Anno 17 - n.97
GENNAIO FEBBRAIO 2016 PERIODICO BIMESTRALE DI INFORMAZIONE MUSTELIDE Riservato ai soci di Furettomania ONLUS
Furettomania Informa Edizioni Furettomania ONLUS Via Petrarca n.12 21012 Cassano Magnago Varese
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EDITORIALE
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FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
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DICA POT POT
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PARENTI MUSTELIDI
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MOLTO RUMORE PER NULLA
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CONDIVISO CON VOI
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GRAN BAZAR
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FOCUS ON: LO STAFF&I SOCI RACCONTANO
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BRICOFERRET
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ADOZIONI
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IL PONTE DELL'ARCOBALENO
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PASSAPAROLA: IL PROSSIMO EVENTO
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PASSAPAROLA: LA CAMPAGNA DEL MESE
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IL FUROSCOPO
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VOLONTARI IN FM
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RESPONSABILI FM-CARTA AZZURRA SERVIZI
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PROSSIMA USCITA
10 MARZO
Direzione e Supervisione: Consiglio Direttivo Furettomania ONLUS Capo Redattore: Patrizia Puccetti Ariela Trovato Redattore scientifico: Silvia Pizzi Impaginazione e Grafica: Patrizia Puccetti Spedizioni web: Gaia Franzoso Hanno collaborato a questo numero Dott.ssa Marta Avanzi Medico Veterinario Alan Conti Giornalista, socio FM ONLUS Renata Patrizi, Creativa per FM ONLUS
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di Silvia Pizzi
MAN'S UNDERGROUND BEST FRIEND
Biologa Università degli Studi di Parma Socia FM ONLUS
IL MIGLIOR AMICO SEGRETO DELL'UOMO
Il furetto è un animale domestico a tutti gli effetti, proprio come il cane: non solo la sua storia, ma anche le sue abilità socio-cognitive perfettamente adattate alla relazione con l’uomo ne sono la prova scientifica. Diverse ricerche compiute sui cani, hanno dimostrato che, a differenza delle controparti selvatiche (lupi, per quanto semi-addomesticati) ma anche dei Primati più evoluti (Scimpanzè), questi mostrano la capacità di comprendere la gestualità umana (distal pointing gesture) se viene indicato un punto in cui è nascosto cibo. Inoltre i cani risultano “programmati” per cercare l’attenzione del proprietario (comunicazione viso-a-viso): preferiscono chiedere cibo ad un uomo con gli occhi aperti e non chiusi, sono restii a rubare cibo proibito se gli occhi del padrone sono aperti, ma soprattutto tendono a cercare il contatto visivo col proprietario quando affrontano problemi che non riescono a risolvere. Ancora, è stato dimostrato che i cani hanno comportamenti specifici riservati ai loro proprietari, come una maggior collaborazione, miglior risposta ai comandi e reazioni più intense alla riunione dopo una separazione temporanea rispetto ad altri umani sconosciuti.
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Studi di questo tipo non erano mai stati condotti su altri animali domestici sino al 2012, anno in cui è stato pubblicata una ricerca che investiga le capacità comunicative del furetto con l’uomo, ad opera di un gruppo ungherese dell’Istituto di Neuroscienze Cognitive e Psicobiologia. Nel loro lavoro i ricercatori hanno confrontato le abilità cognitive in relazione al rapporto con l’uomo di tre gruppi di animali: 17 furetti domestici (tutti mantenuti all’esterno, con possibilità occasionale di entrare in casa ma con contatto umano giornaliero), 16 ibridi con Mustelidi selvatici (puzzola europea, Mustela putorius; puzzola della steppa, Mustela eversmanii; visone europeo, Mustela lutreola; donnola siberiana, Mustela sibirica; di cui 10 gestiti in appartamento, quindi con contatto umano prolungato, ancor più che nel gruppo dei furetti) e 18 cani adulti di piccola taglia, di razze selezionate per la caccia a piccoli animali (Bassotto, Jack Russel Terrier, Cane Nudo Cinese, Schnauzer nano, Yorkshire terriers, e West Highland White Terrier, con stile di vita differente, dentro o fuori casa, ma tutti con contatto umano giornaliero). Sono stati fondamentalmente condotti tre tipi di test: sopportazione del contatto visivo, test della preferenza sociale e test di risposta alla gestualità umana. Tutti le prove sono state videoregistrate per poter essere analizzate in seguito e con assegnazione di un punteggio numerico per le diverse risposte dell’animale in modo da condurre un’analisi statistica. Nella prova di sopportazione del contatto visivo uno sperimentatore e il proprietario (in ordine alterno) sollevano l’animale ad altezza viso e cercano di mantenere il contatto visivo senza bloccarne la testa e cercando di mantenere l’attenzione dell’animale per almeno 30 secondi con suoni e muovendo delicatamente il soggetto. Hanno completato la prova tutti i soggetti, tranne un furetto per un errore del proprietario. Nel test della preferenza sociale l’animale viene tenuto fermo, poi annusa un bocconcino dalle mani tese sia dello sperimentatore sia del proprietario, quindi viene liberato e si valuta se sceglie il primo o secondo che sono posizionati ad uguale distanza mentre lo chiamano.
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Il test viene ripetuto 6 volte invertendo la posizione dello sperimentatore e del proprietario assegnando punteggi differenti all’animale a seconda che scelga il primo o il secondo o rifiuti di partecipare. Hanno completato il test tutti i furetti e tutti i cani, mentre 3 ibridi non hanno partecipato (dopo tre tentativi). Per quanto riguarda la risposta alla gestualità umana sono stati condotti 2 test differenti (ognuno ripetuto 6 volte). Nella prova del tocco continuo, gli animali dovevano scegliere fra 2 tazze sotto cui era nascosto del cibo, una costantemente toccata/indicata dallo sperimentatore (e non dal proprietario), guadagnando un punteggio differente a seconda del comportamento: 1 per la scelta della tazza indicata, 0 per la scelta della tazza non indicata, 0,5 se non sceglievano nulla in 20 secondi. All’esperimento hanno collaborato tutti i cani ed i furetti, ma non 4 ibridi (nessuna scelta in tutte le ripetizioni del test). Successivamente i soggetti sono stati sottoposti alla prova di indicazione momentanea, ovvero un esperimento analogo ma lo sperimentatore si limitava ad indicare con un dito la tazza senza toccarla (restando a 5-10 cm). A questa prova non hanno partecipato 4 furetti e 10 ibridi. I risultati sono facilmente riassumibili: entrambe le specie domestiche (cani e furetti) hanno mostrato maggior tolleranza al contatto visivo col proprietario rispetto ad uno sconosciuto, preferenza per il proprietario rispetto ad un sconosciuto quando devono decidere da chi prendere del cibo, capacità di rispondere alle indicazioni gestuali umane per trovare del cibo nascosto. In tutti i test le differenze fra cani e furetti non risultavano significative, mentre gli ibridi, oltre a non mostrare le stesse abilità, sono anche risultati meno disponibili a partecipare e quei pochi soggetti che hanno completato le prove erano quelli con più alta percentuale di sangue di furetto. Che cosa significa tutto ciò? Significa che per la prima volta è stato dimostrato che al di là dei condizionamenti sociali, dello stile di vita, della crescita in ambiente umano e del contatto con l’uomo, nel suo rapporto con l’uomo il furetto assomiglia al cane (dog-like) più che alle sue controparti selvatiche (wild ferret-like). Solo i furetti, e non gli ibridi, per quanto intensivamente socializzati, sono dotati di abilità socio-cognitive tali da permettere di stabilire complicate interazioni sociali con l’uomo. E se per alcuni studiosi queste abilità sociali (almeno nel cane) potrebbero derivare dalla sola esperienza del crescere e vivere nel complesso ambiente sociale umano, in realtà studi come questo suggeriscono che ci sia stato un processo evolutivo durante la domesticazione tale da selezionare caratteri genetici, ereditabili, scritti nel DNA che facilitino il rapporto con l’uomo. Il fatto che due specie domestiche etologicamente e fisiologicamente molto diverse come cane e furetto mostrino caratteristiche comuni, che invece si perdono in ibridi con le controparti selvatiche, indicano come la domesticazione sia uno speciale processo evolutivo che ha portato ad un aumento della suscettibilità alla comunicazione umana.
Hernádi A, Kis A, Turcsán B, Topál J (2012) Man’s Underground Best Friend: Domestic Ferrets, Unlike the Wild Forms, Show Evidence of Dog-Like SocialCognitive Skills. PLoS ONE 7(8): e43267
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di Ariela Trovato
Direttivo FM ONLUS
DON'T WORRY, BE HAPPY!
I furetti sono divinità del Chaos in Terra. In quanto tali, trovano molto noioso il nostro comportamento fatto di orari stabili, di case in ordine, di ore passate noiosamente davanti alla televisione e ci compatiscono come poveri esseri schiavi della routine e del prevedibile. È per questo che mettono di tanto in tanto in atto qualche comportamento che ci scuota dal nostro apatico tran tran quotidiano: di solito facendoci prendere un infarto coronarico. Ecco quindi una serie di accorgimento che il furetto adotta per essere al centro delle nostre attenzioni (come è giusto che sia) e per darci quel brivido, quel pizzico di pepe e Chaos che riscuotano le nostre giornate. Molti di noi ormai veterani furettari D.O.C. sono preparati e parzialmente immuni a queste fantasiose trovate dei loro furetti, anche se non bisogna mai sottovalutare la demoniaca intenzione del furetto deciso a scuotere la nostra routine; viceversa, chi si trova di fronte alle prime esperienze rischia l'esaurimento nervoso...
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Partiamo con il singhiozzo: chi ha avuto cuccioli (di specie canina, furettica e anche umana) sa che esiste un singhiozzo tipico dei giovanissimi; è frequente, viene e passa da solo e non vuol dire niente. Ebbene, i furetti, eterni cuccioli, hanno il singhiozzo spessissimo anche da adulti. Noi umani lì vediamo là a sobbalzare al ritmo del loro diaframma che si contrae e alla terza volta in un giorno in cui questo succede parte un tic nervoso al nostro occhio, riflesso di un pensiero ricorrente: ci sarà qualcosa che non va? Non c'è niente che non va, il singhiozzo viene e passa da solo; se dovesse protrarsi, a volte basta semplicemente distrarli, fargli un piccolo massaggio sulla pancia. Non c'è bisogno di ricorrere a medievali rimedi della nonna o di chiamare il veterinario tutte le volte che il furetto singhiozza. Il secondo stratagemma furettico per tenerci sul chi-va-là sono gli starnuti: se voi foste alti pochi centimetri da terra e continuaste ad infilarvi sotto e dietro i mobili... Be', anche voi starnutireste un sacco. So che nella testa di tutti al secondo starnuto scatta l'allarme forasacco-corpoestraneo-influenza-asma-allergiafinedelmondo: molti di questi casi in realtà sono piuttosto improbabili e facilmente escludibili: gli starnuti da corpo estraneo di solito sono estremamente violenti; a meno che non siate stati con il furetto in un campo da aprile in poi difficile che si tratti di un forasacco; l'asma di solito è accompagnata a dispnea e via dicendo. Se non c'è scolo nasale o oculare anche le patologie virali sembrano da escludere. In conclusione, il più delle volte il furetto si è solo infilato in un cumulo di polvere sfuggita al vostro aspirapolvere. Se comunque il vostro furetto non è ruscito a scuotervi dalla vostra noiosa serata sul divano, ecco che applicherà Il terzo stratagemma, grattarsi come se non esistesse un domani: anche questo succede tipicamente ai furetti e non è detto che abbiano per forza pulci, eczemi ed eritemi. Se la grattata è generalizzata e non si concentra ripetutamente in un solo punto, se il furetto non si lecca e si mordicchia solo in certe zone le probabilità che ci sia qualcosa di grave sotto sono remote. Se la prevenzione per parassiti (pulci, acari delle orecchie, etc.) è stata fatta e non avete dubbi sul risciacquo adeguato dal sapone dopo il recente bagnetto, se ad un rapido controllo non ci sono croste, macchie, escoriazioni e arrossamenti... Potete tornare a godervi il film sul divano. Oppure decidere che quel piccolo attore peloso a quattro zampe si è meritato la vostra attenzione e potete passare una mezz'ora a giocare con lui e a vezzeggiarlo! Da qui in poi gli stratagemmi per tirarci fuori dalla nostra noiosa routine iniziano a diventare professionali, cioè il furetto decide che abbiamo davvero bisogno di essere deviato dal nostro placido fluire nell'abitudine. E per noi di solito questo si traduce in anni di vita persi e tuffi del cuore verso il vuoto.
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Stratagemma quattro, mugolare nel sonno: a volte nel silenzio della casa capita di sentire dei lamenti, dei gridolini mugolati; subito in allarme e con un panico che si diffonde nelle viscere come piombo fuso corriamo a controllare il furetto; dorme e geme nel sonno. È un momento molto brutto da vivere, soprattutto la prima volta, perché inevitabilmente pensiamo che il furetto stia male. In realtà, sogna. Nessuno studio è stato fatto sul sonno dei furetti, che io sappia, ma è chiaro che sognano: corrono, sobbalzano e a volte, forse, hanno degli incubi. Che siano incubi istintivi, ancestrali, o come per gli umani rivivano momenti della vita non piacevoli... Questo non potremo mai dirlo. Ma è palese che si lamentano e piangono. Anche se è un suono che spezza il cuore, il furetto non sta male. Non è necessario agitarsi e svegliarlo per controllarlo, quanto piuttosto magari avvicinare piano la mano, lisciarlo e fargli sentire un po' di calore e di odore conosciuto. Non so se possa essere una verità assoluta, ma i brutti sogni sembrano accadere più spesso a furetti che dormono soli senza un compagno furettico. Stratagemma cinque, cadere addormentato in mezzo al pavimento della stanza: per quanti furetti si possano aver avuto nella vita, questo stratagemma funziona sempre; invariabilmente al furetto caduto addormentato sulla schiena in mezzo alla stanza il cuore si ferma. Perché, diciamocelo, sembra morto. Però dorme. Dorme? Tremanti ci avviciniamo e lo tocchiamo ed ecco che il furetto apre un occhio per guardarci nella tipica espressione"be', che vuoi?", pure un po' scocciato. Sì, grazie al cielo dormiva. Ora possiamo chiamare defibrillatore per noi.
l'ambulanza
con
il
Stratagemma sei, massima risorsa del furetto che desidera sconvolgerci la vita: il dead sleep. Non tutti i furetti sanno prodursi nell'arte del dead sleep vero e proprio; e può darsi che abbiate avuto furetti per anni e nonostante questo voi non siate mai incappati in questa esperienza; che, vi assicuro, è tutt'altro che piacevole da vivere la prima volta e vi lascia un trauma che rivivrete in ogni occasione che il furetto cadrà in dead sleep.
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Sostanzialmente, è una variante del quinto stratagemma: il furetto pare morto. Solo che continua a parere morto anche quando lo andate ad accarezzare, non ha reazioni; lo tirate su e penzola senza vita a destra e a manca come una bambola di pezza. Lo scuotete piano e il furetto non reagisce. Il vostro cervello entra in fase finedelmondo e scuotete il furetto un po' più forte. Non succede niente. Ma il furetto non è morto, sta dormendo; è un tipo di sonno molto particolare, una sorta di stand by di corpo e mente dove le funzioni vitali sono al minimo e le reazioni al mondo esterno sono azzerate a meno di fortissimi stimoli. Se le mucose sono rosa, se il respiro è regolare (per quanto a questi livelli diventi lento), se il corpo è caldo, allora non c'è niente di cui preoccuparsi, salvo prendere appuntamento per voi per un triplo bypass. Una volta che conoscerete a fondo il dead sleep, potrete approfittarne per tagliare le unghie al vostro furetto e pulirgli le orecchie. Ma vi assicuro anche che ogni volta che vedrete il vostro furetto in dead sleep avrete un momentaneo brivido lungo la schiena e fisserete con nevrotica concentrazione l'addome della bestiola per vedere che si sollevi nel respiro del lento sonno dei giusti. In conclusione, ci sono molti comportamenti del furetto che ci possono preoccupare ma che non necessariamente sono preoccupanti. In ogni caso, le piccole divinità del Chaos con questi accorgimenti tengono viva la nostra attenzione e ci procurano quel tanto di adrenalina che loro pensano ci debba toccare. E ancora una volta hanno vinto nella loro gara in quanto scompiglio possono portare nelle nostre vite! Nota dell'autrice: in tono semiserio ho trattato quelle che sono alcune delle situazioni più da "molto rumore per nulla"; piccoli accadimenti che ci allarmano ma che in fondo non sono che fuochi d'artficio invece che bombe. È da intendersi che tutto questo va affrontato cum grano salis, con discernimento. Un furetto il cui comportamento devia dalla normalità è bene che sia controllato da un veterinario esperto. E che ogni caso va contestualizzato. La mia vuole essere una bonaria presa di giro, tra il serio ed il faceto, di tutte quelle occasioni in cui un furetto ci fa prendere degli spaventi o ci impensierisce; ma dove la questione si fa seria, si smette di ridere e la si affronta diversamente.
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CAIRATE (VA). La Grande Bellezza vince l'oscar. Quella più piccola e morbida si accontenta di portare a casa scintillanti coccarde, crocchette e quel sorriso che solo la passione può regalare. E vale anche di più. In una domenica in coda a novembre, con un sole che ha il calore primaverile e il pallore autunnale, si è svolta la ventiduesima edizione del Concorso Italiano per Furetti organizzato dall'associazione Furettomania ONLUS. Una manifestazione che è stata un successo grazie agli appassionati che sono arrivati all'Area Feste di Cairate in provincia di Varese da ogni angolo d'Italia. Voglia di incontrarsi e di condividere, prima ancora dell'importanza di capire quali siano i furetti più belli. La gara, in ogni caso, si è svolta seguendo tutti i crismi ufficiali con le categorie divise per età e i “best of” di ogni colorazione. Orecchie, naso, coda, pelo, zampe, denti, gengive, temperamento: ogni singolo furetto iscritto è stato valutato con attenzione dai giudici. Il giro del mustelide in dieci parametri. Tanti, fortunatamente, i voti alti. “L'importante di questa iniziativa – ha spiegato la presidente dell'associazione Viviana Puzone – è riscontrare quanta cura e attenzione viene posta nel mantenere bene il proprio furetto. E' un bel segnale”. Non a caso, oltre alla valutazione, diversi proprietari sono stati chiamati a colloquio per focalizzare sempre meglio l'attenzione posta al proprio furetto. Gli eventi dell'associazione, d'altronde, sono anche questo: contenitori di sapere da trasmettere ed espandere. Non a caso la presenza di veterinari specializzati è sempre un regalo prezioso per tutti i partecipanti. Sassi nello stagno con cerchi che si allargano. Si impara anche da novizi, garantito. Cornice colorata e stuzzicante dell'evento sono stati i tavoli con i gadget e l'oggettistica dell'associazione. Andare via senza un pensiero, per di più con Natale alle porte, suona da peccato. Oltre al perno centrale del concorso, però, la giornata di Varese ha vissuto momenti di divertimento anche all'esterno della piccola palazzina dell'Area Feste. Qui, infatti, hanno fatto capolino discipline “furolimpiche” che sono tradizionali. Dallo stand up, al kiss me baby passando per la di Alan Conti corsa nei tubi.
22° CONCORSO BELLEZZA - FM ONLUS -
Giornalista e Socio FM ONLUS
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Ancora si cerca, nella spelacchiata pianura lombarda, un fulmine mascherina che ha attraversato un tubo in poco più di un secondo... Per tutti, poi, una nuova carrellata di premi addobbati dalla preziosa pasta di malto Gimpet , fedele scudiero di qualsiasi attività per rapire piccoli musetti dei mustelidi. Da sottolineare, ca va sans dire, il fondamentale supporto dei partner Solidali che sostengono Furettomania ONLUS: Gimborn, Vitalin Ferret, Fantoni, Inodorina e le bio-lettiere di Cliffi. Si era detto no? Immancabile.. Momento toccante, infine, per il saluto agli otto “scugnizzi” recuperati a Torre Annunziata in provincia di Napoli e in attesa di una nuova vita dopo un percorso non semplice. Guardano avanti con lo sguardo di chi può riscoprire una speranza. Eccola: la grande bellezza.
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