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Ceis Genova L'abbraccio n°48

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L’ABBRACCIO

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Rivista trimestrale di informazione del Centro Solidarietà Genova

16126 Genova - Via Asilo Garbarino, 9/B Telefono 010.25.46.01 - Fax 010.25.46.02.02 r.a. Direttore Responsabile: Silvano Balestreri Realizzazione e stampa: TotalPrint Genova S.r.l. N. 48 • 2° Trimestre 2007 - N. 2 del 2007 Prezzo 1, 00 euro Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 tariffa R.O.C. Poste Italiane S.p.A. sped abb. postale - D.L 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 N° 46) art 1 comma 1, DCB Genova


L’ABBRACCIO Dove possiamo incontrarci a Genova Rivista trimestrale di informazione spedita in abbonamento postale

Fassolo

Trasta

Direttore responsabile Silvano Balestreri Caporedattore Ramon Fresta In redazione Aldo Castello In copertina Il logo della campagna ONU contro le droghe, elaborazione grafica di Barbara Falcicchio Petrillo Disegni Luzzati, Piccardo e Reginaldo Foto Silvia Ambrosi, Ramon Fresta, Giorgio Raffo

Salita Cà dei Trenta, 28 - 16159 Genova Rivarolo Comunità Terapeutica Riabilitativa, Comunità di Reinserimento Sociale, Comunità semiresidenziale e residenziale di Accoglienza, Casa alloggio “La Tartaruga” per persone malate di Aids, “Castore e Polluce”, Auto Aiuto. Tel. 010.7404474

Via Asilo Garbarino, 6-9/B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.02.02 In questa sede sono offerti i servizi: Accoglienze notturne per tossicodipendenti “Casabella” e “Odissea”, accoglienza per minori stranieri “Il Centro adolescenti “In-Chiostro”, salita S. Maria Sestante”, Prevenzione, Inserimento disabili, di Castello 15; Lunedi mercoledì e venerdì dalle Direzione e uffici. 14.30 alle 18.30 Tel. 010.2468573 - 340.4821045

Centro città

Direzione e redazione Via Asilo Garbarino, 6 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.02.02

Siamo anche in tutta Italia

Impaginazione e stampa TotalPrint Arti Grafiche Genova S.r.l. Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 Sped. abb. postale 50% - Genova Periodico associato USPI

La nostra filosofia

• BOLZANO • BELLUNO

iamo qui perché non c’è alcun rifugio dove nasconderci da noi stessi.

S

• TRENTO • VARESE

VICENZA • TREVISO • • IVREA • VERONA • VENEZIA • MILANO • CREMONA • PADOVA • PIACENZA • TORINO • • MANTOVA VERCELLI • PARMA • REGGIO EMILIA • MODENA • BOLOGNA • RAVENNA

• AOSTA

Fino a quando una persona non confronta se stessa negli occhi e nei cuori degli altri, scappa.

• GENOVA

• SANREMO

• LA SPEZIA • PISTOIA • PRATO • FIRENZE

Fino a che non permette loro di condividere i suoi segreti, non ha scampo da questi.

• AREZZO • JESI

Chi siamo Dove siamo

• MUCCIA • SPOLETO

Timoroso di essere conosciuto né può conoscere se stesso né gli altri, sarà solo.

• ALBA ADRIATICA • PESCARA • VITERBO • ANGUILLARA • CIVITAVECCHIA

Via Asilo Garbarino, 6 B - 9 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.02.02

• ROMA • ANZIO • FORMIA • CASERTA

• BARI • AVELLINO

• GRAVINA

Enrico Costa Presidente • CAGLIARI

Paolo Merello Direttore Generale E-mail: csgenova@csgenova.org Pagina Web: http://www.csgenova.org

• COSENZA

• CATANZARO

Federazione Italiana Comunità Terapeutiche Tel. 06.66.16.66.68 Via Bravetta, 365 00164 Roma Presidente Egidio Smacchia

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• MESSINA • REGGIO CALABRIA

• CATANIA

Dove altro se non nei nostri punti comuni possiamo trovare un tale specchio? Qui insieme una persona può alla fine manifestarsi chiaramente a se stessa non come il gigante dei suoi sogni né il nano delle sue paure, ma come un uomo parte di un tutto con il suo contributo da offrire. Su questo terreno noi possiamo tutti mettere radici e crescere non più soli come nella morte, ma vivi a noi stessi e agli altri.


L’ABBRACCIO L’EDITORIALE

Difendere i giovani dalla droga è un investimento non un costo di Enrico Costa*

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i sono momenti in cui ho l’impressione che solo nella ricorrenza del 26 giugno, giornata mondiale dell’ONU contro la droga, ci sia una presa di coscienza generale sul fatto che le droghe siano ancora un elemento che pervade profondamente la nostra società. Un fenomeno che crea problemi e danni enormi a livello personale ma anche sociale, la manifestazione di un disagio che dagli anni settanta ad oggi si è evoluto, direi quasi che attualmente è più subdolo, meno visibile (moltissimi i dipendenti da sostanze che vivono apparentemente una vita normale) quindi- per questi motivi- molto più pericoloso. Quella di quest’anno sarà la ventesima edizione, lo slogan scelto per il 2007 è: “La droga ha il controllo sulla tua vita? La tua vita. La tua comunità. Non c’è posto per la droga!” Mi sembra si adatti perfettamente alla f ilosof ia di lavoro che abbiamo adottato al Centro, dove operiamo affinché la persona si affranchi dalla dipendenza e ritorni ad essere protagonista della sua vita e di quella della comunità sociale nella quale è inserito. La nostra Regione e la nostra città sono colpite in modo pesante dal fenomeno della droga, pochi giorni fa i carabinieri, facendo il punto sulle attività dello scorso anno, hanno detto che è triplicata la quantità di droga sequestrata nel 2006 rispetto al 2005; recentemente nel corso di un convegno sull’abuso di alcool è stato lanciato l’ennesimo grido di allarme sulla diffusione del consumo di sostanze alcoliche tra i giovanissi-

mi; infine basta girare per le strade della città per vedere quante persone con lo sguardo “perso” si incontrano e, soprattutto, il fatto che siano ricomparsi in modo evidente mucchi di siringhe negli angoli nascosti. Con questo panorama di riferimento noi siamo pronti a dare il nostro contributo di competenze, professionalità e metodologico, a mettere a disposizione le nostre case per accogliere tutti coloro che ne faranno richiesta. Ma la nostra volontà è troppo spesso vanificata da un muro invalicabile: la sempre maggiore carenza di risorse! Sono convinto che il comparto dei servizi per le dipendenze vada ripensato alla luce dei dati attuali. Oggi occorrono interventi sempre più specifici, ad alta specializzazione; il danno psichiatrico è sempre più presente e prevede l’impiego di figure professionali- psichiatri e infermieri professionali- che fanno lievitare ancora di più i costi se si vuole continuare a dare un servizio di qualità. La gestione deve vedere coinvolti tutti i soggetti che già interagiscono in modo non codificato- Enti Locali, Dipartimento delle Dipendenze, Prefettura, UEPE, Terzo Settorein una ideale cabina di regia unica dove si discuta dei problemi contingenti e si elaborino insieme le strategie più adatte per affrontare tali emergenze. A proposito di Enti Locali, approfitto di questo spazio per rinnovare l’invito ai neo- eletti Sindaco di Genova e Presidente della Provincia, affinché si impegnino a destinare risorse adeguate su materie

quali la prevenzione al disagio dei giovani, la formazione professionale per fasce deboli e il reinserimento lavorativo delle persone che risolvono i loro problemi di dipendenza. Questo ultimo tema in particolare è importante perché riuscire ad offrire concrete prospettive per un reinserimento completo e definitivo possa essere uno stimolo ed una ulteriore motivazione per affrontare con impegno e serenità il percorso riabilitativo che stanno affrontando. Sono fermamente convinto che vada cambiata l’ottica con cui si affrontano queste tematiche: basta parlare di “costi” ma iniziare a vedere queste risorse impegnate come “investimenti in qualità della vita della nostra comunità”! D’altra parte investire sulla prevenzione vuol dire salvaguardare il futuro della società intera perché i giovani di oggi sono i futuri genitori e dirigenti di domani; l’investimento in formazione e in percorsi virtuosi di reinserimento lavorativo e sociale, permette -a fronte di una spesa iniziale- di riguadagnare alla società risorse produttive che termineranno di essere un costo per diventare (come recita la nostra filosofia) persone in grado di fornire il loro contributo alla comunità. Rinnovo la nostra disponibilità ed un invito alle Istituzioni ad incontraci per discutere insieme come pianificare, nel rispetto delle diverse competenze, le future azioni da compiere. *Presidente Centro di Solidarietà di Genova 3


L’ABBRACCIO INTERVISTA A LEOPOLDO GROSSO

La consulta in prima linea nella lotta alle tossicodipendenze di Ramon Fresta

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l Ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero, ha nominato lo scorso anno una Consulta degli operatori delle tossicodipendenze con compiti di consulenza tecnica; Leopoldo Grosso è il coordinatore di questo organismo. Cogliendo l’occasione della giornata indetta dall’ONU contro la droga, gli abbiamo fatto una intervista per conoscere meglio l’evoluzione del lavoro della Consulta.

A quasi un anno di distanza dal decreto di nomina della Consulta, qual è il primo bilancio che puoi fare? “All’inizio si è trattato di costruire il Ministero ed in particolare la Direzione “droghe” all’interno del Ministero della solidarietà sociale. Lo “spacchettamento” è una pro-

cedura burocratica che, a distanza di oltre un anno, non è ancora terminata. La scelta di eliminare il Dipartimento alla diretta dipendenza della Presidenza del Consiglio è stata dettata dall’esigenza di “normalizzare” l’approccio, riconducendolo da una situazione di eccezionalità in cui per forza di

cose rischiavano di prevalere gli aspetti di ordine pubblico su quelli della problematica sociale. L’accentramento aveva di fatto scalzato competenze a molti Ministeri e ridotto la motivazione. Certo il coordinamento della politica di contrasto alle droghe (11 sono i Ministero coinvolti ed interessati, pur a diverso titolo) è una sfida difficile, ma l’unica che risveglia protagonismo e crea maggiori risorse. Per cui in questo primo anno si è trattato di mettere in moto e cercare di far funzionare la macchina, per di più zavorrata da alcune pesanti inadempienze della precedente amministrazione (prima fra tutte l’insolvenza nei confronti dell’Unione europea della consegna del piano nazionale di lotta alla droga: un ritardo di 4 anni!). In particolare si è investito molto sulla ricostruzione degli organi partecipativi: la Consulta degli esperti è stata riportata a 70 componenti, così come prescritto dalla legge 309; si è ridato fiato al

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L’ABBRACCIO INTERVISTA A LEOPOLDO GROSSO

Comitato scientifico. Si è intrecciato il confronto tra i diversi Ministeri, in primo luogo il Ministero della Salute e l’Istruzione. Si è rimesso in piedi un lavoro sistematico di confronto con le Regioni ed insieme ad esse è iniziata la prima scrittura del Piano d’azione nazionale. Si sono destinati i fondi residui 2006 sull’indulto ( accoglienze abitative), sui “giovani, la notte e le sostanze”, su immigrazione e dipendenza”, su il progetto di prevenzione con le Consulte studentesche giovanili. La Consulta si suddivisa in 7 gruppi di lavoro e, per creare sinergie interministeriali ha accolto i componenti della Commissione dipendenze del Ministero della Salute oltre ad una significativa rappresentanza di funzionari regionali”. La Consulta è un organo tecnico di consulenza, quanto riesce a incidere sulle politiche di settore? “Certo la Consulta risponde alle domande del Ministro, ma ha soprattutto il compito di fare proposte, segnalare disfunzioni nel sistema dei servizi e suggerire indicazioni per correggerle. Le sette sezioni di lavoro ( prevenzione universale, prevenzione selettiva, trattamenti, sistema dei servizi, sistema penale e carcere, inserimenti sociali e piani di zona, riduzione del danno) si sono dotate di un programma di analisi con l’obiettivo di creare una documentazione di proposta che costituirà l’ossatura della V Conferenza nazionale sulla droga che si intende tenere entro la primavera del 2008. La possibilità di incidere sulle politiche del settore è direttamente proporzionale alla qualità delle proposte ed all’unità della voce degli operatori e degli esperti che le formulano. Su un terreno

dove regnano la confusione delle informazioni e infuria un dibattito ideologico strumentale, l’unità della voce dei tecnici che individuano proposte sulla base di esperienze condivise e sull’evidenza scientifica dei risultati ottenuti, è lo strumento più forte per far andare avanti le cose, che ormai da troppo tempo sono in fase di stallo o in regressione pericolosa. Il sistema dei servizi è oggi in sofferenza”. Che puoi dirmi a proposito del Piano di azione nazionale sulle droghe? “Rispetto al Piano d’azione nazionale, che spero venga approvato dalla Conferenza Stato- Regioni entro l’anno (la prima bozza da sottoporre a consultazioni sarà presumibilmente pronta entro l’estate) è uno strumento, se non decisivo, sicuramente importante, perché le singole Regioni ne rice-

veranno uno stimolo notevolissimo a creare a loro volta i piani di azioni regionali sulle droghe che se non avranno un valore vincolante come dovrebbero avere costituiranno comunque un punto di riferimento imprescindibile per il confronto, tra lo stato e le regioni, tra le regioni stesse, tra le regioni e la società civile.Il piano di azione ha caratteristiche (così l’ha voluto l’Unione Europea) di marcata pragmaticità e come usa dire il mio collega amico Maurizio Coletti “lì bisogna dire quello che si fa e fare quello che si dice”, con stringenti parametri di valutazione. Penso che la realizzazione dei piani regionali possa contribuire a farci fare un passo avanti nel potenziamento e nella integrazione del sistema dei servizi. Il Ministero della solidarietà sociale ha previsto un finanziamento specifico per il monitoraggio e la valutazione”.

Il Ministero della Solidarietà Sociale coordina le politiche sulle dipendenze con il concorso del Ministero della Salute, dell’Interno, degli Affari Esteri, della Pubblica Istruzione, del Lavoro e della Previdenza Sociale, della Giustizia, della Difesa. Ogni tre anni, nell’ambito della lotta agli stupefacenti, il Ministro indice una Conferenza Nazionale, per valutare l’andamento del fenomeno e l’efficacia degli interventi, le modifiche da apportare alle politiche ed alla legislazione stessa. Il Governo, in concerto con le raccomandazioni del Parlamento europeo, fonda la politica sulle droghe e le dipendenze sui cosiddetti quattro pilastri: contrasto al narcotraff ico ed all’offerta illegale di stupefacenti; prevenzione e riduzione della domanda; cura e riabilitazione; riduzione del danno. Le dipendenze non riguardano solo i comportamenti di assunzione delle droghe legali e illegali, ma anche, i comportamenti dopanti ed il gioco d’azzardo patologico. Ogni anno viene redatta la relazione al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, con il compito di fornire i dati del fenomeno e riferire degli interventi effettuati. L’attuale collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche consente di condurre indagini sistematiche ed in particolare sul fenomeno del consumo in età giovanile (Indagine Espad). Il Ministro si avvale di organismi tecnici di consulenza: la Consulta degli esperti e degli operatori sociali sulle tossicodipendenze, formata da settanta esperti, studiosi ed operatori del settore, ha il compito di elaborare proposte di intervento. 5


L’ABBRACCIO INTERVISTA A LEOPOLDO GROSSO

Credi che sia possibile far capire ai non addetti ai lavori, quindi anche ai politici, che le dipendenze hanno “costi sociali” altissimi, quindi potenziare gli investimenti per la prevenzione alla fine è un risparmio e non un costo? “Il discorso sui costi comparati è difficile da portare avanti ma indispensabile. È tanto difficile quanto riuscire a spostare l’allocazione di spesa da un capitolo di bilancio all’altro. Tuttavia le esperienze internazionali, soprattutto nordeuropee ci aiutano in questa direzione, In altri paesi sono più avanti nella programmazione economica trasversale, per cui da un investimento in un settore si è consapevoli che la ricaduta maggiore in termini di benefici potrebbe essere in altri settori. Allo stesso modo bisogna imparare ad essere lungimiranti. Investire di più oggi in ambiti strategici consente un risparmio 10 volte superiori domani. Domani, non dopodomani. Ma la logica a compartimenti stagni non aiuta. Né aiuta il fatto che un manager o un assessore venga valutato solo sulle iniziative

Il ministro Paolo Ferrero 6

a breve, per cui rischia di prevalere l’investimento più effimero, ma a più alta e veloce visibilità che non l’investimento invisibile di lungo periodo. Si è iniziato. Nella relazione al Parlamento di questi ultimi due anni il CNR ha presentato interessantissime analisi di costi comparati, cercando di dimostrare il risparmio con l’investimento su alcune voci di bilancio, prima fra tutte la prevenzione, sia primaria che secondaria che terziaria”. Ho sentito che forse slitterà la data della conferenza sulle dipendenze che era prevista per fine anno, questo permetterà un maggior coinvolgimento delle Associazioni territoriali nella preparazione della stessa? Come procede la preparazione? “La Conferenza nazionale è stata prevista per l’inizio del 2008 per due ordini di motivi. Il primo è la triennalità della Conferenza così come previsto dalla legge 309, che prevede un finanziamento ad hoc ogni tre anni. Ed una Conferenza nazionale costa. Il secondo motivo è che, per dar respiro ai lavori della Consulta e per fare in modo che a livello regionale ed interregionale si possa aprire un dibattito con la società civile secondo le indicazioni del “green paper” dell’Unione Europea, coinvolgimento su cui si insiste particolarmente e sul quale concordiamo, ci vuole il tempo necessario, Vorremmo che la Conferenza fosse preceduta da incontri “pre-conferenziali sia territoriali che tematici, per validare ulteriormente le proposte della stessa Consulta. Ma non solo. Se il consumo delle sostanze psicoattive di varia natura, legali ed illegali, coinvolge in Itali milioni di persone, è impensabile che un

problema di tal fatta sia delegabile ai tecnici ed ai loro servizi senza una sensibilizzazione e lo stimolo ad una cittadinanza attiva su questi temi”. Dopo le iniziali dichiarazioni del Governo e alcuni interventi legati a fatti di cronaca, c’è l’impressione che il dibattito politico sia arenato sul mantenimento di aspetti ideologici, è veramente così o ci sono sviluppi diversi? “Il dibattito poliitico non è facile, non solo tra maggioranza ed opposizione per cui è evidente l’impossibilità di un accordo bipartisan stante il prevalere della strumentalizzazione della questione a fini elettorali. Giocare la carta della paura può essere vincente nell’opinione pubblica, ma non fa un buon servizio al paese. Anche all’interno della maggioranza le opinioni sono diverse, ma ragionevolmente diverse, Si è aperto un dibattito a partire dal programma elettorale dell’Unione, sufficientemente chiaro al proposito. Mi sembra di cogliere un buon accordo su alcuni punti quale la decriminalizzazione del consumo personale, l’aumento delle opportunità di fruire di pene alternative alla carcerazione per i percorsi riabilitativi, la prevenzione. Rimangono alcuni punti su cui trovare ancora una soluzione comune, quali la questione delle sanzioni amministrative, le sperimentazioni, la questione della prerogativa della certificazione dello stato di dipendenza al servizio pubblico. Spero fermamente che si possa trovare un accordo all’interno di un progetto di legge delega che lascerà spazio alla Conferenza nazionale per recepire le proposte della Consulta sul disegno del sistema dei servizi”.


L’ABBRACCIO MESSAGGIO DEL SEGRETARIO DELLE NAZIONI UNITE

Il monito dell’ONU:

NON LASCIARTI DOMINARE DALLA DROGA! I

l 26 giugno, giornata mondiale contro l’abuso e il traffico illecito di stupefacenti, il segretario generale dell’ONU Ban Kimoon (nella foto) ha detto:

“Il problema del consumo di droga può essere prevenuto, affrontato e controllato. La sfida principale, per quanto riguarda il controllo internazionale delle droghe, è rappresentata dalla riduzione della domanda, anche se permane la necessità di intensificare gli sforzi per ridurre l’offerta, aiutando i coltivatori nella ricerca di alternative legali e praticabili alle coltiva-

zioni illecite e sostenendo l’azione delle forze dell’ordine impegnate nelle attività di sequestro di stupefacenti. La riduzione della domanda, comunque, potrebbe indebolire l’offerta nella sua ragione d’essere e disincentivare il narcotraffico. La lotta contro il consumo di stupefacenti è un impegno collettivo e necessita di una leadership politica adeguata e di sufficienti risorse, specialmente per la creazione di maggiori e migliori strutture terapeutiche. Richiede, inoltre, il coinvolgimento dei genitori, degli insegnanti e degli operatori sociosanitari, nonché il contributo attivo dei media e delle autorità giudiziarie. È necessario che tutti i settori della società uniscano le proprie forze e dedichino particolare attenzione ai soggetti più vulnerabili, maggiormente esposti al pericolo della droga a causa della loro situazione personale o familiare, o ai soggetti che già fanno uso di droghe. La nostra missione è porre loro stessi, e non la droga,

al timone della propria vita. Questo significa offrire ai giovani solidi principi, opportunità di lavoro e la possibilità di impegnarsi in attività che li aiutino a progettare la loro vita, attribuendole signif icato e valore. Signif ica anche sostenere l’impegno dei genitori nel loro ruolo affettivo e di guida e tendere una mano agli emarginati, assicurando loro l’assistenza necessaria per affrontare i problemi comportamentali, psicologici e medici. In breve, significa offrire ragioni di speranza. Una terapia efficace è essenziale per coloro che lottano contro la tossicodipendenza. Il consumo di droga è un fenomeno che deve essere pertanto affrontato sul piano della concretezza, non dell’ideologia. Esorto perciò gli Stati membri a prestare maggiore attenzione alla diagnosi precoce, ad attivarsi maggiormente per prevenire la diffusione delle malattie “in particolare l’AIDS e l’epatite” correlate al consumo di droga, e a integrare i programmi di trattamento nel sistema della sanità pubblica e dei servizi sociali. Il consumo di stupefacenti provoca angoscia e tormento negli individui e nei loro cari, annienta la struttura dell’essere umano, della famiglia e della società ed è pertanto un problema che ciascuno di noi deve fare proprio. In occasione di questa Giornata Internazionale, facciamo in modo di garantire che non ci sia più posto per la droga nella nostra vita e nella nostra comunità”. 7


L’ABBRACCIO LA CAMPAGNA DELL’ONU

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L’ABBRACCIO LA CAMPAGNA DELL’ONU

La grande sfida dei prossimi tre anni liberare 200 milioni di schiavi dalle catene della dipendenza

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a droga ha il controllo sulla tua vita? La tua vita. La tua comunità. Non c’è posto per la droga è il tema della campagna contro la droga dell’UNODC che è stata lanciata il 26 giugno in occasione della Giornata internazionale contro il consumo e il traffico illecito di droga. Lo slogan, che sarà utilizzato per tre anni, nel 2007 ha un focus particolare sull’abuso di droga, nel 2008 sulla coltivazione e produzione di droga, e nel 2009 sul traffico illecito di droga. Nessun individuo, famiglia o comunità è al sicuro laddove le droghe illegali prendono il controllo. Le droghe infatti possono controllare il corpo e la mente dei consumatori, i cartelli della droga possono controllare i coltivatori, e il traffico illecito e il crimine possono controllare le comunità. Con questa campagna, l’UNODC intende accrescere la consapevolezza pubblica che la questione delle droghe illecite rappresenta per la società un importante problema. Lo scopo della campagna è di stimolare le persone e mobilitarne il supporto. Lo slogan per la campagna è flessibile e possono essere usate variazioni per adattarlo ai diversi contesti. Tipi di droga sotto controllo internazionale L’UNODC e la sua campagna prendono in considerazione solo le droghe sottoposte a controllo, come specificato nei tre trattati multilaterali sulla droga che formano l’ossatura del sistema inter-

nazionale del controllo della droga. Queste droghe illegali includono anfetamine- tipo stimolanti (ATS), coca/cocaina, cannabis, allucinogeni, oppiacei e sedativi ipnotici. Quasi 200 milioni di persone fanno uso di queste droghe in tutto il mondo. Cannabis - marijuana, hashish e THC sono ai primi posti con 162 milioni di consumatori. ATS - anfetamine, metanfetamine, ecstasy, metcatinone - seguono con 35 milioni di consumatori. Complessivamente, circa 16 milioni di persone usano sedativi-oppio, morfina, eroina, narcotici sintetici- e circa 13 milioni di persone usano cocaina. L’uso di cocaina in Europa Occidentale è un dato particolarmente preoccupante, dal momento che il suo consumo sta raggiungendo livelli allarmanti. La cannabis, coltivata e consumata in tutto il mondo, sta cambiando.

in Afghanistan, il primo produttore mondiale di oppio, sono i più alti ovunque. Anche l’uso di ATS in Asia costituisce un problema. La sessione speciale dell’Assemblea Generale sul problema mondiale della droga del 1998 Quasi 10 anni fa l’Assemblea Generale ha adottato una dichiarazione politica sul problema mondiale della droga che asserisce quanto segue: “Le droghe distruggono vite e intere comunità, mettono a repentaglio lo sviluppo umano sosteni-

La potenza della droga è cresciuta negli ultimi anni e ci sono indicazioni che i rischi per la salute mentale in relazione all’uso della cannabis siano stati sottostimati. I livelli di uso di narcotici lungo le vie del traffico che hanno origine

la risorsa più preziosa del mondo”. L’abuso, la produzione e il traffico di droga, erano considerate allora come oggi come aree chiave da contrastare nella lotta contro le droghe illecite.

bile e generano criminalità. Le droghe colpiscono tutti i settori della società in tutti i paesi; in particolare, l’abuso di droga colpisce la libertà e lo sviluppo dei giovani,

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L’ABBRACCIO VITA DEL CENTRO

Il Centro ha bisogno di voi Ecco come potete aiutarci

L

a anni abbiamo diversificato il nostro servizio per rispondere alle esigenze nuove del territorio: ci occupiamo di persone con AIDS, di altre che hanno una patologia psichiatrica unita all’uso di sostanze, abbiamo due accoglienze notturne per tossicodipendenti senza fissa dimora gestite in stretta collaborazione con la ASL ed il Comune, abbiamo aperto un centro diurno per adolescenti per combattere situazioni di disagio giovanile. Continuiamo a portare avanti il nostro progetto riabilitativo basato sul “Progetto Uomo” che- ad oggi- ha permesso a più di 800 giovani di reinserirsi a pieno titolo nella società. Nel 2003, inoltre, è nata la Fondazione “Centro di Solidarietà ONLUS” per dare un sostegno sia

in termini valoriali, sia per sostenerlo economicamente attraverso la raccolta fondi, lasciti e donazioni. Per proseguire nella nostra opera abbiamo bisogno di aiuto, di persone che prestino opera di volontariato ma anche di aiuti economici. Chi volesse donarci un po’ del proprio tempo può telefonare allo 010 254601 e chiedere del settore volontari per informazioni e un primo appuntamento. Per chi volesse aiutarci economicamente esistono diverse possibilità: si può diventare “Amici del Centro” con un versamento minimo annuo di 30 euro sul C.C.P. N° 22030167, riceverete la rivista L’Abbraccio che vi aggiornerà sulle attività del Centro. Le aziende possono partecipare al progetto “cento x il cent(r)o”, sce-

gliendo così di investire nel sociale per aiutarci nella nostra attività di miglioramento della qualità della vita del nostro territorio. Il Centro pubblicizzerà il loro aiuto attraverso la pubblicazione sul sito web e saranno presenti alle manifestazioni organizzate dal Centro con presenza di autorità. Le aziende potranno pubblicizzare tale adesione nei modi che riterranno più opportuni. Si richiede un contributo continuativo di 1000 euro annui interamente deducibili. Per questa iniziativa si può utilizzare il C.C.B. N° 60830 Banca Intesa - S.Paolo sede di Genova ABI 1025 CAB 1400 CIN W intestato alla Fondazione “Centro di Solidarietà ONLUS”. Si può anche destinare il 5 per mille dell’IRPEF al Centro. Non costa nulla: perché si tratta di una percentuale dell’IRPEF che altrimenti andrebbe allo Stato. È suff iciente indicare il nostro codice f iscale 95080550106 e apporre la propria firma.

Grazie per averci accompagnato fino ad oggi. Continuate a restare con noi BASTANO 1.000 EURO ALL’ANNO PER SOSTENERE LE ATTIVITÀ DI PREVENZIONE E RECUPERO CHE IL CENTRO OFFRE ALLA CITTÀ DA PIÙ DI TRENT’ANNI. IL CONTRIBUTO È TOTALMENTE DEDUCIBILE. POTETE VERSARLO IN QUESTO MODO: BONIFICO BANCARIO A FAVORE FONDAZIONE “CENTRO DI SOLIDARIETÀ ONLUS” BANCA INTESA/SAN PAOLO - SEDE DI GENOVA C/C N° 60830 ABI 1025 CAB 1400 - CAUSALE “100 X CENT(R)O” Deducibilità per le imprese: Ai sensi art 13 Dlgs 4/12/97 n° 460 le offerte alle ONLUS sono deducibili dalla dichiarazione dei redditi fino ad un importo di € 2.065, 83 annui o il 2% del reddito d’impresa, come documentazione è valida la ricevuta del bonifico bancario. 10


L’ABBRACCIO VITA DEL CENTRO

Cronaca di una serata particolare a Trasta... con la magia della musica di Vittorio De Scalzi di Ramon Fresta

U

na sera di aprile, negli uffici della ditta di Enrico, ci incontriamo Bernadette, Enrico, Luigi, Paolo, Stella ed io per ragionare sulla possibilità di organizzare un evento musicale a favore del Centro. Valutiamo diverse ipotesi e mettiamo in gioco le conoscenze personali che abbiamo. Il risultato finale è che Stella cercherà di contattare Vittorio De Scalzi per capire se fosse disponibile a fare questo per noi. Dopo qualche giorno Stella mi telefona, mi dice che lo ha sentito e gli ha accennato della cosa, mi lascia il suo recapito e mi dice di contattarlo e fissare un appuntamento. Detto fatto, ci vediamo una sera a Quarto! Sorseggiando un aperitivo in riva al mare, Enrico, Paolo, Stella e il sottoscritto, gli raccontiamo in dettaglio chi è e cosa fa il Centro di Solidarietà e quale è il nostro progetto di un evento musicale. A Vittorio la cosa piace ed offre immediatamente la sua disponibilità per un concerto in Comunità riservato ai ragazzi, volontari ed operatori, aggiunge che verrà con un flautista- Edmondo Romano- il nodo è quello di trovare gli incastri giusti. Ci sentiamo ancora parecchie volte telefonicamente, ci incontriamo in due occasioni: quando lui ed il fratello Aldo sono premiati dal Sampdoria club CARIGE, e nella stupenda cornice di Boccadasse quando lui suona la sera del tributo a Fernanda Pivano, in quella circostanza decidiamo la data: martedì 19 giugno è il giorno

buono. Tra mille contrattempi (i momenti difficili in Comunità non mancano mai…), ci attiviamo per avere la strumentazione necessaria, invitare qualche amico e organizzare un piccolo buffet. Vittorio e Edmondo arrivano nel tardo pomeriggio per fare il check dell’impianto e le ultime verifiche; verso le 20.00 si passa al buffet: i ragazzi della C.T., come al solito stupendi, hanno preparato un trionfo di pizza e focacce da fare invidia alle serate gastronomiche recchesi, si mangia in allegria e poi tutti fuori in giardino perché è finalmente l’ora della musica! La serata è molto piacevole, la musica spazia dai primi pezzi dei

New-Trolls all’anteprima del prossimo CD di Vittorio, nel mezzo pezzi di De Andrè e altri pezzi più recenti dei New- Trolls in cui tutto il pubblico canta insieme ai due ospiti. Per me è stato un bel tuffo nel passato quando frequentavo lo “Studio G” e quando i miei amici suonavano in giro per la Liguria le cover di Vittorio, Nico & C. e anche altre persone tra il pubblico sono stati piacevolmente riportati a qualche anno fa. La serata è terminata con l’augurio che possa ripetersi e con l’impegno di Enrico e Vittorio a studiare la possibilità di un evento che riesca a dare anche un ritorno in termini di raccolta fondi per il Centro.

Vittorio De Scalzi alla chitarra accompagnato dal flauto di Edmondo Romano 11


L’ABBRACCIO VITA DEL CENTRO

Ha fondato i mitici New Trolls e ha cantato con i più grandi artisti Vittorio De Scalzi nel 1998 decide di percorrere nuove esperienze musicali più intriganti e più colte. Abbandonando temporaneamente il progetto “New Trolls”, riprende, con l’orchestra filarmonica di Torino diretta dal maestro Salvi, la formula del Concerto Grosso e incide dal vivo (2000/2001) un CD carico di contenuti storici ed emotivi. Di seguito, il poliedrico De Scalzi, porta nei teatri e nei circuiti culturali, la sua esperienza musicale maturata con Fabrizio De Andrè denominandola “ Il Suonatore Jones”. Vittorio De Scalzi è un artista che ha lasciato un segno importante nel panorama musicale italiano. Il suo primo lavoro risale al 1966, si tratta di un disco realizzato per la “ARC”, dal titolo “Vietato ai minori di 18 anni”. Con i “Trolls” si impone con un 45 giri “Dietro la nebbia” che scala le classifiche. Nel 1967 De Scalzi fonda i New Trolls, e getta le basi per una lunga carriera dettata dall’originalità dei brani, evitando di proporre cover di artisti stranieri in voga all’epoca. Nello stesso anno insieme ai suoi compagni apre i concerti della tournèe italiana dei

Rolling Stones e suona in session, rimaste negli annali con artisti internazionali del calibro di Stevie Wonder. Contemporaneamente si impegna nel lavoro di ricerca sulla musica popolare genovese, scrivendo in quegli anni canzoni dialettali che fanno tutt’ora parte del patrimonio culturale e popolare della sua amata Genova. Insieme a Mannerini e a Fabrizio De Andrè, Vittorio e i New Trolls, incidono il loro primo L.P., “Senza orario Senza bandiera”: Riccardo Mannerini scrive le poesie, De Andrè le arrangia, nasce così il primo esperimento di “concept album” italiano. Vittorio De Scalzi è autore di tutte le canzoni dei New Trolls (da: “Visioni”, “Una miniera”, … a “Quella carezza della sera”). Ha scritto canzoni per Mina e Ornella Vanoni. Tra i brani scritti per altri interpreti, spiccano quelli contenuti nell’album: “Tutti i brividi del mondo” di Anna Oxa. Nella sua lunga carriera, è presente a ben otto Festival di S. Remo. Vorremmo sottolineare la partecipazione del 1996, in coppia con Umberto Bindi, dove De Scalzi, con i New Trolls, interpreta la canzone “Letti” di cui è autore insieme con Renato Zero e lo stesso Bindi.

V i a P. P a s t o r i n o 1 8 6 r. - 1 6 1 6 2 G e n o v a - Te l . 0 1 0 . 7 4 . 1 5 . 0 5 4 - F a x 0 1 0 . 7 4 . 1 6 . 2 8 1 i n f o @ t o t a l p r i n t . i t - w w w. t o t a l p r i n t . i t 12


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L’impegno del sindaco e il sostegno di Musso

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accia a faccia a distanza tra il candidato sindaco dell’Unione e del Centro Destra a Trasta. Durante la campagna elettorale per il voto amministrativo Marta Vincenzi ed Enrico Musso si sono confrontati davanti ai ragazzi, agli operatori e ai volontari del Centro di Solidarietà. Anche Alessandro Repetto, confermato presidente della Provincia di Genova, ha voluto incontrare la nostra realtà. Tutti questi incontri sono stati voluti per far conoscere meglio i bisogni del disagio sociale e come il Centro li affronta. I leader di entrambi gli schieramenti hanno assicurato piena adesione e sostegno al nostro programma di recupero. Marta Vincenzi, eletta sindaco al primo turno, ha voluto incontrare di nuovo, questa volta nelle vesti di primo cittadino, nel suo ufficio a Palazzo Tursi, il presidente del

Il presidente Alessandro Repetto

Il sindaco Marta Vincenzi con il presidente del Centro di Solidarietà Enrico Costa

Centro, Enrico Costa e una delegazione. In questa occasione il sindaco Vincenzi ha ribadito il suo impegno a sostegno del Centro. Il dibattito è stato incentrato sui temi della prevenzione, della formazione professionale e del reinserimento nel mondo del lavoro. Enrico Costa ha ribadito che l’im-

pegno contro le tossicodipendenze non deve essere considerato un costo sociale ma piuttosto un investimento sul futuro dei giovani e sulla qualità della vita. I ragazzi del Centro sono rimasti soddisfatti dall’opportunità del confronto con i protagonisti della vita politica genovese.

Enrico Musso candidato sindaco del Centro Destra durante l’incontro a Trasta 13


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La festa della mamma nel ricordo di Bianca Costa

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omenica 13 maggio è stato un giorno particolare alla comunità di Trasta. I ragazzi e gli ospiti del Centro hanno festeggiato la mamma. È stato un incontro di gioia e di emozione. Come per incanto tutte le tensioni e gli scambi di accusa di chi fosse la colpa o del figlio o della mamma ad aver facilitato l’uso della droga sono svaniti in un sincero e liberatorio abbraccio. Enrico Costa, presidente del Centro di Solidarietà di

Genova, ha voluto che questa gionata particolare fosse vissuta nel ricordo di sua mamma, Bianca Costa, fondatrice ma soprattutto mamma del Centro. Dopo la cerimonia religiosa, celebrata da Don Fully nella Cappella della Comunità, i ragazzi si sono incontrati con le loro mamme e anche i papà. Il tutto rallegrato da un ricco buffet e dalla musica suonata da ragazzi del Centro e le canzoni interpretate da Stella Rinaldi.

Il calore dell’abbraccio di Bianca Costa, mamma del Centro di Solidarietà 14

La festa della mamma è una ricorrenza civile diffusa in tutto il mondo. In Italia cadeva regolarmente l’8 maggio, fin quando non si decise di fissarla alla seconda domenica di maggio. Costituisce una festa molto antica, legata al culto delle divinità della fertilità degli antichi popoli politeisti, che veniva celebrato proprio nel periodo dell’anno in cui il passaggio della natura dal freddo e statico inverno al pieno dell’estate dei profumi e dei colori (e della prosperità nelle antiche civilità contadine) era più evidente. Con l’andare del tempo questa festività dal tono religioso si è evoluta in festa, talvolta anche in sagra. Negli Stati Uniti nel maggio 1870, Julia Ward Howe, attivista pacifista e abolizionista (della schiavitù), propose di fatto l’istituzione del Mother’s Day (Giorno della madre), come momento di riflessione contro la guerra. Fu ufficializzata nel 1914 dal presidente Woodrow Wilson con la delibera del Congresso di festeggiarla la seconda domenica di maggio, come espressione pubblica di amore e gratitudine per le madri e speranza per la pace. La festa si è diffusa in molti Paesi del mondo, ma cambiano le date in cui è festeggiata. In Italia fu celebrata per la prima volta nel 1957 da don Otello Migliosi ad Assisi, nel piccolo borgo di Tordibetto di cui era parroco. Migliosi la celebrò la seconda domenica di Maggio.


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Calendario 4 maggio: Assemblea dei Presidenti della FICT a Roma, per il Centro partecipano Enrico e Aldo. 9 maggio: Riunione del Comitato Tecnico/Scientifico del Centro in preparazione del futuro Convegno d’autunno. 11 maggio: Anna Peragallo è una delle relatrici al convegno organizzato dalla rete tematica doppia diagnosi della FICT; l’incontrodal titolo “Doppia Diagnosi, Comunità Terapeutica… e dopo…?” si tiene a Bolzano. 13 maggio: a Trasta si festeggia la

ricor renza della festa della mamma, ricordando Bianca Costa. 16 maggio: Alla Comunità di Trasta si svolge un incontro con Marta Vincenzi e Alessandro Repetto, candidati dell’Unione alle Elezioni Amministrative. 22 maggio: Enrico Musso, candidato sindaco per la Casa delle Libertà, incontra ragazzi, operatori e volontari del Centro nella Comunità di Trasta. 13 giugno: Enrico C. è intervistato da Telecity sulla situazione della tossicodipendenza a Genova. 19 giugno: Serata musicale a Trasta con Vittorio De Scalzi e Edmondo Romano

26 giugno: Enrico è ospite del TG-Regionale in occasione della XX giornata mondiale contro la droga indetta dall’ONU.

Agenda 9 settembre: a Trasta si svolgerà “CASA APERTA”, l’incontro annuale della Comunità con parenti, amici e il territorio. 18 ottobre: il Centro organizza a Genova il Convegno “I danni della droga: riflessioni e proposte”.

Uso, abuso, dipendenza e scenari futuri Il Direttore Generale del Centro di Solidarietà di Genova, Paolo Merello, è stato tra i relatori del Convegno “Uso, abuso, dipendenza tra scenari attuali e ipotesi future” che si è svolto venerdì 29 giugno a Genova. Il convegno è stato promosso da Federserd, la Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze. Il Direttore Merello ha focalizzato il suo intervento sulla funzione educativa e riabilitiativa del sistema, illustrando l’esperienza e i successi ottenuti dai programmi di recupero del Centro di Solidarietà. Nel corso del convegno la Federazione italiana degli operatori ha ribadito come la dipendenza da sostanze pesi come un macigno sul nostro Paese e vada a colpire un eleva-

tissimo numero di famiglie, che spesso si sgretolano all’impatto con una forza così dirompente. Contemporaneamente essa si ripercuote su numerosi aspetti della vita sociale nazionale allorquando l’uso patologico delle diverse sostanze impatta con la necessità di procurarsele in ogni modo e ad ogni costo: cittadini, forze dell’ordine, carceri, ospedali, settori dell’economia sono avvolti dai tentacoli di questo mondo e se ne trovano addosso dolorose conseguenze. Un’indagine realizzata da Cittadinanzattiva/Tribunale per i Diritti del Malato, dice che i Ser.T. fanno molto, con la abnegazione e la grande professionalità degli operatori, per curare i malati di droghe in Italia. Inoltre negli ultimi 15 anni si è

assistito ad un costante, progressivo incremento del rapporto utenti/operatori a testimonianza dello straordinario impegno dei professionisti dei Ser.T. in Italia. Le indagini epidemiologiche ed il volume dei sequestri di sostanze illecite sul territorio nazionale mostrano in modo evidente che i bisogni espressi e soprattutto quelli inespressi per la mancanza di offerta delle necessarie tipologie di intervento lasciano senza cura il 50% degli eroinomani ed il 90% dei cocainomani. Basta considerare che l’accesso alle terapie con metadone ad esempio riduce, secondo gli studi scientif ici, il rischio di morte di un dipendente da eroina di ben 5.25 volte per comprendere come la mancanza di cure danneggi i malati e la società. 15


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