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Ceis Genova L'abbraccio n°85

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L’ABBRACCIO n85 2016

Rivista trimestrale di informazione del CEIS Genova

alle Dedicato

tà Comuansita di Tr

La realtà e la responsabilità

...........................................................4

Migranti

........................................................... 5

Mohammed Ali Clay

........................................................... 6

La realtà è

........................................................... 8

Mondo

........................................................... 9

Oggi

........................................................... 9

Sarà, forse

......................................................... 10

Cuore rosso

...........................................................11

Tutto succede per un motivo

...........................................................11

Stanza 14

..........................................................12

Una Doppia Vita

..........................................................13

Musica e pacifismo

..........................................................14 16126 Genova • Via Asilo Garbarino, 6/B • Telefono 010.25.46.01 - Fax 010.25.46.002 r.a. N. 85 • 3° Trimestre 2016 • N. 3 del 2016 • Prezzo 1,00 euro Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 • Iscrizione al R.O.C. n° 16776 del 17/04/2008 Poste Italiane S.p.A. sped abb.postale • D.L 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 N° 46) art 1 comma 1, DCB Genova

Cucina Creativa

..........................................................15


L’ABBRACCIO Dove possiamo incontrarci a Genova Rivista trimestrale di informazione del Ceis Genova

Direttore responsabile Silvano Balestreri Caporedattore Michele Serrano In redazione Aldo Castello

Fassolo

Trasta

Foto Courtesy Manuel Garibaldi

Via Asilo Garbarino, 6-9/B

Salita Cà dei Trenta, 28

16126 Genova

16161 Genova

Telefono 010.25.46.01

Hanno collaborato Alessio Masnata, Carola Bozano e i Ragazzi della comunità di Trasta

Fax 010.25.46.002 servizi:

Comunità

Accoglienza notturna per tossicodipendenti

Comunità

Direzione e redazione ASS. CENTRO DI SOLIDARIETÀ di GENOVA Via Asilo Garbarino, 6 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002

“Odissea”, accoglienza per minori stranieri

Comunità semiresidenziale e residenziale di

“Samarcanda”,

Impaginazione Xedum srl Stampa RESTART di Marina Cosco & C. sas

In

questa

sede

sono

i

Riabilitativa,

Reinserimento

Sociale,

per

Accoglienza, Auto Aiuto Tel. 010.7404474. - Case alloggio “La Tartaruga” e “Tartaruga

comunità

Levante”

psichiatrica

Finestra

sul

residenziale

Terapeutica di

minori stranieri richiedenti asilo “Tangram”, “La

presidio

offerti

per

Porto”,

adolescenti Prevenzione,

per

persone

malate

di

Aids

Tel. 010.7411128

collocamento disabili, Accoglienza Profughi

- “Castore e Polluce” comunità per persone

Adulti, Direzione e uffici.

con doppia diagnosi Tel. 010.7403071.

Siamo anche in tutta Italia LA NOSTRA FILOSOFIA

Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 Sped. abb. postale 50% - Genova

Siamo qui perché non c’è alcun rifugio dove nasconderci da noi stessi. Fino a quando

Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

una persona non confronta se stessa negli occhi e nei cuori degli altri, scappa. Fino a che non permette loro di condividere i suoi segreti, non ha scampo da questi. Timoroso di essere conosciuto né può conoscere se stesso né gli altri, sarà solo. Dove altro se non nei nostri punti comuni possiamo trovare un tale specchio? Qui insieme una persona

Chi siamo Dove siamo

può alla fine manifestarsi chiaramente a se

Via Asilo Garbarino, 6 B - 9 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002

offrire. Su questo terreno noi possiamo tutti

Presidente Enrico Costa Direttore Generale Paolo Merello ceisge@ceisge.org fondazione@pec.ceisge.org www.ceisge.org

2

L’ABBRACCIO

stessa non come il gigante dei suoi sogni né il nano delle sue paure, ma come un uomo parte di un tutto con il suo contributo da mettere radici e crescere non più soli come nella morte, ma vivi a noi stessi e agli altri. Aosta Ivrea Torino Varese Vercelli Sanremo Genova Milano Piacenza Parma

Cremona Verona Vicenza Trento Bolzano Belluno Treviso Padova Venezia Mantova

Reggio Emilia Modena Bologna Ravenna La Spezia Pistoia Prato Firenze Arezzo Jesi

Spoleto Muccia Viterbo Anguillara Civitavecchia Roma Alba Adriatica Pescara Anzio Formia

Caserta Avellino Bari Gravina Cosenza Catanzaro Messina Reggio Calabria Catania Cagliari


Editoriale di Enrico Costa

D

a molti anni la drammatica emergenza profughi

contrasto si riducono al Metadone e alla legalizzazione.

ha spinto il CEIS Genova a dedicare sempre

È un grave sbaglio, le sostanze e il loro abuso possono

più spazio e tempo all’accoglienza sociale,

creare una iniziale sensazione di appagamento, ma

con tutti gli aspetti conflittuali e problematici che ne

gli effetti alla lunga sono sempre devastanti e sono

derivano. D’altronde era questo lo spirito che animava il

continuamente sotto i nostri occhi.

Centro di Solidarietà quando mi madre, con un piccolo gruppo di volontari lo fondarono, ed è l’esempio a cui

Per questa ragione abbiamo deciso di dedicare questo

continuiamo a ispirarci: intervenire dove c’è maggiore

numero dell’Abbraccio a chi conduce la dura lotta per

bisogno. Tutto questo non significa però dimenticare

riprendere in mano la propria vita a dispetto delle

o trascurare la nostra prima missione, il recupero dalle

avversità e della malattia: gli utenti delle tre comunità

dipendenze.

di Trasta, la CT, la Doppia Diagnosi e La Tartaruga. Che siano le loro parole, segnate dalle passate esperienze, a

Negli anni settanta dei “drogati” si sapeva poco e

risvegliare la nostra coscienza.

sorgevano le prime comunità terapeutiche nel tentativo di trovare delle procedure che facilitassero il recupero. Oggi al contrario abbiamo strumenti terapeutici efficaci, ma viviamo in quella che Mauro Palumbo definisce la “società delle dipendenze”. L’atteggiamento delle persone è spesso tiepido nei confronti dell’abuso da sostanze anzi, in vasti strati della popolazione viene considerato un punto di merito, di fascino; come ben testimoniano le immagini sui social network. È la cultura dello sballo, in cui l’eccesso e l’abuso diventano uno stile di vita che dà l’illusione di apparire nella grande festa mediatica a cui ci si sente obbligati a partecipare. A questo si aggiunga il fatto che le sostanze si sono centuplicate, pensiamo solo alle droghe sintetiche che ogni anno compaiono sul mercato con sempre nuove caratteristiche e attrattive, pensiamo all’enorme diffusione

della

cocaina

che

oggi

attraversa

trasversalmente tutti gli strati sociali, per non parlare delle dipendenze legate al gioco d’azzardo e all’alcol. Insomma pare che una qualche dipendenza sia divenuta necessaria agli individui per reggere la pressione sociale e che venga comunemente accettata come un male inevitabile. I

fondi

dello

stato,

già

limitati,

sono

andati

assottigliandosi sempre di più e finisce che i metodi di

Courtesy Manuel Garibaldi

L’ABBRACCIO

3


La realtà e la responsabilità di Alessio Masnata

Courtesy Manuel Garibaldi

D

esidero dare una breve testimonianza della

al confronto con gli impegni e i valori del vivere con

mia

a

maturità la vita. Un percorso lento, come l’incedere

Genova Trasta. Come operatore provengo da

della Tartaruga a cui si ispira il nome della nostra casa

comunità terapeutiche per adolescenti, realtà quasi

alloggio, dove ci si può riscattare a piccoli passi, dove si

opposte rispetto a dove sono ora. Da un lato la vitalità,

possono trovare, o ritrovare, lentamente il benessere e

a volte indomabile, di adolescenti, spesso abbandonati

la serenità di un presente forse più ricco di possibilità.

dalle famiglie senza confini o orizzonti, dall’altra il

Le persone con cui lavoriamo a volte mettono a dura

lento scorrere del tempo di persone malate, spesso

prova l’équipe con atteggiamenti rabbiosi, veri e propri

con patologie croniche, e la sofferenza di chi sente di

attacchi al legame che faticosamente cerchiamo di

non aver più nulla da aspettarsi. Ci si trova in stretta e

instaurare. Per la maggior parte di loro i legami sono

quotidiana relazione con persone che hanno già vissuto,

stati fonte di dolore e vengono vissuti da un lato con

assaggiando la parte più amara della vita; persone che

desiderio dall’altra con timore. Qualsiasi legame finisce

si sono lasciate fermare dagli ostacoli, persone che

per essere vissuto in maniera persecutoria e fallimentare.

ritengono di aver perso. Significa che tante “ambizioni”

Per riuscire ad aiutare bisogna far leva su un senso di

si scontrano e si ridimensionano con la frustrazione di

un’accettazione incondizionata: porgere sempre una

dover fare i conti con la malattia, con persone che si

mano per sostenere nelle difficoltà, contenere le paure

sentono stigmatizzate dalla società, spesso escluse

e affrontarle.

dalle famiglie per il loro passato ed i loro errori; persone

La Tartaruga diventa quindi un simbolo: un guscio che

costrette ad una vita di solitudine. Forse il nostro lavoro

protegge dalle ingiurie del mondo esterno per chi cerca

consiste proprio in questo: dare speranza, fornire un

di rientrarvi, con strumenti più adeguati, dopo anni di

contesto di sano e affettuoso supporto, stimolando

emarginazione.

4

L’ABBRACCIO

esperienza

presso

“La

Tartaruga”


Migranti

U

n po’ di tempo fa abbiamo avuto come ospiti

Per questo voglio ringraziare l’Italia e gli italiani e il

nella nostra comunità, un gruppo di immigrati

loro grande amore, il loro non aver dimenticato il loro

nigeriani e questo mi ha fatto riflettere molto.

passato di migranti; non parlo dei politici e “pagliacci”

La poca importanza che l’uomo da all’essere umano e

del genere, ma del popolo, delle persone con cui ho

ai suoi drammi, questa tendenza a capitalizzare tutto e

a che fare tutti i giorni al CEIS Genova, che aiuta le

tutti…..Le persone diventano numeri e l’unica cosa che

persone indistintamente da problemi, etnia e classe

conta davvero non è chi sei ma quanto hai: denaro, oro,

sociale. Grazie agli operatori che mi hanno accolto e

armi, oro nero, diamanti….ed è così che l’essere umano

fatto sentire a casa.

diventa solo un numero, una carta di credito, perdendo

M.

la sua umanità e le ormai dimenticate piccolezze che un tempo erano le basi della vita di un essere umano. Famiglie, donne incinta, anziani, ragazzi che non si trovano bene a vivere in questa società che ci vuole fare credere che vendersi sia l’unico modo per avere una vita dignitosa o addirittura il paradiso. Come dice Marrakech: “in televisione credo solo al segnale orario”. Persone come noi sono solo un problema per la società, un errore di programmazione ma, senza toccare cose così serie di cui si potrebbe parlare, scrivere per giorni, guardiamoci intorno: la natura, la nostra terra sta sparendo, gli spazzi verdi stanno sparendo, lasciando spazio a giganti di cemento. Avveleniamo i nostri mari con materiali radioattivi e la nostra madre terra e, sono sicuro che, prima o tardi, si ribellerà. Tutto questo ci porta ad essere squali tra di noi, pesce grande mangia pesce piccolo. Tornando al discorso dei migranti, io sono un ragazzo marocchino venuto a Genova con la mia famiglia quando avevo appena sei mesi, quindi un marocchino di Genova. Ho viaggiato molto e ho visto come vengono trattati i migranti e le persone senza documenti al di fuori dei nostri confini. Per farla breve sei solo un numero che aspetta di essere portato al macello, chiuso in carceri che vengono chiamate con ipocrisia e falsità, centri di detenzione. A nessuno importa la tua storia, quanti pericoli hai rischiato per arrivare nella terra “promessa” che si vede in tv, quante persone hai visto morire in mare, senza poter fare niente. I sacrifici fatti dalle famiglie per pagare quel viaggio che spesso è di sola andata. “Loro” non vedono l’ora di rimandarti indietro per proteggere la loro fetta di paradiso cresciuta anche grazie ai saccheggi e alle prepotenze fatte in passato nelle terre di quelle stesse persone che, ora, ci chiedono aiuto.

Courtesy Manuel Garibaldi

L’ABBRACCIO

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Mohammed Ali Clay

P

er questo articolo, nonostante la mia giovane

niente. Fu così che lui affrontò la sua vita: 1960 primo

età, ho deciso di ispirarmi e di dedicarlo, al

oro olimpico, 1964 campione mondiale, 1967 il suo “no”

più grande pugile di tutti i tempi: Mohammed

al Vietnam (che causò l’interruzione dal praticare l’arte

Ali Clay. Ispirarmi a lui, nella mia vita, ma soprattutto

del pugilato per ben tre anni), 1978 conquista il terzo

durante questo percorso di comunità, dove so che sarà

titolo mondiale, 1984 diagnosi della malattia (morbo di

dura.

Parkinson), 1995 tedoforo ad Atlanta.

So che soffrire, incassare, perdere, vincere sarà all’ordine

Chiunque lo abbia conosciuto è rimasto colpito dalla

del giorno. Un giorno Ali disse: “le mie sofferenze

sua sfrontatezza, dal suo talento e da come si definiva

fisiche sono state ripagate da quello che sono riuscito

lui “lucidamente pazzo”. Georg Foreman, suo avversario

ad ottenere nella vita”. Un uomo che non è abbastanza

sul ring e suo grande amico al di fuori del ring, Don

coraggioso da assumersi dei rischi non otterrà mai

King, Mike Tyson, Nino Benvenuti, Malcom X, l’attore

Courtesy Manuel Garibaldi

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L’ABBRACCIO


Courtesy Manuel Garibaldi

Will Smith, sono solo alcuni dei nomi illustri con cui era

giganti. Il suo ristorante preferito era “Zeffirino” con il

in rapporto, ma lui era amato soprattutto dalle persone

quale strinse una forte amicizia.

normali, dal popolo, dalle persone semplici, perché

Questo sono solo alcune delle grandi imprese compiute

sapeva divertirsi e far divertire, ogni sua apparizione o

da Ali, io di sicuro non posso fare altro che ammirare il

intervista diventava uno show in cui tutti erano rilassati

suo coraggio e la sua voglia di vivere, il suo desiderio

e per questo la gente lo amava. Per quello, come per il

di lasciare qualcosa di suo in questo mondo prima di

modo e la forza con cui ha saputo combattere contro

andarsene per sempre e prendere d’esempio tutto

lo stato americano. In Africa si allenava alla corsa

quello che era e che ha fatto e avere la consapevolezza

nelle strade di Kinshasa e, anche lì, fu amore tra lui e

che, attraverso la fiducia in me stesso e la volontà di

il popolo, un atleta vero, serio. L’8 ottobre 1971 venne

farcela, posso attraversare questo momento difficile

anche a Genova per un’esibizione, 15000 persone

e, allo stesso tempo bellissimo che è il mio percorso in

vennero a vederlo quella sera al Palazzetto dello Sport,

comunità e arrivare alla fine come vincitore della mia

un successo eclatante, Ali vinse e improvvisò un piccolo

vita.

show sul ring. Finito l’incontro andò a mangiare, Ali

“Vola

amava il pesto ma il suo piatto preferito era la pasta

Mohammed Ali.

alla bolognese, una super porzione da 300 grammi di

M.

come

una

farfalla,

pungi

come

un’ape”

spaghetti con sopra mezzo chilo di ragù più sei polpette

L’ABBRACCIO

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La realtà è

Courtesy Manuel Garibaldi

La realtà è che lunedì 21 marzo faccio 33 anni, la realtà è che ho iniziato a bere che avevo 12 anni, la realtà è che ho conosciuto il mio demone a 16 anni, la realtà è che per 17 anni della mia vita non ho un ricordo sano, la realtà è che da quando mi è successo per “fortuna” di finire dietro le sbarre ho avuto la forza o la fortuna di capire che così non era più vita, (dico per fortuna perché se no non avrei mai aperto veramente gli occhi su me stesso). La realtà è che bisogna tirare fuori il buono anche dai momenti bui e di solitudine, la realtà è che qui al CEIS Genova ho trovato prima un rifugio e poi una casa, la realtà è che qui posso dimostrare a me stesso in “primis”, ai miei cari e a chi mi ha dato questa possibilità che posso farcela e, come dice l’operatore M.: “che cosa hanno gli altri che noi non abbiamo? Nulla, siamo tutti uguali e se c’è l’ha fatta lui ce la possiamo fare anche noi a raggiungere i nostri obiettivi”. La realtà è che basta volerlo veramente per raggiungere l’obiettivo da me stabilito, la realtà è che ho sprecato troppo tempo della mia vita, la realtà è che è ora di ripartire da zero. Devo ringraziare A.F. me stesso e il Centro di Solidarietà se sto affrontando un periodo di recupero. Grazie G.B.

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L’ABBRACCIO


Mondo

Oggi

Il mondo in cui vivo è pieno di incertezze, i pensieri

Oggi è stata una bella giornata per me. Anche se il mio

vagano nel cuore e nella mente.

atteggiamento è spesso fuori dal mio controllo, sono

È una conseguenza dell’indifferenza, ma definitivamente

sicura che il bene esiste e che la vera felicità si può

il tempo si ferma, la paura avanza senza distanza, tremo

ottenere e sta tutto nella testa e nel cuore. Il mondo è

di dolore con incomprensioni nel riconoscere tra dove

un posto malvagio però, se riesci a guardare da vicino,

mi trovo e chi sono, provo a essere orgoglioso di un

puoi trovarci ogni giorno qualcosa di buono e ottenere

mondo così tremolante ma nel frattempo eccitante.

un pezzettino di pace su questa terra.

L. M.

M.

Courtesy Manuel Garibaldi

L’ABBRACCIO

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Sarà, forse Sono riuscita a non perdere la testa, quando tutti intorno a me la stavano perdendo e ne davano a me la colpa. Ho aspettato e non mi sono stancata di aspettare. Ho sentito menzogne e non ho mentito. Mi hanno odiato ed io non ho ricambiato e non mi è parso di sembrare sciocca. Ho sognato e non ho fatto del sogno il mio padrone. Ho pensato e non ho fatto del pensiero il mio fine. Ho trovato trionfo e disfatta e li ho trattati entrambi allo stesso modo. Ho resistito a sentire verità distorte per farne trappole per idioti e ho ricominciato da capo. Mi sono giocata a testa e croce tutto quello che avevo. Ho perduto e non ho detto una parola. Ho risparmiato cuore, tendini e nervi perché mi servissero anche dopo che li avevo esauriti e così sono andata avanti anche quando non c’era più nulla in me se non la volontà che diceva “vai avanti”. Ho parlato con dei malnati e ho consumato la mia dignità. Io rimango io….. Non ha perso l’ umiltà. Ne’ amici, ne’ nemici. Mi hanno ferito, erano tutti lontano da me. Sento anche l’inesorabile minuto che vale ben sessanta secondi. Ora cammino affianco a chi mi vuole bene e sono rinata e quel che conta è che fino a ora……… A.

Courtesy Manuel Garibaldi

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L’ABBRACCIO


Cuore rosso

Tutto succede per un motivo

Il mio rimpianto è come un cielo colorato dal rosso del

Se ti danno una seconda possibilità, afferrala con tutte

tramonto.

le due mani,

Rosso come le lacrime del mio cuore che piange amore.

se la tua vita cambia lasciala cambiare,

Rosso come il colore di una rosa, così puntigliosa e

nessuno ha detto che la vita fosse facile,

maliziosa, ma nel frattempo vanitosa.

ci hanno solo promesso che valeva la pena

Rosso come le vene del mio corpo che arrivando al

viverla.

cuore urla amore Rosso sangue come un’emorragia di passione che

M.

invade il mio umore. Questo è il rimpianto di dolore. Rosso come il mio cuore. L. M.

Courtesy Manuel Garibaldi

Courtesy Manuel Garibaldi

L’ABBRACCIO

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Stanza 14

Courtesy Manuel Garibaldi

S

iamo tutti uguali ma diversi, ognuno con i

avere, perché nella vita, ovunque sarai ci sei anche se

propri pregi e difetti ma sempre uniti. Agiamo

niente hai. Tutto ciò esiste nella speranza di vivere,

di prudenza e di intelligenza, ma con freddezza.

quest’ultima muore nella resa di essere noi stessi in

Le età cambiano e l’esperienza pure, ma senza esitare

qualsiasi posto del mondo, indipendentemente dal

continuiamo a credere nei principi di un mondo chiuso

tempo in cui ti trovi, dando così al corpo limiti ma

e difficile.

anche brividi.

Il tempo fa parte dell’illusione, della grandezza che qui

Questo è un piccolo riassunto di una vita

si ferma. La vita non è un gioco ma una tempesta di

scombussolata da esperienze negative e positive, nella

fuoco. Destra, sinistra, dentro o fuori. La via di mezzo

personalità, nell’umanità dell’essere e non dell’avere.

non esiste, come l’incertezza nel decidere dell’essere o avere. Noi vogliamo esserci nel mondo e non

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L’ABBRACCIO

L. M.


Una Doppia Vita di Carola Bozano

S

ono entrata per la prima volta nel mondo della

ogni singola persona, dagli operatori ai ragazzi nel

Doppia Diagnosi nel maggio del 2016 e qui mi

cuore, e non lo dico per dire, non è una frase fatta o

sono perdutamente innamorata. Ho trovato una

di circostanza, lo scrivo con gli occhi lucidi e la mano

realtà molto diversa dalle mie precedenti esperienze

tremante e non posso che dire a tutti un arrivederci e

come tirocinante; sono stata travolta, letteralmente,

un immenso grazie per la fiducia e la passione con cui

dalle storie degli ospiti, da questo mondo che in realtà

mi hanno accolto.

non conoscevo per niente, perché nessuno sui banchi

Voglio lasciare un messaggio per tutti i “miei” ragazzi,

dell’università ti spiega davvero cosa c’è dietro il mondo

una frase che a me è entrata nel cuore, di un grande

della tossicodipendenza e ancora meno cosa si nasconde

artista italiano, quale è stato Pierpaolo Pasolini :

sotto al semplice nome della Doppia Diagnosi. Quando sono arrivata a Trasta ero eccitata per la novità per questa opportunità di lavorare nel campo che avevo prescelto, qui però ho vissuto mille emozioni

“T’insegneranno a non splendere, e tu splendi invece.”

contrastanti. Ho percepito sulla pelle il dolore, quello più intimo e profondo, quello che si prova solo stando qui a contatto con i ragazzi per più di sette ore al giorno tutti i giorni. Non sono stati tutti giorni facili, ci sono stati parecchi momenti in cui mi sentivo piccola, ma piccola veramente, non solo di concetti, ma di statura quasi. Momenti in cui sono stata sovrastata dalle emozioni, non solo negative, ma anche dalla gioia e dalla speranza. Davanti a queste storie e a questi vissuti, non nascondo che mi sento ingenua. Queste persone hanno affrontato cose che io riesco a stento a immaginare e quotidianamente si trovano a dover fronteggiare mille difficoltà, a rimpiangere tutte le occasioni e le persone che hanno perduto e che non potranno far tornare indietro. Sto imparando a convivere con questo senso di “piccolezza” e molti mi dicono che empatizzo troppo con gli utenti; penso anche io che da un certo punto di vista sia così, ma sto imparando. Dico spesso alla mia famiglia e ai miei amici che non possono capire, non perché io mi senta in qualche modo superiore in questo frangente, ma è così veramente. Chi non entra in contatto con questo tipo di problematiche, non può capire cosa si provi, alla gioia e alla delusione che c’è dietro ai nostri ragazzi. Uso il pronome “nostri” non a caso, perché una volta che entri in questo universo, e ci vuoi restare, li senti anche tuoi. Ho imparato così tanto stando qui che non posso che essere estremamente soddisfatta, mi porterò

Courtesy Manuel Garibaldi

L’ABBRACCIO

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Musica e pacifismo di G. G.

C

’era una volta un anarchico che tradusse il

della Repubblica di Platone e veniva animata dai grandi

pensiero empirico in una realtà. Erano gli anni

musicisti del tempo: Jim Morrison, Janis Joplin, Jimi

dal 1979 al 1984, dai miei 14 ai 19 quando aderii

Hendrix, ma forse il nostro autore emblematico era

ad una compagnia di hippies che trovava il suo fulcro

proprio Bob Marley, il grande giamaicano. Si trattava

a Bosio e Gavi Ligure e contava approssimativamente

di un’etica pacifista e non violenta fondata sulla

settanta persone. Tutto nacque da una esigenza di

salvaguardia del territorio, la prevenzione incendi in

allontanamento dagli schemi borghesi. Erano gli anni

collaborazione con la Comunità Montana, e la lotta

della condivisione, dell’amore per l’esistenza, una

contro le centrali nucleari. Ricordo tutti quegli adesivi

anarchia che abbracciava le nostre vite e si ispirava ai

con il sole sorridente appiccicati un po’ dovunque.

valori proposti da Woodstock: pace, amore, musica,

Un sorriso che non mancava mai anche nella nostra

condanna alla guerra e sostegno alla pace. Cercavamo

propaganda quando andavamo nelle scuole, nelle

di attuare questi ideali attraverso una condivisione

carceri, tra i lavoratori. Furono anni determinanti per la

affettiva, simile a quella che usiamo nei nostri rapporti

costruzione della mia personalità e del mio carattere,

qui nella comunità Castore e Polluce meglio conosciuta

gli anni del mio primo approccio alla filosofia. Nel

come Doppia Diagnosi. Allora la nostra comunità

complesso furono anni vivaci, briosi, spensierati di

comprendeva anche la comunione sessuale, sul modello

bellezza e di gioventù.

Courtesy Manuel Garibaldi

14

L’ABBRACCIO


Cucina Creativa di M. M

Courtesy Manuel Garibaldi

M

i chiamo M. ho 52 anni e circa da 35 sono

si sono alternati vari compagni ed è stato un motivo

invischiato con le sostanze. Sono entrato in

di orgoglio per tutti riuscire ad instaurare una buona

comunità nel 2014 e dopo 3 mesi mi hanno

collaborazione tra noi, cosa che non era per niente

passato in Doppia Diagnosi. In questi mesi ho avuto

scontata. Comunque si è sempre respirato un clima

diverse responsabilità, ma la cosa che mi ha dato

più che positivo e anche il prodotto finale era sempre

maggiore soddisfazione è stata la cucina creativa.

apprezzato.

La cucina creativa è una attività terapeutica che

Ora c’è una proposta di estendere l’attività della cucina

prevede una brigata di cucina composta dagli utenti

creativa a tutta la comunità, una volta ogni 3 settimane

della Doppia Diagnosi, una volta alla settimana si

saremmo noi della Doppia a cucinare per tutti. Un

cucina noi, sempre con menù concordati, un po’ diversi

progetto impegnativo certo, ma fonte di soddisfazione

dal solito, infatti prima di cucinare facciamo la spesa

non solo personalmente per me ma per tutto il team.

per trovare gli ingredienti che mancano in dispensa.

Ora

Premetto che io ho una passione per la cucina e ho

egregiamente la cucina creativa. Esperienza super,

condotto questa attività per un anno intero. Nel gruppo

avanti Doppia!

ci

sono

altre

persone

che

portano

avanti

L’ABBRACCIO

15


FOTO di Manuel Garibaldi Manuel Garibaldi, classe 1979 vive a Genova.

SOSTIENI IL CEIS GENOVA DESTINANDOCI IL TUO 5X1000

Appassionato di musica d’autore si avvicina al panorama musicale genovese durante gli studi universitari. Frequentando il locale L’Ostaja dei Banchi di Gigi Picetti, ha l’opportunità di conoscere Max Manfredi, Federico Sirianni, Cristiano Angelini

COME DESTINARE IL 5X1000 I modelli per la dichiarazione dei redditi: CUD, 730,UNICO contengono uno spazio dedicato al 5x1000.

per citarne alcuni. La passione per la fotografia e per la musica lo ha portato successivamente è quasi per caso, ad entrare, nel 2011, come fotografo accreditato per il Premio Tenco. All’attivo ha molte collaborazioni, soprattutto festival. Premio Bindi, Premio Tenco, Emergency, Collisioni Festival, Lilith

Nella sezione relativa a Volontariato ONLUS (Organizzazioni non lucrative di utilità sociale), puoi firmare e indicare il codice fiscale della associazione prescelta.

Festival, Goaboa Festival.Collabora, sempre come fotografo, con Diana Lapin, fotografa professionista polacca. Recentemente si è avvicinato all’associazione Ceis

FONDAZIONE CENTRO DI SOLIDARIETA BIANCA COSTA BOZZO ONLUS C.F. 95080550106

per documentare fotograficamente la vita e le attività da loro svolte.

IL TUO AIUTO È PREZIOSO

www.gruppoboero.it www.gruppoboero.it


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