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Perché le diete

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SHAHROO IZADI

PERCHÉ LE

DIETE CI FANNO INGRASSARE IL LIBRO CHE L’INDUSTRIA DELLE DIETE NON VUOLE FARTI LEGGERE TRADUZIONE DI

ELENA CANTONI


“La tua presunta impotenza di fronte al cibo è un’illusione creata da un sistema che trae profitto dalle tue difficoltà. Questo metodo ti restituirà ciò che ti apparteneva fin dall’inizio: la capacità di contare su di te in fatto di cibo, di mangiare in un modo che soddisfa davvero le tue esigenze, e di dimostrare che non sei tu il problema, né lo sei mai stato”


FAST filosofia, antropologia, scienza, tecnica


Shahroo Izadi

Perché le diete ci fanno ingrassare Il libro che l’industria delle diete non vuole farti leggere

traduzione dall’inglese di Elena Cantoni


Per Ferri


Introduzione

Fammi indovinare: in realtà sai già che le diete sono una fregatura. Per questo stai leggendo questo libro. Dopo anni passati a cercare di dimagrire, il tuo rapporto con il cibo è ancora disastroso. Quand’è stata l’ultima volta che hai mangiato qualcosa senza tanti rovelli? Senza l’angoscia che fosse uno “sgarro” capace di annullare tutti i tuoi sforzi? L’ultima volta in cui hai avvertito davvero lo stimolo della fame invece di diffidare sempre dei segnali del tuo corpo? È evidente che questa dinamica rivela qualcosa di più profondo: l’esasperante paradosso che più la insegui, e più la magrezza sembra sfuggirti. A questo punto il tuo curriculum in fatto di diete lascerebbe di stucco anche il più accreditato guru del dimagrimento. Dieta a punti? Fatta. Chetogenica? Idem. Digiuno intermittente? Pure. Atkins? Certo. Quei frullati sostitutivi dei pasti che sanno sempre di gesso? Anche quelli, purtroppo. Le hai proprio tentate tutte. Ormai potresti facilmente tenerlo tu un corso master sui macronutrienti. Ma ecco l’aspetto più sconcertante: a ogni nuovo tentativo, rispettare la dieta è sempre più difficile. La parentesi in cui rie­ sci a stare in riga si accorcia. Le abbuffate compensative diven7


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tano più sfrenate. Digiunare per sempre sembra un’alternativa più fattibile che mangiare in modo flessibile – un concetto ormai per te pressoché privo di significato. In alternativa, potresti rassegnarti per sempre a quei tre frullati insapori al giorno: di certo sarebbe molto più semplice che pianificare tre pasti bilanciati. E quei momenti magici in cui hai sentito tutto sommato di stare bene nel tuo corpo? Sono sempre durati un battito di ciglia, perché conservare il peso ideale è diventata un’impresa impossibile. Ebbene, io sono qui per dirti che non sei l’unica persona al mondo incapace di mangiare in modo “normale”. Non è questione di essere stupidi o indemoniati. La verità è che ti stai sforzando di vincere a un gioco truccato, pensato apposta per sconfiggerti, e più ti ostini, più ti convinci che potresti farcela, se solo ci mettessi più impegno, se solo volessi davvero essere in forma. Ecco dunque qualcosa che nessuno vuole ammettere: non soltanto la cultura delle diete non aiuta a dimagrire e a restare magri in modo definitivo. Danneggia anche attivamente il nostro rapporto con il cibo, il nostro corpo e il nostro senso di potere personale, rendendo la gestione del peso progressivamente più difficile. In questo sei in ottima compagnia. Come te e milioni di altri, anch’io avevo subìto lo stesso lavaggio del cervello, condizionata a credere che senza una dieta da seguire avrei finito per “sabotarmi” da sola, precipitando nel disordine alimentare più assoluto e ritrovandomi più grassa che mai. Senza neanche rendermene conto, avevo tramutato quella convinzione in una profezia autoavverante, al punto che era diventato più facile saltare i pasti che “mangiare un po’ di tutto, 8


Introduzione

con moderazione” (quanto detesto quella massima, e immagino anche tu). Il fatto è che ciò che stiamo sperimentando non accade per caso. Viviamo in tempi senza precedenti. Siamo bombardati di più prodotti dietetici, regole e raccomandazioni contraddittorie su una sana alimentazione di qualsiasi altra generazione nella storia. I social ci propinano una fiumana costante di foto “prima e dopo la cura”, storie di trasformazioni e ideali estetici irraggiungibili. Ogni espositore al supermercato, ogni menù al ristorante, ogni cena con gli amici sono diventati un campo minato di scelte gravate da un enorme fardello morale. In aggiunta, abbiamo accesso a un assortimento assolutamente inedito di tecniche e sistemi di dimagrimento: digiuno intermittente, dieta vegetariana, carnivora, basata sul calcolo dei macronutrienti, intuitiva, con ricorso ai farmaci o agli interventi chirurgici. Eppure il tasso di obesità non fa che aumentare. Più soluzioni diventano disponibili e più le persone si sentono impotenti, confuse e “malate” davanti al cibo.

Cosa intendo dimostrarti Nella prima parte di questo libro, descriverò nel dettaglio i tuoi comportamenti attuali – tutti quelli che ti fanno sentire in colpa in questo preciso momento – spiegandoti esattamente che cosa accade alla tua mente e al tuo corpo quando ti metti a dieta, e perché il risultato è di farti sentire impotente. Scommetto che non hai mai cambiato regime alimentare se non per perdere peso. Magari a un certo punto hai deciso di provare una dieta vegana o di eliminare il glutine per motivi di 9


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salute, ma comunque nella speranza di veder anche scendere l’ago della bilancia. Presumo che adesso mangiare in modo “sensato” ti sembri un traguardo impossibile, e che capisca bene perché per un alcolista sia più facile astenersi del tutto che limitarsi a un solo bicchiere; quasi vorresti che fosse possibile anche con il cibo. Magari oscilli di continuo tra due estremi. Quando stai a regime, sei impeccabile. Quando cedi, il crollo è su tutta la linea. Non riesci proprio a trovare quella via di mezzo che chissà come agli altri viene perfettamente spontanea. Magari hai notato che certi cibi, in particolare quelli confezionati, hanno una presa su di te che non sembrano esercitare sugli altri. Per te non è mai un solo biscotto o un paio di patatine. È sempre tutto o niente, e di solito è il “tutto” ad avere la meglio. Magari sei il tipo di persona che è riuscita in grandi imprese nella vita. Sai gestire progetti complessi, prendere decisioni difficili e risolvere problemi che lasciano interdetta la maggior parte delle persone. Ma mangiare in modo “normale” no, questo non ti riesce proprio. Io ti mostrerò la verità: la cultura delle diete ci ha addestrati a diffidare dei nostri istinti, a ignorare i segnali del nostro corpo e a considerare le reazioni naturali e necessarie dell’organismo alla restrizione alimentare come un fiasco personale. Ogni dieta rinforza il messaggio che la nostra fame fisiologica, le nostre preferenze alimentari e le esigenze del nostro corpo sono sbagliate e vanno tenute sotto controllo. Non hai sviluppato quindi questi automatismi perché sei debole o disfunzionale. Li hai sviluppati a causa di un sistema che trae profitto dai comportamenti che sollecita e al tempo stesso ti convince che la colpa di quei comportamenti è soltanto tua. 10


Introduzione

L’acceleratore invisibile Poi c’è la componente occulta che eleva il problema all’ennesima potenza, infondendoti qualcosa di assolutamente ingestibile: il senso di vergogna. Ogni volta che “fallisci” con una dieta, non c’è solo la delusione di non aver perso peso. Ti vergogni. E la sensazione è così intollerabile che il tuo cervello si affanna subito in cerca di sollievo. Il sollievo procurato dal cibo. Così mangi di più, con il risultato di provare più vergogna e di mangiare ancora di più. Quello che hai in mano non è un semplice biscotto. È un modo per placare il dolore di sentirti una persona incapace di resistere ai biscotti. L’aspetto più crudele della trappola? L’industria delle diete si arricchisce grazie alla tua sofferenza. Ha bisogno del tuo senso di vergogna e di impotenza per renderti dipendente dalle sue soluzioni. Se ti fidassi davvero delle tue convinzioni in fatto di cibo, smetteresti di comprare prodotti dietetici, di iscriverti a programmi di dimagrimento e di dar retta al flusso incessante di raccomandazioni contraddittorie che tengono a galla l’industria. Ma quel senso di vergogna non è un tuo difetto. Come dimostrerò nella seconda parte del libro, è il risultato prevedibile dell’essersi sentiti ripetere innumerevoli volte che i bisogni umani più elementari sono mancanze morali. Ti senti in colpa se hai fame. Ti senti debole se hai voglia di cibi saporiti. Ti senti con un corpo difettoso se reagisce alla restrizione alimentare acuendo il bisogno di mangiare. Più il ciclo si prolunga e più ti trascuri, ti punisci e rinneghi gli impulsi più basilari, perché hai normalizzato il fatto di tra11


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scurarti, punirti e rinnegare gli impulsi. Diventi il tuo giudice più severo, il tuo detrattore più spietato. Interiorizzi la voce che dice che le tue difficoltà sono colpa tua, che la tua fame è sbagliata, che il tuo corpo è un nemico, creando di conseguenza precisamente lo stato emotivo che ti spinge a cercare consolazione nel cibo. La vergogna non frena le abbuffate: le provoca.

Possibili motivi di vulnerabilità accentuata Ci sono anche persone per le quali seguire gli approcci dietetici convenzionali è davvero più difficile. Se hai un disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività (ADHD), per esempio, il tuo cervello ha un bisogno continuo di ricompensa immediata e di novità, mentre un regime alimentare sostenibile richiede la capacità di rimandare la gratificazione e di attenersi alla routine. Le diete estreme fanno leva su questa vulnerabilità offrendoti la scarica di euforia della restrizione e la rivolta dell’abbuffata, che attivano il tuo centro di ricompensa con maggiore intensità rispetto a un cervello diverso. In modo analogo, se hai un’indole perfezionista, il tuo cervello interpreta la minima deviazione dalle regole come un fiasco totale, mentre un cambiamento comportamentale di lunga durata richiede la capacità di accettare i progressi imperfetti. La cultura delle diete consolida la mentalità da tutto o niente, e al tempo stesso crea le condizioni che rendono impossibile accedere alla perfezione. Se hai interiorizzato l’idea che il tuo valore di persona è legato al tuo aspetto fisico, ogni scelta alimentare ti apparirà più un’emergenza morale che una semplice decisione. Se hai spe12


Introduzione

rimentato traumi, stress o un’infanzia difficile, è possibile che il cibo sia diventato la tua unica fonte di conforto e controllo. Ma il problema non è la tua incapacità di seguire semplici istruzioni. È che ti stai sforzando di seguire istruzioni che non sono pensate per il modo specifico in cui funziona il tuo cervello, o quello di chiunque. Per questo ho dedicato un intero capitolo ai lettori neurodivergenti o che hanno subìto un trauma e conoscono meglio di altri il senso di fallimento e di vergogna e la mentalità da tutto o niente in fatto di cibo. Non si tratta di sfruttare le vulnerabilità per accampare scuse, ma di capirle, così da individuare approcci capaci di operare in armonia, invece che in conflitto, con il cervello di ognuno di noi.

Con cosa non sprecherò il tuo tempo Sai già che per un dimagrimento sostenibile le sole diete non funzionano. Lo sai perché ci hai provato. Parecchie volte. Hai perso peso e poi l’hai recuperato, ritrovandoti puntualmente con più chili di prima. Hai anche il sospetto che i farmaci di dimagrimento, sebbene siano strumenti efficaci, non risolvano gli automatismi psicologici alla base dei tuoi comportamenti alimentari. Molte persone che li assumono continuano a sentirsi ansiose e fuori controllo rispetto al cibo. L’unica differenza è che provano un senso di fame attenuato. Perciò non potranno mai smettere di assumerli, perché Dio solo sa cosa accadrebbe dopo. Non ti incoraggerò a seguire una dieta mascherata da “cambiamento di stile di vita”. Non ti dirò di ricorrere alla mindfulness, di ascoltare l’intuito. Per le persone il cui rapporto con il 13


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cibo è stato danneggiato in modo sistematico, questi approcci producono più stress, non meno. Non fingerò che la body positivity, cioè l’avere “un’immagine positiva del proprio corpo”, possa funzionare quando pesi molto più di quanto vorresti a causa di autopunizioni, trascuratezza e circostanze in cui hai avuto poco o nessun controllo su ciò che è accaduto al tuo corpo. E nemmeno che “libertà alimentare” e “improvvisazione” siano approcci sensati per chi tende di suo agli estremi. Se, come per me, ti è impossibile limitarti a “uno solo” di qualsiasi cosa, spazzare via ogni traccia di struttura non crea equilibrio: scatena il caos. Per quelli come noi, niente è mai abbastanza, e i piani di moderazione non soltanto sono controproducenti: ci annoiano a morte. Né verrò a predicarti lo slogan che “le restrizioni sono malsane” perché so che lo sai già, ma so anche che per le persone come noi la restrizione è l’unico modo di mettere un freno almeno parziale a un istantaneo aumento di peso e di zittire la costante angoscia generata dal cibo.

Cosa farò invece Nella parte finale di questo libro, ti rivelerò un processo in grado di insegnarti, un passo alla volta, a riappropriarti del tuo potere in fatto di alimentazione. Sarà una soluzione a lungo termine che ti affrancherà una volta per tutte dalla ruota del criceto delle diete che ti hanno sempre tradito. Si tratta di una struttura in grado di revocare i condizionamenti che ti hanno fatto credere di non aver alcun potere o non sapere nulla in fatto di cibo. È un approccio basato sui meto14


Introduzione

di impiegati nel campo medico della disintossicazione, metodi che riconoscono il fatto che un cambiamento duraturo può avvenire solo attraverso l’apprendimento e l’acquisizione di competenze. Nel lavoro di cura delle dipendenze non si pretende la perfezione fin dal primo giorno. Si mettono in conto le battute di arresto, si fornisce sostegno nei momenti difficili, e si considerano le ricadute come informazione, non come un fallimento. Nel trattamento delle dipendenze si sa che il cambiamento avviene una scelta alla volta, e che il senso di vergogna è nemico del cambiamento. È un approccio che combatte la vergogna, perché sa che è lei a creare le condizioni ideali per l’insorgere di comportamenti compulsivi. Dunque è l’opposto esatto della cultura delle diete, che invece usa la vergogna come suo primario strumento motivazionale. Se l’esperienza personale ti ha dimostrato che non sei capace di limitarti a un’unica fetta di pane, a un solo quadretto di cioccolato, o di andare in vacanza senza abbandonarti agli eccessi, nessuno ha il diritto di venirti a dire il contrario. Perciò non pretenderò di convincerti da subito che sei perfettamente in grado di perdere peso senza più riprenderlo. Non mi aspetto che tu creda di avere la capacità di controllarti nelle tue scelte, o che per te sia possibile mangiare in modo sano o sereno. Non mi serve che tu creda di poter raggiungere un traguardo che hai verificato innumerevoli volte essere fuori dalla tua portata. Ma a una cosa devi credere: alla possibilità di acquisire padronanza. È l’unica convinzione davvero essenziale: la certezza che utilizzando gli strumenti forniti da questo libro, le scelte giuste per te diventeranno davvero più facili. Questa volta, il piano non sarà fornirti informazioni sulle scelte fisicamente “sane”. Quelle le conosci già. Ciò che farò, 15


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invece, sarà insegnarti a lasciarti alle spalle comportamenti che sai essere malsani per la tua mente. Sai bene quanto me che sei capace di perdere chili. Il problema è riuscire a non riprenderli. Quindi ciò che ti serve è uno stato mentale in grado di favorire comportamenti calmi, maturi e saggi di fronte a una scelta alimentare – o a qualsiasi altra. Non hai bisogno di qualcuno che ti dica cosa mangiare. Ciò che devi imparare è smettere di delegare il tuo potere a un’industria delle diete che ti ha truffato in modo clamoroso, persuadendoti che hai bisogno del suo aiuto per risolvere il problema, quando in realtà il problema è stata lei stessa a crearlo. Seguendomi in questo viaggio, spezzerai le catene di quel condizionamento, e al tempo stesso otterrai il dimagrimento che ti spetta. Ti renderai conto che la tua presunta impotenza di fronte al cibo è un’illusione creata da un sistema che trae profitto dalle tue difficoltà. Questo metodo ti restituirà ciò che ti apparteneva fin dall’inizio: la capacità di contare su di te in fatto di cibo, di mangiare in un modo che soddisfa davvero le tue esigenze, e di dimostrare che non sei tu il problema, né lo sei mai stato. Considera questo libro come un buon amico che si è già liberato di quegli schemi mentali errati, un amico ben consapevole della tua convinzione che per te sia impossibile. E che ciononostante ti resterà accanto e ti guiderà, perché conosce il percorso. Fidati del potere di questo amico di ricondurti a ciò che sei, e non dubitare mai più del tuo.

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Stampato e fabbricato per conto di Carlo Gallucci editore srl presso Grafica Veneta spa (Trebaseleghe, PD) nel mese di settembre 2026


SHAHROO IZADI è specia­ lizzata in te­ra­­pia compor­ta­men­ta­ le. Svolge attività di consu­lenza e forma­zio­ne, oltre a collaborare con il servizio sanita­ rio britannico e con l’“Amy’s Place”, una struttura di recupero e assistenza per le don­ ne gestita dalla Amy Winehouse Foundation. Il suo approccio gentile al cambiamento delle abitudini e al benessere generale ha attirato l’attenzione di bbc, “Forbes”, “The Times”, “The Guardian” e altri media, che la inter­ pellano regolarmente come esperta. È anche autrice di best seller internazionali sul dima­ grimento e la liberazione dalle dipendenze.

Copertina: Studio Stirato Art direction: Sebastiano Barcaroli Illustrazione: © Shutterstock.com Foto dell’autrice: © Dana Ingabire


Dimagrire! Avere un fisico asciutto! Il grande imperativo dei tempi moderni è diventato ancora più pressante e frustrante nell’epoca dei social. E tu hai provato ogni dieta e ogni metodo, fatto scorta di pasti sostitutivi e seguito guru, eppure il tuo rapporto con il cibo è rimasto caotico, dominato da un avvilente senso di colpa e di fallimento. La specialista di terapia comportamentale Shahroo Izadi ci spiega perché la “cultura delle diete” mette a rischio la salute mentale, oltre che fisica, di milioni di persone e come contrastare gli effetti negativi che ha proprio su di noi. Il suo metodo “dolce” insegna a mettere ordine nella visione di noi stessi e a trattare la questione dell’alimentazione in modo equilibrato, con piena fiducia nelle nostre capacità. Niente più formule restrittive, né linee-guida impossibili da seguire, ma finalmente un dimagrimento sano e alla nostra portata. Da un’esperta in dipendenze, consulente della Amy Wine­ house Foundation, la soluzione definitiva per guarire dalla schiavitù delle diete. “Considera questo libro come un buon amico che si è già liberato di quegli schemi mentali errati e ti resterà accanto, perché conosce il percorso. Fidati del potere di questo amico di ricondurti a ciò che sei”


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