L’ABBRACCIO n95 Rivista trimestrale di informazione del CEIS Genova
2019
Accoglienza e Sicurezza
Editoriale di Enrico Costa ........................................................... 3
Accoglienza è sicurezza, se si costruisce insieme il coabitare di Padre Camillo Ripamonti ...........................................................4
Accoglienza e sicurezza? Parliamo prima di migranti... di Nello Scavo ........................................................... 7
Il Decreto Sicurezza. Diritti dei singoli e politica dell’immigrazione di Francesco Mazza Galanti ........................................................... 9
Accoglienza e sicurezza, al di là degli stereotipi di Elena Fiorini ..........................................................12
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La falsa sicurezza di Erica Manna ..........................................................14
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Direttore responsabile Silvano Balestreri Caporedattore Alessandro Censi Buffarini In redazione Elisabetta Aicardi, Agnese Schiaffino Hanno collaborato Padre Camillo Ripamonti, Nello Scavo, Francesco Mazza Galanti, Elena Fiorini, Erica Manna Direzione e redazione ASS. CENTRO DI SOLIDARIETÀ di GENOVA Via Asilo Garbarino, 6 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002
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una persona non confronta se stessa negli occhi e nei cuori degli altri, scappa. Fino a
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che non permette loro di condividere i suoi segreti, non ha scampo da questi. Timoroso di essere conosciuto né può conoscere
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se stesso né gli altri, sarà solo. Dove altro se non nei nostri punti comuni possiamo trovare un tale specchio? Qui insieme una persona può alla fine manifestarsi chiaramente a se stessa non come il gigante dei suoi sogni né il nano delle sue paure, ma come un uomo parte di un tutto con il suo contributo da offrire. Su questo terreno
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noi possiamo tutti mettere radici e crescere
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non più soli come nella morte, ma vivi a noi stessi e agli altri.
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L’ABBRACCIO
Loano
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Editoriale di Enrico Costa
L
La pace è una conquista? La pace si impone?
vita individuale; e guardando anche alla spiritualità
È assurdo usare il termine “conquistare”, tipico
dell’esistenza si scopre che anche lì le regole sono
della guerra, o il termine “imporre”, tipico del
presenti.
governare, per descrivere il modo di raggiungere la
Non bisogna dunque avere paura delle regole e tanto
pace; invece si sente dire così tanto nella politica e nel
meno non devono essere demonizzate; le regole sono
sentire comune che per raggiungere la pace ci vuole la
preziose; ovviamente il contenuto delle regole è quello
mano energica dell’ordine pubblico; altrettanto si sente
che definisce il loro valore.
dire che la sicurezza è un obiettivo primario.
In pratica sia la spiritualità che il vivere comune ci
Eppure la nostra civiltà bi-millenaria e i principi su
dicono che la convivenza pacifica, il vivere insieme in
cui noi siamo guidati ci dicono che la pace è una
armonia, sono la conseguenza di una propensione al
conseguenza
rispetto verso l’altro, all’accoglienza, alla fratellanza,
della
fratellanza,
dell’amicizia,
della
solidarietà, della carità.
cioè alla carità nel senso più esteso del termine.
Ce lo dice la storia e ce lo dice in modo molto più
L’insieme
esplicito la spiritualità cristiana nelle parole antiche e
accoglienza, rispetto dell’altro e del voler bene a se stessi,
tremendamente attuali di Sant’Agostino, tanto quanto
con regole che interpretino questi sentimenti, porta alla
gli esempi moderni, dalla Caritas a S. Egidio, dalle
pace e crea automaticamente quel sentimento di felicità
chiese non cattoliche alle altre religioni che si spendono
e di sicurezza che ognuno di noi cerca per la propria vita.
per la pace.
Questa è la scommessa nobile su cui anche molti grandi
Ce lo dice anche l’esperienza ogni volta che guardiamo
dell’era moderna, da Gandhi a Martin Luther King, si
alla vita di comunità, e alla convivenza in gruppi che
sono spesi fino al martirio.
hanno identità ideali e di valori che sono accompagnati
Coniugare sicurezza con accoglienza, regole con carità,
da regole, regole virtuose.
può apparire una contraddizione, ma in effetti è così
Le regole sono importantissime, non si può prescindere
facile e certamente vale la pena impegnarsi al massimo
da regole tanto nella vita comunitaria quanto nella
quando il risultato è la pace.
di
carità,
interpretata
come
fratellanza,
L’ABBRACCIO
3
Accoglienza è sicurezza, se si costruisce insieme il coabitare di Padre Camillo Ripamonti – Gesuita, Presidente del Centro Astalli
D
a sempre i cittadini hanno espresso a chi,
e lontana. Ma piuttosto alcune forze politiche hanno
di volta in volta, li ha governati il bisogno
approfittato di questa situazione cavalcando e
di essere protetti, di vivere in pace. Eppure
alimentando
la
paura,
trovando
nell’immediato
oggi, sembra esserci qualcosa di più, qualcosa di
soluzioni
diverso, non solo in questo bisogno legittimo, ma nel
che stiamo vivendo. La sicurezza è divenuta allora
modo in cui esso viene affrontato.
argomento principe di ogni discorso politico sulle
A fianco di questo bisogno, sembra farsi strada
migrazioni e sull’accoglienza, affrontato non in modo
nelle nostre società un sentimento sempre più
coraggioso e tantomeno realistico e lungimirante,
diffuso, quello della paura. Essa è reazione a
ma associando spesso sicurezza e migrazioni quasi
quella situazione di precarietà e di instabilità che
a farne sinonimi, giungendo a screditare in modo
abbiamo vissuto negli ultimi anni, ma in generale
indiscriminato chi fa solidarietà e fugge da queste
a quei cambiamenti che investono il nostro mondo
schematiche rappresentazioni. Si è preferito opporre
globale e che ci spingono a pensare: «Non capisco
accoglienza e sicurezza (meno arrivi, più muri)
più il mondo nel quale vivo». Il nostro modo di
invece di avere il coraggio di dire che si è più sicuri
esserne parte deve essere ogni giorno ricompreso.
accogliendo meglio, con un progetto di accoglienza
Questo crea ansia per il presente e ancora di più
integrata.
per il futuro. Spesso la paura si impadronisce di noi:
Ci sembra infatti che la paura possa essere affrontata
paura del terrorismo di matrice integralista, paura
in altro modo. Innanzitutto non sottovalutandola,
di perdere la nostra identità e la nostra posizione
neppure sopravvalutandola oltre misura, ma dandole
sociale, paura di essere compresi nel numero degli
il giusto peso. La paura che chiede protezione e
esclusi. Questo ci spinge piano piano - in parte si
sicurezza non si risolve armandosi e chiudendo
è già realizzato - a dare un volto a questa paura:
frontiere, costruendo muri e criminalizzando la
il volto dei migranti e dei rifugiati, quel volto che
solidarietà e l’accoglienza. Non ci sarà mai una
da sempre ha costituito un elemento di instabilità
porta così blindata da metterci veramente al riparo
nel contesto sociale. L’altro, lo straniero, prima
o un muro così alto da tenere lontano qualcuno
lontano ora diviene vicino, me lo trovo accanto,
che sembra minacciarci, neppure armare la mano
nella sua incommensurabile differenza. Il bisogno
dei cittadini, anche fosse per legittima difesa, ci
di essere protetto si fa pressante, la paura generata
farà sentire più al sicuro. Occorre invece affrontare
dall’instabilità del presente si fa reale nel volto di
la paura e il bisogno di sicurezza nell’unico modo
colui che è altro da me.
possibile, attraverso la conoscenza e l’incontro tra
Da questo si origina l’utilizzo strumentale di questa
persone. Dopo quasi un ventennio di progetti con
paura, che sempre più spesso viene fatto. Più che
i ragazzi delle scuole secondarie, abbiamo avuto
comprendere
di
modo di sperimentare che l’incontro con un rifugiato
capirne le ragioni, si è preferito farla diventare mezzo
a scuola vince la paura e apre la strada per relazioni
per muovere il consenso e motore per legittimare
rinnovate. I ragazzi abbandonano i pregiudizi che si
scelte politiche. Non si è risposto ai bisogni di
sono formati negli ambienti di vita di ciascuno di loro
quella fascia consistente di popolazione che si è
e l’incontro, che facilita l’ascolto e la comprensione,
sentita trascurata, in balia degli eventi e sempre più
apre la via all’atteggiamento di gran lunga più
incompresa da un élite culturale, politica e religiosa
importante: la capacità di mettersi nei panni degli
4
L’ABBRACCIO
le
sue
componenti,
cercando
semplicistiche
ai
fenomeni
complessi
altri, condividendone le gioie, i dolori, i desideri e gli
Paese. Accogliere non è solo questione di spazio
ostacoli. Coloro che abbiamo di fronte sono uomini e
fisico. Ecco perché non è solo creando un luogo
donne. Nell’accoglierci e nel relazionarci custodiamo,
adatto all’accoglienza che le persone si sentiranno
gli uni per gli altri, la reciproca umanità. Lo sguardo
vicendevolmente al sicuro. Episodi di scontro sociale
che abbiamo sull’altra persona fa verità su di lui o
nelle nostre periferie lo dimostrano chiaramente.
su di lei ma anche su di noi. Posso trattarlo come un
A prescindere dal fatto che molto spesso questi
oggetto ed essere trattato allo stesso modo, vederlo
avvenimenti
come un nemico e di conseguenza essere visto come
qualcosa di più profondo. Fare spazio in un quartiere
tale, oppure posso scambiare con l’altra persona
a una famiglia straniera, a una famiglia rom, ma direi
uno sguardo di compassione, di partecipazione
in generale a una famiglia non autoctona, implica
alla sua vita e lui alla mia. Accogliere è custodirsi
un percorso che non può essere dato per scontato.
reciprocamente, è prendersi cura vicendevolmente,
Co-abitare è un fare spazio che fa esistere l’altro
è relazionarsi come compagni di un cammino. Io
nella sua differenza. Accolgo persone nella mia
non accolgo solo una o più persone nella mia casa,
vita nello stesso modo in cui io vengo accolto nella
nella mia parrocchia, nella mia comunità religiosa,
loro. Questo gesto reciproco è fondamentale per
nel
fare della integrazione un percorso non univoco.
mio
Comune,
nella
mia
Regione,
nel
mio
sono
strumentalizzati,
tuttavia
L’ABBRACCIO
c’è
5
Relazionarsi in un atteggiamento di reciprocità
uno sguardo progettuale sulle nostre città, dove
significa dire a chi ho davanti che la sua storia, la
le periferie divengano il centro di politiche sociali
sua cultura, la sua religione è importante per me
che sappiano farsi carico dei problemi reali di tutti:
perché mi parla di lui o di lei, come persona, nella
salute, casa, lavoro, educazione, con la certezza
differenza che ci appartiene. Il dialogo ci permette
che la rimozione delle disuguaglianze è motore di
di non perdere di vista l’obiettivo comune: andare
crescita. Si creeranno così comunità solidali dove
oltre lo stare giustapposti ed essere cittadini di
la preoccupazione è non lasciare indietro nessuno
un’unica comunità di vita.
indipendentemente dal colore della pelle, dalla
Ecco che accogliere è sicurezza, se e solo se si ha
religione e dalla provenienza, perché tutti hanno il
il coraggio di uscire dalla propaganda per guardare
diritto di essere felici, nessuno escluso.
alla vita delle persone, di tutte le persone, con
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L’ABBRACCIO
Accoglienza e sicurezza? Parliamo prima di migranti... di Nello Scavo – giornalista editorialista Avvenire
C
om’è
possibile
movimentare
ogni
giorno
dall’Oim dall’inizio dell’anno sono 999. Dal 2014
migliaia di persone, percorrere impossibili
l’agenzia Onu ha registrato 31.947 morti.
rotte desertiche, attraversare confini polverosi,
Eppure non è di questo che si discute nei consessi
raccogliere e trasferire denaro, fornire carburante alle
internazionali. Le vite a perdere non valgono un barile
centinaia di mezzi di trasporto, ottenere i lasciapassare,
del petrolio che le potenze regionali e le assetate
governare i centri di raccolta e poi gestire la flotta per il
economie avanzate si contendono. Ma loro, i migranti,
viaggio via mare - per molti l’ultima tappa in ogni senso
in un modo o nell’altro tornano a bussare alle nostre
- e tutto questo senza dare nell’occhio?
coscienze. Da vivi. E anche da morti.
Secondo il governo italiano il business dei migranti è
Alle volte li restituisce il mare. Altre vengono scoperti
stato interrotto dalla chiusura dei porti. In realtà non
per
solo i porti rimangono aperti, soprattutto ai cosiddetti
semisepolti dalla sabbia, spolpati dalle iene. Un
“sbarchi fantasma”, oggi siamo molto meno sicuri che
migrante ha un solo modo per vivere, e molti per
in passato. I trafficanti, infatti, hanno solo modificato le
morire. Se sopravvivi al Sahara, se scampi ai lager in
rotte tornando a fare pressione sulla Spagna attraverso
Libia, se alle spalle ti sei lasciato il Mediterraneo, solo
le coste tunisine. Nella penisola iberica gli sbarchi sono
allora è fatta. Le colonne di migranti che risalgono il
triplicati, quasi del tutto compensando la contrazione
deserto non sanno nulla delle mutevoli tempeste di
verso l’Italia, lasciando sostanzialmente invariato il
sabbia nei fortini della politica. I fuoristrada dell’Oim,
beneficio economico per i boss della tratta di esseri
l‘Organizzazione mondiale delle migrazioni Onu, in
umani.
Niger hanno fatto in tempo, poche settimane fa, a dare
In mare, però, si muore ancora. Solo che raramente
da bere a una dozzina di subsahariani che da una otto
si
l’Organizzazione
giorni non mangiavano e nelle taniche non avevano più
internazionale per le migrazioni (Oim) i decessi
neanche un goccio. I passeur li avevano abbandonati
registrati sulle tre principali rotte del Mediterraneo
nella terra di nessuno al limitare tra Libia, Tunisia e
nei primi 140 giorni del 2019 sono saliti a 512, pari
Niger.
ad oltre la metà dei quasi 1.000 decessi registrati a
Ne sappiamo sempre meno di quanto non occorra. Nel
livello mondiale. Sulle vittime, però, l’Oim ribadisce
2017 vi furono tre macabri ritrovamenti ravvicinati: i
che si tratta di stime al ribasso, «date le difficoltà per
resti di 39 adulti e 5 bambini l’1 giugno; 18 adulti il 14
disporre e raccogliere informazioni, il numero effettivo
giugno; 14 adulti e 20 bambini due giorni dopo. Negli
di persone che hanno perso la vita sulle numerose
ultimi mesi i migranti soccorsi nelle paludi di sabbia
rotte della migrazione è probabilmente molto più alto».
sono stati migliaia. In Niger, in Ciad, nel Mali, arrivano
Nel 2019, riferisce una nota dell’Oim, 19.830 migranti
gli eserciti europei. Ma non per cercare i desaparecidos
e rifugiati sono entrati in Europa via mare, circa il 30%
del Sahara.
in meno rispetto ai 28.325 arrivati nello stesso periodo
La Libia, o quel che ne resta, sarà un grande peso per
dell’anno scorso. Gli arrivi in Spagna (7.666) e in Grecia
le coscienze dei leader europei. I centri di detenzione
(9.430) rappresentano l’86% di tutti gli arrivi in Europa
per migranti sono finanziati prevalentemente dall’Italia
via mare. In compenso, però, è tornata a gonfiarsi
e da fondi Ue. E’ qui che il blasfemo jihad degli
la rotta balcanica. Numeri a cui sfuggono quanti
stupratori libici si compie ogni sera. Nelle prigioni più
approdano grazie agli «sbarchi fantasma» e fanno poi
simili a lager, sono stati computati circa 6mila migranti,
perdere le tracce. A livello mondiale, i decessi registrati
ma l’Onu ha stimato la presenza di 627 mila stranieri in
viene
a
saperlo.
Secondo
caso
in
una
buca.
Altre
ancora
giacciono,
L’ABBRACCIO
7
tutto il Paese. Gli aguzzini molto spesso indossano una
E non può prosperare senza il consenso e spesso la
divisa appartenente a una delle forze armate finanziate
complicità di chi oggi afferma di voler porre fine al
anche dall’Italia e dall’Europa. «I perpetratori - assicura
traffico di migranti”. L’investigatore Onu che parla
il segretario generale Antonio Guterres in un rapporto
sotto anonimato si fa precedere da un rapporto di 299
circostanziato - sono funzionari statali, gruppi armati,
pagine inviato al Consiglio di sicurezza nelle scorse
contrabbandieri, trafficanti e bande criminali». Le
settimane. Un dossier che le cancellerie conoscono, a
condizioni dei prigionieri non hanno bisogno di
cominciare dall’Italia che quest’anno è membro non
commenti. Quelli visitati dai funzionari delle Nazioni
permanente proprio del consiglio di sicurezza.
Unite «erano malnutriti e avevano limitato o nessun
Nel faldone ci sono nomi che scottano. Come quello di
accesso alle cure mediche».
Fathi al-Far, comandante della brigata al-Nasr, alleato
Non se la passano meglio i cittadini libici, esposti a ogni
forte del premier Serraj, riconosciuto dalla comunità
genere di rischio. Dagli omicidi politici alle detenzioni
internazionale. L’ex colonnello dell’esercito di Gheddafi,
arbitrarie a causa del perdurante conflitto. Compreso
“ha aperto un centro di detenzione a Zawiyah”, sulla
«il reclutamento e l’uso di bambini da parte di gruppi
costa occidentale a metà strada tra Tripoli e Zuara.
armati, così come la loro detenzione - denuncia ancora
Il gruppo di investigatori “ha ricevuto informazioni
Antonio Guterres – sulla base della loro presunta o
secondo cui il centro di detenzione è usato per
effettiva associazione con altre parti in conflitto».
“vendere” i migranti ai contrabbandieri”. Sotto gli occhi
Una guerra scacciata dalle prime pagine dei giornali.
dei fedelissimi di Serraj. Non è un caso che sempre a
Perché in Libia, si dice, tutto andrà per il meglio. Una
Zawiyah, il capo della Libyan Petroleum Facilities Guard,
litania che dal 2011 copre di vergogna le menzogne di
milizia che dovrebbe proteggere i siti di estrazione
chi per un voto in più s’è voltato dall’altra parte.
dell’oro nero, “è coinvolto nell’approvvigionamento di
“Una filiera del genere non può passare inosservata.
carburante per i trafficanti”.
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L’ABBRACCIO
Il Decreto Sicurezza. Diritti dei singoli e politica dell’immigrazione di Francesco Mazza Galanti - Presidente della Sezione Famiglia e della Sezione Immigrazione del Tribunale di Genova
I
l decreto legge n. 113/2018 (c.d. Decreto Salvini, dal
proposto quale obiettivo primario quello di riformare
nome del Ministro dell’Interno che l’ha proposto), ha
in radice questo istituto. La nuova legge ha, quindi,
voluto coniugare due temi, l’immigrazione e l’ordine
previsto
esclusivamente
permessi
di
soggiorno
pubblico, privi di un nesso reale tra loro, al fine di
riguardanti casi “particolari” (migranti in condizioni di
presentare lo straniero come il responsabile del senso
salute “di eccezionale gravità”, o vittime “di violenza
di insicurezza che pervade i cittadini italiani. Poiché
grave”, o di “sfruttamento”, o di “violenza domestica”, o
la maggior parte degli extra comunitari regolarmente
di “particolare sfruttamento lavorativo”, o che abbiano
presenti sul territorio del nostro Paese ha ottenuto
compiuto “atti di particolare valore civile”). In sostanza,
il permesso di soggiorno per motivi umanitari (da
si è inteso eliminare la discrezionalità dei giudici che, a
individuare caso per caso), il decreto sicurezza si è
fronte di migliaia di migranti positivamente inseriti nel
L’ABBRACCIO
9
contesto sociale, ne hanno disposto la regolarizzazione
(di recente anche il Tribunale di Genova), sia alcuni
con il riconoscimento del permesso di soggiorno per
Sindaci, hanno fornito un’interpretazione alternativa
motivi umanitari. Tali provvedimenti, talora, hanno
della nuova disposizione, sostenendo che essa non
riguardato anche i c.d. migranti economici, ad avviso
abolirebbe sic et simpliciter il diritto all’iscrizione
di chi scrive con ragione. Non si vede, infatti, per
anagrafica dei richiedenti asilo, ma si limiterebbe a
quale motivo il concetto di “vulnerabilità”, utilizzato
porre una serie di limitazioni e precisazioni. In forza di
per il rilascio del permesso per motivi umanitari,
tale lettura, al richiedente asilo, per ottenere l’iscrizione
non potrebbe estendersi anche ai migranti vittime di
anagrafica,
condizioni di estrema povertà nel loro paese di origine,
regolarmente soggiornante in Italia e, a tal fine, egli
e ormai bene inseriti in Italia, talora anche dal punto di
dovrà dare esclusivamente la prova di avere avviato
vista lavorativo. Purtroppo la povertà non suscita più
il procedimento finalizzato ad ottenere la protezione
nella maggioranza delle persone compassione alcuna,
internazionale.
tanto che, anche a livello europeo, la difesa dei diritti
E’ pure noto che la nuova normativa si sta riverberando
civili ha oscurato il disagio di natura economica.
in negativo su tutte le attività inclusive che sin qui
Resta il fatto che nel momento in cui la nuova
sono state realizzate a favore dei migranti (progetti
restrittiva normativa troverà integrale applicazione,
di accoglienza, borse lavoro, corsi di italiano, percorsi
essa provocherà drammi personali e collettivi sulla cui
scolastici in genere). Tale problematica riguarda non
portata ogni cittadino non può non essere chiamato ad
soltanto i c.d. richiedenti asilo, ma anche gli oltre
interrogarsi. La magistratura, tuttavia, sarà chiamata a
150.000 cittadini stranieri sparsi sul territorio nazionale
verificare se i limitati permessi di soggiorno “speciali”
che sono già titolari di un permesso di soggiorno per
attualmente previsti siano idonei a garantire il diritto di
motivi umanitari. In definitiva il rischio di nuovi ghetti e
asilo “costituzionale” a quegli stranieri ai quali nel loro
di una diffusa irregolarità è sotto gli occhi di tutti.
paese viene impedito l’effettivo esercizio delle libertà
Su di un piano più generale, la chiusura dei porti e la
democratiche. Nel momento in cui si ritenesse leso
messa al bando delle ONG attuata dalla maggioranza
il diritto dei migranti richiedenti protezione ad essere
di governo, è stata giudicata una violazione senza
accolti e a vedersi riconosciuta un’esistenza libera
precedenti degli obblighi giuridici e morali di soccorso
e dignitosa, potrebbero essere sollevate dai giudici
e
questioni di legittimità costituzionale in relazione alla
internazionale. Non c’è chi non veda che sanzionare
nuova normativa, oppure potrebbe essere proposta
coloro che prestano soccorso in mare a chi si trovi
una diretta applicazione del c.d. diritto di asilo
nell’imminente pericolo di affogare, costituisce una
costituzionale.
grave violazione del diritto-dovere di tutelare il bene
Numerosi altri aspetti (sostanziali e processuali) della
della vita. Disposizioni di tal genere comportano
nuova normativa hanno suscitato critiche e perplessità
un’evidente svalutazione di quei sentimenti di umana
e, tuttavia, i limiti del presente scritto non consentono
solidarietà che sono il presupposto di una civile
neppure di enunciarli. Peraltro, per la sua particolare
convivenza.
iniquità, deve almeno essere citata la disposizione
Per concludere, un’ultima considerazione: per migliaia
che ha escluso che la concessione del permesso di
di migranti giunti nel nostro paese in questi anni, la
soggiorno per i richiedenti asilo consenta l’iscrizione
richiesta di asilo costituisce oggi l’unico strumento
anagrafica. Tale disposizione ha sollevato motivate
per cercare di rimanere legalmente in Italia. Nella
critiche di sospetta illegittimità costituzionale, per
lunga attesa della definizione della procedura che
il fatto di escludere dal diritto fondamentale alla
li riguarda, un numero non irrilevante di richiedenti
residenza
di
sarà
accoglienza
sufficiente
derivanti
dimostrare
dal
diritto
di
essere
interno
e
di
asilo impara la nostra lingua, è inserito in percorsi
persone, in violazione del principio di uguaglianza
scolastici, è sottoposto ad una formazione lavorativa,
(art. 3 Cost.). Detta norma realizza un’inutile ed odiosa
svolge attività di volontariato e, talora, come si è
discriminazione in quanto priva soggetti deboli di un
detto, riesce anche ad inserirsi nel mondo del lavoro
diritto elementare, con oggettive ripercussioni sulle
pagando regolarmente le tasse. La maggior parte
possibilità di integrazione (basti pensare al diritto
di essi sono però migranti ambientali ed economici,
all’istruzione e all’assistenza sanitaria). In argomento,
persone che, versando in una situazione di povertà
tuttavia, è il caso di segnalare che sia alcuni Tribunali
estrema, lasciano il loro paese d’origine per migliorare
10
anagrafica
L’ABBRACCIO
una
specifica
categoria
le loro condizioni di vita e di lavoro. Proprio per questo,
“straniero” dovrebbe essere considerato non un peso
un numero elevato di essi non potrà mai ottenere la
ma una risorsa, come autorevoli opinionisti insegnano.
protezione internazionale richiesta, e la conseguenza
In assenza di un radicale mutamento di prospettiva,
sarà che, nell’impossibilità di essere integrati ma anche
l’attuale sistema di accoglienza, così come rivisitato dal
di venire espulsi, essi diventeranno irregolari con un
decreto sicurezza, continuerà a creare non solo disagio
elevato rischio di diventare vittime del lavoro “nero”
e marginalità ma anche tensioni sociali di sempre più
o, peggio, di essere inglobati in attività delinquenziali.
complessa gestione. Ne discende che soltanto una
In una prospettiva di razionale riforma della normativa
politica dell’immigrazione diversa dall’attuale e, quindi,
in materia, bisognerebbe evitare di coinvolgere questa
di più ampio respiro consentirà di superare o, almeno,
massa di persone bisognose all’interno del sistema
di attenuare le attuali criticità. D’altra parte allargare i
della protezione internazionale, e valutare la possibilità
diritti è una risorsa per tutta la società, e la sicurezza,
di concedere loro un permesso di soggiorno a fini
come ha ricordato la premier neozelandese, deve
lavorativi. E, d’altra parte, a fronte di un paese che, da
essere intesa come libertà dalla paura e dai sentimenti
un lato, si spopola, dall’altro sempre più invecchia, lo
di violenza e di odio.
L’ABBRACCIO
11
Accoglienza e sicurezza, al di là degli stereotipi di Elena Fiorini, avvocata a Genova
L
a premessa doverosa è che sul tema del
comprendere uno scenario con mille sfaccettature e
rapporto
accoglienza
che è, peraltro, più volte cambiato nel tempo. Basti
occorra liberarsi da un approccio ideologico
pensare il contributo al Pil nazionale, al sistema
e semplificatorio. Che ha contribuito a moltiplicare
previdenziale, al welfare famigliare fornito dall’ormai
le paure più che a governare i complessi processi
trentennale immigrazione in Italia. O che gli arrivi di
dell’immigrazione. In primo luogo, in cosa consiste
nuovi immigrati sono da anni inferiori degli italiani che
una “buona accoglienza”? Significa accogliere tutti?
emigrano all’estero. Insomma, le risposte fatte con dati
Fornire assistenza alla persona e permessi di soggiorno
obiettivi: numeri, nazionalità, età, motivi alla base della
nel nostro paese? E quali dovrebbero essere i caratteri
migrazione, necessità del mercato del lavoro italiano
qualificanti di una politica di “buona” accoglienza?
e della nostra economia, rappresentano i pezzi di un
Purtroppo, soprattutto negli ultimi anni, nel nostro
puzzle che ci restituisce la necessità di superare tanti
paese il dibattito sull’immigrazione si è arrestato
luoghi comuni. C’è chi scappa da guerre e dittature
alla soglia del banalizzante conflitto tra “buonisti” e
ma anche chi lascia paesi condannati da disastri
“cattivisti”. I caratteri, i numeri, le ragioni, ma anche
climatici e carestie; vi sono persone alla ricerca di una
le stagioni diverse dell’immigrazione comunitaria e
possibilità di futuro migliore e chi invece, soprattutto
non comunitaria sono rimasti sullo sfondo, patrimonio
provenendo da nazioni non lontanissime dalla nostra,
limitato ai ricercatori o agli operatori. Porsi alcune
è solo desideroso di svolgere periodi di lavoro in Italia
domande: chi sono i migranti che cercano di entrare
per poi tornare a casa propria. Insomma, la prima ed
nel nostro paese, per quali motivi, quali strategie
amara constatazione è purtroppo la presa d’ atto che
per la regolazione dell’immigrazione, aiuterebbe a
l’approccio politico e normativo è stato contraddistinto
12
L’ABBRACCIO
tra
sicurezza
ed
da una visione strumentale e stereotipata del processo
per i cittadini italiani autoctoni. Da questo punto di
migratorio nel nostro paese (ma anche degli stranieri
vista un’accoglienza che non è mai in realtà stata tale
che sono già qui) che ha determinato non solo il
(a livello di sistema, ovviamente, mentre nella pratica
nascondimento dell’integrazione, sostanziale sia pure
sono molti i progetti virtuosi) si è posta in stridente
subalterna, della larga parte degli immigrati, ma la
contrasto, a livello simbolico, con l’assenza di risposte
riduzione della questione migratoria al solo fenomeno
alle istanze sociali dei cittadini: diritti primari sempre
dei richiedenti asilo. Con i flussi di ingresso bloccati
più negati e, quindi, insicurezza a fronte invece,
ormai da anni, la finzione alla quale ci siamo prestati
all’apparenza, di garanzie ed opportunità per i nuovi
è che tutti coloro che entrano nel nostro paese stiano
arrivati.
scappando da guerre e persecuzioni. Ma, se è corretto di
Una politica di effettiva integrazione non può non
fronte ad ogni persona ipotizzare che possa essere così
tenere in considerazione i dati di realtà e, quindi, da
(ed apprestare le relative tutele), appare indispensabile
un lato, favorire l’ingresso di lavoratori e professionalità
ammettere con franchezza che una larga parte di
maggiormente
coloro che arrivano in Italia userebbe, se potesse, canali
percorsi di accoglienza (apprendimento dell’italiano,
di lecito di accesso. Aver negato ogni possibilità di
professionalizzazione,
ingresso regolare per lavoro ha portato a “drogare” il
studio) per chi scappa da guerre, persecuzioni e
sistema di accoglienza modellato sulla richiesta di asilo.
disastri ambientali.
Abbiamo così assentito ad un uso distorto ed abnorme
Quanto alla sicurezza, quale legame intercorre tra
della normativa in materia di protezione internazionale,
le domande securitarie e le campagne mediatiche
al contempo privandoci della possibilità di autorizzare i
che sollecitano insicurezza? In altre parole sono gli
necessari ingressi per lavoro nel crisma della legalità. Di
italiani a chiedere sicurezza o la politica, saldata
fatto rinunciando a governare il fenomeno migratorio.
all’amplificazione dei media, ad enfatizzare paure e
Sono lontani davvero i tempi della legge Martelli, che
chiusure? Se è vero, infatti, che il punto di connessione
teneva assieme le norme sui rifugiati, quelle sugli
tra il timore dello straniero e la domanda di law
ingressi per lavoro, ma anche la regolarizzazione di
and order sta nelle evidenti crepe di un sistema di
coloro che erano clandestinamente presenti; ed al
accoglienza dallo sguardo miope sia sul migrante sia
tempo stesso poneva la questione dell’integrazione e
sui diritti negati degli italiani, le statistiche rimandano
della partecipazione alla vita pubblica degli stranieri.
un’Italia con reati in diminuzione continua. I dati
Postulando così un universo variegato e cercando di
trimestrali al 31 marzo 2019, diffusi dal Viminale, danno
dettare delle regole dell’inclusione. Allora, è vero, gli
-9,2% i reati in generale in Italia, -15% gli omicidi, le
stranieri in Italia erano solo 600.000, a fronte degli
violenze sessuali e i tentati omicidi. Il trend di calo,
oltre 5 milioni e 234mila attuali. Ma, a maggior ragione,
peraltro, non è una novità ma è costante negli ultimi
questo sguardo più realistico sarebbe necessario
anni. I dati, insomma, smentiscono la propaganda. E
al nostro tempo. All’appiattimento delle dinamiche
se la domanda di sicurezza permane ma appare essere
migratorie e la loro riduzione a un meccanismo per
sempre meno corrispondente alla realtà, bisognerebbe,
il riconoscimento di uno status che è lento, costoso
forse, chiedersi a quali bisogni rimanda davvero: calo
e spesso iniquo, oltre che sprezzante dei diritti delle
demografico ed indice di vecchiaia portano solitudini
persone, ha corrisposto un’accoglienza spesso lontana
e fragilità; dalla scomparsa del mercato del lavoro così
da percorsi di reale integrazione e spesso
centrata
come lo abbiamo conosciuto derivano diseguaglianze,
su standard di mero “ricevimento”, contenimento e
povertà e perdita di ruoli sociali; i problemi ambientali
controllo sociale: prova ne sia che il sistema ordinario
determinano
di accoglienza (lo SPRAR) era largamente minoritario
e nuovi sentimenti di impotenza. Si tratta, certo,
rispetto al sistema di accoglienza straordinaria (e, di
di problematiche più complesse da esaminare ed
default, basica) incarnato dai CAS. Ad uno stereotipo
affrontare rispetto ad un ormai ripetitivo e scontato
di
troppo
refrain di etichette e finte soluzioni che sovrappongono
spesso uno stereotipo di accoglienza, elevata a
insicurezza con quella che poi, in fin dei conti, è solo
sistema, e sempre più distante sia da percorsi di reale
mobilità umana: un fenomeno che implica cambiamenti
integrazione sia dal contemporaneo impoverimento
che devono essere guidati e gestiti, come invece la
e progressiva perdita dei diritti sociali e delle tutele
politica non è stata in grado di fare.
immigrazione
è
insomma
corrisposto
utili
al
paese,
dall’altro
riconoscimento
preoccupazioni
ed
garantire
dei
ansie
titoli
di
impreviste
L’ABBRACCIO
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La falsa sicurezza di Erica Manna, giornalista di La Repubblica
L
a In Via Edera, qualcuno tirò fuori l’idea del
difendere in tutta la sua sinistra astrattezza.
teaser. Il dissuasore elettrico, quello che si vede
L’ultimo caso, a Genova, è emblematico. A Villa
usare nei film, sguainato dai poliziotti americani
Ines, a Struppa, riapre il centro di accoglienza
contro pericolosi fuggitivi, da rendere inoffensivi a colpi
gestito da Migrantes: qui, il braccio operativo della
di scariche di corrente. Quando, nel quartiere di Quezzi,
Diocesi ospiterà cinquanta richiedenti asilo, per lo
deflagrò la protesta contro l’apertura di Casa Bozzo
più provenienti da altri centri liguri ormai chiusi. La
ai richiedenti asilo, nella psicosi montante comparse
struttura, va precisato, è già stata utilizzata per lo
anche questa trovata, subito diffusa attraverso i social
stesso scopo, non più tardi di due anni fa. Senza che
network: teaser elettrici “scaccia-profugo”, con tanto
il quartiere abbia risentito del minimo disagio. Come
di istruzioni per costruirselo a casa. E poter rientrare
accadde a Quezzi, e poi a Multedo. Eppure: alcuni
“sicuri”. Sicurezza: è uno dei termini più abusati,
consiglieri municipali si affrettano a organizzare un
brandito come una clava a giustificare provvedimenti,
sit-in di protesta. Il copione si ripete stanco: “Non li
restrizioni. A evocare fantasmi. E da cosa sarebbe
vogliamo”. “Nessuno ci ha consultati”. “Il quartiere è
minacciata, questa nostra agognata sicurezza? Dai
già in difficoltà, non vogliamo altri problemi”. E poi,
profughi, certo. Dall’uomo nero. E a nulla serve la prova
l’immancabile: “Si tratta di cinquanta uomini adulti”.
della realtà e del ragionamento, a decostruire pezzo
Basta la frase, a lasciar strisciare, sottotraccia, le
per pezzo l’immagine dell’invasore ostile: la sicurezza
peggiori paure. A Multedo, il quartiere che scese in
è l’ultimo bene rifugio, ha una sua vaghezza torva, da
piazza due anni fa ribellandosi contro l’arrivo di dodici
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L’ABBRACCIO
migranti negli spazi dell’ex asilo Govone, alle riunioni
Fratelli d’Italia, firmata dal suo capogruppo Vincenzo
(pubbliche) di mediazione tra istituzioni, Migrantes
Apicella: chiede telecamere, polizia nel quartiere e
e residenti, saltava fuori periodicamente una tesi,
sui mezzi pubblici, “orari più restrittivi di ingresso
esposta nero su bianco con tanto di fotografie da
e uscita” per i migranti dal centro di accoglienza. In
uno degli abitanti del quartiere: la minaccia del
pratica, il Grande fratello a Struppa: uno stato di
drone. In pratica, secondo questa ipotesi esposta
vigilanza permanente e di semilibertà per i cinquanta
dettagliatamente su fogli A4, i migranti accolti a
richiedenti asilo appena arrivati nella struttura gestita
Multedo, dotandosi di un drone, avrebbero potuto
da Migrantes. E poco importa, se molti dei ragazzi
agevolmente
petrolchimico
accolti già lavorano, e quegli “orari più restrittivi”
di Pegli e scatenare il finimondo. Di fatto, potenziali
renderebbero impossibile il loro rientro a casa dopo
attentatori, alloggiati non lontano da un sito sensibile,
la giornata trascorsa a fare i camerieri, i lavapiatti e le
senza che nessuno muovesse un dito per garantire “la
altre attività in cui sono impiegati.
sicurezza” del quartiere. Ad ascoltarla, suona come
“Riempire i quartieri di telecamere è solo una presunta
una barzelletta farneticante, per giunta di pessimo
sicurezza: in realtà, è un’invasione della privacy di tutti,
gusto: eppure, non c’è nulla da ridere. Perché la stessa
una prigione sociale – è stata la reazione, sbigottita,
tesi di fondo – la pericolosità sociale dello straniero –
di don Giacomo Martino - le telecamere hanno un
ritorna come una marea, ciclica. A cambiare è solo lo
senso davanti a siti ad alto rischio: per monitorare le
spunto, il luogo, lo strumento. Torniamo a Villa Ines:
cose, non le persone. Non posso accettare l’idea che si
dopo l’assemblea pubblica in cui il direttore dell’Ufficio
puntino gli obiettivi perché i ragazzi sono africani”. Il
diocesano Migrantes, monsignor Giacomo Martino, ha
senso comune pretende che il nemico sia l’altro: e arrivi
tranquillizzato il quartiere, rispondendo a domande
da fuori, anzi, da lontano (nonostante, e lo dicono fatti
e perplessità dei presenti sulla riapertura del centro,
e numeri, la maggior parte delle violenze e dei pericoli
il clima era diventato costruttivo e cordiale. Eppure,
proviene dal contesto famigliare). Sull’altare di questa
pochi giorni dopo, in consiglio municipale arriva la
astratta sicurezza, si è pronti a sacrificare la libertà
richiesta. Una mozione presentata in municipio da
dell’altro. E nostra.
puntarlo
sull’impianto
L’ABBRACCIO
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