Skip to main content

Giornalino Trasta 35 GIUGNO 2019

Page 1

N.ro 35 - GIUGNO 2019

LE FOGLIE DI TRASTA

TRIMESTRALE VOCE DELLA COMUNITÀ DI TRASTA - CEIS GENOVA


EDITORIALE Carissimi Lettori, negli ultimi mesi a Trasta sono state molteplici le attività artistiche che hanno interessato, oltreché gli ospiti della Comunità Terapeutica, anche quelli delle strutture limitrofe: “La Tartaruga”, Comunità Alloggio per persone affette da AIDS e sindromi correlate, e “Castore e Polluce”, comunità dedicata alla riabilitazione di persone che manifestano dipendenza da sostanze e problematiche psichiatriche correlate. Costoro, sono stati impegnati in laboratori di pittura, arteterapia, cucina creativa, lavorazione di cuoio, pellame e creta. Abbiamo pertanto chiesto loro di redigere un articolo che avesse ad oggetto la creatività, sia in relazione al proprio passato, sia rispetto ai sentiti emotivi che le attività di cui sopra hanno stimolato. Così, senza particolari e ulteriori indicazioni, gli ospiti delle suddette strutture hanno concepito scritti introspettivi, riflessioni, poesie, restituendoci uno sguardo diverso sulla creatività, dal quale emerge una dimensione artistica e finanche, talvolta, deviante, quando essa si riferisce alle maschere indossate nei difficili vissuti degli stessi ospiti. Qui, insieme, intendiamo canalizzare lo spirito creativo che appartiene ad ognuno di noi verso qualcosa che sia davvero appagante, che parli di noi e che tenda alla bellezza; perché se è vero che la creatività è la facoltà del pensiero che ha consentito all’essere umano di uscire dai ripari naturali e inventare gli strumenti del proprio progresso sociale, è pur vero che la via dell’emancipazione e del cambiamento passa per la riscoperta dello spirito creativo. Buona lettura. Marco Ciccone (Operatore della Comunità Terapeutica)

Idealizzazione e realizzazione: i ragazzi della Comunità di Trasta Direttori: Luca Pellegrini, Marco Ciccone e Federico Vulcanile Caporedattore: Alessandro Censi Buffarini Coordinatore: M. Critico e correttore di bozze: M. e Federico Vulcanile Fotografie: M. e Marco Ciccone

2


COME FOGLIE Tutti noi ospiti della struttura siamo come foglie, siamo suddivisi in tre distinte realtà che si occupano ognuna a suo modo del sistema per reinserirci in quella società dalla quale, chi in un modo, chi in un altro, abbiamo cercato di sfuggire alla ricerca di un santo Graal che ci distribuisse la felicità senza alcuno sforzo, o meglio, senza alcuna fatica. C’è chi di noi ha usato sostanze, chi alcolici, chi ancora farmaci e comunque sempre cercando di essere dei novelli Peter Pan. Crescere era una cosa vietata ed era molto meglio aspettare che cambiare, aspettare non costa nulla e noi, come foglie solitarie, ce ne stavamo attaccate al nostro ramo, nella convinzione che mai le cose avrebbero preso una piega non prevista e soprattutto dannosa per noi. Era più gravoso vivere lavorando, la paura di questo era tanto grande quanto grande era la coscienza di non far nulla per farlo secondo le regole del vivere civile, finché un giorno ci siamo trovati a spartire il nostro ramo con nessuna altra foglia. Eravamo rimasti soli, una foglia solitaria attaccata sempre più debolmente ad un unico ramo con altri rami a farci da corona, anche loro con un carico di una sola foglia. Qui abbiamo trovato chi con voglia di fare, ci sta insegnando a vivere insieme inseguendo ognuno uno scopo diverso, un traguardo che ci era sfuggito per tanti anni che non si contavano più. C’è chi cerca casa, chi un lavoro, chi cerca semplicemente di farsi i documenti. Cose semplici, all’ordine del giorno, che le persone normali danno per scontate. Ma per noi non c’è nulla di scontato ed è per questo che esiste una realtà come la Tartaruga, la CT o la doppia diagnosi, per insegnarci nuovamente a vivere delle piccole cose e così da quel famoso ramo le foglie non sono più singole entità sbandate dal vento, ma un folto cespuglio nato da un folto mazzo di rami. Tutti insieme si danno aiuto e protezione contro le avversità del tempo, imparando giorno dopo giorno ad essere più forti singolarmente per arrivare a compiere con autonomia le aspettative. Ecco quel che TRASTA ci offre, senza nulla chiedere, se non rispetto. F.Z. (Ospite “La Tartaruga”)

3


MIGLIORARSI ATTRAVERSO LA CREATIVITÀ Il mio percorso al CEIS è iniziato pochi mesi fa. Sono entrato che sembravo un automa schizofrenico, scollegato dal mondo a livello emotivo e incapace di restare immobile. Il programma organizza giornate e settimane al dettaglio e prevede una parte chiamata “Culturale”. In questo spazio sono previste varie attività e laboratori, come il corso di pittura, il laboratorio del cuoio, l’arteterapia, la scrittura creativa e quant’altro. Il risultato è che ho potuto piano piano esprimermi e sfogarmi, conoscendo gli altri e conoscendomi meglio. La creatività è alla base di queste attività e alla portata di tutti. È il mezzo fantastico con il quale la mano può esprimere quello che ho dentro. Questo ha permesso un graduale miglioramento della mia persona. Ho iniziato a scrivere e a dipingere, e in ogni momento possibile mi dedico a queste e ad altre attività. E.M. (Ospite della Comunità Terapeutica)

4


LA CREATIVITÀ La creatività ha sempre ricoperto una parte importante nella mia vita. Sin da bambina ho sempre amato disegnare e, infatti, ho scelto di frequentare il liceo artistico che, però, non ho terminato a causa della dipendenza da sostanze. Ho la fortuna di essere sempre riuscita ad esprimere la mia creatività attraverso la pittura, l’artigianato, la cucina e la preparazione di dolci, tutte attività che mi appassionano. La creatività può essere anche intesa come mezzo di socializzazione e comunicazione: qui in Comunità mi occupo di organizzare dei laboratori di scrittura creativa, dove emergono sempre cose molto interessanti da tutti i ragazzi che vi partecipano, spesso parecchio profonde. La creatività è un aspetto che sento appartenermi e la inserisco praticamente in tutto quello che faccio, e credo sia importante per ognuno di noi utilizzare la creatività come mezzo d’espressione dei propri sentimenti e stati d’animo. M.P. (Ospite della Comunità Terapeutica)

5


LA CREATIVITÀ Penso che la creatività la usiamo in tutte le cose che facciamo, in certe di più, come quelle che ci piacciono. Nel mio caso cucinare, pulire, vestirsi, parlare, fino ad arrivare alla droga: nel drogarmi penso di aver avuto la maggior creatività, inventavo ogni cosa, ogni movimento, ogni gesto pur di trovare sostanza. Secondo me anche nelle cose che non ci piacciono siamo creativi, per evitare certe situazioni. Ma la creatività può essere anche stimolata da qualcuno, come è successo con me: è venuta fuori e ora vado avanti da solo. Fuori di qua la usavo solo per cose brutte, mentre ora che sono entrato in Comunità la uso per fare cose buone, normali, come durante il gruppo di arteterapia che tira fuori una grande creatività e ci aiuta a lavorare sulle nostre emozioni; oppure il laboratorio di cuoio e pellame, che mi piace tanto e nel quale viene fuori una creatività manuale che poco a poco sto scoprendo sempre di più. A.B.C. (Ospite della Comunità Terapeutica)

A LUCIA Parlando di creatività non posso fare a meno di pensare a Lucia! Un’amica di Mauro Marchetti, operatore da oltre trent’anni, che ha passato insieme a noi due meravigliose giornate tra laboratori di pittura e di modellazione di creta, ma anche di condivisione di storie di vita vissuta, di esperienze. Lucia, giovane madre che nonostante le difficoltà non ha perso l’amore per la vita e per l’arte che esprime scrivendo splendide poesie, dipingendo e dando vita a maschere di creta. Con lei abbiamo passato un weekend in nome della creatività e dell’espressione di noi stessi attraverso di essa; momenti rari di Comunità che ti restano nel cuore. M.P. (Ospite della Comunità Terapeutica)

6


LA CREATIVITÀ Mi piace vedere la creatività nelle persone, e vorrei averla. Ma oggi la mia è assente, sostituita dalla dipendenza. Ma so che ognuno di noi ha la sua e farla riemergere è vitale. M.M. (Ospite della Comunità Terapeutica) C reatività, una parola per mille pensieri e azioni, per R egalare al prossimo qualcosa di me in un moto perpetuo che collega i miei sogni alle mie mani. grazie al percorso terapeutico e al recupero delle E mozioni, posso finalmente dimostrare A me stesso che sono un uomo. T rovo questo aspetto della libera espressione fantastico, perché sono I ronico e V ivo. Provo un’emozione I ncredibile nel T rovare nuove forme d’espressione, come pegno d’ À more alla mia vita in libertà. E.M. (Ospite della Comunità Terapeutica)

RINGRAZIAMENTI Io sottoscritto H. voglio esprimere la mia gratitudine per l’esperienza in questa comunità. Io non pensavo, ma in comunità ho trovato un sacco di cose che ti cambiano la vita. Io prima non calcolavo niente, vivevo e basta. Gli operatori mi hanno fatto crescere tanto, anche i volontari che ci tengono molto a insegnare cose belle, e ti fanno capire anche se tu “sei sbagliato”, ci fanno sentire meglio. H.M. (Ospite “La Tartaruga”)

7


CHI È UN CREATIVO ? Un creativo è una persona sensibile, emotiva, che sfrutta una sua visione diversa delle cose. Sicuramente, nella storia, uno dei personaggi più creativi è stato il grande Leonardo Da Vinci. Si pensa che gli artisti, tra le persone, siano i più creativi; nel loro isolamento riescono ad eccellere in varie discipline. Scultori, pittori, architetti, ognuno in campi diversi hanno lasciato testimonianze importanti. Questo stesso scritto è in sé un lavoro creativo. Un romanziere è un creativo. M.”B.”M. (Ospite della Comunità Terapeutica)

CREATIVITÀ È… costruire ville e decorarle. Mi piace il colore arancione perché è come il tramonto; il colore salmone l’ho adoperato per decorare casa mia. Sono creativo quando costruisco le case, quando decoro e quando faccio regali. Quando decoro, mi piace ascoltare la musica. T.V. (Ospite “Castore e Polluce”)

DONNA Ci sono momenti in cui si può sentire soli. Isole in mezzo ad un immenso oceano, le donne sono isole particolari, piene di vegetazione e dolci frutti da assaporare. Tutto ciò che tende ad essere tondo è mondo, materno, con chiuso in sé il nettare dell’essenza vitale. Donna, sii forte e non scivolare in meschini abbagli. Tu sei l’eccellenza in perfezione. È da dentro di te che può nascere un fiore e al momento giusto ci sarà un sole, colmo di vita, pieno d’amore. Lo riconoscerai dal battito del tuo cuore. N.M.G. (Ospite “Castore e Polluce”)

8


LA CREATIVITÀ Sono una persona poco creativa, forse per via dell’abuso di sostanze; perché non ho avuto una bella infanzia, avendola passata in comunità “educative” che anziché educare usavano violenza ripetutamente. Qui a Trasta c’è una ragazza che è responsabile del gruppo di arteterapia e mi sta aiutando ad aprirmi e conoscermi, ma non solo, anche i gruppi terapeutici sono costruttivi. J.H. (Ospite della Comunità Terapeutica)

CREATIVITÀ È… riuscire a scrivere una canzone avendo qualcosa da dire, che parte dal cuore per arrivare sul foglio. Quando poi riesci a trovare gli accordi giusti e la finisci definitivamente puoi dirti soddisfatto. Questo è quello che accade a me. S.P. (Ospite “Castore e Polluce”)

9


LA CREATIVITÀ DEL TOSSICO La creatività intesa come fantasia, come parte inventiva di ognuno di noi, è sicuramente una delle “arti del tossico”. Una di quelle doti che per esigenze pratiche (bisogno crescente di soldi) ognuno di noi ha sviluppato in modo esponenziale. Penso che, senza dubbio alcuno, un tossico che sta male, che “si deve fare”, venderebbe ghiaccioli agli eschimesi. La creatività o, meglio, il nostro lato manipolatorio e doppiogiochista, cresce di pari passo con la nostra tossicodipendenza e in modo esponenziale rispetto ad una persona che non ha questa problematica. Questo per quanto riguarda l’inizio della tossicodipendenza, parlo in prima persona, per esperienza diretta, ma avendo sentito un’infinità di storie simili alla mia credo sia un po’ la storia di molti di noi. Inizialmente quando “usi” il bisogno di soldi cresce e si comincia ad architettare ogni tipo di meccanismo per trovare i soldi che ti servono: iniziano le bugie ai genitori, i falsi acquisti per me furono le prime bugie; bastava farsi prestare un jeans e dire di averlo comprato usato come andava di moda a quei tempi e il gioco era fatto! Poi ho iniziato con lo spaccio: tanti soldi in poco tempo, tanta più sostanza, fino ad arrivare al punto di non gestire più le cose e a iniziare a truffare i tuoi “clienti” e “fornitori”. E poi? Poi devi trovare un altro sistema, poi un altro e un altro ancora, ma non sono mai buoni sistemi e, così, ti trovi in mezzo ad una strada, in un pronto soccorso in overdose, in galera, e un po’ per volta la tua creatività muore, diventa tutto un meccanismo automatico: rubare, truffare, spacciare, entrare e uscire di galera, la tua creatività si attiva solo nelle maschere che ogni giorno indossi, nelle bugie che racconti a tutti, te compreso. G.A. (Ospite della Comunità Terapeutica)

10


CREATIVITÀ Se penso alla mia infanzia mi vengono in mente le giornate che passavo assieme a mia zia e mia nonna paterna. Loro mi hanno insegnato fin da piccola a lavorare la maglia, sia con i ferri che con l’uncinetto. Da quel momento mi ricordo che iniziai a fare i vestitini per le mie bambole. Da lì passai a fare centrini per mobili, scarpe, portaoggetti e maglie per me, mia sorella e mia mamma. Ancora oggi avrei il desiderio di ricominciare a fare quello che ho sempre fatto, perché prima ero così! Mi rendeva orgogliosa portare a termine il mio lavoro, e penso proprio che presto ricomincerò. A.P. (Ospite “Castore e Polluce”)

FANTASIA La fantasia è come un’esplosione nella tua mente, sai com’è partita ma non riesci a fermarla. Cresce… Cresce… Sembra non finire mai, e tu aspetti… aspetti… non finisce, non finisce… vorresti che durasse per sempre. Ma poi il sogno finisce, e sei felice. La fantasia è come vedere nascere un fiore: sboccia e vive dentro di te, e al momento giusto cresce, si alimenta da sola, vive nella tua mente e lascia un piacere profondo. Non riesci a fermarla e piano piano il sogno svanisce. S.M. (Ospite “Castore e Polluce”)

11


LE FOGLIE DI TRASTA


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Giornalino Trasta 35 GIUGNO 2019 by gammaufficiosrl - Issuu