Galleria Ariele presenta
Paola Calcatelli
Galleria Ariele www.galleria-ariele.com testo critico
Giovanna Arancio impaginazione e grafica
Gianguido Oggeri Breda Rosaria Di Dio Paolo Durandetto
in copertina
particolare dell’opera “Metallo a Termine n. 18”
Galleria Ariele presenta
Paola Calcatelli
BIOGRAFIA Diplomata presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, Corso di Decorazione. Presso l’Istituto per l’Arte e il Restauro di Palazzo Spinelli a Firenze segue i corsi di “Introduzione alle Tecniche di Restauro Dipinti” e “Introduzione alle Tecniche di Restauro Legni”. Ha lavorato come restauratrice e come pittrice. Ha gestito per la “Scuola degli Antichi Mestieri ” di Torino corsi di pittura e trompe l’oeil. Ha insegnato Arts Plastiques presso la scuola “Licee Francais Jean Giono” di Torino. Attualmente insegna Arte e Immagine presso la scuola pubblica. Dal 2000 ha partecipato a numerose esposizioni personali e collettive. Vive e lavora in una cascina nella pianura cuneese.
CRITICA Paola Calcatelli mostra installazioni e opere su metallo e tela nelle quali la matericità è tangibile, ma senza che il suo linguaggio si leghi con l’estetica dell’arte povera. Stiamo attraversando territori nuovi e già da tempo l’arte percorre piste espressive e tecniche che trattano la materia con impostazioni in cui la classicità è piegata alle istanze mediatiche più aggiornate. Al proposito Paola Calcatelli espone l’effimero analizzando sia perdite e aggiunzioni operate su di esso dal tempo, sia il tentativo virtuale e impossibile, sperimentato dalla tecnologia avanzata, di immortalare con immagini sempre più perfettibili la fisicità oggettuale. L’artista mette in evidenza l’illusorio sforzo della contemporaneità di fermare così l’usura delle cose; questa utopia cela una heideggeriana presenza metafisica che cambia pelle alle precedenti versioni occidentali dell’essere. Le creazioni in metallo suggeriscono liriche astrazioni, rugginose, bianche, nero-grigiastre, ocra, o con poche e tenui tonalità ottenute con lavorazione di ossidi, gessi e colle (tutti materiali deteriorabili). Sono denominate “Opere a termine” per sottolineare in tal modo le inesorabili mutazioni del lavoro artistico su base organica. Le installazioni viventi invece, chiamate “Bioopere a termine”, supportano lo stesso principio attivando però specifiche fasi: la prima è la riproduzione fotografica dell’elemento naturale, ripreso in un dato istante, mentre la seconda è la concreta presentazione del mutamento dello stesso, al momento temporale della mostra. Anche le “Tele a termine”, opere destinate a un lento trasformarsi dei gessetti e degli altri strumenti pittorici instabili, sono composizioni intense dove si intersecano piani, forme vagamente geometriche, prospettive impossibili, morbidi segni semicorrosi, fantastiche architetture astratte su cieli neri. L’artista ci accompagna lungo il suo tragitto ideativo e poetico, acutamente sottile. (dalla mostra “Attraversamenti sparsi, a cura di Giovanna Arancio)
“Metallo a Termine n. 13� ferro, pigmenti.
“Opera a termine n.41� vetro, dimensioni variabili
“Opera a termine n.42� terracotta, dimensioni variabili
“Opera a termine n.43� terracotta, dimensioni variabili
“Metallo a termine n.18� vetro, dimensioni variabili
“Bioopera a termine n.17� mela, dimensioni variabili
www.galleria-ariele.com Via Lauro Rossi, 9/c 10155 Torino tel. 0112073905