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Ceis Genova L'Abbraccio n°97

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L’ABBRACCIO n97 Rivista trimestrale di informazione del CEIS Genova

2019

La responsabilità genitoriale

Editoriale di Elena Bonetti ........................................................... 3

I genitori come risorsa per i propri figli: dalla fragilità emotiva alla competenza educativa di Daniele Novara ...........................................................4

Il mestiere più difficile di Adriano Sansa ........................................................... 6

Responsabilità genitoriale: realtà e relazione di Padre Andrea Decaroli ........................................................... 8

Essere Genitori e Adulti di Simonetta Saveri ......................................................... 10

Il ruolo genitoriale e le nuove responsabilità di Stefano Garassino ..........................................................12

La responsabilità genitoriale nel III millennio di Cinzia Leone ..........................................................13

16126 Genova • Via Asilo Garbarino, 6/B • Telefono 010.25.46.01 - Fax 010.25.46.002 r.a. N. 97 • 4° Trimestre 2019 • N. 4 del 2019 • Prezzo 1,00 euro Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 • Iscrizione al R.O.C. n° 16776 del 17/04/2008 Poste Italiane S.p.A. sped. abb. postale • D.L 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 N° 46) art 1 comma 1, DCB Genova

Il cuscino è... intelligente? di Nicoletta Vaccamorta ..........................................................16


L’ABBRACCIO Dove possiamo Rivista trimestrale di informazione del CEIS Genova

incontrarci

Siamo anche in tutta Italia

Direttore responsabile Silvano Balestreri Caporedattore Alessandro Censi Buffarini In redazione Elisabetta Aicardi, Agnese Schiaffino Hanno collaborato Elena Bonetti, Daniele Novara, Adriano Sansa, Andrea Decaroli, Simonetta Saveri, Stefano Garassino, Cinzia Leone, Nicoletta Vaccamorta Direzione e redazione ASS. CENTRO DI SOLIDARIETÀ di GENOVA Via Asilo Garbarino, 6 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002

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LA NOSTRA FILOSOFIA Siamo qui perché non c’è alcun rifugio dove nasconderci da noi stessi. Fino a quando una persona non confronta se stessa negli

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occhi e nei cuori degli altri, scappa. Fino a che non permette loro di condividere i suoi

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segreti, non ha scampo da questi. Timoroso di essere conosciuto né può conoscere

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se stesso né gli altri, sarà solo. Dove altro se non nei nostri punti comuni possiamo trovare un tale specchio? Qui insieme una persona può alla fine manifestarsi

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chiaramente a se stessa non come il gigante dei suoi sogni né il nano delle sue paure, ma come un uomo parte di un tutto con il suo contributo da offrire. Su questo terreno

Presidente CEIS Genova Enrico Giuseppe Costa Direttore Generale CEIS Genova Paolo Merello

noi possiamo tutti mettere radici e crescere

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L’ABBRACCIO

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Editoriale di Elena Bonetti, Ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia

I

l 20 novembre del 1989 l’Assemblea Generale delle

l’educazione non formale dei bambini e dei ragazzi: costru-

Nazioni Unite approvava la Convenzione Onu sui Di-

zione e riqualificazione dei luoghi e dei progetti di incontro

ritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Trent’anni dopo,

comunitario, di servizio alle famiglie, con un’attenzione par-

compito delle Istituzioni e di ciascuno è guardare al dom-

ticolare alle aree degradate e ai contesti di disagio sociale.

ani e discernere in quali modi rigenerare e interpretare

Significa, infine, mettere al centro delle politiche familiari

quell’assunzione di responsabilità, che ha segnato un

e sociali i bambini per costruire una rete sociale che li ri-

passo fondamentale nella coscienza collettiva di cosa è

conosca cittadini capaci di esprimere valore, potenzialità,

umanità.

prospettiva. Quella stessa prospettiva che Istituzioni, terzo

Garantire i diritti dei bambini oggi significa riconoscere e

settore e associazioni devono essere in grado di assicurare

attivare nelle nostre comunità le condizioni di un esercizio

alle famiglie e alle nuove generazioni, compartecipando in

pieno della libertà della persona umana, che può realizzarsi

maniera solidale all’impegno che la responsabilità genito-

su un piano di concretezza solo tradotto in un esercizio

riale porta con sé. In primo luogo, definendo percorsi di

di responsabilità relazionale. Questo nodo riguarda anche

progettualità integrata, di fiducia e visione, che restituis-

l’essere genitori. È il tempo di una nuova alleanza: tra geni-

cano sogno e speranza. Perché ciascuno, donne e uomini,

tori e figli, tra mondo degli adulti e mondo dei bambini e

bambine e bambini, possano ricominciare a desiderare e

dei giovani. Occorre riconciliare le generazioni e il Paese

sentirsi liberi di fare dei propri desideri una scelta di vita. .

con una reciprocità di impegno. Troppo spesso sentiamo parlare di “diritto alla genitorialità”. Mi piacerebbe che si usasse di più l’espressione “responsabilità della genitorialità”, che è responsabilità condivisa tra madre e padre. Gli sguardi si mettono congiuntamente in gioco nella relazione educativa, con l’obiettivo di accudire e far crescere persone consapevoli, giovani cittadini. Ho più volte affermato che il nostro Paese ha bisogno di un cambio di paradigma, di un nuovo “patto” educativo, perché l’educazione è un farsi relazionale e non può e non deve essere considerata un fatto privato. Educare richiede due compiti imprescindibili: custodire i bambini, che sono un bene primario della collettività, e liberarne il protagonismo nella società. Questi due verbi, apparentemente in contrapposizione, devono ispirare e guidare le scelte politiche da mettere in campo. L’azione educativa è un impegno, una responsabilità e un investimento che tutti, come comunità, dobbiamo assumerci. Per me, e per il ruolo che ricopro, custodire e liberare nell’educazione significa essere al fianco delle famiglie, riconoscere pienamente il contributo che offrono al Paese nella cura dei figli, sostenerle ed accompagnarle nel loro essere il primo luogo di formazione ed esercizio di relazione sociale e di cittadinanza e, al tempo stesso, generatrici di benessere per tutti. Significa investire nelle persone, nel valore di umanità che esse hanno ed esprimono, e nel futuro delle nostre comunità, promuovendo anche

L’ABBRACCIO

3


I genitori come risorsa per i propri figli: dalla fragilità emotiva alla competenza educativa di Daniele Novara, pedagogista, autore, direttore CPP -Centro Psicopedagogico di Piacenza

I

genitori di oggi si trovano spesso in balìa di ciò che si

zione dei figli e dei loro bisogni con un solo obiettivo: il loro

potrebbe definire superfluo – da un lato, su richiesta dei

divertimento. La domanda che bisogna porsi è: i bambini

figli, dall’altro perché sono loro stessi a concederlo – e

hanno veramente bisogno del “divertimentificio”? Passare

ciò che, per contro, è essenziale, ovvero una “buona educa-

il fine settimana insieme dovrebbe voler dire soprattutto

zione”, ovvero la loro reale e concreta responsabilità.

rafforzare il legame che unisce la famiglia, offrire ai nos-

Il superfluo sembra proprio essere la condanna di questi

tri figli esperienze diverse da quelle consuete, quotidiane,

tempi: i figli ne sono soffocati e tiranneggiano i genitori per

trascorrendo qualche ora in modo creativo, stimolante,

ottenerlo. Noi, che da piccoli ci accontentavamo di poco,

senza il bisogno di tanto di più.

ci siamo fatti prendere la mano. Diventati mamme e papà,

La situazione pare sfuggita al controllo. Eppure la via

siamo caduti in tutte le trappole del caso: abbiamo com-

d’uscita è lì, a portata di mano: tornare a fare scelte edu-

prato tonnellate di giochi, pupazzi, bambole, libri, dvd e

cative. Molti genitori invece hanno – oggi - paura di ed-

abitini più o meno griffati. Ci siamo messi a organizzare il

ucare: preferiscono accudire, ma l’accudimento, oltre a

nostro - pochissimo - tempo libero esclusivamente in fun-

essere cosa ben diversa, diventa sovente una strada last-

zione dei bambini e dei loro desideri. Il genitore di oggi ci

ricata di non decisioni mirate a evitare conflitti e riempire

prova, ad esempio riservando il weekend alla famiglia, cer-

vuoti. Le conseguenze? Poche regole su cibo e sonno,

cando di trasformarlo in uno spazio magico e particolare.

nessuna o quasi sull’uso di tivù, internet e videogiochi

Trascorrere almeno la domenica tutti insieme è importante.

vari. Nella paura di educare è implicito il timore di creare

Fin qui, l’essenziale. Ma ecco che, puntualmente, arriva il

qualche dispiacere nel bambino. L’obiettivo contempora-

superfluo: utilizzare il fine settimana esclusivamente in fun-

neo sembra quello di rendere la vita gradevole a se stessi

4

L’ABBRACCIO


(meno fatica) e ai figli (meno frustrazioni). Come? Spesso

fili sottili che in maniera invisibile collegano le persone al

attraverso il dono di oggetti, giocattoli o apparecchi tec-

loro passato, avviluppandole in comportamenti inconsa-

nologici a seconda dell’età. Ma la spirale è di quelle peri-

pevoli, possono essere superati, riavvolti e messi via solo

colosissime perché il bambino non sarà mai soddisfatto

tenendo con sufficiente determinazione una linea educa-

e vorrà sempre di più. I genitori non devono avere paura

tiva di tipo organizzativo, andando avanti nella condivi-

di stabilire regole chiare che a loro volta producono delle

sione con l’altro genitore che, quasi sempre, è anche in

“sane frustrazioni”. Procrastinare l’ottenimento di qual-

grado di fornire un diverso punto di vista, liberando dalle

cosa non a parole ma nei fatti permette di far arrivare ai

incombenze degli eccessi emotivi.

bambini un insegnamento molto prezioso: le cose vanno

È anche in questa prospettiva che è giunto il momento,

conquistate perché raggiungere un obiettivo, qualsiasi

dopo gli anni del “materno condiviso”, di arrivare anche a

esso sia, dopo averlo atteso, sognato, prefigurato, dà un

un “paterno condiviso”. Come i padri negli ultimi decenni

piacere indescrivibile, specie se, nel frattempo, ci si è do-

hanno imparato a cambiare i pannolini, imboccare i bebè

vuti anche impegnare e rimboccare le maniche.

e così via, sarebbe il caso che anche sul piano regolativo,

Un pericoloso fenomeno, tipico di questi tempi, è

rispetto alla capacità di mettere dei limiti, degli argini, i

“l’orfanità educativa” che consiste nel dare ai bambini

papà e le mamme facessero gioco di squadra per condivi-

potere decisionale, stimoli e responsabilità di gran lunga

dere quell’area che si definisce come “paterna”. È un’area

superiori alle loro capacità e al loro discernimento. Mam-

molto diversa dal puro e semplice accudimento, in quan-

ma e papà abdicano dal loro ruolo regolativo che, invece,

to è proiettata sul versante dell’avventura, della crescita,

è l’unico in grado di spingere i figli a conquistare la vita,

della responsabilità e, ovviamente, del coraggio che con-

proprio attraverso il superamento di quelle “frustrazioni

sente al bambino di affrontare la vita. Man mano che i figli

evolutive” che aiutano a crescere e a stare al mondo in

crescono, diventa necessario sapersi spostare più sul pa-

modo stabile.

terno e sulla capacità di dare motivazioni a fare da soli

Su questa base si creano varie storture, la più grande delle

e a conquistare una certa autonomia che significa essere

quali disattende un’enorme responsabilità genitoriale

in grado di applicare il proprio saper fare in senso perti-

ed è il confondere il significato profondo delle “regole”.

nente, per un obiettivo importante. Se si ha paura di usare

Il termine, nel rapporto genitori-figli, negli ultimi anni è

un tono fermo, di stabilire delle regole e pretendere che

diventato un po’ l’emblema dell’alternativa alla vecchia

vengano rispettate, però, il ruolo di genitore va incontro

educazione basata su punizioni, minacce, sgridate, botte

a un inesorabile e progressivo deterioramento. E, soprat-

e via dicendo. L’adulto di oggi cerca il dialogo, il confron-

tutto, col passare del tempo, diventa un’impresa titanica

to; occorre invece parlare meno, essere più pratici, evi-

riuscire a ripristinare delle barriere per fermare questa

tare l’eccesso psicologico, ossia la convinzione di capire

promiscuità. Fissare delle regole e chiedere che vengano

la natura profonda delle emozioni dei figli, interpretarle

rispettate non stanca e non annoia i bambini. Al contrario,

addirittura, e finire, in questo modo, davvero inguaiati.

li fa sentire rispettati. È un errore credere che un bam-

La regola non è una pura e semplice prescrizione, non è

bino sia felice di comandare mamma e papà: sarebbe,

un ordine o un comando, un vincolo assoluto o una cos-

invece, molto più sereno con genitori responsabili, chiari

trizione. La regola è un dispositivo procedurale al servizio

e determinati. I figli hanno bisogno di sentire che c’è un

dei figli per orientarsi, ma nessun figlio può immaginare

disegno educativo condiviso dai genitori, i quali non fan-

le procedure, e pertanto occorre comunicarle concre-

no le cose a caso ma seguono una logica. Serve un pro-

tamente. Il bambino sfida continuamente l’adulto, alla

getto comune perché, se compiacere un bambino a tutti

ricerca di uno sbarramento, di un confine dentro cui poter

i costi è una disgrazia, educarlo senza seguire alcuna log-

agire liberamente, ma oltre il quale non poter andare. È

ica è anche peggio. Navigare a vista è l’esatto contrario

questo di cui ha bisogno.

dell’avere un’organizzazione educativa. Cosa che, per un

Assecondare il più possibile i bambini nella logica che la

genitore, è una vera sciagura perché lo mette in balia del

cosa più importante sia facilitare la loro vita, allontana

caso, l’opposto del progetto: non so dove sto andando,

dal vero obiettivo: fornire indicazioni chiare. Pare che, alla

ma qualcosa sto facendo.

base, ci sia la difficoltà dei genitori a superare le loro fer-

Essere genitori quindi non significa sommergere i propri

ite infantili, finendo così con l’identificarsi eccessivamente

figli di tutto ciò che non serve, ma essere concreti, pratici,

con i figli piuttosto che con il proprio ruolo educativo,

organizzati e coesi nell’educarli.

come se “educare troppo” potesse ferire i pargoli! Questi

Per approfondimenti: www.cppp.it

L’ABBRACCIO

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Il mestiere più difficile di Adriano Sansa, già Sindaco di Genova e Presidente Tribunale dei Minori di Genova

D

i tutti i mestieri che ho fatto, mi verrebbe da

loro vocazione.

dire, quello del padre è stato il più difficile. Ma

Allora come accompagnarli nell’adolescenza, quando

non è un mestiere. Forse meglio diremmo che

cominciano a decidere quanto accettare i doveri e

è una responsabilità. Cioé la necessità e il grande ide-

quanto cercare il piacere per sé, e in che modo concili-

ale di dare risposta alla domanda dei figli che abbiamo

arli; come esortarli al viaggio e all’avventura e insieme

messo al mondo, in conformità con l’impegno preso

proporre la possibilità di rispettare l’esperienza o la

con loro e in noi stessi.

tradizione? Bisogna parlarne, non necessariamente a

Certo un primo bisogno da soddisfare è quello ma-

lungo, ma costantemente; ascoltare, vincere il timore

teriale, il mantenimento. Non sembri banale a chi

che scoprano le nostre debolezze. Dir loro franca-

magari gode di un certo agio e non lo trova impeg-

mente che si possono perdere libertà e salute e perfi-

nativo; e neppure superfluo ricordarlo: tra le frasi

no la vita stessa se si cade nella dipendenza da droghe

ricorrenti di genitori che hanno avuto gravi difficoltà

e alcool; ma che ne esiste una anche da telefonini, tab-

nell’accudimento dei figli, talvolta trascurandoli sia

let e altri oggetti; che trascurare il sonno per guardare

materialmente che moralmente, una delle più inqui-

uno schermo danneggia la mente anziché arricchirla.

etanti era questa “ Avevo pur bisogno di realizzarmi”;

Dispiacersi degli errori e delle cadute, senza morti-

dove la realizzazione non sembrava essere nella legit-

ficarli, ricordandoci dei nostri passi sbagliati. Nella

tima e perfino doverosa ricerca della felicità, ma piut-

difficoltà dell’equilibrio tra l’autorità pur necessaria

tosto nella soddisfazione di ogni desiderio proprio,

e la comprensione e l’indulgenza, saper puntare so-

quasi a prescindere dalla verifica se esso fosse com-

prattutto sul futuro, sulla promessa di non arrendersi

patibile appunto con la responsabilità verso chiunque

mai. Dare fiducia significa spesso stimolare a esserne

altro, figli compresi. Casa, cibo, vestiario, studi: og-

all’altezza, l’abbiamo sperimentato tutti.

nuno di questi richiede a volte un limite a desideri e

Poiché la vita dei figli si svolge anche a scuola, impor-

consuetudini individuali, cioé vere e proprie rinunce.

ta tenersi in contatto con gli insegnanti, rispettandone

Non solo, ma in ciascuno è compreso un tramite af-

e tutelandone il ruolo anche nel modo con cui ne par-

fettivo tutt’ altro che secondario. La tavola è luogo e

liamo a casa tra di noi.

momento di incontro fondamentale, la cura del cibo

Nello studio si forma una parte notevole della person-

per sé conduce sollecitudine e partecipazione; la

alità; seguirlo senza sostituirsi, lasciare liberi senza ab-

conversazione attenta vi trova un’occasione privi-

bandonare, ecco un altro esercizio difficile. Così nello

legiata. I figli l’aspettano e vi fanno assegnamento. La

sport, ricordando quanto conti non solo in gioventù

casa, sappiamo benissimo, è stanze e parole, relazi-

ma per tutto il cammino un giusto senso di sé, una cal-

one e riparo, base di partenza e ritorno, formazione

ma sicurezza del corpo che non diventi mai iattanza o

di memorie incancellabili, nel bene e nel male: ridurre

noncuranza dei meno fortunati. La cura della salute, il

quel male al minimo, curare il bene è parte costitutiva

coraggio nella sofferenza, l’accettazione talvolta così

dell’educazione. Nella casa, come fuori, nel racconto

dolorosa del male: in ogni momento abbiamo modo di

del lavoro e del mondo, nell’apertura alla vita altrui,

dare un esempio.

alla comunità, ai problemi, alle sofferenze, alla politica,

Diremo, rammentando antiche parole della scuola, di

conta l’esempio. Così nel tratto che usiamo con i vec-

non considerare l’umanità altrui come un mezzo, ma

chi.

sempre come un fine; di non fare agli altri quel che

Ma non basta: la libertà dei figli vuole che possano al-

non vogliamo fatto a noi stessi; di amare il prossimo

lontanarsi come e quanto vorranno, per fare diversa-

come noi stessi: a seconda del nostro autentico sentire

mente, magari molto meglio, comunque secondo la

sceglieremo tra queste formule fondamentali, anche a

6

L’ABBRACCIO


proposito dell’educazione sentimentale e sessuale.

nostre vite. Se lo vorremo, vincendo l’orgoglio, non

I vostri figli non sono i vostri figli, ma le frecce che

saremo soli, impareremo a chiedere aiuto ad altri geni-

l’arco della vita scaglia verso il futuro, aveva scritto

tori, a medici e psicologi, a educatori; a servizi pub-

Khalil Gibran, il grande poeta; non voleva incitare però

blici e a privati, guardandoci intorno, trovando amici

ad abbandonarli, ma ricordarci il rispetto della loro lib-

e volontari

ertà, l’arbitrio di quando crediamo che siano un nostro

Daremo i beni materiali senza spogliarci del giusto,

possesso, infine anche la dura necessità e la conquista

li aiuteremo senza viziarli.

del distacco per l’evoluzione della vita.

Li ameremo con tutte le nostre forze, non riusciremo

Saremo sempre disponibili, non invocheremo turni,

mai a fare tutto questo che ho appena detto: ne ter-

non scaricheremo disagi e contrasti di coppia sui figli,

remo conto, e un giorno glielo diremo francamente.

non li adopereremo come armi nella eventualità di un

L’avranno già capito, naturalmente, ma ce ne saranno

conflitto, considerandoli invece il massimo frutto delle

grati.

L’ABBRACCIO

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Responsabilità genitoriale: realtà e relazione di Padre Andrea Decaroli d.O., responsabile del “Centro Storico Ragazzi” Genova

“R

esponsabilità” è parola astratta, e rischia

fanno tutti – ma con quelle sillabe ripetute che ti han-

di rimanerlo: parola che evoca guai o

no commosso la prima volta sono state pronunciate,

almeno fastidi, parola cui evitare – per

sillabe che indicano una relazione unica e infrangibile;

quanto possibile – venga associato il proprio nome.

e a questo sguardo non si può non rispondere.

Questo è il nostro mondo, dove ci si esercita più nel

Una responsabilità è assunta nella mia vita se c’è una

fuggire le proprie responsabilità che nell’abbracciarle,

realtà di fronte a me che accetto come tale, senza ri-

e dove intorno all’evitare le responsabilità si arriva a

fugiarmi nella distrazione o nell’ideologia; se questa

creare figure lavorative.

realtà lascio che mi provochi, che mi riguardi concre-

“Responsabilità genitoriale” è parola concreta: come

tamente; se c’è qualcuno che di fronte a questa realtà

concreto e ineludibile è lo sguardo di un figlio che si

mi interroga e mi chiede una risposta.

rivolge a te chiamandoti non con il tuo nome – come

Poche realtà sono così comuni e al tempo stesso

8

L’ABBRACCIO


uniche, coinvolgenti e sconvolgenti, come quella di es-

tore c’è, anche quando la sua parola è inascoltata o

sere genitori, e di diventarlo. L’uomo è una creatura

inascoltabile, quando è incompresa o incomprensi-

particolare: capace di cose terribili ma capace allo

bile. La responsabilità genitoriale non è innanzitutto

stesso modo di gesta grandi, soprattutto quando la

fare qualcosa, è non abbandonare il proprio posto,

sua umanità è sfidata. Di qui viene per alcuni l’eroismo

anche se non si riuscisse ad esserne completamente

dei momenti straordinari, ma per i più l’eroismo co-

all’altezza.

mune, ordinario, che nasce dalla sfida raccolta quotidi-

Dio si coinvolge, non ha paura di mescolarsi con la

anamente dalla realtà incontrata.

nostra umanità: un genitore condivide la sua vita e il

La responsabilità genitoriale inizia presto, subito. Ini-

suo tempo. La responsabilità genitoriale non è organ-

zia con quel test che fa scoprire a lei che è incinta,

izzazione a tavolino ma comunione viva.

e che già cambia la vita di chi si scopre improvvisa-

Dio si fa servo della sua creatura: un genitore è capace

mente madre e padre. Inizia tante volte in situazioni,

di abbassarsi, come anche simbolicamente è necessa-

tempi, modalità impreviste, faticose; non poche volte

rio fare per raggiungere il figlio piccolo. La responsa-

con un mondo intero che intorno a lei o a loro sug-

bilità genitoriale non è dominio, è servizio umile. Non

gerisce di evitare la responsabilità, di fare un passo

è potere, è autorità, servizio capace anche di azioni e

indietro come se niente fosse stato. Pochi sguardi ho

parole incisive.

incontrato così fieri di sé, colmi di una gioia sofferta e

Dio coinvolge, partecipa, affida: un genitore non fa da

conquistata, come quelli di una giovanissima che ha

solo, non vuole fare da solo. La responsabilità genitori-

dovuto lottare per diventare mamma ma ora stringe a

ale non è onnipotenza e onnipresenza, riconosce i pro-

sé quel figlio appena nato di cui si è fatta responsabile.

pri limiti e di più la ricchezza dell’intervento dell’altro,

La responsabilità genitoriale continua davanti alle esi-

a iniziare da quell’altro che è il coniuge, complemen-

genze di un bambino piccolo, una richiesta continua,

tare e prezioso proprio nella sua differenza.

senza tregua, che mette alla prova energie e pazien-

Dio scommette sulla libertà dell’uomo: un genitore

za, e al tempo stesso rivela capacità che si scopre di

scommette sulla libertà del figlio, la fatica educativa

avere, oltre ogni aspettativa. Dedizione, spirito di sac-

si rivela come una lotta per la libertà, una lotta di lib-

rificio, generosità, coraggio che fioriscono anche dove

erazione. La responsabilità genitoriale non è sostituzi-

nessuno avrebbe scommesso di poterli incontrare,

one, ma alleanza. Dio è paziente, aspetta e rispetta i

rivelando l’esistenza di un bene profondo e nascosto.

tempi: un genitore conosce e comprende, non ha fret-

Poi inizia il cammino lungo e graduale della crescita,

ta del risultato, avendo sperimentato come tutto ciò

dove l’educazione si rivela una nuova generazione; con

che cresce lo fa lentamente. La responsabilità genito-

una responsabilità che si condivide ma senza deleghe

riale non è individuare scorciatoie ma indicare cam-

in bianco o confusione di ruoli, con un ambiente fa-

mini sicuri, non è trascinare ma accompagnare stando

miliare che si allarga ma senza dissolversi, con nuovi

al passo. La responsabilità ha due radici, la realtà e

legami che non recidono ma trasformano i preceden-

la relazione; come tutto ciò che ha a che fare con la

ti, con una evoluzione nel rapporto che mantiene la

nostra umanità, è cosa viva, chiamata a svilupparsi e

preziosità della differenza genitore-figlio.

a crescere. Il lavoro da fare è innanzitutto da parte dei

Un cammino che continua tutta la vita, perché tutta

genitori, su di sé e sui propri figli, sulla propria famiglia:

la vita si rimane genitori e figli: anche quando l’età, la

ne va della felicità, della vita piena per gli uni e per

malattia, la debolezza arriva a invertire compiti e re-

gli altri. Ma c’è un doppio lavoro, di contorno, di cui

sponsabilità - chi ha avuto la grazia di accompagnare

ogni comunità si deve far carico: è quello del costruire

da vicino un genitore negli ultimi mesi di vita capisce

spazi di realtà, luoghi di relazioni autentiche, dove la

bene cosa intendo.

responsabilità non sia proposta come un pedaggio ma

Nella tradizione ebraico-cristiana Dio si presenta come

come parte della realizzazione della propria persona.

Padre. Si tratta di qualcosa di più che di una analogia

E insieme a questo, di fronte alle fragilità genitoriali,

per esprimere attraverso il linguaggio umano qualcosa

il sostenere, con una fiducia autentica e comunicata,

della natura divina: Dio si rivela come la fonte stessa di

ogni passo di assunzione di responsabilità, ogni tenta-

ogni paternità, e quindi anche il suo modello.

tivo di abbracciare fino in fondo quella relazione che

Dio sta, è presente, in mezzo ad un mondo volubile,

un genitore ha incisa nella realtà della propria carne.

etereo, inconsistente, in perpetua agitazione: un geni-

Quella carne fatta a immagine di Dio, creatore e padre.

L’ABBRACCIO

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Essere Genitori e Adulti di Simonetta Saveri, avvocato, responsabile Agenzia per la Famiglia del Comune di Genova

L

a più grande e bella responsabilità dei genitori è

Nelle nostre case un tempo vivevano persone appart-

quella di essere se stessi, di aver cercato e tro-

enenti a più generazioni; ora questa situazione è molto

vato il senso della vita che rende felici.

rara. I giovani spesso vivono in altri quartieri o in altre

I più giovani ci guardano, ci riguardano, sentono chi si-

città rispetto alla propria famiglia di origine a causa di

amo veramente e apprendono più dal nostro modo di

trasferimenti lavorativi e si ritrovano soli.

vivere che dalle nostre parole.

A ciò si aggiungono ritmi di lavoro e di scuola davvero

Questo vale per i genitori e per gli adulti che hanno il

complessi, che creano stanchezza, stress e non aiutano

grande compito di contribuire all’educazione dei più

le relazioni all’interno della famiglia e con altre famiglie.

piccoli e richiede un non facile lavoro di messa in dis-

È importante una rivoluzione culturale e sociale che

cussione, di confronto, di costruzione, di crescita pro-

riporti al centro le relazioni vere, autentiche come el-

prio su di noi, cosiddetti adulti.

emento fondamentale di cura, benessere e crescita del-

L’educazione, la trasmissione di valori può essere efficace

la persona. Diventa sempre più urgente incentivare le

solo in un rapporto di amore, di gratuità e la famiglia è il

relazioni a tutti i livelli e in tutti i settori della vita quo-

centro della relazione e della gratuità.

tidiana contro la solitudine, l’indifferenza, la mancanza

Le persone in età evolutiva hanno bisogno di identificarsi

di comunicazione, anche con i nostri ragazzi.

con modelli positivi, di potersi immaginare come potran-

L’AUTO MUTUO AIUTO

no essere, di potersi sognare utilizzando i modelli interior-

I genitori che hanno sperimentato l’amicizia con altre

izzati di chi si è preso cura di loro.

famiglie sanno che questo ha agevolato il loro compito

Tutto questo porta a una presa di coscienza fondamen-

educativo, perché crescere i propri figli con l’aiuto di

tale da parte non solo dei genitori ma anche di chi ha un

una comunità diventa più semplice.

compito educativo: non si può abdicare al proprio ruolo,

Tante famiglie che vivono situazioni difficili legate

un ruolo che implica una inevitabile asimmetria delle po-

ad esempio alle dipendenze di un componente della

sizioni; l’educatore, il maestro, il genitore non sono allo

famiglia, al dolore per un lutto, alla crisi di coppia, alla

stesso livello dell’educando, del figlio. La presa di coscien-

malattia, al rapporto con un figlio ribelle, all’attesa di un

za di questo fatto porta con sé inevitabilmente la consa-

figlio adottivo, hanno trovato aiuto e conforto nel me-

pevolezza di una importante responsabilità verso l’altro.

todo dell’Auto Mutuo Aiuto. Si tratta di un metodo gra-

Essere genitori non è riassumibile in nessun compi-

tuito e molto efficace che mette al centro le relazioni

to particolare, non ci sono compiti da apprendere. La

attraverso la condivisione e il confronto in piccoli grup-

genitorialità si esprime semplicemente in un rapporto

pi di persone che vivono una stessa situazione di vita.

relazionale, un rapporto di amore.

Questo metodo può diventare inoltre uno stile di vita,

Viviamo in un mondo che ci vuole sempre più individu-

un aiuto nella quotidianità di tutti e un fattore di pre-

alisti perché nella solitudine, nella disperazione, nella

venzione della solitudine e del disagio.

depressione aumentano tutti i bisogni che ci fanno

Nel nostro territorio esistono già più di cento gruppi

“consumare” di più.

attivi e il Comune di Genova ha voluto istituire “l’Anno

In tutto questo la famiglia esiste e resiste ancora con

dell’Auto Mutuo Aiuto” per far conoscere e diffondere

i suoi legami di solidarietà, gratuità, con il sostegno

questa bella e utile realtà.

affettivo fondamentale per la crescita ed il benessere della persona.

LA CONCILIAZIONE FAMIGLIA-LAVORO E LE POLITICHE FAMILIARI.

In questo però la famiglia va aiutata, sostenuta e accom-

Diventa inoltre necessario diffondere sempre più inten-

pagnata perché i genitori hanno meno sostegno quotidi-

samente e capillarmente, anche con la collaborazione

ano dai parenti, da altre famiglie, dalla comunità.

pubblico-privato, misure di conciliazione famiglia-lavoro

10

L’ABBRACCIO


(smart working, flessibilità in entrata e uscita, part time,

che la libertà di educazione è un valore fondamentale e

banca ore, welfare aziendale, estensione congedo di pa-

un diritto umano inviolabile sancito dall’art. 26 della Di-

ternità, asili nido anche aziendali, dopo-scuola e centri

chiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo “I genitori

estivi ecc.) per rendere più vivibili i ritmi della giornata e

hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzi-

dare più spazio alle relazioni.

one da impartire ai loro figli”, dalla Convenzione Europea

Aziende del territorio hanno messo in atto misure di

sulla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo “Lo

sostegno per le famiglie dei dipendenti e questa atten-

Stato, nell’esercizio delle funzioni che assume nel campo

zione è sempre più diffusa nella consapevolezza che ciò

dell’educazione e dell’insegnamento, deve rispettare il di-

crea benessere per il dipendente e per l’azienda.

ritto dei genitori di assicurare tale educazione e tale in-

Le politiche familiari di cui tanto si parla (ad esempio il fat-

segnamento secondo le loro convinzioni religiose e filoso-

tore famiglia, l’assegno unico per ogni figlio, gli asili nido

fiche” (art. 2 del Primo Protocollo Addizionale) e dall’art.

gratuiti ecc...) devono trovare una urgente, reale e concreta

30 della Costituzione Italiana che riconosce solo ai geni-

attuazione nel nostro Paese anche alla luce della grave de-

tori “il diritto – dovere di istruire i propri figli”.

natalità che viviamo in tutto il territorio nazionale.

Il nostro Paese deve arrivare a garantire alle famiglie una

LA SCUOLA

vera libertà di educazione, il diritto di scegliere l’istruzione

Un’interessante riflessione dovrebbe essere fatta anche

dei figli secondo i propri valori. Un diritto che deve essere

sui ritmi della scuola e le modalità di istruzione che sp-

garantito a tutti, anche ai meno abbienti.

esso non danno spazio di relazione tra i ragazzi a scuola e

Tenendo conto che i nostri figli passano gran parte del

rendono complessi i tempi di relazione in famiglia.

loro tempo a scuola, questo riconoscimento sarebbe

La presenza di dopo-scuola, spazi-studio, centri estivi è

davvero un sostegno fondamentale al compito educativo

importante anche per evitare la solitudine dei ragazzi più

dei genitori e alla crescita dei ragazzi.

grandi e richiede un’alleanza tra tanti soggetti tra cui scuole, famiglie, istituzioni, mondo sportivo, parrocchie, asso-

L’AGENZIA PER LA FAMIGLIA DEL COMUNE DI GENOVA

ciazioni, aziende ecc.

L’Agenzia per la famiglia del Comune di Genova in oc-

Parlando di educazione e istruzione, dobbiamo ricordare

casione degli Stati Generali dell’Educazione ha istituito un Tavolo delle Autorità sul tema dell’Educazione proprio con il compito di affrontare insieme le più importanti emergenze educative e costruire progetti per accompagnare i genitori nel loro bellissimo compito educativo. A questo Tavolo sono stati coinvolti Regione, Arcidiocesi di Genova, Università, Ufficio Scolastico Regionale, Coni, Asl 3, Questura, Prefettura, Tribunale di Genova Sezione Famiglia, Tribunale dei Minorenni. Ciascun rappresentante delle varie realtà ha messo a disposizione le proprie competenze e la grande passione educativa. In conclusione, la famiglia ha un primario compito educativo, sancito anche dalla nostra Costituzione, e in questo ruolo non è e non deve essere lasciata sola perché la crescita dei figli riguarda tutti noi e l’intera società. Non solo gli adulti devono occuparsi dei giovani ma gli stessi giovani, visti come protagonisti, devono prendersi cura ed essere un buon esempio per i più piccoli. Le relazioni e i legami devono tornare al centro della nostra quotidianità e possono davvero contribuire al benessere delle persone e alla bellezza di questo mondo e della nostra amata città! Simonetta Saveri, Responsabile dell’Agenzia per la Famiglia del Comune di Genova

L’ABBRACCIO

11


Il ruolo genitoriale e le nuove responsabilità di Stefano Garassino, Assessore alla Sicurezza, Polizia Locale, Immigrazione e Centro Storico del Comune di Genova

E

ssere genitore è il compito più difficile a cui

adolescenziale ed in particolare nell’ambito scolastico

sono chiamato ogni giorno; con i propri figli non

dove per la maggior parte delle persone il linguaggio

si può mai essere sbrigativi e non ci si può limi-

volgare assume uno stato di normalità e per essere ac-

tare a concedergli tutte le cose materiali che chiedono,

cettati bisogna adeguarsi agli standard. Ed è a questa

anzi molte volte per educare bisogna dire anche dei no.

età che si iniziano a consumare bevande alcooliche, e

I nostri figli ci osservano e quindi, per prima cosa, dob-

per i più deboli è facile entrare nel giro del consumo

biamo dare il buon esempio, non possiamo pretendere

della droga avvicinati da spacciatori senza scrupoli che

che crescano bene se noi ci comportiamo all’opposto.

li adescano regalando le prime dosi e poi rendendoli

La vita quotidiana è sempre più frenetica, e gli im-

schiavi, costringendo anche ragazzine a prostituirsi in

pegni della nostra agenda sempre più numerosi ci

cambio dell’ormai necessaria dose di droga.

portano a stare molto tempo lontano dalla famiglia

Il mio impegno come Assessore, ma ancor prima come

e quando arriviamo a casa siamo molto stanchi. Ed è

genitore, è rivolto al contrasto dell’uso di alcool e del-

proprio in questo momento che dobbiamo dimostrare

la droga con tutti i mezzi a disposizione. Per i giovani

quanto amiamo i nostri figli, dedicandoci a loro anche

ho intrapreso campagne di sensibilizzazione nelle scu-

se staremmo molto più volentieri seduti sul divano a

ole per portarli a conoscenza dei rischi derivanti dal

guardare la Tv. Domandiamogli com’è andata la gior-

consumo e dalla dipendenza di alcool e droghe, ma

nata, facciamo i compiti con loro, giochiamo con loro,

la responsabilità e la presenza dei genitori rimane co-

coccoliamoli. Essere genitori responsabili comporta

munque determinante per raggiungere l’obbiettivo.

molta fatica, bisogna seguirli in tutte le fasi della cresci-

Concludo rivolgendo un pensiero per tutti i ragazzi che

ta ed essere presenti; l’assenza genitoriale porta spesso

non hanno più la famiglia o che pur avendone una non

a vivere rifugiandosi nel branco o nella solitudine della

si cura più di loro: auguro a questi ragazzi di trovare nel

propria stanza con il cellulare o con dei videogiochi, en-

loro cammino delle brave persone e dei buoni educatori

trambi comportamenti estremi e dannosi.

che si occupino di loro aiutandoli a crescere per diven-

Le cattive frequentazioni iniziano specialmente nell’età

tare un domani dei buoni cittadini e dei buoni genitori.

12

L’ABBRACCIO


La responsabilità genitoriale nel III millennio di Cinzia Leone, pedagogista, Presidente Associazione Nazionale Pedagogisti Italiani della Sede Liguria

L’

articolo dell’avvocato Galluzzo, su Il Sole 24

• crescere in famiglia;

ore del 15 marzo 2018, è utile ad introdurre al-

• mantenere rapporti significativi con i parenti.

cuni riferimenti legislativi sul concetto di “re-

È interessante notare che questo decreto legislativo

sponsabilità genitoriale”, dai quali non si può prescin-

non prevede più un termine certo di tali obblighi

dere per cercare di comprenderne il significato che ha

(prima fissato dall’art. 316 c.c. al compimento della

oggi.

maggiore età dei figli o alla loro emancipazione). Ora

Sappiamo che progressivamente, negli anni successivi

la cura che il genitore deve prestare al figlio, anche

alla riforma del 1975, si è passati da una visione patriar-

riguardo all’obbligo di mantenimento, prosegue fino

cale, autoritaria, adulto-centrica della famiglia, in cui il

al conseguimento dell’indipendenza economica (Cas-

padre esercitava i suoi diritti sulla prole, oltre che sulla

sazione 9 maggio 2013, n. 11020) che, nel III Millennio,

moglie, ad una visione in cui il potere dei genitori, ricon-

se mai si raggiunge, avviene ben oltre la maggiore

osciuto analogo, doveva essere esercitato nell’interesse

età.

dei figli e della loro tutela. Il termine di “patria potestà”,

Il D.Lgs. 154/2013 specifica anche i doveri dei figli

che fa riferimento esclusivo alla figura paterna, è sosti-

nei confronti dei genitori che, rileggendoli, appaiono

tuito da quello più ampio di “potestà genitoriale”.

anacronistici non perché in contrasto con le esigen-

È poi con il regolamento europeo n. 2201/2003, la L. 10

ze attuali ma perché lontani dalla realtà di oggi. Essi

dicembre 2012 n. 219 e il D.Lgs. 154/2013 che si passa

sono:

ad un diverso concetto che regola la relazione genitori-

• rispettare i genitori;

figli: la “responsabilità genitoriale”. Superando la concezione di “potere genitoriale” nei confronti dei figli, la nuova terminologia sottolinea l’esigenza di cura e di attenzione da prestare loro, e quindi pone enfasi sugli obblighi di entrambi i genitori, indipendentemente dalla natura, giuridica o di fatto, del vincolo che li lega. L’art. 317 c.c. specifica poi che la responsabilità genitoriale di entrambi non cessa neppure a seguito di separazione o annullamento del matrimonio. L’esercizio della responsabilità genitoriale è regolato in tali casi dagli artt. 337 bis e seguenti del codice civile. Anche nell’ambito della crisi familiare, indipendentemente dal tipo di affidamento mono-genitoriale o condiviso, la responsabilità genitoriale deve dunque essere esercitata da entrambi.

• contribuire, in relazione alle proprie capacità, alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia finché convivono con essa; • l’obbligo di risiedere presso la casa dei genitori. È interessante notare che a livello legislativo non esiste una reale definizione di responsabilità genitoriale per scelta del legislatore, nella consapevolezza che tale nozione debba essere riempita di contenuti con l’evoluzione socio-culturale dei rapporti genitori figli. Che cosa significa quindi essere genitori responsabili nel III Millennio? E poi i genitori sono responsabili di cosa? Nella mia pratica professionale di pedagogista, esperta in processi educativi e mediatrice familiare, da

Quali sono i doveri dei genitori? Nel D.Lgs. 154/2013 tro-

circa 20 anni lavoro con i genitori per aiutarli a sentir-

viamo scritto che i figli hanno diritto a:

si e ad essere più efficaci nella relazione con i figli.

• essere mantenuti, educati, istruiti e assistiti moral-

Nel ruolo di responsabile dell’area pedagogica del

mente dai genitori, nel rispetto delle loro capacità,

Centro medico psicologico pedagogico LiberaMente

inclinazioni naturali e aspirazioni;

incontro numerose famiglie che chiedono supporto

L’ABBRACCIO

13


alla genitorialità quando si sentono in difficoltà nella

in alcuni casi, impegnandosi ad affrontare anche gli

relazione con i loro figli: bambini, adolescenti o gio-

“scheletri” chiusi da tempo negli armadi, perché di-

vani adulti. Da molti anni sostengo i genitori con col-

ventare genitori significa, consciamente o inconscia-

loqui sia di coppia, sia individuali, sia familiari e con

mente, riaprire il cassetto dei ricordi e dei vissuti del

gruppi espressivi.

rapporto con i propri genitori.

In ambito penale minorile, come responsabile peda-

La difficoltà di diventare genitori responsabili è de-

gogica del Servizio di Progettazione Educativa per

terminata anche dalla necessità di impegnarsi a con-

Minori ai primi reati (S.P.E.M.), da oltre tredici anni mi

oscere (informandosi) e a riconoscere (vivendo in

occupo di minori che hanno commesso reato e dei

modo empatico la relazione) i bisogni dei figli, che

loro genitori, spesso disorientati da quanto accaduto,

cambiano nelle diverse fasi di sviluppo, senza tras-

collaborando con il Circolo Vega, l’Ufficio Servizi So-

curare quelli personali e quelli del partner, e ricord-

ciale per Minorenni, il Centro di Prima Accoglienza,

ando che anche i bisogni dei genitori possono cam-

la Prefettura, i Servizi per le Tossicodipendenze e gli

biare nel tempo, soprattutto dopo l’arrivo dei figli.

Ambiti Territoriali Sociali del Comune di Genova.

Se acquisita, la responsabilità genitoriale rimane una

Nell’ambito del progetto La Barchetta Rossa e la Ze-

competenza delicata e instabile, che può subire alter-

bra - che prevede numerose azioni coordinate a sup-

azioni nella complessità degli eventi della vita, quali

porto dei bambini in fascia di età 0-6 anni, con un

la presenza in famiglia di lutti, malattie, problemi eco-

genitore in stato di detenzione presso le Case Cir-

nomici, difficoltà nella relazione di coppia, ecc.

condariali di Marassi o di Genova-Pontedecimo - seg-

Altro fattore di complessità del concetto di respon-

uo, con colloqui e gruppi espressivi, genitori detenuti.

sabilità genitoriale è che essa, nella sua forma pi-

Con loro il focus delle attività consiste nel promuo-

ena, si realizza attraverso la relazione tra i genitori,

vere la libera espressione sul tema dell’essere genitori

inevitabilmente modificata dall’arrivo dei figli stessi,

e dell’esserlo nella situazione critica della detenzione,

che possono mettere in discussione le basi su cui la

nonché nel rafforzare le competenze genitoriali at-

coppia sino ad allora si è fondata. A ciò si possono

traverso un contatto con pensieri ed emozioni rela-

aggiungere interferenze delle famiglie di origine, in

tivi alla relazione o alla mancata relazione con i figli.

particolare quando queste faticano a riconoscere e a

L’obiettivo, dunque, è l’empowerment genitoriale

rispettare il nuovo ruolo genitoriale dei figli.

come risorsa per le relazioni familiari sia durante la

La responsabilità genitoriale si esplica anche attra-

detenzione, sia nell’ottica futura del rientro a casa.

verso il coraggio di aiutare i figli, compresi quelli pic-

Come pedagogista, attraverso le diverse esperienze

coli, a comprendere il mondo che li circonda, dando

professionali di questi anni, ho costruito l’idea che la

loro sempre informazioni vere, tarate alla loro età,

responsabilità genitoriale sia anche la capacità work

anche quando ciò significa comunicare situazioni

in progress dei genitori di occuparsi dei figli modu-

difficili e complesse che li riguardano perché inter-

lando, nelle diverse fasi di vita, la loro posizione af-

essano la loro famiglia, quali ad esempio i reali mo-

fettiva (nel senso di vicinanza/distanza nella relazi-

tivi della separazione dei genitori, la carcerazione, la

one con i figli) e l’espressione delle loro emozioni

malattia mentale o fisica, la dipendenza da droghe o

(che vanno conosciute, riconosciute, consapevoliz-

alcol, il lutto di un genitore o di una persona signifi-

zate, gestite, prima di poterle usare in modo funzi-

cativa per il figlio. (A riguardo segnalo un corso che

onale). Queste capacità sono necessarie per educare

è stato per me prezioso di Marco Chistolini: “Parlare

i figli, per metterli nelle migliori condizioni possibili

ai bambini con difficili storie familiari”, organizzato in

per esprimere le loro potenzialità e per sviluppare gli

più edizioni dall’Istituto degli Innocenti di Firenze).

strumenti necessari a far fronte alle difficoltà della

Nel III Millennio la responsabilità genitoriale tende ad

vita. L’obiettivo è renderli autonomi e capaci di vivere

essere confusa con il desiderio dei genitori di vedere i

senza dipendere da altri o altro.

figli felici; ciò li spinge troppo spesso ad accontentarli.

In questi termini la responsabilità genitoriale non è

Le scelte della famiglia oggi sono prevalentemente

certo una capacità innata. Le persone che diventano

indirizzate a ciò che vogliono i figli: dove, come, con

genitori, responsabilmente possono allenarsi durante

chi si trascorrere il tempo libero, cosa guardare alla

tutta la vita ad essere “sufficientemente buoni” (Don-

tv, come spendere i soldi, cosa mangiare. I genitori

ald Winnicot), cercando di superare i propri limiti e,

sempre più spesso sono portati a coinvolgere i figli

14

L’ABBRACCIO


(anche molto piccoli) nelle decisioni che dovrebbero

contenuti, bambini e adolescenti, anche se in modo

essere della coppia genitoriale, poiché espressione

diverso, con le loro continue sollecitazioni verso i

della loro responsabilità.

genitori provocano a volte vere esplosioni di rabbia

C’è poi chi è abituato a mediare alle incalzanti richi-

da parte degli stessi adulti, i quali provano poi sensi

este dei figli, come strada alternativa da seguire

di colpa che li rendono ancora più confusi e incoer-

anche quando si è convinti che non si debba assec-

enti nelle comunicazioni successive con i figli.

ondarli, per non doverli vedere tristi e arrabbiati. I

Come la relazione di coppia può incidere anche in

bambini soprattutto a casa diventano ingestibili per-

modo significativo sulla capacità di essere genitori

ché le regole, e quindi i limiti, non possono essere chi-

responsabili, anche le dinamiche genitori-figli pos-

ari e fermi se i genitori, in balia delle proprie emozioni

sono avere forti ripercussioni sulla coppia genitoriale

presenti o passate, non si sentono in grado di reggere

e sulla loro capacità di accordarsi sulle regole edu-

le reazioni dei figli, piccoli o grandi che siano. La rab-

cative e sui comportamenti educativi funzionali alla

bia dei figli aumenta così già durante l’infanzia. Non

crescita dei figli.

L’ABBRACCIO

15


Il cuscino è... intelligente? di Nicoletta Vaccamorta, pedagogista CEIS Genova

“…Bébé Confort ha sviluppato il

zio o fratello più grande che ti teneva stretto e ti faceva

cuscino intelligente e-Safety che rileva

guardare fuori e poi stanco ti addormentavi e ti svegli-

la presenza del bambino e avverte

avi sudato e chiedevi: “Siamo arrivati ??” Una volta nel

se il bambino è stato lasciato da solo

massimo della trasgressione ti mettevi in ginocchio gi-

all’interno del veicolo sul seggiolino auto. Il dispositivo dialoga attraverso l’applicazione disponibile gratuitamente per IOS e Android e il genitore/tutore viene avvertito tramite una notifica di allarme sonora nel caso in cui si allontani dall’auto lasciando il bambino seduto sul

rato verso le macchine dietro e facevi le boccacce ai guidatori che ti rispondevano con un sorriso o con facce ancora più strane. Una volta si viaggiava, e forse ci si spostava meno in città, i percorsi forse erano più lenti benchè più lunghi, e c’era meno traffico, e si era più attenti, ed era meglio quando si stava peggio etc… Ma il

seggiolino. Nel caso in cui il genitore/

tempo di ora è il tempo di adesso e dobbiamo cavarce-

tutore non risponda all’avviso, viene

la con quello che abbiamo e con quello che siamo. Ecco

inoltrato un messaggio SMS di allarme ad

appunto, ma cosa siamo oggi? Che tipo di adulti siamo?

una lista preinserita di contatti contenente

Perché un cuscino deve essere più intelligente di me?

la posizione GPS dell’auto…” (da Internet)

L’intelligenza ha a che fare con la responsabilità? E quando possiamo affermare che un genitore diventa ir-

O

ltre alle partenze intelligenti, ora avremo anche il cuscino “intelligente”, oggetto collegato al seggiolino “antiabbandono”.

La legge la conosciamo e sta per entrare concretamente in vigore, ma le ultime notizie affermano che forse manca la stoffa, ovvero materiale che sia certificato. A parte questo, in realtà tutto sembra pronto. Nel frattempo che si cerca la stoffa certificata, i genitori potranno imparare a scaricare l’app a fare prove per connettersi tramite bluetooth, avviare il sistema, capire come richiedere parte del rimborso, scegliere il colore e informarsi sulla federa del cuscino che fortunatamente è lavabile. Alla voce “seggiolino antiabbandono”, si leggono le istruzioni e le modalità di funzionamento, si leggono i passaggi per scaricare l’app, e si avverte la complicanza di un sistema tecnologico che da semplice è diventato complesso e da complesso vuole passare per semplice. Si conceda allora quello che adesso non si può più fare ossia un po’ di retorica sui tempi che furono. Una volta…una volta bastava girarsi e dire: “Tutto bene bambini? Si parte! Mi raccomando niente briciole, giù i piedi e tenetevi forte. E non si urla!!!” Una volta …ti avvolgevano in coperte per lunghi viaggi, incastrati tra valigie e borse con il cibo per tre giorni Una volta …da piccolo piccolo, ti trovavi in braccio di qualche nonno

16

L’ABBRACCIO

responsabile? Che parametri usiamo per giudicare? Difficile rispondere perché in molti casi un genitore fino ad un certo giorno è definibile responsabile e irreprensibile e il giorno seguente potrebbe anche essere falciato dai giudizi come persona indegna e inetta al mestiere di genitore. Lo spazio del cambio di giudizio è quello dell’amnesia del black out che pone distanza tra se e l’altro e che annulla azioni quotidiane e le cambia, o le cambia perchè le annulla. Difficile giudicare, e poi, perché farlo? Chi sono i genitori responsabili? Si deve fare un elenco? Un promemoria di elementi e vedere chi ci rientra completamente? Parlando di responsabilità non si può fare a meno di guardare al suffisso, presente nel termine francese, in quello inglese e anche nel distante da noi, tedesco. Il suffisso “re” è fondamentale. Banale dire che il suffisso lo differenzia dal verbo “spondere” quale “promettere”, “garantire”, “assicurarsi”, “obbligarsi”. Il suffisso conferma che l’azione, l’agire, il parlare è in funzione di un altro che innanzitutto deve essere riconosciuto. In breve, se non riconosco l’altro non agisco responsabilità. Si può ancora discutere di una legge che riconosce l’esistenza di un problema di un genitore che si sconnette alla routine e dimentica parte di sè in macchina ma che propone in primis una soluzione tecnica ad un problema emotivo? Non si vuole giudicare nessuno anche perché laddove c’è una perdita di un figlio


sappiamo che ogni parere potrebbe essere negato o

vano a figli bramosi di modelli e degni di stimoli e con-

avere al contempo un’alta valenza. Si dà con una legge

ferme. Ad oggi la modalità di morire degli adulti è quel-

una risposta concreta e quantificabile in termini econ-

la di nascondersi dietro le certezze, i copioni ripetuti e

omici perché connessa ad un obbligo di acquisto. Si

le dinamiche familiari fisse che prevedono ripetizioni di

fanno leggi che comportano una spesa ma si attivano

dialogo e azioni a specchio, pur di non tradire modelli

poche strategie preventive per agire sullo stato di

anche se disfunzionali. Il sistema obbliga in termini di

malessere familiare che comporta agiti di diverso ge-

legge a comprare un seggiolino per essere a norma, ma

nere. Un frate Francescano in un omelia domenicale, a

non educa alla gestione del tempo libero, alla sal-

proposito della genitorialità, aveva usato, moltissimi

vaguardia della salute prima di tutto, non promuove

anni fa, una definizione: “figli orfani di genitori in vita“

strategie per evitare che genitori si trovino intrappolati

riferendosi a quegli adulti che non guardavano più al

nel traffico di se stessi e dei propri pensieri. Di recente

futuro, spenti nei doveri e vuoti di valori e che nuoce-

abbiamo lavorato con una collega in una scuola, e un

L’ABBRACCIO

17


semplice sondaggio ad uso interno faceva emergere

cientemente fisso e ben pagato è giusto compensare

come definizione di sè, tra i bambini la parola “stanco”

con altro, e quindi essere disponibile, sempre. Si dice

come la più scelta. La riflessione molto semplificata che

“lo faccio per i figli” e i figli fanno i corsi di ginnastica e i

ne abbiamo fatto era relativa alla stanchezza dei geni-

corsi di inglese, e poi vanno a musica e a calcio alla do-

tori o delle famiglie che stanno disimparando a stare

menica e lo fanno per i genitori, perchè usa cosi. Tutti

fermi, a momenti di sano vuoto e pause o intervalli. Il

fanno per altri senza chiedere agli altri cosa vogliano

tempo libero diventa tempo occupato e i genitori e i

veramente. È difficile per un bambino o un adolescente

figli si accomunano in performance dove è percepito

chiedere al proprio genitore, “Cosa ti aspetti da me?”;

come migliore chi fa tante cose. Il tempo non basta e le

ma un genitore responsabile invece a sè stesso lo deve

cose si accumulano, dai piatti nel lavandino alle riunioni

chiedere. È già importante capire i propri limiti e i punti

in ufficio, dai pensieri che ingombrano il cervello alle

di forza, capire che spesso si sbaglia, accettare di non

preoccupazioni per parenti vicini o lontani. Il lavoro

essere infallibile ed esatto, come un algoritmo di un

chiama e viene per primo e se non ne hai uno suffi-

app. I suggerimenti forniti per evitare di cadere nella

18

L’ABBRACCIO


possibilità di amnesia temporanea e black out, sono im-

livelli diversi, stati emotivi differenti, creare differenze e

mediati, fruibili, diffondibili sulla rete, il che non li rende

confermare valenze diverse per tempi spazi e investi-

per forza efficaci. A livello di prevenzione e di sistemi

mento. È difficile ed è un esercizio costante, ma si può

preventivi, il passaparola e le buone prassi apprese e

imparare attraverso il confronto con altri, il sostegno

confrontate tra pari si pongono come di gran lunga più

reciproco ad una buona genitorialità, che contempli i

efficaci di altri sistemi come l’informazione, gli spot o

piccoli errori quotidiani. Questi possono essere com-

l’utilizzo di personaggi famosi. Efficace diventa qualco-

pensati da cura, controllo e contenimento, in ogni fase

sa che è condiviso da chi è immediatamente vicino per-

della vita. Se pensiamo al bambino piccolo la cura è es-

chè ha a che fare con modalità che creano alleanze

ercitata dal contatto fisico quotidiano che facilita il ri-

confermando coalizioni per qualcosa, a favore di un

conoscimento del figlio, perchè vestire un bambino, la-

buon sistema di vita che porti benessere ed eviti disagi.

varlo, sistemarlo, prevede un contatto. La qualità del

Sarebbe un passo avanti sostenere costanti aiuti per la

contatto, la modalità delle azioni, la gestualità confer-

gestione familiare che contenga livelli di stress. Questi

mano un esserci reciproco fatto di spazi e tempi. Il tem-

portano soggetti più a rischio ad agiti drammatici che

po e la qualità del gesto nei confronti di un bambino

spaccano anime e corpi in maniera tanto improvvisa

crea una memoria reciproca istintiva e antica, che con-

quanto irreversibile. Il vuoto di memoria transitorio è

cede valenza alla relazione. Il controllo prevede che ci

così breve che può avere conseguenze drammatiche

sia un tempo oggettivo e uno spazio emotivo per verifi-

lunghe, può e deve essere prevenuto. Diciamoci perchè

care e guardare, e il recarsi nella stanza e chiamare il

non possiamo affidare tutto ad un App; perchè qualcu-

nome del figlio è la conferma del “non sei solo”. Il con-

no ci potrebbe credere completamente e pensare che

tenimento è la rassicurazione allo sconforto, la con-

un App sia risolutiva di tutti i problemi e di tutte le frus-

solazione per la rabbia o il dolore; è agire la responsa-

trazioni quotidiane. Il dispositivo dialoga attraverso

bilità genitoriale come riferimento, punto di appoggio

l’applicazione, ma noi non sappiamo conversare tra noi

da dosare nel tempo. Nel percorso di crescita la re-

e i nostri figli, e non ci assumiamo la responsabilità di

sponsabilità genitoriale agisce come se si controllasse

attivare una nostra personale App che ci ricordi che

sempre in uno specchietto retrovisore e si sapesse ri-

guardare il figlio e attivare la conversazione è la cosa

conoscere il momento in cui è necessario parlar, o can-

più semplice e logica che si possa fare in macchina o a

tare o giocare per sdrammatizzare e passare il tempo

tavola, a qualsiasi età. Oltretutto non c’è bisogno del

del viaggio. Da piccoli sono nei seggiolini, controllabili

bluetooth. Il collegamento con un figlio può essere di-

e il seggiolino antiabbandono mi aiuta nei momenti di

retto e lo stiamo dimenticando. Si pongono sempre più

maggiore disagio personale, agisce come genitore tec-

mediatori tra noi e i figli e se il dispositivo viene a man-

nologico sostitutivo anche se per un momento, a com-

care, perdiamo le nostre funzioni, smarriti, senza possi-

pensare la distrazione di un attimo che potrebbe essere

bilità di accesso naturale. Attenzione quindi alla qualità

fatale. Quando i figli crescono agisco la responsabilità

del contatto al tipo di sguardo e al tono della voce. Se

agendo da punti di vista differenti. Lo specchietto lo

perdiamo questo, non c’è App che ci salvi! I sintomi

devo si deve posizionare per vedere il figlio da più an-

premonitori di possibili amnesie sono riconoscibili, trat-

golazioni e tenere bene le mani sul volante perché co-

tabili, e avere cura dei non funzionamenti e ammettere

munque devo condurlo, almeno per un pezzo. Devo as-

fatiche, confusioni, e stati emotivi pesanti, è possibile e

sicurarmi che abbia la cintura non solo perchè è la

fattibile. La responsabilità genitoriale in primis allora è

legge ma per confermare il senso del limite, e devo ca-

quella di prendersi cura di sè stessi che prevede di ri-

pire dallo sguardo quando parlare ma soprattutto

conoscersi e quindi di agire per se e per chi e vicino.

quando stare zitto, e guardando il figlio che non ha più

L’amnesia ha a che fare con le distanze e i vuoti di con-

il ciuccio in bocca ma la macchina è la stessa e io guido

tenuti emozioni e azioni. Lo spazio nel cervello si sgom-

allo stesso modo, immaginare che il figlio si slacci la

bra di alcuni pensieri e si ingombra di altri, il cervello fa

cintura, non sempre per trasgredire alla regola ma

un errore pensando di fare bene. Lascia libero dello

anche per scendere dalla nostra macchina e cambiare

spazio per riempirlo di altro, così bene che occulta tut-

anche la strada. Se andiamo avanti non ci sarà un App

to il resto. Una economia sbagliata che comporta azioni

che ci avverte, dovremmo esser cosi sensibili nel lasci-

sbagliate. Il problema non è sgombrare la mente ma

arlo andare o aspettare che torni indietro, magari ha di-

connettere ciò che si ha in una modalità differente, con

menticato la felpa.

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