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Quando mettemmo le ali

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TAMI SHEM-TOV (Israele, 1969) è un'autrice pluripremiata per bambini e ragazzi. Scrive soprattutto romanzi storici, biografie e storie basate su eventi reali. Vive a Tel-Aviv con le due figlie. I suoi libri hanno vinto numerosi riconoscimenti internazionali e sono stati tradotti in sei lingue.

Chiusi gli occhi fingendo di dormire. Sentii che si chinava

N

su di me e probabilmente mossi gli occhi sotto le palpebre,

ell’orfanotrofio di Janusz Korczak, pediatra, educatore e scrittore, in via Krochmalna 92, tutti possono coltivare i propri sogni. Rosie vuol diventare un avvocato per riscattare le donne povere; Itcho, che adora Charlie Chaplin, aspira a fondare un teatro comico; Hannah vuole invece fare la bibliotecaria, perché ama i libri e soprattutto leggere le storie ad alta voce. Anche Janek ne ha uno, diventare come Janusz Kusociński, il mezzofondista che sfreccia sulle piste olimpiche, leggenda del popolo polacco. Sogno che gli è stato spezzato, assieme alle gambe, quando è stato sorpreso a rubare. Korczak lo accoglie nella sua comunità fondata sull’amicizia, la solidarietà e la giustizia, gli infonde fiducia, apre in lui scenari inimmaginabili. Sullo sfondo della Varsavia del 1935, il mondo è sull’orlo del baratro e il nazismo sempre più minaccioso, con il suo insensato carico di odio e intolleranza. Una storia vera, delicata e struggente. Il ricordo di un uomo illuminato, un eroe del secolo scorso che tutti dovrebbero conoscere.

perché si accorse che ero sveglio. «Janek, fatichi a prendere sonno?» sussurrò. Aprii gli occhi, mi tirai su e sorrisi, come se mi avessero colto a mentire. Si sedette sul ciglio del mio letto. Non sapevo cosa dire, perciò chiesi: «Passa da tutti, uno per uno, per vedere chi dorme e chi no?» Ridacchiò a voce bassa per non disturbare gli altri. Forse le mie domande sono proprio stupide, pensai, fanno ridere tutti, prima Yossek e adesso il dottore. «Sono un pediatra» mi spiegò. «Anche questo è un modo per controllare come state. Passo tra i letti per sentire come respirate. Un respiro sibilante, roco o intasato da catarro rivela lo stato delle vie respiratorie, del naso e dei polmoni». Ebbi l’impressione di sentire non solo il mio respiro, ma tutti gli inspiri ed espiri nella stanza.

Della mia velocità ero fiero, dei furti no. Più di tutto odiavo essere chiamato “ladro figlio di un ladro”. Però questo ero, un ladro figlio di un ladro.

In copertina © Glasshouse Images / Alamy Stock Photo Foto dell’autrice: Ido Peretz Art director: Francesca Leoneschi Graphic designer: Pietro Piscitelli / theWorldof DOT

€ 16,50

traduzione di Raffaella Scardi


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Quando mettemmo le ali by Carlo Gallucci editore Srl - Issuu