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Eroi della repubblica

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Nella Costituzione sono affermati i princìpi democratici su cui si fonda la nostra Repubblica: la libertà, l’uguaglianza, la solidarietà.

Ma in che modo si onorano? Come si difendono?

E perché vale ancora la pena impegnarsi per questi 139 articoli?

Molte risposte le troverai nelle storie raccolte in questo libro: uomini e donne che hanno contribuito a mantenere in vita e a rafforzare quei valori attraverso scelte coraggiose, idee geniali e sfide incredibili, anche a costo di mettere a repentaglio le proprie vite. Sono persone di età ed epoche differenti, con storie che attraversano la politica, lo sport, la scienza e la cultura, che non hanno mai smesso di incarnare quegli ideali e che possono essere di grande esempio per tutte le generazioni.

Ecco perché, a 80 anni di distanza da quel 2 giugno 1946, meritano sempre di essere raccontate.

Young

Francesca De Sanctis Gli eroi della nostra Repubblica disegni di Alice Iuri

della stessa autrice: Zazel, la bambina che imparò a volare

ISBN 979-12-221-1373-9

Prima edizione aprile 2026 ristampa 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0 anno 2030 2029 2028 2027 2026 © 2026 Carlo Gallucci editore srl - Roma

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Francesca De Sanctis Gli eroi della nostra Repubblica

disegni di Alice Iuri

Introduzione

Il 2 e il 3 giugno del 1946 sono giornate di sole per l’Italia, chiamata alle urne per decidere il futuro del Paese: Repubblica o Monarchia? Sin dalle prime ore del giorno si formano lunghe file di persone emozionate per questo referendum così importante. Stavolta non ci sono solo gli uomini: anche le donne votano per la prima volta (seppur in alcune città avevano già votato per le amministrative pochi mesi prima).

Ci si prepara a entrare in cabina elettorale come se fosse una giornata di festa, indossando l’abito migliore. Si presenta alle urne l’89,1 per cento degli italiani, una percentuale altissima. Il conteggio delle schede elettorali procede lentamente, ma alla fine, dopo giorni di attesa, arriva la notizia ufficiale:

l’Italia sarà una Repubblica. Così si esprime il 54,3 per cento delle persone, contro il 45,7 per cento.

È una giornata memorabile. Nasce la Repubblica italiana, grazie anche al voto delle donne, finalmente libere di esprimersi.

In quelle stesse date del referendum Monarchia/ Repubblica, gli italiani e le italiane votano anche per eleggere i deputati e le deputate dell’Assemblea

Costituente. A loro spetta un ruolo fondamentale: scrivere la Costituzione repubblicana italiana, che entrerà in vigore il 1° gennaio del 1948. In quella Carta – a cui lavora per più di un anno la Commissione dei 75 – sono custoditi i principi democratici su cui ancora oggi si fonda la nostra Repubblica: la libertà, l’uguaglianza, la solidarietà.

Ma in che modo si onorano? Come si difendono? E perché vale ancora la pena combattere per questi 139 articoli?

Molte risposte le troverai nelle storie raccolte in questo libro: uomini e donne che hanno contribuito a mantenere in vita e a rafforzare quei valori attraverso scelte coraggiose, idee geniali e sfide incredibili, anche a costo di mettere a repentaglio le proprie vite. Sono persone di età ed epoche differenti, con storie che attraversano la politica, lo

sport, la scienza e la cultura, che non hanno mai smesso di incarnare quegli ideali e che possono essere di grande esempio per tutte le generazioni.

Ecco perché, a 80 anni di distanza da quel 2 giugno 1946, meritano sempre di essere raccontate.

Questa antologia, ovviamente, non può che essere un elenco parziale rispetto alle numerosissime donne e ai numerosissimi uomini che si sono battuti per i diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione. In questo elenco non troverai, per esempio, i nomi dei nostri padri Costituenti, né di tutte le ventuno donne che con loro hanno scritto questa Carta fondamentale, a cui siamo tutti debitori. Ma ti imbatterai in storie e volti che parlano ai nostri cuori, che emozionano, che a volte ti lasceranno con il fiato sospeso.

In ciascuna di queste storie risuonano i principi fondamentali della Costituzione: l’uguaglianza, la democrazia, la libertà, il pluralismo, il pacifismo. E così troverai chi si è battuto per i diritti delle donne, come Lina Merlin, Nilde Iotti, Tina Anselmi, Franca Viola, prima in Italia ad aver detto no al matrimonio riparatore; chi ha contrastato la guerra nel nome del pacifismo, come Aldo Capitini e Teresa Sarti Strada, prima presidentessa di Emer-

gency; chi ha dedicato la propria vita a migliorare e a garantire a tutti l’educazione scolastica, come Maria Montessori e Don Milani, ideatore della scuola di Barbiana per i figli di operai e contadini.

E poi ci sono uomini e donne che hanno difeso il diritto alla salute, come Franco Basaglia e Carlo Urbani, che ha perso la vita per difendere il pianeta dall’epidemia di Sars; il diritto alla cultura, come Paolo Grassi e Giorgio Strehler, fondatori del Piccolo di Milano, primo teatro pubblico italiano. Ma sarai travolto anche dalle avventure eroiche di sportivi eccezionali come Walter Bonatti, Bebe Vio, Gino Bartali, il campione di ciclismo che salvò centinaia di ebrei nascondendo documenti falsi nel sellino della sua bicicletta; dalle imprese scientifiche di Elena Cattaneo, Fabiola Gianotti, Samantha Cristoforetti, Rita Levi Montalcini, prima e unica donna italiana ad aver vinto il Nobel per la Medicina; dal coraggio di Sandro Pertini, Giovanni Falcone, Nicola Calipari, Liliana Segre; dalla generosità di Renzo Piano e dalla visionarietà di Adriano Olivetti.

Ciascuno di questi racconti è illustrato da Alice Iuri, che ha dato un volto a ogni protagonista creando una sorta di album da sfogliare che aiuta

a conoscerli più da vicino, partendo dai tratti del viso, dallo sguardo, o da oggetti cult come la pipa di Pertini e la Lettera 22 di Olivetti. Ogni lettore e lettrice può scegliere da dove cominciare: dalla prima illustrazione, dall’ultima, o da quella che cattura di più la sua attenzione.

Anche i racconti si possono leggere facendo dei “salti”. Sono stati raccolti seguendo un ordine alfabetico, ma ogni storia ha una sua autonomia. Si può aprire il volume e decidere di lasciarsi catturare dalla scalata del K2 o dalla medaglia d’oro italiana alle paralimpiadi, si possono leggere tutte le storie una di seguito all’altra, oppure scegliendo solo quelle che più incuriosiscono.

In queste pagine sono custodite le storie esemplari di chi ha contribuito a fare la Storia. Vicende che hanno molto da dire e da insegnare, soprattutto ai giovani lettori e alle giovani lettrici.

Tina Anselmi (1927-2016)

Un francobollo per la Tina vagante

«La Tina la xe deventada ministra!»

«Oh, na dona finalmente»

«Ma che brava la Tina nostra!»

Quel giorno, il 29 luglio del 1976, i cittadini di Castelfranco Veneto – come la maggior parte dell’Italia – seguono con attenzione il telegiornale mentre annuncia la formazione del nuovo governo, il terzo presieduto dall’onorevole Giulio Andreotti. I ministri sono tutti uomini, e il giorno del giuramento si presentano vestiti in abito scuro, tranne lei, prima donna d’Italia nominata ministra. Indossa un abito a fiorellini e ha il volto sorridente: è Tina Anselmi! La Tina di Castelfranco Veneto.

Nella città festeggiano la concittadina diven-

tata ministra del Lavoro e della Previdenza sociale. Quanto sarebbe stata orgogliosa di lei la nonna Maria… per Tina era stata un punto di riferimento. Caparbia e indipendente, quella nonna che fumava la pipa aveva portato avanti un’osteria tutta da sola.

«Non posso fallire» dice la neoministra. «Non per presunzione, Dio me ne guardi. Ma perché un mio fallimento non coinvolgerebbe solo me. Io sono soltanto lo strumento attraverso il quale si è superata la barriera, è caduto un tabù: le donne possono e debbono partecipare al governo del Paese. Costi quel che costi, non posso sbagliare».

Una donna ministra non s’era mai vista prima, è una novità talmente grande che gli uomini non sanno come gestirla. «Scusi? Come dobbiamo chiamarla? Signor ministro o signora ministro?»

Eh già, è anche un problema linguistico. Ogni piccolo dettaglio le ricorda che lei è una mosca bianca. Non c’è neanche la toilette per le donne a Palazzo Chigi.

La Tina a Castelfranco Veneto la conoscono da tempo ormai, l’hanno vista crescere sul campo. Sanno quanto sia animata dalla passione per

la politica. Quando viene nominata ministra è già deputata alla Camera da otto anni, nelle file della Democrazia cristiana. Vive a Roma, ma non dimentica mai le sue radici. Appena ha un weekend libero torna dalla sorella per camminare in montagna e cercare funghi, proprio tra quei boschi in cui aveva combattuto la Resistenza.

La partigiana Gabriella della brigata autonoma “Cesare Battisti” era diventata presto una convinta antifascista dopo aver visto con i propri occhi un gruppo di giovani impiccati dai tedeschi. Il padre era socialista ed era conosciuto in paese perché lavorava in una farmacia. Ma a brindare, quel giorno del 1976, non sono solo gli amici e i parenti, ma anche le donne di tutta Italia perché quello di Tina Anselmi è un primato storico.

Per festeggiare l’importante traguardo il 2 giugno del 2016 – esattamente 40 anni dopo quella nomina – le Poste italiane decidono di emettere un francobollo che ricordi la prima donna ministra d’Italia. Solo due papi e un ritratto di gruppo di sei Capi di Stato erano stati immortalati su quel pezzetto di carta mentre erano ancora in vita. Dunque, anche questo è un bel primato! Sul

francobollo autoadesivo da 95 centesimi compare il testo del giuramento pronunciato davanti al presidente della Repubblica Giovanni Leone: «Io, Tina Anselmi, giuro sul mio onore di essere fedele alla Repubblica, di osservare lealmente la Costituzione e di esercitare le mie funzioni di ministro di segretario di Stato per il Lavoro e la Previdenza sociale, nell’interesse supremo della Nazione».

Non poteva che occuparsi di lavoro la “Tina vagante”, come veniva chiamata per i suoi principi di libertà e autonomia. Aveva iniziato presto a interessarsi alle condizioni lavorative delle donne, girando di fabbrica in fabbrica con la sua bicicletta. Domandava, interrogava, osservava e annotava tutto su un diario. D’altra parte il suo impegno verso le operaie non era molto diverso dal periodo di militanza durante gli anni della Resistenza. Insegnante e sindacalista, organizza scioperi, occupazioni, manifestazioni. «Quante ore lavorate?» chiede alle operaie. Ma loro non rispondono per paura di essere licenziate. E allora va lei a parlare con i padroni. Scende in piazza con le lavoratrici: «Chiediamo rispetto e previdenza!», «Basta ingiustizie!» gridano.

Stampato e fabbricato per conto di Carlo Gallucci editore srl presso Grafica Veneta spa (Trebaseleghe, PD) nel mese di aprile 2026

Francesca De Sanctis (Cassino, 1976) è giornalista professionista, critica teatrale, autrice televisiva. Dopo anni nella redazione dell’Unità, oggi scrive principalmente per l’Espresso (dove ha una rubrica settimanale dedicata al teatro) e per il Venerdì di Repubblica. Ha ideato e diretto il Festival di teatro civile CassinoOff . Il suo esordio nella narrativa, Una storia al contrario, semifinalista al Premio John Fante Opera Prima, è diventato uno spettacolo teatrale. Con Gallucci ha già pubblicato Zazel, la bambina che imparò a volare.

Alice Iuri (Udine, 1986) è un’illustratrice e designer editoriale. Il suo lavoro spazia tra disegno, progetto grafico e identità visiva, con una particolare attenzione al mondo della cultura, dell’editoria e del cinema. Collabora con case editrici, riviste e realtà culturali italiane.

In copertina: illustrazione e grafica di Alice Iuri

II campione di ciclismo impegnato a salvare vite umane, la scienziata Premio Nobel, il magistrato antimafia e la ragazza che ha detto “no” al matrimonio forzato: sono le persone a forgiare la società, figure come loro che, in 80 anni di vita della Repubblica italiana, hanno contribuito con genialità, umanità e soprattutto senso della giustizia e della democrazia ad affermare i diritti inviolabili dell’uomo e i valori costituzionali di libertà, solidarietà, uguaglianza. In occasione degli 80 anni della Repubblica, ecco 12 ritratti di donne e altrettanti di uomini visti da un’angolazione personale e diretta, che non è solo la Storia, ma un’avventura fatta di volti, di sfide impossibili e di scelte coraggiose.

In queste pagine sono custodite le storie esemplari di chi ha contribuito a fare la Storia. Vicende che hanno molto da dire e da insegnare, soprattutto ai giovani lettori e alle giovani lettrici.

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