Tra mistero e sarcasmo, Nicola Brunialti ci presenta la persona a cui non vorremmo mai affidarci e ci lascia in sua compagnia nell’ultimo luogo in cui vorremmo ritrovarci. I sogni d’oro sono finiti per sempre. «Devo assolutamente scappare dalla casa. Adesso!» «E cosa te lo impedisce?» «Ci sono delle presenze… Qualcosa che mi trattiene contro la mia volontà»
In copertina: © Magdalena Russocka / Arcangel Art director: Francesca Leoneschi Graphic designer: Pietro Piscitelli / theWorldof DOT
¤ 17,00
Nicola Brunialti Killergarten romanzo macabro
Nicola Brunialti Killergarten
NICOLA BRUNIALTI ha lavorato come pubblicitario per anni, firmando celebri campagne, tra cui quelle di Lavazza, Tim e Alitalia. È stato autore di Chi ha incastrato Peter Pan? e di altri programmi televisivi. Ha scritto le canzoni Dormono tutti per Renato Zero, Abbi cura di me e Quando sarai piccola, con Simone Cristicchi, entrambe presentate a Sanremo. Dal 2010 si dedica a tempo pieno alla scrittura di romanzi e di serie tv d’animazione per ragazzi. Con Gallucci ha pubblicato anche Sophie. Se ci sei, batti un colpo! e Parental fuori control.
Michael è un inaffidabile donnaiolo e uno scommettitore patologico, pieno di debiti fino al collo. Non certo il tipo che ti aspetti quando pensi a un famoso scrittore di storie per bambini. Eppure, i proventi dei romanzi ispirati ai giocattoli della sua infanzia hanno sovvenzionato per anni il suo discutibile stile di vita. Fino a oggi. I tempi sono cambiati, le vendite crollate, l’editore lo ha piantato in asso e lui deve restituire ancora una discreta sommetta all’implacabile strozzino che ha alle calcagna. Per trarsi d’impaccio, Michael decide di nascondersi nella villa di famiglia abbandonata, su un’isola al centro di un lago, e scrivere una storia horror per ragazzi che spera faccia la sua fortuna. Niente di più appropriato, dal momento che la dimora in cui si appresta a recludersi è nota in zona come la “casa maledetta” dalla tragica morte della sua sorellina. Sin dall’arrivo, infatti, Michael si accorge con una certa apprensione di strane coincidenze, oggetti fuori posto, eventi inspiegabili. Solo suggestione? Forse, o forse no.
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“Un rumore improvviso lo fece trasalire. Qualcosa si era mosso nel bosco, alla sua destra. E si mosse ancora. Michael si voltò di scatto, avanzando verso il rumore. Ma inciampò e cadde a terra fra l’erba fradicia. Al buio, si alzò e cercò a tastoni intorno a lui la dinamo che gli era sfuggita di mano. La cosa si mosse di nuovo. Proprio vicino ai suoi piedi. Poteva sentirla ansimare. Un respiro profondo e regolare. Come il respiro di una bestia infernale. Il cuore si mise a battergli forte nel petto. Cercando di calmarsi, pensò che probabilmente era solo un animale. Doveva ritrovare la torcia e accertarsi che fosse tutto a posto. Prese ad agitare le mani nell’erba intorno e, infine, la trovò a pochi centimetri dalla sua gamba destra. Subito ricominciò a girare con forza la manovella che azionava la dinamo, e la luce illuminò una strana figura, ferma davanti ai suoi piedi. La creatura lo guardava, immobile”.
Tra mistero e sarcasmo, Nicola Brunialti ci presenta la persona a cui non vorremmo mai affidarci e ci lascia in sua compagnia nell’ultimo luogo in cui vorremmo ritrovarci. I sogni d’oro sono finiti per sempre. «Devo assolutamente scappare dalla casa. Adesso!» «E cosa te lo impedisce?» «Ci sono delle presenze… Qualcosa che mi trattiene contro la mia volontà»
In copertina: © Magdalena Russocka / Arcangel Art director: Francesca Leoneschi Graphic designer: Pietro Piscitelli / theWorldof DOT
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Nicola Brunialti Killergarten romanzo macabro
Nicola Brunialti Killergarten
NICOLA BRUNIALTI ha lavorato come pubblicitario per anni, firmando celebri campagne, tra cui quelle di Lavazza, Tim e Alitalia. È stato autore di Chi ha incastrato Peter Pan? e di altri programmi televisivi. Ha scritto le canzoni Dormono tutti per Renato Zero, Abbi cura di me e Quando sarai piccola, con Simone Cristicchi, entrambe presentate a Sanremo. Dal 2010 si dedica a tempo pieno alla scrittura di romanzi e di serie tv d’animazione per ragazzi. Con Gallucci ha pubblicato anche Sophie. Se ci sei, batti un colpo! e Parental fuori control.
Michael è un inaffidabile donnaiolo e uno scommettitore patologico, pieno di debiti fino al collo. Non certo il tipo che ti aspetti quando pensi a un famoso scrittore di storie per bambini. Eppure, i proventi dei romanzi ispirati ai giocattoli della sua infanzia hanno sovvenzionato per anni il suo discutibile stile di vita. Fino a oggi. I tempi sono cambiati, le vendite crollate, l’editore lo ha piantato in asso e lui deve restituire ancora una discreta sommetta all’implacabile strozzino che ha alle calcagna. Per trarsi d’impaccio, Michael decide di nascondersi nella villa di famiglia abbandonata, su un’isola al centro di un lago, e scrivere una storia horror per ragazzi che spera faccia la sua fortuna. Niente di più appropriato, dal momento che la dimora in cui si appresta a recludersi è nota in zona come la “casa maledetta” dalla tragica morte della sua sorellina. Sin dall’arrivo, infatti, Michael si accorge con una certa apprensione di strane coincidenze, oggetti fuori posto, eventi inspiegabili. Solo suggestione? Forse, o forse no.
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“Un rumore improvviso lo fece trasalire. Qualcosa si era mosso nel bosco, alla sua destra. E si mosse ancora. Michael si voltò di scatto, avanzando verso il rumore. Ma inciampò e cadde a terra fra l’erba fradicia. Al buio, si alzò e cercò a tastoni intorno a lui la dinamo che gli era sfuggita di mano. La cosa si mosse di nuovo. Proprio vicino ai suoi piedi. Poteva sentirla ansimare. Un respiro profondo e regolare. Come il respiro di una bestia infernale. Il cuore si mise a battergli forte nel petto. Cercando di calmarsi, pensò che probabilmente era solo un animale. Doveva ritrovare la torcia e accertarsi che fosse tutto a posto. Prese ad agitare le mani nell’erba intorno e, infine, la trovò a pochi centimetri dalla sua gamba destra. Subito ricominciò a girare con forza la manovella che azionava la dinamo, e la luce illuminò una strana figura, ferma davanti ai suoi piedi. La creatura lo guardava, immobile”.
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Nicola Brunialti Killergarten ISBN 979-12-221-1393-7 Prima edizione settembre 2026 ristampa 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0 anno 2030 2029 2028 2027 2026 © 2026 Gallucci editore srl - Roma
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Pubblicato in accordo con Walkabout Literary Agency Gallucci e il logo
sono marchi registrati
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Nessuna parte di questo libro è stata realizzata con l’intelligenza artificiale (AI) Il marchio FSC® garantisce che questo volume è realizzato con carta proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile e da altre fonti controllate, secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. L’FSC® (Forest Stewardship Council®) è una Organizzazione non governativa internazionale, indipendente e senza scopo di lucro, che include tra i suoi membri gruppi ambientalisti e sociali, proprietari forestali, industrie che lavorano e commerciano il legno, scienziati e tecnici che operano insieme per migliorare la gestione delle foreste in tutto il mondo. Per maggiori informazioni vai su https://ic.fsc.org/en e https://it.fsc.org/it-it Tutti i diritti riservati. Senza il consenso scritto dell’editore nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma e da qualsiasi mezzo, elettronico o meccanico, né fotocopiata, registrata o trattata da sistemi di memorizzazione e recupero delle informazioni.
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Nicola Brunialti
Killergarten romanzo macabro
Questo libro è dedicato a chi ha capito che non tutti i mostri si possono sconfiggere. E, allora, l’unica salvezza è guardarli dritti negli occhi. E ridergli in faccia.
Prologo
“Idioti. Idioti tutti quanti”. Questo pensò il vecchio Murray mentre, con una pietra, sfondava il vetro della finestra, al pian terreno della casa. Per aprire l’imposta era bastato infilare un fil di ferro e sollevare il gancio che la chiudeva: un gioco da ragazzi. “Idioti” ripeté entrando dentro e facendo ben attenzione a non ferirsi con i vetri sparsi qua e là. Una villa come quella, piena di tanto ben di Dio. E nessuno che fosse ancora venuto a prendersi qualche ricordino. “Idioti e pusillanimi. Ancora a credere alla vecchia storia della casa maledetta… Ma si può essere più imbecilli? La casa maledetta… Nemmeno fossimo in un film degli Anni Ottanta”. Solo quel vecchio ubriacone di Buddy poteva ancora credere a una stupidaggine del genere. Gliel’aveva pure detto di andare con lui, che non correvano alcun rischio, aveva già fatto un sopralluogo accurato: non c’era l’allarme. E anche ci fosse stato, nessuno l’avrebbe sentito: non c’era un’abitazione più solitaria al mondo di quella sull’isola. Ma Buddy se n’era uscito 7
con la storia della maledizione e aveva cominciato a strillare come una cornacchia. Che quasi si faceva sentire da tutti, giù al pub in paese. E allora, addio furto e addio bottino. E addio anche a qualche giorno lontano dalla strada e dal solito vinaccio in cartone. Con la torcia del telefono accesa, Murray avanzò nel salone e prese a guardarsi intorno, in cerca di qualcosa da portare via e rivendere. Certo, vista così, qualche brivido la casa lo metteva, doveva essere sincero: i divani e le sedie erano tutti coperti da teli bianchi; uno spesso strato di polvere ricopriva ogni oggetto, come ci fosse stata una tempesta di sabbia; e ragnatele, fitte, pendevano dal soffitto ovunque. A peggiorare il tutto, ogni tre secondi, un rumore, che arrivava chissà da dove, lo faceva trasalire. “Queste vecchie costruzioni cigolanti si lamentano più di mia moglie, che Dio l’abbia in gloria” pensò Murray. Poi si fece forza e cominciò a sbirciare sulle mensole, rovistò nei cassetti e negli armadi. E, con più fretta di prima, si mise a riempire la vecchia sacca sportiva che aveva portato con sé: cornici d’argento, vasi di porcellana e anticaglie varie, tutto finì in fondo alla borsa. Terminato di ripulire il piano di sotto, Murray passò a quello di sopra. La prima porta che aprì dava su quella che doveva essere stata la stanza dei bambini, questo almeno dicevano i lettini, la carta da parati colorata e i vecchi giocattoli sparsi qua e là. La gente di città andava pazza per merce simile: c’era da fare un mucchio di soldi anche là dentro. Idioti pure loro! 8
Fremente di gioia, Murray agguantò due o tre videogiochi portatili, una manciata di macchinine, due bambole e dei pattini con le rotelle in fila. E ficcò tutto dentro, insieme al resto. Se ne stava là, chino sul suo bottino, quando, all’improvviso, un rumore lontano lo fece sobbalzare. Sembrava venisse dal piano di sotto. Eccone un altro: rumore di oggetti spostati, roba che cadeva a terra. Che qualcuno lo avesse seguito? Forse alla fine Buddy aveva deciso di venire a dare un’occhiata anche lui. Ma certo, si convinse in fretta, quel vecchio idiota aveva capito che occasione stava per perdersi! Con circospezione Murray si fermò sulla porta della stanza e illuminò i gradini della scala, ricoperti di moquette chiara. Un lieve ansimare, come un respiro affannoso, giunse dal basso. «Buddy, sei tu?» sussurrò, puntando la luce verso il piano di sotto. Nessuna risposta. Solo il respiro che cresceva. E che si avvicinava. «Buddy, accidenti a te! Vuoi rispondere o no?» Ancora nessuna risposta. Solo il respiro che, adesso, si era fatto davvero vicinissimo. Murray cominciò a tremare: di certo non era il suo amico quello che stava salendo. Aveva passato i settanta, pensò, ma poteva ancora difendersi. In un attimo il suo vecchio corpo si predispose alla sfida: il cuore cominciò a pompare sangue all’impazzata, lo stomaco gli si svuotò e i muscoli si tesero all’inverosimile. 9
Murray si guardò in giro per individuare qualcosa con cui difendersi, finché la luce non inquadrò un set da scrivania in pelle bordeaux. Senza pensarci un secondo agguantò il tagliacarte, piuttosto lungo, e si preparò a sferrare il colpo. «Fatti avanti, brutto stronzo!» gridò. «Fatti avanti!» All’improvviso, dal buio emerse il profilo di una bambina, che avrà avuto non più di quattro anni. O almeno così gli sembrò. «Accidenti a te, piccola!» esclamò il vecchio, abbassando le braccia. «Quasi mi facevi venire un infarto!» La bambina non rispose e continuò ad avanzare verso di lui. «Che ci fai qui a quest’ora? Non hai una casa dove andare?» Ancora nessuna risposta. «Sono sicuro che i tuoi genitori saranno in pensiero…» Murray la inquadrò meglio con la torcia per capire bene chi aveva davanti. Fu in quell’esatto istante che qualcosa lo colpì al petto. Per istinto, il vecchio lanciò un urlo fortissimo, fregandosene che qualcuno potesse sentirlo: un dolore lancinante gli penetrò nel cervello e lo immobilizzò. E un rivolo caldo prese a colargli giù, lungo la maglia, fino alle gambe. Lentamente, sollevò la testa con un’espressione sorpresa sul volto. Ma non fece in tempo ad alzare del tutto lo sguardo che una lama gli trapassò l’occhio destro e poi il cervello, facendolo stramazzare al suolo come un sacco vuoto, insieme al tagliacarte. “Maledetto idiota” fu l’ultimo pensiero di Murray. Stavolta, ce l’aveva con se stesso. 10
La bambina è sul fondo del pozzo. Si dimena, muove le mani, graffia con le unghie le pareti melmose. Annaspa. La bambina non sa nuotare. Agita l’acqua, chiede aiuto, urla. Mentre allunga le braccia e il collo verso il cielo, affonda e riemerge. Affonda e riemerge di nuovo. Poi affonda per un’ultima volta. E quando riemerge non si agita più. Ora galleggia senza peso, con la faccia in giù. E galleggiano i suoi lunghi capelli biondi sparsi tutto attorno, il vestito a fiori e le gambe magre. Lui è lì che la guarda, immobile, dal bordo del pozzo. Non ha mosso un dito. Non ha detto una parola. Dritto sulla punta dei piedi, guarda giù, mentre stringe forte con le dita i mattoni ruvidi ricoperti di muschio. 11
All’improvviso dal folto del bosco gli giunge alle orecchie una cantilena lontana. Un suono di carillon, una melodia ossessiva che si ripete, si ripete, si ripete… «Benedetta sveglia!» sospirò Michael sorridendo, senza aprire gli occhi. «Mi hai salvato un’altra volta da quel cazzo di incubo». Avvolto nelle sue lenzuola di seta, allungò il braccio per spegnerla. Ma la cantilena non cessò. Anzi, si fece ancora più pressante. Michael capì allora che la sveglia non c’entrava niente: la musica proveniva dal suo telefono che continuava a strillare e vibrare come impazzito sul comodino. «Pronto?» disse con la bocca impastata dal sonno. «Dormivi?» domandò una voce agitata dall’altra parte. Nonostante fosse appena tornato dal mondo dei sogni, Michael riconobbe subito la erre moscia di Stuart Doyle, il suo agente letterario. «No, non dormivo, meditavo sulla crisi mondiale» rispose ironico. «E sull’aumento del prezzo del tonno all’ingrosso. Che ore sono, Stuart?» domandò, stropicciandosi gli occhi. «Le nove» rispose secco l’altro con lo stesso tono petulante che aveva sua madre quando lo svegliava per andare a scuola. «E cosa c’è di così importante da dovermi svegliare a que st’ora? Abbiamo ottenuto l’indipendenza dall’Inghilterra? Sa 12
remo finalmente degli scozzesi liberi?» ironizzò ancora, tirandosi su a sedere sul letto. «No» si limitò a replicare Stuart. Prima che avesse il tempo di aggiungere altro, Michael continuò con tono sempre più infastidito. «Sai che per me le nove del mattino sono ancora notte fonda, Stuart… Devi avere un dannatissimo motivo per avermi svegliato. Allora dimmi, c’è forse un pazzo che ha deciso di riempirsi di esplosivo e di farsi esplodere nel centro di Edimburgo?» «Peggio. Alla casa editrice sono arrivati i resoconti delle vendite. Mi hanno chiamato dieci minuti fa» «E cosa dicono?» «Dicono che per il quarto semestre consecutivo i tuoi libri sono ben al di sotto del target che si erano prefissati» «Sono sicuro che andrà meglio. Siamo a novembre, fra po co sarà Natale. Vedrai che torneremo a vendere alla grande. Tutti i bambini amano i miei libri» «Forse non hai capito, Michael. Dicono che hanno i magazzini pieni di rese. Non sanno più cosa farne» «Li buttassero nel caminetto, allora. Con questo freddo gli torneranno utili» «Ah ah ah, molto spiritoso» «Alle nove di mattina questo è il massimo che posso fare. Ora buonanotte, ci sentiamo presto». Michael si apprestò a chiudere la conversazione ma l’altro lo fermò. 13
Stampato e fabbricato per conto di Carlo Gallucci editore srl presso Grafica Veneta spa (Trebaseleghe, PD) nel mese di settembre 2026
Tra mistero e sarcasmo, Nicola Brunialti ci presenta la persona a cui non vorremmo mai affidarci e ci lascia in sua compagnia nell’ultimo luogo in cui vorremmo ritrovarci. I sogni d’oro sono finiti per sempre. «Devo assolutamente scappare dalla casa. Adesso!» «E cosa te lo impedisce?» «Ci sono delle presenze… Qualcosa che mi trattiene contro la mia volontà»
In copertina: © Magdalena Russocka / Arcangel Art director: Francesca Leoneschi Graphic designer: Pietro Piscitelli / theWorldof DOT
¤ 17,00
Nicola Brunialti Killergarten romanzo macabro
Nicola Brunialti Killergarten
NICOLA BRUNIALTI ha lavorato come pubblicitario per anni, firmando celebri campagne, tra cui quelle di Lavazza, Tim e Alitalia. È stato autore di Chi ha incastrato Peter Pan? e di altri programmi televisivi. Ha scritto le canzoni Dormono tutti per Renato Zero, Abbi cura di me e Quando sarai piccola, con Simone Cristicchi, entrambe presentate a Sanremo. Dal 2010 si dedica a tempo pieno alla scrittura di romanzi e di serie tv d’animazione per ragazzi. Con Gallucci ha pubblicato anche Sophie. Se ci sei, batti un colpo! e Parental fuori control.
Michael è un inaffidabile donnaiolo e uno scommettitore patologico, pieno di debiti fino al collo. Non certo il tipo che ti aspetti quando pensi a un famoso scrittore di storie per bambini. Eppure, i proventi dei romanzi ispirati ai giocattoli della sua infanzia hanno sovvenzionato per anni il suo discutibile stile di vita. Fino a oggi. I tempi sono cambiati, le vendite crollate, l’editore lo ha piantato in asso e lui deve restituire ancora una discreta sommetta all’implacabile strozzino che ha alle calcagna. Per trarsi d’impaccio, Michael decide di nascondersi nella villa di famiglia abbandonata, su un’isola al centro di un lago, e scrivere una storia horror per ragazzi che spera faccia la sua fortuna. Niente di più appropriato, dal momento che la dimora in cui si appresta a recludersi è nota in zona come la “casa maledetta” dalla tragica morte della sua sorellina. Sin dall’arrivo, infatti, Michael si accorge con una certa apprensione di strane coincidenze, oggetti fuori posto, eventi inspiegabili. Solo suggestione? Forse, o forse no.
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“Un rumore improvviso lo fece trasalire. Qualcosa si era mosso nel bosco, alla sua destra. E si mosse ancora. Michael si voltò di scatto, avanzando verso il rumore. Ma inciampò e cadde a terra fra l’erba fradicia. Al buio, si alzò e cercò a tastoni intorno a lui la dinamo che gli era sfuggita di mano. La cosa si mosse di nuovo. Proprio vicino ai suoi piedi. Poteva sentirla ansimare. Un respiro profondo e regolare. Come il respiro di una bestia infernale. Il cuore si mise a battergli forte nel petto. Cercando di calmarsi, pensò che probabilmente era solo un animale. Doveva ritrovare la torcia e accertarsi che fosse tutto a posto. Prese ad agitare le mani nell’erba intorno e, infine, la trovò a pochi centimetri dalla sua gamba destra. Subito ricominciò a girare con forza la manovella che azionava la dinamo, e la luce illuminò una strana figura, ferma davanti ai suoi piedi. La creatura lo guardava, immobile”.
Tra mistero e sarcasmo, Nicola Brunialti ci presenta la persona a cui non vorremmo mai affidarci e ci lascia in sua compagnia nell’ultimo luogo in cui vorremmo ritrovarci. I sogni d’oro sono finiti per sempre. «Devo assolutamente scappare dalla casa. Adesso!» «E cosa te lo impedisce?» «Ci sono delle presenze… Qualcosa che mi trattiene contro la mia volontà»
In copertina: © Magdalena Russocka / Arcangel Art director: Francesca Leoneschi Graphic designer: Pietro Piscitelli / theWorldof DOT
Nicola Brunialti Killergarten romanzo macabro
Nicola Brunialti Killergarten
NICOLA BRUNIALTI ha lavorato come pubblicitario per anni, firmando celebri campagne, tra cui quelle di Lavazza, Tim e Alitalia. È stato autore di Chi ha incastrato Peter Pan? e di altri programmi televisivi. Ha scritto le canzoni Dormono tutti per Renato Zero, Abbi cura di me e Quando sarai piccola, con Simone Cristicchi, entrambe presentate a Sanremo. Dal 2010 si dedica a tempo pieno alla scrittura di romanzi e di serie tv d’animazione per ragazzi. Con Gallucci ha pubblicato anche Sophie. Se ci sei, batti un colpo! e Parental fuori control.
Michael è un inaffidabile donnaiolo e uno scommettitore patologico, pieno di debiti fino al collo. Non certo il tipo che ti aspetti quando pensi a un famoso scrittore di storie per bambini. Eppure, i proventi dei romanzi ispirati ai giocattoli della sua infanzia hanno sovvenzionato per anni il suo discutibile stile di vita. Fino a oggi. I tempi sono cambiati, le vendite crollate, l’editore lo ha piantato in asso e lui deve restituire ancora una discreta sommetta all’implacabile strozzino che ha alle calcagna. Per trarsi d’impaccio, Michael decide di nascondersi nella villa di famiglia abbandonata, su un’isola al centro di un lago, e scrivere una storia horror per ragazzi che spera faccia la sua fortuna. Niente di più appropriato, dal momento che la dimora in cui si appresta a recludersi è nota in zona come la “casa maledetta” dalla tragica morte della sua sorellina. Sin dall’arrivo, infatti, Michael si accorge con una certa apprensione di strane coincidenze, oggetti fuori posto, eventi inspiegabili. Solo suggestione? Forse, o forse no.
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“Un rumore improvviso lo fece trasalire. Qualcosa si era mosso nel bosco, alla sua destra. E si mosse ancora. Michael si voltò di scatto, avanzando verso il rumore. Ma inciampò e cadde a terra fra l’erba fradicia. Al buio, si alzò e cercò a tastoni intorno a lui la dinamo che gli era sfuggita di mano. La cosa si mosse di nuovo. Proprio vicino ai suoi piedi. Poteva sentirla ansimare. Un respiro profondo e regolare. Come il respiro di una bestia infernale. Il cuore si mise a battergli forte nel petto. Cercando di calmarsi, pensò che probabilmente era solo un animale. Doveva ritrovare la torcia e accertarsi che fosse tutto a posto. Prese ad agitare le mani nell’erba intorno e, infine, la trovò a pochi centimetri dalla sua gamba destra. Subito ricominciò a girare con forza la manovella che azionava la dinamo, e la luce illuminò una strana figura, ferma davanti ai suoi piedi. La creatura lo guardava, immobile”.