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Ceis Genova L'abbraccio n°75

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l’abbraccio n75 Rivista trimestrale di informazione del CEIS Genova

Svuotare le carceri non è l’obiettivo ma l’effetto Conversazione con Maria Milano ...........................................................4

Le finalità del provvedimento di riduzione della popolazione carceraria di Daniela Verrina ........................................................... 6

Il carcere è da “svuotare”? di Marco Cafiero ......................................................... 10

Carcere e Volontariato di Mariapia Bandini ..........................................................13

16126 Genova • Via Asilo Garbarino, 6/B • Telefono 010.25.46.01 - Fax 010.25.46.002 r.a. N. 75 • 1° Trimestre 2014 • N. 1 del 2014 • Prezzo 1,00 euro Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 • Iscrizione al R.O.C. n° 16776 del 17/04/2008 Poste Italiane S.p.A. sped abb.postale • D.L 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 N° 46) art 1 comma 1, DCB Genova

Contributo dei ragazzi della Comunità di Trasta ..........................................................14


L’ABBRACCIO Dove possiamo incontrarci a Genova Rivista trimestrale di informazione del Ceis Genova

Direttore responsabile Silvano Balestreri Caporedattore Michele Serrano In redazione Aldo Castello

Fassolo

Trasta

Foto Bruno Taddei - Graffi dell’anima Courtesy VisionQuesT gallery

Via Asilo Garbarino, 6-9/B

Salita Cà dei Trenta, 28

16126 Genova

16161 Genova

Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002

Hanno collaborato Daniela Verrina, Marco Cafiero, Mariapia Bandini e i Ragazzi della comunità di Trasta Direzione e redazione Via Asilo Garbarino, 6 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002 Impaginazione Xedum srl Stampa Tipografica Derthona srl

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Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 Sped. abb. postale 50% - Genova Periodico associato USPI

Siamo qui perché non c’è alcun rifugio dove nasconderci da noi stessi. Fino a quando una persona non confronta se stessa negli occhi e nei cuori degli altri, scappa. Fino a che non permette loro di condividere i suoi segreti, non ha scampo da questi. Timoroso di essere conosciuto né può conoscere se stesso né gli altri, sarà solo. Dove altro se non nei nostri punti comuni possiamo trovare un tale specchio? Qui insieme una persona

Chi siamo Dove siamo

può alla fine manifestarsi chiaramente a se

Via Asilo Garbarino, 6 B - 9 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002

offrire. Su questo terreno noi possiamo tutti

Presidente Enrico Costa Direttore Generale Paolo Merello ceisge@ceisge.org fondazione@pec.ceisge.org www.ceisge.org

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L’ABBRACCIO

stessa non come il gigante dei suoi sogni né il nano delle sue paure, ma come un uomo parte di un tutto con il suo contributo da mettere radici e crescere non più soli come nella morte, ma vivi a noi stessi e agli altri. Aosta Ivrea Torino Varese Vercelli Sanremo Genova Milano Piacenza Parma

Cremona Verona Vicenza Trento Bolzano Belluno Treviso Padova Venezia Mantova

Reggio Emilia Modena Bologna Ravenna La Spezia Pistoia Prato Firenze Arezzo Jesi

Spoleto Muccia Viterbo Anguillara Civitavecchia Roma Alba Adriatica Pescara Anzio Formia

Caserta Avellino Bari Gravina Cosenza Catanzaro Messina Reggio Calabria Catania Cagliari


Editoriale di Enrico Costa

I

l caso ha voluto che il decreto legge 146, il così

Penitenziaria, ne è un effetto. Il vero obiettivo è

detto svuotacarceri, coincidesse con l’abrogazione

contenuto nel titolo del provvedimento stesso ovvero:

della legge Giovanardi-Fini e l’applicazione di

“Misure urgenti in tema di tutela dei diritti fondamentali

questo provvedimento lascia prevedere un ulteriore

dei detenuti e di riduzione controllata della popolazione

proscioglimento, con la conseguente messa in libertà, di

carceraria”. Tra i diritti fondamentali dei detenuti

un altro numeroso gruppo di detenuti. Parlavo di caso,

sicuramente, oltre a quelli relativi alla loro permanenza

ma in realtà nulla avviene per caso e credo che dovremmo

all’interno delle case circondariali, c’è anche il diritto

osservare con attenzione questa coincidenza, o meglio

a sviluppare un progetto di vita sostenibile una volta

questa causa, per fare una riflessione sul percorso

scontata la pena. Vogliamo veramente illuderci che,

detentivo e sulle sue finalità. Ecco un’occasione per

in un periodo di profonda crisi economica come

trasformare il nostro approccio nei confronti della

quello che l’Italia sta attraversando, con un tasso di

detenzione, un’occasione per confrontarci coi problemi

disoccupazione altissimo e una competizione durissima,

del reinserimento lavorativo e abitativo.

un ex detenuto possa trovare un lavoro onesto con i

Una volta usciti dal carcere può essere molto difficile

suoi soli mezzi? Questo significa voler infilare la testa

trovare un lavoro e una casa dove andare a stare;

nella sabbia come gli struzzi, per ignorare un problema

spesso chi torna in libertà si trova senza un soldo

fino al momento in cui non ci colpirà più da vicino.

in tasca, senza un posto dove andare a dormire e

Un saluto affettuoso a tutti i nostri amici e sostenitori

naturalmente questa situazione favorisce la sventurata

dal CEIS Genova

ipotesi di tornare a delinquere per procurarsi i mezzi di sostentamento minimo. Le azioni di sostegno che gli ex detenuti ricevono al momento attuale sono volontaristiche e sporadiche o, nella migliore delle ipotesi, a carico della famiglia, se ancora ne esiste una. Ora la forte diminuzione della popolazione penitenziaria libera un discreto ammontare di risorse economiche che potrebbero essere utilizzate proprio per creare dei percorsi di reinserimento e degli alloggi protetti adatti ad ospitare le persone nel periodo più difficile, fino a quando non sono in grado di riprendere a camminare con le proprie gambe. Centri come il nostro, e ce ne sono molti sparsi su tutto il territorio nazionale, da anni lavorano su progetti analoghi, che ormai non sono appannaggio di una sola realtà o una sola comunità, ma entrano in rete proprio per essere condivisi e divenire in questo modo realisticamente attuabili. La pubblica amministrazione dovrebbe ampliare il dialogo con il terzo settore per verificare la fattibilità dei progetti proposti e sostenerli economicamente almeno in parte. Infatti, come viene rilevato dagli eccezionali redattori degli articoli di questo numero, svuotare il carcere non è l’obiettivo del legislatore, ma piuttosto, come fa notare il Provveditore Vicario Regionale all’Amministrazione

Bruno Taddei - Graffi dell’anima - Courtesy VisionQuest gallery

L’ABBRACCIO

3


Svuotare le carceri non è l’obiettivo ma l’effetto Una conversazione con la Dottoressa Maria Milano Provveditore Vicario Regionale Amministrazione Penitenziaria

Bruno Taddei - Graffi dell’anima - Courtesy VisionQuest gallery

L

a Dottoressa Maria Milano è una grande amica

prima linea, dapprima quale vice direttore del Carcere

del nostro Centro e da molti anni condivide la

di Marassi, poi alla Direzione del Carcere di Chiavari e

nostra attività ed i problemi dei moti ragazzi

quindi di Pontedecimo.

ospiti presso le nostre strutture, specialmente di quelli

Il suo lavoro sfata il mito che l’Amministrazione

che provengono dalle strutture penitenziarie.

Penitenziaria possa apparire così distante dai problemi

La incontriamo presso il suo ufficio al Provveditorato

reali dei detenuti: l’dea che sia necessaria la figura del

Regionale dell’Amministrazione penitenziaria.

garante per i detenuti, recentemente licenziata dal

Ci accoglie con la sua usuale cordialità e trasmette la

provvedimento c.d. “svuota carceri”, perde efficacia

sua passione per un lavoro che l’ha vista per anni in

quando incontriamo direttori così attenti alla vita dei

4

L’ABBRACCIO


reclusi, ci sembra siano loro i veri garanti degli stessi.

non sono ristretti solo in forza della legge sulla droga,

Non le piace definire il decreto legge 23.12.2013,

bensì anche in forza di reati contro il patrimonio ed

n. 146, che sta per essere convertito in legge, uno

altre fattispecie legati allo stile di vita. Sicuramente il

“svuotacarceri”. Questa denominazione indica l’effetto

DPR 309/90 prevede pene severe ed è condivisibile la

e

norma che riporta la distinzione tra “piccolo” e “grande

non

l’intendimento

del

legislatore,

preferisce

centrare anche la conversazione che segue sulla reale

spaccio”.

dominazione “Misure urgenti in tema di tutela dei diritti

Ma un’ ulteriore merita la situazione di queste persone

fondamentali dei detenuti e di riduzione controllata

all’interno del Carcere poiché le loro condizioni di

della popolazione carceraria” perché il titolo racchiude

vita e la povertà di risorse che si portano dietro non

effettivamente la valenza del provvedimento stesso.

permette loro di affrontare la vita carceraria né di “dare

Precisa che l’intendimento è quello di dare attuazione

prova di partecipazione all’opera di rieducazione”

al dettato costituzionale che vede nella pena la

richiesta per la concessione della riduzione della pena.

riabilitazione del reo.

Frequentemente incorrono i condotte illecite all’interno

Persegue l’obiettivo del reinserimento sociale attraverso

del carcere, quali la resistenza, l’ingiuria, le lesioni,

l’incoraggiamento di misure alternative, ampliandone

sanzioni disciplinari che aggravano la loro permanenza

la portata, in modo da far comprendere a tutti come

in istituto ed allontanano sia la liberazione che la

si tratti di pene vere e proprie che comportano

possibilità di reinserirsi nel tessuto sociale.

prescrizioni e richiedono l’attuazione di adempimenti

Ed ancora un pensiero al concetto di prescrizione del

di un programma contrariamente a quanto socialmente

reato che pare agevolare reati con un allarme sociale

percepito.

meno percepito ma altrettanto gravi quali la bancarotta

Inoltre, attraverso questo decreto riprende vigore il

fraudolenta, certi abusi edilizi, i reati c.d dei colletti

messaggio importante secondo cui la detenzione deve

bianchi, i cui autori difficilmente sono ospiti dei nostri

rappresentare l’ultima ratio. Sicuramente la sentenza di

Istituti, più frequentati dagli ultimi, da coloro i quali

condanna della Corte Europea ha inciso sull’emissione

godono di minori risorse difensive.

del provvedimento, ma è anche vero che, in precedenza,

L’affidamento terapeutico rappresenta una misura

erano state emanate circolari i cui l’Amministrazione

alternativa molto impegnativa perché non richiede

Penitenziaria chiedeva di porre attenzione ai detenuti

soltanto un momento di reinserimento sociale, come

di media sicurezza con pericolosità inferiore e con

avviene per l’affidamento ordinario, bensì sulla cura,

possibilità di reinserimento maggiore.

sul cambiamento delle abitudini di vita. La difficoltà di

Con il decreto stiamo assistendo ad una riduzione della

realizzare un impegno del genere rischia di pregiudicare

popolazione penitenziaria, con particolare riferimento

l’andamento della misura e la relativa estinzione

alla “liberazione anticipata c.d. speciale”, con un dato

della pena per il buon esito della misura. Per questo

non particolarmente significativo.

l’ampliare il novero delle possibilità di usufruire di tale

Gli istituti del territorio regionale registrano una

misura induce a ritenere che il rischio di fallimenti è

presenza di detenuti definitivi che non forniscono

elevato, con costi sociali altissimi per la sanità.

dati importanti per quanto attiene le scarcerazioni. In

Nel concludere il piacevole incontro, la dottoressa

particolare l’Istituto di Marassi ospita detenuti definitivi

Milano esprime un grande apprezzamento per quello

con pene superiori ai cinque anni, per cui è difficile

che il nostro Centro ha rappresentato per il territorio,

registrare un’incidenza significativa sulle scarcerazioni.

per la capacità, in particolare di coinvolgere la

Ad oggi, in virtù del provvedimento, sono state

popolazione in modo trasversale, in modo che può

scarcerate 52 persone, di cui 17 detenuti da Marassi, 4

definirsi ecumenico. La forza sta nella capacità di

da Chiavari che ospita condannati a pene più basse, 6

coinvolgere il tessuto sociale, di portare la comunità

dal Carcere di La Spezia, 3 dal Carcere di Pontedecimo,

esterna composta da persone spesso lontane da

5 dal carcere di Imperia, nessuno dal Carcere di Savona

questi problemi, all’interno della realtà delle strutture

ove sono prevalentemente in attesa di giudizio.

rendendole attrici del recupero dei molti ragazzi. Ed,

Sul tema del rapporto tra tossicodipendenza e carcere

infine, una grossa capacità di interagire con l’universo

la Dr. Milano registra la forte incidenza sulla popolazione

carcerario creando sinergie funzionali.

penitenziaria, dato confermato su scala nazionale,

Da parte di tutto il Centro un grosso ringraziamento

che però merita una precisazione. I tossicodipendenti

alla Dr. Milano.

L’ABBRACCIO

5


Le finalità del provvedimento di riduzione della popolazione carceraria di Daniela Verrina, Magistrato di Sorveglianza del Tribunale di Genova

N

on può rimproverarsi al decreto legge n.146 del

volte in cui la disponibilità di un programma, da una

2010 – che commentiamo tenendo conto delle

parte, e l’entità della pena e il titolo di reato, dall’altra, lo

modifiche approvate dalla Camera dei Deputati

consentivano), ma anche di dover ricordare al legislatore

in sede di conversione - di non avere avuto chiaro il

che la cura delle dipendenze ha un costo e che la

duplice obiettivo indicato dalla Corte EDU con la

maggiore offerta terapeutica, implicitamente promessa,

sentenza 8 gennaio 2013, caso Torreggiani c. Italia: da un

dovrà essere sostenuta da risorse adeguate. Quanto a

lato, la diminuzione delle presenze in carcere; dall’altro, il

incidenza sui numeri

rafforzamento degli strumenti di tutela dei diritti delle

comunque, la modifica non sembra poter essere foriera

persone detenute o comunque sottoposte a misure

di importanti risultati. A conclusioni non molto diverse

restrittive della libertà personale. Assai meno certa è

sembra

l’adeguatezza degli strumenti prescelti, soprattutto con

“promozione” dell’uso del “braccialetto” elettronico per il

riferimento all’effetto “svuota carceri”, impropriamente

controllo degli arrestati e dei detenuti domiciliari, per i

(mi sia concesso dire) assurto a pseudonimo del

primi configurato addirittura come ordinaria modalità di

provvedimento.

esecuzione della misura cautelare, salvo che il giudice

Alla

finalità

della

riduzione

della

doversi

della popolazione

pervenire

con

detenuta,

riferimento

alla

popolazione carceraria sono chiaramente orientate le

non

modifiche concernenti la disciplina degli stupefacenti,

specificamente motivare sul punto), e per i secondi

quelle in materia di modalità di controllo delle persone

previsto come eventuale modalità di esecuzione di

sottoposte a misure “domiciliari”, le variazioni alla

qualsiasi forma di espiazione domiciliare, adottabile

disciplina delle misure alternative alla detenzione e

anche nel corso della misura. La piena operatività di

dell’espulsione quale sanzione alternativa alla detenzione

queste previsioni non potrà non comportare un notevole

e, infine, l’istituto temporaneo della liberazione anticipata

impiego di risorse, non solo tecniche, ma anche – e

speciale. Pubblici ministeri e colleghi della cognizione

soprattutto – di personale per l’esercizio del controllo.

saranno certo migliori giudici quanto alla incisività delle

Con

modifiche apportate all’inquadramento normativo e alla

domiciliare, inoltre, quasi sempre accompagnata da

sanzione edittale (ridotta nel massimo da sei a cinque

numerose autorizzazioni - sia permanenti che temporanee

anni di reclusione) del traffico di stupefacenti di lieve

- all’allontanamento dal domicilio per esigenze lavorative,

entità: modifiche la risonanza delle quali è, peraltro,

familiari, di vita quotidiana e di salute, si prospettano

destinata ad essere grandemente offuscata dagli effetti

inevitabili problemi di coordinamento e sovrapposizione

- sul trattamento sanzionatorio del traffico di droghe

fra

“leggere” - che saranno prodotti dalla recentissima

autorizzatorio. D’altronde, pare che la tecnologica degli

dichiarazione di illegittimità costituzionale delle norme

strumenti allo stato disponibili non sia basata sul sistema

modificatrici del TU stupefacenti di cui al d.l. 272/2005,

Gps, bensì sulla segnalazione di allontanamento dal

convertito in l.49/2006, c.d. “Fini Giovanardi” (Corte

raggio di copertura della centralina installata presso la

Cost. 12/2/2014).

Tornando al nostro decreto, come

dimora dell’interessato; il che ne esclude l’utilizzabilità a

magistrato di sorveglianza mi sento di plaudere

fini di controllo della corretta fruizione delle autorizzazioni

all’eliminazione del limite dei due affidamenti terapeutici

concesse, così come del divieto di frequentazione di

(peraltro già nei fatti spesso “aggirato” dai Tribunali di

determinati luoghi. Tutto ciò mi induce a pronosticarne

sorveglianza

un uso limitato da parte dei Tribunali e degli Uffici di

con

l’imposizione

di

prescrizioni

“terapeutiche” a corredo di misure “ordinarie”, tutte le

6

L’ABBRACCIO

lo

ritenga necessario

riferimento

segnalazioni

sorveglianza.

Sul

(nel

all’esecuzione

del

mezzo

fronte

qual

caso

della

elettronico

dovrà

detenzione

e

dell’ampliamento

regime

della


operatività delle alternative alla detenzione si annotano,

circa la possibilità di scioglimento del cumulo a questo

insieme alla già menzionata eliminazione del limite del

fine. Effetti minori ci si può aspettare dalla caducazione

doppio

terapeutico,

del limite temporale di efficacia già posto all’istituto di

l’innalzamento da tre a quattro anni del tetto di pena per

cui alla l.199/2010: l’eliminazione del divieto di detenzione

l’accesso all’affidamento ordinario, la possibilità di

domiciliare generica per i recidivi reiterati, operata dalla

ammissione all’affidamento in prova al servizio sociale da

l. 94/2013 aveva già sostanzialmente eroso l’ambito di

parte del Magistrato in via provvisoria e urgente,

operatività esclusiva di questa forma di esecuzione

l’estensione dei casi di espellibilità e la “normalizzazione”

domiciliare, la cui principale peculiarità sembrerebbe

dell’istituto, già temporaneo, dell’esecuzione presso il

oggi attenere alla competenza (del giudice monocratico

domicilio. Quanto al primo intervento, le cautele di cui è

anziché collegiale) e alla più snella procedura di

circondato palesano la consapevolezza - e fors’anche un

concessione e revoca. E’, peraltro, revocabile in dubbio

certo timore - dell’impatto indubbiamente significativo

che la moltiplicazione delle istanze – frutto scontato

che tale “abbassamento dell’asticella” potrà produrre

della moltiplicazione dei tipi di benefici concedibili – sia

sulla platea dei possibili fruitori del beneficio di cui

effettivamente ripagata, in termini di impegno per gli

all’art.47 o.p.. Infatti: la prognosi di idoneità rieducativa e

Uffici di sorveglianza, da tale maggiore semplicità della

special-preventiva

accesso

all’affidamento

dalla

procedura. Non è, tuttavia, da queste modifiche – atte, al

condotta dell’ultimo anno e per la fascia di pena

più, a ridurre gli ingressi e a favorire le uscite dal carcere

compresa fra tre e quattro anni di reclusione non sarà

solo nel medio/lungo periodo – che il Governo poteva

possibile la sospensione dell’ordine di esecuzione ai sensi

attendersi, nell’immediato, una rapida riduzione della

dell’art.656 comma 5 c.p.p. Molto meno timoroso si

popolazione detenuta. A questo scopo si è ritenuto di far

palesa l’intervento sui presupposti di sostituibilità della

ricorso allo stesso strumento già utilizzato dalla legge

pena

condannato

Gozzini, ovverosia l’incremento (allora definitivo, oggi

extracomunitario irregolare: è significativamente ridotta

temporaneo, giacchè si prevede che la liberazione

la gamma dei delitti “ostativi” ed è risolto normativamente

anticipata speciale produca effetto per due soli anni

in termini favorevoli l’annoso dubbio giurisprudenziale

dalla data di entrata in vigore del decreto) della riduzione

detentiva

dovrà

con

essere

l’espulsione

giustificata

del

Bruno Taddei - Graffi dell’anima - Courtesy VisionQuest gallery

L’ABBRACCIO

7


di pena per liberazione anticipata e la sua applicazione

affidati, ma in realtà esige la prova diabolica del concreto

retroattiva, sub specie di integrazione delle riduzioni

recupero sociale di colui che dal consesso sociale

concesse sui semestri maturati dall’1/1/2010 in poi,

(ancora) è escluso – apre dinanzi al magistrato di

subordinata alla continuità della prova di partecipazione

sorveglianza una gamma di possibili soluzioni che vanno

anche successivamente alla concessione del beneficio.

dalla sostanziale esclusione di questi detenuti dal

Ma il legislatore del 1986 non aveva da fare i conti con le

beneficio, in forza di una rigorosa interpretazione della

istanze securitarie che solo a partire dal 1991 avrebbero

norma, alla esaltazione dei più modesti segnali di

portato alla “selezione” di una serie di reati, forieri di

miglioramento nella condotta inframuraria, al fine di

particolare allarme sociale, da sottrarre in tutto o in parte

garantire una qualche applicazione dell’istituto anche a

all’ordinario

penitenziari.

questa categoria di detenuti (nella quale notoriamente

Diversamente, il Governo del 2013 ben sapeva di doversi

rientrano profili di pericolosità sociale assolutamente

confrontare con tale genere di rivendicazioni, e ha

diversificati). Pare, tuttavia, che la legge di conversione ci

ritenuto di poter “attutire” l’impatto della legge e mettere

libererà

a tacere le istanze di sicurezza sociale subordinando la

condannati per reati ex art.4 bis o.p. dalla fruizione della

concessione della maggior riduzione di pena alla “prova,

liberazione anticipata speciale: rimedio peggiore del

nel periodo di detenzione, di un concreto recupero

male, non solo per l’opinabilità della scelta, ma anche per

sociale, desumibile da comportamenti rivelatori del

le funamboliche operazioni di scioglimento dei cumuli

positivo evolversi della personalità”. In questo modo, la

che i magistrati di sorveglianza saranno costretti ad

discrezionalità della magistratura di sorveglianza, che la

effettuare al fine di non penalizzare eccessivamente

“selezione” di reati ex art.4 bis o.p. normalmente vale ad

coloro che stiano espiando pene solo in parte riferibili a

escludere o vincolare, qui viene “esaltata” proprio con

reati ostativi e di evitare che il nuovo istituto abbia un

riferimento ai reati ritenuti più gravi: la genericità dello

effetto ancora meno incisivo di quanto i primi, non

specifico requisito richiesto dalla norma – che evoca il

esaltanti dati dimostrano. I numeri, sia pure parziali e

presupposto di concedibiità delle riduzioni di pena agli

locali, relativi all’Ufficio di sorveglianza di Genova

regime

dei

benefici

da

quest’onere,

escludendo

tout

court

i

evidenziano, infatti, poche decine di scarcerazioni immediate per effetto del nuovo istituto a fronte di un numero di iscrizioni di procedimenti per liberazione anticipata, nel primo mese di vigenza del decreto, più che doppio rispetto alla media delle iscrizioni mensili di procedimenti ex art.54 o.p. nel corso del 2013: uno sforzo non indifferente per un modestissimo risultato. Non ha – per ora - avuto un altrettanto immediato impatto

sugli

Uffici

di

sorveglianza

un’altra,

importantissima novità introdotta al d.l. 146/2013: mi riferisco al reclamo giurisdizionale in materia di disciplina e di violazione dei diritti. Si tratta, invero, di una riforma epocale dei rapporti fra magistratura di sorveglianza e amministrazione penitenziaria, sino ad oggi caratterizzati – a dispetto delle chiare indicazioni sia del giudice delle leggi che di quello di legittimità – da una sostanziale “impermeabilità” della seconda agli ordini impartiti dalla prima e, in materia di disciplina, dalla limitazione del controllo del magistrato ai profili formali dell’esercizio del potere disciplinare. Sollecitato dalla Corte EDU, il legislatore prende atto della non effettività della tutela dei diritti assicurata dal pur “accessibile” ricorso al magistrato di sorveglianza e, a distanza di quindici anni dal primo invito rivoltogli dalla Corte Bruno Taddei - Graffi dell’anima - Courtesy VisionQuest gallery

8

L’ABBRACCIO

Costituzionale (mi riferisco alla sentenza n.26 del 1999),


accredita la piena giurisdizionalità del procedimento

alla carcerazione in condizioni contrarie all’art. 3 della

su reclamo, attribuendogli le forme del procedimento

Convenzione”, come richiesto dalla Corte di Strasburgo.

di sorveglianza ex artt. 666 e 678 c.p.p., in luogo di

Last but non least, a tutela delle posizioni giuridiche

quelle, imperfette, di cui all’art.14 ter o.p.. Ma soprattutto,

soggettive dei detenuti viene (finalmente) introdotto

introduce un meccanismo di esecuzione forzata delle

il garante nazionale dei diritti, costituito da un collegio

decisioni volte a rimediare a quelle inosservanze della

di tre persone, indipendenti e competenti in materia di

legge e del regolamento penitenziari che provochino un

tutela dei diritti, di nomina (inopportunamente, a mio

attuale e grave pregiudizio all’esercizio dei diritti: in caso

giudizio) governativa. Non diversamente da quanto

di mancata esecuzione spontanea del provvedimento

accade nella maggior parte dei Paesi europei ove autorità

non più soggetto ad impugnazione, potrà essere

come questa esistono da tempo, il Garante svolge una

richiesta

sorveglianza

funzione essenzialmente di controllo e denuncia, i suoi

l’ottemperanza, che potrà avvenire tramite indicazione

interventi presso l’amministrazione costituendo mere

di modalità (e tempi, nel testo licenziato dalla Camera)

raccomandazioni, non vincolanti. Ciononostante, il suo

dell’adempimento da parte dello stesso magistrato

ruolo istituzionale – specie se valorizzato dall’attribuzione

(tenuto

attuativo

dell’incarico a personaggi di sicura credibilità e prestigio

compatibile

personale – può assegnare obiettiva rilevanza ai suoi

con il soddisfacimento del diritto), dichiarazione di

interventi, affiancando al controllo giurisdizionale della

nullità degli eventuali atti in violazione o elusione del

magistratura di sorveglianza una forma di importante

provvedimento ineseguito e nomina, ove occorra, di

controllo “politico”. È auspicabile che all’interesse del

un commissario ad acta. In sede di conversione pare,

legislatore per questa forma di intervento faccia seguito

invece, essere destinata a scomparire la possibilità,

la più ampia diffusione della figura del garante dei diritti

per il magistrato, di stabilire una somma di denaro

dei detenuti a livello locale: il magistrato di sorveglianza,

dovuta per ogni violazione o inosservanza successiva

gravato da nuove, delicate funzioni e responsabilità, ha

ovvero per ogni ritardo nell’esecuzione: una “penale”

bisogno di un alleato che, sia pure con diversi compiti e

ce sarebbe stata, forse, di non facile determinazione

poteri, ne condivida la missione.

allo

stesso

conto,

predisposto

però,

magistrato

del

di

programma

dall’amministrazione,

se

e di sicura onerosità per le casse dello Stato, ma che avrebbe rappresentato un mezzo certamente efficace di “induzione” all’attuazione dell’ordine del giudice in un settore nel quale la sostituzione del giudice medesimo

Il mio Io

o del commissario ad acta all’autorità amministrativa

Se sol tu mi vedessi

si prospetta come particolarmente difficile e tutt’altro

tu forse capiresti

che

auspicabile.

Un’

ulteriore,

deleteria

modifica

partorita in sede di conversione riguarda la disciplina

della mia persona esistere ormai quei pochi resti

dell’impugnazione: avverso la decisione del magistrato,

in quella cella oscura

in luogo del solo ricorso per cassazione per violazione

dove solo il pensiero vola

di legge, previsto dal decreto legge, si introduce il

l’occhio e la paura

reclamo al Tribunale di sorveglianza, avverso la cui

fan di me, strumento di tortura

decisione sarà poi dato ricorrere al giudice di legittimità.

posso distruggere tutto

Si tratta di un’opzione altamente garantista, ma che

ma mai quel mio ideale

rischia, non solo di appesantire ulteriormente il lavoro

esempio di potenza

dei già sovraccarichi uffici della sorveglianza – assi

che son sicuro un giorno

modestamente

avvantaggiati

dalle

semplificazioni

sarà mia resistenza

procedurali codificate dalle nove norme, visto che

alzare gli occhi al cielo

le prassi in vigore avevano ampiamente anticipato e

accarezzare il sole

spesso superato le odierne modifiche - , ma soprattutto

ma tu vile vigliacco amico

di differire pesantemente nel tempo la possibilità di

non spaccherai il mio cuore

ricorrere all’ottemperanza (consentita solo ad attuazione del provvedimento definitivo) e di vanificare, quindi,

G. Comunità di Trasta

l’idoneità dell’ordine impartito a “porre fine rapidamente

L’ABBRACCIO

9


Il carcere è da “svuotare”? di Marco Cafiero, avvocato penalista - Consigliere del CEIS Genova - Consigliere della F.I.C.T.

Bruno Taddei - Graffi dell’anima - Courtesy VisionQuest gallery

L

a parola svuota-carceri mi porta alla mente

risulta incompatibile con l’intento dei Padri Fondatori.

un’operazione di pulizia che risponde più alle

Il concetto di “educazione”, che permea il nostro

logiche di creazione di spazi abitabili che non di

sistema legislativo, improntato al rispetto delle regole di

politica criminale. È per questo che preferisco non usare

convivenza civile, ci fa pensare a sistemi che agevolino

una terminologia tanto riconosciuta quanto inadeguata

l’apprendimento di queste regole, che consentano alle

ad uno stato civile.

persone di riconoscere che gli altri sono portatori di

Parto proprio da questo nome inopportuno per

diritti: proprietà, integrità, salute e tutti quei beni che il

riflettere sul decreto legge che attende solo di

sistema intenda tutelare.

essere convertito in legge, operazione senza la quale,

Il carcere, che pur viene concepito come luogo in cui la

qualunque discorso intendiamo intraprendere risulta

persona isolata dalla società possa prendere coscienza

vano. Non risulta vano, però pensare ad un modo di

dei propri errori e trovare risorse che prevengano la

sanzionare penalmente i reati che risponda alle logiche

commissione di ulteriori illeciti, non corrisponde nei

del dettato costituzionale.

fatti a tale intento, che rimane scritto solamente sulla

La Costituzione ci impone di prevedere una pena che

carta. Il rapporto tra la capienza concepita ed il numero

tenda alla rieducazione del condannato, per questo

di detenuti che accedono alle strutture penitenziarie è

motivo la situazione dei nostri istituti penitenziari

inadeguato.

10

L’ABBRACCIO


Le persone che si trovano a condividere spazi destinati

ancora innocenti, permangono lunghi mesi in carcere

ad un massimo di due convivono generalmente con

alimentando quel numero di detenuti costretti a

ben altro numero di ospiti trovandosi, così, a lottare

condividere quegli spazi abitativi che oggi si vorrebbero

quotidianamente per la sopravvivenza ponendo in

“svuotare”.

essere comportamenti che non sono molto differenti da

La

quelli adottati all’esterno per i quali si trovano reclusi.

attraverso una modalità che il Governo definisce

Mi chiedo come questa situazione possa rispondere a

“intervento chirurgico”, specie per quanto riguarda la

logiche educative. L’insufficienza di spazi e le tensioni

differenziazione tra spaccio e piccolo spaccio di cui

che vengono a crearsi impediscono, di fatto, aldilà

diremo oltre.

della buona volontà di chi opera all’interno di realizzare

Questa volta il governo pare aver affrontato alcuni

interventi educati che siano in linea con le attività

nodi cruciali che inficiavano veramente il dettato

trattamentali previste.

costituzionale che vede nella pena un momento

A chi attribuire la responsabilità di tutto questo? Voglio

rieducativo, eliminando quelle storture che da tempo

evitare di cadere in luoghi comuni, sarebbe troppo

chi opera nel campo del recupero dei tossicodipendenti

semplicistico rimarcare concetti che sento da almeno

aveva denunciato essere incompatibili con la volontà

trenta anni. Probabilmente alla mancanza di volontà

del

di concepire alternative efficaci che si astraggano dal

effettuando

“buonismo” e che si differenzino dal disinteresse.

lungimirante nel senso della prevenzione della recidiva.

Occorre uno sforzo, semplicemente logico, di strutturare

Infatti è proprio questo elemento che comincia

percorsi educativi che non abiurino la “sanzione”, che

timidamente a trasparire dalle norme appena licenziate,

non rappresentino una rinuncia punitiva come alcuni

un intendimento che era rimasto stritolato da strategie

temono, ma che consentano al condannato di acquisire,

di sicurezza spesso contraddittorie.

o riacquisire competenze altre rispetto a quelle che lo

Pensiamo,

hanno portato al delitto.

dell’art. 94 T.U.DPR 309/90 che inibiva la concessione

Sembrano belle parole, mere utopie, ma trovano

dell’affidamento in prova speciale per tossicodipendenti

fondamento in sperimentazioni altamente civili che pur

per più di due volte. L’eliminazione di questo tetto

non essendo da considerare assolutamente infallibili,

consente a tutte le persone gravate da dipendenza in

sono possibili.

esecuzione di pena detentiva di poter usufruire della

Nessuno ha il coraggio di affermare che il meccanismo

misura dell’affidamento per un numero imprecisato di

della porta girevole ha più facilità di bloccarsi dopo un

volte. Mi sembra una preziosa forma di incoraggiamento

percorso in misura alternativa piuttosto che dopo una

alla cura, proprio in ossequio al clamore determinato

infruttifera detenzione, che la recidiva è più facile dopo

dalla considerazione che i nostri istituti penitenziari

la carcerazione piuttosto che dopo un affidamento in

sono affollati da tossicodipendenti.

prova. Eppure sono dati di realtà.

In questo senso anche la norma che prevede che sia

Mi preme premettere questa riflessione per poter

il Pubblico Ministero, qualora sopravvenga un nuovo

meglio

provvedimento

titolo esecutivo nei confronti di persona in misura

legislativo che sembra avere una maggiore incidenza

alternativa, ne dia comunicazione al Magistrato di

sulla popolazione carceraria di quanto non ne abbiano

sorveglianza affinché estenda la misura. Si tratta di una

avuti quelli precedenti, più demagogici che efficaci.

visione ampia della concezione di misura alternativa.

L’intento del decreto legge 23.12.2013, n. 146 è quello

Probabilmente il legislatore ha finalmente preso atto

di intervenire con l’obiettivo di diminuire in maniera

che il meccanismo della porta girevole si inceppa più

selettiva e non indiscriminata, il numero di persone

felicemente a seguito della concessione di una misura

ristrette in carcere, a differenza di un provvedimento di

che si erge al rango di soluzione per la prevenzione di

clemenza collettiva. Provvedimento che aleggia ancora

comportamenti recidivanti.

nell’aria e che fa sperare tanti condannati.

Infine permettetemi di spendere due parole sulla

parlare

di

questo

ultimo

persecuzione

legislatore

di

di

questo

avvantaggiare

un’operazione

dunque,

obiettivo

di

il

cambiamento,

politica

all’abrogazione

avviene

del

criminale

comma

5

persone

modifica dell’articolo che riguarda lo spaccio di

raggiunte da una condanna passata in giudicato,

sostanza stupefacente. Ritorna, come nella legge del

ed ho volutamente tralasciato le persone che sono

1975 la distinzione tra spaccio e piccolo spaccio che il

ancora in attesa di giudizio. Costoro, ipoteticamente

legislatore del 1990 aveva voluto eliminare riducendo la

Ho

sempre

parlato

di

condannati,

di

L’ABBRACCIO

11


seconda ipotesi al ruolo di circostanza. In realtà questa

La sentenza non impone certo di abbassare la guardia

distinzione nell’immaginario collettivo non è mai venuta

sul consumo e sulla diffusione di qualunque tipo di

meno, un po’ in considerazione della distinzione tra le

sostanza. Bisogna fare attenzione a non ritenerla un

pene edittali previste, un po’ perché si è sempre voluta

anticamera della liberalizzazione, sia pure oggetto

differenziare la figura del tossicodipendente che cede

di un attuale fervente dibattito che deve tenere

per bisogno da quella del “reale spacciatore”.

conto di ben altri fattori. Si tratta di una questione di

Si tratta dell’introduzione di una nuova ipotesi di reato

diritto che, sicuramente, riporta un equilibrio anche

al posto della previgente circostanza attenuante che

nell’adeguatezza della pena alla gravità del fatto, ma

riduce, addirittura, da sei a cinque anni il massimo della

non costituisce un lasciapassare per condotte che,

pena edittale. Nelle more della conversione del decreto

comunque, integrano ancora fattispecie delittuose.

legge interviene la sentenza della Corte Costituzionale

Il messaggio che può essere utile recepire consiste nel

del 12 febbraio 2014 che, attraverso un meccanismo

riconoscimento di una situazione che rappresenta un

giuridico troppo complesso da spiegare su queste

problema sociale e di salute per i cittadini, nel pieno

pagine, annulla la famigerata equiparazione delle

rispetto della carta Costituzionale.

sostanze “leggere” e “pesanti” che tante vittime ha

Ecco, dunque, che il provvedimento “svuotacarceri”

creato negli ultimi otto anni. Si ritorna alla legislazione

torna a far coincidere il diritto con quanto percepito,

del 1990, corretta dal referendum abrogativo del

con notevoli vantaggi di natura tecnica che, invece,

1993, che determina due sanzioni ben differenti tra la

sfuggono ai più. Tali vantaggi riposano nei termini di

detenzione in quantità superiore al fabbisogno medio

prescrizione e nella eliminazione del bilanciamento di

giornaliero di sostanze leggere e sostanze pesanti. Ci

circostanze. Mi rendo conto che si tratta di un discorso

vorrà un po’ di tempo per abituarsi a riconoscerle dal

appannaggio di pochi, ma sul piano sanzionatorio e

momento che anche le tabelle di appartenenza hanno

sull’effetto deflattivo carcerario hanno un incidenza

subito una significativa modifica.

importante.

Bruno Taddei - Graffi dell’anima - Courtesy VisionQuest gallery

12

L’ABBRACCIO


Carcere e Volontariato Il ruolo del volontario all’interno del carcere di Mariapia Bandini

-COS’È IL CARCERE?

pena detentiva la recidiva è altissima, mentre per

Il carcere è “l’isola che non c’è”, è un mondo misterioso,

chi sconta la pena in Misura Alternativa la recidiva

chiuso all’esterno, per questo non è facile raccontarlo.

si riduce moltissimo. Sono necessari soprattutto, da

La maggior parte dei cittadini non lo conosce se non

parte del volontario, un ascolto globale, lungo, attento,

per sentito dire, per aver letto quello che i giornali ci

partecipato e un aiuto morale e materiale inteso come

propinano, ma per fare l’esperienza del carcere bisogna

individuazione di possibilità di risorse. Sono necessarie

entrarci dentro.

la presenza, la condivisione, la comprensione che

Il ruolo del volontario è in questo campo fondamentale.

aiutano chi purtroppo ha commesso un reato. Il

A questo proposito nel 2000 è nato lo SP.IN. (sportello

volontario deve investire tempo e risorse e deve essere

informativo) per sostenere il percorso del detenuto

sempre in sintonia con gli operatori penitenziari. Il

all’interno del circuito penale. SP.IN. che ha sede

volontario carcerario deve essere più professionalizzato.

all’interno dell’UEPE presso il Ministero della Giustizia.

A questo proposito infatti si organizzano corsi di

Il gruppo è formato da operatori e volontari di varie

preparazione e aggiornamento. Ricordiamo che per

Associazioni (tra cui il CEIS) e da due realtà del

operare in carcere è necessaria un’autorizzazione da

privato sociale. Finalità dello SP.IN. è quella di fornire

arte dell’Amministrazione Penitenziaria (art. 78 O.P. e

alle persone con problemi penali e alle loro famiglie

art 17 O.P.).

informazioni sulle opportunità di sostegno per un

Importantissimo è altresì un lavoro di prevenzione

reinserimento nella società civile e per favorire la

prima del delitto e al di fuori del sistema penale,

definitiva fuoriuscita dal circuito reato-pena. Operiamo

problema di cui si occupa la criminologia. Per questo,

quindi in modo da attivare tutte le risorse istituzionali e non che corrispondono al bisogno dell’utente per evitare il rischio di recidiva. Scopo ultimo dello SP.IN. è far conoscere alla città il carcere. Lo SP.IN. è quindi una risorsa che fa da ponte tra la detenzione e la libertà. In accordo con la direzione del Carcere di Marassi sono

stati

attivati

due

progetti:

uno

rivolto

ai

detenuti dimittendi (detenuti giunti a fine pena) e uno ai Nuovi Giunti (coloro i quali entrano per la prima volta in carcere). Ricordiamo che l’entrata e l’uscita dal carcere rappresentano due momenti

da circa un anno incontriamo le classi ultime di vari istituti per fornire loro le maggiori informazioni possibili circa il problema del carcere e il pericolo di incorrere, spesso inconsapevolmente, nel circuito penale. Incontri oltre modo fruttuosi. Vorrei chiudere infine ricordando ciò che scriveva a proposito del carcere Voltaire: “Non fatemi vedere i vostri palazzi, ma le vostre carceri, perché da esse si misura il gradi di civiltà di una nazione”.

particolarmente delicati. I nostri utenti sono persone con enormi problemi economici, famigliari, spesso con patologie psichiatriche, di alcool-dipendenza o di tossicodipendenza. Per questo il volontario necessita di un’assunzione di

responsabilità.

La

privazione

della

libertà

difficilmente porta ad una riabilitazione, in contrasto con i dettami della nostra costituzione (art. 27). Se si vuole sconfiggere la delinquenza non è con la semplice reclusione che si risolve il problema. Nella

L’ABBRACCIO

13


Un ragazzo in una realtà fuori dal comprensibile

Bruno Taddei - Graffi dell’anima - Courtesy VisionQuest gallery

Entrare in carcere, per me, è stata una nuova esperienza.

il cervello, era una sensazione eccitante. Non contento

Ne avevo sentito parlare, molto spesso, dalle persone

cominciai a vagare per la notte, fino a quando non mi

che ci erano state e, quando sentivo quelle storie,

cedettero le gambe e dall’oscurità uscirono quattro

cercavo di immaginare cosa avessero provato, ma non

figure vestite di giallo, si avvicinarono e, di forza, mi

capivo, fino a che, una sera come tante, mi trovavo nel

cominciarono a legare i polsi. Cercai di liberarmi, senza

mio letto con a fianco Ansia. Quando pensavo che se

risultati. Quei quattro uomini, vestiti di giallo sporco,

ne stesse andando, cominciò a squillare il telefono,

mi avevano legato talmente stretto che, a mala pena,

risposi. Cercavano lei, la ragazza dagli occhi bianchi, di

riuscivo a muovere i polsi. Dentro la macchina cominciai

corsa presi il motorino e mi diressi verso il centro. Non

a dare di matto. Dopo qualche minuto mi rassegnai

avevo paura, mi era capitato spesso di uscire di casa

al mio destino. Dentro, tutto quello che hai fatto nella

nel cuore della notte per accompagnarla a qualche

vita, non conta più, è come ripartire da zero. Capisci di

appuntamento. Quella sera era diverso, eravamo solo

essere rimasto solo, l’unica cosa che ti rimane da fare è

io, lei e l’asfalto, i marciapiedi erano deserti, troppo

affrontare la realtà. Come vada, vada.

silenzio. L’accompagnai, presi un suo occhio e lo scambiai per denaro, l’altro senza pensarci due volte, lo presi e me lo infiali su per la narice, fino a toccare

14

L’ABBRACCIO

A. Comunità di Trasta


Una gelida serata d’inverno Accadde tutto in una gelida serata d’inverno. Andai a Firenze con l’intento di cambiare vita, di lavorare onestamente. Genova, la mia città natale, era ormai diventata deleteria per me, le mie giornate passavano tra un “buco” di eroina o cocaina, piccolo spaccio di hashish e furti nei negozi. Il mio amico abitava nel capoluogo toscano, ormai da qualche anno, così decisi di raggiungerlo. Trovai subito un lavoro. Prima in una gelateria, poi in un ristorante e, infine, in un bar. Nella mia testa, dopo pochi mesi, ricominciarono i brutti pensieri. La noia riempiva le mie giornate e, dopo poco tempo, la droga ricomparve. Iniziai a caricare hashish, proprio come facevo a Genova, ma, questa volta, lo spaccio avveniva per strada, durante la vita mondana fiorentina. I miei clienti, spesso universitari o impiegati, mi guardavano con un misto di ammirazione e paura, o così almeno credevo. Fino a quella maledetta sera. Un ragazzo, mio cliente, mi chiese 10 g di cocaina. Non trattavo quel tipo di sostanza e mi misi subito in moto per reperirla. Era troppo allettante il guadagno di 2/300 euro per un massimo di mezz’ora di sbattimento. Appena feci il passaggio, sentii un urlo da dietro. Mi intimavano di fermarmi, mi girai e vidi un uomo, con barba incolta e capelli lunghi, che mi puntava una pistola gridando: polizia!. Venni arrestato

Bruno Taddei - Graffi dell’anima - Courtesy VisionQuest gallery

e portato in una caserma, vicino a Ponte vecchio e, dopo mezz’ora di percosse e domande, a cui non

saranno persone umane? Le risposte arrivarono dopo

rispondevo, il Maresciallo disse la frase che sapevo già

poco tempo, entrai in una cella grossa, all’incirca, come

sarebbe arrivata: “Ti portiamo a Sollicciano. Il viaggio in

la mia camera da letto, gli inquilini erano cinque, tutti

macchina durò, circa, 15 minuti. Arrivati a destinazione,

di nazionalità araba. Stavano mangiando, si fermarono

mi trovai davanti ad un’imponente costruzione, che

e aggiunsero un posto a tavola e riempirono il mio

poco c’entrava con l’ambiente circostante. Entrato

piatto. La sezione dove ero finito era occupata, quasi

in matricola, mi vennero prese le generalità e iniziò

esclusivamente, da straneri, mi sentivo un estraneo,

un’accuratissima perquisizione. Poco dopo mi trovai

fino a quando, durante le ore di socialità, incontrai un

in una cella di isolamento, in compagnia di un uomo

ragazzo fiorentino che mi invitò a trasferirmi nella sua

di origine marocchina che, apparentemente, poteva

cella, dove rimasi per quattro mesi, fino al giorno della

avere l’età di mio padre. Costui, pochi minuti dopo,

mia scarcerazione.

tirò fuori circa un grammo di cocaina e la usammo entrambi. Il giorno dopo arrivò la guardia che ci disse

D. Comunità di Trasta

di prepararci, perché saremmo stati trasferiti in sezione. Nella mia testa iniziarono a susseguirsi pensieri e paure: come sarà la cella? quali compagni troverò? le guardie

L’ABBRACCIO

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BRUNO TADDEI “Graffi dell’anima” Attraverso lame incido la mia paura di essere solo.

Bruno Taddei: Approdato alla fotografia nel 2004

Attraverso lame incido la carta.

dopo trascorsi di pittura e scultura, ha messo a punto

Attraverso nuove immagini scolpisco le preesistenti.

una personale tecnica “di graffio” che trasforma ogni

Trasformo ciò che è stato in ciò che è.

lavoro in un pezzo unico.

Trasformo in carezza creativa un atto meccanico. Trasformo il figlio dell’obiettivo in figlio della mia mano. Mi riapproprio di una parte di me, mi approprio delle paure.

L’autore ha esposto numerose mostre in Italia, ha tenuto seminari di approfondimento a proposito del legame tra psicologia e fotografia con la collaborazione di Maria Grazia D’Amico e Sandro Iovine presso il DAMS di Bologna e l’Università

Mi approprio del mio coraggio. Conosco la profondità con i graffi sulla superficie.

dell’Insubria di Varese.

Conosco ciò che finora non ho mai voluto conoscere.

Le sue fotografie sono state pubblicate su numerosi

Conosco me stesso.

giornali e riviste, tra i quali: Il Fotografo, Fotografia

Riconosco i graffi dell’anima.

reflex, La Stampa, Il Giornale, La Sicilia. Ha pubblicato il libro “Il permesso di crescere”.

Testo di Sandro Iovine

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