Skip to main content

Giornalino Trasta 21 APRILE 2012

Page 1

N.ro 21 - Mese di aprile 2012

LE FOGLIE DI TRASTA

MENSILE VOCE DELLA COMUNITÀ DI TRASTA CSG


EDITORIALE Ciao amici delle foglie di Trasta, eccoci con un nuovo numero! Quando ci siamo riuniti per decidere l’argomento del nuovo numero si era pensato di parlare di “valori”! Parola difficile……..Da quella decisione è passato un po’ di tempo….e tra mille difficoltà siamo riusciti nuovamente a mettere insieme un nuovo numero! Ogni volta penso sia un grande traguardo e, soprattutto sono contenta quando qualche ragazzo/a mi porta un articolo e mi dice “avevo pensato di scrivere qualcosa”. In questo numero pubblichiamo anche due poesie scritte da un ragazzo che è da un po’ di tempo in comunità e che ha scoperto la sua vena “artistica” qui da noi! Questo racchiude un significato che per me ha un grande VALORE! Sentire di essere parte di un qualcosa, di appartenere e sentire che stando qui, in questo posto a volte “triste” a volte molto difficile, può in ogni caso essere l’opportunità per vivere una vita libera! Ecco! per me il valore più grande è la libertà!. Laura

Idealizzazione e realizzazione: i ragazzi della Comunità di Trasta Direttori: Mara e Laura Coordinatore: Martin Critico e correttore di bozze: Laura Fotografie: Martin, Giorgia Hanno partecipato a questa pubblicazione: Giorgia, Daniele, Giovanni, Alessandro, Paolo, Nicu, Silvana.

2


Lettera aperta

Ciao a tutti, sono Nico. Già qualcuno di voi mi conosce. Sono in Italia da 5 anni e non ero mai tornato nel mio paese di origine, la Romania. Ho deciso di rimanere qui. Ho uno scopo nella vita ed è quello di sistemarmi, di trovare un lavoro e una casa. Dopo 5 anni sono tornato nel mio paese per rinnovare i miei documenti. A dire la verità non vedevo l’ora di rivedere i miei parenti. Il viaggio da qui alla Romania è stato favoloso perché era la prima volta nella mia vita che prendevo un aereo. Quando sono arrivato era tutto diverso da come lo ricordavo. Sono cambiate tante cose. Io nella mia testa pensavo che era tutto uguale e che avrei rivisto i miei amici, ma così non è stato. I miei amici non c’erano più. Mi sono fatto un giro in centro con mio fratello e con l’operatrice che mi ha accompagnato, Laura R., per vedere un po’ la mia città. Lì ho incontrato il mio migliore amico (soprannominato Codazza), quando mi ha visto non smetteva più di piangere per la gioia di avermi rivisto, ci siamo abbracciati e abbiamo parlato un po’. Poi quando sono arrivato a casa c’erano i miei nipoti (a dirla tutta mi erano un po’ antipatici, tutti tranne uno). Dopo un po’ di tempo che ero lì ho iniziato a sentire la nostalgia dell’Italia. Non vedevo l’ora di tornare perché li c’era veramente la fame! Se non lavori devi andare a fare l’elemosina per poter comprare un pezzo di pane. Qualche sera magari uscivo con qualche amico per andare in pizzeria, però in realtà mi annoiavo molto. Diciamo che non vedevo l’ora di tornare qui in Italia. E’ così che è stato il mio viaggio, grazie per l’attenzione! Ciao a tutti Nico

3


Lettera Aperta Buon giorno cari lettori, inizio con lo scrivere che, è la prima volta che scrivo su questo giornalino e, mentre ero qui al punto (settore tanto amato….dove o per ore non chiama nessuno o ti squilla il telefono e il citofono 100 volte contemporaneamente!), con il mio miglior “compagno di giochi” M. Ho pensato che mi avrebbe fatto bene scrivere qualcosa che rimanesse stampato nella storia di Trastahouse! Dopo questo preambolo vi racconto un po’ di me: sono qui da 9 mesi, quando sono arrivata ero molto diffidente del posto e dei metodi, mi sembrava tutto così assurdo. I giorni passavano e, con mille difficoltà, incominciavo a vedere le cose diversamente o forse semplicemente ho incominciato a vedere che qui c’erano persone che ci credevano davvero!!!! Questo mi ha aiutato a capire che forse potevo farcela anche io e, proprio per il mio carattere testardo e arrogante ho incominciato a capire che avevo trovato il MIO posto. Non sempre è stato questo il mio pensiero, o meglio non voglio far credere che è stato sempre tutto così “sereno”, anzi, ho avuto momenti dove non trovavo grande motivazione a stare qui e quello che, soprattutto nel primo periodo, mi ha fermato dal mollare tutto è stato mio figlio….. Quell’esserino così piccolo che mi ha cambiato la vita è riuscito a farmi capire cosa stavo buttando via e la paura di perdere la possibilità di averlo con me mi ha quasi sempre fermata. Dico quasi perché, a volte non basta essere genitore se poi manca la voglia personale di cambiare e qui sono riuscita a farmene una mia. Ho 22 anni e tante volte mi sono chiesta se sarei riuscita a essere una buona madre, se sarei riuscita a non far passare a mio figlio ciò che, in un modo o nell’altro ho passato io. Qui sto avendo modo di riflettere su queste cose che a volte tengo lontane per PAURA di far vedere e di riconoscere a me la stessa fragilità. Perché il dolore, soprattutto per una persona come me che ha iniziato a usare sostanze dall’età di 13 anni è qualcosa che fa paura perché non si conosce…mi terrorizza. Ma con tanta volontà e sacrificio si va avanti in questa breve ma intensa strada insieme a delle persone che continuano a credere in te anche quando tu non ci credi più. Grazie. Ora vi saluto, devo andare….a rispondere al citofono…… G.

4


INSIEME Mette allegria stare insieme per arrivare dove voglio, tanta strada dovrò fare non è poi così lunga e la faremo Insieme è più difficile perdere c’è più gioia e comprensione se parleremo Insieme è superare Insieme è conquistare proviamo dai! Proviamoci insieme

5

S.


Lettera aperta Ciao a tutti, ho 35 anni e inizio con il dirvi che, in vita passata ero una di quelle persone “contro” le comunità, oggi mi ricredo. Mi trovo bene in questo ambiente, qui si impara a confrontarsi con varie problematiche anche comuni e finalmente a dedicarsi a sé stessi. I miei compagni di avventura sono tutti diversi e non basterebbero queste poche righe per parlare di loro, quindi racconterò di me. Sono nato a Genova. Già a 14 anni facevo uso di sostanze, anche se leggere, stupefacenti, mi sono ritrovato venti anni dopo ad analizzare la situazione. Si può dire che le droghe sono state sempre presenti e questo mi ha creato non pochi problemi, anzitutto in famiglia, nei rapporti di coppia ed anche sul lavoro. Per non parlare di quelli economici e di salute. Intorno ai 18 anni sono andato a vivere da solo e in casa di mia madre sono rientrato dopo un periodo di alti e bassi, intorno ai 25 anni. Dentro di me ho conservati molti ricordi. I miei si separarono quando avevo circa 10 anni, ma non credo che questo abbia influito sulle mie scelte. Il mio rapporto con le droghe pesanti è iniziato con uno stupido ricatto che feci a mio fratello: o me la fai provare o lo dico alla mamma. Ora maledico quella frase. Non voglio parlare molto di me perché si capirebbe chi sono. Quindi chiedo scusa. Un forte abbraccio G.

6


L’ UOMO LIBERO L’Uomo Libero non ha confini, il suo limite è l’infinito, le sue vie sono sempre aperte come le porte di un tempio invisibile è lui, il sacerdote dell’ignoto L’Uomo Libero spregia le catene ma non si lascia travolgere dalla lotta, il suo campo di battaglia è la vita, la prima preoccupazione, l’Amore. L’Uomo Libero è vento: accende le ceneri addormentate, spettina le foglie degli alberi, grida dall’alba del sole al tramonto della luna per ricordare al mondo una sola parola: libertà! autore anonimo

7


Notizie dall’interno Ciao amici delle “foglie di Trasta”, voglio incominciare con il dirvi che, il nostro umorista “mi ci immiscu” (soprannome dato per la sua capacità di essere presente in ogni situazione) ha trovato lavoro e ha ceduto il suo posto a me. Bene, voglio incominciare a raccontarvi del nuovo acquisto: Daniel San, un ragazzetto magrolino e simpatico con la capacità di fare ogni giorno un piccolo danno, specialmente il sabato, giorno in cui a Trasta house si tagliano i capelli: quando torna dalla tosatura sembra sempre “salvate il soldato Rayan”!!!!!!! Per la felicità della sua op.! Poi volevo raccontarvi il seguito della storia cominciata dal mio predecessore: “vita di una macchinetta del caffè” Ricordate? Acquistata dalla “regista della nostra storia” Mara, magicamente aveva smesso di vivere, ma la sua caparbietà ha fatto si che, in cucina, quello spazio vuoto sul bancone fosse riempito nuovamente da quel bidoncino di acciaio….che ha trovato però la sua morte pochi giorni dopo, in un incontro avuto con “speranza” (pilastro portante del Ceis, soprannome dato perché lui è la nostra speranza). Adesso ci siamo arresi….al caffè solubile! Voglio raccontarvi un ultimo aneddoto: quando tutta la città era stretta dalla morsa del ghiaccio, anche i nostri rubinetti hanno smesso di gocciolare e la cucina si è riempita di pentoloni, piatti, posate e contenitori sporchi! Bhè, la forza di volontà scarseggiava, ovviamente, nei ragazzi cominciava a salire la malinconia di una doccia…poi si è scoperto quello: il rubinettone rosso…mai aperto da nessuno, tutti pensavano che potesse essere utilizzato solo dai pompieri…ebbene si: l’idrante! E’ stato la nostra salvezza! Tutti in cucina con la nostra “Taz”, la nostra op. con la capacità di coinvolgimento maggiore che c’è! E’ entrata in cucina e, in un attimo sembrava di essere nella scena dove “mago Merlino” con un colpo di bacchetta magica fa brillare tutto! Piatti, pentole, posate: da sporchi a puliti. Nel giro di poco tempo tutto è tornato alla normalità. Un pizzico di armonia ha sollevato gli umori di noi tutti e la forza è quella che ci unisce tutti e che ogni giorno ci porta ad andare avanti. Grazie a tutti voi che dedicate qualche attimo della giornata a leggere il nostro giornalino. Alla prossima puntata di Trasta house! A.

8


L’ ARRIVO Quando si dice arrivo non so mai se quello è un arrivo o l’inizio di una nuova partenza

P.

IL VIANDANTE Racconto il mio viaggio il viaggio di una persona che nella sua vita ha sempre cercato di trovare e non sa se troverà quello che cerca P.

9


10


Lettera aperta

Ciao mi chiamo D. e ho 22 anni. Sono in questa comunità da un mese e, a dirvi la verità, sto patendo molto, forse per il fatto che sono abituato ancora alla vita di fuori, ma anche perché mi manca molto la mia ragazza e la mia famiglia. Ma tutto questo l’ho voluto io per la mia “testa” e prima o poi si pagano le conseguenze. Parlando sempre un po’ di me: sono italiano, nato a Genova e da quando avevo 15/16 anni che faccio uso di sostanze. Ho iniziato subito a fare reati e, siccome ero già fin da bambino molto vivace, fu una spinta a fare cose nuove, dentro di me, a farmi trasportare. Quando ho conosciuto la mia ragazza (che si chiama M.) ho iniziato a riflettere sulla mia vita. Lei mi ha aiutato molto e tutt’ora mi sta vicino e anche per lei sono entrato qui. Mi sono reso conto che alla fine non ne vale la pena, perché la libertà è la cosa più bella. Qui ho trovato persone che mi aiutano ad affrontare le paure, le ansie e mi aiutano a dare un senso a questa vita, anche se voglio cercare di uscire il prima possibile dalla comunità. Ce la devo mettere tutta perché è quello che voglio. Ciao da D.

11


LE FOGLIE DI TRASTA


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Giornalino Trasta 21 APRILE 2012 by gammaufficiosrl - Issuu