

Annalisa Strada




disegni di Manola Caprini
A volo radente, sfiorarono i comignoli, scansarono i fiori dentro ai vasi sui davanzali e fecero frullare i panni stesi. Tutta Piumarancia era in agitazione. Gli amici immaginari per le strade e sui balconi, nelle piazze e agli incroci erano con il naso all’insù per osservare il loro volo. Agitavano le braccia per salutare e si davano di gomito l’uno con l’altro e poi indicavano l’aeroplanino che attraversava il cielo a bassa quota e gran velocità.
«Tenetevi forte!» gridò Vera. Lello e Pastrugno si tennero saldi e ben stretti. Stavano scendendo di quota, quando un colpo secco sull’ala destra li fece quasi capovolgere…



Universale d’Avventure e d’Osservazioni
Annalisa Strada
La compagnia degli amici immaginari
disegni di Manola Caprini
della stessa autrice:
Gatti a catinelle
della stessa illustratrice:
La canzone della felicità
Stelle Polari. La fattoria degli animali
Valerio nella tana del Varano
Valerio e la scomparsa del professor Boatigre
La filastrocca non si tocca
Agata Tosta
ISBN 979-12-221-1194-0
Prima edizione febbraio 2026
ristampa 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0
anno 2030 2029 2028 2027 2026
© 2026 Carlo Gallucci editore srl - Roma
Pubblicato in accordo con Grandi & Associati, Milano
AINessuna parte di questo libro è stata realizzata con l’intelligenza artificiale (AI)
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Annalisa Strada La compagnia degli amici immaginari
disegni di Manola Caprini
Capitolo
1 Lello
Giulia e la mamma imboccarono la corsia dei biscotti. Frollini, integrali, al cacao, alle mandorle, senza zucchero… Di qualsiasi tipo fossero, i biscotti sembravano tutti felici di tuffarsi nelle tazze della colazione, di imbrattarsi con la marmellata, di avvolgersi nella granella. Davano l’impressione che essere un biscotto fosse bellissimo.
Svoltarono nell’area delle conserve e puntarono dritte ai prodotti per la pulizia della casa.
La mamma avanzava svelta e spingeva davanti sé il carrello già pieno per metà di prodotti scaraventati dentro con troppa energia.
Giulia stava un pochino indietro e se la prendeva comoda. Canticchiava e studiava gli scaf-
fali come un turista che attraversa un museo. Ogni tanto si allungava verso una scatola, un pacchetto o un barattolo che le piaceva per i colori e lo aggiungeva alla spesa.
Si trovarono a camminare lungo la corsia degli accessori per le auto.
La mamma passò indifferente, come se attraversasse una stanza vuota.
Giulia invece si fermò incantata davanti a una confezione di brugole con i manici colorati. La prese, se la rigirò tra le mani e la depose con il resto della spesa.
La mamma la guardò schifata: «Rimetti a posto quella roba!»
«Mi serve» sussurrò Giulia, che era timida e parlava poco e solo con un soffio di voce.
«Sciocchezze!» sibilò la mamma.
Giulia fece una gran fatica a trovare il fiato per ribattere: «Lello sarebbe felice di averle»
«Stupidaggini» sentenziò la mamma. Arraffò le brugole e le schiantò nel loro espositore prima di ripartire quasi di corsa.
Giulia piegò all’ingiù gli angoli della boc-
ca e le andò dietro. Tenne gli occhi bassi fino a quando la sua attenzione venne catturata da una confezione. Non sapeva bene che cosa fosse, ma era un attrezzo da meccanico e aveva tanti accessori: punte tonde, punte quadrate, punte a stella, chiodi, viti… La fece sorridere tantissimo. Lo prese e stava per metterlo tra le patate e l’aglio in polvere, quando la domanda della mamma la bloccò: «E questo che cosa sarebbe?!»
«Non lo so» ammise Giulia in un sussurro «ma Lello lo sa di sicuro».
La donna mollò il carrello, strinse i denti e si aggrappò alla tracolla della borsa. Divenne rossa in viso e fece scivolare le parole attraverso la bocca socchiusa: «Lello non esiste. Mi hai sentito bene, signorina? Non esiste!»
Il mento di Giulia traballò e lei abbassò lo sguardo. Era spaventata dalla reazione della mamma, ma trovò il coraggio per non cedere: «Lello esiste. Io gioco con lui tutti i giorni».
La mamma pestò a terra il tacco sottile della sua scarpa elegante. Furibonda, si abbassò e
fece cadere parole di fuoco nell’orecchio della bambina: «Hai la testa piena di sciocchezze che ti inventi da sola».
Giulia provò a trattenere le lacrime, ma una le rotolò lungo la guancia e cadde a terra mentre il misterioso attrezzo veniva rimesso sullo scaffale.
Giulia gli dedicò un’ultima, tristissima occhiata. Quando si girò, la mamma era sparita.
La mano di ghiaccio della paura le afferrò la pancia.
Corse fino alla pubblicità dei surgelati e lì finalmente scorse la mamma che andava verso le casse, senza preoccuparsi che lei ci fosse o no.
Giulia la raggiunse tirando su con il naso e mise la mano in quella della madre. Lei si infastidì e strinse meglio il manico il carrello, borbottando: «Quante scene!»
Giulia mugugnò: «Ma dài, mamma…» «Vai a piangere da Lello» rispose la madre sollevando il mento come a indicare una destinazione lontana. «Lui però non sa guidare l’auto per portarti a casa».


Stampato e fabbricato per conto di Carlo Gallucci editore srl presso Grafica Veneta spa (Trebaseleghe, PD) nel mese di gennaio 2026
Annalisa Strada (Adro, 1969) scrive e insegna in una scuola secondaria di primo grado. Autrice nota e amata di libri per bambini e ragazzi, ha vinto numerosi premi, tra i quali il Premio Arpino, il Premio Andersen, il Selezione Bancarellino e il Premio Lago Gerundo. Con Gallucci ha già pubblicato Gatti a catinelle.

Manola Caprini (Teramo, 1979) fin da piccola ha amato disegnare e sfogliare libri illustrati. I suoi lavori sono presenti in mezzo mondo. Con Gallucci ha già pubblicato una dozzina di titoli. Vive a Teramo con i suoi due gatti.


Lello e Giulia sono inseparabili. Lui, però, è un amico immaginario e questo non piace affatto alla mamma della bambina. Un giorno, mentre i due stanno giocando, la mamma la rimprovera e Giulia ci rimane così male da dimenticarsi di salutarlo prima di andare via. All’improvviso tutto si fa buio e Lello si ritrova a Piumarancia, il paese dove vanno gli amici immaginari quando finiscono il loro lavoro. Ma Lello non è ancora pronto a lasciare la sua compagna di giochi ed è disposto a rischiare tutto pur di tornare da lei.
Una cosa sappiamo da sempre: nessun bambino sarà un adulto felice se non ha potuto passare abbastanza tempo con il proprio amico immaginario. sto passare





Consigliato dagli 8 ai 99 anni