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La via dorata

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LA VIA DORATA

Lucy Maud Montgomery
traduzione di Angela Ricci

«Dunque, l’idea è questa: un giornale tutto nostro. Lo scriveremo noi e ci metteremo dentro tutto quello che facciamo. Ci divertiremo un mondo, non credete?»

«Secondo me è una splendida idea. Non vedo per quale motivo il nostro giornale dovrebbe essere peggiore di quello cittadino! Zio Roger dice che il Daily Enterprise ormai è andato in malora, che le uniche notizie che pubblica riguardano le vecchiette che si mettono uno scialle in testa e attraversano la strada per andare a bere il tè con altre vecchiette. Penso proprio che riusciremo a fare meglio di così»

«Dobbiamo conservare le copie, perché quando diventeremo famosi acquisteranno valore»

«Chissà se qualcuno di noi diventerà davvero famoso»

«La Ragazza delle Storie di sicuro».

Young Adult

Della stessa autrice, in queste edizioni:

Serie Anna dai capelli rossi

Anna dai capelli rossi

Anna di Avonlea

Anna dell’isola

Anna di Windy Poplars

La casa dei sogni di Anna

Anna di Ingleside

La Valle dell’Arcobaleno

Rilla di Ingleside

Racconti dall’isola (voll. 1 e 2)

Cronache di Avonlea

Nuove cronache di Avonlea

Lucy Maud Montgomery

La via dorata

traduzione dall’inglese di Angela Ricci

ISBN 979-12-221-1076-9

Prima edizione aprile 2026

ristampa 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0

anno 2030 2029 2028 2027 2026

© 2026 Carlo Gallucci editore srl - Roma

Titolo originale: The Golden Road

Gallucci e il logo sono marchi registrati

Se non riesci a procurarti un nostro titolo in libreria, ordinalo su: galluccieditore.com

Serie Emily di New Moon

Emily di New Moon

Emily cresce

Il sentiero di Emily

Serie Pat di Silver Bush

Pat di Silver Bush

La casa di Pat

Serie La Ragazza delle Storie

La Ragazza delle Storie

Il marchio FSC ® garantisce che la carta di questo volume contiene cellulosa proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.

L’FSC® (Forest Stewardship Council®) è una Organizzazione non governativa internazionale, indipendente e senza scopo di lucro, che include tra i suoi membri gruppi ambientalisti e sociali, comunità indigene, proprietari forestali, industrie che lavorano e commerciano il legno, scienziati e tecnici che operano insieme per migliorare la gestione delle foreste in tutto il mondo. Per maggiori informazioni vai su www.fsc.org e www.fsc-italia.it

Tutti i diritti riservati. Senza il consenso scritto dell’editore nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma e da qualsiasi mezzo, elettronico o meccanico, né fotocopiata, registrata o trattata da sistemi di memorizzazione e recupero delle informazioni.

Lucy Maud Montgomery La via dorata

ROMANZO 2

traduzione dall’inglese di Angela Ricci

In ricordo di zia Mary Lawson, dalla quale ho ascoltato molti dei racconti narrati dalla Ragazza delle Storie.

Premessa

C’è stato un tempo in cui tutti noi abbiamo camminato sulla via dorata. Una strada ampia e bella che attraversava la Terra della Gioia Perduta; ombra e sole vi si intrecciavano a meraviglia, ogni svolta e ogni dosso rivelavano ai cuori affamati e agli occhi ancora puri un nuovo incanto e una nuova bellezza.

Lungo quella strada abbiamo ascoltato il canto delle stelle del mattino, ci siamo abbeverati di profumi leggiadri e dolci come la nebbia di maggio, siamo stati ricolmi di delicate fantasie e di speranze iridate, i nostri cuori hanno cercato e trovato il tesoro dei sogni; gli anni ci attendevano più avanti ed erano luminosi oltre ogni dire, la vita era una compagna dalle labbra rosate, con fiori purpurei stillanti dalle dita.

Da molto ormai abbiamo lasciato la via dorata, ma il suo ricordo è ciò che abbiamo di più caro tra i nostri tesori eterni, e chi sa celebrarlo come tale potrà forse trarre piacere dalle pagine di questo libro, i cui personaggi sono pellegrini sulla via dorata della giovinezza.

Un nuovo inizio

«Ho pensato a qualcosa di divertente per l’inverno» dissi mentre eravamo radunati a semicerchio intorno al magnifico fuoco acceso nel caminetto della cucina di zio Alec.

Era stata una giornata di selvaggio vento novembrino e si stava concludendo con un tramonto umido e inquietante. Fuori, il vento ululava contro le finestre e intorno alle grondaie, mentre la pioggia tamburellava sul tetto.

Il vecchio salice accanto al cancello si contorceva nella tempesta e il frutteto ospitava una bizzarra musica, nata dalle lacrime e dalle paure che infestavano le aule della notte. Ma noi non ci curavamo della tristezza e della solitudine del mondo di fuori, le tenevamo a bada grazie alla luce del fuoco e alle risate che affioravano dalle nostre giovani labbra.

Avevamo appena concluso una splendida partita di mosca cieca. O meglio, era stata splendida all’inizio, ma poi il divertimento era scemato quando avevamo scoperto che Peter, con perfida premeditazione, si faceva prendere apposta per poter avere il piacere di acchiappare Felicity, cosa che riusciva sempre a fare, per quanto ci affannassimo a stringergli la benda sugli occhi. Chi è stato così sciocco da dire che l’amore è cieco? Ci vede benissimo anche sotto cinque strati di sciarpe!

«Comincio a essere stanca» disse Cecily con il respiro un po’ affannoso e le guance pallide su cui affioravano macchie rosso scarlatto. «Sediamoci e facciamoci raccontare qualcosa dalla Ragazza delle Storie».

Tutti presero posto, ma in quel momento la Ragazza delle Storie mi lanciò un’occhiata eloquente, per segnalarmi che era il momento buono per presentare l’idea che io e lei avevamo elaborato insieme in segreto negli ultimi giorni. In realtà l’idea era venuta alla Ragazza delle Storie, non a me, ma lei aveva insistito affinché la proponessi come se fosse tutta farina del mio sacco.

«Se non facciamo così, Felicity non accetterà mai. Ultimamente si oppone a tutto quello che dico io, lo sai benissimo anche tu, Bev. Se dice di no, Peter le andrà subito dietro – quel cretino! – e se non ci stiamo tutti quanti non sarà divertente»

«Allora, che c’è?» chiese Felicity, allontanando leggermente la sedia da quella di Peter.

«Dunque, l’idea è questa: creiamo un giornale tutto nostro. Lo scriveremo noi e ci metteremo dentro tutto quello che facciamo. Ci divertiremo un mondo, non credete?»

Rimasero tutti tra il perplesso e lo sbalordito, tranne la Ragazza delle Storie. Lei sapeva bene cosa doveva fare, e lo fece.

«Che idea stupida!» esclamò scostando con un gesto sprezzante una ciocca dei lunghi capelli castani. «Come se noi fossimo davvero in grado di creare un giornale!»

Felicity si inalberò all’istante, proprio come avevamo sperato.

«Io penso che sia una splendida idea» disse entusiasta. «Non vedo proprio per quale motivo il nostro giornale dovrebbe essere peggiore di quello cittadino! Zio Roger dice che il Daily Enterprise ormai è andato in malora, che le uniche notizie che pubblica riguardano le vecchiette che si mettono uno scialle in testa e attraversano

la strada per andare a bere il tè con altre vecchiette. Penso proprio che riusciremo a fare meglio di così. Cara Sara Stanley, non devi credere che nessuno tranne te possa farlo»

«Io penso che ci divertiremo tantissimo» disse Peter con convinzione. «Quando era alla Queen’s Academy, mia zia Jane dava una mano nella redazione di un giornale e ha detto che era molto interessante e che l’ha aiutata un sacco».

Per nascondere il suo compiacimento, la Ragazza delle Storie fu costretta ad abbassare lo sguardo e aggrottare la fronte.

«Bev vorrà di sicuro fare il direttore» disse «e non vedo proprio come potrebbe, visto che non ha esperienza. In ogni caso dobbiamo aspettarci di avere parecchio da fare»

«Certa gente si spaventa di fronte a un po’ di fatica» ribatté Felicity.

«Io penso che sia una cosa carina» disse timidamente Cecily. «E tanto nessuno di noi ha esperienza di come si dirige un giornale, non più di Bev quantomeno, quindi non importa»

«E sarà un giornale stampato?» chiese Dan.

«Oh no» risposi io. «Non abbiamo modo di stamparlo. Lo scriveremo e basta, possiamo comprare dei fogli protocollo dal nostro insegnante a scuola»

«Se non viene stampato non assomiglierà granché a un giornale» disse Dan sprezzante.

«Tanto quello che pensi tu non conta» fece Felicity.

«Grazie mille» rispose lui.

«Be’» si affrettò a dire la Ragazza delle Storie, per non dare modo a Dan di prendere posizione contro il nostro progetto «se tutti voi volete farlo, parteciperò anche io. Ora che ci penso, potrebbe essere molto divertente. Dobbiamo conservare le copie, perché quando diventeremo famosi acquisteranno valore»

Un nuovo inizio

La via dorata

«Chissà se qualcuno di noi diventerà davvero famoso» disse Felix.

«La Ragazza delle Storie di sicuro» dissi io.

«Non vedo come» ribatté Felicity in tono scettico. «Insomma, in fondo è solo una come noi».

«In ogni caso è deciso: faremo un giornale» ripresi di colpo. «Adesso dobbiamo scegliere il nome, è una cosa importantissima»

«Ogni quanto uscirà?» chiese Felix.

«Una volta al mese»

«Io pensavo che i giornali uscissero tutti i giorni, o almeno tutte le settimane» disse Dan.

«Uno alla settimana è impossibile» spiegai «ci vuole troppo lavoro»

«Be’, questa in effetti è una buona obiezione» ammise Dan. «Meno si riesce a lavorare, meglio è, se volete la mia opinione. No, Felicity, non c’è bisogno di aprire bocca. So perfettamente cosa vuoi dire, risparmia il fiato per soffiare sulla minestra. Tra l’altro sono d’accordo con te: se ho qualcos’altro da fare, preferisco sempre non lavorare»

«Ricorda, è sempre una fatica maggiore / non aver lavoro da fare» lo rimproverò Cecily, citando i versi di una poesia.

«Io non ci credo» replicò Dan. «Sono come quell’irlandese che ha detto che chi aveva cominciato il lavoro avrebbe fatto meglio a rimanere e finirlo»

«Comunque, abbiamo deciso che il direttore sarà Bev, giusto?» chiese Felix.

«Certo che sì» rispose Felicity per tutti.

«Allora passiamo al nome» proseguì Feliz. «Io propongo Rivista mensile dei King»

«Bel nome» disse Peter, avvicinando un po’ la sedia a quella di Felicity.

«Però» disse timidamente Cecily «lascia fuori Peter, la Ragazza delle Storie e Sara Ray, è come se non ne facessero parte. Non credo sia giusto»

«Allora proponilo tu il nome, Cecily» suggerii io.

«Oh!» Cecily lanciò un’occhiata di disapprovazione alla Ragazza delle Storie e a Felicity, ma di fronte allo sguardo sprezzante di quest’ultima alzò la testa e disse con insolita vivacità: «Sarebbe carino chiamarlo La nostra rivista, così ci sentiremo tutti di farne parte»

«La nostra rivista sia, allora» dissi. «Quanto al farne parte, potete scommettere che sarà così. Se io sono il direttore, voi sarete tutti caporedattori, responsabili di una sezione»

«Oh, ma io non sono capace» obiettò Cecily.

«Devi» risposi inesorabile. «L’Inghilterra si aspetta che ognuno faccia il suo dovere, è questo il nostro motto, solo che invece di “Inghilterra” diciamo “Isola del Principe Edoardo”. Niente scuse. Dunque, quali sezioni avremo? Dobbiamo assomigliare il più possibile a un giornale vero»

«Be’, dovremmo avere una sezione Etichetta e buone maniere» disse Felicity. «Family Guide ce l’ha»

«Certo, ce l’avremo» risposi «la dirigerà Dan»

«Dan!» esclamò Felicity, che sperava con tutto il cuore di ricevere lei l’incarico.

«Sono perfettamente capace di dirigere una rubrica di buone maniere, tanto quanto quegli idioti di Family Guide» disse Dan in tono sprezzante. «Però c’è bisogno che qualcuno ponga delle domande. Se non ce ne sono, cosa faccio?»

«Inventale» rispose la Ragazza delle Storie. «Zio Roger dice che quelli di Family Guide fanno così. Secondo lui è impossibile che al mondo ci siano così tanti incapaci che hanno bisogno di quella rubrica»

Un
Stampato e fabbricato per conto di Carlo Gallucci editore srl
presso Grafica Veneta spa (Trebaseleghe, PD) nel mese di marzo 2026

Lucy Maud Montgomery nacque a New London, in Canada, nel 1874 e morì a Toronto nel 1942. Nella sua vita pubblicò numerosi libri per ragazzi, raggiungendo l’apice della popolarità nel 1908 con Anna dai capelli rossi, primo di una serie di otto romanzi, tutti pubblicati da Gallucci con nuove traduzioni di grande successo. Stampate in decine di lingue, queste storie hanno continuato ad avere seguito no a oggi, grazie anche alla celebre serie animata giapponese che la tv italiana ha trasmesso a partire dal 1980 e alla ction distribuita da Net ix in tutto il mondo. La produzione letteraria di Lucy Montgomery, che va ben oltre Anna dai capelli rossi, è oggetto negli ultimi anni di una meritata riscoperta. Alle saghe di Emily di New Moon e di Pat di Silver Bush, tradotte e pubblicate per intero da Gallucci, si è di recente aggiunta questa della Ragazza delle Storie, a cui l’autrice era particolarmente affezionata.

I ragazzi e le ragazze di casa King crescono e tanti cambiamenti cominciano a profilarsi all’orizzonte. Il meraviglioso periodo dell’infanzia si avvia al termine, i primi dolori dell’età adulta si fanno sentire, e le domande sul futuro diventano sempre più reali e importanti. Ma c’è ancora spazio per un’ultima stagione di giochi e spensieratezza, in cui stringere amicizie eterne e fare tesoro di ricordi capaci di allietare i momenti bui che arriveranno. Così, anche se le strade dovessero separarsi e in qualche caso proseguire lontano, la fattoria dei King e il vecchio frutteto rimarranno per sempre posti amati in cui tornare.

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“Non esiste legame più duraturo di quello che nasce dalle reciproche confidenze nel magico momento in cui la giovinezza emerge dal guscio dell’infanzia e comincia a domandarsi cosa l’aspetti oltre le colline avvolte nella nebbia”.

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