L’ABBRACCIO n101 Rivista trimestrale di informazione del CEIS Genova
2021
Povertà
Povertà Editoriale dell’Arcivescovo di Genova Marco Tasca ........................................................... 3
Povertà: le sfide della pandemia sociale di Paolo Lambruschi ........................................................... 5
L’esperienza della povertà non è solo mancanza di benessere materiale di Don Francesco Soddu ........................................................... 7
Ripartire “con” i bambini Povertà, povertà; quanto ci si rende conto che è una situazione che chiama la responsabilità collettiva! Ma che cos’è la povertà? È una casta? No, i poveri non sono una casta di intoccabili con cui lavarsi la coscienza. Povertà è una condizione possibilmente transitoria in cui si trova un essere umano o addirittura una popolazione. Povertà è tanto una situazione oggettiva che soggettiva e spirituale. Che in ogni caso impatta fortemente sulla persona. Ma povertà è anche un anelito, un guardare con serena umiltà a una condizione migliore. Nell’editoriale di questo numero il nostro Arcivescovo Mons. Marco Tasca dà l’impronta a riflessioni sulla povertà per sollecitare le coscienze verso una sensibilità individuale e collettiva per conoscere, interpretare e confrontarsi con la povertà. Buona lettura! Enrico Costa
16126 Genova • Via Asilo Garbarino, 6/B • Telefono 010.25.46.01 - Fax 010.25.46.002 r.a. N. 101 • 1° Trimestre 2021 • N. 1 del 2021 • Prezzo 1,00 euro Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 • Iscrizione al R.O.C. n° 16776 del 17/04/2008 Poste Italiane S.p.A. sped. abb. postale • D.L 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 N° 46) art 1 comma 1, DCB Genova
di Marco Rossi Doria ......................................................... 10
Ripensare la società a partire dagli ultimi di Roberto Zuccolini ..........................................................12
Poveri, quasi poveri e la crescente precarietà sociale di Remo Siza ..........................................................14
L’impegno per le persone in stato di povertà, per una vera giustizia sociale di Fabio Marante ..........................................................17
L’ABBRACCIO Dove possiamo Rivista trimestrale di informazione del CEIS Genova
incontrarci
Siamo anche in tutta Italia
Direttore responsabile Silvano Balestreri Caporedattore Alessandro Censi Buffarini In redazione Elisabetta Aicardi, Agnese Schiaffino Hanno collaborato Mons. Marco Tasca, Paolo Lambruschi, Don Francesco Soddu, Marco Rossi Doria, Roberto Zuccolini, Remo Siza, Fabio Marante Direzione e redazione ASS. CENTRO DI SOLIDARIETÀ di GENOVA Via Asilo Garbarino, 6 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002
Fassolo Via Asilo Garbarino, 6-9/B - 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 - Fax 010.25.46.002 ceisge@ceisge.org fondazione@pec.ceisge.org www.ceisge.org
Trasta Salita Cà dei Trenta, 28 16161 Genova
LA NOSTRA FILOSOFIA Siamo qui perché non c’è alcun rifugio dove nasconderci da noi stessi. Fino a quando
Impaginazione Xedum srl Stampa RESTART di Marina Cosco & C. sas Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 Sped. abb. postale 50% - Genova
Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana
una persona non confronta se stessa negli
Casa Bozzo
occhi e nei cuori degli altri, scappa. Fino a
Via Edera 22 16144 Genova
segreti, non ha scampo da questi. Timoroso
che non permette loro di condividere i suoi di essere conosciuto né può conoscere se stesso né gli altri, sarà solo. Dove altro se non nei nostri punti comuni possiamo
Casa Apollaro Via Cavassolo 23 16022 Davagna (GE)
trovare un tale specchio? Qui insieme una persona può alla fine manifestarsi chiaramente a se stessa non come il gigante dei suoi sogni né il nano delle sue paure, ma come un uomo parte di un tutto con il suo contributo da offrire. Su questo terreno noi possiamo tutti mettere radici e crescere
Presidente CEIS Genova Enrico Giuseppe Costa
non più soli come nella morte, ma vivi a noi stessi e agli altri.
Direttore Generale CEIS Genova Paolo Merello
Galata
Aosta
Venezia
Roma
Ivrea
Mantova
Torino
Alba Adriatica
Varese
Reggio Emilia
Vercelli
Modena
Anzio
Sanremo
Bologna
Formia
Genova
Ravenna
Caserta
Loano
Milano
La Spezia
Avellino
Piacenza
Pistoia
Bari
Via Sant’Agostino 13 17025 Loano (SV)
Parma
Prato
Gravina
Cremona
Firenze
Cosenza
Verona
Arezzo
Catanzaro
Vicenza
Jesi
Messina
Multiservice Società Cooperativa Sociale
Trento
Spoleto
Il Boschetto Di Campi – Società Cooperativa Agricola E Sociale
Bolzano
Muccia
Reggio Calabria
Belluno
Viterbo
Catania
Treviso
Anguillara
Cagliari
Padova
Civitavecchia
Via Galata 39 16121 Genova
Chi siamo Fondazione Centro Di Solidarietà Bianca Costa Bozzo Onlus Centro Di Solidarietà Di Genova Coop. Sociale Onlus Associazione Centro Di Solidarietà Di Genova Onlus
Ceis Genova Sport- Societa Sportiva Dilettantistica A R.L. Unipersonale
2
L’ABBRACCIO
Quiliano Via Convento 30 17047 Quiliano (SV)
Pescara
Povertà Editoriale di Mons. Marco Tasca, Arcivescovo di Genova
V
olentieri ho accolto l’invito a scrivere un
altre strutture assistenziali, dei 27 Centri di Ascolto
messaggio
L’Abbraccio,
vicariali. Ho ricordato i pesantissimi impatti negativi
per
i
lettori
de
pubblicazione del Centro di Solidarietà di
che la diffusione del covid ha sull’economia: il mondo
Genova, a pochi mesi dalla mia visita alle tre comunità
dell’industria con le sue aziende, il commercio, il
di Trasta, dove ho potuto conoscere meglio questa
turismo, la ristorazione, l’artigianato, i servizi pubblici e
realtà intrattenendomi con gli ospiti, gli operatori e i
privati, il porto e la navigazione, l’aeroporto, la logistica,
responsabili di tutte le aree di servizio.
i trasporti, le case di riposo, le scuole paritarie: tutti
Ringrazio ancora per la benevola accoglienza il
stanno patendo irrecuperabili perdite.
Presidente Enrico Costa, che porta avanti con dedizione,
Davvero grande è stato e continua ad essere lo sforzo
passione e amore quell’ ‘avventura’ che nel 1973 iniziò
della Chiesa genovese, in sinergia con gli enti pubblici
la sua mamma, Bianca Costa, figura indimenticata a
e attraverso le nostre numerose e ben organizzate
Genova.
strutture di volontariato, verso i poveri ogni giorno più
La scelta di spendersi per gli ultimi e per gli emarginati,
numerosi.
la scelta di dedicarsi alle persone più fragili della società,
In questo tribolato tempo storico, sappiamo bene però che
la scelta di dedicarsi alle vittime di dipendenze, al disagio
non è solo la povertà materiale a fare paura, ma è anche e
dei giovani, specie di quelli caduti nella trappola della
soprattutto la povertà ‘del cuore’ a spaventare: mi riferisco
tossicodipendenza, affinchè tutti abbiano la possibilità di
all’impoverimento e all’inaridimento delle relazioni, delle
riconquistare dignità e autonomia, è una forma davvero
emozioni, dei valori; tutti elementi e condizioni che la
alta di amore verso il prossimo, nel quale possiamo
pandemia ha esponenzialmente aggravato. Il virus, che ha
scorgere il volto di Gesù, come ricorda il passo del
provocato migliaia di decessi, non ha lavorato soltanto nei
Vangelo: “Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi
corpi: ha scavato dentro le anime, i cuori, i sentimenti, le
miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25, 39).
percezioni, il modo di pensare.
Mi è stata chiesta una riflessione sulla povertà, tema
Quanto manca a noi tutti incontrarci, scambiarci una
a cui è dedicato il numero di questa vostra rivista.
stretta di mano, un abbraccio; quanto ci fa soffrire non
Cercherò di analizzarne qualche aspetto, offrendo
poter stare vicino ai nostri anziani, ai più fragili, a coloro
alcuni spunti di meditazione.
che maggiormente avrebbero bisogno della nostra
La Diocesi di Genova ha una grande tradizione di
vicinanza!
carità cristiana, ne siamo consapevoli e grati a Dio
La tecnologia e i moderni mezzi della comunicazione ci
e al fiume di volontari che - nelle diverse e molteplici
vengono incontro e riducono un po’ le distanze, quindi
organizzazioni - si spendono in svariate forme di
grazie alle piattaforme online o alle videochiamate
necessità: le mense, l’accoglienza dei senza dimora,
possiamo ‘incontrarci’ e ‘vederci’, ma sappiamo bene
l’attenzione alle famiglie, alle donne e ai bambini, i viveri
che, pur essendo strumenti utili e necessari che ci
e le necessità della casa, l’accompagnamento dei più
consentono di far andare avanti al meglio le nostre
fragili, l’accoglienza e l’integrazione degli immigrati...
attività e i nostri appuntamenti, non possono in alcun
Nel mio discorso di fine anno per il tradizionale canto del Te Deum nella Chiesa del Gesù lo scorso 31 dicembre ho voluto evidenziare quanto e incessantemente,
modo sostituirsi alla vita vera, agli incontri veri, ai rapporti veri, alle relazioni vere e non schermati o filtrati da un monitor o da uno smartphone.
soprattutto in questo ultimo anno caratterizzato dalla
Sul piano sociale, la pandemia riesce anche a metterci
pandemia, la povertà abbia bussato alle porte delle
gli uni contro gli altri, allargando il solco tra persone,
nostre parrocchie, della Caritas diocesana e delle
famiglie e categorie, tra ricchi e poveri.
L’ABBRACCIO
3
In questa situazione – è stato constatato - sono i ragazzi e i giovani quelli che ‘rischiano’ di più un impoverimento del cuore. Ci sono in gioco le loro emozioni, la loro crescita morale, i loro sentimenti. Il protrarsi della
Un appello al dialogo, alla relazione, all’amore reciproco. Occorre che ci riconosciamo fratelli, figli di un unico Creatore, bisognosi di prendere coscienza che ci si può salvare solo insieme.
pandemia, la chiusura delle scuole, il distanziamento sociale e l’incertezza per il futuro stanno avendo su
Tutti siamo chiamati – proprio come il Buon Samaritano
di loro effetti devastanti che solo il tempo riuscirà a
- a farci prossimi all’altro, superando pregiudizi, interessi
quantificare.
personali, barriere storiche o culturali. Tutti, infatti, siamo corresponsabili nella costruzione di una società che
La sofferenza per la privazione dei contatti sociali può portare chi è psicologicamente più fragile a cercare ‘soddisfazioni’ negli stupefacenti. Voi, cari amici del Ceis, sapete bene cosa questo significhi! Un giovane che
sappia includere, integrare e sollevare chi è caduto o è sofferente. L’amore costruisce ponti e noi “siamo fatti per l’amore”, aggiunge il Papa, esortando in particolare i cristiani a riconoscere Cristo nel volto di ogni escluso.
‘si perde’ è un giovane a rischio, che può cadere nella trappola della droga, dell’alcool, del gioco d’azzardo… è
Sentiamoci, quindi, tutti ‘inviati’ da Gesù nel mondo
una vita che va in rovina!
delle povertà, non solo materiali; chiediamoci più spesso “Chi è il mio prossimo?”. Non voltiamo altrove
Come intervenire? Come contrastare questa situazione? Come combattere questa ‘povertà vitale’?
lo sguardo: qualcuno (giovane, anziano, solo, povero…) potrebbe avere bisogno di noi! Siamo chiamati a fare
Credo sia importante, al di là delle innumerevoli
la nostra parte per il bene di tutti, in un tempo di
difficoltà, provare a lavorare insieme allargando la
rinnovato legame sociale, fondato sulla fraternità e non
visione dell’orizzonte dall’ “io” al “noi”.
sull’individualismo.
Nel secondo capitolo dell’Enciclica “Fratelli tutti”,
A tutti voi assicuro la mia preghiera; vi giunga la mia
Papa Francesco presenta la nota parabola del Buon
riconoscente gratitudine per il vostro impegno a
Samaritano; essa rappresenta il cuore dell’Enciclica
servizio di chi è più fragile e in difficoltà.
e l’invito rivolto a tutte le persone di buona volontà
Di cuore, vi benedico
a scoprirsi fratelli e sorelle. “Fratelli tutti” è un forte appello profetico come risposta alla pandemia della
Mons. Marco Tasca
divisione, della guerra, dell’egoismo, dell’individualismo.
Arcivescovo di Genova
4
L’ABBRACCIO
Povertà: le sfide della pandemia sociale di Paolo Lambruschi, scrittore e giornalista di Avvenire
P
efficace
aggravato. Per quanto riguarda l’usura, il dossier
coniata da Papa Francesco dell’emergenza
ricorda due dati: secondo l’Eurispes, almeno un italiano
che sta in silenzio cambiando in Italia la vita
su dieci (11,9%) è caduto nelle maglie degli usurai, non
di molti singoli e delle famiglie. Ed è una povertà
potendo accedere al credito bancario (era il 7,8% nel
inaspettata che sta peggiorando. Povertà anzitutto
2018 e il 10,1% nel 2019); a quanto si apprende da SOS
materiale, ma inevitabilmente l’indigenza avvelena
Impresa, a fine 2017 il mercato del credito illegale ha
le relazioni e le aspettative di un futuro migliore
raggiunto in Italia un giro d’affari di circa 24 miliardi
generando patologie. La povertà sanitaria aumenterà,
di euro, coinvolgendo all’incirca 200mila imprenditori
cresceranno i cittadini che non sono in grado di curarsi
e professionisti. Le denunce trasmesse alle autorità
anche psicologicamente.
competenti sono in calo. Sempre secondo il dossier
La
andemia
povertà
sociale
materiale
è
ha
la
definizione
colpito
chi,
italiano
o
stranieri, aveva un lavoro precario o domestico e chi ha conservato formalmente l’occupazione, ma deve mantenere i figli e pagare le rate del mutuo con la cassa integrazione. Il rapporto 2020 sulla povertà della
del Cnca dal 2012 al 2017 a oltre 1 milione di cittadini italiani sono stati requisiti beni a loro intestati. Il documento evidenzia inoltre - tra le situazioni che portano a una condizione di sovraindebitamento – la dipendenza da gioco d’azzardo.
Caritas italiana intitolato “Gli anticorpi della solidarietà”,
Questa
è
peggiorata
con
le
restrizioni
legate
presentato il 17 ottobre 2020, fotografava lo scenario
all’emergenza sanitaria hanno contribuito anche a
economico e sociale dell’attuale crisi da Covid19, lanciando l’allarme sulla nascita conseguente di nuove forme di povertà. Un quadro di impoverimento inaspritosi in pochi mesi allargando la platea degli ultimi. Non abbiamo ancora contezza dei numeri assoluti. I nuovi poveri che nel 2020 si sono presentati per la prima volta ai centri di ascolto Caritas sono passati dal 31% al 45%. Un dato impressionante che ha citato anche il nuovo premier Mario Draghi nel discorso alle Camere. Significa che quasi una persona su due che si rivolge alla Caritas in parrocchia non si era mai vista. E sempre di più sono famiglie con minori, donne, giovani che dal precariato sono passati alla disoccupazione. I nuclei italiani sono la maggioranza (52% rispetto al 47,9 % dello scorso anno). L’aspetto sociale e materiale della povertà è aggravato dalle difficoltà di accesso al credito offerto dal sistema bancario, che finisce per favorire altri circuiti di reperimento di denaro, in particolare Banchi dei pegni, Compro oro e l’usura, diceva un recente rapporto del Cnca. È la povertà più nascosta, che il Covid ha
L’ABBRACCIO
5
diminuire notevolmente il gioco d’azzardo sia online sia
di ricevere un’educazione adeguata alla loro crescita.
tradizionale, ma subito dopo l’allentamento delle norme,
Secondo Save The Children, la pandemia ha causato
è stato boom soprattutto del gioco via web, come
una crescita esponenziale della povertà materiale ed
sottolinea è stata una ricerca condotta dall’Istituto
educativa per i bambini, le bambine e gli adolescenti
Superiore di Sanità in collaborazione con l’Istituto Mario
che vivono nei contesti più svantaggiati. Un giovane tra
Negri, l’Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la rete
i 6 e i 17 anni su otto non ha a propria disposizione un
Oncologica (ISPRO), l’Università degli studi di Pavia e
Pc o un tablet per seguire la didattica a distanza, ma al
l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, basata
Sud la percentuale passa dal 12 al 19%, con la carenza
sull’abitudine al gioco degli italiani.
di mezzi tecnologici che riguarda così un bambino o
Le analisi emerse hanno riguardato le abitudini di gioco nel periodo del lockdown, tra il 27 aprile ed 3 maggio 2020, messi a confronto con le abitudini precedenti la pandemia e con una successiva fase di restrizioni parziali nel periodo compreso tra il 27 novembre ed il 20 dicembre 2020. Il dato più significativo riscontrato dai ricercatori è che “la pratica del gioco d’azzardo dal 16,3% del periodo prepandemico è scesa durante il periodo di lockdown al 9,7% per poi risalire al 18% nel periodo di restrizioni parziali”. Nello specifico, il gioco d’azzardo non online è diminuito dal 9,9% del periodo precedente la pandemia al 2,4% del periodo segnato dal lockdown, per poi registrare una risalita all’8% nel periodo di restrizioni parziali. Per quanto riguarda il gioco sul web, si è passati dal 10% del periodo precedente la pandemia all’8% del lockdown, con un’impennata pari al 13% nel periodo di restrizioni parziali.
ragazzo su cinque. Secondo la ricerca inoltre quasi un bambino/ragazzo su due, il 45,4%, ha difficoltà con la didattica a distanza, perché deve condividere gli strumenti informatici con altri membri della famiglia, mentre il 5,7% non ha a disposizione in casa nessuno strumento. Ma in tempi incerti, in cui dopo la levata a favore delle riaperture si punta il dito contro la scuola chiedendone la chiusura a ogni impennata dei contagi, studi psicologici dimostrano quali problemi produca la dad anche in chi riesce a seguire le lezioni davanti all o schermo del pc. Secondo il presidente degli psicologi David Lazzari che ha illustrato diverse inchieste ai senatori “la scuola a distanza produce stress e disturbi del sonno. Nelle bambine produce soprattutto ansia, depressione e ritiro dalla scuola. Nei maschi rabbia, aggressività e opposizione. Un aumento dei problemi psicologici è stato rilevato, in particolare, da un’indagine italiana che ha potuto osservare gli stessi bambini
Nel corso del lockdown, il tempo medio dedicato al gioco è aumentato di quasi un’ora. E l’1,1% di coloro che hanno dichiarato di non aver mai giocato prima della pandemia, ha poi ammesso di aver iniziato a giocare proprio nel periodo di totale restrizione, con il 19,7% di coloro che già erano soliti giocare ad aver incrementato l’attività totale di gioco. Dato, che riguarda con più frequenza secondo l’indagine “giovani, fumatori, consumatori di cannabis e coloro che avevano un consumo rischioso di alcolici”. Anche l’uso di psicofarmaci, la bassa qualità della vita, la scarsa
ora e negli anni precedenti. E ha, così, registrato un aumento del 24% dei problemi psicologici”. È stata colpita
la
relazione,
importantissima
soprattutto
per la strutturazione dell’identità psicologica in età adolescenziale. E lo stesso studio diventa molto più passivo,
serve
un
ambiente
emozionalmente
più
coinvolgente per la trasmissione dei contenuti. Le prime conseguenze sono molto preoccupanti e creano una nuova forma di povertà perché si stima che non meno di 34mila ragazzi abbiano abbandonato o siano propensi a non ritornare a scuola.
quantità di sonno, la depressione e l’ansia sono stati elementi emersi come “significativamente correlati ad
Crescita
un aumento dell’attività di gioco durante il lockdown”.
dipendenza, in particolare dall’azzardo, e dell’abbandono
della
povertà
materiale,
dell’usura,
della
scolastico in età adolescenziale, ferita dal Covid nelle Veniamo dunque ai giovanissimi perché un altro aspetto di povertà materiale e relazionale è causato dalla didattica a distanza (Dad).
relazioni e nella qualità dell’apprendimento oltre che della vita quotidiana. Oggi la sfida è ridurre queste nuove povertà e circoscriverle a questo tempo difficile.
Il digital divide italiano, già forte tra nord e sud e tra
Tocca alla società civile far sentire alla politica la propria
città e provincia, è aggravato dalla disuguaglianza
voce in difesa dei più deboli e chiedere alla politica una
economica e rischia di rendere più profondo il solco
decisa sterzata verso il bene comune per poterci rialzare.
che esclude molti bambini e ragazzi dalla possibilità
Consci del fatto che nessuno deve restare indietro.
6
L’ABBRACCIO
L’esperienza della povertà non è solo mancanza di benessere materiale di Don Francesco Soddu, direttore Caritas Italiana
e abbiamo potuto imparare qualcosa in
«S
è quello del “bene comune”. Che non è la somma
tutto questo tempo – sottolinea Papa
dei singoli beni individuali ma il risultato di una
Francesco - è che nessuno si salva da
giustizia sociale in cui è rispettata la dignità di ogni
solo. Le frontiere cadono, i muri crollano e tutti i discorsi
persona.
integralisti si dissolvono dinanzi a una presenza quasi impercettibile che manifesta la fragilità di cui siamo fatti».
Fondamentale, accanto agli aiuti materiali, è stato, è e continuerà ad essere lo stile Caritas di ascolto e
A questo proposito risulta più che mai attuale quanto
di relazione che aiuta le persone a non avvertire il
sottolineato dall’articolo 1 del nostro statuto nel
senso di abbandono, a rafforzare la propria autostima
passaggio in cui si raccomanda che l’azione della
e a trovare il coraggio per andare avanti. La sfida
Caritas anche per combattere la povertà debba essere
principale è quella di riuscire ad essere stimolo affinché
“in forme consone ai tempi e ai bisogni”.
tutti, singoli e comunità, possano vivere una reale e
Ne nasce una sfida alla politica ma anche a quanti sono
appassionata attenzione a chi è nel bisogno e anche di
interpellati dal vangelo della carità. Il presupposto
poter di essere segno di una Chiesa in uscita che prova
L’ABBRACCIO
7
ad essere lievito anzitutto nelle comunità per “stringere
I giovani non devono essere solo oggetto di cura ma
legami di unità, di progetti comuni, di speranze
devono diventare maggiormente soggetti da includere
condivise” come auspica Papa Francesco, costruendo
nei processi decisionali e di responsabilità perché
insieme un futuro in cui ciascuno può sentirsi parte
possano essere protagonisti del proprio futuro. Per
di un progetto che ha contribuito a scrivere. Il virus
quanto riguarda le risposte concrete, in accordo con
ha colpito non soltanto le singole persone e le loro
le realtà diocesane, Caritas si sta ora concentrando
famiglie, ma tutte le comunità, a partire dai luoghi di
sul sostegno alla nascita e all’accompagnamento di
aggregazione. Eppure, paradossalmente, o meglio
start-up di inclusione lavorativa, gestite soprattutto da
provvidenzialmente, proprio questo è stato ed è il
giovani e rivolte ad altri giovani.
momento della comunità e della Chiesa.
Nello stesso tempo va detto che a fronte di uno
Per una Chiesa che sa farsi missionaria, la carità
spettro di fenomeni tanto vasto e inedito, le Caritas,
diventa condizione fondamentale per affrontare in
spesso proprio grazie ai giovani, hanno evidenziato
modo costruttivo i problemi che la pandemia presenta.
una grande capacità di adattamento, mettendo in atto
Non tanto e non soltanto per dare aiuti materiali,
risposte innovative e diversificate, mai sperimentate
ma soprattutto per garantire la presenza costante,
in precedenza, ma sempre nel rispetto delle norme
condividere le difficoltà e aiutare ad affrontarle
anti Covid. Si possono citare ad esempio i servizi di
insieme. Immergendosi nelle sofferenze e nei problemi
ascolto e di accompagnamento telefonici, o l’ascolto
di ogni comunità e di ogni persona, difendendone con
organizzato all’aperto, la consegna di pasti a domicilio
coraggio i valori, la dignità e i diritti.
e la fornitura di pasti da asporto (in sostituzione o
8
L’ABBRACCIO
per alleggerire le tradizionali mense), la distribuzione
Le disuguaglianze sono la conseguenza di scelte
di dispositivi di protezione individuale e igienizzanti,
concrete, di processi politici che escludono i più
la messa a disposizione di alloggi per i periodi di
poveri. Le disuguaglianze e l’esclusione sono anche
quarantena e isolamento, i servizi legati all’acquisto
alla radice di una maggiore conflittualità sociale. Con
e distribuzione di farmaci e prodotti sanitari, i servizi
il loro aumento apriamo la strada ad un mondo di
di
conflitti e di contrapposizioni.
assistenza
psicologica,
l’assistenza
domiciliare
per anziani e disabili, i doposcuola e il sostegno
Tra i beneficiari dei servizi Caritas in questi mesi ne
telefonico per lo svolgimento dei compiti, il supporto
abbiamo incontrato molti che abbiamo definito “nuovi
e l’orientamento rispetto alle misure governative...
poveri”, ovvero soggetti che per la prima volta hanno
Una vivacità di iniziative e opere, realizzate grazie alla
sperimentato condizioni di disagio e di deprivazione
disponibilità di oltre 62 mila volontari, a partire dai
economica tali da spingerli a chiedere aiuto, anche
giovani del servizio civile universale, che da nord a sud
con una certa vergogna. Aumenta in particolare il peso
del paese si sono spesi a favore dei più vulnerabili.
delle famiglie con minori, delle donne, dei giovani,
L’impatto della pandemia deve essere analizzato
dei nuclei italiani e delle persone in età lavorativa.
nelle
Prevalgono i disoccupati, le persone con impiego
diverse
dimensioni
dell’ecologia
integrale, anche
irregolare fermo a causa delle restrizioni imposte
sviluppo
dal lockdown, i lavoratori dipendenti in attesa della
sostenibile: le dimensioni ambientali, economiche e
cassa integrazione ordinaria o in deroga e i lavoratori
sociali, politiche, antropologiche. Si intrecciano così
precari o intermittenti che, al momento della presa in
ambiente, economia e società in una visione olistica e
carico, non godevano di ammortizzatori sociali. Tra le
di sistema: la pandemia non è nata per caso ma è una
categorie più colpite ci sono anche i ragazzi fuori dai
conseguenza del nostro antropocentrismo e ha la sua
circuiti educativi e lavorativi (i c.d. Neet), mentre tra
tra
loro
interconnesse
nell’Agenda
2030
sugli
come
sottolineato
obiettivi
dello
le richieste crescono in modo preoccupante quelle di
causa principale nel degrado dell’ecosistema.
beni alimentari e prodotti di prima necessità La povertà non è stata causata dalla pandemia, ma questa ultima rende ancora più evidenti le contraddizioni nostro
del
modello
di
mondo
nel
sviluppo
quale esclude,
viviamo.
Il
produceva
già prima scarti umani: poveri, anziani, lavoratori, donne, bambini, migranti, popoli indigeni. Il degrado dell’ecosistema si unisce dunque al degrado sociale: gli scarti sono le principali vittime di questo sistema e quindi anche della pandemia. L’assenza di sistemi di protezione sociale espone chi non ha ‘riserve’ a un impatto devastante; laddove i sistemi sanitari sono messi a dura prova, sono ovviamente i più poveri a trovare i maggiori ostacoli nell’accedere al vaccino e a cure efficaci se necessarie; e nel caso dei sistemi scolastici, sono i bambini delle famiglie più vulnerabili a pagare il prezzo maggiore, proprio coloro che prima della pandemia facevano più fatica a integrarsi in un percorso scolastico.
Accanto ai classici ambiti di bisogno, comunque aggravati
dalla
pandemia,
sono
poi
comparsi
fenomeni nuovi, ad esempio le difficoltà di alcune famiglie rispetto alla didattica a distanza, a cominciare dall’impossibilità di accedere alla strumentazione adeguata – tablet, pc, connessioni internet. I territori hanno
sottolineato
anche
un
accentuarsi
delle
problematiche familiari, ovvero conflitti di coppia, maltrattamenti e violenze, difficoltà di accudimento di bambini piccoli o di familiari colpiti da disabilità, tensioni
tra
genitori
e
figli
e
il
preoccupante
fenomeno del femminicidio. In generale l’acuirsi delle disuguaglianze che continuano a crescere in maniera esponenziale mina gravemente la coesione sociale e favorisce l’aumento delle tensioni nelle fasce di popolazione più colpite. La questione non è dunque di categorie. È questo il momento di “fare squadra”, partendo dagli ultimi, puntando sulla
Sono proprio le disuguaglianze a uscire rafforzate
solidarietà e rilanciando i contenuti della “Fratelli
dagli eventi di questi ultimi mesi: chi gode di una
tutti” e del Messaggio per Giornata della pace 2021.
posizione favorevole sotto il profilo sociale e politico
Per risolvere, con uno sguardo globale, crisi tra
sta vedendo questa posizione rafforzarsi, mentre
loro fortemente connesse, come quella climatica,
chi viveva situazioni di fragilità sta vedendo questa
alimentare, economica e migratoria, e progettare un
fragilità aumentare.
futuro libero da tutte “le pandemie.
L’ABBRACCIO
9
Ripartire “con” i bambini di Marco Rossi Doria, Vicepresidente della Fondazione “Con i Bambini”
n Italia vivono circa 9,8 milioni di bambini e
I
anche i quartieri, a volte difficili, in cui genitori e ragazzi
adolescenti. Di questi, 2,3 milioni sono in povertà
vivono, i problemi di integrazione a causa di lingue e
relativa e 1,3 milioni in povertà assoluta. Circa un
culture diverse, la discontinuità scolastica, la carenza di
terzo del totale dei minori in Italia è in povertà. Numeri
offerte culturali nel territorio, l’impossibilità di praticare
impressionanti, specchio delle disuguaglianze crescenti
sport, la mancanza di accesso a internet o ai dispositivi
con ricadute drammatiche anche in ambito educativo.
per seguire la didattica a distanza, il vivere in case
L’anno scolastico in corso è faticoso per tutti: docenti,
sovraffollate senza uno spazio privato in cui studiare.
educatori, genitori, bambini e ragazzi. Alle difficoltà
Ad oggi, Con i Bambini – organizzazione senza scopo
legate alla scuola a singhiozzo, con continue riaperture
di lucro interamente partecipata dalla Fondazione Con
e
con
il Sud e nata nel 2016 proprio per attuare i programmi
l’opportuno distanziamento e l’uso delle mascherine
del Fondo - ha pubblicato undici bandi, selezionando
in classe, si aggiunge un’altra difficoltà. La fatica più
complessivamente 384 progetti in tutta Italia, sostenuti
grande, infatti, è tenere collegati alla scuola tutti i
con un contribuito di oltre 302 milioni di euro. Sono
bambini e ragazzi più fragili, concentrati nelle aree
interventi promossi da partenariati che interessano
dell’esclusione sociale, ovunque ma in particolare nel
direttamente 6.700 organizzazioni, tra Terzo settore,
Sud, e con un trend purtroppo in evidente aumento
scuole, enti pubblici e privati e che coinvolgono quasi
secondo tutti gli osservatori sul campo.
mezzo milione di bambini e ragazzi. È un grande
chiusure,
alla
sicurezza,
importantissima,
Papa Francesco parla di crisi educativa planetaria. Le organizzazioni internazionali mostrano dati allarmanti. Il civismo educativo si riunisce intorno ad analisi rigorose e a obiettivi chiari e condivisi.1 Si tratta di centinaia di agenzie educative di ogni parte d’Italia, diversissime per impegno, ispirazione e sensibilità che hanno trovato un accordo sull’urgenza di raggiungere i più
cantiere educativo che dimostra come, grazie alla collaborazione tra pubblico e privato, e grazie all’azione delle persone “con” i bambini e i ragazzi, sia possibile portare avanti buone pratiche sui territori per ispirare nuove, più efficaci e più innovative politiche pubbliche, affinché nessun bambino o adolescente in povertà resti indietro.
colpiti dal black out educativo, con un’offerta educativa
In questi giorni c’è la richiesta urgente di dotare le
personalizzata, con un’attenzione speciale al benessere
scuole delle risorse necessarie, migliorare la qualità
psicologico, alle necessità degli alunni disabili e agli
dell’istruzione
adolescenti usciti dal circuito scolastico. La grande rete
la povertà educativa e la dispersione scolastica,
dei partenariati nati grazie al “Fondo per il contrasto
definire un piano strategico nazionale sull’infanzia e
2
rendendola
più
equa,
contrastare
della povertà educativa minorile” e all’azione di Con i
sull’adolescenza povere. Il dibattito in atto e le decisioni
Bambini si muove nella stessa direzione.
da prendere sulla destinazione dei Next Generation
Il Fondo nasce da un’alleanza tra le Fondazioni di origine
Funds dell’Unione Europea sono parte di tale spinta.
bancaria, rappresentate da Acri, con Governo e Terzo
Entro
settore per dare una risposta concreta alla povertà
per i nostri bambini e ragazzi più deboli è stata
educativa.
non
particolarmente importante l’esperienza diffusa della
riguarda solo le difficoltà economiche delle famiglie, ma
costruzione di comunità educanti che coinvolgono tutti
Un
fenomeno
multifattoriale,
che
questo
“paesaggio
di
possibile
riscatto”
1 “Investire nell’infanzia: prendersi cura del futuro a partire dal presente” (dicembre 2020), documento promosso da Alleanza per l’Infanzia con la rete #educAzioni https://acp.it/assets/media/download/Investire_nell%E2%80%99infanzia__- _Rapporto_Alleanza_EducAzioni_ENG.pdf 2
www.conibambini.org
10
L’ABBRACCIO
gli attori dell’educare – dai docenti ai doposcuola, agli
autonomie scolastiche, civismo, parti sociali sulla base
educatori, agli esperti dei comuni, ai trainer sportivi,
dell’art. 118 della Costituzione. Ma per dare continuità
agli scout, alle parrocchie, etc. In questi giorni, Con i
a queste alleanze e poter davvero contrastare povertà
Bambini ha pubblicato sul proprio sito un nuovo bando
minorile ed educativa e fallimento formativo sono
dedicato proprio alle comunità educanti, per creare o
indispensabili le risorse. Serve almeno il 15% delle spese
rafforzare le alleanze educative nei territori.
complessive dedicate alla ripartenza. Per “rimuovere
Ben prima della crisi pandemica, i primi investimenti per mettere in campo azioni per contrastare la crescente povertà educativa in Italia e anche per provare e valutare con rigore i risultati degli interventi,
gli ostacoli” che impediscono il “pieno sviluppo della persona”, come recita l’art. 3 della nostra Costituzione, la spesa in istruzione, crollata al 3,5% in rapporto al PIL, deve rientrare nella media dell’Unione Europea, al 4,5%.
insieme a chi li attua, sono venuti proprio dal Fondo per
Ma non basta, ci vuole un surplus di investimento
il contrasto della povertà educativa minorile. Così, nel
educativo che affianchi le maggiori risorse da dare alla
tempo delle scuole chiuse, decine di queste esperienze
scuola. Non vi sarà, infatti, crescita con un terzo dei
di esperta collaborazione tra scuola e civismo educativo
nostri ragazzi in situazione di debolezza e di mancato
hanno, nel concreto, mostrato di sapere raggiungere
apprendimento. I modelli messi in campo da Con i
bambine e bambini, ragazze e ragazzi nelle aree di
Bambini rappresentano la prova che questa via non
grave crisi sociale tenendoli dentro il campo della
solo è possibile operativamente, ma porta risultati
scuola, della partecipazione, della comunità. Dove
importanti e misurabili.
non vi erano queste condizioni, costruite nel tempo, la battaglia contro l’estendersi delle povertà è stata ed è ben più dura.
La scuola va sostenuta, ma da sola non può farcela. Solo se vi sarà questo investimento ulteriore, i bambini e ragazzi, i docenti e i genitori, anche nelle situazioni di
Il fulcro di ogni ripartenza educativa sta nell’alleanza,
maggiore difficoltà, avranno una concreta prospettiva
su base paritaria, territorio per territorio, tra comuni,
di ripartenza educativa.
L’ABBRACCIO
11
Ripensare la società a partire dagli ultimi di Roberto Zuccolini, portavoce della Comunità Sant’Egidio
N
egli ultimi mesi sono diventati sempre più
Oxfam International: solo nel 2020, i dieci uomini
chiari gli effetti economici e sociali della
più ricchi del mondo hanno aumentato il proprio
crisi sanitaria che stiamo vivendo. A livello
patrimonio di ben 540 miliardi di dollari.
mondiale, prima della pandemia, il numero di persone
Si tratta di una situazione senza precedenti nella
che vivevano in povertà estrema era diminuito,
storia recente, alla quale è necessario rispondere con
calando dal 26% del 1990 al 10% del 2015: sono stati
creatività e, soprattutto, insieme. Nessun paese, infatti,
anni di progresso verso il raggiungimento del primo
è in grado di uscire da solo da questa crisi. “Nessuno
Obiettivo di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite,
si salva da solo” è stato l’appello che abbiamo sentito
“Porre fine a ogni forma di povertà nel mondo”. La
risuonare in piazza del Campidoglio lo scorso 20
crisi scatenata dal COVID-19 ha invertito bruscamente
ottobre da Papa Francesco insieme ai leader delle
questa tendenza. Una nuova ricerca pubblicata dall’UN
religioni mondiali nella Preghiera per la Pace, promossa
World Institute for Development Economics Research
come ogni anno dalla Comunità di Sant’Egidio. Nel
avverte che le ricadute economiche della pandemia
cuore della pandemia non suona solo come uno slogan,
potrebbero far precipitare sotto la soglia della povertà
ma come un programma per ripartire e affrontare le
estrema ben mezzo miliardo di persone, ovvero l’8%
sfide aperte dalla crisi sanitaria.
della popolazione mondiale. Si acuiscono anche le
L’enciclica Fratelli Tutti, che ha fatto da sfondo agli
disuguaglianze, come ricorda l’ultimo rapporto di
interventi del Papa di quest’ultimo periodo, ha reso
12
L’ABBRACCIO
ancor più esplicita e concreta la proposta per ricostruire
media di 19.000 pacchi al mese, mentre, solo a Roma,
il mondo a partire dalla miseria, dallo sfruttamento
da 3 centri di distribuzione di aiuti alimentari siamo
della Terra, dalle relazioni infrante o inesistenti. La vera
passati rapidamente a 28. Le mense di Sant’Egidio
ricostruzione, l’unica possibile, non può che partire
sono rimaste sempre aperte anche durante il periodo
da una visione solidale, umana, prima ancora che
del lockdown e, in alcuni casi, come a Novara, è stato
cristiana, del vivere insieme. Occorre un modo nuovo
necessario aprire nuove sedi, oppure, come a Roma,
di fare la storia, una nuova economia che non produca
aumentare i giorni di apertura per continuare a offrire
miseria per tanti e ricchezza per pochi, insieme a nuovi
pasti a chi è in difficoltà. Il numero degli aiuti offerti,
modelli di sviluppo, di progresso e di sostenibilità,
che negli ultimi mesi hanno registrato un ulteriore
ha indicato il Papa nel suo videomessaggio per
aumento, fanno capire quanto la pandemia stia
l’incontro di Assisi “The economy of Francesco”.
incidendo sulla vita delle persone.
Gli esclusi, ha raccomandato Francesco, “cessino di essere una presenza meramente nominale, tecnica o funzionale per diventare protagonisti della loro vita come dell’intero tessuto sociale… da loro impariamo a far avanzare modelli economici che andranno a vantaggio di tutti, perché l’impostazione strutturale e decisionale sarà determinata dallo sviluppo umano integrale”. È una proposta che va messa in pratica a più livelli, a cominciare dall’ambiente in cui viviamo, fino alla politica internazionale. È un cambiamento che parte dal basso, dalle nostre vite individuali e dal nostro impegno sociale per innescare un processo di ricostruzione più ampio.
Tuttavia, l’apertura di tanti nuovi centri di distribuzione e la moltiplicazione dei pacchi e pasti offerti ci racconta anche un’altra storia: significa che c’è tanta gente che si è mobilitata, che c’è una moltiplicazione di forze della società civile disponibili a dare una mano, persone che hanno sentito di dover rispondere con il proprio impegno alla crisi generata dalla pandemia. Ai centri della Comunità, accanto all’aumento della povertà, abbiamo assistito ad una significativa crescita della solidarietà, un segnale importante per il futuro del nostro paese, anche perché si tratta soprattutto di giovani e giovanissimi che scelgono di mettere a disposizione il loro tempo e la loro creatività per le
I dati del CENSIS, recentemente pubblicati, ci parlano
fasce più deboli della popolazione. E quando si risolve
di 5.000.000 di italiani che faticano a garantirsi pasti
il problema dei più fragili, di chi ha meno protezione, è
regolari nella giornata. Ben 7,6 milioni di famiglie
tutta la società a rafforzarsi.
hanno avuto un peggioramento del proprio tenore di vita. È un fenomeno che riguarda tanta parte dei nostri concittadini, anche perché si calcola che oltre 500.000 posti di lavoro siano stati persi dal marzo 2020, cioè dall’inizio della pandemia, a oggi. Le persone più colpite dalla crisi sono quelle che lavoravano in ditte per le pulizie, nel campo della ristorazione, negli alberghi, nel settore enorme del turismo che è in profonda contrazione, insieme a tutti i lavoratori e gli operatori del mondo dello spettacolo, con la chiusura di cinema e teatri e il divieto di organizzare concerti. Ci sono persone che da un giorno all’altro, o comunque in pochi mesi, si sono trovate inaspettatamente colpite dalla crisi e senza lavoro.
In altre parole, ripensando la società a partire dagli ultimi, la ripensiamo per tutti. Certo, occorre ora disegnare un progetto più organico e sistematico per fare ripartire il paese con il valore aggiunto di una solidarietà riscoperta come necessaria. Ma il messaggio sta cominciando a passare a livello della popolazione. E’ stata in questi mesi una risposta immediata, in qualche modo spontanea, da parte chi aveva tempo a disposizione e ha voluto seguire l’esempio di chi già era impegnato in questo campo, ma oggi – a distanza di un anno dall’inizio della pandemia - capiamo meglio che si tratta di una preziosa opportunità da cogliere e da collocare tra le priorità. Come ha ricordato Papa
Francesco
nel
già
citato
videomessaggio
La Comunità di Sant’Egidio, attiva con la sua rete
sul
di solidarietà in tutte le regioni italiane, ha visto
economiche e sociali: “Da una crisi mai si esce uguali:
aumentare le richieste di aiuti alimentari in modo
usciamo meglio o peggio. Facciamo crescere ciò che
esponenziale: solo da marzo a fine ottobre scorso,
è buono, cogliamo l’opportunità e mettiamoci tutti al
nella prima fase della pandemia, ha distribuito in Italia
servizio del bene comune. Voglia il Cielo che alla fine
150.000 pacchi alimentari, cioè due volte e mezzo in
non ci siano più ‘gli altri’, ma che impariamo a maturare
più dello stesso periodo dell’anno precedente, con una
uno stile di vita in cui sappiamo dire ‘noi’ ”.
cambiamento
di
prospettiva
nelle
politiche
L’ABBRACCIO
13
Poveri, quasi poveri e la crescente precarietà sociale di Remo Siza, sociologo, autore e ricercatore internazionale
N
umerose ricerche hanno rilevato come la
potevano contare nei mesi scorsi su un reddito
pandemia e le misure di contenimento che
adeguato e che a causa della crisi sono diventate
sono state adottate hanno profondamente
povere. In altri contesti, le persone che chiedono
cambiato le condizioni di vita delle famiglie italiane.
assistenza alimentare sono considerate come un
Rapporti e indagini dell’ISTAT e della Banca d’Italia
gruppo
evidenziano che gran parte delle famiglie italiane ha
povertà e condizioni di reddito appena più favorevoli, i
subito una notevole riduzione del proprio reddito e
cosiddetti “quasi poveri”, persone che da lungo tempo
dell’orario di lavoro. La Banca d’Italia nel suo ultimo
vivono appena al di sopra della soglia di povertà e che
Bollettino Economico rileva che la quota di nuclei che
una crisi, anche meno drammatica di quella che stiamo
dichiarano di aver subito dall’inizio della pandemia
vivendo, crea condizioni di vita non più sostenibili.
un calo del reddito, è pari al 30 per cento con un
L’Istat stima che in Italia i quasi poveri costituiscono
miglioramento rispetto al dato della rilevazione di
poco più del 7% della popolazione: sono in questa
aprile-maggio 2020, mesi nei quali la riduzione del
condizione le famiglie che hanno una spesa superiore
reddito aveva interessato circa la metà delle famiglie.
alla linea convenzionale di povertà relativa di non oltre
La crisi economica ha colpito maggiormente le famiglie
il 20%.
appartenenti ai quinti più bassi della distribuzione del reddito da lavoro.
circoscritto,
costantemente
in
bilico
fra
Probabilmente, però, il termine povertà non ci aiuta a definire queste condizioni sociali e ad individuare
L’Istat, nel Rapporto annuale e nei successivi rapporti
gli strumenti di politica sociale più appropriati. La
trimestrali, rileva che nell’ultimo quadrimestre del
crescente richiesta di beni essenziali da parte di
20202 rispetto allo stesso periodo del 2019, le forze di
nuovi gruppi sociali che molte associazioni stanno
lavoro hanno segnato un calo di 596mila unità, con un
affrontando è significativamente diversa da quella del
contributo negativo sia degli occupati (-432mila unità)
passato: è meno persistente e cresce in un contesto
sia dei disoccupati (-164mila unità) che, in parte, si è
sociale caratterizzato dall’aumento dell’insicurezza
tradotta in un aumento degli inattivi (+429mila unità).
sociale ed economica.
Nel periodo considerato, la flessione dell’occupazione ha interessato in misura prevalente i contratti a termine (-275mila unità) e gli indipendenti (-105mila unità) e una forte caratterizzazione di genere a sfavore delle donne.
Per molte di queste persone, la richiesta di assistenza alimentare è una fase molto breve della vita, una fase drammatica, che lascia, però, possibilità di recupero, che non cambia in modo irreversibile la loro identità sociale. Le possibilità di superare la condizione di
Numerose organizzazioni di volontariato (Caritas,
povertà estrema e di ritornare a condizioni di vita più
Fondazione Banco Alimentare, Action Aid) hanno
accettabili rimangono sostanzialmente intatte. Questi
osservato
è
gruppi sociali possiedono qualifiche professionali,
raddoppiata in questi mesi. Il 45% delle persone che
possibilità di inclusione nel mercato del lavoro, una rete
richiedono beni essenziali sono persone che non si
di relazioni informali e la capacità di gestire situazioni
sono mai rivolte alla Caritas negli anni precedenti.
critiche.
Questi
assistenza
Questa condizione esprime per lo più una fragilità
alimentare sono spesso definiti nel dibattito pubblico
delle posizioni sociali di volta in volta raggiunte molto
come i “nuovi poveri”, per riferirsi a persone che
diffusa, non coinvolge solo gruppi sociali circoscritti. In
14
che
nuovi
L’ABBRACCIO
la
richiesta
gruppi
che
di
beni
alimentari
chiedono
realtà è indispensabile definire strumenti che ci aiutino
“zona di disaffiliazione” e della povertà. Ma una parte,
a cogliere le reali tendenze della società italiana, a
sicuramente maggioritaria, riesce ad evitare condizioni
ricomporre le informazioni che abbiamo raccolto in
profonde di deprivazione economica
questi mesi. La distinzione fra tre “zone di coesione sociale”, introdotte in questi anni da Robert Castel, può essere utile. Questo autore individua:
Gli impatti della pandemia su queste tre sfere della vita stanno creando sicuramente una crescita della povertà, ma soprattutto la crescita di nuove condizioni
- la zona di integrazione, caratterizzata da contratti di
economicamente e socialmente più vulnerabili: forme
lavoro a tempo pieno, relativa stabilità delle relazioni
di precarietà lavorativa assistita attraverso prestazioni
sociali, benefici di welfare adeguati;
di
- la zona di vulnerabilità, la zona cioè dell’insicurezza economica e sociale, del lavoro temporaneo e mal retribuito, di insufficienti protezioni di welfare e di fragilità delle relazioni primarie;
welfare
più
generose,
forme
di
deprivazione
economica vissute, però, meno individualmente come condizione collettiva e con il supporto di relazioni familiari che la crisi ha rafforzato. Condizioni di vita che in molti casi sacrificano la dignità delle persone e
delle famiglie, ma che spesso riescono a “trattenerle” - la zona della disaffiliazione o dell’esclusione (esclusi stabilmente dal mercato del lavoro, grave deprivazione materiale, fragilità delle relazioni primarie e perdita di buona parte delle tutele sociali). Le ricerche della Banca d’Italia, dell’Istat e di alcune
evitando a molti di loro la caduta in forme severe e persistenti di povertà. Certamente crescono i nuovi poveri, ma molte famiglie italiane non sono cadute in povertà in quanto la struttura della società italiana e le sue capacità di integrazione non si sono dissolte.
associazioni di volontariato ci fanno pensare che la crisi ha ridotto la zona della integrazione, ma
In questi mesi non stiamo assistendo ad un “collasso”
soprattutto, ha ampliato a dismisura la zona della
dei tre pilastri dell’integrazione sociale, delle sfere
vulnerabilità. Sicuramente una parte dei gruppi sociali
di vita cioè da cui dipende la nostra integrazione: il
vulnerabili, la cui dimensione numerica è ancora
lavoro, la famiglia e il welfare. Anzi, per tanti motivi,
difficile da individuare, sta scivolando verso la terza
la pandemia ha invertito buona parte delle tendenze
L’ABBRACCIO
15
alla progressiva erosione di due sfere di vita (il
vicinato, nuove forme di socialità e di aiuto reciproco,
welfare e la famiglia). In primo luogo, ha invertito
nella costruzione di nuove forme associative.
tendenze che sembravano irreversibili verso una
In terzo luogo, la pandemia ha, invece, peggiorato
progressiva riduzione delle prestazioni di welfare e
ulteriormente le criticità storiche del mercato del
di contenimento dei costi. In questi mesi, le risorse
lavoro italiano: crescono i lavori scarsamente retribuiti,
del welfare sono cresciute notevolmente nel settore
il lavoro sommerso, i contratti a breve termine, si
sanitario, nell’istruzione con effetti che saranno visibili
riducono ulteriormente i posti di lavoro.
nel medio e lungo periodo; le politiche sociali hanno
Le società italiana non ci appare a questo punto
ora una maggiore capacità protettiva e inclusiva,
caratterizzata
seppure privilegino quasi esclusivamente interventi
polarizzata tra poveri e ricchi, ma anche una società
passivi di supporto al reddito.
soltanto
da
una
elevata
povertà,
caratterizzata dalla presenza di molte posizioni sociali intermedie con condizioni di vita instabili e precarie.
In secondo luogo, si sono sensibilmente attenuati
La pandemia rischia di peggiorare le sue criticità
processi che negli anni scorsi hanno minato i rapporti
storiche: alta incidenza di lavori a basso salario, alta
reciproci di sostegno e cura e la capacità delle famiglie
percentuale di occupazione non standard e basso
di far fronte a rischi sociali vecchi e nuovi. La famiglia
tasso di transizione da questo segmento del mercato
in questi mesi ha manifestato una elevata e crescente
del lavoro a contratti standard, prevalenza di interventi
capacità di affrontare la crisi, di creare rapporti di
economici di welfare senza adeguate misure di
cura e di supporto tra i suoi membri e nell’ambito del
attivazione, bassa mobilità sociale ascendente.
16
L’ABBRACCIO
L’impegno per le persone in stato di povertà, per una vera giustizia sociale di Fabio Marante, segretario della CGIL Genova e della Liguria
C
on l’elezione al soglio pontificio del gesuita
momento storico e della parte del globo interessata.
Jorge Mario Bergoglio - tra i protagonisti
Troppo spesso sono poveri coloro che nascono in
della teologia del popolo - senza dubbio
paesi ricchi di materie prime: carovane di uomini e
il tema della povertà è tornato ad occupare spazio
donne, per terra e per mare, catalogate brutalmente
nel
importante,
migranti economico, che muovono dal Sud al Nord
cuore dell’esperienza pastorale, fatto del vissuto
dibattito
pubblico.
del Mondo. L’ascensore sociale è ancora ferma: troppi
esperienziale
di
sono i poveri, figli dei poveri. In tale logica l’Agenda
Buenos Aires, periferia del Mondo. Così, non è da
2030 dell’ONU propone i 17 goals sulle tre dimensioni
sorprendersi, se con la Lettera apostolica Misericordia
dello sviluppo sostenibile – economica, sociale ed
et Misera, Papa Francesco ha istituito nel 2017 la
ecologica – e appunto di porre fine alla povertà che la
Giornata mondiale dei poveri da celebrare in tutta la
pandemia ha spinto a livelli globali senza precedenti.
quotidiano
Argomento delle
villa
miserias
Chiesa quale impegno al fianco degli ultimi. La
povertà
colpisce
anche
l’anziana
Europa
Nuove orde di poveri alimentate dalla crisi pandemica
soprattutto nei paesi del Sud le cui economie hanno
del
stravolta
maggiormente sofferto la drammatica crisi finanziaria
nell’ultimo anno dal bisogno su scala internazionale –
della scorsa decade. Secondo il populismo nostrano
un numero di indigenti senza precedenti - caricando
la povertà è stata abolita con l’approvazione del
dunque di uno straordinario impegno collettivo il
Decreto Dignità ma è evidente che la realtà fattuale
messaggio del Pontefice.
sia differente e la povertà rappresenti un fenomeno
La povertà non è purtroppo una novità di questo
sociale, complesso e multidimensionale per esser
tempo. Tra definizioni sofisticate - connotazioni ed
strumentalizzato. La crisi pandemica ne ha esasperato
effetti - il pauperismo ha occupato buona parte della
gli effetti evidenziando le distanze economiche e
discussione politica nel succedersi dei secoli: povero
sociali, generando nuovi bisognosi, spingendo i
parassita, povero carico di valori cristiani, povero per
terzultimi tra i penultimi, i penultimi tra gli ultimi, in
scelta, povero escluso, povero problema di ordine
un vortice di terrore di scivolamento verso gli inferi
sociale, tra caritas ed indifferenza transitando per
sociali che alimenta diffidenza, odio, indifferenza.
Covid
19:
l’economia
mondiale
è
l’utilitarismo di chi governa nel ricercare l’eliminazione della sofferenza traguardando il massimo della felicità dei governati.
“Queste masse di poveri suscitavano, nei gruppi borghesi e nobiliari, soprattutto timore, per il rischio di disordini che minacciavano di mettere in crisi
L’indigenza si manifesta assieme agli egoismi degli
l’ordine sociale.” Straordinariamente attuali le parole
uomini ma non per questo bisogna abituarsi alla
dello spagnolo Jean Luis Vives che scrive sui poveri
povertà. Abbattere la povertà, aiutare l’oppresso,
quando la pestilenza sconvolse l’Europa del medioevo.
tendere la mano al bisognoso resta un obiettivo allo
Non sono forse di questo tempo le sorprendenti
stato ancora ampiamente disatteso: le contraddizioni
sanzioni da parte di zelanti amministratori ai danni
tra chi ha e chi non ha sono sempre presenti, in una
di vagabondi e dei senza fissa dimora? Tornano alla
forbice che ora si allarga ora si restringe, a seconda del
mente le parole che Manzoni fa dire ad Agnese “I
L’ABBRACCIO
17
poveri, ci vuol poco a farli comparir birboni”. Gli indigenti sono più vulnerabili, meno difesi e con ridotte possibilità di prevenzione e cure. Sono sotto gli occhi di tutti le drammatiche immagini delle popolazioni africane prive di protezioni, senza accesso all’acqua o ancora la sofferenza degli indigeni in Amazzonia alle prese con l’ennesima variante della virus. Senza dubbio l’intervento puntuale dell’Unione europea - dal rinnovato volto umano – registra un importante cambio di rotta per la coesione sociale
diocesane, persone che faticano a pagare affitti, colpite da difficoltà che trasmettono il disagio al nucleo familiare; e poi il lockdown che ha incrementato le difficoltà legate alla sfera sociale e psicologica, solitudine, marginalità e depressione, con particolare incidenza sui più fragili e deboli socialmente, anziani, migranti e donne, così come il ritardo, quando non l’impossibilità, di stare al passo della didattica a distanza per i figli violando quindi l’universalità del diritto allo studio.
nella gestione dell’emergenza garantendo regole
In questo contesto è evidente che non sia possibile
nella distribuzione del vaccino, argine al contagio e
essere
alla minaccia sovranista. La quotidianità mostra come
impegno collettivo per rendere più giusta la nostra
la crisi abbia avuto un fortissimo impatto sulla povertà
società evitando di trovarci alla fine della crisi
in Italia che muoveva da una situazione già di forte
in una situazione sociale peggiore del principio.
ritardo rispetto all’Unione Europea. Erano oltre un
Occorre un impegno sincero senza farsi contagiare
milione e mezzo di famiglie vivevano in condizioni di
dall’indifferenza
povertà assoluta; la media delle persone a rischio era
nessuno. I corpi intermedi, l’associazionismo diffuso,
maggiore rispetto alla media europea. La situazione
superata la notte della disintermediazione, devono
scontava differenze territoriali con particolare ritardo
proseguire la propria missione quotidiana quali attori
nel Mezzogiorno e per caratteristiche demografiche
fondamentali della società. Il sindacato confederale ha
con i giovani - bersaglio dell’assenza di politiche
sottoscritto protocolli di sicurezza per contemperare
di inserimento nel mondo del lavoro - più a rischio.
l’attività produttiva e regole sul contagio avanzando
Essere senza titolo di studio o essere straniero
la proposta di una visione di utilizzo della crisi per
determinava una incidenza maggiore.
cambiare paradigma di sviluppo economico. A ciò
La pandemia ha esasperato questa debolezza. Crisi
si aggiunge l’ambiziosa proposta della Carta dei
aziendali, perdita del lavoro, riduzione del salario,
diritti universali già depositata in Parlamento volta
working poors, percettori di cassa integrazione
ad includere gli esclusi e quindi una necessaria legge
e disoccupati: l’esercito dei nuovi poveri. Sono
sulla rappresentanza per contrastare contratti pirata,
oltre un milione i bisognosi che chiedono un pasto
dumping economico e sociale e dare dignità alle
caldo alimentando le fila delle mense delle Caritas
nuove forme di lavoro. La crisi ha mostrato anche
indifferenti
e
per
sia
quindi
evitare
di
necessario
lasciare
un
indietro
la necessità di una vera riforma universale degli ammortizzatori sociali e il rilancio delle politiche attive. L’impegno del patronato e dei centri fiscali al servizio della cittadinanza per il riconoscimento dei bonus pubblici ha garantito l’esigibilità delle forme di sussistenza pubbliche. Se dunque il quadro storico ci consegna purtroppo una drammatica quanto rinnovata crescita del bisogno e delle povertà si comprende come sia necessario un impegno diffuso e partecipato – parafrasando le parole evangeliche del Papa - poiché “fino a quando Lazzaro giace alla porta della nostra casa non potrà esserci giustizia né pace sociale”. Un appello a cui siamo tutti chiamati a rispondere convintamente per traguardare una vera giustizia sociale, termine quanto mai attuale introdotto peraltro da un altro gesuita Luigi Taparelli d’Azeglio nella enciclica Rerum Novarum.
18
L’ABBRACCIO
SOSTIENI IL CEIS GENOVA Con il tuo contributo potremo portare avanti i progetti di agricoltura sociale, finanziare le attività sportive per le comunità di minori, potremo finanziare progetti di reinserimento lavorativo e sviluppare campagne di prevenzione. COME PUOI SOSTENERCI Tramite Bonifico Bancario presso Banca Prossima S.p.A. Iban IT85 B033 5901 6001 0000 0007 632 Tramite Donazione on line collegandoti all’ indirizzo www.ceisge.org/ceis-genova-sostienici oppure Devolvi il tuo 5x1000 a Fondazione Centro di Solidarietà Bianca Costa Bozzo Onlus C.F. 95080550106
L’ECCELLENZA ITALIANA DEL COLORE www.gruppoboero.it