

Fondazione Mach
Notiziario tecnico del Centro Trasferimento Tecnologico della Fondazione Edmund Mach
04 NOTIZIE
20 Luglio 2026
OLIVICOLTURA
GESTIONE ESTIVA DELLA MOSCA DELL’OLIVO E POTATURA
MOSCA DELL’OLIVO
SITUAZIONE ATTUALE
Stato delle olive: alla metà di luglio le drupe, nelle zone più precoci, stanno entrando nella fase di pre-indurimento del nocciolo (in anticipo di qualche giorno rispetto al 2025). Questo significa che i frutti stanno diventando sensibili agli attacchi della mosca, mentre finisce il rischio della cascola verde stimolata dalle punture trofiche della cimice asiatica.
Andamento della popolazione della mosca dell’olivo: il volo attuale è complessivamente basso, ma tendenzialmente in aumento, generalmente con livelli inferiori allo scorso anno (grazie anche all’assenza di drupe in primavera che ha limitato la generazione primaverile). Le zone con maggiore presenza di mosca olearia segnalata dai monitoraggi FEM sono Tempesta e Torbole. Meteo delle prossime settimane: l’andamento meteorologico delle prossime settimane guiderà

l’infestazione; il caldo secco rallenterà il fitofago, mentre condizioni fresche e umide ne favoriranno l’espansione.
Cosa fare in questo momento
Considerata questa premessa, è importante:
• attuare il monitoraggio aziendale;
• iniziare rapidamente la gestione estiva nelle zone di fondovalle - bassa collina, eseguendo le azioni preventive che, se applicate correttamente e, prima che l’infestazione inizi nel proprio oliveto, sono spesso risolutive per la gestione della mosca dell’olivo.
DIFESA ESTIVA
Azioni preventive: corroboranti ed esche moschicide
Dall’esperienza degli ultimi anni si è visto che è importante distribuire nella fase fenologica attuale di pre-indurimento del nocciolo la miscela composta da farina di roccia, rame e un adesivante. Le dosi e i prodotti utilizzabili sono i seguenti.
• Farina di roccia: caolino, ad esempio Surround alla dose di 3-4 kg/hl è più persistente al dilavamento rispetto alla zeolite, crea una barriera fisica sulle drupe e limita gli attacchi di mosca; inoltre, lo schermo di caolino sulle foglie di olivo riduce l’evaporazione e svolge un effetto protettivo contro le ondate di calore. Quando viene dilavato il prodotto va ripristinato alla dose di 2,5 kg/hl; in alternativa può essere impiegata la zeolite alla dose di etichetta.
• Prodotti rameici: il rame svolge un’azione di inibizione dei batteri simbionti ( Candidatus Erwinia dacicola) fondamentali per lo sviluppo della mosca dell’olivo. Pertanto, si consiglia l’impiego di rame a bassi dosaggi (20-30 g/hl di rame metallo).
• Adesivante: impiegato per migliorare la persistenza al dilavamento, si può usare la lecitina (es. Lecitina 80) alla dose di 150 ml/hl. Successivamente, distribuire in pianta un’esca moschicida. Fra quelle impiegabili vi sono:
• Spintor Fly (o altri prodotti similari) alla dose di 1-1,2 l/ha. Il prodotto va diluito in acqua nella proporzione 1:4/5 (una parte di Spintor Fly va diluita con 4 o 5 parti di acqua). Concentrazioni
più diluite rendono inefficace il prodotto perché fermenta e può favorire lo sviluppo di fumaggini. Va spruzzato a gocce grosse, sulla pagina inferiore delle foglie, a piante alterne, su un ramo del lato sud della pianta. La distribuzione spotty (a macchia) impiega circa 30-40 ml di prodotto diluito per pianta, va eseguita con spruzzino o pompa a spalla.
È possibile la ripetizione per un massimo di 8 volte l’anno, ogni 8-15 giorni circa in funzione della piovosità. Si ricorda che il prodotto è ammesso anche in agricoltura biologica .
• Esca proteica , ad esempio Amadene Fert alla dose di 1 l/hl oppure 10 ml/l + insetticida a base di deltametrina (es. Decis Evo alla dose di 40 ml/ hl oppure 0,4 ml/l).
Questa miscela va irrorata, anche con spruzzino o pompa a spalla, in ragione di 300 ml di liquido diluito per pianta, su una superficie più ampia rispetto allo Spintor Fly (3-4 m2 di vegetazione) iniziando dal lato sud, per poi girare nelle successive applicazioni verso ovest. Per ogni singola pianta non è possibile fare più di 3 applicazioni l’anno distanziate di 20-30 giorni circa, in funzione della piovosità. Per avere un effetto più prolungato e minore incidenza delle piogge dilavanti, è possibile spruzzare l’esca a piante alterne o a filari alterni ogni 10-15 giorni circa, alternando anche la data di distribuzione. Questo tipo di esca non è ammessa in agricoltura biologica.
• Esca proteica , ad esempio Visarel alla dose massima di 1,25 l/ha oppure 1,25 ml/l + Exirel Bait alla dose di 75 ml/ha. Questa esca proteica viene venduta nella stessa confezione con l’insetticida.
Impiegare con un volume d’acqua compreso tra 5 e 30 l/ha a seconda delle modalità d’impiego. Applicare a macchia (1-2 m²) sul lato sud o ovest di ogni pianta con lancia a mano o con pompa a spalla; oppure in banda (20-30 cm di ampiezza) su 1 lato di ogni fila, con una macchina irroratrice lasciando solo un ugello aperto (senza mettere in funzione la ventola).
Indipendentemente dall’attrezzatura e metodo impiegati, utilizzare ugelli e pressioni che producono gocce di diametro compreso tra 1-3 mm. Questo tipo di esca non è ammessa in agricoltura biologica.
Contenimento diretto
Insetticidi ovo-larvicidi
Questi insetticidi non sono alternativi alla cattura di massa (quindi vanno comunque utilizzate trappole o esche moschicide per una attività adulticida), ma sono impiegabili nelle gestioni integrate nei momenti in cui la presenza di adulti, uova o larve giovani di mosca supera il livello di soglia (3-5%). Formulati a base di acetamiprid: la sostanza attiva acetamiprid (es. Epik SL, Kestrel, ecc.) è caratterizzata da un’attività citotropica-translaminare e da elevata sistemia. Agisce prevalentemente su uova e larve di prima età, ma meno su quelle di seconda e terza età. Inoltre, è poco efficace sugli adulti. Per questo motivo la distribuzione di questo insetticida per contenere la mosca olearia va sempre abbinato all’impiego di un’esca moschicida. Il limite di questa sostanza risiede nella difficoltà di individuare il giusto momento di intervento nelle diverse zone olivicole del territorio provinciale.
I prodotti a disposizione sono ad esempio:
• Kestrel, applicato alla dose di 25-50 ml/hl (0,5 l/ha), effettuando al massimo 2 trattamenti l’anno con intervallo tra le applicazioni di almeno 14 giorni.
• Epik SL, impiegato alla dose di 100-150 ml/hl (1,5 l/ha), effettuando al massimo 2 interventi l’anno. ll tempo di carenza è di 21 giorni.
• Kipe 50 SL, impiegato alla dose di 100-150 ml/ hl (1,5 l/ha), effettuando al massimo 2 interventi l’anno. ll tempo di carenza è di 21 giorni.
Flupyradifurone: la sostanza attiva flupyradifurone (es. Sivanto Prime) ha azione citotropica; agisce prevalentemente su uova e larve. Dai riscontri di campo si è dimostrata più efficace rispetto ai prodotti a base di acetamiprid. Per questo motivo il prodotto va impiegato nel momento di massima presenza del dittero. Va applicato alla dose di 75 ml/hl (0,75 l/ha). È consentito solo un trattamento annuo, con tempo di carenza di 14 giorni.
Insetticidi adulticidi
Formulati a base di deltametrina: i prodotti fitosanitari a base di deltametrina (ad esempio Decis Evo) registrati nei confronti della mosca dell’olivo appartengono alla classe dei piretroidi e vanno usati alle dosi e con le modalità indicate nei vari prodotti commerciali.
La deltametrina è un insetticida che agisce su un
elevato numero di insetti, prevalentemente per contatto e secondariamente per ingestione. Presenta un forte potere abbattente (adulticida) ed è fotostabile, perciò manifesta una discreta persistenza. Non penetra all’interno dei tessuti vegetali. Non essendo selettivo per l’entomofauna utile, un uso ripetuto e irrazionale può provocare come effetto collaterale uno squilibrio biologico dell’agroecosistema, favorendo la comparsa di altri parassiti prima non problematici. Il suo utilizzo va quindi ponderato con attenzione in funzione della reale situazione delle infestazioni.
Piretro: in agricoltura biologica sono utilizzabili formulazioni a base di piretrine (piretro), sostanze attive ad azione adulticida ad ampio spettro e quindi caratterizzate da una bassa selettività.
Ad esempio, può essere impiegato Asset Five alla dose di 64 ml/hl, alla dose massima di 0,96 l/ha. Essendo il prodotto fotolabile, il trattamento va eseguito dopo il tramonto del sole, acidificando la miscela: la soluzione pronta all’uso deve avere un pH pari a circa 5-6, in quanto tale livello di acidità migliora l’efficacia del prodotto e ne aumenta la persistenza d’azione.
Contenimento della mosca olearia in aree private e in aree pubbliche
In campeggi, orti e giardini privati è possibile, oltre all’esposizione delle trappole, l’impiego di:
• corroboranti a base di farina di roccia, come sopra descritti;
• Spintor Fly.
La difesa dalla mosca olearia nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili come giardini pubblici, parcheggi, ecc., e regolato dal Piano di Azione Nazionale (PAN) in vigore dal 13 febbraio 2014 e Decreto n. 6-59 del 23 febbraio 2017) è importante perché se non effettuata, può contribuire allo sviluppo dell’infestazione del dittero in tutto l’areale olivicolo.
Nelle zone sensibili sono permessi dalla normativa solo formulati che in etichetta rispondono a determinati requisiti e fra quelli autorizzati, che si consiglia di utilizzare per contenere l’infestazione di mosca dell’olivo vi sono:
• Decis trap olivo/Fly Pack Dacus trap, dispositivi per la cattura massale;
• Spintor Fly.
Questi mezzi di contenimento vanno usati secondo le istruzioni precedentemente descritte.
Limitare gli effetti negativi delle temperature elevate
Le elevate temperature e la forte insolazione possono provocare interferenze negative nell’idratazione delle olivine e causare la successiva cascola. Quando le temperature superano i 33-35°C è importante irrigare l’oliveto per evitare stress idrici che favorirebbero la cascola.
In caso di temperature elevate, può essere interessante anche l’impiego di sostanze che proteggono la chioma dall’eccessiva insolazione e che contemporaneamente riducono l’evapotraspirazione. Possono avere questa azione le farine di roccia, come ad esempio il caolino o la zeolite, oppure il concime fogliare Manisol Zero New, alla dose di 4 kg/hl, più persistente al dilavamento rispetto alle polveri di roccia.
MONITORAGGIO AZIENDALE
Si suggerisce di praticare diffusamente il monitoraggio aziendale degli adulti di Bactrocera oleae, in quanto permette di:
• conoscere il grado di infestazione del dittero nel proprio appezzamento;
• effettuare una difesa adeguata;
• valutare se la difesa applicata funziona.
È importante che ogni olivicoltore conosca la dinamica della popolazione di mosca olearia nel proprio oliveto, perché risulta fondamentale per impostare correttamente la strategia di difesa.

Il monitoraggio può essere svolto nell’oliveto mediante:
• impiego di una trappola Fly Pack Dacus trap;
• costruzione di una trappola artigianale mediante l’utilizzo di un pannello colloso di colore giallo (Glutor), innescato con una fiala contenente del bicarbonato di ammonio, quale attrattivo alimentare. Il pannello colloso va sostituito ogni due settimane.
Le trappole per il monitoraggio vanno applicate all’esterno della chioma sul lato sud-ovest, ad un’altezza di circa 1,80 m.
Riconoscere l’adulto e gli stadi preimmaginali
L’adulto della Bactrocera oleae, lungo 4-5 mm, si contraddistingue per la presenza del mesoscutello di color avorio e di ali con piccola macchia apicale bruna. Nella parte terminale dell’addome la femmina mostra l’ovopositore, in parte invaginato, nerastro. Quando la drupa presenta il nocciolo indurito diventa recettiva all’ovideposizione della femmina; l’uovo viene deposto sotto l’epidermide dell’oliva, lasciando una caratteristica ferita triangolare sulla parte esterna della drupa. Nell’arco della sua vita una femmina ovidepone più di 200 uova.
Gli stadi preimmaginali della Bactrocera oleae sono: uova, stadi larvali e pupa.
L’uovo (0,7 x 0,12 mm) si presenta allungato di colore bianco opaco.
La larva di terza età (lunga 6-7 mm a maturità) è apoda (senza zampe) e bianchiccia. Differisce dalla

Foto 1
Maschio (a) e femmina (b) di B. oleae; da notare la tipica macchiolina nerastra all’apice dell’ala
larva di prima età (1–2 mm) e da quella di seconda età (3-5 mm) principalmente per le maggiori dimensioni.
La pupa si forma all’interno della cuticola della terza età larvale che, come in tutti i ditteri superiori, prende il nome di pupario. Questo (lungo 3-5 mm) ha forma di barilotto e colore bianco crema. Con l’aumentare della sostanza grassa nel mesocarpo della drupa, la larva, finito il proprio sviluppo, tende a fuoriuscire dall’oliva per andare a impuparsi nel terreno, anziché metamorfosare nel frutto all’estremità della galleria larvale.
Soglia di densità critica
Il monitoraggio settimanale può iniziare quando la drupa è nella fase fenologica di pre-indurimento del nocciolo (nella terza decade di luglio/prima settimana di agosto), contando gli adulti presenti: il rilevamento di 1-2 femmine/trappola/a settimana rappresenta una primaria soglia di guardia. Il monitoraggio può essere concluso alla raccolta.
Condizioni meteorologiche che influenzano la biologia della mosca dell’olivo
Nelle particolari condizioni microclimatiche delle zone litorali trentine (Torbole, Arco e Riva del Garda),
Infestazione attiva
Infestazione dannosa
Infestazione totale
l’insetto può svolgere anche 3-5 generazioni l’anno. In estate, in condizioni climatiche ideali (temperature comprese tra i 18 e i 28°C e umidità relativa elevata), l’intero ciclo della mosca, da uovo ad adulto, si compie in circa 30-40 giorni.
Le temperature estive superiori a 35°C incidono fortemente sulla vitalità di tutti gli stadi preimmaginali dell’insetto (uovo, larva, pupa); mentre temperature sui 32°C riducono la fertilità delle femmine.
TUTELA DELLE ACQUE
PER IL CONSUMO UMANO
Considerare le limitazioni riportate nella Delibera di Giunta provinciale n. 765 del 5 maggio 2023 a tutela delle zone di rispetto idrogeologico dei punti di captazione delle acque per il consumo umano, modificata con Deliberazione n. 1205 del 2 agosto 2024. Al momento tra i prodotti insetticidi utilizzabili su olivo nelle zone di rispetto non è consentito solo flupyradifurone.
Le mappe riportanti la collocazione delle zone di tutela assoluta e di rispetto sono disponibili accedendo al portale webgis della Provincia Autonoma di Trento. A questo link è possibile collegarsi alla mappa per la macroarea Alto Garda https://webgis.provincia.tn.it/wgt/services/ resolve/0jzTNL3dUCA
Uova, larve di prima e larve di seconda età
Larve di terza età, pupari, gallerie abbandonate
Stadi di sviluppo preimmaginali, vivi/morti e parassitizzati + fori di fuoriuscita e grandi gallerie vuote
Suscettibile ai trattamenti ovo-larvicidi
Non più controllabile con trattamenti insetticidi
Non più controllabile con trattamenti insetticidi
Tabella 1
Classificazione del tipo di infestazione da B. oleae in base agli stadi rilevati nelle drupe
Tipo di infestazione
Stadi rilevati Efficacia dell’intervento insetticida
POTATURA ESTIVA
La potatura estiva ha lo scopo di eliminare polloni e succhioni dell’anno e si attua dopo la metà di agosto, per evitare la ricrescita di queste formazioni legnose.
È consigliata:
• su piante squilibrate, particolarmente rigogliose;
• dove è stata effettuata una potatura di riforma. Prima di iniziare questo lavoro, molto oneroso, va effettuata un’attenta valutazione sulla reale necessità. I succhioni che verranno soppressi sono quelli ritenuti non necessari, mentre alcuni possono essere lasciati per la sostituzione di parti di branca, o rimaste prive di vegetazione. Queste formazioni legnose, che si sviluppano verticalmente nella parte alta o interna della chioma, assorbono sostanze nutritive e acqua dalla pianta e la loro asportazione favorisce l’ottimizzazione e la ridistribuzione delle energie che poi vengono utilizzate per la produzione. Questa operazione agronomica presenta i seguenti vantaggi:
• aiuta il riequilibrio di piante lussureggianti;
• dà la possibilità di correggere errori effettuati con la potatura invernale;
• ottimizza le risorse idriche della pianta;
• favorisce l’illuminazione e l’arieggiamento della chioma, riducendo così la predisposizione a patologie;
• migliora la distribuzione delle miscele antiparassitarie, aumentando in questo modo l’efficacia dei prodotti impiegati;
• facilita la raccolta con l’ausilio degli abbacchiatori;
• nelle branche acefale si può sceglie una cima di prolungamento, evitando così la creazione della “testa di salice” (formazione di succhioni che ombreggiano la parte più bassa della chioma);
• velocizza e semplifica la potatura invernale. Invece, se le piante sono equilibrate e ben strutturate è meglio orientarsi verso la potatura invernale, che consente di stimolare e favorire un corretto impulso vegetativo della pianta.
INDICAZIONI OPERATIVE
Il taglio dei succhioni non va effettuato a raso, a livello della corona, ma va lasciato uno sperone di alcuni millimetri.
In presenza di rogna, è preferibile effettuare la potatura in concomitanza di un periodo di bel tempo, per facilitare una corretta cicatrizzazione da parte della pianta. Oppure, finita la potatura, i tagli effettuati vanno disinfettati distribuendo una dose limitata di rame (20-30 g/hl di rame metallo).
L’aggiunta di un concime fogliare a base di rame e zinco (Dentamet alla dose 300-500 ml/hl), migliora lo stato fisiologico della pianta e potenzia indirettamente l’olivo, inducendo maggiore resistenza agli stress.
Anche gli attrezzi da taglio vanno opportunamente disinfettati con sali quaternari di ammonio (ad esempio Lysoform) per non favorire la diffusione di patologie batteriche (Rogna dell’olivo).