romanzo
Progetto grafico: Cristina Giubaldo / studio pym Le fotografie di Leone Èfrati sono gentilmente concesse dalla famiglia Èfrati. Per l’immagine di Auschwitz/Birkenau: © Cory Reeves / Shutterstock.com
Opera pubblicata con il patrocinio della Fondazione Museo della Shoah.
la piuma del ghetto
Leone Èfrati è stato un campione del pugilato italiano. Un peso piuma di grande cuore e temperamento. Nel 1938 sfiora il titolo mondiale negli Stati Uniti, mentre in patria viene cancellato dagli annuari sportivi fascisti e dai giornali. Rimosso perché ebreo. Restare in America sarebbe la scelta più sicura, ma dopo la promulgazione delle leggi razziali decide di tornare a Roma per essere vicino alla moglie Ester e alla famiglia. Ed è in Italia che viene tradito e consegnato ai nazisti. Lo deportano ad Auschwitz e poi a Ebensee/Mauthausen, dove una squadra di kapò e di SS lo massacra di botte per aver difeso il fratello. Nel 1947 sarà un bambino a rendergli per primo giustizia. Romoletto, dieci anni, il figlio di Leone.
Antonello Capurso
Antonello Capurso (Roma, 1955) è giornalista, scrittore e autore teatrale. Alla vicenda di Leone Èfrati, ricostruita in anni di ricerche documentarie e interviste, ha dedicato come autore e regista anche uno spettacolo teatrale, prodotto dalla Fondazione Museo della Shoah.
romanzo
Antonello Capurso
Leone Èfrati, dalla gloria al campo di sterminio
Restare negli Stati Uniti. Lontano da tutto, dalle leggi razziali, dal fascismo che diventava sempre più aggressivo, al sicuro da Hitler che chiedeva la fine del popolo ebraico in cambio della pace. Lontano. Ma Ester e Romoletto? Svanita la tensione dell’incontro con Rodak, una malinconia liquida e struggente aveva ripreso a scorrere nelle vene di Lelletto. Quando il sole tramontava sui grandi laghi, dietro i grattacieli, la mente di Lelletto era prigioniera. Molto più in là dei mari e delle terre, dei continenti e degli oceani, pensava a Ester. Ester, che ancora rappresentava, per lui, la vita.