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Ceis Genova L'abbraccio n°101

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L’ABBRACCIO n101 Rivista trimestrale di informazione del CEIS Genova

2021

Povertà

Povertà Editoriale dell’Arcivescovo di Genova Marco Tasca ........................................................... 3

Povertà: le sfide della pandemia sociale di Paolo Lambruschi ........................................................... 5

L’esperienza della povertà non è solo mancanza di benessere materiale di Don Francesco Soddu ........................................................... 7

Ripartire “con” i bambini Povertà, povertà; quanto ci si rende conto che è una situazione che chiama la responsabilità collettiva! Ma che cos’è la povertà? È una casta? No, i poveri non sono una casta di intoccabili con cui lavarsi la coscienza. Povertà è una condizione possibilmente transitoria in cui si trova un essere umano o addirittura una popolazione. Povertà è tanto una situazione oggettiva che soggettiva e spirituale. Che in ogni caso impatta fortemente sulla persona. Ma povertà è anche un anelito, un guardare con serena umiltà a una condizione migliore. Nell’editoriale di questo numero il nostro Arcivescovo Mons. Marco Tasca dà l’impronta a riflessioni sulla povertà per sollecitare le coscienze verso una sensibilità individuale e collettiva per conoscere, interpretare e confrontarsi con la povertà. Buona lettura! Enrico Costa

16126 Genova • Via Asilo Garbarino, 6/B • Telefono 010.25.46.01 - Fax 010.25.46.002 r.a. N. 101 • 1° Trimestre 2021 • N. 1 del 2021 • Prezzo 1,00 euro Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 • Iscrizione al R.O.C. n° 16776 del 17/04/2008 Poste Italiane S.p.A. sped. abb. postale • D.L 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 N° 46) art 1 comma 1, DCB Genova

di Marco Rossi Doria ......................................................... 10

Ripensare la società a partire dagli ultimi di Roberto Zuccolini ..........................................................12

Poveri, quasi poveri e la crescente precarietà sociale di Remo Siza ..........................................................14

L’impegno per le persone in stato di povertà, per una vera giustizia sociale di Fabio Marante ..........................................................17


L’ABBRACCIO Dove possiamo Rivista trimestrale di informazione del CEIS Genova

incontrarci

Siamo anche in tutta Italia

Direttore responsabile Silvano Balestreri Caporedattore Alessandro Censi Buffarini In redazione Elisabetta Aicardi, Agnese Schiaffino Hanno collaborato Mons. Marco Tasca, Paolo Lambruschi, Don Francesco Soddu, Marco Rossi Doria, Roberto Zuccolini, Remo Siza, Fabio Marante Direzione e redazione ASS. CENTRO DI SOLIDARIETÀ di GENOVA Via Asilo Garbarino, 6 B 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 Fax 010.25.46.002

Fassolo Via Asilo Garbarino, 6-9/B - 16126 Genova Telefono 010.25.46.01 - Fax 010.25.46.002 ceisge@ceisge.org fondazione@pec.ceisge.org www.ceisge.org

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LA NOSTRA FILOSOFIA Siamo qui perché non c’è alcun rifugio dove nasconderci da noi stessi. Fino a quando

Impaginazione Xedum srl Stampa RESTART di Marina Cosco & C. sas Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 Sped. abb. postale 50% - Genova

Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

una persona non confronta se stessa negli

Casa Bozzo

occhi e nei cuori degli altri, scappa. Fino a

Via Edera 22 16144 Genova

segreti, non ha scampo da questi. Timoroso

che non permette loro di condividere i suoi di essere conosciuto né può conoscere se stesso né gli altri, sarà solo. Dove altro se non nei nostri punti comuni possiamo

Casa Apollaro Via Cavassolo 23 16022 Davagna (GE)

trovare un tale specchio? Qui insieme una persona può alla fine manifestarsi chiaramente a se stessa non come il gigante dei suoi sogni né il nano delle sue paure, ma come un uomo parte di un tutto con il suo contributo da offrire. Su questo terreno noi possiamo tutti mettere radici e crescere

Presidente CEIS Genova Enrico Giuseppe Costa

non più soli come nella morte, ma vivi a noi stessi e agli altri.

Direttore Generale CEIS Genova Paolo Merello

Galata

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Il Boschetto Di Campi – Società Cooperativa Agricola E Sociale

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Chi siamo Fondazione Centro Di Solidarietà Bianca Costa Bozzo Onlus Centro Di Solidarietà Di Genova Coop. Sociale Onlus Associazione Centro Di Solidarietà Di Genova Onlus

Ceis Genova Sport- Societa Sportiva Dilettantistica A R.L. Unipersonale

2

L’ABBRACCIO

Quiliano Via Convento 30 17047 Quiliano (SV)

Pescara


Povertà Editoriale di Mons. Marco Tasca, Arcivescovo di Genova

V

olentieri ho accolto l’invito a scrivere un

altre strutture assistenziali, dei 27 Centri di Ascolto

messaggio

L’Abbraccio,

vicariali. Ho ricordato i pesantissimi impatti negativi

per

i

lettori

de

pubblicazione del Centro di Solidarietà di

che la diffusione del covid ha sull’economia: il mondo

Genova, a pochi mesi dalla mia visita alle tre comunità

dell’industria con le sue aziende, il commercio, il

di Trasta, dove ho potuto conoscere meglio questa

turismo, la ristorazione, l’artigianato, i servizi pubblici e

realtà intrattenendomi con gli ospiti, gli operatori e i

privati, il porto e la navigazione, l’aeroporto, la logistica,

responsabili di tutte le aree di servizio.

i trasporti, le case di riposo, le scuole paritarie: tutti

Ringrazio ancora per la benevola accoglienza il

stanno patendo irrecuperabili perdite.

Presidente Enrico Costa, che porta avanti con dedizione,

Davvero grande è stato e continua ad essere lo sforzo

passione e amore quell’ ‘avventura’ che nel 1973 iniziò

della Chiesa genovese, in sinergia con gli enti pubblici

la sua mamma, Bianca Costa, figura indimenticata a

e attraverso le nostre numerose e ben organizzate

Genova.

strutture di volontariato, verso i poveri ogni giorno più

La scelta di spendersi per gli ultimi e per gli emarginati,

numerosi.

la scelta di dedicarsi alle persone più fragili della società,

In questo tribolato tempo storico, sappiamo bene però che

la scelta di dedicarsi alle vittime di dipendenze, al disagio

non è solo la povertà materiale a fare paura, ma è anche e

dei giovani, specie di quelli caduti nella trappola della

soprattutto la povertà ‘del cuore’ a spaventare: mi riferisco

tossicodipendenza, affinchè tutti abbiano la possibilità di

all’impoverimento e all’inaridimento delle relazioni, delle

riconquistare dignità e autonomia, è una forma davvero

emozioni, dei valori; tutti elementi e condizioni che la

alta di amore verso il prossimo, nel quale possiamo

pandemia ha esponenzialmente aggravato. Il virus, che ha

scorgere il volto di Gesù, come ricorda il passo del

provocato migliaia di decessi, non ha lavorato soltanto nei

Vangelo: “Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi

corpi: ha scavato dentro le anime, i cuori, i sentimenti, le

miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25, 39).

percezioni, il modo di pensare.

Mi è stata chiesta una riflessione sulla povertà, tema

Quanto manca a noi tutti incontrarci, scambiarci una

a cui è dedicato il numero di questa vostra rivista.

stretta di mano, un abbraccio; quanto ci fa soffrire non

Cercherò di analizzarne qualche aspetto, offrendo

poter stare vicino ai nostri anziani, ai più fragili, a coloro

alcuni spunti di meditazione.

che maggiormente avrebbero bisogno della nostra

La Diocesi di Genova ha una grande tradizione di

vicinanza!

carità cristiana, ne siamo consapevoli e grati a Dio

La tecnologia e i moderni mezzi della comunicazione ci

e al fiume di volontari che - nelle diverse e molteplici

vengono incontro e riducono un po’ le distanze, quindi

organizzazioni - si spendono in svariate forme di

grazie alle piattaforme online o alle videochiamate

necessità: le mense, l’accoglienza dei senza dimora,

possiamo ‘incontrarci’ e ‘vederci’, ma sappiamo bene

l’attenzione alle famiglie, alle donne e ai bambini, i viveri

che, pur essendo strumenti utili e necessari che ci

e le necessità della casa, l’accompagnamento dei più

consentono di far andare avanti al meglio le nostre

fragili, l’accoglienza e l’integrazione degli immigrati...

attività e i nostri appuntamenti, non possono in alcun

Nel mio discorso di fine anno per il tradizionale canto del Te Deum nella Chiesa del Gesù lo scorso 31 dicembre ho voluto evidenziare quanto e incessantemente,

modo sostituirsi alla vita vera, agli incontri veri, ai rapporti veri, alle relazioni vere e non schermati o filtrati da un monitor o da uno smartphone.

soprattutto in questo ultimo anno caratterizzato dalla

Sul piano sociale, la pandemia riesce anche a metterci

pandemia, la povertà abbia bussato alle porte delle

gli uni contro gli altri, allargando il solco tra persone,

nostre parrocchie, della Caritas diocesana e delle

famiglie e categorie, tra ricchi e poveri.

L’ABBRACCIO

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In questa situazione – è stato constatato - sono i ragazzi e i giovani quelli che ‘rischiano’ di più un impoverimento del cuore. Ci sono in gioco le loro emozioni, la loro crescita morale, i loro sentimenti. Il protrarsi della

Un appello al dialogo, alla relazione, all’amore reciproco. Occorre che ci riconosciamo fratelli, figli di un unico Creatore, bisognosi di prendere coscienza che ci si può salvare solo insieme.

pandemia, la chiusura delle scuole, il distanziamento sociale e l’incertezza per il futuro stanno avendo su

Tutti siamo chiamati – proprio come il Buon Samaritano

di loro effetti devastanti che solo il tempo riuscirà a

- a farci prossimi all’altro, superando pregiudizi, interessi

quantificare.

personali, barriere storiche o culturali. Tutti, infatti, siamo corresponsabili nella costruzione di una società che

La sofferenza per la privazione dei contatti sociali può portare chi è psicologicamente più fragile a cercare ‘soddisfazioni’ negli stupefacenti. Voi, cari amici del Ceis, sapete bene cosa questo significhi! Un giovane che

sappia includere, integrare e sollevare chi è caduto o è sofferente. L’amore costruisce ponti e noi “siamo fatti per l’amore”, aggiunge il Papa, esortando in particolare i cristiani a riconoscere Cristo nel volto di ogni escluso.

‘si perde’ è un giovane a rischio, che può cadere nella trappola della droga, dell’alcool, del gioco d’azzardo… è

Sentiamoci, quindi, tutti ‘inviati’ da Gesù nel mondo

una vita che va in rovina!

delle povertà, non solo materiali; chiediamoci più spesso “Chi è il mio prossimo?”. Non voltiamo altrove

Come intervenire? Come contrastare questa situazione? Come combattere questa ‘povertà vitale’?

lo sguardo: qualcuno (giovane, anziano, solo, povero…) potrebbe avere bisogno di noi! Siamo chiamati a fare

Credo sia importante, al di là delle innumerevoli

la nostra parte per il bene di tutti, in un tempo di

difficoltà, provare a lavorare insieme allargando la

rinnovato legame sociale, fondato sulla fraternità e non

visione dell’orizzonte dall’ “io” al “noi”.

sull’individualismo.

Nel secondo capitolo dell’Enciclica “Fratelli tutti”,

A tutti voi assicuro la mia preghiera; vi giunga la mia

Papa Francesco presenta la nota parabola del Buon

riconoscente gratitudine per il vostro impegno a

Samaritano; essa rappresenta il cuore dell’Enciclica

servizio di chi è più fragile e in difficoltà.

e l’invito rivolto a tutte le persone di buona volontà

Di cuore, vi benedico

a scoprirsi fratelli e sorelle. “Fratelli tutti” è un forte appello profetico come risposta alla pandemia della

Mons. Marco Tasca

divisione, della guerra, dell’egoismo, dell’individualismo.

Arcivescovo di Genova

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L’ABBRACCIO


Povertà: le sfide della pandemia sociale di Paolo Lambruschi, scrittore e giornalista di Avvenire

P

efficace

aggravato. Per quanto riguarda l’usura, il dossier

coniata da Papa Francesco dell’emergenza

ricorda due dati: secondo l’Eurispes, almeno un italiano

che sta in silenzio cambiando in Italia la vita

su dieci (11,9%) è caduto nelle maglie degli usurai, non

di molti singoli e delle famiglie. Ed è una povertà

potendo accedere al credito bancario (era il 7,8% nel

inaspettata che sta peggiorando. Povertà anzitutto

2018 e il 10,1% nel 2019); a quanto si apprende da SOS

materiale, ma inevitabilmente l’indigenza avvelena

Impresa, a fine 2017 il mercato del credito illegale ha

le relazioni e le aspettative di un futuro migliore

raggiunto in Italia un giro d’affari di circa 24 miliardi

generando patologie. La povertà sanitaria aumenterà,

di euro, coinvolgendo all’incirca 200mila imprenditori

cresceranno i cittadini che non sono in grado di curarsi

e professionisti. Le denunce trasmesse alle autorità

anche psicologicamente.

competenti sono in calo. Sempre secondo il dossier

La

andemia

povertà

sociale

materiale

è

ha

la

definizione

colpito

chi,

italiano

o

stranieri, aveva un lavoro precario o domestico e chi ha conservato formalmente l’occupazione, ma deve mantenere i figli e pagare le rate del mutuo con la cassa integrazione. Il rapporto 2020 sulla povertà della

del Cnca dal 2012 al 2017 a oltre 1 milione di cittadini italiani sono stati requisiti beni a loro intestati. Il documento evidenzia inoltre - tra le situazioni che portano a una condizione di sovraindebitamento – la dipendenza da gioco d’azzardo.

Caritas italiana intitolato “Gli anticorpi della solidarietà”,

Questa

è

peggiorata

con

le

restrizioni

legate

presentato il 17 ottobre 2020, fotografava lo scenario

all’emergenza sanitaria hanno contribuito anche a

economico e sociale dell’attuale crisi da Covid19, lanciando l’allarme sulla nascita conseguente di nuove forme di povertà. Un quadro di impoverimento inaspritosi in pochi mesi allargando la platea degli ultimi. Non abbiamo ancora contezza dei numeri assoluti. I nuovi poveri che nel 2020 si sono presentati per la prima volta ai centri di ascolto Caritas sono passati dal 31% al 45%. Un dato impressionante che ha citato anche il nuovo premier Mario Draghi nel discorso alle Camere. Significa che quasi una persona su due che si rivolge alla Caritas in parrocchia non si era mai vista. E sempre di più sono famiglie con minori, donne, giovani che dal precariato sono passati alla disoccupazione. I nuclei italiani sono la maggioranza (52% rispetto al 47,9 % dello scorso anno). L’aspetto sociale e materiale della povertà è aggravato dalle difficoltà di accesso al credito offerto dal sistema bancario, che finisce per favorire altri circuiti di reperimento di denaro, in particolare Banchi dei pegni, Compro oro e l’usura, diceva un recente rapporto del Cnca. È la povertà più nascosta, che il Covid ha

L’ABBRACCIO

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diminuire notevolmente il gioco d’azzardo sia online sia

di ricevere un’educazione adeguata alla loro crescita.

tradizionale, ma subito dopo l’allentamento delle norme,

Secondo Save The Children, la pandemia ha causato

è stato boom soprattutto del gioco via web, come

una crescita esponenziale della povertà materiale ed

sottolinea è stata una ricerca condotta dall’Istituto

educativa per i bambini, le bambine e gli adolescenti

Superiore di Sanità in collaborazione con l’Istituto Mario

che vivono nei contesti più svantaggiati. Un giovane tra

Negri, l’Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la rete

i 6 e i 17 anni su otto non ha a propria disposizione un

Oncologica (ISPRO), l’Università degli studi di Pavia e

Pc o un tablet per seguire la didattica a distanza, ma al

l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, basata

Sud la percentuale passa dal 12 al 19%, con la carenza

sull’abitudine al gioco degli italiani.

di mezzi tecnologici che riguarda così un bambino o

Le analisi emerse hanno riguardato le abitudini di gioco nel periodo del lockdown, tra il 27 aprile ed 3 maggio 2020, messi a confronto con le abitudini precedenti la pandemia e con una successiva fase di restrizioni parziali nel periodo compreso tra il 27 novembre ed il 20 dicembre 2020. Il dato più significativo riscontrato dai ricercatori è che “la pratica del gioco d’azzardo dal 16,3% del periodo prepandemico è scesa durante il periodo di lockdown al 9,7% per poi risalire al 18% nel periodo di restrizioni parziali”. Nello specifico, il gioco d’azzardo non online è diminuito dal 9,9% del periodo precedente la pandemia al 2,4% del periodo segnato dal lockdown, per poi registrare una risalita all’8% nel periodo di restrizioni parziali. Per quanto riguarda il gioco sul web, si è passati dal 10% del periodo precedente la pandemia all’8% del lockdown, con un’impennata pari al 13% nel periodo di restrizioni parziali.

ragazzo su cinque. Secondo la ricerca inoltre quasi un bambino/ragazzo su due, il 45,4%, ha difficoltà con la didattica a distanza, perché deve condividere gli strumenti informatici con altri membri della famiglia, mentre il 5,7% non ha a disposizione in casa nessuno strumento. Ma in tempi incerti, in cui dopo la levata a favore delle riaperture si punta il dito contro la scuola chiedendone la chiusura a ogni impennata dei contagi, studi psicologici dimostrano quali problemi produca la dad anche in chi riesce a seguire le lezioni davanti all o schermo del pc. Secondo il presidente degli psicologi David Lazzari che ha illustrato diverse inchieste ai senatori “la scuola a distanza produce stress e disturbi del sonno. Nelle bambine produce soprattutto ansia, depressione e ritiro dalla scuola. Nei maschi rabbia, aggressività e opposizione. Un aumento dei problemi psicologici è stato rilevato, in particolare, da un’indagine italiana che ha potuto osservare gli stessi bambini

Nel corso del lockdown, il tempo medio dedicato al gioco è aumentato di quasi un’ora. E l’1,1% di coloro che hanno dichiarato di non aver mai giocato prima della pandemia, ha poi ammesso di aver iniziato a giocare proprio nel periodo di totale restrizione, con il 19,7% di coloro che già erano soliti giocare ad aver incrementato l’attività totale di gioco. Dato, che riguarda con più frequenza secondo l’indagine “giovani, fumatori, consumatori di cannabis e coloro che avevano un consumo rischioso di alcolici”. Anche l’uso di psicofarmaci, la bassa qualità della vita, la scarsa

ora e negli anni precedenti. E ha, così, registrato un aumento del 24% dei problemi psicologici”. È stata colpita

la

relazione,

importantissima

soprattutto

per la strutturazione dell’identità psicologica in età adolescenziale. E lo stesso studio diventa molto più passivo,

serve

un

ambiente

emozionalmente

più

coinvolgente per la trasmissione dei contenuti. Le prime conseguenze sono molto preoccupanti e creano una nuova forma di povertà perché si stima che non meno di 34mila ragazzi abbiano abbandonato o siano propensi a non ritornare a scuola.

quantità di sonno, la depressione e l’ansia sono stati elementi emersi come “significativamente correlati ad

Crescita

un aumento dell’attività di gioco durante il lockdown”.

dipendenza, in particolare dall’azzardo, e dell’abbandono

della

povertà

materiale,

dell’usura,

della

scolastico in età adolescenziale, ferita dal Covid nelle Veniamo dunque ai giovanissimi perché un altro aspetto di povertà materiale e relazionale è causato dalla didattica a distanza (Dad).

relazioni e nella qualità dell’apprendimento oltre che della vita quotidiana. Oggi la sfida è ridurre queste nuove povertà e circoscriverle a questo tempo difficile.

Il digital divide italiano, già forte tra nord e sud e tra

Tocca alla società civile far sentire alla politica la propria

città e provincia, è aggravato dalla disuguaglianza

voce in difesa dei più deboli e chiedere alla politica una

economica e rischia di rendere più profondo il solco

decisa sterzata verso il bene comune per poterci rialzare.

che esclude molti bambini e ragazzi dalla possibilità

Consci del fatto che nessuno deve restare indietro.

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L’ABBRACCIO


L’esperienza della povertà non è solo mancanza di benessere materiale di Don Francesco Soddu, direttore Caritas Italiana

e abbiamo potuto imparare qualcosa in

«S

è quello del “bene comune”. Che non è la somma

tutto questo tempo – sottolinea Papa

dei singoli beni individuali ma il risultato di una

Francesco - è che nessuno si salva da

giustizia sociale in cui è rispettata la dignità di ogni

solo. Le frontiere cadono, i muri crollano e tutti i discorsi

persona.

integralisti si dissolvono dinanzi a una presenza quasi impercettibile che manifesta la fragilità di cui siamo fatti».

Fondamentale, accanto agli aiuti materiali, è stato, è e continuerà ad essere lo stile Caritas di ascolto e

A questo proposito risulta più che mai attuale quanto

di relazione che aiuta le persone a non avvertire il

sottolineato dall’articolo 1 del nostro statuto nel

senso di abbandono, a rafforzare la propria autostima

passaggio in cui si raccomanda che l’azione della

e a trovare il coraggio per andare avanti. La sfida

Caritas anche per combattere la povertà debba essere

principale è quella di riuscire ad essere stimolo affinché

“in forme consone ai tempi e ai bisogni”.

tutti, singoli e comunità, possano vivere una reale e

Ne nasce una sfida alla politica ma anche a quanti sono

appassionata attenzione a chi è nel bisogno e anche di

interpellati dal vangelo della carità. Il presupposto

poter di essere segno di una Chiesa in uscita che prova

L’ABBRACCIO

7


ad essere lievito anzitutto nelle comunità per “stringere

I giovani non devono essere solo oggetto di cura ma

legami di unità, di progetti comuni, di speranze

devono diventare maggiormente soggetti da includere

condivise” come auspica Papa Francesco, costruendo

nei processi decisionali e di responsabilità perché

insieme un futuro in cui ciascuno può sentirsi parte

possano essere protagonisti del proprio futuro. Per

di un progetto che ha contribuito a scrivere. Il virus

quanto riguarda le risposte concrete, in accordo con

ha colpito non soltanto le singole persone e le loro

le realtà diocesane, Caritas si sta ora concentrando

famiglie, ma tutte le comunità, a partire dai luoghi di

sul sostegno alla nascita e all’accompagnamento di

aggregazione. Eppure, paradossalmente, o meglio

start-up di inclusione lavorativa, gestite soprattutto da

provvidenzialmente, proprio questo è stato ed è il

giovani e rivolte ad altri giovani.

momento della comunità e della Chiesa.

Nello stesso tempo va detto che a fronte di uno

Per una Chiesa che sa farsi missionaria, la carità

spettro di fenomeni tanto vasto e inedito, le Caritas,

diventa condizione fondamentale per affrontare in

spesso proprio grazie ai giovani, hanno evidenziato

modo costruttivo i problemi che la pandemia presenta.

una grande capacità di adattamento, mettendo in atto

Non tanto e non soltanto per dare aiuti materiali,

risposte innovative e diversificate, mai sperimentate

ma soprattutto per garantire la presenza costante,

in precedenza, ma sempre nel rispetto delle norme

condividere le difficoltà e aiutare ad affrontarle

anti Covid. Si possono citare ad esempio i servizi di

insieme. Immergendosi nelle sofferenze e nei problemi

ascolto e di accompagnamento telefonici, o l’ascolto

di ogni comunità e di ogni persona, difendendone con

organizzato all’aperto, la consegna di pasti a domicilio

coraggio i valori, la dignità e i diritti.

e la fornitura di pasti da asporto (in sostituzione o

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L’ABBRACCIO


per alleggerire le tradizionali mense), la distribuzione

Le disuguaglianze sono la conseguenza di scelte

di dispositivi di protezione individuale e igienizzanti,

concrete, di processi politici che escludono i più

la messa a disposizione di alloggi per i periodi di

poveri. Le disuguaglianze e l’esclusione sono anche

quarantena e isolamento, i servizi legati all’acquisto

alla radice di una maggiore conflittualità sociale. Con

e distribuzione di farmaci e prodotti sanitari, i servizi

il loro aumento apriamo la strada ad un mondo di

di

conflitti e di contrapposizioni.

assistenza

psicologica,

l’assistenza

domiciliare

per anziani e disabili, i doposcuola e il sostegno

Tra i beneficiari dei servizi Caritas in questi mesi ne

telefonico per lo svolgimento dei compiti, il supporto

abbiamo incontrato molti che abbiamo definito “nuovi

e l’orientamento rispetto alle misure governative...

poveri”, ovvero soggetti che per la prima volta hanno

Una vivacità di iniziative e opere, realizzate grazie alla

sperimentato condizioni di disagio e di deprivazione

disponibilità di oltre 62 mila volontari, a partire dai

economica tali da spingerli a chiedere aiuto, anche

giovani del servizio civile universale, che da nord a sud

con una certa vergogna. Aumenta in particolare il peso

del paese si sono spesi a favore dei più vulnerabili.

delle famiglie con minori, delle donne, dei giovani,

L’impatto della pandemia deve essere analizzato

dei nuclei italiani e delle persone in età lavorativa.

nelle

Prevalgono i disoccupati, le persone con impiego

diverse

dimensioni

dell’ecologia

integrale, anche

irregolare fermo a causa delle restrizioni imposte

sviluppo

dal lockdown, i lavoratori dipendenti in attesa della

sostenibile: le dimensioni ambientali, economiche e

cassa integrazione ordinaria o in deroga e i lavoratori

sociali, politiche, antropologiche. Si intrecciano così

precari o intermittenti che, al momento della presa in

ambiente, economia e società in una visione olistica e

carico, non godevano di ammortizzatori sociali. Tra le

di sistema: la pandemia non è nata per caso ma è una

categorie più colpite ci sono anche i ragazzi fuori dai

conseguenza del nostro antropocentrismo e ha la sua

circuiti educativi e lavorativi (i c.d. Neet), mentre tra

tra

loro

interconnesse

nell’Agenda

2030

sugli

come

sottolineato

obiettivi

dello

le richieste crescono in modo preoccupante quelle di

causa principale nel degrado dell’ecosistema.

beni alimentari e prodotti di prima necessità La povertà non è stata causata dalla pandemia, ma questa ultima rende ancora più evidenti le contraddizioni nostro

del

modello

di

mondo

nel

sviluppo

quale esclude,

viviamo.

Il

produceva

già prima scarti umani: poveri, anziani, lavoratori, donne, bambini, migranti, popoli indigeni. Il degrado dell’ecosistema si unisce dunque al degrado sociale: gli scarti sono le principali vittime di questo sistema e quindi anche della pandemia. L’assenza di sistemi di protezione sociale espone chi non ha ‘riserve’ a un impatto devastante; laddove i sistemi sanitari sono messi a dura prova, sono ovviamente i più poveri a trovare i maggiori ostacoli nell’accedere al vaccino e a cure efficaci se necessarie; e nel caso dei sistemi scolastici, sono i bambini delle famiglie più vulnerabili a pagare il prezzo maggiore, proprio coloro che prima della pandemia facevano più fatica a integrarsi in un percorso scolastico.

Accanto ai classici ambiti di bisogno, comunque aggravati

dalla

pandemia,

sono

poi

comparsi

fenomeni nuovi, ad esempio le difficoltà di alcune famiglie rispetto alla didattica a distanza, a cominciare dall’impossibilità di accedere alla strumentazione adeguata – tablet, pc, connessioni internet. I territori hanno

sottolineato

anche

un

accentuarsi

delle

problematiche familiari, ovvero conflitti di coppia, maltrattamenti e violenze, difficoltà di accudimento di bambini piccoli o di familiari colpiti da disabilità, tensioni

tra

genitori

e

figli

e

il

preoccupante

fenomeno del femminicidio. In generale l’acuirsi delle disuguaglianze che continuano a crescere in maniera esponenziale mina gravemente la coesione sociale e favorisce l’aumento delle tensioni nelle fasce di popolazione più colpite. La questione non è dunque di categorie. È questo il momento di “fare squadra”, partendo dagli ultimi, puntando sulla

Sono proprio le disuguaglianze a uscire rafforzate

solidarietà e rilanciando i contenuti della “Fratelli

dagli eventi di questi ultimi mesi: chi gode di una

tutti” e del Messaggio per Giornata della pace 2021.

posizione favorevole sotto il profilo sociale e politico

Per risolvere, con uno sguardo globale, crisi tra

sta vedendo questa posizione rafforzarsi, mentre

loro fortemente connesse, come quella climatica,

chi viveva situazioni di fragilità sta vedendo questa

alimentare, economica e migratoria, e progettare un

fragilità aumentare.

futuro libero da tutte “le pandemie.

L’ABBRACCIO

9


Ripartire “con” i bambini di Marco Rossi Doria, Vicepresidente della Fondazione “Con i Bambini”

n Italia vivono circa 9,8 milioni di bambini e

I

anche i quartieri, a volte difficili, in cui genitori e ragazzi

adolescenti. Di questi, 2,3 milioni sono in povertà

vivono, i problemi di integrazione a causa di lingue e

relativa e 1,3 milioni in povertà assoluta. Circa un

culture diverse, la discontinuità scolastica, la carenza di

terzo del totale dei minori in Italia è in povertà. Numeri

offerte culturali nel territorio, l’impossibilità di praticare

impressionanti, specchio delle disuguaglianze crescenti

sport, la mancanza di accesso a internet o ai dispositivi

con ricadute drammatiche anche in ambito educativo.

per seguire la didattica a distanza, il vivere in case

L’anno scolastico in corso è faticoso per tutti: docenti,

sovraffollate senza uno spazio privato in cui studiare.

educatori, genitori, bambini e ragazzi. Alle difficoltà

Ad oggi, Con i Bambini – organizzazione senza scopo

legate alla scuola a singhiozzo, con continue riaperture

di lucro interamente partecipata dalla Fondazione Con

e

con

il Sud e nata nel 2016 proprio per attuare i programmi

l’opportuno distanziamento e l’uso delle mascherine

del Fondo - ha pubblicato undici bandi, selezionando

in classe, si aggiunge un’altra difficoltà. La fatica più

complessivamente 384 progetti in tutta Italia, sostenuti

grande, infatti, è tenere collegati alla scuola tutti i

con un contribuito di oltre 302 milioni di euro. Sono

bambini e ragazzi più fragili, concentrati nelle aree

interventi promossi da partenariati che interessano

dell’esclusione sociale, ovunque ma in particolare nel

direttamente 6.700 organizzazioni, tra Terzo settore,

Sud, e con un trend purtroppo in evidente aumento

scuole, enti pubblici e privati e che coinvolgono quasi

secondo tutti gli osservatori sul campo.

mezzo milione di bambini e ragazzi. È un grande

chiusure,

alla

sicurezza,

importantissima,

Papa Francesco parla di crisi educativa planetaria. Le organizzazioni internazionali mostrano dati allarmanti. Il civismo educativo si riunisce intorno ad analisi rigorose e a obiettivi chiari e condivisi.1 Si tratta di centinaia di agenzie educative di ogni parte d’Italia, diversissime per impegno, ispirazione e sensibilità che hanno trovato un accordo sull’urgenza di raggiungere i più

cantiere educativo che dimostra come, grazie alla collaborazione tra pubblico e privato, e grazie all’azione delle persone “con” i bambini e i ragazzi, sia possibile portare avanti buone pratiche sui territori per ispirare nuove, più efficaci e più innovative politiche pubbliche, affinché nessun bambino o adolescente in povertà resti indietro.

colpiti dal black out educativo, con un’offerta educativa

In questi giorni c’è la richiesta urgente di dotare le

personalizzata, con un’attenzione speciale al benessere

scuole delle risorse necessarie, migliorare la qualità

psicologico, alle necessità degli alunni disabili e agli

dell’istruzione

adolescenti usciti dal circuito scolastico. La grande rete

la povertà educativa e la dispersione scolastica,

dei partenariati nati grazie al “Fondo per il contrasto

definire un piano strategico nazionale sull’infanzia e

2

rendendola

più

equa,

contrastare

della povertà educativa minorile” e all’azione di Con i

sull’adolescenza povere. Il dibattito in atto e le decisioni

Bambini si muove nella stessa direzione.

da prendere sulla destinazione dei Next Generation

Il Fondo nasce da un’alleanza tra le Fondazioni di origine

Funds dell’Unione Europea sono parte di tale spinta.

bancaria, rappresentate da Acri, con Governo e Terzo

Entro

settore per dare una risposta concreta alla povertà

per i nostri bambini e ragazzi più deboli è stata

educativa.

non

particolarmente importante l’esperienza diffusa della

riguarda solo le difficoltà economiche delle famiglie, ma

costruzione di comunità educanti che coinvolgono tutti

Un

fenomeno

multifattoriale,

che

questo

“paesaggio

di

possibile

riscatto”

1 “Investire nell’infanzia: prendersi cura del futuro a partire dal presente” (dicembre 2020), documento promosso da Alleanza per l’Infanzia con la rete #educAzioni https://acp.it/assets/media/download/Investire_nell%E2%80%99infanzia__- _Rapporto_Alleanza_EducAzioni_ENG.pdf 2

www.conibambini.org

10

L’ABBRACCIO


gli attori dell’educare – dai docenti ai doposcuola, agli

autonomie scolastiche, civismo, parti sociali sulla base

educatori, agli esperti dei comuni, ai trainer sportivi,

dell’art. 118 della Costituzione. Ma per dare continuità

agli scout, alle parrocchie, etc. In questi giorni, Con i

a queste alleanze e poter davvero contrastare povertà

Bambini ha pubblicato sul proprio sito un nuovo bando

minorile ed educativa e fallimento formativo sono

dedicato proprio alle comunità educanti, per creare o

indispensabili le risorse. Serve almeno il 15% delle spese

rafforzare le alleanze educative nei territori.

complessive dedicate alla ripartenza. Per “rimuovere

Ben prima della crisi pandemica, i primi investimenti per mettere in campo azioni per contrastare la crescente povertà educativa in Italia e anche per provare e valutare con rigore i risultati degli interventi,

gli ostacoli” che impediscono il “pieno sviluppo della persona”, come recita l’art. 3 della nostra Costituzione, la spesa in istruzione, crollata al 3,5% in rapporto al PIL, deve rientrare nella media dell’Unione Europea, al 4,5%.

insieme a chi li attua, sono venuti proprio dal Fondo per

Ma non basta, ci vuole un surplus di investimento

il contrasto della povertà educativa minorile. Così, nel

educativo che affianchi le maggiori risorse da dare alla

tempo delle scuole chiuse, decine di queste esperienze

scuola. Non vi sarà, infatti, crescita con un terzo dei

di esperta collaborazione tra scuola e civismo educativo

nostri ragazzi in situazione di debolezza e di mancato

hanno, nel concreto, mostrato di sapere raggiungere

apprendimento. I modelli messi in campo da Con i

bambine e bambini, ragazze e ragazzi nelle aree di

Bambini rappresentano la prova che questa via non

grave crisi sociale tenendoli dentro il campo della

solo è possibile operativamente, ma porta risultati

scuola, della partecipazione, della comunità. Dove

importanti e misurabili.

non vi erano queste condizioni, costruite nel tempo, la battaglia contro l’estendersi delle povertà è stata ed è ben più dura.

La scuola va sostenuta, ma da sola non può farcela. Solo se vi sarà questo investimento ulteriore, i bambini e ragazzi, i docenti e i genitori, anche nelle situazioni di

Il fulcro di ogni ripartenza educativa sta nell’alleanza,

maggiore difficoltà, avranno una concreta prospettiva

su base paritaria, territorio per territorio, tra comuni,

di ripartenza educativa.

L’ABBRACCIO

11


Ripensare la società a partire dagli ultimi di Roberto Zuccolini, portavoce della Comunità Sant’Egidio

N

egli ultimi mesi sono diventati sempre più

Oxfam International: solo nel 2020, i dieci uomini

chiari gli effetti economici e sociali della

più ricchi del mondo hanno aumentato il proprio

crisi sanitaria che stiamo vivendo. A livello

patrimonio di ben 540 miliardi di dollari.

mondiale, prima della pandemia, il numero di persone

Si tratta di una situazione senza precedenti nella

che vivevano in povertà estrema era diminuito,

storia recente, alla quale è necessario rispondere con

calando dal 26% del 1990 al 10% del 2015: sono stati

creatività e, soprattutto, insieme. Nessun paese, infatti,

anni di progresso verso il raggiungimento del primo

è in grado di uscire da solo da questa crisi. “Nessuno

Obiettivo di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite,

si salva da solo” è stato l’appello che abbiamo sentito

“Porre fine a ogni forma di povertà nel mondo”. La

risuonare in piazza del Campidoglio lo scorso 20

crisi scatenata dal COVID-19 ha invertito bruscamente

ottobre da Papa Francesco insieme ai leader delle

questa tendenza. Una nuova ricerca pubblicata dall’UN

religioni mondiali nella Preghiera per la Pace, promossa

World Institute for Development Economics Research

come ogni anno dalla Comunità di Sant’Egidio. Nel

avverte che le ricadute economiche della pandemia

cuore della pandemia non suona solo come uno slogan,

potrebbero far precipitare sotto la soglia della povertà

ma come un programma per ripartire e affrontare le

estrema ben mezzo miliardo di persone, ovvero l’8%

sfide aperte dalla crisi sanitaria.

della popolazione mondiale. Si acuiscono anche le

L’enciclica Fratelli Tutti, che ha fatto da sfondo agli

disuguaglianze, come ricorda l’ultimo rapporto di

interventi del Papa di quest’ultimo periodo, ha reso

12

L’ABBRACCIO


ancor più esplicita e concreta la proposta per ricostruire

media di 19.000 pacchi al mese, mentre, solo a Roma,

il mondo a partire dalla miseria, dallo sfruttamento

da 3 centri di distribuzione di aiuti alimentari siamo

della Terra, dalle relazioni infrante o inesistenti. La vera

passati rapidamente a 28. Le mense di Sant’Egidio

ricostruzione, l’unica possibile, non può che partire

sono rimaste sempre aperte anche durante il periodo

da una visione solidale, umana, prima ancora che

del lockdown e, in alcuni casi, come a Novara, è stato

cristiana, del vivere insieme. Occorre un modo nuovo

necessario aprire nuove sedi, oppure, come a Roma,

di fare la storia, una nuova economia che non produca

aumentare i giorni di apertura per continuare a offrire

miseria per tanti e ricchezza per pochi, insieme a nuovi

pasti a chi è in difficoltà. Il numero degli aiuti offerti,

modelli di sviluppo, di progresso e di sostenibilità,

che negli ultimi mesi hanno registrato un ulteriore

ha indicato il Papa nel suo videomessaggio per

aumento, fanno capire quanto la pandemia stia

l’incontro di Assisi “The economy of Francesco”.

incidendo sulla vita delle persone.

Gli esclusi, ha raccomandato Francesco, “cessino di essere una presenza meramente nominale, tecnica o funzionale per diventare protagonisti della loro vita come dell’intero tessuto sociale… da loro impariamo a far avanzare modelli economici che andranno a vantaggio di tutti, perché l’impostazione strutturale e decisionale sarà determinata dallo sviluppo umano integrale”. È una proposta che va messa in pratica a più livelli, a cominciare dall’ambiente in cui viviamo, fino alla politica internazionale. È un cambiamento che parte dal basso, dalle nostre vite individuali e dal nostro impegno sociale per innescare un processo di ricostruzione più ampio.

Tuttavia, l’apertura di tanti nuovi centri di distribuzione e la moltiplicazione dei pacchi e pasti offerti ci racconta anche un’altra storia: significa che c’è tanta gente che si è mobilitata, che c’è una moltiplicazione di forze della società civile disponibili a dare una mano, persone che hanno sentito di dover rispondere con il proprio impegno alla crisi generata dalla pandemia. Ai centri della Comunità, accanto all’aumento della povertà, abbiamo assistito ad una significativa crescita della solidarietà, un segnale importante per il futuro del nostro paese, anche perché si tratta soprattutto di giovani e giovanissimi che scelgono di mettere a disposizione il loro tempo e la loro creatività per le

I dati del CENSIS, recentemente pubblicati, ci parlano

fasce più deboli della popolazione. E quando si risolve

di 5.000.000 di italiani che faticano a garantirsi pasti

il problema dei più fragili, di chi ha meno protezione, è

regolari nella giornata. Ben 7,6 milioni di famiglie

tutta la società a rafforzarsi.

hanno avuto un peggioramento del proprio tenore di vita. È un fenomeno che riguarda tanta parte dei nostri concittadini, anche perché si calcola che oltre 500.000 posti di lavoro siano stati persi dal marzo 2020, cioè dall’inizio della pandemia, a oggi. Le persone più colpite dalla crisi sono quelle che lavoravano in ditte per le pulizie, nel campo della ristorazione, negli alberghi, nel settore enorme del turismo che è in profonda contrazione, insieme a tutti i lavoratori e gli operatori del mondo dello spettacolo, con la chiusura di cinema e teatri e il divieto di organizzare concerti. Ci sono persone che da un giorno all’altro, o comunque in pochi mesi, si sono trovate inaspettatamente colpite dalla crisi e senza lavoro.

In altre parole, ripensando la società a partire dagli ultimi, la ripensiamo per tutti. Certo, occorre ora disegnare un progetto più organico e sistematico per fare ripartire il paese con il valore aggiunto di una solidarietà riscoperta come necessaria. Ma il messaggio sta cominciando a passare a livello della popolazione. E’ stata in questi mesi una risposta immediata, in qualche modo spontanea, da parte chi aveva tempo a disposizione e ha voluto seguire l’esempio di chi già era impegnato in questo campo, ma oggi – a distanza di un anno dall’inizio della pandemia - capiamo meglio che si tratta di una preziosa opportunità da cogliere e da collocare tra le priorità. Come ha ricordato Papa

Francesco

nel

già

citato

videomessaggio

La Comunità di Sant’Egidio, attiva con la sua rete

sul

di solidarietà in tutte le regioni italiane, ha visto

economiche e sociali: “Da una crisi mai si esce uguali:

aumentare le richieste di aiuti alimentari in modo

usciamo meglio o peggio. Facciamo crescere ciò che

esponenziale: solo da marzo a fine ottobre scorso,

è buono, cogliamo l’opportunità e mettiamoci tutti al

nella prima fase della pandemia, ha distribuito in Italia

servizio del bene comune. Voglia il Cielo che alla fine

150.000 pacchi alimentari, cioè due volte e mezzo in

non ci siano più ‘gli altri’, ma che impariamo a maturare

più dello stesso periodo dell’anno precedente, con una

uno stile di vita in cui sappiamo dire ‘noi’ ”.

cambiamento

di

prospettiva

nelle

politiche

L’ABBRACCIO

13


Poveri, quasi poveri e la crescente precarietà sociale di Remo Siza, sociologo, autore e ricercatore internazionale

N

umerose ricerche hanno rilevato come la

potevano contare nei mesi scorsi su un reddito

pandemia e le misure di contenimento che

adeguato e che a causa della crisi sono diventate

sono state adottate hanno profondamente

povere. In altri contesti, le persone che chiedono

cambiato le condizioni di vita delle famiglie italiane.

assistenza alimentare sono considerate come un

Rapporti e indagini dell’ISTAT e della Banca d’Italia

gruppo

evidenziano che gran parte delle famiglie italiane ha

povertà e condizioni di reddito appena più favorevoli, i

subito una notevole riduzione del proprio reddito e

cosiddetti “quasi poveri”, persone che da lungo tempo

dell’orario di lavoro. La Banca d’Italia nel suo ultimo

vivono appena al di sopra della soglia di povertà e che

Bollettino Economico rileva che la quota di nuclei che

una crisi, anche meno drammatica di quella che stiamo

dichiarano di aver subito dall’inizio della pandemia

vivendo, crea condizioni di vita non più sostenibili.

un calo del reddito, è pari al 30 per cento con un

L’Istat stima che in Italia i quasi poveri costituiscono

miglioramento rispetto al dato della rilevazione di

poco più del 7% della popolazione: sono in questa

aprile-maggio 2020, mesi nei quali la riduzione del

condizione le famiglie che hanno una spesa superiore

reddito aveva interessato circa la metà delle famiglie.

alla linea convenzionale di povertà relativa di non oltre

La crisi economica ha colpito maggiormente le famiglie

il 20%.

appartenenti ai quinti più bassi della distribuzione del reddito da lavoro.

circoscritto,

costantemente

in

bilico

fra

Probabilmente, però, il termine povertà non ci aiuta a definire queste condizioni sociali e ad individuare

L’Istat, nel Rapporto annuale e nei successivi rapporti

gli strumenti di politica sociale più appropriati. La

trimestrali, rileva che nell’ultimo quadrimestre del

crescente richiesta di beni essenziali da parte di

20202 rispetto allo stesso periodo del 2019, le forze di

nuovi gruppi sociali che molte associazioni stanno

lavoro hanno segnato un calo di 596mila unità, con un

affrontando è significativamente diversa da quella del

contributo negativo sia degli occupati (-432mila unità)

passato: è meno persistente e cresce in un contesto

sia dei disoccupati (-164mila unità) che, in parte, si è

sociale caratterizzato dall’aumento dell’insicurezza

tradotta in un aumento degli inattivi (+429mila unità).

sociale ed economica.

Nel periodo considerato, la flessione dell’occupazione ha interessato in misura prevalente i contratti a termine (-275mila unità) e gli indipendenti (-105mila unità) e una forte caratterizzazione di genere a sfavore delle donne.

Per molte di queste persone, la richiesta di assistenza alimentare è una fase molto breve della vita, una fase drammatica, che lascia, però, possibilità di recupero, che non cambia in modo irreversibile la loro identità sociale. Le possibilità di superare la condizione di

Numerose organizzazioni di volontariato (Caritas,

povertà estrema e di ritornare a condizioni di vita più

Fondazione Banco Alimentare, Action Aid) hanno

accettabili rimangono sostanzialmente intatte. Questi

osservato

è

gruppi sociali possiedono qualifiche professionali,

raddoppiata in questi mesi. Il 45% delle persone che

possibilità di inclusione nel mercato del lavoro, una rete

richiedono beni essenziali sono persone che non si

di relazioni informali e la capacità di gestire situazioni

sono mai rivolte alla Caritas negli anni precedenti.

critiche.

Questi

assistenza

Questa condizione esprime per lo più una fragilità

alimentare sono spesso definiti nel dibattito pubblico

delle posizioni sociali di volta in volta raggiunte molto

come i “nuovi poveri”, per riferirsi a persone che

diffusa, non coinvolge solo gruppi sociali circoscritti. In

14

che

nuovi

L’ABBRACCIO

la

richiesta

gruppi

che

di

beni

alimentari

chiedono


realtà è indispensabile definire strumenti che ci aiutino

“zona di disaffiliazione” e della povertà. Ma una parte,

a cogliere le reali tendenze della società italiana, a

sicuramente maggioritaria, riesce ad evitare condizioni

ricomporre le informazioni che abbiamo raccolto in

profonde di deprivazione economica

questi mesi. La distinzione fra tre “zone di coesione sociale”, introdotte in questi anni da Robert Castel, può essere utile. Questo autore individua:

Gli impatti della pandemia su queste tre sfere della vita stanno creando sicuramente una crescita della povertà, ma soprattutto la crescita di nuove condizioni

- la zona di integrazione, caratterizzata da contratti di

economicamente e socialmente più vulnerabili: forme

lavoro a tempo pieno, relativa stabilità delle relazioni

di precarietà lavorativa assistita attraverso prestazioni

sociali, benefici di welfare adeguati;

di

- la zona di vulnerabilità, la zona cioè dell’insicurezza economica e sociale, del lavoro temporaneo e mal retribuito, di insufficienti protezioni di welfare e di fragilità delle relazioni primarie;

welfare

più

generose,

forme

di

deprivazione

economica vissute, però, meno individualmente come condizione collettiva e con il supporto di relazioni familiari che la crisi ha rafforzato. Condizioni di vita che in molti casi sacrificano la dignità delle persone e

delle famiglie, ma che spesso riescono a “trattenerle” - la zona della disaffiliazione o dell’esclusione (esclusi stabilmente dal mercato del lavoro, grave deprivazione materiale, fragilità delle relazioni primarie e perdita di buona parte delle tutele sociali). Le ricerche della Banca d’Italia, dell’Istat e di alcune

evitando a molti di loro la caduta in forme severe e persistenti di povertà. Certamente crescono i nuovi poveri, ma molte famiglie italiane non sono cadute in povertà in quanto la struttura della società italiana e le sue capacità di integrazione non si sono dissolte.

associazioni di volontariato ci fanno pensare che la crisi ha ridotto la zona della integrazione, ma

In questi mesi non stiamo assistendo ad un “collasso”

soprattutto, ha ampliato a dismisura la zona della

dei tre pilastri dell’integrazione sociale, delle sfere

vulnerabilità. Sicuramente una parte dei gruppi sociali

di vita cioè da cui dipende la nostra integrazione: il

vulnerabili, la cui dimensione numerica è ancora

lavoro, la famiglia e il welfare. Anzi, per tanti motivi,

difficile da individuare, sta scivolando verso la terza

la pandemia ha invertito buona parte delle tendenze

L’ABBRACCIO

15


alla progressiva erosione di due sfere di vita (il

vicinato, nuove forme di socialità e di aiuto reciproco,

welfare e la famiglia). In primo luogo, ha invertito

nella costruzione di nuove forme associative.

tendenze che sembravano irreversibili verso una

In terzo luogo, la pandemia ha, invece, peggiorato

progressiva riduzione delle prestazioni di welfare e

ulteriormente le criticità storiche del mercato del

di contenimento dei costi. In questi mesi, le risorse

lavoro italiano: crescono i lavori scarsamente retribuiti,

del welfare sono cresciute notevolmente nel settore

il lavoro sommerso, i contratti a breve termine, si

sanitario, nell’istruzione con effetti che saranno visibili

riducono ulteriormente i posti di lavoro.

nel medio e lungo periodo; le politiche sociali hanno

Le società italiana non ci appare a questo punto

ora una maggiore capacità protettiva e inclusiva,

caratterizzata

seppure privilegino quasi esclusivamente interventi

polarizzata tra poveri e ricchi, ma anche una società

passivi di supporto al reddito.

soltanto

da

una

elevata

povertà,

caratterizzata dalla presenza di molte posizioni sociali intermedie con condizioni di vita instabili e precarie.

In secondo luogo, si sono sensibilmente attenuati

La pandemia rischia di peggiorare le sue criticità

processi che negli anni scorsi hanno minato i rapporti

storiche: alta incidenza di lavori a basso salario, alta

reciproci di sostegno e cura e la capacità delle famiglie

percentuale di occupazione non standard e basso

di far fronte a rischi sociali vecchi e nuovi. La famiglia

tasso di transizione da questo segmento del mercato

in questi mesi ha manifestato una elevata e crescente

del lavoro a contratti standard, prevalenza di interventi

capacità di affrontare la crisi, di creare rapporti di

economici di welfare senza adeguate misure di

cura e di supporto tra i suoi membri e nell’ambito del

attivazione, bassa mobilità sociale ascendente.

16

L’ABBRACCIO


L’impegno per le persone in stato di povertà, per una vera giustizia sociale di Fabio Marante, segretario della CGIL Genova e della Liguria

C

on l’elezione al soglio pontificio del gesuita

momento storico e della parte del globo interessata.

Jorge Mario Bergoglio - tra i protagonisti

Troppo spesso sono poveri coloro che nascono in

della teologia del popolo - senza dubbio

paesi ricchi di materie prime: carovane di uomini e

il tema della povertà è tornato ad occupare spazio

donne, per terra e per mare, catalogate brutalmente

nel

importante,

migranti economico, che muovono dal Sud al Nord

cuore dell’esperienza pastorale, fatto del vissuto

dibattito

pubblico.

del Mondo. L’ascensore sociale è ancora ferma: troppi

esperienziale

di

sono i poveri, figli dei poveri. In tale logica l’Agenda

Buenos Aires, periferia del Mondo. Così, non è da

2030 dell’ONU propone i 17 goals sulle tre dimensioni

sorprendersi, se con la Lettera apostolica Misericordia

dello sviluppo sostenibile – economica, sociale ed

et Misera, Papa Francesco ha istituito nel 2017 la

ecologica – e appunto di porre fine alla povertà che la

Giornata mondiale dei poveri da celebrare in tutta la

pandemia ha spinto a livelli globali senza precedenti.

quotidiano

Argomento delle

villa

miserias

Chiesa quale impegno al fianco degli ultimi. La

povertà

colpisce

anche

l’anziana

Europa

Nuove orde di poveri alimentate dalla crisi pandemica

soprattutto nei paesi del Sud le cui economie hanno

del

stravolta

maggiormente sofferto la drammatica crisi finanziaria

nell’ultimo anno dal bisogno su scala internazionale –

della scorsa decade. Secondo il populismo nostrano

un numero di indigenti senza precedenti - caricando

la povertà è stata abolita con l’approvazione del

dunque di uno straordinario impegno collettivo il

Decreto Dignità ma è evidente che la realtà fattuale

messaggio del Pontefice.

sia differente e la povertà rappresenti un fenomeno

La povertà non è purtroppo una novità di questo

sociale, complesso e multidimensionale per esser

tempo. Tra definizioni sofisticate - connotazioni ed

strumentalizzato. La crisi pandemica ne ha esasperato

effetti - il pauperismo ha occupato buona parte della

gli effetti evidenziando le distanze economiche e

discussione politica nel succedersi dei secoli: povero

sociali, generando nuovi bisognosi, spingendo i

parassita, povero carico di valori cristiani, povero per

terzultimi tra i penultimi, i penultimi tra gli ultimi, in

scelta, povero escluso, povero problema di ordine

un vortice di terrore di scivolamento verso gli inferi

sociale, tra caritas ed indifferenza transitando per

sociali che alimenta diffidenza, odio, indifferenza.

Covid

19:

l’economia

mondiale

è

l’utilitarismo di chi governa nel ricercare l’eliminazione della sofferenza traguardando il massimo della felicità dei governati.

“Queste masse di poveri suscitavano, nei gruppi borghesi e nobiliari, soprattutto timore, per il rischio di disordini che minacciavano di mettere in crisi

L’indigenza si manifesta assieme agli egoismi degli

l’ordine sociale.” Straordinariamente attuali le parole

uomini ma non per questo bisogna abituarsi alla

dello spagnolo Jean Luis Vives che scrive sui poveri

povertà. Abbattere la povertà, aiutare l’oppresso,

quando la pestilenza sconvolse l’Europa del medioevo.

tendere la mano al bisognoso resta un obiettivo allo

Non sono forse di questo tempo le sorprendenti

stato ancora ampiamente disatteso: le contraddizioni

sanzioni da parte di zelanti amministratori ai danni

tra chi ha e chi non ha sono sempre presenti, in una

di vagabondi e dei senza fissa dimora? Tornano alla

forbice che ora si allarga ora si restringe, a seconda del

mente le parole che Manzoni fa dire ad Agnese “I

L’ABBRACCIO

17


poveri, ci vuol poco a farli comparir birboni”. Gli indigenti sono più vulnerabili, meno difesi e con ridotte possibilità di prevenzione e cure. Sono sotto gli occhi di tutti le drammatiche immagini delle popolazioni africane prive di protezioni, senza accesso all’acqua o ancora la sofferenza degli indigeni in Amazzonia alle prese con l’ennesima variante della virus. Senza dubbio l’intervento puntuale dell’Unione europea - dal rinnovato volto umano – registra un importante cambio di rotta per la coesione sociale

diocesane, persone che faticano a pagare affitti, colpite da difficoltà che trasmettono il disagio al nucleo familiare; e poi il lockdown che ha incrementato le difficoltà legate alla sfera sociale e psicologica, solitudine, marginalità e depressione, con particolare incidenza sui più fragili e deboli socialmente, anziani, migranti e donne, così come il ritardo, quando non l’impossibilità, di stare al passo della didattica a distanza per i figli violando quindi l’universalità del diritto allo studio.

nella gestione dell’emergenza garantendo regole

In questo contesto è evidente che non sia possibile

nella distribuzione del vaccino, argine al contagio e

essere

alla minaccia sovranista. La quotidianità mostra come

impegno collettivo per rendere più giusta la nostra

la crisi abbia avuto un fortissimo impatto sulla povertà

società evitando di trovarci alla fine della crisi

in Italia che muoveva da una situazione già di forte

in una situazione sociale peggiore del principio.

ritardo rispetto all’Unione Europea. Erano oltre un

Occorre un impegno sincero senza farsi contagiare

milione e mezzo di famiglie vivevano in condizioni di

dall’indifferenza

povertà assoluta; la media delle persone a rischio era

nessuno. I corpi intermedi, l’associazionismo diffuso,

maggiore rispetto alla media europea. La situazione

superata la notte della disintermediazione, devono

scontava differenze territoriali con particolare ritardo

proseguire la propria missione quotidiana quali attori

nel Mezzogiorno e per caratteristiche demografiche

fondamentali della società. Il sindacato confederale ha

con i giovani - bersaglio dell’assenza di politiche

sottoscritto protocolli di sicurezza per contemperare

di inserimento nel mondo del lavoro - più a rischio.

l’attività produttiva e regole sul contagio avanzando

Essere senza titolo di studio o essere straniero

la proposta di una visione di utilizzo della crisi per

determinava una incidenza maggiore.

cambiare paradigma di sviluppo economico. A ciò

La pandemia ha esasperato questa debolezza. Crisi

si aggiunge l’ambiziosa proposta della Carta dei

aziendali, perdita del lavoro, riduzione del salario,

diritti universali già depositata in Parlamento volta

working poors, percettori di cassa integrazione

ad includere gli esclusi e quindi una necessaria legge

e disoccupati: l’esercito dei nuovi poveri. Sono

sulla rappresentanza per contrastare contratti pirata,

oltre un milione i bisognosi che chiedono un pasto

dumping economico e sociale e dare dignità alle

caldo alimentando le fila delle mense delle Caritas

nuove forme di lavoro. La crisi ha mostrato anche

indifferenti

e

per

sia

quindi

evitare

di

necessario

lasciare

un

indietro

la necessità di una vera riforma universale degli ammortizzatori sociali e il rilancio delle politiche attive. L’impegno del patronato e dei centri fiscali al servizio della cittadinanza per il riconoscimento dei bonus pubblici ha garantito l’esigibilità delle forme di sussistenza pubbliche. Se dunque il quadro storico ci consegna purtroppo una drammatica quanto rinnovata crescita del bisogno e delle povertà si comprende come sia necessario un impegno diffuso e partecipato – parafrasando le parole evangeliche del Papa - poiché “fino a quando Lazzaro giace alla porta della nostra casa non potrà esserci giustizia né pace sociale”. Un appello a cui siamo tutti chiamati a rispondere convintamente per traguardare una vera giustizia sociale, termine quanto mai attuale introdotto peraltro da un altro gesuita Luigi Taparelli d’Azeglio nella enciclica Rerum Novarum.

18

L’ABBRACCIO


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