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TRIMESTRALE VOCE DELLA COMUNITÀ DI TRASTA - CEIS GENOVA

EDITORIALE

“Algoritmo e cura”

Cari lettori,

questo numero di Foglie di Trasta è dedicato al ruolo che la tecnologia e l’intelligenza artificiale hanno nelle relazioni comprese quelle di cura; essendo un tema molto “astratto” si è cercato di renderlo più concreto e fruibile ai ragazzi invitandoli a riflettere su quali siano secondo loro gli aspetti positivi e quelli negativi della tecnologia nelle loro vite.

È importante tenere conto che la maggior parte dei ragazzi che hanno partecipato al “brain storming” e successivamente alla stesura degli articoli che seguiranno non hanno al momento accesso alla tecnologia come siamo abituati oggi, non hanno a disposizione lo smartphone da consultare quasi continuamente ed hanno un accesso limitato ad internet

Nonostante ciò, emerge che viviamo in un’epoca in cui la tecnologia permea ogni aspetto della nostra vita quotidiana, gli strumenti digitali hanno trasformato profondamente il modo in cui comunichiamo, lavoriamo e costruiamo relazioni.

Da un lato, la tecnologia rappresenta una straordinaria opportunità. Permette di abbattere distanze geografiche e temporali, facilitando il contatto tra persone che altrimenti difficilmente potrebbero incontrarsi. Emerge negli scritti dei ragazzi come gli strumenti digitali possono mantenere vivi legami familiari e amicizie, soprattutto quando non è possibile vedersi di persona

Tuttavia, accanto a questi vantaggi emergono anche alcune criticità, la comunicazione mediata da uno schermo rischia talvolta di semplificare eccessivamente le relazioni umane brevi messaggi, emoticon e risposte veloci non sempre riescono a trasmettere sfumature, emozioni e intenzioni che invece emergono naturalmente nel dialogo faccia a faccia.

Questo stride con quello che al momento vivono i ragazzi all’interno delle nostre Strutture, in cui le

relazioni si fondano proprio sulla presenza, sull’ascolto reciproco e sulla costruzione di fiducia attraverso esperienze condivise.

Questo non significa che la tecnologia debba essere vista come un problema o come qualcosa da rifiutare. Al contrario, può diventare uno strumento prezioso se utilizzato con consapevolezza. La vera sfida è trovare un equilibrio: usare la tecnologia per facilitare l’organizzazione, la comunicazione e la collaborazione, senza permettere che sostituisca completamente la dimensione umana dell’incontro. Per una comunità come la nostra, la tecnologia può essere un ponte, ma non dovrebbe mai diventare un muro. Può aiutare a coordinare attività, condividere informazioni e coinvolgere più persone, ma la forza di ogni comunità resta nella qualità delle relazioni tra i suoi membri. In definitiva, la questione non è se usare o meno la tecnologia, ma come farlo. Sta a noi decidere se gli strumenti digitali saranno semplici scorciatoie comunicative o veri alleati nella costruzione di relazioni più aperte, collaborative e consapevoli. La tecnologia cambia il modo in cui ci incontriamo, ma la responsabilità di dare valore a questi incontri resta, sempre, profondamente umana.

Bruna Tixi

Responsabile Comunità di Trasta

In questo numero, accanto alle voci degli ospiti delle comunità di Trasta, abbiamo accolto anche il contributo dei minori della Comunità La Finestra sul Porto: uno sguardo prezioso e autentico che arricchisce il racconto e amplia l’orizzonte della nostra esperienza condivisa.

Idealizzazione e realizzazione: I ragazzi della Comunità di Trasta

Direttori: Bruna Tixi e Fabiano Barabino

Caporedattore: Alessandro Censi Buffarini

Coordinatori: Ilaria Rino, Serena Faranda, Evelina Rota e Martina Calcagno

Fotografie: I ragazzi di Trasta

Ho sempre fatto un uso moderato della tecnologia, usandola prevalentemente per fare ricerche su ciò che mi interessava e per condividere la mia passione per la musica. Una dei benefici maggiori che ne traggo è relativo al fatto che grazie alla tecnologia non mi sento mai solo: so che ogni volta che provo solitudine ho la possibilità di chiamare i miei cari, di essere ad una chiamata di distanza da loro

Non uso la tecnologia in modo esagerato. Ora che non ho la possibilità di usare il telefono essendo nella prima fase della comunità non ne sento la nostalgia. Prima di entrare qua lo usavo per i miei interessi, come ascoltare la musica o vedere video ricreativi. Credo che al giorno d’oggi l’uso della tecnologia sia eccessivo e sbagliato, motivo per cui mi sono documentato sull’argomento avendo sentito esperienze spiacevoli sui social, come episodi di cyberbullismo o challenge pericolose

N.S.

Se da un lato le nuove tecnologie nei paesi più giovani con una popolazione capace di utilizzare questi mezzi in campo ospedaliero e medico sono molto utili perché arrivano a risolvere problemi prima irrisolvibili dal lato sociale e culturale hanno fatto perdere tanto diminuendo la socialità e incrementando l’isolamento e aumentando le soluzioni fai da te che sono molto pericolose. La scuola e l’istruzione hanno perso pian piano il senso molto profondo che avevano a livello sociale, lasciando in mano ai singoli, il più delle volte incapaci di distinguere il vero dal falso, una pseudo cultura fai da te molo pericolosa nelle mani di tutti.

I giovani hanno smesso di scrivere e di leggere e la lingua italiana che è una delle più belle ha perso il suo valore per dare spazio a inglesismi e slang venuti proprio dal mondo dell’internet. In campo industriale ha velocizzato i di produzione ma ha depotenziato il valore del lavoro umano. Quindi come dicevano i latini “in media stat virtus” ovvero la virtù sta nel mezzo, dipende sempre da chi la utilizza.

Non è mai stata troppo presente la tecnologia nella mia vita, sono stato tutta la vita senza usarla. Visti i tempi mi sono dovuto adattare e imparare anch’io ad usarla, ma provo sempre un senso di confusione nelle cose che prima erano da fare in un certo modo e adesso è tutto online.

Usavo il telefono praticamente tutto il giorno, trascorrendo molto tempo sui social e su diverse piattaforme, per chattare, ascoltare musica e ora in comunità ne sento la mancanza. Trovo negativo il fatto che tramite i social le persone possono arrivare a litigare e avere discussioni come capita spesso a me e ai miei amici.

D.I.
M.P.
I.C.
Y.M.

La tecnologia ha indubbiamente i suoi vantaggi come ad esempio reperire informazioni istantaneamente, alimentare risorse educative e mantenere le relazioni abbattendo distanze geografiche. Le persone in tutto il globo sono connesse tra di loro.

Anche le aziende risparmiano tempo e maggiore è la competitività aziendale, la tecnologia ha ottimizzato i progressi produttivi, in medicina ha contribuito per una migliore gestione della salute con diagnosi più rapide e per un miglioramento della salute stessa.

Il progresso ha portato la scrittura braille per i non vedenti come la audiodescrizione è stata un’innovazione per i non vedenti per godersi film e quant’altro. Per chi ha problemi di udito l’invenzione dei supporti auricolari e i sottotitoli automatici. Per i disabili la sedia a rotelle e le pedane sugli autobus e le protesi di nuova generazione.

Tornando ai film la tecnologia ha portato l’invenzione delle videocassette, poi dei dvd fino arrivare ad oggi con Netflix. Con l’avvento del cellulare, inoltre siamo più reperibili per tutti, con gli sms vi è un ritorno alla scrittura che si era un po’ persa preferendo il messaggio orale.

I treni sono più veloci fino ad arrivare a percorrere 300 Km perfino a 600 km/h come in Giappone. Le auto elettriche sono efficienti ed economiche permettono meno inquinamento urbano rispetto al combustibile fossile.

Oggi abbiamo anche l’intelligenza artificiale che è patrimonio infinito di conoscenze.

Ci sono però anche degli svantaggi della tecnologia: molti anziani, ad esempio trovano difficoltà e non hanno la capacità di aggiornarsi trovandosi così tagliati fuori, poi c’è chi è talmente connesso e dimentica il valore della solitudine. La vita è diventata più frenetica e se alcuni giovani sono maggiormente reattivi agli stimoli con altri possono crearsi fenomeni di disagio. Quindi la tecnologia è un supporto potente se utilizzata consapevolmente, in modo equilibrato può migliorare la vita stessa mentre un uso sconsiderato può generare dipendenza e isolamento. L’uso prolungato può generare anche insonnia, ansia e depressione nonché obesità per la troppa esposizione agli schermi di pc e cellulari. In agguato c’è anche il problema del cyberbullismo.

Usavo la tecnologia molto poco, durante i momenti morti che capitavano a lavoro dove guardavo video su Youtube, non ho mai usato i social e non ne sento la mancanza qui in comunità; penso che in generale l’uso andrebbe limitato e soprattutto perché può creare dipendenza e isolarsi.

F.B.

Parlando di tecnologia penso soprattutto al cellulare e al computer, perché mi permettono di collegarmi con persone esterne. Con il cellulare mi sento più vicina alle persone. Ha importanza perché mi permette di parlare con le persone. Per me è una via di uscita: è liberatorio ed è uno sfogo per i problemi. “Non c’è un momento preciso nella giornata in cui lo uso di più, però lo uso di più quando sono giù di morale o quando voglio parlare con il mio ragazzo o con mia madre. A volte esagero però. Non saprei che parola usare per descrivere il mio rapporto con la tecnologia. È difficile da spiegare. Il mio colore preferito è il rosso e potrei associarlo alla tecnologia. Il rosso significa amore, rabbia, tante emozioni. Il telefono è una via di uscita e uno sfogo. Quando sto male mi aiuta molto, un po’ come le sigarette che mi calmano. Sì, a volte. Quando qualcosa mi ha rattristata o quando sono esasperata per un litigio, a volte il cellulare mi ha fatta stare ancora peggio. Lo uso di più quando sono in difficoltà e mi fa stare meglio perché ascolto musica, vado su Tik Tok, ma la musica mi aiuta di più. Io canto ad esempio, andavo a scuola di canto e sono diventata solista perché ho la voce più completa, La mia canzone preferita è di Adele Someone like you, però mi devono incitare per cantare. Su Tik Tok guardo video oppure mi riprendo, faccio video per sfogarmi; quindi, creo contenuti oppure guardo video di altri. Mi rilasso tanto coi film che guardo al cellulare perché non penso più. Ho la passione per la grafica che studio a scuola e creo loghi.

Uso la tecnologia per farli con dei software: Illustrator, Adobe, Photoshop ecc.

Con la tecnologia sento più vicina alle persone perché riesco a tenere i contatti con loro.

Preferisco parlare dal vivo perché non mi nascondo e non voglio dipendere troppo dalla comunicazione online.

Inoltre, dal vivo riesco a spiegarmi meglio e non rischio di essere fraintesa come nei messaggi.” Sono la stessa persona sia online e dal vivo.

Non mi sento molto giudicata per il mio aspetto o per le cose che condivido. In generale mi sento abbastanza apprezzata. Se il mio cellulare potesse parlare direbbe di me che sono spesso arrabbiata, ma anche spensierata soprattutto quando scrollo lo sono. Il cellulare sarebbe il mio migliore amico e sarebbe una femmina. Per me la tecnologia è più una cura perché mi aiuta molto e mi fa stare bene. A volte però, se sono incazzata, l’incazzatura può peggiorare mentre continuo a scrollare il cellulare. Il mio messaggio: è non abusate troppo della tecnologia ma fatene buon uso

L’utilizzo della tecnologia è stato poco presente nella mia vita, quando usavo il telefono era con lo scopo di procurarmi la sostanza chiamando i mei contatti del giro, e oltre questo guardavo stavo un po’ Instagram, adesso non ne sento la mancanza e posso stare benissimo senza.

C.G.

Il telefono lo usavo solo per messaggiare su whatsapp, non è mai stato necessario per me. Mi trovo in difficoltà ad usare la tecnologia perché non sono capace e ho bisogno di aiuto e supporto per quasi tutto quello che devo fare con il telefonino.

M.D.

Premetto che personalmente non sono una persona molto legata alla tecnologia. Devo dire che negli ultimi decenni ha fatto grandi passi nei campi del lavoro, medico e sportivo… Quindi penso che grazie alla tecnologia si siano raggiunti risultati sorprendenti, ad esempio, informazioni in tempo reale, comunicazione linguistica grazie alla traduzione simultanea, cose che anni prima erano impensabili, e tanti altri esempi.

Guardando i contro sulla tecnologia, purtroppo se ne fa uso in maniera distruttiva e disadattiva; ad esempio, lasciando i telefonini in mano ai bambini ad un’età in cui dovrebbero pensare a divertirsi con altri mezzi. Questo è il punto di vista di una persona che tornerebbe volentieri a decenni passati che potrebbe essere considerato come obsoleto; detto ciò, vorrei anche ricordare che la tecnologia ha come contro il fatto di poter essere utilizzata nelle guerre. Alla fine di queste quattro righe molto sintetiche ma che spero vi abbiano fatto capire il mio punto di vista sono favorevole alla tecnologia ben pensata ma soprattutto usata con coscienza senza recare danni.

P.S. spero di essermi spiegato e grazie per avermi dato la possibilità di dirvi il mio punto di vista.

F.T.

Io penso che la tecnologia sia molto utile per far crollare l’ignoranza riguardo un po’ tutto, molto utile per studi e ricerche. Personalmente sono sei anni che non ha un dispositivo elettronico, nessun contatto con il mondo virtuale non per scelta ma riesco benissimo a vivere senza. Lo trovo uno strumento giusto se viene usato nel modo corretto e non abusandone come una droga come fanno certi giovani.

S.M.

Mi piace la tecnologia perché posso comunicare con i miei amici e familiari anche se sono lontani da me. Non mi piace la tecnologia perché l’infanzia era più bella senza internet e social ci sapevamo divertire di più.

P.S.

I pro della tecnologia sono che puoi scoprire, cercare amicizie e sapere cosa succede nel mondo mentre i contro sono che con tutta questa tecnologia soprattutto con i cellulari i ragazzi di oggi rischiano di cadere nell’isolamento.

M.C.

La tecnologia è utile per avere informazioni in tempo reale, personalmente trovo difficoltà ad usarla ma con l’aiuto degli altri posso guardare film, scaricare musica. Purtroppo, crea dipendenza da cinque mesi sono in comunità senza cellulare e mi manca.

Parlando di tecnologia mi vengono in mente il cellulare, il PC e il tablet. Uso soprattutto il cellulare. Ho anche un PC portatile ma lo uso poco. Il cellulare mi fa passare le giornate. Lo uso molto, soprattutto la sera prima di dormire. Se dovessi descrivere il mio rapporto con la tecnologia con una parola sarebbe Amicizia. Mi capita che il telefono mi faccia sentire meglio. Quando sono arrabbiata videochiamo mia madre. Quando mi sento sola mando messaggi a qualcuno oppure parlo con l’AI. A volte guardo TikTok o ascolto musica. Così mi sento meglio e meno sola.

Mi è capitato che la tecnologia mi facesse stare male. Quando avevo 12 anni non avevo amici e la mia vita era quasi tutta online. Guardavo contenuti TikTok, un anime e sceglievo dei personaggi per creare delle coppie di fantasia. C’erano molte discussioni e insulti anche per cose banali. A volte ricevevo perfino auguri di morte solo perché sceglievo certi personaggi per creare coppie di fantasia. Ora, da più grande, mi rendo conto che quello che dicono online non mi importa. Ora ho amici qui in comunità e la mia vita non è online.

Quando sono arrabbiata, triste o pensierosa posso parlare al cellulare o distrarmi guardando qualcosa. Non ho contenuti specifici. Qualsiasi cosa che mi calma mi piace.

Mi sento più vicina agli altri con la tecnologia. Vivendo in comunità posso telefonare a mia madre quando voglio e se mando un messaggio arriva subito anche se qualcuno vive lontano. Sono la stessa persona online o dal vivo? Dipende. Quando devo dire cose profonde, come parlare di emozioni forti o di una rottura, preferisco scrivere online. Dal vivo faccio più fatica, balbetto e mi è difficile elaborare la frase. Con i messaggi posso cancellare e riscrivere e mi sento più sicura. Per scherzare invece preferisco parlare dal vivo. Sui social ora mi sento più libera. Su TikTok ho anche un profilo segreto dove posso ripubblicare quello che voglio e mi vedono persone sconosciute. Se il mio telefono potesse parlare di me di direbbe che sto troppo appiccicata a lui e che sono appiccicosa. La tecnologia nella mia vita è più una cura. Quando sono arrabbiata, triste o pensierosa posso distrarmi usando il cellulare. Se fossi completamente da sola sarebbe peggio. Ho imparato l’inglese grazie alla tecnologia. Nel 2020 andava di moda un fumetto coreano che però era solo in inglese. Nel 2021 vedevo dei video di una ragazza italiana che scriveva in inglese ho iniziato a capire qualcosa, così poi ho rivisto il fumetto capendolo meglio e da lì ho continuato a imparare.

P.A.

Penso che troppe cose elettroniche non vadano bene, come i robot che fanno le saldature perché portano via lavoro alle persone. Io credo che l’uomo possa fare molto di più.

A.V.

Mi piace la tecnologia perché posso chiamare la famiglia in qualsiasi parte del mondo, le mail permetto di mandare i messaggi velocemente. Non mi piace perché crea problemi di comunicazione faccia a faccia con gli amici e la famiglia

A.R.

A mio parere la tecnologia può essere utile fino ad un certo punto, come per la sicurezza e la sanità poi per altri versi diventa inutile o anche pericolosa.

B.L.

Per me il telefono è molto importante. Posso sentire i miei amici e i miei parenti, gli amici che essendo qua non posso vedere.” Direi che la tecnologia per me è ‘helpful’, cioè utile. Mi aiuta perché posso sentire le persone, ma anche distrarmi quando ne ho bisogno.

Sì, mi capita che il telefono mi faccia sentire meglio. Anche banalmente sentire un’amica: la chiami ed è più semplice, per esempio, che uscire o chiedere a un educatore. Ma anche in generale avere questa possibilità subito, oppure distrarsi con dei giochi o guardare video. A me aiutano la musica e giocare ai videogiochi sul telefono. Mi piace anche usare la mia macchina fotografica e stare al computer. Io direi che mi sento molto più vicina alle persone grazie alla tecnologia. Pensando a quante delle mie relazioni sono nate su Instagram, o quante amicizie. Se non avessi avuto il telefono non avrei conosciuto un sacco di persone.

Per me è più facile parlare al telefono perché non ho quell’ansia di guardare una persona in faccia e di non sapere cosa fare nel frattempo. Al telefono ho la possibilità di esprimermi e anche di pensare di più a cosa dire. Dal vivo sono più timida.” La tecnologia nella mia vita è più cura. In comunità la tecnologia potrebbe aiutare anche nella vita quotidiana. Per esempio, con strumenti che aiutano gli educatori nei compiti di routine, oppure con cose che permettono di stare insieme, come la TV o cucinare.

La tecnologia offre molte forme per comunicare, conoscere persone e comunicare a distanza con amici e familiari ma se usata male può far perdere molto tempo e diventare una dipendenza, bisogna avere il controllo. Ci sono molti pro e molti contro: ti può aiutare tanto e toglierti tanto, a volte penso che sarebbe meglio non fosse stata creata perché può diventare un’ossessione.

Secondo me la tecnologia è giusta per tante cose: costruire parti del corpo per persone che purtroppo hanno fatto incidenti stradali, sul posto di lavoro o per bambini che nascono con parti del corpo mancanti. Ma penso che la tecnologia sia troppo ambigua, la usano per costruire robot per il loro guadagno e secondo me non è giusto perché levano lavoro agli esseri umani. Io penso che possa succedere che i robot con sembianze umane che costruiscono impazziscano e possano fare la guerra.

V.M.

A.L.P.

Il telefono ha molta importanza perché posso sentire le persone fuori. Allo stesso tempo però è anche uno strumento che ci leva un po’ la possibilità di fare amicizia all’interno della comunità, perché siamo tutti incollati allo schermo e nessuno guarda gli altri. Magari un giorno stai giocando allo stesso gioco di un’altra persona e nemmeno te ne accorgi, perché sei fissata sul telefono. Il mio rapporto con la tecnologia è ‘odio e t’amo’. Da una parte mi aiuta molto, dall’altra a volte mi fa stare peggio o crea distanza con le persone che sono fisicamente intorno a me. Sì, il telefono mi ha aiutato. Non solo in questa comunità ma anche quando ero a casa. Mi aiutava molto soprattutto nei momenti più bui, perché magari con i miei non parlavo di certe cose, però c’erano le mie amiche e sentirle mi faceva stare meglio. A volte però il telefono mi fa stare peggio. Per esempio, sentire la mia ex da una parte mi fa stare bene, ma dall’altra capire che non stiamo più insieme come una volta mi fa stare male. È una cosa un po’ ambivalente. Quando sono triste uso di più il telefono, soprattutto per ascoltare musica. Quando sono arrabbiata invece rischio di romperlo, quindi magari è meglio di no. Ascoltare musica mi aiuta a calmarmi. Anche giocare a dei giochi. A me aiuterebbe molto anche poter registrare delle canzoni: avere un registratore, un microfono e un computer. Perché riascoltare le frasi che ho scritto mi aiuta. Per esempio, in una mia canzone dico: ‘questo è il mio Natale’, cioè la mia rinascita. Riascoltarla anche quando sto male mi fa ripensare a quello e mi aiuta. Con la tecnologia mi sento più vicina alle amiche che ho a distanza, ma allo stesso tempo più lontana dalle persone che ho qua fisicamente, perché magari sono al telefono con altre persone e in quei momenti non le considero. È più facile parlare online, ma dipende. Se vedo per la prima volta una mia amica con cui ho sempre parlato solo in chat, magari all’inizio sono muta come un pesce. Se devo parlare di qualcosa di serio o di qualcosa che mi è successo, per me è più facile farlo al telefono. Anch’io sono più timida dal vivo, però dipende dalla persona. Se è la mia migliore amica c’è molta confidenza e allora mi comporto in modo molto più libero. Sui social mi sento più giudicata. Vedi sempre magari la ragazza perfetta e inizi a paragonarti anche da sola. E poi pensi che anche gli altri possano paragonarti a persone più belle di te, e questo ti fa stare male.

M.B.

La tecnologia informatica croce e delizia inventata nel ventunesimo secolo, prima i calcolatori, poi la rete per interconnetterli, tutto era riservato inizialmente al mondo militare e accademico. Poi l’avvento dei personal computer e l’idea di permettere a tutti di connettersi tra di loro ovviamente a pagamento. A fare da volano alla crescita dell’utilizzo di internet fu il videotel e il porno prima solo foto poi anche video, prima la rete era lenta ora si parla di gigabit è possibile guardare online qualsiasi tipo di film a

pagamento e non. Internet ha dato vita alle fake news se prima le stupidate dette da un ignorante rimanevano ristrette a poche persone ora raggiungono ogni parte del mondo e fanno proseliti tra quelli che vogliono sentirsi dire quello che pensano e se ne guardano dall’appurare se una storia in toto sia vera o falsa.

Ora andiamo verso la così detta “Intelligenza artificiale”, che altro non è che l’applicazione del concetto delle reti universali, ricavato dal nostro cervello, certo di intelligenza c’è né poca, è comunque roba programmata dall’uomo. Ecco, quindi, il mio punto di vista: l’informatica non è né buona né cattiva ha solo pro e nessun contro, come al solito siamo noi esseri umani che decidendo come usarla macchiamo la purezza e la crescita produttiva di fango.

La tecnologia svolge un ruolo fondamentale nella mia vita, in quanto mi ha permesso di svolgere il lavoro che più mi rappresenta, la musica. Vedo quindi nella tecnologia uno strumento che permette di esprimermi e di comunicare in forma diversa con gli altri.

Uso il cellulare molto durante la giornata, direi circa il 70% del tempo. Senza telefono mi annoio. Non sempre mi accorgo esattamente quando lo prendo in mano, ma succede spesso, soprattutto quando sono arrabbiato. Se dovessi descrivere la tecnologia con una sola parola direi ‘merda’. Lo dico perché non ci capisco molto di tecnologia e a volte mi confonde. Però una cosa è chiara: il telefono non mi comanda. Rimane comunque uno strumento. A volte alcuni contenuti mi aiutano a calmarmi. Guardare dei video può farmi stare meglio. Le app che uso di più sono YouTube, WhatsApp e TikTok. Su queste piattaforme trovo cose che mi distraggono o che mi fanno stare più tranquillo. Per quanto riguarda le relazioni, non penso che la tecnologia mi faccia sentire né più vicino né più distante dalle persone. Secondo me sia online sia nella vita reale si possono dire tante cose e spesso si può essere fraintesi. Io, comunque, mi considero la stessa persona sia online sia dal vivo.

Sui social a volte succedono anche cose negative. Su Instagram, per esempio, può capitare che qualcuno ti insulti. Però non tutti i contenuti sono negativi: alcuni video o messaggi che trovo online mi aiutano e mi fanno stare bene. La tecnologia mi aiuta anche nella musica. Ho una parte creativa e scrivo canzoni. Di solito prima cerco un beat e poi scrivo il testo direttamente sul telefono.

Il messaggio che voglio dare è semplice: la tecnologia può aiutare oppure no, dipende da come la usi. Per questo dico sempre a tutti: fatene buon uso.

N.B.D.

L.L.
F.C.

LE FOGLIE DI TRASTA

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