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Ceis Genova L'abbraccio n°54

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L’ABBRACCIO

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Rivista trimestrale di informazione del Centro Solidarietà Genova

o n g e v n o C e l a i Spec

16126 Genova - Via Asilo Garbarino, 9/B Telefono 010.25.46.01 - Fax 010.25.46.02.02 r.a. Direttore Responsabile: Silvano Balestreri Realizzazione e stampa: TotalPrint Genova S.r.l. N. 54 • 4° Trimestre 2008 - N. 4 del 2008 Prezzo 1,00 euro Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 Inscrizione al R.O.C. n° 16776 del 17/04/2008 Poste Italiane S.p.A. sped abb. postale - D.L 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 N° 46) art 1 comma 1, DCB Genova

BUONE FESTE


L’ABBRACCIO Dove possiamo incontrarci a Genova Rivista trimestrale di informazione spedita in abbonamento postale

Fassolo

Trasta

Via Asilo Garbarino, 6-9/B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.02.02 In questa sede sono offerti i servizi: Accoglienze notturne per tossicodipendenti “Casabella” e “Odissea”, accoglienza per minori stranieri “Samarcanda”, presidio residenziale per minori stranieri richiedenti asilo “Tangram”, Prevenzione, Inserimento disabili, Direzione e uffici.

Salita Cà dei Trenta, 28 - 16159 Genova Rivarolo Comunità Terapeutica Riabilitativa, Comunità di Reinserimento Sociale, Comunità semiresidenziale e residenziale di Accoglienza, Auto Aiuto Tel. 010.7404474 - Casa alloggio “La Tartaruga” per persone malate di Aids Tel. 010.7411128 “Castore e Polluce” comunità per persone con doppia diagnosi Tel. 010.7403071

Direttore responsabile Silvano Balestreri Caporedattore Ramon Fresta In redazione Aldo Castello Disegni Luzzati, Piccardo e Reginaldo In copertina La locandina del convegno “Promuovere per prevenire” Foto Giorgio Raffo Hanno collaborato Alberto Pellai, Sonia Salvini, Ilaria Schizzi Direzione e redazione Via Asilo Garbarino, 6 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.02.02

Siamo anche in tutta Italia

Impaginazione e stampa TotalPrint Arti Grafiche Genova S.r.l. Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 Sped. abb. postale 50% - Genova

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iamo qui perché non c’è alcun rifugio dove nasconderci da noi stessi.

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• TRENTO • VARESE

VICENZA • TREVISO • • IVREA • VERONA • VENEZIA • MILANO • CREMONA • PADOVA • PIACENZA • TORINO • VERCELLI • PARMA • MANTOVA • REGGIO EMILIA • MODENA • BOLOGNA • RAVENNA

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Periodico associato USPI

La nostra filosofia

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Fino a quando una persona non confronta se stessa negli occhi e nei cuori degli altri, scappa.

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Fino a che non permette loro di condividere i suoi segreti, non ha scampo da questi.

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Chi siamo Dove siamo

• MUCCIA • SPOLETO

Timoroso di essere conosciuto né può conoscere se stesso né gli altri, sarà solo.

• ALBA ADRIATICA • PESCARA • VITERBO • ANGUILLARA • CIVITAVECCHIA

Via Asilo Garbarino, 6 B - 9 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.02.02

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Enrico Costa Presidente • CAGLIARI

Paolo Merello Direttore Generale E-mail: csgenova@csgenova.org Pagina Web: http://www.csgenova.org

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Federazione Italiana Comunità Terapeutiche Tel. 06.66.16.66.68 Via Bravetta, 365 00164 Roma Presidente Don Mimmo Battaglia

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Dove altro se non nei nostri punti comuni possiamo trovare un tale specchio? Qui insieme una persona può alla fine manifestarsi chiaramente a se stessa non come il gigante dei suoi sogni né il nano delle sue paure, ma come un uomo parte di un tutto con il suo contributo da offrire. Su questo terreno noi possiamo tutti mettere radici e crescere non più soli come nella morte, ma vivi a noi stessi e agli altri.


L’ABBRACCIO SPECIALE CONVEGNO

Prevenzione, lo strumento più intelligente per affrontare l’emergenza droga di Enrico Costa* Riportiamo il discorso di apertura fatto dal nostro Presidente in occasione del convegno “Promuovere per prevenire” del 20 ottobre, ci sembra molto appropriato per illustrare i contenuti della rivista e dare informazioni sulle attività del Centro nell’ultimo anno e quali intenzioni abbia per il futuro.

L’

intervento del Centro di Solidarietà di Genova riguardo al disagio della tossicodipendenza si fonda su tre azioni complementari: prevenzione, terapia e inserimento socio-lavorativo. La prevenzione, secondo me, è lo strumento più intelligente per affrontare il problema delle dipendenze da droga. Purtroppo va rilevato come l’investimento in prevenzione per droga e alcool sia molto limitato; ad oggi in pratica l’unica azione consistente e continuativa è quella delle Forze dell’Ordine nella lotta al narcotraff ico, allo spaccio e ai controlli per la sicurezza sulla strada. Il concetto di prevenzione sta cambiando: oggi si parla di promuovere la salute, il benessere, la sicurezza e i valori. Tra gli obiettivi di questo convegno, organizzato insieme alla Provincia di Genova, vi è anche quello di capire come la prevenzione stia evolvendosi. Le domande sono molte, noi abbiamo alcune idee sulle risposte da fornire e vogliamo confrontarle con altri esperti. • Da dove bisogna partire? Per noi è basilare iniziare dai valori di

Enrico Costa e Ramon Fresta

responsabilità e solidarietà sociale e dalla loro effettiva applicazione. • In quali mondi occorre agire? Pensiamo sia importante lavorare in diversi ambiti: famiglia, scuola, tempo libero e lavoro. • A quali livelli occorre intervenire? La forma più accreditata oggi è quella della “educazione tra pari” ovvero opinion leaders che operano all’interno dei loro gruppi di appartenenza, giovani per i giovani, genitori per le famiglie… • Di quali risorse si può disporre per dare oggi e alle generazioni future un mondo libero dalla droga? Su questo aspettiamo risposte dalle Istituzioni. Al termine di questa giornata, in una sessione plenaria conclusiva, potremo trarre le prime conclusioni, beneficiando anche della partecipazione del Senatore Carlo Giovanardi, Sottosegretario di

Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle politiche di contrasto alla Tossicodipendenza, nelle cui idee troviamo alcuni dei valori che ispirano l’operato del Centro e dell’intera Federazione delle Comunità. Vorrei concludere adempiendo ad una promessa fatta l’anno scorso e relazionarvi sui risultati raggiunti dal Centro su alcuni temi evidenziati nel Convegno del 2007 dal titolo “I danni della droga: riflessioni e proposte”: La Regione Liguria ha deliberato l’aumento da 17 a 30 dei posti in casa alloggio per malati di AIDS in Liguria, di cui la metà è gestita dal Centro. Sempre la Regione Liguria -con la collaborazione del COREAT, degli altri coordinamenti regionali e le organizzazioni sindacali- ha aggiornato la normativa sugli interventi terapeutici impegnando maggiori risorse e definendo in modo più professionale i vari tipi di intervento. Ora manca solo l’approvazione definitiva dal Governo. Siamo, invece, ancora in attesa dell’approvazione del progetto per una nuova Comunità Psichiatrica per adolescenti che tanto manca in Liguria, così come già promesso a Bianca Costa- mia madre. La proposta che stiamo portando avanti con la Salute Mentale prevede una co-gestione pubblico-terzo settore: una vera novità. Con la Provincia di Genova è stato portato avanti un protocollo per l’inserimento nel mondo del lavoro di disabili e speriamo che il progetto venga rinnovato e stabilizzato per gli anni futuri. L’Ente ci sostiene anche nei corsi di educazione alla legalità per i nostri utenti provenienti dal sistema penitenziario, nei corsi di aggiornamento per i nostri operatori e 3


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nelle attività di prevenzione, anche l’incontro odierno è frutto di questa collaborazione. Sotto l’egida dei Servizi Sociali del Comune, e in un’ottica di vero lavoro di rete, abbiamo attivato due interventi per i minori extra comunitari, SAMARCANDA e TANGRAM, in collaborazione con Agorà, ARCI e Auxilium. Proseguiamo inoltre il servizio di accoglienza notturna “ODISSEA” che svolgiamo insieme a San Benedetto. Sono contento di annunciare che abbiamo ricevuto in comodato dal Comune un appartamento per la fase di reinserimento dei nostri giovani. La sensibilità della Fondazione Carige ci ha consentito di fare nello scorso anno scolastico un programma di sensibilizzazione

nelle scuole medie e superiori e di rinnovarlo quest’anno; ora potremo perfezionarlo con il contributo dei lavori odierni. Un grazie particolare al sostegno di Confindustria Genova per questa manifestazione, sul quale ha certamente influito la sensibilità del presidente designato dr. Giovanni Calvini, che ha sempre curato la sicurezza nel mondo del lavoro. Desidero inf ine ringraziare la Curia, la Compagnia di San Paolo, il mondo del calcio genovese e tutte le imprese e i privati che con i loro fondi o con le loro opere hanno ci hanno dato la possibilità di seguire quest’anno oltre 100 persone e portare avanti tutte le nostre attività. Un grazie particolare agli operato-

ri e ai volontari che sostengono il recupero di chi vuole uscire e/o stare lontano dalla droga. Queste sono state le risposte che il Centro e tutta Genova hanno dato per arginare i danni della droga e per dare una speranza a chi vuole uscirne. Ora, guardando al futuro, ci attendiamo che tutti, le famiglie, le istituzioni e i servizi, così come il mondo della scuola, del lavoro e del tempo libero sappiano investire in modo energico e coordinato nella salute, nel benessere e nella sicurezza, quale prima forma di prevenzione dalle dipendenze. Noi del Centro di Solidarietà di Genova saremo con tutti loro. *Presidente Centro di Solidarietà di Genova

Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alla Droga, alla Famiglia e al Servizio Civile Carlo Giovanardi, e il Capo Dipartimento delle politiche antidroga Giovanni Serpelloni sono intervenuti al convegno organizzato dal Centro, e hanno illustrato, tra l’altro, i prossimi impegni del Governo per fronteggiare l’emergenza delle tossicodipendenze che in maniera schematica sono illustrate nel grafico. Hanno annunciato inoltre che la prossima conferenza nazionale sulla tematica della droga si terrà a Trieste dal 12 al 14 marzo 2009. 4


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Promuovere uno stile di vita libero dalle dipendenze di Aldo Castello

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iamo molto contenti di come è andato il convegno per diversi motivi. Innanzitutto è stato partecipato da una platea numerosa e competente che lo ha reso fertile e stimolante anche per i relatori di assoluta rilevanza che sono intervenuti nella giornata. La qualità degli interventi della mattinata hanno lanciato la volata ai workshop pomeridiani che hanno sviscerato i diversi aspetti della promozione alla salute. Nel workshop rivolto alle scuole è emerso come lo strumento della “peer education” (secondo una definizione dell’UNESCO, “l'impiego di soggetti appartenenti a un determinato gruppo allo scopo di facilitare il cambiamento presso

gli altri componenti del medesimo gruppo”) sia lo strumento che da i migliori risultati e quello su cui il Centro di Solidarietà di Genova vuole puntare nei prossimi anni. Roberto Buzzi, il responsabile del settore prevenzione del Centro e il dott. Alberto Pellai (ricercatore dell’università di Milano esperto in metodologie preventive nella scuola) hanno stimolato la platea e costruito i presupposti per futuri interventi nelle scuole tarati su questa metodologia. Nel workshop rivolto al mondo del lavoro la presenza del neo presidente di Confindustria Genova, dott. Giovanni Calvini, ci ha reso evidente come il problema dei lavoratori con problemi di tossico-

L’intervento al convengo del sottosegretario Carlo Giovanardi con delega ai problemi della droga

dipendenza a Genova sia un tema attuale e su cui si sta lavorando da diversi punti di vista per affrontarlo nella maniera migliore e tenendo sempre al centro la persona, che per noi rimane l’obiettivo principale. Speriamo che con questo workshop il centro possa attivare collegamenti virtuosi con aziende, sindacati e lavoratori per offrire un servizio che non sia solo di controllo e repressione, ma preventivo ed eventualmente terapeutico con modalità flessibili adatte a questa categoria di persone. I casi Impossibili, titolo del terzo workshop, ha evidenziato che purtroppo vi sono molti casi impossibili, per lo più quando le persone sono portatrici di molteplici disturbi. Lavorare in rete con le altre agenzie socio sanitarie del territorio evitando sovrapposizioni o pericolose lacune di servizio è la scommessa da vincere nel breve periodo, anche per la continua riduzione delle risorse messe in

L’assessore provinciale Manuela Cappello anima il gruppo di lavoro sulla prevenzione a scuola. In sala anche Riccardo Garrone 5


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campo. I ragazzi sono stati i protagonisti del quarto workshop che ha visto una bellissima partecipazione fatta da studenti provenienti da diverse scuole medie superiori sia del territorio genovese che di altre regioni e da un gruppo altrettanto consistente di adulti interessati ad ascoltare le esperienze degli studenti. Caratteristica principale di questo spazio è stato l’acceso confronto di differenti vissuti progettuali: da chi ha proposto un lavoro di ricerca approfondito sulle sostanze che creano dipendenza, a chi ha avuto il privilegio di divenire promotore attivo di prevenzione delle dipendenze e promozione della salute nel contesto scolastico di appartenenza. Da chi si è trovato a confrontarsi con facilitatori della comunicazione su specifici argomenti di salute, a chi attraverso strumenti quali la redazione di un giornalino scolastico veicola puntualmente ai propri pari messaggi

costruttivi e di partecipazione alla vita sociale. Se si dovesse descrivere in modo sintetico la ricchezza di questo momento, si potrebbero usare alcune parole chiave: partecipazione, entusiasmo, confronto e crescita attraverso la diversità ed il superamento delle difficoltà. Fattori questi che verran- Il Vicario generale della Diocesi di Genova Luigi Palno ripresi e pro- letti con Don Fully, assistente spirituale del Centro mossi all’interno delle differenti progettualità che il elaborati di comunicazione sociale Centro di Solidarietà realizzerà capaci di promuovere sani stili di nelle scuole medie inferiori (Labo- vita, liberi dal consumo di sostanze ratori di animazione educativa) e che creano dipendenza. superiori (Peer education) della provincia di Genova, accanto alla Insomma c’è molto lavoro da fare divulgazione del concorso “Perché e speriamo di avere molti compano” finalizzato alla produzione di gni in questo viaggio!

Una storica azienda genovese si rinnova e propone la sua gamma di prodotti di alto livello qualitativo corredata dalla certificazione della qualità ISO 9002.

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A scuola non solo sapere ma anche benessere e salute Il futuro del Paese si costruisce sui banchi di Alberto Pellai*

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ell’ambito della promozione della salute rivolta agli adolescenti la scuola gioca un ruolo fondamentale, per più di un motivo: • La scuola accoglie per un lungo periodo di vita tutti i soggetti in età di obbligo scolastico ed offre la possibilità di osservare e monitorare il percorso di crescita e il modello di salute e benessere sul quale ciascuno di essi sta forgiando il suo personale concetto di “stare bene”. Chiaramente, ciò che osserva la scuola non è altro che un riflesso dei valori e delle abitudini che trovano le loro radici nella vita famigliare e nello stile di vita del nucleo di appartenenza. Però, proprio questa triangolazione che vede l’adolescente al centro di un sistema di assi che intersecano l’esperienza scolastica con quella famigliare e con quella che connota l’attenzione rivolta da parte di tutta la comunità a chi “sta diventando grande”, offre molte possibilità di intervento preventivo e promotivo. • La scuola, inoltre, è abitata da figure adulte con una funzione educante che hanno a disposizione un metodo pedagogico in grado di toccare il sapere, il saper fare e il saper essere degli individui. Attitudini, norme sociali e competenze promosse nell’arco dell’esperienza scolastica segnano in modo indelebile aspetti della soggettività che si

Alberto Pellai durante il suo intervento

ripercuoteranno in modo significativo sullo stile di vita e sui valori intorno ai quali l’individuo organizzerà la totalità della sua esistenza. Questa competenza “educativa” della scuola è un’esperienza unica per “l’ adolescente del terzo millennio”, perché gli permette di giocarsi la relazione con un adulto in uno spazio reale e non virtuale. Non va infatti trascurato che l’elemento che maggiormente connota il “nuovo adolescente” è la sua enorme esposizione - in termini sia qualitativi che quantitativi -a relazioni virtuali, che, pur impegnandone le dimensione cognitive (i nuovi media insegnano moltissimi nuovi saperi a chi sta crescendo), emotivi (i nuovi media plasmano un modello di competenza emotiva fortemente artificiale, proponendo esperienze di stimolazione ed eccitazione che diff icilmente sono reperibili all’interno della gamma delle relazioni umane normalmente esperite) e sociali

(i nuovi media consentono di giocarsi in relazioni totalmente inedite rispetto al passato, incontrando altri soggetti nel labirinto misterioso e multiproblematico della rete e delle chat, consentendo relazioni narrate intorno al flusso degli SMS che quotidianamente partono e ar rivano dai/sui display dei cellulari di cui risulta sin dalla scuola media già dotata la quasi totalità dei preadolescenti) sono svuotati di un appropriato valore e significato relazionale e promuovono istanze di crescita (non sempre funzionali) al di fuori di una relazione reale. • La scuola si è negli ultimi decenni fatta promotrice di una vera e propria rivoluzione pedagogica che ha consentito di affiancare ad un approccio tradizionale disciplinare, un’ampia gamma di offerte formative dal taglio altamente educativo finalizzate a porre in risalto la risposta ai bisogni più profondi degli allievi. Ne è derivata la proliferazione di progettazioni educative in grado di integrare la dimensione scolastica dell’alunno con la ben più complessa formazione soggettiva della persona. La promozione di tali strategie ha portato ad un forte incremento del sapere psicologico messo a disposizione della figura docente di ogni ordine e grado, cui si è aggiunta la realizzazione di progetti ad hoc che hanno infiltrato la stessa progettazione e programmazione inter7


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disciplinare. Tale trasformazione può ben essere raccontata attraverso la definizione di un POF (Piano dell’Offerta Formativa) che si connota come il contratto che l’istituzione scuola fa con le famiglie e con i propri alunni ed in cui viene specificato il progetto complessivo sulla crescita intellettuale e umana dell’alunno ottenibile grazie all’offerta educativa proposta dal complesso delle iniziative previste in ambito di istituto. • La scuola vive e pulsa nel proprio territorio di riferimento e si connota per la propria capacità di costruire reti e connessioni con altre agenzie (educative e non) presenti nella comunità. Tale rete può aggregare figure professionali e servizi anche molto diversi tra di loro e consente di focalizzare proprio all’interno del “sistema scuola” una serie di azioni e interventi ad hoc che sarebbero irrealizzabili altrove. Ecco perché proprio nella scuola in questi ultimi anni, diversi operatori sociosanitari hanno portato la loro azione preventiva, distanziandola da quella fortemente clinica erogata all’interno dei servizi e degli ambulatori presenti nell’organigramma del Servizio Sanitario Nazionale. Questa sinergia di reti ed alleanze ha, inoltre, permesso ad altre istanze e agenzie territoriali di cooperare col mondo della scuola promuovendo azioni a sostegno del benessere del singolo e della comunità tutta. Comuni, Province, Regioni, Associazioni di Volontariato, ONG, ONLUSS: sono molteplici i partner che a più riprese, e spesso con f ini complementari, hanno realizzato 8

iniziative e progetti tenendo come baricentro strategico della propria azione innovativa proprio il “sistema scuola”. In questo ambito, forse, l’azione strategica di maggiore rilievo è consistita nella creazione dei CIC, Centri di Informazione e Consulenza, che, con la scusa di introdurre uno sportello di accoglienza e ascolto del disagio all’interno della vita scolastica, hanno, in realtà, permesso di individuare l’emersione di molti problemi, altrimenti nascosti, e la possibilità di attivare una serie di interventi integrati “a rete” con altri servizi operanti sul territorio. Lo sviluppo e le strategie di realizzazione dell’azione dei CIC sono spesso state documentate come un fenomeno ad alto tasso di variabilità e a diverso sviluppo di eff icacia, ma resta l’evidenza che per la prima volta ha strutturato e creato al suo interno una modalità per l’emersione del non detto e del non visto, che quasi sempre collude con l’area del disagio emotivo e psicologico degli studenti.

Linee-guida metodologiche per l’intervento preventivo in adolescenza

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romuovere salute in adolescenza implica: - superare il ricorso a strategie preventive unicamente centrate sull’intervento dell’esperto, inteso come unico promotore-attore delle strategie preventive all’interno del gruppo classe. Tale metodologia di intervento preventivo è stata (e in parte è tuttora) in voga per molti anni. L’idea che l’ha sostenuta è che l’esperto con competenze medicoscientif iche rimane il partner ideale di ogni intervento di prevenzione. Ma l’errore strategico (se di errore possiamo e vogliamo parlare) è consistito nel ritenere tale partnerariato come una vera e propria delega totale che affidava all’esperto i compiti di progettazione, implementazione, conduzione e valutazione dell’intervento preventivo. In tale modo, le azioni di educazione alla salute sono diventate dei veri e propri corpi estranei spesso non integrati nella trama e nel


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tessuto educativo della scuola stessa che li ha ospitati. Ne è derivata una serie di azioni educative fortemente centrate sul sapere medico e scientifico dell’operatore che dall’ASL entrava nella scuola con la qualifica di esperto, ma che della scuola conosceva ben poco. Non essendo, tra l’altro, un esperto di educazione, spesso l’esperto esterno si è trovato a non saper mediare il proprio linguaggio tecnico con le esigenze di comprensione e decodifica degli studenti a cui andava a parlare. Tali interventi si sono perciò sempre più conformati come delle mini-conferenze, spesso sempre uguali a se stesse, non adattate agli specifici bisogni dei gruppi classi alle quali venivano rivolte. Tale modello di intervento, in secondo luogo, ripete la struttura tipica dell’organizzazione scolastica più convenzionale, in cui un adulto insegna ad un adolescente, che è costretto perciò ad assumere il ruolo passivo di recettore di saperi che gli pervengono dall’esterno. Questo modello, tra l’altro, radica nei

ragazzi l'idea che non possa esistere altro rapporto con l'adulto se non quello basato sulla relazione con un Genitore (che sa e che ti indica il da farsi) e un Bambino (che non sa e che deve seguire i consigli). - abbandonare gli interventi informativi-cognitivi che si focalizzano su un modello di salute che non tiene conto della fenomenologia e dei valori condivisi all’interno del gruppo degli adolescenti, e, perciò, non contempla la loro reale prospettiva. Essi, perciò, rischiano di non essere basati sui signif icati, sulle motivazioni e sulla modalità di decodif icare qualsiasi messaggio inerente il tema della salute tipiche dei soggetti in età evolutiva. La ricerca ha confermato con analisi sul campo che interventi così str utturati rischiano di avere scarso successo, soprattutto se l’obiettivo di chi fa prevenzione è quello di proporre alternative a comportamenti e stili di vita ad elevato rischio per il benessere individuale e collettivo .

- includere nei modelli di intervento metodologie di apprendimento non solo centrate su competenze ascrivibili all’area dell’intelligenza accademica. Tale area risulta particolarmente in crisi proprio in quei soggetti che solitamente presentano la più alta adesione a comportamenti a rischio. In effetti, soggetti con scarsa capacità di prevedere per se stessi un futuro di successo (condizione frequente in studenti con scarso profitto scolastico) non attribuiscono alla dimensione della “salute” la medesima importanza conferitale, invece, da coloro che si sentono in controllo dei propri progetti e si ritengono sufficientemente capaci di poterli perseguire. Utilizzare metodi alternativi rispetto alla classica metodologia della lezione, quali drammatizzazione, role-playing, dibattiti e lavoro in piccoli gruppi, dà la possibilità anche ai soggetti con problemi scolastici di poter usufruire appieno della potenzialità preventiva intrinseca nelle attività di educazione alla salute. Quasi sempre i modelli informativi sono legati ad obiettivi altamente specifici correlati all’area del sapere medico. L’importanza del gruppo-classe come risorsa dell’intervento preventivo

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ella scuola secondaria di primo e secondo grado si muovono studenti che hanno molte più competenze rispetto al passato e sono già impegnati nelle prime sfide evolutiva finalizzate all’autonomia e alla satellizzazione nel proprio gruppo di pari. Naturalmente in questa fase rimane cruciale il contributo di tutoraggio e 9


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sostegno fornito dall’adulto con funzione docente ed educante, anche se dal punto di vista metodologico il riferimento primario è al metodo animativo, che implica il coinvolgimento attivo di tutti i protagonisti dell’intervento formativo e considera il gruppo quale soggetto, luogo e strumento privilegiato di lavoro. Grazie a tale approccio, gli adulti partono dal presupposto che il gruppo sia un luogo di potenzialità e sviluppo, in quanto tale. In questo senso la classe può essere vista come una palestra nella quale sperimentare sia la dimensione degli AFFETTI che quella dell’AZIONE, aspetti che riguardano il singolo e il suo rapporto con l’ambiente che lo circonda. Attraverso la centratura sul piccolo gruppo quale privilegiata unità di lavoro, il metodo animativo articola il proprio percorso in quattro fuochi definiti: la persona, il piccolo gruppo appunto, la comunità locale e il sistema sociale, ponendosi come obiettivo primario un’azione di cambiamento e crescita individuale, gruppale e nel lungo periodo sociale e culturale. Al centro deve esserci la persona nella globalità delle sue potenzialità espressive e comunicative: la persona intesa come valore, e sempre come RISORSA, a prescindere dalla presenza o assenza di situazioni di disagio o patologia. Considerata la forte centratura sulla persona, la struttura di ogni percorso animativo è caratterizzata da una dimensione estremamente flessibile. FLESSIBILITÀ che non si traduce in casualità e assenza di obiettivi definiti, ma che partendo da un ipotesi di progetto iniziale, costruita sulla base di un’accurata analisi della domanda, la ridefinisce sulla base dell’analisi dei biso10

gni reali effettuata attraverso la conoscenza e la contrattazione diretta con il gruppo cui l’intervento è rivolto, garantendo durante il percorso una struttura dinamica attenta ai movimenti del gruppo stesso e agli eventuali spostamenti di focus. Ridefinizione degli obiettivi funzionale dunque

ai processi progressivamente attivati. Coerenza di strumenti, tecniche e linguaggi utilizzati in relazione al metodo e alla sua filosofia oltre che alle micro e macro finalità del progetto specifico. *Dipartimento di Sanità Pubblica, Microbiologia, Virologia dell’Università degli Studi di Milano

L’assessore provinciale Milò Bertolotto (da sinistra); il sociologo Sergio Di Paolo; il console colombiano Massimo Martello; e il senatore Enrico Musso


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La prevenzione riduce anche i costi sociali per i soggetti a rischio si spendono 20 miliardi di Ilaria Schizzi e Sonia Salvini*

L’

Osservatorio Europeo delle Tossicodipendenze (OEDT-EMCDDA) individua alcuni indicatori standard attraverso cui monitorare e descrivere il fenomeno della tossicodipendenza: essi riguardano la diffusione di sostanze nella popolazione generale, le caratteristiche degli utilizzatori che si rivolgono ai servizi, i decessi e le malattie droga correlate, i fenomeni criminosi, la stima degli utilizzatori eleggibili a trattamento. La descrizione del fenomeno e del suo andamento temporale così effettuata fornisce strumenti utili ai fini della programmazione degli interventi. Per esempio, per quello che riguarda l’uso di sostanze nella popolazione, nel grafico sottostante viene rappresentata la stima del bisogno di trattamento per alcol in Italia tra gli studenti tra i 15 ed i 19 anni, realizzata attraverso l’Indagine ESPAD® Utilizzando la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità di consumatori a basso, medio ed alto rischio, si evidenzia come in Italia nel 2005 fossero stimabili un 14% di studenti maschi ed un 9% di studentesse ad “alto rischio” di andare incontro un uso di alcol problematico: si tratta di un contingente complessivo di circa 300.000 soggetti.

IL PREFETTO

Anna Maria Cancellieri al convegno del Centro di Solidarietà

GLI INDUSTRIALI

Studenti 15-19 anni e uso di birra negli ultimi 30 giorni: alto rischio ⱖ 2 volte a settimana & ⱖ 40 g. di alcol x Maschi e ⱖ 20 g. di alcol x Femmine) basso rischio = (< 40 g. di alcol x Maschi e < 20 g. di alcol x Femmine)

Per quantificare i soggetti con problematiche di uso di alcolici vengono utilizzati anche altri metodi di stima: con metodologie standard diverse, a partire dalla popolazione in carico ai servizi (per esempio con il metodo “cattura-ricattura”) si stima in Italia la presenza di 208.274 utilizzatori problematici, cioè eleggibili a trattamento, per alcol; ricorrendo alle stime combinate tra le indagini ESPAD® ed IPSAD® si quantifica inoltre un contingente pari a 1.546.633 soggetti tra i 15 ed i 64 anni ad alto rischio di incorrere in problemi di alcolismo.

Giovanni Calvini neo-presidente dell’Associazione degli industriali 11


L’ABBRACCIO SPECIALE CONVEGNO

Oltre agli indicatori della domanda e del bisogno di trattamento, un ambito che deve essere sviluppato, così come indicato anche dall’OEDT, è quello degli indicatori del costo complessivo per la società delle dipendenze, ovvero il “costo sociale” delle dipendenze. Tali indicatori sono infatti indispensabili per la pianificazione e la progettazione di politiche socio-sanitarie coerenti ed adeguate. La definizione di tali indicatori è il risultato di un procedimento complesso: è infatti necessario identificare le componenti del fenomeno della dipendenza e successivamente quantificarne il valore economico, senza tuttavia mai dimenticare che la stima del costo sociale può soltanto approssimare la realtà: occorrerebbe infatti considerare non solo tutti gli aspetti del fenomeno, ma anche le loro complesse e mutevoli interazioni. Inoltre alcuni di questi aspetti non hanno di per sé un valore di mercato ed è quindi particolarmente difficile attribuire ad essi un costo (pensiamo per esempio alla mortalità droga correlata). Restando sull’esempio dell’alcolismo, applicando la metodologia di M. Reynaud per stimare i costi sanitari e sociali generati dai soggetti alcolisti, si stima in Italia un costo pro capite annuo per soggetto eleggibile a trattamento pari a € 13.500. Moltiplicando questa cifra per i 208.274 soggetti eleggibili a trattamento sopra citati, abbiamo un costo sociale annuo pari a 3.749 milioni di euro. Ma nel momento in cui non consideriamo solo i soggetti eleggibili a trattamento, ma i 1.546.633 soggetti ad alto rischio, il costo sociale passa a € 19.757.652.000. Procedure analoghe si possono adottare per stimare il costo sociale generato dalle altre dipendenze: di seguito riportiamo le stime dei costi sociali generati dai consumatori di sostanze psicotrope illegali (droghe) applicate alla popolazione eleggibile a trattamento. Qui, seguendo la metodologia indicata dall’OEDT, sono stati considerati i costi generati da: 1. prestazioni socio-sanitarie direttamente connesse alle conseguenze del consumo di sostanze psicoattive; 2. perdita di produttività derivante dalla riduzione della capacità lavorativa in termini sia di giornate di lavoro perse sia di aumento del rischio di disoccupazione o di interruzione precoce del percorso lavorativo; 3. applicazione della Legge in relazione alla manifestazione di fenomeni di criminalità e devianza misurabile in termini di azioni promosse al fine di contrastare, ridurre e reprimere la domanda e l’offerta di sostanze stupefacenti; 4. acquisto delle sostanze stupefacenti illegali. Stima costi Italia 2005 Costi socio-sanitari Costi del sistema carcerario Costi del sistema di contrasto Perdita di produttività Costi legali Totale costi diretti+indiretti Costo sostanze Totale costi stimati

Sostanze illegali 1.343.600.442 € 1.881.721.000 € 815.745.006 € 1.900.196.458 € 24.316.000 € 5.965.578.906 € 3.761.000.000 € 9.726.579.000 €

Stima dei costi generati dall’utenza tossicodipendente 12

LA PROVINCIA

Alessandro Repetto, presidente della Provincia di Genova

IL COMUNE

Roberta Papi, assessore ai servizi sociali del Comune di Genova

IL PORTO

Luigi Merlo, presidente dell’Autorità portuale di Genova


L’ABBRACCIO SPECIALE CONVEGNO

I costi sociali annui generati da diverse tipologie di dipendenza sono rappresentati in Figura 3: come illustrato essi ammontano complessivamente ad € 45.062.380.000; tale valore rappresenta il 3,2% del PIL e comporta un costo procapite per cittadino italiano residente pari a € 771. Stima Italia 2005 Costo sociale (? x 1.000) Quota attribuibile Costo sociale/ PIL Costo pro capite

Alcol 19.757.652 44% 1,4% 338 €

Tabacco 15.578.149 35% 1,1% 266 €

LA FONDAZIONE

Sostanze illegali Totale 9.726.579 45.062.380 22% 100% 0,7% 3,2% 166 € 771 €

Stima dei costi generati dall’utenza dipendente da diverse sostanze

Il trattamento dei soggetti dipendenti genera dei benefici che, con opportune metodologie, possono essere stimati anche economicamente. Per esempio, nel caso del trattamento dell’utenza alcolista, con le metodologie di M. Duncan e L. Segal e quella di Ukatt si stima un risparmio economico compreso tra il 30% ed il 40% del costo sociale, a seconda della tipologia di trattamento. Tutti questi indicatori di costo identificano la prevenzione ed in particolare la promozione della salute come la strategia maggiormente conveniente anche sul piano economico da punto di vista della società nel suo complesso. * Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IFC-CNR)

Pierluigi Vinai, Fondazione Carige

LO SPORT

Genoa e Sampdoria hanno testimoniato l’attenzione del mondo dello sport alla tematica della prevenzione

OPUSCOLI - RIVISTE LOCANDINE- MANIFESTI IMMAGINE COORDINATA VOLANTINI - PIEGHEVOLI BROCHURE - CARTELLINE MODULISTICA - CALENDARI CATALOGHI - LIBRI Via Romairone, 42 E r. - 16163 Genova San Biagio tel. 010.726.95.41 - info@totalprint.it - www.totalprint.it

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L’ABBRACCIO VITA DEL CENTRO

Grazie per averci accompagnato tutto l’anno Restate con noi anche nel 2009 IL CENTRO HA BISOGNO DEL VOSTRO AIUTO. BASTANO 1.000 EURO ALL’ANNO PER SOSTENERE LE ATTIVITÀ DI PREVENZIONE E RECUPERO CHE IL CENTRO OFFRE ALLA CITTÀ DA PIÙ DI TRENT’ANNI. I nostri preziosi compagni di viaggio: AGENZIE CAUVIN - AZIENDE CHIMICHE ANGELINI ANSALDO ENERGIA - BANCA PASSADORE - CALVINI AGENZIA CAMBIASO E RISSO - CAMISASCA - CANEPA E CAMPI CINQUE P - CO. BIR - COLONNELLI SOCIETÀ - COM.INT COSTA CROCIERE COSTA ENRICO FILIPPO COSTA EDUTAINMENT - ERG - FINAL FINANZIARIA GASTALDI & C. - GRUPPO BOERO - GRUPPO LERCARI GRUPPO VIZIANO - ISCOTRANS - MADI VENTURA RIMORCHIATORI RIUNITI - ROSSI MOSCI SOFIA SAAR DEPOSITI PORTUALI S.P.A. - SAIF COMBUSTIBILI S.P.A. STUDIO BUFFONI - STUDIO OTTONELLO T. MARIOTTI - TOTALPRINT - WILLIS - WORDS Un particolare ringraziamento va a SAMPDORIA e GENOA e all’iniziativa “Un cuore grande così…” per averci donato gli abbonamenti allo stadio per i nostri ragazzi.

IL CONTRIBUTO È TOTALMENTE DEDUCIBILE. POTETE VERSARLO IN QUESTO MODO: BONIFICO BANCARIO A FAVORE “FONDAZIONE CENTRO DI SOLIDARIETÀ ONLUS” BANCA INTESA S. PAOLO - SEDE DI GENOVA IBAN FONDAZIONE IT47 K030 6901 4001 0000 0060 830 CAUSALE “100 X CENT(R)O” Deducibilità per le imprese: Ai sensi art 13 Dlgs 4/12/97 n° 460 le offerte alle ONLUS sono deducibili dalla dichiarazione dei redditi fino ad un importo di € 2.065,83 annui o il 2% del reddito d’impresa, come documentazione è valida la ricevuta del bonifico bancario. 14


L’ABBRACCIO VITA DEL CENTRO

Calendario 27 Ottobre: a Trasta si è tenuto un incontro in cui il presidente Enrico Costa ha illustrato ad operatori e volontari le iniziative del Centro. 31 Ottobre: Enrico Costa e Roberto Buzzi hanno incontrato la professoressa Pagano all’Ufficio Scolastico Regionale in ordine all’attività di Prevenzione del Centro. 3 Novembre: Enrico Costa e Ramon Fresta hanno partecipato ad un’audizione presso la Commissione Sanità del Comune di Genova. 12 Novembre: Franca Fassio ha rappresentato il Centro all’assemblea del CELIVO che si è tenuta

allo Starhotel. 17 Novembre: L’assessore alla scuola e alle politiche giovanili della Provincia, Manuela Cappello, ha visitato la Comunità di Trasta. 18 Novembre: Enrico Costa e Paolo Merello hanno incontrato il Presidente della Regione, Claudio Burlando, per aggiornarlo sugli esiti del convegno e discutere della Comunità per minori psichiatrici. 24 Novembre: allo Starhotel si è svolto un incontro sull’AutoMutuo Aiuto organizzato dal Centro, riunione aperta a tutti i gruppi di Auto aiuto territoriali

28 Novembre: Enrico Costa e Paolo Merello hanno partecipato all’incontro “i giovani e le scelte di vita” organizzato a Roma dalla FICT. 29 Novembre: Enrico Costa ha ritirato il premio alla memoria della mamma Bianca; la cerimonia si è svolta al Teatro Instabile a cura dell’Associazione Oblò. Anche questo anno i volontari del Centro sono presenti al Mercatino di San Nicola con un loro stand. La manifestazione si svolge dal 5 al 23 dicembre in Piazza Piccapietra.

Buon Natale e Felice 2009 Sua Eccellenza Mons. Luigi Palletti Vicario Generale della Diocesi di Genova celebrerà la S. Messa di Natale del Centro Solidarietà di Genova

Venerdì 19 dicembre alle ore 18.00 Chiesa San Vincenzo De Paoli Via Fassolo, 29 A

e gli Amici del Centro di Solidarietà di Genova

Dopo la S. Messa festeggeremo insieme il Santo Natale nel Refettorio del Centro in Via Asilo Garbarino 6b con una cena a buffet

Vi aspettiamo numerosi ! Potete confermare la Vostra presenza a segreteria@csgenova.org o telefonando a Segreteria Centro di Solidarietà Tel. 010.254.60.46 - Fax 010.254.60.02

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Ceis Genova L'abbraccio n°54 by gammaufficiosrl - Issuu