l’abbraccio n83 Rivista trimestrale di informazione del CEIS Genova
Il Progetto “Casa Bozzo” di Enrico Costa ...........................................................4
Il volto migliore della nostra cultura del Sindaco Marco Doria ........................................................... 7
Le Migrazioni di Don Marino Poggi ......................................................... 10
Costruire ponti non muri di Lella Trotta ..........................................................12
Un sistema europeo per la gestione delle migrazioni di Massimo Ferrante ..........................................................15
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L’ABBRACCIO Dove possiamo incontrarci a Genova Rivista trimestrale di informazione del Ceis Genova
Direttore responsabile Silvano Balestreri Caporedattore Michele Serrano In redazione Aldo Castello
Fassolo
Trasta
Foto Courtesy Simone Margiotta Simone Margiotta ha iniziato la sua collaborazione con il CEIS grazie al Servizio Civile Nazionale, ma è anche un fotografo di talento. Ha realizzato diversi servizi fotografici e ha partecipato a master nazionali ed europei. Il suo obiettivo è trasformare in una professione la sua passione per la fotografia del paesaggio.
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Hanno collaborato Erica Manna, Marco Doria, Don Marino Poggi, Lella Trotta, Massimo Ferrante i e i Ragazzi della comunità di Trasta Direzione e redazione Via Asilo Garbarino, 6 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002
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“Odissea”, accoglienza per minori stranieri
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con doppia diagnosi Tel. 010.7403071.
Siamo anche in tutta Italia LA NOSTRA FILOSOFIA Siamo qui perché non c’è alcun rifugio dove nasconderci da noi stessi. Fino a quando
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una persona non confronta se stessa negli occhi e nei cuori degli altri, scappa. Fino a
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che non permette loro di condividere i suoi segreti, non ha scampo da questi. Timoroso di essere conosciuto né può conoscere se
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stesso né gli altri, sarà solo. Dove altro se non nei nostri punti comuni possiamo trovare un tale specchio? Qui insieme una persona
Chi siamo Dove siamo
può alla fine manifestarsi chiaramente a se
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offrire. Su questo terreno noi possiamo tutti
Presidente Enrico Costa Direttore Generale Paolo Merello ceisge@ceisge.org fondazione@pec.ceisge.org www.ceisge.org
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L’ABBRACCIO
stessa non come il gigante dei suoi sogni né il nano delle sue paure, ma come un uomo parte di un tutto con il suo contributo da mettere radici e crescere non più soli come nella morte, ma vivi a noi stessi e agli altri. Aosta Ivrea Torino Varese Vercelli Sanremo Genova Milano Piacenza Parma
Cremona Verona Vicenza Trento Bolzano Belluno Treviso Padova Venezia Mantova
Reggio Emilia Modena Bologna Ravenna La Spezia Pistoia Prato Firenze Arezzo Jesi
Spoleto Muccia Viterbo Anguillara Civitavecchia Roma Alba Adriatica Pescara Anzio Formia
Caserta Avellino Bari Gravina Cosenza Catanzaro Messina Reggio Calabria Catania Cagliari
Editoriale di Enrica Manna, giornalista
N
ella guerra dei profughi di via Edera gli
gestito da Agorà. C’è la palazzina ex Q8, proprio
ingredienti ci sono tutti: la paura del “nemico”.
davanti alla Fiera. C’è la struttura di Campi, scelta dalla
Il
social
Prefettura per le prime procedure di identificazione
network. Ci sono persino le “armi”, quei teaser fai-da-te
pregiudizio.
La
propaganda
sui
e screening. Il resto, è accoglienza diffusa: in piccoli
battezzati “lo scaccia-profughi” le cui foto sono finite
appartamenti, sparpagliati e dunque meno visibili, nel
su Facebook. Anche qualche ronda notturna. Mancano
centro storico. Per trovare l’unico caso simile a quello
solo loro: i profughi. È questo, il paradosso di una storia
di via Edera bisogna spostarsi in via Caffaro: quartiere
che sembra un atto di Beckett eppure non ha niente
residenziale e centrale, a differenza di Quezzi.
di teatrale, nella sua scarna tragicità: a Genova, il luogo dove l’accoglienza ha generato fino ad ora più frizioni, è
Ma l’ex struttura per anziani, dove sono accolti circa 70
l’unico dove i migranti non sono ancora arrivati. Assenti
migranti, si trova anche qui in una via stretta, e confina
senza un volto, e forse proprio per questo fantocci
con i condomini. Bisogna convivere, in poco spazio. E
perfetti per incarnare i peggiori incubi.
non è sempre facile. C’è una storia, molto significativa, capitata quest’estate a Spezia, in Località Ruffino. sarebbe
Qui, la Croce Rossa gestisce un centro: in un paesino
diventato il comitato di cittadini di via Edera, si è riunito
minuscolo, sono arrivati 25 bengalesi. I residenti sono
la prima volta, lo sguardo e la mente dei residenti non
subito insorti: no, qui no. Non lo vogliamo. Tre settimane
erano tanto lì, davanti ai cancelli della palazzina rosa
dopo, organizzavano ai nuovi venuti una festa, una cena
pallido. Erano a Colonia. Le cronache degli stupri di
nella parrocchia del paese. Cosa era cambiato, in venti
Capodanno erano entrate nei condomini allineati lungo
giorni? Niente: si erano conosciuti.
Quando,
all’inizio
dell’anno,
quello
che
la strada stretta che porta davanti a Casa Bozzo. E i 25 migranti, con gli altri 25 minori che dovrebbero essere accolti in un secondo momento, erano diventati “gli stupratori” visti in tv. Uomini che “ci potrebbero seguire, la notte – ripetevano alcuni cittadini - avranno accesso a coltelli da cucina. Riconosceranno le nostre auto. Saliranno sul pulmino, il servizio integrativo di Amt che abbiamo ottenuto faticosamente. Non potremo più uscire di casa”. Ansie che si sommavano alle notizie frammentarie che circondavano la casa ancora vuota, ma già piena di congetture. La parola Genova deriva da Janua: porta. E le ha aperte, le sue porte, il capoluogo ligure durante la lunga estate migrante: fin dall’inizio, quando gli arrivi erano imprevedibili e la città ancora impreparata, con i profughi alla Fiera con il Salone Nautico alle Porte. Ma questa non è una città che dispone di grandi strutture, e infatti anche i numeri lo confermano: al momento sono poco più di mille, i profughi ospitati a Genova, un numero di molto inferiore ad altre città italiane di pari grandezza. C’è l’ex Ospedale psichiatrico di Quarto,
Casa Bozzo - Courtesy Simone Margiotta
L’ABBRACCIO
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Il Progetto “Casa Bozzo” di Enrico Costa, Presidente CEIS Genova
Casa Bozzo - Courtesy Simone Margiotta
L
’immobile, originalmente della “Piccola Opera
infrastrutturale che condiziona oggi la qualità di vita
della Divina Bontà”, è sito a Quezzi in via
dei residenti. All’inizio degli anni 60 la congregazione
Edera 22; un edificio di 3 piani di ca. 2.200 mq.,
individuò, per le sue attività di convitto e formazione
circondato da circa 4.000 mq attrezzati per attività
professionale
sportiva, parcheggi e spazi verdi.
integra e idonea a garantire lo stretto rapporto con il
È stato da noi ribattezzato “Casa Bozzo” in memoria
quartiere di riferimento in un contesto di opportuna
della famiglia di Bianca Costa Bozzo, fondatrice
riservatezza. L`abbandono determinatosi nell’ultimo
del CEIS Genova, e dei suoi genitori sepolti nella
decennio non ha cancellato nei residenti la memoria
sottostante chiesa parrocchiale di Quezzi da loro stessi
della
costruita.
alcuni incresciosi episodi dovuti a un limitato utilizzo
La struttura è stata realizzata negli anni 60’ dalla Piccola
di “prima emergenza” di una parte della struttura.
Opera con finalità sociali. La zona è caratterizzata da
All’inizio di novembre rappresentanti delle istituzioni
un elevato peso insediativo proprio dell’urbanistica
religiose hanno proposto a noi, noti come CEIS Genova,
degli anni 50/60 e sconta quindi l’assoluta debolezza
di acquisire il compendio per dare nuova dignità allo
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L’ABBRACCIO
quest’area
frequentazione
di
allora
quegli
sostanzialmente
spazi
nonostante
stesso, proprio partendo dall’accoglienza dei richiedenti
abbiamo avviato una stretta collaborazione con le
asilo.
istituzioni locali, al fine di condividere il proprio progetto.
Siamo impegnati da più di 40 anni nel superamento
La stessa Prefettura, il Sindaco, l’Assessore Comunale
di diverse forme del disagio sociale, l’attività è iniziata
alle
occupandosi di tossicodipendenza per poi ampliare
Presidente del Municipio Bassa Val Bisagno, la ASL
il suo campo d’azione nel sostegno ai minori con
di riferimento, sono stati informati di questa iniziativa
problemi psichiatrici e nell’assistenza ai migranti, minori
estendendo l’informazione anche alle realtà più locali,
e adulti; un impegno affinché ogni persona in grave
la Parrocchia e gli amministratori condominiali di Via
disagio sociale riconquisti dignità e autonomina per
Edera al fine di ottenere la massima condivisione.
rientrare attivamente nella società.
Per questo scopo abbiamo posto la massima attenzione
Politiche
Sociosanitarie
e
all’immigrazione,
il
nel fornire, a chiunque lo ha richiesto, spiegazioni e Il
progetto
di
riutilizzo
propone
una
tipologia
chiarimenti in merito al progetto.
residenziale innovativa per la città definita “condominio
Purtroppo, come spesso accade in questi casi, si sono
solidale” in cui far coesistere realtà diverse: richiedenti
diffuse notizie prive di riscontro circa il numero delle
asilo, minori, anziani.
persone da ospitare nella struttura, sulle loro condizioni relativa
di salute e in generale sui contenuti dell’iniziativa. A
all’emergenza profughi e per questa il Centro è già
queste si sono aggiunti timori legati alle condizioni della
attivo sul territorio con varie strutture che accolgono
struttura e in generale su questa parte del territorio
in totale quasi 80 persone adulte e 25 minori di varie
collinare. A seguito di specifiche segnalazioni abbiamo
etnie, attentamente seguite in un quadro di inserimento
anche dato corso ad una completa indagine sullo
sociale nel contesto di riferimento.
stato dei muri di contenimento e delle altre strutture
Con le modalità che sono abituali al CEIS Genova,
evidenziando, in ogni incontro, la disponibilità a
La
più
pressante
di
queste
richieste
è
Casa Bozzo - Courtesy Simone Margiotta
L’ABBRACCIO
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realizzare quanto eventualmente necessario superando
un percorso graduale e attento alla sensibilità del
concretamente l’abbandono dell’ultimo decennio.
quartiere e quindi siamo pronti a considerare di
Quanto alle modalità dell’intervento, come illustrato
partire con l’accoglienza di poche persone per poi
anche
salire gradualmente fino al massimo dei posti previsti
che
in
Comune
l’assistenza
e
ai
in
Municipio,
di
per l’accoglienza. I primi ospiti potrebbero essere,
comportamento, corsi di lingua italiana, assistenza
presumibilmente, persone che già da tempo sono
nella gestione dell’iter burocratico richiesto per il
seguite dai nostri interventi, con familiarità della
riconoscimento
profughi
spieghiamo
prevede
regole
dello
lingua italiana e magari
stato di richiedente asilo,
preparati a non reagire
accompagnamento
e
a eventuali provocazioni.
prenotazione delle visite
Per quanto attiene alle
mediche e dei controlli
preoccupazioni
sanitari e tutto quanto
condomini
utile
inclusione
al compendio, relative
delle persone, il tutto
alla stabilità dei muri
in ambienti con i più
di
alti standard di confort,
la
decoro e sicurezza.
Centro
I lavori al livello basso
una
sono
accoglimento
all’
già
terminati;
dei
sottostanti
contenimento presenza
del
rappresenta garanzia
di delle
sono stati montati gli
giuste segnalazioni dei
arredi nuovi in tutte le
vicini anche se non va
sei camere, nella cucina
trascurato qual è stato
e nei saloni; in pratica
l’iter
già nei prossimi giorni
le sue modalità ed i
i locali saranno pronti
livelli
per l’accoglienza di 25
conurbazione delle vie
profughi.
Edera,
La
sistemazione
degli
e
di
realizzazione,
qualitativi
della
Ammarengo
Ginestrato
che
altri livelli richiede un
rendono
maggior
difficile stabilire precise
in
impegno
termini
sia
lavorativi
eventuali
tempi di esecuzione più
dissesto.
dilatati
In
tempo.
Si
conclusione dei lavori.
partendo Casa Bozzo - Courtesy Simone Margiotta
di
conclusione
confermiamo
comunque
nelle
situazioni
prevede entro l’anno la Abbiamo
molto
responsabilità
che economici e quindi nel
oggi
che, da
uno
stimolo di alto valore
previsto, come già detto
sociale e pur sentendo
in premessa, di destinare
la
responsabilità
di
il secondo livello ai minori tenuto anche conto della
una situazione di partenza assai delicata per i disagi
disponibilità a questo piano di un’ampia palestra e di
derivanti dallo stato di abbandono dell’edificio, siamo
spazi sportivi e aggregativi, disponibili, con specifiche
ora in grado, con un grande sforzo sia finanziario
modalità di utilizzo, anche per i residenti.
che organizzativo, di far partire un percorso per
Il condominio solidale ospiterà all’ultimo livello persone
far diventare “Casa Bozzo” un luogo di ospitalità,
anziane perché più luminoso, ampio e senza dislivelli.
condivisione e inclusione; un luogo in cui le diverse
Per quanto riguarda il programma di inserimento
tipologie possano determinare virtuose collaborazioni
di
in un disegno di città che sostiene chi ha bisogno di
persone
condividiamo
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L’ABBRACCIO
richiedenti con
le
asilo
in
istituzioni
questa di
struttura,
intraprendere
accoglienza.
Il volto migliore della nostra cultura del Sindaco Marco Doria
Casa Bozzo - Courtesy Simone Margiotta
B
ianca Bozzo Costa è rimasta nel cuore della
per il tempo in cui fu attuata dalle ricche famiglie
città. L’hanno conosciuta in molti: chi ha
dell’epoca.
condiviso i suoi progetti e il suo impegno, chi
Nei tempi più recenti, il Ceis di Bianca Costa, la Comunità
ne ha sostenuto le opere, chi ha trovato accoglienza
di San Benedetto di don Gallo, la Caritas di don Tubino,
e aiuto nella comunità da lei fondata. È una di quelle
la comunità di San Marcellino hanno offerto, ancora una
figure che hanno contraddistinto la Genova solidale in
volta con approcci e metodi diversi, esperienze concrete
epoche storiche diverse, con stili e mentalità differenti,
di solidarietà e, attraverso il fecondo rapporto che
ma tutte accomunate da un grande spirito di servizio.
hanno saputo intrecciare con le strutture pubbliche e
La storia antica ci racconta di Caterina Fieschi, di Ettore
con la rete dei servizi sociali, hanno promosso l’incontro
Vernazza, di Emanuele Brignole e di altri “benefattori”
tra pensiero laico e pensiero religioso per la liberazione
genovesi, mentre il grande edificio dell’Albergo dei
degli ultimi e il bene comune. I decenni Settanta-
poveri, oggi sede universitaria, è lì a testimoniare
Novanta del secolo scorso sono stati contraddistinti
una politica di accoglienza del passato, certo non
da una fase di espansione dei servizi sociali. Era forte
proponibile ai giorni nostri ma generosa e illuminata
la spinta a costruire una rete capillare sul territorio ed
L’ABBRACCIO
7
era ben radicata la convinzione del welfare come diritto
asilo, l’ospitalità ad alcuni minori stranieri e il co-housing
universale, dell’integrazione socio-sanitaria come modo
per anziani. L’operazione consentirà alla cittadinanza di
per impedire che il disagio si trasformi in malattia,
accedere al parco attiguo all’edificio.
della necessità di liberare i “matti” dai manicomi e
Ancora una volta il Ceis affronta la realtà con
della lotta alle droghe per ridare dignità e socialità ai
determinazione ma non rinuncia a confrontarsi, insieme
tossicodipendenti. Gli enti locali disponevano allora
al Municipio e al Comune, con quanti non comprendono
di risorse finanziarie adeguate a intraprendere quel
o contestano l’iniziativa (e non mi riferisco ovviamente
cammino verso una grande riforma civile e sociale, non
di gruppi politici che sono mossi solo vergognosi
del tutto sufficienti ma molto lontane dalle ristrettezze
intenti di speculazione politica e da idee apertamente
attuali. Se riflettiamo su questa semplice constatazione
razziste). Accadeva per le comunità di recupero
ci rendiamo conto di quanto sia stato importante aver
inserite nei quartieri, accade oggi per la struttura di
salvato il sistema dei servizi del Comune negli ultimi
Quezzi. Il nuovo spazio viene messo a disposizione
anni malgrado la decurtazione del bilancio comunale.
della Prefettura per accogliere alcuni profughi, sulla
Questo è l’impegno che mi sono assunto come sindaco.
base del programma di accoglienza che l’Italia intera
A Bianca Bozzo Costa viene ora intitolata la nuova casa
deve sostenere. A questo piano il Comune di Genova
accoglienza del Ceis in via Edera. Un edificio fatiscente,
offre piena collaborazione insieme alle associazioni di
elemento di degrado per il quartiere, viene restituito ad
volontariato e del terzo settore.
una funzione sociale. Tutto avviene con la gradualità
Si possono discutere e migliorare le procedure ma
di un’impresa volontaria, il tatto e la tolleranza che
un fatto resta incontrovertibile: il grande esodo dalle
contraddistingue gli operatori del Ceis e un progetto
guerre e dalla fame non si può fermare. I fili spinati, le
di
l’accoglienza
negazioni, i respingimenti indiscriminati, l’indifferenza
temporanea ad un piccolo gruppo di adulti richiedenti
verso le tragedie in mare sono insulti alla civiltà e
convivenza
tra
esigenze
diverse:
Casa Bozzo - Courtesy Simone Margiotta
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L’ABBRACCIO
Casa Bozzo - Courtesy Simone Margiotta
sono anche inutili per fermare il corso degli eventi.
di volontari hanno così curato interventi di pulizia nei
In un mondo in cui viaggiano liberamente capitali e
parchi cittadini, con il proprio lavoro all’Acquasola, a
armamenti non si possono fermare le persone.
Valletta Carbonara, a Sampierdarena, in Valpolcevera,
Come in tutte le epoche di grandi migrazioni crescono
nel Levante e in diversi altri luoghi.
le paure e prolificano i teorici dello scontro di civiltà. Il
E perché non interessare i nostri ospiti anche al
terrorismo fanatico si giova di un clima di paura e del
patrimonio culturale di Genova e del nostro Paese? Non
riflesso condizionato delle nostre società a chiudersi
è anche questa la strada per conoscerci reciprocamente
in difesa, alzare barricate, rifiutare il dialogo tra culture
e smentire le caricature dell’estremismo fanatico? Ecco
diverse. E’ inutile proclamare i valori della nostra civiltà
la ragione per cui abbiamo proposto che i profughi, al
quando se ne negano i fondamentali principi del diritto
pari dei genovesi, possano visitare gratuitamente in
e dell’accoglienza.
determinati orari i musei civici.
Al contrario dobbiamo far conoscere a coloro che
Non ghettizzare, non isolare, non respingere ma
giungono in cerca di salvezza il volto migliore della
favorire la convivenza affrontando anche il necessario
nostra cultura e della nostra democrazia. Hanno
confronto con le preoccupazioni dei nostri concittadini
fatto
ma facendo prevalere la razionalità.
molto
scalpore
due
piccole
iniziative
che
l’Amministrazione comunale ha intrapreso. Abbiamo
Per tutto questo ringrazio il Ceis, i suoi dirigenti,
offerto
operatori e volontari.
alle
persone
che
attendono
a
Genova
l’esame della loro richiesta di asilo la possibilità di contribuire volontariamente alla città. L’adesione è stata numerosa e convinta. I profughi sono in genere giovani, provengono da esperienze durissime, non sopportano l’ozio forzato di un dormitorio. Squadre
L’ABBRACCIO
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Le Migrazioni di Don Marino Poggi, Direttore Arcidiocesi di Genova Caritas Diocesana
Casa Bozzo - Courtesy Simone Margiotta
C
i sono nel mondo modi diversi di intendere
È bello però riandare alle grandi proposte delle culture
l’uomo a partire da valori differenti sui quali
che hanno forgiato l’uomo, per scoprire cosa anima il
è fondata la sua dignità: Sorprende tuttavia
cammino.
che le varie culture su un punto si avvicinano: l’uomo
Nel mondo orientale l’uomo ha cercato l’equilibrio, una
è un “viandante”, cioè nella responsabilità di sé è in
pacificazione tra spinte diverse, dando alla rinuncia e
continua ricerca di una meta da raggiungere, sia essa la
alla magnanimità un posto importante nel cammino. Si
casa da costruire e in cui abitare o la comunità con cui
parla di una alleanza di fondo dell’uomo con se stesso
condividere l’esistenza.
e con la natura, per impedire un cammino continuo e
“Da dove vengo” e “dove vado” sono perciò le domande
senza risultato.
in cui facilmente si riassume il “senso” del cammino
Diversa è la cultura greca che ha spinto l’uomo alla
dell’uomo, anche se non sempre si ha il coraggio di
ricerca entusiasmandolo per gli orizzonti infiniti ma poi
porsi domande così radicali.
lo ha convinto a ritornare a casa per non perdersi.
Spesso il cammino è dettato dai bisogni urgenti o da
Nel cristianesimo e ancora prima nella cultura ebraica,
sogni coltivati all’interno di frustrazioni o paure.
che ne è la culla, l’uomo è in cammino perché chiamato
10
L’ABBRACCIO
da Dio. Il cammino diventa così il luogo in cui nascono
– mettono in crisi le nostre stesse domande: che tipo
le relazioni, si irrobustiscono, anche se in mezzo a mille
di società siamo? Da dove viene e dove va la nostra
pericoli e contrarietà, e si completano nell’incontro con
civiltà? Cosa rimane della nostra libertà quando si
Dio.
confronta con la libertà degli altri, dei più poveri?
La vita è un pellegrinaggio e il luogo santo, a cui si è
Dobbiamo avere il coraggio di porci queste e altre
diretti, è il segno dell’incontro con Dio, che è la meta
domande. Perché questi “esodi” più o meno forzati? E
ultima.
perché non si ha il coraggio di affrontare le cause, ma si
Il nostro mondo occidentale è figlio di questa cultura,
bisticcia sul come gestirli?
ma ha perso l’orientamento chiaro a Dio e ha fatto della
Ora la terra è già divisa tra i popoli, ma le condizioni
libertà della ricerca il motore del movimento.
di vita sono diversissime e alcune situazioni sono di
Tanti miti si sono alternati come meta del cammino, ma
estrema povertà. Quali le ragioni di questi squilibri?
fondamentalmente la realizzazione libera di sé è stata
E l’assurdità delle guerre quasi sempre frutto degli
al centro di tutto.
egoismi dei più ricchi?
Eccoci quindi di fronte allo scenario contemporaneo,
Guardare un fatto senza interrogarsi sulle sue cause e i
dove non è difficile rendersi conto di una libertà
suoi effetti è frutto di indifferenza e di paura della verità.
alquanto impazzita, che accusa le altre libertà come
Le migrazioni dei popoli vanno studiate, più che subite
nemiche e non sa autoregolarsi.
e temute. La risposta di chi dice non posso aiutarti
In questo quadro possono inserirsi le migrazioni di
si comprende, ma non affronta il problema, mentre
popoli che tanto affannano il mondo. Popoli che si
l’opposizione preconcetta manifesta quell’indifferenza
mettono in cammino in cerca di terra, di lavoro, di vita
che non è degna degli uomini.
nuova oppure per sfuggire a situazioni di pericolo o
Essere “compagni di viaggio” senza la presunzione di
indigenza. Le domande che portano con sé – di una
saper tutto, ma cercando umilmente le soluzioni possibili,
vita più dignitosa, sicura e libera, di speranza, di futuro
è quanto sconfigge in noi l’indifferenza che uccide.
Casa Bozzo - Courtesy Simone Margiotta
L’ABBRACCIO
11
Costruire ponti non muri di Lella Trotta, segretario confederale Uil Genova e Liguria
Casa Bozzo - Courtesy Simone Margiotta
V
ia Edera. La speculazione spinta degli anni
tutta la furia sulle aree strappate all’alveo originale.
‘60/’70 ha creato un pezzo di quartiere senza
Dalla cima di via Edera si sale facilmente ai forti e la via
servizi, negozi, marciapiedi e parcheggi, con
di fuga per orizzonti diversi è vicina, la vista cambia e si
poche aree di respiro per i bambini ed i cittadini, una
apre la grande Genova, con tutte le sue contraddizioni.
salita faticosa tra i palazzoni. Molti abitanti attuali sono i figli dei vari flussi migratori interni che avevano spinto
Ma quale può essere la paura che spinge cittadini,
alla mobilità, in varie fasi e da diverse aree geografiche
magari fomentati politicamente, a non accettare l’arrivo
del paese, mano d’opera e famiglie. Genova città di
nelle vicinanze di un piccolo insediamento protetto
porto nella sua storia ha accolto tutti , magari in aree
di pochi rifugiati? Quali motivi si agitano e spingono
satelliti, in periodi di discutibile speculazione edilizia che
alla protesta queste persone? Di cosa si sentono
non pensava al futuro, alla socialità, all’invecchiamento
depredati? Forse né più né meno le stesse motivazioni
progressivo della popolazione ed ai bisogni delle
che spingono nazioni a barricarsi, a costruire muri e
persone, all’invasione delle auto, agli spazi aperti, ai rivi
barriere di egoismi stupidi, fuori dal tempo e dalla
imbrigliati male che in condizioni sfavorevoli riversano
storia, purtroppo, anche in Europa. Parliamo di quel
12
L’ABBRACCIO
continente che aveva visto realizzarsi il sogno di
demografia negativa di cui la Liguria è capofila, con la
abbattere le frontiere e capace di farci sentire, per
più bassa natalità del paese e l’età media di 48,3 anni a
un po’, cittadini del mondo. Abbiamo fatto crescere i
fronte del resto d’Italia con 44,4 anni ed il più alto tasso
nostri figli con l’Europa, anche grazie a programmi
di popolazione ultrasessantacinquenne. Almeno una
come Erasmus, una generazione si è amalgamata ed è
domanda, anche se egoistica, dovremmo porcela: dove
diventata europea. Molti di questi giovani sono andati
potremo trovare le badanti per tutti i nostri anziani,
proprio in altri paesi a cercare lavoro, spesso molto
quelle spesso sottopagate con formule di lavoro che
qualificato, per non parlare della ricerca scientifica e
rasentano la schiavitù (e molte non in regola)? Nelle
della fuga dei cervelli. I nostri ragazzi non sono partiti
aree industrializzate del paese, poi, senza mano d’opera
con la valigia di cartone dei nostri nonni, quelli che
straniera non si potrebbe produrre.
migravano per fame in USA, Argentina ecc., ma con
I migranti, per l’Italia, sono una ricchezza: producono
la certezza di sentirsi a casa ovunque fossero. Senza
l’8,8% del Pil, pari ad oltre 123 miliardi di euro. È il dato
frontiere e col parmigiano mandato dalla mamma,
che emerge dal Dossier Caritas/Migrantes “Migranti,
anche se si trova al supermercato sotto casa come la
attori di sviluppo”. La paga media dei migranti resta
pasta e l’olio d’oliva extravergine.
più misera di quella degli italiani: in media un italiano
Poco tempo fa in Gran Bretagna, i fautori della Brexit,
al mese guadagna 1.326 euro, un cittadino comunitario
avevano puntato il dito contro l’immigrazione europea
ne prende 993, gli extracomunitari in media 942. Anche
(rubano il lavoro), ma sono stati fermati dall’alta
la tipologia di lavoro media degli stranieri è di bassa
finanza che si è resa conto che senza giovani menti
qualità e formazione.
europee ci sarebbe il crollo di un sistema economico e
Anche sul versante imprenditoriale gli stranieri ci danno
organizzativo.
parecchi punti: nel 2010 gli imprenditori stranieri sono
Anche in Italia dobbiamo fare i conti con l’economia e la
aumentati di 29 mila unità, quelli italiani diminuiti di
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L’ABBRACCIO
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31mila. A fine 2010 erano più di 337mila le imprese
le mafie. Tornando a via Edera, che paura può fare un
gestite da immigrati, con un ritmo di aumento del 14%
piccolo gruppo di rifugiati, in attesa del riconoscimento
all’anno dal 2006.
dello status, alle migliaia di cittadini? Come possono interferire nei sogni e nella vita dei loro vicini? Hanno
Nell’ultimo anno infatti i lavoratori stranieri hanno
paura di incontrare lo straniero per strada? Che spaventi
versato ben 10,29 miliardi di euro in contributi
il bambino che dorme nel passeggino? Che gli rubi
previdenziali. Di fatto pagano la pensione a 620.000
l’oratorio, quindi la chiesa? Francamente non so darmi
italiani. Oltre a pagare le tasse e contribuire in quota
una risposta se non quella paura irrazionale istigata
parte al gettito fiscale. Potremmo fare a meno di
da fonti politiche ignoranti e in malafede. A chi vuole
questo contributo? Non
strumentalizzare fa più
credo proprio. Secondo
paura la solidarietà e
l’OCSE
il
l’impegno. Non importa
degli
immigrati
contributo
se
è
rivolta
ad
anziani,
quanto
minori e solo per una
ricevono in termini di
piccola parte, ai rifugiati.
prestazioni sociali o di
A questi politici poco
spesa pubblica.
c’è da dire se non che i
superiore
a
solo
valori vincono, così come
altruismo o buonismo.
dialogo e accoglienza.
Accogliere gli stranieri
Ai
è un dato economico
Edera posso dire che
di
è
Quindi
non
è
incontrovertibile
necessità. Leonid
un
Secondo
Bershidsky
Bloomberg,
per
funzionare
cittadini necessario
su
migliorare dell’area di
la e
per vivibilità
la
soluzioni
via
costruire
percorso
far
l’economia
di
ricerca
condivise
europea serviranno 42
con il coinvolgimento e
milioni di nuovi cittadini
l’impegno del Comune e
entro il 2020: chi farà
del Municipio.
tutti questi figli?
Non ultimo, il fatto di
Un
avere un insediamento
ultimo
pensiero, dice:
economicamente consi-
“tornate a casa vostra”.
stente nell’area non può
Quale
Quella
che migliorare la zona,
bombardata o sotto il
oltre che portare lavoro,
fuoco
dedicato
a
chi
casa?
contrapposto?
vita e speranza per tutti,
Magari da guerre volute
abitanti compresi. Papa
da interessi occidentali?
Francesco
Quella senz’acqua, nella
recentemente, parlando
savana,
in
cui
hanno
sversato fanghi chimici
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ha
detto
di Donald Trump, che una persona che pensa
europei?
Quella
che
di fare i muri, chiunque
hanno
abbandonato
essa sia, e non di fare
sottoponendosi a viaggi della speranza pericolosissimi,
ponti, non è cristiano. Mi permetto di aggiungere
rischiando e subendo il peggio. Migliaia di morti
laicamente che chi pensa a fare muri (anche mentali)
nell’odissea per arrivare in Europa, con già alle spalle
non è umano. Servono ponti e non muri.
viaggi allucinanti nei deserti per arrivare ai campi profughi turchi o libici, vittime di schiavisti feroci e donne vittime di tratta che foraggiano, loro malgrado,
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L’ABBRACCIO
Un sistema europeo per la gestione delle migrazioni di Massimo Ferrante, Presidente Municipio III - Bassa Val Bisagno
È
opportuno sfatare quanto l’opinione pubblica
ricordare che una gestione dei fenomeni immigratori
pensi ovvero che in Italia arrivi un numero
e una buona integrazione fanno sì che il lavoro dei
enorme di emigrati e che i paesi arabi e del
migranti, quando è regolare e inquadrato nel rispetto
Medio Oriente e dell’Africa in genere, si lavino le mani
delle regole, contribuisce in modo considerevole alle
della situazione. Basti pensare che un paese piccolo
casse dello Stato e al mantenimento del Welfare.
come il Libano, poco più grande della Liguria, ospita un numero impressionante di rifugiati. Se in Italia arrivasse
Nell’ottica della gestione dell’accoglienza si impone alle
lo stesso numero , in proporzione alla popolazione locale,
realtà locali sempre di più la gestione di una situazione
noi oggi avremmo a che fare con 16 milioni di migranti.
che ormai è strutturale. Proprio per questo il sistema di
Numeri ben diversi da quelli che affrontiamo noi pur in
accoglienza va reso più efficiente e più trasparente.
un momento considerato di emergenza. Il vero tema per
Quanto sopra esposto ci obbliga a ritenere che i luoghi
il nostro paese e per l’Europa è come rendere sostenibile
di accoglienza non devono essere isolati e fuori da
questa emigrazione. Occorre certamente risolvere la
contesti urbani, senza la possibilità di integrazione con
causa che determina la migrazione e in particolare le
altre realtà. In questo senso è innovativo l’approccio da
guerre, gli estremismi religiosi e politici e le disparità
parte del CEIS che per la nuova struttura di via Edera
economiche. Sempre di più abbiamo bisogno non solo
ha pensato all’interazione tra una comunità alloggio per
di un sistema italiano, ma di un sistema europeo per
anziani e locali adibiti ad alloggio per profughi adulti e
la gestione dei richiedenti asilo. È anche importante
rifugiati minori.
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