N.ro 13 - Mese di Aprile 2010
LE FOGLIE DI TRASTA
LE FOGLIE DI TRASTA MENSILE VOCE DELLA COMUNITÀ DI TRASTA CSG
Carpediem
Ho sempre creduto di poter risolvere le cose con uno schiocco di dita, di essere invincibile come Wonder Woman, come molti ragazzi e ragazze pensano, di poter fregare il mondo e di poterlo fare mio senza lo spreco di forze, di avere la verità in tasca e il potere miracoloso che mi avrebbe permesso in ogni singola situazione di riuscire a districarmi abilmente senza il dispendio di troppe energie. Varie disavventure e sbagli clamorosi, mi hanno portato a prendere la “grandiosa” scelta e “saggia” decisione di aggirare spesse volte i problemi. Ho preso il ritmo naturale, nonché costante, di raccontare e raccontarmi delle balle atomiche. Il classico “va tutto bene” quando invece di bene e ok non c’ è proprio una mazza. Il meccanismo del super tossico quindi, è arrivato prima che l’eroina entrasse di sfondamento nella mia vita, dato che le prime droghe ho cominciato ad assumerle già dai primi anni di scuola superiore, intorno ai quattordici/quindici anni. Cominciando la caduta libera, senza paracadute, credo di essermi letteralmente “fumata” gli anni più belli dell’ adolescenza. Non godendomi nulla e attutendo, di continuo, i colpi che mi potevano arrivare. Prendendo un po’ con filosofia il tutto e rianalizzando ciò che mi è accaduto, voglio riacchiappare le redini della mia esistenza. Stringere i denti, insomma, per evitare di perdermi per strada un ulteriore pezzo di vita. Non chiudere il libro ma voltare decisamente pagina. Smettere di piangermi addosso, terminare le tragedie stile Mario Merola, ma incazzarmi in modo costruttivo, se così si può dire e andare avanti, più che posso. Marta
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Buon Compleanno Buon compleanno giornalino, a sentirla questa frase mi ricorda qualcosa di nostalgico, un po’ come buon compleanno Elvis, un po’ come quando si fanno gli auguri a un qualcosa che poi non ci appartiene veramente fino in fondo…. Eppure “Le foglie di Trasta”, il giornalino, rappresenta nel bene e nel male un intenso lavoro, fatto da noi tutti, ragazzi di Trasta, che, per quanto pensiamo e vogliamo fare bene, fatichiamo giornalmente anche per portare avanti semplici cose…… le cominciamo entusiasti, le molliamo con giochi rabbiosi, non le riprendiamo orgogliosi….e ci ritroviamo poi di nuovo a credere in qualcosa e mettiamo da parte orgogli infantili e rabbie perché vogliano esserci, farne parte……. Quando è nata l’idea era, per ognuno di noi, un momento comunque diverso. Mi gratificava che in questa nuova iniziativa potessi prenderne parte con ciò che mi piaceva di più fare e che rappresentava anche una parte importante della mia vita,, contribuivo mettendo le mie foto dei vari viaggi e….ehm….
con qualche articolo…., raramente……, rischiavo di toccare troppo il mio ego ed è sempre più facile criticare un articolo che non una foto!!!!!! E’ stato sicuramente un anno di pubblicazioni dove abbiamo dato ciò che potevamo e come potevamo, anche quando non abbiamo voluto partecipare penso che ne abbiamo fatto parte perché qui in comunità si analizzano tanto e spesso i vari atteggiamenti, quindi anche un no vuol dire fare parte; in poche parole io penso che un’attività come questa sia terapeuticamente molto opportuna e di auto aiuto, come il teatro…… Ho cominciato parlando dell’effetto nostalgico che mi dava la frase buon compleanno giornalino…..questo è dovuto al fatto che oltre a essere un anno dalla prima pubblicazione, e fino a qui non c’è niente di triste, questo mese è anche il mese in cui Ornella, ideatrice del giornalino, ci lascerà per andare in un’altra struttura. Alek
Grazie Ornella ..................E’ la terza volta che provo a mettere in parole ciò che sento ma non riesco a trovarle, tutto mi sembra inadeguato e non sufficientemente giusto per esprimere la gratitudine immensa che ho nei suoi confronti. Ornella mi ha sempre capito e mai giudicato, è stata dura ed è stata tenera, mi è stata vicino e si è allontanata quando ero io a dovermi avvicinare.....mi ha fatto incazzare quando mi ha fischionato in macchina....l’ho fatta incavolare quando ho guidato come un pazzo.....(non
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ho più guidato per due mesi...peggio della commissione patenti!!!!!).....e tante altre cose, la quotidianità, il teatro e la passione nel trasmettere i valori che sono importanti per lei e lo possono essere per noi, i sacrifici, gli sforzi......... Grazie di cuore Ornella, a nome di tutti, il rapporto continua, con il teatro e con l’amicizia...ci mancherai tantissimo! Alek
Fulmine a ciel sereno Tutto incominciò un giorno di fine Ottobre 2008, arrivò Ornella e ci mise sul tavolo dei fogli con delle poesie e dei disegni; ci disse che quelle erano gli strumenti per mettere in piedi un giornalino che raccontasse qualcosa di noi. Subito ci guardammo negli occhi con punto interrogativo, come a dire “ma noi cosa c’entriamo? non siamo mica giornalisti? che ne sappiamo di articoli,interviste e via dicendo?”. Però Ornella ci credeva veramente e noi, allora in accoglienza, iniziammo a credere che davvero avremmo potuto mettere insieme due fogli che testimoniassero la nostra presenza attiva qui in C.T. Devo dire che a me personalmente l’ idea piaceva molto e, coinvolgendo anche i miei compagni di gruppo, cominciammo questa avventura barcollando nel buio totale. Per decidere il nome ci è bastato guardarci intorno.....le tanto odiate foglie secche per terra da raccogliere tutti i giorni non potevano rappresentarci meglio di qualsiasi altra cosa. Così decidiamo il titolo e per fare la copertina abbiamo raccolto qualche bella foglia secca che è poi rimasta il nostro logo. Siamo così partiti in quarta, ognuno con un compito da svolgere. Abbiamo passato pomeriggi intorno al tavolo a mettere giù articoli e interviste e non sono mancati litigi fra me e Luca che riportava interviste con risposte secondo me troppo corte e poco incisive, ma per lui invece esaurienti. Da subito, i personaggi che poi nei mesi successivi hanno mantenuto vivo il giornalino, si sono delineati ognuno nella propria specialità!. Simone per l’ironia tagliente e simpatica, Roberto per i suoi articoli intellettuali, Massimo con i disegni e i suoi voli con la poesia e i racconti e poi tutti gli altri, che col tempo si sono aggiunti e persi per strada.... Oggi, dopo un anno, mi viene da dire ”Grazie giornalino!”, ci hai regalato mesi di indimenticabili preparativi, stesure, ripensamenti, difficoltà di stampa e ansia da pubblicazioni, qualche gran litigio e delle belle risate, ma sopratutto ci hai fatto fare un grande lavoro tutti insieme che è corrisposto con l’ inizio del nostro percorso qui dentro, sei nato con noi e hai viaggiato come un treno sul quale salgono e scendono passeggeri, lasciando tracce del loro passaggio. Buon compleanno giornalino, per noi sei un gratificante lavoro. Alessandro
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Uno, dieci, trentatre Voci.... Era la metà del Gennaio 2009 quando sono entrato qui in Comunità ed una delle attività che più mi colpì e nella quale mi immersi come “tre pesci rossi nella cisterna dell’acqua su all’orto” fu proprio il giornalino di questa Comunità. Capii all’istante che potevo soddisfare molte necessità delle quali il mio ego si nutre: la mia non è semplice voglia di scrivere, il mio spirito anela ed al medesimo tempo soffre d’un piacevole e flebile dolore, mentre mi accingo a scrivere questo articolo. Anche adesso che sono qui davanti allo schermo di questo computer, m’è dolce pensare che dove finiscono le mie dita, debba in qualche modo incominciare una tastiera; è una specie di magia che si compie ogni qualvolta mi siedo dietro una scrivania. Razionalmente so bene di non essere uno scrittore, ma quel che provo – a livello emotivo – è qualcosa di non facile da descrivere a parole; è la proiezione stessa del mio essere che trasforma un semplice foglio bianco, in uno specchio che riflette l’immagine della mia anima la quale tra selve di parole scritte – come se indossassi lenti d’occhiali magici – esse suscitano in me qualcosa di remoto, di imprecisabile. Un senso frammisto di stupore e insieme di apprensione che ha a che fare con la mia verità e la paura di scoprirla. Sono stati davvero molti i modi in cui i miei compagni di viaggio ed io abbiamo realizzato e reso vivo il nostro pensiero: ci siamo improvvisati poeti, umoristi, critici teatrali, artisti, attori, disegnatori e vignettisti. Fondamentalmente è esattamente questo, quello che noi siamo e – mi spingo oltre a dire – che possiamo essere anche molto di più; in questi mesi di pubblicazioni a volte spontanee e per altri versi sofferte ho avuto la possibilità di scoprire e conoscere – a livello caratteriale – alcuni lati reconditi dei ragazzi che con me, si sono occupati di questa iniziativa che è il giornalino di questa nostra Comunità, ma che per me significa in poche parole: passione per la scrittura. E’ stato un anno veramente carico di emozioni, di storie raccontate e viste sotto una luce – per noi – nuova e perché no, a tratti anche esaltante come lo è stata l’avventura al teatro Duse: una di quelle che ti fanno toccare il cielo e le stelle con un dito. Il nostro giornalino ve lo ha raccontato a chiare lettere, portando con sé – nelle vostre case e nei Sert di Genova – una parte della storia di questa Comunità; scritta e vissuta con gioia, entusiasmo e sofferenza da tutti noi ragazzi. Roberto
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Riflessioni dopo quindici mesi di comunità
Troppo spesso, quando si varca quel cancello, nessuno pensa realmente a quello che gli si prospetta e molte volte, dopo un po’ di tempo, ci si accorge che il problema della dipendenza non è solo che la punta di un iceberg di innumerevoli problematiche che una persona può aver avuto nella vita, che poi possono degenerare fino agli estremi, portandoti alla decisione di intraprendere un programma terapeutico. Troppo spesso si entra convinti di avere un solo problema o addirittura di non averne nemmeno uno. Troppo spesso il tempo ci dimostra il contrario. Tutti pensano che, con il programma, si possano risolvere i problemi dovuti dalla sostanza. Non è così semplice. Il programma ti permette di acquisire i mezzi e i meccanismi che ti permetteranno di affrontare la vita fuori in modo diverso, con più umiltà, determinazione, convinzione delle proprie forze e dei rispettivi limiti e di vincere la sostanza. Non ci sono colpe anche se, molte volte, si tende a dare la colpa ai ragazzi, senza considerare il fatto che, anche i genitori non sono immuni da responsabilità, che le dinamiche vissute all’interno della propria famiglia possono, a volte, far crescere dentro i ragazzi la voglia di ribellione o evasione. Io personalmente mi sono accorto che con il passare del tempo i rapporti fra me e la mia famiglia sono da rivedere, rianalizzare, cercando di ricostruire un nuovo rapporto, basato su principi di chiarezza, da ambe due le parti. Per me è fondamentale che un genitore permetta al proprio figlio di maturare, di crescere,
di prendersi delle responsabilità e di ricostruirsi una propria vita. Credo che a volte i genitori pensando di essere un aiuto e un sostegno per il proprio figlio/a non lo rendano in grado di spiccare il volo con le proprie ali. Con il tempo ci si accorge che nascono delle dipendenze psicologiche, da entrambe le parti, atte a destabilizzare, in maniera considerevole, il rapporto tra genitori e figli. Molte persone non considerano che la dipendenza non è legata solo alle sostanze stupefacenti, ma ne esistono altre, socialmente accettate: shopping compulsivo, dipendenza dal sesso, dal cibo, dal gioco d’azzardo, dalle tecnologie come internet (miliardi di ragazzi vi stanno attaccati ore come fossero ipnotizzati o catturati da strani incantesimi) e da farmaci o psicofarmaci. Tutte queste e molte altre sono dipendenze legali, ma non per questo meno deleterie e dannose. Quindi, secondo me, il tossicodipendente, o comunque chi soffre di dipendenze, non è una persona da giudicare o additare, ma una persona da capire e aiutare, come “malato” della società in cui viviamo. N.B. oggi è l’ultima settimana che la mia operatrice Ornella è qui con noi a Trasta. Prendo al volo l’occasione per ringraziarla per tutto quello che mi ha insegnato, per come mi ha aiutato e per come è riuscita a farmi cambiare, in meglio. Grazie di cuore, Ornella. Paolo
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Notizie dall’interno Eccoci di nuovo qui con le ultime notizie dall’interno e con nuovi eventi degni d’essere raccontati. Cominciamo con il reparto cadute: dopo le ripetute cadute in cucina di Roberto, è comparsa una new entry di nome Stefano. Siccome è una persona molto disponibile, ha pensato bene di proporsi per fare la pizza, non tenendo conto del pavimento della cucina. Uscito dal forno con le teglie in mano, si è lanciato in un volteggio degno di un acrobata circense, finendo col deretano per terra. Facendo un volo non troppo alto, vista la sua poca statura. La nuova prima fase: il buon Nicu, che sembra un folletto uscito dal bosco della Transilvania, è stato uno dei pochi che, appena passato in prima fase, si è visto arrivare tra capo e collo tre spinte nello stesso giorno. Presa la prima spinta, tentava invano di sedersi, ma veniva automaticamente risucchiato dalla prossima senza avere alcuno scampo. Stremato, dopo un quarto d’ora, è riuscito ad avvinghiarsi alla sedia riuscendo a rimpicciolirsi di qualche cm della sua altezza. Il pane: dopo la meteora Ale, si è presentato il nuovo panettiere, Roberto. IL passaggio di consegne è stato il più lungo della storia di Trasta. Infatti, per una settimana, il pane, invece che uscire alle nove, usciva dalla C.t. alle 10,30 (quando andava bene). Roby ha cambiato allora socio, facendo scendere alle cinque il sempre disponibile Stefano. Le cose andavano meglio, ma il primo impasto era sempre difficoltoso da portare a termine. Per riuscire a capire come si doveva fare il pane è dovuto intervenire il saggio Beppe, che in dieci minuti è riuscito a far lievitare il pane. La cosa che più andava via velocemente, invece che il pane, era la farina che in una settimana era scesa di livello in modo spropositato. Tutto questo per la gioia di Luca op, che ogni volta che entrava in dispensa e notava la carenza dei sacchi di farina, avrà pensato che qualcuno l’avesse usata come borotalco. Passiamo a Marta: l’unica utente che, entrata da venti giorni, in accoglienza è riuscita a fare un foglio colpe voluto dall’ufficio. Insomma, nel giro di pochi giorni è riuscita a fare più danni che la grandine. Aggiungiamo che la signorina ha un ulteriore dote: quella di fissare un punto qualsiasi nel vuoto, dando l’impressione di “viaggiare”, ma in realtà riuscendo a captare con i suoi radar tutto ciò che accade nel raggio di molti metri. Capitolo Ale (il principe di Trasta). Questo esemplare di umanoide, appena ha sentito l’odore delle uscite ha cominciato a cambiare pelle come le lucertole. Gira per la C.t., vantandosi del suo nuovo ruolo di responsabile, non pensando e dimenticandosi che è uno dei pochi che è riuscito a fare 11 mesi prima di arrivare al traguardo della seconda fase. Il mutamento del personaggio lo si può notare nei suoi variopinti e mutevoli atteggiamenti, che lo portano a fare cose che per lui, noto “culo a piombino” non sono naturali. Quindi, a volte, nonostante il suo camuffo, ha dei movimenti goffi e adir poco incerti. Il piano accoglienza: un personaggio inquietante si aggira per il piano accoglienza. Il suo soprannome è Platinette, altrimenti detto, più confidenzialmente, Brunilde. La sua apparizione mattutina nei bagni del piano è a dir poco sconvolgente per chi lo vede. Con fare disinvolto la creatura si aggira con una pettinatura che metterebbe paura anche ad un morto. Dopo essersi guardato allo specchio, Bruno Brunilde, spaventandosi per la chioma, corre in camera a mettersi i bigodini, per presentarsi alla colazione con una chioma alla Napo Orso Capo (per chi è giovane: una pettinatura alla Tony Manero de noi altri). I...Litigi di Paolo e Roby:Il primo di quarant’anni e il secondo di ventidue si battibeccano continuamente come nel famoso telefilm i Jefferson (Paolo nelle vesti di George per la sua isteria e Roby nei panni di Mildred, avendo in comune il naso alla Kuntakinte). Le urla e le grida provenienti dal piano C.t. si sentono a qualsiasi ora della notte, della mattina e della sera. Non osiamo immaginare questa coppia ben assortita quando si ritira nella stanza... Come ultimo ma non meno importante, possiamo raccontarvi de..Il nuovo responsabile della cucina: Angiolino Sterminato, ben sicuro del suo ruolo e attento ad ogni minimo movimento di persona che si aggiri in cucina, cazzia chiunque tenti di varcare il suo territorio. L’unica cosa che lo può tranquillizzare, come una banana per una scimmia, è ascoltare per sei ore dii fila Lady Gaga. A questo punto l’omino cade in trance, quello è l’unico momento in cui qualcuno può oltrepassare la tremenda soglia. Ringraziamo tutti gli esemplari che hanno contribuito ad accrescere ilarità in questo contesto, dove chi vi abita ha molti momenti su cui riflettere. Roby & Marta
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Lettera aperta Dopo dieci mesi trascorsi in una Comunità in Piemonte ho deciso, a causa di incomprensioni, di trasferirmi qui a Trasta a terminare il mio percorso. Ho ventotto anni,sono di Genova e sono tossicodipendente; ho cominciato con droghe sintetiche e a venti anni sono passato all’eroina e, a causa di quest’ultima, sono poi entrato in Comunità. I primi mesi non riuscivo a capire cosa ci facessi, avevo la presunzione di poter risolvere il mio problema da solo, ma grazie ai ragazzi ed agli operatori ho capito che, da solo, non sarei arrivato lontano. Dopo alcuni mesi della mia permanenza in Piemonte, mi sono accorto che stavo passando la mia vita indossando una maschera che mi permettesse di ottenere quel che volevo, ma ben presto mi sono reso conto che questo sistema di vivere non mi si confaceva. In seguito sono successe situazioni che mi hanno fatto pensare di aver bisogno di un ulteriore lavoro su me stesso e, dopo aver parlato con dei ragazzi che conoscevano il CE.I.S., ho deciso di chiedere il trasferimento ed eccomi qui da ormai un mese. Le cose vanno bene ed ho avuto una buona accoglienza; le due Comunità hanno sia cose in comune sia cose differenti. Prima di tutto, la mia vecchia Comunità era di tipo lavorativo, mentre qui al CE.I.S. Il programma è prevalentemente terapeutico. Un’altra differenza sta nel fatto che i gruppi che si fanno qui, si dividono in: gruppi emotivi come il “dinamico” e gruppi cosiddetti “qui e ora” dove puoi parlare di te stesso e del momento che stai vivendo in Comunità. Adesso voglio farmi conoscere per quello che veramente sono, mettermi in gioco nell’ambito di questo programma e scoprire qualli effettivamente saranno le mie reazioni e.... io speriamo che me la cavo! Dario
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Chiamo e richiamo ……
Chiamo e richiamo …… Chiamo e richiamo …… Chiamo e richiamo ……
ve ne arrivi ? Da Da dovene nearrivi arrivi?? inamico !!!dove Dal dinamico !!!!!! ? Dal dinamico Da dove ne arrivi Dal dinamico !!!
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Pausa di riflessione
Pausa di riflessione Pausa di riflessione Pausa di riflessione
Papà cos’è ? è un fischione Papà è un un fischione fischione Papà cos’è cos’è ? ? è
Papà cos’è ? è un fischione
EDITORIALE Finalmente, dopo una pausa “forzata” di qualche mese, ecco qui il nuovo numero del giornalino “Le foglie di Trasta”… E che numero!!!! Il tema di questo mese è il compleanno del giornalino, visto che è un anno esatto che vi raccontiamo di noi, attraverso queste pagine. In questo numero, quindi, alcuni ragazzi hanno voluto ricordare gli inizi di questa splendida avventura, altri hanno guardato dentro sé stessi e cercato le parole più adatte per descrivere ciò che hanno visto, troveremo poi la lettera aperta di un ragazzo entrato da poco in comunità e, infine, ritroveremo le notizie dall’interno, riportate con la solita ironia! I direttori del giornalino sono cambiati, ma non sono mutati né lo spirito, né il grosso impegno nel portare avanti questa esperienza così importante, gratificante e piena di significato che ci ha visti protagonisti durante tutto lo scorso anno! Auguri giornalino!!!!!
Laura
Nazim Hikemt Il più bello dei mari è quello che non navigammo. Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto. I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti. E quello che vorrei dirti di più bello non te l’ho ancora detto.
Redazione del giornalino Direttori: Mara – Laura Coordinatore: Alessandro Vignettista: Angelo Correttrice di bozze: Marta Fotografie di: Alessandro Hanno partecipato a questa edizione: Roberto Roberto Alek Dario Paolo impaginato e stampato da
Areadigitale srl
Via Donizetti, 50/a - 28021 Borgomanero (No) - Tel. 0322 845275
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