N.ro 45 - APRILE 2022
LE FOGLIE DI TRASTA
TRIMESTRALE VOCE DELLA COMUNITÀ DI TRASTA - CEIS GENOVA
EDITORIALE Cari lettori, propedeuticamente alla redazione degli articoli di questo numero, il cui tema, quantomai attuale, riguarda il cambiamento climatico e quanto da esso ne deriva, è stata proposta ai nostri ospiti la visione del documentario diretto da Fisher Stevens “Before the flood – Punto di non ritorno”, in cui Leonardo Di Caprio discute con le personalità più influenti del pianeta, come l’ex presidente americano Barack Obama, Papa Francesco, Elon Musk, John Kerry e altri esperti di economia ed ecologia, sul cambiamento climatico che sta colpendo la Terra. Come titola un recente articolo uscito su Scientific American, “oggi il peso dei manufatti umani supera il peso dell’intera biomassa”, ossia il peso di tutti gli organismi viventi sulla Terra; il riferimento è uno studio realizzato da un gruppo di ricercatori dell’israeliano Weizmann institute of science, e pubblicato su Nature. Quanto sopra significa, in buona sostanza, che in questo momento abbiamo superato Madre Natura nel produrre cose. Scrivono i ricercatori: “Dati i limiti della cognizione umana di fronte all’immensità del globo e all’apparente infinitezza del mondo naturale, è desiderabile proporre una misura rigorosa e oggettiva dell’equilibrio complessivo tra ciò che è vivente e ciò che è artificiale”. Peraltro, la tossicodipendenza e l’emergenza climatica portano con sé non poche similitudini: l’accumulo ingiustificato di beni, lo sperpero e sfruttamento di risorse, la procrastinazione sui problemi e l’assenza di lungimiranza, per citarne qualcuna. Proponendoci, qui in Comunità, oltreché di contrastare le dimensioni tossicomaniche del singolo, di reintrodurlo nel tessuto sociale come cittadino attivo, siamo chiamati a proporre visioni alternative e virtuose, al fine di ridurre la coazione a produrre roba come se, ed è questo il punto, “non ci fosse un domani”! Al domani si rivolgono i nostri sforzi. Buona lettura.
Marco Ciccone (Responsabile della Comunità Terapeutica)
Idealizzazione e realizzazione: i ragazzi della Comunità di Trasta Direttori: Luca Pellegrini, Marco Ciccone e Federico Vulcanile Caporedattore: Alessandro Censi Buffarini Coordinatore: Giulia Mattola Critico e correttore di bozze: Giulia Mattola, Alessandro Censi Buffarini e Federico Vulcanile Fotografie: Immagini libere da copyright
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IL CLIMA Per aiutare il problema climatico secondo me la prima cosa sarebbe fare la raccolta indifferenziata e cercare di risparmiare come si può attraverso energie rinnovabili come quelle ricavabili dall’acqua e dalla luce. Per il resto penso che il governo abbia il dovere di ridurre le grandi industrie del gas, del petrolio, del carbone. R.H.
STOP! ANCHE IL PIANETA SOFFRE Il nostro ecosistema dall’inizio dei tempi ha sempre avuto dei valori, mantenendo un equilibrio con la fauna terrestre. Col passare dei secoli, il nostro pianeta subì dei cambiamenti, non più naturali ma artificiali. A partire dalle prime rivoluzioni industriali in Inghilterra, quando nacquero le prime fabbriche con la scoperta del carbone compostabile. Le fabbriche si diffusero nel mondo e, per mantenere possibile il funzionamento, l’uomo continuò la ricerca di risorse minerarie nel sottosuolo terrestre, danneggiando il pianeta. Col passare del tempo, gli uomini che vivevano vicino alle fabbriche iniziarono a morire e ad ammalarsi; anche il nostro pianeta risentì di tutto ciò, tramite un aumento di gas in eccesso nell’atmosfera. Col passare degli anni c’è stato un incremento smisurato di fabbriche e sulla terra iniziano a verificarsi fenomeni atmosferici mai visti prima, la cui causa è la necessità insita nell’uomo di evoluzione e progresso, ma sembra che il nostro pianeta non sia più d’accordo.
M.G.
L’UOMO, IL CANCRO DELLA TERRA Questo argomento mi sta molto a cuore già da tempo. Soprattutto perché noto che si parla molto di questo argomento ma che nessuno di coloro che potrebbero cercare di cambiare le cose domanda a coloro che verranno, credendo di avere ancora tempo. Ma ormai il tempo è scaduto da molto e bisogna passare ai fatti, a partire dai singoli ad arrivare alle multinazionali. Il problema dell’inquinamento ad ogni livello è chiaro, adesso ci vuole l’intervento deciso e categorico dei nostri governi, non si può più temporeggiare. Continuiamo a distruggere tutto ciò che ci circonda in nome del progresso e lo dimostra il fatto che ormai la terra è al collasso, isole immense formate da tonnellate di plastica che vanno alla deriva per i mari, uccidendo miriadi di pesci e ricoprendo intere porzioni di mare grandi come la Lombardia… E nessuno fa nulla, malgrado il problema sia visibile e tangibile! Tutti i gas che immettiamo nell’aria avvelenandola e sciogliendo enormi porzioni di ghiaccio ogni giorno. Vi è uno sfruttamento dei posti che per noi sono vitali, basti guardare le deforestazioni di ciò che praticamente sono i polmoni della terra. Io non so quando tutto questo finirà, ma sarà sempre troppo tardi. E tutto questo per la bramosia dell’uomo.
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L.P.
RACCOLTA DIFFERENZIATA Io personalmente non ho mai pensato a queste cose ma, da quando sto vedendo in televisione cosa sta succedendo nel mondo e nel clima, un po’ di paura sinceramente mi viene. Quello che mi colpisce di più è che per questo motivo le stagioni non seguono più il loro abituale corso e per questo mi dispiace molto. Penso che se ognuno di noi ci mettesse del suo e se il governo facesse qualcosa non ci sarebbe tutto questo.
STRADA IN SALITA
T.D.
Penso e so che il clima è un argomento molto importante e delicato; sono consapevole dei danni che l’uomo ha recato e continua a provocare al nostro pianeta ed intuisco a cosa stiamo andando incontro e a cosa andranno incontro le generazioni future. A mio parere, la dipendenza dai carboni fossili che l’uomo ha da decenni, ha accorciato irrimediabilmente la vita del nostro pianeta. Ora possiamo solo limitare i danni cercando di collaborare insieme per far sì che avvenga quella transizione ecologica che la maggior parte degli scienziati si augurano. Purtroppo, siamo portati a vivere giorno per giorno, senza pensare a ciò che accadrà negli anni futuri. Ho poca speranza, quindi, che la popolazione mondiale si prodighi in questo senso e, se tengo in considerazione il potere che detengono le lobby e le multinazionali, ritengo un’utopia credere che si possa in maniera concreta aiutare il pianeta. Dovevamo pensarci prima.
IL PIANETA IMMENSO
D.G.
Nel mondo sta succedendo una catastrofe dietro l’altra, io credo che la colpa sia dell’uomo: di come tratta questa terra, sottovalutando il suo potenziale; basti pensare ai fondali marini e al mare, sempre più sporchi e pieni di plastica. Di tutto questo mi dispiace. L.C.
NOTIZIE SUL CLIMA
In questi giorni abbiamo visto un video su YouTube che è molto catastrofico e dice che addirittura nei prossimi 100 anni la temperatura del pianeta potrebbe aumentare da 2 a 6 gradi. Capisco che sulla terra ci sono già molti problemi, come i paesi sottosviluppati che hanno a che fare con la fame, la carestia e la differenza della qualità della vita. Se si vuole dare un futuro ai nostri figli e ai figli dei nostri figli bisogna limitare e di parecchio, la quantità di anidride carbonica, nemmeno nel nostro.
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I PROBLEMI CLIMATICI Il clima sta diventando sempre più un problema per l’intero pianeta. Per poterlo fronteggiare bisogna risolvere il problema dell’effetto serra e della deforestazione soprattutto della foresta Amazzonica perché si rischia l’aumento della temperatura dai 2 ai 6 gradi nell’arco di neanche cento anni. Per questi motivi, l’uomo dovrebbe fare più raccolta differenziata dei rifiuti che l’uomo produce, oppure usare di più le macchine elettriche o non buttare i rifiuti in mare. Si dice che il sud dell’Inghilterra diventerà progressivamente come il sud della Francia, essendoci così molta siccità, creando problemi nei raccolti. Anche l’Australia che da milioni di anni ha il problema degli incendi andrà sempre più a fuoco ed è per tutti questi motivi, che è fondamentale correre ai ripari, per non ripetere catastrofi come lo Tsunami in Asia o il tornado Katrina negli Stati Uniti. A.D.
ENERGIA NON INQUINANTE Il cambiamento climatico è un problema per questo secolo, il clima è cambiato e la terra si è scaldata. Nel futuro è previsto che si alzerà la temperatura di un grado; così facendo si scioglieranno sia il Polo Sud che il Polo Nord “grazie” all’inquinamento del carbone e del petrolio. Servono fonti di energia che non inquinino. E.M.A.
IL NOSTRO CONTRIBUTO Io penso che il nostro piccolo contributo per cominciare a tutelare l’ambiente e il clima possa essere racchiuso in questi punti: •
Fare la raccolta differenziata
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Eliminare pian piano le emissioni che contribuiscono all’inquinamento globale dell’aria che respiriamo
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Eliminare fabbriche che inquinano il mondo
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Incominciare ad usare l’energia rinnovabile
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Eliminare i rifiuti tossici
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Incominciare a sostituire le macchine a benzina con quelle elettriche V.M.
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SALVAGUARDARE L’AMBIENTE Tanto per cominciare, il clima oggi non è più lo stesso. Dovrei imparare a salvaguardare l’ambiente, per esempio, se in spiaggia vedessi della spazzatura, anche non mia, dovrei raccoglierla e buttarla, così come per le cicche di sigarette, accumulandole e buttandole nel cestino. Bisognerebbe essere più educati tutti nei confronti dell’ambiente ed essere più attenti alle nostre brutte abitudini. Bisognerebbe crederci di più per rispettare il nostro mondo! G.R.
PROBABILE UTOPIA Penso e so che il clima è un argomento molto importante e delicato; sono consapevole dei danni che l’uomo ha recato e continua a provocare al nostro pianeta ed intuisco a cosa stiamo andando incontro e a cosa andranno incontro le generazioni future. A mio parere, la dipendenza dai carboni fossili che l’uomo ha da decenni, ha accorciato irrimediabilmente la vita del nostro pianeta. Ora possiamo solo limitare i danni cercando di collaborare insieme per far sì che avvenga quella transizione ecologica che la maggior parte degli scienziati si augurano. Purtroppo, siamo portati a vivere giorno per giorno, senza pensare a ciò che accadrà negli anni futuri. Ho poca speranza, quindi, che la popolazione mondiale si prodighi in questo senso e, se tengo in considerazione il potere che detengono le lobby e le multinazionali, ritengo un’utopia credere che si possa in maniera concreta aiutare il pianeta. Dovevamo pensarci prima. D.G.
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RESPONSABILITÀ Il cambiamento climatico causato dall’uomo è una responsabilità di tutti i governi del mondo, che devono mettere d’accordo e fare nuovi studi e leggi per salvare il pianeta e rallentare questo disastro. Bisogna informare tutti i popoli tramite la televisione e internet, dando più informazioni sulla gravità del caso. A.H.
PICCOLEZZE CHE POSSONO SALVARE IL NOSTRO PIANETA Ho sempre pensato che l’essere umano è l’unico responsabile per quanto riguarda la distruzione del pianeta terra. È a causa nostra che molte specie animali e popolazioni intere si sono estinte a causa dell’industrializzazione dei Paesi per le nostre comodità. Si dice che l’essere umano sia la specie più intelligente del pianeta; ma come possiamo definirci tali se per scrivere su un foglio abbattiamo foreste intere, non considerando che è grazie agli alberi se riusciamo a respirare aria pulita? Perché poi non fare il paragone con i nostri antenati che, invece di portare distruzione e danni al pianeta, scriveva sulla pietra avendone cura. Un altro esempio è quello della caccia: penso che cacciare al bisogno, seguendo il proprio istinto di sopravvivenza, sia più positivo piuttosto che costruire allevamenti di massa all’interno dei quali vengono usati steroidi contribuendo a far ammalare gli animali e, di conseguenza, le carni che ingeriamo diventano tossiche e dannose anche per noi. Le auto, poi, determinano lo scarico di grandi quantità di anidride carbonica ma, poi, a che cosa ci servono realmente? Ci servono solo a percorrere grandi distanze in tempi minimi, è solo comodità. Meglio erano le macchine a vapore o, ancor meglio, le carrozze che non causavano danni al pianeta. Siamo NOI la specie che si crede superiore ad essere il nostro stesso problema, la causa della nostra estinzione perché finirà così con l’aumento dell’effetto serra che porterà al completo scioglimento dei ghiacciai che con l’innalzamento del livello del mare finirà per inghiottire tutte le terre emerse. A quel punto non sarà per colpa di un meteorite che arriveremo all’estinzione ma sarà per colpa nostra. Quindi cominciamo a dare peso a piccolezze che noi pensiamo tali per poter arrivare ad un grande obiettivo, ovvero, salvaguardare il nostro bellissimo pianeta! E.P.
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IL DISASTRO DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO Il cambiamento climatico è sempre di più un problema attuale, assieme allo smaltimento dei rifiuti. All’università ho studiato “sostenibilità ambientale”, una materia orientata alle modalità più consone per rispettare l’ambiente, soprattutto in tema energetico. Credo che un corretto sviluppo sarebbe molto utile per preservare il pianeta su cui viviamo ma andrebbero fatte delle leggi ad hoc ed i Paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo dovrebbero fare il più possibile per puntare sulle energie pulite e sul riciclo e la differenziazione dei rifiuti. Materiali quali plastica, carta, vetro, vanno riciclati mentre i rifiuti organici possono essere utili per creare il compost. Le energie pulite sono il futuro, i combustibili fossili vano gradualmente eliminati per preservare l’ecosistema del nostro pianeta che, ad ora, è già compromesso profondamente. Sono state già perse numerose specie animali ed il cambiamento climatico è un rischio che, andando avanti, risulta sempre più pericoloso. I ghiacciai si stanno pian piano sciogliendo e il rischio è che, prima o poi, diventeranno disastrosi; anzi, lo stanno già diventando, creando grosse inondazioni, siccità e altri fenomeni molto pericolosi.
LA FINE
E.O.
Il pianeta terra, prima o poi, morirà, non avremo scampo! Il processo di distruzione ormai è iniziato anche se, secondo me, ci vorranno ancora dei secoli. I ghiacci si scioglieranno e ci saranno zone sempre più aride e posti dove prima faceva freddo, che diventeranno ancora più freddi. In un paio di decenni il clima è cambiato drasticamente: mentre prima c’erano quattro stagioni, ora ce ne sono due: inverno ed estate. Ora gli umani stanno cercando nuovi strumenti per inquinare meno il pianeta ma la fine arriva per tutto e tutti. M.R.
MANUTENZIONE AMBIENTALE DEL CLIMA
Per fortuna abbiamo abbastanza materiale per proteggere il nostro mondo dal clima: ad esempio, pannelli fotovoltaici che assorbono il calore e lo trasformano in energia, pale eoliche che, anch’esse, producono energia. Dunque, si può pensare che, ad esempio con queste due forme di energia, molti stabilimenti potrebbero trasformarsi in qualcosa di innovativo e, chissà, magari fornire qualche posto di lavoro in più o, quantomeno, abbattere qualche albero in meno. Gli alberi, l’ultima ancora di salvataggio che, oltre a fornire ossigeno, si potrebbe utilizzare la loro resina per costruire materiali non inquinanti! A.M.
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RESPONSABILITÀ INDIVIDUALE Siamo tutti più consapevoli delle grandi problematiche legate al cambiamento climatico, però credo che a livello personale si faccia veramente fatica a cambiare le proprie abitudini (alimentari, di trasporto, di consumo ecc.) perché, per natura, l’uomo è il centro del suo universo e si comporta di conseguenza. La tendenza, secondo me, è quella di considerare i propri bisogni come così essenziali da non prendere in seria considerazione dei cambiamenti e, di conseguenza, delegare la responsabilità ad altri. B.P.
COME IL CLIMA, CAMBIANDO, CI STA CAMBIANDO
Il tema del cambiamento climatico sta influenzando il modo di percepire il pericolo che stiamo correndo. Noto che per la gente comune vi è una sensibilità che non è la stessa della politica e delle scelte industriali del nostro tempo, attuando leggi e comportamenti che possono prendere per tempo la situazione inquinamento. Ammirevole è lo sforzo delle nuove generazioni (vedi Greta Thunberg) con movimenti mirati al cambiamento attuando una presa di conoscenza sul tema clima, vanificato dallo sforzo del singolo con comportamenti ammirevoli ma di poca incisività se non correlato dai grandi poteri che spingono al profitto del tutto e subito a discapito del benessere comune. Penso che continuando di questo passo siamo destinati all’autodistruzione perché siamo già oltre la soglia modificabile dalle nostre scelte. F.G.
IL CLIMA
La questione riguardante l’ambiente ed il clima si sta manifestando ai giorni nostri con i connotati dell’irrimediabilità e dell’urgenza ma pone, come è ovvio che sia, le sue fondamenta in tempi ben più remoti. È oltremodo necessario guardare in faccia la cruda realtà. Io sono un uomo bianco caucasico nato in uno dei paesi occidentali del G7 all’alba del XXI secolo. Questo significa che appartengo e discendo da uno dei più geniali, per capacità di sviluppo tecnologico ed economico, fronti etnico-culturali, che abbia probabilmente mai calcato il suolo di questo ammalato pianeta e, fra tutti, quasi certamente si tratta del più rapace. L’avanzamento della nostra civiltà, per quanto prodigioso per progresso scientifico-tecnico ed illuminato nella chiarezza del pensiero dei suoi filosofi e dei suoi umanisti oltre che specchiato per la limpidezza della fede e della moralità delle sue varie guide religiose si è veramente rivelato oggi, alla luce di quanto vediamo innanzi ai nostri occhi, essere stato vero sviluppo? In effetti non sarebbe nemmeno necessario essere dei saggi particolarmente raffinati per rendersi conto di quanto nulla che non alberghi in uno stato di equilibrio sia destinato ad avere una storia di lungo corso e di quanto la potenza sia vana se non è possibile esercitare un reale controllo su di essa. Gli equilibri all’interno della natura che ci circonda sono frutto di strenue lotte tra le varie forze fisiche che la compongono ed alle varie specie animali che la abitano e la costituiscono, ma una volta che tra di esse una è riuscita a risalire con così ampio margine di distacco la piramide evolutiva e della catena alimentare e a soggiogare tutte il resto al suo volere, beh allora deve porsi dei limiti etici e morali da sola o finirà essa stessa schiacciata sotto il reale peso del suo stesso strapotere e della propria ingordigia. Quindi è evidente che la risposta alla domanda retorica che ci siamo posti sopra debba
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trovare una risposta negativa, ovvero che il nostro è solo un feticcio di progresso, un falso mito che ci porterà nella realtà ad implodere sotto il peso di quanto da noi costruito. L’obiettivo ed insieme l’unità di misura dell’unica civiltà che siamo stati in grado di costituire pare essere la crescita: Crescita positiva della popolazione, crescita del PIL, degli indici di borsa, di questo e di quello; tutto deve avere un segno “+” davanti, crescita fine a sé stessa, crescita sterile, crescita e punto e questo naturalmente non può essere equilibrio. Ma la terra è UNA, è un luogo finito e dove uno vince qualcun’altro, forse molti altri, devono perdere e questo nel lungo periodo e anche nel medio, non può portare ad un equilibrio, ma solo a concentrazioni dove i pochi decidono sui tanti. I pellirossa nordamericani oltre centocinquant’anni fa schernivano come dissennato lo stile di vita dell’uomo bianco: Il famoso capo indiano Toro Seduto ridicolizzava il fatto che volessimo arare la terra per estrarne maggiori frutti di quanti essa non ne partorisse naturalmente e per quanto ci trovasse malati di avidità, per come le nostre leggi fossero fatte ad uso e consumo dei ricchi, come pur ‘anche le loro religioni e di come sempre, sempre, l’uomo bianco fosse mendace. Egli ci metteva in guardia di fronte al pericolo degli abusi nei confronti della natura sacrificata sull’altare al dio Denaro. Chi è che l’ha voluto?? Oggi è evidente a chiunque che questa terra potrebbe sfamare benissimo un numero più limitato di persone senza che la spremessimo come un limone... Chi ha voluto indirizzare tutto in questa direzione? Perché? Qui prodest? La risposta è “al denaro ed al potere”! Semplice! Ora, anche se non desideriamo soffermarci sulle intuizioni avute tanto tempo fa da quegli uomini tanto semplici e saggi, di certo ci apparirà in tutta la sua evidenza come i pellerossa fossero poche migliaia mentre la nostra civiltà abbia contribuito oltremodo a fare in modo tale che la terra sia stata popolata con gli attuali sette miliardi ed oltre di individui: La nostra vorace civiltà non ha mai inteso parlare di equilibrio, sentir parlare di giusto mezzo, capito cosa fosse la parola “basta”... E’ stata solo in grado di sottomettere o distruggere quello che non le si piegava innanzi... quel che anzi non le si prostrava innanzi: ha distrutto Incas, Maya, Aztechi, Pellirossa Nordamericani, Aborigeni Australiani, Maori Neozelandesi e dio solo sa quante tribù di fieri guerrieri, in cambio di miliardi di consumatori per un bel mercato globale di schifezze. Gente a cui vendere prodotti e servizi. Nella Londra Vittoriana la gente moriva per lo smog delle fabbriche e la pioggia acida e si diceva che quello era il prezzo da pagare per i posti di lavoro nelle fabbriche e da allora non ci siamo mai fermati... continuiamo a creare fabbriche più grandi, migliori, con le quali schiavizzare meglio orde di operai mal stipendiati ed invadere il mercato con prodottacci di consumo a poco prezzo, abitini da poco che non valgono niente e costano ancora meno, la cultura del consumo sfrenato, dell’obsolescenza programmata, non ripariamo, buttiamo via, invadiamo paesi che non hanno nemmeno sistemi di raccolta dei rifiuti di bottigliette di bibite gassate e zuccherose che costano meno dell’acqua minerale ma non dissetano, costringiamo intere popolazioni a vivere della nostra esportazione di spazzatura e tutto questo con il benestare della più parte della gente. Il mercato globale richiede per la propria stessa esistenza un sacco di gente, per lo più povera. Ad andare a vedere bene è la gente ad essere il prodotto. Questo perché Il Sistema è riuscito a rendere la vita tendenzialmente più comoda per la maggior parte della gente ed il marketing e la pubblicità martellanti sono riusciti a rendere più o meno tutti più o meno complici di questo dissennato stile di vita nel quale consumiamo, consumiamo, consumiamo, abbiamo bisogno di riempirci di cose di ingrassare per poi comprare esercizio fisico di andare in vacanza per il mondo senza comprenderlo e la vittima finale di tutto ciò parrebbe essere il nostro pianeta, la nostra Casa, la nostra unica risorsa, ma invero, in ultima analisi, siamo noi stessi. Il nostro pianeta troverà un nuovo equilibrio, noi, dopo che lo avremo spolpato,
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disossato, smontato negli assetti climatici cui siamo abituati, ci faremo la guerra per le ultime risorse, gli ultimi fazzoletti di terra abitabili, le ultime boccate di ossigeno e poi basta... I problemi di cui siamo vittima sono strutturali, sono gravi, sono pesanti e per tanto e troppo tempo si è messo come struzzi la testa sotto la sabbia e ora che i ricchi ed i potenti e la politica hanno fatto per secoli, decenni, lustri solo sfaceli e di ignominie, noi davvero pensiamo di poter risolvere tutto in poche decine di anni e con un po’ di comportamenti virtuosi individualizzati? Il ritirarsi dei ghiacciai ed il discioglimento delle calotte polari sono un dato di fatto con il quale ci stiamo trovando a fare i conti. Alcune correnti marine regolatrici dei flussi nel mediterraneo si sono già bloccate a causa della variazione delle salinità e la paura è che lo stesso processo si possa estendere agli oceani sprofondandoci in qualche novella era glaciale e quindi tutti corri corri a riempirsi la bocca di green economy, green di qua, green di là... io cmq continuo a vedere solo un sacco di gente sgasare in giro su motore e macchinoni e pochissimi farsi il mazzo in bicicletta. D’altronde forse hanno anche ragione...Davvero con un po’ di riciclata e qualche good practice pensiamo di poter porre rimedio a disastri ambientali quali non so, vado a memoria, Chernobyl, Fukushima, Deep Water Horizon, X-Press Pearl o, che so, tutti i leaks delle trivellazioni sotto costa o a quelli lungo le pipelines degli oleodotti delle multinazionali, al traffico di rifiuti più o meno tossici che avviene a livello regionale, nazionale, continentale, globale, al disboscamento delle foreste pluviali, alla mutazione degli equilibri idrogeologici, botanici e faunistici di intere aree geografiche causati dalle iper-mega-ultra costruzioni di dighe, all’inquinamento causato dalle immissioni di diossine ed altri inquinanti in atmosfera ed in mare degli alti forni e laminatoi e dall’industria chimica, dai danni causati dal petrolchimico, dalla pesca a strascico con le reti a maglia fine che depredano i mari, l’importazione ed esportazioni di specie alloctone attraverso la logistica globale che creano poi disastri nelle varie agricolture. Il punto è che per colpa di qualcuno, affinché pochi si arricchiscano smodatamente, pagano tutti!! Come sempre è avvenuto e come sempre avverrà! Questo non ci esime dal lottare tutti, ciascuno per quanto è in suo potere fare. Il punto è che non se ne può e non se ne deve fare a meno. Un pianeta B non esiste. E deresponsabilizzarsi è troppo comodo. “Tutto fa!”... come diceva quello che tentava di svuotare una nave che affondava con una tazzina da caffè. Tuttavia in un Paese che non si preoccupa nemmeno di inserire tra le materie di insegnamento della scuola dell’obbligo l’Educazione Ambientale, che ha uno dei tassi di alfabetizzazione più bassi del mondo occidentale e nel quale io stesso vivo all’interno di una Comunità Riabilitativa che, per quanto pretenda di essere educativa e virtuosa, non è ancora riuscita a rispondere alle nostre ripetute richieste di avere un contenitore per il rifiuto organico compostabile per mezzo del quale fare un uso migliore di una parte degli avanzi alimentari e scarti di cucina per concimare i nostri orti – Beh – io resto realistico, continuo a fare nel mio piccolo del mio meglio: Vado a piedi, uso i mezzi pubblici, coltivo il mio orto, faccio la raccolta differenziata meglio che sono capace, spreco meno corrente che posso, non faccio troppo shopping, bevo meno bottigliette che posso, non spendo in marchi, piuttosto qualche euro in più nelle filiere corte di prodotto, indumento o commestibile che sia. Non mi faccio però illusioni, non andrà tutto bene e se davvero volessi fare seriamente la mia parte dovrei essere molto più radicale nei miei comportamenti (dovrei almeno smettere di mangiare carne o per lo meno completamente quella derivante dagli allevamenti intensivi) e scendere probabilmente in campo a fianco quelle persone ed organizzazioni che si occupano seriamente di dare visibilità alla gravità dello stato di salute del nostro Pianeta, ma per il momento mi accontento di prendermi cura di me stesso, incrociare le dita e sperare che Io me la cavo. D.M.
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