
Dalla fiera Marca di metà gennaio arriva la conferma dell’ulteriore aumento della quota della Mdd nel carrello della spesa, in un’Italia che sta vivendo anni di preoccupazione e prudenza. Per l’ortofrutta una nuova centralità













![]()

Dalla fiera Marca di metà gennaio arriva la conferma dell’ulteriore aumento della quota della Mdd nel carrello della spesa, in un’Italia che sta vivendo anni di preoccupazione e prudenza. Per l’ortofrutta una nuova centralità













| Eugenio Felice

“Nel nord Italia c’è anche troppo ferro vecchio”. Così ha risposto Francesco Avanzini, direttore generale di Conad, nel corso della conferenza stampa di fine anno a Milano, alla giornalista che chiedeva lumi su eventuali progetti di espansione del leader della grande distribuzione italiana nella cosiddetta Area Nielsen 1, quella del No rdovest. Il manager veronese - è nato a Legnago nel 1963 - ha specificato che gli investimenti sulla rete fisica dei supermercati “tradizionali” saranno fatti più sul “contenuto” che su un ’ espansione del numero di punti vendita, cercando di allineare il più possibile l’offerta assortimentale ai desiderata dei clienti. Le acquisizioni ci saranno, sì, ma su business affini, come i pet store, i drug s tore, l’ottica, le parafarmacie. E infatti sono stati annunciati il debutto della nuova insegna Benessity, che riunirà in un unico store tutto ciò che ha a che fare con il benessere, e l’acquisizione del gruppo General, con i suoi 260 drug store (detersivi, cura della persona e altro “ no food”) a insegna PiùMe. La ratio: da una

parte la popolazione decresce ed è sempre più anziana, dall’altra Conad è l’ottavo brand più noto in Italia in assoluto ed è presente dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, perché restare ancorati solo al business tradizionale dei supermercati? Nel frattempo, sotto le festività natalizie, è uscita la ventesima edizione della Winte r Edition del Rapporto Coop, su consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani Cosa emerge? Molta disillusione e poco entusiasmo Gli italiani che si affacciano sul 2026 sembrano immergersi in un

bagno di realtà che li mette a diretto contatto con un mondo ostile. In un simile contesto difficile ipotizzare un qualche dinamismo dei consumi in un’Italia delle piccole cose, dove la wis h lis t per il nuovo anno si riempie di frugalità e di tanti “vorrei ma non posso ” . Così la casa continua a essere il luogo del cibo e questo lo strumento primario di benessere. Innovazione e più tempo tra i fornelli sono le parole chiave della tavola 2026 degli italiani, fatta di alimenti salutari, semplici, autentici Buone notizie quindi, sul fronte consumi, per le aziende del settore ortofrutticolo Nonostante alcuni prodotti siano in flessione, la domanda generale dovrebbe mantenersi forte, tanto che, nell’indagine condotta da Coop, alla domanda su come cambierà nel 2026 la spesa della sua famiglia, il 30% circa degli intervistati hanno risposto che ridurranno i consumi di carne rossa e affettati (cancerogeni certi per l’Oms al pari di fumo, amianto e vino), la stessa percentuale ha risposto che aumenterà i consumi di frutta e verdura Ciò non vuol dire che ci sia da festeggiare, perché rimangono le solite criticità in produzione e lungo la filiera e il consumatore dice che comprerà più frutta ma poi magari preferirà aprirsi un pacchetto di patatine A parole son tutti bravi
| Eugenio Felice

È inizio gennaio e da un paio di settimane nei gruppi social sentiamo parlare di difficoltà per i produttori di carciofo, uno dei prodotti simbolo dell’inverno e del made in Italy.
Soprattutto in Puglia, dove il clima a dicembre è stato molto rigido, con gelate frequenti e diffuse. L’offerta sui mercati è abbondante, la Sicilia spinge, la qualità non è sempre omogenea, la domanda è debole, con conseguenze pesanti sui prezzi. Peccato, perché l’inizio della campagna era stato brillante, alme fi a metà dicembre
Facciamo visita a un supermercato a insegna Aldi, a Verona, il 7 gennaio e ci imbattiamo all’ingresso in un manifesto che mette in evidenza i prodotti in offerta.
Tra questi due cupolini di carciofo violetto a 1,00 euro al mazzo (minimo 250 grammi al pezzo), con il 41% di sconto Appena entriamo in effetti ci troviamo davanti la bella esposizione della foto, con prodotto di una certa qu lità ed uniforme. A guardare bene tellino, però, notiamo che in piccolo è indicata come origine l’Egitto.
Per vederci più chiaro siamo andati da Esselunga, in Corso Milano a Verona, l’11 gennaio Anche qui carciofi in offerta, o meglio a “prezzi corti”, con sconto variabile tra il 20 e il 25% a seconda della tipologia Dobbiamo rilevare che qua l’attenzione del consumatore viene messa a dura prova, nel caso fosse interessato a trovare l’origine, perché nel cartellino dei mazzi nelle quattro ceste al ripiano più basso viene indicato “vedi etichetta” e solo lì, in piccolo, nella fascetta dei mazzi, sotto il nome del fornitore italiano che potrebbe trarre in inganno, c’è scritto “Or Egitto”.
“Non è solo una questione di prezzo ” , ci commenta un altro operatore italiano “La Gdo ha bisogno di fornit golari, nei volumi e nella qualità, e n sempre la produzione italiana è in grado di garantirla. Per il carciofo la partenza è stata rallentata dal caldo e dalla siccità di agosto e settembre, con pochi volumi e prezzi alti, ma quando sui mercati si è riversato il prodotto medio e medio tardivo, da metà dicembre, la situazione si è fatta pesante, con i prezzi che sono andati a picco”

“Programmando acquisti dal Nord Africa, perché questi non sono arrivi casuali, senz ’altro non si tutela la produzione nazionale”, commenta un produttore italiano. “In questa fase in cui c’è tanto prodotto, con l’offerta che supera di molto la domanda, sconti e promozioni dovrebbero essere fatti sul prodotto italiano, per aiutarlo a smaltire i volumi, non sul prodotto d’importazione. I supermercati da anni parlano di fare partnership e programmazione, ma poi la fanno e la rispettano solo quando gli fa comodo e comprano all’estero quando costa meno ” .
“A peggiorare ulteriormente le cosono arrivate le importazioni dal Africa, tipiche di gennaio e febbraio. Va considerato che oggi non c’è una coltura invernale che brilla. Il problema, che siano carciofi, finocchi o broccoli, è che si produce più di quando il mercato chiede. Dovremmo ridurre i volumi, alzando contestualmente la qualità Un percorso per nulla semplice quando la produzione è frammentata e disorganizzata È facile additare il prodotto straniero come la causa dei problemi, ma dovremmo prima guardare quello che succede in casa nostra”.


EDITORIALE TRA FERRO VECCHIO E BENESSERE
CONTROEDITORIALE
CARCIOFI IN AFFANNO, MA IN GDO OFFERTE DI PRODOTTO EGIZIANO
IMMAGINI
MARKETING
IL VALORE DELLA COLLECTION PER FIDELIZZARE I CONSUMATORI INSIDER
ALMA SEGES AL CAPOLINEA: È IN LIQUIDAZIONE LA EX OP DI EBOLI FRONTIERE
JINGOLD LANCIA L’AVOCADO MADE IN ITALY DI QUALITÀ PREMIUM INNOVAZIONE
CORA SEEDS, A MARCA LA RICERCA VARIETALE AL SERVIZIO DELLA GDO AZIENDE
4 MILIONI IN NUOVE TECNOLOGIE ROSARIA INVESTE SUL FUTURO
TERRITORI
LA GRANDE BELLEZZA ITALIANA, LA RETE CHE VALORIZZA GUSTI E ORIGINI STRATEGIE
VIP E MELINDA, ACCORDO STORICO PER LE CILIEGIE DI MONTAGNA SEGMENTI
POMODORI RESISTENTI AL TOBRFV: BASF NUNHEMS GUIDA IL FUTURO PERCORSI
ZESPRI AMPLIA LA STAGIONE DEL KIWI ROSSO RUBYRED CON RED80 NEURONEWS
COME SPEZZARE LE ABITUDINI D’ACQUISTO E LANCIARE IL NUOVO PERCORSI BIO
VIP, LEADER NELLE MELE BIO CON LO STABILIMENTO HI-TECH DELLA JUVAL IL LIBRO
NUTRIRSI BENE È SALUTE. LA DIETA MEDITTERANEA? “NON È L’IDEALE” SEGMENTI
PEPERONE, RIONAS F1 APRE LA STRADA ALLA RACCOLTA MECCANICA MENS SANA
FRUTTI ROSSI, SUPERFOOD CHE TUTTI DOVREMMO AVERE IN DISPENSA
PANORAMA
iFRESH

22 / L’INSALATA IN BUSTA FA SISTEMA: LA PRIMA AOP PARTE CON NOVE SOCI

50 / UE-MERCOSUR, ACCORDO DOPO 25 ANNI: DECISIVA L’ITALIA

/ LA

48 / NOCE LARA, DAL POLESINE SAPORE AUTENTICO E SALUBRITÀ

56 / CONAD: LA MDD È DA PRIMATO. LA PAROLA CHIAVE È BENESSERE

/ NERI: “MACFRUT UNICA VETRINA DELL’OF ITALIANA NEL MONDO”




MONDIALI DI MELE
Direttore responsabile
Eugenio Felice
Hanno collaborato: Carlotta Benini, Salvo Garipoli, Maddalena De Franchis, Irene Forte, Alice Gelmetti, Massimiliano Lollis, Giancarlo Sbressa, Matteo Sgaravato
Redazione e Pubblicità Via Poiano 53
37029 - San Pietro in Cariano (Vr) Tel 045 6837296 redazione@fruitbookmagazine it adver@fruitbookmagazine.it
Abbonamenti
Spedizione in abbonamento postale Abbonamento Italia: 50,00 euro abbonamenti@fruitbookmagazine it
Graphic designer
Marco Fogliatti
Fotolito
CianoMagenta
Stampa Color Art Spa - Via Industriale 24/26 25050 - Rodengo Saiano (Bs)
Carta
Magno Volume - 130 gr - Sappi 100% biodegradabile e riciclabile
Tiratura numero febbraio 2026: 8 000 copie
Registrazione Tribunale di Verona n 1962 del 6 novembre 2012

Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana


m m a g i n i

Berlino, 4 dicembre 2025
Secondo l’ultimo report di Ismea l’Italia è diventato il primo esportatore mondiale di mele nella campagna 2024-25, con 1,07 milioni di tonnellate Superati così Usa e Cina A spingere gli scambi sono anche le nuove varietà club come Cosmic Crisp, qui “in evidenza” nel suggestivo Planetario Zeiss di Berlino, in Germania. i

m m a g i n i

out Semide (MN), 25 dicembre 2025
Panettone e pandoro si confermano i dolci preferiti dagli italiani nelle festività natalizie Una ghiotta opportunità anche per le aziende del settore OF Tra le crezioni più apprezzate il panettone artigianale zucca e cioccolato fondente firmato Nadalini: doppia lievitazione, struttura soffice, gusto elegante ma deciso. Prezzo: 39,90€. i

L’ i n s a l a t a i n b u s t a f a s i s t e m a :
l a pri m a AO P pa r t e c on 9 s oc i
è stata costituita il 2 dicembre l’Unione Nazionale Quarta Gamma, l’Associazione di Organizzazioni di Produttori (AOP) che riunisce i principali protagonisti della filiera delle insalate in busta, con l’obiettivo di rilanciare un comparto in difficoltà sul fronte della marginalità, nonostante la crescente centralità dei prodotti a elevato contenuto di servizio negli acquisti alimentari degli italiani. La presidente è Sonia Ricci di Unaproa
Nove imprese, di cui sei OP - realtà che r a p p r e s e n t a n o u n a quota rilevante della produzione nazionale di fresh cuthanno scelto di unirsi per dare più valore alla filiera. Il prog e t t o , a v v i a t o d u e anni fa grazie all’imp u l s o d i U n a p r o a , Coldiretti e Filiera Italia, che ne hanno g a r a n t i t o c o n t i n u ità, supporto e visione strategica, ha trovato il suo naturale spazio di riferimento in Filiera Italia, l’associazione nazionale che promuove la qualità e la distintività dell’agroalimentare italiano
mazione e la gestione dell’offerta, la prima immissione del prodotto sul mercato - lasciando alle singole realtà la fase commerciale finale - e lo sviluppo di un sistema di qualità condiviso, oltre a un programma pluriennale di comunicazione rivolto a retail e consumatore.
Proprio sul fronte comunicazione i fondatori vedono fin da subito importanti ricadute positive: informare i consumatori sui valori delle insalate in busta - sicurezza alimentare, riduzione degli sprechi, risparmio di tempo - è considerato un passaggio cruciale Il mercato oggi vale oltre 1 miliardo di euro nel solo canale retail, e supera il miliardo e mezzo includendo HoReCa ed export. Le insalate di IV gamma raggiungono oltre il 70% delle famiglie italiane, pur con u n a q u o t a a n c o r a contenuta di consum a t o r i a b i t u a l i A monte della filiera si contano più di 200 m i l a t o n n e l l a t e d i materia prima, sviluppate su circa 15 mila ettari e 30 mila addetti coinvolti

Le OP Agrinsieme, Mioorto, Oasi (che fa riferimento a Bonduele Italia), OrtoRomi, San Lidano, Sole e Rugiada, insieme alle imprese Agricor, La Linea Verde e L’Insalata dell’Orto, hanno dato vita alla nuova AOP nel quadro del Reg. UE 2393/17 (Omnibus).
L’iniziativa punta su tre assi strategici: la program-
“È un progetto per l a f i l i e r a , p e n s a t o per riportare valore a tutte le sue fasi e renderla nuovamente forte e sostenibile nel lungo periodo”, ha sottolineato Sonia Ricci, già presidente di Unaproa e ora presidente della nuova AOP “Senza un adeguato riconoscimento economico rischiamo di perdere uno dei punti di forza dell’ortofrutta italiana. Per questo è fondamentale il coinvolgimento di tutti gli attori, a partire dai clienti. I nove soci sono solo il primo nucleo: auspichiamo che altre imprese si uniscano per garantire la massima rappresentatività La porta è aperta”

marketing | Salvo Garipoli*
I l v a l o r e d e l l a c o l l e c t i o n
pe r f i de l i z z a re i c on s u m a t ori
In un mercato ipercompetitivo, caratterizzato da profili di consumo differenti e comportamenti sempre più liquidi in f a s e d i s e l e z i o n e , a c q u i s t o e c o n s u m o le leve tradizionali di fidelizzazione, come sconti e promozioni di prezzo, seppur driver potenti, perdono di efficacia nel medio periodo
Evidenza questa che diventa ancora più rilevante quando, oltre i volumi e i valori acquistati per atto, si analizza la correlazione tra il basket di spesa media di ortofrutta calcolata sulla base del numero di prodotti presi in considerazione durante lo shopping e gli atti di consumo settimanali per la categoria A spiegarlo in maniera concreta è l’annuale indagine consumer di SGMarketing che anche quest’anno ha coinvolto 1 200 consumatori di ortofrutta e che è stata presentata alla sesta edizione di Marca Fresh. Dallo studio emerge chiaramente un effetto diretto mosso dalla varietà di prodotti ortofrutticoli considerati durante l’acquisto identificando tre cluster di shopper: il Basic che, su un totale di 59 prodotti, si appresta a considerarne in media 12, l’Essenziale che tiene in conto di circa 20 e l’Esploratore che amplia il suo range di scelta considerandone più di 24 Ciascuno di questi cluster muove un consumo medio di ortofrutta settimanale via via crescente, dal primo profilo (17 atti di consumo) al terzo si registra una variazione percentuale pari al 50%. Un driver strategicamente rilevante che obbliga le aziende del comparto a ragionare insieme sul valore della promozione in-store in chiave di attrazione, upgrading qualitativo dello shopping e fidelizzazione al prodotto e all’insegna Tra i comparti più dinamici, la cate-
goria dei succhi è quella che più di altre offre ispirazioni utili, tra le disponibili vi segnalo quella targata Yoga Optimum, linea premium che vede protagonista il pomodoro e il tema dell’italianità, primario elemento di rassicurazione consumer
In questo caso, è proprio il legame tra prodotto e origine certificata che muove la proposta promozionale spingendo il consumatore ad attivarsi grazie a una call to action precisa e coerente “Tutte le mie città” e un claim che non ammette fraintendimenti “La collezione che fa girare l’Italia”. L’oggetto da collezionare è il tappo che, numerato e variamente colorato, diventa promotore delle differenti città italiane attraverso un design moderno che ne illustra la principale attrazione È chiaro come attraverso questa dinamica si attivino da un lato il bisogno, in primis, di trovare la propria città di riferimento (che sia quella natale o quella di elezione), e poi quello di completare il set di tappi assecondando così un “effetto ri-

compensa ” che motiva lo shopper a reiterarne l’acquisto In un ’ era in cui la fedeltà non si compra più con il solo prezzo, costruire percorsi di valore percepito che generino coinvolgimento continuativo rappresenta una delle chiavi per trasformare clienti potenziali in stakeholder fedeli e autentici promotori.

| Giancarlo Sbressa
Alma Seges, una storia italiana, iniziata nel 2001, 25 anni fa, e ora verso l’epilogo, con la liquidazione volontaria, a partire dal 13 ottobre. La motivazione?
L’indagine condotta dall’European Pub l i c P r o s e c u t o r ’ s O f f i c e ( E P P O ) d i N apoli “deflagrata” lo scorso maggio, che aveva portato all’arresto dei 12 membri del consiglio direttivo di Alma Seges e al sequestro di 9,6 milioni di euro. Il motivo? Presunta truffa i danni dell’Ue
Alma Seges, società cooperativa nata nel 2001 e riconosciuta come Organizzazione di Produttori lo stesso anno dalla Regione Campania, con sede operativa a Eboli (Salerno), è in “scioglimento e liquidazione” dal 13 ottobre 2025 e ormai “inattiva” come si legge dai documenti della Camera di Commercio di Napoli. Il liquidatore nonché rappresentante dell’impresa è Mauro Cascone Alma Seges nel 2024 aveva registrato un fatturato di 50,7 milioni di euro, un margine operativo lordo (Mol) di 3,9 milioni di euro e un utile di 47 mila euro
A l m a S e g e s è s un’importante re campana del sett o r t o f r u t t a , s o c i a Unaproa, con “1 0 e t t a r i i n v e s t i t i frutta e ortaggi, d cui 700 in coltur protetta”, come s legge dal sito web che a fine dicemb r e e r a a n c o r a v i s i b i l e o n l i n e . Molti operatori del settore si ricorderanno dello stand, piut-
tosto ampio, nella Hall 4 2 di Fruit Logistica, dove anche nel febbraio 2025, Alma Seges è stata protagonista con un convegno organizzato con Unaproa che si interrogava proprio sul futuro dell’aggregazione, assieme a personalità del calibro di Ettore Prandini, presidente di Coldiretti.
In Italia si contano circa 320 OP riconosciute, un numero molto elevato se si pensa che in Spagna ce ne sono circa 50, ma di maggiori dimensioni e in grado di regolare il mercato Per Alma Seges peraltro erano venuti meno i parametri di OP a seguito delle indagini condotte dal European Public Prosecutor’s Office (EPPO) di Napoli. L’inchiesta, che coinvolge anche 27 imprese agricole, con 67 indagati, riguarda presunte irregolarità nell’accesso ai finanziamenti della PAC (Politica Agricola Comune) e aveva portato all’arresto, lo scorso maggio, dei 12 membri del consiglio direttivo e al sequestro di 9,6 milioni di euro. Alma Seges è stata definita un “fatturificio”, in sostanza una OP di carta con il solo scopo di ottenere finanziamenti europei, senza avere però le caratteristiche sostanziali richieste dalla normativa. Successivamente i dodici arrestati sono tornati in libertà - non sussistendo più rischi di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio - e il Tribunale del Riesame di Salerno ha disposto il dissequestro i l d i ili i di euro accogliendo il ricorso di Alma Seges. “Questo to - si leggeva in una nota s t a m p a d e l l o s c o r s o giugno - consente ad Alma Seges di tornare a concentrarsi con serenità e determinazione sulla propria missione: sostenere i produttori, valorizzare il territorio e garantire occupazione stabile a centinaia di famiglie. Il lavoro può e deve proseguire” Purtropo però così non è stato ed arrivata la liquidazione


Dopo i test positivi, Jingold, lo specialista globale del kiwi, ha lanciato ufficialmente la sua prima produzione di avocado made in Italy, di qualità premium e da filiera controllata e garantita, disponibile in Gdo, all’ingrosso e nello shop online da metà dicembre. I primi quantitativi provengono da 13 ettari già in produzione tra Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia. L’obiettivo è di arrivare a 100 ettari
Dal kiwi di qualità premium all’avocado Dal frutto esotico naturalizzato italiano, all’oro verde del Sud Italia: un superfrutto che negli ultimi anni ha registrato un vero e proprio boom dei consumi e che oggi detiene il podio del carrello tricolore come prodotto a maggior sviluppo nella spesa degli italiani (fonte: classifica Osservatorio Immagino di GS1 Italy, su dati NielsenIQ)
mondo per le sue esclusive varietà di kiwi giallo, rosso e verde - appone ora il suo bollino di qualità anche sull’avocado, che debutta sui banchi della Gdo e nei mercati all’ingrosso a partire dalla seconda settimana di dicembre

Da un successo globale a una nuova sfida: Jingold, in continuità con il proprio percorso di innovazione, ha avviato una strategia di diversificazione dell’offerta e presenta L’Avocado Italiano by Jingold, un progetto dedicato alla valorizzazione di una filiera nazionale giovane ma in forte sviluppo
Dopo i test di successo condotti nelle due stagioni passate, l’azienda italiana - apprezzata in tutto il
“Il prodotto sarà per questa stagione dedicato al mercato interno, con l’obiettivo di garantire un frutto dalle eccellenti caratteristiche organolettiche, di origine italiana e sostenuto da un marchio affermato e riconoscibile, che è sinonimo di qualità, innovazione e sostenibilità”, ha spiegato Giacomo Mazzotti, commercial supply chain officer di Jingold L’Avocado Italiano by Jingold è disponibile in Gdo e nei mercati ortofrutticoli sfuso (collo da 4 kg) con frutti bollinati o confezionato in vassoio con flowpack da due frutti. Inoltre è disponibile nello shop online di Jingold, nella confezione da 2 o 4 kg con frutti di diversa maturazione I primi quantitativi provengono da 13 ettari già in produzion e t r a B a s i l i c a t a , Calabria, Campania e Sicilia Ma la traiettoria è molto più a m b i z i o s a : J i n g o l d i n f a t t i ha a v v i a t o , con i partner IDeA Agro (fondo di private equity) e Spo Zentrum (azienda siciliana leader nella produzione e distribuzione ortofrutticola), un importante progetto di sviluppo dell’avocado in Sicilia Dalla partnership è nata AgroAvo, realtà che punta a diventare un riferimento nell’avocado italiano. Il progetto parte da un areale di circa 70 ettari nel Siracusano, con impianti in completamento entro la primavera 2026 e un obiettivo di 100 ettari produttivi nei prossimi anni.

Irene Forte
Il 14 e 15 gennaio in scena allo stand e in speciali showcooking il datterino Malizioso e il Midi Plum Corabell, eccellenti per aspetto, gusto e shelf life, che si aggiungono alla varietà di pomodoro a grappolo Rivaldo. Tra le novità, anche MaxiFRESH, gamma di angurie ideali per la vendita porzionata. Il ceo Maurizio Bacchi: “Sono prodotti nuovi, capaci di rispondere alle esigenze della Gdo e del consumatore moderno”

Riflettori puntati su Cora Seeds e le sue innovazioni varietali a Marca, la fiera di Bologna focalizzata sui prodotti a marchio del distributore che si è svolta a metà gennaio. “Varietà uniche e distintive, risultato di un lavoro di ricerca destinato alla soddisfazione del produttore ma anche a rispondere alle esigenze della distribuzione e del consumatore moderno”, ha spiegato il ceo Maurizio Bacchi
Malizioso (fot o s opra) è un datterino che si distingue per la sua estetica premium, grazie a un colore rosso intenso e al grappolo elegante a lisca di pesce. Una proposta destinata ai mercati più esigenti anche per il gusto, come dimostrano gli eccellenti feedback ottenuti nei test Astra Il grado brix ottimale, l’aroma intenso e la percezione di umami distinguono Mali-

zioso, che ha tra i punti di forza anche la sostenibilità: l’elevata tolleranza agli sbalzi termici, all’umidità e al cracking consente di ridurre gli scarti, mentre le resistenze genetiche integrate contribuiscono a una minore necessità di interventi fitosanitari Per queste caratteristiche, Malizioso è stato candidato ai Marca Awards come Best Innovation Product nella categoria Sostenibilità.
Anche il pomodoro Corabell ha performato molto bene nei test Astra, e promette di elevare la qualità del segmento dei Midi Plum: il colore rosso è acceso e uniforme, il sapore è eccellente, con grado brix superiori alla media della categoria, la shelf life è prolungata grazie a geni di resistenza Malizioso e Corabell si aggiungono al pomodoro a grappolo Rivaldo, particolarmente apprezzato anche dalle organizzazioni che lavorano con la Gdo, grazie all’aspetto elegante, all’eccellente aroma e alla ottima conservabilità.

MaxiFRESH, infine, è una gamma di angurie seedless, ovali e allungate, da 8-10 kg, con un ’ampia finestra di disponibilità garantita da cicli produttivi che vanno dal precoce al tardivo (metà maggio - fine settembre). La polpa è rossa, compatta e croccante, la shelf life lunga: caratteristiche ideali per consumo a fette e vendita porzionata, un trend in forte crescita

La campagna agrumicola 2025/26 di O P R o s a r i a e d e l l a P a n n i t t e r i & C . S r l si distingue per qualità elevata e per un rafforzamento produttivo, tecnologico e commerciale. Le nuove tecnologie negli impianti di lavorazione consentono di incrementare la capacità produttiva da 30 a 40 mila tonnellate di agrumi lavorati nell’arco di 6 mesi. Intanto cresce il peso dei mercati esteri, considerati sempre più strategici
Nella campagna in corso, l’OP Rosaria vuole confermarsi tra i principali operatori del comparto agrumicolo siciliano Il focus produttivo resta sull’arancia Rosaria, in particolare la varietà Tarocco, affiancata da arance bionde di diverse varietà, concentrate nel periodo invernale. L’intera produzione è di origine esclusivamente siciliana e viene commercializzata senza ricorso a importazioni dall’estero “Il prodotto di quest’anno è di assoluta eccellenzaspiega Aurelio Pannitteri, presidente di OP Rosaria e titolare, insieme al fratello Salvatore, d l la Pannitteri & C.. Dopo un ann mezzo di siccità, biamo registrato pe z a t u r e m a g g i o r i u n a q u a l i t à c o m plessiva superior alla scorsa campa gna. La pigmentazione è stata molto buona e la dolcezza del fru tto rappresenta un e l e m e n t o b e n apprezzato dal mercato”
Se la questione idrica rimane una delle principali criticità strutturali del comparto agrumicolo - andato anche alla ribalta della popolare trasmissione televisiva Report di RaiTre poco prima di Natale - l’OP Rosaria la affronta con una strategia orientata alla pianificazione e all’efficienza, puntando su innovazione e investimenti mirati: l’azienda ha completato l’implementazione di nuove tecnologie negli impianti di lavorazione, che consentono di incrementare la capacità produttiva da 30 a 40 mila tonnellate di agrumi lavorati nell’arco di sei mesi. Un investimento complessivo di quasi 4 milioni di euro, che riguarda sia le strutture sia il potenziamento delle risorse umane.
Parallelamente, OP Rosaria ha sviluppato una strategia commerciale e di marketing più strutturata, a supporto del marchio e della valorizzazione dell’arancia Rosaria Dal 14 dicembre è attivo un piano media nazionale sulle principali emittenti radiofoniche (RDS, RTL 102.5, Radio 101, Rai Radio 1), al quale è seguita una pianificazione televisiva sulle reti Rai, Mediaset e Discovery. Il piano media si concluderà a metà aprile, mentre la stagione delle arance terminerà tra il 10 e il 20 maggio
Nonostante il mercato nazionale resti centrale, cresce in modo significativo il peso dei mercati esteri, id i iù ategici per la stabilità e la a filiera. “Oggi siamo pren Scandinavia - evidenzia

Pannitteri - dove c’è u n a m a g g i o r e o r g anizzazione e una programmazione più definita rispetto al mercato italiano Questo consente una gestione più efficiente dei volumi, della logistica, delle consegne ” . L’obiettivo è di incrementare l’export di un un ulteiore 10% della produzione di ampliare la presenza a uovi mercati

Giovanni Turrino
La Grande Bellezza Italiana è una realtà unica nel panorama italiano ed europeo: una rete di imprese che valorizza l’ortofrutta di eccellenza delle più vocate regioni italiane. Leonardo Odorizzi, uno dei soci fondatori: “L’aggregazione è l’unica strategia vincente per rimanere sul mercato, creando valore sia ai produttori che ai consumatori. Il nostro progetto è partito 7 anni fa e oggi più che mai rimane attuale e strategico”
La distribuzione, sia quella moderna che quella tradizionale, se ne sta rendendo conto: avere un unico interlocutore capace di fornire in modo affidabile un ampio paniere di prodotti espressione di territori vocati con un u n i c o m a r c h i o c h e richiama al made in Italy è un grande valore aggiunto, riconosciuto dai consumatori finali Ma chi è parte di questa rete v irt uos a di imprese?
Geofur è un’OP unica nel suo genere, che unisce la produzione e il mercato in un ’organizzazione con alta specializzazione sui radicchi, con produzioni dislocate in più regioni per garantire prodotto fresco per 12 mesi. Geofur coltiva anche zucche, cocomeri, pan di zucchero e verze.
Bergonzoni è un ’azienda specializzata sulle pere, con tecnologie di ultima generazione per garantire le specifiche dei clienti e un ’esperienza imprenditoriale al servizio dei produttori Un’opportunità concreta per i produttori del Nord Italia che vogliono impegnarsi nella produzione delle pere.
Coofrutta è una cooperativa veneta che ha segnato la storia e ha saputo guardare oltre, un ’opportunità per la produzione veronese che sta ritrovando slancio, un ’organizzazione che mette in contatto la produzione con i centri di lavorazione, coordinandone tutte le fasi: agronomica, raccolta, logistica.

I RETISTI. Joinfruit è un’OP consortile che unisce nove cooperative, una rete nella rete presente in Val d’Aosta, Piemonte, Veneto, Marche, Lazio e Campania che conta 260 soci e 10 magazzini, un modello snello, moderno ed efficace, che ha saputo interpretare la mission di un’OP dotando i soci di centrali ortofrutticole di ultima generazione, capaci di rispondere al meglio alle richieste dei clienti
Perusi è l ’ a z i e n d a più antica della rete: 100 anni di storia e capacità di interpretare l’evoluzione dei tempi. Forte di una r e t e d i p r o d u t t o r i p r o p r i , P e r u s i h a una specializzazione unica nella lavorazione della cipolla e una gamma di oltre 100 prodotti per un servizio completo alla clientela Odorizzi nasce in Val di Non nel 1932. Pesche e nettarine, pere, cipolle, cavolfiori, ciliegie, uva sono prodotti raggruppati in un unico modello dove la parola d’ordine è “connessione”, non solo tra areali e filiere di produzione a elevata vocazione ma anche tra culture e tradizioni, da nord a sud Odorizzi è tra i fondatori del Consorzio della Pesca di Verona IGP

Giancarlo Sbressa
è stata siglata lo scorso novembre l’intesa tra le due realtà cooperative per la v a l o r i z z a z i o n e d i u n ’ e c c e l l e n z a d e l l ’ agricoltura di montagna in Trentino e in Alto Adige. L’accordo prevede la condivisione dei parametri qualitativi della produzione con la commercializzazione in mano a Melinda a partire dal 2026
Valorizzare un prodotto di eccellenza come la ciliegia di montagna attraverso una collaborazione a livello di filiera tra due realtà consolidate dell’agricoltura e della cooperazione generando un beneficio per tutti i soci È questo l’obiettivo dichiarato dell’intesa annunciata dal Consorzio Melinda e VIP, l’Associazione delle Cooperative Ortofrutticole della Val Venosta e che avrà effetto già a partire dal 2026 Un accordo storico, che coinvolge per la p r i m a v o l t a d u e d i v e r s i t e r r i t o r i uniti nel comune obiettivo di creare nuove opportunità di crescita per le marginalità dei produttori. Le ciliegie rappresentano da anni una componente significativa del paniere di offerta sia di Melinda sia di VIP Nel riconoscere la complementarietà tra le due produzioni cerasicole, l’accordo impegna le parti nella valorizzazione delle ciliegie dal campo allo scaffale, attraverso il rispetto di parametri qualitativi elevati e condivisi fino alla commercializzazione, affidata interamente a Melinda In questo modo sarà possibile dar vita a una gestione congiunta di volumi maggiori e rispondere più efficacemente alle richieste di un mercato che, negli ultimi anni, ha saputo premiare sempre di più le ciliegie di montagna. Facendo emergere, in particolare, una crescente sensibilità da parte dei consumatori nei confronti delle specificità organolettiche che concorrono a esaltare
l’alta qualità del prodotto. “L’intesa storica siglata con una realtà prestigiosa come VIP rappresenta un esempio concreto di quella strategia di aggregazione che punta a rafforzare il settore agricolo riunendo soggetti che, pur operando in territori distinti, sono accomunati dalle eccellenze produttive e dalla solidità del modello cooperativo”, ha dichiarato il presidente di Melinda, Ernesto Seppi. “Il lavoro congiunto a livello di filiera e il nostro impegno sul fronte commerciale - ha aggiunto - aprono ora nuove prospettive di valorizzazione per tutelare e promuovere le marginalità di noi agricoltori Mettere a fattor comune competenze e professionalità significa agire con un unico obiettivo: difendere e incrementare la remunerazione dei nostri soci Siamo in un momento storico nel quale l’aggregazione non è soltanto un ’opportunità ma una necessità improrogabile, perché il mercato è sempre più organizzato e la distribuzione sempre più aggregata”.

“La tradizione cooperativa è un ponte che unisce VIP a un attore del calibro di Melinda e ci permette ora di lavorare insieme per sviluppare ulteriormente una produzione di eccellenza dell’agricoltura di montagna, generando risultati tangibili per i soci”, ha sottolineato il presidente di VIP, Thomas Oberhofer.

| Irene Forte segmenti
Pioniera nella ricerca contro il Tomato Brown Rugose Fruit Virus (ToBRFV), BASF | Nunhems punta su una gamma completa di varietà resistenti, performanti e a elevato gusto e shelf life, dal ciliegino al pomodoro a grappolo, per supportare concretamente gli agricoltori da una parte e soddisfare appieno i consumatori dall’altra. Al ciliegino Daivion F1 e al grappolo Mohikan F1, si aggiunge l’allungato Bombastique
Negli ultimi cinque anni il Tomato Brown Rugose Fruit Virus (ToBRFV) ha rivoluzionato il mercato del pomodoro fresco, imponendo nuove sfide
a g l i o p e r a t o r i d e l l a f i l i e r a . BASF|Nunhems ha risposto da protagonista, grazie alla sua r i c e r c a g e n e t i c a i n n o v a t i v a , sviluppando varietà resistenti e performanti, capaci di supportare concretamente gli agricoltori nella gestione di questa minaccia.
“Le varietà Nunhems resistenti al ToBRFV offrono un eccellente livello di protezione in campo, garantendo agli agricoltori sanità della pianta e rese elevate durante tutto il ciclo produttivo e mantenendo alto il livello di qualità per il consumatore”, spiega Andrea Abbate, area sales manager Sicilia ed account manager pomodoro fresco di BASF|Nunhems Fiore all’occhiello è Daivion F1, nuovo ciliegino pensato per i cicli autunno-invernali siciliani Combina resa elevata, internodi corti - per una gestione effi-


ciente e meno onerosa - e caratteristiche al top: colore rosso intenso, 25-30 grammi di peso medio, elevato grado brix e buona resistenza al cracking. Il grappolo compatto ed elegante ne favorisce il confeziona mento sia per la Gdo che per i mercati generali. Il miglioramento genetico prosegue anche nel segmento del pomodoro a grappolo “C’è grande fermento”, conferma Jacopo Leggi, sales specialist pomodoro fresco Centro-Sud Tra le novità, c’è Mohikan F1: resistente al ToBRFV e ad altri patogeni, è ideale anche per i cicli invernali. Ha frutti uniformi di colore rosso intenso e brillante, di qualità eccellente, si adatta alla raccolta sia a grappolo che a frutto singolo. Si aggiunge alla gamma del pomodoro a grappolo Cabosur: grappoli compatti e uniformi, perfetti per il confezionamento in vaschetta, padellone e box.
Un’altra novità arriva nel segmento del pomodoro verde oblungo con Bombastique, la prima varietà commerciale a combinare tre resistenze alle virosi (TYLCV, ToBRFV e TSWV)
“Ha frutti uniformi di pezzatura elevata, con un ’elevatissima percentuale di frutti di prima scelta, pianta rustica e produzione costante anche nei palchi superiori, colore del frutto verde intenso con ottimo viraggio di colore”, sottolinea Giovanni Sinatra, sales specialist pomodoro fresco Sicilia
Continuiamo a investire con un obiettivo chiaro: aiutare gli agricoltori nel loro lavoro quotidiano con ibridi selezionati guardando ai loro reali bisogni, combinando le esigenze in produzione con quelle dei consumatori per garantire qualità nelle loro tavole”, conclude Andrea Abbate

| Massimiliamo Lollis
In un comunicato del 10 dicembre, Zespri ha annunciato di aver introdotto la nuova varietà di kiwi a polpa rossa Red80 per prolungare la stagione commerciale di Zespri RubyRed, dopo un anno di forte crescita. Red80, più tardiva e dalla shelf-life maggiore rispetto a Red19, consentirà di mantenere il kiwi rosso sul mercato più a lungo, sostenendo consumi e valore per i coltivatori dell’organizzazione neozelandese
Il Cda di Zespri ha approvato la commercializzazione di un ’ulteriore varietà rossa, la Red80, con l’obiettivo di estendere la stagione di vendita del kiwi Zespri RubyRed. Il colosso neozelandese del kiwi ha spiegato che la decisione arriva in un anno particolarmente positivo: i volumi di RubyRed sono infatti raddoppiati, superando i tre milioni di vassoi venduti nei principali mercati, tra cui Nuova Zelanda, Singapore, Giappone, Cina, Taiwan, Corea del Sud e Usa Il ceo di Zespri Jason Te Brake ha sottolineato come questa scelta confermi l’impegno di Z spri nel continuo luppo di nuove cu var capaci di cons d a r e l a l e a d e r s h dell’azienda nel se tore e generare va lore per i coltivato ri neozelandesi “Abbiamo una gloriosa storia di innovazione che ci h a d i s t i n t o d a i n o s t r i c o n c o rrenti e Red80 è un altro esempio del lavoro
continuo che il nostro settore intraprende per soddisfare le esigenze dei nostri consumatori globali e offrire un valore aggiunto ai nostri coltivatori. La categoria dei kiwi è sempre più competitiva - ha sottolineato Te Brake - e i nostri clienti desiderano una fornitura costante dell’intero portafoglio dei nostri kiwi, che si tratti di Zespri Green, Zespri SunGold o Zespri RubyRed Quindi l’aggiunta di una nuova varietà rossa per estendere la stagione di vendita del nostro RubyRed è qualcosa di cui siamo davvero entusiasti”.
I kiwi rossi hanno una shelf life ridotta rispetto ai kiwi verdi e gialli, quindi attualmente Zespri ha una finestra di vendita limitata di cir ca otto settimane. Red80 viene raccolto più tardi rispetto alla cultivar Red19 e si conserva più a lungo, con le due varietà che così lavorano insieme per mantenere Zespri RubyRed sugli scaffali più a lungo, creando consapevolezza, incoraggiando l’acquisto abituale e aumentando la domanda: una ricerca mostra infatti che circa il 30% delle persone che acquistano RubyRed non ha mai provato il kiwi.
Red80 è stata ottenuta naturalmente attraverso il programma di breeding congiunto di Zespri e Plant & Food Research, ora parte del Bioeconomy Science Institute Zespri ha attualmente 20 varietà tra kiwi, ki ib hi i f e di sperimentazione preell’impegno a rispondere pidità alle nuove esigenze dei consumatori e sostenere la crescita oltre l’obiettivo già superato dei 4,5 miliardi di dollari di vendite globali entro il 2025

Te Brake ha confermato che 100 ettari di licenza
Red80 saranno resi disponibili ai coltivatori nel 2026, anche tramite un pool dedicato ai produttori ed19 che intendono farne chiesta

Il cervello umano privilegia la routine per risparmiare energia, rendendo spesso arduo introdurre nuovi prodotti o nuove varietà ortofrutticole. Le più recenti ricerche in ambito neuroscientifico mostrano come questa tendenza alla conservazione influenzi in profondità le scelte d’acquisto, ma anche come sia possibile intervenire con strategie mirate per stimolare curiosità e propensione alla prova
Il cervello opera su un de fault mode evolutivo, che privilegia scelte familiari per minimizzare lo sforzo cognitivo. Questa zona di comfort spiega molte decisioni ripetitive e comprenderla è fondamentale per trasformare resistenze in opportunità di mercato.
L e n o v i t à p o s s o n o generare una sensazione di incertezza che frena l’acquisto, anche quando il prodotto è valido È il motivo per cui varietà innovative, come alcune mele di nuova generazione, tardano a decollare nonostante caratteristiche qualitative interessanti. Per spezzare questo loop entrano in gioco alcuni meccanismi cognitivi, come il nov e lt y bias , la naturale attrazione per ciò che appare nuovo e diverso A livello pratico, questo può tradursi in scelte di esposizione e di design che introducono elementi di novità (contrasti di colore, immagini
inattese o forme grafiche fuori dagli schemi) capaci di catturare l’occhio nel reparto senza risultare eccessivamente “di rottura”.

Il naming evocativo è un ’altra leva potente. Ricerche su food & beverage mostrano che nomi descrittivi, sensoriali o insoliti aumentano l’attenzione, migliorano le aspettative sul gusto e rafforzano la percezione di qualità rispetto a denominazioni neutre Un nome pensato per evocare immagini, sensazioni o momenti di consumo può stimolare la curiosità e la prova, soprattutto se coerente con il posizionamento visivo del prodotto. Un ulteriore elemento è il framing contestuale: presentare la novità accanto a prodotti già noti riduce il rischio percepito e aiuta il consumatore a “collocare” la nuova proposta In questo quadro gli interventi di comunicazione sul punto vendita possono guidare la scelta, trasformando un prodotto potenzialmente “difficile” in una variante più accessibile Integrare queste leve cognitive - e, più in generale, l’insieme di bias e accorgimenti mappati dalle neuroscienze applicate al marketingfavorisce condizioni in cui il consumatore esca dall’autopilota e valuti davvero le novità in assortimento. Non si tratta di applicare una singola tecnica, ma di combinare strumenti diversi in funzione di obiettivi e target specifici. Le analisi e i test neuroscientifici permettono di capire in anticipo quali soluzioni hanno più probabilità di funzionare, riducendo gli sprechi di budget: affidarsi a chi conosce questi meccanismi e li sa orchestrare diventa così un fattore competitivo decisivo

| Eugenio Felice
In questa campagna per la prima volta sono state raccolte in Val Venosta più di 50 mila tonnellate di mele da tavola biologiche. Un dato che conferma VIP leader europeo nelle mele bio. Il primato comunque non è dato solo dai volumi e dall’altissima qualità delle mele coltivate, ma anche dallo stabilimento ad alta tecnologia della Juval, dedicato al 100% alle mele bi o, capace di rispondere al meglio alle richieste dei clienti
VIP, l’Associazione delle Cooperative Ortofrutticole della Val Venosta, rafforza la propria posizione di leader europeo nelle mele bio anche grazie all’impianto di confezionamento integrato nella cooperativa Juval. Tra le strutture più moderne e specializzate, dedicato al 100% alla lavorazione di mele bio, lo stabilimento è un nodo strategico della filiera VIP.

“La nostra leadership tecnologica ci permette di garantire mele biologiche di qualità eccellente e costant e p e r d o d i c i m e s i l ’ a n n o ” , s p i e g a Gerhard Eberhöfer, product manager Bio di VIP “Processi rigorosi, continuità di fornitura e affidabilità operativa rafforzano ogni giorno il ruolo di VIP come principale fornitore di mele biologiche in Europa”

Le mele vengono conservate nel magazzino a scaffalature alte, in celle ad atmosfera controllata che assicurano la catena del freddo dal conferimento fino alla spedizione Un ruolo centrale è svolto dal sistema di gestione completamente digitalizzato che applica il principio FIFO (first in, first out) e monitora in tempo reale stock, qualità e rotazione dei lotti Questo approccio consente una pianificazione precisa, un ’elevata sicurezza del prodotto e un ’efficienza energetica superiore rispetto ai sistemi tradizionali.
Parallelamente allo stoccaggio, Juval dispone di una capacità di cernita di 60 cassoni da 300 kg/ora e di dodici linee di confezionamento moderne, capaci di lavorare fino a 175 tonnellate al giorno La combinazione tra capacità produttiva, accesso immediato ai volumi stoccati e digitalizzazione delle operazioni consente a VIP di rispondere tempestivamente alle richieste individuali dei clienti e di gestire grandi ordini in tempi molto brevi.
“Juval è una struttura unica nel suo genere: l’automazione, il magazzino ad alta efficienza e le nostre linee di confezionamento garantiscono qualità, rapidità e totale tracciabilità”, commenta Stephan Gorfer, direttore dello stabilimento, che è anche un esempio di sostenibilità, con l’impianto fotovoltaico che copre fino al 65% del suo fabbisogno energetico.
La tecnologia è infine alla base del progetto Biography, che permette al consumatore, leggendo il qr code presente sulle confezioni, di scoprire la storia del produttore che ha coltivato quelle mele biologiche

Giancarlo Sbressa
Valter Longo è biochimico e ricercatore italo-statunitense, riconosciuto a livello internazionale come uno dei massimi esperti di longevità. Da molti anni si è d e d i c a t o a l l o s t u d i o d e i m e c c a n i s m i dell’invecchiamento e alle strategie nutrizionali per contrastarlo. Con la sua ricerca ha contribuito a rendere la dieta “mima digiuno” un metodo noto e validato a livello scientifico. E la dieta mediterranea? “Non è l’ideale...”
Valter Longo è uno dei massimi esperti mondiali di longevità Il suo primo libro, “La dieta della longevità”, pubblicato nel 2016, è stato un grande successo. Lo scorso settembre è uscito il secondo volume, “Il peso della longevità - dieta della longevità e mima-digiuno: meglio dei farmaci contro obesità e invecchiamento”. Valter Longo, nato a Genova da famiglia calabrese, biochimico e ricercatore italo-statunitense, ha costruito una carriera dedicata allo studio dei meccanismi dell’invecchiamento e alle strategie nutrizionali per contrastarlo Con la sua ricerca ha contribuito a rendere la dieta “mima digiuno” un metodo noto e validato a livello scientifico. Ma partiamo dal contesto in cui stiamo vivendo. Oggi, nel mondo, sovrappeso e obesità colpiscono oltre 2,5 miliardi di adulti, 390 milioni di bambini e adolescenti e 35 milioni di bambini sotto i cinque anni
Si tratta di numeri spaventosi, una vera e propria epidemia mondiale a cui i sistemi sanitari risultano sorprendentemente indifferenti Nessun Paese al mondo infatti ha ancora costruito e sviluppato un sistema adatto a prevenire e curare queste patologie. Si preferisce piuttosto la “gestione della malattia”, che spesso consiste in un approccio emergenziale e nell’utilizzo di farmaci con effetti collaterali gravi, tra cui aumento della depressione, perdita di massa muscolare, ischemie ottiche e perfino cecità Questi farmaci sono i famosi GLP-1, oggi prescritti in tutto
il mondo a milioni di adulti e bambini, spesso prima ancora di veder fallire terapie dietetiche o interventi legati allo stile di vita.

“Il peso della longevità”, autore Valter Longo, Piemme Editore, 18,90€, 240 pagine, pubblicato il 16.09.2025
I n q u e s t o l i b r o i l professor Longo den u n c i a l ’ a b u s o d i f a r m a c i c o n m o l t i effetti collaterali e di diete con deboli fondamenti scientifici, offrendo un ’alternativa concreta, basata sulla prevenzione e su quattro interventi principali, frutto di 30 anni di ricerca e pratica clinica e supportati da solide evidenze scientifiche: dieta giornaliera della longevità, limitazione delle ore di consumo giornaliero dei pasti, cicli di dieta mima-digiuno di cinque giorni ed esercizio fisico Basandosi su studi clinici, epidemiologici e di ricerca di base e raccogliendo storie di pazienti, Longo descrive le scoperte di metodi semplici e sostenibili per mantenere o tornare al proprio peso ideale, ma soprattutto per vivere a lungo e in salute.
E la tanto osannata dieta mediterranea, per cui l’Onu ha recentemente stabilito la Giornata Internazionale, che sarà il 16 novembre? “La dieta mediterranea - dichiara Longo - è davvero un ’ottima dieta e la consigliamo ai bambini e agli anziani, ovvero dopo i 70 e prima dei 18 anni. Fra i 18 e i 70, però, il suggerimento è di seguire la dieta della longevità perché non ha senso invitare ad aumentare il consumo di frutta e verdura indistintamente quando poi c’è chi mangia 6 banane al giorno o altrettante pesche, abbondando quindi con gli zuccheri La dieta mediterranea è una ottima dieta ma non è la dieta ideale”

Il Polesine si trova in provincia di Rovigo, una terra fertile in parte sotto il livello del mare tra i fiumi Adige e Po. Qui già all’inizio degli anni ’90, alcuni imprenditori illuminati investirono su u n a c o l t u r a n u o v a p e r i l N o r d I t a l i a : i l n o c e . N o n u n o q u a l s i a s i , m a q u e l l o della varietà Lara, nata in Usa e adottata in Francia: si distingue per il sapore dolce e delicato, la forma rotondeggiante, il guscio di medie dimensioni
È probabilmente la varietà di noce più pregiata che si possa trovare in commercio oggi, che nulla ha da invidiare alla ben più diffusa varietà Chandler, che si può comunemente trovare nei supermercati, nella maggior parte dei casi importata da Usa o Sudamerica. Ma torniamo al Polesine: qui oggi si trova la maggiore produzione italiana di noci, concentrata su un ’estensione di diverse centinaia di ettari È una vasta area pianeggiante che in parte rientra nel Parco Naturale Regionale del Delta del Po Tra i produttori storici c’è Pietro Petrobelli, con la a z i e n d a a g r i c o l a P e t t o r a z z a G r i m (Ro). Insieme al dre Antonio, ment era ancora alla f coltà di agraria de l’Università di Lon dra, indirizzo eco nomico, ha iniziato a piantare noci n e l 1 9 9 2 , r a ggiungendo in un triennio 56 ettari Un secondo l o t t o è s t a t o piantato 10 an-

ni fa, per un totale in produzione oggi di 77 ettari, in buona parte della varietà Lara Negli anni l’azienda si è attrezzata per raccogliere ed essiccare le noci con tecniche sempre più avanzate “Gestiamo la filiera della noce a 360 gradi, dalla cura delle piante nel corso dell’anno alla raccolta meccanizzata, dalla smallatura (processo di rimozione del mallo, il guscio esterno morbido dai frutti, che viene eseguito subito dopo la raccolta) all’essiccazione con metodi gentili che ne preservano la qualità e la freschezza, fino alla conservazione, che può arrivare a 12 mesi, e al confezionamento”, ci spiega Pietro Petrobelli “Nonostante negli anni sia aumentata l’automazione - aggiunge - il controllo manuale e visivo da parte di nostre operatrici esperte rimane una componente essenziale per garantire la qualità delle noci che, rispetto a quelle importate, non subiscono il processo di sbiancamento: questo si traduce in una maggiore naturalità e in un sapore autentico” Le noci, come le patate, sono uno di quei frutti della terra per cui l’Italia ha una produzione più bassa rispetto a quello che è il consumo interno. Molto più bassa. Le importazioni valgono circa l’80% e arrivano in buona parte da oltre oceano, Usa e Sudamerica in testa, con un ’elevata impronta ambientale, e dalla vicina Francia. I consumi sono in costante ascesa, d i if ni anno, superano ormai le inti dalla sempre maggionzione dei consumatori per gli alimenti salutari e naturali. Nonostante stia crescendo il peso delle noci sgusciate, più pratiche e veloci, l’Italia è uno dei pochi mercati, con la Germania che predilige le noci in guscio, di maggiori qualità organolettiche. In questo segmento si posiziona come prodotto di eccellenza la oce Lara dell’Azienda Agr. etrobelli.

| Carlotta Benini
U E - M e r c o s u r , a c c o r d o d o p o
25 anni: decisivo il sì dell’Italia
Dopo 25 anni di negoziati l’Unione Europea ha approvato l’accordo di libero scambio con il Mercosur, creando la più grande area commerciale al mondo, pari al 20% del PIL mondiale, con i suoi 700 milioni di abitanti. Decisivo il voto favorevole dell’Italia, nonostante l’opposizione di alcuni Paesi. Al centro del dibattito le salvaguardie per l ’ ag r o a l i m e n t a r e e u r o p e o e l e r e a z i o n i critiche delle organizzazioni agricole
Dopo 25 anni di negoziati, l’Unione Europea ha dato il via libera all’accordo di libero scambio con il Mercosur, il mercato comune sudamericano che riunisce A rg e nt i n a , B o l i v i a , Brasile, Paraguay e U r u g u a y L ’ i n t e s a p u n t a a c r e a r e l a più grande area di libero scambio al mondo, coinvolgendo circa 700 milioni di cittadini e il 20% del PIL mondiale, e a rafforzare le relazioni economiche e politiche tra le due sponde dell’Atlantico. Un passaggio che Bruxelles legge anche come una vittoria geopolitica, in un contesto segnato dalla crescente influenza della Cina in America Latina. Il sì è arrivato con un voto a maggioranza qualificata degli ambasciatori dei 27 Stati membri, nonostante l’opposizione di alcuni Paesi A esprimersi contro l’accordo sono stati Francia, Ungheria, Irlanda, Po-
lonia e Austria Il Belgio si è invece astenuto, mentre l’Italia ha votato a favore, ritenendo adeguate le garanzie a tutela dell’agricoltura europea.
Dopo l’ok degli ambasciatori, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha firmato formalmente l’accordo il 17 gennaio in Paraguay, un luogo dall’alto valore simbolico, perché qui nel 1991 si firmò il trattato che fece nascere il Mercosur L’accordo offrirà nuove opportunità commerciali alle imprese di tutta l’Ue, determinando un aumento stimato del 39% delle esportazioni annuali verso il Mercosur, per un valore ci circa 50 miliardi d i e u r o , s o s t e n e n d o a l c o n t e m p o c e n t i n a i a d i migliaia di posti di lavoro nell’Ue

“È un accordo che invia un forte segnale al mondo Riflette una scelta chiara e deliberata Preferiamo il commercio equo ai dazi doganali, scegliamo una partnership produttiva e a lungo termine e, soprattutto, i n t e n d i a m o o f f r i r e vantaggi reali e tangibili ai nostri cittad i n i e a l l e n o s t r e aziende”. ha dichiarato il 17 gennaio la von der Leyen. Contestualmente al via libera politico all’accordo sono state approvate anche le misure di salvaguardia. Si tratta di strumenti pensati per proteggere il settore agroalimentare europeo qualora l’apertura del mercato ai Paesi del Mercosur dovesse generare squilibri significativi in alcuni prodotti agricoli considerati sensibili, come pollame, carne bovina, uova, agrumi e zucchero L’accordo non ha però convinto le principali organizzazioni di rappresentanza e ha innescato numerose mobilitazioni di piazza

La raccolta meccanica si afferma come risposta alle criticità strutturali della coltura del peperone, dalla carenza di manodopera all’aumento dei costi. In questo scenario si inserisce il lavoro di breeding di BASF | Nunhems, che nel 2 0 2 5 h a l a n c i a t o R i o n a s F 1 , p r i m a varietà destinata all’industria e sviluppata per la raccolta meccanica. Il 2026 vedrà il lancio di una seconda varietà a bacca rossa con pari caratteristiche
La coltivazione del peperone è una componente rilevante dell’orticoltura italiana, ma si confronta oggi con criticità sempre più marcate: crisi della manodopera, incremento dei costi produttivi, pressione fitosanitaria e, in molte aree, poca disponibilità idrica. In questo contesto, la raccolta meccanica si sta affermando come una risposta strutturale capace di inci-

dere sull’efficienza e sulla sostenibilità della filiera È in tale scenario che si colloca il lavoro di ricerca varietale di BASF|Nunhems, orientata allo sviluppo di soluzioni genetiche in grado di accompagnare l’evoluzione dei sistemi produttivi e rispondere alle esigenze dell’industria di trasformazione. Dopo oltre 10 anni di attività di breeding dedicata, nel 2025 l’azienda ha introdotto sul mercato Rionas F1, prima va-


rietà di peperone specificamente sviluppata per la raccolta meccanica e destinata al mercato del trasformato Rionas F1 è una varietà a bacca gialla caratterizzata da pianta compatta, maturazione concentrata, facilità di distacco dei frutti e buona consistenza, elementi chiave per consentire un unico passaggio di raccolta e ridurre le perdite qualitative. A completamento dell’offerta, nel 2026 è previsto il lancio di una seconda varietà a bacca rossa con caratteristiche analoghe.
La raccolta meccanica del peperone utilizza criteri simili a quelli del pomodoro da industria e richiede una stretta integrazione con la fase industriale, dalla programmazione delle semine alla gestione di logistica e catena del freddo. I vantaggi in termini di manodopera sono rilevanti: a fronte delle circa 1.000 giornate lavorative necessarie per la raccolta manuale di 20 ettari, una macchina può completare il lavoro in 10 giorni, con un numero ridotto di operatori Inoltre, la raccolta meccanica consente l’ampliamento delle superfici coltivate, una minore pressione fitosanitaria, la riduzione degli input agronomici e un miglioramento complessivo delle condizioni di lavoro.
BASF|Nunhems accompagna questo percorso mettendo a disposizione competenze specifiche e un team dedicato al peperone, a supporto delle aziende interessate ad adottare sistemi di raccolta meccanica, con l’obiettivo di rendere la coltura più efficiente, competitiva e sostenibile nel medio-lungo periodo

Alice Gelmetti (die t is t a)
d o v r e m m o a v e r e i n d i s p e n s a
Colore attraente, naturalmente dolci e super versatili, di cosa parliamo? Dei frutti rossi! Ma il loro potere non è solo nel rendere accattivante un banale yogurt o colorare una crostata. La maggior parte dei frutti rossi rientra secondo gli esperti nei “superfood” per le svariatissime proprietà nutrizionali, non p e r n i e n t e i l l o r o c o n s u m o , s p e c i e p e r i frutti di bosco, è in costante crescita. Pronti a scoprirli?
Vediamo quali sono i principali frutti rossi Partiamo con la melagrana: il suo potere benefico era conosciuto e addirittura adorato nelle società antiche di Grecia, Persia e nella religione buddhista come un frutto capace di portare fertilità e abbondanza. Il merito del suo successo si deve alla altissima quantità di vitamina C: ben 300mg per 100g di prodotto (il fabbisogno medio è di circa 50mg al giorno) La vitamina C è infatti un potente antiossidante e antiinfiammatorio naturale, che aumenta la produzione di c o llagene, rinfo r za i l sistema immunit migliora la produ ne e l’assorbime del ferro e la circo zione sanguigna c a r a t t e r i s t i c a p nobile però è sicu ramente data da l’alto quantitativo di polifenoli. Tannini e antocianine le conferiscono il colore rosso e sono potentissimi a n t i o s s i d a n t i I n o l t r e q u e s t e piccole sostan-
ze hanno anche proprietà antiparassitarie e vermifughe Contrastano infine i radicali liberi, l’invecchiamento cellulare prevenendo alcuni tipi di tumore, il rischio di malattie cardiovascolari e i dolori articolari.
Ciliegie, mirtilli, more, ribes e fragole: tra i frutti rossi e di bosco non si possono certo dimenticare i piccoli frutti Oltre a contenere preziose vitamine e sali minerali, sono un concentrato di polifenoli: sostanze capaci di proteggerci dai radicali liberi e dall’attacco di antiossidanti. Sono inoltre un ’ottima fonte di fibre insolubili, utili per la stitichezza e per stimolare i movimenti intestinali noti come “peristalsi”. Sono anche naturali antinfiammatori. Chi ha mai sofferto di cistite ne saprà sicuramente qualcosa: qualsiasi integratore proposto per gli stati di cistite e infiammazione delle vie urinarie è proprio a base di mirtilli e frutti rossi Sapevate inoltre che la fragola contiene acido salicilico? Lo stesso principio attivo dell’aspirina? Ricordate quindi di farne il pieno quando arriva di stagione.
Anche le ciliegie sono un superfood a tutti gli effetti. Contengono infatti uno scrigno di vitamina C, vitamina A, ferro, calcio, fosforo, potassio e magnesio Gli acidi organici contenuti nelle ciliegie inoltre permettono la riduzione dei depositi di grassi cattivi ( l riso rosso tanto utilizzati-colesterolo). E il mirtilme il ribes deve la sua acidità all’alto contenuto di vitamina C e viene consigliato agli sportivi per i suoi alti quantitativi di calcio, fosforo, potassio (più della banana) e ancora polifenoli Insomma, i frutti rossi oltre che colorati e buoni sono anche ricchissimi di sostanze nutritive e ormai disponibili quasi tutto l’ano: da non farsi mai manare nella dispensa!




Eugenio Felice
Conad, prima insegna del retail italiano, ha presentato il 18 dicembre a Milano i dati preconsuntivi per il 2025, con un incremento del fatturato superiore a quello del mercato, pari a 21,8 miliardi contro i 20,9 miliardi del 2024. Bene anche i dati relativi ai prodotti a marchio Conad (Mdd), con una quota di mercato LCC nel canale supermercati del 34,1%, e un fatturato di 6,5 miliardi di euro (+5,7% a valore), confermandosi prima marca italiana del retail. La parola chiave ora è “benessere”
Conad continua anche nel 2025 il suo percorso di crescita, che ha visto la prima insegna della grande distribuzione italiana far crescere il proprio fatturato di circa il 18% negli ultimi 3 anni Secondo i dati preconsuntivi presentati il 18 dicembre a Milano, Conad chiude il 2025 con un fatturato di 21,826 miliardi di euro, in aumento del 4,43% sull’anno precedente, crescendo a un tasso superiore a quello del mercato Positivo anche il saldo del patrimonio netto del Sistema Conad, pari a 3,95 miliardi di euro (+5%). La quota di mercato (GNLC, 01/07/2025) è al 14,84% sul totale Italia, con un peso rilevante in tutti i canali di vendita e in tutte le aree geografiche del Paese: Conad è leader in sei regioni,
seconda in cinque regioni, terza in tre regioni Conad è prima in area 3 (Centro Italia con Sardegna), seconda in area 4 (Sud Italia e Sicilia), terza in area 2 (Nordest), sesta in area 1 (Nordovest). La produttività al mq è di 8.000 euro, leggermente superiore alla media italiana e in linea con la superficie media di 784 mq a punto vendita Il divario con i 18 150 euro a mq di Esselunga si spiega con la dimensione media dei supermercati che è di molto superiore per il gruppo milanese (2.894 mq). In uno scenario di consumi in frenata, e caratterizzato da una contrazione dei volumi evidente, si segnala la buona crescita dei canali Conad Superstore (+6,1%) e Conad (+5,7%), oltre allo sviluppo a due cifre del nuovo format urbano Tuday Conad (+27,1%) e del canale specializzato dedicato ai prodotti e ai servizi per gli animali domestici Pet-
Verso Natura è la Mdd di Conad dedicata ai prodotti biologici L’obiettivo dei prodotti Mdd di Conad è offrire ai clienti un assortimento completo, di qualità e attento ai nuovi bisogni Negli ultimi sei anni sono state processate oltre 3 000 referenze ogni anno e l’assortimento oggi conta oltre 5 700 referenze a marchio Conad, acquistate da 13 milioni di famiglie italiane
L’acquisizione di General Conad Nord Ovest il 23 dicembre ha annunciato l’ingresso nel mercato dei drugstore con un accordo per l’acquisizione di General e delle società collegate. L’operazione porterà sotto il controllo del gruppo fino a 260 negozi a insegna PiuMe distribuiti in Emilia, Friuli, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino, Lazio, Toscana e Veneto General Srl è titolare della catena Piu Me, realtà attiva nei segmenti home care e personal care Per Conad Nord Ovest l’operazione rappresenta “ un passo strategico per migliorare ulteriormente l’offerta ai propri clienti quale operatore multicanale”



Store Conad (+15,7%) (Circana, ottobre 2025) Le performance più deboli si sono registrate per le superfici piccole a insegne Conad City e Margherita (+1,5%) e per gli ipermercati Spazio Conad (+1,6%). “Conad si conferma insegna leader
della Gdo italiana con un tasso di c r e s c i t a s u p e r i o r e a q u e l l o d e l mercato e questo risultato ci riempie di orgoglio e di senso di responsabilità. Per noi essere leader significa soddisfare al meglio le attese dei clienti con prodotti e servizi
convenienti e di ottima qualità, avere buoni risultati finanziari e partecipare attivamente alla vita economica e sociale del Paese, all’evoluzione del commercio in ogni territorio, alla creazione di condizioni di lavoro lungo tutte le filiere che consentano alle persone di vivere bene - ha dichiarato Mauro Lusetti, presidente di Conad, durante l’incontro con la stampa di fine anno - Il nuovo consiglio di amministrazione, che esprime tutte le componenti del Sistema Conad, ha dato una chiara direzione allo sviluppo del prossimo triennio: sappiamo cosa fare e abbiamo destinato risorse importanti alle nostre reti, fisiche e digitali, e alla formazione dei nostri collaboratori per essere sempre più vicini ai nostri oltre 13 milioni di clienti” Il 2025 ha visto anche il consolidamento della crescita della Mdd (la marca del distributore) Conad, con un fatturato di 6,5 miliardi di euro, in crescita del 5,7% a valore, e una quota sul totale del 34,1% nel canale “supermercati LCC (largo consumo confezionato)”, anche grazie agli investimenti sulle marche premium e su quelle dedicate al benessere, come Piacersi di recente introduzione. Conad, con i suoi marchi privati, si conferma come il marchio più grande nel mercato retail in Italia: più di un prodotto su tre di Mdd è Conad Nel corso dell’incontro di Milano i vertici di Conad hanno dichiarato che nel 2026 non ci sarà alcun rialzo dei prezzi dei prodotti Mdd, anche perché l’inflazione è prevista piatta.
“
cui oltre 13 milioni di famiglie entrano in un punto vendita Conad, che non è solo l’unica insegna Gdo presente in tutte le regioni ma un brand che è all’ot-
tavo
posto assoluto in Italia per valore nel 2 025 ” Francesco Avanzini (direttore generale Conad)

“In un contesto di crescita piatta e di volumi in calo, abbiamo focalizzato la nostra attenzione sull’efficientamento del core business alimentare e sui bisogni dei clienti, s v i l u p p a n d o n u o v e c a p a c i t à d i definizione degli assortimenti, dei format commerciali e dei serviziha affermato Francesco Avanzini, direttore generale di Conad. Su quest’ultimo fronte, proseguendo nello sviluppo avviato nei mercati Pet, Parafarmacia e Ottica, nel 2026 lanceremo il nuovo store-format Benessity Conad interamente dedicato a prodotti e servizi per il b e n e s s e r e f i s i c o , a l i m e n t a r e e della cura della persona. La nostra
scelta strategica sarà quindi quella di sviluppare le nostre reti vendita fisiche e digitali sulla doppia direttrice della “convenienza” e della “specializzazione” anticipando l’evoluzione del mercato e consolidando il nostro ruolo di innovatori nel retail italiano Riteniamo che questa impostazione strategica ci consentirà di cogliere le opportunità che stanno nascendo dalle trasformazioni dei target e dal processo di concentrazione del mercato italiano della distribuzione”.
Uno degli investimenti più importanti nello sviluppo del nuovo format Benessity Conad sarà la specializzazione dell’offerta commerciale e del personale dedicato al servizio ai clienti, che potranno così essere aiutati a trovare risposte mirate a diversi bisogni della persona: longevità, controllo del peso, alimentazione, benessere mentale, attività sportiva, energia e prevenzione Benessity Conad offrirà un ampio assortimento di prodotti per la cura della persona, per l’alimentazione dedicata al benessere, integratori e medicinali da banco.
Carlotta Benini
In un mercato segnato da pressioni sui consumi, nuovi stili di vita e trasformazioni distributive, il reparto ortofrutta si conferma uno degli snodi più strategici per la Gdo. Non solo per la centralità nella dieta quotidiana, ma per la capacità di generare valore, identità e relazione con il consumatore. Una delle sfide chiave che ha davanti il retail? Comprendere in profondità il consumatore per trasformare l’ortofrutta da area di servizio a leva strutturale di crescita e posizionamento dell’insegna
Ad aprire i lavori è stato Salvo Garipoli, business director di SG Marketing, che ha presentato i ris u l t a t i d e l l a c o n s u e t a i n d a g i n e consumer annuale, condotta su un campione di oltre 1.200 acquirenti e consumatori di frutta e verdura, con l’obiettivo di analizzare la segmentazione della domanda, il ruolo della convenienza e del servizio e, più in generale, l’evoluzione del rapporto tra consumatore e reparto ortofrutta.
Sul fronte distributivo, l’analisi restituisce l’immagine di un mercato in forte concentrazione: nei principali Paesi europei i primi tre retailer arrivano a pesare mediamente per il 65% A questo si affianca la crescita strutturale dei discount, che superano ormai il 20% nei consumi di prodotto confezionato, e il ruolo sempre più strategico della marca del distributore, non solo come leva di convenienza, ma come strumento di differenziazione e fidelizzazione È in questo equilibrio tra prezzo, servizio e identità che il reparto ortofrutta diventa centrale nella costruzione del valore dell’insegna.
Il comportamento del consumatore si colloca oggi in un contesto di forte tensione sulla capacità di spesa, legata al persistente disallineamento tra potere d’acquisto e inflazione Oltre nove consumatori su dieci stanno ricalibrando il proprio approccio allo scaffale intervenendo su più leve: aumenta la frequenza degli atti di acquisto, si riducono i volumi per singola spesa e cresce la propensione a frequentare più punti vendita “In tale scenario di aggiustamento continuo, il comparto ortofrutticolo mostra tuttavia una tenuta significativa e segnali di dinamismoha sottolineato Garipoli. Nel confronto tra gennaio e settembre 2025 e lo stesso periodo del 2024, la frutta registra una crescita del +2,0% a volume e del +6,0% a valore, mentre gli ortaggi evidenziano un incremento ancora più marcato nei volumi, +6,0%, accompagnato da una crescita a valore del +5,0%”. Dati che confermano come,



anche sotto pressione, il consumatore non rinunci all’ortofrutta adattando i comportamenti ma continuando a riconoscere alla categoria un ruolo centrale nella spesa quotidiana.
Proprio tale centralità rende l’ortofrutta una categoria fortemente segmentante Silvia Sitta, consulente di SGMarketing, ha illustrato quindi i profili dei consumatori i n d i v i d u a t i d a l l ’ a n a l i s i : q u a t t r o cluster, differenti per livello di
coinvolgimento e modalità di relazione con la categoria Una quota residuale, pari al 7%, è rappresentata dagli Occasionali, caratterizzati da un atteggiamento poco implicato verso l’acquisto. I Consapevoli, il 17% del campione, riconoscono l’importanza dell’ortofrutta ma vivono il rapporto con frustrazione, faticando a integrarla con continuità nella dieta La componente più ampia è quella degli Abituali, che rappresentano il 48% dei consumatori: per loro frutta e verdura sono parte routinaria dei pasti principali, un segmento particolarmente rilevante anche per il
Marca, una fiera che cresce Marca nella sua 22 esima edizione, ha attirato oltre 25 000 visitatori professionali (+9%), 1 540 aziende espositrici, 28 insegne della Gdo, una partecipazione internazionale in crescita e un ’offerta sempre più articolata su fresco, food e non food, premium e funzionale I contenuti presentati in fiera - a partire da quanto emerso dal Rapporto Marca di Circana con il super amento del 30% di quota di mercato della Mdd - delineano un comparto in evoluzione verso qualità, innovazione e valore, che Marca riesce a rappresentare in modo unico, integrando business, contenuti e visione


ruolo della marca del distributore Infine, il 27% è costituito dai Lovers, consumatori che hanno già scelto di mettere l’ortofrutta al centro della propria alimentazione. È su questa fascia - circa un quarto del mercato - che si gioca, secondo Garipoli, la vera partita competitiva strategica, oggi non ancora pienamente attivata sul piano comunicativo”.
Ma quando e come si consuma l’ortofrutta? Se il 57% dei consumi resta ancorato ai pasti principali, l’analisi dei momenti di consumo apre nuove prospettive, soprattutto guardando alle generazioni più giovani Per la frutta emerge una chiara destrutturazione: il 43% dei consumi avviene nello spuntino e l’8% a colazione. Nella Generazione Z il fenomeno è ancora più marcato, con il 56% che consuma frutta come snack, mentre tra i Boomer
il consumo resta prevalentemente legato al pranzo, con una quota del 50%. Un cambiamento che amplia la presenza dell’ortofrutta nello stile di vita contemporaneo e suggerisce nuove aree di lavoro per l’ingaggio dei target più giovani Per circa la metà degli acquirenti, il reparto ortofrutta è il più importante all’interno del punto vendita e orienta direttamente la scelta dell’insegna. Questo valore cresce tra chi frequenta superstore e discount e nei territori con una maggiore concentrazione della distribuzione moderna L’ortofrutta si conferma così non solo reparto di servizio, ma elemento identitario capace di generare traffico, immagine e posizionamento.
Le motivazioni che guidano l’acquisto restano fortemente ancorate a salute, indicata dal 74% dei consumatori, abitudine alimentare al 59% e piacere al 53% Allo scaffale, le leve decisive sono stagionalità, aspetto del prodotto, prezzo o promozione e origine. La stagionalità risulta particolarmente rilevante per i Boomer, mentre appare sotto la media nella Generazione Z Proprio sul piano informativo emergono i principali gap: il consumatore dichiara di voler trovare nel punto vendita indicazioni su stagionalità, provenienza, benefici nutrizionali e sostenibilità, elementi oggi ancora poco espressi e con ampi margini di miglioramento Il punto vendita si conferma quindi il luogo relazionale privilegiato per l’ingaggio
La sintesi strategica proposta da SGMarketing sulla base dell’indagine presentata a MarcaFresh è chiara: la sfida non è aumentare il traffico verso il reparto, che già e consistente, ma trasformare un ’ abitudine consolidata in valore Capitalizzare il percepito positivo dell’ortofrutta, amplificare l’esperienza d’acquisto e qualificare l’esperienza di consumo, anche attravers o u n a c o m u n i c a z i o n e p h y g i t a l coerente con gli stili di vita contemporanei, significa riconoscere che il valore non risiede solo nel prodotto, ma nella mediazione comunicativa tra filiera, retail e consumatore È qui che si gioca, oggi, la crescita del reparto ortofrutta.

N e r i : « M a c f r u t è l ’ u n i c a
ve t ri n a de l l ’or t of ru t t a
i t a l i a n a n e l m o n d o »
La nostra intervista a Patrizio Neri, neopresidente di Cesena Fiera, a circa due mesi da Macfrut
Irene Forte
Dal 21 al 23 aprile si svolgerà la 43.ma edizione di Macfrut, “la” fiera della filiera ortofrutticola italiana, che terminata l’era Piraccini si appresta a raggiungere nuovi traguardi sotto la guida esperta di Patrizio Neri, n e o p r e s i d e n t e d i C e s e n a F i e r a . S i p r e a n n u n c i a u n ’ e d i z i o n e r i c c a di contenuti e novità, grazie alla costituzione dei comitati per coinvolgere tutti i diversi stakeholders nella progettazione di una fiera che sia sopra le aspettative
PN: “Insieme al consiglio di amministrazione di Cesena Fiera, abbiamo condiviso un percorso fatto di incontri con tutto il mondo istituzionale, le associazioni, gli operatori, le imprese espositrici, i tecnici, il mondo della ricerca e delle università. Tutti hanno convenuto che Macfrut è l’unica vetrina del sistema ortofrutticolo italiano, il punto di incontro per l’intera filiera. L’incremento del 18% degli espositori già confermati è un segnale importante in questa direzione, così come la presenza dei due principali gruppi della Gdo italiana, Conad e Coop, che qualificano M frut come fiera di rimento per la mod na distribuzione segmento del fres Il sistema ortofru ticolo italiano ha u peso economico d circa 60 miliardi d euro, è la prima voce dell’ agroalimentare: ebbene, Macfrut è il luogo dove questa eccellenza trova la sua massima espressione”
Una vita per l’ortofrutta A fine settembre Renzo Piraccini ha rassegnato le dimissioni da presidente e amministratore delegato di Cesena Fiera, lasciando quindi anche il timone di Macfrut, fiera dell’ortofrutta che sotto la sua guida ha visto una grande crescita a livello nazionale e internazionale Il cda di Cesena Fiera ha quindi eletto Patrizio Neri, presidente di Jingold e di Fruitimprese EmiliaRomagna, nuovo presidente dell’ente Settantenne, tra i fondatori nel 2000 de Il Frutteto Spa Cons , Neri sedeva già nel cda di Cesena Fiera e vanta una indiscussa esperienza nel settore ortofrut ticolo.
Quali le principali novità di Macfrut 2026 e perché un’azienda dovrebbe scegliere di partecipare?
PN: “La prima grande novità è l’anticipo al 21-23 aprile: una decisione strategica dettata dall’esigenza di crescere, dal momento che a maggio non era più possibile ampliare l’area espositiva. Poi ci sono tante novità nei contenuti. I prodotti simbolo sono avocado e mango, una scelta che valorizza anche la Sicilia, regione partner, che sta investendo molto su queste colture I Saloni tematici, da sempre elemento distintivo, sono stati organizzati in tre grandi macroaree per facilitare l’identificazione delle diverse componenti della filiera: Pre-Harvest, Post-Harvest e Healthy Food. Ma al di là dei dettagli, ciò che rende unico Macfrut è il suo format di fiera che unisce business e conoscenza: una fiera punto di riferimento commerciale per gli i di l fili insieme a un programma ltissimo livello, con espernion leader provenienti da tutto il mondo In sostanza chi vuole sapere quale sarà il futuro dell’ortofrutta, è a Macfrut che deve venire”.

Il cda rinnovato e l’avvio dei comitati fanno intendere una governance più democratica e partecipativa per Macfrut. è corretto?
PN: “Sin dal nostro insediaento abbiamo fatto della
“ L’incremento del 18 per cento degli espositori già confermati è un segnale impor tante, così come la presenza dei due maggiori gruppi della Gdo, Coop e Conad, che rendono Macfrut punto di riferimento per la moderna distribuzione tra le fiere del fresco ” Patrizio Neri (presidente di Cesena Fiera)

condivisione il nostro tratto distintivo, consapevoli che attraverso il gioco di squadra il settore ortofrutticolo può affrontare con fiducia le sfide del futuro Il Comitato Tecnico-Scientifico è composto da personalità di spicco del panorama accademico e della ricerca, la presidenza è affidata a Paolo De Castro mentre a coordinarlo è il professor Bruno Mezzetti. La finalità di questo Comitato è coordinare l’attività tecnico scientifica, individuare nuovi contenuti di alto valore e diffondere l’innovazione nell’intera filiera ortofrutticola Questo perché Macfrut da sempre è il luogo della conoscenza Contestualmente è anche il luogo del business e qui entra in gioco il Comitato Macfrut che dà “ voce ” al mercato, raccoglie le esigenze di produttori e dell’intera filiera. Fin dal primo incontro sono stati tanti gli spunti evidenziati sui temi strategici, da imprese e istituzioni: i mercati dove focalizzare gli investimenti di buyer, quelli da cui attrarre nuovi espositori, l’in-
dicazione di alcuni temi innovativi della ricerca nel quale porre il focus in stretta simbiosi con il lavoro del Comitato Scientifico. Quello che è emerso chiaramente da entrambi i comitati è la centralità della condivisione di un percorso, a conferma che una fiera deve essere prima di tutto al servizio degli espositori”
Quanto è strategico, oggi, per una fiera essere anche una piattaforma di conoscenza e confronto?
PN: “Per Macfrut è talmente importante da esserne l’essenza del suo dna. Il mondo corre veloce e non sempre si riesce a stare al passo con le novità, soprattutto per una piccola e media azienda Ecco, Macfrut mette a disposizione tutta una serie di “ conoscenze ” per una avanzata full immersion di tre giorni nel settore ortofrutticolo. I temi sono quelli cardini: il risparmio idrico nel salone Acqua Campus; le novità del vivaismo in Plant Nursery; i prodotti naturali per difesa, nutrizione
“ Quello che rende unico Macfrut è il suo format che unisce business e conoscenza: un vero riferimento commerciale per gli operatori della filiera, insieme a un programma tecnico-scientifico di altissimo livello, con esper ti e opinion leader da tutto il mondo ” Patrizio Neri (presidente di Cesena Fiera)
e biostimolazione delle piante in Biosolutions Digital Technologies; le tecnologie per l’agrivoltaico in Agricolar; le novità in campo in due aree dimostrative; il mondo dei piccoli frutti nella Berry Area; la filiera del pomodoro in Red Planet; i prodotti salutistici minimamente processati nella Healthy Area; il mondo delle piante officinali, spezie e prodotti erboristici in Spices &Herbs Global Expo. Un’offerta così qualificata nessuna fiera è in grado di offrirla”.
Per l’ortofrutta italiana l’estero ha un ruolo centrale. In che modo Macfrut può supportare concretamente imprese e operatori in questa fase?
PN: “La crescita sui mercati internazionali è una sfida sempre più centrale per le nostre aziende e Macfrut da anni accompagna le imprese in questo percorso grazie al fondamentale supporto di Agenzia ICE con il quale è stata rafforzata la partnership strategica. In questa direzione va la scelta di rafforzare la nostra rete agenti per attività di scouting di buyer che accompagna il già ricco planning di presentazioni di Macfrut in più continenti I mercati di riferimento li abbiamo individuato nell’Europa, dove oggi avviene

più del 70% dell’export delle nostre imprese, insieme a una particolare attenzione al Nord Africa e all’area Caraibica che è il partner internazionale dell’edizione 2026 della fiera”.

Il 2026 sarà un anno denso di appuntamenti fieristici, in Italia e all’estero. Come si posiziona Macfrut in un contesto così competitivo?
PN: “Macfrut ha tanti punti di forza Sulla specificità del suo format di filiera ho già detto poco sopra Aggiungo altri elementi fondamentali, troppo spesso dati per scontati, a partire dalla location della fiera di Rimini. Parliamo di uno dei tre principali poli fieristici del nostro Paese dotato di padiglioni modernissimi insieme a servizi unici come la fermata ferroviaria per l’alta velocità e un parcheggio di 11 mila posti auto Aggiungo il plus della città di Rimini con un ’offerta ricettiva sconfinata in quanto località turistica e soprattutto costi per il pernottamento notevolmente più bassi rispetto alle grandi città. Sono dettagli che fanno la differenza in momenti non facili per le imprese. Infine mi sia consentita un’importante precisazione, che ha trovato riscontro in tutti gli incontri che ho fatto da quando sono presidente: Macfrut rappresenta l’unica ed esclusiva vetrina italiana dell’ortofrutta nel mondo In tanti hanno cercato e cercano di indebolire questa fiera e non solo non hanno portato a casa nulla, ma al contrario ci hanno rafforzato nella convinzione che Macfrut è la vera e unica vetrina del sistema ortofrutticolo italiano”.



l ’An t i t ru s t a vvi a u n ’i n da g i n e
Lo strapotere dei supermercati crea delle distorsioni di prezzo? Eugenio Felice
Come mai i prezzi al consumo dei prodotti alimentari sono cresciuti molto più dell’inflazione tra l’ottobre 2021 e l’ottobre 2025, nonostante i produttori/fornitori lamentino la compressione dei margini? Che ruolo ha giocato la Gdo in queste dinamiche? L’AGCM, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, vuole vederci chiaro e ha avviato un’indagine conoscitiva che durerà per tutto il 2026. Di seguito il testo (quasi) integrale del provvedimento n. 31773 del 16 dicembre 2025
L’AGCM, nella sua adunanza del 16 dicembre 2025, visto l’articolo 12, comma 2, della legge 10 ottobre 1990, n 287, ai sensi del quale l’Autorità può procedere a indagini conoscitive di natura generale nei settori economici nei quali l’evoluzione degli scambi, il comportamento dei prezzi o altre circostanze facciano presumere che la concorrenza sia impedita, ristretta o falsata; visto il decreto-legge 10 agosto 2023, n 104, convertito con modificazioni dalla legge 9 ottobre 2023, n.136, recante disposizioni urgenti a tutela degli utenti, in materia di attività economiche e finanziarie e investimenti strategici; (…); considerati i seguenti elementi:
1 Negli ultimi anni, si è verificata
una netta divaricazione tra l’inflazione generale e l’inflazione dei generi alimentari. In particolare, da ottobre 2021 a ottobre 2025, i prezzi dei beni alimentari in Italia sono aumentati del 24,9%, un incremento superiore di quasi 8 punti percentuali rispetto a quello registrato nello stesso periodo dall’indice generale dei prezzi al consumo (+17,3%)
2. Anche analizzando l’andamento, nello stesso periodo, dell’inflazione tendenziale (si veda il grafico delle pagine seguenti), si può notare come, soprattutto negli anni 20222023, successivi alla pandemia, si sia registrata un’impennata dei prezzi al consumo decisamente più marcata per i beni alimentari. Negli ultimi due anni, pur in presenza di una dinamica di crescita dei prezzi più contenuta, si è mantenuto un significativo divario tra l’inflazione generale e quella rela-
Non è la prima volta che l’Antitrust apre un’indagine su Gdo e possibili distorsioni dei prezzi dovuti a posizione dominante Facendo una ricerca sul web, ad esempio, tra i primi risultati c’è un comunicato stampa della stessa A GCM in merito all’avvio di una analoga indagine sul ruolo della Gdo nella filiera agroalimentare ed è datato 6 novembre 2010 Cioè 16 anni fa!
Per l’Antitrust, a fronte degli incrementi dei prezzi al consumo, i produttori agricoli lamentano spesso una compressione o, quanto meno, una crescita inadeguata dei propri margini, che potrebbe essere in par te riconducibile al for te squilibrio di potere c o n t r a tt u a l e d e g l i a g r i c o l t o r i r i s p e t t o a l l a G d o .

tiva ai soli prodotti alimentari Nel mese di ottobre 2025, in particolare, l’inflazione tendenziale riferita all’intero paniere di spesa si è attestata su un valore dell’1,2%, a fronte di un valore tendenziale di crescita dei prezzi alimentari pari al 2,3%
3 La divaricazione tra l’inflazione generale e quella relativa ai prodotti alimentari si è registrata anche con riferimento al solo aggregato dei prodotti alimentari non lavorati (+1,9% nel mese di ottobre 2025), nonostante si stia assistendo, con specifico riferimento a tale componente di spesa, a una progressiva riduzione della forbice rispetto al trend di inflazione generale In particolare, analizzando nel dettaglio l’andamento dell’inflazione tendenziale nel 2025, si osserva quanto segue: - l’inflazione alimentare, come pure quella riferita alle sue due com-
ponenti (prodotti lavorati e prodotti non lavorati), si è mantenuta, nel corso del 2025, costantemente al di sopra di quella generale; - nell’ambito dei beni alimentari, la crescita dei prezzi è stata decisamente più marcata con riferimento al comparto dei prodotti non lavorati sino al mese di settembre, mentre negli ultimi due mesi sembra essersi verificata un’inversione di tale trend.
4 A fronte dei descritti incrementi dei prezzi al consumo, i produttori agricoli lamentano spesso una compressione o, quanto meno, una crescita inadeguata dei propri margini, che potrebbe essere in parte riconducibile al forte squilibrio di potere contrattuale degli agricoltori rispetto alle catene della gran-
de distribuzione organizzata / Gdo.
5. A monte della filiera agroalimentare, infatti, vi è una base produttiva estremamente frammentata, composta da diverse migliaia di fornitori A tale riguardo, viene in rilievo il forte ritardo strutturale nella crescita della dimensione delle imprese agricole nazionali e nella costituzione di OP e di AOP, strumenti specificamente individ u a t i n e l l ’ a m b i t o d e l l a P o l i t i c a Agricola Comune per consentire ai produttori agricoli di incrementare il proprio potere negoziale, migliorare l’efficienza collettiva e sviluppare partnership più equilibrate con la distribuzione.
6. A valle della catena, invece, si osserva un settore della distribuzione finale caratterizzato da un livello di concentrazione piuttosto elevato e crescente nel tempo, che p o t r e b b e c o n s e n t i r e a l l e c a t e n e della Gdo di imporre unilateralmente le condizioni economiche e operative della fornitura, spuntando e trattenendo margini di guadagno “ingiustificatamente” superiori a quelli riconosciuti ai propri fornitori
7. Nell’ambito della filiera agroalimentare, l’anello della catena rappresentato dalla fase di scambio tra i distributori finali e i fornitori rappresenta uno snodo cruciale sia per la determinazione del livello di remunerazione dei fornitori stessi - e, conseguentemente, della redditività delle attività produttive a monte della catena - sia per la d e f i n i z i o n e d e l l ’ a n d a m e n t o d e i prezzi al consumo.
L’allarme del Codacons: “L’AGCM ha accolto le nostre denunce ha deciso di vederci chiaro sull’andamento dei prezzi alimentari in Italia Prima il caro-energia, poi la guerra in Ucraina hanno spinto al rialzo i prezzi al dettaglio nel comparto alimentare, al punto che nel 2025 fare la spesa è costato il 25% in più rispetto al 2021spiega il Codacons - Una volta terminati gli effetti di tali emergenze, tuttavia, i rincari non sono rientrati, e i listini non sono tornati alla normalità: al contrario i prezzi di cibi e bevande hanno continuato a salire, dando vita a una forma di speculazione sulla pelle degli italiani”

OTTOBRE 2021
Fonte: elaborazioni su dati ISTAT riferiti all’indice NIC
8 In tale contesto, si ritiene meritevole di approfondimento il ruolo svolto dalla Gdo nelle modalità di ripartizione del valore aggiunto lungo la filiera agroalimentare e di formazione dei prezzi finali In particolare, in tale ambito, assume rilievo il modo in cui le catene della moderna distribuzione esercitano il proprio potere negoziale in fase di acquisto (buy e r powe r), dal quale discendono il livello di r e m u n e r a z i o n e d e l l e a t t i v i t à a monte della catena produttiva e, in funzione dei meccanismi di trasmissione a valle dei risparmi di costo, il livello dei prezzi finali 9 In generale, nel settore della Gdo è in atto un processo di profonda trasformazione strutturale e organizzativa, in risposta anche ai mu-
tamenti delle abitudini di acquisto e di consumo degli acquirenti finali L’indagine si pone, quindi, quale principale obiettivo quello di verificare in che misura, e con quali modalità, l’evoluzione del settore in corso si riverberi sulle modalità di esercizio del potere di acquisto della Gdo nei confronti dei propri fornitori e sul confronto concorrenziale tra operatori, posto che le strategie di ottimizzazione della supply chain rappresentano una delle principali leve competitive delle catene distributive.
10. Nell’ambito dell’analisi avente a oggetto la fase di scambio tra for-
nitori e distributori, assume particolare rilievo sotto il profilo concorrenziale il fatto che le catene della Gdo esercitino il proprio potere di acquisto anche attraverso diverse e variegate forme di aggregazione non societaria, che si sviluppano spesso su più livelli (cooperative, centrali e supercentrali), a cui corrispondono altrettanti livelli di negoziazione con il medesimo fornitore (supercentrale, centrale, cooperativa, singolo operatore)
11 Il potere contrattuale delle catene della Gdo nei confronti dei propri fornitori viene altresì esercitato nell’ambito della negoziazione dei pagamenti che i fornitori stessi sono tenuti a retrocedere alle imprese distributive come corri-
a n c h e e v e n t u a l i s p e c i f i c h e c r i t i c i t à , i n e f f i c i e n z e o deficit di trasparenza presenti nella negoziazione e gestione del trade spending, ossia del flusso di contributi versati agli operatori della Gdo per la remunerazione dei servizi promozionali e di vendita.
spettivo per l’acquisto dei servizi di vendita quali, ad esempio, l’inserimento in assortimento, le modalità di collocamento dei prodotti a scaffale, le promozioni, il lancio di nuovi prodotti, ecc (il c d t rade s pe nding).
12. Inoltre, nell’ambito dell’analisi dei rapporti negoziali tra catene della Gdo e fornitori di prodotti agroalimentari, grande rilievo assume il tema dei prodotti a marchio del distributore, le c d private label (di seguito, “Mdd” o “PL”), che incidono in misura crescente sugli assortimenti delle catene, rafforzandone ulteriormente il potere contrattuale nei confronti dei propri fornitori. Con questi ultimi, infatti, oltre al tradizionale rapporto contrattuale di tipo verticale, si viene a configurare anche un rapporto di concorrenza diretta di tipo orizzontale. A tale riguardo, rileva la circostanza che la gestione degli acquisti e del marketing delle PL, che rappresenta un’importante leva strategica di competizione a valle tra gli operatori della Gdo, sia generalmente demandata alle centrali di acquisto 13. N e l l ’ a m b i t o d e l l ’ i n d a g i n e s i ritiene quindi opportuno effettuare una mappatura delle diverse organizzazioni di acquisto attive nel settore, analizzandone le funzioni, il grado e le forme di coordinamento attivato, oltre che il ruolo svolto nella definizione delle complessive condizioni di acquisto e nella conseguente formazione dei prezzi finali. In tale contesto, verranno altresì analizzate le caratteristiche
e l’incidenza dei flussi di contributi corrisposti per i servizi promozionali e di vendita, generalmente negoziati in modo contestuale alle condizioni di acquisto, anche al fine di valutarne l’idoneità a remunerare servizi effettivamente richiesti dal fornitore e concretamente erogati dalle catene Un focus particolare sarà inoltre dedicato all’approfondimento del ruolo e dell’importanza dei prodotti Mdd, con particolare riferimento alla loro incidenza sull’assortimento, alla tipologia e alle caratteristiche dei fornitori, alle condizioni di acquisto da parte delle catene e al successivo posizionamento di prezzo sui mercati a valle del consumo.
Tutto ciò premesso e considerato, l’AGCM delibera:
a) l’avvio di un’indagine conoscitiva sul ruolo svolto dalla Gdo nell’ambito della filiera agroalimentare;
b) che il responsabile del procedimento è la dott.ssa Daniela Giangiulio;
c) che il termine di chiusura dell’indagine è fissato al 31 dicembre 2026;
d) nell’ambito dell’indagine, entro il 31 gennaio 2026, è possibile far pervenire da parte di ogni soggetto interessato contributi sui temi di cui ai precedenti paragrafi. In particolare, sono sollecitati contributi relativi a:
(i) eventuali criticità relative alle modalità di esercizio del potere di acquisto da parte degli operatori della Gdo, anche con particolare riferimento a quei settori - tipicamente rappresentati dai prodotti freschi pronti per il consumo - dove si riscontra un maggiore sbilanciamento del potere contrattuale a favore degli acquirenti;
(ii) eventuali inefficienze, malfunzionamenti o criticità concorrenziali connessi all’esistenza di diversi livelli di aggregazione tra operatori della Gdo in fase di acquisto;
(iii) eventuali specifiche criticità, inefficienze o deficit di trasparenza presenti nella negoziazione e gestione del t rade s pe nding, ossia del flusso di contributi versati agli operatori della Gdo per la remunerazione dei servizi promozionali e di vendita;
(iv ) opportunità e difficoltà per i produttori connesse alla fornitura di prodotti a marchio del distributore (PL o Mdd);
(v ) eventuali anomalie di funzionamento o criticità riscontrate nel meccanismo di trasferimento a valle, da parte degli operatori della Gdo, delle oscillazioni di prezzo degli input produttivi e degli eventuali risparmi di costo ottenuti in fase di approvvigionamento.
I contributi dovranno essere inviati a IC58@agcm it , recando in oggetto la dicitura “IC58 Call for input” e l’indicazione della denominazione del mittente.

Una comunicazione tutta nuova per la più importante mela club prodotta in Europa
Eugenio Felice
Da alcuni anni le vendite a volume della mela club più famosa d’Europa, Pink Lady, crescono a doppia cifra. Segno che i consumatori dimostrano di apprezzare gli investimenti per elevarne gusto e sostenibilità. Con la nuova campagna di comunicazione si punta a ingaggiare nuovi consumatori, in particolare la “young urban generation”, riposizionando la mela Pink Lady come un brand lifestyle. Cosa significa? Ce lo spiega Cédric Modica Amore, direttore marketing e comunicazione
Da alcuni anni le vendite a volume della mela club più famosa d’Europa, Pink Lady, crescono a doppia cifra. E, come ha confermato all’incontro di Milano del 2 dicembre il country leader Italia Salvo Garipoli (al centro nella foto sotto), le aspettative per la campagna 2025-26 appena iniziata sono di crescere di un ulteriore 10% Una performance incredibile considerando due fattori: il proliferare di nuove varietà di mela negli ultimi anni e la non crescita nello stesso periodo della categoria mele a livello di consumi in Italia Ma la forza di Pink Lady viene proprio dalla sua storicità, dal fatto di essere stato il primo vero brand di mela legato a una singola varietà nuova e distintiva, e dalla capacità del suo management, negli anni, di elevare i suoi valori e saperli trasmettere in modo efficace al mercato
La nuova stagione Pink Lady si è aperta con un raccolto che supera le 240 mila tonnellate a livello europeo e conferma la crescita del marchio anche nel nostro Paese. L’Italia, con i suoi territori vocati
per la produzione - Alto Adige ed Emilia-Romagna - gioca un ruolo decisivo nella qualità della mela Pink Lady Sul fronte dei consumi, l’Italia si conferma un mercato dinamico: oltre 3 milioni di famiglie hanno acquistato Pink Lady nell’ultimo anno e la marca cresce in volume (+15%) e in valore (+25%). La notorietà nazionale raggiunge



il 59%, confermando Pink Lady come una delle marche di frutta più riconoscibili e desiderate. Per continuare a crescere, la nuova campagna di comunicazione, la più ambiziosa di sempre, gioca un ruolo fondamentale, come hanno spiegato all’incontro di Milano Pauline P a s t o u r , c o m m u n i c a t i o n p r o j e c t manager, e Cédric Modica Amore, direttore marketing e comunicazione (entrambi nella foto della pagina affianco).
Pink Lady ridefinisce il lifestyle trasformando la mela in un’icona contemporanea, vibrante e piena di personalità: con la nuova campagna “cosi croccante, cosi succosa, cosi cool”, il brand trasforma il gesto del “ croc ” in un momento quotidiano unico e riconoscibile, un atto di spontaneità e piacere, che celebra la libertà di essere sé stessi
La campagna ha un ’estetica pop, colorata e urban, che riflette un lifestyle contemporaneo fatto di energia, autenticità e un ’attenzione particolare all’identità visiva. Le
immagini, firmate dalla fotografa e filmmaker belga Charlotte Abramow, catturano protagonisti immersi nel piacere del morso, capaci di restare cool anche di fronte ai piccoli imprevisti quotidiani. Il suo sguardo poetico e moderno conferis c e a l l a c a m p a g n a u n ’ i d e n t i t à artistica, intensa e profondamente contemporanea.
Al centro della narrazione c’è Pink Lady, una mela unica, riconosciuta e amata per la sua croccantezza, la succosità e il gusto unico, intenso ed equilibrato. Il suo profilo aromatico, con sfumature di miele, vaniglia, rosa e spezie, è il risultato di una cura meticolosa e di un processo di maturazione lento e naturale ch e permette alla polpa di sviluppare una consistenza tesa e succosa, segno distintivo della varietà. Ogni frutto nasce da selezioni rigorose e da un sapere agri-
colo che pone la qualità sopra a tutto. Con il nuovo claim “cosi croccante, cosi succosa, cosi cool”, Pink Lady racconta una nuova idea di piacere autentico, naturale, libero, trasformando la mela in uno snack iconico, sano e inconfondibile, capace di unire gusto, creatività e attitudine contemporanea Nel corso dell’incontro di Milano, Cédric Modica Amore ha dichiarato: “Con la nuova campagna vogliamo riportare la frutta al centro delle abitudini quotidiane e parlare in modo autentico alle generazioni più giovani Pink Lady entra in una fase in cui la mela non è solo un alimento sano, in un mondo saturo di prodotti iperprocessati, ma un gesto di piacere, un ’esperienza sensoriale e un simbolo di attitudine. Un semplice morso diventa espressione personale, libertà e stile: l’emblema di come il gusto possa essere naturale, contemporaneo e irresistibilmente cool”
L’Italia esporta più mele della Cina e degli Stati Uniti
Eugenio Felice
Tra i prodotti ortofrutticoli italiani, la mela si conferma quello con il miglior saldo della bilancia commerciale. Nell’ultima campagna, da agosto 2024 a luglio 2025, l’Italia ha registrato un avanzo record di 1.146 milioni di euro, grazie all’esportazione di 1.068 milioni di kg di mele. Grazie a questi numeri, l’Italia ha conquistato la prima posizione tra gli esportatori mondiali, superando Usa e Cina. Il tasto dolente viene però dal mercato interno: consumi in calo del 3% con prezzi a +2%
Tra i prodotti ortofrutticoli italiani, la mela si conferma quello con il miglior saldo della bilancia commerciale. Nell’ultima campagna, da agosto 2024 a luglio 2025, l’Italia ha registrato un avanzo record di 1.146 milioni di euro, grazie all’esportazione di 1 068 milioni di kg di mele Lo rivela il report “Tendenze Frutta - Focus Mele” che Ismea ha pubblicato a metà dicembre. Si tratta per l’Italia di un volume storico, secondo soltanto ai 1.086 milioni di kg esportati nella campagna 2016/17. Rispetto alla stagione precedente, il saldo commerciale è aumentato del 19%, raggiungendo il livello più elevato di sempre Questo risultato è dovuto esclusivamente alla crescita dei volumi esportati (+24%), mentre il prezzo medio all’export è diminuito di 4 centesimi al chilo (-3,7%). Grazie a questi numeri, l'Italia ha conquistato la prima posizione tra gli esportatori mondiali, superando Stati Uniti e Cina Nella campagna 2024/25, in termini di valore, le esportazioni italiane sono state dirette per il 65% verso i Paesi dell’Unione Europea e per il 35%
verso i mercati extra UE. Le vendite nell’area UE sono cresciute del 22%, mentre quelle verso i mercati extra UE hanno segnato un aumento più contenuto (+14%), penalizzate dalle performance negative di Brasile e Regno Unito Il confronto con la media delle ultime tre campagne evidenzia incrementi a doppia cifra per saldo commerciale (+30%) e per i volumi esportati (+24%), mentre il prezzo del prodotto esportato è cresciuto del 5% La Germania si conferma ancora il primo mercato di destinazione, con una quota del 30% del valore totale e un incremento del 26% nei volumi e del 23% negli introiti rispetto alla campagna 2023/24. Segue la Spagna, stabile al secondo posto con una quota dell’11%, in aumento del 9% su base annua e del 32% rispetto alla media triennale Al terzo posto si colloca l’Arabia Saudita, in crescita del 10% rispetto alla campagna precedente e del 6% rispetto al triennio. In quar-



ta posizione figura il Brasile che, pur registrando un calo del 14% sull’ultimo anno, mostra un aumento del 54% rispetto alla media triennale. Quinto il Regno Unito, in lieve flessione (-5% sull’anno,1% sul triennio) Da segnalare il forte avanzamento dell’Egitto, che balza dal dodicesimo al sesto posto grazie a un incremento record del 171%. Israele scende al settimo posto, pur mantenendo una crescita significativa (+22% sull’anno e
+53% sul triennio). I Paesi Bassi scivolano all’ottavo posto, pur registrando un incremento del 25% rispetto alla campagna precedente e del 41% sul triennio Tra gli altri mercati dinamici spiccano Repubblica Ceca, Austria, Emirati Arabi e Romania. In ripresa anche l’India, che cresce del 18% sull’anno pur restando il 35% sotto i livelli medi triennali La campagna 2024 /25 ha fatto segnare volumi esportati superiori alla media in ogni mese, con picchi eccezionali nei mesi di gennaio e maggio 2025. Sul fronte delle importazioni, l’Italia ha acquistato 28,4 milioni di kg
Bernina, la figlia di Cripps Pink Croccante e succosa, dal gusto equilibrato e aromatico, Bernina ha debuttato questo inverno sul mercato valtellinese, territorio in cui esprime il massimo potenziale La nuova varietà, nata all’Università di Bologna da un incrocio tra Primiera e Cripps Pink (nota con il nome commerciale di Pink Lady), si distingue per qualità agronomica, produttività, ottima shelf li fe e una coltivazione orientato alla sostenibilità Bernina è frutto di un un lavoro pluriennale che ha coinvolto la Fondazione Fojanini di Sondrio, ERSAF Lombardia e i produttori del territorio della Valtellina

su dati ITC
di mele nella campagna 2024/25, un valore allineato agli ultimi tre anni e in crescita del 9% rispetto alla campagna precedente Il prezzo medio ha risentito delle dinamiche del mercato globale, aumentando di circa 3 centesimi al chilo rispetto alla campagna precedente, fino a raggiungere 0,96 euro/kg Per quanto riguarda i mercati di approvvigionamento, circa il 70% della spesa totale riguarda prodotti provenienti dall’Unione Europea mentre il 30% è riferito a Paesi extra UE. Una parte significativa delle importazioni dai Paesi Bassi deriva però da triangolazioni di prodotto originario dell’emisfero australe
Nell’ultima campagna, la Francia è risultata il primo fornitore dell’Italia, mentre il Cile si è confermato il principale fornitore extra UE, con una quota del 28% del va-
lore complessivo delle importazioni. Seguono Germania (12%), Slovacchia (6%), Polonia e Spagna (5% ciascuna) Il flusso mensile di importazioni varia stabilmente tra 2 e 5 milioni di kg, con picchi ricorrenti nei mesi di ottobre e novembre.
Secondo le ultime stime del WAPA (World Apple and Pear Association), la produzione europea di mele per la campagna 2025/26 dovrebbe attestarsi a poco meno di 11 milioni di tonnellate, segnando un incremento del 5% rispetto alle previsioni diffuse ad agosto. L’aumento è legato alle condizioni meteorologiche più favorevoli di fine estate, che hanno consentito un miglioramento del calibro e della
colorazione delle varietà di media e tardiva maturazione Il rialzo delle stime riguarda soprattutto la Polonia, con un incremento di circa 400 mila tonnellate, seguita dalla Germania (+70 mila tonnellate) e, in misura minore, da Belgio, Paesi Bassi e Francia
A livello globale, gli scambi internazionali di mele movimentano circa 7 milioni di tonnellate, per un valore complessivo di 7.077 milioni di euro. Nella campagna 2024/ 25 l’Italia è il principale paese esportatore mondiale, con spedizioni per 1 173 milioni di euro e una quota in valore del 16%, seguita dagli Stati Uniti (14%) e dalla Cina (13%) A completare la top ten si trovano Nuova Zelanda, Cile, Sudafrica, Polonia, Francia, Paesi Bassi e Turchia, che insieme rappresentano una quota rilevante del commercio mondiale

I dati Ismea-N I Q degli acquisti di mele, sia sfuse sia confezionate, per il consumo domestico della campagna commerciale 2 024/25 (da agosto a luglio) evidenziano una riduzione del 3 per cento rispetto alla campagna precedente 2 023/24. Di contro, il prezzo medio al dettaglio è cresciuto del 2 per cento.
tonnellate
Alto Adige
Trentino
Veneto
Friuli Venezia Giulia
Lombardia
Piemonte
Emilia-Romagna
Altri
TOTALE di cui BIO
Fonte: ASSOMELA
Secondo i dati Istat, negli ultimi anni le superfici dei meleti in produzione in Italia si sono stabilizzate intorno ai 54 mila ettari, con una marcata concentrazione nelle Province autonome di Bolzano e Trento, che da sole rappresentano il 49% del totale nazionale. Seguono Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, che complessivamente costituiscono circa il 30% del potenziale produttivo, mentre la Campania mantiene un ruolo distintivo grazie alla produzione della varietà Annurca Nel complesso, non emergono variazioni significative del potenziale produttivo rispetto al 2024, né rispetto alla media dell’ultimo triennio.
Per il 2025, Assomela stima una produzione nazionale di 2 317 545 tonnellate, un valore in linea con
quello dell’anno precedente e superiore di circa il 5% alla media 2022-2024. A livello territoriale, l’Alto Adige si conferma leader con il 46% del raccolto nazionale, seguito dal Trentino (22%), dal Piemonte (11%), dal Veneto (9%), dall’Emilia-Romagna (8%) e dal Friuli Venezia Giulia (2%); Campania e altre regioni chiudono la classifica con quote più contenute. Rispetto al 2024, nel 2025 c’è stato un incremento produttivo in Alto Adige, Trentino, Campania e Lombardia, mentre in Piemonte, Veneto e Friuli Venezia Giulia un calo. La qualità generale delle mele è stata molto buona per tutte le prin-
cipali varietà. La quantità destinata al mercato del fresco ha raggiunto 2.037 milioni di tonnellate, in aumento del 2% rispetto al 2024 e del 9% rispetto alla media degli ultimi tre anni La produzione biologica si è attestata a 174 599 tonnellate, in calo del 6% sul 2024. Dal punto di vista varietale, la Golden Delicious si conferma la cultivar più rappresentata, seguita dal gruppo Gala e dal trio di varietà tradizionali Granny Smith, Fuji e Red Delicious L’offerta delle nuove varietà protette da brevetto ha superato complessivamente le 300 mila tonnellate. In generale, la qualità del prodotto risulta ottima per tutte le varietà. Le stime sono aggiornate a dicembre 2025.

Con l’inizio del 2026 Coop Italia ha presentato il suo Winter Report sui consumi in Italia
Giancarlo Sbressa
Il Rapporto Coop Winter Edition fotografa un’Italia prudente e ripiegata sulla dimensione domestica, dove il cibo torna centrale nelle scelte quotidiane. L’ortofrutta si conferma tra i pilastri della dieta futura degli italiani, mentre cala la voglia di carne, in particolare rossa e salumi. Diminuisce l’interesse per soluzioni pronte e processate a favore di preparazioni più semplici e meno trasformate. Nel carrello convivono convenienza e qual i t à : r a l l e n
Un bagno di realtà È così che il Rapporto Coop Winter Edition descrive l’approccio degli italiani al 2026, un anno percepito come complesso, instabile, segnato da tensioni geopolitiche, disuguaglianze s o c i a l i e c a m b i a m e n t i c l i m a t i c i che incidono in modo diretto sull’economia e sul vissuto quotidiano La preoccupazione è il sentimento prevalente (37%), seguita dall’insicurezza (23%), anche se non manca una quota di resilienza: un italiano su quattro continua ad aggrapparsi all’ottimismo, mentre curiosità e fiducia restano ancorate soprattutto alla sfera personale e familiare È qui che il cibo assume un ruolo centrale, come spazio di controllo, benessere e scelte consapevoli.
Le due survey condotte dall’Ufficio Studi Coop a dicembre 2025 - una sulla popolazione italiana e una sulla community di opinion leader - restituiscono un Paese che guarda con crescente apprensione allo scenario nazionale e internazionale. L’instabilità è la parola chiave scelta dal 34% degli opinion leader, mentre il 43% parla apertamente
di “turbolenza”. Le aspettative su lavoro, sicurezza, sanità, economia e clima sono in larga parte negative e si riflettono anche sulle previsioni macroeconomiche: la crescita del Pil nel 2026 viene indicata appena sopra lo zero In questo quadro, i consumi sono destinati a rimanere deboli e concentrati quasi esclusivamente sui beni di prima necessità.
Gli italiani sanno che quest’anno spenderanno di più, ma soprattutto per voci obbligate come utenze, salute e cibo domestico Si delinea così un’Italia delle piccole cose, dove la casa torna a essere il centro della vita quotidiana e il luogo privilegiato del consumo alimentare. Nel 2026 il cibo si conferma al cent r o d e l b e n e s s e r e q u o t i d i a n o e torna a essere vissuto come spazio di tempo, cura e consapevolezza Il 70% degli italiani dichiara che opterà per preparazioni che richiedono anche lavorazioni più lunghe, preferendole ai piatti pronti, men-


tre il 33% afferma di voler privilegiare sapori nuovi ed esperienziali rispetto a quelli tradizionali. Il Rapporto evidenzia come il benessere passi sempre più dalla riduzione degli elementi percepiti come critici: è la ricerca della salute a guidare sempre di più le scelte alimentari. L’ortofrutta emerge come il comparto con le dinamiche
più positive in assoluto. La verdura registra il saldo netto più elevato dell’intero paniere: il 31% degli italiani prevede di aumentarne l’acquisto, a fronte di un 8% che ipotizza una diminuzione, con un differenziale positivo di +23 punti percentuali. Un andamento molto simile caratterizza anche la frutta, per la quale il 30% degli inter-
vistati dichiara un aumento degli acquisti nel 2026, contro il 9% che ne prevede una riduzione, con un saldo netto di +21 punti percentuali. Crescono, ma in modo più contenuto, le intenzioni di spesa per alcune categorie alimentari diverse dall’ortofrutta, come il pesce.

VIP ha confermato la propria partecipazione alla fiera Marca 2026 a Bologna, appuntamento chiave per il mondo della marca del distributore. Un percorso iniziato con lungimiranza: VIP è stato, infatti, il primo produttore di mele italiano che ha creduto nel format Marca Fresh, riconoscendone fin da subito il valore strategico per il dialogo con il retail nazionale in ambito ortofrutticolo.
L’importante manifestazione è stata per VIP l’occasione per presentare una novità assoluta che guarda al futuro: le nuove pouch Val Venosta, in vendita diretta da VOG Products a partire dalla primavera. Si tratta di puree di frutta in quattro referenze da 100 grammi: mela, mela-albicocca, mela-frutti di bosco e mela-banana-fragola, che portano la qualità della Mela Alto Adige IGP in un formato moderno e pratico “Con questa iniziativa, la mela della Val Venosta punta a rafforzare la propria presenza nella mente dei consumatori, non solo come prodotto fresco, ma anche come ingrediente di qualità per prodotti moderni e salutari”, ha spiegato Benjamin Laimer, responsabile marketing VIP. “Il marchio Val Venosta

rappresenta l’origine, la storia e la fiducia, mentre VOG Products si occupa della trasformazione, del confezionamento e della commercializzazione. Insieme, i due partner dimostrano come la qualità agricola e la trasformazione industriale possano integrarsi per garantire nel lungo periodo il valore dei prodotti regionali. Siamo entusiasti per questo nuovo progetto, che ci permette di portare il brand delle due coccinelle per la prima volta anche fuori dal reparto ortofrutta”.
Dole Italia, azienda leader nella produzione e distribuzione di frutta fresca di qualità premium, è tornata nelle città con una campagna outdoor che ha portato Doooolé! al centro della vita urbana, accompagnando le persone nei loro tragitti quotidiani. Per tutto il periodo novembre-dicembre, jum-

botram, autobus e side banner hanno animato le principali città d’Italia tra cui Milano, Roma, Bologna e Firenze, riportando negli spazi pubblici l’iconografia vivida e immediata che ha caratterizzato il lancio nazionale della campagna.
La scelta dell’OOH nasce anche dalle abitudini quotidiane: le compere di frutta fresca rientrano sempre più nel panel degli acquisti giornalieri realizzati mentre ci si sposta tra casa, lavoro e le diverse attività che richiedono la nostra presenza fuori casa.
In un contesto in cui cresce l’attenzione verso scelte alimentari pratiche e salutari, la creatività espressiva della campagna pubblicitaria Dole trova nella comunicazione outdoor il palcoscenico ideale per ribadire il ruolo della frutta come alleata del benessere: buona, dolce naturalmente, succosa e ricca di nutrienti essenziali Uno snack perfetto per uno stile di vita attivo e un ingrediente originale capace di dare un tocco speciale ai pasti di ogni giorno
“Dooolé! è una campagna semplice, gioiosa e immediata, pensata per funzionare nei flussi urbani.” spiega Cristina Bambini, responsabile marketing Dole Italia. “Si ispira a un gesto istintivo e spontaneo: l’esultanza che nasce quando si gusta qualcosa di buono come un frutto Dole”.

Bontà di Stagione, marchio di Euroverde Soc. Agricola, arricchisce la propria proposta nel banco frigo con una novità unica ispirata alla cucina asiatica e pensata per ridefinire l’esperienza di consumo dei Ramen. Nasce Bontà Orientali, la nuova linea di Ramen pronti che interpreta i sapori d’Oriente in chiave pratica A differenza dei prodotti presenti sul mercato, i Ramen firmati Bontà Orientali sono già pronti: zuppe complete, con noodles già all’interno del brodo, che necessitano solo di essere scaldate per pochi minuti, in microonde o in pentola, per essere gustate.
Una proposta pensata per chi cerca un pasto caldo e speciale, anche quando il tempo a disposizione è limitato. Le due ricette, Ramen con Verdure e Funghi Shiitake e Ramen con Verdure e Peperoni Gialli, mettono al centro le verdure e si distinguono per brodi ricchi, in grado di offrire un ’esperienza di gusto unica. Non semplici noodles, ma piatti pronti freschi che uniscono comfort food e qualità degli ingredienti.
Tra le novità Bontà di Stagione c’è anche il rilancio dei Risotti con la nuova linea Bontà che Risotti, con cui l’azienda bre-

Campagna positiva per le rosette di brassiche di Peviani, un progetto pensato per rispondere alle esigenze della Gdo e del consumatore moderno, unendo qualità certificata, praticità d’uso e forte impatto visivo sullo scaffale. Le rosette rappresentano una proposta a valore aggiunto per il reparto orto-

sciana, intende dare nuovo slancio ai sui Risotti Pronti Freschi. Preparate sempre con riso 100% italiano, le 5 referenze che compongono la linea si caratterizzano per delle nuove ricette che le rendono più cremose e con un riso più al dente. Nuovo anche il pack, più colorato e accattivante, sempre in formato monoporzione da 250 grammi e pronti in tre minuti, i risotti Bontà di Stagione, sono la soluzione gustosa, pratica e versatile per ogni occasione di consumo.
frutta, capace di coniugare servizio, freschezza e innovazione. La rosetta è la parte più tenera e p regiata del cavolfiore, del cavolo romanesco e del broccolo. Pensata per rispondere alle esigenze del consumatore moderno, offre numerosi vantaggi pratici: riduce sensibilmente i tempi di preparazione e di cottura e consente di azzerare completamente gli sprechi, garantendo massima comodità senza rinunciare alla qualità del prodotto
Elemento distintivo del progetto è la lavorazione interamente manuale, frutto di una filiera controllata e certificata. Grazie alla ricerca varietale e alla diversificazione degli areali produttivi, Peviani assicura inoltre un ampio calendario di fornitura, con disponibilità continua da ottobre ad aprile, anche nei periodi di maggiore richiesta.
A supporto del lancio della campagna commerciale, Peviani ha attivato una nuova campagna marketing social rivolta al pubblico B2B. Il progetto si compone di una serie di video reel dedicati al mondo delle rosette, pensati per raccontare in modo approfondito il prodotto, la sua lavorazione interamente manuale e il valore della filiera. Protagonista dei contenuti è Beatrice Peviani, strategy advisor dell’azienda, nonché quarta generazione della famiglia

La Linea Verde si conferma un punto di riferimento nel mondo del fresco convenience, oggi leva strategica per creare valore, rispondere ai nuovi bisogni del consumatore e rafforzare la competitività delle categorie. Leader europeo della IV gamma e dei piatti pronti freschi a base vegetale, il Gruppo è tra i principali produttori nazionali di prodotti ortofrutticoli freschi e si distingue per l’impegno nell’agricoltura di qualità, a garanzia di freschezza e sicurezza lungo una filiera agricola controllata e certificata. È proprio a partire da questo successo che La Linea Verde prosegue nel suo impegno nello sviluppo di nuove soluzioni, anticipando bisogni e stili di consumo emergenti. Durante la fiera Marca di metà gennaio, La Linea Verde ha presentato le prime novità 2026, tra cui una nuova linea di verdure pronte da cuocere composta da tre mix studiati per una preparazione veloce in padella. Il progetto, battezzato “SpadelliAmo”, nasce da un gioco di parole che racchiude l’essenza del prodotto: da un lato richiama il gesto semplice e quotidiano dello spadellare le verdure, enfatizzandone la rapidità
Portare sugli scaffali il pieno gusto del sole anche nei mesi più freddi: è questa la promessa di Ulisse, il nuovo pomodoro premium 100% italiano a marchio Valfrutta Fresco, società del Gruppo Alegra, presentato in occasione di MarcaFresh. Ulisse nasce da una partnership strategica di filiera che coin-




di preparazione; dall’altro evoca la parola amore, intesa come piacere e attenzione verso il mondo vegetale, ancora meglio se condiviso.
Accanto a queste proposte, è stato presentato un nuovo progetto di IV gamma per il brand Alce Nero, in risposta alla crescente diffusione dello stile alimentare biologico, oggi sempre più lontano dall’essere una nicchia e sempre più vicino a un vero e proprio lifestyle In Italia, sono circa 4,9 milioni i consumatori che seguono un ’alimentazione bio In questo contesto, La Linea Verde amplia la propria offerta con insalate biologiche lavate, pronte al consumo e confezionate in flowpack, sviluppate in esclusiva per Alce Nero.
volge Unigen Seeds, in qualità di breeder, e la Cooperativa Piano Stella, realtà produttiva di riferimento nella fascia trasformata ragusana. Un progetto costruito per valorizzare una varietà capace di distinguersi per equilibrio organolettico, dolcezza naturale e una marcata nota sapida, che ne caratterizza l’esperienza di consumo.
Dal punto di vista del prodotto, Ulisse si presenta come un pomodoro tondo premium con gradi brix elevati, profilo aromatico intenso e una peculiarità distintiva: la capacità di mantenere costanza di gusto e consistenza lungo tutto il ciclo di maturazione, dal verde all’invaiatura del frutto, fino all’arancio-rosso. Un elemento chiave per rispondere alle esigenze di una distribuzione sempre più attenta alla costanza qualitativa e di un consumatore che cerca esperienze affidabili e ripetibili
“Valfrutta Fresco nasce e cresce come un vero laboratorio di innovazione per l’ortofrutta italiana - commenta Enrico Bucchi, direttore generale di Valfrutta Fresco. Con Ulisse si conferma l’efficacia di un modello di sviluppo che parte dalla ricerca varietale e arriva in campo grazie alla collaborazione con partner qualificati, offrendo al mercato una proposta solida, riconoscibile e coerente”.

Dall’aprile 2026 Alberto Piscioneri entrerà nella comunità di Melinda e La Trentina con il ruolo di direttore generale. Lo hanno annunciato a fine dicembre i presidenti di Melinda e APOT, Ernesto Seppi, e La Trentina, Michele Roncador. Genovese, classe 1975, già general manager di Tonitto 1939, storica azienda dell’alimentare italiano nella quale ha guidato un importante percorso di rilancio industriale e crescita, Piscioneri è un manager apprezzato per le sue doti di leadership e visione strategica. Laureato in economia e con un executive mba in SDA Bocconi, ha accumulato 25 anni di esperienza nei campi del general management e delle attività di sales & marketing nel largo consumo, lavorando in aziende italiane e multinazionali tra cui Lavazza, SC Johnson. “Abbiamo grande fiducia in questa scelta, maturata al termine di un percorso di selezione approfondito e di elevato valore. Alberto è un professionista di grande esperienza, che saprà apportare un contributo concreto e qualificato al sistema ortofrutticolo trentino nell’affrontare le principali sfide che ci attendono: la tutela delle marginalità degli agricolto-

Non è un semplice kiwi verde, né una proposta alternativa al giallo Dulcis - progetto firmato Newplant, Gruppo Alegra, Apofruit Italia e Orogel Fresco - è un nuovo frutto che si presenta sempre più come un ’esperienza a sé, capace di superare le aspettative e intercettare pubblici diversi, anche tradi-

ri, la gestione della squadra e delle risorse, il rafforzamento della posizione sul mercato e lo sviluppo dei processi di internazionalizzazione”, ha affermato il presidente di Melinda e APOT, Ernesto Seppi. La prima dichiarazione di Alberto Piscioneri: “Il mio impegno sarà rivolto alla crescita del talento e alla costruzione di una squadra vincente, funzionale allo sviluppo di nuovi prodotti e mercati internazionali e alla crescita di brand iconici”.
zionalmente distanti dal segmento. Con la sua dolcezza equilibrata, le note fruttate, la succosità e la morbidezza, Dulcis continua a conquistare consumatori e professionisti dell’ortofrutta. Un profilo che, come ha sottolineato Mirco Montefiori, presidente di Dulcis Kiwifruit Company, rappresenta un unicum nel panorama di riferimento.
Durante Marca 2026 sono stati presentati i risultati delle indagini condotte da Adacta International Il test quantitativo, realizzato su un campione di 120 consumatori abituali di kiwi, ha restituito un dato chiave: il 63% ha dichiarato di aver gradito molto Dulcis, citando spontaneamente dolcezza e succosità come principali driver di apprezzamento. Ancora più articolati gli insight emersi dal focus group che ha coinvolto 12 responsabili acquisti. L’aspetto esterno è stato giudicato bello e soddisfacente, con un’idea di abbondanza e pienezza L’assenza di peluria ha rappresentato un elemento di sorpresa positivo anche al tatto, mentre al taglio il colore verde chiaro e la succosità hanno immediatamente comunicato naturalità e benessere. All’assaggio, infine, hanno convinto morbidezza, dolcezza inaspettata, bilanciata da una nota acidula, e ricchezza di sentori fruttati, percepiti come un elemento distintivo rispetto agli altri kiwi sul mercato.
Irene Forte
Qualche giorno dopo Natale Amazon, il
c o l o s s o a m e r i c a n o d e l l ’ e - c o m m e r c e , h a d i c h i a r a t o c h e “ a s e g u i t o d i u n a revisione strategica, abbiamo deciso di interrompere i nostri piani di consegna c o m m e r c i a l e c o n d r o n i i n I t a l i a ” . U n a sorpresa, dato che solo un anno prima l’azienda di Seattle aveva fatto volare i primi droni in Abruzzo in via sperimentale. Secondo l’Enac la scelta è una conseguenza dei problemi con il Fisco
Pronti a entrare nel futuro? No, abbiamo scherzato Ma poi qualcuno ci aveva creduto veramente? Droni che ti atterrano davanti alla porta di casa per consegnarti un pacco, dopo aver schivato numerosi ostacoli, di tipo fisico e normativo. Fatto sta che qualche giorno dopo Natale Amazon ha dichiarato che “ a seguito di una revisione strategica, abbiamo deciso di interrompere i nostri piani di consegna commerciale con droni in Italia Nonostante il coinvolgimento positivo e i progressi compiuti con le autorità aerospaziali italiane il più ampio contesto in cui operiamo in Italia non offre, al momento, le condizioni necessarie per i nostri obiettivi di lungo periodo per questo servizio”.
“I nostri progetti di consegna con droni negli Stati Uniti e nel Regno Unito proseguono positivamente, con voli di test e consegne commerciali che si sono dimostrati efficaci e ben accolti dai clienti”, ha aggiunto “Con oltre 25 miliardi di euro investiti in Italia negli ultimi 15 anni, oltre 19 mila dipendenti diretti in più di 60 siti distribuiti nel Paese, continuiamo a servire i nostri clienti in Italia e offrire loro un ’esperienza di acquisto eccellente”, ha concluso Amazon.
Ma quale sarebbe questo “contesto” sfavorevole di cui parla Amazon? È l’Enac - Ente Nazionale per l’Aviazione Civile a dare la sua chiave di lettura in un altro comunicato Secondo l’Enac l’interruzione di Pri-

me Air - questo il nome del servizio di consegna con droni - è dovuta a “motivi di policy aziendale e come conseguenza delle vicende finanziarie che hanno coinvolto il gruppo ” Secondo diversi giornali, le vicende finanziarie citate sono relative al contenzioso con il fisco italiano per il mancato versamento di imposte per 1 miliardo e 200 milioni di euro tra il 2019 e il 2021.
Proprio all’inizio di dicembre poi Amazon si è accordata con l’Agenzia delle Entrate per risolvere il contenzioso versando complessivamente 723 milioni di euro Stando alle indagini della procura di Milano, Amazon non avrebbe dichiarato all’Agenzia delle Entrate l’identità e i dati dei venditori extraeuropei a cui chiedere il pagamento dell’Iva Per l’accusa le mancate dichiarazioni fiscali sarebbero da imputare all’algoritmo predittivo di Amazon, che non considererebbe gli obblighi tributari che spettano a chi mette in vendita la merce di venditori extraeuropei. Da almeno 10 anni Amazon sta investendo in Prime Air e sperimentando consegne negli Usa Finora ci sono stati molti ritardi e intoppi rispetto alle previsioni Le principali ragioni delle incertezze di questa tecnologia sono di natura tecnologica ed economica. Quelle del primo tipo riguardano soprattutto la precisione e la sicurezza dei droni che, specie in un ambiente urbano complesso, devono volare tra svariati ostacoli ed evitare errori che potrebbero causare danni e problemi legali

