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L' abbraccio numero 105

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L’ABBRACCIO n105 Rivista trimestrale di informazione del CEIS Genova

2022

Il Clima

Il Cima Editoriale di S.E Cardinale Angelo Bagnasco ........................................................... 3

La sfida ambientale: il coraggio di chi guarda al futuro di Graziano Delrio ........................................................... 5

Quale energia per un futuro sostenibile? di Antonella Caroli ........................................................... 7

L’attenzione ai cambiamenti climatici, la cura dell’ambiente naturale, la cura per la dignità umana specialmente per le persone più fragili sono temi certamente legati da una intima relazione che Papa Francesco ha denominato “ecologia integrale “Sì è proprio così… tutto nel nostro mondo è intimamente connesso. Prendersi cura della nostra “Casa Comune” vuol dire avere rispetto del Creato, avere rispetto e cura delle persone che ci sono accanto così come della natura che ci circonda. Ciascuno di noi, oggi più che mai, è chiamato a impegnarsi in questa direzione.

Tra guerra e crisi climatica, la Pace unica soluzione di Santo Grammatico ........................................................... 9

Una riduzione sostanziale delle emissioni di gas serra può limitare il riscaldamento

Convinti dall’importanza vitale di questo tema abbiamo chiesto a S.E. Cardinale Angelo Bagnasco e agli altri esperti più coinvolti di condividere le conseguenti riflessioni e di questo siamo loro infinitamente grati.

di Roberto Buizza ..........................................................12

Buona lettura!

di Luca Fiorani ......................................................... 16

Enrico Costa

16126 Genova • Via Asilo Garbarino, 6/B • Telefono 010.25.46.01 - Fax 010.25.46.002 r.a. N. 105 • 1° Trimestre 2022 • N. 1 del 2022 • Prezzo 1,00 euro Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 • Iscrizione al R.O.C. n° 16776 del 17/04/2008 Poste Italiane S.p.A. sped. abb. postale • D.L 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 N° 46) art 1 comma 1, DCB Genova

Energia e clima Rifiuti e cambiamenti climatici: due facce della stessa medaglia di Franco Floris ..........................................................18


Dove possiamo L’ABBRACCIO Rivista trimestrale di informazione del CEIS Genova

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Siamo anche in tutta Italia

Direttore responsabile Silvano Balestreri Caporedattore Alessandro Censi Buffarini In redazione Elisabetta Aicardi, Agnese Schiaffino Hanno collaborato Graziano Delrio, Antonella Caroli, Sanrto Grammatico, Roberto Buizza, Luca Fiorani, Franco Floris Direzione e redazione ASS. CENTRO DI SOLIDARIETÀ di GENOVA Via Asilo Garbarino, 6 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002 Impaginazione Xedum srl Stampa RESTART di Marina Cosco & C. sas

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LA NOSTRA FILOSOFIA Siamo qui perché non c’è alcun rifugio dove nasconderci da noi stessi. Fino a quando

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Casa Apollaro

che non permette loro di condividere i suoi segreti, non ha scampo da questi. Timoroso di essere conosciuto né può conoscere se non nei nostri punti comuni possiamo trovare un tale specchio? Qui insieme una persona può alla fine manifestarsi chiaramente a se stessa non come il gigante dei suoi sogni né il nano delle sue paure, ma come un uomo parte di un tutto con il suo contributo da offrire. Su questo terreno noi possiamo tutti mettere radici e crescere

Presidente CEIS Genova Enrico Giuseppe Costa

non più soli come nella morte, ma vivi a noi stessi e agli altri.

Galata

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occhi e nei cuori degli altri, scappa. Fino a

se stesso né gli altri, sarà solo. Dove altro

Via Cavassolo 23 16022 Davagna (GE)

Direttore Generale CEIS Genova Paolo Merello

una persona non confronta se stessa negli

L’ABBRACCIO

Quiliano

Via Convento 30 17047 Quiliano (SV)

Pescara


Il Clima Editoriale di S.E. Cardinale Angelo Bagnasco

L

a coscienza del rapporto dell’uomo con la casa

o ridotto anche perché le possibilità limitate portano

che Dio ha creato per l’umanità, la natura, cresce

a valorizzare il poco e a conservarlo con gratitudine e

nella coscienza dell’umanità. Le conseguenze

parsimonia.

che derivano da comportamenti scorretti sono sotto gli occhi di tutti, e Papa Francesco ne ha fatto il tema dell’enciclica “Laudato si’”, mettendo in evidenza le conseguenze personali e sociali.

Gli incontri e i trattati dei “grandi”, gli accordi globali considerate le premesse di cui sopra – sono doverosi. Così come le prescrizioni più dettagliate di risparmio energetico, di sviluppo sostenibile, di smaltimento

La bolla nefasta non esclude nessuno, anche se nella

ordinato e utile dei rifiuti, di maggiore cura di ciò che

storia più o meno lontana, le responsabilità sono

ci circonda e che appartiene alla vita di tutti, e di altro

diversificate. Anche per tale ragione, da parte dei

ancora, sono indubbiamente necessarie. Ma sarebbe

decisori non si riesce a individuare obiettivi, impegni e

illusorio e miope pensare che siano sufficienti per

tempi uniformi per tutti. Come si sa, la storia, prima o

un’inversione di tendenza.

poi, porta il conto.

Qui si entra nel nucleo più decisivo del futuro del

Comunque, non si può far finta di niente o tornare

pianeta e della nostra vita: l’educazione del pensiero e

indietro: è inevitabile andare avanti verificando lo

della coscienza. Intendo la coltivazione dell’intelligenza

stato delle cose senza superficialità sospette, senza la ripetizione acritica di slogan che spesso coprono l’incapacità di analisi, senza disonesti infingimenti, o allarmismi che seminano il panico.

per ragionare rettamente, e della coscienza per agire moralmente. Forse può sembrare che in questo modo si sposti la soluzione troppo lontano, che si tenda a rimandare perché non si hanno prospettive più

Come sempre, nei problemi complessi e complicati,

immediate e incisive, ma in realtà non è così. Questa

recriminare,

a

strada vale in ogni ambito personale e sociale: non

individuare le cause più profonde, e non porta a rimedi

anche

se

con

ragioni,

non

aiuta

sono la paura, l’emotività, la sanzione, che migliorano

efficaci. Nelle questioni dove entra l’uomo con la sua

di per sé i comportamenti, che creano “pratiche

libertà, non vi sono automatismi sanatori di regole

virtuose”certamente lodabili, ammirate e forse imitate.

e scadenze: credere alla magia della tecnalità crea

È la formazione interiore dei singoli che costruisce

illusioni e porta a delusioni ancora peggiori.

e mantiene uno stile di vita virtuoso. Per questo la

Mi sembra che il buon senso richiami alla serietà del

corruzione

giudizio, al rigore delle possibili soluzioni, al realismo

società più che la stessa corruzione morale: questa,

dei tempi, alla assoluta onestà morale. Da qualunque

infatti, riguarda la fragilità umana, quella, invece,

male, infatti, la furbizia cinica di qualcuno può trarre

riguarda la verità dei principi e dei valori, fondamento

vantaggi di immagine e di profitto: perfino dalla morte

dell’agire etico.

degli altri, dalle carestie, dalle guerre, dalla paura

Non mi sembra, però, che la preoccupazione e

diffusa e alimentata ad arte. Tutto questo fa parte

l’impegno educativo da parte della collettività siano

delle premesse necessarie per un razionale affronto

oggi attenti e pronti a questo compito primario

di qualunque problema, e sollecita ad un sentire consapevole, fiducioso e responsabile.

sostenendo

intellettuale

le

famiglie

dovrebbe

nel

preoccupare

loro

la

diritto-dovere

nell’educare i figli. Il qualunquismo diffuso verso la

Nella coscienza generale pare che, nei decenni, sia

verità spirituale e valoriale, l’indifferenza e il disimpegno

cresciuta la sensibilità che riguarda la “casa comune”.

razionale, hanno portato a sostituire la verità con la

Ciò avviene specie in quegli ambienti dove lo stile di

volontà soggettiva, che decide l’opinione del momento

vita è più semplice e sobrio, dove lo spreco è assente

e i comportamenti più utili all’individuo piuttosto che

L’ABBRACCIO

3


alla comunità sociale. La fatica del pensare richiede

–, se martella con un’idea di libertà come scegliere a

un apprendimento guidato ed esperto da parte dei

prescindere dal contenuto, cioè dalla verità e dal bene

genitori, degli operatori educativi, ma anche della

morale, allora scandalizzarsi dei danni all’ambiente è

società nel suo complesso e negli strumenti adeguati.

superficiale o ipocrita, poiché, come la Bibbia dice, “chi

Se la trama sociale è sfilacciata e fluida, la formazione

semina vento, raccoglie tempesta”. Se nell’anima dei

sarà assente o vaga ed emotiva, ancor peggio, sbagliata

giovani si semina nulla o male, invocare la coscienza

e deformante: la personalità del ragazzo e del giovane

individuale in nome della libertà personale è solo un

ne sarà danneggiata alle basi.

modo per mascherare una società irresponsabile, che

Se la mentalità generale, che la cultura veicola, è individualista e indifferente alla verità spirituale ed etica, se è segnata da un marcato consumismo, prevale il principio del comodo, dell’utile e del piacere. Allora non ci si potrà illudere che le regole e i programmi dalle carte internazionali passino nelle menti e nei cuori, e diventino comportamenti e prassi.

parla di libertà ma non educa la libertà ad essere se stessa. Come scrive il Santo Padre, la questione dell’ecologia della natura rimanda inevitabilmente all’ ecologia antropologica,

cioè

alla

questione

della

persona

umana. Se le società non affrontano questa, ogni appello alla cura della casa comune sarà colpevolmente insufficiente. La casa, infatti, l’abita e la cura l’uomo

È noto che la società, attraverso i vari canali di

illuminato da principi veri, certi e universali, da ideali alti

comunicazione, veicola visioni della vita, dell’agire,

e nobili. Senza, si apre la porta al degrado. Non bastano

delle relazioni con gli altri e con l’ambiente.Di fronte a

i richiami e i programmi globali: resteranno esterni.

stili scorretti, ci si appella giustamente alla coscienza

L’uomo ha un mondo interiore, se non si raggiunge

delle persone, ma se la coscienza collettiva veicolata

questo centro spirituale, si girerà attorno a qualunque

è vuota, o peggio cinica e nichilista – ognuno per sé!

problema.

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L’ABBRACCIO


La sfida ambientale: il coraggio di chi guarda al futuro di Graziano Delrio, deputato alla Camera dei Deputati, già Ministro delle Infrastrutture e Trasporti

L

o scorso 8 febbraio è stato un giorno importante

l’investimento pubblico e fare in modo che la questione

per il paese: la difesa dell’ambiente è entrata

del lavoro sia legata a quella dello sviluppo tecnologico.

nella Costituzione. La salvaguardia dell’ambiente,

Ci dice che esiste un tema di come le tecnologie

della biodiversità, degli ecosistemi si aggiunge alla tutela

possono distruggere il lavoro e crearne di nuovo, ma

del patrimonio paesaggistico e del patrimonio storico e

possono anche distruggere l’ambiente senza possibile

artistico. È stato un giorno importante, sono stato fiero

rigenerazione: è un tema che riguarda il nostro agire

di aver votato quella legge costituzionale: un’iniziativa

politico.

che pensa al futuro, nella consapevolezza che ogni azione avrà conseguenze per le prossime generazioni. È tempo di impegni, creatività e, se necessari, sacrifici.

Per questo occorre assumere un esplicito impegno ad orientare il modello di crescita sulla sostenibilità e su radicali politiche di riarmonizzazione con l’ambiente.

È stata una svolta partita da lontano: da anni di

Oggi dobbiamo ripartire da quel monito lanciato da

battaglie di ambientalisti, da anni di disastri a spese

Papa Francesco in una deserta piazza San Pietro il 27

della terra, da anni di sofferenze anche umane per non

marzo del 2020, in piena pandemia: ‘Non abbiamo

essersi presi cura della casa di tutti.

ascoltato il grido dei poveri e del nostro pianeta

C’è voluto la forza e la determinazione di pochi, la

gravemente malato’.

volontà ferrea di minoranze, il coraggio di alcuni. Tra

Il dramma del Covid ci ha insegnato anche questo:

questi credo che non possiamo dimenticare l’allarme e

dobbiamo prenderci cura della nostra casa comune se

le parole di Papa Francesco. Il pensiero va naturalmente

non vogliamo che i cambiamenti climatici e l’erosione

a quel compendio di amore e rispetto per la terra che

delle risorse del pianeta minaccino costantemente la

è l’enciclica Laudato si’ del giugno 2015 che ispirandosi

nostra salute e la nostra stessa vita. E impegnandoci

al cantico di Francesco d’Assisi descrive il legame

per un ecosistema diverso, non possiamo trascurare

imprescindibile tra crisi ambientale della Terra e crisi

le battaglie per la giustizia sociale, un’azione forte

sociale dell’umanità, parlando per la prima volta di

contro le diseguaglianze e le ingiustizie provocate dallo

“ecologia integrale”. E questo legame ne fa un trattato

sfruttamento del territorio, dal ricorso a fonti fossili di

potente sulla realtà che circonda, sia sociale che

energia, dall’inquinamento dell’aria, dall’avvelenamento

ambientale, dove finalmente e purtroppo si parla di un

della terra e dei suoi prodotti.

modello di sviluppo che ha messo in pericolo l’habitat, depauperato dei beni più preziosi e delle bellezze della natura, costringendoci a rimettere al centro una delle grandi sfide che il capitalismo non è riuscito a risolvere, cioè la questione ambientale. Quell’Enciclica si rivolge a tutti, ma in primo luogo a chi ha responsabilità politiche perché lancia una delle sfide più rilevanti per le politiche pubbliche. Quando si parla di ambiente non si intendono solo alberi o qualità dell’aria, ma un modo in cui si sviluppa la comunità. Papa Francesco ci dice che vanno rafforzate le politiche in questa direzione. Bisogna aumentare

L’ABBRACCIO

5


Se vogliamo riprenderci con il piede giusto, la

devono – al contrario – indurci ad avere più speranza

transizione

pienamente

e più fiducia. I piccoli gesti di solidarietà e di cura che

sostenibile, deve fare da pilastro al piano strategico

ognuno di noi fa nella sua famiglia, nel suo piccolo

per la ripartenza portando dentro la discussione sia le

quartiere, nella sua città, sono gesti che costruiscono

pratiche positive già introdotte, come l’efficientamento

la nostra nazione, sono gesti che edificano la nostra

energetico delle case e degli edifici, sia la lotta senza

comunità. Per questo dobbiamo essere chiamati tutti

quartiere ad ogni tipo di condono, sia la consapevolezza

a questa responsabilità, di costruire un paese più

che la Commissione europea, con il Green New Deal, ha

giusto, migliore. Di avere cura di ciò che ci circonda.

indicato un’opzione precisa a tutti gli Stati dell’Unione.

E al tempo stesso siamo chiamati a un rinnovamento,

L’Europa si è ritrovata unita nella lotta alla pandemia e

a un cambiamento e il cambiamento sempre provoca

ha fatto scelte mai compiute prima. Anche il flagello e

difficoltà, paura, ma con l’azione di ognuno di noi

la follia della guerra richiedono un salto di eccezionale

nella sua giornata semplice e quotidiana, possiamo

qualità alla comunità europea e alla difesa dei suoi

ricostruire legami nuovi, ricostruire quell’Italia forte

principi di libertà, eguaglianza, fraternità e democrazia.

e solidale che così tanto il Mondo chiede e che così

Un salto politico, innanzitutto, cioè una direzione

tanto il Mondo ascolta, perché l’Italia è la patria della

radicalmente diversa.

bellezza e la patria dell’armonia.

L’Italia ha già fatto un passo avanti importante con

Certamente non basta che ognuno sia migliore per

l’istituzione del ministero della Transizione ecologica.

risolvere una situazione tanto complessa come quella

Un passo istituzionale fondamentale per rendere

che affronta il mondo attuale. I singoli individui

concreta quella visione di ecologia integrale che

possono soccombere a un consumismo senza etica e

dovrebbe ispirare ogni azione di governo. Significa

senza senso sociale e ambientale. Ai problemi sociali si

che le questioni ambientale, economica e sociale

risponde con reti comunitarie, non con la mera somma

vanno tenute insieme, sono tra loro connesse, sono

di beni individuali. Ancora aiutano le parole del Papa:

parti di un nuovo modello di sviluppo. Non vi sarà

«Le esigenze di quest’opera saranno così immense

infatti transizione ecologica se non ci sarà sviluppo

che le possibilità delle iniziative individuali e la

sostenibile e se non verrà affrontato insieme a questo

cooperazione dei singoli, individualisticamente formati,

il grande tema della questione sociale, agendo con

non saranno in grado di rispondervi. Sarà necessaria

determinazione sulle cause delle disuguaglianze che

una unione di forze e una unità di contribuzioni». La

affliggono il nostro Paese.

conversione ecologica che si richiede per creare un

ad

un

‘modello

verde’,

L’ambiente umano e l’ambiente naturale e sociale si degradano e si salvano insieme. Noi responsabili

dinamismo di cambiamento duraturo è anche una conversione comunitaria.

politici dobbiamo avere le orecchie aperte al grido

So che è difficile pensare al futuro nel momento in cui

della terra e al grido dei poveri, questo è quello che

torna la guerra ai confini dell’Europa. Ma forse è proprio

ci chiede oggi Francesco. Dobbiamo avere cura delle

nei momenti più complicati che possiamo pensare

nostre comunità, delle opere pubbliche, avere cura

alle crisi come ad eventi che offrono opportunità. Nel

delle persone più semplici, delle persone più povere.

nostro paese c’è un sentimento radicato contrario alla

Non lasciare indietro nessuno. Questo chiama ognuno

guerra. Da lì dobbiamo ripartire, per chiedere subito la

di noi a una grande responsabilità, alla responsabilità

pace, per allargare i confini dell’Unione Europea e poi

di scelte politiche consapevoli e di stili di vita sobri e

prendere una strada nuova che coinvolga un intero

sostenibili. Chiama la responsabilità di fare le opere

continente.

che sono utili alla comunità, di gestire con rigore e disciplina il denaro pubblico. Ci chiama a cancellare dal nostro orizzonte l’interesse personale e invece avere in primo luogo il bene comune, l’interesse dei nostri concittadini.

Non tutto è perduto se lavoreremo per un’ecologia integrale dove sane abitudini individuali si uniscono a mobilità alternativa, fonti di energia rinnovabili, salvaguardia dell’ambiente. Insomma, buone pratiche per salvare il futuro; la sfida ambientale è anche una

L’impegno e le preoccupazioni quotidiane, nelle nostre

questione di coraggio politico: un coraggio che non

comunità, devono non toglierci la speranza e la fiducia,

può mancare a chi guarda al futuro.

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L’ABBRACCIO


Quale energia per un futuro sostenibile? di Antonella Caroli, presidente nazionale Italia Nostra

O

ggi viviamo un periodo caratterizzato da una

stato coperto da fonti rinnovabili, in aumento rispetto al

lunga crisi economica, sanitaria e climatica

dato del 2019. Tale aumento è dovuto, in parte, alla forte

che impone una seria riflessione sul nostro

riduzione di fabbisogno durante il periodo di lockdown

modello di sviluppo basato sullo sfruttamento illimitato

da Covid-19. Relativamente all’andamento delle singole

dell’energia fossile. Per ovviare alla crisi climatica e in

fonti rinnovabili, sono aumentate le produzioni da fonte

linea con gli obiettivi dell’Unione Europea enunciati nel

fotovoltaica (+10%) e idrica (+1%) che, di fatto, hanno

New Green Deal, l’Italia ha lanciato la sua transizione

compensato la forte riduzione dell’eolico (-7%). Il

ecologica, anche se più propriamente si dovrebbe parlare

dato sull’eolico contraddice la narrazione che vorrebbe

di transizione energetica. Si prevede l’installazione

salvarci dal caro bolletta e della crisi climatica con gli

in Italia di circa 60-70 GW di eolico e fotovoltaico al

aerogeneratori ed evidenzia un dato strumentalmente

2030. Questo significa che la quota del consumo lordo

taciuto: la poca ventosità dell’Italia rispetto al Nord

di elettricità coperta dalle fonti green dovrà arrivare al

Europa.

65%, con un aumento di 3,6 GW all’anno fino al 2030

Sia in caso di calo o di surplus di produzione elettrica,

(secondo Terna).

per supplire all’intermittenza dell’energia eolica e trasformazione

solare il Gestore deve sempre ricorrere alle centrali

industriale dal dopoguerra ad oggi del nostro territorio.

fossili per non fare collassare la rete. Anche l’Agenzia

Basti pensare al caso della Puglia, già ora al primo posto

Internazionale per l’Energia (IEA) ritiene che in

per produzione eolica. La regione è interessata da una

futuro non si potrà fare a meno dell’energia nucleare,

corsa frenetica verso le energie rinnovabili, sia per gli

del gas e dell’idroelettrico per la stabilità delle reti e

impianti fotovoltaici industriali che per i giganteschi

l’integrazione delle energie rinnovabili. Da notare che il

impianti eolici. Italia Nostra ha accertato che per produrre

costo dell’energia sprecata, sia fossile che rinnovabile,

i 2.372,76MW di energia solare previsti nelle tante

viene pagata comunque ai produttori e finisce nelle

domande per impianti presentate alla CTVIA nazionale

nostre bollette, insieme al costo degli incentivi per

(Commissione

l’installazione degli impianti.

Questo

provocherà

la

Tecnica

più

di

grande

Valutazione

di

Impatto

Ambientale del Ministero della Transizione Energetica),

Anche il solare presenta delle criticità. La prima e

si dovrà coprire 4.745 ettari di superficie agricola con

più evidente è che, per risparmiare, le multinazionali

pannelli solari (per ogni MW sono infatti necessari 2 ettari

energetiche, che hanno puntato decisamente sul

circa). A questo si aggiungeranno 1.065 aerogeneratori

gigantismo degli impianti nel sud Italia, preferiscono

di nuova generazione, alti anche 250 metri, in parte

consumare suolo agricolo piuttosto che installare i

già autorizzati dalla Commissione o dal Consiglio dei

pannelli sui tetti, come sarebbe giusto e doveroso

Ministri. Una trasformazione del paesaggio da agricolo

(ISPRA ha certificato circa 77000 MW realizzabili su

a industriale in pochissimo tempo e dalle gravissime

superfici idonee). Sempre a causa degli incentivi, in

conseguenze. Tenendo a mente che le rinnovabili

Sicilia, per esempio, sono state presentate richieste per

possono incidere esclusivamente sulla componente

la realizzazione di impianti da rinnovabili (soprattutto

elettrica dei consumi energetici, esaminiamo i dati

solari) per 50 GW ma il fabbisogno elettrico di tutta

relativi alla produzione di energia elettrica per tipologia

l’isola è di 4 GW. Anche sommando a questo i 3 GW

di fonte. In base alla Relazione Annuale 2020 di Terna

che Terna potrebbe trasferire in Calabria una volta

circa il 38% del fabbisogno totale di energia elettrica è

raddoppiata la portata dell’attuale elettrodotto, non

L’ABBRACCIO

7


si capisce che utilità avrebbero gli ulteriori 43 GW

gli habitat agropastorali più preziosi per la biodiversità,

richiesti. È evidente che le richieste presentate alle

beni economicamente rilevanti per la nostra filiera

varie Commissioni di VIA nazionali e regionali non

turistica e agroalimentare, Italia Nostra propone:

rispondono alle reali esigenze energetiche dei territori.

l’approvazione della legge contro il consumo di suolo;

Per non parlare dei costi ambientali e del prelievo di risorse minerarie necessarie. La World Bank ha stimato, sulla base dello scenario in cui le temperature restano sotto la soglia di 1,75°C che sia necessaria una quantità di metalli pari a 3,5 miliardi di tonnellate per la costruzione delle tecnologie green senza includere le infrastrutture come le linee di trasmissione o i componenti. È stato stimato* che la superficie che dovrebbe essere occupata dalle nuove miniere è pari a quella dell’Australia. Neanche possono essere più sottaciuti i disastri ambientali e sociali conseguenti all’estrazione delle terre rare e dei metalli necessari a soddisfare il fabbisogno dell’industria dell’eolico e del fotovoltaico, disastri provocati prevalentemente in paesi poveri. Uno sfruttamento di cui non si parla e che non è nemmeno sufficiente a soddisfare la domanda generata dal Green Deal dei paesi ricchi.

il potenziamento del personale delle Soprintendenze e la ripresa della co-pianificazione paesaggistica Stato/Regioni; l’approvazione di regole serie per l’installazione di impianti per le energie rinnovabili, inclusi l’individuazione delle aree idonee e non idonee e

l’inserimento

di

stringenti

indicatori

relativi

al

Paesaggio (secondo le previsioni della nuova normativa europea RED II); sostegno alle comunità energetiche; sfruttamento delle vastissime zone industriali ed ex industriali italiane, da utilizzare per la produzione di energia solare, salvaguardando il più possibile paesaggio, natura e terreni agricoli; la difesa, oltre all’autonomia energetica, anche di quella alimentare; una seria politica di risparmio energetico; deciso sostegno alla ricerca per la cattura della CO2; revisione del PNIEC da rielaborare con l’approccio razionale e soprattutto multidisciplinare; razionalizzazione della produzione e consumo di energia.

Risolvere la questione climatica globale richiede la volontà e la capacità degli organi di governo degli Stati nazionali e della comunità internazionale di affrontare insieme l’emergenza in modo realistico e non utopistico. IEA afferma che per mettere il mondo su un percorso sostenibile sarà necessaria un’ampia gamma di tecnologie che sono ancora in fase sperimentale. La guerra in Ucraina ha spazzato via qualsiasi illusione che questo processo possa avvenire senza tensioni internazionali e possibili conseguenze destabilizzanti nelle fragili democrazie dei paesi emergenti. La grave dipendenza energetica dal gas della Russia ci sta costringendo ad adottare decisioni opposte a quelle annunciate nel New Green Deal, aumentando il ricorso al carbone e alla lignite in Germania e in Gran Bretagna. Lo stesso presidente francese Macron sta rilanciando il nucleare, opzione impensabile qualche mese fa. Darsi degli obiettivi di decarbonizzazione molto ambiziosi e fare piani senza disporre di tecnologie adeguate ci espone a questi ripensamenti. Invece di continuare in questa insensata corsa, costosa e autolesionista perché distrugge il paesaggio italiano e

* L.J. Sonter, M.C. Dade, J.E.M. Watson, R.K. Valenta, Renewable energy production will exacerbate mining threats to biodiversity, in «Nature Communications», 09-2020, https://doi.org/10.1038/s41467-020-17928-5.

8

L’ABBRACCIO


Tra guerra e crisi climatica, la Pace unica soluzione di Santo Grammatico, presidente Legambiente Liguria

D

a diversi anni, grazie al lavoro infaticabile

come nel caso della scomparsa dei ghiacciai sulle

di oltre duemila scienziati in tutto il Mondo,

nostre Alpi. Lo scioglimento dei ghiacciai comporta

riuniti nell’ Intergovernmental Panel on Climate

l’immissione in mare di notevoli volumi di acqua dolce

Change (IPCC), si è raggiunta la consapevolezza che il

che nel tempo trasformano gli ecosistemi e l’habitat

riscaldamento del pianeta è in corso.

delle specie marine, contribuendo alla loro estinzione.

I dati meteoclimatici raccolti a diverse latitudini e longitudini, confrontati e analizzati con quelli del passato, indicano chiaramente che le responsabilità del cambiamento climatico sono da addebitare ad

Inoltre diminuisce la disponibilità di acqua dolce potabile disponibile, mettendo a rischio le riserve con impatti negativi diretti sulla agricoltura, sulle scorte alimentari e sulla vita delle persone.

uno sviluppo della nostra società che ha accelerato

Per

produzione, accumulo di ricchezza e benessere in una

Legambiente organizza annualmente la “Carovana dei

porzione del globo, con l’utilizzo di combustibili fossili

ghiacciai”, una campagna di sensibilizzazione svolta in

clima alteranti.

collaborazione con il Comitato Glaciologico Italiano,

Questa accelerazione oggi mostra tutti gli effetti

per monitorare la salute dei ghiacciai messa a serio

collaterali con la scomparsa dei ghiacciai, la perdita di biodiversità, periodi di siccità prolungati seguiti da

attirare

l’attenzione

su

questo

fenomeno

rischio dagli effetti dei mutamenti climatici, considerato che più di 200 sono già scomparsi lasciando il posto a

inondazioni e l’innalzamento dei mari.

detriti e rocce.

Per quest’ultimo aspetto alcune popolazioni hanno

Oltre all’effetto psicologico rispetto alla “distanza

cominciato ad essere delocalizzate dai territori in cui

geografica” degli eventi, ve n’è un altro correlato alle

vivevano. È stato eclatante l’appello di Simon Kofe,

“distanza temporale” rispetto al verificarsi degli eventi

Ministro degli Esteri dell’Isola di Tuvalu nell’Oceano

correlati al riscaldamento del Pianeta. Sappiamo con

Pacifico, all’ultimo Vertice sul Clima di Glasgow, che in

evidenza che questi si stiano già manifestando ma

rappresentanza di milioni di abitanti ha inviato un video

molti, incalzati anche dalle teorie negazioniste, credono

messaggio con i pantaloni arrotolati alle ginocchia

che gli impatti economico sociali e gli effetti al suolo

e i polpacci nell’acqua, denunciando la necessità di

della crisi climatica avverranno in un futuro ancora

un’azione immediata per evitare l’affondamento delle

lontano o addirittura non avverranno.

isole e dei suoi abitanti. Fenomeni di questo tipo,

La realtà che la crisi climatica sta già evidenziando è

descritti a livello globale, dovrebbero allarmare tutti i

che questa colpisce chi è più povero, più svantaggiato

cittadini a livello locale e spingere i politici ad intervenire

e meno attrezzato per difendersi, chi vive in carenza

celermente, come suggeriscono le indicazioni degli

alimentare e con scarse e limitate disponibilità di acqua

scienziati nei loro Report. Sui cambiamenti climatici

potabile, chi non ha accesso e diritto all’energia.

sembra invece esistere un approccio psicologico per cui se gli effetti devastanti sono a migliaia di chilometri da dove viviamo il problema non ci riguarda. Ma è paradossale come vi sia ancora troppa lentezza nel dare risposte efficaci al riscaldamento del Pianeta, con

In sostanza i processi che portano al riscaldamento della Terra producono e amplificano le diseguaglianze esistenti tra paesi industrializzati e non, tra ricchi e poveri.

azioni di mitigazione e adattamento del cambiamento

Il fenomeno dei profughi ambientali, persone che

climatico, anche quando gli effetti sono “vicini a casa”,

scappano dal loro paese per spostarsi in altre zone o

L’ABBRACCIO

9


migrano in altri paesi, è sempre più drammaticamente

Nel

marcato.

della crisi climatica”, pubblicato a settembre 2021

Dai documenti dell’UNHCR (L’agenzia ONU per i rifugiati) si evince che la Convenzione di Ginevra

(1951) non riconosce la figura del “rifugiato climatico” perché non riconosce l’ambiente come una causa

dossier

“I

migranti

ambientali,

l’altra

faccia

da Legambiente, si afferma grazie a studi e report provenienti da istituzioni e organizzazioni internazionali, che i migranti climatici potrebbero essere un miliardo entro il 2050.

di “persecuzione”. Il termine “rifugiato climatico”

Per

non è approvato dall’Unhcr, che ritiene più preciso

problemi indotti dalla crisi climatica sarà inevitabile

riferirsi a “persone sfollate nel contesto di disastri e cambiamenti climatici” e che malgrado non sia un’espressione riconosciuta ufficialmente, molti di

affrontare

l’insieme

e

la

complessità

dei

cambiare modello di sviluppo, avviando una decisa decarbonizzazione, sostituendo le fonti fossili nel sistema produttivo industriale mondiale.

hanno

Sarà necessario consumare meno energia, migliorare

diritto alle forme di protezione riconosciute dalla

i processi di efficienza energetica, risparmiare energia

comunità internazionale. Per esempio, chi fugge da

e produrla, in modo pulito e sostenibile, utilizzando le

una guerra provocata dalla scarsità di risorse dovuta

fonti alternative rinnovabili.

alla desertificazione, avrà diritto a protezione (asilo

Ma andranno rivisitati anche gli stili di vita di ogni

o sussidiaria). Tali riconoscimenti però sono spesso

giorno, avviando percorsi e processi che consentano di

complicati e difficili, lasciando in uno stato di incertezza

diminuire l’impronta ecologica e le emissioni di anidride

e mancanza di diritti i migranti.

carbonica,

coloro

10

che

chiamiamo

L’ABBRACCIO

“rifugiati

climatici”

con

la

consapevolezza

che

l’accesso


all’energia è un diritto che dovrà essere garantito a

e contemporaneamente ha messo in evidenza la

chiunque.

dipendenza europea dal gas proveniente dalla Russia.

Senza questa visione non potranno esservi giustizia

La

climatica e giustizia sociale, due concetti strettamente

raccontato in diverse sedi istituzionali, vedrebbe il gas

connessi

inseparabili.

come combustibile per garantire la transizione stessa

Un esempio virtuoso quello di San Giovanni a Teduccio

ma questo concetto e questa possibilità è superata dai

(Napoli) che ha visto la nascita della prima comunità

fatti. La transizione va fatta direttamente con le fonti

e,

nella

nostra

visione,

energetica e solidale d’Italia. Un progetto che coinvolge quaranta famiglie del quartiere in un percorso di lotta alla povertà energetica. L’esperienza,

promossa

da

Legambiente

e

dalla

Fondazione Famiglia di Maria, verrà realizzata grazie al supporto della Fondazione con il sud. Sul tetto della sede della fondazione Famiglie di Maria sarà installato

transizione

ecologica

e

energetica,

ci

hanno

rinnovabili, cresciute troppo poco in questi ultimi anni, ma divenute mature sul mercato energetico. Queste, oggi, oltre a rappresentare la modalità più pulita e non clima alterante per produrre energia, grazie al conflitto russo-ucraino sono percepite come vero e concreto strumento di emancipazione, libertà e pace.

un impianto solare da 53 kw. e per la prima volta in

Ci affidiamo, in conclusione, alle parole di Svitlana

Italia l’energia prodotta sarà condivisa con le famiglie

Krakovska,

del quartiere.

dell’Intergovernmental Panel on Climate Change che

La guerra esplosa in Ucraina sta mettendo a rischio

ricercartice

e

scienziata

Ucraina

ha recentemente dichiarato: “Posso assicurarvi che il

la transizione ecologica immaginata in Europa, basti

cambiamento climatico causato dall’essere umano e

pensare all’incremento degli stanziamenti in armamenti

la guerra contro l’Ucraina hanno connessioni dirette,

che raggiungeranno e supereranno il 2% del PIL e che

nonché le medesime radici, queste radici sono i

saranno sottratti e distratti da altri capitoli di spesa

combustibili fossili e la dipendenza che l’umanità ha nei

dello Stato.

loro confronti”.

Il

conflitto

mette

a

rischio

la

possibilità

di

contenere il riscaldamento del Pianta entro 1,5°C

È l’ora di recidere queste radici, imboccando la strada della Pace.

L’ABBRACCIO

11


Una riduzione sostanziale delle emissioni di gas serra può limitare il riscaldamento di Roberto Buizza, docente di Fisica presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa

L’

ultimo rapporto IPCC1 pubblicato il 9 agosto

maggiore accumulo di gas serra in atmosfera, che causa

2021, il “Summary for Policy Makers” (SPM) del

un’accelerazione del riscaldamento, e quindi un aumento

Io Gruppo di Lavoro2, conferma che molti dei

della frequenza e dell’intensità dei fenomeni estremi

cambiamenti indotti dall’aumento della concentrazione di

che causano impatti negativi, a volte distruttivi, sulle

gas serra in atmosfera in atto non sono mai stati osservati

comunità. La figura 1 mostra che tra il 1979 ed oggi, la

nelle ultime centinaia di migliaia di anni, e che alcuni di

temperatura media globale è salita di 0.8°C. Nel 2021,

questi cambiamenti continueranno ad influenzare il clima

la temperatura media globale è stata 0.50°C più calda

per i prossimi centinaia e migliaia di anni.

che la media tra il 1981 ed il 2010, come indicato dai

Il rapporto fornisce inoltre chiare indicazioni su quanto

punti più a destra della linea tratteggiata blue in Fig. 1.

dobbiamo limitare le emissioni di gas serra nei prossimi

Per calcolare il riscaldamento rispetto al periodo pre-

anni se vogliamo limitare il riscaldamento globale al di

industriale (media tra 1850-1900), dobbiamo aggiungere

sotto dei 2° C, come deciso a Parigi nel 2015. Per l’Italia, queste indicazioni si traducono in una riduzione di almeno il 3.2% in media tra il 2019 ed il 2030, e di almeno il 9% in media tra il 2030 ed il 2050. Questo vuol dire che sui prossimi trent’anni è necessaria una riduzione media del 7% l’anno dal 2021 al 2050 per all’obiettivo di zero-emissioni nette nel 2050.

0.63°C a questo valore (0.63°C è quanto più caldo è stato il periodo 1981-2010 rispetto al periodo 18501900): troviamo quindi che, rispetto al periodo preindustriale, la temperatura media globale del 2021 è stata 1.13°C più calda. Il 2020, che è stato l’anno più caldo (assieme al 2016) dal 1980, è stato caratterizzato da un riscaldamento medio globale, rispetto al periodo

Riscaldamento medio globale in europa

pre-industriale, di circa 1.2°C. La linea retta blu illustra

La temperatura media continua a crescere globalmente

la tendenza media del periodo: la pendenza di questa

di circa 0.2°C ogni 10 anni, e localmente anche di multipli

retta indica che in questi 40 anni, la temperatura

(2, 3, nei poli anche 5 volte) di questo valore. I ghiacci

media globale è cresciuta 0.22°C ogni decade. È utile

continuano a sciogliersi, ed il livello del mare continua a

ricordare il fatto che, in generale, la terra ferma si scalda

salire sempre più rapidamente. Le osservazioni indicano

di più che gli oceani, e che ci sono regioni della Terra

anche che l’impatto del continuo accumulo di gas serra

che si scaldano più di altre. L’Europa, ed in particolare

in atmosfera sta accelerando, perché con temperature

l’area Mediterranea, è una di queste regioni: la figura 1

sempre più alte gli oceani e la vegetazione diminuiscono

ci mostra che tra il 1979 ed oggi la temperatura media

le loro capacità di assorbire parte dei gas serra emessi

in Europa è salita di circa 1.95°C, ed ha quindi subito un

in atmosfera. Un minore assorbimento favorisce un

riscaldamento di quasi 2.5 volte più intenso che la media

IPCC è l’Intergovernmental Panel on Climate Change, il Gruppo di lavoro della Nazioni Unite stabilito per fornire alle Nazioni Unite ed alla comunità intera, scientifica e non, un continuo aggiornamento sullo stato del clima ed i progressi della scienza che ci aiuta a capire come sta evolvendo ed evolverà il clima nel futuro. 1

SPM riassume le conclusioni del Gruppo di Lavoro I, ed è il primo della VIa Serie dei Rapporti di IPCC, che verranno pubblicati tra il 2021 ed il 2022 (la Va Serie era stata pubblicata nel 2014). 2

12

L’ABBRACCIO


tonnellate di CO2-eq. Il rapporto IPCC ricorda che esiste un legame quasi-lineare tra le emissioni di gas serra ed il riscaldamento medio globale. Questo legame implica che ogni 1,000 Gt di emissioni cumulative causa un riscaldamento medio di circa 0.45°C. Come valore di riferimento delle emissioni causate dalle attività umane, ricordiamo che negli ultimi anni (2018-2021), in media si sono emesse in atmosfera circa 45 Gt di CO2-eq. Quindi, ai livelli attuali ci vogliono 22.2 anni per emettere 1,000 Gt CO2-eq. Possiamo utilizzare questa relazione per stimare come limitare il riscaldamento: se vogliamo FIGURA 1. Anomalia della temperatura media globale (linea continua) e della temperatura media in Europa (linea tratteggiata), calcolata rispetto alla media tra il 1981 ed il 2010. Le due linee rette (continua e tratteggiata) indicano l’evoluzione lineare calcolata interpolando i valori annuali, dal dicembre 1979 al gennaio 2022 (dati da Copernicus Climate Change Service).

contenere il riscaldamento medio globale al di sotto di 2°C (come definito nell’accordo della COP21 di Parigi3), visto che oggi abbiamo già raggiunto un livello di riscaldamento medio globale di circa 1.2°C, dobbiamo limitare l’ulteriore riscaldamento a 0.8°C. La relazione quasi-lineare tra riscaldamento ed emissioni ci dice che

globale. La pendenza della retta tratteggiata rossa indica

possiamo, al massimo, emettere in atmosfera ulteriori

che in questi 40 anni, la temperatura media dell’Europa

1,800 Gt CO2-eq di gas serra [0.8=(1,800/1,000)*0.45°C].

è cresciuta 0.55°C ogni decade. Uno degli effetti del

Come possiamo limitare le emissioni cumulative future

continuo riscaldamento è l’aumento della frequenza e

di gas serra al di sotto di 1,800 Gt CO2-eq?

dell’intensità di eventi estremi, quali ondate di calore e

Tra il 2010 ed il 2018, le emissioni di gas serra sono

siccità, che piogge e alluvioni, eventi come le alluvioni

aumentate, in media, di 1.6% ogni anno. Nel 2019, le

che hanno colpito Genova negli ultimi anni (2011, 2014,

emissioni globali non sono cresciute e sono rimaste al

2018 e 2021).

livello del 2018; nel 2020, causa COVID, sono scese

Quanti

gas

serra

possiamo

ancora

emettere

in

atmosfera senza causare un riscaldamento oltre i 2°C? Il rapporto IPCC conferma che le emissioni di gas serra legate alle attività umane sono la causa principale del riscaldamento, e ci ricorda che l’unico modo per limitare il riscaldamento futuro ed impatti ancor più devastanti, sia di ridurre le emissioni di CO2 e degli altri

di circa il 6%, mentre nel 2021 sono tornate al livello del 2018 e del 2019. La tabella 1 mostra quanti anni ci vogliono per emettere 1,800 Gt CO2-eq di gas serra, in diversi scenari di emissioni, dallo scenario A che prevede che le emissioni globali continuino a salire nei prossimi anni come nell’ultima decade, allo scenario E che assume riduzioni drastiche del 7% l’anno.

gas serra, tra cui il principale è il metano (CH4). Nel resto

Più precisamente, la tabella illustra il riscaldamento

di questa analisi parleremo in generale di emissioni di

futuro in 5 scenari, che assumono rispettivamente:

gas serra espresse in termini di tonnellate equivalenti

A. Dal 2022, le emissioni riprendono a crescere in

di CO2: lo faremo ‘traducendo’ l’impatto degli altri gas serra in termini dell’impatto di quantità ‘equivalenti’ di CO2. Ad esempio, dato che il metano causa un effetto

media come nel periodo 2010-2018 del 1.6% l’anno; B.

2018 (45 Gt CO2-eq);

serra maggiore che la CO2, 1 kg di CH4 verrà tradotto in 28 kg di CO2. Misureremo le emissioni dei gas serra in termini di giga-tonnellate, cioè un miliardo (109) di

Le emissioni continuano a rimanere al livello del

C.

Dal 2022, le emissioni vengono ridotte ogni anno, in media, del 1.6% rispetto all’anno precedente;

3 COP: Conference of the Parties. COP è l’organo decisionale del ‘United Nations Framework Convention on Climate Change’ (UNFCCC); si riunisce ogni anno, per analizzare come meglio implementare gli accordi presi per stabilizzare i livelli delle emissioni di gas serra, ed il riscaldamento globale. COP26 si terrà a Glasgow nel novembre 2021.

L’ABBRACCIO

13


Scenario

Emissioni gas serra

Numero di anni

Accumulo

Riscaldamento extra futuro

A

Aumento 1.6% l’anno

30

1,788

+0.9°C in 30 anni

B

Emissioni stazionare a 45 Gt

40

1,800

+0.9°C in 40 anni

C

Diminuzione del 1.6% l’anno

62

1,794

+0.9°C in 62 anni

D

Diminuzione del 3.0% l’anno

Valore Massimo di accumulo 1,500

+0.7°C

E

Diminuzione del 7.0% l’anno

Valore massimo di accumulo 642

+0.3°C

TABELLA 1. Stime del numero di anni necessari affinché l’accumulo delle emissioni globali di gas serra mondiali raggiunga 1,800 Gt CO2-eq, in funzione di 5 possibili scenari di emissioni. Ad esempio, nello scenario A, che assume un aumento annuale delle emissioni di 1.6%, in 30 anni si emetterebbero in atmosfera 1,788 Gt CO2-eq, che porterebbero ad un ulteriore riscaldamento di 0.9°C. In contrasto, nello scenario D, che assume una riduzione del 3% l’anno, si emetterebbero in atmosfera 1,500 Gt CO2-eq, che causerebbero un ulteriore riscaldamento di 0.7°C (il riscaldamento medio globale rimarrebbe quindi al di sotto dei 2°C).

D.

E.

Dal 2022, le emissioni vengono ridotte ogni anno, in

82% rispetto al valore del 1990. Questi calcoli danno

media, del 3% rispetto all’anno precedente;

indicazioni molto utili, ma vanno trattati con molta

Dal 2022, le emissioni vengono ridotte ogni anno, in media, del 7% rispetto all’anno precedente.

attenzione dato che non tengono conto della dinamica del sistema Terra, ed assumono che le componenti del sistema terra, in particolare gli oceani, i ghiacci, la

Nei primi tre scenari (A, B e C), si raggiungerebbe un

vegetazione, continuino a comportarsi come in questi

riscaldamento medio globale di 2°C, rispettivamente, in

ultimi 40 anni. Ad esempio, non tengono conto della

30, 40 o 62 anni. Nel quarto scenario (D) si riuscirebbe a

possibilità che l’oceano riduca la sua capacità di assorbire

contenere il riscaldamento sotto sotto i 2°C, e nel quinto

CO2, o che lo scioglimento dei ghiacci dell’Artico e della

scenario (E) si riuscirebbe a contenere il riscaldamento

Groenlandia possano causare un ulteriore accelerazione

medio globale al di sotto di 1.5°C (questi sono i due

del riscaldamento. Tutti questi effetti potrebbero portare

obiettivi discussi e definiti nella riunione COP21 del 2015

ad un aumento dell’accumulo dei gas serra in atmosfera

di Parigi). È interessante notare che nel quinto scenario,

di qualche punto percentuale: ecco perché occorre

le emissioni di gas serra nel 2050 sarebbero di 5 Gt CO2-

ambire a riduzioni importanti delle emissioni, di almeno

eq: in altre parole, una riduzione annua del 7% a partire

il 3% in media, idealmente del 7%, se si vuole contrastare

dal 2021 ridurrebbe le emissioni di gas serra del 90%

in maniera efficace il riscaldamento climatico.

rispetto al valore del 2018 (45 Gt CO2-eq). Quale è il contributo dell’Italia alle emissioni di gas Come si traducono questi obiettivi in termini delle

serra?

emissioni di gas serra del 1990?

L’Italia ha circa l’0.8% della popolazione mondiale, ed

Nelle discussioni a livello internazionale e negli accordi

emette circa l’0.9% delle emissioni di gas serra (vedi

di diminuzione delle emissioni, si esprimono gli obiettivi

tabella 2). Se accumuliamo i contributi dell’Italia sul

di riduzione delle emissioni entro il 2050 rispetto alle

periodo 1990-2018, vediamo che l’Italia ha contribuito

emissioni del 1990, l’anno in cui le emissioni globali di

con il 1.3% delle emissioni. Il confronto tra le due

gas serra erano di 29.8 Gt CO2-eq. Ad esempio, l’Unione

percentuali ci indica che negli ultimi anni il contributo

Europea ha come obiettivo una riduzione delle emissioni

relativo italiano è sceso: di fatti, un’analisi delle emissioni

entro il 2030 del 55% rispetto al 1990, e sta lavorando

annuali mostra che la percentuale era 1.65% nel 1990, ed

per raggiungere zero-emissioni nette entro il 2050.

è gradualmente scesa fino a raggiungere 0.87% nel 2018.

Lo scenario D (della Tabella 1), che assume una riduzione

In termini di emissioni per persona nel 2018, la tabella

delle emissioni del 3% l’anno, porterebbe il valore delle

2 mostra che il valore per ogni italiano è stato di

emissioni nel 2050 a 18 Gt CO2-eq, cioè ad una riduzione

6.6 t CO2-eq, un valore del 10% più alto della media

del 40% rispetto al valore nel 1990.

mondiale (6 t CO2-eq), e circa il 24% meno più basso

Lo scenario E, che assume una riduzione del 7% l’anno,

della media della zona Euro (7.9 t CO2-eq). Le emissioni

le porterebbe a 5 Gt CO2-eq, cioè una riduzione del

per persona in Italia sono simili ai valori per Francia e

14

L’ABBRACCIO


Popolazione Milioni Mondo

Emissioni totali accumulate 1990-2018

%

Gt CO2-eq

7,592

Emissioni totali 2018

%

Gt CO2-eq

1,071

%

Emissioni per persona 2018 t CO2-eq

45.8

6.0

342

4.5

90

8.5

2.7

5.9

7.9

Italia

60

0.8

14

1.3

0.4

0.9

6.6

Cina

1,392

18.4

212

19.9

12.3

26.9

18.4

USA

326

4.3

184

17.2

6.0

13.1

8.8

Euro-area

TABELLA 2. Popolazione, emissioni totale accumulate nel periodo 1990-2018, emissioni totali nel 2018, ed emissioni per persona nel 2018, per il mondo, la zona Euro, l’Italia, la Cina e USA (dati da World Bank data base).

UK, più basse dei valori per capita di Australia (24.6 t

la partecipazione di 5,500 persone da 150 paesi). Una

CO2-eq), Canada (18.4 t CO2-eq), USA (18.4 t CO2-eq) e

riduzione media delle emissioni italiane del 3.2% dal 2019

Russia (17.6 t CO2-eq), e molto più alte di quasi tutti gli

al 2050 porterebbe l’Italia ad emettere, nel 2050, ancora

altri paesi del mondo.

0.14 Gt CO2-eq, un valore ancora lontano dall’obiettivo di zero-emissioni nette. Mentre una riduzione più ambiziosa

Quali obiettivi per l’Italia per gli anni futuri in termini di

del 7% in media dal 2019 al 2050 porterebbe le emissioni

emissioni di gas serra?

nel 2050 a 0.039 Gt CO2-eq, un valore molto più vicino

La figura 2 mostra l’evoluzione delle emissioni di gas

all’obiettivo di zero emissioni nette. Questa analisi

serra dell’Italia, espresse in percentuale rispetto alle

illustra perché sia necessario che l’Italia lavori con questi

emissioni nel 1990 (0.49 Gt CO2-eq), anno che viene

obiettivi in mente, 3.2% in media tra il 2019 ed il 2030,

preso spesso come riferimento per definire gli obiettivi

e 7% in media tra il 2019 ed il 2050. Notare che, se tra

di riduzione degli anni futuri. è interessante notare come

il 2019 ed il 2030 l’Italia riuscirà a ridurre le emissioni, in

le emissioni siano cresciute dal 1970 al 2005, e siano

media, del 3.2%, dovrà quindi accelerare la riduzione al

quindi diminuite, con due minimi relativi in coincidenza

9% tra il 2030 ed il 2050 per ottenere un valore medio

con le crisi economiche del 2009 e del 2014. In media, tra

di riduzioni di circa il 7% su tutto il periodo 2019-2050.

il 2005 ed il 2018, le emissioni dell’Italia sono diminuite

L’analisi illustra però come anche questi obiettivi non

del 2.1%. L’Unione Europea ha adottato come obiettivo

siano sufficienti per raggiungere zero-emissioni nette.

per il 2030 una riduzione delle emissioni del 55% rispetto

Italia: % emissioni rispetto al 1990 (0.49 GtCO2-eq )

al valore del 1990. Per l’Italia, tale obiettivo equivale a

120%

diminuire le emissioni da 0.4 Gt CO2-eq nel 2018, a 0.27

110%

Gt CO2-eq nel 2030: per raggiungere tale riduzione,

100%

occorre che in media, tra il 2018 ed il 2030, l’Italia riduca

90%

le emissioni globali di gas serra del 3.2%. Sottolineiamo

80%

che questa riduzione è più alta della riduzione media

70%

osservata tra il 2005 ed il 2018 (che era del 2.1%). Un

60%

altro obiettivo di cui si parla spesso è di raggiungere

50%

zero-emissioni nette di gas serra entro il 2050 (vedi, ad esempio, le discussioni alla Conferenza pre-COP26

‘Climate-Exp0’, co-organizzata nel maggio 2021 da 80 università dell’Italia e della Gran Bretagna, che ha visto

Ulteriori informazioni si trovano ai seguenti links: - 26th Meeting of the Conference of the Parties COP26): https://ukcop26.org - Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC): https://www.ipcc.ch

1970 1975 1980 1985 1990 1995 2000 2005 2010 2015 2020

FIGURA 2. Emissioni totali di gas serra dell’Italia, espresse in % rispetto al 1990, anno in cui vennero emesse 0.49 Gt CO2-eq (dati World Bank).

- IPCC Summary for Policy Makers of the Working Group 1 contribution to the 6th Assessment Report (AR6-SPM WK1): https://www.ipcc.ch/report/ar6/wg1/#SPM - Climate Exp0 conference: https://climateexp0.org

L’ABBRACCIO

15


Energia e clima di Luca Fiorani, docente di Foundations of Civil and Sustainable Economy all’Istituto Universitario Sophia

E = mc2

C

perché questa variazione, apparentemente minima, sta producendo conseguenze serie: desertificazione

hi non conosce Einstein e la sua equazione che

di vasti territori, aumento degli eventi meteorologici

lega energia (E) e massa (m) mediante una

estremi, innalzamento del livello del mare…

costante moltiplicativa (c, velocità della luce nel

vuoto, elevata al quadrato)? L’autore della Teoria della Relatività è diventato, suo malgrado, anche testimonial di una catena di supermercati.

E qui viene il terzo motivo, forse il più notevole, per cui è importante parlare di energia. Fino alla rivoluzione industriale e all’avvento della macchina a vapore, la fonte principale di energia per svolgere lavoro era… animale,

I motivi dell’inusuale incipit sono molti. Cominciamo

dove l’aggettivo “animale” indica sia una bestia da soma,

dal primo. Possiamo dire che in natura tutto è energia.

sia un essere umano, più o meno schiavizzato. Bruciare

Anche la massa, appunto, secondo l’equazione di

combustibili fossili (carbone, petrolio, gas naturale) ha

Einstein, non è altro che energia “cristallizzata”. La luce,

liberato una quantità enorme di energia (e di schiavi).

il calore e il movimento sono energia. Sono energia

La società come la conosciamo, non esisterebbe senza

anche le forze come la gravità che tiene unito il nostro

questa energia: proviamo a immaginare la nostra vita

universo.

senza elettricità. Grazie a questa disponibilità senza

Veniamo al secondo motivo. Il clima può essere pensato come l’equilibrio tra l’energia che entra nel

precedenti di energia, l’umanità ha fatto passi da gigante: in vaste aree del pianeta la fame non esiste, malattie che mietevano milioni di vittime sono state

“sistema Terra” e quella che ne esce: i gas serra emessi

debellate e le persone possono dedicarsi alla cultura.

dall’umanità alterano proprio questo equilibrio. Potrà

Ma… tutto ha un prezzo! Bruciare combustibili fossili

sorprendere, ma l’effetto serra naturale è buono,

significa immettere in atmosfera enormi quantità di

mantiene la temperatura media del pianeta attorno a

gas serra, con le conseguenze che abbiamo appena

15 gradi, anziché 15-20 gradi sotto zero. Il problema è

ricordato.

proprio l’alterazione dell’equilibrio. Dalla rivoluzione

soprattutto nel nostro modo di produrre e consumare

industriale a oggi, abbiamo aumentato la temperatura

energia. Non a caso si parla di transizione ecologica.

media del pianeta di 1,2 gradi. Poco? No, proprio

Del resto l’umanità è abituata ai cambiamenti: alla fine

16

L’ABBRACCIO

Occorre

allora

una

nuova

rivoluzione,


dell’ultima glaciazione, da cacciatori/raccoglitori siamo

Quarta strategia, il sistema economico. Sempre più

diventati allevatori/agricoltori, per non parlare della

economisti riconoscono la necessità di cambiare il

rivoluzione industriale e della transizione digitale. Per

PIL, l’indicatore il cui aumento guida le nostre scelte

attuare questa nuova rivoluzione, il sistema economico

economiche, sociali e politiche. Il PIL, pur avendo alcuni

deve cambiare dalle fondamenta: invece di inseguire

vantaggi, ha il grande svantaggio di non misurare

il miraggio della crescita materiale illimitata, deve

l’autentico benessere e i danni ambientali: se un’azienda

garantire un autentico benessere agli abitanti del

aumenta la sua produzione inquinando la natura, il PIL

pianeta senza oltrepassarne la capacità di rinnovare le

misura solo l’aumento di produzione e lascia alla società

risorse e di degradare l’inquinamento. Possibile? Forse.

di pagare i costi dell’inquinamento. Metaforicamente:

Difficile? Sicuramente. Ma abbiamo il dovere di provarci,

non dovresti essere incoraggiato a sprecare l’acqua

per i nostri figli e i nostri nipoti. Oggi stiamo attingendo

della bottiglia.

al serbatoio di risorse che spetta a loro e continuiamo a inquinare l’aria che respireranno, avvicinandola a un pericoloso punto di non ritorno.

Quinta

strategia,

la

negoziazione

internazionale.

L’Accordo di Parigi, adottato dalla conferenza ONU sul clima del 2015, è un importante passo avanti

Che fare? Gli esperti hanno elaborato alcune strategie.

nell’affermare il principio che tutti gli stati devono

Nessuna da sola è risolutiva, ma messe assieme

limitare le emissioni di gas serra e che le nazioni più

dovrebbero permetterci di raggiungere l’obiettivo.

ricche devono aiutare quelle più povere e più colpite

Tutte sono in qualche maniera legate all’energia.

dai cambiamenti climatici nel realizzare la transizione

Prima strategia, l’efficienza energetica. Isolare le nostre case, aumentare il chilometraggio delle auto a parità di carburante, usare lampadine a basso consumo… Non si

ecologica. L’attuazione di questo principio è più lenta di quanto potremmo desiderare ma, comunque, è stata messa in moto.

tratta di cambiare il nostro stile di vita ma di ottenere

Metaforicamente: dovrebbe esistere una norma che

lo stesso risultato con meno energia. Metaforicamente:

ti guidi nell’uso e nella condivisione dell’acqua nella

prima di riempire una bottiglia, verifica che non perda.

bottiglia. Il protagonista delle prime due strategie è

Seconda strategia, le fonti rinnovabili. Carbone, petrolio e gas naturale sono destinati a esaurirsi. Inoltre, per produrre energia bruciandoli, emettiamo un’enorme quantità di gas serra. Occorre continuare a puntare sulle fonti rinnovabili − idroelettrico, solare ed eolico − che sono praticamente inesauribili ed emettono una quantità trascurabile di gas serra. Metaforicamente: riempi la bottiglia di acqua buona. Terza strategia, gli stili di vita. Innumerevoli piccoli gesti quotidiani di miliardi di persone fanno realmente la differenza. Buttare nella spazzatura cibo, oltre a toglierlo a chi non ne ha, significa consumare risorse naturali, inclusa l’energia necessaria a portarlo nelle nostre case, ed emettere gas serra, senza alcun beneficio. Rinunciare all’auto e camminare o andare in

la tecnologia, quello della terza è ciascuno di noi. Per le ultime due scendono in campo le organizzazioni internazionali e, soprattutto, i governi, cominciando da quelli dei paesi più potenti. In realtà, abbiamo un ruolo importante in tutte le strategie. Ad esempio, possiamo chiedere ai nostri governi che investano sempre più in ricerca scientifica e innovazione tecnologica. Oppure, possiamo esercitare pressione sia sugli agenti economici, acquistando beni prodotti in maniera rispettosa

dell’ambiente,

sia

sul

sistema

politico,

votando persone sensibili alla transizione ecologica e partecipando a campagne di opinione. Concludo con l’ultimo motivo per cui ho aperto questo articolo con l’equazione di Einstein. È un sogno dei fisici. Riprodurre sulla Terra un piccolo Sole in una macchina, capace di fornire elettricità praticamente illimitata con

bici, significa risparmiare risorse naturali (carburante) e

la fusione nucleare: facendo scomparire una piccola

ridurre l’emissione di gas serra, con il beneficio legato

quantità di massa, si otterrebbe un’enorme quantità

all’esercizio fisico. Non sarebbe difficile continuare

di energia, proprio secondo la formula E = mc2 in cui

con molti altri esempi che illustrano come potremmo

la costante moltiplicativa (la velocità della luce nel

consumare meno risorse materiali ed energetiche senza

vuoto elevata al quadrato) è un numero astronomico.

diminuire, anzi forse aumentando, il nostro benessere.

La strada per realizzare questo sogno è ancora lunga.

Metaforicamente: prendi dalla bottiglia solo l’acqua di

Nel frattempo, abbiamo le strategie giuste per salvare il

cui hai bisogno.

pianeta. Insieme, possiamo fare la nostra parte.

L’ABBRACCIO

17


Rifiuti e cambiamenti climatici: due facce della stessa medaglia di Franco Floris, presidente Accademia Kronos

L

a corretta gestione dei rifiuti contribuisce a

collasso. Come Madre Terra ci insegna da milioni di anni,

combattere il cambiamento climatico. Uno studio

non deve esistere il rifiuto propriamente detto, tutto è

condotto da EUNOMIA dimostra il potenziale

una risorsa e può e deve essere riutilizzato. “In 50 anni

di un sistema organizzato di conduzione dei rifiuti per

il consumo di materiali a livello globale è quadruplicato.

contrastare i CAMBIAMENTI CLIMATICI. “In generale, è possibile una riduzione di circa 2,76 miliardi di tonnellate di CO2 l’anno. Questa enorme riduzione può essere

Negli ultimi 6 anni abbiamo consumato 500 miliardi di tonnellate di materie prime. Nel 2019 il consumo di materiali ha raggiunto i 100 miliardi di tonnellate”. Il

raggiunta attivando un sistema di gestione delle risorse

concetto alla base della “Decrescita Felice”, ovvero la

universale: Mettere insieme le migliori pratiche per la

rivoluzione culturale che non riconosce l’assimilazione

raccolta, la selezione e il riutilizzo dei rifiuti, in grado

della qualità alla quantità, che fa prevalere le valutazioni

di agevolare la transizione ecologica verso un’economia

qualitative sulle misurazioni quantitative, è un concetto

circolare”. Come risolvere il problema dei rifiuti? La

più che corretto. Tuttavia, malgrado ciò, rischia di

prima cosa é produrne il meno possibile…la seconda

intimorire ed impaurire le persone, questo perché

trasformarli. Il riutilizzo del rifiuto è un fattore cruciale

è luogo comune dare al termine “decrescita” (poco

perché la nostra società non vada verso un inevitabile

importa che la si definisca “felice”) una connotazione

18

L’ABBRACCIO


negativa

e

sfavorevole.

chiamerei

problema che, potenzialmente, potrebbe trasformarsi

quell’atteggiamento economico positivo, che vede

in un enorme risorsa e ricchezza. Già con l’attuale

prevalere la qualità sulla quantità (limitando gli inutili

tecnologia (utilizzata nel modo appropriato) potremmo

sprechi, che riducono la qualità della vita) “Crescita

utilizzare appena un decimo delle materie prime

di Qualità”. Produrre sempre più cibo, che poi viene

oggi richieste, il resto potrebbe essere ricavato dal

buttato, sprecare grosse quantità di carburante nelle

riciclo dei rifiuti. Si noti, tra l’altro, che tutto questo,

code del traffico, cambiare elettrodomestici senza un

se correttamente applicato, non comporterebbe una

reale bisogno, sono alcuni esempi di eventi che, secondo

diminuzione del tenore di vita, anzi al contrario, da

l’economia classica (quella “quantitativa”), aumentano

qui la scelta della frase “Crescita di Qualità”. Quindi,

il “benessere”, poiché aumentano il Prodotto Interno

se vogliamo un sistema che possa risultare sostenibile

Lordo (“PIL”), ma che nel concreto peggiorano la

nel medio e lungo termine, puntare sull’economia

qualità della vita di ognuno di noi (il cosiddetto “BIL”:

circolare è la via da percorrere. Ovviamente i Governi

Benessere Interno Lordo). L’aberrazione del sistema:

dovranno attivare serie politiche industriale e fiscali

probabilmente

dell’economia

che vadano a promuovere e valorizzare l’economia

classica, quella lineare (“produci, usa e getta”), che

della qualità, fatta da uomini consapevoli/coscienziosi

si

uno

Personalmente

dei

“capisaldi”

(quella

e non da persone miopi ed incuranti del benessere

circolare), è la cosiddetta “obsolescenza programmata”

comune. Ci auto definiamo “Sapiens “ è arrivato il

degli

usiamo

momento di comportarci da Sapiens. Di seguito alcuni

durare

suggerimenti… • ottimizzare l’uso degli oggetti e quindi

all’infinito, premesso ciò va evidenziato come una cosa

produrre meno rifiuti; • passare da un’economia basata

sia l’inevitabile consumo ed alterazione dei materiali,

sulla quantità a quella di qualità; • la differenziata non

un’altra sia la strategia industriale volta a definire il

è un obiettivo ma il tramite, tuttavia è importante che

ciclo vitale di un prodotto per limitarne la durata ad un

si sappia dove va effettivamente a finire; • passare da

periodo prefissato. Due grandi studiosi contemporanei

un’economia lineare ad una circolare; • incentivare

di economia, Giarini e Stahel, affermano: “il vero valore

l’acquisto di prodotti nati dal riciclo; ( anche attraverso

risiede in ciò che fanno le cose e nella loro durata,

una fiscalità eco) • utilizzare tutta la tecnologia già

non nella loro produzione e commercializzazione”.

esistente per trasformare, compattare, i rifiuti organici

Altro punto fondamentale sono i “rifiuti”, un enorme

#iofacciolamiaparte

contrappone

all’economia

elettrodomestici

quotidianamente.

e

del

“riciclo”

oggetti

Logicamente

nulla

che può

L’ABBRACCIO

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