N.ro 26 - Mese di Settembre 2014
LE FOGLIE DI TRASTA
MENSILE VOCE DELLA COMUNITÀ DI TRASTA CSG
EDITORIALE Vogliamo con tutto il cuore dedicare questo nuovo numero de “Le foglie di Trasta” ad Alessandra che si è improvvisamente spenta in una giornata di agosto. Questo è stato un dolore che ci ha lasciato senza voce, senza respiro. Ale era un’operatrice, da tantissimi anni lavorava con i ragazzi del Centro. Ale era un’amica, che riusciva a dare una carica ed una energia positiva in ogni cosa che faceva. Ale era una mamma. Ale era un’artista. Ma soprattutto era una bella persona che lascerà un vuoto impossibile da colmare. Non è facile trovare parole giuste....forse in questo caso è giusto solo il silenzio......tutto il resto è di troppo. Ciao Ale, ovunque tu sia ti mandiamo un abbraccio. Laura
Idealizzazione e realizzazione: i ragazzi della Comunità di Trasta e Doppia Diagnosi Direttori: Mara e Laura Coordinatore: Dimitri Critico e correttore di bozze: Dimitri Fotografie: i ragazzi della Comunità
2
Definizione di Vita Cos’ è mai la vita? E’ difficile, veramente difficile affermare con chiarezza cosa sia la vita, nella sua vera essenza. Forse è niente altro che una linea che inizia, continua e finisce, in un arco di tempo indefinibile, imprevedibile. Chi può saperlo con certezza? Forse nessuno sarà mai in grado di dare risposte esaurienti; ma non importa sapere cosa sia, l’ importante è che essa c’ è, con le sue pene, le sue gioie, i suoi dolori, le sue felicità. Poniamo il caso che sia semplicemente una linea retta orizzantale che, partendo da destra , finisca a sinistra, lunga o corta. Allora le persone che la seguono in questa direzione nascono, crescono, studiano, lavorano, si sposano, hanno figli... muoiono senza quasi accorgersi dell’ esistenza... Forse a volte queste persone sono già morte al momento della nascita; a volte, spesse volte, i soldi, l’ amore, le amicizie non bastano nemmeno per riuscire a scoprire i veri motivi per cui si vive. E quando ci si accorge che il cammino è stato fatto dal verso sbagliato, da sinistra a destra, ci si rende conto di ciò che la vita nasconde agli altri; allora viene voglia di rimboccarsi le maniche e tornare indietro correndo forte forte, più forte degli altri per riuscire a raggiungerli e superarli, per potere dire a tutti quale sia la realtà, svelare a tutti ciò che essi non riescono a vedere. Il bene più prezioso che l’ uomo possiede è il proprio IO, la propria esistenza, e che essa deve essere vissuta pienamente, bella o brutta che sia. La Droga, colei che per anni mi ha accompagnato e che per me era stata un motivo per “morire”, ora sta diventando una ragione per vivere. “Quello che non ci uccide ci rende più forti.” La droga non è riuscita ad uccidermi, anzi, mi ha reso tremendamente forte. A.
3
Tra le Foglie di Trasta 28 Aprile, questo è il giorno in cui mi sono ritrovata qua. Non priva di emozioni e sensazioni. La “Pronta Accoglienza” è stato il primo passaggio, dove non nego la forte sensazione di “parcheggio”. Entrare in una struttura non è aimè una cosa nuova rispetto al mio trascorso e questo sin dalla nascita. Ma questa è un altra storia. Comunità terapeutica, questa è la mia prima esperienza, tutto nuovo nelle modalità e nel vivere quotidiano. La prima cosa e prima per importanza, una sicurezza di non essere per strada e, superato questo “stadio” il mio vivere con una ME. I “filtri puliti” quindi anche più vulnerabile. Questa vulnerabilità mi sembra un’ arma a doppiotaglio perchè sento tutto il bene che mi circonda ma anche il male o malessere che tante volte avvolge tutta la struttura. Guardandomi da fuori mi vedo un po’ fuggiasca da quelle che forse sono le situazioni più forti. La mia stanza; una panchina diventa la mia “grotta”. Poi prendo coraggio mi confondo e mischio tra le foglie di Trasta. L.
4
Una Foglia sollevata dal Vento Una foglia in più caduta, dall’albero della vita, che viene sollevata dal vento, portata via dalla città contaminata di sostanze che marciscono il cuore la mente delle nostre passioni. Il vento soffia sempre più forte, la foglia strappata più in alto va, si perde nello spazio puro di aria pura e dopo un po, il vento se ne va e la foglia lentamente cade, dove cadrà, dove sarà: destinazione Trasta ed eccomi qua in comunità per la seconda volta, a darme da fà... Si dice che chi non confronta se stesso dagli occhi e nei cuori degli altri scappa, fino a che non permette loro di condividere i suoi segreti non ha scampo da questi. Questa è una parte della filosofia di casa, punto di riferimento per il cammino di recupero. Perché recupero? Perché quando si arriva qua sian persi nel mondo marcio delle droghe. Questa è una mia idea riguardo alle mie esperienze vissute! Da bambino ho avuto molti esempi negativi, nonostante abbia una famiglia d’oro che mi sta tutt’ora a fianco, quanti sacrifici fatti da mia madre per me e io li ho ignorati! Lei, una donna con il cuore più puro e amoroso della terra. Per me lei è unica è ragione per la quale vivo e la dimostrazione di amore verso i miei fratelli e mio padre. Si penso che sia ora di cambiare. Oggi, che ho quasi 25 anni, mi rendo conto di tutto quello che stavo perdendo per colpa della mia ignoranza. Grazie a Dio ho ancora la possibilità di vivere con la mia famiglia che mi da la forza per mettere da parte le sofferenze che ho vissuto nella mia vita avversa. Dopo la strada, criminalità, droghe e galera mi trovo qui, a ragionare su i miei sbagli e punti deboli. Non posso dire che cambierò perché sono come sono, un ragazzo pacifico, sorridente, solare e molto positivo che crede nell’amore. Devo solo finire di fare la vita del tossico che non mi porta da nessuna parte. Invece se torno ad essere il giovane di prima credo di potercela farcela, perché la vita è una sola e bisogna viverla umilmente in armonia. Per me questo è l’inizio di una nuova vita, vedremo quante altre foglie il vento solleverà da quel mondo infame e mi trascinerà sulla strada giusta. E’ questa per noi con problemi di sostanze, la realtà. Lo strumento giusto per fare il meglio nella nostra corta vita. D.
5
Lettera Aperta All’età di 16 anni venni a contatto con le prime sostanze diciamo pesanti. Tra cocaina ed eroina mi rintanavo in un rifugio tutto mio per non vedere e non pensare alle mie problematiche ed i miei pensieri. Pensieri che mi tormentavano a tal punto da “infognarmi”.... La prima volta che venni in contatto con l’eroina avevo all’incirca 15 anni. Iniziai spacciandola con mio cugino più grande, che già da tempo ne faceva uso. Dopo un po’ di tempo mi domandai come poteva essere ma sopratutto mi dicevo: “ se la usano in cosi tanti vorrà dire che è qualcosa di bello!!. Da quel maledetto pensiero la provai ed inizia a fumarla....entrai in una situazione più grande di me. Non conoscevo nulla di quella vita, l’astinenza e lo stare male erano cose che avevo già visto ma che non avevo mai provato sulla mia pelle e la cosa era da vero pesante. Fra una pera di coca e di roba, I SOLDI NON BASTAVANO MAI ed iniziai a delinquere in qualsiasi modo che mi portasse guadagno! Adesso ho 23 anni , ho provato la galera e dopo del tempo, troppo tempo sono qua in comunità. La voglia di cambiare è tanta.... tantissima!!!. A.
Eroina ti vanti all’occhio spento tu morte di cemento divina sognatrice ridicola ma forte padrona della morte fai vivere e sognare la strada verso il male ma dimmi mia signora vessillo dell’aurora è vita quel che dai o vento pien di guai? io solo ti ho capita vissuta intenerita nel ventre della vita placenta eliminata Finché io vita avrò se a te io scamperò, aspettami eroina, io ti distruggerò.
6
G.
Alzati e Cammina Dimmi che cosa faresti se fossi ancora per strada gireresti tipo zombie ricercando la tua amata in cerca di soldi facili vivendo alla giornata tutto questo fino a quando non ci prendi una facciata io di facciate ne ho già prese parecchie ci credi?! Ma ho avuto la fortuna di cascare sempre in piedi con pochi rimedi sempre tra mille assedi in una strada lunga ma corta come Rocco Siffredi ma stavolta sono a un punto di svolta dopo esser stato messo troppo tempo alla corda io non voglio che mia madre viva una discordia io non voglio affondare come la costa Concordia quindi ho deciso di tornare in questo posto per cambiare per come migliorare la mia vita sociale dove prima mi aggregavo a chi aveva una busta perchè è la vita banale che il tossico disgusta può sembrare ingiusta affrontarla senza sosta ma chi non nasce ricco scopre poi quanto gli costa anni gettati al vento tra carcere e cemento a fare da comparsa in uno scenario spento quindi ora sento sia giunto il momento di metterci un punto e prendere un provvedimento su come progettare un futuro migliore per capir dove ho inciampato perdendo le parole. JAM
7
Un nuovo COLORE Il mio racconto, la mia vita e la storia di tanti, di tutti. Classe 72, sesso femminile, non so da dove cominciare........ proviamo dall’inizio. Nella vita ci sono cose che cerchi e altre che ti vengono a cercare. Non le hai scelte e nemmeno le vorresti, ma arrivano e dopo non sei più uguale. Dalla vita ho avuto tutto..... della vita ho preso troppo... e della mia ho dato tanto. Oltre a questo, cos’altro potrei desiderare ancora! Che cosa è mancato nella tela che ho cominciato a filare, intrecciando fili di vita dove l’unica artefice dei colori ero solo io. Rappresentavo ogni periodo del mio umore. Le mie emozioni ed i sentimenti con cura nei colori. Ho sempre cercato di mantenere tonalità morbide, calde e avvolgenti. Fino al giorno in qui l’unico colore che penetrava nei miei occhi, per poi alloggiare nel mio essere era il nero, che si accaniva di più nei momenti di fragilità aprendomi le porte degli inferi, fino a rendermi conto che sotto di miei piedi non avevo più suolo da quanto avevo toccato il fondo. Sono diventata serva del mio stesso piacere; lei, la droga, mia compagna cattiva, attorniata da miei simili come automi. Ogni giorno era uno trascinarsi da un vicolo ad una piazza e per allietare l’attesa non poteva mancare l’alcool, amico di solitudine e malessere. Dopo tutto il divertimento apparente costruito con le menzogne e le manipolazioni rimane solo un vuoto bastardo e tanta tristezza.
Ora sono 18 mesi che mi trovo qui al Ceis dove sto proseguendo il mio percorso di comunità, per poi reinserirmi con tutto ciò che mi aspetta all’esterno. Non è stato semplice per me, ma ho voluto darmi questa grande e unica occasione di dare una svolta alla mia vita senza l’uso di sostanze. C.
8
Gli Altri Siamo NOI Buongiorno signori lettori, in questa edizione del giornalino di Trasta vorrei incominciare, o meglio continuare un gioco iniziato dai miei “colleghi”qualche anno fa. Come potete immaginare, su 35 utenti, che popolano questa grande casa, troviamo una grossa varietà di persone. Qui, ogni giorno, convivono ricchi, poveri, belli, brutti, colti, ignoranti, delinquenti e figli di papà. Tutti però con lo stesso denominatore comune: LA TOSSICODIPENDENZA. Vediamo di entrare meglio nello specifico per dare a voi un quadro più chiaro possibile. Iniziamo dal grande capo, Mara o meglio mamma Mara .A volte mi viene in dubbio che questa donna abbia dei poteri magici che le permettono di leggere le menti di noi poveri tossici,una dura, certo, ma con un gran cuore. Successivamente troviamo i due “grandi vecchi”: Mauro, il Peter Pan livornese colui che, suo dire, ha aperto la comunità di Trasta. Un uomo con molti pregi ma anche molti difetti; il classico operatore nato, colui che sente l’aria che tira in casa appena varcato il cancello. Leggendario ormai il solito ritornello: “sento puzza de robba”. Poi abbiamo Gianni, “Al Pacino di Bolzaneto”, anche lui con esperienza trentennale, uomo di pochissime parole ma mirate che spesso non danno spazio a repliche. Continuando la carrellata degli operatori troviamo Marco, il “Baldo”na delle persone più precise e schematiche che conosco. Bellissimo vederlo al tavolo pranzo, attorniato da galeotti e scappati di casa,con il suo tovagliolo adagiato sulle cosce e il modo di mangiare da Lord inglese. In seguito, ma solo per ordine di anzianità, c’è Greta, la mia passione: allegra, simpatica, solare. Quando senti il rumore della sua vespa sai che sta arrivando una ventata di allegria in comunità. Laura, la sbirra mancata, donna con un gran carattere e molta passione per il suo lavoro. Rimarrà nella storia una sua sfuriata nei confronti di un utente che, tempo fa, tagliò le gomme della sua macchina per uno dei suoi tanti, forse troppi, no. Chiara, la bellona, per capire di che umore è basta osservarla all’incontro: se si strofina il viso con le mani guai in vista! Se invece sposta la sua chioma bionda da una parte all’altra vuol dire che e’ di buono umore. Infine Clelia, l’ultima arrivata , la più giovane, sensibile, intelligente, ma, a volte, con la sua ingenuità, sembra uscita dal mondo delle fiabe. Passiamo a noi utenti . Siamo 35 quindi non vi parlerò di tutti, ma solo dei più anziani di percorso. Come non cominciare dal “ maghetto “, l ‘ esatta copia di Harry Potter ma con 20 anni di droga alle spalle; “Bamby” il piu’ giovane di noi tosto , molto maturo ma anche troppo permaloso, “ Fecchio “ uno dei ragazzi piu’ genuini che conosco, parla l’ italiano peggio di Bisacardi ma si fa capire bene quando vuole ; “ Flash “ vive in un mondo tutte suo fatto di calzini appesi alla lavagnetta con le puntine o con le scarpe da calcio usate come borsello. In seguito troviamo “ Palo “ bestione di un metro e novanta con le movenze di Jeeg Robot d’acciaio ragazzo molto diretto , troppo diretto, senza nessun tipo di filtro, ma in fondo , molto in fondo, nu’ bravo juaglione . Il Carabbbiniere un ragazzo che a differenza di palo ha troppi filtri; “ Pandoro “ macchina da lavoro
9
inesauribile che speri di avere al tuo fianco durante un turno piatti; “ Ce’ Ce’ il piu’ anziano di casa, il classico Tamarro di Begato ma con una gran bella testa; “ Il Conte “ l’anziano non di casa ma di fatto con i suoi metodi galanti e con il modo di parlare da uomo degli anni sessanta ; “ il Tardivo “ un’istituzione con dieci anni di comunità alle spalle, il ragazzo (???) piu’ divertente che abbiamo . Continuando la carrellata troviamo il “ Capitano “ abbronzato praticamente tutto l’anno, forza bruta ma con un cuore tenero ( a meno che non beva ) “ Il milanese “ l’uomo più viziato e con piu’ paranoie al mondo ; “ Salsizz “ con le sue continue polemiche e con il suo vocione . Anche se da poco tempo sono qua’ merita una menzione speciale : Lele , con il suo celebre timbro di voce con il quale chiama : NANNNI !!!!! ; “ Pasquale Barra “ eternamente a dieta ma mangia come un portuale a Natale ; “ Eddy “ il fratello segreto di Pasquale Barra ma in versione latina colui che mangia come la sorella e dopo va a correre in palestra ; “ Alfo “ che a soli 23 anni, a suo dire, ha fatto praticamente tutto ; il mitico “Lucky “ detto il molleggiato ; “ La capa “, miss Trasta, la donna con più ticchi al mondo; Il “ Lux “, nipote segreto di Raffaele Cutolo, classico napoletano paraculo che scala una taccha di metadone al mese . Infine ci sono io, il fenomeno della situazione, che l’ unica cosa che so fare davvero e’ giocare al pallone ( o forse sono troppo scarsi gl’altri???? ) . Questi siamo noi, banda di drogati, ma con ancora molto da dare e con tanta voglia di cambiare . D.
10
Per tutte quelle volte ….Per tutte quelle volte che.... ….va bene che è impossibile che siamo soli nell’universo però a volte ti senti solo a questo mondo.... …. per tutte quelle volte che.... …. nonostante fuori faccia caldo, ma dentro il cuore c’è il ghiaccio.... …. per tutte le volte che..... …. pensi che il sole stia tramontando, ma in realtà sta solo andando a splendere da un’altra parte.... …..per tutte quelle volte che.... ti sembra di essere riuscito a scalare una montagna, ma poco dopo la montagna si sgretola sotto i tuoi piedi e sei al punto di partenza.... per tutte quelle volte che …. tranquillo, la fortuna è una ruota, ma sembra che ogni volta che sta per girare verso di te, buca e da te non arriverà mai..... ricorda, non saprai mai quanto sei alto veramente finché non ti verrà chiesto di alzarti in piedi veramente. Non stare immobile, reagisci e credi sempre nel futuro. A.
11
LE FOGLIE DI TRASTA