L’ABBRACCIO n100 Rivista trimestrale di informazione del CEIS Genova Una scuola per la vita
2020
Editoriale di Padre Stefano Del Bove ........................................................... 3
In questo periodo la scuola è all’attenzione di tutti soprattutto per il valore della relazione insegnante-alunni. Tanta attenzione impone di riflettere sul vero “senso della Scuola”, sul valore che ricopre oggi nella nostra società. Cosa si intende per “valore educativo” della Scuola? Cosa ci si deve aspettare da essa? La Scuola ha la missione di «preparare i giovani alla vita» e di trasmettere loro «i fondamenti della cittadinanza»? Affidiamo questi spunti agli illustri autori che abbiamo l’onore di ospitare e che ringrazio di cuore. Un ringraziamento speciale a Padre Stefano Del Bove per il suo ispirato editoriale che con immensa gioia pubblichiamo integralmente. Buona lettura! Enrico Costa
La scuola come luogo di vita di Anna Oliverio Ferraris ........................................................... 5
La scuola come valore primario di Ilaria Cavo ........................................................... 7
L’educazione della mascherina di Roberto Maragliano ......................................................... 10
Contro la dispersione scolastica, quattro esperienze italiane di Angelo Conti ..........................................................12
Quale scuola per quale vita? di Mauro Palumbo 16126 Genova • Via Asilo Garbarino, 6/B • Telefono 010.25.46.01 - Fax 010.25.46.002 r.a. N. 97 • 4° Trimestre 2019 • N. 4 del 2019 • Prezzo 1,00 euro Autorizzazione Tribunale di Genova 26/94 • Iscrizione al R.O.C. n° 16776 del 17/04/2008 Poste Italiane S.p.A. sped. abb. postale • D.L 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 N° 46) art 1 comma 1, DCB Genova
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segreti, non ha scampo da questi. Timoroso di essere conosciuto né può conoscere
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se stesso né gli altri, sarà solo. Dove altro se non nei nostri punti comuni possiamo trovare un tale specchio? Qui insieme una persona può alla fine manifestarsi
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chiaramente a se stessa non come il gigante dei suoi sogni né il nano delle sue paure, ma come un uomo parte di un tutto con il suo contributo da offrire. Su questo terreno
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non più soli come nella morte, ma vivi a noi stessi e agli altri.
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L’ABBRACCIO
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Editoriale di Padre Stefano Del Bove, Gesuita, Docente di Scienze Sociali presso la Pontificia Università Gregoriana, Roma
M
entre scrivo questo editoriale non posso
processo educativo.
non pensare al centinaio di numeri di una
Infatti, negli ultimi tempi, proprio nel periodo in cui
rivista che accompagna ed anima il lavoro
sono più manifesti gli effetti della pandemia, istituzioni
della vostra associazione. L’impegno volontario e
e
la generosità che hanno ridato vita a tante persone
sull’opportunità di tenere aperte o chiuse le scuole per
e che continuano ad accogliere molti in una casa
limitare il contagio; in un certo senso si mette la scuola
e di cuore, trovano in queste pagine una sorta di
sul banco degli imputati. Un approccio che per certi
manifesto, che in un tempo in cui il ritornello quasi
versi sembra giustificato, ma che certo non fa giustizia
ossessivo ed un po’ assordante sembra essere quello
della centralità che la scuola dovrebbe avere nella
di chiusura e distanza, ci riporta a ciò che non va
nostra società e delle priorità che la sua pianificazione
invece perduto di vista, che custodisce l’essenziale
e fondazione comportano nelle agende di governo.
apertura fondamentale al vicino, altro da me, prossimo
Questa rivista si è sempre occupata della dignità
da amare come noi stessi.
dell’uomo: come promuoverla in un mondo povero di
Proprio la vita, con le sue stagioni ed età, e proprio
scuola? Altro tema ricorrente è la prosperità del creato:
la casa, con i suoi spazi e le pratiche familiari, sono
come garantirla senza istruzione, discernimento delle
da sempre state parole costitutive ed organiche alla
informazioni, sviluppo di conoscenze professionali,
vostra associazione e nella nostra tradizione culturale
senza quella saggezza che viene da lunghi anni di
sono nozioni primarie da accostare proprio alla scuola,
autentica formazione, e a partire proprio dai banchi di
tema di cui si occuperanno le prossime pagine, e realtà
scuola?
intrecciate con ogni processo formativo, soprattutto
La
nell’età evolutiva, di coloro che sono piccoli e per
nell’educazione e ne ha creato di nuove, fra le quali
questo spesso al margine, soprattutto se segnati dalla
vorrei segnalare quella che mi sembra essere fra le più
miseria.
inquietanti: la drammatica mancanza di indirizzo.
Impoverire la scuola, come avviene nel nostro Paese
Non solo perché la didattica digitale (che promette
in un processo che dura da decenni e che ora sta
molto per il futuro) ha eliminato la pratica e la ritualità
subendo
significa
del recarsi a scuola, in un edificio, in una classe ecc.
creare un danno che tocca la crescita degli individui
(al limite l’indirizzo che rimane è quello web), ma
e compromette il futuro dell’intera società; senza una
soprattutto perché è il sistema scolastico nel suo
scuola forte, la stessa vita in casa perde l’interlocutore
raccordo con la società civile ad aver perso la sua
principale nella cura dei figli; cresce una solitudine che
leadership proprio in un tempo in cui se ne avrebbe
disorienta, entra in crisi l’ideale di alleanza formativa,
disperata necessità.
così tipico della tradizione occidentale classica e
Evocare un’autorità solida, stabile, libera, equilibrata
cristiana.
e illuminata che sostenga nei momenti cruciali e
Se da una parte le sfide che la pandemia ci presenta
indichi prospettiva al presente e direzione al futuro,
rilevano come la scuola debba tener conto, priva di
sembra ormai un miraggio … e purtroppo non è
risorse economiche sufficienti e privata di una vera/
questione di singole figure politiche o amministrative,
consolidata comunità di professionisti dedicati, di
piuttosto assorbite in una negoziazione con la gravità
aspetti sanitari e del tema della sicurezza, come mai
dell’esistenza, al di sopra delle forze del singolo, ma
prima e senza che ci siano stati adeguati tempi di
di una crisi generazionale e di dialogo fra generazioni.
allerta, dall’altra tutto questo non spiega i ritardi, le
La scuola, vista dalla sua quotidianità e non tanto
amnesie e rimozioni istituzionali, la derubricazione
dalle mutevoli e convenienti narrazioni mediatiche,
di ciò che è prioritario nel complesso e mutevole
è da tempo nel tunnel della paura di perdere … anzi,
un’inaccettabile
accelerazione,
pubblica
pandemia
opinione
ha
discutono
confermato
principalmente
antiche
povertà
L’ABBRACCIO
3
di perdersi. Unico paradigma che ricostruisca la speranza
obiettivi della vostra impresa culturale e sociale: l’inganno
è stringersi attorno ad un ideale antico e perenne, di
di una relativa prosperità (che in parte guarderemo come
esperienza-pensiero-azione, in ordine a una educazione
un ricordo) ed la preoccupazione di questo mondo (che
per la vita e ad una vita celebrata, ricevuta, condivisa,
ha rimosso ciò che ci supera, eccede, trascende) non
donata!
hanno provocato forse lo smarrimento di quella gratuità
In un tempo in cui la scuola è spesso percepita come
(centrale nell’educazione come opera di misericordia) e
un problema da risolvere, un fenomeno sociale quasi
di quella vocazione alla cura personale, che sole possono
costretto a spiegare la ragione della sua esistenza, un
contrastare l’egemonia di un ideale di competitività
possibile intento (e risultato aureo) di questo numero della
che ha negativamente segnato la pratica educativa,
rivista potrebbe essere ridare a tutti la forza di precisare
l’amministrazione della scuola, la visione e identità di fondo
le domande sul valore ed il senso dell’educazione (come
degli stessi sistemi educativi?
responsabilità, servizio, vocazione) e di assicurarle allo
Grazie alla pandemia è più difficile e sicuramente più
spazio di un dibattito pubblico e responsabile.
colpevole eludere questo e altri interrogativi, come pure e
Ne propongo una personale, come per dare avvio ad una
per fortuna è più chiaro a tutti noi che una risposta non
ricerca comune che rinnovi il percorso formativo a una
può che essere trovata assieme.
rinnovata coscienza collettiva, che è fra i più ambiziosi
4
L’ABBRACCIO
La scuola come luogo di vita di Anna Oliverio Ferraris, docente di psicologia dello sviluppo, Università Sapienza Roma
L Se
e restrizioni dovute alla pandemia hanno reso
ruolo di sostegno e di trasmissione di significati.
evidente a tutti il ruolo che la scuola ha nelle
La scuola è anche un ponte tra la famiglia e la società.
vite dei ragazzi e delle loro famiglie.
Si impara a vivere in una comunità, dove i ritmi e le
all’inizio
del
passaggio
in
regole sono diversi, in parte, da quelli famigliari. Una
presenza a quello in remoto molti genitori e insegnanti
differenza che amplia gli orizzonti e prepara alla
hanno pensato a un rimedio efficace, ben presto si sono
vita in contesti diversi. Ne consegue che la scuola è
resi conto di come il contesto fisico dell’aula scolastica,
anche il luogo ideale per trasmettere i fondamenti
la presenza dell’insegnante e dei compagni non sia
della cittadinanza, non soltanto a livello teorico
sostituibile, sia dal punto di vista dell’apprendimento
quanto sul piano dei comportamenti, del fare e degli
che da quello della socializzazione.
scambi concreti. Invece di confinare i più giovani in
Il clima che si crea nel gruppo classe conferisce
quelle “riserve indiane” create ad hoc dal mercato per
significatività alla trasmissione dei saperi e facilita
alimentare i consumi, compito della scuola è anche
l’apprendimento. Si crea una sinergia tra le spiegazioni
quello di formare dei cittadini. Lo si fa coinvolgendo
dell’insegnante, l’impegno individuale, gli interventi
gli alunni in iniziative sul territorio a cominciare dal
dei compagni, i tempi scanditi dalle diverse attività, il
comune di residenza. Da spettatori e consumatori
senso di serenità che deriva dal lavorare insieme alle
passivi, bambini e ragazzi si trasformano così, man
stesse tematiche. A casa, soli davanti allo schermo
mano, in cittadini responsabili.
del computer, è facile distrarsi, interrompersi, perdersi
La scuola può dunque istruire, educare e preparare
nelle chat e nei videogiochi.
alla vita a patto che ottemperi ad alcune condizioni. La
La scuola è luogo di relazioni, dove si incontrano
prima è che oltre ad un piano di studio ben strutturato,
persone con funzioni, ruoli, età e competenze diverse.
disponga anche di un esplicito ed efficace progetto
Non solo insegnanti e alunni, ma anche il bibliotecario,
educativo. Che lo vogliano o no, gli insegnanti e gli altri
il cuoco, il bidello. Mentre in famiglia l’interazione
adulti che operano nella scuola rappresentano con la
quotidiana avviene con i “simili a sé” per legami
loro presenza fisica e i loro interventi dei modelli per
affettivi, mentalità, linguaggio, esperienze condivise, a
i più giovani: modelli che possono essere educativi o
scuola ci si relaziona con i “diversi da sé” per abitudini,
diseducativi. Bisogna quindi che ogni scuola si doti di
linguaggio,
provenienza
un programma educativo coerente e condiviso da tutti
familiare. Il che offre l’opportunità di confrontarsi con
gli operatori. Un programma che andrà poi illustrato ai
la diversità, di creare amicizie e alleanze e anche di
genitori all’inizio di ogni anno scolastico.
conoscere se stessi negli scambi quotidiani con gli
Altre condizioni riguardano le attitudini psicologiche
altri.
degli insegnanti e la loro preparazione sul piano della
Questa varietà di relazioni fa della scuola una palestra
didattica. Tra le attitudini psicologiche sono importanti
di vita importante soprattutto in un’epoca, come la
l’ascolto,
nostra, in cui altri luoghi di socializzazione informale
implica la comprensione ciò che il proprio interlocutore
si sono molto contratti o sono addirittura scomparsi
vuole realmente dire al di là di interpretazioni
(si pensi alle piazze e alle strade dove giocavano i
affrettate.
bambini di una volta), mentre, in parallelo, si è espansa
rispettare i tempi del dialogo. Essere empatici significa
la socializzazione in rete che però, pur assorbendo
saper mettersi nei panni dell’altro, entrare in sintonia
molto tempo, è meno ricca e articolata di quella
con i suoi stati d’animo, riconoscere e comprendere
in presenza, dove la comunicazione non verbale,
sentimenti ed emozioni proprie e altrui. Sono qualità
intrecciata a quella verbale, svolge un importante
che qualcuno possiede da sempre grazie ai modelli
personalità,
dall’insegnamento
gusti,
età,
la
comunicazione,
Comunicare
l’empatia.
comporta
la
Ascoltare
capacità
L’ABBRACCIO
di
5
che ha avuto la fortuna di trovare nell’infanzia, ma
Ci sono molte cose che le scuole possono fare per
che altri possono imparare. Consapevoli degli effetti
aiutare gli alunni a crescere in modo costruttivo
benefici che queste caratteristiche personali hanno
e positivo, ma una tra le più efficaci, nella scuola
sull’umore degli alunni, sull’andamento della classe e
primaria, come in quella secondaria è la riduzione
anche sull’apprendimento, paesi come la Danimarca
della dimensione delle classi a non più di diciotto
e la Cina li hanno inclusi nei programmi scolastici di
studenti. I vantaggi delle classi di piccole dimensioni
quelle facoltà universitarie che formano gli insegnanti.
dovrebbero essere ovvii. Il primo è che l’insegnante
Conoscere delle strategie didattiche per coinvolgere
ha meno compiti da correggere e più tempo per
gli alunni e rendere più attraente lo studio è un’altra
ogni studente. Il secondo è che può individualizzare
condizione fondamentale, specialmente in un mondo
meglio il suo lavoro e dare compiti calibrati secondo
come quello attuale dove i ragazzi sono catturati da ciò che offre loro il web. Molti dei nostri insegnanti, che non hanno ricevuto questo tipo di formazione, devono fare appello alle proprie risorse personali. Possono avere una buona conoscenza delle materie che
insegnano,
ma
non
hanno
imparato
come
insegnarle, cosa che invece avviene in altri paesi per quegli studenti che, aspiranti insegnanti, inseriscono nel loro curriculum universitario lo studio della didattica. Questa carenza diventa ancora più evidente con gli alunni che hanno difficoltà di apprendimento. Un’altra condizione è che i ragazzi percepiscano la scuola come un luogo di vita, non certo come un non luogo. La scuola è percepita come un non luogo da quegli alunni che si sentono trattati in modo anonimo,
le necessità di ognuno. Può anche modificare il curriculum ed essere più innovativo. Dal canto loro gli alunni conoscono meglio l’insegnante e i compagni, il che facilita e rende più costruttivo il lavoro in classe. Sentendosi più seguiti dall’insegnante il loro livello di autostima aumenta e, con l’aumentare dell’autostima, aumenta anche il rendimento, come ampiamento dimostrato dall’effetto Pigmalione. E’ più facile infine seguire i bambini con bisogni speciali e quelli con doti o talenti particolari. In condizioni di normalità i ragazzi trascorrono molto tempo tra le mura scolastiche. Questo tempo deve essere fruttuoso, significativo e fonte di benessere. Non curare la scuola, accontentarsi di risultati mediocri
non si sentono coinvolti o che per qualche motivo
o scadenti sia sul piano della preparazione culturale
si sentono estranei al clima generale della classe.
che delle relazioni sociali e della comunicazione
La scuola è invece un luogo di vita se oltre a fornire
vuol dire far perdere ai ragazzi delle opportunità
un’istruzione consente a tutti coloro che la frequentano
che difficilmente si ripresenteranno in seguito. Per
di vivere e crescere insieme. Il che significa: a) che lo
impegnarsi nelle attività scolastiche, accettare di non
spazio scolastico, in particolare la classe, è sentito
sapere e di dovere imparare, un ragazzo deve sentirsi
come proprio; b) che ci si conosce uno per uno e si
a suo agio con gli insegnanti e i compagni e sviluppare
provano sentimenti gli uni per gli altri (di affinità, di
un senso di appartenenza nei confronti della sua
differenza, di simpatia, di collaborazione ecc.); c) che
classe.
il frequentare la scuola dà senso all’esistenza.
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L’ABBRACCIO
La scuola come valore primario di Ilaria Cavo – Assessore alle Politiche socio sanitarie e Terzo Settore, Politiche Giovanili, Scuola, Università e Formazione, Cultura e Spettacolo Regione Liguria
S
aper valorizzare il giovane, stimolare le sue
Questa la concezione più vera dell’ambiente scuola:
esigenze, le capacità che possiede, significa
una buona occasione di stimoli sociali e condivisione,
portare al centro della nostra agenda politica
unito alla crescita culturale costruzione di un sapere
l’elemento educativo. Quella che affrontiamo nella
tecnico-scientifico. Ma esiste davvero una separazione
scuola, per un sistema ligure di istruzione altamente
tra educare e istruire/formare? Sarebbe forse più
qualitativo e fortemente inclusivo, rappresenta una
seducente
scommessa che non possiamo permetterci di perdere!
considerando entrambe le dimensioni come una sorta
Istruzione scolastica come valida preparazione tecnica
di progetto di costruzione “integrale” della persona
al contesto professionale, ma anche e soprattutto
a scuola, palestra di preparazione alla vita: come
come palestra di vita per l’ingresso dell’individuo nella
essere umano che nell’ambiente didattico trova le
società.
occasioni per sviluppare ciò che ha di più autentico,
Scuola
significa
luogo
di
crescita
personale:
escludere
questa
separazione
netta
di potenziale e realizzabile. In questa dimensione
dall’etimologia della parola educare, l’educazione in
pedagogica
senso scolastico deve sostanzialmente portare alla
scolastica vorrà dire tracciare una strada: fornire, cioè,
luce il meglio dall’individuo. Trarre dal “se”, appunto
non semplici nozioni da assorbire, bensì “strumenti”
le più genuine potenzialità e abilità, grazie alle quale
per padroneggiare e affrontare situazioni - problem
il ragazzo avrà la sua giusta collocazione sociale.
solving. Capacità di lavorare, confrontarsi, partecipare,
Fondamentale, ovviamente, l’apporto educativo della
padroneggiare l’apporto tecnologico, acquisire le
famiglia. Tuttavia, è con l’inizio del percorso scolastico
competenze per il futuro. E’ questa, possiamo dire,
che si scavalca lo steccato domestico per un primo
la parola chiave per il successo educativo. Da anni, la
approccio con il sistema, sperimentando l’habitat
struttura didattico/pedagogica che Regione Liguria
sociale. A questo punto, la soglia che separa la prima
persegue e sostiene fortemente è il modello educativo
infanzia dall’adolescenza è valicata. Buoni risultati nello
plasmato sulle competenze.
studio porteranno già al formarsi di un’autocoscienza,
Archiviato un impianto scolastico-educativo vetusto,
una chiara consapevolezza delle proprie capacità
di foggia antiquata quando non ottocentesca, basato
e aspirazioni, che si tradurrà, con il prosieguo degli
su mere conoscenze, oggi la metodologia punta su
studi, in gratificazione e autorealizzazione. Non da
un nuovo approccio e un nuovo modo di valorizzare
ultimo, vittoria delle proprie insicurezze. Paura, senso
le capacità dell’alunno. Quella metodologia di sapore
di
stantio, secondo un modello classico del sapere
inadeguatezza,
sono
tipici
risvolti
caratteriali
totalizzante,
completa,
formazione
dell’adolescenza. In aula si sperimenta un primo vero
nozionistico
impatto con l’altro: la possibilità di rapportarsi con i
elementi culturali sui banchi di scuola viene oggi
coetanei, la collaborazione reciproca, il confronto,
superato da quelle che, con un inglesismo vengono
la prospettiva di trovare nell’insegnante una nuova
ricomprese nelle due categorie chiamate Soft skill e
fondamentale figura di riferimento a livello culturale in
Hard skills.
quanto potenziatore, se vogliamo, delle
di
Le qualità richieste dall’universo imprenditoriale del
socializzazione
nuovo millennio sono ricomprese in tutta quella serie
della relazione. Il docente dovrebbe
di competenze trasversali importanti. Dalla capacità
possedere un occhio attento in grado di valutare e
di comunicare efficacemente, al saper lavorare in
progettare il contesto.
team; essere in grado di gestire e risolvere i problemi
Una realtà che, in una parola, permette ad una giovane
efficacemente (soft skill); unitamente alle competenze
mente di crescere, fin dalla scuola dell’infanzia.
tecniche e professionali che si possono acquisire a
ogni ed
individuo, facilitatore esperto
della
risorse
volto
ad
incamerare
passivamente
L’ABBRACCIO
7
scuola, con corsi di perfezionamento, o durante le
dispersione scolastica nel nostro paese ha superato
esperienze di lavoro (hard skill): utilizzo di macchinari
il 20% (dati Invalsi): significa che l’uscita precoce dal
e strumenti della produzione; conoscenza delle lingue
sistema di istruzione e formazione comprende una
straniere; last but not least,
padronanza perfetta
buona fetta della popolazione giovanile; in particolar
di programmi e/o pacchetti informatici. Un punto
modo da quei ragazzi che provengono da famiglie
sul quale i “Millenials”, i cosiddetti Nativi digitali,
più indigenti. Purtroppo, in tanti casi, il giovane getta
partono senz’altro con un largo vantaggio rispetto alle
le armi. Si lascia andare all’inerzia e all’apatia. Perde
generazioni precedenti.
ogni stimolo, ogni ambizione. L’insuccesso a scuola
Entra dunque in gioco quel fascio di capacità
può provocare un forte scoraggiamento, viene vissuto
relazionali e comportamentali che caratterizzano il
come un fallimento di sé e delle proprie capacità;
professionista, in un determinato contesto lavorativo.
l’interiorizzazione da parte dei ragazzi di un senso di
Questo è l’imprinting che dovrebbe ricevere dalla
inadeguatezza pone le premesse dell’abbandono.
scuola in generale, e in particolar modo entro
Un problema che il sistema della didattica a distanza
la
(attivata per l’emergenza covid) non ha aiutato a
formazione
professionale.
Una
forma
mentis
particolare, che vada al di là del semplice nozionismo:
ridimensionare.
sapersi
mutevoli,
Alla categoria di chi abbandona lo studio va connesso
essere aperti alle novità, e disponibili a collaborare
l’altro grave problema: quello dei giovani cosiddetti
con persone diverse; la capacità di realizzare idee,
NEET, giovani che non partecipano ad alcun processo
identificando obiettivi e priorità e, tenendo conto
formativo, né ad attività lavorative. Con un il 22,2% dei
del tempo a disposizione, pianificarne il processo,
giovani tra 15 e 29 anni che non lavora e non studia
organizzandone le risorse. L’istruzione in generale non
la criticità si presenta in Italia in misura mediamente
può ignorare la svolta epocale che stiamo vivendo.
superiore rispetto agli altri paesi.
In un contesto sociale e professionale che cambia a
Osservando i dati della Relazione 2019 del Cnel
passi da gigante, una rivoluzione nel digitale in atto,
al Parlamento e al Governo sui livelli e la qualità
l’industria che sposa l’Hi Tec e il digitale, la scuola
dei servizi pubblici un giovane su cinque non ha
deve necessariamente stare al passo con richiesta del
le competenze di base necessarie per accedere al
mercato del lavoro, occorre investire e puntare sulle
mondo del lavoro. Quali le soluzioni?
alle nuove generazioni di alimentare l’economia.
territorio
Solo a fare un rapido cenno, una delle direttrici della
Professionale (IeFP), rappresenta la carta vincente
nuova programmazione dei fondi strutturali e di
per contrastare l’abbandono scolastico, raggiungendo
investimento europei relativa al periodo 2021-2027,
ottimi risultati.
sarà proprio la transizione digitale. Il che vorrà dire,
costruita ad hoc grazie all’ausilio di esperti e partito
riferendoci in particolare all’istruzione e la formazione
nel 2006: tra i fini del progetto, l’idea riportare tanti
professionale, grande utilizzo di tecnologie per il
giovani scoraggiati in aula.
miglioramento della qualità delle attività di formazione
un’utenza in uscita dalla scuola media con maggiore
erogate, e rafforzamento delle competenze digitali.
predisposizione alla pratica rispetto a tanto studio
Per quanto riguarda il nostro contesto possiamo, in
teorico, o per il giovane sfiduciato e incerto, che
generale, ritenerci soddisfatti. L’istruzione ligure, in
non riesce a trovare una propria strada, la qualifica
generale, e la formazione in ambito professionale
triennale IeFP (o quadriennale, con Diploma) offre
nello specifico, si trovano oggi sulla strada giusta,
una chance di rivincita all’apprendista che abbia
vantando
tuttavia,
voglia di mettersi in gioco e imparare, condividendo
lavorare ancora molto per raggiungere risultati ancora
la propria passione e le aspettative con i coetanei.
più soddisfacenti, cercando di ridurre quanto ancora
Che scelga la figura di professionista della meccanica,
affligge il nostro sistema. Ci si riferisce, in particolare,
elettricista, esperto di preparazione dei cibi o barman,
ad una grossa piaga: il triste fenomeno della rinuncia,
operatore del benessere, o nel settore commerciale,
dello
adattare
una
a
contesti
buona
tanti
ragazzi
verso
sistema
di
Istruzione
e
Formazione
Questa tipologia di percorsi è stata
Mirati più che altro su
lo
troverà un tipo apprendistato pratico e parallelo alla scuola tradizionale, ottimo accompagnamento verso il
difficile sfida: combattere l’abbandono della scuola.
mondo del lavoro.
I dati, purtroppo, sono tutt’altro che confortanti: la
Da quando sono stati istituiti, negli Enti di formazione
L’ABBRACCIO
di
Occorre,
il
Sul nostro
studio e la propria preparazione. Questa è l’altra
8
scoraggiamento
tenuta.
lavorativi
e in seguito anche negli istituti professionali, i Percorsi
è coinvolgerli in esperienze personalizzate di rientro
IeFP hanno portato moltissimi giovani dalla strada e da
nel sistema di istruzione e formazione professionale
situazioni familiari e sociali gravemente disagiate ad
o, comunque, in un contesto di risocializzazione. Un
un mestiere, fornendo loro un buon corredo di abilità
piano per il quale sono state stanziate risorse pari a
tecniche. Tra le varie potenzialità, carta vincente di
euro 1.500.000,00 di euro.
questo sistema è la personalizzazione degli interventi.
Naturalmente,
Da tener presente, tra l’altro, il fattore importante
ragazzo
dell’inclusività nei confronti dell’utenza più “debole” –
lavorativa, non sarà una partita da giocare in solitaria.
in rifermento ad allievi disabili o con bisogni educativi
Serve senz’altro un efficace lavoro condiviso tra
speciali - utilizzando metodologie che ne stimolino
istituzioni e realtà del settore. Sviluppare e potenziare,
le capacità. Si entra qui in un concetto importante
cioè, reti tra gli attori pubblici e privati del sistema
e all’avanguardia: la scuola che sempre di più viene
di istruzione formazione e lavoro attraverso forme
incontro alla persona, si adatta sull’individuo; e non
di collaborazione che promuovano il protagonismo
il contrario, secondo il vecchio modello di istruzione
dei giovani e creino un sistema stabile di opportunità
calata
abbiamo
utili all’inserimento e re-inserimento formativo dei
una tipologia didattica improntata per gran parte
giovani; contestualmente, promuovere la costruzione
alla pratica – una buona parte dell’apprendistato
e la modellizzazione di dispositivi innovativi che
svolta in laboratorio più tirocinio aziendale – la
affianchino l’offerta ordinaria (istruzione formale,
presenza di figure efficaci di tutoring/orientamento/
sistema
coaching qualificate; utilizzo di nuove tecnologie,
stimolino
contraddistinguono i Percorsi. Anche se non può
una utenza aggiuntiva (buone pratiche). Ci piace
mancare, naturalmente, la costruzione di un sapere di
pensare che scuola e formazione da un lato, offerta
base con una buona infarinatura di materie teorico-
dell’industria
classiche.
connessi, secondo un concetto di scambio/relazione
In definitiva, questa impalcatura formativa ci ha
tra il giovane “formato” - talvolta spesso “recuperato
regalato ottimi risultati, a testimonianza della qualità:
dalla strada” - e le necessità del mercato del lavoro.
i corsi professionali portano ad un’occupazione media
Quello di indirizzare i ragazzi, renderli il più possibile
del 70 per cento degli iscritti, raggiungendo talvolta
partecipi del contesto sociale, sarà quindi un lavoro
punte del 100 per cento. Facilitare l’emersione e la
altamente soddisfacente ma impegnativo; un lavoro
partecipazione attiva ad esperienze formative di tanti,
che non può prescindere da un fattore: il sostegno
in quella fascia giovanile tra i 16 e i 24 anni, che hanno
irrinunciabile della famiglia. Va sottolineato, infatti,
precocemente abbandonato gli studi e che rischiano di
che nessuna scuola può, solo con proprie forze,
diventare cronicamente “invisibili” sarà dunque nostro
raggiungere l’obiettivo di formare se non è sostenuta
target primario. Favorire il loro rientro nei circuiti
dalle famiglia, e dalla comunità in cui è inserita.
dell’istruzione e della formazione attraverso interventi
Contesti che hanno il compito di testimoniare ai ragazzi
sostenibili, diversificati e personalizzati, che rendano
il valore dell’imparare, l’importanza dell’impegno,
possibile la loro partecipazione futura ad opportunità
dell’assunzione di responsabilità.
formative già presenti nel territorio. Per quanto
Tutti questi insegnamenti possono venire da tutte le
riguarda, invece, le azioni a livello regionale, è stato
famiglie, indipendentemente dal reddito e dal livello
approvato un intervento per ricondurre allo studio
di istruzione. Su queste basi il lavoro della scuola,
giovani tra 16 ed i 24 anni che avevano abbandonato i
supportato delle istituzioni, potrà generare risultati
percorsi di istruzione e formazione. Scopo dello stesso
straordinari.
dall’alto.
Fattore
fondamentale,
l’opera
verso
duale, la
una
di
accompagnamento
collocazione
formazione
possibilità
dall’altro
di
nella
professionale) intercettare
siano
fattori
in
del
società
e
che
futuro
strettamente
L’ABBRACCIO
9
L’educazione della mascherina di Roberto Maragliano, pedagogista, docente di Scienze dell’Educazione Università Roma Tre
“
L’idea che bastino mura o banchi o cattedre
negazionisti che circolano in ambito scolastico e più in
a garantire l’essere della scuola rappresenta
generale nel contesto dell’educazione. ‘Negazionisti’ in
il
trionfo
E
che senso? Come mai non provavo e non provo ritegno
che
a scomodare un termine così impegnativo, che porta
di
dentro di sé il richiamo alla tragedia della Shoah? Se
far
filosofo Giacomo Marramao ci mette in guardia da usi
corrispondere l’orario di presenza didattica in rete con
troppo disinvolti della parola, questo che propongo
quello previsto dalla presenza didattica in aula. Proprio
rientra degli usi troppo disinvolti? Se così non è, come
a nessuno viene in mente che alle condizioni materiali
io ritengo, cosa si coglie di tragico, anche se non di
andrebbero intenzionalmente associati (e non assunti
mortale in senso fisico e in forma diretta, dentro la
come generati automaticamente!) dei valori simbolici,
cultura negazionista così ampiamente diffusa, oggi,
o addirittura spirituali? Tornare in aula, ci si dovrebbe
tra di noi? E, particolare non trascurabile, dove più si
chiedere, per fare cosa? Andare in rete per fare cosa?
concentra il pericolo e che cosa autorizza ad usare
Se poi il maggiore responsabile politico della faccenda
l’aggettivo?
arriva, in un frangente drammatico come l’attuale,
Ciò che maggiormente mi preoccupa, e lo dico
a sollevare lo spauracchio dell’esame di Stato, che
in risposta all’ultima domanda, è la ben salda e
si terrà fra otto mesi ed è una prova la cui funzione
determinata intenzione, che attualmente è dei più, a
documentativa di competenze acquisite è pressoché
sottrarre profondità e corposità a quella che chiamerei,
nulla, non si può evitare di pensare che il valore che
con dizione ampia, ‘la crisi del 2020’, con ciò alludendo
concordemente si è portati a riconoscere alla scuola
alla pandemia e a tutto quanto significativamente
(ovviamente a quella dentro le mura, perché l’altra
ad essa si lega, in modo diretto ma anche indiretto.
per principio è svalutata) è di essere niente più che
Sono convinto che nelle storie del futuro questo
un rito collettivo di iniziazione: a che cosa non si sa,
sconvolgimento profondo ed esteso segnerà un netto
visto che ben più di quelli che oggi sarebbero esclusi
spartiacque: ci abitueremo a dire di un prima e di un
dalla copertura di rete, altro problema materiale,
dopo Covid non solo a proposito di scuola, non solo
ieri uscivano dalla scuola sprovvisti del bagaglio
a proposito di educazione, ma a proposito del mondo
fondamentale del saper leggere e scrivere. Il filosofo
intero e della nostra esistenza lì dentro.
che, ispirandosi a Gramsci parlava ieri, a proposito
In che senso, allora, è possibile vedere in questa
di scuola, di apparato ideologico di Stato, sarebbe
crisi qualcosa di diverso e di più sconvolgente di un
oggi tentato di sostituire l’aggettivo ideologico con
evento drammatico, e in che senso, dunque, sarebbe
l’aggettivo
perfettamente
più corretto, come io ritengo (e in questo mi richiamo
d’accordo con quell’altro suo collega che parlava di
ad un altro pensatore francese, Michel Manfessoli),
biopotere. Analfabeti di tutto il mondo uniamoci (come
parlare di un evento tragico? Mi si obietterà che le
dice il titolo di un antico saggio di Alberto Abruzzese,
vere tragedie che l’umanità ha conosciuto, anche
antico e inattuale, nel senso dell’altro filosofo ancora,
in tempi recenti, sono di ben altra portata, e che, se
tedesco questa volta)”.
la mettiamo sul piano del computo delle vittime,
Così, citando implicitamente Louis Althusser e Michel
le guerre del Novecento e pure la spagnola di dopo
Foucault, scrivevo, giorni fa, su Facebook, mia abituale
il primo conflitto mondiale hanno fatto un numero
aula di docenza e soprattutto ‘studenza’ (cioè luogo di
incommensurabilmente superiore rispetto a quello
apprendimento), da una dozzina di anni e più. Di fatto,
dei ‘morti da Covid’.Non ho difficoltà a riconoscerlo,
me la prendevo con la faciloneria insita nei tanti discorsi
ma non parlo di morte di individui, bensì di crollo e
corrisponde
del
materialismo
perfettamente
per
garantire
un
una
didattica
online
10
accettabile
materiale
L’ABBRACCIO
pedagogico.
all’altra
funzionamento
emergenziale
e
idea
andrebbe
occorra
relativa scomparsa di idee e di convinzioni.
a perdere di giustificazione, in ordine alla limitatezza
La vera tragedia del 2020, ciò che probabilmente
degli esiti raggiunti), sulla scoperta della bicicletta
lo farà diventare una sorta di ‘anno zero’, sta nella
(che sarebbe alternativa plausibile di convivialità al
fragorosa (per quanto silenziata in tanti discorsi
collasso del sistema dei trasporto) e chiediamoci
correnti) caduta dell’universale convinzione che la
se non si sia arrivati proprio lì, all’esito catastrofico
vicenda umana proceda nella direzione di un costante
previsto da quel ‘folle’: chiediamoci se non sia nostro
miglioramento,
versione
impellente dovere il misurarci con un qualcosa che
sociale e politica del principio della progressione
non abbiamo mai voluto affrontare seriamente, anche
lineare. Eravamo già arrivati a mettere in discussione
se anni fa di quella formula ci si riempiva le bocche,
questo
sui
nei convegni e negli scritti: la formula e quel qualcosa
traumi del Novecento, indotti e prodotti, con le due
che hanno a che fare con ‘i limiti dello sviluppo’. Per
guerre, proprio dentro l’area del mondo considerata
dirla a chiare lettere, credo proprio che siamo giunti
(o autoconsiderata) più civile: c’era addirittura chi
a toccare i confini o che forse abbiamo già infranto i
(Theodor Adorno) sosteneva che ‘dopo Auschwitz
limiti di un certo modo (linearmente progressivo) di
non si può più scrivere una poesia’. Ma pensavamo
intendere lo sviluppo. Ancora più chiaramente, quanto
che fosse solo una questione interna a noi uomini, da
facciamo comincia a torcersi contro.
fronteggiare con la spinta a far meglio, a calmare gli
Tutto questo riguarda il sistema di istruzione. Nella
animi, a far pace con certi istinti distruttivi, a tessere
prospettiva che ho cercato sinteticamente di indicare,
un nuovo patto sociale: a reinventare, dunque, il modo
avrebbe dunque poco senso parlare di scuola e non
di fare e far circolare poesia (in senso lato). Niente di
scuola, di educativo e diseducativo, o, per intenderci,
più sbagliato, niente di più pericolosamente illusorio.
di aula e rete se, a meno che, nell’attuale frangente
Ce lo dovrebbe far capire il Covid, piombato tra di noi
e dunque senza aspettare illusoriamente che se ne
improvvisamente e inaspettatamente a dirci che non
possa uscire, non iniziamo a chiedere a noi stessi in che
basta lavorare al contratto sociale, e che anche se si va
cosa possa o debba consistere, al di là degli aspetti
avanti, o si pensa di farlo, contemporaneamente e di
materiali che provvisoriamente (in chiave storicamente
fatto si procede anche all’indietro: eccolo qui a dirci (a
provvisoria) lo implicano, il portato educativo del fare
ricordarci?) che occorre dar corpo ad un consapevole
scuola (educativo nel senso positivamente ideologico
e diverso ‘contratto naturale’: uno spazio dove definire
richiamato nell’autocitazione da cui sono partito); e
ed attuare un nuovo patto con la natura (questa volta
non proviamo ad interrogarci sull’origine e i contorni
il riferimento è a Michel Serres, anche se prima di lui
della formazione civica complessiva, quella che si
a riflettere in una simile chiave sono stati in molti, per
attua e si manifesta dentro le comunità esterne alla
quanto regolarmente inascoltati).
comunità scolastica. Sbaglieremmo una volta di più se
Inesauribili predatori di risorse, in lotta tra di noi e
vedessimo in ciò un problema locale, da affidare agli
con il mondo esterno al fine di conquistare e gestire
specialisti. Si tratta, invece, di una questione cruciale,
sempre maggiori ricchezze e sempre maggiori solidità
che riguarda tutti, o quasi, e l’esistenza umana tutta.
materiali, abbiamo dimentico ‘la livella’ (per richiamare
Del resto, è quello stesso nodo (irrisolto) che fa
Totò) costituita dal ciclo naturale vita/morte. E ne
scoprire inermi (aggressivamente inermi) tanti di
stiamo pagando il pegno.
noi ‘educati’, nel momento in cui si trovano davanti
Mi
secondo
assunto,
scuso
per
una
indiscussa
riflettendo
di
ad umani loro simili, scolarizzati e positivamente
formulazioni impegnative. Dunque, prendiamo Ivan
alfabetizzati, almeno secondo quanto prevede la
Illich e le sue scomodissime teorie sulla nemesi medica
normativa vigente: umani che, negazionisti spontanei,
(che sarebbe dovuta alla crisi di iperproduzione
non indossano la mascherina e ad un cortese rilievo
distorcente propria del settore non solo industriale
aggrediscono con il ‘non vede che ce l’ho, è qui al
della
braccio?’.
salute),
l’ulteriore
pubblicamente
sulla
chiamata
società
in
campo
descolarizzata
(dove
l’enormità dell’impegno finanziario tenderebbe via via
L’ABBRACCIO
11
Contro la dispersione scolastica, quattro esperienze italiane di Angelo Conti, giornalista, vice presidente della Fondazione La Stampa Specchio dei tempi
L
e dinamiche migratorie ed un più generale
beneficio di inventario), appare visibilmente reale?
ritorno alle povertà hanno fatto da volano,
La Fondazione La Stampa Specchio dei tempi opera
nell’ultimo
rinnovata
da anni in questo settore, con un approccio che è
accentuazione della dispersione e dell’abbandono
però cambiato nel tempo. Se inizialmente si lavorava
scolastico.
in strutture già esistenti (soprattutto parrocchie)
decennio,
Fenomeni
che,
ad pur
una
contrastati
dalla
normativa relativa alla scuola dell’obbligo, si sono
gestendo
e
diffusi in aree di marginalità urbana, colpendo femmine
a
dei
e maschi. Le prime spesso attraverso la radicale
quinquennio si è scelto di andare a vivere le realtà dal
negazione dell’approccio scolastico, i secondi quasi
di dentro. E sono così nati i quattro progetti cardine di
sempre attraverso un progressivo allontanamento dal
Specchio dei tempi e di Specchio d’Italia: “Il Villaggio
mondo dell’istruzione non di rado poi culminato nella
che cresce” all’ex Villaggio Olimpico di Torino, “Stella
microcriminalità.
Polare” nell’area dei Giardini Saragat nei quartieri nord
Come contrastare questa tendenza che, al di là dei
di Torino, “Oltre Bastogi” in un quartiere difficilissimo
numeri ufficiali (sempre da prendere con ampio
(anche per la spiccata presenza criminale) di Roma,
12
L’ABBRACCIO
favore
amplificando bambini
forme
meno
di
istruiti,
volontariato nell’ultimo
“Pro-Ter” a Fegino grazie alla fattiva collaborazione
sempre registrato un avvicinamento delle famiglie,
col CEIS di Genova e con le realtà associative del
persino riconoscenti per avere favorito un profitto
territorio.
altrimenti impossibile.
La strada che viene percorsa è tracciata attraverso
Il rapporto con le istituzioni scolastiche è sempre stato
la fiducia che si cerca di sviluppare fra bambini ed
un obiettivo. Non sempre raggiunto, ma comunque
educatori e, subito dopo, fra educatori e scuola ed
perseguito. La condivisione del progetto educativo
educatori e famiglie. Percorso lineare ma non semplice.
con le maestre e con i professori ha permesso percorsi
Complicato in alcune realtà (Villaggio Olimpico di
realmente personalizzati, quasi sempre forieri di
Torino e Bastogi a Roma) da una situazione fuori
eccellenti risultati.
controllo, con evidenti e diffusi episodi di illegalità resi
Non sono mancati momenti delicati. Con bambine
più forti dalla sostanziale assenza delle istituzioni. Il
dodicenni mai entrate in una scuola, altre bambine
“passaggio” attraverso le figure di riferimento di questi
vittime di abusi, altre ancora trattenute a casa perché
difficili quartieri (con ruoli di leadership nati da radici
destinate da culture di altri mondi ad una vita solo
tribali o semplicemente dal passato criminale) è stato
domestica. O come ragazzi dediti al bullismo, alla
necessario, ma ha spesso consentito un inserimento
prevaricazione, capaci persino di arrivare armati ai
reale delle iniziative, stimolando una inclusione dei
momenti di studio.
piccoli ma anche dei grandi, che ha poi condotto ad
Non ci siamo mai scoraggiati ed abbiamo sempre,
un miglioramento della qualità di vita nei quartieri.
continuamente mediato. Oggi le centinaia e centinaia
Delicato e centrale il ruolo degli educatori, spesso
di bambine e bambine che frequentano i nostri corsi a
costretti ad assistere scolari con mediocre conoscenza
Torino, Roma e Genova rappresentano la risposta che
della
soprattutto
lottare contro dispersione e abbandono scolastico si
interazione sono state sempre necessarie. E, con i
può. Tracciamo ogni giorno una strada. Con umiltà, ma
primi importanti risultati scolastici, abbiamo quasi
anche con coraggio e convinzione.
lingua
italiana.
Pazienza
ma
L’ABBRACCIO
13
Quale scuola per quale vita? di Mauro Palumbo, docente di sociologia Università di Genova
L
a
crisi
ha
opposte. In primo luogo, quella di “ascensore sociale”,
accentuato le criticità del sistema scolastico
dal momento che, premiando il merito, deve permettere
italiano e ha focalizzato il dibattito solo sugli
ai “capaci e meritevoli” di raggiungere l’eccellenza
aspetti emergenziali: la didattica a distanza, i periodi di
formativa e, per suo tramite, di consentire una mobilità
apertura o chiusura, i diritti degli studenti e quelli dei
sociale corrispondente. Perché se i capaci e meritevoli
docenti.
che riescono a conseguire ottimi risultati scolastici
Possiamo invece provare a rispondere agli interrogativi
hanno poi poche opportunità di accedere alle posizioni
che ha posto l’Abbraccio e pensare alla scuola in una
più elevate, il dettato costituzionale è rispettato solo
prospettiva di più lungo e ampio respiro.
nella prima (più faticosa) metà, quella di premiare lo
Che senso ha la scuola oggi, al di là della retorica
sforzo e non nella seconda, quella di differenziare il
che spesse ammanta i discorsi che la riguardano?
risultato sociale in base a quello scolastico. In secondo
Quali
funzioni
causata
dall’emergenza
imprescindibili
deve
COVID
assicurare?
luogo, la scuola dovrebbe evitare di riprodurre le
Sostanzialmente tre, indicate nei primi tre commi
disuguaglianze sociali, agendo anzi da strumento
dell’articolo 34 della Costituzione Italiana: “La scuola
di perequazione, dal momento che come già aveva
è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per
osservato Rousseau, «Quando un gigante e un nano
almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e
camminano sulla stessa strada, ogni passo che faranno
meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di
entrambi darà un nuovo vantaggio al gigante» e limitarsi
raggiungere i gradi più alti degli studi.” In altre parole,
a garantire pari condizioni di accesso rischierebbe di
si tratta di:
legittimare differenze già consistenti in partenza;
1)
3)
assicurare a tutti una base di conoscenze e
costituire uno strumento forte di integrazione
capacità che permettano di essere pienamente inseriti
sociale. Implicita nel ruolo assegnato dalla Costituzione,
nella società contemporanea: in una società complessa
questa
chi non ha un livello minimo di literacy (capacità di
multietnica e con differenze interne in forte crescita.
comprendere testi, elaborarne il significato, produrne a
Oggi infatti possiamo vedere l’ampliamento della
propria volta); di numeracy (capacità di padroneggiare
distanza sociale tra gruppi diversi non solo sul piano
le operazioni aritmetiche elementari e di applicarle alle
economico, ma anche su quello etnico e culturale,
varie esigenze della vita), di conoscenza dei principi
nonché su quello degli stili di vita e di consumo. Dunque,
base della scienza (per comprendere un’elementare
una funzione di integrazione che non può essere assolta
informazione di tipo scientifico o di utilizzare uno
solo con la condivisione di un set di base minimo di
strumento di modesto contenuto tecnologico) non
competenze (quello di cui al punto 1), ma richiede azioni
possiede un vero diritto di cittadinanza. Non siamo
positive per assicurare il riconoscimento, il dialogo e la
molto lontani dal “leggere, scrivere e far di conto” che
cooperazione di mondi sociali di provenienza sempre
ha costituito la base dell’alfabetizzazione del Paese,
più divergenti. Anche perché la scuola di oggi opera in
intesa per l’appunto come modo per assicurare a tutti di
tessuti molto più frammentati e disgregati di quelli che il
poter esercitare la cittadinanza e non solo di vedersela
costituente aveva davanti, con famiglie e comunità locali
attribuita;
sempre meno capaci di fornire ai giovani i rudimenti del
2)
vivere insieme.
assicurare a tutti gli studenti il raggiungimento
funzione
diviene
cruciale
in
una
società
dei livelli più elevati di istruzione, compatibilmente
Qualche riflessione su questi punti.
con le loro aspirazioni e capacità: una funzione che si
Circa
collega strettamente al tema dell’equità, perché assume
conoscenze e capacità, i dati delle periodiche indagini
due connotazioni diverse, autonome anche se non
PISA (indagini internazionali sulle competenze dei
14
L’ABBRACCIO
l’assicurare
a
tutti
una
base
adeguata
di
quindicenni). Secondo l’ultima rilevazione (2018) non
oltre 7 volte ed è emblematica della situazione italiana:
solo gli studenti italiani si collocano al di sotto della
i gruppi di status sociale più elevato riproducono le loro
media OCSE, ma emergono forti divari tra le diverse
posizioni di maggior vantaggio soprattutto assicurando
aree del Paese (attorno ai 500 punti nel Nord, contro
ai figli migliori livelli di istruzione, piuttosto che evitando
i 453 punti del Sud e i 439 delle Isole) e tra i diversi
il loro insuccesso scolastico. Se aggiungiamo a questo
tipi di scuola, passando dai 521 punti dei licei ai 400
dato il fatto che, in Italia da decenni l’ascensore sociale
degli istituti professionali e dei Centri di formazione
è bloccato, ossia la mobilità sociale è molto scarsa,
professionale. Ma il dato più rilevante è che quasi
possiamo chiudere il cerchio dicendo che la scuola non
un quarto dei quindicenni italiani non raggiunge il
sembra rappresentare per le fasce sociali più deboli
livello 2; si tratta di persone, per usare le espressioni
quell’occasione di riscatto auspicata dai governi che
OCSE, che “spesso hanno difficoltà a confrontarsi con
in tutta Europa negli anni Cinquanta e Sessanta del
materiale a loro non familiare o di una certa lunghezza
secolo scorso hanno promosso l’apertura degli accessi
e complessità”. Divari analoghi si registrano sul fronte
all’istruzione superiore.
della matematica e delle scienze, dove anche lo scarto
Resta da dire del punto 3, della scuola come strumento
tra il dato italiano e quello medio OCSE raggiunge il
di integrazione sociale. A mio avviso questa funzione
massimo (con un peggioramento tra il 2012 e il 2018).
è stata sempre piuttosto modesta, perché in Italia più
Com’è immaginabile, più basso è lo status socio
che altrove si ha un elevato livello di segregazione
economico, più aumenta la quota di persone al di sotto
scolastica, ossia la scelta della scuola superiore è
del livello due, considerato quello minimo per poter
dettata più dall’origine sociale che dalle vocazioni/
parlare di accesso alla cittadinanza; in Italia i giovani le
capacità effettive degli studenti. Anche perché fior
cui famiglie sono nel primo 25% della distribuzione per
di ricerche mostrano che lo stesso orientamento
status socio economico sono per il 37% al di sotto del
scolastico è spesso funzionale alla riproduzione delle
livello due, quelli nell’ultimo 25% restano sotto il livello 2
disuguaglianze di origine e che, d’altro canto, anche le
solo per il 12,6%: quindi un terzo rispetto ai primi.
famiglie tendono a interiorizzare e trasmettere ai figli
Sul punto ancora due osservazioni. Il lockdown e la
ambizioni scolastiche più o meno elevate a seconda
didattica a distanza hanno ovviamente accentuato
del loro status. D’altro canto, la crisi che ha interessato
queste disuguaglianze, per due buoni motivi: il primo
il Paese anche nel periodo pre-emergenza ha mostrato
riguarda la minore dotazione di dispositivi elettronici
una decisa flessione nelle iscrizioni all’università che è
e di connessioni affidabili che hanno le famiglie più
in buona parte attribuibile a un minore investimento
sfavorite (e poco e tardivamente è intervenuto lo stato
in istruzione delle famiglie meno abbienti, anche per
a colmare questo divario); il secondo, nella fase di
la minore aspettativa di mobilità sociale connessa alla
didattica a distanza il ruolo delle famiglie nel supportare
laurea.
l’apprendimento dei ragazzi è tornato ad essere
Perché la scuola prepari alla vita (e non a vite separate
essenziale e anche per questa via chi già partiva da
a
condizioni difficili non ha fatto che peggiorarle. Come si
rimboccarsi le maniche. In estrema sintesi, occorrono
è detto, si tratta di un punto essenziale per il godimento
interventi compensativi per i giovani in difficoltà e anche
dei diritti di cittadinanza, quindi possiamo purtroppo
premiali per i più meritevoli: non c’è sviluppo senza
dire che la scuola nell’emergenza CPVID ha finito per
intelligenze di prim’ordine, che occorre prima coltivare
aggravare, invece che attenuare, le disuguaglianze
e poi trattenere nel Paese con lavori adeguati per livello
derivanti dalle origini sociali.
e remunerazione. Ma questo non può accadere in un
Circa la capacità della scuola di assicurare il merito non
Paese che è tra gli ultimi in Europa per investimenti in
possiamo essere più ottimisti. I dati PISA ci dicono che in
formazione e ricerca, che ha professori poco pagati e
Italia i top performer, ossia gli studenti che si collocano
dotati di ancor più basso prestigio sociale, grazie anche
ai due livelli superiori delle scale PISA (5 e 6), sono pari
a una diffusa concezione della scarsa utilità della cultura
al 5% del totale, contro il 9% della media internazionale.
in generale e dell’istruzione in particolate. In un Paese in
Più in dettaglio, solo l’1,6% dei giovani di più basso status
cui ci si preoccupa di dove insegnare (gli edifici non a
sociale raggiunge i due livelli più elevati, mentre nel
norma, i banchi) piuttosto che di cosa e, soprattutto, di
caso dei giovani di più alto status si sale a una quota del
come e perché.
seconda
dell’origine
sociale)
occorre
davvero
10,3%. In questo caso la differenza tra i due gruppi è di
L’ABBRACCIO
15
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L’ABBRACCIO