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UAO

Universale d’Avventure e d’Osservazioni

Charlotte Habersack

Non aprire questo pacco. Azzanna! disegni di Fréderic Bertrand traduzione dal tedesco di Maria Alessandra Petrelli

Della stessa serie: Non aprire questo pacco. Morde! Non aprire questo pacco. Sbava!

ISBN 978-88-3624-720-2

Prima edizione italiana luglio 2022

ristampa 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0

anno 2026 2025 2024 2023 2022

© 2022 Carlo Gallucci editore srl - Roma

Titolo dell’edizione originale tedesca: Bitte nicht öffnen. Durstig! © 2018 Carlsen Verlag GmbH - Amburgo, Germania

Gallucci e il logo sono marchi registrati

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galluccieditore.com

Tutti i diritti riservati. Senza il consenso scritto dell’editore nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma e da qualsiasi mezzo, elettronico o meccanico, né fotocopiata, registrata o trattata da sistemi di memorizzazione e recupero delle informazioni.

disegni di Fréderic Bertrand traduzione di

Maria Alessandra Petrelli
Barbaville Foresta di
Barbaville
Laghetto di Barbaville
Rocca
Evia!

Due giorni prima dell’inizio…

Shari aveva ricevuto un sacco di bei regali per il compleanno.

Un cerchio da hula-hoop lampeggiante, la sua prima valigia e ovviamente libri di ogni genere. Il regalo più figo, però, era la scatola con la bambola-vampiro.

Era stato l’unico giocattolo che si era portata in viaggio. In treno aveva giocato per tutto il tempo con Vampiranja. Si poteva truccare e pettinare e aveva un gatto nero come animale da compagnia.

Anche i capelli erano neri con ciocche lilla. Aveva occhi da gatta verdi e ovviamente due canini appuntiti per succhiare il sangue. Intorno al collo portava un fazzoletto fermato da una spilla a forma di piranha. Nella

sua valigia, a forma di bara, c’erano i vestiti, un paio di stivaletti di vernice nera, una mini spazzola e la trousse dei trucchi.

Shari stava per mettere l’ombretto alla bambola quando il treno entrò in una galleria e lei si ritrovò al buio.

«Ehi, perché non si accende la luce?»

«Che cosa succede?» esclamarono confusi i passeggeri, mentre il treno sfrecciava fuori dal tunnel.

Shari sussultò.

In una mano teneva la trousse e nell’altra il pennellino. Ma sul sedile non c’era più niente da truccare. La sua bambola-vampiro era scomparsa!

Vampiranja era chiusa in una cassetta di legno. Una lacrima nera le gocciolò sul pet-

to, poi il coperchio si richiuse sopra di lei.

Qualcuno avvolse la cassetta in un foglio di carta da pacchi e con un pennarello cigolante ci scarabocchiò sopra uno strambo indirizzo:

PER NESSUNO! CONSEGNARE ALLA CASA DIDIETRO. DOVE CRESCE IL PEPE

Capitolo 1

Nemo è ragionevole

Nemo chiuse il lucchetto della bicicletta. Aveva perso un quarto d’ora per fare la deviazione all’ufficio postale. Doveva spicciarsi, se voleva raccontare ad Ada e Fred quello che gli era capitato, prima che suonasse la campanella. Di solito lui e Fred andavano a scuola insieme in bicicletta, ma ieri l’amico si era fermato a dormire dal padre. Nemo tolse lo zaino dal portapacchi e si guardò intorno nel cortile della scuola. Che fine avevano fatto i suoi amici?

C’erano tantissimi bambini in giro. Si riversavano vociando dentro la scuola, il cui ingresso era sorvegliato da due donne. A destra c’era la professoressa Carneval, la loro insegnante. A sinistra la dottoressa

Asparagus, la preside. Entrambe distribuivano rose, per celebrare il centocinquantesimo anniversario della scuola. I preparativi per la grande festa che si sarebbe svolta quella sera erano in pieno svolgimento…

Nemo vide la professoressa Carneval consegnare un fiore a una ragazza castana che portava un paio di infradito rosa, pantaloncini dello stesso colore, una maglietta a righe bianche e blu e un basco alla francese.

Ada! Il cuore di Nemo si mise a battere più forte. In confronto a lei si sentiva proprio malvestito, con la sua maglietta sbiadita e le sue Converse tutte scarabocchiate.

Il berretto di Ada doveva essere un souvenir che i genitori le avevano portato dalla Bretagna. I signori Mandel erano gli attori protagonisti della serie

Amore senza confini, trasmessa da anni con grande successo su Cavolo TV. Tutte le volte che andavano all’estero per le riprese portavano alla figlia un capo di vestiario tipico.

In quel momento Ada si voltò.

Nemo girò subito la testa, per non darle l’impressione di fissarla. Si spostò lateralmente di qualche

passo mettendosi all’ombra del podio che era già stato allestito per la festa di quella sera.

«Ma dimmi un po’, che succede tra te e Ada?» gli chiese Fred, spuntato accanto a lui come per magia. Nemo lo guardò spaventato. L’amico aveva il naso e la fronte lucidi di crema solare. Sui capelli rossi portava un berretto con il para-nuca, per schermare dal sole il collo pieno di lentiggini.

«Niente!» mentì Nemo cercando di fare una faccia innocente.

«E dai, non sono mica nato ieri! È evidente»

«Uff! Non sono mica nato ieri…» sbuffò Nemo.

«Smettila di parlare sempre come tua nonna!»

Fred non si scompose. «Pensi che non me ne sia accorto? Di come la guardi quando è girata dall’altra parte? E di come ti giri dall’altra parte quando lei ti guarda?»

All’improvviso Nemo percepì chiaramente ogni bulbo pilifero che aveva sul corpo. E pensare che era convinto di essersi comportato con la massima naturalezza. Invece adesso saltava fuori che la sua naturalezza era assolutamente innaturale.

«Ammettilo, su!» insistette Fred. «Ce l’hai con lei».

Nemo lo guardò stupito. «Eh? Ma no!»

«E dai, vuota il sacco!» Fred non ne voleva sapere di lasciarlo in pace.

«Cosa dovrebbe vuotare?» chiese una voce alle loro spalle.

Entrambi si voltarono allarmati. Fissarono Ada come se di fronte a loro fosse comparso Rudolf, la renna di babbo Natale con il naso rosso.

«Ecco…» Nemo si guardò la punta delle scarpe con aria impacciata. Poi si sbrigò ad alzare la testa, per non confermare quello che aveva detto Fred, ovvero che si girava sempre dall’altra parte tutte le volte che Ada lo guardava.

«Dimmi un po’» Ada abbassò la voce e avvicinò la testa. «Ti è arrivato un altro pacco?»

«Sì!» esclamò Nemo. Stava per dimenticarselo!

Era esattamente quello che voleva raccontare agli amici: quel mattino aveva trovato l’ennesimo pacchetto davanti alla porta di casa!

«Cooosa?» Fred lo guardò allibito. «E perché non lo hai detto subito?»

«Beh, perché tu…»

«Dov’è?» si intromise Ada.

«All’ufficio postale. Questa volta l’ho restituito».

«Sono fiero di te!» Fred si complimentò e gli diede una pacca sulle spalle.

«Senza interpellarci?» protestò Ada.

Nemo le lanciò un’occhiata di scuse. Era incavolato anche lui per questo! La vita a Barbaville era di una noia mostruosa. E lui aveva rinunciato volontariamente a un’altra avventura. Ma era stata la decisione più saggia.

«Per colpa di Icy e Slimy ho finito per trascurare la scuola» spiegò con un’alzata di spalle. «Non ho proprio tempo per un terzo mostro. Oggi c’è la festa e lunedì il compito in classe di matematica. Nel fine settimana devo assolutamente studiare».

Fred confermò con un cenno della testa. «Se prende un’altra insufficienza, per lui è finita».

Ada aggrottò la fronte «Che cosa significa? Che sarai bocciato?»

Nemo annuì. «Sinceramente la vedo parecchio buia».

Aveva appena pronunciato queste parole, che si fece buio per davvero. L’oscurità calò da un momento all’altro, come se qualcuno avesse spento la luce. Gli uccelli smisero di cinguettare. Anche studenti e insegnanti ammutolirono. Rimasero tutti immobili

in cortile, come se avessero messo radici, e si guardarono intorno.

Ada osservò sconcertata la rosa che teneva in mano. I petali si stavano richiudendo lentamente.

Il silenzio avvolse il cortile. Un silenzio spettrale.

Nemo alzò la testa e guardò il cielo che da terso e azzurro era diventato di un grigio sporco.

Nel giro di un minuto fu buio pesto.

«Non ho proprio tempo per un mostro. Oggi c’è la festa e lunedì il compito in classe di matematica. Nel fine settimana devo assolutamente studiare!»

maÈarrivatol’ennesimopacchetto, questavoltaNemononcede all’ufficioallatentazioneeloriportasubito

perQualcunaltrodeveaverapertoilpacco,e Nemo,AdaeFredcomincialacaccia alnuovomostrochesiaggiraincittà!

postale.Solocheall’improvviso le tenebre calano su Barbaville!

Consigliato dai9 ai99anni

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