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La pedina

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MARIO PACIFICI

“Quando siamo colpiti da una sciagura, sembra che la vita non abbia più senso. Ma ognuno di noi ha un destino da compiere…”

La pedina

MARIO PACIFICI si è avvicinato alla scrittura nel 2008, vincendo il concorso indetto dal Festival della Letteratura Ebraica con un racconto sulle leggi razziali. Nel 2012 ha pubblicato Una cosa da niente e altri racconti e nel 2015 Daniel il Matto. La pedina è il suo primo romanzo.

M A R I O PAC I F I C I

R

oma, 1827. Alla porta di casa Pontecorvo, nel cuore del ghetto ebraico, bussa un commissario pontificio. Su ordine del Sant’Uffizio, il piccolo David, battezzato di nascosto, viene strappato alla famiglia. Il suo rapimento, però, non è solo questione religiosa: dietro di esso si celano giochi di potere e intrighi politici che minano i delicati equilibri del Vaticano e che culminano in un omicidio eccellente, all’interno di un palazzo cardinalizio. La pedina è uno straordinario affresco della città papalina, scossa dai primi sussulti risorgimentali e popolata da cardinali e delinquenti, suore e prostitute, rabbini e avventurieri, le cui vicende si intrecciano a doppio filo con la Storia.

La

pedina

Il romanzo liberamente ispirato al caso Mortara al centro del film Rapito di Marco Bellocchio

Art Director: Stefano Rossetti Graphic Designer: Riccardo Gola / PEPE nymi

Ora David non era più spaventato. Prima o poi, si diceva, suo padre e sua sorella sarebbero arrivati, per liberarlo e riportarlo a casa. Quel che non capiva era perché il frate ci tenesse tanto a farlo pregare come un cattolico. Credeva davvero di convincerlo con un paniere di biscotti e una ciotola di latte? Odiava quel frate e tutti i suoi compari che erano venuti a rapirlo. Non voleva essere suo amico. Voleva solo tornare a casa. Fissò negli occhi padre Guglielmo, che lo scrutava con uno sguardo interrogativo. «Sono ebreo» disse rabbioso «e non voglio pregare come te…» Si alzò di scatto e con una gran manata gettò in terra la scodella del latte e il paniere dei biscotti. Poi si buttò in lacrime sul letto e, nascondendo la testa sotto il cuscino, chiese al Signore Dio di fare arrivare presto Giuditta a liberarlo.


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La pedina by Carlo Gallucci editore Srl - Issuu