Asa e Aline hanno quattordici anni e frequentano il primo anno dello stesso Liceo classico. Le loro strade si intrecciano lungo i corridoi della scuola, tra contrattempi, equivoci e incomprensioni, ma sembrano destinate a non convergere mai. Lui è simpatico e sfrontato e non ha avuto alcun problema a fare nuove amicizie; lei, invece, è chiusa, ombrosa, e sta attraversando un periodo difficile, dopo aver scoperto e deciso di custodire con sofferenza il segreto di suo padre. Anche Aline però ha un segreto. Chiusa nella cabina armadio, riesce a sentire frammenti dei discorsi tra la madre, psicoanalista, e i suoi pazienti. Lì dentro abbandona la propria quotidianità, lasciandosi trasportare e attraversare da parole che a stento riesce a distinguere, fino a entrare, non vista, in altre vite. Una voce, in particolare, comincia a insinuarsi nelle sue fantasticherie…
Il tempo sembra dilatarsi, sto provando una sensazione che vorrei non provare, perché Aline è l’ultima persona che ho voglia di baciare. Eppure in questo preciso istante non desidero altro.
Copertina: © PEPE nymi Art Director: Stefano Rossetti Graphic Design: Eleonora Tallarico / PEPE nymi
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STEFANIA GATTI
Stefania Gatti nata a Stoke-on-Trent, nel Regno Unito. Da bambina sognava un futuro da scrittrice e ha subito cominciato a creare storie. Ora vive a Roma dove lavora come insegnante e dove ha finalmente realizzato il suo desiderio di scrivere romanzi e racconti. Nel 2016 ha pubblicato Il mistero di Vera C., C., vinciVapore. tore del premio letterario Il Battello a Vapore
STEFANIA GATTI
è COmE
ALINE Ho passato i primi minuti a chiedermi cosa ci facessi lì; i minuti successivi a cercare Luca, che all’improvviso era sparito, quelli ancora dopo a togliermi il cappotto, sperando che nessuno avesse notato che ce l’avevo ancora addosso, perché stare a una festa col cappotto è peggio che farsi venire a prendere all’uscita da un genitore. ASA Quando mi sono voltato verso di lei, stava ridendo, con Luca e Viola. Le si è formata quella fossetta sulla guancia. Indossava un maglione a righe orizzontali. Non l’avevo mai vista così bella. Mi ha mozzato il fiato, sul serio, e non sono riuscito ad affrontare il suo sguardo, nemmeno quello dei suoi amici o dei miei. Perché tutti si sarebbero accorti di quello che mi passava per la testa, di come mi batteva il cuore sotto la felpa. Oddio, frignone e pure sentimentale.