrali di necessarie Politiche “razionali” che
settembre, associazioni, attivisti ed esperti
abbiano uno sguardo di più ampio respiro.
del settore hanno iniziato ad incalzare il
nuovo Esecutivo auspicando un cambio di rotta nelle politiche dell’immigrazione. Quel che ha accomunato la maggior parte di questi interventi, però, è il concentrarsi principalmente sul tema dei “migranti”, identificati -
Le tematiche legate ai temi emergenziali (sarebbe meglio dire pseudo emergenziali visto che non vi è alcuna emergenza immigrazione) mantengono da troppo tempo il centro della discussione a
per trionfante senso comune - con coloro che arrivano
prescindere dal piano della realtà. Secondo questa
dagli sbarchi attraverso il Mediterraneo, come la
narrazione non ha alcuna rilevanza il fatto che il
priorità nell’agenda delle politiche migratorie auspicate.
numero di persone arrivate dal Nord Africa si sia
Nonostante
Sicurezza,
ormai molto ridotto (poco più di 11.000 nel 2019),
principale oggetto delle motivate istanze di revisione o
ciò che importa pare essere solo la narrazione
cancellazione, sono rimasti in vigore. Queste richieste
della
sono indubbiamente giuste ma toccano solo parzialmente
considerazioni che si devono fare sono le seguenti:
ciò
ancora
oggi
i
Decreti
potenziale
invasione.
In
questo
senso
L’ABBRACCIO
le
15
Non c’è mai stata alcuna invasione, bensì un aumento
Guardando alla realtà dei dati, l’immigrazione in
sensibile di arrivi via mare tra il 2014 e il 2017 dovuto in
Italia negli ultimi cinque anni è solo moderatamente
gran parte alla dissoluzione dell’apparato statale libico.
cresciuta, nonostante lo spauracchio degli sbarchi.
Nessun “mutamento epocale” quindi, ma una situazione
Il periodo in cui è aumentata prepotentemente è
geo-politica non adeguatamente gestita.
stato il decennio 2001-2011 (+ 203%) mentre dal 2011
Il calo degli arrivi dalla Libia parte dal luglio 2017 ed è, da allora, sempre stato costante; ciò è dovuto
ad oggi l’incremento è stato molto più contenuto (+19,7%).
soprattutto ad una drastica riduzione di arrivi dal Niger.
Tornando al tema delle Politiche Migratorie, spesso
Lo scorso anno la maggior parte delle persone
si paventano misure lassiste o permissive mentre,
sbarcate sono state di nazionalità tunisina, cosa
semmai,
che dovrebbe decisamente convincere l’UE ad uno
di ingressi molto rigide. Nel caso degli ingressi
sforzo a sostegno dell’unico paese del nord Africa
per motivi di lavoro - che sono il cardine della
che ha avuto una transizione democratica ma che ha
legislazione basata sul Testo Unico 286/98 - il dato
un’economia molto fragile.
è palese. Giova sempre ricordare che gli ingressi per
16
L’ABBRACCIO
l’Italia
ha
avuto
da
sempre
politiche
motivi di lavoro sono attivati da un datore di lavoro
2. Riprendere il tema del diritto di voto amministrativo.
che assume un lavoratore straniero e che, per questo
Può sembrare quasi una provocazione in questa
motivo, ne richiede l’ingresso in Italia. Questo avviene
temperie politica, invece dovrebbe essere una delle
attraverso quote annuali che il governo stabilisce
prime misure da adottare per favorire un processo
con un decreto flussi ad inizio anno. Orbene, questo
di cittadinanza pienamente acquisita anche per
decreto flussi dal 2013 prevede possibilità di ingresso
coloro che non desiderano diventare italiani. Non
annue per poco più di 30.000 persone, di cui una
si capisce perchè ancora oggi i cittadini stranieri
parte consistente (negli ultimi anni quasi il 60%) per
residenti nelle città italiane da decenni non possano
lavoro stagionale. Ricordo che nel solo 2007 erano
eleggere il loro Sindaco mentre, in nome dello
stati rilasciati 220.000 visti di ingresso per queste
jus sanguinis, sia consentita la facoltà di eleggere
ragioni. Le quote di ingresso sono poi ulteriormente
deputati a cittadini italiani che mai sono stati
suddivise tra paesi di origine per cui le possibilità di
nel nostro paese (che in molti casi acquisiscono,
ingresso regolare per lavoro sono davvero residuali.
legittimamente, la cittadinanza italiana per avere un
C’è poi un’ulteriore considerazione da fare, basata
passaporto che consente loro di muoversi nel mondo
sull’esperienza di questi meccanismi: le persone
più agevolmente). Il voto amministrativo risponde ad
per cui si chiede ufficialmente un visto di ingresso
uno dei principi liberali classici, “no taxation without
sono da sempre in gran parte già presenti in Italia,
representation” e non necessariamente - come alcuni
overstayers, cioè persone entrate con il visto turistico
studi lasciano pensare - il voto dei cittadini stranieri
e rimaste oltre la scadenza dello stesso. Le quote di
è da dare per acquisito verso un unico schieramento
ingresso annue, quindi, quando erano numericamente
politico ma sarebbe, al contrario, assai più variegato.
consistenti, svolgevano la funzione di “sanatoria mascherata” consentendo la riduzione degli irregolari presenti, che non casualmente negli ultimi anni sono invece aumentati.
3. Oltre a questi aspetti normativi è fondamentale la revisione dell’apparato dello Stato che si occupa della tematica. Appare quanto mai necessaria la creazione - seppur tardiva - di competenze specifiche nella
L’aumento del numero degli ingressi consentiti per
Pubblica Amministrazione che svincolino la gestione
motivi di lavoro è il primo punto che si potrebbe
dell’Immigrazione “ordinaria” dal Ministero degli
rapidamente
attuare,
poichè
Interni se non per i necessari passaggi alla sicurezza
richiederebbe
soltanto
l’adeguamento
normativamente numerico
e all’ordine pubblico. Ci si domanda perchè, ancora
nell’annuale Decreto Flussi; ciò avrebbe invece
oggi, chi deve rinnovare un permesso di soggiorno
l’effetto di non costringere persone che desiderano
lo debba fare andando in Questura e non possa,
venire in Italia (o che vi sono da tempo) ad
invece, espletare queste pratiche negli uffici del
inserirsi artatamente nel canale della Protezione
Comune di residenza. La necessità di formare una
Internazionale. Detto che questo provvedimento
nuova generazione di funzionari pubblici competenti
consentirebbe di rimettere in moto un meccanismo
è stata ampiamente evidenziata anche dalle gestioni
inceppato da tempo, ci sono poi altre politiche
delle “emergenze” recenti che hanno messo in luce la
necessarie per dare un maggior respiro all’intera
carenza di formazione specifica in materia.
tematica. Vediamone alcune:
Ovviamente
questi
sono
solo
alcuni
spunti
e
1. Rivedere il Testo Unico del 1998 che, avendo oltre
riguardano temi specifici della presenza straniera nel
vent’anni, risente dello scenario in cui è stato
nostro paese; una gran parte di politiche pubbliche
generato. Allora risiedevano in Italia un milione di
“indistinte” ormai norma la loro presenza che come
cittadini stranieri mentre ora sono otre 5 milioni
abbiamo visto è davvero molto rilevante. I punti che
e 200 mila; di questi, un milione sono nati in
ho provato ad evidenziare, però, sono aspetti poco
Italia (cioè non migranti) e un altro milione, nel
presenti nel dibattito pubblico, che è monopolizzato
frattempo, sono diventati cittadini italiani dopo
dai temi degli sbarchi e della riforma del regolamento
aver acquisito la cittadinanza “elettiva” in quanto
di Dublino; temi cogenti ma, come ho provato ad
residenti continuativi da oltre 10 anni; si tratta,
argomentare, più centrali nella logica della polemica
cioè, di uno scenario completamente mutato che
politica contingente piuttosto che in un’ottica di
richiederebbe una legislazione adeguata.
governo di lungo periodo.
L’ABBRACCIO
17
Immigrazione: a cosa dobbiamo pensare per costruire una società accogliente di Sergio (Pippo) Rossetti, consigliere PD in Regione Liguria
D
Da qualche anno a questa parte ascoltando la
climatiche, sono tutti ottimi esempi di “push factors”:
parola “migrante” la prima immagine che viene
a causa di queste condizioni di vita instabili, spesso
in mente è quella di un giovane uomo con la
pericolose, alcuni esseri umani decidono di partire
pelle scura, partito dalle coste Africane o mediorientali
alla ricerca di un posto più sicuro dove poter non solo
per arrivare in Europa colmo di speranze ma privo dei
sopravvivere, ma anche costruire un futuro protetto per
mezzi utili per farle diventare realtà. Potremmo pensare
sé e la propria famiglia. Ma non è tutto.
che sia un’associazione logica, semplice, volontaria, ma non è per niente così: i concetti di “migrazione” e “migrante” sono cambiati nel tempo, così come le immagini mentali che associamo alle parole che usiamo quotidianamente per parlare dell’argomento.
A muovere i flussi migratori passati, contemporanei e futuri, sono anche e soprattutto i “pull factors”, fattori di attrazione e promesse che i paesi del Primo Mondo hanno, spesso inconsapevolmente, fatto alle nazioni più povere: pace, facile accesso ai servizi e allo studio,
Nel periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale
al mondo del lavoro. Per chi combatte ogni giorno
i “migranti” erano i nostri antenati: italiani che
contro la precarietà della vita, l’Europa può sembrare
decidevano di abbandonare il proprio paese, le proprie
il paradiso terrestre. Così come lo possono sembrare
famiglie e tutti gli affetti, per inseguire il grande “sogno
alcune regioni dell’Italia settentrionale per chi vive in
americano”. Nonostante qualcuno sia poi tornato nel
alcune zone del sud, o certi paesi per chi, preparato
Bel Paese, vittorioso o sconfitto, di una grande parte di
e istruito, non si sente accettato e valorizzato nel
loro non si è mai più saputo nulla.
luogo di nascita e decide di portare altrove le proprie
Allora nessuno dei parenti rimasti a casa avrebbe mai
competenze. Capiamo, dunque, che sebbene il concetto
potuto immaginare che, una volta arrivati in America, i loro
di “immigrato” ci faccia facilmente pensare all’uomo
cari erano costretti a dover sopportare una vita difficile,
nero, in realtà sono immigrati anche tutti quelli che,
da reietti, colma di pregiudizi e razzismo. Una vita simile a
per un motivo o per l’altro, usufruendo di più o meno
quella che troppo spesso devono affrontare gli immigrati
mezzi e possibilità hanno abbandonato la città natale,
di oggi qui da noi, in Italia. Eppure nonostante i concetti
ovunque essa si trovi. L’arrivo nel “nuovo mondo”,
e le immagini dell’immigrazione siano evidentemente
purtroppo, è spesso sconvolgente per i migranti,
cambiate nel corso dell’ultimo decennio, e ci si aspetta
soprattutto per i più poveri. Rendendosi conto che la
che continueranno a cambiare anche nei prossimi anni,
realtà occidentale non è così rosea come si descrive, e
le origini di ogni flusso migratorio sono sempre molto
che la società in cui ci si approda non è sempre pronta
simili tra loro. Per fare un po’ di luce sull’argomento sarà
ad accogliere esseri umani ritenuti “diversi”, i migranti
utile parlare di “pull factors” (fattori di attrazione) e “push
si trovano costretti ad avere a che fare con infiniti
factors” (fattori di spinta).
problemi, primo fra tutti la discriminazione.
I fattori di spinta sono, forse, quelli più semplici da
Ne sentiamo e leggiamo spesso, ma non ancora
comprendere anche da chi non ha mai sentito la
abbastanza: ogni giorno in Europa a qualcuno è
necessità di lasciare la propria casa e il proprio paese.
impedito di partecipare attivamente nel mondo del
Miseria,
lavoro e nella società a causa di stereotipi, pregiudizi e
18
guerra,
L’ABBRACCIO
carestia,
persecuzioni,
emergenze
discriminazioni. Per contrastare questi comportamenti
Liguria come in tante altre regioni italiane ed europee,
e abbattere gli ostacoli quotidiani che gli immigrati
non sono ancora in grado di poter accedere facilmente
devono affrontare, l’Unione Europea ha introdotto
a servizi fondamentali quali le prestazioni sanitarie, il
nei paesi membri una legge comune che ha come
trasporto pubblico e addirittura la possibilità di dormire
obiettivo quello di assicurare uguali diritti a tutti gli
ogni notte in una casa. Per poter effettivamente
individui. Con la Risoluzione dell’Assemblea Generale
permettere che queste persone vivano una vita degna
dell’ONU 72/157, adottata il 19 dicembre 2017, i paesi
di questo nome, ritengo sia doveroso l’intervento delle
membri dell’Unione Europea sono chiamati a stabilire e
autorità competenti, a partire dalla Regione.
utilizzare misure efficaci per combattere il razzismo, le discriminazioni, la xenofobia e l’intolleranza. Allo stesso modo sono chiamati a intraprendere azioni efficienti per promuovere la tolleranza, l’inclusione, l’unità e il rispetto della diversità.
La condizione di svantaggio dei nostri ospiti deriva spesso da forme di discriminazione diretta e indiretta, profondamente insidiate nel sistema burocratico. Le tristi conseguenze di questa diseguaglianza potrebbero essere evitate, per esempio, attraverso la pianificazione
A casa nostra, in Liguria, sono molteplici le norme già
di luoghi in cui poter denunciare, in modo tutelato per
operative a fine di far fronte al rapido divulgarsi di
il denunciante, la discriminazione subita. Ugualmente
pregiudizi e stereotipi razzisti. Purtroppo è evidente
vantaggiosa potrebbe essere l’introduzione di codici
che, nonostante le misure attive, il problema del
di comportamento antidiscriminatori nelle politiche
razzismo è ancora vivo e troppo doloroso: il manifestarsi
aziendali e negli uffici pubblici, insegnati durante la
dell’ignoranza nella società crea parecchi problemi
formazione del personale attraverso iniziative promosse
agli immigrati, e delle stesse difficoltà soffrono anche
dalla Regione. Allo stesso tempo ritengo che nella
le famiglie che hanno adottato bambini di colore. Lo
nostra società ci sia un altro grande vuoto che merita
status d’immigrato comporta il dover vivere situazioni
di essere riempito, quello della corretta informazione
precarie e difficili, spesso durante molto tempo. Per
dei cittadini riguardo ai propri diritti. Per colmare
questo motivo mi auguro si possa presto adottare un
questa importante mancanza, d’intesa con chi è già
nuovo approccio che, nell’ambito delle competenze
attivo nel settore, le istituzioni devono compiere azioni
della Regione, sia capace di pianificare azioni concrete,
utili affinché tutte le persone abbiano gli strumenti e
utili a garantire il divieto di discriminazione e assicurare
le informazioni necessarie per poter tutelare i propri
l’uguaglianza di tutti i cittadini. Troppi immigrati, in
diritti.
L’ABBRACCIO
19
SOSTIENI IL CEIS GENOVA Con il tuo contributo potremo portare avanti i progetti di agricoltura sociale, finanziare le attività sportive per le comunità di minori, potremo finanziare progetti di reinserimento lavorativo e sviluppare campagne di prevenzione. COME PUOI SOSTENERCI Tramite Bonifico Bancario presso Banca Prossima S.p.A. Iban IT85 B033 5901 6001 0000 0007 632 Tramite Donazione on line collegandoti all’ indirizzo www.ceisge.org/ceis-genova-sostienici oppure Devolvi il tuo 5x1000 a Fondazione Centro di Solidarietà Bianca Costa Bozzo Onlus C.F. 95080550106
L’ECCELLENZA ITALIANA DEL COLORE www.gruppoboero.it 20
L’ABBRACCIO