ATLANTE DEL MISTERO
Viaggio illustrato nelle quaranta dimore le cui porte non vorreste mai aprire

ILLUSTRAZIONI DI SIMONE PACE
© 2018 Centauria srl - Milano
Publisher
Balthazar Pagani
Testi
Orazio Labbate
Illustrazioni
Simone Pace
Graphic design
Studio Dispari – Milano
Proprietà artistica letteraria riservata per tutti i Paesi.
Ogni riproduzione, anche parziale, è vietata.
Prima edizione aprile 2018 Isbn 9788869212567
ATLANTE DEL MISTERO
Viaggio illustrato nelle quaranta dimore le cui porte non vorreste mai aprire
ORAZIO LABBATE
ATLANTE DEL MISTERO
Viaggio illustrato nelle quaranta dimore le cui porte non vorreste mai aprire
ILLUSTRAZIONI DI SIMONE PACE

INTRODUZIONE
LA NATURA DEL GOTICO
Vista dal Quai des Grands Augustins, la cattedrale di Notre-Dame, capolavoro del gotico primitivo, è un trionfo di contrafforti e archi rampanti, una vertigine di garguglie e santi slanciati verso l’impossibile azzurro dei cieli spirituali; eppure, all’interno, le navate buie illuminate dai rosoni violastri suggeriscono una penombra contemplativa e malinconica, tutta terrestre, se non persino sinistra, là dove l’occhio del visitatore, minuscololo sotto le volte gigantee, cade sul cupo teschio di una statua che raffigura la Morte.
Sta, mi sembra, in questa contrapposizione fra chiaro e scuro, fra superno e mondano, la natura più vera dell’architettura gotica, che di lì si è poi trasfusa nel gotico letterario, che sempre si gioca nello spazio di una contraddizione, di un’incertezza: i fantasmi, essenze – o meglio: assenze – impalpabili, abitano la terra.
Abitano, insieme ai mostri, ai vampiri, ai licantropi, alle streghe, ai morti che ritornano, castelli arroccati su picchi spogli, laboratori nelle viscere della terra, città desolate, ville in rovina ai margini della foresta, caverne, fogne i cui soffitti a botte ricordano talvolta quelli di una chiesa: ma questi luoghi fisici non sono altro che soglie, porte verso un altrove spesso inconoscibile, un oltremondo – quando non un aldilà – dalla geografia inafferrabile, mutevole, in cui solo i nocchieri più esperti sanno orientarsi. Tale è Orazio Labbate, che del gotico – ma, appunto, del gotico più autentico, quello che vive nello iato fra tensione alla luce e desiderio dell’ombra – ha fatto il perno della sua letteratura.
In questo Atlante del mistero, che è forse, prima di tutto, un atto d’amore incondizionato nei confronti della letteratura dell’orrore, Orazio Labbate ci guida con mano sicura nella casa della megera, nel teatro del fantasma dell’opera, nel mausoleo del revenant. Nell’antro del drago. Il viaggio è periglioso, ma vale la pena imbarcarsi e solcare le acque di questo oceano stigio, perché dal mondo dei mostri si può imparare molto sul nostro, di mondo.
IL CASTELLO DI DRACULA
TRANSILVANIA, ROMANIA, EUROPA
L’ABITAZIONE DEL RE DEI VAMPIRI – CREATURA PARTORITA
NEL ROMANZO DRACULA DI BRAM STOKER – È POSIZIONATA
ALL’APICE DI UNA RUPE, DENTRO LA SELVAGGIA REGIONE DEI CARPAZI, IN ROMANIA.
Jonathan Harker, il protagonista del romanzo, partito dal misterioso Passo Borgo, scrive infatti che la strada verso il castello era in salita, anche se intervallata da piccole e rapide discese. L’imponente castello del Conte, nell’opera di Stoker, era descritto come in rovina, con cupi fi nestroni neri da cui non proveniva neppure un frammento di luce. Era costituito da bastioni diroccati che componevano un profi lo frastagliato contro il cielo. Una grande porta di legno antico, borchiata di chiodi di ferro, si apriva in un frontale di pietra massiccia per accedere a un cortile che sembrava più maestoso di quanto non fosse realmente. La pietra dell’edificio era tutta




scolpita, anche se le sculture si mostravano corrose dal tempo. Dracula vive in un castello tenebroso, lontano dalla civiltà, affinché, grazie alla sua posizione assai nascosta e al tetro aspetto, sia più facile per lui condannarsi all’oblio e combattere gli eventuali cacciatori di vampiri, come Van Helsing. L’oscurità perenne che avvolge la fortezza, talvolta interrotta soltanto dalla luna piena, è per Dracula essenziale per esprimere la sua malvagità. Il mostro trae forza dal buio e non tollera la luce. La luce solare è la sua morte. Il castello è quindi il luogo in cui Dracula può nascondersi totalmente.
DRACULA
1897
DI BRAM STOKER
Dracula è un’opera dello scrittore irlandese Bram Stoker. Dracula fu il soprannome (dracul, “il diavolo”) del principe romeno Vlad III. La crudeltà del principe, e di suo figlio Vlad l’Impalatore (m. ca. 1476), durante le guerre contro i turchi diede origine, secondo le tradizioni popolari, al leggendario vampirismo di Dracula. Il romanzo è costruito nella forma di diario e
di una raccolta di lettere. Ha come protagonista un nobile transilvano, il conte Dracula. Dovrà recarsi, nella sua spaventosa fortezza, il giovane praticante legale inglese Jonathan Harker, perché concluda con il conte alcuni atti relativi alle case di sua futura proprietà. Tuttavia, l’arrivo al castello mostrerà ad Harker la terribile verità: il conte è un vampiro.






LABORATORIO DEL DOTTOR FRANKENSTEIN
INGOLSTADT, GERMANIA, EUROPA
48° 45’ 60’’ N 11° 25’ 33’’ E
IL DOTTOR VICTOR FRANKENSTEIN VIVE DENTRO UN CAOTICO LABORATORIO NELLA PERIFERIA DI INGOLSTADT, OVE CIRCOLA ARIA TUBERCOLOTICA. A FARGLI COMPAGNIA VI È
UNA MACCHINA STRAMBA, IN METALLO RUGGINOSO, AL CUI
APICE CAMPEGGIA UN’ALTISSIMA ANTENNA IN RAME CHE OLTREPASSA L’APERTURA POSTA IN MEZZO AL TETTO LIGNEO.
L’attrezzo, in questo modo, si immola al cielo tempestoso. Per le sue orrifiche operazioni il dottore necessita infatti dei fulmini. Tavoli da macello, barelle imbottite interamente rovinate e appunti medici su pergamene bruciacchiate ornano inoltre la stanza. Per terra, lungo un pavimento in legno massiccio ormai tarmato, stanno numerose ampolle da alchimista, nonché pezzi di cadavere della più disparata lunghezza e grossezza. Il laboratorio puzza di uovo marcio a causa dei liquidi amniotici che si sono
incrostati fra gli interstizi della camera. Essi sono stati rigettati dalla macchina durante il più grande esperimento eseguito dallo scienziato. Tempo addietro, la cosa morta prese incredibilmente vita. Da quando ha risuscitato quell’essere – dimostratosi poi una mostruosità malvagia – Frankenstein non si dà più pace, e ha deciso di provare a replicare l’esperimento. Si augura che nell’eterno isolamento, progettando nuove formule mentre si procura presso il cimitero vicino arti di cadavere, possa portare alla luce un essere dall’indole buona. Vuole quindi pareggiare i conti col fato. Victor Frankenstein non può dunque abbandonare Ingolstadt. Lo stadio frenetico e insano in cui lavora è vivo soltanto nella baraonda morbosa del suo laboratorio. In tale oscurità, in mezzo agli odori di morte, di resurrezioni mancate e di attrezzature elettrizzate vuole credersi, per sempre, novella divinità.
FRANKENSTEIN
1918
DI MARY SHELLEY
Frankenstein è un romanzo horror di Mary Shelley strutturato in forma epistolare.
La storia è infatti raccontata attraverso le lettere dal capitano Robert Walton, il cui punto focale è l’incontro con Victor Frankenstein.
Scienziato, a Ingolstadt Victor animerà un corpo senza vita che ha
assemblato servendosi di pezzi di cadavere. Il mostro risuscitato è però un abominio diabolico. Una pellicola degna di nota, che rispetta gli eventi del libro, è Frankenstein di Mary Shelley diretta dall’eclettico Kenneth Branagh, che ne è anche il protagonista; impersona difatti il dottor Frankenstein.
UN VIAGGIO ORIGINALE TRA LE PIÙ TERRIFICANTI
FANTASIE ARCHITETTONICHE DI TUTTI I TEMPI!
Come una sorta di manuale per gli amanti del gotico-pop, del mito e dell’esoterismo, il volume presenta tutte le dimore (naturali, artificiali e fantastiche) dei più importanti esseri orrifici esistiti nella letteratura, nel cinema, nella mitologia e nella cultura popolare.
Ognuna delle quaranta case, oltre alla collocazione geografica, è svelata nei suoi più reconditi segreti abitativi, nella sua conformazione, nel suo essere teatro delle azioni orrende compiute al suo interno. Insomma, un vero e proprio compendio di cultura gotica perché tutti i lettori, grandi e piccoli, possano trovarvi curiosità e ispirazioni!

Orazio Labbate, oltre che scrittore, è studioso e appassionato del soprannaturale, del misterico, e dunque non ha paura del buio. La sua Piccola enciclopedia dei mostriedellecreaturefantastiche, pubblicata nel 2016, ha appassionato grandi e piccini, con i suoi romanzi (Lo Scuru e Suttaterra) ha ottenuto consensi di pubblico e di critica e con la sua raccolta di racconti Stelle ossee è stato finalista nel 2017 al premio Sciascia.