L’ABBRACCIO 65
Rivista trimestrale di informazione del Centro Solidarietà Genova
16126 Genova - Via Asilo Garbarino, 9/B Telefono 010.25.46.01 - Fax 010.25.46.02.02 r.a. Direttore Responsabile: Silvano Balestreri Realizzazione e stampa: TotalPrint Genova S.r.l. N. 65 • 3° Trimestre 2011 - N. 3 del 2011 Prezzo 1,00 euro Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 Inscrizione al R.O.C. n° 16776 del 17/04/2008 Poste Italiane S.p.A. sped abb. postale - D.L 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 N° 46) art 1 comma 1, DCB Genova
La prevenzione diventa un gioco da ragazzi
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Fassolo
Trasta
Via Asilo Garbarino, 6-9/B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002 In questa sede sono offerti i servizi: Accoglienza notturna per tossicodipendenti “Odissea”, accoglienza per minori stranieri “Samarcanda”, presidio residenziale per minori stranieri richiedenti asilo “Tangram”, comunità psichiatrica per adolescenti “La Finestra sul Porto”, Prevenzione, Inserimento disabili, Direzione e uffici.
Salita Cà dei Trenta, 28 - 16161 Genova Comunità Terapeutica Riabilitativa, Comunità di Reinserimento Sociale, Comunità semiresidenziale e residenziale di Accoglienza, Auto Aiuto Tel. 010.7404474 - Case alloggio “La Tartaruga” e “Tartaruga Levante” per persone malate di Aids Tel. 010.7411128 - “Castore e Polluce” comunità per persone con doppia diagnosi Tel. 010.7403071
Direttore responsabile Silvano Balestreri Caporedattore Ramon Fresta In redazione Aldo Castello Disegni Piccardo, Reginaldo In copertina “Strane presenze in valle” foto di Nicoletta Vaccamorta Foto Paola Olivieri, i Ragazzi di Trasta, Regione Liguria, Nicoletta Vaccamorta Hanno collaborato Roberto Buzzi, Roberto Olivieri, i Ragazzi di Trasta Direzione e redazione Via Asilo Garbarino, 6 B 16126 Genova Telefono 010. 25.46.01 Fax 010.25.46.02.02
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La nostra filosofia
• BOLZANO
S
• BELLUNO
iamo qui perché non c’è alcun rifugio dove nasconderci da noi stessi.
• TRENTO • VARESE
VICENZA • TREVISO • • IVREA • VERONA • VENEZIA • MILANO • CREMONA • PADOVA • PIACENZA • TORINO • VERCELLI • PARMA • MANTOVA
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• REGGIO EMILIA • MODENA • BOLOGNA
Fino a quando una persona non confronta se stessa negli occhi e nei cuori degli altri, scappa.
• RAVENNA
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• LA SPEZIA • PISTOIA • PRATO • FIRENZE
Fino a che non permette loro di condividere i suoi segreti, non ha scampo da questi.
• AREZZO • JESI
Chi siamo Dove siamo
• MUCCIA • SPOLETO
Timoroso di essere conosciuto né può conoscere se stesso né gli altri, sarà solo.
• ALBA ADRIATICA • PESCARA • VITERBO • ANGUILLARA • CIVITAVECCHIA
Via Asilo Garbarino, 6 B - 9 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.02.02 Enrico Costa Presidente
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• CAGLIARI • COSENZA
Paolo Merello Direttore Generale E-mail: csgenova@csgenova.org E-mail certificata: csgenova@pec.it Pagina Web: http://www.csgenova.org
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Federazione Italiana Comunità Terapeutiche Tel. 06.66.16.66.68 Via Bravetta, 365 00164 Roma Presidente Don Mimmo Battaglia
• MESSINA • REGGIO CALABRIA
• CATANIA
Dove altro se non nei nostri punti comuni possiamo trovare un tale specchio? Qui insieme una persona può alla fine manifestarsi chiaramente a se stessa non come il gigante dei suoi sogni né il nano delle sue paure, ma come un uomo parte di un tutto con il suo contributo da offrire. Su questo terreno noi possiamo tutti mettere radici e crescere non più soli come nella morte, ma vivi a noi stessi e agli altri.
L’ABBRACCIO EDITORIALE
È il momento di alzare la voce e svegliare le coscienze assopite di Enrico Costa*
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are di necessità virtù, questo saggio proverbio, nell’anno europeo del volontariato, è la chiave per capire come affrontare alcune emergenze sociali dei nostri giorni: dall’abuso di sostanze illegali e alcool al gioco d’azzardo, dall’inserimento sociale dei profughi per finire con la debolezza educativa. Spesso, alle spalle di tragedie della strada o di delitti, si celano l’uso di droghe e alcool; la registrazione del mero fatto di cronaca non è sufficiente a smuovere le coscienze dall’appiattimento di ogni reazione alla vera causa di queste situazioni. È evidente che oggi le problematiche sociali ed educative non sono tra le priorità delle Istituzioni; su questo versante fa poco anche il mondo economico. Ambedue impostano le loro scelte con scarsissima sensibilità sociale. Basta guardare le delibere o gli investimenti fatti sia dal pubblico che da privati per incentivare comportamenti virtuosi: zero; e quelli per il sociale: quasi zero. Quello che traspare dai media sono modelli educativi assolutamente lontani da onesti progetti di
vita; dove la solidarietà per il disagio sociale è il fanalino di coda. È il momento di alzare la voce, svegliare le coscienze assopite per ripartire in una nuova era che dia fiducia e spinta positiva in primis ai giovani e quindi a tutta la popolazione. Una nuova era illuminata da valori etici, sociali e spirituali. Un tempo in cui si sappia anche coltivare il sostegno a chi vuole uscire dal disagio delle dipendenze o tenersene lontano; si sappia coltivare l’accoglienza dei fratelli che cercano nel nostro paese il “loro” paese; un tempo in cui, più in generale, si sappia coltivare i valori educativi che le fonti più sane e virtuose ci fanno sentire con tanta passione. La chiave per accedere a tutto questo è proprio il volontariato con la sua gratuità, la sua spontaneità e la sua velocità d’azione. Al volontariato si chiede un compito immenso: svegliare le coscienze, reagire all’indifferenza sociale anche al problema delle dipendenze, opporsi alla distorsione educativa e agire nella coltivazione dei migliori principi etici e sociali.
L’azione dei volontari è anche un efficace fattore di prevenzione sia per quanto riguarda le dipendenze che in generale per i comportamenti viziosi della società. Il volontariato ha in se la grande forza dell’esempio, non fa solo parole ma azioni concrete; e tutte queste cose si traducono in modelli virtuosi da imitare. Questi principi così chiari possono essere il germoglio della risposta ai bisogni sociali ed educativi. Il germoglio di una struttura di interventi che richiede investimenti sia da parte delle istituzioni deputate sia da parte del mondo economico; così come anche la famiglia deve fare la sua parte per il mandato educativo insito in essa. Questo momento di grande necessità è l’occasione per far emergere le virtù migliori della società, impegnando tutti a comportamenti eticamente e socialmente virtuosi, come dice il proverbio: fare di necessità virtù.
*Presidente Centro di Solidarietà di Genova 3
L’ABBRACCIO INTERVISTA ALL’ASSESSORE REGIONALE
Allarme di Rossetti: tagliati 235 milioni sono a rischio tutti i servizi sociali c’è bisogno che il volontariato resista di Ramon Fresta
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ssessore Rosetti, alla luce delle ultime decisioni del Governo, può spiegare ai nostri lettori la situazione in cui verrà a trovarsi la nostra Regione? “In questi ultimi tempi non ho mai omesso di esprimere la mia grande preoccupazione sulle manovre economiche di questo ultimo anno che sono state solo spinte da una volontà di “tagliare” la spesa pubblica senza una logica di confronto con le Regioni. Sono state manovre che hanno ridotto solo il perimetro della spesa senza una reale riorganizzazione dei settori colpiti, attaccando duramente settori come il trasposto pubblico locale e lo Stato Sociale. Ad oggi noi sappiamo che la Liguria avrà tra il 2011 e il 2013 circa 235 milioni in meno da “spalmare” su tutti i settori. Non esiste capitolo di bilancio non colpito da questa scure!”. Lei ha anche la delega all’istruzione e una grande esperienza del “Sociale”, che ricadute ci saranno in particolare su questi ambiti? “In ambito di istruzione abbiamo la grossa questione del dimensionamento scolastico con l’idea di creare sempre più scuole grandi e numerose; viene colpito anche il sostegno scolastico per gli alunni che ne necessita, si avrà il 30% in meno del contributo per le sezioni primavera; i tagli rendono la Regione sempre meno capace di dare risposta alle autonomie scolastiche non potendo sostenere pro4
getti di rete utilissimo alla programmazione. Per il sociale addirittura stiamo assistendo non solo all’azzeramento del Fondo Sociale nazionale ma al tentativo di smantellare la struttura dei Servi Sociali Pubblici che ancora oggi tentano di garantire a tutti la possibilità di esprimere un disagio e un problema. A rischio sono servizi pubblici che chiamerei “essenziali” come ad esempio gli asili nido, le strutture residenziali e semiresidenziali per anziani, i contributi economici, l’assistenza domiciliare. Un attacco alle famiglie e alle persone in difficoltà che si troveranno ad essere più povere e più sole”. Quali prospettive possiamo CHI È Sergio “Pippo” Rossetti, assessore al bilancio e all’istruzione della giunta regionale presieduta da Claudio Burlando, è nato a Genova il 23 maggio 1963, è sposato e ha due figli. È stato direttore generale della Onlus “Istituto Chiossone per i ciechi e gli ipovedenti”. Dal 1993 al 2002 ha svolto il ruolo di assessore ai servizi sociali, alla sanità e ai rapporti con gli enti di programmazione e gestione dei servizi sanitari nel Comune di Genova. La sua iniziale formazione risale al Centro di Solidarietà di Genova dove ha svolto sia attività di volontariato che quella di lavoratore e di responsabile del centro studi e del settore prevenzione.
immaginarci in questo scenario? “Sicuramente quando penso al futuro penso anche a quella che è stata l’esperienza con Bianca e quello che questa esperienza mi ha insegnato. Il futuro non lo voglio percepire come senza speranze o senza possibilità di cambiamento. Il Centro ha dimostrato come con determinazione i sogni si possano realizzare. Credo che bisogna continuare a sperare e soprattutto a lavorare seriamente”. Lo spieghi. “L’azione come amministratore sarà di agire sugli sprechi per ottimizzare le risorse a disposizione. La definizione di livelli ESSENZIALI dei servizi pubblici credo che rimanga l’unica strada verso un sistema comunque che garantisca i diritti fondamentali di cittadinanza. Razionalizzare per esempio la spesa ospedaliera garantirebbe la possibilità di rinforzare esperienze territoriali più economiche ma in grado di rispondere anche e spesso ad un maggior numero di richieste con azioni rivolte al sostegno all’abitare di chi dimostra fatiche e difficoltà. Il Centro ci ha sempre dimostrato che il valore “economico” della coesione sociale e dell’auto aiuto in termini di utilizzo di “capitale sociale” rimane un punto di partenza fondamentale per risposte al bisogno efficaci ed efficienti.” Il volontariato in Liguria ha solide radici e ha sempre contribuito al sostegno delle fasce deboli, ora è in diff icoltà per l’aumento esponenziale di richieste d’aiuto, cosa dice a questo mondo che lei conosce bene? “Mi sento di dire che oggi lo Stato Sociale ha bisogno che il volontariato tenga duro e continui a presidiare il terreno su cui maturano difficoltà e fatiche. L’esperienza
L’ABBRACCIO INTERVISTA ALL’ASSESSORE REGIONALE
personale al Centro mi ha insegnato molto intermini di valori riconducibili alla gratuità. Credo però che sia necessario stare molto attenti alle adulazioni recenti del Governo al volontariato: in un momento di tagli di spesa, pare che ciò che non costi in termini economici diventi subito molto apprezzabile. Il volontariato nella sua “volontarietà” e assenza di scopi di lucro è una risorsa importante all’interno però di un sistema sociale universalistico in cui diverse forze a diverso titolo devono concorrere alla realizzazione del bene comune. Una grossa parte di servizi la deve garantire lo Stato con trasferimenti economici che permettano alle persone di vivere con dignità”. Sergio Rossetti assessore al bilancio e all’istruzione della Regione Liguria (foto Daniele Vigo per concessione della Regione Liguria)
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L’ABBRACCIO VITA DEL CENTRO
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L’ABBRACCIO VITA DEL CENTRO
I volontari fanno la differenza anche nel settore delle tossicodipendenze Consegnato il Premio Bianca Costa
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l Centro di Solidarietà di Genova, come è ormai consuetudine da diverso tempo, anche nell’anno in corso ha pensato alla realizzazione di un convegno. Ci piace essere una presenza anche culturale nel nostro territorio, per cui ogni anno cerchiamo di condividere con la città stimoli e riflessioni sui temi a noi più vicini e che possano essere di interesse comune. Il 2011 è l’anno europeo del volontariato, caratterizzato dallo slogan- “Volontari! Facciamo la differenza!”- che può essere letto sia come un’esortazione sia come la dichiarazione di un dato di fatto. La matrice del Centro è saldamente inserita nel solco del volontariato (l’Editrice di questa rivista è un’Associazione di volontariato), per cui ci è parso naturale scegliere proprio il volontariato come tema del convegno del 2011. Lunedì 17 ottobre, presso la Casa della Missione in via Fassolo 29 si è svolto il convegno “Solidarietà e sussidiarietà: l’apporto del volontariato nel settore delle tossicodipendenze”. È stata l’occasione per confrontarsi su modelli di volontariato esistenti nei diversi paese europei; tra i relatori, Luis Bononato – Presidente della Commissione di volontariato del “Proyecto Hombre” in Spagna e Padre Remondini – Presidente dell’Associazione San Marcellino. Gli obiettivi che ci siamo posti nell’organizzare l’evento erano diversi: dalla conoscenza dell’a-
Sergio Di Paolo del Comitato Tecnico Scientifico del Centro di Solidarietà di Genova ha curato le conclusioni del convegno che si è svolto presso la Casa della Missione
zione dei volontari in Liguria alla promozione delle attività che i volontari possono svolgere presso i nostri servizi; dal raccogliere le esigenze del territorio all’accoglimento delle suggestioni dei volontari stessi. Per facilitare la raccolta di dati, preliminarmente al convegno è stato fatto circolare un questionario per raccogliere le risposte del territorio; in questa opera un grosso aiuto ci è stato fornito da CELIVO nostro partner nell’iniziativa. A pagina 8 troverete il questionario e, se volete, potrete rispondere, andando sul sito www.csgenova.org nella
sezione “Pubblicazioni e Materiali”. Prima del convegno, alle 16, negli adiacenti locali del Centro di Solidarietà, c’è stata la cerimonia di premiazione della Dr.ssa Laura Ruaro, vincitrice del “Premio Bianca Costa 2011”. Il premio istituito dalla Fondazione Centro di Solidarietà Bianca Costa ONLUS per ricordare la sua fondatrice, ha il prezioso supporto del Rotary “Golfo Paradiso”; viene assegnato annualmente ad un laureando presso l’Università di Genova, autore di una tesi di laurea che abbia come argomento il trattamento delle tossicodipendenze, particolarmente riferito alle attività di prevenzione, cura e reinserimento in essere presso i servizi del Centro stesso. La commissione, presieduta da Sergio “Pippo” Rossetti e composta dalla Prof.ssa Luisa Stagi in rappresentanza dell’Università e dal Prof. Massimo Musio-Sale per il Rotary ha assegnato il premio con la seguente motivazione: “La candidata ha ampiamente approfondito le tematiche dell’uso di sostanze da parte degli adolescenti e i mutamenti sociali e culturali conseguenti, a partire da quelli del mercato della droga e dalla comparsa di nuove sostanze, fino alle modalità di consumo e all'associazione delle sostanze stesse, che hanno portato al passaggio dalla dipendenza alle dipendenze. La candidata ha messo in luce come le dipendenze e la poliassunzione richiedano anche da parte della Comunità Terapeutica una riflessione critica sui propri strumenti e modalità d’intervento. La tesi appare bene sviluppata sotto il profilo teorico e le parti relative allo specifico caso analizzato paiono molto pertinenti e ben descritte.” 7
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La prima pagina del questionario a cui potrete rispondere andando sul sito
www.csgenova.org sezione Pubblicazioni e Documenti 8
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Strane presenze in Valpolcevera la promozione della salute e la prevenzione diventano una grande festa della comunità di Roberto Buzzi*
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volte ci occorre del tempo per comprendere quello che abbiamo realizzato, ricevendo l’eco dei frutti concreti e reperendo il senso di quello che è avvenuto. Per questo motivo racconto oggi l’esperienza di una “festa territoriale” che si è svolta il 10 giugno u.s. nel comune di Serra Riccò in provincia di Genova. A premessa di una festa di comunità ci sono motivi di disagio, di qualcuno che in quella comunità non si sente nel suo posto, di qualcuno che avverte su di sé e traduce in reazioni le contraddizioni e i conflitti di un’età di per sé incerta, condizione acuita in quest’epoca instabile, veicolandole contro oggetti simbolici, di un dialogo difficile fra generazioni, di un sentimento di sottrazione e di espunzione. Ragazzi che non riescono a condividere con altri uno spazio sociale – una tensostruttura per lo sport e per iniziative socializzanti - e lo danneggiano, risarcimento “infantile”, che genera un’escalation di retroazioni inevitabilmente stigmatizzanti. Ragazzi “vandali” che “sfumazzano” e “fanno danni”, il commento nervoso dei grandi. Come uscire da questa impasse? Accanirsi nelle invettive contro, nelle accuse reciproche, nei controlli e nelle sanzioni d’autorità? O tentare una sintesi che dia voce a tutti e rimoduli le rispettive esigenze, magari facendo emergere anche le voci più dissonanti e dia loro significato. Ecco come è nata l’idea e di una festa di tutti e per
tutti, non a caso intitolata “Strane presenze in valle - associazioni in rete”, per sancire l’esistenza di una comunità che sta insieme e insieme accoglie anche ciò che in un primo momento risulta “fuori” e pare “strano” e gli da espressione. Una festa che in idea pare facile a organizzare, cosa ci vuole a mettere insieme chi sa già condividere? Ma non vuole essere la festa di paese di una Pro Loco, vuole rappresentare un momento catartico di comunità, dove c’è una parte di tutti, anche se attentamente organizzata, per essere a vantaggio di tutti. Ci vogliono le istituzioni che si fanno patrocinatori di una macchina complessa, il Comune di Serra Riccò e il suo sindaco. Ci vogliono i soldi perché per osservare una comunità di persone, per comprenderne le aspettative e le risorse disponibili, individuare le diverse abilità e le modalità espressive, organizzare e coordi-
nare in un insieme composito e assonante ci vogliono persone professionali e dedicate. Meno male che ci sono enti privati, in questo caso la Fondazione Carige, che se ne fanno carico e capiscono che al “pubblico” hanno tolto i soldi. Ma occorre il metodo e allora una mano viene dall’’università – il dipartimento di scienze antropologiche – che offre consulenza per le azioni etnografiche. Ma soprattutto ci vogliono i protagonisti, il mondo sensibile delle persone, dei cittadini, delle associazioni, dei servizi territoriali, dei gruppi spontanei di mutuo sostegno. Ci vogliono le infrastrutture, le sale, gli spazi culturali ed ecco il “Music Village”, Radio Jeans. Ci vuole la freschezza dei giovani, che producono idee, ed ecco i ragazzi della scuola media “Ungaretti” che scrivono la “sceneggiatura collettiva”, con i loro testi e le testimonianze di persone del
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Nelle immagini di Nicoletta Vaccamorta alcuni momenti della manifestazione
luogo, memoria storica e “ponti” tra le esperienze della quotidianità di ieri e quella attuale. Ci vogliono i ragazzi “strani” che hanno da dire la loro e che la traducano in fatti espressivi, musicali, pittorici, graffitici, quali segni di un discorso inedito, sulle prime complesso da decifrare, ma contenitore di stimoli e suggestioni per migliorare lo “stare” insieme. Questo è avvenuto, un fatto corale, per narrare storie individuali e storie sociali, per giocare insieme una partita di benessere collettivo, per riconoscere i percorsi tipici e storici della comunità e approdare in un quadro d’insieme nelle geometrie moderne di quello spazio – la tensostruttura - all’inizio foriero di conflitti e dissapori. Pensate, un atto di malessere e protesta diventa un atto di aggregazione e di comunione. Atelier, installazioni, performance espressive, giochi interattivi, pubblici che diventano attori e viceversa, capovolgimento di ruoli, che ruotano intorno al significato e al valore della comunità umana come insieme simbolico e reale, coeso da regole solidali e di convivenza, di esperienze individuali e di gruppi sociali. Alla progettazione e alla realizzazione dell’evento ha contribuito il Centro di Solidarietà di Genova che, a partire dal mese di ottobre 2010, ha articolato un percorso di valorizzazione delle risorse umane e sociali del territorio, nel rispetto delle competenze e delle peculiari capacità, condizioni ineludibili per generare benessere e salute all’interno di una comunità di persone. * Centro Solidarietà di Genova, Settore Promozione della Salute e Prevenzione
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Scegliendo di regalare un calendario o di inviare biglietti natalizi con le opere dell’artista Giorgio Oikonomoy si aiuta in maniera concreta il Centro di Solidarietà di Genova. Per le offerte di calendari e biglietti augurali è possibile rivolgersi in Via Asilo Garbarino, 6 B - 16126 Genova Tel. 010.25.46.01 - Fax 010.25.46.02.02 csgenova@csgenova.org Tutti gli stampati possono essere personalizzati e gli ordini fatti on line direttamente sul sito www.csgenova.org. Le immagini dei quadri sono state donate al Centro dall’artista solidale Oikonomoy le cui opere hanno ricevuto riconoscimenti internazionali.
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L’ABBRACCIO VITA DEL CENTRO
La carica dei 600 riders: quattro ore di spinning e lo sport aiuta a costruire una vita libera dalla droga di Roberto Olivieri *
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omenica 25 settembre 2011, nella cornice del Porto Antico, 150 bike per 4 ore consecutive (600 riders circa) hanno animato un evento, a sfondo benefico, ormai alla terza edizione: “Dai vita allo sport - Drugs Off ”. Inquadrato nel progetto “Vita senza droga” del Governo di Colombia, sviluppato in collaborazione con il Governo Italiano e con le Nazioni Unite, richiama ogni anno il popolo dei pedalatori, in un onda di energia, che si prefigge una comune meta. Il nostro obiettivo, è la raccolta di fondi per il Centro di Solidarietà Genova (Fondazione Bianca Costa) e, soprattutto, la sensibilizzazione mediatica al valore dello sport quale efficace antidoto alla droga ed alla devianza. La visibilità dell’evento, anche nelle precedenti edizioni, è stata notevole, con ampi spazi sul TG regionale di RAI3 e varia stampa, quest’anno ancora maggiore anche grazie alla presenza dell’Ambasciatore del Governo di Colombia. In tale occasione, il supporto della Associazione Nazionale Carabinieri oltre all’aiuto concreto (attraverso mezzi e uomini), ha confermato ancora una volta la presenza costante delle istituzioni al fianco della gente nelle sfide di pace e civiltà, anche in quelle che si svolgono in un clima di festa come la nostra, ma che testimoniano comunque l’impegno nel sociale di tanti cittadini. Gli istruttori tutti, nella veste di volontari, operai, facchini, trasportatori, presenter, receptionist ecc ecc hanno reso possibile, attraverso la loro 12
L’ambasciata della Colombia e gli atleti si alleano per aiutare il Centro Roberto Olivieri, coordinatore regionale di ICYFF, anche quest’anno ha organizzato un magnifico pomeriggio di sport e solidarietà al Porto Antico. Domenica 25 settembre 600 atleti hanno pedalato per dire no alla droga e si alla vita: “dai vita allo sport, drugs-off 3^ editions” il nome della manifestazione. Per il terzo anno i rappresentanti della Repubblica di Colombia in Italia e la Federazione di cycling indoor, si sono uniti in uno sforzo organizzativo teso ad evidenziare diverse tematiche. Da parte dell’ambasciatore Juan Manuel Prieto (nella foto con Enrico Costa e il personale diplomatico) è giunto forte il messaggio che la Colombia non è solo la patria dei “narcos” padroni dei traffici della cocaina, ma è un paese con molte risorse, in pieno sviluppo che vuole togliersi di dosso quella scomoda etichetta. La federazione italiana di indoor cycling ha voluto ribadire come lo sport e il benessere che esso porta, possano riempire la vita più della droga e- soprattutto- in modo positivo. Il Centro di Solidarietà di Genova, beneficiario del ricavato della manifestazione sportiva, ha affiancato i due organizzatori nel trasmettere il loro messaggio aggiungendo, per parte nostra, l’importanza di non far passare sotto silenzio il fatto che ancora oggi- la droga e le dipendenze sono un problema irrisolto e alle organizzazioni che se ne occupano vengono continuamente ridotte le risorse necessarie per funzionare in modo congruo al bisogno. totale disponibilità, l’organizzazione e la riuscita di questo appuntamento con lo sport. Appuntamento che ogni anno evidenzia come l’unione, la forza dell’amicizia, la volontà e l’energia positiva delle emozioni sono l’elemento “dopante” in grado di muovere e di far muovere non solo le gambe. Grazie quindi a molti, all’ICYFF (Indoor Cycling e Fitness Federa-
tion), a Techogym, alla Porto Antico, alla ANC, alla CST-Edilizia, a Banca CARIGE, alla CRI, alla Piscina del Porto Antico, al Trenino Pippo, alla palestra del Mandraccio, alla palestra Body and Dream, ma soprattutto... grazie a chi è stato con noi domenica. Al prossimo anno! * Coordinatore ICYFF della Regione Liguria
L’ABBRACCIO VITA DEL CENTRO
Nelle foto di Paola Olivieri la fatica dei 600 riders che hanno pedalato sotto al tendone del Porto Antico perché la vita vinca la lotta contro la droga e le tossicodipendenze, nell’iniziativa sportiva a favore del Centro
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La brevissima storia di Dio raccontata ai bambini Giuseppe Antonio Amadeo ha pubblicato per l’editore De Ferrari il libro “Brevissima storia di Dio”. Il costo è di 12 euro. Il ricavato delle vendite sarà destinato al Centro di Solidarietà. “Questo racconto deriva da un’affabulazione serale a puntate tenuta alle mie figlie in occasione della prima comunione della maggiore. Con un certo successo di critica e di pubblico. Avevo al mio attivo tutto un immaginario raccattato in giro con qualche bagaglio di letture esegetiche e pensieri tenuti generalmente per me, che mi piaceva ora svolgere in modo svelto e forse qualche volta far circolare sottotraccia. L’estate successiva mi venne voglia di rifare l’operazione per iscritto. Cominciai mantenendo lo stesso tono del racconto orale fino all’ “Esodo” che mi assicurava una tenuta narrativa collaudata. Poi vennero le crisi, ma l’apprezzamento di Padre Luigi Rossi (SJ) mi sollecitò a non desistere e quindi proseguii tra mille perplessità. C’erano infatti molti luoghi (il profetismo, l’esilio babilonese…) in cui la mia ignoranza dilagava ed ero quindi costretto ad approfondire, sempre con uno sforzo di sintesi, tentando frenetiche incursioni nei testi meno frequentati. Quando l’ultimo paragrafo cadde sul numero fatidico di centouno, mi chiesi se quello che avevo fatto e che mi era servito tantissimo, non avrebbe potuto servire a qualcun altro, ora che mi era stato dato di farlo. L’affabulazione, così com’è, sembra essere accessibile sia ai piccoli sia ai grandi, senza dimenticare chi, senza età, voglia cominciare o ricominciare a leggere od a rileggere. Il racconto è destinato quindi a chiunque abbia qualche intento o curiosità di prendere o riprendere in mano la Scrittura. A questo proposito i semplici richiami a margine sono cartelli indicatori che rinviano ai testi, che una rapidissima narrazione disinvolta vuole soltanto, assai modestamente, servire. 14
“…. la Parola passa da una generazione all’altra, dai padri e dalle madri ai loro figli: l’umanità custodisce e trasmette la propria esperienza di fede e insegna ai giovani a rispondere con la lode e il ringraziamento al Dio che si è rivelato, comunicando se stesso. Così è anche per questa Brevissima storia di Dio, narrata da un padre alle proprie figlie, secondo un saggio principio che i Padri conciliari ci hanno proposto nella Costituzione dogmatica sulla Chiesa, precisando come nella famiglia «che si potrebbe chiamare chiesa domestica, i genitori devono essere per i loro f igli, con la parola e con l’esempio, i primi annunciatori della fede» (Lumen Gentium n. 11). Il testo latino li definisce praecones, cioè araldi e messaggeri, perché – in forza del sacerdozio battesimale – sono investiti di un importante ruolo di primo annuncio. Forse proprio perché nel nostro tempo rischiamo di perderla, si cerca con impegno di valorizzare una metodologia antica come il mondo: raccontare ai giovani la propria esperienza, trasmettere alle nuove generazioni la fede dei padri e delle madri, perché l’immenso patrimonio umano non vada perduto, ma cresca e fruttifichi con nuovi apporti, senza dover però ricominciare da capo ogni volta…. L’incarico di trasmettere la rivelazione di Dio, il fatto che Egli è il nostro Dio e la necessità di amarlo con tutto il cuore, è compito speciale dei genitori, che ripercorrono con i figli il loro stesso cammino di fede. In questa Brevissima storia di Dio ho riconosciuto un simile cammino: un padre ha raccontato la propria storia di lettore della Bibbia e di credente cristiano alle figlie; nell’impegno di trasmettere la propria fede, certamente si è chiarito lui le idee e ne ha avuto un sicuro beneficio. Perché la fede si accresce comunicandola! A chi è rivolto dunque questo libro? Ai padri e alle madri ancor prima che ai figli, con la speranza che in molti parlino del Signore alla generazione che viene, dicendo al popolo che nascerà: «Ecco l’opera del Signore!».” (dalla nota di Don Claudio Doglio)
L’ABBRACCIO VITA DEL CENTRO
“Le Foglie di Trasta” è il mensile che dà voce alla Comunità di Trasta. L’Abbraccio gli dedica una pagina. PER QUANTO TEMPO SONO STATO CIECO le foglie di trasta
Fin da ragazzino mi sono reputato molto fortunato, in parte perchè ero arrivato in Italia da un paese del terzo mondo dove c’era la fame e la guerra civile. Crescendo, grazie alla mia famiglia, non mi è mai mancato nulla, ero riuscito anche a crearmi una posizione. Poi, con tutto ciò che la vita mi ha portato, mi sono perso, reagendo nelle maniere più sbagliate e nascondendomi in rifugi fasulli, perdendo il contatto con la mia vita. Sono 9 mesi che sono qui e sono stati i mesi più costruttivi da circa 10 anni a questa parte. In questi anni ho creduto davvero che non sarei più riuscito a riprendermi la mia vita. Ho già fatto qualche esperienza comunitaria, però mi mancava sempre qualcosa e, alla fine, il lasciarmi andare mi ha portato anche in carcere. Ho sempre saputo di avere una famiglia alla spalle, ho anche un figlio. Però, preso dai miei modi sbagliati di affrontare la vita mi sono allontanato da tutti loro, credendo infine di stare bene
anche da solo. Questa comunità mi ha dato l’opportunità di fermarmi e incominciare a vedermi per la persona che sono. Ho sempre creduto di avere molte risposte a tutto, ero convinto e non sentivo niente e nessuno. In questi mesi ho imparato ad ascoltare e ad ascoltarmi e mi sono reso conto che è un punto fondamentale per ricominciare. Quasi inaspettatamente in questi mesi mi sono riavvicinato a mio figlio e anche alla mia famiglia e mi sono reso conto da quali cose importanti mi ero allontanato, credo perchè ora sono lucido e vivo molto nitidamente i miei sentimenti. Spesso mi soffermo a guardare ciò che mi circonda e rimango stupito di quante cose belle esistano e di quanto è bella la vita e quindi mi dico: “per quanto tempo sono stato cieco e sordo?” Voglio ringraziare tutti coloro che si prodigano perchè una struttura come questa esista. Grazie! H. CASA APERTA - UN MOMENTO Insieme a voi, non è importante chi siamo, ma che ci siamo. Insieme è sorridere, festeggiare con gli amici che hai accanto, anche se vorresti dar sfogo al tuo pianto. Insieme per stare più vicino a chi ne ha bisogno durante il suo cammino. Stare insieme per ricominciare e rinascere dall'ombra di un passato che ormai non conta più e ritornare semplici, cercando, nelle piccole cose, la felicità e costruire ogni attimo del tuo domani. Insieme per ricominciare e rinascere, rivedere il sole in modo libero e credere che la vita si rianima davanti ai nostri occhi senza oscurità e sapere che ancora tutto puoi sperare. Insieme per ricominciare, e dire si alla vita e volare dove il pensiero non ha paura e vedere la tua casa diventare grande come il mondo. Insieme per ricominciare a credere nell' amore e sentire che, anche nel dolore, l'anima può cantare e non fermarsi mai. S. 15