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Ceis Genova L'Abbraccio n°88

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L’ABBRACCIO n88 Rivista trimestrale di informazione del CEIS Genova

2017

La storia dell’arrivo del CEIS Genova a Loano di Marco Nocentini ...........................................................4

«Sono un cittadino, non di Atene o della Grecia, ma del mondo» di Marco Baldini Responsabile CAS Provincia di Savona ........................................................... 6

I Rapporti con la Pubblica Amministrazione di Luca Lettieri - Vice Sindaco di Loano ........................................................... 8

Siamo speranzose di Mamme attive Loano ...........................................................11

Il seme che germoglia di Elena, Giulia, Idina, Manuela ed Elena - Volontarie ..........................................................13

Loano, Convento dei Padri Agostiniani 16126 Genova • Via Asilo Garbarino, 6/B • Telefono 010.25.46.01 - Fax 010.25.46.002 r.a. N. 88 • 2° Trimestre 2017 • N. 2 del 2017 • Prezzo 1,00 euro Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 • Iscrizione al R.O.C. n° 16776 del 17/04/2008 Poste Italiane S.p.A. sped abb.postale • D.L 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 N° 46) art 1 comma 1, DCB Genova

di Giampiero Buffoni Architetto ..........................................................14


L’ABBRACCIO Dove possiamo Rivista trimestrale di informazione del Ceis Genova

incontrarci

Siamo anche in tutta Italia

Direttore responsabile Silvano Balestreri Caporedattore Michele Serrano In redazione Aldo Castello Foto Courtesy Roberto Alfredo Oliva

Fassolo Via Asilo Garbarino, 6-9/B - 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 - Fax 010.25.46.002

Hanno collaborato Marco Nocentini, Marco Baldini, Luca Lettieri, Mamme attive Loano, le volontarie Elena, Giulia, Idina, Manuela ed Elena, Giampiero Buffoni Direzione e redazione ASS. CENTRO DI SOLIDARIETÀ di GENOVA Via Asilo Garbarino, 6 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002

Davagna Via Cavassolo 23 - 16022 Davagna (GE)

nasconderci da noi stessi. Fino a quando una persona non confronta se stessa negli che non permette loro di condividere i suoi segreti, non ha scampo da questi. Timoroso di essere conosciuto né può conoscere se stesso né gli altri, sarà solo. Dove altro se non nei nostri punti comuni possiamo

Stampa RESTART di Marina Cosco & C. sas

Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

Siamo qui perché non c’è alcun rifugio dove

occhi e nei cuori degli altri, scappa. Fino a

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Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 Sped. abb. postale 50% - Genova

LA NOSTRA FILOSOFIA

trovare un tale specchio? Qui insieme

Trasta Salita Cà dei Trenta, 28 - 16161 Genova

una persona può alla fine manifestarsi chiaramente a se stessa non come il gigante dei suoi sogni né il nano delle sue paure, ma come un uomo parte di un tutto con il suo contributo da offrire. Su questo terreno noi possiamo tutti mettere radici e crescere non più soli come nella morte, ma vivi a noi stessi e agli altri.

Chi siamo Dove siamo Via Asilo Garbarino, 6 B - 9 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002

Casa Bozzo Via Edera 22 - 16144 Genova

Presidente Enrico Costa Direttore Generale Paolo Merello ceisge@ceisge.org fondazione@pec.ceisge.org www.ceisge.org

2

L’ABBRACCIO

Loano Via Sant’Agostino 13 - 17025 Loano (SV)

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Editoriale di Enrico Costa

sostenere la Prefettura di Savona che cercava spazi di accoglienza nei borghi della riviera e, pur consapevoli delle grandi difficoltà logistiche che avremmo dovuto affrontare, abbiamo cominciato a guardarci intorno per trovare edifici adatti in provincia di Savona. Fu così che ci trovammo a Loano per un sopralluogo al Convento di Sant’Agostino. Mentre visitavamo il convento a me sono venuti alla mente i Doria, committenti dell’edificio, e le loro vicende; i Durazzo… quelle

grandi famiglie

giunte a Genova dalla provincia, o perfino dalle coste dalmate, che alla Repubblica portarono tanto lustro, onori e ricchezze . Un altro esempio di come Genova abbia saputo accogliere e dare valore ai “foresti” che addirittura sono divenuti protagonisti della storia della Repubblica. Il convento rappresentava una sede ideale per mettere in pratica e trasmettere la nostra mission e la Provincia degli Agostiniani, proprietaria Courtesy Roberto Alfredo Oliva

dell’immobile, ci ha molto favorito. I padri Agostiniani

I

sono stati da subito sensibili alle nostre esigenze e,

l CEIS Genova era da sempre fortemente legato al

compresa la natura del nostro intervento, ci hanno

capoluogo ligure che racchiudeva il nostro arco di

sostenuto anche per mantenere la vocazione del

azione, ma con l’emergenza migranti, l’affollamento

complesso monastico, da sempre destinato alle opere

dei CAS nei grossi centri abitati e le pressanti richieste

di Misericordia. Un altro esempio di quanta parte

della Prefettura per trovare soluzioni di accoglienza, ci è

hanno le strutture, i luoghi di culto e la spiritualità del

sembrato necessario dare il nostro contributo. Da prima

cristianesimo, nell’accoglienza. Di lì a poco ci siamo

abbiamo portato la nostra attività nella Valle Stura e

trovati a gestire non una, ma quattro sedi nel savonese

grazie alla collaborazione con il Comune, i Carabinieri

e non posso che rivolgere la mia gratitudine a tutti,

e tutte le forze istituzionali, il progetto ha avuto un

operatori e responsabili, per la quantità e la qualità del

esito molto positivo, tanto che dell’iniziale gruppo di

lavoro svolto. Grazie a questo paziente lavoro i rapporti

24 ragazzi, 12 hanno già iniziato dei percorsi lavorativi

con le pubbliche amministrazioni, con la cittadinanza e

seri e in regola. Ci siamo resi conto in quella occasione

con le associazioni del territorio sono divenuti sempre

che il processo di assimilazione avviene più facilmente

più collaborativi e al timore iniziale si è sostituito un

inserendo i ragazzi in piccole comunità coese dove,

proficuo scambio, come è apparso evidente anche

superata la difficoltà iniziale, le relazioni umane sono più

durante le occasioni di apertura della chiesa per il

facili. Si era cominciato coi lavori socialmente utili, che

concerto di benvenuto, le messe e le celebrazioni

erano serviti anche per far conoscere i ragazzi . I cittadini

per Santa Rita. Ma parlando di gratitudine non posso

li vedevano lavorare nel parco del castello o lungo le

certo dimenticare la Diocesi di Albenga Imperia, che

strade, il responsabile del Comune gli aveva insegnato

si è adoperata con tutti i suoi mezzi per sostenere le

come fare e quale atteggiamento avere,

loro avevano

nostre iniziative e infine ultimo in ordine numerico, ma

potuto mettere alla prova il loro italiano e, in maniera

non certo per importanza, un grazie di cuore all’amico

naturale, era iniziato il fenomeno di integrazione.

Marco Nocentini che ci ha introdotti e guidati in questo

Alla luce di questa esperienza, abbiamo deciso di

viaggio nella provincia di Savona.

L’ABBRACCIO

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La storia dell’arrivo del CEIS Genova a Loano di Marco Nocentini

Courtesy Roberto Alfredo Oliva

L’

Amicizia con la “A” maiuscola è davvero una

internazionali in Genova le istituzioni con competenze

perla importante nella vita. Amici? Pochi

marittime tra cui Autorità Portuale, Dogana, Regione

ma buoni. Sono davvero onorato di avere

Liguria e altre. Il rapporto, più che fraterno, si è rafforzato

nel Presidente della Fondazione Centro di Solidarietà

nonostante il mio allontanamento dalla Superba, mia

Bianca Bozzo Costa Onlus uno dei miei più cari e

città natale che continuo ad amare. Ormai da poco più

veri amici. Rapporto nato durante la mia “prima” vita

di 10 anni vivo con la mia famiglia nel Ponente Ligure

allorquando frequentavo con la mia società di spedizioni

dove ho intrapreso attività diverse.

4

L’ABBRACCIO


Quel rapporto di amicizia non si era mai sopito e

all’accordo

venendo io a conoscenza del desiderio di Enrico di poter

conservare la proprietà della struttura, si assicurava la

fare di più per sostenere le Prefetture nel loro compito

sua corretta manutenzione nel tempo a cura del CEIS

di smistare i migranti in arrivo, ho chiesto informazioni

Genova e la destinazione della stessa all’uso caritatevole,

tra le mie conoscenze. Fu così che nell’autunno scorso

mentre la Fondazione avrebbe avuto l’opportunità di

venni a sapere da un amico sacerdote, di una struttura

iniziare la propria attività solidale al Ponente. Tanto fu

che avrebbe potuto fare al caso del CEIS Genova

piena e felice l’intesa che in soli quaranta giorni dalla

per sviluppare anche nel Ponente Ligure le attività di

prima visita l’accordo venne a grandi linee perfezionato

solidarietà iniziate da Bianca Costa nel lontano 1973.

e nei primi di dicembre il CEIS Genova poté cominciare

La meravigliosa struttura conventuale di Sant’Agostino,

ad utilizzare la struttura.

nata nel 1588 per iniziativa dei Doria, circonda e

Se l’accordo è andato rapidamente in porto lo si

congloba la Chiesa di Santa Maria della Misericordia, sita

deve anche all’efficace interessamento della Curia

nel centro di Loano e tuttora di proprietà dell’Ordine

Vescovile Diocesi Albenga Imperia, a cui va la mia

degli Eremitani di S. Agostino. Dal 2014 la struttura non

sentita riconoscenza, ed è stata anche occasione per

più utilizzata dall’Ordine a causa del noto calo delle

perfezionare con questa una stretta collaborazione

vocazioni e, per varie vicende anche la Curia aveva

mirata al sociale. Infatti la presenza del CEIS Genova

deciso di spostare altrove le attività che venivano

nel territorio diocesano ha permesso di valorizzare le

svolte nel convento lasciando l’edificio vuoto, tanto che

sinergie tra le due parti, mercé anche la sensibilità verso

l’Ordine prese anche in considerazione l’opportunità di

i temi del sociale dimostrata dai Pastori alla guida della

metterlo sul mercato.

Curia stessa. La serietà e competenza della Fondazione

La grande sensibilità verso i temi sociali di Padre

è efficace risposta (anche se, purtroppo, parziale) alle

Vittorio Sartirana, Presidente del Comitato ‘Pavia Città

emergenze sociali che la perdurante crisi vede crescere

di Sant’Agostino’ e procuratore legale per la Provincia

giorno dopo giorno. Non posso pertanto che essere

Ligure dell’Ordine Eremitiano, fece il resto. L’incontro

orgoglioso che il mio modesto contributo abbia potuto

tra Enrico Costa e Padre Sartirana fu subito intesa:

sfociare in risultati già così positivi che potranno, nei

tra due nobili animi non poteva essere diverso. Grazie

prossimi anni, diventare ancora più importanti.

raggiunto

l’Ordine

Eremitiano

poteva

Courtesy Roberto Alfredo Oliva

L’ABBRACCIO

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«Sono un cittadino, non di Atene 1 o della Grecia, ma del mondo». di Marco Baldini - Responsabile CAS Provincia di Savona

L

a prima volta che è emersa la possibilità di

Detto fatto, a metà dicembre ero già alle prese con un

occuparmi di migranti richiedenti protezione

mondo per me nuovo e mi dividevo tra il mio vecchio

internazionale, erano i primi giorni di dicembre

incarico nella Comunità Terapeutica di Trasta e la

2016 e mi trovavo a un convegno della WFTC (World

provincia d Savona. Quello dei migranti può sembrare

Federation of Therapeutic Communities) a Palma

un mondo lontano dal nostro: il know how del CEIS

de Mallorca. In principio non sembrava che l’ipotesi:

Genova è strettamente legato alla lotta alle dipendenze,

costruire una nuova unità operativa in provincia

tuttavia osservando con attenzione al significato

di Savona, potesse concretizzarsi facilmente, ma

dell’esperienza comunitaria emerge un tratto distintivo

nonostante non vi fosse ancora nulla di concreto, fin

che lega due realtà apparentemente distanti tra

da subito la sfida mi ha appassionato e la mia mente

loro. Il percorso che le persone fanno, in questo caso

ha cominciato a fare un bilancio preventivo di quelle

i migranti, dal momento in cui decidono di lasciare il

che sarebbero state le potenzialità e le difficoltà di

paese di origine a quando otterranno, se ne avranno

un simile incarico, tuttavia la decisione era già presa:

diritto, lo status di rifugiati ha veramente il senso di

volevo accettare la sfida.

una rinascita, analogamente al percorso in comunità.

Courtesy Roberto Alfredo Oliva

6

L’ABBRACCIO


Significa riscrivere la propria storia tenendo conto

è neppure oggi, far passare il messaggio che tale

della propria cultura, ma anche di quelle che via, via

sostantivo non ha valenza unilaterale, ma per ottenerla

incontrano; i paradigmi che guidavano la loro esistenza

occorre che tutti facciano la loro parte. Nel nostro piccolo

nei rispettivi continenti vanno ridefiniti, rimodellati o

incoraggiamo pratiche di volontariato dei nostri ragazzi

addirittura sostituiti da nuovi.

in attività di pubblica utilità e, a oggi, stanno svolgendo

Grazie all’esperienza maturata sul territorio genovese siamo arrivati a prestare il nostro servizio nel savonese. L’inizio, come sempre, non è stato semplice: in breve tempo è stato formato un gruppo di lavoro, eterogeneo ma

assai

motivato;

équipe

nuova,

responsabile

nuovo, territorio nuovo, insomma una grande sfida da affrontare a cuore aperto. E così è stato fin dal principio. I primi dieci migranti, arrivati il 6 dicembre, hanno trovato ospitalità per un mese nella Canonica di Ortovero (Comune

dell’entroterra

ingauno),

in

attesa

della

sistemazione definitiva presso il Convento di S. Agostino nel Comune di Loano. Successivamente il numero di persone ospitate presso il Convento è aumentato e oggi contiene una trentina di richiedenti protezione. Nell’arco

di

alcuni

mesi,

le

nostre

Strutture

attività di tinteggiatura a Borgio Verezzi, di pulizia delle spiagge e del greto del torrente Ranzi dai sacchetti di plastica a Pietra Ligure e a Loano si occupano della “gestione” e della pulizia di un piccolo parco pubblico. In qualche modo sono una risorsa per il territorio e ci auguriamo che questo venga riconosciuto anche al di fuori del mero rapporto di lavoro e si manifesti nella vita di tutti i giorni come nella serena frequentazione degli spazi cittadini senza doversi sentire ospiti indesiderati. A questo proposito è importante il lavoro che giornalmente viene effettuato dal nostro team per tessere la tela dei rapporti con tutti i protagonisti di questa storia. Siamo partiti in una atmosfera di grande preoccupazione, ma oggi credo di poter dire che la collaborazione con i Sindaci ha creato un clima disteso

di

e di reciproco rispetto. E’ stato ed è un lavoro paziente,

accoglienza sul territorio savonese sono aumentate e

svolto spesso sotto traccia, ma a volte anche di impatto

ci siamo insediati a Pietra Ligure (25 persone), Borgio

mediatico e ha portato il Convento di S. Agostino ad

Verezzi (8 persone) e Ceriale (fraz. Peagna, 40 persone)

aprirsi alla cittadinanza in occasioni di festività religiose

superando la quota delle 100 persone seguite.

ed eventi laici, i giovani migranti di Borgio a frequentare

Ho accolto personalmente il primo gruppo di migranti

il campo da calcio, al momento solo come spettatori,

a Pietra Ligure in una fredda notte invernale: è stata

per partecipare al più importante rito pagano italiano:

un’esperienza forte, ho sentito la responsabilità di fare

la partita della domenica. Poi, a fine maggio, i ragazzi di

del mio meglio per questi ragazzi che mi guardavano

Pietra Ligure sono stati coinvolti nell’organizzazione del

con occhi stanchi e riconoscenti.

triathlon che si svolgerà sul territorio comunale.

Le persone presenti all’interno delle nostre Strutture

Per il momento mi ritengo abbastanza soddisfatto

provengono prevalentemente dall’Africa subsahariana

dell’andamento del progetto, ma abbiamo tutti ancora

e, in minima parte dall’Asia: Pakistan e Bangladesh. La

molto da fare, e per i ragazzi non sarà meno dura di

loro presenza all’interno dei Centri è scandita da piccoli

quella che si sono lasciti alle spalle. Noi ci metteremo

impegni quotidiani e attività varie che vanno dalla frequenza della scuola per imparare la lingua italiana, alle attività di volontariato presso i Comuni di domicilio. La conoscenza della lingua del paese ospitante è fondamentale ai fini dell’integrazione, pertanto cerchiamo di implementare la conoscenza della stessa

le idee e tutto il nostro impegno per dar loro una possibilità, loro dovranno metterci tutta la grinta che hanno e impegnarsi a fondo per raggiungere nuove competenze e nuove abilità. Del resto, sono convinto che a chi ha messo in gioco la propria vita per venire in Europa non manchi la voglia di riscatto.

utilizzando il meno possibile lingue veicolari (inglese

«Le porte possono anche essere sbarrate, ma il problema

o francese) e rivolgendoci ai ragazzi in italiano; inoltre

non si risolverà, per quanto massicci possano essere

abbiamo la fortuna di avere a Loano un gruppo di

i lucchetti. Lucchetti e catenacci non possono certo

giovani volontarie che settimanalmente dedicano parte del loro tempo libero all’insegnamento dell’italiano ai nostri ragazzi.

domare o indebolire le forze che causano l’emigrazione; possono contribuire a occultare i problemi alla vista e alla mente, ma non a farli scomparire».2

Integrazione. Ecco la parola fondamentale nel percorso

1

dei migranti. Non è stato semplice, e talvolta non lo

2

Socrate - Atene, 470 a.C. - 399 a.C. Zygmunt Bauman, La società sotto assedio. Laterza 2007

L’ABBRACCIO

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I Rapporti con la Pubblica Amministrazione di Luca Lettieri - Vice Sindaco di Loano

Courtesy Roberto Alfredo Oliva

P

er

un’amministrazione

semplice

gestire

comunale

l’argomento

non

è

complesso

Il sindaco Luigi Pignocca, non appena ricevette la

comunicazione

informale

della

Prefettura

di

dell’ospitalità dei richiedenti asilo nel proprio

Savona che Loano avrebbe ospitato un numero

territorio. Il motivo è semplice: la maggioranza dei

imprecisato di profughi, convocò gli assessori e i

cittadini non vede mai di buon occhio l’arrivo di

consiglieri comunali per darci questa notizia. La

decine di persone sconosciute, provenienti da paesi

nostra reazione non fu positiva, perché la decisione

lontani, di cultura e religione diverse dalla propria.

dell’Ufficio Territoriale del Governo fu percepita

8

L’ABBRACCIO


come

un’imposizione

arrivata

dall’alto,

senza

possibilità alcuna di poter intervenire nel processo di assegnazione dei richiedenti asilo. Occorre spiegare, per maggior chiarezza, perché molte amministrazioni comunali si oppongono all’arrivo dei cosiddetti “profughi”. Non c’è certezza che la richiesta di asilo politico sia accettata, anzi, nella maggior parte dei casi è respinta. Dopo il rifiuto è consentito presentare

ricorso

alle

autorità

competenti

e,

inevitabilmente, il procedimento si impantana in mille pastoie burocratiche così che la vigilanza sul richiedente, da parte delle istituzioni, si affievolisce sempre più. Insomma, l’incognita che si passi da una situazione tutto sommato sotto controllo ad una più opaca e di clandestinità è sicuramente presente. Quindi il rischio che nelle nostre città possano circolare liberamente persone che non ne hanno titolo è molto alto. Purtroppo non sono rari gli episodi a sfondo razziale nei confronti degli stranieri, a volte conditi da violenza, a volte da atteggiamenti intolleranti. Questi ultimi, a mio parere, sono causati dalla incapacità della politica di governare i processi migratori, più che da un sentimento xenofobo degli Italiani, popolo notoriamente tollerante, accogliente e ben disposto nei confronti degli emigranti essendo, essi stessi, per molti anni, migrati in paesi stranieri. Ma questo è un argomento molto complesso che lasciamo alla politica con la “P” maiuscola, nella speranza che riesca a dare delle risposte concrete e che l’immigrazione non rimanga solo terreno di scontro politico per lucrare facili consensi sia a destra sia a sinistra. Ma veniamo all’esperienza e al rapporto che si è instaurato tra l’amministrazione comunale loanese e il CEIS Genova. I contatti sono iniziati al termine dell’anno scorso, quando siamo venuti a conoscenza che la fondazione genovese aveva preso in locazione il convento degli agostiniani in Loano. Bisogna dare atto al sindaco Luigi Pignocca di essersi fatto carico dei rapporti tra l’amministrazione comunale

Courtesy Roberto Alfredo Oliva

loanese, la prefettura, la cittadinanza il CEIS Genova, affinché non ci si fossero frizioni di nessun tipo, incomprensioni e preoccupazioni che potessero generare un senso di insicurezza nella comunità. Il convento e la chiesa degli agostiniani, da sempre, è un luogo di preghiera al quale i loanesi sono

di fedeli da tutto il comprensorio accorrono per celebrarla. In seguito alla partenza da Loano dei padri agostiniani, il convento divenne un centro di ascolto della Caritas diocesana, diretta da don

particolarmente legati. Qui è venerata Santa Rita

Renato Rosso, che garantiva l’apertura dell’annessa

e ogni anno, in occasione della sua festa, centinaia

chiesa

e

la

regolarità

delle

funzioni

religiose.

L’ABBRACCIO

9


Purtroppo, dopo una serie di vicissitudini, l’ordine

pubbliche. Uno strumento efficace per impegnare i

degli agostiniani decise di chiudere il convento con

ragazzi qualche ora al giorno e per dare una risposta

grande sconcerto (e sconforto) dell’intera comunità

alla città che legittimamente ci chiede maggiore

loanese. Molte furono le prese di posizione a

attenzione sul decoro.

sostegno del luogo di culto, gli appelli e le richieste

Ringraziamo la fondazione CEIS per aver ascoltato le

di riapertura, ma rimasero inascoltate, al contrario

nostre preoccupazioni e per aver dato un riscontro

gli incontri avvenuti con la compagine genovese

alle nostre necessità. Nel complesso ci riteniamo

sono stati positivi sin dall’inizio. Improntati sul

soddisfatti per il rapporto che si è instaurato con

reciproco

essa e che si è concretizzato in una serie di azioni

rispetto,

e

la

buona

collaborazione

nell’interesse di tutti i soggetti coinvolti nel progetto

positive a favore dei soggetti coinvolti:

di accoglienza: la comunità loanese, la fondazione,

esempio di collaborazione tra pubblico e privato,

le forze dell’ordine e i richiedenti asilo. Siamo rimasti

una buona pratica che merita di essere replicata in

piacevolmente colpiti dallo staff della CEIS, che è

altre realtà come la nostra, in attesa che la Politica

entrato in poco tempo in sintonia con i nostri uffici,

faccia il suo dovere.

soprattutto con il nostro servizio sociale, e dalla dirigenza; in modo particolare dal presidente Enrico Costa. Il CEIS Genova è apparso da subito desideroso di farsi conoscere dalla nostra comunità e ha inaugurato la sua attività nel mese di gennaio riaprendo le porte del convento di Sant’Agostino con una Messa e un evento musicale, ai quali hanno partecipato l’amministrazione comunale, un gruppo di richiedenti asilo e molti cittadini. L’evento è stato presentato da Enrico Costa, che ha tratteggiato, con parole commosse e riconoscenti, la figura della madre Bianca Costa, fondatrice dell’associazione, di come col suo impegno quotidiano avesse saputo impregnare la realtà sociale genovese dei valori in cui credeva e che ha trasmesso ai suoi cari. Personalmente ho percepito in lui un sentimento genuino di solidarietà, vicinanza e compassione, nei confronti di chi si trova in stato di bisogno. La presenza nella città di richiedenti asilo non ha avuto un grande impatto, a parte la ribalta mediatica che ha annunciato il loro arrivo. Non sono

state

segnalate

particolari

problematiche

di convivenza tra i profughi e la nostra comunità. Alcuni di loro partecipano alla celebrazione delle messe domenicali nella parrocchia San Giovanni Battista, soli o in compagnia dei loro educatori. Si prendono cura del parchetto adiacente il convento, spesso oggetto di segnalazioni a causa dell’incuria e delle brutte frequentazioni, e a breve, grazie alla stipula di una convenzione con l’amministrazione comunale, i richiedenti asilo potranno intraprendere un’attività di volontariato a favore della cittadina con piccoli lavori di manutenzione e pulizia di aree

10

L’ABBRACCIO

Courtesy Roberto Alfredo Oliva

un buon


Siamo speranzose di Mamme attive Loano

S

iamo un piccolo gruppo di mamme residenti

occupata delle loro necessità, della loro integrazione

a Loano che, occasionalmente, si interessano

e di prendere contatti con le amministrazioni locali .

di alcune problematiche e situazioni inerenti

Consultandoci all’interno del nostro gruppo abbiamo

la nostra cittadina. Siamo venute a conoscenza della

richiesto al nostro Sindaco di poter avere l’occasione

necessità di accogliere un certo numero di persone

di presentarci. Questa richiesta è nata per diverse

richiedenti asilo presso il Chiostro di Sant’ Agostino

motivazioni. I giorni precedenti l’accoglienza, nella

di Loano accolti dal

comunità loanese i discorsi, le lamentele, i dubbi

CEIS Genova che si sarebbe

Courtesy Roberto Alfredo Oliva

L’ABBRACCIO

11


hanno determinato uno stato di agitazione nei

cena/incontro per festeggiare il loro arrivo.

confronti di quanto appariva inevitabile: accogliere i

Dobbiamo essere sincere, la sensazione di minaccia

profughi. Sollecitare le parti interessate a chiarire con

e rifiuto è ancora percepibile. Per noi questo è stato

la comunità quale piano di accoglienza fosse previsto

il primo passo e ci ha consentito di cominciare a

e secondo quali procedure si svolgesse l’arrivo ci ha

comprendere e a superare la diffidenza iniziale.

permesso di conoscere i referenti del CEIS Genova.

A

Ci piace chiarire che l’aspetto per noi prioritario

più solerte nel proporre attività per le persone

fosse comprendere i passi compiuti per la sicurezza

accolte, poiché riteniamo che il loro coinvolgimento

in ambito sanitario, in termini di cura e controllo.

faciliterebbe l’inserimento, lo sviluppo e anche di

Inutile negare che le condizioni con cui le persone

una sorta di affetto per il paese che li ha accolti.

giungono nel nostro paese non sono delle migliori,

Abbiamo

sia per il lungo viaggio sia per i trattamenti ricevuti

responsabile della struttura, in merito ad una nostra

prima e durante il loro percorso. Tutto questo ci ha

iniziativa per coinvolgere i migranti in attività di

permesso di comprendere alcuni aspetti che solo chi

volontariato tramite la Croce Rossa Italiana a Loano

opera nel settore conosce e sapere che il CEIS Genova

che prenderà probabilmente forma da Ottobre 2017,

avesse una grande esperienza nell’accoglienza ci

previo incontro delle parti, una volta che i ragazzi

ha molto rassicurate,

poiché questo avrebbe loro

abbiamo acquisito dimestichezza con la lingua

consentito di gestire i migranti con le dovute cautele

italiana. Insomma, le cose sembrano progredire nel

e con la capacità di accompagnarli nel necessario

verso giusto e, anche se attendiamo ancora risposte

cambiamento per adeguarsi alla nuova situazione:

e vorremmo essere maggiormente coinvolte, siamo

dall’acquisizione della lingua

alle nuove abitudini

speranzose che da questo inserimento, che abbiamo

alimentari, dal comportamento sociale al lavoro, e

vissuto inizialmente come un sopruso, possa nascere

così via. Con piacere abbiamo quindi partecipato alla

un’esperienza positiva per tutti.

Courtesy Roberto Alfredo Oliva

12

L’ABBRACCIO

noi

piacerebbe

avuto

che

contatti

l’amministrazione

con

Marco

fosse

Baldini,


Il seme che germoglia di Elena, Giulia, Idina, Manuela ed Elena - Volontarie

Courtesy Roberto Alfredo Oliva

C

on l’arrivo dei ragazzi nella nostra cittadina il

possano essere in grado di esprimersi con autonomia

primo impulso è stato quello di potersi rendere

per i piccoli bisogni quotidiani, nella convivenza con gli

utili, secondo le nostre attitudini, per dare una

altri ragazzi, con gli educatori, così come con il mondo

mano alle attività del centro. Per questo siamo entrate

esterno.

in contatto con il responsabile della struttura che ci ha

Ci siamo trovate di fronte a ragazzi della nostra età, con

proposto di diventare insegnanti volontarie perché i

vissuti molto lontani dai nostri ma con la stessa voglia e

ragazzi potessero iniziare ad imparare un po’ di italiano.

lo stesso bisogno di cercare un futuro sempre migliore,

L’apprendimento dell’italiano può costituire il primo

che dia corpo alla dignità che insegue un giovane. Il

passo per sentirsi parte di una comunità e riuscire ad

nostro apporto, benché piccolo, speriamo possa essere

abbattere anche soltanto la barriera linguistica che

un primo passo verso questa direzione.

alimenta il senso del diverso e ostacola l’integrazione.

In conclusione ci auguriamo che la nostra esperienza

Quello che cerchiamo di fare è insegnare loro le basi

di volontarie possa essere un seme che trovi terreno

della nostra lingua in modo che il prima possibile

sempre più fertile ed accogliente.

L’ABBRACCIO

13


Loano, Convento dei Padri Agostiniani di Giampiero Buffoni - Architetto

Courtesy Roberto Alfredo Oliva

N

el 1582, dopo una lunga opera di mediazione

posa della prima pietra, e il 1591. A questa seguì

sviluppata

religiosi

l’opera di completamento del convento, impostato su

presenti sul territorio e con il patronage della

edifici preesistenti, che si concluse ad inizio ‘600. La

famiglia Doria

con

gli

altri

ordini

- feudataria del borgo – arrivarono

chiesa dedicata a Nostra Signora della Misericordia

a Loano i Padri Agostiniani per insediarvisi. Si dà

ed il convento costituiscono una delle maggiori e più

inizio così alla costruzione della grande chiesa, nelle

rilevanti presenze religiose sul territorio loanese nel

forme di basilica, che fu edificata tra il 1588 con la

“secolo aureo”.

14

L’ABBRACCIO


La vitalità dell’epoca è testimoniata sia dalla ricchezza

soluzioni

delle presenze di congregazioni religiose sul territorio

complessi comunitari. Il convento agostiniano di

di Loano, sia dalla qualità degli edifici religiosi, atti a

Loano segue sostanzialmente medesima sorte e con

confrontarsi con l’imponenza dei palazzi dei Doria.

la restituzione alla congregazione, dopo un parziale

La chiesa degli agostiniani, seguita qualche decennio

utilizzo a livello diocesano, ripropone le difficoltà di

più tardi dalla costruzione di quella dei Cappuccini,

un suo aggiornato uso.

rappresenta nelle forme e nei materiali la munificenza

I profughi oggi a Loano rappresentano in modo

dei principi Zenobia e Giovanni Andrea Doria I, che la

concreto le nuove istanze di accoglienza, diverse

vollero impreziosita con tele e dipinti in dialogo con

nei tempi, nei modi,

il rigore dello spazio basilicale tripartito. Le colonne

passato, ma analoghe per le ricadute sociali non certo

in Pietra di Verezzi ritmano spazi luminosi e limpidi

trascurabili, come nel caso dei conventi dei Cappuccini

che stupiscono, ancor oggi, il visitatore che varca

realizzati ad una giornata di cammino l’uno dall’altro

l’ingresso con ancora negli occhi l’impressione data

per accogliere il viandante e il bisognoso.

dal fronte principale della chiesa: semplice e modesto.

I profughi a Loano rappresentano bene la condizione

Accanto

all’aula

sacra

un

altrettanto

idonee

allo

spopolamento

dei

grandi

nei contenuti da quelle del

luminoso

e la contraddizione del diverso, dell’estraneo, tra

convento con portici e gallerie si dispiega attorno ad

risorsa e problema e la difficoltà sociale si riverbera,

un chiostro arioso raccogliendo, al suo interno, oltre

e non potrebbe essere altrimenti, sull’involucro che

cinquecento anni di travagliata storia e complesse

li ospita.

vicende che contraddicono il rigore e l’equilibrio

Risorsa

delle forme: la confisca napoleonica, nel 1801, a cui i Padri agostiniani resistono nonostante l’espulsione voluta dal governo francese,

poi l’acquisto fatto

dalla famiglia Doria, la vendita nel 1846 ai Rocca e alla civica amministrazione, fino al reintegro nel 1930 degli agostiniani nella proprietà del convento. La più recente storia è sovrapponibile con quella di altri complessi conventuali,

ricchi di storia e

tradizione o rilevante valore artistico, inermi di fronte alla crisi delle vocazioni ed alla secolarizzazione della società. Svuotati dalla presenza che ne ha motivato, in altre e diverse epoche, la nascita e lo sviluppo, trovano ricollocazione in attività e scopi sociali che, senza tradire l’originaria vocazione ed il rilevante contributo della comunità locale, motivano una funzionalità che

e

consapevole

utilizzo

nell’accezione

comunitaria del luogo e quindi coerente. Coerenza

contraddetta

quotidianamente,

faticosamente ricostituita nell’accoglienza di chi è diverso per cultura, usi, abitudini. L’utilizzo di un convento come luogo di ospitalità per i richiedenti asilo è una possibilità. Può diventare risorsa se riesce a ricostituire, anche in forme molto diverse, i presupposti per il pratico utilizzo

degli

spazi.

Utilizzo

che

deve

risultare

rispettoso ed attento, che certamente introduce ulteriori cambiamenti al sedimentarsi storico delle variazioni apportate dai suoi abitanti alla “fabbrica”, ma che evita di cristallizzare e trasformare organismi, nati per confrontarsi con le quotidiane esigenze di comunità pratiche e fattive, in musei.

non sia mera conservazione di un pur rilevante bene

E’

culturale. Situazione che accomuna, in maniera ampia

dell’accoglienza

e trasversale conventi, convitti, educandati e la grande

valorizzazione dei nostri beni culturali, in buona

gamma di istituzioni religiose e filantropiche di massa.

misura religiosi è più un dubbio.

A questo svuotamento di funzioni si oppongono

Ma è una strada, una possibilità, una ipotesi di lavoro

soluzioni tampone più o meno valide, utilizzi impropri

che parte da un coacervo di difficoltà e risorse per far

e, in particolare in Liguria, terra difficile e fortemente

sì che luoghi destinati ad ospitare abbiano un futuro

urbanizzata lungo tutta la costa, riconversioni in

in quella originaria funzione.

campo socio-sanitario con prevalenza nel settore

Sempre nel rispetto e nell’attenzione del trascendente

degli anziani. Giusti contenuti normativi agevolano, in

- e la bellezza della chiesa dedicata alla Vergine leva

parte, tali trasformazioni che, nel caso di edifici storici,

il fiato - ma anche del quotidiano così come una cella

confliggono però con corretti criteri di conservazione

dei frati, che siano agostiniani, cappuccini, minimi ha

e riuso,

la sua anima nell’ospitare.

ponendo nuovamente l’urgenza di trovare

una

soluzione. sì.

Per Per

il

problema la

contingente

conservazione

e

L’ABBRACCIO

la

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