L’ABBRACCIO n105 Rivista trimestrale di informazione del CEIS Genova
2022
Il Clima
Il Cima Editoriale di S.E Cardinale Angelo Bagnasco ........................................................... 3
La sfida ambientale: il coraggio di chi guarda al futuro di Graziano Delrio ........................................................... 5
Quale energia per un futuro sostenibile? di Antonella Caroli ........................................................... 7
L’attenzione ai cambiamenti climatici, la cura dell’ambiente naturale, la cura per la dignità umana specialmente per le persone più fragili sono temi certamente legati da una intima relazione che Papa Francesco ha denominato “ecologia integrale “Sì è proprio così… tutto nel nostro mondo è intimamente connesso. Prendersi cura della nostra “Casa Comune” vuol dire avere rispetto del Creato, avere rispetto e cura delle persone che ci sono accanto così come della natura che ci circonda. Ciascuno di noi, oggi più che mai, è chiamato a impegnarsi in questa direzione.
Tra guerra e crisi climatica, la Pace unica soluzione di Santo Grammatico ........................................................... 9
Una riduzione sostanziale delle emissioni di gas serra può limitare il riscaldamento
Convinti dall’importanza vitale di questo tema abbiamo chiesto a S.E. Cardinale Angelo Bagnasco e agli altri esperti più coinvolti di condividere le conseguenti riflessioni e di questo siamo loro infinitamente grati.
di Roberto Buizza ..........................................................12
Buona lettura!
di Luca Fiorani ......................................................... 16
Enrico Costa
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Energia e clima Rifiuti e cambiamenti climatici: due facce della stessa medaglia di Franco Floris ..........................................................18
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che non permette loro di condividere i suoi segreti, non ha scampo da questi. Timoroso di essere conosciuto né può conoscere se non nei nostri punti comuni possiamo trovare un tale specchio? Qui insieme una persona può alla fine manifestarsi chiaramente a se stessa non come il gigante dei suoi sogni né il nano delle sue paure, ma come un uomo parte di un tutto con il suo contributo da offrire. Su questo terreno noi possiamo tutti mettere radici e crescere
Presidente CEIS Genova Enrico Giuseppe Costa
non più soli come nella morte, ma vivi a noi stessi e agli altri.
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occhi e nei cuori degli altri, scappa. Fino a
se stesso né gli altri, sarà solo. Dove altro
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una persona non confronta se stessa negli
L’ABBRACCIO
Quiliano
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Pescara
Il Clima Editoriale di S.E. Cardinale Angelo Bagnasco
L
a coscienza del rapporto dell’uomo con la casa
o ridotto anche perché le possibilità limitate portano
che Dio ha creato per l’umanità, la natura, cresce
a valorizzare il poco e a conservarlo con gratitudine e
nella coscienza dell’umanità. Le conseguenze
parsimonia.
che derivano da comportamenti scorretti sono sotto gli occhi di tutti, e Papa Francesco ne ha fatto il tema dell’enciclica “Laudato si’”, mettendo in evidenza le conseguenze personali e sociali.
Gli incontri e i trattati dei “grandi”, gli accordi globali considerate le premesse di cui sopra – sono doverosi. Così come le prescrizioni più dettagliate di risparmio energetico, di sviluppo sostenibile, di smaltimento
La bolla nefasta non esclude nessuno, anche se nella
ordinato e utile dei rifiuti, di maggiore cura di ciò che
storia più o meno lontana, le responsabilità sono
ci circonda e che appartiene alla vita di tutti, e di altro
diversificate. Anche per tale ragione, da parte dei
ancora, sono indubbiamente necessarie. Ma sarebbe
decisori non si riesce a individuare obiettivi, impegni e
illusorio e miope pensare che siano sufficienti per
tempi uniformi per tutti. Come si sa, la storia, prima o
un’inversione di tendenza.
poi, porta il conto.
Qui si entra nel nucleo più decisivo del futuro del
Comunque, non si può far finta di niente o tornare
pianeta e della nostra vita: l’educazione del pensiero e
indietro: è inevitabile andare avanti verificando lo
della coscienza. Intendo la coltivazione dell’intelligenza
stato delle cose senza superficialità sospette, senza la ripetizione acritica di slogan che spesso coprono l’incapacità di analisi, senza disonesti infingimenti, o allarmismi che seminano il panico.
per ragionare rettamente, e della coscienza per agire moralmente. Forse può sembrare che in questo modo si sposti la soluzione troppo lontano, che si tenda a rimandare perché non si hanno prospettive più
Come sempre, nei problemi complessi e complicati,
immediate e incisive, ma in realtà non è così. Questa
recriminare,
a
strada vale in ogni ambito personale e sociale: non
individuare le cause più profonde, e non porta a rimedi
anche
se
con
ragioni,
non
aiuta
sono la paura, l’emotività, la sanzione, che migliorano
efficaci. Nelle questioni dove entra l’uomo con la sua
di per sé i comportamenti, che creano “pratiche
libertà, non vi sono automatismi sanatori di regole
virtuose”certamente lodabili, ammirate e forse imitate.
e scadenze: credere alla magia della tecnalità crea
È la formazione interiore dei singoli che costruisce
illusioni e porta a delusioni ancora peggiori.
e mantiene uno stile di vita virtuoso. Per questo la
Mi sembra che il buon senso richiami alla serietà del
corruzione
giudizio, al rigore delle possibili soluzioni, al realismo
società più che la stessa corruzione morale: questa,
dei tempi, alla assoluta onestà morale. Da qualunque
infatti, riguarda la fragilità umana, quella, invece,
male, infatti, la furbizia cinica di qualcuno può trarre
riguarda la verità dei principi e dei valori, fondamento
vantaggi di immagine e di profitto: perfino dalla morte
dell’agire etico.
degli altri, dalle carestie, dalle guerre, dalla paura
Non mi sembra, però, che la preoccupazione e
diffusa e alimentata ad arte. Tutto questo fa parte
l’impegno educativo da parte della collettività siano
delle premesse necessarie per un razionale affronto
oggi attenti e pronti a questo compito primario
di qualunque problema, e sollecita ad un sentire consapevole, fiducioso e responsabile.
sostenendo
intellettuale
le
famiglie
dovrebbe
nel
preoccupare
loro
la
diritto-dovere
nell’educare i figli. Il qualunquismo diffuso verso la
Nella coscienza generale pare che, nei decenni, sia
verità spirituale e valoriale, l’indifferenza e il disimpegno
cresciuta la sensibilità che riguarda la “casa comune”.
razionale, hanno portato a sostituire la verità con la
Ciò avviene specie in quegli ambienti dove lo stile di
volontà soggettiva, che decide l’opinione del momento
vita è più semplice e sobrio, dove lo spreco è assente
e i comportamenti più utili all’individuo piuttosto che
L’ABBRACCIO
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alla comunità sociale. La fatica del pensare richiede
–, se martella con un’idea di libertà come scegliere a
un apprendimento guidato ed esperto da parte dei
prescindere dal contenuto, cioè dalla verità e dal bene
genitori, degli operatori educativi, ma anche della
morale, allora scandalizzarsi dei danni all’ambiente è
società nel suo complesso e negli strumenti adeguati.
superficiale o ipocrita, poiché, come la Bibbia dice, “chi
Se la trama sociale è sfilacciata e fluida, la formazione
semina vento, raccoglie tempesta”. Se nell’anima dei
sarà assente o vaga ed emotiva, ancor peggio, sbagliata
giovani si semina nulla o male, invocare la coscienza
e deformante: la personalità del ragazzo e del giovane
individuale in nome della libertà personale è solo un
ne sarà danneggiata alle basi.
modo per mascherare una società irresponsabile, che
Se la mentalità generale, che la cultura veicola, è individualista e indifferente alla verità spirituale ed etica, se è segnata da un marcato consumismo, prevale il principio del comodo, dell’utile e del piacere. Allora non ci si potrà illudere che le regole e i programmi dalle carte internazionali passino nelle menti e nei cuori, e diventino comportamenti e prassi.
parla di libertà ma non educa la libertà ad essere se stessa. Come scrive il Santo Padre, la questione dell’ecologia della natura rimanda inevitabilmente all’ ecologia antropologica,
cioè
alla
questione
della
persona
umana. Se le società non affrontano questa, ogni appello alla cura della casa comune sarà colpevolmente insufficiente. La casa, infatti, l’abita e la cura l’uomo
È noto che la società, attraverso i vari canali di
illuminato da principi veri, certi e universali, da ideali alti
comunicazione, veicola visioni della vita, dell’agire,
e nobili. Senza, si apre la porta al degrado. Non bastano
delle relazioni con gli altri e con l’ambiente.Di fronte a
i richiami e i programmi globali: resteranno esterni.
stili scorretti, ci si appella giustamente alla coscienza
L’uomo ha un mondo interiore, se non si raggiunge
delle persone, ma se la coscienza collettiva veicolata
questo centro spirituale, si girerà attorno a qualunque
è vuota, o peggio cinica e nichilista – ognuno per sé!
problema.
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L’ABBRACCIO
La sfida ambientale: il coraggio di chi guarda al futuro di Graziano Delrio, deputato alla Camera dei Deputati, già Ministro delle Infrastrutture e Trasporti
L
o scorso 8 febbraio è stato un giorno importante
l’investimento pubblico e fare in modo che la questione
per il paese: la difesa dell’ambiente è entrata
del lavoro sia legata a quella dello sviluppo tecnologico.
nella Costituzione. La salvaguardia dell’ambiente,
Ci dice che esiste un tema di come le tecnologie
della biodiversità, degli ecosistemi si aggiunge alla tutela
possono distruggere il lavoro e crearne di nuovo, ma
del patrimonio paesaggistico e del patrimonio storico e
possono anche distruggere l’ambiente senza possibile
artistico. È stato un giorno importante, sono stato fiero
rigenerazione: è un tema che riguarda il nostro agire
di aver votato quella legge costituzionale: un’iniziativa
politico.
che pensa al futuro, nella consapevolezza che ogni azione avrà conseguenze per le prossime generazioni. È tempo di impegni, creatività e, se necessari, sacrifici.
Per questo occorre assumere un esplicito impegno ad orientare il modello di crescita sulla sostenibilità e su radicali politiche di riarmonizzazione con l’ambiente.
È stata una svolta partita da lontano: da anni di
Oggi dobbiamo ripartire da quel monito lanciato da
battaglie di ambientalisti, da anni di disastri a spese
Papa Francesco in una deserta piazza San Pietro il 27
della terra, da anni di sofferenze anche umane per non
marzo del 2020, in piena pandemia: ‘Non abbiamo
essersi presi cura della casa di tutti.
ascoltato il grido dei poveri e del nostro pianeta
C’è voluto la forza e la determinazione di pochi, la
gravemente malato’.
volontà ferrea di minoranze, il coraggio di alcuni. Tra
Il dramma del Covid ci ha insegnato anche questo:
questi credo che non possiamo dimenticare l’allarme e
dobbiamo prenderci cura della nostra casa comune se
le parole di Papa Francesco. Il pensiero va naturalmente
non vogliamo che i cambiamenti climatici e l’erosione
a quel compendio di amore e rispetto per la terra che
delle risorse del pianeta minaccino costantemente la
è l’enciclica Laudato si’ del giugno 2015 che ispirandosi
nostra salute e la nostra stessa vita. E impegnandoci
al cantico di Francesco d’Assisi descrive il legame
per un ecosistema diverso, non possiamo trascurare
imprescindibile tra crisi ambientale della Terra e crisi
le battaglie per la giustizia sociale, un’azione forte
sociale dell’umanità, parlando per la prima volta di
contro le diseguaglianze e le ingiustizie provocate dallo
“ecologia integrale”. E questo legame ne fa un trattato
sfruttamento del territorio, dal ricorso a fonti fossili di
potente sulla realtà che circonda, sia sociale che
energia, dall’inquinamento dell’aria, dall’avvelenamento
ambientale, dove finalmente e purtroppo si parla di un
della terra e dei suoi prodotti.
modello di sviluppo che ha messo in pericolo l’habitat, depauperato dei beni più preziosi e delle bellezze della natura, costringendoci a rimettere al centro una delle grandi sfide che il capitalismo non è riuscito a risolvere, cioè la questione ambientale. Quell’Enciclica si rivolge a tutti, ma in primo luogo a chi ha responsabilità politiche perché lancia una delle sfide più rilevanti per le politiche pubbliche. Quando si parla di ambiente non si intendono solo alberi o qualità dell’aria, ma un modo in cui si sviluppa la comunità. Papa Francesco ci dice che vanno rafforzate le politiche in questa direzione. Bisogna aumentare
L’ABBRACCIO
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Se vogliamo riprenderci con il piede giusto, la
devono – al contrario – indurci ad avere più speranza
transizione
pienamente
e più fiducia. I piccoli gesti di solidarietà e di cura che
sostenibile, deve fare da pilastro al piano strategico
ognuno di noi fa nella sua famiglia, nel suo piccolo
per la ripartenza portando dentro la discussione sia le
quartiere, nella sua città, sono gesti che costruiscono
pratiche positive già introdotte, come l’efficientamento
la nostra nazione, sono gesti che edificano la nostra
energetico delle case e degli edifici, sia la lotta senza
comunità. Per questo dobbiamo essere chiamati tutti
quartiere ad ogni tipo di condono, sia la consapevolezza
a questa responsabilità, di costruire un paese più
che la Commissione europea, con il Green New Deal, ha
giusto, migliore. Di avere cura di ciò che ci circonda.
indicato un’opzione precisa a tutti gli Stati dell’Unione.
E al tempo stesso siamo chiamati a un rinnovamento,
L’Europa si è ritrovata unita nella lotta alla pandemia e
a un cambiamento e il cambiamento sempre provoca
ha fatto scelte mai compiute prima. Anche il flagello e
difficoltà, paura, ma con l’azione di ognuno di noi
la follia della guerra richiedono un salto di eccezionale
nella sua giornata semplice e quotidiana, possiamo
qualità alla comunità europea e alla difesa dei suoi
ricostruire legami nuovi, ricostruire quell’Italia forte
principi di libertà, eguaglianza, fraternità e democrazia.
e solidale che così tanto il Mondo chiede e che così
Un salto politico, innanzitutto, cioè una direzione
tanto il Mondo ascolta, perché l’Italia è la patria della
radicalmente diversa.
bellezza e la patria dell’armonia.
L’Italia ha già fatto un passo avanti importante con
Certamente non basta che ognuno sia migliore per
l’istituzione del ministero della Transizione ecologica.
risolvere una situazione tanto complessa come quella
Un passo istituzionale fondamentale per rendere
che affronta il mondo attuale. I singoli individui
concreta quella visione di ecologia integrale che
possono soccombere a un consumismo senza etica e
dovrebbe ispirare ogni azione di governo. Significa
senza senso sociale e ambientale. Ai problemi sociali si
che le questioni ambientale, economica e sociale
risponde con reti comunitarie, non con la mera somma
vanno tenute insieme, sono tra loro connesse, sono
di beni individuali. Ancora aiutano le parole del Papa:
parti di un nuovo modello di sviluppo. Non vi sarà
«Le esigenze di quest’opera saranno così immense
infatti transizione ecologica se non ci sarà sviluppo
che le possibilità delle iniziative individuali e la
sostenibile e se non verrà affrontato insieme a questo
cooperazione dei singoli, individualisticamente formati,
il grande tema della questione sociale, agendo con
non saranno in grado di rispondervi. Sarà necessaria
determinazione sulle cause delle disuguaglianze che
una unione di forze e una unità di contribuzioni». La
affliggono il nostro Paese.
conversione ecologica che si richiede per creare un
ad
un
‘modello
verde’,
L’ambiente umano e l’ambiente naturale e sociale si degradano e si salvano insieme. Noi responsabili
dinamismo di cambiamento duraturo è anche una conversione comunitaria.
politici dobbiamo avere le orecchie aperte al grido
So che è difficile pensare al futuro nel momento in cui
della terra e al grido dei poveri, questo è quello che
torna la guerra ai confini dell’Europa. Ma forse è proprio
ci chiede oggi Francesco. Dobbiamo avere cura delle
nei momenti più complicati che possiamo pensare
nostre comunità, delle opere pubbliche, avere cura
alle crisi come ad eventi che offrono opportunità. Nel
delle persone più semplici, delle persone più povere.
nostro paese c’è un sentimento radicato contrario alla
Non lasciare indietro nessuno. Questo chiama ognuno
guerra. Da lì dobbiamo ripartire, per chiedere subito la
di noi a una grande responsabilità, alla responsabilità
pace, per allargare i confini dell’Unione Europea e poi
di scelte politiche consapevoli e di stili di vita sobri e
prendere una strada nuova che coinvolga un intero
sostenibili. Chiama la responsabilità di fare le opere
continente.
che sono utili alla comunità, di gestire con rigore e disciplina il denaro pubblico. Ci chiama a cancellare dal nostro orizzonte l’interesse personale e invece avere in primo luogo il bene comune, l’interesse dei nostri concittadini.
Non tutto è perduto se lavoreremo per un’ecologia integrale dove sane abitudini individuali si uniscono a mobilità alternativa, fonti di energia rinnovabili, salvaguardia dell’ambiente. Insomma, buone pratiche per salvare il futuro; la sfida ambientale è anche una
L’impegno e le preoccupazioni quotidiane, nelle nostre
questione di coraggio politico: un coraggio che non
comunità, devono non toglierci la speranza e la fiducia,
può mancare a chi guarda al futuro.
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L’ABBRACCIO
Quale energia per un futuro sostenibile? di Antonella Caroli, presidente nazionale Italia Nostra
O
ggi viviamo un periodo caratterizzato da una
stato coperto da fonti rinnovabili, in aumento rispetto al
lunga crisi economica, sanitaria e climatica
dato del 2019. Tale aumento è dovuto, in parte, alla forte
che impone una seria riflessione sul nostro
riduzione di fabbisogno durante il periodo di lockdown
modello di sviluppo basato sullo sfruttamento illimitato
da Covid-19. Relativamente all’andamento delle singole
dell’energia fossile. Per ovviare alla crisi climatica e in
fonti rinnovabili, sono aumentate le produzioni da fonte
linea con gli obiettivi dell’Unione Europea enunciati nel
fotovoltaica (+10%) e idrica (+1%) che, di fatto, hanno
New Green Deal, l’Italia ha lanciato la sua transizione
compensato la forte riduzione dell’eolico (-7%). Il
ecologica, anche se più propriamente si dovrebbe parlare
dato sull’eolico contraddice la narrazione che vorrebbe
di transizione energetica. Si prevede l’installazione
salvarci dal caro bolletta e della crisi climatica con gli
in Italia di circa 60-70 GW di eolico e fotovoltaico al
aerogeneratori ed evidenzia un dato strumentalmente
2030. Questo significa che la quota del consumo lordo
taciuto: la poca ventosità dell’Italia rispetto al Nord
di elettricità coperta dalle fonti green dovrà arrivare al
Europa.
65%, con un aumento di 3,6 GW all’anno fino al 2030
Sia in caso di calo o di surplus di produzione elettrica,
(secondo Terna).
per supplire all’intermittenza dell’energia eolica e trasformazione
solare il Gestore deve sempre ricorrere alle centrali
industriale dal dopoguerra ad oggi del nostro territorio.
fossili per non fare collassare la rete. Anche l’Agenzia
Basti pensare al caso della Puglia, già ora al primo posto
Internazionale per l’Energia (IEA) ritiene che in
per produzione eolica. La regione è interessata da una
futuro non si potrà fare a meno dell’energia nucleare,
corsa frenetica verso le energie rinnovabili, sia per gli
del gas e dell’idroelettrico per la stabilità delle reti e
impianti fotovoltaici industriali che per i giganteschi
l’integrazione delle energie rinnovabili. Da notare che il
impianti eolici. Italia Nostra ha accertato che per produrre
costo dell’energia sprecata, sia fossile che rinnovabile,
i 2.372,76MW di energia solare previsti nelle tante
viene pagata comunque ai produttori e finisce nelle
domande per impianti presentate alla CTVIA nazionale
nostre bollette, insieme al costo degli incentivi per
(Commissione
l’installazione degli impianti.
Questo
provocherà
la
Tecnica
più
di
grande
Valutazione
di
Impatto
Ambientale del Ministero della Transizione Energetica),
Anche il solare presenta delle criticità. La prima e
si dovrà coprire 4.745 ettari di superficie agricola con
più evidente è che, per risparmiare, le multinazionali
pannelli solari (per ogni MW sono infatti necessari 2 ettari
energetiche, che hanno puntato decisamente sul
circa). A questo si aggiungeranno 1.065 aerogeneratori
gigantismo degli impianti nel sud Italia, preferiscono
di nuova generazione, alti anche 250 metri, in parte
consumare suolo agricolo piuttosto che installare i
già autorizzati dalla Commissione o dal Consiglio dei
pannelli sui tetti, come sarebbe giusto e doveroso
Ministri. Una trasformazione del paesaggio da agricolo
(ISPRA ha certificato circa 77000 MW realizzabili su
a industriale in pochissimo tempo e dalle gravissime
superfici idonee). Sempre a causa degli incentivi, in
conseguenze. Tenendo a mente che le rinnovabili
Sicilia, per esempio, sono state presentate richieste per
possono incidere esclusivamente sulla componente
la realizzazione di impianti da rinnovabili (soprattutto
elettrica dei consumi energetici, esaminiamo i dati
solari) per 50 GW ma il fabbisogno elettrico di tutta
relativi alla produzione di energia elettrica per tipologia
l’isola è di 4 GW. Anche sommando a questo i 3 GW
di fonte. In base alla Relazione Annuale 2020 di Terna
che Terna potrebbe trasferire in Calabria una volta
circa il 38% del fabbisogno totale di energia elettrica è
raddoppiata la portata dell’attuale elettrodotto, non
L’ABBRACCIO
7
si capisce che utilità avrebbero gli ulteriori 43 GW
gli habitat agropastorali più preziosi per la biodiversità,
richiesti. È evidente che le richieste presentate alle
beni economicamente rilevanti per la nostra filiera
varie Commissioni di VIA nazionali e regionali non
turistica e agroalimentare, Italia Nostra propone:
rispondono alle reali esigenze energetiche dei territori.
l’approvazione della legge contro il consumo di suolo;
Per non parlare dei costi ambientali e del prelievo di risorse minerarie necessarie. La World Bank ha stimato, sulla base dello scenario in cui le temperature restano sotto la soglia di 1,75°C che sia necessaria una quantità di metalli pari a 3,5 miliardi di tonnellate per la costruzione delle tecnologie green senza includere le infrastrutture come le linee di trasmissione o i componenti. È stato stimato* che la superficie che dovrebbe essere occupata dalle nuove miniere è pari a quella dell’Australia. Neanche possono essere più sottaciuti i disastri ambientali e sociali conseguenti all’estrazione delle terre rare e dei metalli necessari a soddisfare il fabbisogno dell’industria dell’eolico e del fotovoltaico, disastri provocati prevalentemente in paesi poveri. Uno sfruttamento di cui non si parla e che non è nemmeno sufficiente a soddisfare la domanda generata dal Green Deal dei paesi ricchi.
il potenziamento del personale delle Soprintendenze e la ripresa della co-pianificazione paesaggistica Stato/Regioni; l’approvazione di regole serie per l’installazione di impianti per le energie rinnovabili, inclusi l’individuazione delle aree idonee e non idonee e
l’inserimento
di
stringenti
indicatori
relativi
al
Paesaggio (secondo le previsioni della nuova normativa europea RED II); sostegno alle comunità energetiche; sfruttamento delle vastissime zone industriali ed ex industriali italiane, da utilizzare per la produzione di energia solare, salvaguardando il più possibile paesaggio, natura e terreni agricoli; la difesa, oltre all’autonomia energetica, anche di quella alimentare; una seria politica di risparmio energetico; deciso sostegno alla ricerca per la cattura della CO2; revisione del PNIEC da rielaborare con l’approccio razionale e soprattutto multidisciplinare; razionalizzazione della produzione e consumo di energia.
Risolvere la questione climatica globale richiede la volontà e la capacità degli organi di governo degli Stati nazionali e della comunità internazionale di affrontare insieme l’emergenza in modo realistico e non utopistico. IEA afferma che per mettere il mondo su un percorso sostenibile sarà necessaria un’ampia gamma di tecnologie che sono ancora in fase sperimentale. La guerra in Ucraina ha spazzato via qualsiasi illusione che questo processo possa avvenire senza tensioni internazionali e possibili conseguenze destabilizzanti nelle fragili democrazie dei paesi emergenti. La grave dipendenza energetica dal gas della Russia ci sta costringendo ad adottare decisioni opposte a quelle annunciate nel New Green Deal, aumentando il ricorso al carbone e alla lignite in Germania e in Gran Bretagna. Lo stesso presidente francese Macron sta rilanciando il nucleare, opzione impensabile qualche mese fa. Darsi degli obiettivi di decarbonizzazione molto ambiziosi e fare piani senza disporre di tecnologie adeguate ci espone a questi ripensamenti. Invece di continuare in questa insensata corsa, costosa e autolesionista perché distrugge il paesaggio italiano e
* L.J. Sonter, M.C. Dade, J.E.M. Watson, R.K. Valenta, Renewable energy production will exacerbate mining threats to biodiversity, in «Nature Communications», 09-2020, https://doi.org/10.1038/s41467-020-17928-5.
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L’ABBRACCIO
Tra guerra e crisi climatica, la Pace unica soluzione di Santo Grammatico, presidente Legambiente Liguria
D
a diversi anni, grazie al lavoro infaticabile
come nel caso della scomparsa dei ghiacciai sulle
di oltre duemila scienziati in tutto il Mondo,
nostre Alpi. Lo scioglimento dei ghiacciai comporta
riuniti nell’ Intergovernmental Panel on Climate
l’immissione in mare di notevoli volumi di acqua dolce
Change (IPCC), si è raggiunta la consapevolezza che il
che nel tempo trasformano gli ecosistemi e l’habitat
riscaldamento del pianeta è in corso.
delle specie marine, contribuendo alla loro estinzione.
I dati meteoclimatici raccolti a diverse latitudini e longitudini, confrontati e analizzati con quelli del passato, indicano chiaramente che le responsabilità del cambiamento climatico sono da addebitare ad
Inoltre diminuisce la disponibilità di acqua dolce potabile disponibile, mettendo a rischio le riserve con impatti negativi diretti sulla agricoltura, sulle scorte alimentari e sulla vita delle persone.
uno sviluppo della nostra società che ha accelerato
Per
produzione, accumulo di ricchezza e benessere in una
Legambiente organizza annualmente la “Carovana dei
porzione del globo, con l’utilizzo di combustibili fossili
ghiacciai”, una campagna di sensibilizzazione svolta in
clima alteranti.
collaborazione con il Comitato Glaciologico Italiano,
Questa accelerazione oggi mostra tutti gli effetti
per monitorare la salute dei ghiacciai messa a serio
collaterali con la scomparsa dei ghiacciai, la perdita di biodiversità, periodi di siccità prolungati seguiti da
attirare
l’attenzione
su
questo
fenomeno
rischio dagli effetti dei mutamenti climatici, considerato che più di 200 sono già scomparsi lasciando il posto a
inondazioni e l’innalzamento dei mari.
detriti e rocce.
Per quest’ultimo aspetto alcune popolazioni hanno
Oltre all’effetto psicologico rispetto alla “distanza
cominciato ad essere delocalizzate dai territori in cui
geografica” degli eventi, ve n’è un altro correlato alle
vivevano. È stato eclatante l’appello di Simon Kofe,
“distanza temporale” rispetto al verificarsi degli eventi
Ministro degli Esteri dell’Isola di Tuvalu nell’Oceano
correlati al riscaldamento del Pianeta. Sappiamo con
Pacifico, all’ultimo Vertice sul Clima di Glasgow, che in
evidenza che questi si stiano già manifestando ma
rappresentanza di milioni di abitanti ha inviato un video
molti, incalzati anche dalle teorie negazioniste, credono
messaggio con i pantaloni arrotolati alle ginocchia
che gli impatti economico sociali e gli effetti al suolo
e i polpacci nell’acqua, denunciando la necessità di
della crisi climatica avverranno in un futuro ancora
un’azione immediata per evitare l’affondamento delle
lontano o addirittura non avverranno.
isole e dei suoi abitanti. Fenomeni di questo tipo,
La realtà che la crisi climatica sta già evidenziando è
descritti a livello globale, dovrebbero allarmare tutti i
che questa colpisce chi è più povero, più svantaggiato
cittadini a livello locale e spingere i politici ad intervenire
e meno attrezzato per difendersi, chi vive in carenza
celermente, come suggeriscono le indicazioni degli
alimentare e con scarse e limitate disponibilità di acqua
scienziati nei loro Report. Sui cambiamenti climatici
potabile, chi non ha accesso e diritto all’energia.
sembra invece esistere un approccio psicologico per cui se gli effetti devastanti sono a migliaia di chilometri da dove viviamo il problema non ci riguarda. Ma è paradossale come vi sia ancora troppa lentezza nel dare risposte efficaci al riscaldamento del Pianeta, con
In sostanza i processi che portano al riscaldamento della Terra producono e amplificano le diseguaglianze esistenti tra paesi industrializzati e non, tra ricchi e poveri.
azioni di mitigazione e adattamento del cambiamento
Il fenomeno dei profughi ambientali, persone che
climatico, anche quando gli effetti sono “vicini a casa”,
scappano dal loro paese per spostarsi in altre zone o
L’ABBRACCIO
9
migrano in altri paesi, è sempre più drammaticamente
Nel
marcato.
della crisi climatica”, pubblicato a settembre 2021
Dai documenti dell’UNHCR (L’agenzia ONU per i rifugiati) si evince che la Convenzione di Ginevra
(1951) non riconosce la figura del “rifugiato climatico” perché non riconosce l’ambiente come una causa
dossier
“I
migranti
ambientali,
l’altra
faccia
da Legambiente, si afferma grazie a studi e report provenienti da istituzioni e organizzazioni internazionali, che i migranti climatici potrebbero essere un miliardo entro il 2050.
di “persecuzione”. Il termine “rifugiato climatico”
Per
non è approvato dall’Unhcr, che ritiene più preciso
problemi indotti dalla crisi climatica sarà inevitabile
riferirsi a “persone sfollate nel contesto di disastri e cambiamenti climatici” e che malgrado non sia un’espressione riconosciuta ufficialmente, molti di
affrontare
l’insieme
e
la
complessità
dei
cambiare modello di sviluppo, avviando una decisa decarbonizzazione, sostituendo le fonti fossili nel sistema produttivo industriale mondiale.
hanno
Sarà necessario consumare meno energia, migliorare
diritto alle forme di protezione riconosciute dalla
i processi di efficienza energetica, risparmiare energia
comunità internazionale. Per esempio, chi fugge da
e produrla, in modo pulito e sostenibile, utilizzando le
una guerra provocata dalla scarsità di risorse dovuta
fonti alternative rinnovabili.
alla desertificazione, avrà diritto a protezione (asilo
Ma andranno rivisitati anche gli stili di vita di ogni
o sussidiaria). Tali riconoscimenti però sono spesso
giorno, avviando percorsi e processi che consentano di
complicati e difficili, lasciando in uno stato di incertezza
diminuire l’impronta ecologica e le emissioni di anidride
e mancanza di diritti i migranti.
carbonica,
coloro
10
che
chiamiamo
L’ABBRACCIO
“rifugiati
climatici”
con
la
consapevolezza
che
l’accesso
all’energia è un diritto che dovrà essere garantito a
e contemporaneamente ha messo in evidenza la
chiunque.
dipendenza europea dal gas proveniente dalla Russia.
Senza questa visione non potranno esservi giustizia
La
climatica e giustizia sociale, due concetti strettamente
raccontato in diverse sedi istituzionali, vedrebbe il gas
connessi
inseparabili.
come combustibile per garantire la transizione stessa
Un esempio virtuoso quello di San Giovanni a Teduccio
ma questo concetto e questa possibilità è superata dai
(Napoli) che ha visto la nascita della prima comunità
fatti. La transizione va fatta direttamente con le fonti
e,
nella
nostra
visione,
energetica e solidale d’Italia. Un progetto che coinvolge quaranta famiglie del quartiere in un percorso di lotta alla povertà energetica. L’esperienza,
promossa
da
Legambiente
e
dalla
Fondazione Famiglia di Maria, verrà realizzata grazie al supporto della Fondazione con il sud. Sul tetto della sede della fondazione Famiglie di Maria sarà installato
transizione
ecologica
e
energetica,
ci
hanno
rinnovabili, cresciute troppo poco in questi ultimi anni, ma divenute mature sul mercato energetico. Queste, oggi, oltre a rappresentare la modalità più pulita e non clima alterante per produrre energia, grazie al conflitto russo-ucraino sono percepite come vero e concreto strumento di emancipazione, libertà e pace.
un impianto solare da 53 kw. e per la prima volta in
Ci affidiamo, in conclusione, alle parole di Svitlana
Italia l’energia prodotta sarà condivisa con le famiglie
Krakovska,
del quartiere.
dell’Intergovernmental Panel on Climate Change che
La guerra esplosa in Ucraina sta mettendo a rischio
ricercartice
e
scienziata
Ucraina
ha recentemente dichiarato: “Posso assicurarvi che il
la transizione ecologica immaginata in Europa, basti
cambiamento climatico causato dall’essere umano e
pensare all’incremento degli stanziamenti in armamenti
la guerra contro l’Ucraina hanno connessioni dirette,
che raggiungeranno e supereranno il 2% del PIL e che
nonché le medesime radici, queste radici sono i
saranno sottratti e distratti da altri capitoli di spesa
combustibili fossili e la dipendenza che l’umanità ha nei
dello Stato.
loro confronti”.
Il
conflitto
mette
a
rischio
la
possibilità
di
contenere il riscaldamento del Pianta entro 1,5°C
È l’ora di recidere queste radici, imboccando la strada della Pace.
L’ABBRACCIO
11
Una riduzione sostanziale delle emissioni di gas serra può limitare il riscaldamento di Roberto Buizza, docente di Fisica presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa
L’
ultimo rapporto IPCC1 pubblicato il 9 agosto
maggiore accumulo di gas serra in atmosfera, che causa
2021, il “Summary for Policy Makers” (SPM) del
un’accelerazione del riscaldamento, e quindi un aumento
Io Gruppo di Lavoro2, conferma che molti dei
della frequenza e dell’intensità dei fenomeni estremi
cambiamenti indotti dall’aumento della concentrazione di
che causano impatti negativi, a volte distruttivi, sulle
gas serra in atmosfera in atto non sono mai stati osservati
comunità. La figura 1 mostra che tra il 1979 ed oggi, la
nelle ultime centinaia di migliaia di anni, e che alcuni di
temperatura media globale è salita di 0.8°C. Nel 2021,
questi cambiamenti continueranno ad influenzare il clima
la temperatura media globale è stata 0.50°C più calda
per i prossimi centinaia e migliaia di anni.
che la media tra il 1981 ed il 2010, come indicato dai
Il rapporto fornisce inoltre chiare indicazioni su quanto
punti più a destra della linea tratteggiata blue in Fig. 1.
dobbiamo limitare le emissioni di gas serra nei prossimi
Per calcolare il riscaldamento rispetto al periodo pre-
anni se vogliamo limitare il riscaldamento globale al di
industriale (media tra 1850-1900), dobbiamo aggiungere
sotto dei 2° C, come deciso a Parigi nel 2015. Per l’Italia, queste indicazioni si traducono in una riduzione di almeno il 3.2% in media tra il 2019 ed il 2030, e di almeno il 9% in media tra il 2030 ed il 2050. Questo vuol dire che sui prossimi trent’anni è necessaria una riduzione media del 7% l’anno dal 2021 al 2050 per all’obiettivo di zero-emissioni nette nel 2050.
0.63°C a questo valore (0.63°C è quanto più caldo è stato il periodo 1981-2010 rispetto al periodo 18501900): troviamo quindi che, rispetto al periodo preindustriale, la temperatura media globale del 2021 è stata 1.13°C più calda. Il 2020, che è stato l’anno più caldo (assieme al 2016) dal 1980, è stato caratterizzato da un riscaldamento medio globale, rispetto al periodo
Riscaldamento medio globale in europa
pre-industriale, di circa 1.2°C. La linea retta blu illustra
La temperatura media continua a crescere globalmente
la tendenza media del periodo: la pendenza di questa
di circa 0.2°C ogni 10 anni, e localmente anche di multipli
retta indica che in questi 40 anni, la temperatura
(2, 3, nei poli anche 5 volte) di questo valore. I ghiacci
media globale è cresciuta 0.22°C ogni decade. È utile
continuano a sciogliersi, ed il livello del mare continua a
ricordare il fatto che, in generale, la terra ferma si scalda
salire sempre più rapidamente. Le osservazioni indicano
di più che gli oceani, e che ci sono regioni della Terra
anche che l’impatto del continuo accumulo di gas serra
che si scaldano più di altre. L’Europa, ed in particolare
in atmosfera sta accelerando, perché con temperature
l’area Mediterranea, è una di queste regioni: la figura 1
sempre più alte gli oceani e la vegetazione diminuiscono
ci mostra che tra il 1979 ed oggi la temperatura media
le loro capacità di assorbire parte dei gas serra emessi
in Europa è salita di circa 1.95°C, ed ha quindi subito un
in atmosfera. Un minore assorbimento favorisce un
riscaldamento di quasi 2.5 volte più intenso che la media
IPCC è l’Intergovernmental Panel on Climate Change, il Gruppo di lavoro della Nazioni Unite stabilito per fornire alle Nazioni Unite ed alla comunità intera, scientifica e non, un continuo aggiornamento sullo stato del clima ed i progressi della scienza che ci aiuta a capire come sta evolvendo ed evolverà il clima nel futuro. 1
SPM riassume le conclusioni del Gruppo di Lavoro I, ed è il primo della VIa Serie dei Rapporti di IPCC, che verranno pubblicati tra il 2021 ed il 2022 (la Va Serie era stata pubblicata nel 2014). 2
12
L’ABBRACCIO
tonnellate di CO2-eq. Il rapporto IPCC ricorda che esiste un legame quasi-lineare tra le emissioni di gas serra ed il riscaldamento medio globale. Questo legame implica che ogni 1,000 Gt di emissioni cumulative causa un riscaldamento medio di circa 0.45°C. Come valore di riferimento delle emissioni causate dalle attività umane, ricordiamo che negli ultimi anni (2018-2021), in media si sono emesse in atmosfera circa 45 Gt di CO2-eq. Quindi, ai livelli attuali ci vogliono 22.2 anni per emettere 1,000 Gt CO2-eq. Possiamo utilizzare questa relazione per stimare come limitare il riscaldamento: se vogliamo FIGURA 1. Anomalia della temperatura media globale (linea continua) e della temperatura media in Europa (linea tratteggiata), calcolata rispetto alla media tra il 1981 ed il 2010. Le due linee rette (continua e tratteggiata) indicano l’evoluzione lineare calcolata interpolando i valori annuali, dal dicembre 1979 al gennaio 2022 (dati da Copernicus Climate Change Service).
contenere il riscaldamento medio globale al di sotto di 2°C (come definito nell’accordo della COP21 di Parigi3), visto che oggi abbiamo già raggiunto un livello di riscaldamento medio globale di circa 1.2°C, dobbiamo limitare l’ulteriore riscaldamento a 0.8°C. La relazione quasi-lineare tra riscaldamento ed emissioni ci dice che
globale. La pendenza della retta tratteggiata rossa indica
possiamo, al massimo, emettere in atmosfera ulteriori
che in questi 40 anni, la temperatura media dell’Europa
1,800 Gt CO2-eq di gas serra [0.8=(1,800/1,000)*0.45°C].
è cresciuta 0.55°C ogni decade. Uno degli effetti del
Come possiamo limitare le emissioni cumulative future
continuo riscaldamento è l’aumento della frequenza e
di gas serra al di sotto di 1,800 Gt CO2-eq?
dell’intensità di eventi estremi, quali ondate di calore e
Tra il 2010 ed il 2018, le emissioni di gas serra sono
siccità, che piogge e alluvioni, eventi come le alluvioni
aumentate, in media, di 1.6% ogni anno. Nel 2019, le
che hanno colpito Genova negli ultimi anni (2011, 2014,
emissioni globali non sono cresciute e sono rimaste al
2018 e 2021).
livello del 2018; nel 2020, causa COVID, sono scese
Quanti
gas
serra
possiamo
ancora
emettere
in
atmosfera senza causare un riscaldamento oltre i 2°C? Il rapporto IPCC conferma che le emissioni di gas serra legate alle attività umane sono la causa principale del riscaldamento, e ci ricorda che l’unico modo per limitare il riscaldamento futuro ed impatti ancor più devastanti, sia di ridurre le emissioni di CO2 e degli altri
di circa il 6%, mentre nel 2021 sono tornate al livello del 2018 e del 2019. La tabella 1 mostra quanti anni ci vogliono per emettere 1,800 Gt CO2-eq di gas serra, in diversi scenari di emissioni, dallo scenario A che prevede che le emissioni globali continuino a salire nei prossimi anni come nell’ultima decade, allo scenario E che assume riduzioni drastiche del 7% l’anno.
gas serra, tra cui il principale è il metano (CH4). Nel resto
Più precisamente, la tabella illustra il riscaldamento
di questa analisi parleremo in generale di emissioni di
futuro in 5 scenari, che assumono rispettivamente:
gas serra espresse in termini di tonnellate equivalenti
A. Dal 2022, le emissioni riprendono a crescere in
di CO2: lo faremo ‘traducendo’ l’impatto degli altri gas serra in termini dell’impatto di quantità ‘equivalenti’ di CO2. Ad esempio, dato che il metano causa un effetto
media come nel periodo 2010-2018 del 1.6% l’anno; B.
2018 (45 Gt CO2-eq);
serra maggiore che la CO2, 1 kg di CH4 verrà tradotto in 28 kg di CO2. Misureremo le emissioni dei gas serra in termini di giga-tonnellate, cioè un miliardo (109) di
Le emissioni continuano a rimanere al livello del
C.
Dal 2022, le emissioni vengono ridotte ogni anno, in media, del 1.6% rispetto all’anno precedente;
3 COP: Conference of the Parties. COP è l’organo decisionale del ‘United Nations Framework Convention on Climate Change’ (UNFCCC); si riunisce ogni anno, per analizzare come meglio implementare gli accordi presi per stabilizzare i livelli delle emissioni di gas serra, ed il riscaldamento globale. COP26 si terrà a Glasgow nel novembre 2021.
L’ABBRACCIO
13
Scenario
Emissioni gas serra
Numero di anni
Accumulo
Riscaldamento extra futuro
A
Aumento 1.6% l’anno
30
1,788
+0.9°C in 30 anni
B
Emissioni stazionare a 45 Gt
40
1,800
+0.9°C in 40 anni
C
Diminuzione del 1.6% l’anno
62
1,794
+0.9°C in 62 anni
D
Diminuzione del 3.0% l’anno
Valore Massimo di accumulo 1,500
+0.7°C
E
Diminuzione del 7.0% l’anno
Valore massimo di accumulo 642
+0.3°C
TABELLA 1. Stime del numero di anni necessari affinché l’accumulo delle emissioni globali di gas serra mondiali raggiunga 1,800 Gt CO2-eq, in funzione di 5 possibili scenari di emissioni. Ad esempio, nello scenario A, che assume un aumento annuale delle emissioni di 1.6%, in 30 anni si emetterebbero in atmosfera 1,788 Gt CO2-eq, che porterebbero ad un ulteriore riscaldamento di 0.9°C. In contrasto, nello scenario D, che assume una riduzione del 3% l’anno, si emetterebbero in atmosfera 1,500 Gt CO2-eq, che causerebbero un ulteriore riscaldamento di 0.7°C (il riscaldamento medio globale rimarrebbe quindi al di sotto dei 2°C).
D.
E.
Dal 2022, le emissioni vengono ridotte ogni anno, in
82% rispetto al valore del 1990. Questi calcoli danno
media, del 3% rispetto all’anno precedente;
indicazioni molto utili, ma vanno trattati con molta
Dal 2022, le emissioni vengono ridotte ogni anno, in media, del 7% rispetto all’anno precedente.
attenzione dato che non tengono conto della dinamica del sistema Terra, ed assumono che le componenti del sistema terra, in particolare gli oceani, i ghiacci, la
Nei primi tre scenari (A, B e C), si raggiungerebbe un
vegetazione, continuino a comportarsi come in questi
riscaldamento medio globale di 2°C, rispettivamente, in
ultimi 40 anni. Ad esempio, non tengono conto della
30, 40 o 62 anni. Nel quarto scenario (D) si riuscirebbe a
possibilità che l’oceano riduca la sua capacità di assorbire
contenere il riscaldamento sotto sotto i 2°C, e nel quinto
CO2, o che lo scioglimento dei ghiacci dell’Artico e della
scenario (E) si riuscirebbe a contenere il riscaldamento
Groenlandia possano causare un ulteriore accelerazione
medio globale al di sotto di 1.5°C (questi sono i due
del riscaldamento. Tutti questi effetti potrebbero portare
obiettivi discussi e definiti nella riunione COP21 del 2015
ad un aumento dell’accumulo dei gas serra in atmosfera
di Parigi). È interessante notare che nel quinto scenario,
di qualche punto percentuale: ecco perché occorre
le emissioni di gas serra nel 2050 sarebbero di 5 Gt CO2-
ambire a riduzioni importanti delle emissioni, di almeno
eq: in altre parole, una riduzione annua del 7% a partire
il 3% in media, idealmente del 7%, se si vuole contrastare
dal 2021 ridurrebbe le emissioni di gas serra del 90%
in maniera efficace il riscaldamento climatico.
rispetto al valore del 2018 (45 Gt CO2-eq). Quale è il contributo dell’Italia alle emissioni di gas Come si traducono questi obiettivi in termini delle
serra?
emissioni di gas serra del 1990?
L’Italia ha circa l’0.8% della popolazione mondiale, ed
Nelle discussioni a livello internazionale e negli accordi
emette circa l’0.9% delle emissioni di gas serra (vedi
di diminuzione delle emissioni, si esprimono gli obiettivi
tabella 2). Se accumuliamo i contributi dell’Italia sul
di riduzione delle emissioni entro il 2050 rispetto alle
periodo 1990-2018, vediamo che l’Italia ha contribuito
emissioni del 1990, l’anno in cui le emissioni globali di
con il 1.3% delle emissioni. Il confronto tra le due
gas serra erano di 29.8 Gt CO2-eq. Ad esempio, l’Unione
percentuali ci indica che negli ultimi anni il contributo
Europea ha come obiettivo una riduzione delle emissioni
relativo italiano è sceso: di fatti, un’analisi delle emissioni
entro il 2030 del 55% rispetto al 1990, e sta lavorando
annuali mostra che la percentuale era 1.65% nel 1990, ed
per raggiungere zero-emissioni nette entro il 2050.
è gradualmente scesa fino a raggiungere 0.87% nel 2018.
Lo scenario D (della Tabella 1), che assume una riduzione
In termini di emissioni per persona nel 2018, la tabella
delle emissioni del 3% l’anno, porterebbe il valore delle
2 mostra che il valore per ogni italiano è stato di
emissioni nel 2050 a 18 Gt CO2-eq, cioè ad una riduzione
6.6 t CO2-eq, un valore del 10% più alto della media
del 40% rispetto al valore nel 1990.
mondiale (6 t CO2-eq), e circa il 24% meno più basso
Lo scenario E, che assume una riduzione del 7% l’anno,
della media della zona Euro (7.9 t CO2-eq). Le emissioni
le porterebbe a 5 Gt CO2-eq, cioè una riduzione del
per persona in Italia sono simili ai valori per Francia e
14
L’ABBRACCIO
Popolazione Milioni Mondo
Emissioni totali accumulate 1990-2018
%
Gt CO2-eq
7,592
Emissioni totali 2018
%
Gt CO2-eq
1,071
%
Emissioni per persona 2018 t CO2-eq
45.8
6.0
342
4.5
90
8.5
2.7
5.9
7.9
Italia
60
0.8
14
1.3
0.4
0.9
6.6
Cina
1,392
18.4
212
19.9
12.3
26.9
18.4
USA
326
4.3
184
17.2
6.0
13.1
8.8
Euro-area
TABELLA 2. Popolazione, emissioni totale accumulate nel periodo 1990-2018, emissioni totali nel 2018, ed emissioni per persona nel 2018, per il mondo, la zona Euro, l’Italia, la Cina e USA (dati da World Bank data base).
UK, più basse dei valori per capita di Australia (24.6 t
la partecipazione di 5,500 persone da 150 paesi). Una
CO2-eq), Canada (18.4 t CO2-eq), USA (18.4 t CO2-eq) e
riduzione media delle emissioni italiane del 3.2% dal 2019
Russia (17.6 t CO2-eq), e molto più alte di quasi tutti gli
al 2050 porterebbe l’Italia ad emettere, nel 2050, ancora
altri paesi del mondo.
0.14 Gt CO2-eq, un valore ancora lontano dall’obiettivo di zero-emissioni nette. Mentre una riduzione più ambiziosa
Quali obiettivi per l’Italia per gli anni futuri in termini di
del 7% in media dal 2019 al 2050 porterebbe le emissioni
emissioni di gas serra?
nel 2050 a 0.039 Gt CO2-eq, un valore molto più vicino
La figura 2 mostra l’evoluzione delle emissioni di gas
all’obiettivo di zero emissioni nette. Questa analisi
serra dell’Italia, espresse in percentuale rispetto alle
illustra perché sia necessario che l’Italia lavori con questi
emissioni nel 1990 (0.49 Gt CO2-eq), anno che viene
obiettivi in mente, 3.2% in media tra il 2019 ed il 2030,
preso spesso come riferimento per definire gli obiettivi
e 7% in media tra il 2019 ed il 2050. Notare che, se tra
di riduzione degli anni futuri. è interessante notare come
il 2019 ed il 2030 l’Italia riuscirà a ridurre le emissioni, in
le emissioni siano cresciute dal 1970 al 2005, e siano
media, del 3.2%, dovrà quindi accelerare la riduzione al
quindi diminuite, con due minimi relativi in coincidenza
9% tra il 2030 ed il 2050 per ottenere un valore medio
con le crisi economiche del 2009 e del 2014. In media, tra
di riduzioni di circa il 7% su tutto il periodo 2019-2050.
il 2005 ed il 2018, le emissioni dell’Italia sono diminuite
L’analisi illustra però come anche questi obiettivi non
del 2.1%. L’Unione Europea ha adottato come obiettivo
siano sufficienti per raggiungere zero-emissioni nette.
per il 2030 una riduzione delle emissioni del 55% rispetto
Italia: % emissioni rispetto al 1990 (0.49 GtCO2-eq )
al valore del 1990. Per l’Italia, tale obiettivo equivale a
120%
diminuire le emissioni da 0.4 Gt CO2-eq nel 2018, a 0.27
110%
Gt CO2-eq nel 2030: per raggiungere tale riduzione,
100%
occorre che in media, tra il 2018 ed il 2030, l’Italia riduca
90%
le emissioni globali di gas serra del 3.2%. Sottolineiamo
80%
che questa riduzione è più alta della riduzione media
70%
osservata tra il 2005 ed il 2018 (che era del 2.1%). Un
60%
altro obiettivo di cui si parla spesso è di raggiungere
50%
zero-emissioni nette di gas serra entro il 2050 (vedi, ad esempio, le discussioni alla Conferenza pre-COP26
‘Climate-Exp0’, co-organizzata nel maggio 2021 da 80 università dell’Italia e della Gran Bretagna, che ha visto
Ulteriori informazioni si trovano ai seguenti links: - 26th Meeting of the Conference of the Parties COP26): https://ukcop26.org - Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC): https://www.ipcc.ch
1970 1975 1980 1985 1990 1995 2000 2005 2010 2015 2020
FIGURA 2. Emissioni totali di gas serra dell’Italia, espresse in % rispetto al 1990, anno in cui vennero emesse 0.49 Gt CO2-eq (dati World Bank).
- IPCC Summary for Policy Makers of the Working Group 1 contribution to the 6th Assessment Report (AR6-SPM WK1): https://www.ipcc.ch/report/ar6/wg1/#SPM - Climate Exp0 conference: https://climateexp0.org
L’ABBRACCIO
15
Energia e clima di Luca Fiorani, docente di Foundations of Civil and Sustainable Economy all’Istituto Universitario Sophia
E = mc2
C
perché questa variazione, apparentemente minima, sta producendo conseguenze serie: desertificazione
hi non conosce Einstein e la sua equazione che
di vasti territori, aumento degli eventi meteorologici
lega energia (E) e massa (m) mediante una
estremi, innalzamento del livello del mare…
costante moltiplicativa (c, velocità della luce nel
vuoto, elevata al quadrato)? L’autore della Teoria della Relatività è diventato, suo malgrado, anche testimonial di una catena di supermercati.
E qui viene il terzo motivo, forse il più notevole, per cui è importante parlare di energia. Fino alla rivoluzione industriale e all’avvento della macchina a vapore, la fonte principale di energia per svolgere lavoro era… animale,
I motivi dell’inusuale incipit sono molti. Cominciamo
dove l’aggettivo “animale” indica sia una bestia da soma,
dal primo. Possiamo dire che in natura tutto è energia.
sia un essere umano, più o meno schiavizzato. Bruciare
Anche la massa, appunto, secondo l’equazione di
combustibili fossili (carbone, petrolio, gas naturale) ha
Einstein, non è altro che energia “cristallizzata”. La luce,
liberato una quantità enorme di energia (e di schiavi).
il calore e il movimento sono energia. Sono energia
La società come la conosciamo, non esisterebbe senza
anche le forze come la gravità che tiene unito il nostro
questa energia: proviamo a immaginare la nostra vita
universo.
senza elettricità. Grazie a questa disponibilità senza
Veniamo al secondo motivo. Il clima può essere pensato come l’equilibrio tra l’energia che entra nel
precedenti di energia, l’umanità ha fatto passi da gigante: in vaste aree del pianeta la fame non esiste, malattie che mietevano milioni di vittime sono state
“sistema Terra” e quella che ne esce: i gas serra emessi
debellate e le persone possono dedicarsi alla cultura.
dall’umanità alterano proprio questo equilibrio. Potrà
Ma… tutto ha un prezzo! Bruciare combustibili fossili
sorprendere, ma l’effetto serra naturale è buono,
significa immettere in atmosfera enormi quantità di
mantiene la temperatura media del pianeta attorno a
gas serra, con le conseguenze che abbiamo appena
15 gradi, anziché 15-20 gradi sotto zero. Il problema è
ricordato.
proprio l’alterazione dell’equilibrio. Dalla rivoluzione
soprattutto nel nostro modo di produrre e consumare
industriale a oggi, abbiamo aumentato la temperatura
energia. Non a caso si parla di transizione ecologica.
media del pianeta di 1,2 gradi. Poco? No, proprio
Del resto l’umanità è abituata ai cambiamenti: alla fine
16
L’ABBRACCIO
Occorre
allora
una
nuova
rivoluzione,
dell’ultima glaciazione, da cacciatori/raccoglitori siamo
Quarta strategia, il sistema economico. Sempre più
diventati allevatori/agricoltori, per non parlare della
economisti riconoscono la necessità di cambiare il
rivoluzione industriale e della transizione digitale. Per
PIL, l’indicatore il cui aumento guida le nostre scelte
attuare questa nuova rivoluzione, il sistema economico
economiche, sociali e politiche. Il PIL, pur avendo alcuni
deve cambiare dalle fondamenta: invece di inseguire
vantaggi, ha il grande svantaggio di non misurare
il miraggio della crescita materiale illimitata, deve
l’autentico benessere e i danni ambientali: se un’azienda
garantire un autentico benessere agli abitanti del
aumenta la sua produzione inquinando la natura, il PIL
pianeta senza oltrepassarne la capacità di rinnovare le
misura solo l’aumento di produzione e lascia alla società
risorse e di degradare l’inquinamento. Possibile? Forse.
di pagare i costi dell’inquinamento. Metaforicamente:
Difficile? Sicuramente. Ma abbiamo il dovere di provarci,
non dovresti essere incoraggiato a sprecare l’acqua
per i nostri figli e i nostri nipoti. Oggi stiamo attingendo
della bottiglia.
al serbatoio di risorse che spetta a loro e continuiamo a inquinare l’aria che respireranno, avvicinandola a un pericoloso punto di non ritorno.
Quinta
strategia,
la
negoziazione
internazionale.
L’Accordo di Parigi, adottato dalla conferenza ONU sul clima del 2015, è un importante passo avanti
Che fare? Gli esperti hanno elaborato alcune strategie.
nell’affermare il principio che tutti gli stati devono
Nessuna da sola è risolutiva, ma messe assieme
limitare le emissioni di gas serra e che le nazioni più
dovrebbero permetterci di raggiungere l’obiettivo.
ricche devono aiutare quelle più povere e più colpite
Tutte sono in qualche maniera legate all’energia.
dai cambiamenti climatici nel realizzare la transizione
Prima strategia, l’efficienza energetica. Isolare le nostre case, aumentare il chilometraggio delle auto a parità di carburante, usare lampadine a basso consumo… Non si
ecologica. L’attuazione di questo principio è più lenta di quanto potremmo desiderare ma, comunque, è stata messa in moto.
tratta di cambiare il nostro stile di vita ma di ottenere
Metaforicamente: dovrebbe esistere una norma che
lo stesso risultato con meno energia. Metaforicamente:
ti guidi nell’uso e nella condivisione dell’acqua nella
prima di riempire una bottiglia, verifica che non perda.
bottiglia. Il protagonista delle prime due strategie è
Seconda strategia, le fonti rinnovabili. Carbone, petrolio e gas naturale sono destinati a esaurirsi. Inoltre, per produrre energia bruciandoli, emettiamo un’enorme quantità di gas serra. Occorre continuare a puntare sulle fonti rinnovabili − idroelettrico, solare ed eolico − che sono praticamente inesauribili ed emettono una quantità trascurabile di gas serra. Metaforicamente: riempi la bottiglia di acqua buona. Terza strategia, gli stili di vita. Innumerevoli piccoli gesti quotidiani di miliardi di persone fanno realmente la differenza. Buttare nella spazzatura cibo, oltre a toglierlo a chi non ne ha, significa consumare risorse naturali, inclusa l’energia necessaria a portarlo nelle nostre case, ed emettere gas serra, senza alcun beneficio. Rinunciare all’auto e camminare o andare in
la tecnologia, quello della terza è ciascuno di noi. Per le ultime due scendono in campo le organizzazioni internazionali e, soprattutto, i governi, cominciando da quelli dei paesi più potenti. In realtà, abbiamo un ruolo importante in tutte le strategie. Ad esempio, possiamo chiedere ai nostri governi che investano sempre più in ricerca scientifica e innovazione tecnologica. Oppure, possiamo esercitare pressione sia sugli agenti economici, acquistando beni prodotti in maniera rispettosa
dell’ambiente,
sia
sul
sistema
politico,
votando persone sensibili alla transizione ecologica e partecipando a campagne di opinione. Concludo con l’ultimo motivo per cui ho aperto questo articolo con l’equazione di Einstein. È un sogno dei fisici. Riprodurre sulla Terra un piccolo Sole in una macchina, capace di fornire elettricità praticamente illimitata con
bici, significa risparmiare risorse naturali (carburante) e
la fusione nucleare: facendo scomparire una piccola
ridurre l’emissione di gas serra, con il beneficio legato
quantità di massa, si otterrebbe un’enorme quantità
all’esercizio fisico. Non sarebbe difficile continuare
di energia, proprio secondo la formula E = mc2 in cui
con molti altri esempi che illustrano come potremmo
la costante moltiplicativa (la velocità della luce nel
consumare meno risorse materiali ed energetiche senza
vuoto elevata al quadrato) è un numero astronomico.
diminuire, anzi forse aumentando, il nostro benessere.
La strada per realizzare questo sogno è ancora lunga.
Metaforicamente: prendi dalla bottiglia solo l’acqua di
Nel frattempo, abbiamo le strategie giuste per salvare il
cui hai bisogno.
pianeta. Insieme, possiamo fare la nostra parte.
L’ABBRACCIO
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Rifiuti e cambiamenti climatici: due facce della stessa medaglia di Franco Floris, presidente Accademia Kronos
L
a corretta gestione dei rifiuti contribuisce a
collasso. Come Madre Terra ci insegna da milioni di anni,
combattere il cambiamento climatico. Uno studio
non deve esistere il rifiuto propriamente detto, tutto è
condotto da EUNOMIA dimostra il potenziale
una risorsa e può e deve essere riutilizzato. “In 50 anni
di un sistema organizzato di conduzione dei rifiuti per
il consumo di materiali a livello globale è quadruplicato.
contrastare i CAMBIAMENTI CLIMATICI. “In generale, è possibile una riduzione di circa 2,76 miliardi di tonnellate di CO2 l’anno. Questa enorme riduzione può essere
Negli ultimi 6 anni abbiamo consumato 500 miliardi di tonnellate di materie prime. Nel 2019 il consumo di materiali ha raggiunto i 100 miliardi di tonnellate”. Il
raggiunta attivando un sistema di gestione delle risorse
concetto alla base della “Decrescita Felice”, ovvero la
universale: Mettere insieme le migliori pratiche per la
rivoluzione culturale che non riconosce l’assimilazione
raccolta, la selezione e il riutilizzo dei rifiuti, in grado
della qualità alla quantità, che fa prevalere le valutazioni
di agevolare la transizione ecologica verso un’economia
qualitative sulle misurazioni quantitative, è un concetto
circolare”. Come risolvere il problema dei rifiuti? La
più che corretto. Tuttavia, malgrado ciò, rischia di
prima cosa é produrne il meno possibile…la seconda
intimorire ed impaurire le persone, questo perché
trasformarli. Il riutilizzo del rifiuto è un fattore cruciale
è luogo comune dare al termine “decrescita” (poco
perché la nostra società non vada verso un inevitabile
importa che la si definisca “felice”) una connotazione
18
L’ABBRACCIO
negativa
e
sfavorevole.
chiamerei
problema che, potenzialmente, potrebbe trasformarsi
quell’atteggiamento economico positivo, che vede
in un enorme risorsa e ricchezza. Già con l’attuale
prevalere la qualità sulla quantità (limitando gli inutili
tecnologia (utilizzata nel modo appropriato) potremmo
sprechi, che riducono la qualità della vita) “Crescita
utilizzare appena un decimo delle materie prime
di Qualità”. Produrre sempre più cibo, che poi viene
oggi richieste, il resto potrebbe essere ricavato dal
buttato, sprecare grosse quantità di carburante nelle
riciclo dei rifiuti. Si noti, tra l’altro, che tutto questo,
code del traffico, cambiare elettrodomestici senza un
se correttamente applicato, non comporterebbe una
reale bisogno, sono alcuni esempi di eventi che, secondo
diminuzione del tenore di vita, anzi al contrario, da
l’economia classica (quella “quantitativa”), aumentano
qui la scelta della frase “Crescita di Qualità”. Quindi,
il “benessere”, poiché aumentano il Prodotto Interno
se vogliamo un sistema che possa risultare sostenibile
Lordo (“PIL”), ma che nel concreto peggiorano la
nel medio e lungo termine, puntare sull’economia
qualità della vita di ognuno di noi (il cosiddetto “BIL”:
circolare è la via da percorrere. Ovviamente i Governi
Benessere Interno Lordo). L’aberrazione del sistema:
dovranno attivare serie politiche industriale e fiscali
probabilmente
dell’economia
che vadano a promuovere e valorizzare l’economia
classica, quella lineare (“produci, usa e getta”), che
della qualità, fatta da uomini consapevoli/coscienziosi
si
uno
Personalmente
dei
“capisaldi”
(quella
e non da persone miopi ed incuranti del benessere
circolare), è la cosiddetta “obsolescenza programmata”
comune. Ci auto definiamo “Sapiens “ è arrivato il
degli
usiamo
momento di comportarci da Sapiens. Di seguito alcuni
durare
suggerimenti… • ottimizzare l’uso degli oggetti e quindi
all’infinito, premesso ciò va evidenziato come una cosa
produrre meno rifiuti; • passare da un’economia basata
sia l’inevitabile consumo ed alterazione dei materiali,
sulla quantità a quella di qualità; • la differenziata non
un’altra sia la strategia industriale volta a definire il
è un obiettivo ma il tramite, tuttavia è importante che
ciclo vitale di un prodotto per limitarne la durata ad un
si sappia dove va effettivamente a finire; • passare da
periodo prefissato. Due grandi studiosi contemporanei
un’economia lineare ad una circolare; • incentivare
di economia, Giarini e Stahel, affermano: “il vero valore
l’acquisto di prodotti nati dal riciclo; ( anche attraverso
risiede in ciò che fanno le cose e nella loro durata,
una fiscalità eco) • utilizzare tutta la tecnologia già
non nella loro produzione e commercializzazione”.
esistente per trasformare, compattare, i rifiuti organici
Altro punto fondamentale sono i “rifiuti”, un enorme
#iofacciolamiaparte
contrappone
all’economia
elettrodomestici
quotidianamente.
e
del
“riciclo”
oggetti
Logicamente
nulla
che può
L’ABBRACCIO
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