PERIODICO BIMESTRALE DI INFORMAZIONE MUSTELIDE riservato ai soci di Furettomania Onlus EDIZIONE STRAORDINARIA
SOMMARIO
REDAZIONE
Timmy il tasso freddoloso Le puzzole infreddolite Il tasso e la chiocciola L'ermellino e il lupo Il pipistrello e la donnola Chi ha ucciso i cuccioli di lontra? Le lontre e il lupo La vera storia della Baronessa di Carini La leggenda dell'isola di Mackinac L'ermellino e il cacciatore Super Mario Tanuchi Pot pot Signor Klaus Un amico speciale Ladri di calzini Mille strane posizioni
Direzione e Supervisione: Consiglio Direttivo Furettomania ONLUS Capo Redattori: Ariela Trovato e Patrizia Puccetti Consulente Scientifico: Claudio Cermelli Collaboratori di Redazione: Lo Staff e i Soci Impaginazione e Grafica: Patrizia Puccetti Spedizioni web: Gaia Franzoso
FurettoMania Informa Edizioni Furettomania Onlus Via Petrarca n.12 21012 Cassano Magnago (Varese)
Anche quest'anno ci siamo lasciati catturare dallo spirito natalizio e siamo qui ad offrire ai nostri soci una raccolta di fiabe, racconti e filastrocche, originali, tradotte, inventate o riadattate a tema mustelide: tutta da gustare per risvegliare il bambino che è in noi e goderne insieme ai nostri figli e nipoti. Sperando in cosa gradita vi lasciamo a queste pagine e...
Buone feste!
OH! OH! OH!!! La Redazione Orgogliosa!
Nel bosco delle Sette Querce, viveva un tasso di nome Timmy, sempre triste e freddoloso,
Si avvicinò furtivo alla casa e vedendo la
poiché la sua pelliccia non era folta come
legnaia, pensò che era una tana perfetta.
quella dei suoi amici.
Quel pomeriggio, mentre la padrona di casa stava raccogliendo la legna per il All’arrivo dell’inverno, mentre cercava un riparo dal freddo, avvistò fuori dal bosco una piccola baita.
camino, scorse tra i tronchetti una codina penzolare.
Si chinò e vide Timmy che tremava per il
In casa lo mise davanti al caminetto e gli
freddo.
venne in mente un’idea.
Intenerita, la vecchina lo prese in braccio e lo portò a casa al calduccio.
“Ti farò un bel cappotto!”, esclamò.Tirò fuori il metro e gli prese le misure.
Senza perdere tempo si mise subito al lavoro, mentre Timmy si gustava il tepore
Soddisfatta dal suo lavoro, la vecchietta strinse Timmy in un tenero abbraccio.
del camino.
Ora Timmy non si vergognava piĂš del suo aspetto. Colmo di gioia corse nel bosco e si Dopo poche ore il cappotto era pronto per
mostrò fiero ai suoi amici.
essere indossato. Ringraziamo Davide Ghidini Tratto da http://fantasiasullacarta.blogspot.it/2012/03/fiaba-tasso-timmy.html
La vera storia della Baronessa di Carini di Claudio Cermelli
A differenza della sua antenata che morì
fiumi. La giovane e bella Purpidda (avete
trucidata dal padre nel castello di famiglia
presente Claudia Cardinale nella scena del
per salvaguardare l’onore del casato, la
ballo
protagonista di questa storia vive beata tra
inebriata dalle luci e dagli sguardi dei tanti
molti cavalieri che stravedono per lei.
giovani furettoni che la divoravano con gli
Adesso vi racconto come sono andate le
occhi: il suo carnet di ballo era zeppo di
cose.
nomi di pretendenti. Non sapeva, però, che
La barunissa Purpidda di Carini viveva infelice,
reclusa
dal
padre
nel
castello
baronale in Sicilia, a Carini appunto. Per una importante
occasione, il padre diede
una grande festa cui partecipò il fior fiore della nobiltà sicula e diplomatici da tutto il mondo di stanza in Sicilia. Le coppie di furetti ballavano negli splendidi saloni del castello,
immensi
cacciagioni puzzole
in
erano livrea
vassoi
di
pregiate
portati
in
giro
da
fungevano
da
che
camerieri e valletti, il furotone scorreva a
con
del
la
Gattopardo?)
sua
bellezza
ballava
stava
felice,
creando
i
presupposti di un dramma. Tra tutti i bei maschi, tre soprattutto si stavano rodendo per la smania di conquistarla: il conte Potemkin, ambasciatore russo presso la corte di Palermo, il generale Popoff, cosacco dello zar (zoppo e sdentato per ferite di guerra) e il bellissimo Poldo, una puzzola nera
come
il
carbone,
assoldato
come
cameriere per la festa. Quest’ultimo, conscio del
suo
ruolo
di
servo,
se
ne
stava
timidamente da parte, sognando ad occhi aperti un bacio di Purpidda, mentre girava
coi vassoi di quaglie, anatre e conigli. Nel
della
cuore della festa il conte Potemkin andò a
ubriaconi…”
reclamare
il
suo
turno
di
ballo
dalla
affascinante baronessa, come prevedeva il di lei carnet. Purpidda era ancora tra le braccia del precedente ballerino, il generale
festa.
Quei
due
maledetti
russi
Poldo raccolse tutto il coraggio della sua vita e in un soffio disse: “Vinni vuliti fuiri cu’ mmia?”
Popoff, che nonostante la zoppia ballava egregiamente. Tra i due nacque un alterco e il generale lanciò il guanto di sfida al conte. Il barone, indignato per lo scandalo, fece
portare
fuori
i
due
russi
ormai
ubriachi di furotone e mandò in camera la figlia. Mentre la giovane saliva gli scaloni per
tornarsene
mestamente
nei
suoi
appartamenti, sentì dietro di sé dei passi leggeri. Si girò, ma non vide nessuno. Riprese a camminare e risentì il leggero fruscio: voltatasi, ancora non vide nessuno. Alla
terza
nascondersi
volta dietro
vide un
un’ombra divano:
scura
andò
a
vedere e vide uno dei camerieri di cui, durante la serata, aveva colto lo sguardo triste, sognante e dolcissimo. Ora quegli occhi
neri
brillavano
di
paura,
quasi
terrore, nell’ombra: era Poldo. A Purpidda battè il cuore: lo aveva seguito con gli occhi tutta la sera, rapita dal suo manto nero e lucido, dalla coda lunghissima, dagli occhi vivacissimi e selvaggi, da vera puzzola sicula. Il servo era terrorizzato perr essere stato scoperto a seguire la padrona e non osava potpottare…un goccia cominciò a scendergi dal naso. “Buonasera”
disse
Purpidda non se lo fece dire due volte: afferrò una zampa di Poldo, si precipitò giù per lo scalone e in un attimo la coppia fu lontano dal castello. Fuggirono al nord, la baronessa tradusse il suo nome in Polpetta e vissero per un poco in un modesto appartamento. Ma qualcuno era sulle loro
Purpidda
“come
vi
chiamate?” “Po…po…pot…pot…po Poldo, vossignurìa” balbettò il giovane. “Perché mi stavate seguendo?”
tracce. Non il barone, che per l’onta subita si era chiuso nel castello e non ne uscì più lasciandosi morire, ma il generale Popoff, deciso a conquistare la bella baronessa; era un uomo d’azione abituato a lunghe marce nella neve lungo il fiume Don e non si sarebbe lasciato scoraggiare facilmente.
“M’havi ‘a pirdunari….” “Non dovete scusarvi. Mi piacete e parlare con voi mi consola della fine improvvisa
Riuscì alla fine a trovarli, ma con grande dolore vide che Polpetta viveva con l’ex
cameriere. Scappò a Firenze, dove viveva il fratello, il conte Cannellosky, che cercò invano di farlo rinsavire (nonostante a suo tempo lui stesso avesse avuto una cotta per la bella baronessa): ma per Popoff esisteva al mondo solo una cosa, l’amore di Polpetta. Passava tristi giorni, affogando il dolore nel cibo e nel furotone (l’appetito, infatti, non gli era venuto
meno).
Un giorno
suonarono alla porta e si vide davanti Polpetta,
che
era
stata
chiamata
da
Canellosky stufo di avere il fratello tra i piedi. “Popoff, a casa nostra c’è posto per tre. Possiamo vivere tutti assieme. Poldo è dolcissimo, ma è sempre tanto timido e pauroso: ci vuole un po’ allegria e in tre staremo bene”. Il generale non se lo fece dire due volte: prese armi e bagagli, cioè la sua
cuccia,
e
seguì
Polpetta.
Che,
ovviamente, aveva ragione: Poldo, da quel cuore grande che era, accolse a braccia aperte il generale Popoff e i tre divennero inseparabili. Ma le peripezie non erano ancora finite. Al ritorno da una vacanza in montagna, dove, come al solito la baronessa e il generale avevano fatto vita mondana, tra un aperitivo e l’altro, con il timido Poldo che li seguiva in disparte, i tre si videro piombare in casa il conte Potemkin. Anche lui aveva passato brutti giorni, affranto per la fuga della baronessa, e anche lui aveva affogato il malumore nel cibo: era così diventato una palla di lardo. Ma Polpetta non poteva negare che la morbida ciccia, il pelo argentato e setoso, gli occhi dolci, la simpatia estrosa avevano fatto breccia nel suo cuoricino generoso.
Decise che c’era posto anche per lui con la completa approvazione di Poldo che, fin da subito, trovò irresistibile il conte. Iniziò così un periodo difficile: il conte e il generale, entrambi
russi
temperamentosi,
non
riuscivano a sopportarsi vicendevolmente e gli scontri erano continui. Poldo, molto diplomaticamente,
non
parteggiava
per
nessuno dei due ma si godeva beato la compagnia dei due nuovi amici e il dolce affetto della ex padrona. Arriviamo così alla cena di Natale del 2013. Polpetta,
elegantissima
e
bellissima,
mollemente adagiata su una dormeuse di velluto, spilucca una quaglia frullata in salsa
di
furotone,
un’immensa pelliccia
scaldandosi
in
di zibellino russo
(sintetica, ma lei non lo sa), regalo natalizio del conte.
generale per il conte Potemkin. Polpetta guarda
il
militare
severamente schiarisce
la
Potemkin
è
russo
con
interrogativi. voce:
”Il
speciale,
mio
non
è
occhi
Popoff
si
regalo
per
un
regalo
materiale” (Poldo a questo punto fa una risatina silenziosa pensando: “Ti pare che quel tirchione di Popoff spenda due rubli per comprare un regalo per Palla-di-LardoPotemkin?”. Polpetta lo incenerisce con lo sguardo.).
“Dicevo,
il
mio
regalo
è
simbolico” altra risatina di Poldo “ma sincero: ho deciso di non fare più guerra a Potemkin”.
I
due
furetti
russi
si
Ha appena finito di scartare i regali:
abbracciano e si mordicchiano dolcemente
Popoff le ha regalato uno splendido scrigno
sul
rosa pieno di trucchi di una famosa beauty
comincia a ribaltarli potpottando beato tra
farm niuiorchese (“Sex and The City”),
quei due colossi di pelo e ciccia, e la bedda
Poldo un bellissimo vestitino rosa con pizzo
Purpidda
bianco. I suoi tre fidanzati la guardano con
zampina dalle unghia laccate di rosa.
gli
occhi
sognanti.
“Adesso”
dice
lei
“scambiatevi i vostri regali”. E’ tutto un aprire di pacchi. Manca però il regalo del
collo.
Poldo
si
salta
asciuga
loro
gli
addosso
occhi
con
e
la
Da quel giorno vivono felici e contenti. E in pace.
Un amico speciale di Viviana Puzone Presidente Furettomania ONLUS
Lo aspettavo e lo volevo, ma la mamma mi diceva "quand'è ora arriverà .. e il tuo cuore brillerà ". Anche in sogno mi appariva e a scuola il suo pensiero mi seguiva.. non riuscivo a non pensare "ma quando arriva il Natale!?" Tutti vogliono regali macchinine, castelli o costosi aerospaziali ma il mio unico desiderio, era speciale ed era vero non un gioco o un pupazzo, ma un Amico vero e pazzo
un Amico senza eguali che avrebbe reso tutti speciali. Un Amico senza inganno con cui giocare tutto l'anno. Il telefono squillò e il mio cuore subito tremò... "E' ora, andremo domani" disse mamma, presto corri a far la nanna! Non riuscivo, non dormivo sempre a lui pensavo di continuo era ora e lo sapevo e il mio amico mi aspettava. Ed eccoci arrivati dai furetti abbandonati... quanti sono ogni anno sempre più con l' inganno di un amore senza fine senza poi esservi incline Quanti musi tristi non è giusto... perché gli uomini son così egoisti? "Figlio mio guarda qui" con un sussulto mi voltai e dalle braccia di uno ragazzo ecco spuntar un musetto aguzzo "Come si chiama" domandai "nessun nome gli è stato dato mai" una carezza gli feci sul peloso crapino e tanti baci mi diede quel furettino Vieni qui amico mio non sei più solo ora, sei nel cuore mio Amico ti chiamerò perché tutto quel che so è che per sempre ti amerò!
Il tesoro più prezioso di Viviana Puzone Presidente Furettomania ONLUS
Senza calze resterai se un furetto in casa hai! Un baule di tesori Un pò matti allegri e distratti chiavi, calze e botton d'ori! sono i furetti sempre birbanti! Irresitibile musino Quando cerchi e non trovi, chiede scusa restituendo un calzino! guarda bene cerca e muovi. Ma il tesoro più prezioso che ha Il telefono è sparito è il tuo amore che per sempre nel sotto l'amaca è custodito! cuore custodirà!
Mille strane posizioni di Viviana Puzone Presidente Furettomania ONLUS
Mille strane posizioni mentre dormon in mille torsioni sembran morti qualche volta sobbalziamo ogni volta Acciambellati a pancia all'aria forman cuori e arme letali Ci riscaldano nei giorni freddi ma con una leccornia sono desti Si emozionano sfurettando e la poesia va svanendo ma quando ti accarezzano con le zampine evviva la puzza senza fine!
Ringraziamo tutti i soci che hanno collaborato con fiabe e immagini dei loro furetti e moffette, ed ogni autore ed illustratore che ha gentilmente condiviso le proprie creazioni, oltre che i siti da cui abbiamo condiviso alcune storie.
THAT'S ALL FOLKS! Questo numero speciale di Furettomania Informa non è pubblicato a scopo di lucro e non intende ledere in alcun modo i diritti d'autore. Eventuali immagini o brani pubblicati, tratti dal web, sono valutati di pubblico dominio e/o ne è stato chiesta la concessione; qualora il loro uso violasse involontariamente diritti d’autore, lo si comunichi alla redazione, che provvederà alla loro pronta rimozione. Grazie