L’ABBRACCIO n89 Rivista trimestrale di informazione del CEIS Genova
2017
I giovani in difficoltà al centro delle Politiche Sociali di Francesca Fassio ...........................................................4
La promozione della salute: una necessità per i nostri adolescenti di Marco Vagnozzi ........................................................... 6
Una società che non riesce più ad educare di Giorgio Schiappacasse ........................................................... 8
MySpace: Il tempo di intervenire è... adesso! di Nicoletta Vaccamorta ......................................................... 10
Adolescenza e dipendenza di Margherita Dolcino ..........................................................12
Cosa succede alla Finestra sul Porto? di Mara Lai ..........................................................14
I ragazzi di Samarcanda di Luca Pellegrini ..........................................................16
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La mia esperienza in Tangram di Gianni Minuti ..........................................................18
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LA NOSTRA FILOSOFIA
se stesso né gli altri, sarà solo. Dove altro se non nei nostri punti comuni possiamo trovare un tale specchio? Qui insieme
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una persona può alla fine manifestarsi chiaramente a se stessa non come il gigante dei suoi sogni né il nano delle sue paure, ma come un uomo parte di un tutto con il suo contributo da offrire. Su questo terreno
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noi possiamo tutti mettere radici e crescere non più soli come nella morte, ma vivi a noi stessi e agli altri.
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2
L’ABBRACCIO
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Editoriale di Enrico Costa
C
aro Michele, ci hai lasciato in piena estate, all’improvviso, in un sabato caldissimo. Nessuno se lo aspettava, né tu, né i tuoi
fratelli, né tantomeno noi e i tuoi amici; ma quanti amici! Chissà da Lassù, tu che conoscevi e coltivavi varie fedi religiose, quanti amici hai potuto vedere; amici che ti hanno salutato, che hanno scritto di te e su di te parole meravigliose e sincere; che hanno tenuto ad esprimerti in tutti i modi e con tutte le tecnologie moderne e tradizionali la stima verso di te e delle cose belle che hai lasciato; la stima verso il tuo talento e la tua sensibilità sociale e umana; una sensibilità preziosa per la città che tu hai saputo animare e alla quale, senza alcun dubbio, hai dato tantissimo. A questa città hai testimoniato come bisogna essere aperti, come bisogna essere inclusivi, ma soprattutto come bisogna relazionarsi l’un l’altro con il massimo rispetto della dignità della persona, superando qualsiasi pregiudizio.
Michele Serrano
Mai tanta sensibilità era in uno scrigno così estroverso
alla mancanza di ideali per cui spendere la propria
e unico come eri tu.
esistenza.
La cosa bella è che tutto quello che tu hai fatto
Come comunità dei cosiddetti “adulti” abbiamo nei
continua con la tua impronta.
confronti degli adolescenti una responsabilità doppia
Guardando da Lassù alle pagine dei giornali e dei
per non dire tripla o centupla.
social (per non parlare delle innumerevoli telefonate), hai certamente visto quanto bene hai lasciato. Qualcuno addirittura lascia ancora oggi una pianta ben curata sulla tua scrivania. E anche noi siamo fieri di aver condiviso con te i tuoi ideali e tante belle cose che abbiamo fatto insieme. Grazie Michele. E te lo dico anche io personalmente dal profondo del mio cuore con quell’affetto e quella stima infinita verso di te che tenevamo segreta.
Non solo abbiamo la responsabilità, chiamiamola passiva, diretta o indiretta che sia, dei messaggi confusi che arrivano agli adolescenti, ma abbiamo anche la responsabilità, per non dire l’obbligo morale, di aiutarli nelle loro scelte e fornirgli gli strumenti per riprendersi in tempo dai propri disagi. Un lavoro delicatissimo in cui non è consentito mancare. Per questo ci incontreremo e uniremo le forze per proporre agli adolescenti i migliori percorsi e gli strumenti più adatti.
Tra le cose che ci hai lasciato da completare c’è
E tu da Lassù lanciaci qualche bella idea delle tue!
l’attenzione verso gli adolescenti che sono la fascia più esposta alle sollecitazioni del mondo e che
Grazie, infinitamente grazie.
oggi, più che mai, rimangono frastornati davanti
Tuo Enrico.
L’ABBRACCIO
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I giovani in difficoltà al centro delle Politiche Sociali di Francesca Fassio - Assessore alle Politiche educative e dell’istruzione, alle Politiche socio-sanitarie e alla Casa
S
ono
sociale,
un comune impegnativo come Genova, ho deciso
scuola e casa come assessore al comune
entrata
ad
occuparmi
di
che dovevo farlo. Non possiamo solo lamentarci,
di Genova ai primi di luglio di quest’anno.
mugugnare, bisogna metterci la faccia, la testa e il
Non ho mai fatto politica ma da anni, per i casi della
cuore.
vita, mi trovo a confrontarmi con le Istituzioni che hanno a che fare con i più fragili. Per questo motivo,
Le politiche sociali hanno al centro la “persona” e
quando mi hanno offerto di salire su questo treno
sempre la persona fragile. Particolare attenzione
in corsa che è l’assessorato alle politiche sociali di
rivolgo per scelta e vocazione ai più giovani in
Foto archivio CEIS Genova
4
L’ABBRACCIO
condizione di fragilità, proprio perché da come si
tanto più precoce se si tratta di un minore. Questa
riesce ad intervenire nel loro progetto di vita in un
è l’unica arma reale che abbiamo per aiutare i
momento di difficoltà, si può condizionare la buona
ragazzi, i bambini e spesso, se non sempre, anche
riuscita della loro vita.
le loro famiglie a superare un momento di difficoltà, o ad affrontare una vita nuova, che proprio non
I giovani, i bambini, gli adolescenti, spesso per la
ti aspettavi, facendo di quello che sembra uno
fragilità della famiglia, magari perché provengono
svantaggio, un punto, se non sempre o difficilmente,
da realtà di guerra da cui stanno scappando, a volte
di forza, comunque sempre un punto da cui ripartire.
perché malati o perché scivolati in dipendenze di
E un nuovo inizio è sempre un’occasione.Allora
vario tipo, sono sempre persone su cui si può e si
ben venga la collaborazione con le varie realtà di
deve investire. Sono all’inizio della vita. E la vita
associazioni, enti, scuola od altro, che pongono al
spesso, anche se al momento non sembra, vale
centro della loro attività proprio il progetto sul
sempre la pena di essere vissuta. Ha sempre senso.
ragazzo, ma con l’occhio vigile e attento di un ente
Fondamentale è una presa in carico precoce, con
pubblico impegnato in prima fila.
un progetto valido che coinvolga tutta la rete
Una responsabilità cui non voglio abdicare e che
positiva che ruota attorno alla persona fragile,
anzi pongo al centro del mio impegno.
Foto archivio CEIS Genova
L’ABBRACCIO
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La promozione della salute: una necessità per i nostri adolescenti di Marco Vagnozzi - Educatore CEIS di Genova per la Prevenzione del disagio e la Promozione della salute
I
l CEIS Genova da anni si occupa di prevenzione e
adolescenti. I dati per quanto concerne la Liguria
promozione della salute nelle scuole e nei contesti
non si discostano molto dal trend italiano, ma per
extrascolastici, con particolare riferimento alla
quanto concerne il consumo di bevande alcoliche
prevenzione del consumo di sostanze psicoattive ed
i giovani liguri occupano il terzo posto, ed il primo
alcol e dei comportamenti a rischio ad esso correlati.
se consideriamo soltanto la popolazione femminile
Negli ultimi anni, ha avviato progetti che hanno visto coinvolte scuole secondarie di primo e secondo grado del Comune e della Città metropolitana di Genova, con interventi educativi e formativi specifici per gli studenti, sportelli di ascolto, attività di peer education. Tali percorsi, sino al 2011 più strutturati anche per la presenza di fondi più ingenti destinati alla promozione della salute, si sono in questi ultimi cinque o sei anni in parte ridotti ed impongono oggi una scelta decisiva rispetto al reperimento di risorse a livello locale, regionale e nazionale, per garantire una base più solida alla prevenzione dei comportamenti a rischio in adolescenza, un settore che si configura oltremodo bisognoso di investimenti alla luce dell’attuale situazione giovanile.
di età compresa tra 16 e 18 anni (il 35% della stessa, infatti, si definisce bevitrice abituale). Non va infine dimenticato
un
altro
dato,
quello
riguardante
l’abbandono e la dispersione scolastica, fenomeno che in Liguria raggiunge il 12% della popolazione giovanile e che richiederebbe dunque una particolare attenzione, in un’ottica di empowerment di comunità e di riduzione delle povertà educative. Alla luce di questi elementi statistici, oggi una buona e capillare attività di prevenzione, che non parta soltanto dall’idea di informare i nostri ragazzi, ma intenda piuttosto formarli ed avviarli a scelte consapevoli per la propria vita, dovrebbe configurarsi come una priorità per chiunque svolga, a livelli diversi, un ruolo educativo. Insegnanti, genitori,
Pur rifiutando una logica allarmistica, infatti, è necessario ricordare che secondo le più recenti
educatori professionali, psicologi, assistenti sociali, medici pedagogisti ed altre figure che operano nel
al
settore pubblico e del privato sociale, non possono
Parlamento relativi all’anno 2016), in Italia il 32,9%
sottrarsi ad un compito che, se portato avanti con
degli studenti di età compresa tra i 15 e i 19 anni
scelte opportune e con progetti e buone pratiche
dichiara
sostanza
scientificamente validati e valutabili, permetterà di
psicoattiva illegale nella propria vita, ed il 25,9%
evitare un precoce accesso dei giovani all’abuso di
riferisce di averlo fatto nell’ultimo anno; di questi,
sostanze, ai comportamenti illegali o alle dipendenze,
l’86% ha utilizzato una sola sostanza, mentre il
vecchie o nuove, che rappresentano un fenomeno in
14% si può definire come policonsumatore. Inoltre
costante crescita. Per compiere questa operazione,
il 34% degli adolescenti ammette di avere avuto
è necessario negli anni a venire un maggiore sforzo
episodi di binge drinking, ovvero di abuso alcolico
nella direzione di un lavoro di rete, volto a costruire
concentrato prevalentemente nei fine settimana.
una comunità che opera costantemente sul nostro
Da non sottovalutare, infine, il fatto che il nostro
territorio, nel pubblico e nel privato come nel terzo
Paese si collochi al sesto posto a livello europeo per
settore, e che coinvolge tanto gli adolescenti quanto
il consumo giovanile delle nuove droghe, talvolta
le loro famiglie e gli adulti più o meno direttamente
denominate smart drugs, riportato dal 5% degli
responsabili del loro percorso di crescita.
ricerche
6
(dati
di
L’ABBRACCIO
ESPAD
avere
e
usato
relazione
almeno
annuale
una
Foto archivio CEIS Genova
A tale proposito, il CEIS Genova da quasi due anni sta mantenendo vivi i contatti con altre associazioni ed enti che in maniera diversa si occupano di prevenzione e promozione della salute, per coordinare in futuro le iniziative in ambito scolastico ed extra scolastico anche attraverso un’opportuna mappatura dei servizi e degli interventi già presenti negli istituti e sul territorio genovese. A livello nazionale, inoltre, il CEIS porta avanti il collegamento con la Fict - Federazione Italiana delle Comunità Terapeutiche, che nei suoi diversi centri opera con attività di prevenzione del disagio, con un occhio di riguardo a fenomeni vecchi e nuovi come la già ricordata dispersione scolastica ed il gioco d’azzardo patologico. Tutto ciò nella speranza che di qui a breve vi sia, da parte dei decisori politici a differenti livelli, una rinnovata attenzione per la promozione della salute in adolescenza quale settore imprescindibile del nostro sistema educativo e socio-sanitario.
L’ABBRACCIO
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Una società che non riesce più ad educare di Giorgio Schiappacasse - Direttore Ser.T ASL3 Liguria
G
li ultimi decenni hanno rovesciato le basi
giovani, sono entrate in “crisi” schiacciate da realtà
materiali di tutti i soggetti portatori di
sempre più…virtuali !!!
funzioni educative: le minacce ecologiche,
Possiamo affermare con sicurezza che la società ha
l’insicurezza nel mondo economico, la precarietà
“disertato” in questi anni dai suoi compiti educativi
dei percorsi lavorativi, la confusione dei riferimenti
collettivi da molti punti di vista.
culturali, la perdita di contatto con le proprie “radici”,
Lo slogan è stato: “tutto e subito!” evitando le fatiche e
la crescente volgarità e scadimento etico del sistema
il dolore della vita perché è assente la prospettiva di un
delle comunicazioni, l’iper-consumismo hanno lasciato
domani, di un futuro.
soli i genitori e la scuola alle prese con una “missione
Una educazione drogata, cosi come una finanza
impossibile”: educare!
drogata.
Anche le esperienze di “reciprocità” così importanti
Oggi viviamo e cresciamo i nostri figli, infatti, in una
nello
società sempre più finta, di plastica, condizionata
sviluppo
di
una
consapevolezza
personale
partecipativa, in particolare nei percorsi formativi dei
Foto archivio Progetto MySpace
8
L’ABBRACCIO
da
un
consumismo
esasperato
(pubblicitocrazia),
con una perdita dei valori di riferimento (etica del
entrambe impostando quei cambiamenti che, nel
lavoro, dell’impegno, della famiglia, della parola data,
tempo, possano ripianare tanto il debito finanziario che
della condivisione dell’onore) che avevano guidato
il “debito educativo” accumulati nei decenni passati.
le generazioni precedenti; una crisi etico-spirituale-
Educare vuol dire da una parte essere consapevoli
educativa evidente ed una altrettanto evidente paralisi
delle cose buone che abbiamo ma non disertare dalla
nella capacità di porre rimedio a questi aspetti (oggi
sempre presente necessità di riconoscere i “limiti” ma
ognuno pensa a se e basta…)
anche “le risorse” di ognuno di noi.
Questa società indica, spesso, a tutti noi ed ai giovani
Riconoscere
in particolare, false direzioni ricorrendo in particolare,
responsabilità, fare scelte, saperle sostenere ed essere
per manipolare in modo più o meno consapevole
coerenti con queste, confrontarsi e negoziare senza
(ma ormai cosi fan tutti…), a sempre più sofisticati
perdere i punti di riferimento, saper anche essere
“sostitutivi relazionali” che ci stanno avvelenando,
scomodi (anche con se stessi) quando necessario,
intossicando (sono sempre più evidenti fenomeni
sapendo guardare verso qualcosa di più grande…verso
di “de-realizzazione” e “de-personalizzazione” con
l’orizzonte.
effetti simili al fenomeno della cosiddetta patologia
Altre volte educare vuol dire saper fare un passo
da “istituzionalizzazione” cosi evidente nei manicomi del secolo scorso. In altre parole ”solitudine” e “isolamento” fatti sistema). Tutte le direzioni indicano l’esterno, l’apparenza, l’immagine, quasi nulla va verso l’interiorità, l’accettazione di sè e dei propri limiti, la fiducia nelle proprie risorse. Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti quelli che vogliono vedere, in tutti i campi (vedi aumento consumo di alcol e sostanze psicoattive; vedi continuo aumento prescrizione impropria di farmaci e psicofarmaci anche ai bambini; vedi problemi legati al gioco d’azzardo, ai
disturbi
alimentari,
alle
videodipendenze;
vedi
impoverimento della vita relazionale, partecipativa e spirituale; vedi malessere sempre più diffuso nonostante siamo la società del benessere; vedi problemi dei giovani oggi; vedi tensioni sociali crescenti; vedi aumento problemi di depressione, di attacchi di panico; vedi attacchi di panico sociale generalizzato - mucca pazza, sars, aviaria, suina; vedi violenze immotivate; vedi crisi finanziaria!) Tutti sentiamo la necessità di tracciare una rotta,
i
limiti
vuol
dire
esserci,
prendersi
indietro al servizio di un disegno o uno scopo più ampio per permettere di sperimentare, di assumere responsabilità e... rischiare! Professionisti, istituzioni, sanità, adulti, mass-media, politici e la società in generale debbono quindi riprendere ad interrogarsi seriamente, rispetto alla questione del ruolo educativo che spetta ai genitori, alla famiglia, alla scuola ma soprattutto alla comunità nel suo insieme (questa si è resa latitante in questi anni sul tema dell’educazione). Sentiamo tutti la necessità di riscoprire e riappropriarci dei “fondamentali” del nostro vivere “insieme” per poter trasmettere tali valori alle generazioni future, per ri-costruire le basi per una “società del noi”. Pensiamo che sia l’esperienza concreta il vero antidoto alla Droga Passività che impera nei nostri territori. Queste “esperienze concrete” tramite l’ascolto di se stessi, degli altri e del mondo possono permettere di ri-orientarsi e tracciare la rotta più opportuna per ognuno. In ogni caso se costruite in “moduli” idonei
che consenta di recuperare i valori di una “società
faranno curriculum cosa sempre utile.
educante” attraverso azioni semplici e concrete che
(Una volta i ragazzi dovevano essere tolti dai campi per
possano raccogliere l’impegno di tutti e fare davvero
essere mandati a scuola oggi è il contrario: dobbiamo
“cultura” in modo costante e duraturo nel tempo.
farli tornare a sperimentarsi sul campo!) gesti,
In ogni caso ci vuole il coraggio e la capacità di
responsabilità e consapevolezze individuali e collettive
guardare avanti sapendo vivere da una parte momento
concrete possono darci le basi per il recupero di un
per momento ma anche con un occhio al futuro!
“etica collettiva” che in ogni caso richiederà tempo per
È così che ci hanno insegnato i nostri antenati, i nostri
realizzarsi pienamente.
genitori, i nostri maestri.
Soltanto
percorsi
di
recupero
di
scelte,
Desideriamo sottolineare come “emergenza finanziaria” ed “emergenza etico-educativa” siano più collegate di
Proverbio cinese:
quanto possa sembrare e forse proprio per questo oggi
“...il tempo migliore per piantare un albero era vent’anni fa,
abbiamo una occasione per cominciare ad affrontarle
l’altro tempo migliore è ….adesso !!!”
L’ABBRACCIO
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MySpace: Il tempo di intervenire è... adesso! di Nicoletta Vaccamorta - Responsabile CEIS di Genova per il Progetto MySpace
ancora imparato a farlo. Sono adolescenti con parti del se in costruzione, con un lento percorso verso l’identità molto faticoso e frammentato. MySpace si propone come occasione, come esperienza; vi accedono ragazzi di età compresa tra i 13 e 24 anni. Fino a 4 anni fa l’accesso avveniva prevalentemente dai Ser.T, oggi abbiamo molte segnalazioni dai distretti sociali che hanno già in carico il minore, dall’ USSM, da associazioni territoriali, dalle scuole e dalle famiglie stesse. I genitori chiamano per chiedere aiuto e sostegno, per segnalare situazioni difficili relative ai comportamenti e agli agiti dei ragazzi. Non è facile “agganciare” il ragazzo, la percezione del pericolo non è avvertita con la stessa portata dell’adulto e spesso al primo colloquio emergono già importanti dissapori. Il percorso è individualizzato, potremmo dire che non esiste un progetto uguale all’altro, proprio perchè i ragazzi sono tutti diversi tra loro. MySpace ha una durata dai 3 ai 12 mesi e viene attivata sin da subito la rete di collaborazione per la condivisione del progetto globale del ragazzo. L’elemento chiave è il potenziamento delle risorse, il fare emergere aspetti del sè che possono Foto archivio Progetto MySpace
I
l progetto MySpace è un Centro Diurno per giovani adolescenti che presentano in anamnesi un accostamento alle sostanze legali o illegali o che
stanno sperimentando stili di vita a rischio. Il Progetto nasce nel 2008 e il prossimo anno compirà quindi 10
diventare veri punti di forza e di benessere. MySpace organizza attività in forma di laboratorio, ossia attività sperimentali studiate negli obiettivi insieme ai ragazzi. Gli operatori creano la situazione fissa nel tempo e nello spazio, all’interno lo sviluppo avviene attraverso le idee e i desideri dei ragazzi. Le attività sostengono l’immaginazione e l’immaginazione sostiene nel tempo l’attività. Teatro, attività sull’assertività e le abilità
anni. È grande, è cambiato, si è trasformato. Come in
sociali, sulla progettazione di sè, la gestione del tempo
tutti i processi di cambiamento non è solo importante
libero, sono esperienze che permettono al ragazzo
osservare il passaggio dal prima al dopo, ma osservare le
di ri-pensarsi continuamente, di mettersi a confronto
fasi intermedie e i motivi di tale cambiamento. MySpace
continuo con i pari e con altri adulti. Attività che resta
è figlio della collaborazione tra Ser.T e Cooperative
fissa nel tempo è il Teatro in Equilibrio, formato da
sociali, è figlio di un processo d’intesa, di fiducia e di
alcuni ragazzi e genitori di ragazzi che sono passati da
condivisione di una importante motivazione: sostenere
MySpace, esperienza che consente di vedere e stare
i ragazzi in un momento fragile della vita, non lasciarli
con altri ragazzi, che non sono figli propri, e adulti che
soli nelle loro angosce e proteggerli laddove non hanno
non sono genitori propri. MySpace ha elaborato nel
10
L’ABBRACCIO
Foto archivio Progetto MySpace
corso degli anni un sistema di cartella personale, Dossier
consuma, sta male, ne esce, ne rientra, sta da solo, sta con
individuale, studiato per sostenere il progetto nel suo
il gruppo, tante forme diverse. Errore sarebbe quello di
percorso attraverso l’inserimento di obiettivi, strumenti
creare un target a guisa di ciò che il sistema ha creato per
e
Questo
gli adolescenti quali consumatori. Desideriamo mantenere
conferisce al ragazzo la responsabilità del suo progetto
l’idea che esistano tanti modi di stare male perchè tante
e la condivisione degli obiettivi.
sono le adolescenze. È necessario che MySpace possa
Forti sono le collaborazioni con il sistema istituzionale che
attivarsi anche come Comunità residenziale, che possa
fornisce visibilità sempre maggiore al progetto: USSM,
accogliere alcuni ragazzi per un tempo dai 6 ai 12 mesi.
Prefettura, Ufficio minori stranieri, Servizi Salute Mentale,
Ragazzi in situazioni di crisi e urgenza per cui vivere in
Distretti sociali. Rispetto alla continuità di MySpace ci
famiglia resta difficile per tutti. È necessario che MySpace
piace immaginare di poter lavorare sempre più per moduli.
possa avere un modulo esperenziale dove gli obiettivi
Non vogliamo omologare gli interventi perchè non esiste
comuni diventano motivazione a stare in un viaggio
la categoria degli adolescenti tossicodipendenti, ma esiste
positivo. Se di urgenza educativa parliamo dobbiamo
l’adolescente che fa uso in diverse modalità, sperimenta,
parlare anche di urgenza di intervento.
verifiche
del
progetto
individualizzato.
L’ABBRACCIO
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Adolescenza e dipendenza di Margherita Dolcino - Responsabile Coordinatore delle attività di MySpace, Psicologa presso il Ser.T Zona 9/10
A
dolescenza
è
un
concetto
psicologico.
comportamenti
problematici
anticipando
identità
È lo stato mentale che caratterizza lo
negative o peggio, cronicizzare situazioni trattabili in
sviluppo puberale di qualunque individuo,
maniera fluida ed efficace.
è un processo faticoso e complesso che coinvolge e travolge il soggetto ed il suo ambiente.
Il Servizio per le dipendenze si configura ormai da
È importante tenere conto che l’entrata in questa fase delle vita comporta una totale modifica degli assetti interni che il fanciullo pre-pubere ha faticosamente raggiunto. L’equilibrio stesso dell’individuo è messo in
anni come un punto di riferimento non più solamente frequentato da una utenza che ricalca il vecchio stereotipo del tossicodipendente consumatore di eroina. I dati relativi agli ultimi accessi fotografano
discussione. Conseguenza inevitabile è l’incapacità di
una situazione difficile nella gestione dei numeri e
assumersi una qualunque responsabilità e l’esigenza
nella complessità ma estremamente significativa:
di prolungare all’infinito lo stato adolescenziale capace di garantire una serena dipendenza perenne. L’adolescenza è anche una cartina tornasole dei mutamenti sociali che richiedono agli adolescenti di sintonizzarsi su un mondo che richiede velocità, capacità caratterizzate dalla mancanza di totale di certezze e di obiettivi futuri: sperimentare quindi il rischio e l’incertezza come esorcismo contro la precarietà e la crisi attuale.Adolescenti che risentono di veri e propri cambiamenti cognitivi: superficie al posto della profondità, velocità al posto della riflessione, sequenze al posto dell’analisi, surfing al posto dell’approfondimento, il multitasking al posto della specializzazione, il piacere al posto della fatica. Ciò ha comportato cambiamenti radicali nell’operare dei nostri servizi, determinati dalla necessità di rimodulare gli interventi, passando da interventi di prevalente contenimento del danno o di vera e propria cura, a interventi volti a prevenire la cronicizzazione del fenomeno. Diventa necessario quindi interferire con
tali
condotte
funzionali
contrapponendo
relazioni e situazioni educative/terapeutiche capaci di sintonizzarsi sul piacere e non sulla punizione, mettendo in gioco strategie realmente capaci di incontrare gli adolescenti sul loro territorio e registro di funzionamento cognitivo ma soprattutto emotivo. La
sfida
consiste
quindi
nel
mettere
in
atto
interventi precoci che non rischino di stigmatizzare
12
L’ABBRACCIO
Foto archivio Progetto MySpace
i minorenni che si sono rivolti al Ser.T “genovese”
L’età media di esordio si situa intorno ai quattordici
nell’ultimo
e
anni. Nell’ ultimo anno si registrano richieste di aiuto
precoce
per ragazzi alla prima esperienza di “consumo”
quinquennio
progressivo
aumento.
sono
in
costante
L’intercettazione
collocata a 13 anni. Il modo con il quale ci si accosta
favorisce un trattamento più efficace.
alle sostanze è abbastanza uniforme il livellamento I minorenni che si rivolgono al Ser.T per il 50%
dell’offerta sui piani dei costi mette a disposizione
consumano, come sostanza primaria, alcool, mentre
del consumatore le diverse sostanze, annullando
la percentuale tra i giovani sino ai 24 anni risulta
anche la percezione circa il rischio che i loro consumi
essere del 32%. Il 30% dei minori utilizza cannabis.
comportano. Si assiste sempre più frequentemente al
Molto pochi sono quelli che chiedono aiuto per
passaggio da una sostanza all’altra.
abuso di extasy o anfetamine segno che questo tipo di comportamento non viene vissuto come problematico
o
potenzialmente
a
“rischio”.
Si
L’effetto finale è un incremento dei consumatori occasionali, potenziali poliabusatori. All’interno del Ser.T esistono diversi progetti terapeutici dedicati
dimostra quindi come tra i giovanissimi la sostanza
specificatamente agli adolescenti che riguardano
d’iniziazione sia l’acool che diventa ipotetico veicolo
sia la prevenzione nelle scuole e nei luoghi di
per avvicinarsi al consumo di sostanze stupefacenti.
aggregazione giovanile, sia la presa in carico di
L’uso di eroina risulta essere sempre di più posticipato
situazioni a rischio e che necessitano di un intervento,
ma si conferma come sostanza di “arrivo”
sia il coinvolgimento attivo dei familiari.
Foto archivio Progetto MySpace
L’ABBRACCIO
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Cosa succede alla Finestra sul Porto? di Mara Lai - Responsabile “La Finestra sul Porto”
L
Comunità
anche ad ammettere che sono stati bene o che si sono
Terapeutica Riabilitativa residenziale per minori
rilassati o, addirittura, divertiti. Tenere in ordine e pulite
a
“Finestra
sul
Porto”
è
una
e adolescenti dai 14 ai 18 anni di età, con esordi
le stanze è un’altra battaglia (ad eccezione per gli
di malattia o disturbi psichiatrici in fase clinica attiva.
ossessivo-compulsivi). Spesso gli operatori li aiutano a
Il trattamento, qualora il minore sia già inserito in
riordinare e pulire, e alla fine del duro lavoro apprezzano
struttura, può essere esteso al massimo al ventunesimo
insieme questa alternativa di vita e si scambiano buoni
anno di età. Attraverso prestazioni diagnostiche,
propositi di mantenere un pochino questo stato, ma
terapeutiche, riabilitative e socio riabilitative si cerca di
incredibilmente dopo 5 minuti la stanza è di nuovo nel
avviare programmi di recupero e contenimento delle
caos totale (“Ma come hai fatto?” “Ho fatto la doccia
patologie. Le funzioni di accoglienza, reinserimento
e poi cercavo quella maglietta che avevamo messo a
sociale,
sono
posto…”). Ci sono i momenti di dolore, di tensione, di
espletate
scolastico/formativo attraverso
un
occupazionale,
personalizzato
tristezza ed allora l’operatore ascolta, dà un abbraccio,
concordato con il servizio inviante e una periodica
progetto
consola. Ci sono genitori che a volte collaborano con
valutazione dell’ospite.
noi e si prova a fare un percorso insieme, e altri che a volte ci detestano perché ci occupiamo dei loro figli
Queste sono le parole ufficiali di presentazione della
facendoli sentire inadeguati, “non bravi abbastanza”
“Finestra” ma non esprimono adeguatamente ciò che
ma anche con loro cerchiamo di creare faticosamente
realmente accade in comunità. Oggi abbiamo ragazzi
un’alleanza perché questo è l’unico modo per poter
e ragazze dai quasi 15 ai quasi 18 anni. Simpatici, a
aiutare i loro figli. Il lavoro più difficile ci piomba
volte allegri a volte tristi, a volte arrabbiati. C’è chi ti
addosso quando scoppiano le crisi, quando qualche
sta sempre attaccato e cerca continua attenzione, al
ragazzo non ce la fa più e crolla, crolla con rabbia, con
punto che a volte ti sembra di non riuscire nemmeno
atti di autolesionismo, con aggressività contro le cose
a respirare perché ti ruba anche l’ultimo ossigeno. C’è
e contro le persone; in questo caso, l’operatore deve
chi invece se ne sta chiuso in camera e raramente si fa
esserci, con professionalità ma anche con un mare
vedere, ma quando appare e si siede con te in ufficio a
di altri sentimenti umani come la capacità di capire
disegnare, magari in silenzio, ti riempie di gioia perché
e di proteggere, ma anche la paura, la frustrazione,
ti sta parlando, a modo suo. Insieme si vive ventiquattro
l’impotenza. Allora si chiama in aiuto la guardia medica,
ore su ventiquattro, sette giorni su sette, mese dopo
a volte anche le forze dell’ordine. Si ricorre ad un breve
mese. Al mattino la sveglia per andare a scuola è alle
ricovero in psichiatria per calmare chi sta male e per
6,00: a volte con sorrisi a volte dovendo ingaggiare
tutelare gli altri ospiti. E poi ci sono le gelosie, le invidie,
battaglie per farli alzare. La colazione va bene per due
che rendono spesso gli uni sempre molto attenti a cosa
giorni poi se ne vorrebbe un’altra. Ogni tanto succede
si fa con gli altri. Ci sono le antipatie e le simpatie che
pure che un operatore porti focaccia o brioches e allora
nell’arco di pochi minuti possono capovolgersi. In questi
la giornata inizia con un sorriso. C’è chi non si lava mai e
casi, noi adulti facciamo fatica a capire, osserviamo
chi fa due docce al giorno. Chi arriva da scuola affamato
questi cambi di umore, cercando di comprendere ciò
e divora tutto e chi fa il principino cui non va mai bene
che pensano, che provano, al fine di trovare nuove
nulla. Ci sono le attività pomeridiane: gruppo cucina,
strade che ci consentano di addentrarci nel loro mondo.
aikido, piscina, arrampicata o teatro ed ogni volta
L’obiettivo finale al quale si lavora è quello di far sì
trascinarli in una di queste attività è una impresa perché
che i ragazzi tornino a casa, o in situazioni nelle quali
la sana pigrizia adolescenziale da noi è ben distribuita.
possano continuare un percorso di crescita.
Però, in genere, quando finiscono l’attività e si sono riempiti la pancia con una super merenda, riescono
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L’ABBRACCIO
Non parliamo di guarigione perché sarebbe arduo,
Foto archivio CEIS Genova
o raro, poter parlare di vere e proprie malattie. Ciò di cui questi ragazzi hanno vitale bisogno è imparare a gestire un po’ meglio certe difficoltà nel relazionarsi, nel provare a controllare meglio le frustrazioni, nello scoprire le proprie risorse e capacità e nel provare a vivere con un certa serenità. Spesso si tratta solo di cambiamenti minimi che però richiedono un lavoro lungo e difficile. Noi operatori ci proviamo e ce la mettiamo tutta, ma il vero lavoro è quello che fanno i ragazzi. Poter osservare il loro cambiamento e la loro crescita è quello che ci dà la spinta a continuare a farci togliere l’ossigeno.
L’ABBRACCIO
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I ragazzi di Samarcanda di Luca Pellegrini - Responsabile Samarcanda
L’
arrivo dei minori che migrano dai Paesi di
e nel rispetto delle esigenze del minore e della
origine è diventato un fenomeno rilevante.
sua
storia
familiare,
Samarcanda
organizza
Samarcanda si inserisce in un contesto
incontri periodici con i genitori e/o con altre figure
complesso, nel quale il tessuto delle singole e delle
significative per il minore, presenti sul territorio.
collettive vicende umane è altamente interconnesso,
L’organigramma prevede un responsabile ed un
e fornisce una risposta concreta a una realtà che
discreto numero di operatori formati in ambito
non può, ad oggi, essere trascurata, né considerata
sociale, pedagogico, educativo e psicologico, i quali
sempre, e solo, come un’emergenza. È utile svelare
offrono una costante ed attenta presenza che ruota
qualche retroscena, onde conoscere meglio un mondo
durante
che, spesso, non ha nomi, né volti. Forse qualcuno
copertura giornaliera 24 ore su 24. Ogni ospite viene
ignora che ai minori stranieri non accompagnati è
seguito da una coppia educativa di riferimento che si
riconosciuto lo status di “inespellibili”, che permette
occupa di attuare un’attenta osservazione, di valutare
loro di aver diritto a un permesso di soggiorno per
le attitudini di ciascun ragazzo accolto e di elaborare
motivi di minore età valido fino al compimento del
e perseguire un progetto educativo individualizzato
18° anno. La nostra comunità nasce come risposta
(PEI) condiviso con la rete di appoggio, che concorre
concreta ad una sempre più consistente presenza
al raggiungimento di obiettivi prefissati.
l’arco
della
settimana,
garantendo
una
di minori stranieri non accompagnati sul territorio; può ospitare fino a dodici minori e si organizza
Il minore inserito in struttura è chiamato in causa
come una struttura aperta che lavora in rete con enti
per collaborare in prima persona, al fine di favorire
pubblici e servizi, al fine di garantire il rispetto dei
lo
diritti e della dignità dei suoi ospiti. In rapporto alla
autodeterminazione e del senso di responsabilità.
capacità ricettiva, la struttura si snoda su un unico
Ai ragazzi si chiede, per esempio, di occuparsi, a
piano e prevede una zona notte; servizi igienici,
turno, delle faccende domestiche, cosicché ciascuno
docce ed un’area limitrofa adibita a lavanderia; una
possa intuire cosa serve per vivere insieme e per il
cucina, benché la preparazione dei pasti sia affidata a
bene comune; si facilita l’interiorizzazione di regole
soggetti esterni; un locale per il pranzo; una sala TV,
talvolta trascurate, altre mai apprese; si promuovono
che consente lo svolgimento di attività collettive ed
attività di svago, pratiche sportive, gruppi di incontro
individuali di studio e di svago; un laboratorio; una
e confronto, attività laboratoriali.
palestra; una sala computer. Esiste, altresì, un ampio spazio esterno, nel quale è presente un campetto per il gioco del pallone.
sviluppo
dell’autonomia,
della
capacità
di
Il nostro lavoro rappresenta una sfida che richiede uno sforzo costante da parte di tutti gli attori coinvolti: educatori, servizi sociali, ulteriori altri
Educativa
servizi e gli stessi ragazzi. Essa va affrontata e
Assistenziale) ad alta intensità e quindi accoglie
discussa su più fronti senza mai perdere di vista che
anche minori segnalati dai servizi sociali e/o soggetti
il punto di partenza della comunità è il minore, unico
a provvedimento del Tribunale per i minorenni, che
destinatario di ogni iniziativa professionale, ed il suo
vivono situazioni di fragilità, di svantaggio sociale
bisogno di instaurare relazioni significative capaci di
e/o maltrattamento. Si tratta di casi per i quali sono
promuovere il suo benessere psicofisico ed affettivo.
richiesti interventi di prevenzione e di riduzione del
Si tratta, quindi, di una struttura di convivenza che
disagio, affinché lo stesso non sfoci in comportamenti
si impegna a fornire stimoli cognitivi, relazionali ed
devianti e/o in patologie psichiatriche conclamate.
affettivi, così da innescare un processo positivo per
Quando possibile, in accordo con i servizi invianti
la crescita.
Samarcanda
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L’ABBRACCIO
è
una
CEA
(Comunità
Foto archivio CEIS Genova
Samarcanda si propone come un esempio tangibile di un modello di accoglienza che funziona e che tiene da conto le prospettive di inclusione sociale, che costituiscono il fine ultimo del difficile percorso compiuto dai suoi giovani ospiti. «Non bisogna dimenticare che un Paese capace di futuro legge le risorse spese per l’infanzia e l’adolescenza come investimento e non come costi» (UNICEF)
L’ABBRACCIO
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La mia esperienza in Tangram di Gianni Minuti - Educatore Tangram
Foto archivio Progetto Tangram
L
avoro nella struttura Tangram da circa tre
interpersonale con i ragazzi è la base indispensabile per
anni; in precedenza ho prestato il mio servizio
avviare una collaborazione proficua per raggiungere
nelle varie strutture del Centro di Solidarietà,
gli obiettivi prefissati. Inizialmente ho avuto una certa
in particolare la Comunità Educativa. Tangram è una
difficoltà ad entrare in relazione, ma penso che la cosa
Comunità di seconda accoglienza che ospita minori
sia stata reciproca. Ho iniziato cercando di non forzare
non
non.
troppo i tempi; ho trovato persone inizialmente più
L’obiettivo primario è ottenere il permesso di soggiorno.
disponibili e curiose, altre più riservate, ma questo
Il primo impatto in questo nuovo lavoro ha richiesto un
fa parte anche del carattere di ciascuno. In parte la
cambiamento non marginale rispetto l’ottica di lavoro e
relazione comporta degli obiettivi progettuali come la
gli obiettivi.
loro storia per poter costruire il memoriale che portano
accompagnati
richiedenti
protezione
e
in commissione, in parte è relazione giornaliera con Una esperienza completamente nuova da costruire
la quale si discute di argomenti vari. Questo aiuta ad
attraverso nuove competenze e mansioni. La relazione
instaurare un rapporto che va oltre le competenze
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L’ABBRACCIO
istituzionali. Quando qualcuno viene in ufficio in
di rassicurarli che rispetto a momenti ansiosi siamo
particolare la sera e chiede aiuto per fare compiti di
presenti. Conoscere le loro storie personali, mi ha fatto
Italiano, in queste occasioni ci si allontana dai ruoli, gli
conoscere in parte un mondo nuovo; tutto ciò mi ha
argomenti si diversificano e si riesce a parlare di svariate
arricchito ed anche in questo momento mentre sto
cose supportandosi anche con gesti, un pò di Italiano,
scrivendo ho davanti agli occhi il loro sorriso, il loro “ zio
un pò di inglese o francese. Con tutti i ragazzi con cui mi
vuoi caffè, zio come si dice in Italiano...? “Indirettamente
sono relazionato ho riscontrato il desiderio di conoscere
chiedono di essere riconosciuti come persone con la
e di farsi conoscere. La sensazione è di essere una grande
propria storia e personalità, di vivere il loro percorso
famiglia; ogni educatore ha la sua caratteristica, così
senza paure e di avere accanto qualcuno che si interessa
come ogni ragazzo. Al mattino quando vengo al lavoro
a loro. Provengono da paesi diversi, con culture diverse
e i ragazzi iniziano ad alzarsi per andare a scuola, ci si
e tutto ciò è una ricchezza; difficile soppesare quanto
saluta e sentirsi salutare attraverso un “ciao buon giorno
facciamo noi per loro o loro per noi. Indifferentemente
come va, a casa tutto bene ? “ costituisce un buon inizio
dai motivi per cui hanno lasciato il loro Paese, il viaggio
di giornata lavorativa. A volte li vedo preoccupati magari
che hanno affrontato, ciò che hanno subito, nei loro
perché tarda ad arrivare l’esito della commissione, o
occhi e nel loro comportamento si vede dignità, non
per altri motivi; allora iniziamo a parlare con il tentativo
vittimismo, si legge il desiderio di realizzare i loro sogni,
di fargli capire che l’iter burocratico a volte è lento,
l’energia e la motivazione nel guardare avanti.
Foto archivio Progetto Tangram
L’ABBRACCIO
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