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Franchising & Partnership Gennaio-Febbraio 2026

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FOR THE GROWTH OF YOUR BUSINESS

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JOLLIBEE GROUP ARRIVA IN ITALIA IL GIGANTE DELLA RISTORAZIONE : CHANCE ESCLUSIVA PER PROTAGONISTI DEL SUCCESSO

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EDITORIALE “Vivi per essere la meraviglia e l’ammirazione del tuo tempo.” WILLIAM SHAKESPEARE Stiamo vivendo un momento epocale. La tecnologia sta cambiando tutto, dalle comunicazioni al lavoro, dalla sanità all’istruzione. È un po’ come se fossimo in un film di fantascienza, ma è realtà. Tre sono i pilastri attorno ai quali si gioca il futuro delle nostre imprese, tutti interconnessi e che si sostengono a vicenda, creando un ciclo virtuoso di crescita e innovazione. Il marketing che aiuta a comprendere le esigenze dei clienti e a creare valore per loro; la tecnologia che fornisce gli strumenti e le soluzioni per realizzare le strategie di marketing e migliorare l’efficienza e l’affiancamento alle imprese che offre il supporto e la consulenza necessari per aiutare le aziende a crescere e a svilupparsi. E proprio su queste linee guida, un anno fa, sono stato chiamato a co-fondare e presiedere il Consorzio Italian Consulting Group che rappresenta le eccellenze italiane, ognuna nel proprio settore di specializzazione, e che

ad oggi l’insieme dei fatturati supera oltre 600 milioni di euro… Uno spirito di collaborazione e supporto per creare consapevolezza su una modalità che mette insieme società di consulenza e sostegno gli imprenditori. Finisce un’epoca e ne inizia un’altra: la Rivoluzione industriale, un periodo di grandi cambiamenti, ha trasformato il modo di vivere e lavorare e così agli inizi del 2.000 l’avvento del web ha modificato le abitudini e i comportamenti nelle aziende, oggi abbiamo davanti una nuova realtà, l’avvento dell’AI che pone nuove interrogativi a chi fa impresa e che a partire dal 2026 lancia nuove sfide per tutti gli imprenditori, sfide che dureranno per i prossimi 25 anni per una rilettura della propria impresa. Sì, è proprio vero! La fine di un’epoca può essere un momento di grande cambiamento per le aziende e questa nuova “rivoluzione industriale” promette di cambiare ancora una volta il mondo. Alcune imprese

scompariranno e altre sono destinate a dominare il mercato, un mercato che richiede sempre maggiore competenza e linee guida che possono essere attuate solo attraverso la conoscenza e la formazione con un obiettivo ben preciso: creare una vicinanza con le aziende. Noi stiamo facendo la nostra parte attraverso l’istituzionalizzazione dell’Executive Programme in Franchising della Luiss Business School, e che mi vede personalmente impegnato come direttore scientifico e professore. Obiettivo? Mettere insieme autorevoli consulenti al servizio delle imprese presenti, una challenge come alternativa innovativa nel mercato.

Fabio Pasquali

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SOMMARIO F&P GENNAIO - FEBBRAIO 2026

18 PRIMA FILA FRANCHISOR

66 GUIDE STRATEGICHE E MERCATI

22 PRIMA FILA FRANCHISOR

68 FRANCHISING & PARTNERSHIP

26 VISTO DALL’ALTO

70 TREND E MERCATI

34 AGORÀ FINANZIARIO E LEGALE

74 FINANZA AGEVOLATA

38 DALLAPARTEDELLEGALE

78 NEW CONCEPT

44 MARKETINGESTRATEGIE

82 TECH RETAIL

Il format del caffè made in Napoli che piace al mondo

Jollibee cresce in Italia con il franchising multi-unit

Strumenti efficaci per franchising di successo

Il “franchising silenzioso”: quando la rete non si dichiara

Come e quando decade un contratto di franchising

L’IA e l’analisi dei dati

46 TRADE MARKETING

Dall’intuizione alla rete intelligente

50 NEW MEDIA

La differenza che diventa valore in un brand

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FRANCHISING WORLD Dallo studio alla realtà: quando l’IA inizia a produrre valore

Business Plan: documento indispesaabile nel franchising

Come costruire un contratto di franchising

Il potere della loyalty

Il futuro si costruisce oggi

Esperienze e prodotto messe insieme per un abbigliamento sostenibile

In 10 punti il programma digitale del prossimo futuro

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New Entry

GIUSEPPE CANTONE È IL NUOVO DIRETTORE GENERALE DI CRAI CRAI, storica insegna della distribuzione moderna con oltre 50 anni di storia, annuncia un importante cambio di leadership e nomina Giuseppe Cantone a Direttore Generale. Il manager vanta una consolidata esperienza nella Grande Distribuzione Organizzata in realtà di rilievo come Despar e Unes, a cui si affianca un’importante esperienza nell’industria con D&D Italia e Waterhouse. Il suo percorso professionale lo ha portato poi in MD, dove negli ultimi cinque anni è stato Direttore Commerciale, con un ruolo chiave per lo sviluppo dell’azienda grazie alla sua visione strategica e all’approccio orientato ai risultati, distinguendosi per la capacità di coniugare efficienza operativa e innovazione. Giuseppe Cantone avrà l’obiettivo di consolidare la leadership di CRAI nel mercato della prossimità e di proseguire nel percorso di crescita delineato dal piano “CraiFutura”.

Giuseppe Cantone

GIGLI: TRA NUOVI BRAND, RE-OPENING E INFLUENCER RETAIL Il Centro Commerciale I Gigli torna protagonista della stagione, ricco di novità, emozioni e innovazione. Otto nuovi store, tra aperture inedite e grandi restyling, per arricchire l’offerta della Galleria, trasformandola in un polo ancora più attrattivo e contemporaneo. I Gigli si confermano così punto di riferimento dello shopping in Toscana, sempre attento ai trend emergenti, alle esigenze dei consumatori e all’esperienzialità. Tra le novità più emozionanti di questa stagione spicca l’arrivo, per la prima volta a I Gigli, del brand internazionale Build-A-Bear: non un semplice negozio, ma un’esperienza unica che unisce creatività, affettività e gioco. In un ambiente colorato e accogliente, adulti e bambini potranno dare vita al proprio peluche personalizzato scegliendo ogni dettaglio, dalla forma, ai suoni, agli accessori, fino all’inserimento di un messaggio vocale che rende ogni creazione davvero speciale.

TUTTIGIORNI RADDOPPIA IN CAMPANIA Dopo il grande successo del primo punto vendita aperto a Casoria lo scorso luglio, Tuttigiorni prosegue la sua espansione nel Sud Italia con l’inaugurazione di un nuovo negozio di 625 mq a Sant’Anastasia (NA) in Via Giuseppe Mazzini 292. Gestito da CRAI Mediterranea, nuovo socio del Gruppo CRAI, questo Tuttigiorni è il decimo di una rete nazionale che sta ridefinendo il concetto di spesa quotidiana, combinando risparmio, qualità e un forte legame con le realtà imprenditoriali locali. “L’apertura del secondo negozio in Campania rappresenta una tappa importante nel percorso di sviluppo di questo format e nella nostra strategia di crescita nel Sud Italia. I primi risultati raggiunti ne confermano la validità e ci spingono a proseguire con convinzione, continuando a investire nel territorio e a rafforzare la nostra presenza» dichiara Giangiacomo Ibba, Presidente del Gruppo CRAI.

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New Entry

APRE NEL CUORE DI ROMA IL PRIMO FLAGSHIP STORE KFC IN ITALIA Kentucky Fried Chicken, società leader del pollo fritto nel mondo, ha inaugurato a Roma il suo primo flagship store italiano. Un locale unico nel suo genere, non solo per il nostro Paese ma per tutto il continente, con caratteristiche senza precedenti per design, sostenibilità, servizio e tecnologia. Nel mondo ci sono solo altri 3 flagship store del brand, che ha scelto l’Italia per il ristorante d’eccellenza più grande e più iconico in Europa a cominciare dalla posizione, nel cuore della Città Eterna. La location, in via del Tritone angolo via della Stamperia, è a pochi passi dalla Fontana di Trevi appena restaurata. Altrettanto unica è l’estetica del locale, che occupa due piani da 870 metri quadri in un palazzo d’epoca dall’alto valore artistico.

STARBUCKS CELEBRA L’APERTURA DEL SUO 50° STORE IN ITALIA Starbucks celebra il traguardo significativo del suo 50° store in Italia, aperto in partnership con Percassi, licenziatario esclusivo del brand in Italia, un momento importante per Starbucks, che ha fatto il suo ingresso nel mercato italiano solo sette anni fa, nel 2018. Il tanto atteso 50° store è situato all’interno di WaltherPark a Bolzano, il primo store in Trentino-Alto Adige. Oltre a creare un nuovo spazio sicuro e accessibile per la comunità, un luogo dove stringere amicizie e sentirsi connessi gli uni agli altri, l’apertura sostiene anche l’economia locale grazie all’assunzione di 15 nuovi partner, provenienti principalmente dalle zone limitrofe. Lo store si trova all’interno della High Street Gallery, la galleria commerciale nel centro di Bolzano, che fa parte del complesso multifunzionale WaltherPark.

GRUPPO NESTLÉ IN ITALIA E ILLYCAFFÈ: PRESENTATO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI IL PROGETTO RECAP Si è tenuto presso la Camera dei Deputati l’incontro “Il futuro circolare delle capsule di caffè in plastica”, per presentare il progetto RECAP, nato su iniziativa del Gruppo Nestlé in Italia e illycaffè al fine di creare un circuito di raccolta e riciclo di capsule di caffè esauste in plastica grazie alla collaborazione tra aziende, istituzioni locali e cittadini. Inizialmente sperimentato in 4 comuni del friulano e del giuliano, RECAP si è successivamente esteso anche all’Emilia Romagna, con l’adesione al progetto da parte dei comuni di Bologna e Ferrara. Guardando al futuro, il progetto mira ad avviare collaborazioni con attori della GDO e della distribuzione automatica per estendere il progetto e, di conseguenza, la raccolta, rafforzando la collaborazione con enti locali e altri stakeholder.

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News Estero

LA CRESCITA DI MONINI IN GIAPPONE Quello giapponese è diventato un mercato strategico per l’agroalimentare italiano e soprattutto per l’olio di oliva. Nonostante le criticità Monini è cresciuto in doppia cifra sia in termini di volume che di valore. Un risultato che parte da lontano e che è stato possibile raggiungere grazie all’approccio lungimirante del marchio umbro, vero e proprio pioniere in territorio nipponico (dove opera addirittura dal 1985). Nel corso degli anni Monini si è impegnata per far conoscere il prodotto esaltandone le caratteristiche presso gli operatori, in modo che potessero valorizzarle al meglio. La costruzione di un percepito di marca alto ha permesso di ampliare la distribuzione e di mantenere una brand value positiva per il consumatore anche durante i periodi di out of stock, dovuti alla crisi degli importatori e la graduale tendenza dei retailer ad abbassare sempre di più le scorte.

UN LABORATORIO DI GELATO ITALIANO ALLA CONQUISTA DEL MONDO: 38 NEGOZI IN 4 CONTINENTI La storia di RivaReno inizia due decenni fa, quando quattro amici uniscono le forze con l’ambizioso obiettivo di creare il miglior laboratorio di gelato italiano di sempre. Oggi, RivaReno è presente con i suoi negozi in ben 4 continenti: Europa, Nord America, Australia e Asia. E con le nuove aperture internazionali di quest’anno – Monaco, Dammam (Arabia Saudita), New York, Miami e Jakarta – il brand toccherà quota 38 negozi, con un valore di vendite stimato oltre i 35 milioni. Una continua espansione che testimonia il successo di RivaReno, fondato sulla fedeltà alla mission originaria dei fondatori: produrre un gelato fresco di giornata dal sapore autentico.

ARRIVA IN ITALIA PREMIUM SMASH BURGER Premium Smash Burger è arrivato in Italia, con la prima apertura a Messina il 16 ottobre 2025. L’insegna è specializzata in smash burger di alta qualità e, oltre a Messina, ha già diversi punti vendita a Torino. Blaze si concentra su smash burger di alta qualità, utilizzando patty realizzati con Angus Picanha e panini bun prodotti su ricette esclusive. In un mercato fortemente competitivo, l’unicità di Blaze – Premium Smash Burger garantisce all’affiliato un ottimo posizionamento di mercato sin dalla fase di start- up potendo contare su un sistema operativo e commerciale che negli anni si sta rivelando altamente performante. Ogni affiliato Blaze – Premium Smash Burger sarà guidato al successo grazie alla formazione e al supporto messo a disposizione dalla sede centrale.

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News

CA’PELLETTI PER CRESCERE PUNTA SUL FRANCHISING Passa dal franchising lo sviluppo di Ca’Pelletti, catena di ristorazione veloce che offre pietanze della cucina romagnola, che lega lo sviluppo al franchising. Infatti Ca’ Pelletti Retail, società appartenente al Gruppo Surgital, primaria azienda nel mondo del food service nazionale e internazionale, con sede a Lavezzola, in provincia di Ravenna, ha intrapreso un’importante fase di sviluppo con il suo ingresso nel mondo del franchising. Un passo strategico che mira a diffondere a livello nazionale un modello innovativo e scalabile di ristorazione, combinando tradizione gastronomica e modernità.

COSA VOGLIONO I RETAILER? LO RIVELA UNO STUDIO ESCLUSIVO CONDOTTO DA MAPIC Oltre 1000 rappresentanti dei marchi, partecipanti al MAPIC del 4 e 5 novembre provenienti da 75 paesi, hanno risposto a domande sui loro progetti di espansione, i paesi di interesse e il tipo di location e negozi che stanno cercando. I risultati dell’indagine confermano la forte volontà di espansione delle insegne. Il numero e la varietà dei Paesi nei quali i brand cercano di espandersi sottolineano il ruolo unico di MAPIC come piattaforma internazionale di commercializzazione ed espansione transfrontaliera dei brand. Lo studio rivela infatti che la volontà di espansione delle insegne è reale, con il 60% che prevede di aprire più di 10 negozi nei prossimi due anni e oltre un quinto che punta all’apertura di almeno 50 negozi.

Francesco Pupillo

IL NUOVO DRIVER GREEN TRAINA LA CRESCITA DEL REAL ESTATE IN ITALIA Il mercato immobiliare italiano riprende la crescita, sostenuto da un clima di fiducia diffusa. Si delinea uno scenario con prospettive favorevoli, in cui la componente green si conferma nuovo motore di crescita, orientando le scelte di acquisto delle famiglie e le strategie di investimento delle imprese. In particolare il comparto residenziale - complici anche le condizioni di accesso al credito agevolate - dopo il consolidamento del 2024, nel primo semestre 2025 evidenzia un rafforzamento della domanda e un aumento delle compravendite. Questo quanto emerge dalla 12ª edizione di Real Estate DATA HUB, il market report realizzato dal Centro Studi di REMAX Italia, dall’Ufficio Studi di YARD REAAS e dall’Ufficio Studi di 24MAX.

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Dario Castiglia


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News

SOFIDEL ESPANDE ANCORA LA SUA CAPACITÀ PRODUTTIVA NEGLI STATI UNITI Per rispondere alla crescente domanda del mercato nordamericano, Sofidel, gruppo cartario con sede a Lucca, tra i leader mondiali nella produzione di carta per uso igienico e domestico, noto in particolare in Italia e in Europa per il marchio Regina, annuncia oggi un nuovo investimento per espandere ulteriormente la sua capacità produttiva negli Stati Uniti. L’investimento prevede l’installazione di una macchina da cartiera TAD (Through-Air-Dried) Valmet da 75.000 tonnellate all’anno, e delle relative linee di trasformazione – per una pari capacità produttiva – per la realizzazione del prodotto finito. La sede del nuovo investimento, che sarà effettuato in uno degli stabilimenti Sofidel già esistenti, non è stata ancora definita. L’azienda è attualmente in contatto con varie autorità pubbliche per finalizzare il progetto.

EY E CNCC PRESENTANO LA PRIMA SURVEY TRIMESTRALE SU TREND, INVESTIMENTI E PRIORITÀ STRATEGICHE EY, in collaborazione con CNCC (Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali), annuncia il lancio della EY-CNCC Retail Insight Survey, un nuovo strumento trimestrale di analisi dedicato al mondo del retail nei centri commerciali e nei retail park italiani. La survey nasce con l’obiettivo di offrire una lettura integrata e strategica del settore, combinando dati di vendita rilevati nei centri commerciali, le opinioni dei retailer sulle prospettive e le sfide del mercato, e una lettura qualitativa delle priorità strategiche. Il progetto si propone come osservatorio continuativo, capace di restituire una fotografia aggiornata e utile per operatori, investitori e stakeholder istituzionali.

Roberto Zoia

GENERALI REAL ESTATE E GRUPPO PERCASSI ANNUNCIANO L’ACQUISIZIONE DI ORIOCENTER Generali Real Estate e Gruppo Percassi hanno concluso l’acquisizione, mediante un fondo immobiliare istituito e gestito da Generali Real Estate SGR, della Galleria Commerciale del Centro Commerciale Oriocenter da Commerz Real. Il fondo che ha acquisito la proprietà di Oriocenter è partecipato al 50% da Gruppo Percassi, e al 50% da un fondo paneuropeo di diritto lussemburghese specializzato in dominant shopping centers gestito da Generali Real Estate SGR in qualità di investment manager. Il controvalore complessivo dell’operazione è di circa €470 milioni. Gruppo Percassi è il property manager del centro commerciale sin dalla sua inaugurazione nel 1998 e continuerà a svolgere tale attività. Generali Real Estate agirà come asset manager del centro commerciale.

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News

INAUGURATA LA HIGHSTREET GALLERY DI WALTHERPARK È stata inaugurata la Highstreet Gallery, cuore pulsante del nuovo complesso multifunzionale WaltherPark, firmato dall’archistar Sir David Chipperfield. Il progetto rappresenta un modello di rigenerazione urbana di respiro internazionale, capace di connettere in modo armonico la stazione ferroviaria e Piazza Walther, restituendo alla città un quartiere vivo, integrato e contemporaneo. Con oltre 600 milioni di euro di investimento e 127.000 mq di superficie complessiva, Walther- Park è il più grande intervento privato mai realizzato in Alto Adige. Il complesso unisce retail, living, office e hospitality in un progetto immobiliare sostenibile, sviluppato secondo criteri green e integrato con la rete infrastrutturale cittadina per ridurre l’impatto ambientale e migliorare la vivibilità del centro.

CROLLO DEI CONSUMI: LO RILEVA CONFIMPRESE Nel mese di settembre i consumi subiscono una pesante battuta d’arresto a -4,5% a valore sul totale mercato retail. Lo certifica l’Osservatorio consumi mensile Confimprese-Jakala, che rileva un sensibile deterioramento dei consumi in Italia. Del resto, le premesse si sanno. Tra venti di guerra e scarsa propensione agli acquisti, è la fiducia dei consumatori a essere vacillante. Quanto al progressivo anno gennaio-settembre 2025 su gennaio-settembre 2024 si consolida un moderato calo a -0,8%, che accomuna praticamente tutti i settori di attività con eccezione della cura persona che registra un +1,1% su base progressiva.

PIU’ SOSTENIBILITA’ PRESSO LO SHOPPING CENTER TIBURTINO DI ROMA Edison Next, società del Gruppo Edison che accompagna clienti e territori nel loro percorso di decarbonizzazione e transizione ecologica, e IGD, uno dei principali player nel settore immobiliare retail in Italia, hanno siglato un Power Purchase Agreement (PPA) on-site della durata di 20 anni per lo sviluppo di un impianto fotovoltaico presso lo Shopping Center Tiburtino di Roma, una delle più grandi gallerie italiane di IGD. Il nuovo impianto fotovoltaico di potenza pari a circa 1 MW sarà in grado di produrre in media oltre 1,2 GWh all’anno di cui circa l’80% destinato all’autoconsumo, consentendo allo Shopping Center Tiburtino di evitare l’emissione in atmosfera di circa 300 tonnellate di CO2 all’anno, pari a una riduzione del 30% rispetto alla situazione iniziale1.

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News Comunicazione

JANNIK SINNER E IL VALORE DEL TEAM Si è svolto presso il Nike Store di Via Roma a Torino un evento esclusivo che ha visto protagonista Jannik Sinner, attuale numero uno del ranking mondiale di tennis. L’iniziativa, organizzata da Nike ha coinvolto giovani allievi delle scuole tennis torinesi, offrendo loro l’opportunità unica di incontrare da vicino non solo il campione, ma anche i suoi compagni di campo: i suoi coach Darren Cahill e Simone Vagnozzi. Durante una conversazione privata condotta da Federico Russo e Lisa Offside, Sinner ha condiviso con i presenti le tappe fondamentali della sua carriera sportiva, soffermandosi in particolare sulla relazione con il proprio team. Il dialogo ha messo in luce quanto sia essenziale per l’atleta il solido legame con il gruppo di lavoro, composto dai coach Darren Cahill e Simone Vagnozzi.

FORUM INDUSTRIALE ITALO SVIZZERO: OLTRE 400 PARTECIPANTI ALLA SECONDA EDIZIONE A LUGANO Oltre 400 iscritti alla seconda edizione del Forum Industriale Italo Svizzero, organizzato dalla Camera di Commercio Italiana per la Svizzera. Il Centro Congressi di Lugano, il 13 ottobre 2025, ha ospitato istituzioni, aziende e una nutrita rappresentanza di imprenditori italiani e svizzeri che hanno preso parte ad un incontro fortemente voluto per mettere a fattor comune una serie di quesiti, temi e spunti utili ad incentivare il rapporto tra Italia e Svizzera e a consolidare le opportunità di business nel settore della meccanica. “Questo è un settore che genera competenze e valore sociale” ha sottolineato nel suo speech di apertura Fabrizio Macrì, Segretario Generale della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera. “Come Camera siamo impegnati quotidianamente affinché queste relazioni possano prosperare e ci poniamo due obiettivi di fondo: supportare l’export italiano in Svizzera e generare valore e investimenti.

PROSEGUE IL VIAGGIO MUSEALE DI AMARENA FABBRI, MITO ITALIANO Fino al 15 febbraio 2026 sarà possibile ammirare Amarena Fabbri all’interno della mostra “Identitalia, The Iconic Italian Brands”, ospitata dal Museo del ‘900 di Mestre e promossa dal “Ministero delle Imprese e del Made in Italy” e dall’”Ufficio Italiano Brevetti e Marchi”, in collaborazione con Unioncamere e Associazione Marchi Storici d’Italia. L’esposizione, già presentata lo scorso anno a Palazzo Piacentini, sede del Ministero, è stata inaugurata lo scorso 26 settembre alla presenza del Ministro Adolfo Urso. I visitatori potranno ammirare, insieme ai cimeli di oltre 110 aziende che hanno fatto la Storia italiana, l’originale vaso a faentini bianchi e blu, un celebre poster pubblicitario degli anni ’50, alcuni filmati tratti dai caroselli. Questi elementi accompagnano il racconto di un’azienda che, nei suoi 120 anni di storia, è entrata a far parte della quotidianità di ogni famiglia, contribuendo a rendere “grande” la cultura gastronomica Italiana.

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Prima Fila Franchisor

Ad oggi Caffè Napoli conta 24 insegne: 2 dirette e 22 in franchising

IL FORMAT DEL CAFFÈ MADE IN NAPOLI CHE PIACE AL MONDO La Casa Madre è alla ricerca di nuovi affiliati: imprenditori motivati, con spirito organizzativo e capacità di gestione operativa. Non è indispensabile un’esperienza pregressa nel settore, ma sono fondamentali la condivisione dei valori del brand Da un piccolo bar di otto metri quadrati a Pozzuoli a una catena che esporta un rituale antico e inconfondibile. Caffè Napoli Exytus è la storia di tre amici e di un sogno: restituire dignità e valore alla caffetteria napoletana, simbolo di un’Italia che sa accogliere, creare, unire. Un marchio nato per ricordare che dietro ogni tazzina c’è un gesto, un’anima e una città che non dorme mai: Napoli. Caffè Napoli nasce per condividere l’energia di Napoli. Ogni Caffè Napoli ricrea il feeling e la connessione con la città. Non è solo caffè, è appartenenza. 18

Guidati dall’obiettivo comune di voler investire in un prodotto riconosciuto in tutto il mondo come una eccellenza italiana, Francesco, Mauro e Fabio iniziano a confrontarsi su quelle che potessero essere iscritte all’interno delle eccellenze della tavola italiana. Il progetto Exytus doveva avere delle caratteristiche verticali, che potessero trasformare una delle referenze dell’eccellenza italiana nel core business dell’azienda. Da questa importante osservazione a Francesco venne in mente di proporre a Fabio e Mauro di provare l’Espresso del Bar Exytus: la

caffetteria partenopea del cugino, riconosciuta in tutta Pozzuoli per la qualità del suo prodotto. Una realtà piccola e verticale, di soli 8mq, che produce al giorno migliaia di caffè Espresso rigorosamente serviti con la cremina. Da amanti della buona tavola e della cucina italiana, i tre soci fondatori decidono di diversificare la loro Holding in un progetto che potesse avere come core il food e che fosse fondato sui principi di scalabilità e replicabilità. E il franchising è l’unica formula per soddisfare questa loro esigenza.


Prima Fila Franchisee rete è composta sia da imprenditori medio/piccoli sia da Autoimpiego, oltre al partner più importante che è autogrill.

“Il franchising – dichiarano i soci fondatori - rappresenta il modo più efficace per diffondere un format già consolidato, mantenendo al contempo un elevato standard qualitativo e un forte controllo dell’immagine. Permette di crescere rapidamente, creando una rete di imprenditori che condividono la stessa passione per il caffè e i valori del brand”. Nasce così l’idea di Caffè Napoli: un format di caffetterie che rappresenta la vera essenza dell’esperienza di gustare l’Espresso napoletano, il migliore d’Italia. Un ambiente privo di distrazioni visive ed olfattive che concentra l’esperienza sensoriale del cliente attorno alla famosa “tazzulella” e che riproduce il concetto di convivialità familiare tipico del Sud Italia dove il caffè è consumato in ogni momento, in qualsiasi luogo e soprattutto in compagnia. Il segreto del successo sta proprio nel focalizzarsi sull’Espresso con la tipica cremina napoletana, proposto in un’atmosfera partenopea ricreata grazie all’uso delle maioliche, realizzate a Vietri con un disegno esclusivamente creato per Caffè Napoli; al blu “navy” del mare, che ricorre come colore pre-

valente e dal bancone a filo strada, in modo che i clienti possano ordinare e bere il caffè anche direttamente dal marciapiede. Ad oggi Caffè Napoli conta 24 insegne: 2 Dirette e 22 in Franchising (di cui una all’estero, aeroporto internazionale di Fuorteventura). Dei 22 punti in Franchising 9 sono gestiti dal gruppo Avolta (Autogrill/ Dufri) con cui è stato stretto un accordo quadro per il travel.

Per tutti i potenziali imprenditori con una passione per il caffè italiano e con voglia di investire nel marchio internazionale Caffè Napoli offre una formazione completa: Innanzitutto si passano due giorni in ufficio dove si presenta la “Storia” di Caffè Napoli. Poi si passa alla parte operativa: il franchisee viene supportato sin dalle prime fasi: formazione iniziale su prodotto, servizio e gestione del punto vendita; training on-site all’apertura: aggiornamenti periodici e affiancamento continuo da parte del team Exytus. La Casa madre affianca l’affiliato fin dalla ricerca della location. Si assicura che il progetto sia conforme agli standard, sia per la parte edile e per le attrezzature. Inoltre il brand è stato recentemente accreditato da Grenke e quindi gli affiliati (anche newco) possono accedere al noleggio operativo di tutte le attrezzature. Questo permette di finanziare circa l’80% del costo di startup. CAFFÈ NAPOLI COPRE TUTTA LA CATENA DEL VALORE

Ma il percorso di crescita continua: “Abbiamo siglato un accordo per lo sviluppo in franchising con un’azienda legata al mondo Confimprese ed un accordo con una media company specializzata nel recruiting di affiliati. Contiamo di aprire nel 2026 almeno altri 10 Caffè Napoli in Italia. Per l’estero ci affidiamo a Master Franchising, al momento stiamo dialogando con diversi soggetti in Europa”. Continua la ricerca di nuovi affiliati: imprenditori motivati, con spirito organizzativo e capacità di gestione operativa. Non è indispensabile un’esperienza pregressa nel settore, ma sono fondamentali la condivisione dei valori del brand e la disponibilità a seguire il modello operativo Caffè Napoli. Ad oggi la 19


Prima Fila Franchisor esclusiva di Caffè Napoli. Cremoso è una miscela di caffè altamente selezionati, composta per l’80% da caffè arabici e per il 20% da caffè robusti. I caffè Arabica coltivati per lo più in Brasile, centro America e Africa donano a Cremoso un sapore dolce, un intenso aroma ed un irresistibile profumo. I caffè Robusta coltivati in Africa e Asia regalano al Cremoso l’ineguagliabile colore scuro e la densa schiumosità.

Caffè Napoli è parte di un gruppo che comprende, torrefazione, due siti produttivi di pasticceria dolce e salata e retail. Tutte le referenze dolci e salate sono frozen e trasportabili in tutto il mondo. Caffè Napoli nasce per essere un format scalabile e replicabile facilmente e ovunque

gusto: Dolce Cioccolattoso Pastoso Rotondo e Persistente. Cremoso racconta i valori della tradizione partenopea attraverso un percorso di aromi, colori e sapori che parlano di una lunga storia di passione e gesti quotidiani. L’espresso migliore, dall’aroma intenso che rende il caffè un rito di culto e trasmette qualità, passione, esperienza e affidabilità.

A caratterizzare la particolare miscela interviene il processo di selezione e cottura dei caffè che conferiscono a Cremoso l’unicità del suo

COSA OFFRE LA CASA MADRE E COSA CHIEDE AI FRANCHISEE OFFRIAMO: • know-how consolidato e assistenza completa; • brand riconosciuto e forte immagine coordinata; • forniture centralizzate e controllo qualità costante. CHIEDIAMO: • rispetto degli standard operativi e del format; • impegno gestionale e presenza attiva; • adesione ai valori di autenticità, qualità e accoglienza napoletana. I nuovi affiliati entrano in un Gruppo dove l’obiettivo principale è espandere la rete in modo selettivo e sostenibile, consolidando la presenza internazionale e rafforzando il posizionamento del brand come punto di riferimento per il caffè napoletano nel mondo. IL PRODOTTO Si chiama Cremoso, la miscela 20

Per informazioni in merito al Franchising scrivere a: franchising@caffenapoli.com CANALI SOCIAL Facebook: CaffeNapoliExytus Instagram: caffenapoliexytus


È nato il consorzio per il marketing delle reti in franchising. Scopri i vantaggi

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Prima Fila Franchisor

Jollibee group: 19 brand, oltre 10.000 ristoranti e caffè nel mondo

JOLLIBEE CRESCE IN ITALIA CON IL FRANCHISING MULTI-UNIT Il brand, che porta gioia attraverso il cibo, sta accelerando la propria espansione globale e cerca partner di sviluppo territoriale forti e affidabili per guidare la crescita nei mercati chiave La storia di jollibee inizia nel 1975, quando il dr. Tony Tan Caktiong e la sua famiglia aprirono una piccola gelateria a manila. Quello che era nato come un semplice business familiare si trasformò rapidamente: osservando la crescente richiesta dei clienti per piatti caldi, la famiglia ebbe il coraggio di convertire i propri locali nelle prime jollibee. Da quel momento il brand ha iniziato la sua ascesa. Alimentato dai grandi sogni di Tony, dal suo instancabile impegno e dal desi22

derio di portare gioia attraverso il cibo, jollibee è cresciuto da ristorante di quartiere a una delle realtà più amate in Asia. Oggi, il jollibee group è una potenza globale con 19 brand, oltre 10.000 ristoranti in 33 paesi, e un’ambizione chiara: diventare una delle prime cinque aziende di ristorazione al mondo guidato dalla missione di portare la gioia di mangiare a tutti. Jollibee è il marchio di punta del Jollibee Group, la più grande e in

più rapida crescita azienda di ristorazione asiatica al mondo. Con 105 ristoranti in Nord America, oltre 1.700 ristoranti in tutto il mondo e molti altri in arrivo. La visione è quella di essere una delle 5 migliori aziende di ristorazione al mondo con un’offerta culinaria di livello.

PERCHÉ IL FRANCHISING Il franchising è diventato uno dei principali motori di crescita per jollibee. Collaborando con imprenditori locali capaci e profondamente radicati nei loro mercati, il brand è riuscito ad espandersi rapidamen-


Prima Fila Franchisor

te oltre i confini, mantenendo sempre una forte rilevanza e sensibilità culturale in ogni nuovo paese. Questo approccio ha permesso a jollibee di portare la propria esperienza di gusto e ospitalità a milioni di clienti in tutto il mondo.

PROSSIMI OBIETTIVI Jollibee italia si sta preparando a espandersi nelle principali città italiane attraverso il modello multi-franchising e sta pianificando l’ingresso in ulteriori mercati europei. Il brand sta attualmente costruendo la propria presenza nel

Regno Unito, in Spagna e in Italia, gettando le basi per una crescita regionale più ampia. L’obiettivo in Europa è diventare uno dei prossimi grandi successi del QSR nel continente. PERCHÉ I PRODOTTI HANNO SUCCESSO A LIVELLO INTERNAZIONALE L’iconico chickenjoy è celebrato per la sua croccantezza, la sua succosità e il suo sapore unico. Ripetutamente riconosciuto come uno dei migliori fried chicken al mondo, ha conquistato un seguito globale estremamente fedele.

Può essere gustato con contorni classici come le patatine croccanti, oppure con riso—un’opzione molto apprezzata da chi cerca un pasto più comfort e sostanzioso. Il menu è pensato per un pubblico internazionale, con proposte di comfort food come burger di qualità, pollo con riso, pie fragranti e specialità adattate ai gusti locali. La capacità del brand di combinare prodotti globali con un’attenta localizzazione rimane uno dei suoi maggiori vantaggi competitivi.

IL PROFILO DEI NUOVI AFFI-

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Prima Fila Franchisor LIATI Jollibee cerca partner franchising che condividano i valori del brand, la sua ambizione e un forte orientamento al servizio. I partner ideali includono: • Persone fisiche o società con solida reputazione; • Allineamento ai valori e alla visione di lungo periodo del brand; • Esperienza operativa, preferibilmente nel settore qsr; • Capacità finanziaria per sviluppare più punti vendita; • Abilità nel trovare e sviluppare location strategiche.

COSA DISTINGUE JOLLIBEE DAI CONCORRENTI Jollibee offre una combinazione unica di comfort food gustoso e accessibile con un’esperienza calorosa e accogliente. Il brand crea un legame emotivo con i propri ospiti - un aspetto che i concorrenti raramente riescono a replicare - grazie a una qualità costante, un’ospitalità autentica e alla sua distintiva filosofia della “joy of eating”, che invoglia a tornare.

OBIETTIVI FUTURI DI SVILUPPO AZIENDALE E FRANCHISING Jollibee sta accelerando la propria espansione globale e cerca partner di sviluppo territoriale forti e affidabili per guidare la crescita nei mercati chiave. Con team locali dedicati in europa e un supporto completo in ambito operativo, marketing e formazione, jollibee sta costruendo le basi per il suo prossimo capitolo: un brand globale con radici autentiche in ogni paese in cui apre.

PER SAPERNE DI PIÙ SUL FRANCHISING È disponibile un modulo di richiesta informazioni sul sito Jollibee USA per chi è interessato a diventare un proprietario di un’attività Jollibee multi-unità. Email: ir@jollibee.com.ph. Glenn Umali General manager, Italy & Spain

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Franchising Management Executive Programme Se desideri espandere le tue competenze nel settore del franchising scegli L’Executive Programme Luiss Business School. Un programma in formula part-time per approfondire le strategie di marketing, digitalizzazione, crescita e internazionalizzazione delle reti di franchising.

Scopri di più

executive@luissbusinessschool.it

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Visto dall’alto

La Luiss Business School ha istituzionalizzato l’Executive Programme in Franchising Management

STRUMENTI EFFICACI PER FRANCHISING DI SUCCESSO Il Programma, rivolto a professionisti con esperienza lavorativa, favorisce il raggiungimento di importanti progressi nel percorso di carriera La formazione è fondamentale per i professionisti. La differenza tra chi sa e chi non sa è fondamentale in molti aspetti della vita, compreso il business. Chi sa, infatti ha le competenze e le conoscenze necessarie per gestire un business di successo, è consapevole delle proprie forze e debolezze, sa come gestire il rischio e prendere decisioni informate, è in grado di adattarsi alle situazioni e di innovare, ha una visione chiara del proprio obiettivo e sa come raggiungerlo. Ma la differenza tra chi sa e chi non sa può essere riassunta in poche parole: conoscenza e competenza. Insomma, la formazione professionale in Italia è un tema molto attuale e im26

portante per lo sviluppo del paese. Ci sono diverse iniziative e programmi che mirano a migliorare la formazione e l’occupazione dei giovani e degli adulti. Ad esempio il Veneto ha approvato il nuovo Piano regionale dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) 2025-2028, con l’obiettivo di creare un sistema formativo inclusivo, moderno e di qualità, è stata istituita la filiera formativa tecnologico-professionale, con l’obiettivo di promuovere la formazione tecnica e professionale nei settori strategici per l’economia italiana, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha lanciato il Fondo nuove competenze, con l’obiettivo di sostenere la formazione e l’aggior-

namento dei lavoratori, la Scuola per lo sviluppo sostenibile per le Regioni e le Province autonome è un’altra iniziativa di formazione che mira a promuovere la sostenibilità e lo sviluppo economico. Partendo da questi presupposti la Luiss Business School, sempre attenta a riformulare continuamente l’esperienza formativa, ha istituzionalizzato l’Executive Programme in Franchising Management. PERCHE’ NECESSITA UNA FORMAZIONE SUL FRANCHISING Nonostante la congiuntura economica incerta e uno scenario internazionale caratterizzato dai dazi e dalle tensioni geopolitiche, non si arresta la crescita del franchising


Visto dall’alto

in Italia: nel 2024 il giro d’affari ha infatti raggiunto i 35,8 miliardi di euro (+5,4% rispetto al 2023). È quanto emerge dal Rapporto Assofranchising Italia 2025 – Strutture, Tendenze e Scenari realizzato da Nomisma per Assofranchising, l’Associazione di categoria aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia.

ci più importanti vi sono la grande distribuzione organizzata (12,6 miliardi), seguita da abbigliamento (7,4 miliardi) e dai servizi (6,7). L’unico settore a non essere cresciuto è quello della casa (-1,4% rispetto al 2023). Per il 2025 le previsioni sul fatturato complessi-

vo viste in crescita nell’ordine del +3,9%. L’EFFETTO IA SULLE RETI FRANCHISING Considerando le tecnologie impiegate dal comparto, con particolare riferimento all’intelligenza artificia-

La crescita, seppure meno intensa rispetto alla rilevazione dello scorso anno, coinvolge tutti gli indicatori di performance del comparto, che vale l’1,8% del valore aggiunto nazionale. Nel 2024 è aumentato a 67.275 unità il numero di punti vendita in franchising (+2,2% rispetto al 2023) ed è cresciuto il numero di occupati (293.791 addetti, +2,1% rispetto al 2023). Considerando le reti attive, si inverte il trend discendente che si era manifestato negli scorsi anni: le insegne operative in Italia sono in totale 931 (+0,2% rispetto al 2023). Considerando il giro d’affari generato, tra i settori merceologi27


Visto dall’alto le e alle caratteristiche distintive del franchising, il report evidenzia come il 78% delle aziende abbia implementato o implementerà l’AI generativa per il marketing e la comunicazione. L’automazione dei processi, accanto all’intelligenza artificiale a supporto della produzione, della gestione della logistica e del magazzino, sono le altre aree dove gli imprenditori intendono investire. Le strategie di marketing miste e che comprendono campagne sul territorio nazionale e locale sono quelle maggiormente preferite dalle aziende. Tra quelle adottate per ottenere l’effetto “wow”, ossia quello capace di generare un impatto emotivo tra chi entra a contatto con il brand, vi sono l’ideazione di campagne social virali (44%), eventi esperienziali in store (42%), e una maggiore personalizzazione dell’esperienza con il cliente (40%). Anche il design degli spazi costituisce per il 39% degli intervistati un punto per avvicinare maggiormente l’utente fina-

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le al brand. Partendo da questi dati nasce l’esigenza di offrire strumenti di successo per le aziende a rete del futuro. Il Programma del è rivolto a professionisti con esperienza lavorativa che intendono approfondire le tematiche più rilevanti ed innovative dell’Area del Franchising Management e favorisce il raggiungimento di importanti progressi nel percorso di carriera. Il programma affronterà il tema mettendo in luce sia le sfide del franchisor che si trova a progettare e gestire le reti, sia il punto di vista del franchisee chiamato a scegliere con consapevolezza la rete a cui deciderà di aderire, alla luce di un’analisi oculata delle caratteristiche e delle relative opportunità. La formazione al servizio del tessuto imprenditoriale. Si tratta di un corso progettato per aiutare professionisti con più o meno anni di esperienza ad affrontare con efficacia la complessità della

rete. Il franchising è un mondo in continua evoluzione e necessita di formazione specifica, perché la governance di una rete da parte dell’imprenditore comporta una serie di competenze precise anche nel rapporto con il franchisee. CONOSCENZA E COMPETENZA SONO ESSENZIALI PER IL SUCCESSO DEL FRANCHISING Fare il franchisor significa scegliere di sviluppare e diffondere, con la collaborazione di altri imprenditori, la propria intuizione di business. Vuol dire quindi coinvolgere persone spesso senza esperienza, motivate dal desiderio di cambiare vita lavorativa, spinte dalle forti aspettative che un lavoro in proprio può generare, visti anche gli investimenti economici che richiede, rispetto a un lavoro dipendente. Il franchisor, insomma, si assume una buona dose di responsabilità nei confronti dei propri franchisee, che restano comunque imprenditori e dunque sono esposti al ri-


Visto dall’alto schio di impresa, ma che spesso si affidano al franchisor per condividere un progetto che non è solo di business, ma anche di vita. Serve quindi impegno, occorre elasticità̀, voglia di imparare anche da parte dell’affiliante, per “stare al passo coi tempi”. Una flessibilità̀ che può̀ nascere solo da un’autentica passione per ciò che si fa. Ma quali sono gli strumenti per un franchising di successo? 1. Piano di business: un piano chiaro e dettagliato che definisce gli obiettivi, la strategia e le tattiche per il franchising. 2. Sistema di gestione: un sistema di gestione efficace che include strumenti per la gestione delle vendite, del marketing, delle finanze e del personale. 3. Formazione e supporto: un programma di formazione e supporto per i franchisee che include corsi, seminari e assistenza continua. 4. Tecnologia: strumenti tecnologici come software di gestione delle relazioni con i clienti (CRM), piattaforme di e-commerce e strumenti di marketing digitale. 5. Marketing e pubblicità: un piano di marketing e pubblicità efficace che include strumenti come social media, email marketing e pubblicità online. 6. Selezione dei franchisee: un processo di selezione dei franchisee rigoroso e trasparente che include la valutazione delle competenze, l’esperienza e la motivazione. 7. Contratto di franchising: un contratto di franchising chiaro e dettagliato che definisce i diritti e le responsabilità dei franchisee e del franchisor. 8. Sistema di monitoraggio e valutazione: un sistema di monitoraggio e valutazione che include strumenti per la raccolta dei dati,

l’analisi e la valutazione delle prestazioni. 9. Supporto operativo: un team di supporto operativo che include esperti in aree come la gestione delle operazioni, la logistica e la supply chain. 10. Comunicazione efficace: un sistema di comunicazione efficace

che include strumenti come newsletter, conferenze e incontri con i franchisee. In sintesi, la strategia non è “o l’uno o l’altro,” ma è: “Il Franchisor definisce il COSA (Brand e Strategia), l’Affiliato implementa il COME (Esecuzione e Tattica) sotto stretto controllo centrale.

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Visto dall’alto IL FRANCHISING E L’INTERNAZIONALIZZAZIONE Casi di successo nell’adattamento culturale Alcuni dei franchising più di successo a livello mondiale hanno raggiunto la loro espansione grazie alla capacità di adattarsi. Marchi internazionali nei settori della ristorazione veloce, della moda o dei servizi hanno dimostrato che, lungi dall’essere una minaccia per la propria identità, la localizzazione culturale può rafforzare il legame con i clienti e aprire nuove opportunità di crescita. La flessibilità nell’adattarsi senza diluire l’essenza del marchio è ciò che permette a queste aziende non solo di sopravvivere, ma di prosperare in contesti culturali molto diversi. Il valore di un supporto consulenziale specializzato Espandere un franchising a livello internazionale è un processo complesso che richiede visione strategica e una profonda conoscenza di ciascun mercato di destinazione. Non è sufficiente replicare un modello di successo nel Paese d’origine; è essenziale avvalersi di esperti che forniscano consulenza durante l’intero processo di adattamento culturale, legale e operativo. Tendenze nell’internazionalizzazione dei franchising La tendenza verso una globalizzazione più consapevole sta trasformando il modo in cui i franchising affrontano la loro espansione internazionale. Non si tratta più solo di trasferire modelli di business, ma di integrarsi nella cultura locale, offrendo valore e creando connessioni autentiche con i consumatori. Concetti che incorporano pratiche sostenibili, proposte gastronomiche che fondono tradizioni locali con innovazioni globali e marchi che puntano sulla diversità culturale stanno definendo la direzione della crescita internazionale. Per i franchising che aspirano a espandersi globalmente nei prossimi anni, l’adattamento culturale non è un’opzione, ma una necessità strategica che determinerà il successo a lungo termine. Chi investirà nel comprendere e rispettare le peculiarità di ogni mercato sarà meglio posizionato per costruire reti solide, sostenibili e redditizie.

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Visto dall’alto

Rivolto a franchising manager, imprenditori di PMI e professionisti EXECUTIVE PROGRAMME FRANCHISING MANAGEMENT La Luiss Business School, la Scuola di Business e Management della Luiss Guido Carli, con oltre 40 anni di esperienza, si impegna a riformulare continuamente l’esperienza formativa, valorizzando il capitale economico, sociale e umano. Accelerare le carriere e consolidare i punti di forza sono tra gli obiettivi principali della Scuola, rendendola il partner ideale per la crescita e trasformazione di persone e aziende. È in tale contesto che si inserisce l’Executive Programme in Franchising Management. Articolato in 6 moduli e organizzato in formula part-time per conciliare gli impegni professionali dei partecipanti, il programma avrà inizio il prossimo ottobre nella splendida cornice di Villa Blanc, a Roma. Con una faculty di prestigio composta da accademici di alto livello e professionisti esperti del settore, rappresenta un’esperienza unica di apprendimento.

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Agorà Finaziario e Legale

Sistema a rete o semplici collaborazioni o licenze. La differenza

IL “FRANCHISING SILENZIOSO”: QUANDO LA RETE NON SI DICHIARA Un territorio ancora poco esplorato dalla dottrina, ma che solleva questioni cruciali di trasparenza, tutela contrattuale e responsabilità Mirco Comparini Ragioniere Commercialista – Revisore Legale – Consulente al franchising (Studio Comparini & Russo – Professional Group SRL-Franchising Analysis)

Un franchising che non si chiama franchising Seppur si debba tenere distinte due situazioni assolutamente diverse tra (1) la scelta di formule contrattuali alternative al franchising, ma ugualmente efficaci ed aventi caratteristiche di base simili (esempio, il “partenariato commerciale”, poco utilizzato in Italia), e (2) la scelta di formule contrattuali elusive rispetto al 34

franchising. Infatti, dietro formule come “partnership commerciale” (partnership termine improprio, tra l’altro), “licenza d’uso del marchio” o “collaborazione operativa”, ecc. si nasconde talvolta una rete che risponde perfettamente alla definizione di affiliazione commerciale. Su questo tema dalle colonne di AZ Franchising e da quelle di Franchising&Partnership ho avuto modo di evidenziare come questa

situazione sia una carenza della normativa vigente in Italia a differenza, esempio, da quella francese ove vige un’unica norma per tutte le tipologie di reti commerciali che si presentano con un unico marchio. La scelta di non qualificare a struttura contrattuale “franchising” non è casuale: in molti casi o, comunque, non è raro, serve a evitare gli


Agorà Finanziario e Legale obblighi di legge previsti dal D.Lgs. 129/2004. Il risultato è la costituzione una zona grigia che altera l’equilibrio del rapporto: il franchisee (o aspirante tale) non gode delle tutele previste, mentre il franchisor beneficia dei vantaggi della rete, senza gli oneri della forma e delle procedure preliminari per la costituzione della stessa. Quando l’apparenza inganna: i segnali del franchising “di fatto” Il “franchising silenzioso” si riconosce da alcuni tratti ricorrenti e spesso comuni con le caratteristiche del franchising, anche se mascherati da altri schemi contrattua-

li e seppur non tutti presenti nelle varie forme contrattuali alternative scelte: • utilizzo continuativo di un marchio o format comune; • manuali operativi o protocolli di gestione imposti; • formazione o assistenza tecnica continuativa; • obblighi di esclusiva territoriale o di fornitura vincolata; • presenza di fee periodiche o royalties, anche dissimulate come “servizi di supporto”. Quel che è obbligatorio sia completamente assente è il know how ed il suo trasferimento, elemento assolutamente essenziale e fon-

damentale per essere in una indiscutibile presenza di franchising. Se questi elementi emergono nella prassi, seppur non siano gli unici, il contratto potrebbe essere riqualificato come franchising di fatto, indipendentemente dal nome che le parti gli hanno attribuito, o addirittura giungere anche all’ingannevolezza, come già maturato in giurisprudenza ordinaria e amministrativa. In tali casi, troverebbe applicazione la disciplina dell’affiliazione commerciale, con la possibilità per l’affiliato di invocare responsabilità precontrattuale o nullità di clausole elusive.

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Agorà Finaziario e Legale Perché si sta sviluppando il “franchising silenzioso”? Sono almeno tre le ragioni principali di questa tendenza: 1.Snellire i vincoli burocratici del franchising, percepiti da molti imprenditori come un freno alla velocità di espansione. 2.Evitare controlli e contenziosi, specialmente nelle fasi iniziali della rete. 3.Gestire modelli ibridi (piattaforme digitali, microfranchising, servizi on demand) difficilmente riconducibili agli schemi classici. Tuttavia, questo “silenzio contrattuale” finisce per generare insicurezza giuridica: le regole del gioco diventano opache e le responsabilità si confondono, a danno tanto del franchisee quanto del mercato. La responsabilità precontrattuale nel franchising di fatto

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Un aspetto cruciale, spesso sottovalutato, riguarda la responsabilità precontrattuale del franchisor “di fatto”. Anche se il contratto non è qualificato formalmente come franchising, la condotta precontrattuale deve rispettare i principi di buona fede e correttezza (artt. 1337 e 1338 c.c.). Quando il franchisor: • omette di fornire informazioni rilevanti sull’andamento della rete o sulla redditività del format; • nasconde la reale natura del rapporto, presentandolo come semplice collaborazione; • o induce il futuro affiliato a investire sulla base di dati incompleti o fuorvianti; può incorrere in responsabilità precontrattuale per aver violato il dovere di trasparenza e leale infor-

mazione. In particolare, se il rapporto viene successivamente qualificato come franchising di fatto, il giudice potrebbe: • dichiarare la nullità del contratto per violazione della forma e dei requisiti informativi previsti dal D.Lgs. 129/2004; • oppure condannare il franchisor al risarcimento del danno subito dall’affiliato, quantificabile nei costi sostenuti e nel lucro cessante connesso all’affare non concluso correttamente. È un tema che la giurisprudenza italiana sta esplorando da tempo, sulla scia di pronunce in materia di contratti di rete e distribuzione in cui la mancanza di trasparenza è stata sanzionata anche in assenza di dolo o colpa grave. In sostanza, l’obbligo informati-


Agorà Finanziario e Legale

vo non è esclusivo del franchising “dichiarato” e per le informazioni che prevede la norma relativa, ma deriva direttamente dal principio generale di correttezza contrattuale: un franchisor non può “nascondere” un franchising dietro, esempio, un contratto di licenza e pretendere di sottrarsi alle responsabilità che ne discendono. La prospettiva del diritto e della prassi Sul piano giuridico, il principio guida resta quello della prevalenza della sostanza sulla forma (artt. 1362 ss. c.c.): ciò che conta è la funzione economica del rapporto, non il suo titolo. In questo senso, la giurisprudenza potrebbe presto riconoscere tutela a chi, pur non essendo formalmente un affiliato, ha agito come tale,

applicando in via analogica il D.Lgs. 129/2004. Il franchising “silenzioso” potrebbe, quindi, assumere anche un banco di prova per la maturità del sistema distributivo italiano e certamente un intervento normativo snello, ma che costituisca una guida e una certezza giuridica, con presenza di idonea trasparenza, soprattutto precontrattuale, potrebbe contribuire ad agevolare le imprese che intendono operare in forma di rete commerciale. Un’evoluzione non necessariamente patologica, ma che richiede consapevolezza e trasparenza.

re chiarezza definitoria e, come anticipato, un aggiornamento normativo capace di riconoscere le forme ibride di affiliazione, più flessibili ma comunque tutelate così da distinguere con precisione tra franchising e altre forme contrattuali utili a costituire una rete commerciale. Perché nel mercato moderno, fatto di reti digitali e microformat, la vera sfida non è chiamarsi franchising: è esserlo nella sostanza, rispettando i principi di trasparenza, equilibrio e know-how condiviso che ne sono l’essenza.

Verso un franchising più trasparente, anzi, verso reti commerciali più trasperenti Pertanto, come sopra accennato, servirebbe oggi una maggio37


Dalla parte del legale

Formazione mancata, errori e nessun supporto

COME E QUANDO DECADE UN CONTRATTO DI FRANCHISING Il racconto di una una case history che racconta come una sentenza del Tribinale di Vicenza del 17 ottobre 2025 ha invalidato un rapporto di franchising. Un esempio da leggere per capire come comportarsi Giovanni Adamo Avvocato – Cultore della Materia di Diritto Privato nell’Università di Bologna www.studiolegaleadamo.it Errori e inadempienze del franchisor nell’attività di supporto ai franchisee sono un elemento di importante disequilibrio del rapporto di affiliazione, disequilibrio talora di tale gravità da determinare la risoluzione del contratto. Solo pochi giorni fa il Tribunale di Vicenza ha emesso un importante decisione in tal senso, che chi scrive ha contribuito a determinare. Nel caso di specie ALFA, titolare di un’impresa individuale operante nel settore della ristorazione, aveva sottoscritto nel maggio 2022 un contratto di affiliazione commerciale con la società BETA, titolare di un format culinario a tema internazionale. 38


Dalla parte del legale Dopo pochi mesi di attività, l’affiliata lamentava un inadempimento del franchisor agli obblighi di assistenza e consulenza al franchisee specificamente previsti dal contratto di affiliazione, tra i quali: – la mancata formazione prevista dall’allegato tecnico al contratto – l’errata fornitura di materie prime non idonee all’uso previsto nel menù – la difettosa elaborazione dei materiali pubblicitari e dei menù, privi dell’indicazione obbligatoria degli allergeni – numerosi ritardi e disguidi nelle consegne di prodotti essenziali – la totale assenza di supporto marketing e promozionale – un aumento unilaterale dei prezzi dei prodotti e mancata comunicazione dei rincari Tali carenze avevano determinato, secondo la prospettazione del franchisee, un inadempimento del franchisor agli obblighi di assistenza e consulenza al franchisee, di tale gravità da legittimare la risoluzione del contratto ai sensi dell’art. 1454 c.c.

La diffida ad adempiere nel franchising: atto formale e sostanziale La Sentenza del Tribunale di Vicenza sul franchising affronta il tema della diffida ad adempiere nel franchising. Secondo il Tribunale, infatti, elemento decisivo della controversia è stata la diffida ad adempiere inviata da ALFA nel novembre 2023. In essa si contestavano gli inadempimenti contrattuali e si intimava alla controparte di porvi rimedio entro quindici giorni, con espresso avvertimento di risoluzione del contratto in caso di ulteriore inerzia. Il Tribunale di Vicenza ha ritenuto la diffida sufficientemente specifica, considerato, fra l’altro, che BETA era già a conoscenza delle contestazioni mosse, che l’affiliato aveva già precedentemente formulato. Di conseguenza, decorso inutilmente il termine concesso, il contratto, secondo il Tribunale, si è risolto di diritto per fatto e colpa dell’affiliante, secondo la disciplina dell’art. 1454 c.c.

La procedura di Mediazione nel Franchising e la sua rilevanza – La condotta processuale del franchisor e la mediazione disertata: 7500 euro di sanzione Il Giudice ha statuito che “Vista la mancata presentazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione (cfr. verbale 29.2.2024), BETA va condannata anche al versamento all’entrata del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al doppio del contributo unificato dovuto per il giudizio. Vista la richiesta di parte attrice, ai sensi dell’art. 12 bis co. III D.Lgs. 28/2010 BETA va condannata altresì al pagamento, in favore dell’attrice, di una somma equitativamente determinata in misura

non superiore nel massimo alle spese del giudizio maturate dopo la conclusione del procedimento di mediazione. Considerato che la mediazione era stata promossa dall’attrice prima dell’instaurazione del presente processo, si ritiene congruo stabilire la somma dovuta in circa la metà dei compensi di cui alle spese di lite, ossia in euro 7500,00”. Il giudice ha quindi valorizzato la mancata partecipazione di BETA alla mediazione, e dunque la condotta processuale della convenuta, come indice di mala fede, applicando una duplice sanzione: – versamento al bilancio dello Stato di un importo pari al doppio del

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Dalla parte del legale

contributo unificato; – corresponsione all’attrice di euro 7.500 a titolo equitativo per le spese maturate successivamente alla mediazione. Questo passaggio sancisce la crescente importanza della mediazione nel franchising non solo come condizione di procedibilità effettiva, ma anche come strumento di valutazione della correttezza comportamentale delle parti.

di risoluzione per inadempimento è fondata atteso che l’attrice, per parte propria, ha documentato le proprie doglianze producendo le proprie mail o messaggi whatsapp e le risposte pervenute, spesso tardivamente e in modo non soddisfacente, dalla convenuta, la quale non ha provato di avere eseguito gli obblighi che le derivavano a mente del contratto e degli allegati, nonché delle norme di legge sul franchising”

Inadempimento del franchisor agli obblighi di assistenza e consulenza al franchisee – Il ruolo della buona fede e dell’assistenza tecnica nel franchising

La Sentenza del Tribunale di Vicenza ha fortemente stigmatizzato il comportamento complessivo del Franchisor: “Tale atteggiamento appare gravemente inadempiente agli obblighi dell’affiliante, atteso che BETA, dopo avere esposto l’affiliata anche al pericolo di una denuncia penale per frode in commercio, e comunque al discredito commerciale derivante da recensioni negative, se ne è totalmente disinteressata, venendo meno

Non meno importanti le considerazioni che si possono formulare in punto di rilevanza dell’attività di consulenza ed assistenza nel franchising. Secondo il Tribunale “La domanda

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agli obblighi di assistenza di cui al contratto di franchising, ma, oltre a ciò, agli obblighi di buona fede, che l’art. 6 della legge n.129 del 2004 sulla affiliazione commerciale prevede per la fase precontrattuale, e a maggior ragione vigono nell’esecuzione del contratto”. La motivazione della sentenza quindi valorizza in modo pregnante il principio di buona fede oggettiva ( art. 1375 c.c.) e gli obblighi di assistenza previsti dall’art. 3, comma IV, lett. f), della legge 129/2004. Il giudice afferma che il franchisor è tenuto a garantire supporto tecnico e commerciale continuativo, nonché a mantenere standard di qualità che tutelino la reputazione e la redditività della rete. Nel caso di specie, secondo il Tribunale, il comportamento di BETA – caratterizzato da lente risposte, superficialità gestionale e mancata cura delle esigenze dell’affiliato


Dalla parte del legale nare la penale prevista dall’articolo 21 del contratto per aver l’attrice svolto, dopo la cessazione del contratto, attività in concorrenza con quella di BETA”.

La condanna alle spese di lite In applicazione del principio di soccombenza, la sentenza ha infine condannato BETA al pagamento integrale delle spese di lite, quantificate in euro 15.111 per compensi professionali, oltre CPA, IVA e rimborsi, e ulteriori 545 euro per anticipazioni.

– ha integrato una violazione qualificata degli obblighi contrattuali fondamentali.

Inadempimento del Franchisor e risoluzione: non sono dovute le royalties e non si applica il patto di non concorrenza La società BETA aveva proposto domanda riconvenzionale chiedendo la risoluzione del contratto per inadempimento dell’affiliato e il pagamento di una penale di 15.000 euro per aver proseguito l’attività in

concorrenza dopo la cessazione del contratto. La Sentenza del Tribunale di Vicenza, invece, come conseguenza della risoluzione, intervenuta per inadempimento del Franchisor, ha ritenuto che non fossero dovute le royalties, nè tantomeno che fosse applicabile il patto di non concorrenza. Secondo il Tribunale, infatti, “conseguentemente la convenuta, avendo dato causa, per propria colpa, alla risoluzione del contratto, non può pretendere la corresponsione delle somme periodiche per royalties, né, tantomeno, può azio-

Tale quantificazione, che peraltro appare coerente con la complessità della lite e con le tabelle del D.M. 55/2014, aggiornate dai successivi D.M. 37/2018 e 147/2022, risulta anche un campanello d’allarme per aspiranti Franchisor che intendano approcciarsi al modello con colpevole superficialità. Attivare una franchise vuol dire assumersi rilevanti responsabilità nell’ideazione di un modello di business e nel progettarne una replicabilità, che deve essere effettiva, e non solo “sulla carta”: muoversi in questo campo con pressapochismo e faciloneria significa poi potere essere responsabilizzati per le perdite altrui. Un’altra occasione, insomma, confermativa dell’ampio credito da riconoscersi ai sistemi di franchising “virtuosi”, nei quali la perdita di autonomia imprenditoriale dell’affiliato è compensata da una reale riduzione del rischio di impresa.

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Schede Franchisor

Istruzioni per orientarsi tra le schede di Franchising & Partnership, elencate in ordine alfabetico e indicando l’investimento iniziale minimo. Nella prima fascia (fino a 20mila euro) abbiamo incluso anche anche i marchi che non prevedono altre spese iniziali se non quelle relative al diritto di entrata*.

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Schede Schede Franchisor Franchisor

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Marketing e Strategie

Numeri che diventano racconto, previsione, strategia

L’AI E L’ANALISI DEI DATI L’Intelligenza Artificiale mostra tutta la sua forza: amplifica i dati e li trasforma in scelte operative, capaci di incidere sull’intera rete Mattia Nicoletti Creative marketing strategist and producer – Dreamcatchers Entertainment

C’è stato un tempo in cui i dati di vendita erano soltanto numeri da archiviare: quanti pezzi venduti, quale fatturato raggiunto, quale punto vendita più performante. Oggi, grazie all’intelligenza artificiale, quei numeri diventano racconto, previsione, strategia. Il franchising vive di replicabilità e scalabilità: ciò che funziona in un punto vendita deve poter essere replicato in decine di altri. È qui che l’AI mostra tutta la sua forza: amplifica i dati e li trasforma in scelte operative, capaci di incidere sull’intera rete. 44

Non servono piattaforme dedicate Un equivoco frequente è pensare che servano software verticali e costosi. Non è così. Anche strumenti AI non nati per il retail, dalle piattaforme generative ai modelli predittivi open source, possono restituire valore, a patto di avere una base dati ben strutturata. Un file di vendite giornaliere può già bastare per capire quali prodotti vengono acquistati insieme, in quali fasce orarie si concentra la domanda, quali territori rispondono

meglio a determinate promozioni. È la qualità della domanda che facciamo all’AI a determinare la qualità della risposta.

Dal numero alla strategia L’AI non aggiunge un grafico in più, ma un cambio di prospettiva. Se l’analisi tradizionale restituisce il “quanto”, l’AI svela il “perché” e il “quando”. È questo passaggio a trasformare i dati in leva di crescita. Ecco alcuni esempi concreti di strategie che un franchising può sviluppare partendo dall’analisi AI


Marketing e Strategie dei dati: Ottimizzazione degli stock prevedere la domanda e ridurre sprechi e rotture di magazzino. Pricing adattivo: calibrare i prezzi in base a stagionalità, eventi locali e mosse della concorrenza. Promozioni mirate: segmentare i clienti in cluster reali, offrendo campagne meno dispersive e più efficaci. Espansione territoriale: individuare aree promettenti incrociando performance dei punti vendita con dati socio-economici esterni. Formazione personalizzata: capire dove gli affiliati hanno bisogno di supporto e progettare training mirati. Innovazione di prodotto: rilevare trend emergenti e testare nuove linee con maggiore tempestività. Opportunità e rischi Come ogni tecnologia, l’AI porta con sé vantaggi e criticità. Il rischio maggiore è dimenticare la sensibilità locale, che resta insostituibile: i numeri raccontano molto, ma non tutto. Un algoritmo può suggerire assortimenti e prezzi, ma la conoscenza diretta del territorio rimane il vero ago della bilancia. Altrettanto cruciale è la gestione sicura dei dati: senza infrastrutture solide, il rischio non è solo tecnico ma reputazionale. La cultura del dato La differenza la fa la cultura, non l’algoritmo. Un franchising che raccoglie e organizza dati con metodo potrà farli crescere con l’AI. Chi invece improvvisa, otterrà risultati fragili. In sintesi: l’AI è già il nuovo cuore pulsante del franchising, perché trasforma dati apparentemente neutri in mappe di futuro. Ma il battito rimane umano: fatto di sensibilità, intuizione e capacità di leggere la realtà oltre le cifre.

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Trade Marketing

Come l’Intelligenza Artificiale sta ridisegnando il modello di franchising

DALL’INTUIZIONE ALLA RETE INTELLIGENTE Le nuove frontiere dell’AI nel management delle reti in franchising: automazione, personalizzazione, dati e cultura aziendale Enrico Pisani

Il franchising ha smesso di essere un semplice modello di espansione. È diventato un ecosistema interconnesso in cui brand, affiliati e clienti generano valore in modo distribuito e misurabile. Al centro di questa trasformazione c’è l’Intelligenza Artificiale: non più

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accessorio, ma leva sistemica che agisce su marketing, formazione, vendite e governance. Nel Franchising Management, l’AI risolve il paradosso storico del settore: standardizzazione e personalizzazione insieme, senza compromessi.

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE COME LEVA SISTEMICA DEL FRANCHISING La vera rivoluzione dell’AI non è tecnologica, è organizzativa. Oggi l’AI crea reti cognitive: i dati non vengono solo raccolti, ma interpretati e trasformati in decisioni


Trade Marketing INTELLIGENZA PREDITTIVA Gli algoritmi anticipano flussi di domanda, gestiscono stock in modo dinamico, ottimizzano la logistica. Il franchising diventa una rete intelligente che apprende e si autoregola, riducendo sprechi e aumentando margini. FORMAZIONE E GESTIONE DELLE PERSONE: LEARNING SU MISURA L’AI abilita microlearning, coaching digitale e knowledge management. I sistemi di formazione AI creano

percorsi personalizzati per ogni ruolo, riducono i tempi di onboarding e allineano competenze e standard qualitativi su tutta la rete. GOVERNANCE DEI DATI: REGIA IN TEMPO REALE L’AI permette di passare da controllo ex post a regia in tempo reale. Dashboard cognitive e decision intelligence integrano vendite, marketing e customer care in un unico flusso, fornendo ai decision maker una visione olistica e predittiva della rete.

operative immediate. MARKETING E VENDITE: PERSONALIZZAZIONE PREDITTIVA I sistemi di analisi potenziati da modelli linguistici evoluti calibrano messaggi, offerte e contenuti su base comportamentale in tempo reale. È la sintesi tra la scienza di John Caples, la precisione di David Ogilvy e la logica a risposta diretta di Dan Kennedy: headline, storytelling e call to action non più basate solo su intuito, ma su dati in tempo reale. CUSTOMER EXPERIENCE: COERENZA SU SCALA Le soluzioni conversazionali di nuova generazione parlano oltre 100 lingue, si adattano al tono del cliente e garantiscono coerenza e qualità in ogni punto vendita. Non si limitano a rispondere: raccolgono insight, misurano soddisfazione, migliorano l’esperienza d’acquisto. OPERATIONS E SUPPLY CHAIN: 47


Trade Marketing DALIA: L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE COME INFRASTRUTTURA AZIENDALE Un caso concreto di questa evoluzione è Dalia Technologies, realtà italiana che ha sviluppato una suite modulare di intelligenze artificiali conversazionali per PMI e multinazionali. La piattaforma Dalia unisce automazione, analisi e relazione in un unico ecosistema che opera su tre livelli: customer experience,

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company experience e decision support. I moduli più avanzati includono: ChatPro – assistente multicanale per customer care e vendite, capace di dialogare in oltre 100 lingue LeadMatch – qualificazione istantanea dei lead commerciali, trasforma ogni contatto in opportunità reale Dalia Brain – knowledge management e formazione, centralizza il sapere aziendale e lo trasforma in

contenuto interattivo Nei network in franchising questi strumenti generano un vantaggio competitivo tangibile: riduzione dei tempi di risposta, coerenza del brand tra punti vendita, potenziamento dei team locali e gestione integrata del dato. L’AI diventa tessuto connettivo tra persone, processi e performance. VERSO UN NUOVO MODELLO DI LEADERSHIP


Trade Marketing

La domanda non è più se adottare l’intelligenza artificiale, ma come integrarla nella cultura d’impresa. L’AI non sostituisce il management, ne ridefinisce il ruolo: dal controllo operativo alla regia strategica. Il manager del futuro non “usa” la tecnologia, la interpreta e la orchestra per generare valore collettivo. Nel franchising questa evoluzione è ancora più evidente: la rete intelligente è un organismo vivente,

in cui ogni nodo – sede centrale, affiliato, fornitore, cliente – dialoga con gli altri in modo continuo, trasparente e misurabile. L’Intelligenza Artificiale non è più una funzione IT, ma un partner cognitivo dell’impresa: amplifica le competenze umane, migliora la qualità delle decisioni, sostiene una crescita sostenibile.

to a “Intelligenza Artificiale e Franchising Management” sarà fornire ai partecipanti strumenti concreti per comprendere, valutare e implementare tecnologie intelligenti nei diversi ambiti della rete, trasformando la teoria in competenza operativa. Perché ogni rivoluzione non premia chi osserva, ma chi agisce con visione.

L’obiettivo del modulo Luiss dedica-

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New Media

Quando le riflessioni vanno ben oltre il prodotto, oltre i preconcetti e gli stereotipi

L A DI F F E R E N Z A C H E DIVENTA VALORE IN UN BRAND E’ così attuale la campagna del 1986, in cui un ragazzo palestinese e uno israeliano si abbracciano reggendo tra le mani un mappamondo Stefania Giuseppetti

In ogni momento della nostra vita ci troviamo nella condizione di dover fare delle scelte, dalle più banali e inconsapevoli alle più importanti, che influenzano il nostro benessere fisico e mentale e, soprattutto, che determinano il corso della nostra esistenza. La necessità di schierarsi in ogni piccola situazione riguarda anche i brand. Con le loro convinzioni e con il loro impegno etico-sociale, non fanno altro che arricchire i loro prodotti o servizi di significati simbolici, di promesse e di valori socialmente condivisibili, li distinguono dagli altri e li rendono “unici”. Sempre più spesso i consumatori preferiscono marche che corrispondono al concetto ideale di sé. E allora le aziende cercano di rendere

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la propria strategia il più possibile in linea con la nuova identità valoriale ricercata dai clienti o potenziali tali. Ci sono brand che non si limitano a pubblicizzare prodotti o servizi, ma si presentano come interlocutori sinceri, in grado di creare un legame emotivo e condividere

valori e convinzioni. Ci sono brand che hanno fatto dell’impegno etico e sociale il loro elemento distintivo. Tra i precursori c’è Benetton, con le campagne a firma del celebre fotografo Oliviero Toscani. Al di là degli obbiettivi di mercato, le immagini hanno affrontato proble-


New Media

matiche sociali mai toccate prima dal mondo della pubblicità commerciale. Attraverso un linguaggio scioccante e spietato, hanno fatto riflettere su temi spesso scottanti e difficili come il razzismo, l’ecologia, il sesso o l’Aids. Hanno puntato al sovvertimento degli stereotipi attraverso una nuova interpretazione della “differenza”.

QUELLA “DIFFERENZA” CHE DIVENTA VALORE E’ così attuale la campagna del 1986, in cui un ragazzo palestinese e uno israeliano si abbracciano reggendo tra le mani un mappamondo. Le riflessioni vanno ben oltre il prodotto, oltre i preconcetti e gli stereotipi. Se nel passato il diverso, proprio perché sconosciuto,

era qualcosa che faceva paura e quindi da evitare, oggi è qualcosa da esaltare, è sinonimo di apertura mentale, di integrazione, di conoscenza e di progresso. La grande opportunità della comunicazione sociale, oltre a informare, educare e sensibilizzare il pubblico nel suo interesse, è quella di agire su atteggiamenti e pratiche che chiamano in causa valori ben più profondi rispetto a quelli che riguardano l’ambito dei consumi. Un obiettivo ambizioso, perché, mentre i benefici risultanti dall’acquisto di beni di consumo sono destinati al singolo consumatore, i benefici dell’adozione di un “prodotto sociale” sono da condividere con tutta la società. Nel 1979 Rothschild - pioniere del marketing “sociale”

che definisce con l’espressione “non business” - si chiese “perché fosse così difficile vendere la fratellanza come il sapone” [“Marketing Communications in Non Business Situations or Why it’s So Hard To Sell Brotherhood Like Soap”, in “Journal of Marketing”, n. 43].

LO SCOPO DELLA COMUNICAZIONE SOCIALE La comunicazione sociale si propone di affrontare questioni di interesse generale, di influenzare i comportamenti degli individui, modificando opinioni, criteri di giudizio o comportamenti per apportare benessere alla collettività. Una responsabilità che l’impresa, se pure orientata al profitto, si assume nei confronti dell’ambito in cui opera, 51


New Media

IN EVIDENZA • La grande opportunità della comunicazione sociale, oltre a informare, educare e sensibilizzare il pubblico nel suo interesse, è quella di agire su atteggiamenti e pratiche che chiamano in causa valori ben più profondi rispetto a quelli che riguardano l’ambito dei consumi • La comunicazione sociale si propone di affrontare questioni di interesse generale, di influenzare i comportamenti degli individui, modificando opinioni, criteri di giudizio o comportamenti per apportare benessere alla collettività • Lo scopo principale della comunicazione sociale è sollecitare l’opinione pubblica ad esprimere una valutazione, ad attivare pratiche adeguate e ad assumere atteggiamenti e comportamenti collaborativi

legando il proprio nome a nuove logiche di sviluppo che si riflettono sulla società. Un comportamento e un impegno puramente volontario che va oltre gli obblighi e gli adempimenti legislativi che l’impresa stessa è tenuta a rispettare. Lo scopo principale della comunicazione sociale è sollecitare l’opinione pubblica ad esprimere una valutazione, ad attivare pratiche adeguate e ad assumere atteggiamenti e comportamenti collaborativi.

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Franchising World

La nuova energia che sta ridisegnando il futuro del retail e del franchising

DALLO STUDIO ALLA REALTÀ: QUANDO L’AI INIZIA A PRODURRE VALORE Non si limita più a supportare i processi aziendali, ma li reinventa, trasformando dati, parole e immagini in decisioni, strategie e contenuti che cambiano il modo in cui le imprese vendono, comunicano e crescono. Gianni Bientinesi CEO di Business Intelligence Group, esperto in Studi e Ricerche di Mercato a livello internazionale

C’è un vento nuovo che soffia nel mondo del retail. Non arriva dai mercati emergenti né dalle mode passeggere del marketing, ma da un motore invisibile, silenzioso e potentissimo: la Generative Artificial Intelligence. Un’energia che non si limita più a supportare i processi aziendali, ma li reinventa, trasformando dati, parole e immagini in decisioni, strategie e contenuti che cambiano il modo in cui le imprese vendono, comunicano e crescono. 56

L’Intelligenza Artificiale come motore per produrre valore Nel 2025, un gruppo di ricercatori – Lu Fang, Zhe Yuan, Kaifu Zhang, Dante Donati e Miklos Sarvary – ha pubblicato uno studio destinato a diventare una pietra miliare: “Generative AI and Firm Productivity: Field Experiments in Online Retail.” In esso, la Generative AI è stata misurata non come concetto astratto, ma come leva economica reale. L’esperimento, condotto su milioni

di utenti e prodotti tra il 2023 e il 2024, ha mostrato risultati sorprendenti: l’introduzione della GenAI in un grande retailer online ha generato un +16,3% di incremento medio delle vendite. L’impatto è stato particolarmente forte per i venditori di piccole dimensioni e per i consumatori meno esperti, a dimostrazione del ruolo della tecnologia come livellatore competitivo.

Il valore umano dietro la mac-


Franchising World

china Molti si chiedono se questa rivoluzione renderà il retail meno umano. La risposta è esattamente l’opposto: la GenAI restituisce tempo e lucidità alle persone. Mentre gli algoritmi generano descrizioni prodotto, immagini o previsioni di vendita, l’imprenditore può tornare a concentrarsi su ciò che conta davvero: pensare, scegliere, costruire relazioni.

La tecnologia non sostituisce l’intuizione umana, la amplifica. Secondo un recente rapporto dell’OECD (2025), la GenAI non solo automatizza compiti, ma espande le capacità cognitive dei lavoratori, aumentando produttività e creatività. Allo stesso modo, un’analisi della McKinsey & Company stima che l’IA generativa potrà contribuire fino

a 0,6 punti percentuali di crescita annua della produttività globale entro il 2040.

Un’opportunità unica per il franchising Nel mondo del franchising, dove la forza del brand si fonda su coerenza e replicabilità, la Generative AI è una risorsa strategica senza precedenti. Immaginiamo un sistema in grado

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Franchising World di: adattare automaticamente la comunicazione alle specificità locali; generare materiali marketing coerenti con la voce del marchio; supportare la formazione dei franchisee in modo personalizzato; monitorare vendite e performance, suggerendo azioni correttive in tempo reale. È ciò che emerge anche dagli indicatori di settore: secondo il “State of AI in Retail and CPG Report” della NVIDIA (2024), oltre il 68% dei retailer intervistati già utilizza o prevede di utilizzare la GenAI per la creazione di contenuti e marketing; più dell’80% la considera essenziale per migliorare la customer experience.

Fiducia, paure e accoglienza della tecnologia: l’indagine BIG All’interno di questo contesto di trasformazione tecnologica, è cruciale comprendere anche il sentimento delle persone verso l’innovazione.

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Nella nostra indagine “Tecnologia amica delle persone” (Business Intelligence Group, 2025) abbiamo fotografato le attitudini degli italiani verso la tecnologia. I risultati chiave: un italiano su quattro dichiara di non fidarsi affatto delle nuove tecnologie; oltre il 44% teme abusi sui dati personali; il 62,8% degli italiani crede che la tecnologia possa rendere la società più equa e inclusiva. L’ottimismo è più alto tra i giovani (74,1%) e i laureati (70%), con picchi nel Sud Italia (72%). Questi dati confermano che l’adozione della GenAI richiede non solo infrastrutture e strumenti, ma anche fiducia, senso di utilità e trasparenza.

Dalla sperimentazione alla strategia Il messaggio che arriva dallo studio di Fang e colleghi è chiaro: i vantaggi della GenAI emergono

quando l’adozione è metodica, sperimentata e misurabile. Per un franchisor significa integrare la GenAI nei processi quotidiani: analisi predittive, insight automatici, pricing adattivo e comunicazione dinamica.

Governance, fiducia e responsabilità Ogni rivoluzione porta con sé nuovi rischi. Nel caso della GenAI, il rischio maggiore è la perdita di fiducia: quella dei consumatori e quella interna. Lo studio “Ethical AI in Retail: Consumer Privacy and Fairness” (Adanyin, 2024) evidenzia che le persone accettano l’uso dell’intelligenza artificiale solo se percepiscono trasparenza, controllo e coerenza. La governance dei dati diventa così la nuova frontiera della leadership.

Oltre la trasformazione: la rinascita del retail


Franchising World

La Generative AI non è una semplice evoluzione tecnologica. È una nuova era industriale, la prima in cui il valore nasce dalla collaborazione tra uomo e algoritmo. Nel franchising, dove la replicabi-

lità è il cuore del modello, questa collaborazione si traduce in scalabilità intelligente: meno copie, più identità. Il futuro del retail sarà scritto da chi saprà addomesticare la tecnologia,

usarla per costruire esperienze migliori, brand più umani e modelli di business più solidi.

Riferimenti per approfondire

Fang, L., Yuan, Z., Zhang, K., Donati, D., Sarvary, M. (2025). Generative AI and Firm Productivity: Field Experiments in Online Retail. arXiv:2510.12049 OECD (2025). The Effects of Generative AI on Productivity, Innovation and Entrepreneurship. McKinsey & Company (2024). The Economic Potential of Generative AI: The Next Productivity Frontier. Adanyin, A. (2024). Ethical AI in Retail: Consumer Privacy and Fairness. arXiv:2410.15369 NVIDIA (2024). State of AI in Retail and CPG Report. Business Intelligence Group (2025). Tecnologia amica delle persone: Fiducia e paure degli italiani verso la tecnologia.

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I NOSTRI PARTNER

PARTNER COMMERCIALI pag 62 Consulenza Direzionale e Comunicazione finanziaria

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I Nostri Partner

La quotazione in Borsa, rappresenta una leva strategica per le società in rete e i franchisor

NON SOLO INNOVAZIONE E DIGITALIZZAZIONE MA ANCHE PROGETTUALITÀ FINANZIARIA Lo dichiara Anna Lambiase, Fondatore e CEO di IRTop Consulting e Presidente Osservatorio ECM Euronext Growth Milan In un’economia sempre più interconnessa, la crescita delle imprese non dipende soltanto da innovazione e digitalizzazione, ma anche da una solida progettualità finanziaria, capace di attrarre capitali a sostegno dello sviluppo aziendale. Accanto al tradizionale canale bancario, oggi sono disponibili strumenti di finanza alternativa più efficaci e flessibili, che – se ben strutturati e personalizzati – possono fare davvero la differenza. Tra questi, la quotazione in Borsa, in particolare su mercati semplificati come Euronext Growth Milan (EGM) pensati per le PMI, rappresenta una leva strategica per le società in rete e i franchisor. Essa consente di consolidare la struttura aziendale, attrarre nuo62

vi capitali e rafforzare la collaborazione tra imprese, favorendo così una crescita sostenibile e condivisa. “Quotarsi in Borsa non è per tutti – spiega Anna Lambiase, CEO di IRTOP Consulting, boutique finanziaria leader in Italia nell’IPO Advisory per le PMI . Per le società in rete e per i franchisor non si tratta solo di un’operazione finanziaria, ma di un passaggio strategico che rafforza la governance, la reputazione e la capacità di accedere a capitali per sostenere investimenti, digitalizzazione e internazionalizzazione. La decisione di quotarsi dipende da diversi fattori, legati alla strategia aziendale, ai risultati economici, alle condizioni di mercato e al giusto timing”.

La quotazione, infatti, può generare un effetto moltiplicatore: la crescita della società capofila o del franchisor si riflette positivamente sui partner, creando nuove opportunità e rafforzando l’intera filiera. “Un punto chiave – sottolinea Anna Lambiase – è che per l’imprenditore è fondamentale essere affiancato da un advisor specializzato nel mercato azionario, in grado di guidarlo attraverso le diverse fasi del percorso di quotazione: dalla strutturazione dell’offerta alla valutazione dell’equity pre-money, fino alla definizione della strategia di comunicazione verso gli investitori. L’advisor supporta inoltre l’imprenditore nella costruzione di una Equity Story distintiva, capace di valorizzare il know-how,


I Nostri Partner

la storia e le prospettive aziendali, il posizionamento competitivo – sia nazionale che internazionale – e le opportunità di creazione di valore per gli azionisti.” Tra i principali vantaggi, la quotazione in Borsa consente alle aziende di raccogliere capitali per accelerare la crescita, diversificare le fonti di finanziamento e rafforzare i rapporti bancari già in essere, spesso ottenendo condizioni più favorevoli. Un ulteriore beneficio, particolarmente rilevante per le PMI, è la possibilità di sviluppare strategie di M&A anche su scala internazionale oltre a favorire il passaggio generazionale. Essere quotati significa inoltre incrementare visibilità e credibilità, migliorando la reputazione presso clienti, fornitori, partner e investitori. “Le nostre storie di successo di IPO – continua Lambiase – spaziano dal settore del lusso all’energia, dal pharma al food fino alla tecnologia e AI, dimostrando come la quotazione permetta di costruire un patrimonio tangibile, mantenendo al contempo la governance nelle mani dell’imprenditore.”

Uno dei timori più comuni tra gli imprenditori riguarda la possibile perdita di controllo sull’azienda. In realtà, il flottante medio delle società quotate si aggira intorno al 30%, mentre il 70% del capitale resta solitamente nelle mani dell’imprenditore, che continua a gestire

l’impresa in piena autonomia. “Tuttavia, la quotazione rappresenta un percorso complesso e tecnico: non è sufficiente presentare solidi risultati economico-finanziari, ma è necessario prepararsi al confronto con il mercato, con

Anna Lambiase

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I Nostri Partner

particolare attenzione alle aree di pianificazione e controllo, governance, disclosure e trasparenza. Si tratta di una scelta che richiede spesso un cambiamento culturale e organizzativo profondo, e che necessita del supporto di professionisti con un track record consolidato nel settore”. AGEVOLAZIONI FISCALI IPO Il contesto italiano prevede strumenti pubblici di sostegno, come il Fondo Nazionale Strategico, che facilita l’accesso al mercato dei capitali, e il credito d’imposta sulle IPO, che copre fino al 50% dei costi di consulenza sostenuti per 64

la quotazione, fino a un massimo di 500.000 euro. Questi incentivi riducono significativamente le barriere economiche all’ingresso e incoraggiano le PMI a intraprendere il percorso di quotazione, rendendo la finanza un motore concreto di crescita e sviluppo. In aggiunta, Regione Lombardia e Regione Liguria hanno introdotto ulteriori agevolazioni dedicate alle PMI con sede legale e operativa nei rispettivi territori, rafforzando ulteriormente l’attrattività del mercato dei capitali per le imprese locali. FRANCHISING E QUOTAZIONE Nel mondo del franchising, la quo-

tazione in Borsa può rappresentare un vero e proprio acceleratore di crescita. Essa consente di espandere la rete e finanziare lo sviluppo di nuovi format commerciali, sostenendo al contempo campagne di marketing nazionali e internazionali e l’implementazione di piattaforme digitali condivise. La maggiore solidità finanziaria e la trasparenza derivanti dallo status di società quotata contribuiscono a rafforzare la fiducia degli affiliati, consolidando così la rete. Inoltre, l’adozione degli standard di governance e reporting richiesti dal mercato borsistico favorisce una gestione più efficiente e un


I Nostri Partner supporto di maggiore qualità ai franchisee. Alcune società quotate scelgono anche di coinvolgere gli affiliati nel capitale attraverso piani di stock option, promuovendo così un forte senso di appartenenza e un allineamento degli interessi tra franchisor e rete.

Ricavi tipici annui

EBITDA Margin

PFN/EBITDA

Settori

Regolamentazione

≥ 10 milioni €

> 10%

< 3 volte

Tech, Wealth, Industrial, Luxury, Entertainment, Energy, Security

Semplificata rispetto al mercato principale

BOX SU EGM

• Capitalizzazione di mercato: 10.5 Miliardi Euro • Dal 2009 ad oggi ha accolto 341 società • Raccolti in IPO 6,2 miliardi di euro • Nel 2025 16 IPO per una raccolta (comprensiva di greenshoe ove esercitata) di 86,1 milioni di euro.

SOCIETA’ IN FRANCHISING QUOTATE Negli ultimi anni, diversi casi italiani e europei dimostrano come la quotazione possa sostenere modelli “a rete”: Sphera Franchise Group quotata alla Borsa di Bucarest Gabetti Group S.p.A., quotata a Milano RE/MAX Holdings, Inc. quotata al NASDAQ Planet Fitness, Inc. Quotata al New York Stock Exchange (NYSE) Patterns, quotata a Milano BASICNET, quotata a Milano GIGLIO GROUP, quotata a Milano

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Guide Strategiche e Mercati

Dalla comprensione del modello scelto fino all’analisi del mercato locale

BUSINESS PLAN: DOCUMENTO INDISPENSABILE NEL FRANCHISING È il momento in cui l’imprenditore traduce la sua ambizione in numeri, processi e strategie. Un business plan ben fatto non garantisce il successo, ma lo rende possibile Pierpaolo Coli Nel mondo del franchising, il Business Plan è molto più di un documento tecnico: è la sintesi strategica di un progetto imprenditoriale. Per chi desidera aprire un punto vendita in affiliazione, redigerlo con cura è il primo passo per dimostrare la fattibilità economica, ottenere finanziamenti e dialogare con il franchisor in modo consapevole. 66

PRIMO ELEMENTO: COMPRENSIONE DEL MODELLO DI FRANCHISING La costruzione del Business Plan parte dalla comprensione del modello di franchising scelto. Ogni rete ha regole, costi e modalità di supporto differenti. L’imprenditore deve analizzare attentamente il contratto proposto, valutando fee d’ingres-

so, royalty, eventuali clausole di esclusiva territoriale e obblighi di fornitura. Questi elementi incidono direttamente sulla struttura dei costi e sulla redditività del punto vendita.

SECONDO ELEMENTO: ANALISI DEL MERCATO LOCALE Un altro aspetto cruciale è l’analisi


Guide Strategiche e Mercati del mercato locale. Il Business Plan deve dimostrare che il prodotto o servizio offerto ha un pubblico potenziale nella zona prescelta. Studiare il target di clientela, le abitudini di consumo, il potere d’acquisto e la presenza di concorrenti è fondamentale. La scelta della giusta location resta determinante, e può segnare il successo o il fallimento dell’iniziativa: visibilità, accessibilità e costi vanno valutati con attenzione. Il franchisor gioca un ruolo chiave in questa fase: deve fornire il proprio supporto all’affiliato tramite i propri strumenti di analisi che, incrociati con la conoscenza del mercato locale, possono portare a una scelta vincente.

TERZO ELEMENTO: LA PARTE OPERATIVA La parte operativa descrive come sarà organizzato il punto vendita: metratura, distribuzione degli spazi, numero di dipendenti, turni di lavoro e processi gestionali. Sebbene il franchisor fornisca linee guida standard, queste vanno “calate” sulle specificità del territorio e del caso particolare, mantenendo efficienza e coerenza con il brand.

QUARTO ELEMENTO: IL PIANO ECONOMICO FINANZIARIO Il cuore del business plan è il piano economico-finanziario. Si parte dagli investimenti iniziali (i costi di avviamento composti da fee, attrezzature, arredi, o Capex) e si prosegue con i costi fissi e variabili (materia prima, personale, affitto, marketing, royalty). Le previsioni

di fatturato devono basarsi su benchmark forniti dal franchisor e sull’analisi locale. È fondamentale calcolare il punto di break-even e monitorare i flussi di cassa. Un business plan professionale include almeno tre scenari: ottimistico, realistico e prudente.

L’IMPORTANZA DEL MARKETING Anche il marketing locale gioca un ruolo decisivo. Sebbene il franchisor gestisca campagne nazionali, l’affiliato deve attivarsi in autonomia sul territorio. Il piano di marketing deve prevedere strategie di lancio, promozioni, eventi e una presenza

efficace sui social. Il budget dedicato va proporzionato agli obiettivi e monitorato nel tempo. In questo caso il ruolo del franchisor è di consulenza e di condivisione delle best practice che hanno funzionato nel passato, e può guidare l’affiliato nell’allocazione corretta delle risorse. In conclusione, costruire un business plan per un punto vendita in franchising è un esercizio di visione, metodo e pragmatismo. È il momento in cui l’imprenditore traduce la sua ambizione in numeri, processi e strategie. Un business plan ben fatto non garantisce il successo, ma lo rende possibile.

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Franchising & Partnership

Disciplina il marchio, il trasferimento di know-how, la performance e il controllo della rete

COME COSTRUIRE UN CONTRATTO DI FRANCHISING L’obiettivo è prevenire il contenzioso e rendere misurabile la governance. Da questo numero una serie di articoli che ci conducono passo per passo nell’esatta costruzione del contratto di franchising Nicola Passerini

Possiamo immaginarlo come costruire un mobile: che si tratti di un prodotto in serie o artigianale, gli attrezzi impiegati saranno sempre gli stessi — Codice Civile, L. 129/2004, Reg. UE 720/2022 — ma il risultato e la resa di quel prodotto dipenderà dal progetto. Un contratto standard può essere 68

corretto ed “a norma”, ma reggerà solo finché non incontrerà le specifiche criticità dello specifico modello di business. E qui, la differenza non la faranno più gli “attrezzi” (Legge sul Franchising) ma la progettazione che, tramite gli ulteriori approfondimenti e strumenti (analisi delle unit eco-

nomics, processi, governance e un business plan) consentiranno di costruire su misura il più adeguato Contratto franchising, scegliendone adeguatamente la tipologia, con un’adeguata consapevolezza degli errori da evitare. Uno tra tutti: aver provato a “franchisizzare” un modello di business


Franchising & Partnership

che “franchisizzabile” non è!. Il percorso parte dal contratto come leva strategica: non mera compliance, ma struttura che disciplina marchio, trasferimento di know-how, performance e controllo della rete. Un percorso che richiede il passaggio mentale dalla vendita di prodotti/ servizi alla vendita di un format. Valuteremo nei prossimi numeri le architetture di rete e quando usarle: franchising diretto, master franchising, corner/shop-in-shop. Ogni scelta implica diritti, obblighi,

flussi economici e sistemi di audit diversi: la forma segue la strategia. E poi ancora Focus sulle componenti essenziali: informative precontrattuali (L. 129/2004), presìdi Reg. 720/2022, allegati operativi, training e assistenza, KPI e reporting, supply chain e IT, profili privacy (DPA/GDPR), durata/exit, rimedi e ADR/arbitrato. L’obiettivo è prevenire il contenzioso e rendere misurabile la governance. Quali sono gli errori da evitare: disclosure ottimistica o lacuno-

sa, know-how generico, clausole post-contrattuali e non concorrenza mal tarate, penali sproporzionate, KPI non verificabili. Chiuderemo con le alternative contrattuali quando il franchising non è la via migliore: licensing, concessione/ distribuzione selettiva, agenzia, contratto di rete. Da questo numero iniziamo un cammino nella costruzione del contratto on l’obiettivo di fornire un kit progettuale per scegliere la tipologia giusta ed elaborare il contratto su misura del modello di business.

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Trend e Mercati

La fedeltà o preferenza ad uno specifico brand, prodotto o servizio

IL POTERE DELLA LOYALTY Per strutturare una strategia di loyalty non sono sufficienti singole azioni mordi e fuggi ma è necessario creare un ecosistema con una piattaforma ed una sequenza di azioni mirate. Cosa sono la Loyalty ed il Customer Engagement Edoardo Moretti “Stupire il cliente in ogni singolo punto di contatto”. E’ questa una delle definizioni di Loyalty che un grande Formatore Italiano, Pasquale Acampora di Blackship, ha coniato e portato ai suoi grandi eventi.

Marlon Brando nel film capolavoro il Padrino. La loyalty non sono I 100 metri ma parte dal mezzofondo e sconfina nella Maratona.

A livello di definizione formale e dotta la Loyalty si può considerare “la fedelta’ o preferenza ad uno specifico brand o prodotto o servizio che si traduce in un acquisto ripetuto nel tempo”.

Perchè? Perchè la Loyalty non è la Customer Acquisition che può essere finanziata con Costi di Acquisizione per singolo cliente (il Famoso CPAM, Cost per Acquired Member) uniti ad “un’offerta che non si può rifiutare”, come diceva

Bisogna creare un intero ecosistema che sia coerente con il Brand dell’azienda proponente ma che sia anche disegnato su misura per non avere momenti di caduta nella relazione con il cliente ma creare un effetto Wow prolungato nel tempo.

Si può tradurre in un acquisto ripetuto nel tempo oppure in un trust emotivo verso un Brand che porta a non cercare prodotti o offerte della concorrenza ed ad essere piu’ impermeabili ad offerte anche molto vantaggiose di altri brand

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Trend e Mercati

competitors. La Loyalty è passare da una logica transazionale , io compro e tu vendi, ad una logica relazionale presupposto indispensabile per l’upselling, cioè vendere di più o a prezzi più alti, o per il cross selling, riuscire a vendere altri prodotti che non sono quelli dell’offerta principale che ha fatto incontrare venditore ed acquirente la prima volta. Si può essere fedeli verso un brand

o verso un punto vendita presso il quale si ha piacere di tornare a compiere acquisti, cosiddetto Store Loyalty, e questa fedeltà è sicuramente la risultante di un ecosistema di elementi valoriali e touchpoints fisici e digitali che ci fanno sentire a nostro agio. Un Customer Service non amichevole, doversi re-loggare più volte, sono elementi di disturbo che non creano Loyalty ma allontanano dall’obiettivo. “The

Devil stays in the detail”, dicono gli americani. Quindi per strutturare una strategia di loyalty non sono sufficienti singole azioni mordi e fuggi ma è necessario creare un ecosistema con una piattaforma ed una sequenza di azioni mirate. Esse iniziano con l’effetto wow quando il cliente acquista una

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Trend e Mercati prima volta: può trattarsi di azioni di welcoming come un gift o una telefonata o una mail che fanno sentire il brand e l’azienda vicino al nuovo cliente e permettono di trasmettere i valori di base del Brand e la relazione che lo stesso vuole intrattenere con il nuovo cliente. Successivamente bisogna creare l’engagement con il cliente e cioè incentivare, in maniera non invasiva e non troppo pushing, a ripetere l’esperienza d’acquisto ed a fornire I propri dati personali per ricevere comunicazioni periodiche. Anche tali comunicazioni non devono mai essere fuori dalle righe, mai troppo aggressive, mai sembrare impositive, sempre in regola con I consensi ai fini Privacy rilasciati dal cliente in fase di adesione. Si dice che un cliente non e’ mai un tuo cliente finche’ non ha acquistato

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più di una volta.

ALCUNE TIPOLOGIE DI PROGRAMMI DI LOYALTY I programmi di Loyalty nascono con l’identificazione del titolare e l’attribuzione di un codice univoco e di password per l’accesso ad un back office dedicato. Dagli albori con gli sconti ottenuti mediante “Show your Card” diretto I programmi si sono evoluti fino ai programmi di accumulo punti e redenzione premi all’interno di un catalogo di premi sia fisici che rappresentati da giftcards. Sono poi nati I coalition loyalties in cui diversi brand si aggregavano per fornire un ventaglio di vantaggi presso un numero crescente di punti di accettazione. La crescita dell’online shopping e del digitale ha poi portato alla

nascita dei programmi online o di quelli ibridi offline ed online. Dal momento che, nei momenti di stagnazione economica o di non crescita, le priorita’ di acquisto della massa di consumatori si sono orientate verso la redenzione di punti attraverso la conversione in giftcards dei grandi Retailers presenti a catalogo, grande spazio hanno trovato negli ultimi 25 anni I programmi di Loyalty cosiddetti in Cashback. In questi programmi si ottengono ritorni di denaro acquistando presso grandi Retailers tramite giftcards emesse dagli stessi e contrattualizzate dal proponente, presso piccole e medie aziende secondo diverse modalita’ di riconoscimento del codice univoco del cliente, presso siti di ecommerce in cui la provenienza dell’acquirente


Trend e Mercati

viene tracciata tramite cookies per attribuire I vantaggi del cashback stesso.

NUOVI TRENDS NEL MONDO DELLA LOYALTY Il mondo della Loyalty e’ uno specchio di quanto accade nel mercato, dell’evoluzione delle dinamiche di business che osserviamo Per questo motivo i nuovi trends sono sicuramente • l’Omnicanalità, quindi l’ibridazione dei punti di contatto con il cliente tra l’online e l’offline; • la Sostenibilità, per andare a

premiare comportamenti virtuosi, ecologici, a supporto dei più deboli; • l’Intelligenza artificiale come strumento che facilita le scelte dell’iscritto ed il customer care a suo supporto; • l’ibridazione con il settore dei pagamenti in quanto molti di questi programmi poi emettono un proprio strumento di pagamento per facilitare l’esperienza di utilizzo ed acquisto all’iscritto. In definitiva creare una strategia ed un programma di loyalty e’ un investimento con un ROI positivo che permette di fidelizzare il cliente,

di acquisire nuovi clienti tramite il member get member spesso abbinato ai programmi di fidelizzazione, di fornire servizi sempre nuovi ai propri clienti, di rafforzare il brand, di essere data driven tracciando i comportamenti. Il tutto si traduce in un maggiore valore erogato al cliente ed in un rafforzamento dell’azienda in termine di valore percepito e di valorizzazione dei multipli dell’azienda stessa.

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Finanza Agevolata

Le imprese che crescono non sono più solo quelle che investono in macchinari o marketing, ma quelle che investono nelle persone

IL FUTURO SI COSTRUISCE OGGI Formazione continua e Voucher regionali: la chiave per rendere le imprese lombarde più competitive e sostenibili Gabriele Ruggiero Direttore Tecnico del Centro Studi Area 12

Sandro Perini Strategy Area 12 Consulting

Competenze: il nuovo capitale del futuro In un mondo in cui la tecnologia cambia più velocemente dei manuali, chi si ferma è perduto. Le imprese che crescono non sono più solo quelle che investono in macchinari o marketing, ma quelle che investono nelle persone. Regione Lombardia lo sa bene e, da anni, mette al centro della propria strategia economica il capitale umano. Con la terza edizione del Bando Formazione Continua FSE Plus 2021-27, le aziende e i professionisti possono accedere a voucher formativi che rimborsano fino al 100% del valore del corso, 74

trasformando la formazione da costo a investimento produttivo.

Una strategia di lungo periodo: 17 milioni di euro per le competenze lombarde Regione Lombardia ha destinato 17 milioni di euro alla misura, inserita nel programma FSE+ 2021-2027, con un obiettivo preciso: sostenere l’occupazione e allineare le competenze alle nuove sfide del mercato. Questa continuità di investimento non è episodica, ma parte di una visione: fare della formazione lo strumento strutturale di competitività per l’intero tessuto economico lombardo.

Le cifre del Bando • 17 milioni di euro complessivi disponibili • Voucher fino a 50.000 € per azienda all’anno • Voucher fino a 2.000 € per libero professionista • Rimborso fino al 100% della formazione

Formarsi senza costi: il vantaggio reale Il vero punto di forza del bando è semplice e rivoluzionario: aziende e professionisti vengono rimborsati fino al 100%. Così la formazione diventa accessibile, strategica e sostenibile. I percorsi finanziabili


Finanza Agevolata

coprono le aree più richieste del momento: - Transizione Digitale - Intelligenza Artificiale - Cyber Security - Sostenibilità e Green Economy - Internazionalizzazione e Export Management - Benessere Organizzativo e Leadership Aziendale

Come partecipare: istruzioni semplici e chiare Nuova apertura bando Formazione Continua Terza edizione 25 settembre 2025 - dicembre 2026. Un’opportunità concreta per le imprese lombarde di aggiornare le

proprie competenze nei settori oggi più strategici: - Intelligenza Artificiale (IA) - Sicurezza informatica (Cyber Security) - Sostenibilità - Comunicazione e marketing - Soft skills e competenze trasversali La formazione ha durata di 30- 40 ore e può essere erogata in modalità sincrona di FAD (formazione a distanza) oppure in presenza. Ogni percorso può essere personalizzato in base alle esigenze spe-

cifiche dell’azienda: la calendarizzazione viene concordata insieme, con la possibilità di organizzare la formazione direttamente presso la sede aziendale. Possono accedere al bando: - Aziende di ogni dimensione con sede operativa in Lombardia - Liberi professionisti e lavoratori autonomi con domicilio fiscale in Lombardia Sono invece esclusi apprendisti, tirocinanti e lavoratori a chiamata, già coperti da altri programmi regionali.

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Finanza Agevolata

La domanda si presenta in modo digitale, scegliendo il corso all’interno del Catalogo delle Offerte di Formazione Continua

Partner d’esperienza: Ok School Academy-Impresa sociale e Centro Studi Area12 Come avviene il rimborso? Per i liberi professionisti il rimborso è integrale del 100%; per le aziende, ai massimali del voucher si applicano le percentuali di finan76

ziamento pubblico in relazione alla categoria di soggetto richiedente. Quando si parla di formazione finanziata, la differenza la fa l’esperienza. Ok School Academy-Impresa sociale, Ente accreditato in Regione Lombardia all’albo Sezione A e B, in collaborazione con Centro Studi Area12, opera con questo dispositivo sin dalle prime edizioni del 2020. In pochi anni ha formato oltre 1.000 discenti in ambiti strategici per la

crescita delle imprese lombarde. Il loro valore aggiunto è nell’accompagnamento: 1. Consulenza strategica per individuare i corsi più utili e allineati alle esigenze aziendali. 2. Formazione personalizzata, validata da Regione Lombardia, riconosciuta dal Ministero, Fondo Sociale Europeo (FSE), Regione Lombardia e pienamente spendibile nel proprio CV.


Finanza Agevolata Il partner qualificato semplifica ogni passaggio: dalla domanda alla rendicontazione. “Grazie al voucher regionale, abbiamo potuto formare l’intero reparto commerciale su strumenti digitali e tecniche di vendita internazionali, senza costi aggiuntivi. Un investimento che ha portato risultati immediati.” — Azienda partecipante al Bando Formazione Continua 2023

Formarsi per crescere: la scelta che fa la differenza La formazione non è più un optional, ma la condizione per essere e restare competitivi. Ogni ora dedicata all’aggiornamento professionale diventa un investimento sul futuro, sull’efficienza e sulla fidelizzazione dei propri collaboratori. Regione Lombardia offre oggi l’occasione concreta di crescere senza costi: il momento giusto per agire è adesso!

Per approfondire Per informazioni o progettare il proprio percorso formativo: formazionecontinua@area12consulting.it Scopri i corsi già a catalogo su https://formazioneokschool.it Sede operativa: Via Arturo Reggio, 12 25136 Brescia (BS)

Fonte: OK School Academy – Regione Lombardia, Formazione Continua FSE+ 2021-2027

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New Concept

ESPERIENZE E PRODOTTO MESSE INSIEME PER UN ABBIGL IA M ENTO SOSTENIBILE Il caso Blue Banana a Barcellona in Spagna è un esempio di brand cool e carbon-negative, nato online e ora phygital, che grazie al recente flagship-hub coinvolge i fan nelle passioni del proprio DNA Fabrizio Valente Fondatore e Amministratore di Kiki Lab – Gruppo Promotica

Blue Banana è un brand di streetwear e outdoor lanciato online nel 2016 da due amici spagnoli. Fin dall’inizio l’impresa si è connotata in modo sostenibile, riuscendo ad arrivare a un saldo negativo di CO2, grazie a numerose scelte a basso impatto, come l’uso del cotone organico e del poliestere riciclato. Dal 2020 ha integrato all’ecommerce anche i negozi, che oggi sono oltre 40, includendo i corner di El Corte 78

Inglès. La rete si è sviluppata, oltre che in Spagna, in Portogallo e Messico. Nel 2024 l’azienda ha aperto a Barcellona un innovativo flagship esperienziale, dove la maggior parte dello spazio non è dedicata ai prodotti - comunque esposti in modo accattivante con un visual merchandising che ne valorizza lo stile e i colori - ma alle esperienze che, rispecchiando il DNA del brand, sono dedicate all’outdoor,


New Concept

con una parete per arrampicate, e al mondo street, con uno skatepark, aperto in partnership con Redbull. In questo modo il flagship si trasforma in un vero e proprio hub e uno spazio di incontro per gli appassionati di street e outdoor. L’area esperienziale è anche decorata con una parete piena di fotografie spettacolari, che mostrano escursioni e scalate estreme, e comprende una sala dedicata agli eventi, con un programma di incontri con atleti e ambassador del brand. Interessante il programma fedeltà con i punti Equis (‘X’ in spagnolo), che riprende il simbolo grafico del brand, una X,

che offre vantaggi immateriali come inviti esclusivi a eventi.

Chiavi dell’innovazione • Flagship – hub con più spazio per • le esperienze che per i prodotti • Brand Carbon-negative Retail is Detail • Programma loyalty con inviti esclusivi

Commento Kiki Lab

un approccio phygital per i retailer, anche per migliorare fedeltà e risultati economici. Blue Banana ha cavalcato con successo questa tendenza e con il recente flagship ha fatto un passo in più, dedicando il nuovo hub più alle esperienze che ai prodotti. In questo modo riesce a trasformarsi in uno spazio di riferimento e di incontro per il target dei fan, che sempre più diventano ambassador del brand oltre che clienti fedeli.

Le ricerche stanno confermando l’importanza delle esperienze fisiche anche per i target di consumatori più giovani e quindi di

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New Concept Caso tratto dalla ricerca Internazionale Retail Innovation Blue Banana - Barcellona, SPAGNA Un brand cool e carbon-negative, nato online e ora phygital, che grazie al recente flagship-hub coinvolge i fan nelle passioni del proprio DNA: uno skatepark per lo street e una parete da arrampicata per l’outdoor Area chiave • Feel & Link Chiave complementare • Sustain Info chiave • Flagship esperienziale lifestyle • 2024: apertura flagship • 450 mq • 200 mq esposizione prodotti • 250 mq spazi esperienziali BLUE BANANA 2016: inizio ecommerce 2020: primo negozio monomarca 2025 25 negozi monomarca in Spagna, Portogallo e Messico 18 corner in El Corte Inglès

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Tech Retail

Information and Communication Technology”: settore oltre i 44 mld, cresce del 4,5%

IN 10 PUNTI IL PROGRAMMA DIGITALE DEL PROSSIMO FUTURO 3 imprese su 10 puntano ad aumentare il budget nel 2026: dalle scuole alla revisione di appalti e transizione 5.0 Il mercato ICT italiano mantiene per il 2025 una tendenza positiva, con una crescita prevista per l’anno del 4,5%, in continuità con il 4% del 2024, per un valore complessivo di 44,3 miliardi di euro. In prospettiva, anche per il 2026 le aspettative restano positive, con un tasso che resta superiore al 4%. Benché nello scenario economico del Paese permangano incertezze ed elementi di attenzione, influenzati da un contesto internazionale non favorevole e in significativo mutamento, le tecnologie ICT appaiono ormai come un asset irrinunciabile per le aziende italiane e in tutte le classi dimensionali 3 imprese su 10 prevedono un aumento di budget per l’Ict nel 2026 (nel 2025 il dato era pari al 19%). Questi i dati di sintesi dell’Assintel Report 2025 sul digitale, arriva82

to alla sua ventesima edizione, presentato in Confcommercio a Milano. Il report è realizzato da Assintel-Confcommercio con le società di ricerca TIG, Istituto Ixè e Webidoo Insight Lab, con la sponsorship di AWS, Grenke, Intesa Sanpaolo e Webidoo. Quest’anno, Assintel ha scelto di compiere un passo ulteriore: dare vita a un documento programmatico che guarda al futuro, con l’ambizione di delineare le traiettorie di sviluppo del settore ICT in Italia, ponendo al centro il ruolo cruciale delle micro, piccole e medie imprese. Un piano programmatico di agenda digitale in 10 punti, che chiede interventi di riforma, dalla scuola agli appalti. Oggi più che mai, anche in vista della fine del sostegno del Pnrr, è necessario investire per supportare le imprese italiane del digitale, a

partire dalle Pmi - commenta la presidente Assintel, Paola Generali - Per questo, quest’anno abbiamo voluto realizzare, attraverso laboratori di co-creazione che hanno coinvolto rappresentanti di Assintel ed esponenti del mondo accademico, imprenditoriale e istituzionale, un documento in 10 punti che offra alla politica una panoramica dettagliata su cosa serve oggi al mondo Ict italiano per continuare a crescere e sostenere l’economia del Paese. Confidiamo che la politica voglia accogliere le istanze del comparto e tradurle in un vero cambiamento per il sistema Paese”. Il report. L’andamento del mercato del digitale, apparentemente positivo, nasconde in realtà dinamiche che fanno riflettere se analizzate in profondità e da punti di osservazione differenti. Infatti, secondo


Tech Retail

i dati dell’Assintel report 2025, le imprese italiane che investono maggiormente in ICT sono quelle con oltre 500 addetti: si stima che la spesa ICT delle grandi imprese si attesterà a fine 2025 a 23,7 miliardi di euro pesando per il 53,5% del totale e registrando un incremento del 5,6% rispetto al 2024. Mentre il segmento delle micro e piccole imprese anche nel 2025 registra ritmi di crescita inferiori, rispettivamente dell’1,7% e del 3,3%. Solo il 3,6% delle imprese italiane non è digitalizzata, dato decisamente in calo in soli due anni: rispetto al 2023 la quota di imprese refrattarie alla digitalizzazione si è più che dimezzato. In termini assoluti, il numero di imprese non digitalizzate passa dalle 130.000 stimate nel 2023 a circa 50.000 quest’anno. Al contrario, oltre un terzo delle imprese sta già adottando iniziative per limitare l’impatto ambientale delle tecnologie digitali impiegate. Tra i segmenti di spesa Ict delle imprese, i servizi IT sono quelli in maggiore crescita nel 2025, con un incremento dell’8,1% rispetto all’anno precedente, per un valore complessivo di 19 miliardi di euro. Anche in questo caso, la tendenza è prevista in ulteriore crescita per il 2026, arrivando in chiusura d’anno a 20,4 miliardi. Per il 2025 il mercato del cloud computing è previsto in crescita del 16,2%, la categoria relativa alla cybersecurity del 7,2%,

il segmento big data & analytics dell’8,7% e il mercato dell’intelligenza artificiale del 35,3%. Per quanto riguarda la distribuzione geografica della spesa ICT delle aziende italiane, si conferma il ruolo guida delle Regioni del Nord-Ovest, ossia della Liguria, della Lombardia, del Piemonte e della Valle d’Aosta. Per il 2025 si stima infatti un valore della spesa ICT business per queste Regioni pari a 17,4 miliardi di euro, con una crescita del 5,1% rispetto all’anno precedente. Interessante il dato del Mezzogiorno, con una quota significativamente più elevata di imprese intenzionate ad aumentare il budget ICT per il 2026. Il confronto anno su anno mostra aumenti significativi nella penetrazione di tutte le tecnologie emergenti. Se l’Internet of Things cresce solo del 4%, si evidenzia un maggiore dinamismo rispetto alla realtà aumentata (+5%) e alla robotica, che raddoppia, crescendo di oltre l’8%. Prevedibilmente è però l’Intelligenza artificiale la tecnologia che cresce maggiormente, con un livello di penetrazione che in un anno è letteralmente esploso dal 7% al 29%.

su quattro (25,2%) effettua vendite o accetta prenotazioni online, con una leggera prevalenza nel Sud e isole (28,2%) e nel Centro (27,1%), mentre il Nord-ovest (19,2%) resta indietro. Il tasso di utilizzo cresce in modo proporzionale alla maturità digitale: quasi il 40% delle PMI ad alta maturità vende online, contro

Vendite online. Secondo un nuovo capitolo dell’Assintel Report, curato da Webidoo Insight Lab e basato sui dati del Digital Test Insites condotto su 6.808 PMI italiane, solo una piccola e media impresa 83


Tech Retail appena l’11% di quelle con maturità bassa. Il dato conferma che non bastano canali digitali di business per vendere online: serve una strategia digitale integrata che unisca tecnologia, competenze e presenza strutturata sul web. Gli ostacoli. Il principale ostacolo alla digitalizzazione delle aziende italiane rimangono le risorse economiche, segnalate dal 27% del campione di imprese (lo scorso anno erano il 54%). In seconda battuta, a distanza dall’aspetto economico, si confermano la mancanza di competenze (15%) e una cultura aziendale non orientata al cambiamento (15%). Solo il 17% delle stesse imprese intervistate ritiene che il contesto territoriale, con le sue infrastrutture ed il suo tessuto di realtà più o meno orientate all’innovazione, rappresenti un ostacolo. Per quanto riguarda il tema delle competenze, il confronto biennale evidenzia un netto miglioramento: la quota di imprese che ritengono di presidiare adeguatamente sia le competenze digitali interne che la cultura innovativa cresce di oltre

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10 punti rispetto al 2023 (32,6% contro il 21,5% di due anni fa) e al contempo si riduce del 13% la quota di imprese che si sentono sguarnite su entrambi i fronti. Le 10 richieste di Assintel. Alla luce dello scenario così delineato e delle criticità evidenziate, Assintel, in quanto rappresentante del tessuto imprenditoriale ICT italiano, presenta quest’anno alla politica un documento programmatico di agenda digitale, in 10 punti. La prima proposta è quella di favorire la cooperazione tra università e imprese attraverso co-design formativo, project work, stage e casi reali di collaborazione. I percorsi di dottorato e gli ITS - sostiene Assintel - devono essere rafforzati con una maggiore presenza di docenza aziendale e procedure semplificate. Secondo punto è quello di promuovere la creazione di una rete nazionale di Life Design Center dedicati alle discipline STEM, per orientare studenti e lavoratori lungo tutto l’arco della vita formativa e professionale, con particolare

attenzione alla riqualificazione digitale. Assintel chiede inoltre un supporto continuo alle scuole e agli studenti tramite programmi di alternanza scuola-lavoro, summer camp tecnologici e sportelli territoriali dedicati all’orientamento e allo sviluppo delle competenze digitali. Assintel chiede poi di costituire comitati permanenti scuole-imprese, con la partecipazione di rappresentanti del mondo produttivo, delle istituzioni formative e delle associazioni di categoria, per monitorare l’evoluzione dei fabbisogni professionali. Di avviare un Osservatorio Permanente sulla Formazione Digitale, con funzioni di analisi, coordinamento e indirizzo delle politiche nazionali in materia di competenze tecnologiche e digitali. E di alimentare un sistema virtuoso tra Confidi, Banche e Fondo di Garanzia per: finanziare o anticipare al 100% i finanziamenti a fondo perduto per R&D destinati alle aziende che offrono prodotti e servizi digitali; finanziare progetti di digitalizzazione delle MPMI a medio termine (3 anni) e anticipare al 100% i finanziamenti a fondo


Tech Retail

perduto per la digitalizzazione. Sesto punto dell’agenda digitale di Assintel è continuare a finanziare i DIH delle associazioni di categoria che operano sul territorio nazionale e che da anni si autofinanziano per promuovere e realizzare la digitalizzazione delle MPMI che rappresentano. Assintel chiede poi di definire regole scritte e chiare per il partenariato pubblico-privato, affinché le opportunità offerte non siano carpite esclusivamente da grandi players. Di modificare il programma Transizione 5.0, suddividendo i fondi in due linee distinte: Transizione digitale 5.0 e Transizione ecologica 5.0, per garantire una maggiore efficacia e coerenza nell’impiego delle risorse; di riformare la disciplina delle gare pubbliche per favorire l’accesso delle MPMI. Devono essere premiate le aggregazioni di MPMI che partecipano alle gare CONSIP, riconoscendo il valore della collaborazione tra imprese come leva di crescita e innovazione. E infine di semplificare i bandi di finanziamento nella struttura e includere tra le voci finanziabili al 100% consulenza, formazione, compliance a norme di legge e certificazioni. Inoltre devono essere adeguati alle nuove modalità di offerta SaaS noleggio (a locazione operativa). I commenti finali: “Condividiamo pienamente le proposte dell’Agenda Digitale Assintel, molte delle quali trovano nella crescita dell’infrastruttura cloud in Italia la condizione abilitante per diventare realtà

- sottolinea Franco Spicciariello, Director Pubblic Policy EU MED AWS - Riteniamo infatti che solo attraverso l’adozione di tecnologie cloud avanzate e percorsi di formazione mirati sia possibile rendere le imprese italiane più competitive sui mercati globali, in particolare le PMI, che rappresentano il cuore del tessuto economico del Paese”. “Il nostro territorio - commenta Pierluigi Monceri, direttore regionale Milano Monza e Brianza di Intesa Sanpaolo - accoglie un ecosistema di imprese dinamico, capace di coniugare innovazione e sostenibilità. Offrire opportunità di internazionalizzazione, percorsi di apertura verso nuovi mercati e concreto supporto alla digitalizzazione rappresenta un passaggio essenziale per rafforzare l’economia reale e sostenere una crescita solida e duratura del tessuto produttivo”. “Il noleggio operativo si conferma una leva strategica per le PMI che

puntano sull’innovazione digitale - commenta Aurelio Agnusdei, country manager di Grenke Italia - Infatti, nel 2024, il 70% dei nostri contratti di noleggio ha riguardato beni, tecnologie e soluzioni IT. Un facilitatore della digital transformation che consente di accedere alle tecnologie più performanti, mantenendo competitività e sostenibilità finanziaria”. “Webidoo è perfettamente allineata all’Agenda Digitale proposta da Assintel e, per tradurre l’innovazione in reale vantaggio competitivo, ritiene fondamentale riuscire a portare alle imprese prodotti tecnologici semplici, efficaci e accessibili - sottolinea Daniel Rota, President Europe di Webidoo SpA - Particolare attenzione è rivolta alle PMI, che più di altre necessitano di accelerare in un contesto in cui l’evoluzione delle tecnologie AI è così rapida e dirompente”.

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Incipit Libri EFFETTO SINNER Consumi responsabili e nuovo made in Italy oltre lo sport Effetto Sinner non è la solita biografia del grande campione Jannik Sinner, è piuttosto un’analisi culturale, sociale ed economica dell’impatto del nostro grande campione. Il libro, infatti, attraverso un approccio scientifico ma con un linguaggio accessibile, esplora come, attraverso i suoi valori e il suo stile di vita, Sinner abbia una risonanza positiva sui consumi responsabili, sulla percezione dell’Italia e sui brand del Made in Italy, lungo lo Stivale e all’estero. Non è dunque un volume meramente sul tennis o sullo sport in genere, ma su ciò che il nostro campione rappresenta, non è uno studio sul gesto sportivo di Sinner ma sulla sua eco culturale e sociale, sul sistema di influenza positiva che genera sottotraccia. Riportando i risultati di diversi studi, gli autori mostrano come Sinner - con la sua disciplina silenziosa, il talento sobrio e la postura gentile - incarni un modello di leadership sostenibile e un sistema di valori, dove al primo posto si collocano umiltà, determinazione e sacrificio, indispensabili per realizzare un sogno e trasformarlo in un successo planetario. Un esempio riassunto attraverso il nuovo framework SMASH, introdotto dagli autori, insieme al neologismo “umisostenità”, sintesi valoriale e culturale ispirata a Sinner. Autore: Cesare Amatulli/Matteo De Angelis Editore: Luiss University Press Pagine: 116 / Prezzo: ¤ 15.00

ANCHE I RICCHI PIANGONO. La crisi del modello Milano e delle Global City Milano è la global city italiana per antonomasia, la più ricca, ma, all’ombra della Madonnina, i milanesi si scoprono poveri. O meglio, finti ricchi. Che cosa sta succedendo? In questa inchiesta, Giulio Centemero percorre in rassegna una serie di fenomeni che ne intercettano uno più silente e nascosto: la metamorfosi delle città, tra opportunità, conflitti e contraddizioni. Perché Milano non è un fatto locale, quanto invece un paradigma che consente di comprendere le dinamiche più estese e universali delle global city, davanti alle quali non ci si può permettere di sopravvivere soltanto. Il presente ci chiede di comprendere e raccogliere le sfide che arrivano dalle nuove tecnologie e dai mutamenti antropologici e sociali, rivendicando per i nostri centri urbani un ruolo di guida e di ottimismo. Prendendo in esame cinque diversi ambiti – affitti brevi, istruzione, turismo, giovani e «Cantillon effect» – Anche i ricchi piangono scava nelle dinamiche che oggi caratterizzano la vita della metropoli lombarda. La diffusione dello smart working e il neo nomadismo digitale hanno fatto crollare sicurezze e prospettive, al punto che anche la casa non è più percepita come un diritto. Per non parlare della scuola: si mandano i bambini nelle scuole private per scelta o per necessità? Che cause ha e che conseguenze innesca lo spopolamento allarmante dei centri storici? Come può Milano oggi proporre un nuovo esempio di sviluppo e comunità? Trovare risposte a queste domande – attraverso una riflessione approfondita, supportata dai dati scientifici – significa trovare un modo per trainare le nostre città verso il futuro. Autore: Giulio Centemero Editore: Baldini Castoldi Pagine: 80 / Prezzo: ¤ 16.00

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Incipit Libri AI RIGENERATIVA Un’alleata per l’uomo, la cultura e le imprese del futuro L’intelligenza artificiale è spesso raccontata come minaccia o come miracolo. Ma tra catastrofismo e utopia c’è uno spazio diverso: quello dell’AI rigenerativa. Un’intelligenza che non sostituisce, ma accompagna. Non cancella, ma valorizza. Non accelera soltanto, ma restituisce tempo, senso e possibilità. Un concetto originale nato dalla ricerca e dalla riflessione dell’autore, che in queste pagine prende vita attraverso dodici conversazioni con scienziati, imprenditori, filosofi, educatori, creativi e leader spirituali. Ogni dialogo apre uno squarcio su come l’AI possa diventare alleata dell’umano: nel lavoro, nella creatività, nella formazione, nella cura delle relazioni, nella costruzione di società più inclusive e resilienti. Ne nasce un percorso fatto di scintille: intuizioni e immagini che non danno risposte definitive, ma offrono mappe per orientarsi. Al centro non c’è la tecnologia in sé, ma le scelte che compiamo ogni giorno e che danno forma al futuro. AI Rigenerativa è un invito a guardare l’innovazione con occhi nuovi, come fuoco creativo da governare insieme, per rigenerare ciò che conta davvero: il pensiero, il tempo, le relazioni, la libertà di immaginare. «Il libro che vi trovate nelle mani è prezioso. Gionata Tedeschi è una persona sensibile da sempre al mondo della tecnologia con, peraltro, una invidiabile esperienza professionale. E a differenza del contenuto di molti libri, non ci racconta il suo punto di vista sull’AI. Con un lavoro certosino imposta e costruisce invece un percorso di ricerca e riflessione che si apre al dialogo con esperti di differenti campi per affrontare la sfida della terza età delle macchine. Autore: Gionata Tedeschi Editore: Il Sole 24 Ore Pagine: 208 / Prezzo: ¤ 16.06

MARKETING Il management di mercato nell’era digitale Un manuale completo che, giunto alla terza edizione, offre un quadro del marketing aggiornato alla complessità dei mercati contemporanei e ai grandi cambiamenti che hanno caratterizzato la disciplina. Caratteristica distintiva è l’approccio originale, basato su una sinergica combinazione tra il forte rigore teorico-concettuale, la contestualizzazione competitiva e socio-economica, le concrete prassi aziendali e gli strumenti operativi considerati nelle specifiche declinazioni settoriali, sempre più importanti. La nuova edizione è aggiornata alle tendenze più recenti della disciplina in un costante e stretto riferimento ai mega trend della digitalizzazione e della sostenibilità: in particolare l’impatto di tematiche di stretta attualità come i Big data e l’Intelligenza Artificiale sui processi di marketing permea tutta la trattazione, aprendo una finestra sul futuro. Il testo è integrato da materiali digitali come test di autovalutazione, podcast di approfondimenti e materiali di supporto per il docente. Autore: Mattiacci Alberto/Pastore Alberto Editore: Hoepli Pagine: brossura / Prezzo: ¤ 45.50

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Abstract

F&P IN THE WORLD EFFECTIVE TOOLS FOR SUCCESSFUL FRANCHISING Luiss Business School has established the Executive Program in Franchising Management. The program, aimed at professionals with work experience, promotes significant career advancement.

THE MADE IN NAPLES COFFEE FORMAT THAT’S LOVED THE WORLD Today, Caffè Napoli has 24 locations: 2 directly operated and 22 franchises. The parent company is seeking new franchisees: motivated entrepreneurs with organizational skills and operational management skills. Previous experience in the sector is not essential, but sharing the brand’s values is essential.

JOLLIBEE GROWS IN ITALY WITH MULTI-UNIT FRANCHISING It has over 1,700 restaurants and the Jollibee group: 19 brands, over 10,000 restaurants and cafés worldwide. The brand, which brings joy through food, is accelerating its global expansion and is seeking strong and reliable regional development partners to drive growth in key markets.

FROM INTUITION TO THE INTELLIGENT NETWORK How Artificial Intelligence is reshaping the franchising model. The new frontiers of AI in franchise network management: automation, personalization, data, and corporate culture.

THE POWER OF LOYALTY Loyalty or preference for a specific brand, product, or service. To structure a loyalty strategy, single, one-off actions aren’t enough; it’s necessary to create an ecosystem with a platform and a sequence of targeted actions. What are Loyalty and Customer Engagement.

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FOR THE GROWTH OF YOUR BUSINESS

19 BRAND E 10.000 RISTORANTI IN 33 PAESI

JOLLIBEE GROUP ARRIVA IN ITALIA IL GIGANTE DELLA RISTORAZIONE : CHANCE ESCLUSIVA PER PROTAGONISTI DEL SUCCESSO

10.00 CHF

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10.00 EURO

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N .05

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ANNO III

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Agenda

AGENDA AGENDA 2025 2025

NOVEMBRE 2025

4/5 novembre – MAPIC Palais des Festovals – Cannes (Francia)

6/8 novembre - FRANCHISE EXPO DEUTSCHLAND Francoforte (Germania)

12/14 novembre - SHANGHAI INTERNATIONAL FRANCHISE EXPO 2025 Shanghai (Cina)

13/14 novembre - WORLD FRANCHISE EXPO Dubai, UAE

20 novembre - FRANCHISING MEET The Hub – Via Marsala 29/H – Roma (Italia)

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BIMESTRALE BIMESTRALE -- ANNO ANNO IV III -- N.1 N.4 GENNAIO - FEBBRAIO 2025 SETTEMBRE - OTTOBRE 2025

DIRETTORE Fabio Pasquali

Adnan Ali Parwez

StefaniaGiuseppetti, Giuseppetti, Mirco Mirco Comparini, Comparini, Mattia Mattia Nicoletti, Stefania Nicoletti, FabrizioValente, Valente, Gianni PatriciaBientinesi, de Masi, Taddei Vasoli, Gianni Fabrizio Giovanni Adamo, \ Bientinesi, Giovanni Adamo, Gabriele Ruggiero, Gabriele Ruggiero, Sandro Perini, Enrico Pisani,Sandro Perini Pierpaolo Coli, Nicola Passerini, Gabriele Ruggiero, Sandro Perini, Edoardo Moretti

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