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Giornalino Trasta 18 MAGGIO 2011

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N.ro 18 - Mese di Maggio 2011

LE FOGLIE DI TRASTA

LE FOGLIE DI TRASTA MENSILE VOCE DELLA COMUNITÀ DI TRASTA CSG


Una Sera….Un Concerto Ciao amici delle „foglie di Trasta“, la comunità ci ha offerto la grande occasione di andare al concerto di Max Pezzali! Non avete idea di quanto eravamo contenti quella sera di maggio!!!! Quando siamo arrivati là ci siamo presentati ai ragazzi che ci hanno invitato al concerto. Erano due amici di Max e ci hanno subito chiesto se ci avrebbe fatto piacere fargli un’intervista. Noi, eccitati dall’idea ci siamo andati subito. Mentre ci stavamo avviando verso il camerino, ci siamo preparati le domande da fargli, il buttafuori voleva bloccatrci…ma noi abbiamo insistito e vinto!!!! Dopo circa mezz’ora è iniziato il concerto, ci siamo avviati verso il palco, lasciando gli „anziani“ (Roberto, Paolo e la nostra op. Laura) seduti sulla panchina per tenerci le giacche. Facevamo fatica a muoverci perchè lì dentro c’era una confusione totale, cantavamo, ballavamo….circondati da tantissima gente, tanti ragazzi intorno a noi bevevano alcool………noi ci siamo divertiti….senza usare nessuna sostanza. Grazie per questa oppotunità. Ed ora l’intervista: INTERVISTA A MAX PEZZALI 1) Cosa ti ha spinto verso il mondo della musica e com’ é che in seguito sei diventato un cantautore? All’inizio mi piaceva più ascoltare che suonare in prima persona. Ho capito che si poteva fare qualcosa di più con la musica, quando ho conosciuto un D. J. Americano e mi sono reso conto che con dei semplici strumenti economici, si poteva fare musica. Abbiamo incominciato così, poi con la tecnologia odierna si può far di tutto; é solo questione di passione e il modo lo trovi. 2) Puoi raccontarci in breve la tua “Evoluzione” musicale? Nella vita si cresce, a vent’anni vedi il mondo in un certo modo e ne hai una certa percezione. La vita é una sola e col passare degli anni devi solo cambiare la prospettiva. 3) Ci vuoi parlare della tua personale visione del mondo che traspare dai testi delle tue canzoni? Io credo che oggi il vero problema della società e dell’informazione sia che si raccontano solo cose che vanno di moda e di cui a nessuno “Frega Niente”. Penso che servano dei racconti sinceri, non solo per far sensazione al momento. Raccontare il proprio punto di vista é secondo me la cosa più importante dire come ci é arrivato e quali sono le su prospettive.

Nico, Donatella, Roberto

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La nostra sarta: Nuccia Abbiamo deciso di fare una breve intervista alla Nuccia che è la nostra sarta e che da anni, da sempre è volontaria al centro. 1) Da quanti anni fai volontariato al Centro di Solidarietà? Sono trent’anni che faccio volontariato al CE.I.S. e sono stata una delle prime – insieme a Bianca Costa – a organizzare la prima Comunità qui a Genova in località Mulinetti nel 1982. Mi occupavo di allestire ed arredare la struttura che sarebbe diventata la “Comunità”, prendendo spunto da quella sorta a Lucca che in quel tempo abbiamo visitato in sieme a Bianca. Così nacque la prima Comunità: “Orione 82”. 2) Cosa ti ha avvicinato al volontariato? Partecipando ad una conferenza di Bianca Costa. Proprio in quegl’anni lei volgeva i suoi occhi al tema della tossico-dipendenza e cercava volontari; io l’ho seguita e da lì ho cominciato a frequentare dei corsi per volontari – specificatamente sulla tossico-dipendenza – all’interno del CE.I.S. 3) Non ti é mai venuta meno la voglia di fare volontariato e cos’é che ti fa continuare? Non mi é mai venuta meno questa voglia. Vado avanti così ormai da molti anni, anche se per alcuni momenti ho dovuto lasciare il mio impegno da volontaria solo per questioni familiari, ma il mio cuore é sempre rimasto al “Centro” e appena ho potuto ho ripreso la mia attività con varie mansioni. Attualmente presto il mio servizio tutte le settimane nelle varie Comunità all’interno del Centro di Solidarietà, collaborando con gli operatori e gli stessi ragazzi nella realizzazione di spettacoli teatrali. Bruno

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Gita sul monte di Portofino Anno 2011, primo maggio, gita sul monte di Portofino. All’ultimo, al gruppo si aggiunge Natale, c’é un pò di confusione con i panini e i succhi di frutta col risultato che non avremo acqua da bere; colpa anche mia che non me ne sono portata. Verso le dieci partenza con il Doblò (si scrive così?), Roberto é un pò dispiaciuto che non lo lascio guidare: Bolzaneto, Recco per l’autostrada, quindi Aurelia fino a Ruta di Camogli e poi su fino a Portofino Vetta dove, inaspettatamente, troviamo ancora molti posti liberi nel parcheggio. La giornata é molto bella, la temperatura ideale, il primo tratto, fino alle Pietre Strette é piuttosto pianeggiante e si va bene. Poi, da lì, si scende piuttosto rapidamente verso San Fruttuoso. Bellissime visuali sulla baia, passiamo attraverso un piccolo agriturismo (nei miei ricordi non c’era), ecco appare la torre dei Doria e siamo arrivati. La spiaggia é abbastanza piena di gente in costume e il flusso da e per i battelli che arrivano e partono é abbastanza intenso; Fabio, il più coraggioso, si caccia in acqua, che dev’esser fredda ma fuori il sole é caldo, é mezzogiorno. Stiamo un pò seduti all’ombra a goderci il paesaggio e poi ripartiamo per San Rocco; breve sosta per mangiarci il panino (gigantesco!) e berci un succo e poi su, salita. Ripida a tratti e poi discesa e ancora salita, insomma un discreto saliscendi; a tratti ci sono delle catene fisse perchè é un pò ripido, ma i ragazzi non hanno problemi. Fa caldo e cominciamo a renderci conto che non abbiamo acqua; il vecchio (che sarei io) viene per ultimo, non é granchè allenato e sciuscia un pò. Incontriamo un pò di gente, qualche ragazza/ signora, l’unico che ha contatti con queste sono io e i ragazzi mi invidiano un pò. Dopo quasi tre ore di bellissimi paesaggi, di continue salite e discese, di una gran sete e di caldo, si arriva ad una fonte in prossimità di San Rocco e finalmentesi beve a volontà perchè é bella fresca. Poco dopo siamo a San Rocco, bella piazzetta con vista e i bambini che giocano a pallone; poi, di nuovo salita (gradini questa volta) per raggiungere Portofino Vetta. Ci mettiamo una mezz’oretta, ma non é ripida, siamo nel bosco e non fa troppo caldo. Rientro senza problemi di traffico (paventati) e per le sei siamo a Trasta; si parla di ripetere l’esperienza, io sono disponibile, parliamone. L’operatrice mi rimborsa per errore 10 euro di buoni carburante in più di quello che ho speso per cui, in qualche modo, ve li dovrò restituire. Antonio

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Noi Voi ANCHE SE SIETE AL DI LA’ DELLA BARRIERA IL VOSTRO PENSIERO E’ AL DI QUA DELLA BARRIERA NOI ERAVAMO UN TEMPO RELITTI UMANI VOI BELLI E FORTI CON NOI OGGI BELLI E FORTI TRA VESTI CUCITE TRA ARGILLA MODELLATA TRA LEZIONI IMPARTITE IL VOSTRO INTERESSE PER NOI E’ SCOLPITO NEL NOSTRO CUORE LA VOSTRA UMILTA’ E DIGNITA’ DA A NOI UN SORRISO CHE UN TEMPO NON C’ERA. BACIO UN VOLTO DI UN VOLONTARIO E MI DOMANDO DOVE SIETE? RISPLENDE UN SORRISO NEL VOSTO BEL VISO ANCHE SE IL VOSTRO MONDO E’ A NOI SCONOSCIUTO, BELLO E’ CHE L’ UNIVERSO DELLA SEMPLICITA’ E’ DENTRO VOI GRAZIE DEL PENSIERO CHE AVETE PER NOI........

Giovanni

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Il Volontario LA PAROLA VOLONTARIO MI FA VENIRE IN MENTE UNO SPIRITO DI VOLONTA’ GRATUITA CHE VOLA IN MEZZO A NOI. UNA MANO TESA AD AIUTARCI A RISOLVERE BISOGNI CHE ABBIAMO TRASCURATO O CHE NON POTREMO MAI AVERE SE NON IN QUESTO AMBIENTE DOVE TUTTO E’ PER NOI, DOVE TUTTO E’ FATTO CON AMORE E’ UN SORRISO CHE ARRIVA GRATUITO DA FUORI, INCONDIZIONATO, E’ DEL TEMPO REGALATO, A NOI CHE ABBIAMO VISSUTO VITE SOFFERTE, CHE CI SIAMO AMMAZZATI A POCO A POCO. NOI VOGLIAMO DIRE GRAZIE E’ UNA PICCOLA PAROLA MA RACCHUDE TUTTO IL SACRIFICIO DI QUESTE PERSONE, COMPRESI I NOSTRI OPERATORI. GRAZIE DI ESSERCI Silvana

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Gita a Barcellona E proprio adesso, che sto cominciando a scrivere, non mi risulta difficile ricordare quello che é stata la gita a Barcellona, talmente le emozioni provate e le sensazioni di quel viaggio siano state irripetibili. Per molti sarà impossibile che io possa scrivere cose del genere di una gita, ma per me é stato un traguardo, un’occasione, un mettermi in gioco più di quanto potessi credere. E’ stata un’esperienza che non dimenticherò mai! Probabilmente non per il posto che ho visitato: bellissimo, pieno di vita, colori, una cultura stupenda, per non parlare della gente davvero ospitale e gentile. Ma per quello che questa settimana fuori dall’Italia – ma soprattutto fuori dalla Comunmità – ha significato per me. Dopo due anni che non uscivo dalla Comunità, se non muovendomi lungo percorsi prestabiliti, mi sono ritrovata in una realtà totalmente diversa. Se sono riuscita a far sì che questa esperienza iniziasse e si concludesse in maniera più che positiva, devo ringraziare chi ha fatto il viaggio con me: i miei compagni, amici e professori che sapevano della mia situazione e che hanno fatto di tutto per farmi stare bene, per farmi sentire a mio agio e mi sono stati vicino. Non perchè dovevano, ma perchè davvero lo sentivano. E visto che siamo in tema di ringraziamenti, volevo ringraziare gli operatori tutti che mi hanno dato questa opportunità. Grazie a loro sono riuscita a vivere una bellissima esperienza, per tutti i versi positiva e che mi ha regalato tante emozioni. Marta

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Ai volontari Per me: “Volontariato” era una parola spesso sentita nei telegiornali o in contesti di chiesa. Nella mia cerchia personale non c’era mai stato nessun contatto con questo tipo di attività, fino a quando non sono approdato al C.E.I.S. Sono rimasto un po’ stupito quando ho sentito parlare di volontari in struttura; persone che insegnano, cuciono e organizzano attività didattiche, scuola ed eventi di sorta. Insomma persone tutto fare che si aggirano in mezzo a noi per aiutarci dove manchiamo ma soprattutto dove è loro possibile. Per uno come me - che ad esempio ha fatto in passato il commerciante - è stato difficile comprendere questo tipo di attività, in quanto nella mia vita se si dava qualcosa ci si aspettava sempre qualcos’altro in cambio. Non so se sia dovuto al percorso che stò facendo con i miei compagni, ma ho incominciato a capire e ad apprezzare ciò che fate per noi. Il senso di “dare” per il piacere e il beneficio che se ne trae, credo che sia qualcosa che abbraccia sia noi che voi e per questo penso che siamo molto fortunati. Voglio ringraziarvi e spero nonché mi auguro che da parte di tutti noi di “I ragazzi di Trasta” possa avvenire l’auspicata crescita nel percorso che stiamo facendo. Perché credo sia l’unica forma di gratitudine che possiamo concretamente offrirvi e comunque, sia grazie ancora di esserci. Hector

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EDITORIALE Ciao amici delle foglie di Trasta, eccoci qui, finalmente . Questo mese, visto che il 2011 è l’anno del volontariato, abbiamo deciso di dedicare il nuovo numero a questo argomento. Alcuni ragazzi hanno perciò scritto dei pensieri dedicati ai “nostri volontari”, elemento fondamentale per il nostro percorso. Anche un nostro amico, Antonio, ha voluto partecipare alla pubblicazione scrivendo un articolo su una gita che, grazie a lui, alcuni ragazzi hanno potuto fare a Portofino. Pubblichiamo anche due interviste, una alla Nuccia (la nostra sarta) e una al cantante Max Pezzali…..cinque dei nostri sono stati invitati al suo concerto e si sono…stradivertiti!!!! Vi auguriamo una buona lettura, una splendida estate ma soprattutto rivolgiamo un grazie di cuore a tutti i volontari del Centro!!!!!! Laura

Idealizzazione e realizzazione: i ragazzi della Comunità di Trasta Direttori: Mara e Laura Critico e correttore di bozze: Laura Fotografie: Nico Hanno partecipato a questa pubblicazione: Antonio, Hector, Giovanni, Silvana, Roby, Donatella, Nico, Bruno.

impaginato e stampato da

Areadigitale srl Via Brughera IV - Fraz. Piano Rosa - 28010 Boca (NO) - Tel. 0322 845275

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