L’ABBRACCIO n90 Rivista trimestrale di informazione del CEIS Genova Il senso della donazione
2018
“Solo Dio conosce il mio nome” Il valore rivoluzionario della gratuità nell’esperienza della Comunità di Sant’Egidio di Sergio Casali ...........................................................4
La Riforma del Terzo settore. Fotografia e sfida del cambiamento. di Alessandro Mazzullo ........................................................... 7
Il “Pacco di natale” di Monica Tufillo ........................................................... 9
Genova perché... Una voce ai benefattori. di Paolo Sapori ...........................................................11
Per l’Ospedale dei Bambini. di Maurizio Luvizone ..........................................................14
CEIS Genova e Volontariato: Un legame antico e fertile. di Ramon Fresta ..........................................................16
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La sostenibilità in Ikea è una cosa seria! di Stefania Mastroeni ..........................................................18
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Hanno collaborato Don Marino Poggi, Sergio Casali, Alessandro Mazzullo, Monica Tufillo, Paolo Sapori, Maurizio Luvizone, Ramon Fresta, Stefania Mastroeni Direzione e redazione ASS. CENTRO DI SOLIDARIETÀ di GENOVA Via Asilo Garbarino, 6 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002
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una persona non confronta se stessa negli occhi e nei cuori degli altri, scappa. Fino a che non permette loro di condividere i suoi segreti, non ha scampo da questi. Timoroso di essere conosciuto né può conoscere se stesso né gli altri, sarà solo. Dove altro se non nei nostri punti comuni possiamo
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nasconderci da noi stessi. Fino a quando
trovare un tale specchio? Qui insieme una persona può alla fine manifestarsi
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chiaramente a se stessa non come il gigante dei suoi sogni né il nano delle sue paure, ma come un uomo parte di un tutto con il suo contributo da offrire. Su questo terreno noi possiamo tutti mettere radici e crescere non più soli come nella morte, ma vivi a noi stessi e agli altri.
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L’ABBRACCIO
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Il senso della donazione Editoriale di Don Marino Poggi - Direttore Caritas Diocesana di Genova
C
ercare il senso del proprio operare è tipico dell’uomo. Infatti solitamente le azioni o i cambiamenti si
identificano e da esso prendono il nome con il risultato ottenuto, ma nel caso dell’agire umano si impone una domanda ulteriore: per quale motivo è stato cercato quel risultato? Se succede una disgrazia infatti si cercano le cause della stessa e nello stesso vanno chiarite le responsabilità. Ogni fatto in sé ha cause precise anche se non sempre facili da scoprire, ed è affidato alla scienza il compito di indagare, mentre valutare la responsabilità è la fatica del sentirci persone affidate le une alle altre e insieme in cammino sulla terra ognuno è libero e responsabile di sé. Concepire diversamente il senso della propria vita, ma non possiamo sottrarci ad una pur minima responsabilità reciproca. Per
esempio
nella
educazione
non
c’è
solo
la
Foto Archivio Ceis Genova
responsabilità dei genitori, o quella della scuola, ma grande è pure la responsabilità di coloro ai quali è
Lo stesso lavorare non è semplice trasformazione della
affidata la cura della comunità.
natura o ricerca del necessario per il sostentamento,
Nessuno vive solo: ci si può arrangiare, si può
ma desiderio di valorizzazione di sé e gioia di lavorare
sopravvivere, si può anche negare l’aiuto degli altri, ma
con altri al bene di tutti.
non si può fare totalmente a meno di tutti. Anzi nella
Credo si possa dire che nel dono sincero di sé “l’uomo
negazione degli altri spesso è nascosto un senso di
scopra
frustrazione per bisogni più profondi che ci sono stati
esseri in relazione gli uni con gli altri, impauriti dalle
negati.
responsabilità e soggetti passibili di rifiuto, ma con
E questo bisogno profondo non è costituito dalla
l’insopprimibile bisogno di essere amati.
necessità del nostro fisico, ma dal nostro essere
E’vero che come individui abbiamo bisogno di confini,
persone libere, capaci di relazioni, in particolare capaci
ma il solo confine ci impoverisce, anzi ci imprigiona. Lo
di amore e di essere amati.
spazio libero ci dà respiro, anche se ci mette in pericolo,
A dire il vero c’è chi è convinto che parlare dello
perché ciascun uomo è cittadino del mondo.
spirito dell’uomo è discorso vecchio e ideologico, ma è
Imparare a donarci è allora, fare esperienza di libertà,
evidente che la domanda sul “senso” del nostro operare
metterci alla prova, ma respirare.
risorge in continuazione.
Non è semplicemente occupare del tempo, ma imparare
Ecco perché quando ci mettiamo al servizio degli altri
ad amare. E’ nell’amore vero, che è assoluta gratuità,
non possiamo rinunciare a sapere “perché” lo facciamo:
che l’uomo sta bene con se stesso.
è la ricerca del senso che ci restituisce a noi stessi e ci
Ecco allora il senso della donazione: un perdere,
mantiene liberi.
apparente,
Sapere il “senso della donazione” è una delle necessità
necessità dentro di noi di una gioia gratuita, che
più serie dell’uomo, perché nel dono reciproco si
può lasciarci quando desidera, ma di imprimere una
compiono tutte le maggiori attività umane.
nostalgia inestinguibile di sé.
veramente
“chi
è”:
siamo
tempo-lavoro-energie,
e
persone,
cioè
assistere
L’ABBRACCIO
alla
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“Solo Dio conosce il mio nome” Il valore rivoluzionario della gratuità nell’esperienza della Comunità di Sant’Egidio. di Sergio Casali – Volontario Comunità Sant’Egidio Genova
Foto Archivio Comunità Sant’Egidio
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L’ABBRACCIO
G
iovanni scese dal treno e arrivò nella basilica
i poveri e questo non è un vezzo, ma una scelta
dopo l’una, quando tutto era ormai pronto.
consapevole: nella società della “morte del prossimo”,
Era il 25 dicembre, lungo le navate della
in cui si è perso il senso profondo della solidarietà,
chiesa erano state allineati e imbanditi i tavoli con le
la Comunità nata a Roma nel 1968 ha intuito fin da
tovaglie rosse e già i volontari portavano le lasagne.
subito che i poveri non erano solo bocche da sfamare
Il pranzo di Natale della Comunità di Sant’Egidio,
o corpi da vestire, ma innanzitutto uomini in ricerca
ormai non destava più perplessità, ma era diventato
di sostegno umano e vicinanza. Ecco allora, che dalla
una tradizione che attirava gente da tutta Genova:
sapienza religiosa arrivano le parole di cui la società –
senza dimora e migranti, famiglie delle periferie e
tutta, anche la sua parte più laica – ha bisogno. E così
disabili, ma anche tante persone che cercavano di
se è vero, come sostengono alcuni, che l’etimologia
decontaminare l’aria pesante delle giornate di festa,
di religione rimandi a “legare insieme, unire” ecco di
spesso inquinata dalla routine e dalla solitudine e,
cosa ha bisogno questo nostro mondo post secolare,
talvolta, svuotata di senso. Qualcuno aveva indicato
fatto di gente sola e fragile: di qualcosa che unisca,
la chiesa a Giovanni – un uomo che viveva per
cioè di amicizia e solidarietà. Per questo i volontari di
strada da anni e che, della vita per strada, mostrava
Sant’Egidio hanno sempre rifiutato di intraprendere
i segni di deperimento e trascuratezza – dicendogli
le strade – seppure importanti – del terzo settore e
«da Sant’Egidio troverai da mangiare». E in effetti,
con orgoglio ribadiscono di essere volontari “puri”,
anche se non era atteso, per Giovanni spuntarono
poiché nessun membro della Comunità è retribuito
rapidamente una sedia, un bicchiere, un piatto di
per il suo servizio. Dai più giovani agli anziani,
lasagne fumanti. Qualcuno gli chiese il nome, lo
studiano, lavorano e impiegano il tempo libero per
scrisse sul segnaposto, lo comunicò a chi preparava
portare avanti servizi di qualità professionale gratuiti
i regali personalizzati. Così, quando, alla fine della
e liberi: dalla mensa aperta tre giorni la settimana
cena, arrivò un volontario vestito da Babbo Natale,
in via delle Fontane, alla distribuzione serale di
dal sacco tirò fuori un regalo anche per lui. C’è una
coperte e panini, dalle dieci Scuole della Pace che
cura meticolosa – qualcuno dice un’ossessione – da
seguono cinquecento bambini nei quartieri periferici
parte della Comunità di Sant’Egidio per i dettagli dei
della città al sostegno a detenuti, disabili, anziani
pranzi di Natale: la decorazione, il cibo, i volontari che
negli istituti. Tutte le attività si sovvenzionano con
si siedono insieme agli invitati, la musica, l’animazione
l’autofinanziamento dei volontari e le offerte di
da “pranzo di famiglia”. Ma quello che colpisce è
simpatizzanti e sostenitori: da decenni sono venuti
soprattutto che per ognuno degli ospiti (quest’anno
meno i contributi degli enti pubblici e l’8 per mille,
cinquemila solo a Genova) c’è un regalo nuovo –
l’Arcidiocesi, alcuni sponsor privati non riescono
scelto e comprato appositamente o donato da un
a far fronte che in minima parte alle spese delle
sostenitore – fasciato con la carta rossa, riconoscibile
attività, dal costo dei pasti delle mense, agli affitti
dall’etichetta con il nome del destinatario: il sacco a
delle sedi, ai pacchi alimentari distribuiti. Eppure,
pelo per quel senza dimora, la cornice con foto per
nel mondo in cui tutto si giudica dalla performance
il comodino di quell’anziana ricoverata. «Il nome è
e dall’utilità, l’impegno gratuito e volontario di tanti,
importante – spiegano – soprattutto per chi è solo
di cui moltissimi giovani, resta un valore aggiunto e
e ha visto allentarsi i legami di prossimità. Ci sono
una predicazione di speranza. Il tempo impegnato
persone che vivono per strada e che passano giorni,
per costruire il futuro di un bambino di periferia, per
a volte settimane senza che nessuno li chiami per
sostenere un anziano solo non è “buttato” anche
nome». Ed è importante anche il regalo, perché il dono
se strappato al vortice degli impegni personali:
non è espressione di una società consumista – non
anzi è tempo “preservato” è uno spazio di libertà. Il
solo – ma soprattutto rappresenta concretamente
dono, allora non è solo offerta di quello che ho, o di
un legame, una relazione. È l’affermazione tangibile
quello che so fare, ma di quello che sono: dei miei
che qualcuno ha pensato a te quando tu non c’eri,
sentimenti e del mio io più profondo. È, forse, l’unico
ha provato ad immaginare i tuoi gusti, scruta con
gesto veramente divino consentito all’uomo, perché
apprensione il tuo sguardo per intuire la tua gioia o
gli permette di mettere in pratica quel gesto sovrano
la tua delusione. Sant’Egidio da sempre – quest’anno
di Dio che è l’amore gratuito: «gratuitamente avete
il movimento compie cinquant’anni – chiama “amici”
ricevuto, gratuitamente date».
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Foto Archivio Comunità Sant’Egidio
E, forse, qualcosa del genere doveva aver compreso anche Giovanni, quel Natale di alcuni anni fa. Quando Babbo Natale tirava fuori i pacchetti, Giovanni si avvicinò al volontario seduto accanto a lui, quasi schernendosi: «a me non mi conosce nessuno – sibilò tra i denti – per me regali non ce ne sono». Ma quando dal sacco emerse l’ultimo regalo e sopra vi vide scritto “Giovanni”, gli occhi di quell’omone, indurito dalla vita per strada, si riempirono di lacrime: «questo – disse – dev’essere il regalo di Dio, perché solo Dio conosce il mio nome».
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L’ABBRACCIO
La Riforma del Terzo settore. Fotografia e sfida del cambiamento. di Alessandro Mazzullo - Tributarista Membro Esperto del Consiglio Nazionale del Terzo Settore
I
l 3 agosto 2017 è entrato in vigore il nuovo Codice
I dati Istat, al 31 dicembre 2015, dicono che le istituzioni
del Terzo Settore. Quest’ultimo non è più soltanto un
non profit attive in Italia sono 336.275 (l’11,6% in più
concetto sociologico, ma giuridico.
rispetto al 2011) e, complessivamente, impiegano
L’importanza
ormai
assunta
da
questo
settore,
5 milioni 529 mila volontari e 788 mila dipendenti.
d’altronde, ha imposto al legislatore il ridisegno
Rispetto al Censimento del 2011, il numero di volontari
organico dell’intera materia; il primo nella storia d’Italia.
cresce
C’era bisogno di una fotografia nuova, rispetto a quella
aumentano del 15,8%. «Si tratta quindi di un settore in
sbiadita e sfuocata che univa, sullo sfondo, elementi del
espansione in un contesto economico caratterizzato da
codice civile del 1942, con pezzi del sistema di welfare
una fase recessiva profonda e prolungata (2011-2013) e
state degli anni ’90 (a quel periodo risalgono le prime
da una successiva ripresa (2014-15)».
leggi sul volontariato, sulla cooperazione sociale ed
Gli enti del Terzo settore (ETS) non hanno una funzione
internazionale, ecc.).
meramente
Oggi, nell’epoca del Welfare society, quel soggetto non
del codice civile che li aveva confinati nelle scarne
c’è più o è profondamente cambiato. Anzi, ad esser più
disposizioni del libro I, distinguendole nettamente dal
precisi, è tutt’ora in profondo e rapido cambiamento.
mondo produttivo dell’impresa.
Tanto è vero che la stessa fotografia tracciata dal nuovo
Oggi un ETS è una realtà che produce direttamente
Codice del Terzo settore (cts) rischia di risentire, nella
anche beni e servizi sociali che ragiona secondo
sua messa a fuoco, del forte dinamismo di questa
logiche anche aziendali, coniugando l’importanza della
realtà. E molte, del resto, sono le criticità di quest’opera
mission sociale con le stesse esigenze di sostenibilità
normativa di cui, tuttavia, non è possibile sottovalutare
economica, di organizzazione del lavoro, di durevolezza,
la complessità.
efficacia ed efficienza della sua azione, proprie di una
del
16,2%
mentre
erogativa,
i
lavoratori
com’era
nell’idea
dipendenti
originaria
Foto archivio CEIS Genova
L’ABBRACCIO
7
Foto archivio CEIS Genova
qualsiasi impresa.
imprese sociali, ecc.
Le sue entrate, per il 47,5%, sono costituite da proventi
Allo
commerciali: dallo scambio di beni e servizi sul Mercato
tradizionale di autofinanziamento: la donazione!
o con il Pubblico. Anzi è proprio questa una delle
Oggi gli stessi donatori si comportano sempre di più
frontiere a maggior tasso d’innovazione. Non è un caso
come degli investitori finanziari: attenti ad un ritorno
che il nuovo cts preveda espressamente, come nota
sociale, anziché economico, del proprio “investimento
caratterizzante questo mondo, la possibilità di svolgere
filantropico”.
attività economica fiscalmente agevolata.
Ciò significa che trasparenza, accountability, bilancio
Ciò, ovviamente, incide sugli stessi confini che separano
sociale, misurazione degli output e degli outcome
il c,d, Terzo Settore dagli altri due, rendendoli sempre
sociali, scalabilità, efficienza dell’impiego delle risorse,
più labili. Tanto è vero, ad esempio, che si moltiplicano
ecc., sono sempre più importanti per questo mondo.
anche soggetti del Mercato for profit che perseguono
Non conta più soltanto il perché, il fine meritevole, la
scopi sociali e con i quali stringere partnership profit-
mission! Conta sempre di più anche il cosa si fa, ed il
non profit: si pensi alle società benefit, alle start up a
come! Conta anche il saperlo raccontare, non come
vocazione sociale, alle imprese culturali e creative,
forma di vanto, ma come forma di trasparenza e serietà
alle società sportive dilettantistiche a scopo di lucro,
nei confronti dei propri stakeholders e, tra questi, dei
alle nuove imprese sociali, introdotte negli ultimi anni
propri donatori pubblici o privati.
all’interno del nostro ordinamento; ma si pensi anche
L’innalzamento delle soglie di deducibilità/detraibilità
all’importanza strategica ed economica del c.d. impact
delle erogazioni liberali (art. 83), l’introduzione del social
investing (finanzia sociale da non confondere con
bonus, ecc. sono pertanto strumenti da inquadrare in
quella etica). Anche su questo fronte, la riforma ha
questa nuova ottica che presuppone un cambiamento
previsto diversi strumenti, come i titoli di solidarietà
culturale, prima ancora che organizzativo.
sociale, la possibilità di investimenti nell’equity delle
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L’ABBRACCIO
stesso
modo
cambia
anche
lo
strumento
Il “Pacco di natale” di Monica Tufillo - Responsabile marketing e comunicazione Paul Wurth Italia
E
ntrare a far parte di un’azienda di grandi
sociale della città di Genova, l’azienda ha sempre
dimensioni come Paul Wurth Italia per me ha
condiviso con i propri dipendenti il desiderio di avere un
significato varcare la soglia di un microcosmo,
ruolo attivo e partecipato nella comunità. Fra le molte
rappresentativo della nostra società, dove personalità
iniziative svolte negli ultimi trent’anni, una in particolare
diverse si trovano a condividere spazi e un tempo
mi colpì molto quando ne venni a conoscenza e si
significativo della loro vita. Le dinamiche che si creano
rinnova ogni anno con la soddisfazione di tutti, dando il
sono molto diverse da quelle a cui ero abituata avendo
senso di come con un piccolo gesto si possa contribuire
sempre lavorato in realtà molto piccole che non avevano
ad aiutare chi ha più bisogno: la tradizione del “pacco
alle spalle una lunga tradizione; Paul Wurth Italia S.p.A.,
di natale”.
è stata infatti integrata nel gruppo lussemburghese
Sin dagli anni novanta i dipendenti di Paul Wurth Italia
Paul Wurth nel luglio 2005 ma l’azienda è presente sul
hanno deciso di tramutare il dono che tradizionalmente
territorio già dagli anni ottanta e racchiude competenze
viene riconosciuto dalle aziende ai propri collaboratori
e conoscenze tecnologiche nella gestione di progetti
in una donazione di beneficienza. Ogni anno la scelta
per la costruzione di impianti integrati nel campo della
cade su un’organizzazione diversa, si valuta se ci
siderurgia primaria grazie ad un esperienza maturata
siano delle emergenze particolari emerse sul territorio
nel corso di decenni di attività.
nel corso dell’anno, rimanendo sempre aperti a
Storicamente molto legata al tessuto economico e
raccogliere idee che possono arrivare dai dipendenti
Foto Archivio Paul Wurth
L’ABBRACCIO
9
stessi. In quest’ambito, le diverse aree tematiche
L’ultimo Natale la donazione è stata fatta al “CEIS”
avviate dall’associazione di volontariato il “Celivo” con
in quanto rispecchia e rappresenta valori condivisi
l’obiettivo di far incontrare le associazioni e sostenerle
dall’azienda con tutti i dipendenti di accoglienza,
nel lavoro di rete, nello scambio di buone prassi e nella
assistenza e prevenzione.
creazione di percorsi comuni, sono sempre una grande
Nel corso di questi anni sono rimasta piacevolmente
fonte d’ispirazione.
colpita dal fatto che l’interesse e la partecipazione
Arrivati ad una scelta condivisa con la RSU si procede
al territorio della Paul Wurth Italia non si limitasse
solitamente con una visita presso l’organizzazione
ad un sentito impegno sociale ma anche artistico
prescelta perché l’obiettivo è che la donazione non
e culturale come recentemente dimostrato con la
rimanga una semplice e altrettanto sterile erogazione
sponsorizzazione del delicato restauro del “sacro
di denaro ma diventi un’occasione di incontro e di
catino” un oggetto millenario piccolo ma prezioso in
partecipazione alle realtà genovesi impegnate nelle più
cui l’azienda, cogliendo l’opportunità data dalla legge
diverse attività di sostegno e condivisione dei bisogni
“artbonus” ha deciso di investire a nome dei proprio
comuni.
dipendenti
In quest’ottica, nel 2016 tutti i dipendenti rimasero
che esso rappresenta per la città di Genova. Il Sacro
chiaramente scossi da quanto accaduto in centro Italia
Catino
a causa del sisma e si decise di dare un contributo alla
del simbolo, era un onore ed un’occasione, offerta
“Croce Rossa Italiana”, gli anni precedenti ai “Medici
dall’amministrazione comunale, che non si poteva
senza frontiere”, “La locomotiva e il porto dei piccoli”,
mancare.
l’ “ABEO Liguria, AFMA Genova Onlus, Gaslini Band
Sperando che l’esempio di Paul Wurth Italia sia accolto
Band” e “ALPIM Borse Lavoro per adolescenti seguiti
anche da altre aziende concludo invitando chi legge a
dal giudice minorile”, solo per citarne alcuni tra i più
farci pervenire proposte o suggerimenti per gli anni a
recenti.
venire, sono convinta che tanti piccoli gesti riescano in
consapevole
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L’ABBRACCIO
enorme
significato
racchiude in se il fascino del mito e la forza
grandi imprese.
Foto Archivio Paul Wurth
dell’
Genova perché... Una voce ai benefattori. di Paolo Sapori - Storico dell’arte
intenta a crogiolarsi nell’avarizia e nella diffidenza. Ma i dati, sebbene disseminati in miriadi d’interventi, vuoi minimi che estesi, e spesso volutamente insabbiati da un ordine di scuderia che è l’umiltà, appaiono inappuntabili. Charta cantat. Lo spazio non consente qui di riversare la materia che ci siamo ripromessi di illustrare a profusione in un prossimo convegno indetto appositamente dal CEIS. Ma, dalla prima ripresa dell’Occidente dopo i secoli bui, ce n’è quanto basta per promuovere Genova, una volta per tutte, quale città più generosa, più umanitaria, più accogliente e provvida dell’intera Europa. In una serie ininterrotta di iniziative che, a partire dagli ospizi d’epoca romanica gestiti integralmente da apparati laici
(con
partecipazione
diretta
di
volontariato
d’aristocratici a fianco di borghesi, artigiani ed operai) e non istituzionalizzati dal clero come nel resto del mondo, arriva, già nel remotissimo 1222, a battezzare le proprie navi con nomiemblema del tipo “Santa Karitas”. Del tutto innovativa, a metà trecento, l’istituzione del “moltiplico” da parte di Francesco Vivaldi. Cioè non di un’arte del dare fine a stessa, che avrebbe portato immancabilmente all’esaurirsi delle risorse, ma dei fondi intoccabili, investiti nel debito pubblico, che iniziassero Foto archivio Palazzo San Giorgio, Genova
N
a produrre benefici per i meno abbienti solo dopo il rag-giungimento, con la capitalizzazione degli interessi, d’una cifra stabilita. Il fatto che questa iniziativa sia
on sarebbe la prima volta che dati storici
seguita più o meno nel tempo da quasi tutte le grandi
contraddicono delle false opinioni stratificatesi
fa-miglie, come dalle imprese più giovani e di recenti
a seguito di una mera osservazione delle
fortune, smaltisce di poco la sorpresa che nel 1502 lo
apparenze. Specialmente se in questo caso gli osservati,
stesso Cristoforo Colombo dedicherà ad un “moltiplico”,
cioè i genovesi, sono per natura e tradizione estre-
acceso presso le Compere di San Giorgio, il decimo
mamente riservati. È quanto emerge dalla ricerca
dei suoi proventi dal vicereame del Nuovo Mondo. Ed
affidatami del CEIS sui trascorsi secolari dell’accoglienza
è un moltiplico destinato ai bisognosi, per alleggerire
e dell’attenzione per i bisognosi. Così la catena di
imposte su generi di prima necessità, pane, olio, vino
eventi, di istituzioni, di comportamenti che si snoda per
ed altro. Quella della solidarietà e dell’accoglienza
oltre mille anni – dai primi accenni di ripresa dopo le
è una ruota che a Genova gira in modo incessante,
devastazioni dei saraceni del 935 fino ai nostri giorni
fino alle straordinarie fondazioni del “Divin Amore” e
– sorge a smentire in modo sorprendente, e gravido
“Degli incurabili”, con le quali il notaio Ettore Vernazza
di indicazioni, il ritornello cronico d’una popolazione
anticiperà il resto d’Europa tra quattro e cinquecento.
L’ABBRACCIO
11
E ancora, nel ‘600, spunta l’effige della “Karitas
animale, che noi per la verità non rappresentiamo
Genovese” che vediamo coronare a poppa i galeoni della
sempre con edificante decenza, nessuno fa niente per
Superba in combattimento, o, nel medesimo secolo, la
niente. E siamo d’accordo. Allora toccherà per prima
capillare organizzazione dell’ Albergo dei Poveri, primo
cosa rivedere i valori. I valori di quel “niente”. Come
del genere, che si adoperò nel ripristinare all’interno
fossimo dal cambiavalute. In dollari, in euro, in oro
della città manifatture obsolete per riavviare al lavoro
fino,…in emozioni, in illusioni, in sogni. In gioia. Come si
migliaia di disoccupati, di forestieri, di immigrati.
va-luta il peso specifico d’un decimetro cubo di gioia?
Insomma, alla caduta della repubblica, ancora nei primi
In decine, in centinaia, in migliaia, in milioni di euro?
‘800, i funzionari napoleonici rimarranno stupefatti
Proviamo con un esempio banale, diciamo “di strada”.
nel constatare che a Genova oltre la metà del debito
Tenendo i piè fermi però, ed avendo presente che una
pubblico riguardava investimenti operati nel tempo dai
delle cause dello smembramento dell’impero romano fu
gruppi sociali di solidarietà.
l’aver preso inizialmente troppo alla lettera l’Evangelo
Bene, ci siamo. Questo fervore disinteressato ed
cristiano. Chi si convertiva metteva i beni in comune, a
appassionato attraverso i secoli è finalmente venuto
parte talamo e moglie. E per un lungo periodo ci si nutrì
alla luce. Ed è portatore di novità. In quanto, credo,
di spirito, a detrimento d’una calcolata ricostituzione
si rivelerà tra i pochi episodi del passato europeo in
delle risorse. Lungi ogni eccesso da noi. Torniamo
grado di fornire suggerimenti all’attuale sconcerto
all’esempio “di strada”: si prenda una frusta e sbiadita
dei governanti di fronte all’inarrestabile movimento di
banconota da cinque euro. Chi di noi non è stato tentato
popoli. Con una differenza rispetto a prima. Stavolta la
qualche volta di infilarla nel bicchieretto tremante
girandola del come porsi nei confronti del prossimo ha
dell’immigrato sottozero fuori del market? Diversi di
maturato degli aggiustamenti ai quali difficilmente ci
noi lo hanno fatto. Svignandocela in pochi secondi,
si potrà sottrarre. Il conflitto armato ha le ali spuntate
quasi col pudore d’esser stati troppo buoni. Se invece
e, nell’era nucleare, è scaduto di ruolo quale soluzione
sputassimo via un po’ del nostro tempo attorcigliato,
finale nei rapporti esacerbati fra le nazioni. D’altro
per avvicinare un negozietto o la prossima bancarella,
canto, volgendo l’occhio alla base, al mare magnum
e là comprare, con gli stessi cinque, un berrettaccio
dei “sopravviventi”, interconnessi da un punto all’altro
di lana da calzare in testa al tremante? Avremmo
del pianeta sul quotidiano problema di come sbarcare
perso dieci minuti, ma la gratitudine dei suoi occhi ci
il lunario, ci si rende conto che attraverso questo
arricchirebbe. In peso specifico, credo, abbastanza di
immane tappeto di supplicanti non filtrano più, con la
più dell’emozione che da il beccheggiare d’un veliero
disinvoltura giuliva d’un tempo gli “…ismi”, gli “…esimi”
tra i riccioli di spuma bianca, o, semplicemente, del
e la caterva di ideologie con cui si era soliti abbindolare
solletico che porta all’orecchio lo strappo d’un assegno
il popolo bue. In pratica, ormai, quelle che sono delle
lasciato a sostegno (col grande sollievo di poter
ovvie aspirazioni legittime alla dignità, non possono
richiudere almeno per un po’ le porte dell’anima).
più venir contenute con la storia stantia dell’asinello
Quindi: solo provando si potrà valutare la convenienza
che vola; e, tantomeno, respinte a cannonate, o con
del bene in entrata. E, quando s’avvertirà che il nuovo
improbabili muraglie cinesi. È innegabile che attraverso
acquisto è più consistente, allora – consideriamola
lo smartphone (intendi la comunicazione individuale,
pure una semplice reazione belluina congruente con il
e sempre meno gli stranianti programmi di massa di
principio del “niente per niente” – e solo allora, si vorrà
despoti, guru o capitalisti) i medievali dislivelli sociali
tesaurizzare di più nella medesima direzione. L’esempio
e le ripartizioni del profitto secondo l’usanza del
è letterale, non badateci. Andrebbe piuttosto tenuto
cane più grosso che caccia i bastardelli a zampate, si
presente l’assunto che il maggior valore è quel che si dà
fanno di giorno in giorno più risibili. Non c’è dottrina
cavandolo dal proprio tempo, e non dal proprio conto.
che tenga. Non eravamo preparati ad apparire nello
Ma non il tempo poi speso in sussistenza, attenzione,
stesso momento, e tutti insieme, nello specchio. Questo
bensì nell’aprirsi, nel voler trovare la strada ai problemi
è il problema più vasto che oggi tiene in fibrillazione
dell’altro. In fondo non è che la scoperta dell’acqua
l’umanità.
calda: quello che potrebbe apparirci come uno sport
È ovvio che si andrà per gradi. Come natura ci ha
diver-sivo, è da sempre fra i miseri moneta corrente.
abituato. Occorrerà smussare via via le pretese della
Costumi imposti, buoni propositi e pietismi di squadra
base, ed altrettanto le resistenze dei vertici. Nel mondo
producono poco, se l’individuo non accusa un ritorno
12
L’ABBRACCIO
Foto archivio Museo Sant’Agostino Genova
effet-tivo. Nel ‘600, nobili genovesi, capitani e ricchi mercanti non si vergognavano d’aggrupparsi fra i carruggi con un “mandiletto” (fazzoletto) in mano, a prendere per le braccia i passanti e chiedere moneta per i meno abbienti. Oltreché per i lor pari d’un tempo, ora in disgrazia, che non avevano cuore di battere i vicoli alla ricerca d’un pane. Dunque i Carruggi, più dei Rolli, il simbolo d’una città divenuta la più ricca d’Europa grazie anche agli spunti di tolleranza e di convivenza. Sorgenti d’ordine queste, e di produttività. Ma i carruggi non si raggiungono in auto, e se, inoltrandoci nelle tortuosità di Santa Maria delle Vigne, ci imbattiamo in un vescovo ausiliare a bordo di “vespone” per muoversi con più agilità tra i manipoli di bisognosi, allora prende forma l’idea che Genova, come ai tempi in cui costellava di colonie il Mediterraneo, abbia ancora qualcosa da dire al resto del coro.
L’ABBRACCIO
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Per l’Ospedale dei Bambini. di Maurizio Luvizone - Segretario Generale Associazione Gaslini Onlus
L
’Istituto
Giannina
policlinico
Ogni anno al Gaslini, l’Ospedale dei Bambini, si contano
pediatrico tra i più grandi e importanti d’Europa
12.300 interventi chirurgici, 30.000 ricoveri, 35.000
specializzato
in
Gaslini
un
cura,
accessi al pronto soccorso e 550.000 prestazioni
patologie gravi e malattie rare. Istituto di ricovero e
ambulatoriali. Sono numeri importanti che necessitano
cura a carattere scientifico è anche un ospedale dove
di essere sostenuti, perché dietro ogni numero c’è un
ricerca e formazione continua sono di fondamentale
bimbo che ha bisogno di noi. Donazioni private, eventi
importanza. Ogni anno vengono assistiti e curati migliaia
solidali, manifestazione benefiche, raccolta del 5x1000
di piccoli pazienti. Sono necessarie alta tecnologia e
sono solo alcune delle operazioni che si muovono
professionalità a misura di bambino perché il bambino
spontaneamente intorno a realtà come il Gaslini di
non è un adulto in miniatura, è un bambino. Se poi
Genova.
siamo in presenza di patologie complesse, malattie
Grande sostegno all’Ospedale arriva, per esempio,
rare o croniche, l’assistenza diventa personalizzata e
da parte delle Associazioni che operano intorno
la degenza in ospedale può essere lunga e faticosa. I
e
piccoli pazienti hanno bisogno di assistenza costante,
dell’Università di Genova ha calcolato in 8 milioni di
cure specialistiche e grande umanità. Ogni giorno.
euro l’impatto economico generato direttamente da
Foto Archivio Gaslini Onlus
14
L’ABBRACCIO
alta
è
complessità
di
a
beneficio
del
Gaslini.
Una
recente
ricerca
servizi e prestazioni erogati da queste numerose (oltre
I progetti speciali sostenuti dall’Associazione Gaslini
cinquanta) Associazioni.
Onlus riguardano soprattutto la ricerca pediatrica,
L’Associazione Gaslini Onlus, dal 2011, promuove la
l’assistenza e la cura e lo sviluppo tecnologico: la
raccolta fondi a favore del Gaslini. La sua missione
ricerca non può fermarsi, la tecnologia deve essere
è contribuire al finanziamento di progetti speciali,
sempre
rendere
generazione:
possibile
il
miglioramento
tecnologico
all’avanguardia dalle
e
culle
i
macchinari
termiche
alla
di
ultima
risonanza
dell’Ospedale, aiutarlo per le sue prime e più urgenti
magnetica, dalle macchine per la terapia del dolore,
necessità. Un supporto concreto e continuo che sta
alle sonde chirurgiche senza tralasciare l’accoglienza
riscontrando negli anni una crescita esponenziale
e il supporto per la salute fisica e psicologica ai bimbi
grazie ad un’attività di fundraising mirata e organizzata.
e alle loro famiglie. Sono moltissimi i sostenitori privati
Numerose
si
e le aziende che partecipano ai progetti Gaslini Onlus
sommano a iniziative promosse da singoli cittadini ma
contribuendo ad un nuovo e più evoluto modello di
anche da organizzazioni, associazioni e aziende che
gestione che si può così sintetizzare: dalla donazione
sempre di più dimostrano la loro vicinanza al sociale. A
ricevuta, alla donazione organizzata.
spingere privati e società a donare è la partecipazione
Dal 2015 la società di calcio chiavarese è “Amica del
concreta nel veder realizzato un progetto in cui si
Reparto di Neurochirurgia” e lo sostiene con continue
crede che, come nel caso specifico della Gaslini Onlus,
e preziose donazioni per migliorare l’assistenza, la
rappresenta la salute dei bambini. Condividere la stessa
ricerca e la cura. Parte delle donazioni è stata utilizzata
missione significa compiere una scelta di valore e di
a supporto del progetto di ricerca sulla Spina Bifida
grande responsabilità per contribuire concretamente
condotto dalla UOC di Neurochirurgia che potrà così
e in modo esclusivo allo sviluppo della migliore cura,
proseguire lo studio e l’identificazione dei DTN, Disturbi
ricerca e assistenza per tutti i bambini malati.
del Tubo Neurale.
sono
le
donazioni
spontanee
che
Foto Archivio Gaslini Onlus
L’ABBRACCIO
15
CEIS Genova e Volontariato: Un legame antico e fertile. di Ramon Fresta - Responsabile CEIS Genova
La nostra fondatrice amava definirsi la prima volontaria, ed il suo non era solamente un vezzo, ma esprimeva concretamente il suo modo di approcciarsi a questo servizio: era la massima autorità del Centro, con tutto quello che questo comporta in termini di impegno, ma non ha mai smesso di occuparsi personalmente anche di piccoli particolari o azioni di cui ci fosse bisogno. Il suo esempio, e quello degli altri volontari storici, ha contaminato positivamente tutte le persone operanti all’interno dei servizi; valori quali la gratuità, la capacità di accogliere, la condivisione, l’elasticità, la capacità di dare risposte ai bisogni in tempi brevi, sono diventati l’humus su cui è cresciuto e si è sviluppato il Centro dalla prima accoglienza in via San Bartolomeo degli Armeni, alla prima Comunità di Mulinetti per arrivare alla realtà attuale di servizi sparsi sul territorio non solo genovese ma provinciale e regionale e destinati a diverse tipologie di bisogni. Nel corso degli anni questo connubio ha prodotto molto per il territorio genovese, sia in termini di risposte a problematiche di fasce di cittadini sia come cultura
Foto Archivio Ceis Genova
della solidarietà. Come spesso succede per i servizi
“
nati in risposta al problema specifico di un target
Nel 1973 nasce l’Associazione di Volontariato Centro
particolare di cittadini, molti volontari della prima ora
di Solidarietà di Genova, su iniziativa di Bianca Costa
erano famigliari di giovani seguiti dal Centro. A cavallo
Bozzo e di un gruppo di volontari, con l’obiettivo di
tra la fine degli anni ’70 e la prima metà degli ’80
affrontare i problemi legati all’emarginazione giovanile ed in particolare alla tossicodipendenza…” Questo
famiglie sull’argomento e soprattutto invitandole a non
occasione dell’anniversario dei trenta anni di attività del
rinchiudersi per la vergogna ma esortandole a seguire
Centro; ancora oggi quell’Associazione di Volontariato
il loro esempio e chiedere aiuto. Questo produsse un
é la bussola valoriale che indica la strada a tutta la
movimento critico che contribuì a sollecitare risposte
“galassia” del Centro (Cooperativa e Fondazione), il
più adeguate al fenomeno da parte delle Istituzioni,
ruolo di garante dei valori è sottolineato anche dall’
a cambiare l’ottica del territorio che comprese come
essere l’editore della rivista trimestrale “L’Abbraccio”, a
dietro a certi gesti, a volte reati, ci fossero persone in
tutti gli effetti, la voce dell’Ente.
preda ad un disagio che andavano accolte e curate
questa
della
brochure
e non demonizzate. Si fecero moltissimi incontri
fondamentale per spiegare lo stretto rapporto esistente
con altri gruppi organizzati del territorio, interventi
tra tutte le componenti del Centro e il volontariato.
nelle scuole… insomma una enorme mole di lavoro
L’ABBRACCIO
premessa
perché
stampata
ritengo
16
fatto
l’incipit
organizzarono in nuclei territoriali per sensibilizzare le in
Ho
era
(anni terribili per quanto concerne l’uso di droghe) si
la
Foto archivio CEIS Genova
che senza il contributo del volontariato non sarebbe
degli operatori impiegati e sulla vivibilità delle strutture
stato possibile e che contribuì a far avvicinare nuovi
che ospitano i diversi servizi. Per mantenere questi
volontari al Centro, persone che non avevano vissuto
standard occorre integrare i ricavi delle rette con altri
personalmente l’esperienza ma che avevano capito che
ricavi da donazioni; a questo proposito va detto che,
c’era gente bisognosa di aiuto e loro erano disponibili a
malgrado le voci riguardo la “tirchieria” dei genovesi,
offrirglielo!
la città in tutte le sue componenti: singoli cittadini,
Giova ricordare che il contributo del volontariato alle
gruppi organizzati ma anche il mondo delle aziende
attività del Centro non è solamente di tipo economico,
e della finanza- a fronte di progetti e organizzazioni
l’apporto maggiore è quello fornito in termini di
serie- non ha mai lesinato un sostegno economico. Ci
competenze, valori, condivisione, dono del proprio
è capitato spesso che qualche azienda ci sostenesse
tempo e della propria esperienza… un valore non
con contributi economici o donazioni di materiali per
quantificabile ma fondamentale per i nostri ospiti
progetti specifici, oppure destinando una cifra a fine
che hanno la possibilità di ricevere stimoli diversi da
anno a seconda delle politiche aziendali. Insomma il
un rapporto che non è quello normativo esistente tra
volontariato e l’aiuto possono essere espressi in diverse
operatori e utenti, arricchente per entrambe le parti e,
modalità, Il Centro di Solidarietà e Genova ne sono una
soprattutto, insostituibile.
dimostrazione.
L’opera di sensibilizzazione si è declinata anche
Mi piace concludere questa disamina sul rapporto tra il
attraverso
manifestazioni
nostro Centro e il volontariato, ricollegandomi all’inizio
organizzate da altre organizzazioni di volontariato, tipo
la
partecipazione
a
di questo articolo e utilizzando ancora una volta le
il mercatino di San Nicola, oppure creando in autonomia
parole di Bianca Costa:
eventi utili a fare anche una azione di fundraising. Il
“La solidarietà non è un’utopia. In questi anni di attività,
tema della raccolta fondi è vitale per gli organismi
non facili e disseminati di ostacoli, ho sempre trovato
di terzo settore; il Centro di Solidarietà ha diverse
persone disposte a condividere l’impegno in cui
convenzioni in essere con le Istituzioni, ma le rette
credo. Tutti coloro che lavorano al mio fianco, tutte le
percepite non coprono mai totalmente i costi reali se
persone che ci sono state solidali con il loro servizio
si vuole offrire un servizio di qualità, una caratteristica-
di volontariato o con contributi in denaro, le istituzioni
la qualità dei servizi erogati- a cui il Centro è sempre
che ci hanno dato fiducia, hanno permesso al Centro di
stato molto attento: sia Bianca Costa sia il figlio Enrico,
Solidarietà di continuare a proporre a Genova una sfida
che l’ha sostituita alla guida del Centro, hanno sempre
vincente.”
puntato sulla professionalità e la formazione continua
L’ABBRACCIO
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La sostenibilità in Ikea è una cosa seria! di Stefania Mastroeni - Sustainability & PR Specialist Italia
L
’approccio globale al tema della sostenibilità
Per questo motivo IKEA non è soltanto un marchio ma
del gruppo IKEA si chiama: “People & Planet
è un sistema di valori e di prerogative specifiche che
Positive” ed è la sintesi di una visione che mira a
si rivolgono anche a soggetti solitamente considerati
creare condizioni migliori per il pianeta, per le persone,
“altro” rispetto all’Azienda ovvero le comunità locali
per le comunità locali e per il business.
che operano nel campo della solidarietà diffusa. Grazie
Determinare condizioni positive per ciascuno di essi
al sostegno dei singoli negozi, IKEA è stata in grado,
significa produrre un valore duraturo e sostenibile,
durante l’ultimo decennio, di portare a termine più di
attento alle esigenze di tutti. IKEA sta lavorando
400 progetti e iniziative sociali a favore di comunità
secondo questa strategia per cambiare la sua stessa
locali e scuole della nostra Penisola.
fisionomia aziendale in modo da poter raggiungere,
Grazie alla diffusa presenza sul territorio nazionale, il
nel 2020, l’ambizioso traguardo di generare un impatto
gruppo IKEA è intervenuto nel modo più idoneo per
positivo per tutti.
aiutare a risolvere alcuni problemi legati al rinnovo
Foto Archivio Ikea
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L’ABBRACCIO
dei locali in cui le ONLUS o le associazioni non
assistenza,
governative operano; infatti, attraverso la consulenza e
migliorare le condizioni di vita sia in Paesi in via di
la progettazione dei locali interessati, sono stati forniti i
sviluppo o colpiti da catastrofi naturali e/o umanitarie,
mobili e i complementi (montaggio incluso) per rendere
sia in zone che ospitano migranti e persone in fuga dalla
gli spazi più funzionali all’accoglienza e all’ospitalità dei
guerra; tra le nazioni aiutate ci sono: India, Brasile, Iraq,
beneficiari.
Vietnam, Russia, Pakistan, Costa d’Avorio, Romania,
Attraverso
strategiche
partnership
con
molte
promuovere
l’emancipazione
femminile,
Giordania, Etiopia, Ciad.
associazioni, sono stati raccolti i fondi necessari per realizzare obiettivi di protezione e tutela del territorio (Energy Saving Weeks, Lambro da Vivere), di promozione educativa (At Home, Rileggimi e Rigiocami), nonché di sensibilizzazione contro lo spreco di prodotti e risorse (Mercatino Usa & Riusa, Dai Valore a Quello Che Prendi, Riscalda la notte). Importante è stato il contributo nel 2016 in favore delle popolazioni colpite dal terremoto nel centro Italia in stretta collaborazione con Save the Children e la Croce Rossa per fornire aiuto immediato alle persone che avevano perso la propria abitazione. Inoltre IKEA Italia ha deciso di devolvere parte del regalo di Natale destinato ai propri collaboratori a sostegno delle popolazioni colpite dal sisma. Il progetto, effettuato in collaborazione con la Protezione Civile e il MIUR, è consistito nella realizzazione e nel relativo allestimento della struttura che ospita la scuola primaria nel comune di Crognaleto (Teramo). Le iniziative internazionali alle quali IKEA Italia partecipa sono promosse da IKEA Foundation, che collabora con le maggiori organizzazioni di tutela dei diritti dell’infanzia, per garantire quattro esigenze basilari nella vita dei bambini: un posto da poter chiamare “casa”, i diritti alla salute e a un’istruzione adeguata e un reddito familiare sostenibile. Partnership cruciali come quelle con UNICEF e Save The Children risalgono al 2003, quella con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) al 2010; e ogni anno sono state lanciate campagne di sensibilizzazione di clienti e collaboratori su specifici temi, collegando la vendita di un prodotto IKEA alla devoluzione di una parte dei profitti a favore dell’organizzazione o sensibilizzazione attraverso una donazione volontaria in cassa di pochi euro. I punti chiave di queste attività possono dunque essere sintetizzati nei termini fundraising & engagement (raccolta fondi e coinvolgimento) dal momento che lo scopo di IKEA non è semplicemente quello di donare denaro, ma di raccoglierne attraverso la partecipazione attiva di tutti i soggetti coinvolti. Negli anni i fondi sono stati investiti per costruire scuole e strutture di
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SOSTIENI IL CEIS GENOVA Con il tuo contributo potremo portare avanti i progetti di agricoltura sociale, finanziare le attività sportive per le comunità di minori, potremo finanziare progetti di reinserimento lavorativo e sviluppare campagne di prevenzione. COME PUOI SOSTENERCI Tramite Bonifico Bancario presso Banca Prossima S.p.A. Iban IT85 B033 5901 6001 0000 0007 632 Tramite Donazione on line collegandoti all’ indirizzo www.ceisge.org/ceis-genova-sostienici oppure Devolvi il tuo 5x1000 a Fondazione Centro di Solidarietà Bianca Costa Bozzo Onlus C.F. 95080550106
L’ECCELLENZA ITALIANA DEL COLORE www.gruppoboero.it 20
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