L’ABBRACCIO
51
Rivista trimestrale di informazione del Centro Solidarietà Genova
16126 Genova - Via Asilo Garbarino, 9/B Telefono 010.25.46.01 - Fax 010.25.46.02.02 r.a. Direttore Responsabile: Silvano Balestreri Realizzazione e stampa: TotalPrint Genova S.r.l. N. 51 • 1° Trimestre 2008 - N. 1 del 2008 Prezzo 1,00 euro Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 Inscrizione al R.O.C. n° 16776 del 17/04/2008 Poste Italiane S.p.A. sped abb. postale - D.L 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 N° 46) art 1 comma 1, DCB Genova
Speciale
Insieme si può fare Tutti i risultati del progetto contro l’emarginazione sul lavoro
L’ABBRACCIO Dove possiamo incontrarci a Genova Rivista trimestrale di informazione spedita in abbonamento postale
Fassolo
Trasta
Via Asilo Garbarino, 6-9/B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.02.02 In questa sede sono offerti i servizi: Accoglienze notturne per tossicodipendenti “Casabella” e “Odissea”, accoglienza per minori stranieri “Il Sestante”, Prevenzione, Inserimento disabili, Direzione e uffici.
Salita Cà dei Trenta, 28 - 16159 Genova Rivarolo Comunità Terapeutica Riabilitativa, Comunità di Reinserimento Sociale, Comunità semiresidenziale e residenziale di Accoglienza, Auto Aiuto Tel. 010.7404474 - Casa alloggio “La Tartaruga” per persone malate di Aids Tel. 010.7411128 “Castore e Polluce” Tel. 010.7403071
Direttore responsabile Silvano Balestreri Caporedattore Ramon Fresta In redazione Aldo Castello Disegni Luzzati, Pasca, Piccardo e Reginaldo Foto I Ragazzi di Trasta Hanno collaborato Marco Cafiero, Elisabetta Laganà, Nicolò Pisanu, Manuel Sericano Direzione e redazione Via Asilo Garbarino, 6 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.02.02 Impaginazione e stampa TotalPrint Arti Grafiche Genova S.r.l.
Siamo anche in tutta Italia
Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 Sped. abb. postale 50% - Genova Periodico associato USPI
La nostra filosofia
• BOLZANO • BELLUNO
iamo qui perché non c’è alcun rifugio dove nasconderci da noi stessi.
S
• TRENTO • VARESE
VICENZA • TREVISO • • IVREA • VERONA • VENEZIA • MILANO • CREMONA • PADOVA • PIACENZA • TORINO • VERCELLI • PARMA • MANTOVA • REGGIO EMILIA • MODENA • BOLOGNA • RAVENNA
• AOSTA
Fino a quando una persona non confronta se stessa negli occhi e nei cuori degli altri, scappa.
• GENOVA
• SANREMO
• LA SPEZIA • PISTOIA • PRATO • FIRENZE
Fino a che non permette loro di condividere i suoi segreti, non ha scampo da questi.
• AREZZO • JESI
Chi siamo Dove siamo
• MUCCIA • SPOLETO
Timoroso di essere conosciuto né può conoscere se stesso né gli altri, sarà solo.
• ALBA ADRIATICA • PESCARA • VITERBO • ANGUILLARA • CIVITAVECCHIA
Via Asilo Garbarino, 6 B - 9 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.02.02
• ROMA • ANZIO • FORMIA • CASERTA
• BARI • AVELLINO
• GRAVINA
Enrico Costa Presidente • CAGLIARI
Paolo Merello Direttore Generale E-mail: csgenova@csgenova.org Pagina Web: http://www.csgenova.org
• COSENZA
• CATANZARO
Federazione Italiana Comunità Terapeutiche Tel. 06.66.16.66.68 Via Bravetta, 365 00164 Roma Presidente Don Mimmo Battaglia
2
• MESSINA • REGGIO CALABRIA
• CATANIA
Dove altro se non nei nostri punti comuni possiamo trovare un tale specchio? Qui insieme una persona può alla fine manifestarsi chiaramente a se stessa non come il gigante dei suoi sogni né il nano delle sue paure, ma come un uomo parte di un tutto con il suo contributo da offrire. Su questo terreno noi possiamo tutti mettere radici e crescere non più soli come nella morte, ma vivi a noi stessi e agli altri.
L’ABBRACCIO L’EDITORIALE
L’emergenza droga ignorata dai politici di Enrico Costa*
C
i risiamo! Sta per andare in onda l’ennesima puntata di una moderna “commedia all’italiana”: una nuova tornata elettorale. Un appuntamento che ha raggiunto una frequenza da fare invidia ai mondiali di calcio. Per carità, la Democrazia è anche questo, e vivere in un paese democratico è assolutamente impagabile però… Esistono anche dei però. In Italia come in tutto il mondo- esistono classi diverse di cittadini, di lavori, di categorie economiche ecc.; diverse per il peso specifico che hanno sulle scelte politiche e per la possibilità di superare i momenti di crisi. Le categorie di cui ci occupiamo noi: persone fragili con problemi di dipendenza, AIDS e malattia psichiatrica non fanno sicuramente parte delle “categorie forti” e, in questi frangenti, finiscono spesso per vedere peggiorata ulteriormente la propria posizione. Faccio qualche esempio per chiarire questa mia affermazione: dopo un lungo periodo di assenza, il Ministro Ferrero aveva riformato la consulta nazionale di esperti per le tossicodipendenze che- coordinata da Leopoldo Grosso- aveva varato lo scorso novembre “il piano italiano di azione sulle droghe”, uno strumento concreto per operare a livello nazionale sui diversi aspetti di questo problema ed allinearsi a quanto fanno nel resto dell’Europa. Si stava lavorando anche alla preparazione di un incontro nazionale per allargare il confronto al massimo possibile, che ne sarà di tutto questo adesso? Si dovrà cominciare un’altra volta tutto da capo? Sarebbe veramente una iattura!! A fronte di queste incertezze politiche esistono delle certezze giornaliere: il nostro paese è sempre più invaso da sostanze di ogni tipo, cito al proposito quanto emerso dall’ultima relazione al Parlamento sullo stato
delle droghe: aumenta in Italia la diffusione delle droghe illegali, raddoppiano i consumatori di cocaina e cannabis mentre si scopre che tabacco e alcol sono le “sostanze di iniziazione” per la maggioranza degli assuntori di sostanze. Inoltre, secondo l’ultima, recentissima, relazione del Viminale, c’è da registrare un non invidiabile primato per l’Italia che è il secondo mercato dell’eroina in Europa ed uno dei primi per la cocaina. L’Italia è seconda solo all’Inghilterra. Conseguenza del record anche l’aumento delle vittime: sono state 589, 38 in più dell’anno precedente. A parte le considerazioni di tipo politico, il dato che emerge è davvero problematico: un aumento così grande del consumo non può senza dubbio essere sottovalutato; specie perché molti sono i giovani che rientrano in questa ricerca e sempre in età più precoce, aggiungiamo il “ritorno” dell’eroina, la comparsa sul mercato di droghe sempre nuove ed avremo un quadro allarmante. In tutto questo mi preme ricordare che la Liguria,a livello nazionale, è una delle regioni con la maggiore incidenza di uso di sostanze illegali e alcool tra la popolazione e addirittura, a Genova, abbiamo un Dipartimento delle dipendenze “precario” nel senso che da quando a dicembre è andato in pensione il responsabile, Dr. Semboloni, abbiamo assistito ad una rotazione bimestrale del referente del dipartimento con tanti saluti alla possibilità di pianificare ed elaborare risposte concrete e durature; indubbiamente la ASL ha i suoi motivi per fare questo, ma la domanda è: sapendo del pensionamento di Semboloni non si poteva pensare prima ad opportune contromisure? Ricordo inoltre che le risorse sono inadeguate per affrontare in modo congruo un problema che cresce continuamente. Ricordo che lo scorso anno, al Centro, abbiamo avuto un bilancio con un “rosso” preoccupante, situazione che abbiamo cercato di raddrizzare con una politica rigorosa di controllo dei costi, raddoppiando l’impegno degli
operatori e aumentando le risposte ai bisogni del territorio. Il Centro, pur svolgendo a tutti gli effetti un “servizio pubblico” è un Ente privato e, come tale, deve muoversi cercando di essere autonomo e potendo contare solo sulle proprie capacità di attrarre risorse. Fortunatamente il mondo imprenditoriale, le fondazioni bancarie e anche molti privati sono al nostro f ianco e ci sostengono economicamente (il provento da rette copre a male pena il 60% dei costi reali), in questo modo, malgrado tutte le diff icoltà citate sopra, abbiamo mantenuto negli anni una buona qualità dei servizi erogati . Ma sono consapevole che occorra una situazione diversa, più stabile, meno legata a donazioni estemporanee, una situazione che permetta di programmare e pianificare gli interventi più adeguati ad un fenomeno in crescita e in costante evoluzione. Mi piace terminare con una proposta concreta; ricordavo prima la situazione ligure ai vertici delle classifiche per l’incidenza del fenomeno e allora chiedo se non sia il caso di invertire questo trend e fare della Liguria un esempio nazionale nella lotta alla tossicodipendenza lanciando, per primi, la def inizione e l’assegnazione ad ogni realtà dipartimentale, aziendale o extra- aziendale non importa, di un budget triennale. Budget che deve essere calcolato sulla base dei progetti e delle competenze messe in campo, ad ognuno andranno chiesti obiettivi che saranno poi verificati prima di procedere ad una nuova assegnazione. Con un meccanismo di questo genere penso che sarebbe più facile pianificare degli interventi che non abbiano un carattere di tampone temporaneo ma possano creare degli strumenti stabili per affrontare in modo più consono la lotta alla tossicodipendenza in Liguria. Chissà se riuscirò mai a partecipare ad una riunione che abbia come ordine del giorno la discussione di questo budget… *Presidente Centro di Solidarietà di Genova 3
L’ABBRACCIO SPECIALE CONVEGNO
Equal E-LE-CHANGE un progetto europeo per far crescere le iniziative sociali di Aldo Castello e Manuel Sericano*
S
eguendo la politica dei piccoli passi, il Terzo Settore negli ultimi dieci anni ha progressivamente acquisito visibilità e sostanziale credibilità. A otto anni dalla Legge 328 la strada da compiere per vedere riconosciuto il proprio ruolo è però ancora molta, ma il proliferare di studi e ricerche, di Conferenze Nazionali, di Fondazioni e Centri Studi, sia a livello nazionale che regionale, incoraggiano molto sulla dimensione e sull’importanza di queste realtà, che incuriosiscono e attraggono l’attenzione della maggior parte dei colleghi europei, così come ampliamente confermato anche dallo sviluppo dell’azione transnazionale del nostro equal e le change. I progetti che sono scaturiti in questi anni dai fondi strutturali ci hanno sicuramente portato risorse sostanziali per crescere e per sostenere iniziative sociali di grande importanza, ma senza dubbio ci hanno anche indotto a riflettere sul nostro fenomeno con un approccio talvolta faticosamente statistico, che ci ha restituito dati importanti sulle dimensioni di cooperazione sociale, volontariato e associazionismo; a titolo di esempio possiamo citare lo stupore che coglie per primi gli operatori di terzo settore nell’apprendere che in Liguria (dati 2007) rappresentano una forza lavoro superiore a quella rappresentata dal settore metalmeccanico, settore di grande e riconosciuta visibilità storica. La consapevolezza raggiunta attraverso uno studio anche quantitativo su noi stessi è un passo fondamentale per andare avanti, per costruire strategie che ci avvicinino sempre più a quell’applicazione della Legge 328 che sulla carta riconosce un ruolo fondamentale nell’esercizio della sussidiarietà politico-sociale e nella prassi invece registra una certa ritrosia da parte dell’Ente Pubblico e una certa immaturità da parte nostra in quanto timorosi di presidiare i tavoli di concertazione con la forza dovuta e riconosciuta dalla legge e dal ruolo sociale che ci appartiene. 4
L’ABBRACCIO SPECIALE CONVEGNO
La cooperazione sociale e l’impresa sociale in genere non ha visto solo aumentare significativamente i propri numeri in merito a realtà esistenti, fatturato e posti di lavoro, ma nell’arco della sua vita si è evoluta anche in termini qualitativi: dai campi di intervento, dallo sviluppo di attività indipendenti dall’intervento pubblico, dal crescere delle professionalità operanti nei diversi rami della sua operatività e dal conseguente evolversi dei percorsi di studio, (vedasi ad esempio sia i corsi per educatori poi laurea in Scienza dell’Educazione che i percorsi formativi per operatori socio-sanitari). Indubbiamente i Fondi Strutturali hanno costituito una importante fonte di risorse per poter far fronte a questa impellente sete di formazione e aggiornamento, di percorsi di riqualificazione e innovazione che molte delle imprese sociali hanno giustamente rincorso per affrontare il “mercato”, per rendere competitive le loro realtà, per sopravvivere in un contesto di Welfare che sempre più chiede innovazione, progettualità e rischio di impresa. Pur con le diverse sfaccettature che caratterizzano lo sviluppo economico del nostro paese e con diverse velocità nello sviluppo socio-economico che i territori esprimono, la cooperazione sociale mantiene un trend di crescita notevole ed una volontà ferrea di stabilizzare, se non addirittura di migliorare, il proprio posizionamento nei mercati di riferimento, per quanto rappresentati ancora per circa l’85 - 90% da convenzioni con Enti Pubblici. Ma perché questa “tensione positiva” si mantenga e sappia far fronte ad una domanda sociale quantitativa e qualitativa in crescita, inver-
Con il lavoro di squadra gli obiettivi si raggiungono anche se difficili come un lancio di paracadutisti. Ecco l’immagine dell’home-page del sito www.elechange.org
samente proporzionale alle risorse a disposizione, occorre inevitabilmente che la cooperazione sociale e l’impresa sociale nel suo complesso si professionalizzi non solo nei comparti tradizionali legati fortemente alle professioni sociali (educatore, psicologo, assistente domiciliare, infermiere, animato-
re, ecc.) ma sappia adattare alla propri realtà imprenditoriale anche tutte quelle competenze proprie del mondo prof it: marketing, comunicazione, amministrazione e finanza, rappresentanza politicosindacale e quanto altro possa sostenere imprese che ancorché sociali oggi rappresentano realtà
I relatori (da sinistra) Mauro Palumbo, Stefano Masotti e Manuel Sericano 5
L’ABBRACCIO SPECIALE CONVEGNO
organizzative complesse non solo per oggetto sociale, ma anche per numero di addetti e fatturato. Per questo la realizzazione del progetto complessivo ha voluto come focus progettuale attività formative che si addentrassero sulle caratteristiche proprie di queste istanze, concentrandosi soprattutto sui quadri e sui dirigenti delle imprese sociali, siano esse di grande complessità come i consorzi oppure di dimensioni più piccole come le cooperative sociali territoriali. Il percorso formativo ha visti coinvolti enti di terzo settore molto rappresentativi per storia, dimensioni e radicamento territoriale, ma molto differenti per tipologia organizzativa e oggetto principale di intervento. Cosa ha saputo accomunare il Centro di Solidarietà di Genova, la Fondazione Auxilium e il Consorzio sociale Agorà? Sicuramente la voglia di sperimentare e sviluppare modelli formativi in grado di far crescere la professionalità dei propri quadri e dirigenti; ma anche la consapevolezza che delle organizzazioni di terzo settore mature devono fortemente interrogarsi sulla propria capacità di stare al passo con i tempi, conservando la capacità di leggere il contesto sociale, proponendo azioni e servizi a supporto della crescita e del benessere della collettività. I numeri del percorso formativo sviluppato, all’interno del progetto e le change, che hanno visto coinvolte 242 persone di cui 118 donne e 124 uomini, con un monte ore complessivo di 950 ore di formazione per un numero complessivo di 24 corsi in due anni, dimostra che lo sforzo compiuto è stato particolarmente significativo 6
L’ABBRACCIO SPECIALE CONVEGNO
Competitività e formazione continua e difficilmente replicabile, almeno a breve. La partnerschip di progetto, che oltre alle tre realtà sociali sopra citate ha coinvolto diverse organizzazioni quali l’Università di Genova attraverso il Disa, Sviluppo Italia Liguria, la Cisl Liguria e Assoconsult, ha rappresentato uno spaccato di realtà del nostro territorio molto significativo, in grado di contribuire allo sviluppo di sensibilità e conoscenze trasversali che oggi rappresentano un valore aggiunto di particolare significatività che starà a noi saper valorizzare. A questo punto saranno i prossimi anni a dimostrare se il percorso sviluppato lascerà segni tangibili e soprattutto se le nostre organizzazioni sapranno sempre più e meglio interpretare sia i bisogni della società che le linee di sviluppo di imprenditoria sociale sostenibili e vincenti. * Consorzio Sociale Agorà
Il progetto è partito mirando a un preciso obiettivo generale: • sviluppare la cultura della Formazione Continua e le competenze dei quadri delle imprese sociali e delle organizzazioni sindacali dei lavoratori per la promozione dei piani formativi. Gli obiettivi specifici sono: • consolidamento formazione continua favorisce inclusione dei lavoratori a rischio di marginalizzazione dal mercato; • programmazione dei percorsi formativi governa cambiamento dei servizi; • crescita competitività imprese sociali attraverso ottimizzazione e valorizzazione risorse interne a rischio di marginalizzazione;
• formazione aumenta efficacia ed efficienza azienda • Migliori competenze professionali permettono migliore gestione del personale, maggiore mobilità interna e maggiori gratificazioni professionali. Lungo la strada i piani si sono modif icati per rispondere alle esigenze incontrate nel corso del cammino operativo. Dal progetto al programma: • si è visto che era utile estendere le attività formative non solo ai dirigenti e ai quadri delle imprese ma ad un numero più ampio di personale che potesse usufruire di questa opportunità, soprattutto in relazione agli obiettivi specifici individuati.
Altri momenti del convegno. Nella foto in alto Anna Manca e Manuel Sericano, di Agorà. In basso Lorenzo Bertorello e Riluca Mihail, della Regione Liguria.
7
L’ABBRACCIO PER SAPERNE DI PIÙ
Dal carcere alla riabilitazione serve un progetto unitario di Elisabetta Laganà e Marco Cafiero*
L
e misure alternative al carcere hanno come punti di forza: l’integrazione con il ter ritorio, l’individualizzazione del progetto riabilitativo, la messa in rete delle risorse e la centralità posta sulla restituzione della responsabilità ai soggetti in merito al proprio percorso risocializzante attraverso la costante relazione con gli operatori. La FICT ha una grossa opportunità per rendersi propositiva ed interlocutoria per questi problemi e deve trovare la forza necessaria per poter dare strada ad altre scelte più tecniche e sperimentali sull’accoglienza dei soggetti in difficoltà. Occorre una riflessione “laica” sulle modalità dei trattamenti terapeutici, che parta dall’analisi dei bisogni della popolazione in difficoltà per elaborare risposte non precostituite ma agili, rapide, flessibili. A tal fine occorre una costante capacità di interloquire con i soggetti istituzionali, attraverso canali stabili con i Ministeri e gli Uffici competenti. È necessario sollecitare le Istituzioni a puntare su quel progetto “Dap Prima” avviato in via sperimentale, poi parzialmente abbandonato: creando un servizio di rete utile a certificare la dipendenza dalle sostanze e la pronta predisposizione di un programma terapeutico al f ine di favorire l’accesso a circuiti alternativi al carcere anticipando una presa in carico del soggetto, con evidenti vantaggi in termini di riduzione 8
della popolazione detenuta e di offerta di opportunità risocializzante. L’occasione dell’auspicato passaggio delle competenze al Servizio Sanitario Nazionale della sanità penitenziaria può costituire una opportunità semplificante ed agevolante in termini di prese in carico. Chi lavora nello specifico con le problematiche che stanno tra il “trattamentale” ed il “giudiziario” conosce perfettamente l’orientamento dei giudici in termini di richiesta di contenimento del soggetto sottoposto a misura giudiziaria. Si ritiene necessario lavorare con gli operatori dei Centri della FICT per accrescere e formare quella motivazione ad accettare la sfida
Occhi nuovi per vedere il dolore Testimoni di speranze e costruttori di storia è stato il tema del convegno promosso dalla Federazione Italiana delle Comunità Terapeutiche. Gli articoli che qui pubblichiamo sono tratti dal sito www.progettouomo.net, organo ufficiale della FICT, e sono due delle relazioni presentate. In quell’occasione Don Mimmo Battaglia presidente nazionale della FICT ha detto tra l’altro: “Abbiamo bisogno di occhi nuovi per accorgerci che le membra non possono funzionare se non sentono battere il cuore, un unico grande cuore! Se posso dare un’immagine alla storia della
della trincea, della linea di confine: siamo noi a doverci muovere, andare incontro al disagio, conformarci alle esigenze che il territorio esprime. La rete tematica FICT “Carcere e percorsi giudiziari” propone di lavorare su tre livelli: il primo riguarda la Progettazione a livello centrale con il coinvolgimento diretto della Rete, anche attraverso il FSE ed il Progetto Leonardo; in tal senso il Gruppo Progettisti senior, in collaborazione con la rete tematica di riferimento, dovrebbe elaborare i progetti e restituirne i contenuti. Il secondo ambito su cui agire è la Formazione. In tale ottica il gruppo ritiene che l’organizzare incontri congiunti di più reti possa
FICT, mi piace pensare ad una tenda: sempre in costruzione e sempre in viaggio, che all’occorrenza si sistema in un posto, poi la si arrotola e la si porta da un’altra parte dove sembra abbia più senso. Perché è ciò che da sempre ci ha caratterizzati. Se penso alla storia di molti nostri Centri è il senso della provvisorietà e del nostro spirito di adattamento. Sono passati tanti anni, ma l’immagine della tenda è sempre nel cuore! In una storia che si ripete, non nuova è la sofferenza ricordata di tanti, sempre attuale la solitudine di alcuni che, arresi forse dinanzi alle omissioni di altri, si tirano indietro mettendosi da parte”.
L’ABBRACCIO PER SAPERNE DI PIÙ
rappresentare uno scambio formativo di ottimo livello, anche alla luce di quanto sopra espresso. Si suggerisce di fare in modo che le reti si riuniscano in un’unica sede nella stessa data, proprio per favorire anche la realizzazione di progetti. La Federazione, quindi, dovrebbe prevedere un budget per la supervisione formativa ed itinerante utilizzando elementi della rete, garantendo la copertura delle relative spese. La promozione dei pacchetti formativi crea sensibilizzazione all’acquisto dei pacchetti stessi caratterizzati da una consulenza “amicale” e valoriale. Il Gruppo individua alcune tematiche: il Rilancio del Progetto DAP PRIMA; il Servizio di riabilitazione dei soggetti provenienti dal carcere o sottoposti a misure cautelari o alternative (anche non tossicodipendenti) con particolare attenzione alla prevenzione della recidiva; la Legislazione minorile; la Gestione delle misure cautelari/alternative: “Salvagenti”, termine emerso nel corso dell’incontro con la rete doppia che si riferisce all’individuazione di quelle forme di tutela degli operatori che lavorano in situazioni “delicate”; il Feedback dei progetti già realizzati: ad esempio “progetto di educazione alla legalità” realizzato dal Centro di Chiavari. Il terzo livello su cui lavorare è l’Organizzazione di convegni che può avvenire anche con la collaborazione di più reti e tra gli argomenti possibili il gruppo individua: la Tossicodipendenza e la devianza; la Malattia e la violazione penale; la Strategia FICT e i rapporti con i Servizi e l’Autorità Giudiziaria; i nuovi stili di consumo e la legislazione minorile. * membri della Rete tematica FICT “Carcere e percorsi giudiziari” 9
L’ABBRACCIO PER SAPERNE DI PIÙ
Formazione ieri, oggi, domani
dita nella ricerca di identità e di legami.
di Nicolò Pisanu*
R
iproporre e rinnovare la formazione è necessario e importante per fondare su base sicura la cultura del “prendersi cura”. La realtà di oggi è cambiata e sta cambiando in un modo radicale, perciò è ancora possibile riproporre Progetto Uomo allo stesso modo oppure occorre pensare ad una sua riformulazione? Occorre sia partire dall’analisi di alcune grandi trasformazioni che stiamo vedendo e che sono in atto, in quanto la società e la cultura sociale che abitiamo stanno cambiando, sia considerare la possibilità di individuare in queste trasformazioni delle linee per sviluppare, in qualche modo, un’etica della solidarietà e del servizio”(1). È certo, comunque, che non esiste FICT senza Progetto Uomo: filosofia e metodo unici ed efficaci nel “prendersi cura”. Il significato della FICT sta nel suo essere essenzialmente rete di testimonianza di un servizio alla persona, presenza educativa la cui efficacia sta nell’esserci e nel rendersi visibile. Il famoso sociologo Bauman sostiene “che stanno per finire nel crogiuolo della liquefazione i legami che trasformano le scelte e i progetti individuali in azioni collettive. Secondo questo studioso ciò sta mettendo profondamente in crisi quei legami sociali che consentivano alle persone di trasformare i propri progetti individuali in progetti e azioni collettive. 10
Di fatto questo sta producendo un processo di individualizzazione della società in cui le persone non riescono più a trovare la via per costruire insieme agli altri dei legami, dei progetti di cambiamento e di trasformazione della realtà che abitano. Ognuno è in qualche modo prigioniero di un progetto individuale, soggettivo, di cui viene ritenuto l’unico responsabile. Se questo progetto va a buon fine o non va a buon fine dipende unicamente dal soggetto e non dai suoi legami sociali né dalla sua famiglia”(2). Esiste una grande differenza tra “individuo” e “persona” come tra “assistenzialismo” e “solidarietà”. Differenza che oggi va scemando causa le politiche di un welfare teso a soddisfare i bisogni individuali e che non costruisce i legami sociali. Il bisogno non sottintende la responsabilità, invece la solidarietà la pretende. Progetto Uomo ha da sempre declinato i concetti di persona, solidarietà e responsabilità e la FICT non può non esserne autorevole portavoce. Penso che l’etica del “prendersi cura” sia ambito e compito della FICT in quanto rete di cultura più che struttura nazionale e coagulo di servizi. Solo tale etica è capace di tentare di sanare la frattura contemporanea fra il sistema dei servizi e la persona, al momento sedata nei suoi bisogni dall’opulenza ma tra-
LE POLITICHE ANTIDROGA Al momento, poi il panorama degli interventi contro le dipendenze si presenta desertif icato, grazie all’incapacità e all’inconcludenza del Governo decaduto, che con i Ministri Ferrero e Turco ha raggiunto sia l’apice dell’abbandono di ogni politica antidroga sia del predominio ideologico. Di conseguenza la persona è più sola mentre, paradossalmente, la dipendenza che la logora rientra in una terra di nessuno in nome della tolleranza e dell’ottica meramente riduzionistica. Fatti, dolorosi, come quelli occorsi a Don Gelmini rispolverano, inoltre, sospetti e fantasmi… che non giovano, né in campo ecclesiale né in campo laico, al sistema delle Comunità, purtroppo accomunate dal sentire comune in un unico modello. In tale orizzonte è necessario sentire una voce profetica che grida nel deserto, un richiamo forte a quella centralità della persona e del “prendersi cura”, modulati attraverso la costruzione ostinata di una cultura del servizio. Progetto Uomo è di per se stesso un “sistema di qualità” che si trasmette essenzialmente attraverso gli uomini: presidenti, responsabili, operatori, volontari… attraverso uno stile, che si traduce in metodo e che si incarna nelle strutture. A livello storico, quale esempio, possiamo riferirci al monachesimo occidentale che fu volano della cultura europea e che nacque nei monasteri e, più precisamente, nei noviziati benedettini. Risulta, dunque, evidente il riproporre la necessità e l’importanza
L’ABBRACCIO PER SAPERNE DI PIÙ
della formazione quale base sicura e condivisa per fondare la cultura del “prendersi cura” secondo l’ottica di Progetto Uomo. Ogni sistema e ogni rete possiedono un proprio linguaggio, un proprio modo di concepire il mondo e un profilo assiologico che conferisce agli stessi identità e appartenenza. La formazione è garanzia nonché discriminante identità e appartenenza. Sovente, però si confonde la formazione con le attività e gli strumenti formativi che sono, invece, suscettibili di cambiamento in quanto soggetti alla temporalità. Probabilmente ciò è accaduto anche nella FICT: trascorsi i tempi delle fondazioni, mutati i profili del personale e le tipologie di utenza… si è pensato erroneamente che la formazione combaciasse con il Corso base o che ci si dovesse interrogare su nuove strumentalità. Gli obblighi di qualificazione regionale o universitari hanno, poi, distratto la formazione verso localismi e specializzazioni obbligatorie e standardizzanti. Con questo intendo dire che certo i Centri FICT si sono arricchiti di professionalità, pur nel flagello del tour-over, con la possibilità di migliorare gli standard dei servizi, ma è stata abbandonata la formazione specifica, quella che garantisce il “marchio” federativo. Se una volta era necessario il Corso base sia per imparare a lavorare con i tossicodipendenti sia per entrare in Progetto Uomo, oggi forse non è più necessario un Corso per imparare a lavorare però è indispensabile per sentirsi parte della rete FICT… in caso contrario la FICT muterà progressivamente in un Consorzio di servizi. È curioso notare, a tale proposito,
come altri tipi di rete, quali Diocesi o Congregazioni religiose, iscrivano all’IPU alcuni dei loro membri in quanto riconoscono la nostra peculiarità formativa… mentre la nostra rete soddisfa bisogni formativi prescindendo dal “marchio”. Eppure, nel nostro piccolo, abbiamo riscontri che ci dicono di come facciamo cultura, di come Progetto Uomo, con la sua filosofia si sta mostrando eff icace in ogni sorta di servizio alla persona, in quanto “anima” del professionista impegnato con l’altro. Non si tratta, quindi, di riciclare attività desuete né inventare programmazioni addestrative, che possono essere fornite diversamente, bensì di organizzare occasioni, irrinunciabili per la FICT, dedicate, a livello iniziale e permanente, precipuamente alla crescita dei sensi di identità e di appartenenza del personale, alla luce delle mutate condizioni del servizio. Alcuni tentativi, in tal senso, sono stati fatti e, a detta dei partecipanti, con buon esito poi sono stati elusi… nulla vieta di riproporli con diverse modalità. Cambiano le tipologie di utenza e questo porta ad individuare le formazioni conseguenti; nel contempo, però, dovrebbe richiamare l’attenzione alle fondamenta di Progetto Uomo, in quanto filosofia che fonda il servizio. Concretamente significa rigenerare operatori ed educatori, che si trovano ad affrontare nuovi bisogni, sul senso della loro professionalità e sul signif icato del loro agire educativo… cioè offrire occasioni forti di formazione federativa. Diversamente ci limitiamo, pur con grandi e lodevoli sforzi, ad
azioni addestrative sul binomio bisogno-strumento che, oltretutto, ogni Centro, da solo o con altri, può realizzare sul modello delle reti tematiche. Offrire occasioni formative federative significa rivisitare la metodologia comunitaria, nei suoi principi fondamentali e nelle sue declinazioni, offrire al personale “nuovo” un momento di incontro nazionale e di full-immersion identitativo mentre a quello già in servizio dare spunti per rivisitare la loro carriera professionale e le applicazioni del concetto di Comunità terapeutica che ci appartiene. La FICT può accrescere in visibilità proprio attraverso un linguaggio e un sentire comune ai quali solo una formazione condivisa può provvedere, in linea con gli altri Organismi e momenti nazionali della federazione stessa. Oggi, invece, notiamo come l’IPU stia, se pur faticosamente e con le incognite del mercato, collocandosi a livello universitario con qualità mentre risulta sempre più indefinibile la richiesta formativa della FICT. Né i localismi possono ridurre un’offerta nazionale né si può distrarre l’attenzione dalla formazione interna facendosi promotori di attività formative rivolte all’esterno mentre la prospettiva odierna esige una ripresa della formazione federativa per affrontare i cambiamenti che il futuro ci riserva, nella fedeltà a Progetto Uomo. Il mondo è il sogno di Dio: ci è dato solo di ritoccarlo, non è, comunque, cosa da poco.
* direttore dell’Istituto universitario “Progetto Uomo” 11
L’ABBRACCIO VITA DEL CENTRO
Il vescovo e il governatore fanno visita al Centro di Solidarietà di Genova di Ramon Fresta
M
artedì 29 gennaio il Cardinale di Genova e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, S.E. Angelo Bagnasco, ha fatto visita alla struttura di Trasta dove hanno sede la Comunità Terapeutica, la Comunità per Doppia Diagnosi e la Casa- alloggio per persone ammalate di AIDS; l’occasione è stata resa ancora più ghiotta dalla presenza del Presidente della Regione Liguria Claudio Burlando. Una giornata particolarmente significativa per i valori dei quali si è dibattuto e per l’interesse dimostrato nei nostri confronti dalla Chiesa e dalla Regione. Lo spunto è stato fornito dalla visita pastorale fatta dal Cardinale Bagnasco al vicariato di Rivarolo;
nella serie di incontri previsti, il presidente della C.E.I. ha voluto inserire anche la visita alla nostra realtà. Dopo avere visitato i locali che ospitano i servizi residenziali del Centro, gli ospiti- guidati dal nostro presidente Enrico Costahanno dato vita ad una intensa riunione con le diverse anime del Centro: utenti, operatori, volontari e familiari. Il primo a parlare è stato Enrico Costa, che nel rinnovare il benvenuto agli intevenuti a nome di tutto il Centro, ha ricordato i profondi legami che abbiamo da sempre con la Chiesa- i nostri servizi hanno sede in locali di proprietà di Enti Religiosi, il nostro vice presidente è un sacerdote (Don Franco Doragrossa) e Bian-
ca Costa partì dalla Caritas per fondare il Centro negli anni ’70ma anche con le Istituzioni che ci hanno sempre sostenuto e sollecitato a proseguire nella nostra offerta di servizi alle persone in grave disagio. Ha detto come alla base dei percorsi di recupero dei nostri ragazzi vi sia una grande condivisione tra loro; al proposito ha citato due aneddoti: nei momenti di possibile astinenza da sostanza che vivono alcuni nuovi entrati, sono gli altri ragazzi a fargli forza e offrire il loro appoggio affinchè non mollino e trovino il coraggio per andare avanti; il secondo riguarda il fatto checome la società- anche la nostra comunità è ormai multietnica e durante l’ultimo “ramadan” anche un paio di ospiti non mussulmani hanno voluto condividere con i compagni nord africani il loro rituale. Ha poi preso la parola il Governatore Claudio Burlando, ha ricordato che nella sua precedente visita
Una storica azienda genovese si rinnova e propone la sua gamma di prodotti di alto livello qualitativo corredata dalla certificazione della qualità ISO 9002.
DA OGGI LE PITTURE PER L’EDILIZIA, L’INDUSTRIA E LA MARINA AVRANNO IL NUOVO MARCHIO
Una garanzia in più di continuità e adattamento alle mutevoli esigenze del mercato Colorificio Federico Torre S.p.A. - Via Romairone, 72 16163 Genova - S. Quirico Tel. 010.72.64.911 - Fax 010.72.64.948 12
L’ABBRACCIO VITA DEL CENTRO
di un paio di mesi si era impegnato dare risposte in tempi brevi ad un paio di richieste avanzate dal Centro; era contento di dirci che la Giunta Regionale ha deciso di mettere a bilancio l’aumento dei posti residenziali per poter offrire maggiori risposte al fenomeno delle dipendenze. Inoltre sarà la Regione stessa a fornire, a condizioni agevolate, i medicinali di fascia C occorrenti per le terapie degli ospiti riducendo, così, la notevole spesa farmaceutica delle strutture di recupero. Ha sottolineato come la volontà del suo esecutivo sia quella di dare sempre più voce a coloro che in genere non gridano ma hanno più bisogni di chi fa sempre sentire le proprie urla. Infine è stata la volta del Cardinale Angelo Bagnasco il quale ha esordito ricordando la figura della nostra fondatrice Bianca Costa “ ho ancora presente il suo sorriso e la sua profonda fede nella Chiesa e nell’uomo…”, ha parlato del loro ultimo incontro quando Bianca, gravemente ammalata, dal suo letto gli ha chiesto di “stare vicino al Centro”; ha definito il Centro una “casa della speranza”, ha confermato l’impegno della Chiesa dimostrato dalla presenza di Don Doragrossa e ha risposto alle domande poste da alcuni ospiti dando vita ad un vivace dibattito. I temi affrontati sono stati la famiglia, la speranza e la progettualità per il futuro. Si è soffermato molto sulle diverse facce della speranza che ha potuto riscontrare nel corse di questa e delle precedenti visite pastorali ad altri vicariati, ha detto che ci sono molti “punti luce” (così ha definiti i luoghi che offrono servizi alle persone in disagio) come il Centro che illuminano di speranza la strada
verso il futuro e sono luoghi dove la speranza diventa concretezza. Ha ricordato come “il bene sia sempre maggiore del male” ma fa meno notizia e ha sottolineato che uno dei cardini su cui costruire il proprio futuro sia quello del rispetto delle regole e che il percorso che affrontano al Centro è utile anche sotto questo aspetto. Dopo l’incontro in Comunità ci si è spostati tutti nella vicina Chiesa di Trasta dove il Cardinale Bagnasco ha celebrato la S. Messa aperta a tutti gli abitanti della zona.
Il presidente della Conferenza episcopale dei vescovi italiani Angelo Bagnasco Cardinale di Genova e il governatore della Regione Liguria Claudio Burlando hanno incontrato i ragazzi, i volontari e gli operatori del Centro di Solidarietà di Genova. Nelle immagini due momenti della riunione a Trasta. Nella foto in alto (da sinistra) Don Fully, il cardinale Bagnasco, il presidente Burlando e il presidente del Centro Enrico Costa.
13
L’ABBRACCIO VITA DEL CENTRO
Nella prossima dichiarazione dei redditi potete scegliere di aiutare il Centro di Solidarietà a costo zero La Legge 23 dicembre 2005 n. 266, articolo 1, comma 337 prevede la possibilità di destinare una quota, pari al 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, al sostegno di volontariato, onlus, associazioni di promozione sociale fondazioni e altre associazioni riconosciute, di gradimento del contribuente. Una possibilità che consente di aiutare le Associazioni come il Centro di Solidarietà senza alcuna spesa a carico. 14
Chi decide di destinare nella dichiarazione dei redditi il 5 per mille della propria IRPEF al Centro di Solidarietà deve apporre la propria firma nel riquadro: “Sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), delle associazioni di promozione sociale e di altre fondazioni e associazioni riconosciute (art. 1, comma 337, lettera a) L. 266/05)” e inserire il Codice Fiscale del CENTRO 95080550106. Con una semplice firma ci aiutate nella nostra opera a servizio di ragazzi e famiglie che vivono il disagio della dipendenza. È nostra intenzione utilizzare la somma raccolta per l’attività di prevenzione che non è garantita da nessuna convenzione. Se lo ritenete opportuno, promuovete la nostra causa anche con parenti e amici.
Contiamo sul vostro aiuto!
L’ABBRACCIO VITA DEL CENTRO
Agenda
Calendario 29 gennaio: Il Cardinale Bagnasco e il Presidente Burlando sono ospiti della Centro, incontrano ragazzi, operatori e volontari presso la Comunità di Trasta.
10 marzo: Presso l’Aula Magna di Scienze dell’Educazione si svolge il seminario conclusivo del progetto Equal “E-LE-CHANGE”, Aldo è uno dei relatori.
5 febbraio: Incontro del Comitato Tecnico/Scientif ico del Centro, all’ordine del giorno l’organizzazione del Convegno 2008.
13 marzo: Enrico è ospite della trasmissione “Rosi di sera” a Telecittà. Il tema è quello della diffusione della cocaina.
12 febbraio: Enrico e Don Fully incontrano il nuovo Prefetto di Genova, Dott.ssa Annamaria Cancellieri, per illustrarle la nostra realtà associativa.
22 marzo: A Trasta si festeggia la Pasqua con la S. Messa celebrata da Don Fully e cena per ragazzi e amici.
25-26 febbraio: A Pistoia si svolge un incontro della FICT, il Centro è rappresentato da Enrico, Paolo, Aldo e Marco Cafiero.
1 aprile: Enrico incontra i volontari del Centro presso le Cisterne in via Garbarino. 23 aprile: Assemblea della Cooperativa Centro di Solidarietà per approvazione del bilancio. 11 maggio: A Trasta, in occasione della festa della Mamma, verrà celebrata una Messa per festeggiare tutte le mamme e ricordare Bianca.
28 marzo: Enrico incontra il Dr. Romano nella sua nuova veste di Vicepresidente del Galliera per ipotizzare possibili sinergie.
Grazie per averci accompagnato tutto l’anno. Restate con noi anche nel 2008 IL CENTRO HA BISOGNO DI VOI. BASTANO 1.000 EURO ALL’ANNO PER SOSTENERE LE ATTIVITÀ DI PREVENZIONE E RECUPERO CHE IL CENTRO OFFRE ALLA CITTÀ DA PIÙ DI TRENT’ANNI. IL CONTRIBUTO È TOTALMENTE DEDUCIBILE. POTETE VERSARLO IN QUESTO MODO: BONIFICO BANCARIO A FAVORE “FONDAZIONE “CENTRO DI SOLIDARIETÀ ONLUS” ISTITUTO S. PAOLO IMI - SEDE DI GENOVA IBAN FONDAZIONE IT47 K030 6901 4001 0000 0060 830 CAUSALE “100 X CENT(R)O” Deducibilità per le imprese: Ai sensi art 13 Dlgs 4/12/97 n° 460 le offerte alle ONLUS sono deducibili dalla dichiarazione dei redditi fino ad un importo di € 2.065,83 annui o il 2% del reddito d’impresa, come documentazione è valida la ricevuta del bonifico bancario. 15