N.ro 46 - LUGLIO 2022
LE FOGLIE DI TRASTA
TRIMESTRALE VOCE DELLA COMUNITÀ DI TRASTA - CEIS GENOVA
EDITORIALE Vivere nella tossicodipendenza porta la persona a sottostare a regole molto rigide: l’uso di droghe impone all’individuo di vivere e di relazionarsi in un ambiente tossico in cui taluni comportamenti disfunzionali sono favoriti e privilegiati. Queste modalità comportamentali, derivanti dai contesti relazionali della persona e rintracciabili anche nel paziente astinente dall’uso, spesso sono le uniche che egli ha appreso, e possono esprimersi in modo non del tutto conscio. In ragione dell’introiezione delle suddette regole permane, nonostante l’interruzione dell’uso, una rigida modalità di attribuire significato alle esperienze: una traduzione distorta di temi importanti nelle relazioni umane, come la fiducia, l’onestà, la tolleranza della frustrazione o la capacità di condividere e raccontare se stessi. La persona tossicodipendente resta attaccata a codici e convinzioni che inficiano le possibilità di emanciparsi dal contesto disfunzionale, rendendo difficoltosa la sua decisione di trasferirsi in un contesto differente. È proprio attraverso le regole del contesto tossico che la persona dipendente ha colmato il suo bisogno di regolarsi: in quei luoghi sa orientarsi cogliendo i segnali dell’ambiente. Giunto in Comunità, si trova a fare i conti con una serie di sfumature inconsuete, innanzi a relazioni umane in cui deve imparare a mediare le proprie istanze con quelle del gruppo dei pari; si aggira in una complessità su cui deve riflettere e sulla quale ha meno conoscenze e certezze. Da qui l’importanza della prima fase del programma terapeutico, “l’accoglienza”, in cui si da risalto alla dimensione normativa e comportamentale. È questo il momento in cui la persona inizia ad interfacciarsi con un codice differente, un sistema di regole che designano dei confini simbolici non oltrepassabili e si configurano come potenti strumenti contenitivi: la figurazione della realtà in contrapposizione al piacere. Ciò che si può o non si può evidenzia una ben definita porzione nello spazio simbolico, individuando un ordine da seguire e definendo “disordine” quel che resta al di fuori. Alle regole di stampo normativo, in Comunità, si affiancano le regole di matrice costitutiva, che riempiono lo spazio definito dalle regole normative, scandendo le attività della vita comunitaria e conferendo significato allo scorrere del tempo; è questo lo spazio di apprendimento dove la persona inizia a sperimentarsi con un codice di vita sano orientato al confronto e a conciliare la propria libertà con quella altrui. Anche il concetto di libertà viene stravolto nel suo significato dall’adesione alla vita tossicomanica, il quale viene tradotto, anziché in autodeterminazione, in libertà di non curarsi delle conseguenze del proprio comportamento. È un concetto, quello della libertà, che può essere critico anche per il terapeuta, portato talvolta a sentire l’esigenza di ristabilire l’ordine attraverso il controllo; questi pazienti, però, percepiscono il controllo come coercizione e questo favorisce in loro una disregolazione emotiva con conseguenti comportamenti impulsivi e/o aggressivi. Ciò perché nel riconoscimento e gestione delle proprie istanze interne il tossicodipendente è fuorviato dalla funzione anestetizzante delle sostanze, che contrastano l’attivazione emotiva rendendo piatto l’output corporeo; costui possiede dunque un vocabolario emotivo risicato, e fatica nel raccontarsi e descrivere le proprie emozioni. Un’ulteriore criticità è dovuta dal fatto che il tossicodipendente, come chiunque altro, non può operare un reset dimenticando gli apprendimenti che lo hanno protetto. Un particolare comportamento si può mettere da parte ma non estinguere del tutto, ed è questo un concetto che soprattutto i curanti devono tenere a mente: dovrebbero focalizzarsi sull’apprendimento di nuove cose, nuove strategie di gestione dello stress, dell’ansia e della noia, anziché tentare invano di estinguere quanto appreso in anni di tossicodipendenza.
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In particolare, l’operatore dovrebbe intervenire rinforzando i comportamenti adattivi e funzionali invece di sanzionare i comportamenti disfunzionali. Per fare ciò è necessario che la Comunità sia pregna di regole chiare, esplicite e condivise, che vi sia cioè una netta demarcazione tra ciò che è lecito e ciò che non lo è. Non tanto per perseguire il rispetto pedissequo delle regole, quanto perché perfino la loro trasgressione possa diventare uno spazio di confronto, crescita e adattamento ad un modello di vita sano. Buona lettura. Marco Ciccone (Responsabile della Comunità Terapeutica) Idealizzazione e realizzazione: i ragazzi della Comunità di Trasta Direttori: Luca Pellegrini, Marco Ciccone e Federico Vulcanile Caporedattore: Alessandro Censi Buffarini Coordinatore: Marco Ciccone Critico e correttore di bozze: Marco Ciccone, Alessandro Censi Buffarini e Federico Vulcanile Fotografie: Immagini libere da copyright
LE REGOLE NELLA VITA Le regole viste come gabbia sociale in cui un individuo è costretto a sottostare sin da piccolo sono una costante nella nostra vita. Esistono regole scritte o leggi e regole non scritte ma portate da anni su morale, cultura e religione e costituiscono i fondamenti della crescita. La società come conosciuta oggi ha bisogno delle sue regole. Un individuo pertanto ha bisogno di darsi delle regole e di rispettarle per integrarsi nella società e vivere con i suoi simili. E. O.
REGOLE LIBERE?
Dobbiamo osservare le regole per non cadere nell’anarchia e a volte mi crea fastidio seguirne alcune perché non mi sento libero, è come se la libertà individuale mi facesse sentire molto ristretto e ciò mi crea molto fastidio anche se riconosco che è utile avere delle regole da seguire anche per avere tutti una direttiva comune da accettare. Però l’applicazione delle regole alcune volte varia da persona a persona, da stato a stato…. G.D.
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RISPETTO REGOLARE Le regole secondo me prima di tutto servono a rispettarci a vicenda, se non ci fossero delle regole non sarebbe più un mondo ma come vivere in una giungla. Poi sicuramente ci sono delle regole che non possono piacere e magari incomprensibili ma sono proprio quelle regole che a noi sembrano strane e proprio quelle che dobbiamo rispettare di più. Con le regole impari a stare al mondo sociale, se no finisci rinchiuso in un mondo dove ci sono altre regole che se non rispetti pure quelle, spesso finisci nell’altro mondo. Infatti, le regole servono anche a educare noi stessi! Y.M.
TRA PASSATO E FUTURO Nella mia vita le regole hanno rappresentato l’educazione e il rispetto verso gli altri. Quando ho iniziato a trasgredirle è iniziata la parte più complicata della mia vita, ero molto eccitato nel trasgredire e a volte ero anche contento nel vedere che tutto andava bene;invece era solo l’ inizio della mia distruzione, con brutte conseguenze per me e per i miei famigliari. Oggi le vivo con molto più rammarico per tutte le cose che ho perso e gli anni che ho passato soffrendo per colpa delle mie stesse mani. In questo momento voglio affrontarle con più rispetto e tranquillità cercando di riprendermi in mano la mia vita e creandomi un futuro migliore M. S.
COSA SIGNIFICA RISPETTARE LE REGOLE? Che cos’è una regola? Da chi viene definita tale? E soprattutto chi stabilisce che un’azione, un comportamento sia giusto o sbagliato? La rete sociale intorno a noi è complessa, è rappresentata da molteplici culture, punti di vista e pensieri. Tale rete è tenuta insieme da dei filamenti invisibili e questi fili sono proprio le regole. Regole create dall’uomo per l’uomo. Quando uno di questi fili si rompe, la rete in parte si sfalda. L’uomo con le sue azioni, con il suo “rispettate le regole” decide se ricostruire questa rete o meno. Nessuno conosce il modo corretto per aggiustare la rete, dipende dal singolo soggetto e dal percorso che vuole seguire. Le regole hanno accompagnato la storia dell’uomo; sono parte del passato, del presente e faranno parte del futuro. Quindi cosa significa rispettare le regole? Per me significa di non permettere ai filamenti della mia rete di sfaldarsi. C.M.
FILOSOFIA DI VITA Le regole sono una CRESCITA. Le regole sono EDUCAZIONE. Le regole ti danno senso di giustizia, a volte ti creano malessere perchè non è semplice seguirle. Oggi vivo le regole con un po’ di maturità perchè quando vengono trasgredite ci sono delle conseguenze. R. H.
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REGOLE? Le regole nella mia vita non hanno mai avuto un grande rilievo, non per scelta ma per menefreghismo nei confronti di tutto e tutti. Erano cose superflue per cui non mi sono mai posto la domanda di trasgredirle o meno, per me non esistevano. Una ragione precisa non c’era, semplicemente le modellavo a mio uso e consumo e le sensazioni quasi non le provavo perchè le applicavo alle altre persone ma non per me, per cui mi erano indifferenti; IO ne ero al di sopra. Invece oggi le vivo e mi rendo conto che senza non ci sarebbe un ordine preciso necessario per la vita, mi accorgo che le affronto senza fatica perchè mi danno anche più stabilità e ordine, cosa necessaria nella mia vita, anche se ogni tanto in qualche modo trasgredisco, ma sempre con una certa Regola! L. P.
COME CAMBIARE MODO DI VIVERE Regola: Cambiamento Regola: Crescita Regola: Confrontarsi tra di noi Regola: Chiarimento Regola: Gestire la nostra rabbia Regola. Essere onesti Regola: Rispetto reciproco Regola: Sincerità Regola: Essere se stessi senza maschera
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A. A.
CON LE REGOLE STO BENE Sono una donna di cinquant’anni, diciamo che da sempre ho avuto delle regole... Da bambina, in casa, ci sono sempre state delle regole fondamentali in famiglia. Con queste sono cresciuta e le seguivo tante volte... Poi da quando non le ho piu seguite la mia vita è andata a rotoli. Non avevo orari per mangiare, per dormire, facevo una vita disordinatissima e mi sono rovinata. Penso che le regole servano, con le regole sto bene e ho una vita più tranquilla e serena. T.D.
LE REGOLE Nella società le regole secondo me vanno rispettate, almeno quelle di base per un bene “vitale”. Poi per quanto riguarda me, io ho fatto sempre fatica a rispettarle; dipende anche da come vengono imposte, in che contesto e in che stile di vita ci vengono imposte. Se nella vita ti comporti bene e fai una vita regolare ci stai dentro, se invece fai il “monello” allora già è faticoso starci dentro. Purtroppo, io ne sono un esempio, in quanto di reati, gravi o meno, vita irregolare e quindi con zero regole, che a volte seguivo e mi facevo andare bene, ma spesso nemmeno quello. Dipende tutto, comunque, dallo stile di vita, da come vieni educato e dalla tua testa con il tuo pensiero. Sto parlando sempre di regole che sono le basi di una vita sociale “normale”, senza andare oltre… F.A.
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LE REGOLE DELLA MIA VITA Se devo pensare alle regole che fanno parte della mia vita, penso subito a quello che ho imparato da bambina. A casa, all’asilo, a scuola ci sono una serie di regole che si imparano, ad esempio essere puntuali, non rispondere male ai genitori e agli insegnanti ecc. La linea tra l’educazione e le regole vere e proprie è a volte molto sottile. Più si entra nell’età adulta più, non solo le regole ma anche le leggi fanno parte del nostro quotidiano. Ognuno di noi in un modo o nell’altro deve sottostare ad esse, volente o nolente. A volte si fa fatica ad accettare alcune regole come anche alcune volte si infrange la legge. Ecco su questo punto vorrei soffermarmi maggiormente. Io ho infranto più volte la legge perché in quel preciso momento della mia vita non ero in grado o non mi interessava sottostare a quelle che per me erano regole e leggi che nel profondo sapevo essere giuste ma che, nonostante questo, non riuscivo a non infrangere. Ho pagato per i miei errori ed ho preso consapevolezza di quanto serva riuscire a stare entro determinati canoni, che siano a volte imposti dagli altri (insegnanti, polizia, stato e così via) o da te stesso perché non si può pensare, almeno per quanto mi riguarda, di fare per sempre “i ribelli”. Naturalmente non tutto quello che viene considerato legge o regolamento a volte è giusto, vedi ad esempio la pena di morte negli USA, purtroppo. Ognuno di noi può e deve cercare di fare del suo meglio per seguire ciò che crede fermamente sia giusto a prescindere da leggi o regole. Ad esempio, nel caso di dj Fabo, nonostante la legge lo vietasse, era giusto che quel ragazzo avesse una morte dignitosa e chi lo ha aiutato ha combattuto per modificare una legge ingiusta, cosa che tutti noi dovremmo fare! Battersi per quello che sentiamo giusto nel cuore! G.G.
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LE REGOLE CHE CI SONO Purtroppo, nella nostra società i potenti, vedi quelli delle grandi nazioni, non seguono tanto le regole come qualsiasi altro cittadino, mentre ad esempio noi che abitiamo in una struttura dobbiamo stare alle regole ferree che ci rieducano al mondo esterno. Sono semplicemente regole per il quieto vivere, ad esempio ci sono anche le regole della strada o del carcere sono più dure e crude, per questo per noi vivere le regole è una forma di crescita. Tutto questo parte per certi versi dai nostri genitori, che ci avrebbero dovuto insegnare a comportarci con educazione e rispetto per gli altri. Si può aprire il vaso di Pandora, parlando delle leggi e delle regole ecclesiastiche, ma questo è un altro capitolo, che impongono riti religiosi e sacramenti dal battesimo all’estrema unzione. Poi ci sono le regole scolastiche, che vengono subito dopo le regole imposte dai genitori, per crescere istruito. In tutto ciò, noi insegneremo ai nostri figli le regole che abbiamo appreso dalla strada o quelle apprese dagli educatori, dalle strutture minorili o da comunità per adulti, se non hai avuto possibilità di seguire le regole dei tuoi genitori, come nel mio caso. Infine, penso che ciò che apprendi, le regole che segui, determinano quello che sei ora. A.M.
CON LE REGOLE STO BENE Sono una donna di cinquant’anni, diciamo che da sempre ho avuto delle regole...
Da bambina, in casa, ci sono sempre state delle regole fondamentali in famiglia. Con queste sono cresciuta e le seguivo tante volte... Poi da quando non le ho piu seguite la mia vita è andata a rotoli. Non avevo orari per mangiare, per dormire, facevo una vita disordinatissima e mi sono rovinata. Penso che le regole servano, con le regole sto bene e ho una vita più tranquilla e serena. T.D.
LE REGOLE NELLA VITA Le regole viste come gabbia sociale in cui un individuo è costretto a sottostare sin da piccolo sono una costante nella nostra vita. Esistono regole scritte o leggi e regole non scritte ma portate da anni su morale, cultura e religione e costituiscono i fondamenti della crescita. La società come conosciuta oggi ha bisogno delle sue regole. Un individuo pertanto ha bisogno di darsi delle regole e di rispettarle per integrarsi nella società e vivere con i suoi simili. E. O.
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BASTA NON PENSARCI Le regole sono una componente di ogni genere di relazione, semplice o complessa che sia. Partendo dalle regole naturali, alle quali è sottoposto tutti il creato, alle regole sociali, che soggiacciono alle relazioni interne ai gruppi animali, semplici o complesse che siano le loro organizzazioni, ovunque siamo circondati da regole. Il popolo degli uomini ha dovuto nel percorso della storia dotarsi di regole via via sempre più complesse, adatte alla gestione di nuclei sempre più numerosi. Se infatti entro determinati limiti l’anarchia è possibile alla crescita, entro nuclei ristretti, è comunque necessario corrispondano regolamentazioni più o meno condivise che consentono alla comunità di prosperare. Ora aldilà di molte analisi che si potrebbero fare circa come si sono evolute e poi involute e poi evolute e involute di nuovo in processi non lineari, come tutta la storia del diritto e dell’economia, d’altronde, i processi che hanno partorito gli stati democratici nei quali viviamo, sono immersi in una realtà permeata da un quantitativo di regole immenso a volte veramente allucinante e un po’, passi il termine, leviatano. Pertanto, per quanto in buona coscienza si possa e si debba riconoscere che le regole e la loro stessa complessità salvano in realtà veramente la nostra libertà e che le loro fondamenta hanno radici profonde nella filosofia e nella storia dei comportamenti umani, è difficile non sentirsi completamente strangolati da esse. La quantità e complessità delle regole odierne rende difficile essere sempre aderenti a tutte; tuttavia, non è sempre necessario andare sondare i limiti per sentirsi veramente liberi. Basta non pensarci con eccessiva insistenza e rispettare se stessi e gli altri, al resto ci penserà il vostro commercialista. Se invece siete poveri come me vivete pure tranquilli. D.M.
BASTA NON PENSARCI
Da che il mondo ebbe inizio esistono le regole che, come le gerarchie, aiutano ad impostare una vita più ordinata per tutti, anche se non sempre giusta. Queste regole sono a volte dettate dall’abitudine e non messe per iscritto, ma vanno comunque rispettate in quanto ci spingono a comportarci bene per il benessere della comunità e non del singolo individuo. Le varie fedi religiose invece spingono ad avere comportamenti positivi per raggiungere il benessere delle entità superiori o Dio o comunque si voglia chiamare l’”oggetto” su cui incentrare la nostra fede. Le norme giuridiche che per tanti sembrano fatte per essere infrante a volte superano il limite. È sempre più difficile rientrare nei margini e non sbagliare più, subentra una sorta di rifiuto o di ribellione verso quel qualcosa a cui non crediamo (lo Stato) ma che comunque impone leggi che spesso ci sfavoriscono e danneggiano che, però, andrebbero rispettate. S.M.
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UNA VITA SENZA TUTELE Per me le regole hanno rappresentato qualcosa che il più delle volte non ho capito, ed altre invece non ho seguito perché vissute come imposizione. Non ho quasi mai visto le regole come una tutela, mia e dell’altro, un modo per poter convivere liberamente. Spessissimo le ho trasgredite senza essere consapevole, senza dare un valore, un senso, un colore a ciò che facevo, limitandomi ad una battaglia personale donchisciottesca contro tutto e tutti, dalla quale sono uscito regolarmente sconfitto proprio perché le regole che trasgredivo non avevano nessuna importanza per me, annullando così il significato stesso del trasgredirle. Oggi so che le regole sono necessarie e sono la cifra della nostra libertà, danno significato a ciò in cui crediamo. Sceglire di seguirle o meno fa di noi degli “uomini”, ci migliora, ci rende più saggi ma ci fa anche cadere dandoci però la forza di rialzarci. Prime e imprescindibili, legate alle nostre scelte,sono le regole morali ovvero ciò che scegliamo di essere; quali e quanti compromessi siamo disposti ad accettare o meno in nome di ciò in cui crediamo. Etica e morale ci guidano per attraversare l’impervio cammino della vita. In fondo la vita è un gioco di incerta durata come tutte le sue regole e, in tutto questo tempo, il nostro tempo, noi giochiamo un’altra infinità di partite in parallelo. La vita è fatta di tante vite che si susseguono, si superano, si incrociano e si fondono l’una con l’altra. È possibile che uno dei segreti del “misterioso gioco” sia saper puntare su più tavoli conoscendone il maggior numero di regole. Oggi sapendo che le regole sono importanti e con tutta probabilità mai abbastanza, ho capito che la prima regola della vita è di crearsi le proprie regole in coscienza di sé e nel rispetto degli altri e seguirle, non ciecamente, non rinunciando ai propri dubbi, sviscerandone il significato e accettandone le conseguenze. Devo costruire il mio mondo su regole come fossero piccoli mattoni perchè questo è l’unico modo per stare bene con se stessi e così poter crescere, vivere e morire con dignità. E. D.
REGOLE Diciamo che dall’infanzia fino all’adolescenza le regole hanno rappresentato il mio stile di vita: ero un ragazzo educato e rispettoso, pure troppo. A mio parere ero limitato dal rispetto che per esse avevo. Le regole erano il marchio di fabbrica dellla mia famiglia ed essendo un carattere tutt’altro che ribelle, addosso mi stavano benissimo. Ho deciso scientemente di trasgredirle come atto di ribellione nei confronti della mia famiglia conseguentemente ad un trauma subìto intorno ai 14 anni. Vuoi la mia incapacità di esprimere verbalmente le mie emozioni, vuoi l’età, ho deciso di lanciare dei segnali d’ allarme e di disagio alla mia famiglia infrangendo regole e diventando l’opposto di quello che ero stato negli anni precedenti. Ora mi accorgo che il trasgredire le regole non mi fa stare bene dato il peso che hanno sulla mia coscienza. Avere la coscienza pulita mi fa vivere sereno e mi fa camminare a testa alta. Le regole a cui mi riferisco ovviamente sono quelle morali che se infrangessi non mi farebbero vivere sereno. La prima regola per vivere bene è (e sarà): “rispetta te stesso e chi ti sta vicino”. G. T.
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LE REGOLE DI CUI HO BISOGNO Per me stare senza regole è come vivere da animali. Ho bisogno di regole perchè altrimenti vivrei alla deriva. Fuori non rispettavo le regole mi sono trovato solo e ho perso la mia famiglia. Dai miei errori ho capito che dalla trasgressione non si ricava nulla di positivo; in particolare la droga mi addormentava e non pensavo a niente e a nessuno Adesso Basta!!! Mi sento sveglio e carico per affrontare il mondo. Mi aspetto una vita come tutti, giusta, voglio seguire una routine e riavvicinarmi alla mia famiglia. Sono caduto e ora mi sono rialzato, a 38 anni non voglio ferire i miei cari e mi sto impegnando per cambiare. Mi sento in colpa e voglio rimediare ai miei errori. Ho fatto una scelta quando sono entrato in comunità e voglio cambiare la mia vita. Non voglio buttare i miei progressi e per questo cerco di comportarmi il meglio possibile. Se un mio compagno di comunità commettesse degli errori qui dentro non mi tirerei indietro ad andare incontro alla verità. A. R.
I PILASTRI
Le regole sono un punto di partenza, ma non di arrivo, in quanto si possono modificare via facendo per scopo
altruistico o personale. La società ha bisogno che ci siamo evoluti anche grazie a loro. Facciamo attenzione a ciò che ci viene imposto e ciò che noi ci imponiamo, ovvero quante volte è capitato un referendum e abbiamo dovuto votare il meno peggio? Una legge non può soddisfare tutti, solo una percentuale, essendo che siamo solo un numero. Al contrario le nostre regole di vita sono parte di noi equando politica e idee personali si scontrano, preferisco pensare ad un gruppo di persone che possono discutere e trovare soluzioni modeste ma che possono essere significative. Comunque, la società ha bisogno di regole, giuste o sbagliate che siano, ma ne ha comunque bisogno, sono i pilastri del mondo e se sono abbastanza solidi e forti sono le basi per il prossimo futuro. W.G.
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