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Ceis Genova L'abbraccio n°59

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L’ABBRACCIO 59

Rivista trimestrale di informazione del Centro Solidarietà Genova

16126 Genova - Via Asilo Garbarino, 9/B Telefono 010.25.46.01 - Fax 010.25.46.02.02 r.a. Direttore Responsabile: Silvano Balestreri Realizzazione e stampa: TotalPrint Genova S.r.l. N. 59 • 1° Trimestre 2010 - N. 1 del 2010 Prezzo 1,00 euro Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 Inscrizione al R.O.C. n° 16776 del 17/04/2008 Poste Italiane S.p.A. sped abb. postale - D.L 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 N° 46) art 1 comma 1, DCB Genova

Il Centro apre due nuovi servizi residenziali


L’ABBRACCIO Dove possiamo incontrarci a Genova Rivista trimestrale di informazione spedita in abbonamento postale

Fassolo

Trasta

Via Asilo Garbarino, 6-9/B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002 In questa sede sono offerti i servizi: Accoglienze notturne per tossicodipendenti “Casabella” e “Odissea”, accoglienza per minori stranieri “Samarcanda”, presidio residenziale per minori stranieri richiedenti asilo “Tangram”, comunità psichiatrica per adolescenti “La Finestra sul Porto”, Prevenzione, Inserimento disabili, Direzione e uffici.

Salita Cà dei Trenta, 28 - 16161 Genova Comunità Terapeutica Riabilitativa, Comunità di Reinserimento Sociale, Comunità semiresidenziale e residenziale di Accoglienza, Auto Aiuto Tel. 010.7404474 - Case alloggio “La Tartaruga” e “Tartaruga Levante” per persone malate di Aids Tel. 010.7411128 - “Castore e Polluce” comunità per persone con doppia diagnosi Tel. 010.7403071

Direttore responsabile Silvano Balestreri Caporedattore Ramon Fresta In redazione Aldo Castello Disegni Luzzati, Federica Pasca, Piccardo, Reginaldo, In copertina Le nuove strutture fotografate da Giorgio Raffo Foto Silvia Ambrosi, Enrico, Giuliano Ortolani, Giorgio Raffo Hanno collaborato Celivo, La Prevenzione, I Ragazzi di Trasta, Direzione e redazione Via Asilo Garbarino, 6 B 16126 Genova Telefono 010. 25.46.01 Fax 010.25.46.02.02

Siamo anche in tutta Italia

Impaginazione e stampa TotalPrint Arti Grafiche Genova S.r.l.

La nostra filosofia

• BOLZANO

Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 Sped. abb. postale 50% - Genova Periodico associato USPI

• BELLUNO

iamo qui perché non c’è alcun rifugio dove nasconderci da noi stessi.

S

• TRENTO • VARESE

VICENZA • TREVISO • • IVREA • VERONA • VENEZIA • MILANO • CREMONA • PADOVA • PIACENZA • TORINO • VERCELLI • PARMA • MANTOVA • REGGIO EMILIA • MODENA • BOLOGNA • RAVENNA

• AOSTA

Fino a quando una persona non confronta se stessa negli occhi e nei cuori degli altri, scappa.

• GENOVA

• SANREMO

• LA SPEZIA • PISTOIA • PRATO • FIRENZE

Fino a che non permette loro di condividere i suoi segreti, non ha scampo da questi.

• AREZZO • JESI

Chi siamo Dove siamo

• MUCCIA • SPOLETO

Timoroso di essere conosciuto né può conoscere se stesso né gli altri, sarà solo.

• ALBA ADRIATICA • PESCARA • VITERBO • ANGUILLARA • CIVITAVECCHIA

Via Asilo Garbarino, 6 B - 9 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.02.02

• ROMA • ANZIO • FORMIA • CASERTA

• BARI • AVELLINO

• GRAVINA

Enrico Costa Presidente • CAGLIARI

Paolo Merello Direttore Generale E-mail: csgenova@csgenova.org E-mail certificata: csgenova@pec.it Pagina Web: http://www.csgenova.org

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• COSENZA

• CATANZARO

Federazione Italiana Comunità Terapeutiche Tel. 06.66.16.66.68 Via Bravetta, 365 00164 Roma Presidente Don Mimmo Battaglia

• MESSINA • REGGIO CALABRIA

• CATANIA

Dove altro se non nei nostri punti comuni possiamo trovare un tale specchio? Qui insieme una persona può alla fine manifestarsi chiaramente a se stessa non come il gigante dei suoi sogni né il nano delle sue paure, ma come un uomo parte di un tutto con il suo contributo da offrire. Su questo terreno noi possiamo tutti mettere radici e crescere non più soli come nella morte, ma vivi a noi stessi e agli altri.


L’ABBRACCIO LETTERA APERTA

Caro Presidente Burlando, contro la droga servono nuove strategie il Centro è pronto a collaborare di Enrico Costa* Le elezioni regionali hanno confermato Claudio Burlando governatore della Liguria. La concomitanza con l’uscita de “l’Abbraccio” mi ha suggerito una lettera aperta al Presidente della Regione che sia di stimolo alla riflessione sulle problematiche che riguardano il settore delle dipendenze.

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aro Presidente Burlando, innanzi tutto mi congratulo con lei, anche a nome di tutto il Centro, per la sua rielezione. In virtù dei positivi risultati raggiunti attraverso la fruttuosa collaborazione tra i nostri Enti, mi permetto di sottoporle alcune riflessioni personali che riguardano l’area di servizio in cui opera il Centro di Solidarietà: il mondo delle dipendenze; riflessioni che potrebbero diventare piste di lavoro per il suo prossimo mandato e sulle quali le anticipo la nostra piena disponibilità. Il primo punto da affrontare, secondo me, riguarda la diversa velocità a cui marciano l’offerta di servizi e le necessità che emergono dal territorio, in un mondo che si muove così velocemente, restare fermi equivale ad andare indietro! Il contesto attuale è completamente diverso da quello in cui si operava in passato, non solo per quanto riguarda le sostanze illecite ma anche per quelle lecite come l’alcool. Oggi la globalizzazione e internet sono entrati prepotentemente anche nell’ambito delle droghe e dei traffici di sostanze. Ecco allora che bisogna ipotizzare nuove strategie di intervento che siano tarate sulla realtà di oggi, la mia idea è che il lavoro da costruire sia la coniugazione operativa tra “Servizi tradizionali”, inevitabil-

mente poco flessibili, e “Servizi di prossimità”, naturalmente ed originariamente molto flessibili; cercando modelli di programmazione in grado di valorizzare i percorsi nei diversi segmenti. Il mondo su cui si interviene è cambiato e pone domande e necessità variegate e nuove non semplicemente connesse a situazioni di devianza o di emarginazione. L’emergenza educativa, ad esempio, non riguarda solo il mondo dei “ragazzi” ma anche quello degli adulti. Chi, ad esempio, si sta occupando dal punto di vista preventivo ed educativo della questione “droga e mondo del lavoro?”. Perché gli adulti sono lasciati completamente soli da questo punto di vista? Perché il tema delle donne è così

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poco affrontato? E i nostri concittadini provenienti da altre culture? Mondi paralleli di differenti generazioni in cui i più vecchi, parlando di droghe, parlano sempre e comunque di tossicodipendenza mentre gli altri di… consumo; si allarga la zona grigia tra dipendenza e non dipendenza. E, mentre il mondo adulto dimostra la sua estrema fragilità al manifestarsi di forme di dipendenza, le reti educative extrascuola sembrano scomparire. Mentre i rischi in ambito scolastico, lavorativo e ricreativo aumentano (per i consumatori di sostanze e per chi interagisce con loro, ragazzi o adulti che siano), mentre aumentano gli utenti sempre più giovani ma anche quelli sempre più anziani … gli interventi appaiono diff icilmente coordinati e mirati a target così differenziati. Il sistema di intervento è strozzato e sofferente, tanto nei SERT quanto a livello di Comunità si sente la necessità di strutturare programmi mirati in alternativa ai soliti programmi standard: lavori per piccoli gruppi resi impossibili dalla necessità di far quadrare il bilancio. Ci si rifugia così -ingessati dagli accredita-

Enrico Costa offre al Presidente della Liguria Claudio Burlando l’esperienza del Centro di Solidarietà per affrontare le nuove emergenze delle dipendenze 3


L’ABBRACCIO LETTERA APERTA A BURLANDO

PER SAPERNE DI PIÙ

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menti, dalle norme e dagli alti pronunciamenti etici di parte- alla idea estemporanea ed alla buona o cattiva volontà del singolo amministratore; ma si sente la mancanza di una strategia condivisa e di una programmazione partecipata più ampia e più alta, fatta di risorse ma anche di obiettivi comuni che permetta di volare alto. Amo definire le comunità terapeutiche come l’ancora e la coscienza sociale di un problema che non è solo medico e non può avere, quindi, risposte solo mediche; ecco allora la necessità di essere presenti, con pari dignità, (non uguale potere decisionale) nei tavoli dove si definiscono le strategie. È evidente come nella regione esistano validi e diversificati modelli sul versante della “cura” ma sia assolutamente carente l’aspetto della prevenzione; segmento che vive di micro risorse, spesso solo di privati. Potrebbe essere utile la definizione di un budget pluriennale da affidare alle singole organizzazioni accreditate, cifra che dovrebbe essere definita in base alla progettualità ed allo “storico” degli attori coinvolti e legato alla verifica dei risultati raggiunti. Termino ricordando che, con il potere legislativo che hanno le regioni, potrebbe essere importante adottare soluzioni che riescano ad armonizzare le diversità che, per citare un esempio che riguarda il Centro, hanno bloccato a lungo il raddoppio dei posti letto per ammalati di AIDS; oppure riescano a costruire una risposta al “modello Liguria” dove si intercetta e si tratta il 70% dei consumatori problematici di eroina ma solo il 30% di coloro che hanno problemi con la cannabis o la cocaina... Buon lavoro Presidente! Enrico Costa *Presidente Centro di Solidarietà di Genova 4

A scuola con il sorriso per imparare l’autostima

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l 20 aprile alle ore 10, nell’auditorium della scuola media Ungaretti di Pedemonte, si è svolta la conferenza stampa per presentare il progetto “Il corpo: l’entità tra l’esclamazione e l’interrogazione”; un lavoro iniziato parecchi mesi fa e che vedrà il suo epilogo il prossimo 25 maggio. La realizzazione ha visto coinvolti insieme la scuola e il Centro di Solidarietà di Genova che hanno esposto il progetto nell’ambito della conferenza stampa. All’interno di questo spazio, è stato presentato il libro “Perché non rischiare. Forme di relazione e di espressione corporea nella promozione della salute e nella prevenzione al disagio in adolescenza” a cura dell’èquipe di Prevenzione del Centro di Solidarietà di Genova. Il settore Prevenzione del Centro di Solidarietà di Genova ha avviato, dallo scorso ottobre, un laboratorio di espressività e teatro presso la Scuola Media G. Ungaretti. Il progetto, dal titolo ”Il corpo: l’entità tra l’esclamazione e l’interrogazione”, ha coinvolto le classi seconde per un totale di 53 ragazzi e tre insegnanti di lettere con uno sviluppo che copre tutto l’anno scolastico quale attività pomeridiana della scuola. Il percorso si inserisce nel “Progetto O.R.M.E. - Promozione alla salute e Prevenzione al disagio”. Un progetto finanziato da Fondazione Carige che ha tra i suoi gli obiettivi un lavoro sul territorio dei comuni della Provincia

di Genova, come osservatorio sulle dinamiche e i comportamenti gruppali degli adolescenti. Scopo del laboratorio è la sperimentazione, da parte dei ragazzi, di nuove forme di espressività che stimolino la loro parte creativa, ingrediente importante per raggiungere benessere, positività e autostima. Il lavoro si è focalizzato su un argomento che fosse contemplato dalla programmazione didattica, dando così la possibilità di approfondirlo anche sul piano creativo e ludico. I ragazzi hanno potuto lavorare su elementi relativi all’improvvisazione, come capacità di “regalare” parti di sé creative, assurde e giocose trasformandole in progettualità artistica. Per questo è stato prezioso affiancare alla parte recitativa, la progettazione e la creazione degli elementi scenografici dopo un’attenta lettura e traduzione degli spazi territoriali, naturale base scenica dello spettacolo f inale, che si chiamerà “SUI GENERIS”. Il grande gruppo di alunni è stato suddiviso per mansioni, capacità, desideri di intenti, al fine di garantire ad ognuno la “propria parte” e il “buon senso” di protagonismo in un evento gruppale, dove possano emergere i singoli come individui. Alcuni studenti sono stati impegnati anche nella raccolta di documentazione scritta e fotografica che rappresenti la cronaca e la


L’ABBRACCIO PER SAPERNE DI PIÙ

memoria del progetto. Durante il laboratorio si è scelto di realizzare lo spettacolo sul territorio al fine di sensibilizzare i ragazzi a conoscere luoghi e ambiti anche attraverso lo strumento artistico e creativo. Misurarsi con il territorio e lo spazio aperto ha significato concretamente def inire misure, distanze e prospettive, progettare elementi scenografie sul palcoscenico naturale del loro luogo di appartenenza. Questo ci sembrava potesse essere un elemento a favore del ragazzo-alunno- cittadino che faceva l’esperienza. I ragazzi, come gruppo laboratorio, hanno partecipato con un’Anteprima dello spettacolo il giorno 24 Aprile all’interno della “Rete del sorriso: Fai un patto con il sorriso”, iniziativa cittadina che ha racchiuso in se diverse manifestazioni animate da associazioni e realtà molto variegate. Settore Prevenzione del Centro di Solidarietà Genova

Una storica azienda genovese si rinnova e propone la sua gamma di prodotti di alto livello qualitativo corredata dalla certificazione della qualità ISO 9002.

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L’ABBRACCIO VITA DEL CENTRO

Una Finestra sul Porto per guardare lontano nel ricordo di Bianca Costa di Ramon Fresta

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l Cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, ha inaugurato la nuova comunità del Centro di Solidarietà di Genova ricordando Bianca Costa Sabato 20 febbraio, S.E. il Cardinale Angelo Bagnasco ha benedetto l’apertura della Comunità Terapeutica per minori “La finestra sul porto”, destinata ad accogliere quindici ragazzi tra fra i 14 e i 18 anni con disturbi psicopatologici e problematiche socio-familiari. Questo servizio è il frutto della convenzione stipulata da ASL3 Genovese e Fondazione Centro di Solidarietà Bianca Costa Bozzo ONLUS. I disturbi psicopatologici dell’età evolutiva, specie nell’area 14- 18 anni, rappresentano un’area clinica di sempre maggior rilevanza e interesse sociale. Questa comunità ha un ruolo particolare nella realtà ligure, dove sono poche le strutture residenziali terapeutiche che accolgono adolescenti e nessuna nel contesto genovese. Fino ad oggi, infatti, si è stati costretti a inserire spesso i ragazzi fuori regione con la creazione di fratture con il tessuto sociale dei ragazzi: scuola, amici, famiglia. “La finestra sul Porto” si propone di: accogliere i minori con disturbi psicopatologici tali da richiedere il temporaneo distacco dall’ambito familiare e sociale di provenienza. formulare ed attuare un progetto terapeutico riabilitativo individualizzato sul minore. 6

sviluppare un modello di lavoro in rete che sia di supporto e di integrazione con i servizi territoriali che hanno proposto l’inserimento del minore. La richiesta di ammissione alla Comunità “La finestra sul porto” avviene da parte dei servizi che hanno in carico la persona: la Struttura Complessa Assistenza Consultoriale, che gestisce la lista d’attesa, o il Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze. Durante il percorso comunitario si attuerà un monitoraggio costante dell’andamento del minore attraverso scambio di informazioni fra i membri dell’equipe e momenti di riflessione sul caso; si effettueranno periodiche valutazioni sullo stato del programma terapeuticoriabilitativo e si manterrà uno stretto contatto con i servizi territoriali coinvolti nella gestione del caso attraverso una periodica trasmissione di informazioni ed un calendario di incontri di verifica. Le dimissioni saranno concordate con gli operatori responsabili dell’invio del minore in comunità per permettere l’attivazione di un progetto alternativo per il minore. La cerimonia si è svolta alla presenza dei rappresentanti delle Istituzioni locali e di molti amici e sostenitori del Centro di Solidarietà. Salutando gli intervenuti il Presidente del Centro di Solidarietà, Enrico Costa, ha spiegato come la data non sia stata scelta a caso: il 21 febbraio ricorre il giorno della nascita della fondatrice del

Centro- Bianca Costa- e da poco la Fondazione ha mutato il suo nome in “Fondazione Centro di Solidarietà Bianca Costa Bozzo ONLUS”; l’apertura di questo nuovo servizio, da lei fortemente voluto, è un ideale regalo di compleanno nella scia di quelli che sono stati i suoi insegnamenti: attenzione ai bisogni del territorio, elasticità nel servizio, professionalità dello stesso e capacità di collaborare con altri per raggiungere l’obiettivo. Il Direttore Generale della ASL3, Renata Canini, ha illustrato come la redazione e la realizzazione del progetto siano state curate congiuntamente dalla Struttura Complessa Assistenza Consultoriale, diretta dalla dottoressa Angela Grondona, e dal Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze, diretto dal dott. Luigi Ferrannini. Ha ricordato, inoltre, che in una prima fase l’Azienda Sanitaria Locale fornirà alla Comunità Terapeutica un supporto tecnico-professionale. Questo aspetto molto innovativo è nato dalla necessità di condivisione dell’approccio clinico


L’ABBRACCIO VITA DEL CENTRO

e metodologico ed ha lo scopo di assicurare l’ integrazione operativa e la continuità terapeutica nell’assistenza ai ragazzi che saranno inseriti. È stata poi la volta di Ezio Lazzari, responsabile della comunità, il quale ha dichiarato la sua soddisfazione per la conclusione di questo percorso che vedrà i primi ingressi dal prossimo 1 marzo. Ermanno Pasero, rappresentante del Comune di Genova, ha ricordato la costruttiva collaborazione in atto da molti anni, tra Comune e Centro di Solidarietà, sui progetti Odissea, Tangram e Samarcanda. Inoltre ha apprezzato la grande capacità di innovazione del Centro, ricordando che, insieme a San Benedetto, è la Comunità con più anzianità di servizio ma è sempre all’avanguardia per i servizi resi. A questo concetto si è allacciato l’assessore regionale alla sanità, Claudio Montaldo, ricordando che questa apertura è una “promessa mantenuta”, un lavoro iniziato parecchio tempo fa e che va nell’ottica di una maggiore territorialità di servizi che, una volta, erano appannaggio esclusivo di strutture sanitarie. Durante il suo saluto il Presidente della Regione, Claudio

Burlando, ha detto che l’attuale giunta ha voluto puntare sui servizi di prossimità, come la finestra sul porto, malgrado la riduzione dei fondi erogati dal governo; scelta dettata dal fatto di voler offrire alle persone che soffrono un maggior legame con il territorio senza ridurre la qualità dell’intervento erogato. Alla cerimonia era presente anche Tony Gelormino il vice presidente della Federazione Mondiale delle Comunità Terapeutiche, ha annunciato che il prossimo convegno mondiale delle Comunità si ter rà ad ottobre proprio qui a Genova, città scelta perché ancora a misura di uomo e dove- come dimostra l’odierna inaugurazionela collaborazione tra pubblico e privato produce risultati notevoli. Gli interventi sono stati conclusi dal Cardinale Angelo Bagnasco che ha espresso la sua felicità per il fatto che i locali in cui si trova la nuova comunità siano legati alla Curia, attraverso la Fondazione Brignole Sale Negroni, e ci sia quindi una continuità, destinandoli ai più bisognosi, con la Missione della Chiesa. Il secondo punto su cui si è soffermato è stato il ricordo personale di Bianca Costa, della

sue scelte “imprenditoriali” sostenute da una profonda fede religiosa di cui questa ultima realizzazione è un esempio tangibile, usando parole di Benedetto XVI, ha detto che Bianca “ci sorride dal cielo” contenta di questo nuovo traguardo.

Il Cardinale di Genova Angelo Bagnasco, il Presidente del Centro Enrico Costa e il governatore della Liguria tagliano il nastro inaugurale della Finestra sul Porto; il nuovo servizio (foto sotto) è rivolto ai minori con disturbi psicopatologici

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L’ABBRACCIO VITA DEL CENTRO

La Tartaruga raddoppia, più posti per i malati di Aids in una regione ad alto rischio

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uova casa-alloggio del Centro di Solidarietà di Genova, con la “Tartaruga-Levante” raddoppiano i posti letti per persone sieropositive

Lo scorso venerdì 19 marzo, il Centro di Solidarietà di Genova ha aggiunto un altro tassello al mosaico della sua offerta di servizi a persone che vivono condizioni di disagio. Alla presenza di autorità, amici e sostenitori, ha inaugurato la sua seconda casa -alloggio per persone con problemi di HIV/AIDS: si chiamerà “Tartaruga-Levante” e sorgerà a pochi metri dalla vecchia “Tartaruga” in salita Ca’ dei Trenta, sulla collina di Trasta,. In una regione, la Liguria, dove si registra una delle più alte percentuali di persone colpite dal virus HIV tra la popolazione residente (le ultime stime parlano di 4500/4800 persone con HIV o AIDS. Nel 2009 ci sono stati 9 decessi per AIDS ed ogni settimana sono state fate 2/3 nuove diagnosi di HIV su persone con una età media di 40 anni), è assolutamente attuale e utile il servizio che sarà prestato dalla nuova struttura. Quando la “Tartaruga - Levante” sarà a regime, il Centro di Solidarietà sarà in grado di ospitare 15 persone con problemi legati al virus HIV. Come tutti i servizi del Centro di Solidarietà, anche la nuova casa-alloggio ospiterà per8

sone di ambo i sessi che saranno assistite da una equipe multi-professionale, composta da educatori professionali, infermieri professionali, un medico ed uno psicologo, ai quali si affiancheranno i preziosissimi volontari del Centro. I servizi erogati saranno di tipo socio-sanitario. Chiaramente l’attenzione alla salute sarà un aspetto fondamentale, ma sarà ugualmente importante il lavoro educativo e sociale. Come filosofia di lavoro, infatti, il Centro ha sempre operato per garantire le maggiori chances possibili di inclusione sociale, ed anche la “Tartaruga-Levante” si muoverà su questo asse. Dopo il rituale taglio del nastro e la benedizione della casa da parte di Monsignor Marino Poggi, il presidente del Centro di Solidarietà, Enrico Costa, ha preso la parola per dare il benvenuto a tutti i presenti e sottolineare come questa inaugurazione rappresenti una scommessa vinta, dopo un lungo iter che ha subito molti intoppi di tipo burocratico, nell’ultimo mese le cose hanno avuto una accelerata notevole che ha portato l’opera a compimento. Ha voluto approfittare della presenza dei rappresentanti delle Istituzioni per rilanciare su alcune carenze, a suo parere, esistenti ancora: innanzitutto un maggiore investimento nella prevenzione, in secondo luogo la possibilità di trovare nuove soluzioni alle richieste, in aumento, di percorsi alternativi al carcere e ha ter-

minato sollecitando un aumento di risorse da destinare a percorsi di re-inclusione sociale e lavorativa. Come responsabile della struttura, ho delineato brevemente gli obiettivi della stessa: lavorare per favorire un reinserimento nella società dei nostri ospiti, aiutandoli a raggiungere la maggiore autonomia possibile consentita dal loro stato di salute; tra le diverse tipologie di casa alloggio, la Tartaruga ha scelto di essere un luogo dove prepararsi a vivere bene fuori da essa e non quello dove si va in attesa di un evento ineluttabile: più comunità che hospice. L’Assessore ai servizi sociali del Comune, Roberta Papi, ha ribadito la piena condivisione della “mission” del Centro; ha anche ricordato come l’Ente Locale sia penalizzato dalle minori risorse destinate dal Governo, malgrado ciò si è cercato di non penalizzare i servizi ai più deboli e ha dato la sua disponibilità ad un tavolo di lavoro per l’inclusione sociale di ex detenuti. Beppe Costa, presidente della rinata sezione ligure di ANLAIDS, ha ricordato che l’ente vive grazie ai contributi di privati, a tal fine ha menzionato la prossima iniziativa della vendita dei bonsai; ha concluso il suo intervento ringraziando il Centro per l’opera che svolge a favore delle persone con AIDS. La serie di interventi è terminata con le parole del Presidente della Regione, Claudio Burlando ha fatto una


L’ABBRACCIO VITA DEL CENTRO

rapida carrellata degli obiettivi raggiunti durante il suo mandato sul versante della sanità, a partire dal ripianamento del deficit che ha permesso alla Regione di affrancarsi dalla situazione di “affiancamento” da parte del governo, dai tanti nuovi servizi aperti di cui la “Tartaruga- Levante” è un esempio; ha ricordato anche come ci sia stato un notevole stanziamento della Regione alle Province proprio sul versante citato da Enrico Costa della formazione professionale per le fasce deboli. Poi c’è sta la visita della nuova realtà dotata di 4 camere da letto a due posti, tutte dotate di bagno per persone diversamente abili, spazi comuni, infermeria, stanze per colloqui; una casa a tinte pastello con i muri abbelliti da versi di poesie di Leopardi. Alla fine una dolce conclusione per la giornata: una magnifica torta con decorazione a forma di tartaruga fatta dai ragazzi della vicina Comunità di Trasta. R.F.

La magnifica torta con la decorazione della tartaruga ha coronato la giornata dell’inaugurazione della nuova sede a Trasta: il taglio del nastro (foto in alto) e la sala di ritrovo (foto al centro). Sui corridoi figurano versi del poeta Giacomo Leopardi e ogni stanza è indicata da un numero scritto sulla parete. Alla cerimonia sono intervenuti Don Marino Poggi (foto a destra), che ha benedetto i locali; l’Assessore comunale Roberta Papi; e Beppe Costa presidente della sezione ligure ANLAIDS. 9


L’ABBRACCIO CELIVO

Iniziano i Corsi di introduzione al volontariato organizzati da CELIVO Celivo, il Centro Servizi al Volontariato della Provincia di Genova, organizza i nuovi Corsi di Introduzione al Volontariato, gratuiti, rivolti a tutti i cittadini che desiderano conoscere ed entrare in contatto con il mondo del volontariato genovese L’edizione del corso prevista è la seguente: 11, 13, 18 maggio (h. 17.30-19.30) Gli incontri si tengono presso la sala formazione Celivo, a Genova in Piazza Borgo Pila 4 (a fianco al Teatro della Corte). Per informazioni e iscrizioni bisogna contattare il Celivo allo 010 5956815 o 010 5955344, consultare il sito internet www.celivo.it o rivolgersi direttamente presso gli uffici nei seguenti orari di apertura : da lunedì a venerdì 9.00-13.00/14.00-19.00 (venerdì chiusura alle 18.00) LA PARTECIPAZIONE È ASSOLUTAMENTE GRATUITA. Durante il corso verranno presentati i vari settori in cui operano le organizzazioni di volontariato, le diverse attività che si possono fare all’interno delle associazioni e si approfondirà la figura del “volontario” (quali sono le motivazioni e i valori di fondo quale impegno viene richiesto, quali servizi si possono fare). Al termine del corso le persone interessate potranno effettuare un colloquio individuale per scegliere l’associazione che più si avvicina al loro progetto di solidarietà e iniziare un percorso di inserimento graduale al suo interno. Celivo è un’organizzazione di volontariato, iscritta al Registro Regionale, formata da diverse associazioni che si sono unite, sulla base di valori condivisi, per guardare agli interessi generali del volontariato. Dal 1998 al Celivo è stato affidato il Centro Servizi al Volontariato della provincia di Genova: fornisce alle organizzazioni di volontariato dei servizi gratuiti per sostenerne e qualificarne l’attività. Per informazioni:Ufficio Stampa - Chiara Gerondio (gerondio@celivo.it) 010 5956815 - 010 5955344 10


L’ABBRACCIO AIUTARE IL CENTRO

Grazie per averci accompagnato tutto l’anno Restate con noi anche nel 2010 IL CENTRO HA BISOGNO DEL VOSTRO AIUTO. BASTANO 1.000 EURO ALL’ANNO PER SOSTENERE LE ATTIVITÀ DI PREVENZIONE E RECUPERO CHE IL CENTRO OFFRE ALLA CITTÀ DA PIÙ DI TRENT’ANNI. I nostri preziosi compagni di viaggio: AGENZIE CAUVIN S.R.L. - ANSALDO ENERGIA S.P.A. AON S.P.A. - FONDAZIONE FRANCESCO ANGELINI BOERO BARTOLOMEO S.P.A. - CAMISASCA ENRICO CATTANEI COLONNELLI S.A.S. COSTA EDUTAINMENT - COSTA ENRICO FILIPPO ERG POWER E GAS S.P.A. - ERG S.P.A. - ERG PETROLI S.P.A. ERG RENEW - ERG RAFFINERIE MEDITERRANEE S.P.A. FINAL FINANZIARIA LIGURE S.P.A. - GASTALDI & C. S. P. A. MADI VENTURA S.P.A. - M.BEATRICE MOSCA 5P S.R.L. EMANUELE REMONDINI RIMORCHIATORI RIUNITI PORTO DI GENOVA S.R.L. SAAR DEPOSITI PORTUALI S.P.A. STUDIO BUFFONI - STUDIO OTTONELLO TOTALPRINT S.R.L. Un particolare ringraziamento va a SAMPDORIA e GENOA e all’iniziativa “Un cuore grande così…” per averci donato gli abbonamenti allo stadio per i nostri ragazzi.

IL CONTRIBUTO È TOTALMENTE DEDUCIBILE. POTETE VERSARLO IN QUESTO MODO: BONIFICO BANCARIO A FAVORE “FONDAZIONE CENTRO DI SOLIDARIETÀ BIANCA COSTA BOZZO ONLUS” BANCA PROSSIMA SPA IBAN IT85 B033 5901 6001 0000 0007 632 CAUSALE “100 X CENT(R)O” Deducibilità per le imprese: Ai sensi art 13 Dlgs 4/12/97 n° 460 le offerte alle ONLUS sono deducibili dalla dichiarazione dei redditi fino ad un importo di € 2.065,83 annui o il 2% del reddito d’impresa, come documentazione è valida la ricevuta del bonifico bancario. 11


L’ABBRACCIO AIUTARE IL CENTRO

Un grazie di cuore al Lions Club Genova EUR per la sua generosa donazione. Il suo contributo ci ha permesso di dotare la comunità per adolescenti con problemi psichiatrici- “la finestra sul porto”- di 4 PC completi di stampante, 1 playstation, 1 consolle WII, 2 frigoriferi e 1 armadio speciale per i farmaci.

OPUSCOLI - RIVISTE LOCANDINE- MANIFESTI IMMAGINE COORDINATA VOLANTINI - PIEGHEVOLI BROCHURE - CARTELLINE MODULISTICA - CALENDARI CATALOGHI - LIBRI Via Romairone, 42 E r. - 16163 Genova San Biagio tel. 010.726.95.41 - info@totalprint.it - www.totalprint.it

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L’ABBRACCIO

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L’ABBRACCIO VITA DEL CENTRO

FULMINE A CIEL SERENO LE FOGLIE DI TRASTA

L’Abbraccio dedica due pagine al mensile della comunità di Trasta, per far conoscere lo sforzo e l’impegno dei ragazzi.

CARPE DIEM Ho sempre creduto di poter risolvere le cose con uno schiocco di dita, di essere invincibile come Wonder Woman, come molti ragazzi e ragazze pensano, di poter fregare il mondo e di poterlo fare mio senza lo spreco di forze, di avere la verità in tasca e il potere miracoloso che mi avrebbe permesso in ogni singola situazione di riuscire a districarmi abilmente senza il dispendio di troppe energie. Varie disavventure e sbagli clamorosi, mi hanno portato a prendere la “grandiosa” scelta e “saggia” decisione di aggirare spesse volte i problemi. Ho preso il ritmo naturale, nonché costante, di raccontare e raccontarmi delle balle atomiche. Il classico “va tutto bene” quando invece di bene e ok non c’ è proprio una mazza. Il meccanismo del super tossico quindi, è arrivato prima che l’eroina entrasse di sfondamento nella mia vita, dato che le prime droghe ho cominciato ad assumerle già dai primi anni di scuola superiore, intorno ai quattordici/quindici anni. Cominciando la caduta libera, senza paracadute, credo di essermi letteralmente “fumata” gli anni più belli dell’ adolescenza. Non godendomi nulla e attutendo, di continuo, i colpi che mi potevano arrivare .Prendendo un po’ con filosofia il tutto e rianalizzando ciò che mi è accaduto, voglio riacchiappare le redini della mia esistenza. Stringere i denti, insomma, per evitare di perdermi per strada un ulteriore pezzo di vita. Non chiudere il libro ma voltare decisamente pagina. Smettere di piangermi addosso, terminare le tragedie stile Mario Merola, ma incavolarmi in modo costruttivo, se così si può dire e andare avanti, più che posso. M. 14

Tutto incominciò un giorno di fine Ottobre 2008, arrivò Ornella e ci mise sul tavolo dei fogli con delle poesie e dei disegni; ci disse che quelle erano gli strumenti per mettere in piedi un giornalino che raccontasse qualcosa di noi. Subito ci guardammo negli occhi con punto interrogativo, come a dire “ma noi cosa c'entriamo? non siamo mica giornalisti? che ne sappiamo di articoli,interviste e via dicendo?”. Però Ornella ci credeva veramente e noi, allora in accoglienza, iniziammo a credere che davvero avremmo potuto mettere insieme due fogli che testimoniassero la nostra presenza attiva qui in C.T. Devo dire che a me personalmente l' idea piaceva molto e, coinvolgendo anche i miei compagni di gruppo, cominciammo questa avventura barcollando nel buio totale. Per decidere come chiamarlo ci è bastato guardarci intorno.... le tanto odiate foglie secche per terra da raccogliere tutti i giorni non potevano rappresentarci meglio di qualsiasi altra cosa. Così stabiliamo il nome della testata e per fare la copertina abbiamo raccolto qualche bella foglia secca che è poi rimasta il nostro logo. Siamo così partiti in quarta, ognuno con un compito da svolgere. Abbiamo passato pomeriggi intorno al tavolo a mettere giù articoli e interviste e non sono mancati litigi fra me e Luca che riportava interviste con risposte secondo me troppo corte e poco incisive, ma per lui invece esaurienti. Da subito, i personaggi che poi nei mesi successivi hanno mantenuto vivo il giornalino, si sono delineati ognuno nella propria specialità! Simone per l'ironia tagliente e simpatica, Roberto per i suoi articoli intellettuali, Massimo con i disegni e i suoi voli con la poesia e i racconti e poi tutti gli altri, che col tempo si sono aggiunti e persi per strada... Oggi, dopo un anno, mi viene da dire ”Grazie giornalino!”, ci hai regalato mesi di indimenticabili preparativi, stesure, ripensamenti, difficoltà di stampa e ansia da pubblicazioni, qualche gran litigio e delle belle risate, ma sopratutto ci hai fatto fare un grande lavoro tutti insieme che è corrisposto con l' inizio del nostro percorso qui dentro, sei nato con noi e hai viaggiato come un treno sul quale salgono e scendono passeggeri, lasciando tracce del loro passaggio. Buon compleanno giornalino. A. & R.


L’ABBRACCIO VITA DEL CENTRO

ADESSO O MAI PIÙ Oltre un anno fa, mi è stato proposto di fare alcuni “Laboratori di teatro” e devo confessare per onestà, che non ero affatto entusiasta; lo facevo esclusivamente per spirito di aggregazione, scevro da qualsiasi interesse di tipo artistico o di semplice divertimento. A livello terapeutico invece ho scoperto che il teatro poteva essere un modo per mettersi in gioco e scoprire - in senso lato - alcune caratteristiche di me stesso, delle quali dovevo ancora prendere coscienza. Pian piano i freni inibitori si sono allentati, grazie agli esercizi fatti a “Laboratorio” e alla messa in opera dello spettacolo “il Gong” - per l'evento di Casa aperta - abbiamo dimostrato di saper esprimere in modo naturale l'essenza stessa dei nostri sentimenti, riguardo le nostre storie. Quelle storie di vita vissuta e di errori commessi che ci appartengono e ci accomunano: delle quali abbiamo preso finalmente, vera coscienza. 16 Marzo 2010: Nessuno di noi si rende ancora veramente conto di quel che sta per accadere, né tanto meno, del luogo in cui ci troviamo. Riesco a leggere tutto questo negli occhi di alcune persone presenti in platea; loro sono al di fuori del cast di attori che insceneranno lo spettacolo che di lì a poco, sta per cominciare. Cerco di non dare importanza a quella che credo essere solo una sensazione, in realtà sono emozionatissimo anche se ostento - lì seduto in platea in mezzo al pubblico - una tranquillità, anni luce lontana da me e dal Teatro Duse, entro il quale sto per dare il via - io in quanto regista-attore - alla nostra rappresentazione teatrale. Le luci si spengono: è l'eterna lotta fra il bene e il male che si fa largo nell'oscurità della sala e sono Alek e Gianluca a scatenarla; mi alzo dalla poltrona sulla quale sto seduto al lato della platea e intervengo. È cominciato il viaggio e siamo tutti lì, sul palco, mettiamo in scena ciò che realmente siamo:

noi, le nostre storie cariche di una realtà che traborda di sentimenti ed emozioni. Sono almeno cinquecento i ragazzi di diversa età che formano il nostro pubblico. All'inizio lo scetticismo e lo scherno si impossessano della platea; non abbiamo una seconda possibilità, non c'é altro tempo perché è questo il nostro momento... Adesso o mai più! Il monologo di Sonia, poi la scena dei sacchi; il pubblico comincia a capire, il messaggio che stiamo trasmettendo pervade la sala, il silenzio in platea regna sovrano. Tutti sono attenti e concentrati, sul palco la prima scena si conclude per lasciar spazio alla seconda, quella della rete. Il messaggio si rende ancor più chiaro, più esplicito e quando Stefano viene attirato prima e poi imprigionato sotto la rete, un'ovazione si alza all'unisono dal pubblico ormai rapito e coinvolto da ciò che avviene sul palco; il visibilio dipinto sul volto dei ragazzi che applaudono in platea ed in galleria rende l'aria e l'atmosfera all'interno del teatro, cariche di emozioni di cui mai in vita mia ero stato spettatore e testimone. Adesso nulla ci può più fermare, il ghiaccio è sublimato in esalazioni di sentimenti: dolore, paura, sconfitta ed infine la presa di coscienza e la rivalsa! Noi andiamo avanti, senza mai voltarci indietro; una scena dopo l'altra raccontiamo al nostro pubblico le esperienze di vite che sembravano ormai perdute e la gioia di averle ritrovate, ognuno di noi, negli occhi dei nostri compagni per il tramite dell'aiuto reciproco che disinteressatamente ci offriamo l'un l'altro, per il coraggio che dimostriamo a noi stessi e agli altri, ogni volta che sorge il sole. Lo spettacolo volge al termine: il pubblico si profonde in una cascata di applausi che non si attenua e sembra non finire mai; siamo ancora in preda all'emozione, quando al fine ci presentiamo al nostro pubblico che imperterrito, continua ad applaudirci. Sotto i riflettori della vita o quelli di un teatro, siamo sempre noi... Le foglie di Trasta! Carichi di un'innata forza vitale che abbiamo fatta nostra e che ormai ci appartiene. Quella stessa forza che ci accompagnerà lungo la strada e nel teatro della vita. R. 15


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Ceis Genova L'abbraccio n°59 by gammaufficiosrl - Issuu