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03 maggio giugno 2013

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Anno 14 - n.82

FURETTOMANIA INFORMA

MAGGIO GIUGNO 2013

PERIODICO BIMESTRALE DI INFORMAZIONE MUSTELIDE riservato ai soci di Furettomania ONLUS MAGGIO GIUGNO 2013 LA PROSSIMA USCITA: 10 SETTEMBRE

Hanno collaborato in questo numero:

DIRETTIVO NEWS

-Iolanda Micchi, medico veterinario -MariaGiovanna Modoni, socia -Lavinia Cardillo, socia

ALMANACCO E CATALOGO GADGET 2013 Ancora non sapete delle grandi novità? Sfogliate il Catalogo Gadget 2013!

SOMMARIO

http://issuu.com/furettomaniaonlus/docs/catalo gofm2013 Tanti bellissimi gadget per voi e i vostri amici: calendari, almanacchi chiavette usb e fantastiche magliette! tutto a sostegno di Furettomania Onlus No, non è mai tardi per l'Almanacco2013! Che importa se metà anno è già andato, le foto dei furetti adottati nel corso del 2012 protagoniste di 12 mesi non hanno tempo, ed i consigli sono sempre validi!

REDAZIONE Direzione e Supervisione: Consiglio Direttivo Furettomania ONLUS

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2 SOMMARIO-REDAZIONE-DIRETTIVO NEWS 3 EDITORIALE 6 FORSE NON TUTTI SANNO CHE... 12 DICA POT POT 14 PARENTI MUSTELIDI 17 MOLTO RUMORE PER NULLA 23 CONDIVISO CON VOI 30 GRAN BAZAR 31 FOCUS ON: LO STAFF RACCONTA 36 FOCUS ON: I SOCI RACCONTANO 40 BRICOFERRET 41 ADOZIONI 44 IL PONTE DELL'ARCOBALENO 45 VOLONTARI IN FM 46 IL FUROSCOPO

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48 RESPONSABILI UFFICI FM-CARTA AZZURRA SERVIZI 49 PASSAPAROLA: IL PROSSIMO EVENTO 49 PASSAPAROLA: LA CAMPAGNA DEL MESE

Capo Redattori: Ariela Trovato e Patrizia Puccetti Consulente Scientifico: Claudio Cermelli FurettoMania Informa Edizioni Furettomania Onlus Via Petrarca n.12 21012 Cassano Magnago (Varese)

Collaboratori di Redazione: Lo Staff e i Soci Impaginazione e Grafica: Patrizia Puccetti Spedizioni web: Gaia Franzoso

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EDITORIALE CHUPITO STORY di Viviana Puzone -Presidente Presidente Furettomania -ONLUS

vorremmo… a voltee arriviamo quando la malattia è troppo avanzata o quando il maltrattamento è così profondo e radicato che ci vorranno anni e tanta pazienza e amore, prima che quel furetto torni a fidarsi dell’uomo, o solamente giochi…come un furetto! Ma qualche volta, inaspettatamente in e in modo del tutto bizzarro, capita di essere protagonisti di un’avventura il cui finale un pochino ci rende eroi. E’ inverno, fa freddo e fa buio molto presto… È ora di cena e il telefono squilla… numero sconosciuto… mio marito mi guarda male, come a intimarmi che stiamo per cenare e non è il caso che risponda. E ha ragione, alcune regole devono esserci tra la vita del volontariato e la propria famiglia altrimenti certi equilibri si spezzano e il malumore mette radici.

Quando si pensa a un volontario che recupera e salva animali in difficoltà, la nostra mente dalla fantasia infinita, e condizionata anche dai media, crea subito mille figure, tutte eroiche, passionali e pronte all’azione! Sembriamo super eroi con poteri sovrannaturali: nessuno uno può fermarci dal salvare un animale in difficoltà, con qualunque condizione metereologica e a ogni ora del giorno e della notte siamo pronti a spiccare il volo verso la giustizia e la salvezza dell’animale. La realtà, invece, troppo spesso è diversa. Non on riusciamo ad arrivare in tempo, il traffico delle grandi città ci blocca e fa perdere un’intera giornata solo per portare il piccolo sfortunato dal veterinario, ci troviamo a combattere con la burocrazia e con enti a volte ben poco collaborativi. Impieghiamo hiamo ore a volte solo per parlare con l’ASL di competenza o per fare la segnalazione di un ritrovamento. A volte arrivati al punto d’incontro con il cessionario, attendiamo ore sotto il sole o l’acqua, puzzolenti e sudati, e a volte ci danno anche buca facendo cendo saltare il recupero e noi magari avevamo chiesto un permesso al lavoro (si, perché lavoriamo anche…e non per Furettomania) o magari un cambio turno con un collega a cui abbiamo promesso mille favori. Abbiamo lasciato nostro figlioun’ora in più a scuola la o con il papà/mamma, che prontamente brontolerà per l’ennesima assenza (già perché magari qualche volta andiamo in palestra o dal parrucchiere o anche solo a bere una birra con amici).

Ma l’istinto prevale e rispondo ripromettendomi di farmi richiamare più tardi... ma la voce dall’altra parte è un allarme: è stato avvistato un furetto, vicino un campo sportivo ai margini di un parchetto, in un paese non troppo lontano da casa mia. La mente corre veloce e mille m pensieri l’attraversano: furetto-parco parco-strada-auto-possibilità di morte elevata, possibilità di ritrovarlo se attendiamo il giorno dopo, nulle. Carta, penna, indirizzo, e ho già la giacca e le chiavi dell’auto in mano. Mio marito capisce, è un brav’uomo… brav’uo d’altronde l’ho conquistato facendogli adottare un furetto, non può che essere comprensivo e poi sapeva in che guaio si stava cacciando quando si è follemente innamorato di me!!! La ragazza al telefono, Flavia, gentilissima e molto amante degli animali si rende disponibile a darmi una mano nella ricerca, con suo padre e il loro cagnetto Chupito.

Spesso non riusciamo a salvare tutti i furetti che

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Il paese “vicino casa mia” risulta non esserlo poi molto, ma arrivo a destinazione grazie al navigatore (santa tecnologia!!), armata di remover, crocchini in un barattolino e guanti (un furetto abbandonato per paura può mordere). Ma quando parcheggio mi trovo di fronte uno scenario imprevisto... il parchetto era un bosco, bello grande e non illuminato e non c’era la luna piena a far luce!! Mi si gela il sangue… ok faceva anche molto freddo… ma il mio pensiero va alla possibilità di successo di quella missione: scarsissima e la percentuale di azzera quando mi avvicino ai margini del bosco… una “gabbia” abbandonata, sicuramente di un cacciatore, era una sorta di rete da giardino fatta a tubolare in cui vi era un tozzo di pane secco e una vaschette per l’acqua... e il posto era pieno zeppo di tane di coniglio!

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Era davvero tanto buio e non avevo con me una luce ma solo quella del cellulare (santa App I-torche!!!), si faticava a non inciampare nelle tantissime buche e rami sparsi, e il rumore delle cornacchie e uccelli vari che stavamo disturbando, non aiutava… venivo attirata da un rumore e poi subito da un altro… il mondo del sottobosco... un’infinità di piccole creature animavano quel posto… invisibili ai nostri occhi!Ho perlustrato in lungo e in largo, mi sono accovacciata a terra sotto rami e lungo rocce appuntite, ho fatto ogni

Trovare un furetto in un bosco, di notte è già abbastanza difficile, ma quando la zona è colma di tane in cui il piccolo può rifugiarsi, addormentandosi dentro, è praticamente impossibile. C’erano milioni di buchi, e posti sotto rocce e rami in cui avrebbe nascondersi e sappiamo anche quanto il sonno dei furetti sia profondo! Il mio morale è finito sotto le scarpe e l’adrenalina si è spenta… ma solo qualche minuto...

genere di verso di cui ero capace e chiamato questo furetto in ogni modo possibile e immaginabile e quando ho iniziato con un “qui qui bobby, fiuuu, pssss, qua qua, iuuuuhhhhhuuu, pot pot, cra cra” ho pensato che forse dovevo tornare indietro e… darmi anche un paio di sberle! Il punto di ritrovo con gli altri, vicino a un cumulo di rocce, rami e arbusti di spine, era un posto davvero perfetto per nascondersi, ma lo era tutto il bosco intero!!! Vicino ad alcune rocce il terreno smosso era fresco, c’erano molte tracce di passaggio, ma nessun musetto sbucava da li sotto e soprattutto, non sono un’esperta nel seguire le tracce!

Pensa come un furetto mi sono detta, cosa faresti? Il perimetro! Iniziamo da li! E poi sotto i sassi e nelle buche! Un passo alla volta! Battendo lungo il confine del bosco, con richiami vari e facendo rumore con i crocchini ho iniziato la mia ricerca, aiutata da Flavia, suo padre e il fedele Chupito in un’altra zona per coprire maggiore distanza.

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Con Flavia e suo padre mi stavo mettendo d’accordo

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riparto verso casa… di Simonetta e Angelo, nostri soci e volontari, super disponibili a tutte le ore, che avrebbero fatto l’affido temporaneo (io stavo facendo” l’affido temporaneo” di mia sorella traferitasi da me, e non avevo spazio al momento!!!). Era tardi, ero stanca e molto, molto affamata, ma felice! Una vita era stata salvata! Non sappiamo se la gabbia doveva fungere da trappola (non aveva però la porta a scatto) o da tana, se il furetto è stato abbandonato o lasciato in addestramento alla caccia in solitaria, o se durante una battuta di caccia non è più tornato. La gabbia due giorni dopo è scomparsa e gli enti che abbiamo avvisato non ci hanno dato riscontri a riguardo.

per far tornare loro la mattina successiva, con la luce del giorno, e io nel pomeriggio appena finito il lavoro e prima di andare a prendere Leo a scuola…quando all’improvviso Flavia urla “ ECCOLO!!!” mi giro e vedo questo furetto tutto quatto quatto che ci sfila letteralmente davanti e si intrufola sotto quelle rocce che aveva appena controllato!

Questa è una storia con lieto fine, quella di Chupito cosi chiamato in onore del cane di Flavia, che ora ha una splendida famiglia, quella di Alessandra e anche un fratello e una sorellina. Vive felice e coccolato e adora fare danni! Ha anche una zia acquisita, Simonetta che tanto si era affezionata a lui durante il suo affido.

Mi lancio per terra in un secondo e tiro fuori crocchini e remover che sto piccolo furfante a momenti mi strappa di mano (ma meglio il remover che le mie dita!)

Quanto a me, lo ricorderò sempre come una mia piccola grande vittoria e questa esperienza mi aiuterà

Ma tengo salda la presa e con calma (ma il cuore mi batteva all’impazzata!!!) credo una striscia di pasta remover su una piccola roccia per farlo uscire dalla tana... spargo i crocchini li vicino, ma lui li ignora e si concentra a leccare il malto. Provo a prenderlo ma indietreggia veloce… se lo perdiamo non uscirà mai più! Dico a Flavia di prendere il trasportino e aprirlo, senza perdere di vista il furetto, e mentre lui è tutto intento a sbaffarsi altro remover lo agguanto da dietro con fermezza e lo infilo nel trasportino, chiudo e... ce l’avevamo fatta!!! Resto in silenzio qualche istante, incredula e felice, pazzamente felice! a non perdere le speranze anche quando le possibilità di successo sono molto, molto basse… e come cita la frase di una delle nostre magliette:

Era impossibile, ma con un po’ di fortuna ero riuscita a trarre in salvo un furetto in un bosco, di notte! Ringrazio Flavia, suo padre e il cagnolino Chupito che ci aveva aiutato a suo modo nella ricerca, metto in auto il furetto che mi guarda con aria indagatoria e

“I DESIDERI IMPOSSIBILI, QUELLI CHE NON POSSONO ESSERE REALIZZATI…PRODUCONO UN FURETTO...!!!" THE END

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FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Dai chiari sottintesi enigmistici, in questo spazio avremo cura di argomentare e motivare le linee guida dell'Associazione. Un piccolo passo per rendere più consapevoli e partecipi i soci delle ragioni delle scelte che ogni giorno lo staff con i responsabili ed i volontari attivi si trovano a compiere.

Che esperienza può essere far parte dello staff! di Viviana Puzone&Ambra Gianotti -Presidente e Consigliere Furettomania -ONLUS Io, Viviana, Ambra l'ho conosciuta in occasione del 10° anniversario di Furettomania, oggi oltre ad essere un eccellente collaboratore è anche un'amica a cui voglio molto bene e che stimo come persona. Inoltre beve come un alpino e questo non può che essere un valore aggiunto alla nostra amicizia!

Ambra Gianotti, nata a Vigevano (PV) il 22 agosto 1983 studia Geologia all'Università di Pavia e lavora come guardia giurata, moglie paziente di Antonio: collaboratore dell'ufficio adozioni da 3 anni e membro del consiglio direttivo da marzo 2012.

Ciao Ambra, allora come procede la tua vita furettosa? Raccontaci come ti sei avventurata nel mondo dei furetti. Tutto iniziò nel 2001 o 2002, non ricordo con precisione, purtroppo nel modo in cui iniziano in molti: ho comprato un cucciolo da un signore della mia zona che aveva fatto fare una cucciolata alla sua coppia e poi aveva messo l'annuncio sulla bacheca di un supermercato. Ma il mio errore maggiore è che l'ho comprato per regalarlo. Inizialmente andava tutto benissimo! Blicky, così si chiamava il piccolo, era sempre con noi, lo portavamo ovunque. A quel furetto mancava solo la parola: aveva conquistato tutti con la sua simpatia e la sua dolcezza. Veniva con noi a fare le

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passeggiate in montagna, e c'era da correre per stargli dietro! Era una meraviglia! Poi, a dicembre la sterilizzazione e la deghiandolazione che il veterinario di allora ci aveva consigliato e un mese dopo è iniziato il declino fisico del piccolo. Il veterinario da cui l'avevamo fatto sterilizzare non è riuscito a darci una spiegazione, nonostante l'abbia tenuto ricoverato 2 settimane!!! Il piccolo intanto continuava a peggiorare. Ad un certo punto ce lo siamo portati a casa. Era difficile da curare, si faceva tutto addosso, era sempre da pulire e bisognava nutrirlo col dito, diversamente non mangiava, e l'acqua la beveva solo dalla siringa. La persona a cui l'avevo regalato non lo seguiva per cui l'ho portato a casa mia. Cambiato veterinario il furetto sembrava stare meglio, una sera era riuscito anche a saltare! Non vi dico l'emozione!! Poi un altro peggioramento, e ad aprile ci ha lasciati, non aveva neanche compiuto un anno. Non abbiamo mai saputo cosa avesse avuto. A settembre 2003 un altro furetto entra a far parte della mia vita, Twister: un cucciolo arrabbiato col mondo che mordeva qualsiasi cosa si muovesse! La signora che ce l'ha ceduto disse a mia mamma che, o lo prendevamo noi o lo liberava in campagna perché l'aveva preso per le bambine ma siccome mordeva non lo poteva tenere. Ci tengo a precisare che il piccolo viveva in un trasportino per gatti, veniva alimentato a prosciutto crudo e beveva da un tappo di barattolo che veniva riempito dall'esterno del trasportino, che ovviamente il furetto ribaltava in continuazione. Morderei anch'io!! Twister ha vissuto con me per 6 anni... nel giro di un anno smise completamente di mordere: vivevamo in simbiosi, era il mio Twister, il mio tesoro. Poi anche lui si ammalò. Quando finalmente trovai il veterinario che veramente si intendeva di furetti, ormai era troppo tardi. Ma mi ha regalato momenti unici ed indimenticabili... E poi ci sono le storie degli altri, ora ne ho 5, ma l'inizio di tutto sono stati loro due.

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Furettomania con queste premesse... Ovviamente non risultai idonea . Poi capii che avevano ragione. Nel frattempo cominciai a frequentare le manifestazioni di Furettomania, feci il colloquio, dove riuscii a spiegare meglio la situazione. Mi resi disponibile a fare un affido temporaneo. Arrivò un furettone gigante! Io lo adoravo, ma non fece breccia nel cuore di mio marito... Per cui quando Viviana mi disse che se volevo potevo adottarlo ma dovetti risponderle di no. Non fu una mossa molto furba da parte mia... Ma ne spiegai le motivazioni che vennero comprese dopo che dimostrai il mio impegno con l'associazione facendo recuperi e piccoli affidi temporanei e dopo un annetto iniziai a collaborare con l'associazione.

Ma adesso vogliamo sapere: quando hai deciso di dare una mano a Furettomania e ai furetti abbandonati che idea ti eri fatta su questo volontariato e cosa invece poi è il suo reale svolgimento? Bella domanda... Quando decisi di iniziare a collaborare immaginavo un impegno, furetti in affido temporaneo qualche volta e la mia disponibilità alle manifestazioni. Mi venne spiegato come fare per selezionare le famiglie che potevano adottare, passai credo un paio d'ore al telefono con Patrizia, la responsabile dell'ufficio adozioni e collaboratore di Roma che mi spiegò le regole e mi diede dei suggerimenti per potermi meglio gestire. E io pensai, certo ad un impegno ma non arrivai neanche vicino a quello che poi fu in realtà. La rabbia che provi quando vai a prendere i furetti ceduti da persone che li tenevano come fossero parte dell'arredamento e che non li vogliono più per i motivi più assurdi, vedere un furetto traumatizzato e magari malato e trascurato nei suoi bisogni basilari potendo solo immaginare che

Hai iniziato il tuo contatto con Furettomania nel 2009 facendo domanda di adozione, come è andata? Era appena morto Twister, mi rimaneva Trilly da sola, e mi dispiaceva... ma c'era una complicazione: a quello che ora è mio marito, i furetti, non piacevano molto. Per cui il compromesso trovato per prenderne un altro era prendere un cucciolo, io però non lo volevo comprare ma adottare. Mandai il questionario a

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cosa può aver passato, e poi rivederlo felice e coccolato nella sua nuova famiglia... sono cose che finché non le vivi non le capisci fino in fondo. Ogni volta poi vorresti fare sempre di più, e ti ritrovi che i furetti abbandonati fanno parte della tua vita, non si tratta più solo di un impegno, diventa parte di te.

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individuare il colloquio migliore. Ci sono molte persone con cui ho parlato che avevano capito a pieno il significato di un'adozione, disponibili al 100% a seguire le nostre regole e i nostri consigli, che avevano letto tutto il regolamento prima di prendere in considerazione un'adozione, che da subito mi facevano capire che non si trattava di un capriccio, il classico "proviamo e vediamo come va". Mi piacciono le persone che mi fanno capire di aver ben ponderato la loro decisione. Ovviamente possono sapere poco della gestione corretta del furetto, come capita a chi non ne a mai avuto uno ma lì sta a me spiegarglielo nel migliore dei modi

Raccontaci il colloquio peggiore e il migliore della tua "carriera" di collaboratore ufficio adozioni:

Hai fatto adottare molti furetti, ce ne è uno che ti è rimasto più nel cuore?

Partiamo dal peggiore. Non è arrivato al colloquio. Mi ha mandato il questionario, ci siamo sentiti al telefono per cercare di conoscerci un pochino, io cercavo di capire da che basi dovevamo partire e davo le prime informazioni sull'adozione. Si trattava di una ragazza di 17 anni che ancora studiava. Le chiesi chi avrebbe provveduto finanziariamente al furetto visto che non l'avrebbe fatto lei, mi rispose i genitori, ma non mi tornavano le due città diverse in cui risiedevano lei e i genitori, cosi poi mi disse che conviveva, e poi aggiunse che non era una e vera propria convivenza ma che nei periodi di vacanza tornava a casa. Proprio non mi convinceva. Ogni volta che parlava era una cosa diversa da quello che mi aveva detto appena prima. Avevo proprio la sensazione che mi dicesse quello che le sembrava volessi sentirmi dire. Così le dissi che non era una candidata idonea perché l'adozione è un rapporto che nasce con il collaboratore in primis e che non termina dopo l'avvenuta adozione. Io devo potermi fidare della persona a cui sto consegnando un furetto, e questo modo non sincero di affrontare la prima telefonata non è decisamente quello giusto. Beh, il risultato fu che mi insultò e mi appese il telefono in faccia. Ebbi la conferma che avevo preso la decisione giusta. Il colloquio migliore... dunque, di colloqui belli ce ne sono veramente tanti... Non credo di saper

Ce ne sono tanti... L'ultimo non tanto tempo fa. La sua nuova mamma l'ha chiamato Michele. L'hanno lasciato in un appartamento disabitato per mesi, andando a pulirlo e a dargli da mangiare e da bere ogni due giorni. Mi hanno chiamato per cederlo quando hanno deciso di mettere di nuovo in affitto l'appartamento. Se ne sono liberati insieme ai mobili da cambiare. Neanche a dirlo, era malato e loro non lo

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sospettavano neppure perché figuriamoci se aveva visto un veterinario. Nel primo periodo di affido il piccolo non mangiava, era sempre stanco e timoroso. Ricordo che la socia che l’ha tenuto in affido mi diceva che difficilmente poteva spostarlo da una stanza all’altra perché si spaventava… Si può solo immaginare cosa abbia passato prima che ce lo cedessero. La sua mamma provvisoria, che lo imboccava ogni poche ore con la siringa per farlo mangiare, che le studiava tutte per fargli prendere le medicine, consapevole del fatto che i problemi di salute che aveva Michele non erano curabili, alla fine l’ha adottato: Michele le aveva rubato il cuore! Dopo un inizio un po’ travagliato in cui la sua nuova mamma l’ha curato con dedizione, si era ripreso: giocava con la veemenza di un cucciolo nonostante fosse un vecchietto con diversi problemi di salute! La sua nuova mamma lo adorava e lui contraccambiava visibilmente. Purtroppo qualche giorno fa Michele è volato sul ponte dell’arcobaleno… lo si sapeva, l’idillio non poteva durare molto a lungo, la situazione clinica di Michele era difficile. Non ci si abitua mai. Non faccio che pensare “se ci avessero chiamato prima…”. Ma con un pensiero mi consolo un pochino: so che ha avuto gli ultimi mesi più belli e pieni di affetto della sua vita.

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sono alle stelle per il furetto che deve tornare in associazione, mi sono sentita non più in grado, inadatta, mi sono fatta mille domande… ma poi con l’aiuto tuo ho capito che può davvero capitare anche se ci si mette l’anima. Purtroppo è’ un rischio. Ma con l’esperienza maturata negli anni si impara sempre di più sul come individuare la famiglia adatta all’adozione e chi no. C’è sempre da imparare. Ogni famiglia è un caso a se. No, direi che non è facile per niente, ma ce la metto sempre tutta, cercando di fare attenzione a tutto, cercando di ascoltare, e di spiegare tutto in modo più che esauriente cosicché anche chi ho davanti si renda conto dell’impegno che vorrebbe assumersi. La mia decisione finale è una responsabilità che mi prendo per quell’esserino sfortunato che sono andata a portare via da una brutta situazione con l’impegno di rendere migliore la sua vita. No, non è facile. Ma mi impegno sempre al massimo per prendere la decisione migliore. Nelle cessioni spesso ci si trova di fronte a situazioni pessime che ci fanno perdere il lume della ragione. Come hai imparato a gestire la frustrazione e la rabbia ? Con la consapevolezza che se colpevolizzo o copro di parole la persona che mi sta per cedere il furetto rischio di perderlo, rischio che questa persona cambi idea. Perdo la possibilità di aiutare il furetto. Quando Patrizia, l’altra che insieme a te si occupa dell’ufficio adozioni, mi spiegò questo aspetto ne capii la difficoltà… ma a pieno solo quando mi capitò personalmente. Vorresti davvero manifestare il tuo disappunto (e ho scelto di essere fine definendolo “disappunto”) a questa persona che per esempio si è rivolta a te solo quando forse per il furetto non c’era più nulla da fare perché ormai troppo malato, ma non puoi altrimenti ti bruci l’unica possibilità che questo piccolino ha di essere aiutato e magari salvato. A fare buon viso a cattivo gioco si deve imparare subito… ma lo si accetta solo col tempo.

Quanto è difficile capire se una famiglia è adatta ad adottare o meno?

Non è una cosa facile... E non posso dire che alla fine di un colloquio io possa essere certa al 100% di aver preso la decisione giusta. Mi è capitato di sbagliare, purtroppo non abbiamo la sfera di cristallo e a volte la famiglia che abbiamo davanti ci dice ciò che vogliamo sentirci dire e non ce ne accorgiamo. E i sensi di colpa

Capita che ogni tanto il collaboratore faccia uno scivolone, sbagli una procedura o non abbia ben compreso l'importanza di invio foto/storia repentini dei furetti in stallo o la comunicazione dei dati una volta avvenuta l'adozione, ed ecco che arriva il cazziatone/la lavata di testa da parte mia

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o di Patrizia responsabile con me dell'ufficio centrale e dei collaboratori. Ti è mai capitato? se si come lo hai affrontato/gestito? Beh, sì certo che mi è capitato. In genere avete ragione… mi dimentico di mandarvi qualcosa che deve essere pubblicato sul giornalino che so che ha una scadenza altrimenti esce in ritardo. Non posso far altro che scusarmi e sperare che non ricapiti. Non la vedo una cosa difficile da gestire, se sbaglio mi aspetto la lavata di capo.

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Una volta fatto adottare un furetto, si resta in contatto con la famiglia, raccontaci: E' diverso da famiglia a famiglia e da furetto a furetto. Se si tratta di una famiglia che non ha mai avuto furetti, in genere i primi tempi ci sentiamo anche tutti i giorni. Se si tratta di una famiglia che ha già esperienza è un po’ diverso, il contatto non è assiduo, sempre costante i primi periodi ma non quotidiano. Se il furetto non sta bene o è mordace o comunque se si tratta di casi particolari allora le cose cambiano: ci si sente, a volte, anche più volte al giorno finchè la situazione non si stabilizza. Negli anni poi si finisce a sentirsi ogni qualche mese se va tutto bene e se il furetto sta bene. Ma cerco di non lasciare mai l’adottante a se stesso, preferisco tenermi sempre informata su come procede la vita del furetto che ho fatto adottare. Com'è la relazione con gli altri membri dello staff? Con alcuni si è instaurata negli anni una vera e propria amicizia, con altri il rapporto è più di collaborazione conseguenza soprattutto della distanza che ci divide tutti. Facciamo tutti i volontari, lo facciamo tutti per i furetti, questo ci lega in modo speciale. Quando poi ci ritroviamo alle manifestazioni è sempre un piacere chiacchierare, ridere e scherzare con chi per la maggior parte dell’anno ti scambi solo mail o telefonate. La sensazione in manifestazione che provo è sempre quella di una grande famiglia…

Qual'è la cosa più difficile che le persone a volte non comprendono delle regole per adottare un furetto?

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Direi proprio il fatto che ci sono delle regole e che senza il rispetto di queste l’adozione non può andare a buon fine. Alcuni le vedono come un’esagerazione, cose non necessarie. Non c’è molto da dire in questo caso… chi vuole adottare deve conoscere e rispettare le regole. Sono state decise per il benessere dell’animale, chi non lo comprende non è adatto all’adozione.

beghe e serve qualcuno che viene e propone quello che a cui Direttivo e i collaboratori ancora non hanno pensato…. Insomma serve l’aiuto di tutti anche di chi ancora non lo sa. Ah! Una cosa voglio dire, serve anche chi ci consiglia come cambiare, perché l’associazione non è un creatura inanimata e statica, mi piace di più pensarla come una creatura vivente in fase di sviluppo e crescita.

Da collaboratore a membro del Direttivo, come è avvenuta questa evoluzione?

Qual è la cosa più bella del tuo volontariato in Fm?

Voglia di fare di più. Migliorare le cose, sistemarne altre. La voglia di dare un contributo ancora maggiore. Non saprei esprimerlo con altre parole. Se tornassi indietro, rifaresti questo percorso? Assolutamente sì! E’ vero, è difficile e complicato, porta via molto tempo, ci vuole impegno e pazienza. Ma la soddisfazione ogni volta che una famiglia che a cui hai fatto adottare un peloso ti manda la foto del furetto rilassato o ti racconta di come gli si è addormentato in braccio… è impagabile! Non è sostituibile, mi commuovo ogni volta! Come potrei vivere senza?? Cosa cambieresti o cosa vorresti cambiare in Furettomania? Cambiare è una parola che non mi piace usata nei confronti dell’Associazione, più che altro mi piacerebbe che, chi come me, sente una spinta volta a diventare parte attiva dell’associazione, non stia troppo a pensarci: in associazione abbiamo bisogno di tutti. Serve chi fa gli affidi, i colloqui, gli stalli e le staffette, ma serve anche chi scrive sul giornalino, chi

una volta all’anno aiuta a pulire la location di una manifestazione, un avvocato che segue le immancabili

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Come dicevo prima, la soddisfazione del post adozione, un furetto spaventato che ritrova l’amore nella nuova famiglia, glielo vedi nello sguardo, è palese, non ti puoi sbagliare. E sapere che hai contribuito e che hai fatto la scelta giusta è estremamente gratificante. Sai che ora è felice. Questa è la cosa più bella. Grazie Ambra, è stato come sempre un piacere!


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DICA POT POT LA LASER TERAPIA di Iolanda Micchi, medico veterinario – Firenze (FI)

Laser è l’acronimo di Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation ovvero amplificazione della luce mediante l'emissione stimolata di radiazioni.

Esistono due tipi di laser: chirurgici e terapeutici. Per quanto riguarda la chirurgia il laser taglia, coagula e cauterizza. I laser impiegati hanno alta potenza ( nell’ordine di alcuni watt). I laser biomedici vengono utilizzati in Medicina Umana fin dagli anni 60, ma è solo dagli anni 80 che il loro utilizzo viene introdotto in Medicina Veterinaria soprattutto in ambito chirurgico. La loro diffusione tuttavia si è presto arrestata a causa dei costi elevati e soltanto negli ultimi quindici anni il progresso tecnico ha consentito l’immissione sul mercato di sistemi più maneggevoli e dal costo accessibile anche ai clinici veterinari. Un qualsiasi sistema laser si compone di una camera di risonanza ottica,di un mezzo laser solido,liquido o gassoso,di una sorgente esterna di energia e di due specchi riflettenti situati alle opposte estremità del risonatore. Quando la sorgente di energia viene attivata, essa provoca l’eccitazione del mezzo laser contenuto nella cavità di risonanza:si genera così un raggio,che viene riflesso su uno specchio opaco e veicolato all’altra estremità. Questo, infine, viene portato fino al manipolo impugnato dall’operatore, attraverso un fascio di fibre ottiche (laser a diodi) oppure un sistema di specchi (laser CO2).

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In ambito terapeutico il laser può costituire un interessante strumento alternativo o di supporto alle comuni terapie farmacologiche. I laser utilizzati a scopo terapeutico possono essere sia a bassa potenza (<500mw: e vengono definiti Low Level Laser Treatment) che ad alta potenza (>500mw High Level Laser Treatment). L’effetto terapeutico è dato dall’interazione del raggio laser con il tessuto. A livello cellulare si osserva un aumento della permeabilità delle membrane cellulari, un aumento della sintesi di proteine, per effetto di stimolazione su RNA e DNA, che porta alla proliferazione cellulare, un aumento dell’attività intracellulare di ATP, un aumento dei recettori di membrana e a livello ematico un aumento dei livelli di serotonina, una inibizione della produzione di bradichinine e leucotrieni. Altri effetti della biostimolazione riguardano l’aumento del microcircolo, della proliferazione di fibroblasti, cheratinociti e cellule endoteliali e l’attivazione dei macrofagi tissutali.


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Queste proprietà esitano nella diminuzione dell’infiammazione tissutale, del dolore e nell’accelerazione dei processi di guarigione. L’effetto antalgico (anti-dolorifico) del laser è sia transitorio, in quanto determina la chiusura selettiva dei canali Potassio con iperpolarizzazione della membrana delle cellule nervose, che nel lungo periodo poiché aumenta le β endorfine.

Per quanto riguarda i nostri amici mustelidi il laser si è rivelato utile in caso di alopecia nei furetti affetti da iperadrenocorticismo e con lesioni cutanee da grattamento stimolando la ricrescita del pelo e riduzione del prurito. Inoltre, il laser, è stato utilizzato con successo nel trattamento delle fistole perianali, dove, aggiunto alla terapia antibiotica, ha reso più rapida la guarigione. L’interazione laser-tessuto può essere fototermico, fotochimico, foto acustico.

di

tipo

Fototermico quando l’energia luminosa si trasforma in calore; fotochimico, che sfrutta l’impiego di sostanze fotosensibilizzanti (es. terapia fotodinamica) e fotoacustico, quando cioè le onde luminose si trasformano in onde acustiche, che vanno a scomporre meccanicamente il tessuto bersaglio, disgregandolo (es. litotripsia). I laser LLT trovano applicazione soprattutto in dermatologia e in ortopedia. In dermatologia le proprietà dei LLLT vengono sfruttate per trattare: ulcere da decubito, dermatiti piotraumatiche, dermatiti da leccamento, ustioni, ferite traumatiche con estesa perdita di sostanza e, più in generale, tutte le aree focali dove sia presente una chiara componente infiammatoria. Nelle ferite cutanee, la LLLT stimola la formazione del collagene, aumenta il tessuto di granulazione, stimola la formazione di fibroblasti e una riepitelizzazione precoce.

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http://www.youtube.com/watch?v=Ex23PJyOwRwhttp:/ /www.youtube.com/watch?v=Ex23PJyOwRw In ortopedia il laser LLLT trova applicazione in caso di artropatie: sfruttando l’affetto antinfiammatorio ed analgesico possiamo dare sollievo al nostro amico quando i dolori della vecchiaia cominciano a farsi sentire. La laserterapia è molto semplice, non comporta nessun tipo di dolore, non bisogna però dimenticare che esistono delle controindicazioni. Infatti esso non può essere utilizzato laddove è presente una neoplasia, in quanto le sue proprietà biostimolanti si riflettono anche sulle cellule neoplastiche.


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PARENTI MUSTELIDI Nuova rubrica fissa per presentare e conoscere anche il resto della famiglia!

di Ariela Trovato - Consigliere Direttivo Furettomania ONLUSSe dico "Eira barbara", lei cosa dice? Ed ecco che, trattandosi dell'angolo mustelidi, la mente vi si popola di immagini sanguinarie e di animali feroci e aggressivi. In realtà, questo nome altisonante altro non indica che il tayra, grande mustelide onnivoro del centro e sud America.

La lunghezza del corpo è di circa sessanta-settanta centimetri a cui se ne vanno a sommare circa quaranta di coda; può raggiungere un peso di sette chilogrammi, anche se più spesso si aggira intorno ai cinque. Il dimorfismo della specie si evidenzia in una maggior dimensione del maschio rispetto alla femmina. Le zampe sono corte, robuste e terminano con grandi piedi dalle lunghe unghie non retrattili. La pelle è nera, il pelo è ruvido anche se essenzialmente liscio: il colore può variare a seconda della regione geografica, ma in generale è di colore marrone scuro, quasi nero, che diventa lievemente più chiaro sulla testa e sulla parte superiore del collo (invecchiando, questa zona assuma addirittura un tono grigio), mentre sulla gola e sulla prima parte del petto spesso forma una sorta di diamante bianco. Vivendo per lo più in zone dove la vegetazione è fitta, la vista del tayra è scarsa, mentre ottimi sono l'udito (ha grandi orecchie tonde), l'olfatto (che sta alla base della comunicazione con i suoi simili) e la sensorialità tattile del corpo.

Unico del suo genere (Eira) ma presente con più sottospecie, il tayra (o taira) abita le foreste neotropicali decidue e sempreverdi dal sud del Messico, alla Bolivia, fino al nord dell'Argentina e nell'isola di Trinidad. La sua fascia di altitudine preferita si aggira tra i duemila e duemilaquattrocento metri, ma non è da escludere poterlo trovare a minori altezze in piantagioni e bassi boschi. Essendo sia terrestre che arboricolo (sono stati avvistati tayre su rami anche a oltre quaranta metri dal suolo e possono, in caso di necessità o se inseguiti, saltare da un albero all'altro), si crea la tana tanto nell'erba quanto in tronchi cavi o scavati da altri animali che poi hanno abbandonato la loro dimora. Ha un aspetto simile a quello di una grossa donnola, più o meno come un cane di media taglia, con una lunga coda cespugliosa ed un flessuoso collo che termina con una testa tozza, con una dentatura dai canini pronunciati e possenti molari.

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Il tayra, sebbene classificato come carnivoro, di fatto è un animale onnivoro: non disdegna di nutrirsi di invertebrati e rettili e carogne di uccelli, un considerevole quantitativo di frutta (depredando talvolta le piantagioni), uova e miele; la sua dieta resta comunque primariamente a base di piccoli


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mammiferi, ratti in particolare. Ha abitudini diurne e di solito viaggia da solo o in coppia, sebbene talvolta siano stati avvistati gruppi di tre o quattro individui mentre percorrono il terreno o sostano sui rami; in questi casi è sconosciuta la distribuzione del genere sessuale, per cui non sappiamo se i due generi convivono e collaborano tra di loro oppure no. L'andatura terrestre del tayra è erratica e saltellante, con la schiena inarcata e la coda sollevata nella tipica postura della maggior parte dei mustelidi: perlustrano naso al suolo la zona di caccia, muovendo la testa in maniera quasi "serpentesca" alla ricerca delle tracce odorose; invece, sugli alberi hanno un comportamento molto più fluido e rilassato e la coda è distesa per bilanciare i movimenti di salti e corsa: si spostano saltando sui rami orizzontali e sfruttando anche rocce se le incontrano sul loro percorso.

Si sa veramente poco sulla riproduzione del tayra; è certo comunque che la gestazione dura intorno ai sessantacinque giorni e che solitamente la cucciolata è composta da due o tre piccoli a stagione, con un peso alla nascita di settantaquattro-novantadue grammi, coperti di pelo nero ma inetti, ciechi e sordi; gli occhi si aprono tra il trentacinquesimo e il cinquattottesimo giorno e i cuccioli restano nella tana fino a circa tre mesi.

Come molti altri mustelidi, il tayra è solitamente silenzioso: se in stato di allarme può lanciare un breve richiamo simile ad un latrato; in altre occasioni emette squittii, ringhi e mugoliiquando si trova in gruppo.

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L'età di maturità sessuale della femmina si aggira intorno ai settecento giorni, quella maschile è più precoce: già a circa sei mesi il maschio è pronto per l'accoppiamento (il tayra ha un'aspettativa di vita di circa diciotto anni). Il tayra, diversamente dagli altri Mustelidae, non ha la diapausa embrionale, altrimenti nota come impianto ritardato (in altri mustelidi questa strategia riproduttiva ritarda lo sviluppo embrionale e consente alla femmina di partorire la sua nidiata fino a quando i fattori ambientali non sono favorevoli): le femmine vanno in estro stagionalmente un paio di volte e si accoppiano una sola volta all'anno, in modo che i cuccioli nascano nel periodo tra marzo e luglio. N ogni caso questa notizia non è univoca e ci sono teorie discordanti che invece ritengono che l'estro non sia stagionale e vi siano più accoppiamenti durante l'anno.

Per quanto riguarda i rapporti con l'uomo, i tayra sono giocherelloni e facilmente addomesticabili. I popoli indigeni, che spesso si riferiscono al tayra come al «cabeza del viejo», o testa del vecchio, a causa della sua pelle facciale raggrinzita, li allevano come animali domestici per tenere sotto controllo gli animali nocivi . Del resto, vengono cacciati dai contadini per i danni che possono arrecare alle piantagioni e alle colture dove queste confinano con l'habitat naturale dell'animale: ma non più di tanto, dato che solitamente i danni sono minimi.

Il tayra non è considerato a rischio di estinzione per la gran parte delle sue sottospecie: in alcune parti del sud America è addirittura il carnivoro più diffuso, questo grazie alla sua capacità di sfruttare più habitat e di saper vivere a stretto contatto con l'uomo. In ogni caso, nella zona del Messico, la sottospecie Eira barbara senex è classificata dalla I.U.N.C. come vulnerabile per via dell'estensione dell'agricoltura umana a discapito dell'habitat tropicale.

Ed ecco come al solito qualche consiglio di video per osservare "dal vivo" il tayra!

http://www.arkive.org/tayra/eira-barbara/videos.html http://www.youtube.com/watch?v=UbWm3aD59vk http://www.youtube.com/watch?v=XTbeeCu9KOg

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MOLTO RUMORE PER NULLA Un’altra nuova rubrica per aiutare a barcamenarsi con le piccole complicazioni quotidiane. Dal riconoscimento dei segnali insoliti al taglio delle unghie alla Edward Mani Di Forbice, dalla somministrazione dei farmaci alla pulizia delle orecchie che si trasformano in incontri di wrestling! Dove non arriva il Manuale Delle Giovani Marmotte subentriamo noi!

Proteggerli dal caldo estivo! di Patrizia Puccetti - Ufficio Centrale Adozioni Furettomania ONLUS Con la stagione calda i colpi di calore sono un rischio concreto che non va sottovalutato, i furetti non hanno la possibilità di termoregolarsi e con la loro piccola statura il malore può sopravvenire in brevissimo tempo e, purtroppo, in alcuni casi fatalmente. Mai lasciarli in auto, in mansarde o sottotetti assolati, evitiamo di trasportarli nelle ore calde della giornata e nelle settimane estive più cocenti. Ma se è inevitabile l'esposizione al calore prendiamo ogni precauzione possibile, ed anche in casa non sottovalutiamo l'insidia. Importante avere attenzione che il piccolo abbia SEMPRE la possibilità di refrigerarsi, ovviamente senza che questo sconfini nel rischio opposto, ovvero un uso incauto di condizionatori e ventilatori. Molti presidi possono fare al caso nostro, con un po' di inventiva e buon senso! Un ottima fonte di refrigerio, oltre ad essere occasione di gioco e svago in un periodo in cui spesso i nostri piccoli sono particolarmente annoiati e spossati dal caldo, è allestire una vasca (ad esempio utilizzando il fondo di una gabbia in disuso) con 2-3 dita d'acqua e qualche accessorio di plastica (palline, tappi, gusci sopresa delle uova di cioccolato, tubi) in modo da stimolare la loro curiosità ad entrare in acqua (non tutti i furetti amano bagnarsi e ci può volere un po' di attrattiva per renderglielo piacevole...) molto consigliato un tappeto sotto la vasca e degli asciugamani intorno, in modo che i piccoli teppisti non rendano anche tutta la stanza un unica piscina!

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Se l'ambiente è torrido e non ventilato si può ricorrere ad alcune cucce che, avendo un fondo separato, sono l'ideale per creare una zona di refrigero, ad esempio con delle mattonelle refrigeranti, che non saranno poi a contatto diretto coi piccoli separate sia dallo scomparto della cuccia stessa che dai panni che andremo a posizionarci sopra.

Ancora un altro modo è mettere una bottiglia ghiacciata in un calzino annodato (mai usare dei refrigeratori industriali con la confezione gommosa o il contenuto in gel, sarebbe troppo rischioso visto il vizio di mordere quel tipo di materiale) in questo modo invece al massimo può uscire un po' d'acqua e la consistenza della plastica delle bottiglie la rende difficile da fare a pezzetti. Attenzione a condizionatori e ventilatori, i primi non devono rendere l'ambiente troppo freddo, sia per non provocare malanni sia per non andare a modificare troppo radicalmente la naturalità del clima stagionale. I secondi mai puntati contro e mai accessibili ai nostri

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temerari che difficilmente resiterebbero alla sfida di infilarci il muso!


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Se siamo in giro e temiamo la temperatura sia troppo elevata un rimedio veloce per assicurarsi di limitare la sofferenza per i piccoli è bene provvedere a nebulizzarli con uno spruzzino o anche semplicemente bagnandogli la testa in modo da aiutare ad abbassare la temperatura corporea.

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Buone vacanze in sicurezza!

N.B.: Fondamentale sottolineare che il tipo di informazioni contenute in questa rubrica sono solo generiche indicazioni per una conoscenza personale utile alla comprensione delle caratteristiche dei furetti e delle pratiche consigliabili per le loro routine di igiene e di medicazione, ma che al momento dell'insorgenza di eventuali sintomi o malesseri devono sempre trovare riscontro nella competenza di un veterinario specializzato.

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bocca. (All'inizio della rubrica alcuni consigli per ovviare al problema!)

...Inoltre Rinnoviamo qualche consiglio di gestione per i furetti in viaggio:

Furetti in aereo, in treno, in nave Innanzitutto e' bene decidere quando sia il caso di lasciarli a casa e quando invece sia il caso di portarli con noi. Se si decide di partire col proprio furetto, ci sono una serie di aspetti da prendere in considerazione: cosa portare con sé, preoccuparsi di prenotare in tempo segnalando l'animale al seguito, scegliere mete dove gli animali siano tollerati ed accettati. Precauzione sempre consigliatissima quella di procurarsi i nomi ed i contatti di qualche veterinario del luogo dove si andrà, specializzato in furetti, in modo da essere già preparati nel malaugurato caso di qualche malanno. Il trasportino è quasi sempre indispensabile; in alcuni casi (in treno ed in aereo) è addirittura obbligatorio. Questo sia per legge che per tutela dello stesso animale. Acqua e cibo inoltre sono SEMPRE necessari! Se viaggiamo in treno, in aereo o in nave al momento della prenotazione presso l'agenzia di viaggio/biglietteria è obbligatorio segnalare la presenza del "pet", ovvero del furetto. In treno e in nave avere con sé il proprio quattrozampe quasi mai crea problemi, più complessa la situazione quando si sceglie l'aereo. Alcune compagnie non accettano i furetti in cabina, altre nemmeno in zona cargo (dove vengono stivati i bagagli). Per questo motivo diventa fondamentale informarsi bene prima! E' altamente sconsigliato mentire sulla natura dell'animale facendolo passare magari per un gatto… La curiosità dei controllori, delle hostess, degli steward, rivelerà l'inganno in meno di un minuto e si rischierà seriamente di restare a terra. Normalmente le compagnie aeree richiedono un pagamento aggiuntivo per poter portare i propri animali a bordo (che sia in stiva o in cabina). Tale somma può essere uguale al peso del furetto più quello del trasportino e varia a seconda della tratta. Inoltre il pagamento va effettuato due volte: tanto all'andata che al ritorno e solo al momento del check-in (diffidate delle agenzie di viaggio che vi richiedono un pagamento

Viaggiare con i furetti è senz'altro possibile, a patto di tenere sempre in mente le loro esigenze e di armarsi di una buona dose di organizzazione: tanto prima, quanto durante il viaggio. Per viaggiare con i furetti in auto è bene munirsi di trasportino anche per i percorsi piu' brevi (come andare dal veterinario!). Un furetto libero nell'abitacolo puo'distrarci dalla guida o sgusciare facilmente tra i pedali con conseguenze prevedibili. E' bene poi armarsi di salviettine umidificate (ottime quelle per il cambio dei pannolini dei neonati) per riparare a piccoli disastri di toilette che probabilmente capiteranno! Generalmente i furetti non soffrono di mal d'auto... Quindi si può tranquillamente lasciare che mangino tanto prima, quanto durante il tragitto. Anche se alcuni soggetti sono invece più sensibili e presentano nausea e va comunque tenuto conto che, compatibilmente con la durata del viaggio (qualora fosse breve) e le condizioni di salute dei piccoli, (se non ci fosse quindi necessità di pasti frequenti) avere l'intestino libero è più "pratico" per evitare impiastri e cattivi odori! E' consigliabile se fa molto caldo o il viaggio è molto lungo effettuare delle soste per dissetarli (controllando che eventuali beverini/ciotole non siano rovesciate/svuotate) e rinfrescarli (oltre che per pulire eventuali deiezioni). Meglio quindi essere sempre riforniti di una bottiglietta d'acqua in più prima di partire! Nel periodo estivo o comunque in giornate particolarmente calde bisogna seguire qualche accortezza in più. Prima di tutto MAI lasciarli in auto incustoditi anche se si è parcheggiato all'ombra: l'automobile può trasformarsi in brevissimo tempo in una trappola mortale per il furetto che come sappiamo e' soggetto ai colpi di calore. (vedi campagna del mese!) D'estate anche un breve tragitto può risultare pericoloso se non si ha l'aria condizionata a bordo: un po' di traffico in più e vedremo il furetto ansimare stremato o addirittura far schiuma dalla

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Molti alberghi comunque stanno cambiando i propri regolamenti e la situazione è destinata a migliorare nel tempo. In albergo gli animali non andrebbero MAI lasciati incustoditi, ovvero lasciati in stanza. Se dovesse accadere qualcosa infatti, gli unici responsabili (morali e legali) saremmo noi proprietari: il rischio - serio - è quello che il personale li faccia scappare (magari nell'aprire la stanza per pulire) o che, spinto dalla curiosità, venga magari morso (con varie conseguenze). E' consigliabile comunque portare con se una gabbia, o almeno una play pen anche se non è obbligatorio; può capitare infatti che la stanza sia tutt'altro che a prova di furetto oppure di doversi assentare per brevi periodi, ad esempio la mattina quando si scende a far colazione (gli animali non sono ammessi nelle sale comuni). Come regola generale, quando ci si sposta, è sempre meglio rivolgersi per tempo al veterinario, alle A.S.L. o alle Ambasciate/Consolati (qualora ci si debba recare all' estero), per ottenere informazioni corrette e dettagliate sulla profilassi richiesta e/o sulla documentazione che deve accompagnare i nostri animali. Ad esempio se ci si reca nel nord Italia o comunque nelle zone endemiche è vitale ricordare la profilassi contro la filaria; per viaggiare in Europa, in alcune regioni italiane o nelle isole è obbligatorio il vaccino contro la rabbia (da effettuarsi un mese prima della data di partenza): in questo caso bisognerà all'occorrenza mostrare il libretto sanitario dell'animale che comprovi l'avvenuto vaccino. Quando ci si reca all' estero poi, è bene organizzarsi con largo anticipo, almeno due mesi prima, in modo tale da poter adempiere agli obblighi previsti dalla regolamentazione sanitaria vigente e procedere alle eventuali vaccinazioni (il che, come detto, a volte vale anche per regioni italiane diverse dalle nostra!). Inoltre sarà obbligatorio, per portare i propri furetti all' estero, essere muniti di un regolare passaporto. I passaporti vengono rilasciati dalle A.S.L. dove bisogna presentarsi con il furetto già chippato e vaccinato contro la rabbia da almeno ventuno giorni, il libretto delle vaccinazioni dove risulti il microchip, il certificato emesso dal veterinario in cui attesti di aver fatto la vaccinazione antirabbica (specificando la data del vaccino, il nome del

anticipato, spesso ben più salato di quello reale in aereoporto!). In treno l'animale può viaggiare con noi (ovviamente nel suo trasportino) e generalmente non è richiesto sovrapprezzo (l'agenzia o la compagnia ferroviaria comunque sapranno sicuramente informarvi sulle eventuali tariffe vigenti). Nonostante il piccolo animale viaggi gratuitamente viene richiesto di fare un biglietto particolare che ne segnali al controllore la presenza, soprattutto in caso di tratte che prevedono treni con prenotazione del posto; oltretutto, in quest'ultimo caso è possibile richiedere la riservazione di un sedile posizionato ad inizio o fine del vagone: spesso infatti esso è singolo, in modo da non disturbare vicini di viaggio ed in modo da avere accanto lo spazio per sistemare il trasportino accanto a sé senza che si ingombri il passaggio della corsia o dia fastidio alle gambe di chi vi potrebbe star seduto accanto (in questa maniera il rischio che il trasportino venga urtatto dagli altri passeggeri diminuisce sensibilmente e il furetto viaggerà in modo ancora più tranquillo). Per quanto riguarda le navi-traghetto le regole variano a seconda della compagnia prescelta: alcune prevedono l'alloggio esclusivamente nei settori destinati agli animali (grandi stanze munite di gabbie con lucchetto di cui viene consegnata la chiave al momento del'imbarco) mentre altre, più elastiche, consentono di posizionare il trasportino accanto alla propria poltrona o addirittura nell'alloggio in cabina qualora la stanza sia prenotata per intero. Diverso il discorso sui traghetti che operano su tratte brevi (una o due ore), dove le regole sono abbastanza flessibili e non è richiesto alcun pagamento.... Anche se spesso si è costretti a viaggiare sui ponti esterni perché gli animali non sono accettati all'interno! Furetti in vacanza Per quanto riguarda il soggiorno, se non si alloggia in appartamenti privati (di amici o parenti ad esempio) è bene sincerarsi prima di partire che gli animali siano ammessi. Molte strutture sono ancora restie ad ospitarli o a volte, anche se lo fanno, richiedono il pagamento di un sovrapprezzo (anche del 10%).

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furetto, marca e numero del lotto del vaccino) ed il certificato di buona salute Per accedere in alcuni paesi, addirittura, si richiede che il veterinario curante rilasci una certificazione in cui dichiara di aver sottoposto l'animale a regolare trattamento antiparassitario.

MAGGIO GIUGNO 2013 Checklist kit da viaggio Libretto sanitario Passaporto Trasportino arredato Gabbia/play pen Amache/cucce Cassettina bisogni Lettiera Paletta per lettiera Ciotola per cibo Ciotola per acqua Crocchette Cibo umido Integratori Bottiglia d'acqua Pettorina e guinzaglio Salviettine umidificate Eventuali medicinali Deodorante spray (soprattutto in caso di furetti interi) Guanti lattice per pulire gli "incidenti" Carta assorbente Buste per contenere lo sporco Traversine igieniche e giornali per il fondo del trasportino/gabbia Qualche ghiottoneria per distrarli in caso di emergenza e agitazione. ……………………… ……………………… ……………………… ……………………… ……………………… ……………………… ……………………… ……………………… ……………………… ……………………… ……………………… ……………………… ……………………… ……………………… ……………………… ……………………… ……………………… ……………………… ……………………… ……………………… ……………………… ……………………… ………………………

Furetti a casa Quando il luogo scelto per le proprie vacanze è troppo caldo, se il viaggio è troppo stressante (lunghi percorsi in macchina magari in giornate piuttosto calde) o se il furetto è anziano/malato o anche solo particolarmente soggetto a stress emotivo, una soluzione consigliabile potrebbe essere quella di lasciarlo a casa e, se ci si assenta per più di un giorno, affidarlo alle cure di una persona competente: amici (che lo conoscano bene e conoscano le sue abitudini), parenti, furettofili (nel precedente numero di Furettomania Informa avrete già trovato alcuni consigli sullo scambio di ferret sitting!) Fra questi ultimi spesso ci si scambia favori, offrendosi di tenere il furetto di uno, per poi affidare il proprio magari qualche settimana più tardi. E' sempre meglio affidarsi a persone che con i furetti abbiano dimestichezza, che sappiano cosa fare in caso di necessità o urgenze, come maneggiarli, che capiscano quale sia un comportamento normale e quale no. Le regole applicate per il trasporto degli animali variano da compagnia a compagnia e sono soggette a cambiamenti e modifiche da parte delle aziende stesse. A seguito di questo Furettomania non e' responsabile per eventuali informazioni non corrette. Furetti in partenza Dovete partire col vostro furetto e avete paura di dimenticare qualcosa? Stampate l'elenco a fianco, cancellate ciò che non vi occorre e marcate con una crocetta quel che man mano metterete in valigia! Buon viaggio

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CONDIVISO CON VOI Furettomania Onlus a Quattro zampe in fiera a Novegro 8 e 9 giugno! Due giorni intensi e di grande successo hanno reso i furetti protagonisti di una fiera del tutto nuova nel suo genere. Infatti questa organizzazione, ha voluto mettere al centro dell’attenzione l’informazione e la corretta gestione del proprio amico a 4 zampe nonché soprattutto dare la possibilità a chiunque di partecipare a corsi, gare di agility, training, attivazione mentale, percorsi acquatici, il tutto seguito da personale esperto nel settore. NESSUN animale è stato venduto o era in vendita durante la fiera, ma era possibile acquistare ogni genere di cosa presso i vari stand, dai guinzagli alle ciotole, dai recinti alle crocchette di buona qualità o magari fare un’opera buona e acquistare i gadget delle Onlus presenti come, noi, Enpa, Opia e Aae. Ma vorrei che fosse una nostra socia e adottiva, Camilla, a raccontare nei dettagli questa esperienza, avendola vissuta per due giorni intensamente con me e altri dello staf, ma questa era la sua “prima volta” di volontario FM ! - Viviana Puzone Presidente Furettomania ONLUS

di Camilla Faina socia e volontaria Furettomania ONLUS Il primo lo sono andata a cercare da una coppia di allevatori italiani, un cucciolino nero come la pece e con la voglia di giocare, saltare e mordicchiare di un diavoletto della tazmania. L’esperienza è stata

Sono da sempre un’amante degli animali. Nella mia vita ho convissuto con gatti, cani, pennuti , squamati....tutti i tipi. Ma da qualche anno la mia vita si è arricchita di una fantastica dose, di amore e frenesia, coccole e...dolore  Perchè sono diventata la mamma/amica/compagna di giochi di due splendidi furetti europei!

convincente a sufficienza per farmi decidere di ampliare la famiglia adottando il fratellino dall’associazione Furettomania. Così un giorno di fine gennaio sono andata, con un fidanzato ancora poco convinto al seguito, a visionare l’adottante Bancomat a casa di una

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un morsetto ogni tanto a tradimento... ma ormai eravamo in ballo e non avremmo per nessuna ragione potuto tirarci indietro!

gentilissima volontaria, Simonetta...ci son voluti sì e no 30 secondi per innamorarci entrambi perdutamente di quella palla di ciccia che a fine giornata era già a casa con noi ed un risentito Porthos. La sua forma, per così dire rotonda, ci ha ispirati per un nuovo nome, dato che Bancomat ci sembrava poco appropriato nonché quasi offensivo...e quindi è stato ribattezzato Panza. La sua adozione ha sancito il mio ingresso nella grande famiglia dei volontari di Furettomania; una gruppo di ragazze di una gentilezza e disponibilità infinita che non mi hanno mai fatta sentire sola durante i miei attacchi da “neomamma apprensiva” dispensandomi consigli e utili soluzioni da mettere in pratica. Così quando settimana scorsa Viviana, la sexy mamma bomba energetica e Presidentissima dell’associazione, mi ha chiesto di dare una mano per le 2 giorante della manifestazione Quattrozampre in fiera a cui Furettomania avrebbe partecipato con un banco informazioni, non ho saputo, nè voluto, dire no!

Partiti alla vota di Novegro con i fuffi sul sedile del passeggero a guardarmi perplessi dalle sbarre del loro trasportino, aspetto Viviana davanti alle porte del parco esposizione, che arriva a bordo di una rombante jeep verde grande il doppio della mia micromachine.. Parcheggiamo e cominciamo a scaricare le rispettive vetture: la playpen, la borsa con tutte le cose dei pelosi, il trasportino con i principini addormentati, una bustona piena di cuccie ed amache, palloncini, spille, adesivi e tutto il materiale informativo di Furettomania ma anche un tavolino, una seggiolina, dei pennarelli colorati e...il figlio di 3 anni e mezzo di Viviana che la suocera non era riuscita a tenerle!!

Ed ecco che la mattina di sabato all’alba carico nella mia topo macchina tutto l’occorrente per mettere in bella mostra i puzzoli pestiferi, con l’ansia che poco fossero adatti ad una situazione che li mettesse a contatto con tanta gente e tanti animali..a preoccuparmi in realtà non era tanto Panza, di una bontà e tranquillità quasi finte, ma il tenebroso e scorbutico Porthos a cui non sono mai riuscita a togliere alcuni vizietti per così dire...fastidiosi, come

Allegra combriccola così costituita, ci avviamo stracarichi verso il tendone della fiera. Lo spazio è immenso, grandissimo e nonostante l’orario mattiniero già cominciano ad esserci molte persone e tantissimi animali, in prevalenza quasi

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tutti cani; di tutte le taglie, dimensioni e colori. Ed io parto subito in fibrillazione dalla gioia ovviamente! Arrivate al nostro stand cominciamo ad allestire tutto l’occorrente per renderlo bello e colorato e....per farci immediatamente riconoscere! Infatti ero senza maglietta dell’associazione; rimediato al problema mi sono cambiata lì. Della serie: allo stand di Furettomania ci sono le ragazze in reggiseno! Mi chiedevo se i furetti avrebbero riscosso successo o meno in un’esposizione dedicata quasi interamente al cane e al gatto, pensavo che forse potesse non interessare un animale apparentemente così diverso dalla consuetudine.. la realtà è andata ben oltre le più rosee aspettative perchè non avevo quasi finito di allestire il recinto e tirato fuori i “ragazzi” che già si era radunata una discreta folla di primi curiosi affamati di informazioni sui puzzoli. Le domande sono state davvero infinite e delle natura più svariata; arrivavano bambini da tutte le parti trascinandosi dietro genitori titubanti, per poter fare una carezza. La mattina è veramente voltata tra una risposta e l’altra, tra una spiegazione e l’altra, tra una risata, una carezza, una cacca ed una pipì pulite al volo, uno sbadiglio, una nanna in pose assurdamente tenere e quasi subito “disturbata” dall’ennesima persona in cerca di informazioni.

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dormono, ma giocano tanto, è vero che sporcano come i gatti, ma con i cani vanno d’accordo? E con i pappagalli? E hanno bisogno della gabbia o di stare sempre liberi? Puzzano? Posso annusare? (Panza è stato strofinato sui nasi di almeno la metà dei partecipanti della fiera) Per fortuna comunque, poco prima di pranzo, forze nuove sono venute a darci il cambio.. Viviana, i furetti ed io cominciavamo ad avere i primi sintomi dell’esaurimento!!

Le nuove reclute bipedi, Gaia con mamma e papà, supportate da un branco di furetti freschi freschi di nanne, uno più pacioccoso dell’altro; a capeggiare comunque uno splendido furetto siamese di quasi 3 chili dal nome perfettamente calzante: Budino. Con l’arrivo di questi ultimi, nuove raffiche di curiosi hanno circondato il nostro stand e, mentre i miei puzzoli, facevano un po’ di meritato riposo, noi umani abbiamo ricominciato a descrivere i nostri meravigliosi amici a chi fosse interessato ed a rispondere alle domande della natura più svariata, arrivando ai vertici dell’inverosimile quando, ad esempio, un papà tutto serio, dopo aver appurato che il furetto è un carnivoro obbligato, si è voluto informare se facesse o meno la cacca a pallini... restare serie e dare una risposta è stato un compito arduo  per non parlare di tutte le volte in cui ci è stato chiesto se rosicchiassero i mobili o i cavi di telefono e tv... MA NON SONO RODITORI!!!

I fuffini si sono comportati benissimo, mostrando una pazienza infinita.. anche il temibile Porthos ha tollerato quasi tutte le invasioni di campo, tra bambini che gli infilavano le mani dappertutto, ma non solo! Palloncini, bastoncini, pennarelli e cani che continuavano a snasare con il loro irresistibile tartufo tra le sbarre della playpen, senza ricevere nemmeno un morso...almeno loro!  Panza è stato comunque il mio cavallo di battaglia, sicura della sua mansuetudine, l’ho fatto pastrugnare a tutti e sembrava che davvero tutti non vedessero l’ora di poter soddisfare le loro curiosità sui furetti: cosa mangiano, quanto

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dal mio ragazzo, Jacopo e dai miei due canidi, Tito ed Emma..ma in poco tempo ho allestito di nuovo tutto lo spazio e la recinzione adatta al secondo giorno di show delle due bestiole. Panza come sempre si è mostrato in tutto il suo splendore con una bella caccona depositata appena tirato fuori dal trasportino, per lo meno centrando perfettamente la lettiera –evento non proprio scontato per lui- mentre Porthos è entrato in scena con l’umore nero di chi si è svegliato con il piede sbagliato.. cercando di assestare(e in alcuni casi riuscendoci) qualche bel morsetto agli impavidi visitatori che provavano a tirarlo su per fargli due carezze. Per fortuna altri furoamici e furettomani dell’associazione erano presenti e quindi ho optato per fornire ai miei una posizione più riparata. E mentre Porthos si godeva un meritato riposo, Panza mi è praticamente rimasto sempre in braccio mezzo addormentato continuando ad accettare di buon grado tutte le attenzioni del caso.

Oppure, signora sdegnata: -povere creature, andrebbero lasciate libere in natura-ma signora i furetti non sono animali selvatici, ma domestici-eh già...-no davvero, sono un incrocio voluto dall’uomo con la puzzola europea-sì..perchè lo dice lei...(vuole botte???) In ogni caso la giornata di sabato è volata in un soffio e l’entusiasmo non è mai calato; si è creato proprio un bel gruppo, anche con i ragazzi dello stand attiguo della porchetta –fornitori ufficiali di cibarie e birra!!-, che gentilissimi ci hanno aiutate a montare lo striscione sulla nostra parete. Il bilancio sì è quindi chiuso assolutamente in positivo anche considerando la riuscita di Viviana in due imprese una più stoica dell’altra: resistere su almeno 15 cmq di tacchi e non perdere suo figlio nel marasma della folla (aiutata anche dallo scrivere sul braccio del pupo il suo numero di cellulare)

Un momento un po’ spiacevole è stato quando Viviana è arrivata trafelata dopo esser stata al banco dell’Enpa; una coppia di signori aveva appena recuperato un cane abbandonato in pessime condizioni...per fortuna la presenza di tanti esperti del settore ha fatto sì che il povero sventurato fosse subito soccorso e portato da un veterinario. Oltre che furetti recuperiamo anche i cani, perchè no? Cose del genere accadono all’ordine del giorno e sono abbastanza svezzata a questo tipo di situazioni facendo volontariato da tanti anni ormai. Ma l’amaro in bocca rimane sempre quando davvero arriva la consapevolezza che esistono persone in grado di abbandonare i loro amici a quattrozampe. E da qui l’importanza che acquisiscono associazioni come Furettomania dove splendide persone, insieme come una grande famiglia, si fanno in 4 e

La domenica del giorno dopo, sono arrivata con un po’ di ritardo sulla tabella di marcia, accompagnata

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inesauribile di energie. Sommerse per due giorni di fila da papà curiosi, mamme apprensive, bambini invadenti, semplici curiosi, signore convinte che un furetto sia semplicemente un collo di pelliccia, rispondere sempre a tutti con gentilezza, senza mostrare mai un segno di cedimento! Almeno apparente….

più per riuscire a trovare casa o stalli ad ogni amico abbandonato.

Fortunatamente non c’è stato tempo di darsi allo sconforto perchè siamo subito dovuti tornare in pista ed organizzare il RED CARPET in onore della partecipazione del nostro super veterinario, l’esperto di animali esotici Kiumars Khadivi..dovevamo scrivere una sua breve introduzione perchè l’emittente Radio Bau avrebbe fatto una breve intervista per l’occasione. Viviana, da brava presidentessa ha preso in carico di buttar giù due righe e, mentre eravamo lì, lei che scriveva, io che compilavo un modulo per una richiesta di adozione, con la penna premuta sulle labbra, lo sguardo concentrato, mi chiede: -una caratteristica simpatica per descrivere Kiumars?Dunque.... Kiumars Khadivi è un tedesco di origini persiane, sarà alto 2 metri, dalla corporatura decisamente forte, carnagione ambrata, barba lunga e coda che arriva a metà schiena circa.... da dove comincio con le caratteristiche simpatiche?? Ahahahahah!!! il Red Carpet è stato uno spettacolo! Mentre il vet microfonato sciorinava tutto quello che c’è da sapere sul furetto, noi volontari, con puzzoli al guinzaglio o in braccio, abbiamo sfilato tra facce umane e canine attonite ed incuriosite.. un vero successo! Quei pochi che ancora erano rimasti in seconda fila titubanti, se avvicinarsi o meno, hanno preso coraggio e sfondato il muro che li separava dal fantastico mondo dei mustelidi domestici. Sono arrivate cascate di domande e argomenti già affrontati milioni di volte durante le 2 giornate; ogni volta pensavo che se avessi sentito ripetere ancora la stessa domanda non avrei più avuto la forza di rispondere ed ogni volta invece ho sentito la mia voce ripetere sempre le stesse cose in tono allegro e disponibile. Pazzesco! Così ho fatto io, ma così ha fatto ognuna delle volontarie presenti che davvero sembravano animate da una fonte

La seconda giornata si è conclusa di lì a poco. Piano piano abbiamo cominciato a radunare tutte le nostre cose, puzzoli esausti compresi e sotto il diluvio che è venuto giù a Milano, domenica 9 giugno, abbiamo ricaricato le nostre macchine, ci siamo salutati come se fossimo tutti amici di sempre e siamo tornati alle nostre case, distrutti ma immensamente felici, portando nel cuore questa fantastica esperienza. Per me in particolar modo, per cui è stata la prima volta che facevo una cosa del genere, è stata davvero un’avventura meravigliosa che non vedo l’ora di ripetere. Quando si ha una passione così grande, non c’è niente di più bello di poterla condividere con chi, come te nutre lo stesso amore o cercare di farlo nascere nei cuori di chi è predisposto. Questo è proprio quello che faccio sempre. Quando cerco casa per un cane o un gatto abbandonato, quando spiego le motivazioni che mi hanno portato a decidere di non mangiare più carne. Quando mi innamoro delle pecore che brucano nei campi vicino a casa mia, delle mucche nelle cascine del mio paese, dei conigli che popolano i parchi della mia zona, degli uccellini che in primavera provano i primi voli dai tetti della mia palazzina. Gli animali sono i compagni della nostra esistenza; sono esseri miti e gentili incapaci di crudeltà. Trascorrere la vita in loro compagnia è la fortuna più grande che possiamo avere. Difenderli dalle ingiustizie che noi umani compiamo ogni giorno nei loro confronti è una missione che tutti noi dovremmo cercare di intraprendere.

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Un grazie alle volontarie e volontari di Furettomania che mi hanno permesso di prendere parte a questo bellissimo evento.

Grazie di cuore allâ&#x20AC;&#x2122;organizzazione e ai volontari che hanno dato una mano: Gaia e i suoi genitori, Alessandra con sua mamma, Camilla, Selly e Paolo, Nicolas e Alice e tutti i furettari che si sono avvicinati e hanno fatto compere al nostro stand contribuendo ad aiutare i furetti abbandonati.

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Inoltre...Domenica 2 giugno Furettomania ha partecipato con un banchetto informativo al Festival del Bimbo che si è tenuto a Varallo Pombia (NO). E' stata una giornata molto bella: i bimbi sono rimasti entusiasti perchè molti di loro non avevano mai visto un furetto e noi siamo riusciti a fare molta informazione e a raccogliere donazioni per i ns. abbandonelli. Inoltre abbiamo fatto una piccola dimostrazione dei giochi che solitamente facciamo ai ns. eventi e i bambini si sono divertiti moltissimo. Ringrazio moltissimo l'Associazione Probaby che ci ha invitato all'evento e che ci offerto cibo e bevande. Inoltre ci tengo a ringraziare anche Alessandra, ns. socia, che ci ha aiutato durante l'organizzazione e durante l'evento. Speriamo di replicare questo successo l'anno prossimo. Gaia-Ufficio Tesseramenti Furettomania ONLUS

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GRAN BAZAR Curiosità, gadget e chincaglieria varia e furettosa raccolta dal mondo e nel mondo e portata a voi! di Ariela Trovato - Consigliere Direttivo Furettomania ONLUS Se ve li siete persi alla Carica dei Cercafamiglia, ve li presentiamo qui adesso. Sono i deliziosi oggetti realizzati a mano da Una Reinsome: da pendenti a orecchini, portachiavi e scatole istoriate... E chi più ne ha più ne metta! Dato che una è una "furettara sfegatata", questo è uno dei pochi casi di oggetti che hanno furetti per soggetti (con una notevole ridondanza di "T"!) Una crea anche deliziosi quadri e ritratti su ordinazione nel caso che anche voi, come me, riusciate a disegnare solo delle bisce con le zampe al posto del vostro amato peloso... E ora, come sempre, spazio alle immagini...

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FOCUS ON LO STAFF RACCONTA di Claudio Cermelli - Consigliere Direttivo Furettomania ONLUS

LA 10°CARICA DEI CERCAFAMIGLIA Domenica 19 maggio si è svolta a Busto Arsizio la 10a Carica dei Cercafamiglia di Furettomania Onlus, manifestazione che fa parte della campagna di raccolta fondi a sostegno della nostra associazione. La Carica è sicuramente la manifestazione che noi dello staff amiamo di più: senza l’assillo del concorso, è un momento per ritrovarsi in rilassatezza, stare insieme tra noi e con i nostri furetti, fare il bilancio dell’attività svolta durante l’anno con tanti riconoscimenti ai volontari ma anche ai soci che hanno dato una mano, anche soprattutto adottando gli abbandonelli. I giochi sono sempre fonte di divertimento per bipedi e pelosi, le bancarelle un’occasione per fare shopping compulsivo con la certezza che stiamo anche aiutando i furetti in difficoltà e ovviamente, cosa più importante, ci sono sempre dei furetti da adottare che spesso, e anche quest’anno è accaduto, proprio in questa manifestazione trovano una nuova famiglia. Sempre, poi, alla Carica dei Cercafamiglia partecipano altre associazioni per la difesa degli animali che con i loro banchetti rendono ancora più affollato e colorato l’evento e rappresentano anche un’occasione di confronto tra volontari con esperienze diverse. Quest’anno erano con noi l’associazione APAR Onlus del Canile di Busto Arsizio, MONDOBAFFO Onlus del gattile di Cassano Magnago e ZAMPE D’ORO Onlus di Cairate. I giochi sono stati come sempre un’occasione di divertimento, più per la svogliatezza dei furetti partecipanti che per l’ardore agonistico: dentro alla federa del gioco Fuori dal Sacco diversi furetti hanno schiacciato un bel pisolino, così come altri non volevano più uscire dai tubi della corsa, mentre lo stand-up avrebbe potuto meglio chiamarsi stand down… Quest’anno, oltre ai consueti giochi (Stand up, Corsa nei Tubi, Kiss me Baby, Sniff&Touch, Fuori dal sacco), c’era anche un simpatico concorso di bellezza alternativo, una sorta di casting per realizzare Biancaneve e i 7 Nani: una giuria di bambini sceglieva tra i furetti partecipanti i più adatti ai vari ruoli. Milka

di Selly si è aggiudicata il ruolo di Biancaneve mentre il nostro Popoff (che ha anche furoreggiato in molti giochi) quello di Principe Azzurro…un principe sdentato! Non mancavano le iniziative per raccogliere fondi: varie bancarelle che vendevano cucce e altri accessori furettosi (quella di Cristina con PotPot Accessori e quella delle nostre Simonetta, Anna-la mamma della nostra Claudia- e Teresa) e la pesca di beneficienza. Inoltre ho colto questa occasione per presentare la Birra del Furetto: da mastro birraio dilettante, ho voluto mettere a disposizione dell’associazione la mia arte birraia. Ho preparato due birre a marchio Furettomania Onlus, una bionda tipo belga e una scura tipo stout: il ricavato della vendita è andato interamente a favore dell’Associazione. Visto che qualche bottiglia è rimasta, chi fosse interessato può contattarmi. Il bilancio di questa giornata è stato enormemente positivo (e il tempo, nonostante le brutte previsioni, ci ha assistito): 6 furetti sono stati adottati, i collaboratori dell’ufficio adozioni hanno svolto numerosi colloqui con aspiranti adottanti, il divertimento è stato tanto e, soprattutto, è stata raccolta una bella somma per supportare le attività di Furettomania Onlus. Non dimentichiamo mai che la nostra è un’associazione di volontariato Onlus che non può avere altre entrate se non quelle delle iscrizioni e delle raccolte fondi: quindi la generosità dei partecipanti alle manifestazioni è per Furettomania Onlus fondamentale.

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RISULTATI GIOCHI

STAND UP

FUORI DAL SACCO

1° Pandoro di Barbara

25”

1° Chupito di Alessandra 14”

2° Budino di Gaia

19”

2° Gaia di Gabriella

21”

3° Popoff di Angelo

17”

3° Maya di Laura e Igor

32”

CORSA NEI TUBI 1°Popoff di Angelo

CONCORSO FOTOGRAFICO 1° classificata: Betta di Ramona Cianferoni (copertina calendario 2014)

2°Polpetta di Claudio 3°Chupito di Alessandra

I 12 mesi dell'anno saranno rappresentati da: 1_Arturo e Perla di Giulia Amadei 2_Furin di Elisabetta Verità 3_Gina e Kira di Alessandra Beltramea 4_Arturo, Kiki e Perla di Giulia Amadei 5_Milù e Evan di Antonio Marinone 6_Caramello di Gaia Franzoso 7_Attila di Alessandra Beltramea 8_Budino di Gaia Franzoso 9_Polpetta di Claudio Cermelli 10_Gina e Ringo di Alessandra Beltramea 11_Perla di Giulia Amadei 12_ Eric di Raffaella Carta

KISS ME BABE 1° Gaia di Gabriella 29” 2° Polpetta di Claudio 17” 3° Popoff di Angelo 3”

SNIFF&TOUCH 1° Buster di Gabriella

13”

2° Chupito di Alessandra

19”

3° Polpetta di Claudio

20”

...ed ora una bella carrellata di foto della fantastica giornata!

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MAGGIO GIUGNO 2013 Grazie per le foto ad Alex&Barbara!

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Arrivederci al prossimo anno!!! 35

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I SOCI RACCONTANO di Lavinia Cardillo, volontaria FM

E fu subito amore… Spike e Nika Era una fredda serata di Novembre di due anni fa quando Antonio, mentre lavorava, vide un batuffolo di pelo abbandonato e infreddolito in un garage, in una gabbia sporchissima per conigli, senza nemmeno uno straccio per dargli calore e con gli occhi pieni di terrore e solitudine.

Rientrata a casa, sul mio viso lo stupore era tanto perché non sapevo nemmeno cosa fosse e per di più era una furia: avvicinarsi alla gabbia senza guanti da saldatore era una mossa incauta. Molti sono stati i morsi a sangue ricevuti i primi tempi, ma la voglia di capire come far vivere al meglio il nostro nuovo amico, come poter comunicare e rapportarci con lui, cresceva ogni giorno di più. Spike il furetto…abbiamo avuto più tardi notizie di maltrattamenti da parte di una bambina che lo teneva chiuso in gabbia, di una cessione infelice ad un contadino, della reclusione in uno studio veterinario che lo aveva “strappato” da quelle brutte mani, insomma una giovane vita sballottata senza aver mai avuto alcun contatto dolce ed affettuoso con un umano che gli volesse bene davvero.

Antonio ha incrociato il suo sguardo e sono stati pochi i chilometri percorsi che da quel garage lo hanno portato nel nostro piccolo appartamento. Piccolo sì, ma non troppo per non poter accogliere quello che oggi è il nostro orgoglio e amore.

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Ma qualcosa mancava, mancava soprattutto a Spike. Per quanto possa essere grande il nostro amore e per quanto tempo potessimo dedicargli, il rapportarsi con un suo simile era l’ unica cosa che gli mancava provare. Ci siamo fatti “coraggio” e abbiamo contattato l’ associazione Furettomania per cercare una sorellina o fratellino. Ci siamo innamorati di quel musetto birbante dalla foto dell’ annuncio. Così con armi, bagagli e Spike che odia trasportini e gabbie siamo arrivati a Roma… e dopo pochi minuti di zuffa è stato subito amore tra Spike e Nika… una furettina piccina, dall’ aria furbetta e monella. Lei è speciale, la chiamo “mia piccola selvaggia” perché si ribella, fa come le pare, mangia nascondendosi… gioca come se stesse attaccando un cobra velenoso. E poi la vedo con Spike: lo segue ovunque e se non lo trova continua a cercarlo come un segugio, si fa trascinare per la collottola su tutto il divano, non dormono mai distanti. Spike a volte mostra tutta la sua insofferenza perché Nika vuole per forza leccargli le orecchie, lui non vuole perciò sbuffa e soffia ma poi basta una pallina o un sacchetto e si ricomincia a giocare!

E’ stata dura, abbiamo imparato tutto da soli, noi e Spike ogni giorno imparavamo qualcosa di nuovo: imparavamo a conoscerci. Non possiamo descrivere quanto amore ci abbiamo messo per far sì che tutto funzionasse tra di noi: crediamo che il rapporto con un furetto, come con ogni altro amico peloso, sia un po’ come una storia d’ amore nella quale coltivare, giorno per giorno, la fiducia, l’ empatia e la voglia di divertirsi insieme. Noi tre ce l’ abbiamo fatta perché Spike oggi è un furetto dolcissimo, pigrone, testone e buffo. Si addormenta accanto a me e rimane acciambellato tutta la notte cercando il mio calore, la mattina si sveglia e sfrega il musetto sulla barba di Antonio, saltella nelle buste, nasconde le sue adorate palline da tennis e i miei calzini, lo portiamo in bici nel cestino e facciamo le passeggiate nei parchi, è lo scalatore di casa perché si arrampica ovunque, sa come chiedermi di aprirgli un cassetto per tuffarcisi dentro… è sereno e felice e questo ci riempie di gioia.

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Ma, per fortuna, si iniziano a vedere anche i primi progressi. Nika ha imparato come si chiedono i premietti: si mette davanti a me alzando il muso o arrampicandosi sul pantalone e fa la faccina di chi elemosina qualcosa... ha imparato a chiedermi di metterla nella vasca da bagno per bere l’ acqua corrente con Spike; a volte passa le giornate a dormire per fatti suoi… è serena insomma.

Con noi Nika è ancora un po’ diffidente, da poche settimane è a casa nostra e a volte riesce a leccare la mano di Antonio, ma niente di più…lei sa bene che le coccole costano tanto impegno! Io però spesso le do i bacini quando la prendo tra le mani o gioco con lei…chissà se sente che le vogliamo un bene enorme! Non sappiamo di preciso cosa abbia passato la nostra piccina, l’ unica cosa di cui siamo sicuri è che lei ha bisogno di tante cure e attenzioni. Purtroppo non riesce a trattenere l’ urina, soprattutto quando dorme, per questo sono sempre attenta alle condizioni della sua pelle: cercheremo con il veterinario di fare il possibile per farla stare meglio. E poi cosa importa se devo fare qualche lavatrice in più se la ricompensa di ogni mattina al risveglio è il suo musetto pronto ad un feroce agguato ai miei piedi per rubarmi la pantofola! Nika è così: un’ amazzone temeraria nella giungla di casa nostra!

Anche con i morsi è migliorata, soltanto mentre giochiamo a volte parte all' improvviso all' attacco oppure quando la prendo in braccio per non farle fare qualcosa… mi guarda e zack! Sferra dei micidiali morsetti che lasciano bei segni… e non molla la presa! Testona!

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Tutti e quattro insieme a Pasquetta abbiamo fatto una passeggiata all' aperto, per Nika la prima con noi. Siamo stati su una bellissima collina con la pineta. Spike ormai impavido che ci faceva correre a destra e a manca e invece lei aveva gli occhietti sgranati, quasi meravigliati, che scavava nel terreno profumato di pino. Correva tra i cespugli, senza mai perdere di vista il fedele compagno ovviamente, e ascoltava ogni singolo rumore della natura. Poi stremata è salita sul pantalone di Antonio e si è addormentata nel tascone della giacca. E' bellissima… vederla con lo stupore e la vitalità negli occhi ci fa capire che stiamo facendo del nostro meglio anche per lei.

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Sono sicura che noi quattro insieme passeremo dei momenti fantastici. Sarà, per noi e per loro, una vita avventurosa e piena d’ amore… questa è la promessa che facciamo tutti i giorni ai nostri teneri amori.

Una coccola ai furettini meno fortunati e in cerca di casa, Spike& Nika, Antonio e Lavinia.

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BRICOFERRET Mille idee e mille consigli su come allestire tutto ciò che rende la vita col nostro furetto più sicura, più comoda e più divertente.

di Claudio Cermelli - Consigliere direttivo Furettomania ONLUS -

IL CLAUDIOTONE! I nostri furetti, lo sappiamo, sono molto golosi di alimenti grassi e oleosi: non esiste, o quasi, furetto che non impazzisca per il Furotone o altre miscele di oli simili. Vi presento una ricetta, che molti di voi conoscono attraverso il forum di Furettomania (dove è stato ribattezzato Claudiotone…), per fare un olio casalingo buono come il Furotone senza dare soldi alla Marshall. Io uso un olio della Carapelli, Olys, che è una miscela di oli contenente tra gli altri olio di ribes nero che è particolarmente ricco di omega 3 e omega 6 e ha documentate proprietà antinfiammatorie e eudermiche. A questo aggiungo olio di cartamo (che si può trovare nei negozi di prodotti naturistici e olistici) e a volte anche l’olio di lino. Le proporzioni sono 2 parti di Olys e 1 parte di olio di cartamo. I vostri furetti apprezzeranno molto, credetemi!!!

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ADOZIONI LULU'&MIMì Sara e Marco felici genitori di due piccole pestifere ragazzine che dopo averne passate tante finalmente hanno una famiglia e tutto l’amore del mondo! Grazie ragazzi

ETTORE&ARGO&SOFIA Tripla adozione per la famiglia Refolli! Con pazienza hanno atteso, con amore hanno adottato questi piccoletti che hanno portato gioia, disordine e qualche morsetto di assestamento nella loro vita. Furetti speciali per persone speciali!

FALKOR Grazie a Gessica e Lorenzo per questa ennesima adozione del Cuore. Falkor è sereno e felice come merita!

TITO Come resistere a questo ciccione buono e bello? Non si può e Marco è stato rapito da tanta cicciosità! Grazie

MR JINGLE Daniela ha un cuore grande e tanta pazienza, e grazie a lei questo furetto traumatizzato dall’abbandono sta recuperando molto bene ed finalmente felice! Grazie!

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SHIVA&APRIL Papà Alberto ha aspettato tanto per la sua adozione Ed è stato ripagato con doppio amore e morsetti! Queste due piccole finalmente hanno una famiglia definitiva! Grazie!

YELLOW Grazie a Claudia per aver adottato questo bellissimo furettone!!

ARES Giorgia e Stefano volevano allargare la famiglia, e un maschietto mancava in casa! Ecco che arriva Ares il dio della guerra in tutti i sensi. Un po’ di tempo e pazienza e tanto amore lo trasformeranno in un super patatone!grazie!

FURETTOMANIA INFORMA OLIMPIA Grazie a Sergio per questa bella adozione!

REMO per Monica è stato amore a prima vista, grazie!

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Con KAIL è sempre stato amore, abbiamo deciso di non separare due anime che si appartenevano da subito. Grazie al cuore immenso di Daniela

KIWI&FICO"Lui è un vero patato, ma lei è una micro forza della natura. E' una briciola, con quel corpicino di cristallo fatto di ossicini appuntiti e con quella faccetta sfrontata, ma ha un'energia ed una forza fisica impressionanti."

EROS Amore a prima vista con Laura,che ha fatto di tutto per esserci alla carica e adottare questo piccoletto, che dopo aver fatto tanta strada e viaggi è arrivato a destinazione e ora potrà godere della compagnia di fratellini pelosi e non! Grazie!

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Paola ci ha confermato dal primo commento quanto sappia "vedere" l'essenza di queste creature, come potevamo sperare di meglio per loro? Grazie Paola


Anno 14 - n.82 TEODOR Grazie a Mauro e Francesca per aver deciso di adottare un furetto abbandonato, Teodor ora ha una famiglia piana di amore e un fratellone

FURETTOMANIA INFORMA ISIDE&CLEOPATRA hanno portato caos e tanta gioia nella famiglia di diana: ora sono 2 furette 2 figlie e una moglie...povero Viktor!

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KIMERA Grazie ad Alessia per l'adozione di Kimera! questo terremoto è uno splendore e siamo certi porterà tanta allegria in famiglia!


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IL PONTE DELL'ARCOBALENO Reika&Fujiko Grazie a Lucilla per aver amato queste due piccole nell'ultima parte della loro vita donandogli la serenità di cui avevano bisogno.

A Michele un saluto speciale e un abbraccio infinito alla sua nuova mamma Daniela che nonostante, o proprio per questo, i problemi di salute che non avrebbero permesso a Michele di vivere ancora a lungo, l'ha adottato e amato come mai nessuno aveva fatto. Michele con Daniela era un furetto felice. Ora corre sul ponte e ricorda la sua mamma a cui ha voluto tanto bene. Ciao Michele...

Dopo 5 anni insieme Jamon ha salutato suo figlio Queso e il suo amico bipede Mauro, che ha fatto un'adozione esemplare adottando questi due terremoti, rispettando prassi e modus operandi della nostra associazione. Il vuoto sarà tanto ma siamo certi che Jamon manderà presto una compagnia a Queso cosi da portare ancora un pò di scompiglio nella vita di Mauro!

Ancora una volta le parole di Paola arrivano al cuore: "queste piccole comete che attraversano le nostre vite per momenti troppo brevi ma lasciando una scia lunga lunga, che brilla nel nostro cuore per sempre" Buon viaggio Eolo, grazie Paola!

Buon viaggio piccolo Vlad (Toby) volato via troppo presto un abbraccio ad Andrea&Valeria

(IMMAGINE NON DISPONIBILE) Un saluto alla piccola Bettì, un brutto male ti ha strappato via al tuo fratellone che sente tanto al tua mancanza e dovrà affrontare da solo l'abbandono, di nuovo, proteggilo da lassù e fagli trovare una bella famiglia che possa amarlo per sempre! 44


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VOLONTARI IN FM Come Socio hai l’occasione di partecipare attivamente all’attività dell’Associazione, aiuta anche tu i furetti abbandonati! Se vuoi contribuire alle attività dell'Associazione come volontario, puoi collaborare anche tu in molti modi, ognuno secondo le proprie possibilità e disponibilità: •

inviando a Redazione@furettomania.com articoli della tua esperienza con i furetti, raccontando la tua storia, la tua eventuale esperienza di adozione, suggerendo soluzioni di gestione che hanno migliorato la convivenza coi tuoi furetti o problematiche che hai dovuto affrontare, anche solo mandando una foto particolare che racconti un momento speciale, anche solo con un piccolo commento, ogni condivisione è importante e utile per tutti, non siate timidi, non servono lunghi ed impegnativi articoli, c'è spazio per ogni modalità, anche la sola segnalazione o suggerimento di argomenti di interesse condiviso sui furetti e sui mustelidi tutti e, perché no, qualche volta anche per qualunque altro animale speciale che è più che benvenuto!

•

compilando il Modulo di Volontariato che trovi alla pagina: http://www.furettomania.it/pages/popup/BottoniHome/volontariato.htm e indicando le tue disponibilità, anche occasionali, che sia per ospitare in affido temporaneo i furetti abbandonati in cerca di casa, che sia per trasportarli dal veterinario per visite di routine o ad esempio chi si sposta periodicamente tra regioni per lavoro o visite a parenti ed amici può cogliere l'occasione per aiutare con un trasferimento di furetti che vanno in adozione o sono da recuperare. Le staffette sono importantissime, e più capillari siamo più potremo aiutare furetti in difficoltà! Una volta compilato e inviato a info@furettomania.com il modulo sarai contattato al più presto da un nostro collaboratore per dettagli e spiegazioni.

• •

offrendo la possibilità di esporre nei propri luoghi di lavoro o frequentazione locandine e brochure che promuovono le nostre attività o dando la disponibilità per le agevolazioni per la carta azzurra dei soci. preparando o donando oggettistica, relativa ai furetti e non, che sarà utilizzata nella raccolta dei fondi durante le manifestazioni o anche offrendo il proprio supporto nell'allestimento e gestione dei banchetti informativi e dei giochi durante le manifestazioni stesse.

•

per mille altre cose con cui puoi contribuire attivamente alla crescita dell'associazione di cui fai parte! per ogni domanda, suggerimento o dubbio contatta senza esitazioni info@furettomania.com Ricorda che nel volontariato ogni goccia nel mare è fondamentale!!!

GRAZIE!

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IL FUROSCOPO di Sibilla Putoria L’insegnamento che questo furetto ci porta è che è inutile tentare di spostare le bianche scogliere del Dover, meglio costeggiarle.

TORO

Del resto, cosa volete che sia qualche perpetua fissazione quando potete guardare questi due occhietti vispi, questa delizia vitale all’opera?

21 aprile – 20 maggio

Il furetto del Toro raramente ha un carattere complicato: ama dormire in posti comodi (non necessariamente quelli che voi ritenete comodi, ama la presenza stabile e duratura di altri esseri viventi intorno a sé (anche se non è detto che poi voglia interagirci), ama i giochi semplici come una pallina da inseguire caparbiamente per ore. È anche un appassionato di odori, ed essendo della famiglia delle puzzole non ci va tanto per il sottile: più le scarpe sono usate, più la spazzatura puzzolente, più i calzini usati… Tanto meglio è!!! L’esperienza più bella che mi è capitata in tal proposito è stata un strusciata ininterrotta di dieci minuti nell’erba… Da cui il furetto è uscito verde e contentissimo! Un’ultima, importante avvertenza: il furetto del Toro ama i piaceri della tavola, che nel suo caso è solitamente varia e abbondante… Dalla carne alle crocchette, dalla pizza allo yogurt, dai peperoni ripieni ai lacci delle scarpe… Occhio a cosa lasciate in giro!

Dei furetti si dice che siano oltremodo testardi. Ebbene, il furetto del Toro raggiunge l’apice di questa caratteristica. Ha deciso che farà i suoi bisogni in mezzo alla stanza? Rassegnatevi a pestare deiezioni per il resto della sua vita. I vostri jeans sono la sua cuccia preferita? Regalateglieli. Davvero, fate prima.

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GEMELLI 21 maggio – 21 giugno

C’è anche Fred, personalità lievemente paranoica e di libero pensiero, che si occupa di rimodernarvi il guardaroba traslocando maglioni sotto il letto e boccette di sapone nel water. Non da ultimo arriva Zoltan, oscuro quanto insondabile ile aspetto del vostro furetto dei Gemelli: Zoltan è tutto quello che mai avete compreso del vostro animale, come per esempio quando tenta di arrampicarsi su muri perfettamente lisci e verticali o come quando dorme acciambellato sulla propria testa in un chiaro hiaro tentativo di autosoffocamento… Io vi ho dato le linee guida del vostro compagno, di quell’insolito e mutevole cumulo di pelo saltellante che avete accanto; ora sta a voi godervelo e comprenderlo…

Averne uno è come averne almeno cinque. Non sto scherzando: il furetto dei Gemelli racchiude in sé potenzialità da schizofrenico,, avendo almeno, durante un ciclo di ventiquattro ore, la possibilità di mutare personalità svariate volte. Abbiamo Baby, furetto che ha perennemente cinque mesi, la cui massima aspirazione è trastullarsi con le sue ghiandole perianali, che gioca in continuazione uazione e che ha la capacità di concentrazione di un sasso. Poi c’è Mario, che si occupa di aspetti pratici quali sbattere violentemente la ciotola in giro per casa se mancano le crocchette, controllare che non manchi nessun pupazzetto e lustrarsi il pelo con leccate e spulciamenti. Vanessa, P.R. per vocazione, è adibita ai rapporti con il prossimo, fatti di smancerie mai eccessive e di una sincera capacità empatica; per cui, potete trovarvi il furetto dei Gemelli che vi fa da borsa dell’acqua calda quando avete mal di pancia.

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03 maggio giugno 2013 by Furettomania ONLUS - Issuu