Angelo di liberto
Non si è mai troppo piccoli per stare dalla parte del bene. Angelo di liberto
D
icembre 1946, casa Falcone, a Palermo. Giovanni ha 7 anni e riceve un regalo speciale dal papà. Qualcosa però non lo convince in quel gruppo di statuine: c’è un personaggio inquietante, da cui non riesce a staccare gli occhi. In quel pastore dallo sguardo truce il bambino identifica un boss mafioso, responsabile di un omicidio di cui in città in quei giorni si parla molto. Con la sua spada di legno, Giovanni immagina di affrontarlo, combattendo contro il suo speciale compagno di giochi, un albero di ficus. Scoprirà così il valore del coraggio, è così che imparerà a dire: “Io non ho paura”.
Angelo Di Liberto vive a Palermo. Da ragazzo conobbe
Prefazione di
“Papà mi ha detto che anche i moschettieri avevano paura e che non mi devo vergognare. Bisogna convivere con la paura ed è quello che farò pure da grande. Il coraggioso muore una volta sola, il vigliacco ogni giorno”.
Copertina: Illustrazione di Damiano Rotella Fotografia dell’autore: © Pasquale Buffa Art Director: Stefano Rossetti Graphic Design: Eleonora Tallarico / PEPE nymi
€ 10,00
IL CORAGGIO DI GIOVANNI
Maria Falcone a scuola e, affascinato dai racconti sul fratello, ha cominciato a interessarsi alla vita del giudice, che è così diventato il suo riferimento, il suo eroe. Da allora non ha mai smesso di scriverne e diffonderne le idee di legalità e giustizia. Autore di romanzi e racconti, in rete ha fondato la comunità di lettori consapevoli “Billy, il vizio di leggere - il gruppo” e ha dato vita a “Modus Legendi”, l’iniziativa che porta in classifica nazionale autori e libri di qualità. Con Gallucci ha già pubblicato Lea.
Don Tano infila la mano in tasca, quando la estrae due cose brillano: il suo anello d’oro e la lama di un coltello. Papà non ci fa caso, ha aperto la porta. Dall’interno le luci si muovono e si sentono le voci di mamma, Anna e Maria. Devo fare qualcosa. Mi avvicino e sono vestito da moschettiere. Ho la mia spada e quando don Tano mi vede si ferma e mi mostra i denti. Mi metto davanti a mio padre. A noi due, don Tano!
MARIA FALCONE