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CARLO BATTAGLIA pittura 1969—1979
a cura di
Marco Meneguzzo
Carlo Battaglia nasce nell’isola de La Maddalena nel 1933, trascorre l’infanzia a Genova e poi si trasferisce a Roma; solo per pochi anni da adolescente (1943-1947) vive nella sua amata isola, anni che però lasceranno indelebili tracce nella sua memoria visiva. Dopo gli studi classici, frequenta l’Accademia di Belle Arti, indirizzo scenografia, con interessi verso il teatro e il cinema, ma vi scopre la pittura e grazie a Toti Scialoja si innamora di quella americana (particolarmente Jackson Pollock cui dedica la sua tesi). Si forma copiando i Maestri, soprattutto Matisse e inizia a viaggiare, Kassel, Parigi (dove vive nel 1962 grazie ad una borsa di studio), Londra, New York. La prima sua personale si tiene nel 1964 a La Salita di Roma; nel 1966 espone nel Salone Annunciata di Carlo Grossetti a Milano, al quale sarà sempre riconoscente per averlo preso sotto le ali della sua galleria d’avanguardia (vi espone ancora nel 1966; 1968; 1970; 1974). L’anno seguente, in un soggiorno oltre oceano – New York, dove lavora in uno studio a Canal Street – stringe amicizia con artisti quali Reinhardt, Motherwell e soprattutto Mark Rothko, che nel 1965 a Roma, era stato per due mesi ospite suo e di sua moglie, Carla Panicali – collezionista, mercante, fondatrice della galleria L’Isola a Roma – che sposerà nel 1972. Lavora ai motivi dell’”ambiguità” e dell’”illusione” del mondo visibile con una serie di quadri Misterioso, Vertiginoso, Visionario, che trattano i rapporti di pieno e vuoto fra i grattacieli e il cielo, il gioco dei riflessi sulle pareti di cristallo degli edifici. Nel 1968 espone alla galleria Arco d’Alibert di Roma, l’anno seguente alla galleria Flori a Firenze e nel 1970 partecipa con le Maree (tema che gli sarà assai caro per tutta la sua vita) alla XXXV Biennale di Venezia in una sala personale. Dagli anni Settanta partecipa a tutte le mostre più importanti in Italia e in Europa della “Nuova Pittura” o “Pittura Analitica”. Nel 1972 espone alla Galleria Peccolo di Livorno e l’anno succesivo allo Studio La Città di Verona nella collettiva Iononrappresentonullaiodipingo; nel 1974 a Palazzo Grassi a Venezia tiene una grande antologica, come a Palazzo dei Diamanti di Ferrara (1976), e all’Hirshorn Museum a Washington (1974); nel 1975 partecipa alla mostra Pittura analitica, Galleria La Bertesca a Dusseldorf, e A proposito della pittura allo Studio Soldano di Milano, e all’I.C.C. ad Anversa; nel 1976 espone da Daniel Templon a Parigi (Peinture) e nel 1977 al Boymans Museum di Rotterdam; nel 1978 alla Kunsthalle di Düsseldorf, alla XXXIX Biennale di Venezia e nel 1982 alla Hayward Gallery di Londra. Nel 1980 è invitato con una sala personale alla XL Biennale di Venezia; espone a Milano, allo Studio Grossetti (dove viene nuovamente presentato nel 1983). Nel 1983 tiene un’importante mostra a Roma dalla galleria L’Isola (che lo vedrà protagonista fino a tutti gli anni Novanta: 1985; 1988; 1991; 1994; 1996; 2000). Da questo momento ricerca l’isolamento, tra Roma, New York e la Maddalena dove rimane definitivamente.
Nella seconda metà degli anni Ottanta tiene esposizioni da Marconi (Milano, 1986); DesonSaunders (Chicago, 1989); Rossi & Rossi (Londra, 2001); Villa Vogel (Firenze, 2003, in collaborazione con il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci Prato); Jason McCoy (New York, 2004-2005). Torna a lavorare con la tempera all’uovo come gli antichi e le sue opere pur apparendo una rappresentazione del mondo visibile, trattando i temi del mare, della pioggia, della grandine, creano un’”immagine parallela”. La pittura come metafora del paesaggio, il paesaggio come metafora della pittura. A tre anni dalla morte - che avviene nel 2005 - la moglie Carla Panicali, avvia il lavoro di catalogazione della sua opera, prima della sua stessa scomparsa nel 2012, sempre alla Maddalena. Carlo Battaglia was born on the island of La Maddalena in 1933. He spent his childhood in Genoa and then he moved to Rome. He only lived on his beloved island for a few years as a teenager (1943-1947), a time which would nevertheless leave indelible traces in his visual memory. After studying Classics at high school, he attended the Academy of Fine Arts, specializing in scenography thanks to his interest in theatre and the cinema. It was here that he discovered painting, and, encouraged by Toti Scialoja, fell in love with American painting (particularly Jackson Pollock, who became the subject of his thesis). He developed his talent by copying the masters, especially Matisse, and he started to travel, to Kassel, Paris (where he lived in 1962 after winning a scholarship), London and New York. His first solo show was held in 1964 at La Salita in Rome; in 1966 he exhibited at the avant-garde gallery Salone Annunciata in Milan, to whose owner Carlo Grossetti he would always be
grateful for taking him under his wing (here, he went on exhibiting his works in 1966; 1968; 1970; 1974). The following year, in a stint across the water, in New York, he worked in a studio in Canal Street, forming friendships with artists like Reinhardt, Motherwell and above all Mark Rothko, who for two months in 1965 had been a guest in the Roman home of he and his wife, Carla Panicali – collector, trader and founder of Galleria L’Isola in Rome – whom he would marry in 1972. He worked on the motifs of the “ambiguity” and “illusion” of the visible world with a series of pictures, Misterioso, Vertiginoso and Visionario, dealing with the relations between the full and empty space of the skyscrapers and the sky, and the game of reflections on the glass walls of buildings. In 1968 his works were exhibited in Rome at Arco d’Alibert gallery, the following year at Flori gallery in Florence and in 1970 he exhibited Maree (tides, a topic which would be most dear to him his whole life long) in a personal room at the XXXV Venice Biennale. After the 1970s, he took part in all the most important exhibitions of “New Painting” or “Analytical Painting” in Italy and Europe. In 1972 he exhibited in Livorno at Peccolo gallery and the following year at Studio La Città in Verona in the collective show Iononrappresentonullaiodipingo; in 1974 he held a great anthological exhibition at Palazzo Grassi in Venice, as well as at the Palazzo dei Diamanti in Ferrara (1976), and at the Hirshorn Museum in Washington (1974); in 1975 he took part in the exhibition Pittura analitica, at Galerie La Bertesca in Düsseldorf, and in A proposito della pittura at Studio Soldano in Milan and at I.C.C. in Antwerp; in 1976 he exhibited for Daniel Templon in Paris (Peinture) and in 1977 at the Boymans Museum in Rotterdam, in 1978 at the Kunsthalle in Dusseldorf, at the XXXIX Venice Biennale and in 1982 at the Hayward Gallery in London. In 1980 he was invited with a personal room to the XL Venice Biennale; he exhibited in Milan, at Studio Grossetti (where he is exhibited again in 1983). In 1983 an important show was held in Rome at L’Isola gallery (which would continue to host him right up to the end of the 1990s: 1985; 1988; 1991; 1994; 1996; 2000). From this time on, he sought isolation, between Rome, New York and La Maddalena, his final home. In the second half of the 1980s, he held exhibitions at Marconi (Milan, 1986); Deson-Saunders (Chicago, 1989); Rossi & Rossi (London, 2001); Villa Vogel (Florence, 2003, in collaboration with the Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci – Prato) and Jason McCoy (New York, 2004-2005). He went back to working with egg tempera, like the ancient masters, and despite, by dealing with topics like sea, rain and hail, looking like a representation of the visible world, his works create a “parallel image”. Painting as a metaphor for the landscape, the landscape as a metaphor for painting. Three years after his death – in 2005 – his wife Carla Panicali began the work to catalogue his oeuvre, before her own death in 2012, on the same isle of La Maddalena.
CARLO BATTAGLIA pittura 1969—1979
in collaborazione con la
1. Vertiginoso, 1969
6. Vaga, 1976
olio e tempera su tela 100x600 cm (trittico)
olio e tempera all’uovo su tela 100x260 cm
2. Doppio misterioso, 1969 olio e tempera su tela 300x130 cm
7.Senza titolo (immagine parallela), 1976 olio e tempera all’uovo su tela 80x200 cm. Collezione Ferretti, Milano
8. Zefiro, 1976
3. Sargassi, 1970 olio e tempera su tela 100x300 cm
olio e tempera all’uovo su tela 100x270 cm
4. Grannus, 1972
olio e tempra all’uovo su tela 100x270 cm. Collezione Maria Antonietta e Pietro Arona, Milano
olio e tempera su tela 140x270 cm
9. Ancora Spargi, 1977
Fondazione Carlo Battaglia
Ufficio stampa / Press office Susanna Fabiani Redazione editoriale / Editorial team
Federica Del Re Grafica / Page setting and graphics
Alessio Marolda Traduzione in inglese / English traslation
Karen Whittle Crediti Fotografici / Credits
5. Ares, 1972
10. Senza titolo (Curioso), 1977
tempera su tela 140x260 cm
olio su tela di lino 110x220 cm
Massimo Napoli Impianti e stampa / Plates and printing
Tipografia Bandecchi & Vivaldi, Pontedera (PI)
GALLERIA IL PONTE Via di Mezzo 42/B - 50121 Firenze tel +39055240617 fax +390555609892 www.galleriailponte.com info@galleriailponte.com
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GALLERIA IL PONTE FIRENZE
17 May —19July 2019